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Eleonora Perri

Osteopata D.O.
M.C.B

Docente di
Idrokinesiterapia
IDROKINESITERAPIA

anno accademico
2016/2017
IDROKINESITERAPIA
"Un corpo immerso in un liquido riceve una spinta verso l'alto pari al peso del volume del liquido
spostato, ciò determina l'effetto di alleggerimento del corpo immerso."
Archimede
• TERAPIA= RIEDUCAZIONE

• KINESI= MOVIMENTO

• IDRO= ACQUA
ACQUA
• DENSITA’

• VISCOSITA’

• RIFRAZIONE

• GALLEGGIAMENTO

• PRESSIONE IDROSTATICA

• CALORE SPECIFICO
DENSITA’
RAPPORTO TRA LA MASSA DI UN CORPO E IL SUO
VOLUME.

CONTATTO RECIPROCO TRA LE MOLECOLE E LA


CAPACITA’ DI SCORRERE LE UNE SULLE ALTRE

DENSITA’ DEL GHIACCIO è MINORE DELL’ACQUA


ALLO STATO LIQUIDO (GALLEGGIAMENTO DEL
GHIACCIO)
VISCOSITA’

RESISTENZA CHE LE PARTICELLE DI UN FLUIDO


INCONTRANO NELLO SCORRERE LE UNE SULLE
ALTRE NEGLI STRATI INTERNI

RESISTENZA AL MOVIMENTO CHE RISULTA


MAGGIORMENTE ANTERIORMENTE , MENTRE
POSTERIORMENTE SI CREANO DEPRESSIONI
(SCIA)
RIFRAZIONE
DEVIAZIONE DEI RAGGI LUMINOSI AL PASSAGGIO
DA UN FLUIDO PIU’ DENSO AD UNO MENO DENSO
E VICEVERSA

ARIA (MENO DENSA)+ACQUA ( PIU’


DENSA)=ANGOLO DI RIFRAZIONE (PERCEZIONE
DEL FONDO DELLA PISCINA CON UNA MAGGIORE
PROFONDITA’)

ALTERAZIONE NELL’ANALISI DEL MOVIMENTO DA


PARTE DELL’OPERATORE E DELL’ASSISTITO
GALLEGGIAMENTO
FORZA CHE AGISCE IN DIREZIONE OPPOSTA ALLA
FORZA DI GRAVITA’ E CHE PERMETTE AL CORPO
DI RIMANERE IN SUPERFICIE

DIPENDE DAL PESO SPECIFICO (RAPPORTO TRA


PESO E VOLUME DI UN CORPO)

UN CORPO GALLEGGIA SE IL SUO PESO


SPECIFICO E’ INFERIORE A QUELLO DELL’ACQUA,
IN CASO CONTRARIO AFFONDA
PRINCIPIO DI ARCHIMEDE

UN CORPO IMMERSO PARZIALMENTE O


TOTALMENTE NELL’ACQUA RICEVE UNA SPINTA
DAL BASSO VERSO L’ALTO PARI AL PESO DEL
VOLUME DI LIQUIDO SPOSTATO
LA FORZA TOTALE CHE AGISCE SU UN CORPO
IMMERSO IN UN LIQUIDO E’ LA SOMMA DELLA
FORZA DI GALLEGGIAMENTO E DELLA FORZA
PESO CHE HANNO STESSA DIREZIONE MA SENSO
OPPOSTO
PRESSIONE IDROSTATICA
LA PRESSIONE SI TRASMETTE AD OGNI PORZIONE DEL FLUIDO
CON UNA STESSA INTENSITA’ IN TUTTE LE DIREZIONI (PRINCIPIO
DI PASCAL)

LA PRESSIONE IN UN PUNTO DI UNA MASSA LIQUIDA A RIPOSO,


SOGGETTA SOLO A GRAVITA’, E’ DIRETTAMENTE
PROPORZIONALE ALLA PROFONDITA’ DEL LIQUIDO E NON
DIPENDE DALLA FORMA DEL RECIPIENTE (PRINCIPIO DI STEVINO)

