Sei sulla pagina 1di 2

il petrolio

CHE COS’È
 Il petrolio naturale (o greggio) è una sostanza oleosa con massa volumica inferiore a quella
dell’acqua.
 Si trova negli strati profondi della crosta terrestre, anche se a volte emerge da solo.
 È alla base di materiali come la plastica e i concimi chimici, prodotti dalle industrie petrolchimiche.
 Dal punto di vista chimico, il petrolio è formato da una miscela di idrocarburi.
 Il petrolio si forma alla trasformazione di organismi animali e vegetali, in seguito a lunghi processi
chimici che hanno formato rocce sedimentarie.
 I giacimenti trappola sono accumuli di idrocarburi nella parte più alta di rocce porose, coperte da
rocce impermeabili. Nelle porosità formate dal petrolio è spesso presente molta acqua.
LA RICERCA PETROLIFERA
 Oltre che a scoprire se il suolo è composto da rocce sedimentarie, per localizzare un giacimento
bisogna anche identificare la trappola.
 Il rilevamento aerofotografico indica le formazioni rocciose e la loro inclinazione. Si raccolgono
campioni di terreno per esaminarli in laboratorio, dove l’età delle rocce è misurata studiando i resti
fossili contenuti e la radioattività residua.
 Dopodiché, si passa ai controlli diretti. Grazie al magnetismo e alla gravità delle rocce, si ottiene un
primo modello sulla forma del sottosuolo. Più preciso è il rilevamento sismico a riflessione.
 Fatto ciò, si scava un pozzo esplorativo. Se si trovano degli idrocarburi, vanno scavati altri pozzi per
capire la vastità del giacimento. Inizialmente si innalzano le torri di trivellazione, che sostengono la
trivella e la sonda di trivellazione (uno scalpello in cima). Una tavola rotante emette il movimento di
rotazione, che fa girare le aste cave della trivella, dove gira fango sotto pressione che ha lo scopo di
raffreddare la sonda e portare in superficie la roccia.
 Dopo che si è raggiunta la trappola petrolifera, la sonda di trivellazione viene sostituita da un tubo
d’acciaio forato e alla testa del pozzo viene fissato un complesso di valvole. Solo una parte del
petrolio viene estratta. Nei pozzi dove la pressione determina la diminuzione della fuoriuscita del
petrolio, vengono installate delle pompe d’estrazione.
 Il greggio viene depositato in serbatoi di sedimentazione, dove si accumulano però altri detriti.
 Tramite gli oleodotti, il petrolio viene portato alle raffinerie o sulle navi petrolifere.
L’OLEODOTTO
 È un insieme di tubi d’acciaio che copre centinaia di km. La sua costruzione è quindi molto costosa.
 Il petrolio scorre spinto da stazioni di pompaggio, che ne regolano il flusso.
 Dispostivi di controllo fanno sì che nello stesso oleodotto non si mescolino petroli di diverso tipo o
proprietà.
LA RAFFINAZIONE DEL PETROLIO
 Il petrolio viene separato dai vari componenti nelle raffinerie.
 Prima avviene la distillazione frazionata, che ha lo scopo di produrre idrocarburi da trasformare in
combustili. Questi combustibili non possono essere subito utilizzati, ma devono subire altri processi
di raffinazione.
 Il residuo della distillazione frazionata viene distillato dentro torri a bassa pressione e si ottengono
così altri prodotti (gasoli e lubrificanti). I residui di questa operazione costituiscono i bitumi,
impiegati come impermeabilizzante e per la costruzione dell’asfalto per le strade.
L’IMPIEGO DEL PETROLIO
 L’olio combustibile è utilizzato nelle centrali termoelettriche per produrre energia elettrica.
 In altre centrali, per far funzionare una turbina a gas (collegata ad un generatore) vengono bruciati
gasolio e metano.
 Nei trasporti, dal petrolio si ricavano benzina, kerosene e gasolio.
 L’industria petrolchimica fornisce prodotti di largo consumo: plastica, fibre sintetiche, medicinali,
coloranti, concimi, etc.