Sei sulla pagina 1di 30

SPECIALE FESTIVAL DEL NUOVA RUBRICA

CLASSICO SULL’AMBIENTE
NATALE

La rivista scolastica dell’Istituto “Arimondi Eula” di Savigliano e Racconigi n.4/2020

PER VISIONARE TUTTI I PROGETTI CHE SI SVOLGONO DURANTE L’ANNO


SCOLASTICO VISITA IL NOSTRO SITO www.arimondieula.edu.it
O LE PAGINE FACEBOOK ED INSTAGRAM DELLE DUE SEDI DELL’ISTITUTO
Auguri dalla redazione
INDICE
SPECIALE NATALE:
Poesie e Racconti
pag. 4

CORONAVIRUS: LE NOSTRE OPINIONI


L’utilizzo della mascherina
A proposito di coronavirus
Le opportunità della quarantena
pag.8

FESTIVAL DEL CLASSICO pag.11

Sintesi delle conferenze a cui abbiamo partecipato


RUBRICA: VOLONTARIATO pag.15

Esperienze di volontariato

RUBRICA: NON INQUINIAMO L’AMBIENTE pag.19

Possiamo cambiare il futuro del nostro pianeta


RACCONTI pag.22

La bellezza della natura


INCONTRI CULTURALI pag. 27

Dall’Università di Palermo

RUBRICA: DILLO CON UNA FOTO pag.29

Il coraggio
SPECIALE NATALE
Nevicata Leggera 24 Dicembre 2020
Vedo sogni cadere, Questa sera torneremo bambini.

trasportati dai venti, Torneranno le ingenue speranze

scomparire nel cielo e gli occhi sognanti.

come stelle cadenti: Torneranno i sorrisi spontanei

nevicata leggera e l'amore che solitamente non siamo


bravi
di sogni frementi.
a dimostrare.
Annachiara
Per un attimo il freddo resterà chiuso al
di fuori

dei nostri cuori e l'anno difficilmente


Neve trascorso

Ricami dolciastri sembrerà volato.

di Neve Una sorta di sentimento incosciente,


ebbrezza, cecità
sospesi
o come vogliate definirlo si
tra cuori irrequieti impossesserà di noi.
la Calma Improvvisamente metteremo da parte le
riposa sui vetri sterili parole e

Annachiara gli aridi sentimenti di cui ci siamo


nutriti.
Spariranno le cicatrici, le insicurezze, la
malinconia
ed i contrasti.
Ipocrisia e frivolezza, come un'onda, ci
travolgeranno.
E noi, persone stanche, non opporremo
resistenza.
Poiché in fondo, siamo cresciuti con
favole e film:
da sempre sogniamo un po' di
4
normalità.
Gaia Margherone
Il dolce tocco dell'aspro inverno,
Stando davanti al pigro fuoco
bufera alle spalle esci dal gelo,
del camino, assorto nei miei
pensieri, caldo profumo che dolce ti
abbraccia
dondolandomi sul dondolo
negli occhi il brillar dell'oro
penso al Natale.
Zecchino,
Nicholas Andreani, Alessandro
come chiarore di stelle riflesse
Dallorto e Antonio Bergesio
in un mare risplendono gioiose.

Suoni confusi riempiono silenzi,


passi severi come comandanti
Il Natale è una sera di dicembre,
dirigono il tempo del concerto
Il silenzio assordante per le
strade, e la sinfonia risuona di casa.

Preservando la nostra fiamma Ti accoglie con l'abbraccio del


nelle case. camino

Emma Iacolino e Leonardo l'ospitale spirito del Natale.


Gullino

Lucia Graglia e Anna Gregorio

Ogni giorno arriva con i propri


doni,
accoglilo e sciogli i suoi fiocchi.
Come nevicando
Sogna il contenuto con le tue
ambizioni il paesaggio è tutto ricoperto,

con pioggia di gioia cadente dagli così la gioia scaturendo,


occhi. avvolge i nostri cuori.
Benedetta Barale e Matteo Cola

Come la neve cadendo


colora il globo di ghiaccio,
così il tempo fermandosi
sembra aspettare.

Naomi Manduzio e Anna Mondino

5
Strascichi di stelle
appesi per le strade, Dentro a noi il cuore arde come
un camino
mentre fuori sono i giorni più
Illuminando la notte freddi dell’anno.
come lucciole d'estate, Ma mille luci accendono il
manto,

Ondeggiano nel buio Della neve che tutto


addormenta.
tra le ombre imbiancate,

Lucia Rabbia e Nicola Scarano


E nella notte giocano
assieme abbracciate.

Degioanni Annachiara e
Diego Fissore

Due renne
Era la Vigilia di Natale e due renne si stavano divertendo: non erano due renne molto belle e non
erano nemmeno ben accette alle loro compagne. Proprio in quel giorno si stavano tenendo le
qualifiche per chi avrebbe trainato la slitta di Babbo Natale quell'anno. Le due renne non avevano
nulla da perdere e parteciparono. I risultati sarebbero arrivati solo durante la notte, giusto prima
della grande avventura. Mentre tornavano a casa, però, le due renne furono derise e prese in giro
per via dell'aspetto e della loro scadente prestazione nelle qualifiche. Erano tristi e deluse di loro
stesse...ma a un tratto, come per magia, si trasformarono e divennero delle renne splendide con
busto e corna imponenti, tanto da superare la bellezza delle loro concorrenti. Quella sera le due
renne si divertirono molto e non vennero mai più derise da nessuno.
Il racconto ci insegna che non bisogna mai soffermarsi solo sull'aspetto esteriore, ma è necessario
conoscere a fondo l'altro per scoprirne il vero valore.
Amedeo Graglia

6
Il Natale
Lungo un sentiero a nord della città vivevano un gatto è una volpe. Essi erano amici da sempre,
me entrambi odiavano il Natale, così un giorno decisero di andare in città per comprare tutti i
giocattoli dei negozi. Il giorno dopo tutti i cuccioli si risvegliarono senza regali sotto l'albero e i
genitori infuriati andarono a bussare nella casa del gatto e della volpe:<<Perché avete preso tutti
i giocattoli della città?>>. Ma la volpe furba rispose:<<Bene, perché un signore paffuto, vestito di
rosso e con una barba folta e bianca ci ha chiesto di distribuire noi i regali, ma vedete, il gatto, che
non è sveglio come me, si è dimenticato dove ha messo il sacco con i regali e non possiamo
distribuirli>>. Il gatto, stufo di sentirsi addossare sempre le colpe e stanco di essere sempre il
guastafeste, disse:<<Non preoccupatevi per i vostri figli, perché domani, io stesso, verrò a
portarveli uno per uno>>. Così dicendo, portò in tutte le case i regali più desiderati, facendo felice
tutti i cuccioli della città.
La fiaba dimostra che lo spirito natalizio rende più buone anche le persone più cattive e che
bisogna sempre rispondere alle proprie responsabilità. Adriana Cunetto

FAVOLA NATALIZIA
Il bosco era ricoperto totalmente di neve candida. Si
avvicinava infatti il momento più atteso dell’anno: il
Natale. Era un periodo davvero fantastico: ovunque
permeava lo spirito di questa grande festività.
Purtroppo, però, il giorno della vigilia di Natale, si
presentò l’Orso, il re del bosco, che non voleva far altro
che rovinare quel periodo così emozionante a tutti gli
animali. L’orso era tanto crudele, infatti distrusse le
decorazioni che gli animali avevano appeso e disse
loro: “Non pensate più al Natale”- e con tono arrogante
continuò – “questa festività è sciocca e inutile: tornate
tutti a lavorare piuttosto che perdere tempo con
decorazioni e addobbi!”
Gli animali passarono dall’essere tanto gioiosi al sentirsi tristi e disperati, ma c’era ancora una speranza.
Infatti a mezzanotte si intravidero nel cielo molte renne, che trainavano la grande carrozza di
TopoNatale, il re del Natale. Magicamente riapparvero le decorazioni che l’Orso aveva tolto
bruscamente. Gli animali era molto contenti dell’arrivo di TopoNatale perché aveva portato loro
moltissimi regali.
TopoNatale decise di parlare con l’Orso, andò da lui e gli disse genitilmente: “Orso, stai sbagliando,
non devi fare così. Piuttosto che festeggiare, tu lavori, ma ricordati: nel corso dell’anno hai molto tempo
per lavorare, mentre capita soltanto una volta all’anno vivere la gioia di questa magica festività. Non
sprecare questa grande occasione e vai a festeggiare allegramente con gli animali!” L’Orso rimase
molto colpito e capì che TopoNatale aveva ragione, perciò lo ascoltò e trascorse con gli animali quel
giorno splendido.
Abbiamo pochi attimi magici nella vita, uno di questi è Natale, la festività più incredibile dell’anno,
capace di farci dimenticare i momenti brutti e riempire i nostri cuori di felicità e di gioia. Dobbiamo
sempre goderci il Natale e trascorrere questo giorno nel migliore dei modi: con il calore dei nostri cari
e in massima spensieratezza. 7
Fabrizio Rosso
CORONAVIRUS:
LE NOSTRE OPINIONI
Alcuni commenti degli studenti che ci riempie, continuiamo a cercare nel pro-
fondo e ci stupiamo sempre. Tutti hanno gli
sull’uso della mascherina occhi per guardare ed essere visti e, forse, con
Questa pandemia ha fatto cambiare molto i la mascherina evidenziamo ancora di più il
rapporti umani: niente più baci, niente più ab- fatto che siamo tutti accomunati da qualcosa,
bracci, di conseguenza sempre meno affetto ma che ogni luce dentro di noi è unica e bella.
tra le persone. Eppure, proprio grazie all'uso Annachiara Degioanni
della mascherina siamo stati costretti a guar-
dare le persone negli occhi. Attraverso l'e-
spressione degli occhi, anche senza vedere il L'uso della mascherina, favorendo il contatto
resto del viso, si riesce a capire lo stato d'a- visivo, ha evidenziato come sono diverse le
nimo di una persona: gli occhi sono in grado di persone dal modo in cui le abbiamo sempre
comunicare tantissime cose. disegnate: e questo solo perché adesso ci
Benedetta Barale stiamo soffermando davvero a guardarle.
Lucia Graglia

