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SCHEMA GENERALE SONETTO

LA SCUOLA SICULO-TOSCANA
Nacque intorno alla seconda metà del 1200, traendo spunto dalla scuola
provenzale e da quella siciliana. Quest’ultima influisce sui temi di quella
toscana, per quanto riguarda l’amore e la libertà d’espressione; inoltre le
tematiche si espandono, il linguaggio è più complesso e si aggiunge il tema
della religione, che insegna a comportarsi in maniera adeguata a livello
politico e sociale.

Dal punto di vista della forma linguistica si sviluppa un plurilinguismo, per


via della presenza di molti centri culturali e dell’usanza di ognuno di questi
del proprio dialetto.

Oltre all’amore, gli altri temi ricorrenti della scuola siculo-toscana, ormai
formata, troviamo: la spiritualizzazione della figura femminile (=cioè la
percezione della donna come una divinità), la guerra, l’esilio, la politica in
generale e l’uso di una lingua aderente alla realtà quotidiana.

GUITTONE D’AREZZO
Santa Firmina tra il 1230 e il 1235 - Firenze 1294

Nel 1265 entrò nell’Ordine dei Cavalieri di Santa Maria, costituito da


uomini capaci di usare le armi per la difesa della fede cattolica. Questo
movimento presentava sfumature di tipo politico e per questo Guittone ne
sposò gli ideali

 Tuttavia i confratelli non portarono fedeltà alla loro scelta


spirituale molto a lungo e il poeta a quel punto ebbe una crisi interiore che
lo portò a scegliere la vita religiosa

Per quanto riguarda lo stile di scrittura, Guittone ha uno stile dato dalla
fusione di vari stili di scrittura; infatti le sue composizioni sono adatte ad
ogni ceto sociale, dalla plebe all’aristocrazia.
-tutt’or ch’eo dirò gioi, gioiva cosa-
INTRO: è il sonetto più famoso del Canzoniere di Guittone; il tema
principale è l’amore dell’autore verso la sua amata.

NOTA METRICA: sonetto composto da 2 quartine a rima alternata ABAB


ABAB e 2 terzine a rima alternata CDC DCD; versi endecasillabi

PAROLE CHIAVE: gioia e gioioso

CAMPI SEMANTICI: la vista

FIGURE RETORICHE:

-Allitterazione= “gioi, gioiva”( vv. 1), “gioisa gioi” (vv. 12)

-Anafora= “e gioia...e gioia” ( vv. 4-5), “e gioi’...e gioi’” ( vv. 10-11)

-Climax= “di volere...di pensamento...di dire... di far gioioso” ( vv. 9-10)

-Enjambement= “gioiosa e” ( vv. 3-4), “amorosa ched” ( vv. 7-8),


“pensamento e” ( vv. 9-10), “gioioso e” ( vv. 10-11), “disioso di” ( vv. 12-13),
“sento se” ( vv. 13-14)

SINTASSI: paratattica

LESSICO: complesso

CECCO ANGIOLIERI
Siena 1260- Siena 1312/1313

Dal 1281 iniziò a combattere con loro contro i Ghibellini e scrisse le sue
opere soprattutto in questo periodo.

Le sue opere furono pubblicate dagli editori Mauro Marti e Maurizio


Vitale con il titolo di Rime dopo un difficile lavoro di ricerca infatti molte
delle sue poesie andarono perdute mentre altre gli furono attribuite per
errore; i componimenti sono ordinati in base alla cronologia degli eventi
che raccontano.

Cecco rientra nel filone della poesia comico-realistica che si contrappone


allo Stilnovismo: utilizza un linguaggio comune, spesso anche volgare e
rozzo; parla di donne, anche in modo erotico, attaccando in modo crudo
quelle che riteneva meno graziose; parla dell’alcolismo e dei vizi di gola.

-s’i fosse foco-


INTRODUZIONE:

NOTA METRICA: sonetto formato da 2 quartine con rima incrociata


(ABBA BAAB) e 2 terzine con rima alternata (CDC DCD); versi
endecasillabi

PAROLE CHIAVE: S’io fosse

CAMPI SEMANTICI: la vista

FIGURE RETORICHE:

-Anafora= “s’i fosse” (vv. 1-2-3-4-5; 9-10)

-Parallelismo= vv.1; vv. 4

-Chiasmo= vv.2; vv.3

-Apostrofe= vv.7

-Allitterazione= “fosse foco”

SINTASSI: ipotattica

LESSICO: semplice

DOMANDE SCUOLA TOSCANA


-Quando morì Federico II? (1250 CORRETTA, 1253, 1268, 1243)

-Quali sono i temi che tratta la scuola toscana? (Politica CORRETTA,


solitudine, amore, religione)

