Sei sulla pagina 1di 9

Transformer.

A transformer is a device that changes the potential difference of an


alternating current. It consists of two wire coils wrapped around a
ferromagnetic core. These coils are called primary and secondary windings.
The windings are identified according to their number of turns, the high
voltage one (H.V.) has the highest number of turns and smaller section, while
the low voltage one (L.V.) has the least number of turns and the largest
section.
There are two main types of transformers, this difference is based on which
winding is chosen for the power supply. We have:
- Step-up transformers, that increase the potential difference.
- Step-down transformers, that decrease the potential difference.
The operation of a transformer revolves around two main principles. The first
principle is that an electric current can produce a magnetic field. The second
principle is called electromagnetic induction and It states that if a conductor is
moved through a magnetic field, an electric current will flow in the conductor.

Descrivere la prova a vuoto di un trasformatore monofase.

Per la rappresentazione del trasformatore ideale sotto forma di circuito


occorre determinare un modello elettrico, chiamato normalmente circuito
equivalente, che tenga conto del suo funzionamento e dei fenomeni che vi si
svolgono. Il trasformatore reale, schematizzato a partire dal circuito del
trasformatore ideale, è caratterizzato da:

 Parametri longitudinali, cioè da una resistenza R1 e da una


induttanza L1 poste in serie al percorso della corrente di ingresso
all’avvolgimento primario e inoltre da una resistenza R2 e una
induttanza L2 poste in serie al percorso della corrente all’avvolgimento
secondario. Le resistenze R1 ed R2 rappresentano le perdite nel rame
per effetto Joule. Le induttanze L1 ed L2 rappresentano i flussi
magnetici dispersi.

 Parametri trasversali o in derivazione, cioè da una resistenza R0 e


da una induttanza L0 posti in parallelo al percorso della corrente di
ingresso all’avvolgimento primario. Tali parametri fanno riferimento al
nucleo ferromagnetico del trasformatore. La resistenza R0 rappresenta
le perdite nel ferro per isteresi magnetica e per correnti parassite, il
suo valore dipende dalla frequenza e dalla forma d’onda di
alimentazione. L’induttanza L0 riproduce la corrente di magnetizzazione
necessaria a creare il flusso magnetico.
Nel funzionamento a vuoto il trasformatore è alimentato sul primario con
tensione V1, mentre il circuito secondario è aperto e non viene erogata
alcuna corrente al carico.

Essendo I2 = 0 saranno nulle le cadute di tensione sui parametri R2 ed X2 e,


quindi, all’uscita del trasformatore sarà presente la tensione secondaria a
vuoto, pari a quella indotta nell’avvolgimento.
V́ 2= É 2=V́ 20

Nel primario circolerà la corrente a vuoto Í 0 , tale corrente, che è l’unica


circolante nella macchina durante il funzionamento a vuoto, viene scomposta
nelle sue componenti I a (corrente attiva) e I µ (corrente magnetizzante). Le
loro espressioni sono date da:

Le equazioni elettriche del circuito primario saranno le seguenti:

Normalmente il termine è trascurabile rispetto a É1, per cui si


può considerare:
V 1≃ E1

 Rapporto di Trasformazione a vuoto


Si indica con K 0 il rapporto di trasformazione a vuoto, esso indica il
rapporto K 0= V 1 /V 2 tra la tensione nominale primaria e la corrispondente
tensione secondaria a vuoto.
Dato che K 20 = K 2 e V 1 ≃ E1 , si deduce che:

Possiamo affermare quindi che il rapporto di trasformazione a vuoto può


essere ritenuto circa uguale al rapporto spire.

 Bilancio delle potenze


Il trasformatore assorbe dalla rete di alimentazione le potenze a vuoto,
date da:
 Potenza attiva, P0=V 1 I 0 cos φ0 ,che si può ritenere uguale alle sole
perdite nel ferro.
 Potenza reattiva, Q0=V 1 I a sen φ0 , che è circa pari alla potenza di
magnetizzazione del nucleo.
 Potenza apparente, ricavata dalla formula: S0= √ P02 +Q02
Tali potenze costituiscono delle potenze perse nel trasformatore stesso,
dato che le potenze erogate al carico sono nulle.