In un mondo in cui si cerca di stare a galla, in


superficie, gli occhi hanno sempre fatto paura, "Gli occhi sono lo specchio dell'anima": non
perché gli occhi sono pazzi, sono profondi e penso che ci sia frase più vera e adatta alla si-
scuri. Gli occhi sono fatti per catturare la luce, tuazione attuale quanto questa. Se si osserva
per trasformarla in bellezza. E quando è buio attentamente lo sguardo di una persona, non
si dilatano, perché anche nel buio c'è luce, risulta difficile capirne lo stato d'animo, per
come anche nel Covid c'è vita. Se sorridiamo, quanto uno si possa sforzare di nascondere i
sorridono. Se piangiamo, un po' di bellezza si propri sentimenti. Gli occhi rimarranno sem-
scioglie. Gli occhi accompagnano tutto ciò che pre due piccole finestrelle troppo difficili da
diciamo, ma con la mascherina non riusciamo oscurare, due unici punti, dai quali possono
a capirli, perché è difficile interpretarli senza essere letti e studiati i propri pensieri, dubbi,
vedere la bocca. La bocca è apparenza, sono paure e desideri. L'uso della mascherina ha
gli occhi la vera storia, quindi siamo costretti a messo il contatto visivo al primo posto della
guardarci più intensamente. Grazie a questa classifica degli elementi più importanti per il
costruzione, forse, impareremo ad andare in riconoscimento e molti sembrano scossi da
profondità, a scendere nel buio e nella luce questo. La gente ha sempre avuto paura di
che tutti hanno, a calarci in quegli occhi che mostrare il proprio io. Per questo, durante i
potrebbero essere i nostri. Magari ci ricono- momenti di contatto visivo, si riescono a sco-
sceremo come in uno specchio, con buco prire nuovi aspetti della persona che probabil-
nero, che ci attira, ci fa paura, perché rac- mente nemmeno le parole avrebbero potuto
chiude una ricerca, evidenzia una mancanza, spiegare. Posso, dunque, dire sinceramente di
fa sentire meno soli. Consapevoli dell'infinito
8
sentirmi ancora più vicina ai miei amici: la pan- trovano a disagio. Perciò la pandemia, avveni-
demia rimarrà sicuramente un grande segno mento così strano e problematico, forse pre-
nella storia ma anche nelle nostre vite. senta anche aspetti positivi e può contribuire
ad avvicinare in modo nuovo le persone che
Anna Gregorio
sono costrette a vivere il distanziamento so-
ciale.
Una mascherina, un metro di distanza, niente Naomi Manduzio
abbracci: questa è diventata la nostra norma-
lità, strana, ambigua, ma attuale. Ora ci si può
guardare solo negli occhi: ma è del tutto nega- Con la mascherina, è vero non possiamo più
tiva questa cosa? Certo, non poter abbrac- vedere il viso di una persona, ma possiamo os-
ciare le persone a cui vogliamo bene non è servarne gli occhi e… uno sguardo vale più di
molto bello, ma quegli sguardi intensi, di sfug- mille parole! Ogni tanto parlare non serve: ba-
gita, non c'erano mai stati prima. Quel con- sta un'occhiata per capire come si sente chi ho
tatto visivo ora ci costringe ad essere vera- davanti. Questo, invece di allontanarci, ci av-
mente noi stessi, senza maschere: occhi negli vicina ancora di più.
occhi. Ma quanto è difficile! A volte è più sem-
Anna Mondino
plice scrivere un messaggio
oppure dare un abbraccio:
adesso quel guardarsi intensa-
Ci sarebbe da chiedersi se
mente, che a volte fa male,
questa situazione che tutti noi
tanto male, ora è quasi essen-
odiamo non sia in realtà un'oc-
ziale. Ed è proprio da quegli
casione per ripartire da zero,
sguardi che si comprende ve-
ricominciare a stupirsi per ciò
ramente chi è la persona che si
che era divenuto ormai
ha davanti. In fondo, questo
noioso, per ritrovare quell'en-
periodo è servito: siamo cre-
tusiasmo di chi vive qualcosa
sciuti tanto, abbiamo impa-
per la prima volta. È davvero
rato cosa significa prendersi le
un male avere l'opportunità di
proprie responsabilità e pensare alle conse-
cambiare una società che mette al primo po-
guenze prima di fare qualcosa, abbiamo impa-
sto le apparenze, che gira intorno al come ti
rato a guardarci negli occhi, a lasciare che le
mostri? In questi mesi passati chiusi in casa a
persone ci conoscano veramente, a lasciarci
nessuno importa più. Se gli occhi sono lo spec-
guardare dentro. Abbiamo imparato ad essere
chio dell'anima, perché non ci soffermiamo di
noi stessi: dobbiamo continuare a farlo.
più su di essi? Forse l'idea ci spaventa perché
Emma Iacolino diventiamo vulnerabili. Forse davvero ci ser-
viva la pandemia per ritrovare l'equilibrio, ri-
vedere le nostre priorità e capire una volta per
Con l'uso della mascherina abbiamo recupe- tutte ciò che conta davvero.
rato quel guardarsi negli occhi che è indispen-
Lucia Rabbia
sabile per ogni vero dialogo. A volte, però, al-
cune persone non sono abituate a farlo e si

9
In questo periodo la mascherina è diventata o il racchiudere la propria vita in fugaci can-
una parte di noi: come uno scudo ci protegge zoni con gli amici, compagni di vita. Mi manca
dagli altri e protegge gli altri da noi. Così, però, il gironzolare per il paese chiacchierando su
il volto dell'altro diventa più enigmatico, am- inutili importanti discorsi. Mi pervade un sen-
biguo o addirittura impenetrabile. D'altra timento di paura generale a volte e credo che,
parte, aiuta a soffermarci meno sulle appa- se vogliamo continuare la nostra vita, è neces-
renze: non si giudica più una persona in base sario un po' di dolore, insicurezza, perché se si
al suo brufolo sul naso o al trucco che ha. Lo esce superstiti da una battaglia, se ne esce più
sguardo diventa un fattore importante per forti di prima. E io credo sia così per il dolore
esprimere interesse e attenzione all'altro. provato, la solitudine, la malinconia.
Nicola Scarano Arianna Persia

A proposito di coronavirus… Le opportunità della quarantena


La mia vita è una finestra aperta d’autunno: la In questi mesi di solitudine condivisa, siamo
trovo cambiata, aperta alle trasformazioni, ai obbligati a rimanere a casa per salvare la no-
rischi. Così succede a una persona affacciata stra nazione (compito apparentemente sem-
alla finestra aperta d'autunno: rimane inve- plice, se pensiamo che le generazioni passate,
stita da una folata fresca. Mi ricorda il film per salvare la loro nazione, erano costretti a
“The Walk”, il funambolo che con il suo cavo lasciare la propria famiglia per andare in
attraversa le due torri gemelle, a New York. guerra). In un certo senso ci sentiamo come se
Anche la nostra vita può essere così, precaria, fossimo imprigionati in casa nostra e questa
in equilibrio su un filo, che ci fa sognare e im- sensazione credo sia prevalente nei ragazzi, i
parare, ma con la paura di cadere e perdere il quali sono abituati ad uscire e ad avere molti
controllo. Spesso mi chiedo se torneremo a vi- contatti sociali.
vere la vita “come prima”. No, non credo, non
Tuttavia, ci sono alcune opportunità, che ma-
tornerà come prima: tutti abbiamo imparato
gari non avremmo più una volta tornati alla
qualcosa da questa esperienza, prima fra tutti
normalità. Per esempio, trascorrere più
l'importanza della natura. Tutti abbiamo os-
tempo con la nostra famiglia, che a volte sem-
servato il nostro giardino o il nostro balcone in
bra scontato, ma non lo è affatto. Prima del
questi mesi: era il nostro mondo e ce ne pren-
Covid, eravamo abituati a uscire il sabato con
devamo cura. Adesso dobbiamo lasciare che
gli amici. Inoltre, costretti a casa, possiamo ap-
la natura riacquisti il suo potere sulla Terra, il
profondire o sviluppare passioni e passa-
suo equilibrio.
tempi, che durante i periodi di normalità non
Abbiamo anche imparato a fermarci ogni potevamo praticare.
tanto, a riflettere. Noi ragazzi abbiamo ap-
Insomma, forse potremmo guardare di più ai
preso che ci si diverte anche in famiglia. E non
lati positivi di questi mesi difficili!
è di primaria importanza uscire di casa.
Jacopo Sbicego
Ma devo ammettere che mi mancano gli
amici, il cercare momenti eterni in piccoli caffè

