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I SEGNI ASTROLOGICI E GRAFOLOGICI DELL'INTELLIGENZA

 
L’intelligenza è intesa come la capacità complessa, in gran parte innata, di fronteggiare situazioni nuove, provenienti
dall’ambiente e di risolvere i problemi, che, via via, si presentano, più che con l’esperienza con la comprensione,
attraverso la valutazione degli elementi collegati alla situazione. Di conseguenza è presupposta la capacità di intendere
con abilità, pensare, saper interpretare e giudicare. Insomma, l’intelligenza è la capacità di penetrare le apparenze, nella
loro espressione multiforme e presuppone una mente analitico-razionale. Eppure, non è così chiaro ancora cosa sia
questo fattore che tanto incide nella vita e nella capacità o meno di raggiungere obiettivi e mete prefissate. 
I filosofi parlarono di intelletto, termine che fu usato in un doppio significato. Uno generico inteso come facoltà di
pensare, l’altro più specifico comprendente l’intelligenza. San Tommaso (1225-1274) affermò: <<Il nome di intelletto
implica una certa conoscenza intima; intelligere è quasi un leggere dentro (intus legere). Questo è evidente a chi
considera la differenza tra l’intelletto e i sensi: la conoscenza sensibile concerne le qualità sensibili esterne, la
conoscenza intellettiva penetra sino all’essenza della cosa>> (S. Th., II, 2, q. 8, a. I.). Per Spinoza (1632-1677)
l’intelligenza è sinonimo di ragione. 
Kant (1724-1804) la intese come la capacità di rappresentarsi ciò che non può essere compreso dai sensi. Leibniz (1647-
1716), a sua volta, intese per intelletto <<la percezione distinta unita alla facoltà di riflettere, che non c’è nell’anima
delle bestie>> (Nouv. Ess., II, 21, 5). Il filosofo tedesco Wolff (1679-1754) la riassume come <<facoltà di pensare>>
(Psychol. Empirica, 275). Fichte (1762-1814) affermò che essere intelligente vuol dire conoscersi. Secondo lui
l’essenza dell’intelligenza è intuire sé stessa. Secondo il punto di vista Ermetico, essa, per il Kremmerz (1861-1930)
<<è il fenomeno più eccelso dello stato vibratorio del meccanismo psichico (...). Parte suprema della personalità umana,
la quale è Unità dell’organismo universale; è la sintesi di Una vita animale e di Tutta la vita universale (...).
L’intelligenza è lo sforzo della Mente per concepire - assorbendone le virtù - l’Ente da cui trae origine. Intelligo, quasi
in te lego, da cui intellectus>> (G. Kremmerz, La scienza dei magi, Mediterranee, Roma 1976, vol. II.). 
Come questa facoltà si manifesta sempre il Kremmerz lo spiega con un esempio: <<Se studiate un problema di algebra
e non riuscite a trovarne la soluzione, né sperate di riuscirvi, e si affaccia... improvvisa una determinazione del vostro
intelletto che vi dà la via vera... quella che in voi si è prodotta è una luce intellettuale che viene dalla parte più nobile di
voi stessi, che pare per la sua sottilità una ispirazione a voi estranea: questa è intelligenza...>> (Ibidem). Prima di
addentrarmi nel terreno dell’astrologia per esporre le configurazioni dell’intelligenza è utile chiarire il concetto che
rende comprensibile e possibile la lettura del cielo. La forza che anima i sistemi planetari ha identica natura di quella
che muove gli uomini. Tra l’uomo (microcosmo) e l’universo (macrocosmo) circola l’identica energia vitale. 