 Diagramma vettoriale del funzionamento a vuoto


Per disegnare il diagramma vettoriale del funzionamento a vuoto si
procede nel seguente modo:
1. Si disegnano i vettori delle tensioni indotte É1 ed É2, sfasati di 90° in
ritardo rispetto al flusso.
2. Si traccia il vettore − É1, opposto a É1.
3. Si delinea la corrente Í a che è in fase con la tensione É1 che la
produce ed essendo relativa a un elemento resistivo è in anticipo di
90° rispetto al flusso magnetico.
4. Si disegna la corrente Í µ , che è in ritardo di 90° sulla tensione − É1
che la produce ed essendo relativa a un parametro induttivo è in
fase con il flusso magnetico.
5. Si traccia il vettore Í 0 è dato dalla somma vettoriale delle due correnti
precedenti.
6. Per delinea il vettore V́ 1 occorre sommare vettorialmente, i vettori − É1
, R1 Í 0 (in fase con Í 0, essendo una caduta di tensione resistiva) e
j X 1 Í 0 , sfasato di 90° in anticipo su Í 0, essendo una caduta di tensione
induttiva.
7. L’angolo φ 0 rappresenta lo sfasamento in ritardo della corrente a
vuoto rispetto alla tensione primaria e, di conseguenza, cos φ0 è il
fattore di potenza a vuoto del trasformatore.

Misura per un trasformatore monofase


La prova a vuoto su un trasformatore ha lo scopo di determinare la potenza
assorbita a vuoto P0, la corrente a vuoto I0 circolante nell’avvolgimento
alimentato, il rapporto spire m, i parametri R0 e X0 ed infine il fattore di
potenza a vuoto cos φ0, che dipende dallo sfasamento tra la tensione di
alimentazione e la corrente. La prova si esegue alimentando un lato del
trasformatore, con l’altro lato aperto, non collegato ad alcun carico. Il circuito
di misura è riportato nella figura che segue.

Gli strumenti usati per l’effettuazione delle misure sono:


 Un amperometro, indicato con A.
 Due voltmetri indicati con V1 e V2.
 Un wattmetro a bassocos φ, indicato con W.
 Un alimentatore variabile in corrente alternata (variac).
Inoltre, inserito a monte di tale variac ci sarà un frequenziometro avente il
compito di controllare che la frequenza durante la prova sia sempre uguale a
quella di targa della macchina.
La prova può essere effettuata sia dal lato di alta tensione sia dal lato di
bassa tensione. Tale scelta dipende dalle tensioni disponibili. Dalle letture
degli strumenti si ricavano i valori delle tensioni V 1 e V2 tramite i due
voltometri, della corrente I0 tramite l’amperometro e della potenza P0 tramite
wattometro.
Con i dati ricavati si calcola:
 Il valore del fattore di potenza a vuoto cos φ0 con la relazione:
P0
cos φ0= ;
V 1 I0

Inoltre, si ricava sin φ 0:


sin φ 0=√(1−cos φ02 );

 Il rapporto spire m:
m=V 1 /V 2;
 I parametri R0 e X0:
(V ¿¿ 1)2 (V ¿ ¿1)2
R0 = ¿; X0 = ¿;
BT
P0 BT
I 0 sin φ 0

Poiché all’inizio della dimostrazione abbiamo ipotizzato di operare la misura


dal lato della bassa tensione (B.T.), i valori di R0 e X0 ricavati sono attribuiti a
questo lato. Se si vogliono ottenere quelli relativi al lato dell’alta tensione
(A.T.) è sufficiente moltiplicarli per il quadrato del rapporto spire.
R0 =R0 ∗m2;
AT BT
X 0 = X 0 ∗m 2;
AT BT

Electric motor.
An electric motor transforms electrical energy into mechanical energy
following the principle of electromagnetic reaction.
A motor is made up of several different pieces:
There is the armature, that consists essentially of coils of wire wrapped
around a metal core in which electric current is induced. Then there is the
axle, which is the central shaft of the motor structure, the stator which is the
part of the motor that does not move, and the last one is the rotor which is
the part that spins inside the motor. Lastly there are the commutator and the
brushes that are strictly linked together. The commutator is a ring of
contacts that turns different coils on and off as the armature of the motor
spins. While the brushes are the sliding contacts that make contact with the
commutator and conduct electric current to it.

