Sei sulla pagina 1di 2

Schopenhauer era un Anti-Hegeliano per eccellenza.

Egli accusò Hegel di non


essere un libero pensatore ma è un prezzo lato della politica. Queste offese non
sono state accolte positivamente dagli intellettuali dell'800’ in quanto Hegel
rappresenta imparo per la cultura europea. Vi è un cambio di valori tradizionali
in questo cambia l’analisi dell'uomo. Schopenhauer c'entra in quanto cambiano
le condizioni, i valori e l'uomo si sente smarrito. Egli porta avanti una
problematica che non si è mai portata avanti, ed è una problematica
esistenziale.
Volontà di vivere
La volontà di vivere è la sostanza intima di ogni cosa, il nocciolo duro della
realtà, l’essenza stessa dell’esistenza, del mondo. Essa, in linguaggio kantiano, è
quella “cosa in sé” o noumeno che rappresenta la vera realtà o essenza del
mondo.
Le caratteristiche della realtà sono:
• è inconsapevole, un impulso cieco e naturale, precedente la coscienza;
• poi è eterna, al di là del tempo, indistruttibile, un principio senza inizio né
fine,
• e unica, cioè non individuale, ma sempre la stessa al di sotto di tutti i
fenomeni;
• infine essa è cieca, non ha nessun perché o fine, non segue che la pura e
semplice affermazione di sé: esiste e basta, senza una ragione che la
giustifichi.
Fenomeno e Noumeno
Egli subì diverse influenze tra cui quella platonica. Platone diceva che una realtà
fosse rappresentata dalle idee. Anche l’illuminismo ha influenzato la cultura di
Schopenhauer soprattutto quella materialistica. Altra influenza è quella di Kant
soprattutto sulla descrizione della realtà. Realtà fenomenica che rappresenta la
realtà sensibile, mentre il noumeno ovvero le famose colonne d’Ercole.
Schopenhauer ha influenzato fortemente da Kant. Il simbolo di queste realtà è il
fenomeno è ciò che ci appare. L’oggetto è come appare alla mia coscienza. Il
noumeno per Schopenhauer è la vera realtà, l’essenza di ogni cosa. Il noumeno
in Schopenhauer è la volontà di vivere, essenza metafisica di tutte le cose. La
volontà di vivere di Schopenhauer sfugge al contratto della razionalità e
rappresenta un elemento irrazionale ed è una forza istintiva, immortale e unica.
A questa realtà è nascosto sotto il velo di Maya ovvero l’uomo vive e non sa che
il suo essere uomo e la sua sensazione sono delimitate da questa forza.
Pessimismo “dolore, piacere e noia”
Schopenhauer dice che l’esistenza dell’uomo è paragonata ad un pendolo che
oscilla tra il dolore e il piacere e questo perché la volontà di vivere è
rappresentata da una sorta di privazione e quindi si ha una tensione che ci
spinge verso l’oggetto che vogliamo e questa tensione provoca dolore e
successivamente si ha il piacere che è breve di cui l’uomo neanche se ne
accorge e quindi cade nella noia.