-Chi sono i poeti più importanti e quali sono le loro opere? (Guittone
D’Arezzo “tutt’or ch’eo dirò gioi gioiva cosa” CORRETTA, Cecco Angiolieri
“Si fosse foco” CORRETTA, Dante “divina commedia”, Pascoli “Myricae”)

-Quali di questi temi non viene trattato da Guittone D’Arezzo? (politica,


religione, amore, la figura femminile CORRETTA)
Quale di questi temi non viene affrontato da Cecco Angiolieri? (Alcolismo,
figura femminile in modo negativo, gioco d’azzardo, amore CORRETTA)

PETRARCA
-biografia-
Nacque ad Arezzo il 20 luglio 1304

Studió in Provenza e successivamente a Bologna

Nel 1326 smise di studiare e, nel 1330, passò al servizio del cardinale
Colonna

Negli anni seguenti si mise più volte al servizio di vari signori italiani e
stranieri, poiché si presentava a tutti come un intellettuale “senza patria”

Il 6 aprile 1327 conobbe Laura, una donna di cui si innamorò e alla quale
dedicò gran parte delle liriche del “Canzoniere”

1331: gli vennero assegnati degli incarichi diplomatici che lo portarono a


spostarsi per tutta l’Europa

1343: iniziò a scrivere varie opere latine a tema religioso e morale come il
“Secretum”

6 aprile 1348: Laura morì a causa della peste

Negli anni successivi alla peste il poeta entrò a contatto con nuovi
ambienti e intellettuali

Nel 1353 si trasferì a Milano alla corte dei Visconti, poi si trasferì a
Padova

1370: acquistò una casa ad Arquà

1374: morí ad Arquà a causa di una febbre

-poetica-
È considerato il fondatore della poesia lirica-moderna

La coscienza e l’interiorità sostituiscono l’impegno politico


Padroneggia il latino classico e lo preferisce al volgare

É visto come il poeta del dubbio e dei tormenti interiori

Nella sua poetica troviamo due aspetti fondamentali:

-l’amore per Laura (visto come inconsistente perché non corrisposto)

-il desiderio di servire Dio e di ricercare i beni spirituali

-opere-
⇒ L’epistolario latino (1361-1374) -> scritta in latino

⇒ Secretum (1347-1353) -> scritta in latino

⇒ L’Africa (1338-1339) -> scritta in latino

⇒ Il Canzoniere (1336-1374) -> scritto in volgare

⇒ I trionfi (1353-1374) -> scritto in volgare

-canzoniere-
Titolo originale: Rerum vulgarium fragmenta
È stato scritto in 40 anni 
È Composto da 366 componimenti
È diviso in due parti: le rime in vita di Laura e le rime in morte di Laura
Laura potrebbe essere una figura idealizzata dall'autore
Petrarca vede Laura come una donna reale

Racconta la storia di un amore infelice e tormentato

Contiene anche una trentina di poesie a tema religioso o politico

Il poeta si interroga su tematiche di tipo esistenziale

È definito un “diario interiore” del poeta

Presenta una perfezione formale

Scritto in un volgare elegante


Ha un vocabolario poetico revisionato e selezionato

I termini vengono scelti sulla base della loro musicalità

Le figure retoriche sono state scelte con attenzione

-voi ch’ascoltate in rime sparse il suono-


INTRO: sonetto scritto nel 1350 che fa da intro al canzoniere. Parla
dell’amore di Petrarca per Laura, definito “Giovanile errore”.

NOTA METRICA: due quartine a rima incrociata (ABBA ABBA) e due


terzine a rima alternata (CDE CDE); versi endecasillabi

VALORE DEL TITOLO: il titolo corrisponde al primo verso

PAROLE CHIAVE: vane, vergogna, dolore, pietà, vaneggiare, sogno (quasi


tutte legate all’ultimo verso)

CAMPI SEMANTICI: fragilità delle cose terrene (“sospiri”, “giovanile


errore”, “vaneggiar” e “breve sogno”)

FIGURE RETORICHE:

enjambements -> (v. 1-2), (v. 9-10), (v. 10-11), (v. 13-14)

allitterazione (F) -> favola fui (v. 10)

allitterazione (M) -> me medesimo meco mi (v. 11)

allitterazione (V) -> vaneggiar vergogna (v. 12)

parallelismo -> Voi ch’ascoltate in rime sparse il suono di quei sospiri ond’io
nudriva ’l core (vv. 1,2)         (soggetto, verbo)

anastrofe -> di me medesmo meco mi vergogno = mi vergogno di me


medesmo meco (v. 11)

anastrofe -> del mio vaneggiar vergogna è il frutto = vergogna è il frutto


del mio vaneggiar (v. 12)

allocuzione -> voi ch’ascoltate in rime sparse il suono (v. 1)