10
FESTIVAL DEL CLASSICO
Presentiamo le sintesi delle conferenze ascoltate dai ragazzi (online il video integrale)

“Un’Odissea: un padre, un figlio e un’epopea” opinioni diverse dagli altri, in particolare per
di Daniel Mendelsohn quanto riguardava la figura di Odisseo, che
(https://festivaldelclassico.it/odissea-un- considerava un traditore e un codardo. Questo
padre-un-figlio-unepopea/) aiutò il figlio a capire meglio il poema, che non
aveva mai interpretato da quel punto di vista.
Daniel Mendelsohn, in quanto studioso di
Daniel vuole farci riflettere su come alcune di
classici, si pone sempre la stessa domanda:
queste opere, come appunto l’Odissea,
perché i classici continuano a parlarci ancora
continuino a sollevare questioni
oggi? Egli sostiene che i grandi testi della
contemporanee, per quanto possano essere in
letteratura classica ci aiutino ancora oggi,
realtà antiche, ponendoci una domanda: cosa
perché ci dicono cose vere sulla vita. Spesso gli
hanno ancora da dirci queste opere?
viene chiesto perché si dovrebbero studiare
opere di 3000, 2500, 2000 anni fa, ora che il Micol Beccaria, Ilaria Di Gennaro,
mondo è così diverso. La sua risposta è sempre Amedeo Graglia, Martina Olivero
la stessa: “Forse tutto è diverso da allora, ma ciò
che non è mai cambiato è la natura umana. La
natura umana è la stessa sin dalle origini, ed Paura, ira e minaccia alle democrazie, un’analisi
ecco perché queste opere, anche se sono profonda
vecchie, continuano a dirci cose che sono vere (https://festivaldelclassico.it/paura-e-rabbia-
ancora oggi.” Il suo libro è un esempio di ciò in nella-vita-pubblica-unanalisi-filosofica/)
cui lui crede, ovvero il fatto che possiamo usare
Nella conferenza tenuta dalla filosofa Martha
i testi della letteratura classica per riflettere
Nussbaum, tradotta da Paolo Maria Noseda, la
sulle nostre vite.
relatrice ha sottolineato come anche nella vita di
Mendelsohn racconta un’esperienza personale
tutti i giorni le Furie siano presenti, sottoforma
molto particolare che è avvenuta 10 anni fa:
di litigi, guerre e incomprensioni.
durante un seminario sull’Odissea, suo padre,
Come affermò il saggio filosofo romano
che aveva 81 anni, decise di diventare un suo
Lucrezio, in politica l’ira è la tracimazione della
studente. Durante quel percorso Daniel scoprì
paura nel terrore. Nasce e si presenta la prima
diverse cose su di lui che fino a quel momento
volta nel neonato, anche se quest’ultimo non sa
non era stato in grado di vedere. Al termine del
ancora affrontare la vita in modo indipendente.
seminario gli venne proposta una crociera nel
Crescendo, questa paura aumenta,
Mediterraneo che ricreava i viaggi di Odisseo,
trasformandosi in paura della morte. Secondo la
tema principale del poema; lui ovviamente
professoressa, i Greci e i Romani avevano
accettò e chiese anche la compagnia del padre,
ragione: l’ira è d’intralcio alla democrazia ed è
che lo seguì. Questa esperienza aiutò Daniel a
ancora più pericolosa se è alimentata dalla
comprendere aspetti dell’Odissea a cui non
paura. Tuttavia, la rabbia è un sentimento
aveva mai pensato prima, ma soprattutto
diffuso e molti credono che non si possa
imparò molto dal padre. Egli infatti aveva
plasmare una democrazia basata sulla giustizia,
11
senza arrabbiarsi per le ingiustizie. Molti (https://festivaldelclassico.it/le-pandemie-ai-
credono anche che non ci sia rispetto senza l’ira. tempi-degli-antichi-tutta-colpa-delle-divinita/)
I filosofi hanno distinto gli aspetti costruttivi e
La storica Eva Cantarella descrive molte
non della rabbia. Secondo i Greci, con Aristotele,
pestilenze avvenute nella storia, tra cui quella a
l’ira nasce da un danno che una persona subisce
Milano della metà del 1600 narrata da Manzoni
da qualcosa o qualcuno. Sebbene essa sia
ne I promessi sposi e la peste nera del 1300
negativa, contiene al suo interno speranza di
raccontata nel Decameron da Boccaccio, che
riscatto da parte del destinatario.
uccise un terzo dalla popolazione. La storica
Se, a causa dell'ira, si commettono atti illeciti,
tratta successivamente il tema della
viene comminata una punizione, spesso
responsabilità morale,
dolorosa (come la pena di
ovvero la consapevolezza
morte), corrispondente al
che, in quanto esseri
reato commesso. Secondo
umani, le nostre azioni
la professoressa c’è un
non dipendono da forze
metodo migliore, più simile
esterne, ma
all’atteggiamento dei
esclusivamente da noi
genitori, che cercano
stessi. Le opere storiche,
punizioni ma "con garbo".
di cui parla in seguito,
Per riassumere: abbiamo
descrivono il momento
descritto tre modi attraverso i quali la rabbia ci
fondamentale nella storia dell’umanità in cui gli
fa perdere la retta via: il primo è composto da
uomini hanno acquisito coscienza della propria
errori “ovvi”, che ci portano in un mondo
responsabilità morale. La studiosa descrive
“paludoso”, se per esempio crediamo in
successivamente la forte epidemia raccontata
informazioni false su chi ha fatto cosa. Poi c'è
nell’Iliade. Tale pestilenza si diffonde
l’ira imputabile, propria di chi continua a
nell’accampamento greco ed è scatenata dal dio
guardare solo alla propria situazione, arrivando
Apollo, per l’arroganza mostrata da
a perdere il senso della vita, l’amicizia, l’amore,
Agamennone, il re degli Achei. Il mondo
la famiglia. Infine, la rivalsa conseguente a un
descritto da Omero è infatti ricco di
atto di ira, con atti spesso vendicativi, a volte
presuntuosità e prepotenza. Nell'Edipo Re di
illeciti, sulla base di “chiodo schiaccia chiodo”, o
Sofocle viene trattata la storia di Edipo che,
“ira contro ira”.
come predetto da un oracolo, ha ucciso suo
Come affermava Lucrezio, l'ira è figlia della
padre e sposato sua madre, nonostante abbia
paura, mentre gli dei sono esseri non toccati
fatto il possibile per evitarlo. Edipo però non dà
dall’ira. Gli storici greci e i filosofi dell’epoca
la colpa del suo comportamento agli dei e, anzi,
pensavano che convenisse assomigliare agli dei,
si prende la responsabilità di ciò che ha fatto,
incuranti dei beni terreni. Ma questo, secondo
autopunendosi con l'esilio. Nella Storia del
Ghandi, porta ad una mancanza di amore:
Peloponneso di Tucidide invece non c'è alcun
meglio allora amare, anche se amare ci rende
riferimento alle divinità: l'autore dà tutta la
vulnerabili.
colpa dell'epidemia agli uomini. Nelle tre opere
Arianna Persia, Jacopo Sbicego si vede una maturazione della responsabilità
morale. Inizialmente non esiste praticamente e
Le pandemie ai tempi degli antichi: tutta colpa
gli dei sono considerati la causa della pestilenza,
delle divinità?
mentre nell'opera di Tucidide, con la

12
responsabilità morale, gli uomini capiscono che La notte degli eroi
sono loro la causa della nuova pestilenza. (https://festivaldelclassico.it/la-notte-degli-eroi/)
"Forza, passioni e lacrime degli eroi (con Matteo
Adele Ambrassa, Adriana Cunetto, Diletta
Nucci)"
Manduzio, Ginevra Messidoro, Irene Saglione,
Fabrizio Rosso Secondo gli antichi, il vero significato della
parola “eroe” indicava un essere umano
Cultura della pace e della guerra
completamente realizzato. Proprio per questo la
(https://festivaldelclassico.it/storia-della-
vera differenza tra i vari eroi epici stava nel come
guerra-e-storia-della-pace-la-lezione-
ognuno di loro vivesse il proprio tempo. Celebre
tucididea/)
è il confronto tra Achille ed Odisseo. Achille era
Il professor Canfora ha trattato la guerra un giovane potente e schietto, che agiva con
nell'epoca classica. Nella prima parte della sua l’istinto e “andava dritto contro il nemico”.
argomentazione ha fatto un'introduzione sulle Odisseo, invece, era sempre descritto come un
guerre nell'antichità, quanto spesso avvenivano uomo adulto, furbo ed astuto, che ingannava ed
e come venivano considerate nell'opinione “accerchiava gli ostacoli” e che basava tutte le
pubblica. La seconda parte parla della prima proprie scelte sulla progettazione del futuro.
guerra in cui scoppiò una peste, ovvero quella D'altra parte, Achille non era una furia assassina,
del Peloponneso: racconta come è scoppiata la amava la vita e per questo suo amore viveva il
peste, le conseguenze che ha avuto su Atene e presente gettandosi nel centro della battaglia.
di come, in seguito, questo modello sia stato Odisseo, dal suo canto, più volte tentennava sul
usato per modificare il racconto della storia da lasciarsi guidare dall’istinto o meno, ma alla fine
parte di storici al servizio di potenti. In questa evitava sempre di vivere il presente per vivere
parte, in particolare, il professore aggiunge poi verso il futuro. In effetti, dunque, la
svariati spunti di riflessione e di attualizzazione. caratteristica che manca ad entrambi gli eroi è il
Infine, nella terza parte che ruota attorno alla passato, un elemento essenziale per vivere il
domanda perché scoppiavano le guerre nostro presente e progettare il nostro futuro. Il
nell'antichità, il professore evidenzia che nostro compito è quindi quello di riflettere e
ovviamente non c'è una sola risposta. Le due più conoscere il passato, individuare gli errori
veritiere sono: l'espansione dei confini, ma presenti e correggerli per vivere bene e
soprattutto la "produzione di schiavi", elemento immaginare il futuro: vivere il nostro tempo
fondamentale su cui si fondavano le culture come il nostro carattere ci induce a fare.
greca e romana.
Anna Gregorio
Invito caldamente chiunque sia interessato
all'argomento a sentire questa lezione di una
quarantina di minuti, perché è veramente
"Ogni essere che ha vissuto l’avventura umana
illuminante sotto molti punti di vista.
sono io"
Matteo La Porta
"Memorie di Adriano", libro di Marguerite
Yourcenar, non è solo un romanzo storico che
narra vita e imprese dell’imperatore Adriano,
bensì un doppio romanzo: l'autrice, servendosi
della descrizione della vita di Adriano, riesce a
raccontarsi come scrittrice. Seppure in modo
implicito, dimostra che anche noi ci possiamo
13
riconoscere negli animi dei grandi eroi del esperti soldati e addirittura comandanti di un
passato e quindi esserlo a nostra volta in modo esercito.
indiretto. Chiara Valerio descrive il romanzo con
Naomi Manduzio
una frase: “è un racconto di sé che sembra
l’unione di tutto ciò che serve per conoscere una
persona, ma che invece è solo un’edizione
"La lezione di Enea"
pubblica e narrativa di sé, dietro la quale si può
rimanere nascosti". Conclude con una bellissima L'autrice del libro "La lezione di Enea", Andrea
citazione che ci fa capire il senso del libro: Marcolongo, ha introdotto la conferenza
“Nasconditi in piena luce, solo lì nessuno ti affermando che all'inizio non voleva scrivere
vedrà, ma penserà di vederti”. così il suo libro e che sempre aveva considerato
Virgilio molto più noioso in confronto ad Omero.
Lucia Graglia
Riferendosi ad Enea, l'eroe pio, sottolinea che la
"Le donne e la guerra (con Melania Mazzuco)" sua lezione in tempi di pandemia ci appare più
chiara: è stato l'eroe che ha saputo resistere ad
Il concetto di donne guerriere cambia molto nel
un destino complesso e avverso. Il libro merita
tempo. Ci furono importanti scavi archeologici
davvero di essere letto.
nel 1988 e addirittura all’inizio del 2020 che
portarono alla luce interessanti ritrovamenti di Nicholas Andreani
tombe di donne guerriere. Si conferma così che
la figura mitologica delle amazzoni è reale. Ci
sono molti esempi, sia nella mitologia sia nella "Odisseo un uomo contro le avversità"
storia, di donne che hanno combattuto in modo
Il professore Roberto Vecchioni ha presentato la
straordinario, dovendo talvolta lottare per
figura di Ulisse: l'origine del suo nome vuol dire
questo diritto. Alcuni esempi possono essere
"colui che è odiato". Nome azzeccato, se si
Pentesilea che duellò con Achille, Camilla
pensa alle sue avventure. Si può considerare il
dall’opera di Virgilio, o ancora Onorata Rodiani
primo eroe di mare, a differenza di Achille e
che visse realmente. Le donne nel tempo ebbero
Gilgamesh. Il viaggio di Ulisse, in realtà, si può
dunque importanza cangiante nell’ambito della
ritrovare nelle vite di ognuno quando le
guerra: da una parte vennero considerate
consideriamo come percorso di crescita.
bottini per la vittoria o schiave, dall'altra anche
Nicholas Andreani