Andrè Barbault scrive: <<Esiste un sincronismo perfetto fra questi due mondi ed è per questo che le cose si svolgono
parallelamente in cielo e in terra. Partendo da questo concetto di armonia fra l’individuo e il mondo, ambedue debbono
poter essere confrontati e paragonati a una certa ora e in un determinato luogo: l’oroscopo non è altro che l’algoritmo e
la matrice di questo rapporto. (...). …questa teoria ermetica acquista tutto il suo significato in un secolo come il nostro
in cui si constatano analogie fra il mondo infinitamente piccolo dell’atomo e quello infinitamente grande
dell’astronomia, come se le leggi di organizzazione avessero lo stesso peso ad ogni livello della natura>> (A. Barbault,
Dalla psicoanalisi all’astrologia, Morin, Siena 1971). Vediamo ora quali sono i segni astrologici che indicano
l’intelligenza in un oroscopo. Prima di tutto è da considerare Mercurio. 
S. Agostino osservava che: <<Se qualcuno è nato nel momento in cui Mercurio si trova in uno dei campi di Saturno, e
questo pianeta vi esercita effettivamente la sua potenza, ebbene, questa persona avrà una notevole intelligenza e il dono
di penetrare profondamente nel senso delle cose>> (Summa contra gentes). Sono, altresì, favorevoli all’intelligenza i
buoni aspetti tra Mercurio e la Luna e gli stessi pianeti domiciliati, situati in case angolari o in aspetto con l’Ascendente.
L’intelligenza è feconda se il Sole è nei Gemelli e in casa IV o se Marte, situato nei Gemelli, occupa la V. Altri
indicatori sono il Sole o l’Ascendente in un Segno d’Aria (Gemelli, Bilancia, Acquario) oppure in Vergine o nello
Scorpione. E’ realizzativa se il Sole occupa la casa IV ed è in Cancro. Saturno, in congiunzione con Nettuno, la rende
vivissima e, Urano in III, e nello Scorpione, la rende geniale. 
Non è così semplice, tuttavia, lo studio del cielo natale ed occorre prendere le debite distanze dalle chiacchiere dei
ciarlatani. Montaigne affermava: <<Ci vuole più a interpretare le interpretazioni che a interpretare le cose>>. La
grafologia è lo studio di un altro cielo. Nell’istante in cui verghiamo la nostra scrittura ci proiettiamo nello spazio.
L’universo nel quale viviamo è simboleggiato dal foglio e la movimentalità scrittoria rappresenta il nostro modo di
agire, in rapporto agli altri, in questo universo. Padre Girolamo Maria Moretti (1879-1936), caposcuola della grafologia
in Italia, elenca (G. Moretti, Grafologia, Messaggero, Padova 1977) i segni grafici sostanziali, cioè quelli che
riguardano la sostanzialità, il fondamento della personalità umana, relativi all’intelligenza, che, di seguito riassumo. 
La scrittura <<larga di lettere>> indica profondità intellettive nello scrivente. Se è <<larga tra lettere>> è segno di
comprensione rapida dei problemi. Il ragionamento e la capacità di critica sono rilevati dalla scrittura <<larga tra
parole>>. La logica si denota dal segno grafico <<slegata>>. La scrittura <<sinuosa>> indica capacità di penetrazione
psicologica e quella <<minuta>> rivela che lo scrivente è dotato di giudizio fine. La <<chiara>> è capacità di
apprendere e comunicare in modo chiaro e comprensibile. Il segreto della vita è che l’uomo interagisce con più universi
ed è egli stesso un piccolo universo. Gli archetipi, simboli eterni dell’anima umana, sono i pianeti. La vita è tutto un
fluire di energie da un cielo all’altro, un’interrelazione di sottili forze esplicantesi in un incessante dualismo, male e
bene, che bisogna superare e risolvere come un tutto indivisibile (altrimenti è la distruzione dell’essere) nell’unità della
grande legge dell’universo.