SINTASSI: ipotattica
LESSICO: pochi aggettivi di valore negativo

-erano i capei d’oro a l’aura sparsi-


INTRO: sonetto scritto tra il 1339 e il 1347 ed è il novantesimo sonetto
del Canzoniere, nella parte “rime in morte di Laura”. Tema principale:
innamoramento del poeta + descrizione di Laura (prima vista come una
figura lucente e poi vista con un volto di pietà poiché stava morendo)

NOTA METRICA: due quartine a rima incrociata (ABBA ABBA) e due


terzine a rima sciolta (CDE DCE); versi endecasillabi piani

VALORE DEL TITOLO: è il primo verso del sonetto

PAROLE CHIAVE: capei d’oro, vago lume, l’aura, arsi

CAMPI SEMANTICI: figura lucente della donna (“capei d’oro”, “vago


lume”, “angelica forma”, “spirito celeste”, “vivo sole”)

FIGURE RETORICHE:

enjambements -> (v. 3-4), (v. 10-11), (v. 12-13)

metafora -> capei d’oro (= capelli biondi come l’oro) (v.1)

metafora -> ‘l vago lume oltre misura ardea (= la luce degli occhi ardeva
oltre misura) (v. 3)

metafora -> esca amorosa (= predisposizione ad amare) (v. 7)

epifonema -> piaga per allentar d’arco non sana (v. 14)

anastrofe -> a l’aura sparsi (= sparsi a l’aura/sparsi al vento ) (v. 1)

anastrofe -> non era l’andar suo (= non era suo l’andar) (v. 9)

iperbole -> mille dolci nodi gli avolgea (v. 2)

chiasmo -> uno spirito celeste, un vivo sole (v. 12) (soggetto, aggettivo)

antitesi -> Non era l’andar suo cosa mortale,ma d’angelica forma (v. 9,10)

enumerazione -> i capei d’oro…, e ‘l vago lume… e ‘l viso (dal v. 1 al v. 5)

latinismo -> humana (v. 11)


SINTASSI: ipotattica

LESSICO: formato da termini usuali per l’epoca

-solo et pensoso i più deserti campi-


INTRO: è il trentacinquesimo della raccolta ed è uno dei più celebri del
Canzoniere. È stato composto prima del 1337 ma non si ha una data certa.
Descrive tutto il travaglio interiore che affligge Petrarca; egli descrive
se stesso intento a camminare in luoghi selvaggi e isolati.

NOTA METRICA: 14 versi endecasillabi, divisi in due quartine a rima


incrociata (ABBA ABBA) e due terzine a rima ripetuta (CDE CDE)

VALORE DEL TITOLO: è il primo verso del sonetto

PAROLE CHIAVE: solo, pensoso, deserti, fuggire, amor

CAMPI SEMANTICI: senso d’abbandono: solo, pensoso, deserti campi,


avampi

FIGURE RETORICHE:

enjambements -> (v. 1-2), (v. 3-4) (v. 5-6), (v. 7-8), (v. 9-10), (v. 10-11), (v.
12-13), (v. 13-14)

allitterazione (S) -> solo et pensoso (v. 1)

endiadi-> tardi-lenti (v. 2)

metafora -> vo mesurando = come se li misurassi (passi) (v. 2)

metafora -> dentro avampi (=dentro ho un fuoco) (v. 8)

anastrofe -> cercar non so (= non so cercar) (v. 12-13)

personificazione -> (tutta la prima terzina può essere considerata una


personificazione della natura)

personificazione -> ch’Amor non venga sempre ragionando con meco, et io


co·llui. (v. 13-14)

latinismi -> et (v. 1,2,3,9,10,14)

latinismo -> human (v. 4)


litote -> atti d’allegrezza spenti (v. 7)

SINTASSI: ipotattica

LESSICO: ricco di aggettivi; frequente il raggruppamento a 2 a 2, sia


degli aggettivi sia dei sostantivi (esempio: “solo et pensoso”, “monti et
spiagge”)

DOMANDE PETRARCA
In che anno Petrarca si mise al servizio del cardinale Colonna? (risposte:
1330 corretta, 1326, 1331, 1337)
Quali sono gli aspetti fondamentali della sua poetica? (risposte: l’amore
per Laura e il desiderio di servire Dio corretta, la razionalità, la libertá
spirituale dell'uomo, la politica)
Come viene definito il Canzoniere dagli studiosi? (risposte: una sorta di
“diario interiore” corretta, una bibliografia, un romanzo rosa, un'opera
narrativa)
Qual é il tema principale del sonetto "Erano i capei d'oro a l'aura sparsi"?
(risposte: l'innamoramento del poeta corretta, la sofferenza del poeta,
l'autocondanna, il rimpianto)
Qual è il trentacinquesimo sonetto del Canzoniere? (risposte: “Solo et
pensoso i più deserti campi” corretta, "Erano i capei d'oro e l'aura
sparsi", "Voi ch'ascoltate in rime sparse il suono", "Questa anima gentil
che si diparte")

PETRARCHISMO&ANTIPETRARCHISMO
Il Petrarchismo nasce verso la fine del Trecento, dopo la morte di
Francesco Petrarca, come fenomeno internazionale d’imitazione della
poesia di Petrarca ed è uno dei fenomeni più vistosi della cultura
rinascimentale italiana, e non solo. È un fenomeno letterario che consiste
nella riproposizione di modi stilistici, temi, forme ispirati alla produzione
lirica in volgare di Petrarca e diventa un vero e proprio fenomeno lirico nel
corso del Cinquecento.
Accanto al petrarchismo, ormai dominante nella poesia del Cinquecento, si
sviluppa una linea antipetrarchista, che ha come bersaglio parodico
proprio la poesia di Petrarca.