14
RUBRICA:
VOLONTARIATO
In occasione del Natale riportiamo alcune belle esperienze di volontariato.

Dare è sempre meglio che ricevere generalmente, per avere diritto agli aiuti
forniti dall’associazione, dovrebbe essere
Questo proverbio che ai più oggi sembrerà
inferiore ai seimila euro annui, cosicché in
controverso nasconde dietro
seguito, terzo e ultimo step, venga consegnata
un’interessantissima e variegata realtà che
una tessera con il totale dei punti adeguato
oggi i più, nostro, o forse loro, malgrado, però
rispetto alla persona. Tramite questi punti,
tendono a evitare, il volontariato. Che cosa ha
infatti, l’interessato potrà acquistare
da offrirci questo mondo? Perché poi proprio
all’interno dell’emporio ciò di cui ha necessità.
scegliere il volontariato tra tutti gli hobby
quando si potrebbe tenere tutto per sé senza Quante persone fanno effettivamente
farsi troppi problemi? Perché dare corpo e riferimento all’emporio a Savigliano? Il
anima a un altro quando magari neanche lo si Coronavirus ha influito?
conosce?
L’emporio, ci riferisce Magliano, fa
Abbiamo avuto la fortuna di discuterne con il generalmente riferimento a una richiesta
prof. Franco Magliano, insegnante di religione costante di all’incirca 110/120 nuclei
ormai in pensione nonché ex vicepreside del famigliari, composti mediamente da almeno
nostro liceo, che ha volto da moltissimi anni a tre persone. Con l’arrivo del Covid-19 questi
questa parte lo sguardo verso i più deboli e poco più di cento nuclei hanno però visto un
bisognosi della nostra Savigliano. In incremento percentuale del 30-35%,
particolare abbiamo trattato della sua realtà arrivando a contarne oggi più di 160. Numeri
di volontariato: l’emporio solidale. che fanno rabbrividire, e che dimostrano
quanto in questo momento più che mai la
Di che cosa si tratta?
richiesta di aiuto sia presente e dunque sia
L’emporio nasce per aiutare coloro che non necessario prendere provvedimenti.
riuscirebbero ad acquistare altrimenti beni di L’emergenza all’interno dell’emporio non
prima necessità di carattere alimentare e non viene trattata diversamente da come
solo. Per poterci accedere sono necessari tre possiamo notare anche noi in un qualsiasi
step: il primo consiste in un centro d’ascolto, negozio: si usano mascherine, gel igienizzante
nel quale attraverso un colloquio si cercano le e distanziamento. Per organizzarsi meglio, ci
potenzialità della persona in questione e in racconta il prof. Magliano, hanno deciso di
che modo la si possa aiutare; in secondo luogo dare appuntamenti a orari ben precisi a
occorre presentare il proprio ISEE (Indicatore ciascuno così da non avere problemi nella
della Situazione Economica Equivalente) che,

15
gestione dell’emporio e al fine di rispettare le Un regalo può salvare una vita
norme di sicurezza sanitaria.
Il tema del dono caratterizza tutti noi nel
Per Natale l’emporio farà un presente a tutte periodo natalizio. Un diverso tipo di dono è
le famiglie che costituiscono la sua clientela. stato però affrontato nella conferenza a cui le
Ai più giovani spetta un libro mentre ai classi quinte hanno partecipato il 27
genitori un buono spendibile nei supermercati novembre, quello di sangue, organi e midollo.
della zona. I rappresentanti di diverse organizzazioni
locali, come l'A.D.M.O. (Associazioni Donatori
Noi ragazzi invece? Che cosa possiamo fare
Midollo Osseo), o la più conosciuta AVIS, si
per regalare qualcosa a queste persone?
sono resi disponibili ad un confronto con i
Purtroppo, in questo periodo nulla di pratico,
ragazzi, con tanto di ospiti speciali. Infatti,
per ora non si è ancora riusciti a trovare un
ragazzi con determinate patologie o che erano
modo per limitare il rischio di andare incontro
iscritti alla lista dei donatori hanno raccontato
all’infezione da coronavirus. Una cosa che
la loro esperienza, commuovendo e ispirando
però possiamo fare noi giovani è forse una
gli alunni.
delle cose che ci riesce meglio, l’utilizzo dei
social. Ma perché? Perché ci spetta uno dei Con un semplice racconto sono riusciti a
compiti più importanti, che oggi può avere dimostrare che anche solo un piccolo gesto
successo solo tramite l’utilizzo delle suddette come la donazione del sangue può dare un
piattaforme, la sensibilizzazione. Tramite i vari contributo notevole nella medicina e come la
social, infatti, abbiamo la possibilità di far donazione di organi e midollo osseo possano
sentire la nostra voce a più persone, convinti seriamente salvare persone malate o
che, se riusciremo oggi a sensibilizzare alla migliorarne il tenore di vita. Agli alunni,
gratuità e alla condivisione, il nostro domani inoltre, sono stati forniti tutti i recapiti
potrà essere migliore. necessari per provvedere all'iscrizione alle
diverse associazioni e hanno potuto
Filippo Leone
intervenire con domande e riflessioni.
Alla fine dell'incontro tutti noi studenti ci
siamo confrontati e abbiamo espresso il
profondo cambiamento che la conferenza ha
apportato nel nostro modo di vedere la
donazione. Ci siamo sentiti di ringraziare le
associazioni e i ragazzi che hanno partecipato
per averci donato un momento di profonda
riflessione su una decisione importante che
con la maggiore età siamo chiamati a
prendere.
Giulia Argeri