IL CORPO UMANO RICEVE UNA SPINTA TRASVERSALE


DELL’ACQUA CHE AUMENTA ALL’AUMENTARE DELLA
PROFONDITA’ DI IMMERSIONE!!!
CALORE SPECIFICO

QUANTITA’ DI CALORE CHE BISOGNA FORNIRE AD


UN GRAMMO DI SOSTANZA PER INNALZARE LA
SUA TEMPERATURA DI UN GRADO CELSIUS

L’ACQUA HA UN CALORE SPECIFICO MOLTO ALTO


QUINDI HA BISOGNO DI MOLTA ENERGIA PER
RISCALDARSI MA, IMPIEGA MOLTO PIU’ TEMPO A
RAFFREDDARSI
CLASSIFICAZIONE IN BASE
ALLA COMPOSIZIONE SALINA
• ACQUE SALSE O CLORURO SODICHE

SODIO, CLORO, MAGNESIO, CALCIO E SOLFATI

UTILIZZO: SOMMINISTRATEPER VIA ORALE,


BAGNI,FANGHI, IRRIGAZIONE, AEROSOL PER LE
PATOLOGIE DEL TUBO DIGERENTE
(gastriti,coliti,stitichezza)
• ACQUE SULFUREE

QUANTITA’ PARI O SUPERIORE A 1 mg DI ACIDO


SOLFIDRICO PER LITRO.
ZOLFO,SOLFATI,ANIDRIDE CARBONICA,SODIO

UTILIZZO:SOMMINISTRAZIONE PER VIA


ORALE,BAGNI,FANGHI,IRRIGAZIONE PER LE
PATOLOGIE DEL CAVO ORALE,DELL’APPARATO
RESPIRATORIO,DELLA CUTE,GOTTA
• ACQUE ARSENICALI O FERRUGGINOSE

FERRO,ARSENICO,MAGNESIO,RAME,ZINCO,LITIO

UTILIZZO:SOMMINISTRATE PER VIA


ORALE,BAGNI,FANGHI,IRRIGAZIONI,INALAZIONI
PER LE PATOLOGIE DELLA PELLE, ANEMIE,NEVRITI
• ACQUE BICARBONATE

BICARBONATO,CALCIO,MAGNESIO,SOLFATI E
SODIO

UTILIZZO:SOMMINISTRATE PER VIA ORALE,BAGNI


IRRIGAZIONE PER LE PATOLOGIE DEL TUBO
DIGERENTE
(gastriti,epatopatie,dispepsie,gotta,calcolosi biliare) E
PER RECUPERARE I SALI PERSI DOPO L’ATTIVITA’
FISICA
• ACQUE SOLFATE

ZOLFO,MAGNESIO,SODIO,CLORO,ARSENICO

UTILIZZO:SOMMINISTRATE PER VIA


ORALE,IRRIGAZIONI,FANGHI PER LA
DEPURAZIONE DEL FEGATO,PER LA CURA DELLA
PELLE E PATOLOGIE GASTROINTESTINALI
CRONICHE
• ACQUE CARBONICHE

ANIDRIDE CARBONICA, BICARBONATI

UTILIZZO:SOMMINISTRATE PER VIA


ORALE,BAGNI,DOCCE PER RIEQUILIBRARE
L’APPARATO CIRCOLATORIO E PER GASTROPATIE
• ACQUE RADIOATTIVE

TRACCE DI SOSTANZE RADIOATTIVE (RADON)

UTILIZZO:SOMMINISTRATEPER VIA ORALE, PER


BAGNI, IRRIGAZIONI,FANGHI PER RIEQUILIBRARE
IL SISTEMA NERVOSO,ARTROPATIE,ASMA
BRONCHIALE,ALLERGIE,GOTTA
• ACQUE SALSO-BROMO-IODICHE

CLORURO DI SODIO,BROMO,IODIO

UTILIZZO:SOMMINISTRATE PER VIA


ORAL,BAGNI,IRRIGAZIONE,FANGHI,INALAZIONE
PER PATOLOGIE RESPIRATORIE,INFIAMMAZIONI
DELL’APPARATO UROGENITALE,REUMATISMI
PRINCIPI DEL
TRATTAMENTO
• PREVENZIONE

SCARICO DEGLI EFFETTI DELLA GRAVITA’

NON ATTIVAZIONE DEL SISTEMA DI COMPENSO


DEL CORPO (protezione e difesa)

MIGLIORAMENTO DELL’EDEMA E
VELOCIZZAZIONE DEI TEMPI DI GUARIGIONE
• TEMPESTIVITA’