PIETRO BEMBO
Venezia 1470- Roma 1547. Costituì una figura cardine del Rinascimento
italiano in quanto fu un eminente teorico nell’ambito del dibattito sulla
“questione della lingua”, dell'”imitazione” e del rinnovamento e
riutilizzazione del petrarchismo.

-crin d’oro crespo-


INTRO: Il tema del sonetto è la bellezza esaltata dalla donna e le sue
virtù

NOTA METRICA: 14 versi endecasillabi piani, con schema della rima


ABBA, ABBA, CDE, DEC

PAROLE CHIAVE: l’aura

CAMPI SEMANTICI: sono due, quello riguardante il corpo della donna


(capelli, viso, occhi, sorriso, labbra, denti e mano) e quello riguardante le
virtù della donna

FIGURE RETORICHE:

- Chiasmo: "occhi soavi... / chiari... sole"

- Metafora: “crin d’oro”, “occhi più chiari che ‘l sole”, “riso ch’acqueta ogni
aspra pena e dura”, “su laneve”, “rubini e perle”, “man d’avorio” eca del mio
foco verde etade

- Iperbole: “ch’acqueta ogni aspra pena e dura”, “più chiari che ‘l sole”,
“ch’a poche il ciel largo

destina”, “che sembra d’armonia divina”

- Antitesi: “giorno seren la notte oscura”

- Allitterazione: “crin d'oro crespo e d'ambra tersa e pura”, la r


- Enjambement: “ond'escono parole | sì dolci”, “sono in voi | grazie”

SINTASSI: ipotattica (il sonetto è formato da un unico periodo)

FRANCESCO BERNI
Lamporecchio in Valdinievole 1497- Firenze 1535

Esponente dell’antipetrarchismo

-chiome d’argento fine-


INTRO: Il sonetto vuol essere una parodia del più celebre "Crin d'oro e
crespo" di Pietro Bembo, di cui riprende le immagini petrarchesche per
rovesciarle in modo paradossale e descrivere una donna che è l'opposto
della figura angelica dell'originale, la donna infatti appare vecchia,
repellente e arrogante.

NOTA METRICA: rima incrociata nelle quartine (ABBA ABBA) e sciolta


nelle terzine (CDE DEC); versi endecasillabi

CAMPI SEMANTICI: bruttezza e della vecchiaia.

FIGURE RETORICHE:

Allitterazione -> della “s” al v. 4, di “in” al v. 11, di nt ai vv. 1 (argento), 3


(fronte), 4(spunta), e di rt ai versi 1-2;

Enjambement -> ai vv. 1-2, 5-6, 12-13;

Metafora -> al v.1 (chiome d’argento), v. 5 (occhi di perle), v.7 (ciglie di


neve), v.8 (dita e man), v.9 (labbra di latte), v,10 (denti d’ebano); spunta i
suoi strali

Personificazione -> al v. 4 di Amor e Morte;

Apostrofe -> a voi divini

SINTASSI:

LESSICO: tradizionale, con vocaboli preziosi e raffinati


DOMANDE
PETRARCHISMO&ANTIPETRARCHISMO
-A quale poesia si collega il sonetto “Crin d’oro crespo” di Bembo? (“il
folgor de’ begli occhi” by Boccaccio, “D’oro crespi capelli” by Boccaccio,
“era il giorno ch’al sol si scoloraro” by Petrarca, “erano i capei d’oro a
l’aura sparsi” by Petrarca CORRETTA)

-Qual è il tema del sonetto “Crin d’oro crespo” (il fascino della donna, le
virtù della donna, la bruttezza della donna, la bellezza esaltata della
donna e le sue virtù CORRETTA)

-Il verbo “scolorarsi” venne spesso usato da Petrarca per indicare


l’impallidire dell’uomo di fronte alle virtù della donna amata. Cosa indica
questo verbo nel sonetto di Berni? (l’impallidire dell’uomo di fronte alla
donna, la repulsione e lo spavento di fronte alla bruttezza della donna
CORRETTA, la paura dell’uomo di fronte alla donna, la rabbia dell’uomo di
fronte alla donna)

Cosa vuole essere il sonetto “Chiome d’argento fine”? (un normale sonetto,
il racconto di una donna, una parodia del “Crin d’oro crespo” CORRETTA,
una copia del “Crin d’oro crespo”)

SHAKESPEARE
-what is a sonnet?-
A sonnet is a fourteen-line poem in iambic pentameter, with a strict
rhyme scheme and specific structure.