 GRUPPO SANGUIGNO, TEMPERAMENTO PSICOBIOLOGICO E SCRITTURA
 
La psicologa Léone Bourdel (1907-1966) condusse negli anni ‘30 interessanti studi sulla personalità testando un gran
numero di individui. La Bourdel li sottopose a svariati esami quali: il riflesso oculo-cardiaco, l'indice cefalico, la ricerca
del gruppo sanguigno, ecc., che la portarono alla distinzione di quattro temperamenti: l'armonico, il melodico, il ritmico
e il complesso. Jean-Charles Gille-Maisani precisa:
"(...) Importanti lavori hanno dimostrato che esiste una predisposizione ereditaria legata al gruppo sanguigno, che
appartiene a tale temperamento psicobiologico: gli individui del gruppo sanguigno A hanno la tendenza innata ad essere
armonici, mentre quelli appartenenti al gruppo sanguigni 0 tendono ad essere melodici. I soggetti B, d’altro canto, sono
tendenzialmente ritmici, mentre i soggetti AB risultano complessi. Si tratta di una scoperta di grandissimo interesse,
tanto più che, rispetto all’influenza ambientale, il ruolo degli elementi innati nella formazione del carattere, nonostante
sia ammesso da tutti, è poco conosciuto ed è stato assai meno studiato" (Jean-Charles Gille-Maisani, Temperamenti
psicobiologici e gruppi sanguigni, Teda ediz., Castrovillari (CS) 1992).
Questi studi, in un certo senso, avevano riesumato la teoria ippocratica sulla quale si fondavano i temperamenti di
Galeno. Il fattore che definisce certe predisposizioni caratteriali sembra indissolubilmente legato al gruppo sanguigno.
Importanti e successivi lavori hanno avvalorato la tesi che vi è in ogni persona una predisposizione ereditaria
dipendente dal gruppo sanguigno.
Il medico Paul Carton si domandò se il gruppo A corrispondeva al temperamento Sanguigno (Armonici), il B a quello
Nervoso (Ritmici), lo 0 al Bilioso (Melodici) e il gruppo AB al Linfatico (Complessi o AMR). Nel 1932, in Giappone,
apparve il libro di Takeji Furukawa che presentava i suoi esperimenti che confermavano la teoria della predisposizione
caratterologica legata al gruppo sanguigno. Lo psicologo Karl H. Gobber, condusse altre interessanti ricerche su 102
volontari.
Il problema è stato studiato, pure, sotto il profilo criminologico in diversi paesi tra cui la Francia dove R. O. Guidez
condusse lo studio su 535 detenuti del carcere di Fresnes. I risultati appurarono che i furti e le truffe sono più frequenti
negli individui con gruppo sanguigno 0. Il crimine passionale vede più numerosi i soggetti con gruppo sanguigno B. Le
rapine e le truffe sono imputabili al gruppo AB. E’ interessante, a questo punto, soffermarci sulle patologie relative ai
gruppi sanguigni. In campo psichiatrico si accertò la relazione tra psicosi maniaco-depressiva e gruppo 0; notevoli al
riguardo gli studi di Parker, Theilie e Spielberger. Nelle nevrosi ossessive-compulsive e nelle schizofrenie si scoprì che
andavano più soggetti individui con il gruppo A.
Voglio ricordare gli importanti lavori di Buchanan e Higley del 1936, confermati da L. Ugelli, Lessa e Alarcao nel
1949, ecc. che, in base a un certo gruppo sanguigno, scoprirono significative probabilità di ammalarsi di ulcera
duodenale o di tumore allo stomaco. I tedeschi G. Jorgensen e G. Schwarz osservarono che gli individui con gruppo
sanguigno A sono più frequenti tra i ricoverati in reparti chirurgici a differenza di quelli aventi gruppo 0.
Specificatamente, "l’affinità dell’ulcera duodenale con il sangue 0, che appariva già nei risultati del lavoro pionieristico
di Buchanan e Hgley, fu segnalata per la prima volta in Italia, nel 1936, da L. Ugelli, venne successivamente riscontrata
da Lessa e Alarcào nel 1949 e costantemente confermata, in seguito, dalle statistiche condotte nei paesi più diversi: i
soggetti 0 hanno il 33% di probabilità in più degli altri di avere un’ulcera; i gruppi A, B, e AB hanno le stesse
probabilità per quanto riguarda l’ulcera gastrica, il gruppo A essendo favorito per l’ulcera duodenale rispetto ai gruppi
B e AB (e, <<a fortiori>>, rispetto al gruppo 0). Visto il carattere spesso psicosomatico dell’ulcera, soprattutto nella sua
localizzazione duodenale, ci si può chiedere se, nei soggetti 0, tale fatto non possa essere in rapporto con la particolare
vulnerabilità dei soggetti melodici a carenze relazionali o alla mancanza di attività sociale. Ad ogni modo, il problema
non è semplice. Abbiamo mostrato come al gruppo sanguigno si aggiunga un altro fattore, ossia la secrezione (o no-
secrezione) di antigeni A, B o H nella saliva: i soggetti 0 non-secretori presentono la massima frequenza di ulcere
duodenali; i sogetti A secretori, seguiti dai B e dagli AB, la frequenza minima. D’altra parte, l’ulcera duodenale appare
statisticamente ad un’età più avanzata nei soggetti 0". Così scrive Gille-Maisani nel suo citato testo.