Descrivere i 3 tipi di regolazione per il controllo elettronico del


motore asincrono trifase.
La regolazione dei motori asincroni trifase si effettua con le seguenti
metodologie:
1. Commutazione del numero di poli.
2. Inserzione di un reostato collegato agli avvolgimenti rotorici.
3. Variazione della frequenza tramite convertitori.

 Variazione di velocità con commutazione di polarità.


La commutazione di polarità di un motore asincrono trifase ha il proprio
fondamento nella variazione del numero di poli tramite il semplice
cambiamento delle connessioni portate all’esterno della morsettiera.

La commutazione di polarità trova maggior applicazioni nei motori asincroni


con rotore a gabbia di scoiattolo, mentre crea seri problemi nei motori con
rotore avvolto, perché in questo tipo di motori a ogni commutazione dei poli
sugli avvolgimenti statorici deve seguire un’analoga commutazione sugli
avvolgimenti rotorici.
In commercio si trovano motori costruiti con due distinti avvolgimenti statorici
oppure costruiti con un solo avvolgimento con connessioni secondo lo
schema Dahlander.
Nel caso di motori a due avvolgimenti il rapporto tra le due velocità può
essere diversificato. Nel caso della soluzione Dahlander invece, la variazione
di velocità rimane sempre nel rapporto 1:2. Inoltre, nei motori asincroni trifase
con avvolgimento Dahlander:
 Al maggior numero di poli corrisponde la velocità inferiore
(collegamento a triangolo o collegamento parallelo).
 Al minor numero di poli corrisponde la velocità superiore (collegamento
a doppia stella o collegamento serie).
L’avvolgimento Dahlander può essere utilizzato per i seguenti collegamenti:
 λλ/Δ (Doppia stella / triangolo) per il comando di macchine
operatrici in cui la potenza richiesta rimane costante col il crescere della
velocità, mentre la coppia decresce proporzionalmente.
 Δ/λλ (Triangolo / doppia stella) per il comando di macchine
operatrici la cui potenza richiesta aumenta proporzionalmente con la
velocità, mentre la coppia rimane costante.
 λ/λλ (Stella / doppia stella) per il comando di macchine operatrici la
cui potenza richiesta aumenta con il cubo della velocità e la coppia
aumenta con il quadrato della stessa.

 Regolazione con reostato su circuito rotorico.


La regolazione della velocità in un motore asincrono trifase con rotore avvolto
si ottiene inserendo un reostato nel circuito rotorico. Con questa tecnica si
produce un aumento dello scorrimento e, in relazione ad esso, una
diminuzione della velocità. Inoltre, si provoca una variazione dell’impedenza
rotorica e di conseguenza si riduce la corrente di avviamento.
Questo tipo di impianto presenta però due principali inconvenienti:
1. Il funzionamento della macchina può risultare poco stabile.
2. Occorre tenere conto che con i gruppi di resistenze viene dissipata in
calore una percentuale di energia.

 Regolazione mediante inverter.


I convertitori statici di frequenza per motori asincroni trifase sono dei
dispositivi di potenza progettati per trasformare un sistema trifase a tensione
e frequenza costanti in un nuovo sistema a tensione e frequenza variabili.
Sono costituiti da quattro componenti fondamentali:
1. Un convertitore C.A./C.C.
2. Un filtro.
3. Un invertitore.
4. Una logica di controllo.
La tensione di alimentazione viene raddrizzata nella parte di potenza
(convertitore C.A./C.C.), livellata in un circuito intermedio (filtro) e infine
trasformata in una rete trifase di uscita con tensione e frequenza variabili
(invertitore).
Per variare la frequenza si utilizzano dei convertitori, denominati inverter che
trasformano la corrente continua in alternata. L’inverter è un tipo di
convertitore che, alimentato da una sorgente costante in corrente continua,
fornisce un sistema a tensione alternata.
Il tipo di inverter più utilizzati sono gli inverter a commutazione. Essi sono
realizzati con transistor BJT e MOSFET per le piccole potenze, e con
transistor bipolari con gate isolato IGBT per convertitori di elevata potenza.
La tecnica di comando più usata è quella denominata modulazione a
larghezza d’impulso (PWM) che consiste essenzialmente nel variare i tempi
di conduzione e di interdizione dell’interruttore statico, per poi regolare
l’ampiezza e la frequenza della tensione di uscita.