It was born in Italy in the half of 13th century

-themes-
The traditional and widespread theme of the sonnet is unreturned love
and desire for a lady, the embodiment of both physical and moral
perfection. This conflict between desire and the unhappiness caused by
the lady’s coldness leads the poet to madness and despair.
This psychology of love is expressed through oxymorons, a rhetorical
device that combines two contradictory terms (ex., “alone together”).
This oxymoron is represented by the poet’s desire for the lady’s love and
the characteristics of the lady.

Shakespeare also introduced other themes such as beauty, decay and art.

-THE SHAKESPEAREAN SONNET-


Shakespeare’s sonnets were probably written back in the 1590s. It is
said that they were circulated amongst his private friends and were sent
to his patron, the Earl of Southampton. They only reached the public eye
in 1609.

The collection of these sonnet includes 154 sonnets in decasyllables and


it’s devided in 2 parts:

1. The first section (sonnets 1 – 126) is addressed to a certain “fair


youth”, speculated to be the Earl of Southampton, and is organized
as follows:
• Sonnets 1 – 18: these are devoted to the theme of increase;
the poet encourages the young man to marry, thus
preserving his virtues and beauty through his children.
• Sonnets 19 – 126: these deal with different topics, such as
the poet’s warnings about the destructive power of time
and moral weakness
• Sonnets 78 – 86 talk about a “rival poet” who has also
written and addressed poems to the “fair youth”.
2. The second section, from sonnet 124 to sonnet 154 is addressed to
a “dark lady” or “black woman”; despite not being physically
attractive, the poet finds her irresistible and is taken with her.
Choosing to address one’s beloved is unique to Shakespearean
sonnets, as it goes against the norm of Petrarchan courting
tradition.
-style-
Shakespeare’s sonnets are characterized by vivid, descriptive language.
He also plays with antonyms and homonyms and employs the “couplet tie”
(which is a thematically important word repeated in the couplet from one
or more of the first twelve lines of a sonnet).

-life-
Avon April 1564- Stratford 1616

Not much is known about his life; in fact, some information is incomplete.

Between 1590 and 1596 he mainly wrote historical dramas (ex: Henry VI,
Richard III). Between 1593 and 1600 Shakespeare brought ten comedies
to life on stage (ex: Romeo and Juliet 1595, A Midsummer Night’s Dream
1595, The Merchant of Venice 1596 – 1597) ranging from farce to
romance; the great tragedies were written between 1595 and 1605.

THE GREAT TRAGEDIES: Hamlet, Othello, King Lear, Macbeth

Shakespeare spent his retirement at Stratford, where he died in 1616.


Seven years after his death, some of his friends and fellow actors
published an edition of 36 of the plays in one volume, the famous First
Folio.

-Sonnet 18-
INTRO: the sonnet’s primary themes are the concept of beauty and the
effects of the passage of time. In the last three lines there is a change
of theme; new theme: immortalization, particularly through the power of
art.

NOTA METRICA: 14 lines of iambic pentameter : three quatrains


followed by a couplet. It also follows the rhyme scheme of ABAB CDCD
EFEF GG

-sonnet 130-
INTRO: Shakespeare unfairly compares his beloved to ideal beauty
standards of the Renaissance, but in the final couplet the poet believes
he loves her because of her genuine qualities, and that it is impossible to
compare her to the “unreal” women of other poets

NOTA METRICA: the sonet is composed of three quatrains and a final


couplet. It follows the typical rhyme scheme of ABAB CDCD EFEF GG
and is composed in iambic pentameter

-sonnet 60-
INTRO: This sonnet is about time, and how the poet uses art to combat
its destructive nature. The poet uses the image of waves crashing onto a
shore to symbolize the passing of time and the passages of one’s life. He
also describes the cruel effect time has on our youth

NOTA METRICA: the sonnet three quatrains and a couplet and rhyme
ABAB CDCD EFEF GG; it is written in iambic pentameter

DOMANDE SHAKESPEARE
Out of these, which is NOT a theme that appears in Shakespeare’s
sonnets?

A. time/death = antagonist
B. writing = a weapon
C. exaltation of beloved’s beauty
D. references to gods and goddesses, to mythology (correct answer)

Which statement is FALSE?

A. William Shakespeare was born on April 23, 1564.


B. He attended King’s New School where he was educated in the usage of
language and classical authors.
C. The Earl of Southampton was a patron of his.
D. He and his company built the Globe Theater.
E. Shakespeare was fired from his job as a playwright and had to find
another company. (correct answer)
Which is NOT a work of Shakespeare?