Lo studioso continua: "In compenso, il tumore allo stomaco è molto più diffuso nei soggetti A, come è stato dimostrato
da Aird e Bentall in un importante studio... e come da allora in poi è stato sempre confermato". Il gruppo sanguigno
influenza anche la scrittura dell'individuo e l'arte pittorica. Johan Kaspar Lavater, il grande studioso della scienza
fisiognomica, che osservò e studiò l’analogia esistente tra il linguaggio, il modo di camminare e la scrittura, nella sua
famosa opera: "Phisiognomische Fragmente zur Beforderung der Menschenkenntniss und Menscheuliebe", a tal
proposito, affermò: "Ogni disegnatore o pittore si riproduce più o meno nelle sue opere; in esse possiamo rintracciare
qualcosa della sua esteriorità o del suo spirito (...) Più confronto le varie scritture che mi passano sotto gli occhi, e più
mi convinco del fatto che esse sono altrettante espressioni ed emanazioni del carattere dello scrivente".
Dunque vi è un rapporto tra gruppo sanguigno, pittura e scrittura. Sei anni prima che l'abate Jean-Hippolyte Michon
(1806-1881), illustre grafologo francese (il primo a dare un fondamento scientifico allo studio della scrittura e a coniare
il termine "grafologia"), dette alle stampe il suo "Les mystères de l'écriture" (1866), J.B. Delestre osservò acutamente:
"Se paragonate il talento di un pittore con la sua scrittura, troverete un'incontestabile conformità di procedimento,
Inoltre, quando nel tempo un artista cambia stile, arriva a modificare in modo analogo anche la propria scrittura...".
Questa geniale intuizione porterà alla nascita della scienza grafologica. Il grafologo Jaime Tutusan Lòvez, nel 1986,
scriveva come dal fattore sanguigno si potevano scoprire le tendenze di base psicologiche, psicopatologiche e
patologiche. Vi sono diversi studi in merito. Il collegamento tra scrittura e gruppo sanguigno è stato preso in
considerazione a partyire dagli anni ’40.
Jean-Charles Gille-Maisani riporta, al proposito, le osservazioni di Schaer:
 
- gruppo A: scrittura omogenea, scorrevole, regolare nella larghezza (spazio tra lettere e parole), ma disuguale nella
pressione, ritmica.
- gruppo B: scrittura omogenea e stabile, regolare nella larghezza (spazio tra lettere e parole), talvolta con rigidità;
regolare nella pressione, costellata, tuttavia, di piccoli, improvvisi spasmi.
- gruppi 0 e AB: scrittura variabile, irregolare nella larghezza e nella forma (talvolta fino alla imprecisione).
Jaime Tutusaus Lòvez, grafologo spagnolo, dimostrò la correlazione tra gruppo sanguigno e scrittura. Questi studi sui
temperamenti psicobiologici, i gruppi sanguigni e la loro espressione grafologica e artistica e le relative tendenze
patologiche sono alquanto stimolanti per la vasta portata di applicazione che possono avere. Secondo il medico e
psicologo Gille-Maisani: "La frequenza di molte malattie dipende dal gruppo sanguigno. Citiamo, in particolare: i
tumori all’utero e alle ovaie, e l’anemia perniciosa, per le quali si osserva una frequenza maggiore del 30% nei soggetti
A; i reumatismi articolari acuti, con le loro sequenze cardiache, meno frequenti del 20% nei soggetti 0 che negli altri
gruppi. Dal punto di vista cardiovascolare, il gruppo sanguigno 0 è quello maggiormente favorito, mentre il gruppo A è
il più penalizzato per quanto riguarda l’infarto miocardico e le trombosi venose.