Un’immagine dell’emporio

16
Con le associazioni di donazione organi, Cos’è il commercio equo e solidale? Quali sono
sangue e midollo. le sue finalità?
È stato incredibile sentire le due facce della È un meccanismo commerciale che mette
stessa medaglia: donatori e bisognosi di direttamente in relazione i piccoli produttori
donazioni parlare insieme. Sembra quasi di molti dei Paesi del Sud del mondo con i
impossibile che un piccolo gesto possa consumatori dei Paesi più ricchi, senza il
letteralmente salvare la vita di qualcuno. Un tramite delle multinazionali. Lo scopo è quello
piccolo gesto che nel caso della donazione del di assicurare un lavoro alle persone che vivono
sangue dura al massimo mezz’ora, ma con una nei Paesi più poveri e che esso sia equamente
singola sacca di sangue in più si può retribuito, evitando lo sfruttamento da parte
veramente salvare la vita a qualcuno, mentre delle grandi imprese. Si parla di "prezzo
anche solo una in meno potrebbe essere giusto", in quanto esistono tre criteri legati a
fatale. Il racconto di Sara è stato quello più questo commercio: il prezzo del prodotto
toccante, da un lato perché nel momento in viene stabilito dal produttore; il costo finale
cui si è trovata ad avere bisogno di una del prodotto è trasparente, in quanto
donazione urgente aveva circa la nostra età e l’acquirente viene informato di chi percepirà i
quindi ancora tutta una vita davanti a sé, e proventi delle vendite; il metodo di
dall’altro lato per la descrizione dell’intensità produzione è sostenibile, nel senso che
del momento in cui ha finalmente trovato un assicura la salvaguardia dell’ambiente e la
donatore compatibile con lei e soprattutto buona qualità dei prodotti.
disponibile a donarle non solo il midollo ma
I contadini e artigiani del Sud del mondo
anche la possibilità di continuare a vivere.
inviano i loro prodotti alle cooperative
Chiara Masucci acquirenti, che a loro volta li distribuiscono
attraverso le botteghe e negozi del
commercio equo e solidale.
Doni per un Natale solidale
Perché è importante sostenerlo?
Il periodo Natalizio costituisce un’occasione di
Perché il commercio equo e solidale consente
riflessione, in cui siamo più propensi ad
all’acquirente di procurarsi prodotti ottimi,
ascoltare il nostro cuore e più sensibili ai
che non ci è possibile produrre nel luogo in cui
bisogni degli altri. Ciò vale tanto più per il
viviamo, importati da altre parti del mondo.
Natale che stiamo vivendo quest’anno,
Inoltre, dietro ogni prodotto del commercio
diverso da tutti gli altri e che con maggiore
equo e solidale, si nasconde una storia umana.
urgenza ci richiama al valore della solidarietà
Infatti, la filiera dell’equo e solidale tutela i
nei confronti delle persone che in vario modo
seguenti valori: giustizia nei confronti dei
si trovano in difficoltà. La solidarietà è il
lavoratori/produttori; fiducia tra produttore e
principio che ispira, tra l’altro, anche il
acquirente; rispetto della cultura e dello stile
cosiddetto “commercio equo e solidale” che
di vita delle persone di ogni luogo in cui i beni
viene praticato, nella realtà di Racconigi, dalla
vengono prodotti. Nelle botteghe si trovano
Bottega Mandacarù.
prodotti buonissimi.
Abbiamo intervistato la Prof.ssa Silvana Gallo,
Ci racconta come è nata la bottega di
volontaria Mandacarù, per essere meglio
Racconigi? Quali prodotti si possono trovare?
informati sull’argomento.
Quali iniziative vengono svolte?
17
La bottega di Racconigi nasce nel 1994 grazie possono adottare a distanza bambini e ragazzi
all’intuizione di alcuni fondatori, che hanno per consentire loro di frequentare la scuola,
coordinato delle campagne di scambio di fornendo loro anche il materiale scolastico; in
esperienze di educazione allo sviluppo, e Betania, si possono adottare a distanza dei
hanno deciso di costituire l’organizzazione bambini cristiani e musulmani che
Mandacarù. All’interno di questa bottega frequentano lo stesso asilo; in Ecuador è
operano solamente volontari, a differenza di possibile adottare una classe, fornendo
altri negozi anche del mondo equo e solidale, materiale scolastico; nell’isola di Haiti,
in cui lavorano dipendenti stipendiati. Gli l’adozione è rivolta ad una comunità di
articoli in vendita presso questa bottega sono ragazze madri, ai loro figli che frequentano
principalmente alimentari, ma anche l’asilo ed anche agli anziani.
manufatti artigianali e prodotti di cooperative
Perché il nome Mandacarù?
locali che lavorano con persone che soffrono
di varie forme di disagio (principalmente Il nome è stato scelto dai fondatori
disabilità) o con i detenuti delle carceri dell’associazione: il Mandacarù è un cactus
italiane. Per Natale la bottega di Racconigi ci che essi conobbero in un viaggio nel territorio
offre: biscotti, panettoni e pandori, cioccolato del sertao in Brasile, il posto più arido. Quando
e anche presepi provenienti da tutto il mondo. c’è siccità, questa pianta è l’ultimo posto in cui
Per essere acquirenti occorre è possibile trovare ancora disponibile
preventivamente associarsi a Mandacarù, con dell’acqua. Perciò in Brasile il Mandacarù è il
una tessera ad un costo minimo. simbolo della forza del popolo di fronte alle
avversità.
Il commercio equo e solidale del Mandacarù
offre anche la possibilità di effettuare adozioni Agostina Caruso
a distanza. Ad esempio, in Cambogia si

18
NON INQUINIAMO
L’AMBIENTE
POSSIAMO CAMBIARE IL FUTURO DEL NOSTRO PIANETA
La Terra è sottoposta fin dalle origini a Nel mese di novembre e dicembre, noi studenti
cambiamenti climatici, ma ciò che preoccupa della classe V^E del corso C.A.T. (Costruzione,
maggiormente oggi è che tale variazione sia Ambiente e Territorio) di Racconigi, in
sempre più rilevante a causa dell’uomo. collaborazione con gli insegnanti di Progettazione,
A partire dalla Rivoluzione Industriale, infatti, si Costruzione, Impianti ed Estimo, abbiamo
stima che si sia verificato un progressivo aumento compiuto osservazioni sul territorio limitrofo alla
della temperatura globale, arrivando ad innalzarsi scuola per osservare gli impatti che i cambiamenti
di circa 3,3 gradi Celsius rispetto alla temperatura climatici hanno sul mondo vegetale ed animale. È
media terrestre del 1850. stata realizzata un’ampia documentazione
I risultati del nostro intervento sulla fotografica che ci serve per creare
Natura si osservano ogni giorno, in un video utile a renderci più
qualunque parte del globo consapevoli dei pericoli ai quali
terrestre. Lo scioglimento dei stiamo andando incontro, da
ghiacciai è la conseguenza più nota condividere con l’Unesco
a tutti, in quanto ognuno ha visto promotore del progetto.
almeno una volta nella vita le Nella seconda e terza decade di
immagini di orsi polari che lottano novembre, abbiamo riscontrato sul
per la sopravvivenza, che si territorio importanti variazioni
spostano tra lastre di ghiaccio nella disponibilità di frutta e
spesso molto distanti tra loro o che, verdura. Infatti, pomodori e
per trovare cibo, si spingono verso melanzane sono molto sensibili al
territori abitati dall’uomo, freddo e non dovrebbero essere
esponendosi così al pericolo di essere uccisi. presenti nei nostri campi in tardo autunno nei
Altre conseguenze sono l’innalzamento del livello climi temperati freddi. Alcune specie orticole a
dei mari, le precipitazioni che si verificano con ciclo invernale, quali finocchi e cicorie, montano a
frequenza minore durante l’anno, ma con durata e fiore anziché produrre rispettivamente guaine
intensità superiore rispetto al passato, la carnose e cespi compatti, perché le temperature
crescente siccità in molte zone. Questi fenomeni sono troppo elevate. Abbiamo osservato fuori
sono la risposta della natura alla nostra violenza, serra, in pieno rigoglio vegetativo, piante tipiche
che ha un impatto indescrivibile su coloro che del clima mediterraneo, come i carciofi.
abitano nelle parti più vulnerabili e povere del Alcuni miei compagni ed io abbiamo individuato
mondo e che minaccia diverse specie e habitat. nel mese di novembre molte fioriture anomale, tra
cui quella di Bellis perennis L., ovvero la pratolina,
19
che solitamente fiorisce a Marzo. Anche le rose non hanno la possibilità di nidificare, e della
coltivate, le quali in autunno dovrebbero andare perdita delle specie vegetali del sottobosco come
incontro alla perdita delle foglie per il riposo il mughetto. L’agricoltura, soprattutto quella
vegetativo, sono state rinvenute rigogliose e intensiva, largamente diffusa nelle nostre zone è
fiorite in vari giardini. Ancora Lychnis flos – cuculi uno dei settori che rilascia più CO2 in atmosfera,
L. (fior di cuculo) e Papaver rhoeas L. (papavero ed insieme alla deforestazione, causa il
comune) dovrebbero fiorire a Maggio; i riscaldamento globale. Oltretutto, diversi studi
rododendri, osservati in piena fioritura, hanno dimostrato che l’inquinamento delle acque
dovrebbero andare in antesi ad Aprile. sotterranee è fortemente imputabile ai
Un esempio eclatante è l’albicocco fiorito nella fertilizzanti chimici e ai fitofarmaci utilizzati per le
seconda decade di novembre, il quale potrebbe colture agrarie. Un rapporto eseguito dall’Ispra
andare incontro a morte, dal momento che utilizza (Istituto superiore per la protezione e la ricerca
le sostanze nutritive di riserva accumulate negli ambientale) ha messo in evidenza la situazione in
organi preposti, che però non può riprodurre, Italia, dove le falde acquifere risultano
poiché le nuove foglie compaiono in primavera e contaminate da 259 sostanze chimiche diverse,
non nel periodo invernale. con particolare riferimento al glifosato, un erbicida
potenzialmente cancerogeno e
Il dott. Jan Henning Sommer teratogeno che distrugge tutta la
dell’Istituto Nees per la biodiversità flora spontanea devastando gli
delle piante, ha sottolineato il ecosistemi.
problema della biodiversità Il surriscaldamento globale è il
evidenziando come i cambiamenti maggior responsabile degli incendi
climatici possano essere boschivi, tra cui quelli verificatisi in
responsabili di conseguenze Australia tra il 2019 ed il 2020, che
scarsamente prevedibili per il hanno devastato la regione sud-
genere umano e gli ecosistemi. orientale del paese, comportando
Per quanto riguarda la macchia mediterranea, la una moria di specie animali che ora risulta in
distruzione di ampie zone boschive a favore pericolo di estinzione (koala, canguri).
dell’agricoltura intensiva ha comportato una Ciononostante molte piante autoctone in
circoscritta selezione delle piante sul territorio; ciò Australia, come l’eucalipto, si sono adattate,
si è ripercosso anche sugli impollinatori selvatici, sopravvivendo e prosperando anche in un
in quanto essi non hanno più a disposizione fiori contesto sfavorevole.
da cui prelevare il polline e il Per avere la certezza che esista
nettare. Un'altra conseguenza ancora un futuro per la Terra,
di tale condizione è occorre prendere in mano la
l’abbattimento degli alberi che situazione e ridurre i danni
abbiamo osservato anche ambientali, mettendo in atto
nelle campagne circostanti ai numerosi provvedimenti. Lo
comuni di Carmagnola, scopo del nostro lavoro è
Racconigi e Cavallermaggiore. proprio quello di suggerire e
Tale situazione risulta progettare interventi che
responsabile di una perseguano tali fini. In primis,
diminuzione della popolazione bisogna dedicare la propria
di volatili, dal momento che attenzione alla pianificazione
20
ed allo sviluppo territoriale salvaguardando tale da ridurre i costi e l’inquinamento dovuto ai
l’ambiente, sfruttando fonti rinnovabili e materiali mezzi di trasporto.
non inquinanti tra cui legno, sughero ed argilla. Una soluzione che proponiamo per incrementare
Infatti l’edilizia è uno dei settori responsabili di una la sostenibilità è la realizzazione di aree verdi
grande quantità di emissioni nocive in atmosfera, urbane. Ci soffermiamo innanzitutto sui giardini
dato che le intere fasi di realizzazione dell’edificio, verticali in forte espansione soprattutto nelle
a partire dall’estrazione delle materie prime fino metropoli che, oltre a rivestire una funzione
alla demolizione, consumano risorse ed energia. estetica, sono utili per contenere l’inquinamento
Secondo i dati del Global Alliance for Buildings and catturando le polveri sottili e le sostanze chimiche
Construction, nel 2019 il settore edile è stato nocive presenti in atmosfera. Inoltre, essi
responsabile del 36% dei consumi energetici diminuiscono la temperatura di circa 4,5°C
globali e del 39% delle emissioni di CO2. all’interno delle abitazioni, con conseguenti
La Casa Clima e più in generale gli edifici a bassa risparmi energetici per gli impianti di
dispersione energetica e ad elevata efficienza degli climatizzazione. Infine, questa tipologia di giardino
impianti, su cui lavoreremo nel progetto, puntano consente di ridurre la temperatura dell’aria
ad aumentare l’autosufficienza energetica dei circostante l’edificio, comportando un
fabbricati, utilizzando strategie passive quali il miglioramento dell’ambiente esterno.
corretto orientamento dei vari locali (esempio Intendiamo realizzare almeno parte delle
cucina orientata a sud e camere da letto a nord), indicazioni illustrate all’interno del progetto per
sistemi fotovoltaici e strutture ad elevato concretizzare le idee scaturite dallo studio e dalla
isolamento termico. Inoltre, per quanto concerne riflessione personale.
i materiali, consigliamo di privilegiare quelli di
provenienza locale riutilizzabili e duraturi, in modo Alexandra Zivkovic