A. The Crucible (correct answer)


B. Romeo and Juliet
C. The Merchant of Venice
D. Othello
E. A Midsummer Night’s Dream

Which one of these is the Shakespearean sonnet’s rhyme scheme?

A. CDE CDE
B. CDC CDC
C. ABAB CDCD EFEF
D. ABAB CDCD EFEF GG (correct answer)
E. ABAD CDCD EFEF GG

Which were Shakespeare’s great tragedies?

A. Hamlet, Othello, King Lear, and Macbeth (correct answer)


B. Macbeth and My mistress’ eyes are nothing like the sun
C. Hamlet and Shall I compare thee to a summer’s day?
D. Othello ONLY
E. Like the waves and King Lear

FRANCISCO DE QUEVEDO
Madrid 1580- Torre de Juan Abad 1645

Fue sin duda un hombre culto e inteligente, con una personalidad


independiente y compleja en la que destacan dos facetas: una satírica y
burlona y la otra grave, melancólica y angustiada.
Quevedo cultivó todos los géneros literarios de su época. Se dedicó a la
poesía desde muy joven, y escribió sonetos satíricos y burlescos, a la vez
que graves poemas en los que expuso su pensamiento, típico del Barroco.
Sus mejores poemas muestran la desilusión y la melancolía frente al
tiempo y la muerte, puntos centrales de su reflexión poética y bajo la
sombra de los cuales pensó el amor.

EL CONCEPTISMO
Francisco de Quevedo fue el principal representante del conceptismo,
una escuela literaria del Barroco que se basa en el concepto. Es decir
que los conceptistas hacían hincapié en el significado de las palabras y
en las relaciones entre ellas.

Los conceptistas evitaban las descripciones directas y buscaban


comunicar numerosas ideas con la mayor concisión posible

-a una nariz-
INTRO: Se compara la nariz con algunos seres o con objetos que
recuerdan su forma y que la describen de manera grotesca a través de
una serie de metáforas e imágenes. Es un soneto en el que el arte del
concepto alcanza su punto máximo.

NOTA METRICA: el soneto tiene 14 versos endecasílabos compuesto por


dos cuartetos y dos tercetos de rima consonante

FIGURAS RETORICAS:

-enjambement vv. 13-14: “fiera / que”

- anafora vv. 1-4 / vv .5-8 / vv.9-10

- paralelismo vv. 5-8

- aliteración: en todo el poema se repite la letra R

- quiasmo v.13: “muchísimo nariz, nariz tan fiera"

-hipérbole v.12 / v.13: “naricísimo” / “muchísimo”


- metáfora vv.3-4 / vv. 5-7 / vv.9-11: “nariz sayón y escriba” / “un
peje espada mal barbado” / “un reloj de sol malencarado” / “una
alquitara pensativa” / “ un elefante boca arriba” / “el espolón de
una galera” / “una pirámide de Egito” / “Los doce tribus de narices”

- antonomasia v.14 : “cara de Anás”

- imagen v. 3 : “nariz sayón y escriba”

LESSICO: El lenguaje es sencillo con vocabulario de fácil comprensión a


excepción de algunos términos como:

 alquitara: aparato que sirve para destilar líquidos


 mal encarado: mal orientado
 sayon: es una prenda de vestir que cae libremente y debe
entenderse que la nariz hacía lo mismo
 escribá: es el que escribe, aquí el sentido es el de judío con nariz
grande
 espolón: proa del barco

-definiendo el amor-
INTRO/TEMA: El tema de este poema principalmente es el amor como se
muestra en el título del poema. Pero a diferencia de los poemas del siglo
anterior este ya no idealiza al amor, más bien se muestra el pesimismo y
desengaño de este periodo del Siglo de Oro. Se entiende que el autor
no sabe que es el amor porque tiene ideas contradictorias de este
expresado en las figuras literarias.

NOTA METRICA: el soneto tiene 14 versos endecasílabos compuesto por


dos cuartetos y dos tercetos de rima consonante. El poema está
compuesto por dos partes: Las tres primeras estrofas nos dan conceptos
que se van contradiciendo unos a otros con los que el poeta intenta
describirnos el amor, mientras que la última estrofa consiste en una
conclusión.
FIGURAS RETORICAS:

- anafora vv.1- 4 / vv. 6-8

- oxímoron v.1 / v.2 / v.4 / v.9: “hielo abrasador” / “fuego helado” /


“herida que duele y no se siente” / “libertad encarcelada”

- aliteración: en todo el poema se repite la letra R

- antítesis v.3 / v.4 / v.5/ v.6 / v.11: “soñado bien, un mal presente” /
“breve descanso muy cansado” / “un descuido que nos da cuidado” /
“cobarde, con nombre de valiente” / “enfermedad que crece si es curada”

- hiperbatón v.3 / v.4: “mal presente” / “breve descanso”

LESSICO: El lenguaje es sencillo con vocabulario de fácil comprensión a


excepción de algunos términos como:

 abrasador: que abrasa, quema


 descuido: ligereza
 parasismo: locura
 Amor: Cupido
 abismo: precipicio

DOMANDE QUEVEDO
● ¿ Dónde y cuándo nació Francisco de Quevedo?