Dal punto di vista psicopatologico questi studi hanno evidenziato, secondo il già citato autore, che nella depressione
endogena "l’affinità della psicosi-maniaco depressiva con il sangue 0 è stata scoperta negli Stati Uniti da Parker, Theilie
e Spielberger, nel 1961. Da allora è stata quasi costantemente verificata" (Ibid.). Ricerche interessanti che oggi
sembrano essere state dimenticate.
 

GRAFOLOGIA DIAGNOSTICA
 
     Il sistema nervoso centrale influenza la movimentalità del gesto grafico. E’ necessario, prima di tutto, tracciare brevi
e chiare linee di neurofisiologia. Il cervello è un organo assai complesso e deputato a svolgere diverse e importantissime
funzioni. Di seguito una breve sintesi delle sue più importanti parti e funzioni. Il paleoencefalo o cervello arcaico è
vecchio di 450 milioni di anni. Esso, tra l’alto, comprende il cervello rettile, responsabile dei meccanismi di lotta e fuga.
Il neencefalo o corteccia cerebrale è il cosiddetto "cervello pensante", perché in esso hanno luogo i processi cognitivi
dell’individuo; da un milione e mezzo di anni ha sviluppato la stessa forma che ha oggi. E’ costituito dalla corteccia del
telencefalo con i suoi due emisferi ed il rinencefalo. Del paleoencefalo fanno parte il miencefalo o midollo allungato, il
cervelletto o metencefalo, il mesencefalo o cervello medio e il diencefalo o cervello intermedio.
     L’evoluzione dell’individuo in "homo sapiens" è stata possibile grazie allo sviluppo della corteccia cerebrale
(neencefalo o cortex). Dovrebbero essere menzionate ancora la formazione reticolare, che influenza il cervelletto, il
mesencefalo e il telencefalo, e infine il sistema limbico, che è il confine fra le parti del cervello antiche e nuove ed è
chiamato pure cervello viscerale. Esso presiede alla conservazione della specie, regola il tono dell’umore, la memoria e
le modalità di lotta o di fuga di fronte al pericolo. Il movimento scrittorio, come si è detto, risente dell'influenza del
sistema nervoso centrale (cervello, cervelletto e liquido spinale). Nel vergare uno scritto la mano di un individuo può
effettuare da 4 a più di 5 milioni di piccoli movimenti che, sommati, estrinsecano sul foglio il corpo calligrafico. Si
viene ad esplicare una vera e propria complessa attività neuro-muscolare che obbedisce alle fluttuazioni della libido in
quanto non vi è solamente una rappresentazione scultorea e pittorica della libido, ma, pure una rappresentazione grafica.
     Se riflettiamo un poco, quando scriviamo, non abbiamo affatto controllo dei segni grafici, che compongono un
qualsiasi nostro scritto, che tracciamo in maniera automatica e inconscia. Il professor Marchesan, insigne figura di
studioso e autore di studi basilari sulla psicologia della scrittura, ha scritto che il gesto grafico non è cosciente in quanto
automatizzato e, in un minuto di scrittura, la nostra mano è soggetta a circa 600 impulsi grafomotori. Per intenderci in
un solo secondo di scrittura gli impulsi, che formano le parole scritte, sono addirittura 10-11. Si vengono così ad
innescare degli automatismi inconsci relativi alla complessa attività neuro-muscolare che muove la nostra mano. Ci si
può chiedere quale sede del cervello è deputata alla peculiare funzione del movimento scrittorio.