21
RACCONTI DI NATURA
Il prato dei ricordi
-Ti ripeto che io in quella topaia non ci metto piede, negativo!
-Allora, per prima cosa, non è una vecchia topaia, le serve solo un piccolo restauro...
-Piccolo?!
-Ok, ho sbagliato a voler discutere di questa decisione con te, io sono tuo padre e ho deciso che tu
passerai una settimana in montagna coi nonni, punto e fine della discussione, ora va' a fare le valigie.
Ero furiosa: perché proprio dai nonni? Con loro ci vedevamo ogni morte di papa se andava bene, e
poi io ero una ragazza di città, con i miei vizi, le mie abitudini, non sarei di certo andata a spalare
letame sulle Alpi, scherziamo? Mi convinsi a fare le valigie con svogliatezza, e intanto feci scivolare
per purissimo caso anche un paio di camicette di Louis Vuitton, insomma non si sa mai.
E così eccomi qui sulla Citroen C4 di papà ascoltando Lady Madonna dei Beatles e aspettandomi il
peggio per l'arrivo. Non mi sbagliavo: non si scorgeva anima viva e le vie erano talmente piccole che
avevamo dovuto lasciare la macchina parcheggiata sul ciglio della strada. I nonni ci accolsero molto
calorosamente dopo aver fatto qualche battutina allusiva a proposito del fatto che sperpero il mio
denaro, sono superficiale, bullizzo la gente, cose così. Già è per questo motivo idiota che mio padre
mi ha spedita in questo buco, perché bullizzavo una ragazzina... robe da matti.
Dopo un po' mi ero stufata alla grande di sentirli parlare e così mi sono congedata da sola prima che
loro lo facessero. Risalendo su per il giardino in salita, con il fiatone, armeggiai con la serratura del
cancelletto arrugginito, per poi scoprire che era sempre stato aperto. Il cancelletto dava su una
strada asfaltata che si divideva in due direzioni: una proseguiva in discesa e aveva un che di inquie-
tante, tipo l'ambientazione del film SlenderMan, mentre l'altra saliva e sembrava una specie di luogo
idilliaco, di quelli dove vedi le fate danzare armoniose sui fiori e i troll che si nascondono sotto le
rocce mimetizzandosi col muschio. Per essere una persona così orribile sono poetica no? Scelsi la
strada in salita sperando di vedere qualche adorabile creaturina del mondo magico. L'unica cosa che
vidi fu un serpente grande quanto una cintura Gucci, con un'unica differenza: quel coso si muoveva!
Cominciai a correre come una matta, inciampai varie volte in alcuni sassi, graffiandomi i palmi delle
mani e le ginocchia.
E proprio mentre mi fermavo a riprendere fiato uno scoiattolo prese il volo da un albero e cadde
dentro a un cespuglio, dopo di che saltò fuori e corse via. Ma da quando gli scoiattoli si lanciano
dagli alberi, eh?! Le ferite mi facevano sempre più male, dovevo lavarle in qualche modo. E fu lì che
mi accorsi che mi trovavo vicino a un corso d'acqua: con tutto quel trambusto, lo spavento, la corsa,
non me ne ero accorta. Mi misi in ascolto; si poteva sentire l'acqua scorrere nelle vicinanze! Così mi
misi a percorrere un sentiero in mezzo agli alberi che si diramava da quello in cui attualmente mi
trovavo e che intendevo lasciare al più presto. Dopo qualche metro il sentiero terminava, aprendosi
in una distesa di prati verdeggianti e pieni di macchie colorate, avvallamenti nel terreno, rivoli d'ac-
qua cristallina e piccole collinette rocciose coperte di muschio.

22
Per un attimo mi sembrò di essere Heidi, mancavano solo più le caprette e un pessimo taglio. Mi
sedetti sull'erba e feci qualcosa che non avevo mai fatto prima: chiusi gli occhi e inspirai profonda-
mente quell'aria pulita e fresca e in silenzio ascoltai tutti i suoni che mi circondavano, il vento che
soffiava filtrando tra i fili d'erba, il canto degli uccelli, e tutto mi recava una sensazione di sollievo,
come se mi stessi liberando di qualcosa che avevo tenuto dentro per molto tempo, o forse dei re-
moti ricordi. Sì, io in quel posto ci ero già stata, da piccola forse, in una gita di famiglia. Avevo amato
la natura in passato?
Circa verso le cinque cominciò a calare il sole e lo spettacolo fu ancora più bello e mozzafiato: le
montagne all'orizzonte si dipinsero di azzurro disegnando un profilo irregolare nello sfondo a sfu-
mature calde su cui il sole andava ritirandosi per lasciar posto all'oscurità, tingendo il cielo di colori
sempre più intensi. Lungo il tragitto del ritorno riuscii a notare ancora le macchie di sangue che
avevo lasciato dopo la caduta. Buffo, sembrava disegnassero una faccina sorridente.
Ovviamente al mio ritorno la nonna era attivata in modalità crocerossina e prima che me ne accor-
gessi mi aveva già curata e nutrita e sottoposta all'interrogatorio.
La notte prima di andare a dormire volsi lo sguardo al cielo e vidi un cielo stellato come non l'avevo
mai visto: una distesa sconfinata di stelle sullo sfondo scuro del cielo notturno. In città non se ne
vedevano di cose così. Rimasi affacciata alla finestra a osservare il cielo, per un attimo dimenticai
quanto mi ero sentita turbata all'idea di dover andare in un posto sperduto come quello, come mi
avevano irritata le voci su di me, come spaventata (e perplessa) fossi per l'attacco suicida di uno
scoiattolo, e poi pensai di nuovo a quella sensazione bellissima dello spettacolo cui avevo assistito
nel pomeriggio. Forse in un remoto passato sì, avevo amato la natura.
Micol Beccaria