ANTICIPARE L’INIZIO DEL PROTOCOLLO


RIABILITATIVO E VELOCIZZARE I TEMPI DI
RECUPERO E RAGGIUNGIMENTO
DELL’AUTONOMIA

SCARICO PONDERALE E MAGGIOR ABILITA’


MOTORIE E CONSEGUENTE MOTIVAZIONE AL
RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBIETTIVI
• COMPLEMENTARIETA’

E’ UNA FASE DEL PROTOCOLLO RIABILITATIVO

PUO’ ESSERE PROTRATTO NEL TEMPO FINO AL


RAGGIUNGIMENTO DI UN LIVELLO MINIMO DI
AUTONOMIA
• SPECIFICITA’

ESERCIZI SPECIFICI IN BASE ALLE PROPRIETA’


FISICHE DELL’ACQUA E DELLE DIFFERENTI
REAZIONI DEL CORPO UMANO IMMERSO

AMBIENTE CHE CIRCONDA IL CORPO DEL


PAZIENTE
• SIMMETRIA

IMPIEGO DI TUTTO IL CORPO PER UN RECUPERO


FUNZIONALE GLOBALE
• ADATTAMENTO

ADATTAMENTO ALL’IMMERSIONE, CONFRONTO


CON LE PROPRIETA’ FISICHE
DELL’ACQUA( facilitazione e costrizione)

SENSIBILITA’ PROPRIOCETTIVA,
SCIVOLAMENTO,GALLEGGIAMENTO,EQUILIBRIO,R
ESPIRAZIONE
• GLOBALITA’

COINVOLGIMENTO DELLA DIMENSIONE


INTELLETTIVA,SENSORIALE,PSICOLOGICO E MOTORIO

SCOPERTA DI DIFFERENTE MODALITA’ SENSORIALE E


MOTORIA

ATTENZIONE ALL’ASCOLTO DEL PROPRIO CORPO

RILASSAMENTO DEL SOGGETTO E CONSEGUENTE


FACILITAZIONE MOTORIA
• LIVELLO DI IMMERSIONE

• DENSITA’ DELL’ACQUA

• DENSITA’ DEL CORPO IMMERSO ( massa magra/


grassa,ossa,muscoli)

• VOLUME D’ARIA CONTENUTO NEI POLMONI

• STATO DI RILASSAMENTO DEL SOGGETTO

FATTORI CHE DETERMINANO LO SCARICO DEL


PESO CORPOREO IN ACQUA
PESO ACQUATICO IN RELAZIONE AL LIVELLO DI IMMERSIONE

Immersione totale
3% del peso terrestre
Fino al collo
7% del peso terrestre
Alle spalle
20% del peso terrestre
Al petto
33% del peso terrestre
All'ombelico
50% del peso terrestre
Al bacino
66% del peso terrestre
A metà coscia
80% del peso terrestre
Al polpaccio
95% del peso terrestre

EFFETTI DELL’IMMERSIONE

• SISTEMA LOCOMOTORE,

• SISTEMA CARDIOCIRCOLATORIO,

• SISTEMA RESPIRATORIO

• SISTEMA URINARIO
- Il sangue viene spinto verso l’alto e il suo volume nelle vene del torace aumenta.
- la ridistribuzione del sangue e un aumento della gittata cardiaca;
-  un maggiore impegno dei muscoli inspiratori;
-  lo stimolo della diuresi;
-  la frequenza cardiaca è minore;
-  la frequenza ventilatoria è maggiore;
-  l’apparato osteo-articolare è meno sollecitato;
-  il rischio di traumi muscolari è molto basso;
per cui gli effetti che ne derivano sono:
-  lo scarico delle articolazioni;
-  movimenti rallentati;
-  l’utilizzo di tutti i gruppi muscolari
- diminuzione di carico (il peso apparente varia con il livello d’immersione)
- scomparsa del senso di posizione registrato dai segmenti appendicolari immersi
- riduzione del controllo visivo sulla regolazione del movimento
- modificazioni delle fisiologiche reazioni di equilibrio per il rallentamento (circa 700
volte) della velocità di movimento e di caduta
- annullamento dei vincoli coordinativi mioarticolari, propri della motricità ambientale
sulla terraferma
- riduzione della compressione a livello di ogni singolo disco
EFFETTI FISIOLOGICI DELL’IDROKINESITERAPIA

A livello cardiovascolare si ricerca un aumento della circolazione di ritorno con conseguente aumento della pressione
ventricolare destra, aumento del volume di eiezione, aumento del rendimento, miglioramento della gittata cardiaca
maggiore del 30% con abbassamento relativo della frequenza cardiaca. Gli effetti persistono dopo l’uscita della vasca.