     Il cervello è costituito da profondi solchi che incidono tutta la sua superficie. Si presenta diviso in due parti o
emisferi e si suddivide, ancora, in lobo frontale, lobi parietali, temporali e occipitale. In quest'organo, che si può ben
rappresentare come un vero e proprio computer, in zone ben precise si svolgono tutti quei complicati processi alla base
delle importanti funzioni psicosomatiche. I due emisferi cerebrali sono collegati dal corpo calloso ed esplicano
differenti funzioni. L'emisfero destro controlla la parte sinistra del corpo ed è la sede dell'intuizione, della creatività e
dell'istinto. Quello sinistro interferisce con la parte destra del soma e le attività psichiche che qui si esplicano sono
quelle razionali, coscienti.
     Le zone situate nel cervello e adibite a ricevere e decodificare i messaggi che giungono dal corpo e altresì a
organizzarne le varie attività sono localizzate su un'area che occupa circa 220.000 millimetri quadrati. Le fibre che
consentono queste informazioni, la loro decodificazione e le risposte sono oltre 400 milioni. Si può già avere una
pallida idea della complessità e dell'enorme importanza che riveste quest'organo. Continuando questa sintetica
descrizione si pensa che la sede del linguaggio scritto è localizzata nel lobo frontale sinistro, appena sotto il piede della
seconda circonvoluzione, occupando la medesima area dove sono situati, nei destrimani, i centri deputati ai movimenti
delle dita, della mano e del braccio. Si è osservato che un danno a questa zona produce nell'individuo l'agrafia, cioè quel
disturbo della capacità di scrivere consistente nella dimenticanza dei movimenti inerenti a questa attività.
     Non tutti i ricercatori sono, tuttavia, convinti della sede di questa zona nell'area appena descritta. Altri, infatti,
collocano questa zona nel midollo, all'altezza del rigonfiamento anulare. Diversi studiosi hanno elaborato interessanti
teorie nell’ambito di una concezione neurofisiologica, in una prospettiva filogenetica ed ontogenetica della scrittura.
Rudolf Pophal, psichiatra, neurologo e grafologo rapporta "le peculiarità psicologiche personali alla struttura anatomica
del sistema nervoso, interpretato geneticamente ed in particolare al pallido, allo striato e al cortex. Secondo tale teoria
degli strati, lo scrivere è condeterminato da impulsi volontari e involontari espressi da tutto il nevrasse, a livello
paleoencefalico e neoencefalico. ...Tale ottica allarga il concetto tradizionale di grafologia, che va intesa come ramo
dell’antropologia che studia la personalità del gesto grafico individuale, interpretato in modo neurofisiologico-analitico-
genetico. Si parla così di grafia pallidaria, stiaria e corticale, secondo la dominanza del rispettivo centro nervoso..." (R.
Pophal, Die Handschrift als Gehirnschrift, Verlag, Rudolstadt 1949).
     Scrive Bruno Vettorazzo che "in definitiva il Pophal… afferma la personalità totale quale armonia fra gli strati, nel
cui contesto olistico trae significato ogni particolare. L’ipersviluppo noopsichico potrà generare il genio, quello
timopsichico l’uomo di Gemut, quello somatopsichico l’uomo dell’istinto. L’analisi grafologica sistematica potrà
accertare, volta a volta, in quale strato sia più marcata l’impronta della personalità" (B. Vettorazzo, Grafologia
giudiziaria e perizia grafica, Giuffré Editore, Milano 1987).
     Come tutti gli altri organi anche il cervello è soggetto ad invecchiamento. Nel processo di senescenza il suo volume,
rispetto all’età giovane (20-30 anni) tende a ridursi sempre di più. Intorno ai 70-80 anni la riduzione è calcolabile
all’incirca del 20%. I segni grafici dell’invecchiamento sono: incertezza nella direzionalità del rigo; rallentamento e/o
rimpicciolimento con frequenti slegamenti e interruzioni. Frequenti i tremori (Resten, 1949), la lentezza (Zurardelli,
1863), con tratti tremanti misti (Boquet, 1957) e tracciato fangoso con occhielli pieni (Del Torre, 1962).
     Particolari avvenimenti, causanti una perturbazione emotiva, possono produrre danni gravi in un organismo. Altri
ricercatori come K.P. Balitski, B.H. Fox, G. Machol, J. Achterberg, H.J.F. Baltrusch, M.K. Bowers, W. Crosby, Y.