La natura è vita
Un giorno mi svegliai. Il sole caldo mi accarezzava le ciglia, in una fresca mattina d’inverno, mi alzai
e guardai fuori dalla finestra: la neve candida si posava sugli alberi, privandoli del loro colore e ren-
dendoli ignoti, nuvoloni coprivano il cielo, privando anch’esso delle sue bellezze. I figli dei vicini ur-
lavano e s’infradiciavano lanciandosi palline piccole come le loro mani giovani: guardai le mie, ru-
gose e stanche. Quella mattina sarei dovuto andare a comprare qualcosa per pranzo e mi sarei ada-
giato sul divano, con qualche pensiero qua e là, accendendo la tv e aspettando qualcosa di nuovo,
una serie poliziesca, un giallo intrigante, una commedia che mi strappasse qualche sorriso, un do-
cumentario, qualsiasi cosa che mi aiutasse a chiudere gli occhi e a non pensare. La mia mente era
come il cielo di stamani, coperta da nuvoloni grigi che soffocavano i colori.
Era domenica. Per me i giorni della settimana trascorrevano incessanti senza alcuna differenza. Le
campane delle 12 mi svegliarono e mi ricordai di non essere uscito per la spesa, aprii il frigo, presi
uno yogurt di qualche giorno e tornai sul divano, un bel divano: pelle scura, con una macchia ogni
tanto e un po’ di solitudine. Un nuovo documentario sulle bellezze della natura: un presentatore sui
trent’anni raccontava le sue avventure, visitando il mondo e i suoi segreti. Rimasi incantato, quegli
alti alberi possenti delle giungle, freddi oceani immensi, montagne rosse nei deserti, cascate che
mettevano i brividi, isole deserte con tesori maledetti. Feci una promessa con me stesso, presi carta
23
e penna e, inconsciamente, incominciai a scrivere: “Sono ormai passati anni, i miei capelli sembrano
dipinti dalla neve, le mie mani sono deboli, i miei occhi stanchi, i miei pensieri rassegnati. Quando
sposto le pesanti tende, lasciando entrare qualche raggio di bellezza in salotto, un dolore mi colpisce
al fegato: bambini che si perdono nelle risate, famiglie nell’amore, amici in bicicletta; poi richiudo le
tende e quella luce di splendore viene zittita. Io non ho mai smesso di credere che un giorno mi sarei
sentito fiero e felice, completo: voglio prendere una giacca, qualche soldo, e partire, senza una meta
e senza un perché, e vedere dove mi porta questa vita”.
Proprio davanti a casa, era solito passare un autobus tutte le mattine, e allora perché non salirci?
Quando fui lì, a guardare il mio rifugio, la mia vita, divenire sempre più piccola, ebbi un attimo di
paura, nell’affrontare il mondo e le sue fragilità.
Arrivai ai confini con il Canada, le sue cascate così vigorose sembravano chiamarmi, ma la Groenlan-
dia, un Paese che reputavo quasi inesistente, mi ipnotizzò: le sue montagne innevate e quegli alti
pini sempreverdi mi riportarono ai sogni di bambino, tanto che mi lasciai sprofondare nella neve, e
tutte quelle nuvole che mi soffocavano, vennero spazzate via da un dolce vento freddo come il
ghiaccio. Ero circondato dal silenzio più totale, vuoto indecifrabile, ma lì, steso in quel campo inne-
vato, sentii un piccolo, minuscolo, rumore, che poi si trasformò in una crepa pesante: fu l’ultima
cosa che pensai; poi il freddo mi legò mani e piedi, acqua congelata rese il mio urlo disperato, silen-
zioso: tutta quella serenità sprofondò nel buio e nella paura.
Aprii gli occhi, ne rimasi sconvolto, e davanti a me, un lupo fradicio che tremava sfinito. Era la crea-
tura più incantevole che avessi mai visto: pelo grigio e bianco, zampe forti, ma niente era paragona-
bile ai suoi occhi, ghiacciati, di un colore azzurro, che quando incrociarono i miei, mi lasciarono senza
parole, mi sentivo come sotto quell’acqua congelata, erano di una bellezza che non poteva essere
espressa a parole: avevano un potere e una forza inspiegabile. Distrutto si adagiò sulla candida neve
e cadde in un sonno profondo, io, tremante, decisi di sdraiarmi accanto a lui, non avevo paura, era
l’ultimo dei miei pensieri.
Quando mi svegliai era sparito, in quel momento mi sentii perso, vuoto, solo. Non sapevo dove an-
dare, probabilmente mi ero anche perso, girovagando in fitti boschi della Groenlandia. La notte era
vicina e il freddo pure, presi coraggio e scavai una fossa, la quale sarebbe stata la mia “tana” e,
quando il buio era sempre più presente, la fame e la sete incominciarono ad essere un problema.
“Come la Natura, così bella e inspiegabile, può essere anche così dura e crudele?” Ma la mattina mi
svegliai accanto a lui, era tornato, decisi di chiamarlo “Ice”, nei giorni seguenti mi aiutò a trovare
una via d’uscita da quello spaesato bosco”.
“Vai avanti zio, vai avanti!!” urlò, incuriosito, mio nipote, tanto da farmi continuare: “Viaggiammo
nei posti più sperduti mano nella zampa: andammo in Norvegia, visitando le sue montagne scavate,
in Danimarca, la terra dell’acqua, in Italia, la sua musica e le sue tradizioni, in Asia, con una cultura
così affascinante. Io e Ice, noi sue, contro i segreti e poteri della natura. Passarono anni, e le miei
mani erano sempre più rugose e tremanti, non potevo continuare il mio viaggio, infatti tornai qui:
nel mio rifugio. I bambini che giocavano con la neve erano diventati ragazzi con nuovi sogni e tra-
guardi da raggiungere, l’amore delle famiglie era sempre presente, ma la mia casa non era cambiata:
aveva ancora quelle tende marroni, quei ricordi, quel divano, con segni di macchie e lacrime; solo
una cosa era cambiata” , “cosa?” chiese con occhi luccicanti mio nipote, “Ice, che non era lì con me,

24
ma lo sentivo, percepivo che i suoi occhi lucidi, colorati da quel ghiaccio incantato, mi osservavano,
e mi sarebbero stati accanto, in qualunque difficoltà mi si sarebbe posta davanti. Ricordati di non
sfidare mai la Natura, perché la sua così potente energia, bellezza, non ammalia solamente, ma può
anche distruggere e ferire. Amerà e sarà sempre amata”.
Così la mia vita cambiò, e incominciai a vedere il mondo da un’altra prospettiva, con un’altra luce
più luminosa; non ebbi più paura della solitudine, che era niente, in confronto a quello per cui lottai,
mai solo.
Ilaria Di Gennaro

Sotto i mari
C’era una volta, tanti anni fa, un Re tritone che, per vendetta dopo che il Re umano aveva acciden-
talmente ucciso il suo primogenito in una battuta di pesca, aveva rapito tutti i primogeniti del regno,
compreso quello del Re. Il Re aveva tentato di liberarli, ma inutilmente: i tritoni li avevano imprigio-
nati nella cella più controllata di tutti i mari. Quindi, dopo svariati tentativi, aveva tristemente rinun-
ciato e smesso di contrattare.
Gli anni passarono e il Re ebbe un altro figlio che presto si sposò con una giovane principessa della
quale era follemente innamorato. La principessa però non era affatto contenta di quella situazione.
“Qualunque cosa tu decida di fare sappi che io andrò a salvare quei poveri ragazzi” gli aveva detto
quando aveva scoperto cosa era successo al primogenito del Re. Il principe aveva provato a spiegarle
che era impossibile salvarli, che erano tenuti prigionieri dai tritoni nella cella più controllata di tutti
i mari ma lei, da testarda qual era, aveva comunque deciso di provarci. E così era stato: la principessa
aveva chiesto ad una sua amica strega delle particolari alghe che permettevano di respirare sott’ac-
qua. La sua amica aveva coltivato queste particolari alghe personalmente e, dopo un anno, aveva
portato le alghe mature e sottoposte a particolari pozioni alla principessa affinché potesse scendere
nei mari. Sempre sotto richiesta della principessa aveva preparato anche un’altra alga, nel caso in
cui il principe avesse deciso di andare con lei.
Il giorno in cui la strega arrivò a corte con le alghe la principessa si preparò al meglio: indossò il suo
abito più confortevole e si mise un paio di stivali. Prese la sua alga e mise l’altra sul tavolo con un
biglietto che spiegava al principe dove raggiungerla, nel caso in cui il principe avesse deciso di se-
guirla. Arrivata in riva al lago, aveva strofinato l’alga sulle braccia e sul viso e poi l’aveva infilata nello
stivale destro, come le aveva detto la strega, poi si era tuffata in mare. Venne subito avvolta da una
bolla protettiva di aria. La principessa arrivò al castello del Re tritone, tutto azzurro con le alte fine-
stre senza vetri per lasciar passare l’acqua marina, i balconi che al posto delle rose nei vasi avevano
vari tipi di alghe colorate. Entrò e chiese alle due sirene che si trovavano nel salone dove fosse il Re.
“Perché, cosa vuoi fare tu, giovane umana?” “Dovrei parlargli urgentemente riguardo ad una que-
stione che mi sta molto a cuore. Potrei vederlo?” “Perché dovresti? Puoi parlarne tranquillamente
anche a noi: conoscendo voi umani probabilmente si tratta di qualche coniglio sparito, lo sai vero
ragazza che i pesci, e tantopiù noi sirene, mangiano i conigli?” rispose sgarbata una delle due sirene.
“Suvvia ragazze, state calme, tanto ho qualche minuto di pausa, posso parlarle io” rispose il Re tri-
tone che era comparso scendendo dalla scalinata “Seguimi giovane donna”.
25
Il Re tritone condusse la principessa all'interno di un’ampia stanza bianca, quasi completamente
vuota eccezion fatta per un grande trono blu e una piccola poltroncina verde e delle guardie in fondo
alla stanza. “Siediti, e dimmi quali problemi ti affliggono” disse il Re, indicandole la poltroncina. “Si-
gnore, ho scoperto che avete intrappolato tutti i primogeniti del regno”. “E’ corretto giovane, dun-
que?” “Non mi sembra molto corretto, capisco che lei abbia perso il figlio a causa del Re, ma era
stato un errore, il nostro Re non lo farebbe mai” “Come fai a esserne così certa? D’altronde noi non
uccidiamo mai i vostri cari animaletti, mentre voi vi cibate dei nostri animali. Non mi sembra equo
nemmeno questo” “Sì, ma in questo caso si tratta di uomini, non di animali. E se ci tenete tanto non
pescheremo più, esistono molte altre fonti di sostentamento” “Non è questo il punto. Non sono
comunque disposto a lasciarli liberi, chiaro?” “Ma quelle sono vite umane, Signore!” “Questo non
serve minimamente a cambiare i fatti: così è così sarà finché avrò vita! Anzi Guardie, prendetela!”
In quel preciso momento le porte si spalancarono e il principe entrò nella stanza. “Non osate toc-
carla con un dito! E tu, Re tritone, se davvero non hai intenzione di liberarli finché avrai vita, ebbene
io te la toglierò” e così dicendo si avventò contro il Re tritone, che venne presto raggiunto dalle
guardie, le quali cercavano di proteggerlo. Con pochi colpi di spada però il principe ebbe la meglio e
allontanò le guardie. Il Re, vedendo la sua bravura, si spaventò e perse posizione, trovandosi in breve
schiacciato a terra dallo stivale del principe. “Potrei ucciderti velocemente e farla finita, libererei i
miei compaesani e mio fratello, ma sono superiore a te” disse il principe “Portaci alla cella, libera i
prigionieri e io non ti farò niente. Se però non vorrai farlo o proverai a ribellarti, dato che ti ho già
mostrato la mia bravura con la spada, ti mostrerò anche la mia capacità di fare cose atroci”. Il Re
tritone, sconfitto, li accompagnò alla cella, dove ordinò alle guardie di liberare tutti i giovani presenti
nella cella. Tutti i giovani fuggirono, tranne il fratello del principe. Fu una scena meravigliosa: due
fratelli che si ritrovano dopo così tanto tempo. “Nonostante mio padre abbia ucciso tuo figlio, ti
promettiamo che non pescheremo più, nel nome della diplomazia” affermò il principe.
Quando tornarono nel regno di terra trovarono tutti più gioiosi e il senso di tristezza che aveva per-
vaso il regno per tutti quegli anni era scomparso. Da quel giorno vissero tutti felici e contenti.
Ginevra Messidoro