1. En Madrid en 1580

2. En Barcelona en 1580

3. En Madrid en 1680

4. En Sevilla en 1680

● ¿ Quien fue su principal rival?

1. Garcilaso de la Vega

2. Miguel de Cervantes

3. Luis de Góngora
4. Fernando Afán de Ribera y Enríquez

● ¿Verdadero o falso?

1. Quevedo se dedicó activamente a la vida política V F

2. Murió muy joven en la edad de treinta V F

3. Fue el secretario del rey Felipe IV V F

4. Fue el principal representante del conceptismo V F

● ¿Cuáles de estas afirmaciones sobre el conceptismo son correctas?

1. El conceptismo es una corriente artística del Barroco que se basa en el


concepto

2. Podemos distinguir el conceptismo por el uso de una sintaxis


complicada y un léxico culto

3. Los conceptistas empleaban figuras retóricas como la metáfora, el


paralelismo, la antítesis, la alegoría y otras para establecer relaciones
entre conceptos

4. En los poemas del conceptismo no está la presencia del elemento


satírico y humorístico

● ¿ Cuáles entre estas figuras retóricas no está en el soneto “A


una nariz”?

1. oximoron

2. metafora

3. hiperbole

4. anafora

● ¿Cuáles de estas afirmaciones sobre el poema “A una nariz” son


correctas?

1. Es un soneto burlesco dirigido a Luis de Góngora

2. El tema principal de este poema es el amor


3. En el texto se compara una nariz a algunos seres y objetos

4. El lenguaje es complicado con términos de difícil comprensión

● ¿Cuáles de estas afirmaciones sobre el poema “Definiendo el


amor” son correctas?

1. En el poema se muestra el optimismo y el engaño de este periodo

2. En las tres primeras estrofas nos dan conceptos que se van


contradiciendo unos a otros, mientras que la última estrofa consiste en
una conclusión

3. Es un soneto de 14 versos endecasílabos compuesto por dos cuartetos y


dos tercetos de rima consonante

4. En el poema la figura retórica principal es la metáfora

RENACIMIENTO EN ESPAÑA
La poesia en Espana en el Renacimiento se llamaba “lirica renacentista” y
era enspirada a la poesia italiana

Naciò también una literatura mistica, que habla de tematicas religiosas y


spirituales.

GARCILASO DE LA VEGA
Cusco (Perù) 12 apr 1539- Francia 23 apr 1616

Se integrò al servicio del emperador y a principo de los años veinte


combatiò contra los Comuneros y contra el Turco en Rosas. Después se
casò con una noble y rica dama de la aristocracia toledana, pero el año
siguiente se enamorò de Isabel:este amor no era correspondido

INTRO: Garcilaso en este poema hace referencia a su amor por Isabel


Freire

FIGURAS RETORICAS:

-aliteraciòn (S) en el primer cuarteto


-en la segunda estrofa tenemos una metafora que adquiere un plano casi
mistico y contrapone la razòn a la devociòn

-personificaciòn: en el primerterceto el alma del poeta se personifica

Antitesis: ultima strova -> por vos tengo la vida, por vos muero

-en tanto que de rosa y d’azucena-


INTRO: el autor desarrolla el tema de la caducidad de la juventud y la
exhortaciòn a disfrutar cada momento

FIGURAS RETORICAS:

Metaforas:-rosa y azucena

-coged de vuestra alegre primavera el dulce fruto

-cubra de nieve la hermosa cumbre

-la rosa del viento helado

-cabello, que en la vena del oro se escogiò

Antitesis: enciende el corazòn y lo refrena

Personificaciòn: -antes que el tiempo airado

-por no hacer mudanza en su costumbre

DOMANDE GARCILASO DE LA VEGA


¿En qué se inspira la lirica renacentista?

a. edad media

b. petrarquismo

c. renacimiento

d. dulce stil novo

¿Quiénes fueron los principales poetas de la literatura mística?

a. San Juan de la Cruz

b. Juan Álvarez Gato


c. Rosalía de Castro

d. Santa Teresa de Jesús

¿De quién se enamoró Garcilaso?

a. María

b. Pilar

c. Isabel

d. Dolores

¿Cuántos años tenía Garcilaso cuando murió?

a. 35 años

b. 70 años

c. 53 años

d. 75 años

¿Cuáles son las obras de estilo petrarquismo?

a. Comentarios Reales

b. Soneto V

c. En tanto que de rosa y d’azucena

d. Soneto XIII

LUIS DE GONGORA
Cordoba 11 luglio 1561 – Cordoba 24 maggio 1627

Su estilo se caracteriza por el uso de valores sensoriales, referencias


mitologicas y ornamentos verbales

LA LIRICA BARROCCA
 Busca nuevos recursos estilìsticos y un lenguaje culto y poco
accesible.
 Los artistas experimentan toda clase de artificios literarios y
nuevas formas expresivas.
 Temas mas tratados: desengaño,indiferencia ante la vida,
desesperaciòn y el tema amoroso.
 Forma: sigue utilizando el endecasìlabo y el soneto italiano.
 El Barocco español dio lugar a dos corrientes estilìsticas distintas:
el culteranismo y el conceptismo.