Ikemi, O. Speciani e tanti altri ancora hanno scoperto interessanti relazioni tra lo stress distruttivo e l'insorgenza di un
cancro. La risposta di un individuo allo stress distruttivo, si articola in un complesso percorso diencefalo-ipofisario-
neuroendocrino. Le emozioni, nell'insorgenza tumorale, indubbiamente, giocano un ruolo molto importante.
     La Grafologia può, a questo punto, essere di grande aiuto perché consente di scoprire i tratti a rischio del carattere e
a valutarne il grado di presenza e la potenziale pericolosità. In senso lato, i segnali grafologici dell'emotività eccessiva
sono: tracciamento impaziente, veloce e non nitido delle lettere. Sono anche riscontrabili interruzioni e tensioni dei
tratti. Frequente è anche la presenza di lettere deformate da movimenti nervosi, che, letteralmente, le strapazzano. Lo
scarso controllo psicologico, il dispendio di energie e i conflitti con l'ambiente sono, anche, espressi da una scrittura col
segno grafico "rapida" espresso con grande intensità. L'ansia è, più specificatamente, segnalata in un scritto dai tratti
verticali discendenti di alcune lettere dell'alfabeto, che si fanno eccessivamente sottili verso giù. L'accentuazione di
un'emotività dolorosa è espressa da una scrittura che incede con un dinamismo esasperato, che caratterizza l'agitazione
del movimento grafico.
     Le paure irrazionali, che irrompono dal buio dell'inconscio e sconvolgono la visione del mondo, sono indicate dalla
presenza verso l'alto delle aste, delle "d" e delle "t", di un improvviso movimento all'indietro; è il segno grafico "Apici
ritorti". La disperazione angosciosa, derivante dall'influenza di un genitore soffocante, che ha traumatizzato il periodo
dell'infanzia del soggetto, si traduce, sovente, in un'avversione estrema e dolorosa verso tutti e verso un mondo
considerato ostile e pericoloso. La scrittura di queste persone avanza rovesciata con le aste all'indietro. E' questa la
riproposizione grafico-simbolica della paura a procedere dell'individuo verso l'ambiente e il suo prendere le distanze
dagli altri. La mancanza di spontaneità è il prodotto di un'eccessiva tensione nervosa che toglie alla persona,
irrigidendola, la possibilità di essere sé stessa, sacrificandone la spontaneità. Si affievolisce, così, la capacità di donare
se stessi, trattenendo dentro tutta la propria complessità e perdendo, irrimediabilmente, la possibilità di comunicare con
gli altri, precipitando nell'ansia della propria solitudine.
     Il segno grafico indicatore è la proiezione, in queste scritture, di una dolorosa condizione psichica espressa in un
dinamismo grafomorfico "teso", che tradisce la sofferenza dello scrivente, vittima dell'impossibilità di sciogliere la sua
armatura caratteriale e incapace di attivare il proprio libero impulso, per esprimere ciò che nasce dal proprio animo. Egli
rinuncia, così, a quel moto dell'animo liberatorio, a favore di artificiose costrizioni, che, irrimediabilmente, ne limitano
l'umanità e lo precipitano nell’inibizione e nella disperazione. Laborit era dell’idea che il male peggiore per l’individuo
è l’impossibilità di agire e, di conseguenza, realizzarsi. Lo studio e una maggiore conoscenza dell’uomo, inteso come
unità psicosomatica e delle sue più varie espressioni, compresa la scrittura, potranno un domani rendere più
comprensibili cose che oggi sono avvolte nel più fitto mistero (come l’insorgenza tumorale) e sfuggono a qualsiasi
tentativo di decifrazione. La grafologia consente di penetrare le pieghe più profonde dell’individuo. Analizzando i segni
delle scritture si possono scorgere gli anfratti delle profondità dell’anima e la complessità di ogni individualità.
Possono, altresì, essere messi in luce quelle forze dell’anima, che vengono attivate nei processi di guarigione.