26
INCONTRI CULTURALI
Dall’Università di Palermo

Mercoledì 25 novembre 2020 alle 16 si è Alcuni studenti hanno sottolineato che come
svolto il primo incontro della terza edizione di nell'epoca di Diogene si assistette ad un
“Voci dei libri", l'iniziativa promossa dal allontanamento dalla vita politica per
Sistema Bibliotecario di Ateneo dell'Università rifugiarsi nella sfera privata, così anche oggi.
degli Studi di Palermo. La prof.ssa Isabel Non solamente per le comodità e le
Trujillo, del Dipartimento di Giurisprudenza innovazioni cui siamo giunti, grazie alle quali
UniPa, ha raccontato il libro "The possiamo portare il mondo a casa nostra
Cosmopolitan Tradition: a Noble but Flawed attraverso un semplice click. Ma è veramente
Ideal" di Martha Nussbaum pubblicato nel così anche ai giorni nostri? Possiamo dire che
2019. Da questa presentazione del libro si è questa sia la nostra conclusione? E ancora, è
svolto successivamente un dibattito virtuale realmente questa sete di conoscenza, insita
che aveva come tema portante il "Globale certamente nel nostro sangue, ad averci fatto
contro locale". perdere ogni attrattiva per il mondo politico?
Non solo è necessario, ma obbligatorio,
riprendere in mano la situazione ormai
sfuggitaci. Non solamente nella speranza di un
domani migliore, non per forza per gli altri, per
i nostri cari, ma per noi. Diventano vani
altrimenti tutti gli sforzi passati e i sacrifici di
molte persone, compiuti per noi. Infatti, è
troppo tardi e al contempo troppo presto per
gettare la spugna; è questo, dunque, il
momento per agire, per concretizzare i
L'autrice in questo libro delinea temi di
desideri e le volontà della nostra e delle
carattere filosofico, etico e antropologico a
generazioni passate. Mai prima d’ora
partire da celebri personaggi classici, tra cui
l’umanità ha avuto bisogno di qualcuno così
Diogene il Cinico, Cicerone, Marco Aurelio,
forte che sia in grado di poter fronteggiare una
Ugo Grozio, Adam Smith: le migrazioni, i diritti
crisi socioeconomico-sanitaria come quella
umani, i diritti degli animali e anche i diritti
che stiamo vivendo: quel qualcuno siamo noi.
della natura. Uno dei temi su cui l'autrice si
O meglio dobbiamo esserlo, proprio per
concentra maggiormente è il tema della
questo non possiamo farci accecare in questo
dignità della persona. Secondo Diogene il
modo dalla pigrizia: il tempo dei rimandi è
Cinico tale dignità non viene intaccata dalla
finito. In conclusione, possiamo dire dunque
mancanza di beni materiali. Al binomio
che tutto ciò che è presente ci compete, ogni
povertà-libertà il filosofo collegava il concetto
scelta che compiamo può essere politica e ci
di "cittadino del mondo" Ma, incalza la nostra
influenza, ben più di qualche ragazza patita
relatrice, è proprio vero ciò? Davvero la
della palestra con alle spalle migliaia di
dignità "non ha bisogno di aiuti materiali"? Il
“amici”. Filippo Leone e Alice Molinatto
dibattito che si è creato è stato molto acceso.

27
Fuori dal pentagramma
Ciao a tutti e bentornati dalla vostra consigliera Le tracce anticipate sono due: 18 Anni, dalla quale il
musicale preferita! Sarà l’aria natalizia, ma in questo disco prende il nome, e venerdì, che la cantante ha
periodo sono usciti numerosi dischi: “QVC 9” di dichiarato essere molto importante per lei, tanto da
Gemitaiz, “Riot” di Izi, “Mood” di Nayt, “Famoso” chiedere esplicitamente di non dedicarla a sproposito.
di Sfera Ebbasta, “18 anni” di Ariete, “AHIA!” dei L’album, come chi conosce ARIETE già si aspettava,
Pinguini Tattici Nucleari e “Un altro album” dei è molto malinconico e pieno dei sentimenti
Legno. QVC 9 (Quello che Vi Consiglio 9) di dell’artista che tramite questo disco si è
Gemitaiz, di genere hip hop, ha 18 tracce, due delle completamente aperta al pubblico, rivelando tutte le
quali sono l’Intro e l’Outro che hanno come base lo sue paure sul futuro. Per evitare il breakdown mentale
stesso strumento musicale, il pianoforte classico, che si consiglia di ascoltarlo a piccole dosi. AHIA!, il
quindi lega come un filo conduttore tutto l’album. Tra nuovo album dei Pinguini Tattici Nucleari, oltre a
le tracce che più mi sono piaciute si trova Mama, che pezzi indie, presenta delle tracce sperimentali, come
a mio avviso se fosse uscita in estate sarebbe stata una dichiarato già dagli artisti stessi prima dell’uscita del
perfetta hit estiva. L’album presenta la collaborazione disco e come si poteva intuire dalla seconda
di numerosi artisti tra i quali anteprima, Scooby Doo. CI sono
Chadia Rodriguez e Priestess (in 7 tracce e nessun featuring. “Un
Ehy) e di Izi (in Marte). A altro album” dei Legno è
proposito di Izi, anche lui ha fatto composto da 13 brani con un
uscire un album, “Riot”, featuring con i Rovere.
composto di 13 tracce che Nell’intero disco è presente una
variano l’una dall’altra in base al nota di ironia tipica dei Legno,
genere musicale. Il giovane Izi che riesce a farti sorridere anche
infatti dal drill, che è il suo durante la canzone più triste
genere principale, si è dato alla dell’album. Come artista
sperimentazione: troviamo tracce di genere hip hop consigliato questo mese, abbiamo Rob Drabkin,
alternativo, altre di trap e cantautorato. Nell’album artista semisconosciuto ma che, secondo me, merita
sono presenti numerosi featuring con 18 artisti, tra i grande successo. È un cantante rock che ha realizzato
quali troviamo Elettra Lamborghini, Gemitaiz, Leon tre album e che lavora con la casa discografica “A
Faun e Nayt. Piccola perla: Izi ha origini saviglianesi, Small Indie”. Ma veniamo alla cosa più importante: è
lo so è assurdo da credere ma anche da cittadine Natale! Personalmente nella mia Playlist natalizia
piccole possono arrivare grandi artisti. Il disco di non possono mancare: Jingle Bells, brano di Brian
Nayt, “Mood”, ha come obiettivo di trasmettere il Setzer che è arrivato ad essere un simbolo tipico del
nuovo modo di Nayt di vedere la vita, cioè nel Natale e ad essere suonato da moltissimi artisti diversi
presente, attraverso anche i colori della copertina (un esempio può essere Megan Nicole, ma so che tutti
dell’album: il rosso e il blu. L’album presenta 13 avete pensato al rifacimento in italiano di Sio su
tracce e un solo featuring: quello con il rapper Scottecs), Last Christmas, brano degli Wham! che dal
Mezzosangue, che è stato molto apprezzato dai fan di 2009 ha realizzato nel corso oltre 500 milioni di
Izi. “Famoso” di Sfera Ebbasta ha distrutto tutte le ascolti, e infine All I Want for Christmas Is You, di
classifiche italiane divenendo disco d’oro in meno di Mariah Carey che in questo periodo è particolarmente
ventiquattro ore. L’album presenta 13 tracce e 7 azzeccato dato che dobbiamo mantenere la distanza.
featuring con Future, J Balvin, Offset, Gué Pequeno, Oh Oh Oh Buon Natale a tutti, audite liberi!
Marracash, 7ARI e Lil Mosey.
Per quanto riguarda il disco di ARIETE, 18 Anni, è Ginevra Messidoro
composto da 6 tracce e un featuring con Lil Kvneki.
28
Alcuni si accontentano, altri
rischiano

Alcuni cadono, altri si rialzano


Il coraggio è un filo su cui
camminiamo, Alcuni muoiono, altri vivono.
Che nell’animo tuo
camminiamo per non (Emma Iacolino e Antonio
risiede,
cadere in un abisso di Bergesio)
paura infonde nel tuo
cuore la voglia
che cade verso il basso
di riuscirci, di
come cascate senza fondo. provarci come
Ai più coraggiosi se fosse l’ultima
appartiene opportunità.
la bellezza dell'infinito. (Benedetta Barale e
Leonardo Gullino)
(Anna Mondino e Stiamo con coraggio in bilico,
Alessandro Dallorto)
ma continuiamo a camminare.

(Maria Allasia e Lucia Graglia)

Il coraggio è non lasciare


impunite le ingiustizie,

nessuno indietro lasciare,

pur se sappiamo di rischiare.

(Diego Fissore e Nicola


29 Scarano)
Di un fiore ci serve il coraggio,

il coraggio di crescere
nell’asfalto.

(Lucia Rabbia e Annachiara


Degioanni)

Non temere di avere paura,


Vivere la vita, scelte facendo,
la paura è l’inizio del coraggio
avanza e decidi la porta giusta.
(Anna Gregorio e Nicholas
Andreani) (Naomi Manduzio e Matteo Cola)

30