Sei sulla pagina 1di 2

Parigi, 14 maggio 2020

Caro Marco,

ho preso conoscenza della lettera inviatami dall’avvocato Prestigiacomo all’indirizzo dei miei
genitori e datata 5 maggio 2020, ossia alcune settimane dopo avere deciso non solo di cessare di
commentare, ma anche di prendere le distanze dalle tue pubblicazioni.

Come richiesto nella lettera e come forse avrai già potuto constatare, il commento su FB in essa
indicato è stato rimosso.

Di contro non ho potuto rimuovere i messaggi inviati al gruppo Compagnucci o per essere preciso,
solo la funzione « elimina per me» mi è disponibile e non penso che ciò soddisferebbe la tua
richiesta.

Ho preso contatto con Maria Saladino, creatrice del gruppo, per chiederle se lei poteva effettuare
quest’operazione ma ho ricevuto una risposta negativa. Sembrerebbe che nei gruppi Whatsapp la
funzione « elimina per tutti » possa essere applicata solo entro un’ora dal momento di invio del
messaggio.

Immagino che la sola soluzione per cancellare quei messaggi sia di sopprimere interamente il
gruppo. Se questo aspetto ti tiene particolarmente a cuore, penso che nessuno tra i partecipanti del
gruppo, a cominciare ovviamente da me, si opporrà ad una tua richiesta in tal senso.

D’altro canto, sarai certamente a conoscenza della varie funzionalità dei social media che
permettono di filtrare contatti e contenuti indesiderabili.

Sono spiacente se hai trovato offensivi certi termini e toni utilizzati nell’espressione delle mie
opinioni, e capisco che tu abbia potuto trovare certi aggettivi sopra le righe, specialmente sapendo
come i toni vengono amplificati in un medium scritto. Non posso d’altra parte fare a meno di
rilevare che quasi tutti i membri dello stesso gruppo Compagnucci farebbero uso degli stessi termini
e di toni simili durante una discussione al tavolo in una delle sue varie riunioni in pizzeria, senza
che questo possa risultare in procedimenti penali.

Non è certo questo il contesto per entrare nel merito delle nostre divergenze di opinione, e di fatto,
almeno a mio avviso, e per ragioni che io ho maturato ben prima aver preso conoscenza della
lettera, nessun contesto potrebbe esserlo, perché in ogni caso non porterebbe a nulla di costruttivo
per nessuno di noi due.

Ritengo inoltre che, essendo il punto di partenza delle nostre divergenze di opinione di ordine
scientifico, se mai un’ipotetica analisi su tale divergenza dovesse avere luogo, la sede appropriata
dovrebbe essere scientifica. Come rappresentante della comunità scientifica, spero concorrerai.

Tu non potevi ovviamente saperlo, ma l’assenza di ogni tipo di contatto con te e di interazione con
ogni materiale mediatico da te pubblicato all’incirca sin dal periodo di Pasqua, era solo un segno
precursore della mia già determinata intenzione di cessare di interferire in qualsiasi modo e in
maniere permanente con la tua vita e le tue attività e ciò comprende ovviamente le tue
pubblicazioni.
Questa resta tuttora la mia convinzione, e di fatto vorrei anche farne un impegno personale : un
impegno a tenere sempre a mente questo episodio come un esempio da non seguire nella mia
aspirazione ad essere una persona sempre migliore. Le famose “maiora” che tante volte da giovani
ci hanno augurato di raggiungere non sono queste.

Mi auguro che anche tu vorrai condividere questo impegno e che concorrerai che il cammino più
elevato per entrambi è continuare ciascuno dal canto suo il proprio percorso personale e
professionale, senza nessun contatto, ciascuno cercando di dare sempre il meglio per noi stessi e per
gli altri.

Resto nella speranza che nessuna ulteriore comunicazione tramite vie legali sarà necessaria, ma nel
caso contrario ti domando cortesemente di richiedermi di fornirti un indirizzo alternativo a quello
dei miei genitori, ai quali vorrei evitare ogni ulteriore fonte di preoccupazioni e dispiaceri, vista la
loro età avanzata.

Distinti saluti,

Roberto Mantaci