EL CULTURANESIMO
• Luis de gòngora es el mayor representante.
• Las caracteristicas mas marcadas son:
• Empleo de una sintaxis complicada y de un lexico culto con
presencia de latinismos.
• Amplio uso de figuras de construccion de hiperbaton, metaforas
y de imagenes complejas y refinadas.
• Busqueda de la bellezza absoluta y de valores sensoriales, como
el color, la luz, el sonido. Alusiones a temas mitologicos y cultos.
• Vocabulario ornamental con elementos esteticos muy marcados
-MIENTRAS POR COMPETIR CON TU CABELLO-
La belleza del cabello dorado (oro bruñido), los labios, seguidos por los
ojos y el cuello, de aspecto cristalino y gentil con indiferencia juvenil,
continúan completando la imagen de la figura femenina. Representan el
triunfo y las actitudes que corresponden al canon de la belleza.

La belleza descrita es momentánea y no permanente. El comienzo del


trío comienza con el imperativo de "disfrutar", que sugiere que pienses en
el cabello.

En el primer trío, el poeta resume todos los problemas de belleza ya


presentados en un orden diferente (si seguía el orden sería: cabello,
frente, labios, cuello).

Es necesario resaltar una serie de elementos en el último trío que se


refieren a canas; la viola truncada, es decir, una flor destinada a morir;
y todo antes de la muerte: plata, que se convierte en tierra, humo, polvo,
nada.
El poeta usa imágenes sensoriales visuales y auditivas: en los dos
primeros cuartetos del soneto puedes encontrar imágenes visuales que se
refieren a la belleza de las mujeres (ej: "el cabello del ser querido se
compara con el oro") mientras que las imágenes del último trío son
auditivas.

La poesía termina con una visión pesimista y oscura: la juventud, la belleza


se revelan solo momentos fugaces que no podemos disfrutar porque la
disolución de todo, lo que lleva a la muerte, está mucho más cerca.

-LA DULCE BOCA QUE A GUSTAR CONVIDA-


INTRO: Góngora, según la época y su estilo, crea un soneto muy pesimista,
cuyo tema principal es el amor, pero con un punto de vista negativo.
También hace muchas comparaciones y advertencias

-a una rosa-
INTRO: de Gongora vuelve sobre el mismo tema de la brevedad de la
belleza y la vanidad de todo lo mundano. El motivo tematico se aborda aquì
con un apostrofe a la rosa, se reitera la idea de la poca distancia que
separa el nacimiento de la muerte, apenas un solo dia. Toda la hermosura
della rosa es “hermosura vana” (v. 5) que muy pronto se desvancerà. Y por
ello el consejo final a la rosa de dilatar su nacer para retrasar con ello
tambien su lastimoso final (ser cortada, ser olida…), su muerte a manos de
“algun tirano” (v. 12).

NOTA METRICA: 14 versos encecasílabos, agrupados en dos cuartetos y


dos tercetos, con rima ABBA ABBA CBC CBC

VALORE DEL TITOLO: el título en sí del soneto es una metáfora que


correspondería a la belleza y juventud humana

DOMANDE GONGORA
¿De que es Luis de Gòngra el mayor representante?
• CULTERANISMO (giusta)

• CONCEPTISMO

• ROMANTICISMO

• RENACIMIENTO

¿De que scribiò Gòngora en su juventud?

• POEMAS TRADICIONALES Y BURLESCAS (giusta)

• POEMAS PARA LA ELITE’ ESPAÑOLA

• HISTORIAS COMICAS

• POESIAS SOBRE EL TEMA DEL DOLOR Y DEL SUFRIMIENTO

¿Como està descrita la belleza en la poesia “Mientras por competir con


tus cabellos”?

• ES PASAJERA (giusta)

• ES PERMANENTE

• DESPROPORCIONADA

• PARTICULAR

¿ Cual es el tema principal del soneto “La dulce boca que a gustar
convida”?

• EL AMOR (giusta)

• EL RECHASO

• EL TRAICION

• EL DOLOR

¿ En cuantas partes està compuesta la poesia “A una rosa”?

• 4 PARTES (giusta)

• 2 PARTES

• 6 PARTES
• 3 PARTES