A livello renale si osserva una riduzione della produzione di ADH (ormone antidiuretico) e di aldosterone, che è
accompagna da un aumento della liberazione di sodio e di potassio. Questo favorisce la diuresi, provoca una riduzione
della pressione del sangue e migliora l’eliminazione dei cataboliti, tutti effetti che si protraggono dopo il periodo di
immersione.


A livello respiratorio si ha l’azione della pressione idrostatica sul torace, combinata con l’aumento del volume
sanguinoso intratoracico, ha l’effetto di aumentare il di lavoro di ventilazione e ridurre il il volume di riserva respiratoria.
L’effetto termico sull’apparato respiratorio sembra essere limitato ad una riduzione dell’evaporazione destinata alla
termolisi.


A livello muscolo-scheletrico abbiamo un miglioramento dell’effetto circolatorio muscolo-legamentoso, con aumento
dell’apporto di ossigeno e miglioramento dell’evacuazione dei cataboliti riduzione dell’edema, bonificazione muscolare
modulabile, riduzione delle sollecitazioni sulle articolazioni per un lavoro in scarico, immersione graduale per una ripresa
al carico graduale e progressiva.


A livello del SNC e del SNP l’immersione ha un effetto rilassante analgesico specie sui dolori cronici, stimolazione
sensoriale, stimolazione alle fibre afferenti nei soggetti la cui sensibilità è ridotta, presa di coscienza del corpo e
miglioramento della percezione dello schema corporeo, miglioramento della coordinazione motoria e dell’equilibrio,
quando si usa l’inerzia dell’acqua, in caso di disfunzione del SNC.


A livello del metabolismo osseo alcuni autori hanno riconosciuto l’azione preventiva e curativa per un aumento della
densità minerale ossea e della calcemia, ma questa nozione è ancora alquanto opinabile.

RIASSUMENDO
le proprietà terapeutiche dell’acqua sono:
Sollievo dal dolore
Soglia di affaticabilità più alta
Rilassamento
Mantenimento e miglioramento della mobilità articolare
Rieducazione muscolare e trofismo
Graduale aumento o mantenimento della forza
Miglioramento della deambulazione secondo un pattern corretto
Incremento della circolazione periferica e dello stato cutaneo
Miglioramento del reflusso venoso
Facilitazione delle reazioni di equilibrio o posturali
Miglioramento dell’attività urologica e intestinale
Aumento della percezione della posizione del proprio corpo e del movimento per le
stimolazioni esterocettive
Miglioramento del controllo del proprio corpo
Motivazione verso la riabilitazione
Il calore dell’acqua si somma al calore generato dalle reazioni chimiche attivate a livello
metabolico muscolare per lo sforzo e a quello generato dall’aumentato afflusso sanguigno
che viene richiamato al muscolo.
CONTROINDICAZIONI
CONTROINDICAZIONI ASSOLUTE 

Le controindicazioni assolute sono quelle che impediscono al soggetto di intraprendere l’attività di rieducazione di acqua:
• Scompenso cardiaco grave;
• Cardiopatia ischemica acuta o instabile (infarto miocardico acuto recente, angina instabile, angina da sforzo a bassa soglia);
• Aritmie a rischio elevato;
• Cardiopatie congenite (forme cianogene, complesse o operate di recente);
• Cardiomiopatie;
• Flogosi cardiache acute (pericarditi, miocarditi, endocarditi);
• Ipertensione arteriosa grave e/o mal controllata dalla terapia;
• Flebiti
• Infezioni polmonari attive;
• Otite cronica mucosa, caratterizzata da secrezione di muco, o purulenta con perforazione del timpano;
• Incontinenza fecale.

CONTROINDICAZIONI RELATIVE

Nel caso delle controindicazioni relative, deve essere il medico, a valutare ogni singola situazione concedendo o meno l’idoneità al
soggetto:
• Le epilessie, che verranno valutate in base alla frequenza e all’intensità delle crisi;
• Gravi disturbi della deglutizione;
• Incontinenza urinaria: oltre alle manovre di svuotamento della vescica prima di entrare in acqua, si possono utilizzare appositi
presidi contenitivi.

CONTROINDICAZIONI TEMPORANEE
Per controindicazioni temporanee si intendono quelle situazioni in cui il medico e il terapista consigliano al soggetto di astenersi
dall’entrare nell’acqua per il tempo necessario alla guarigione:
• Infezioni cutanee (micosi, eczemi, verruche);
• Congiuntiviti infettive;
• Eruzioni cutanee non cicatrizzate;
INDICAZIONI
L'idrokinesiterapia o riabilitazione in piscina è indicata nelle patologie
degenerative croniche, pre e post-chirurgiche dell'apparato osteo-
articolare, nelle patologie degenerative del SNC, nelle malattie di
interesse ortopedico, reumatologico e neurologico, e precisamente:
 
Ortopedico
• Atroprotesi d'anca e di ginocchio
• Ernie discali, spondilodiscoartrosi
• Lesioni dei legamenti del ginocchio e dei menischi
• Lesioni della cuffia dei rotatori
• Fratture, distorsioni
• Artrosi polidistrettuale
• Lesioni muscolari e tendinee
 
Reumatologico

• Gonoartrosi (artrosi del ginocchio)


• Coxartrosi (artrosi dell’anca)
• Malattie reumatiche
• Fibromialgie
• Spondiloartriti
Neurologico
• Emiplegia
• Trauma cranico
• Cerebellari
• Diparesi
• Distonici
• Tetraparesi spastica
• Disturbi di coordinazione motoria nell’età evolutiva, esiti di paralisi
cerebrale infantile (PCI);
• Sclerosi multipla
• Para-tetraplegia
• Spina bifida
• Poliomelite
• Distrofia muscolare
• Sclerosi multipla
• Paralisi del plesso brachiale
• Paralisi ostetriche
In campo neurologico è indicata in:
▪ Emiplegie
▪ Paraplegie
▪ Tetraplegie Incomplete
▪ Postumi di Traumi Cranici
▪ Atassie
▪ Lesioni Nervose Periferiche (Poliomielite)
▪ Miopatie
▪ Sclerosi Multipla
▪ Morbo di Parkinson

In campo ortopedico-traumatologico è indicata in:


▪ Paramorfismi e Dismorfismi dell’Età Evolutiva
▪ Postumi di Fratture o Lesioni Ligamentose
▪ Postumi di Protesizzazione degli Arti Superiori e Inferiori
▪ Distrazioni e Strappi Muscolari
▪ Processi Degenerativi Articolari

Altre indicazioni in Idrokinesiterapia:


Patologie ortopediche rare (osteogenesi imperfetta)
Patologie dell’apparato circolatorio (stasi periferiche)
Patologie neurologiche degenerative (sclerosi e distrofie)
Peggioramento progressivo delle disabilità (degenerazioni cognitive)
Patologie dove necessita linfodrenaggio (edemi post-chirurgici e/o post-traumatici)
Patologie con esiti cicatriziali dolenti (scollamenti tissutali)
PROTOCOLLI
TECNICHE ED ESERCIZI

La riabilitazione in acqua consiste nel fare svolgere al paziente vari esercizi, molte
volte gli stessi che si eseguono in palestra, con il corpo parzialmente immerso
nell'acqua. Dividendo tali esercizi in quattro grandi categorie possiamo parlare di
esercitazioni mirate al miglioramento:
- del tono muscolare (esercizi a catena cinetica aperta, eccentrici o concentrici)
- della mobilità articolare e dell'equilibrio (esercizi di stretching, esercizi di
mobilizzazione attiva/passiva, esercizi propriocettivi)
- al recupero degli schemi motori (deambulazione/corsa in sospensione. pedalata,
slanci, balzi ecc.)
- al recupero del gesto sportivo (esercizi a catena cinetica chiusa in acqua poco
profonda, balzi, skip, affondi, spostamenti laterali )

Per aumentare la difficoltà dei movimenti sarà sufficiente aumentarne l'ampiezza, la


velocità oppure utilizzare un equipaggiamento che crei resistenza. Si può inoltre
giocare sul grado di profondità dell'acqua diminuendola mano a mano che il paziente
riacquisisce la funzionalità perduta tollerando carichi maggiori.
• IN AUTONOMIA O CON L’AIUTO DEL TERAPISTA

• CON GALLEGGIANTI E IN POSIZIONE DI


SCARICO

• SENZA GALLEGGIANTI SUPINO ( scarico del


richiede cervicale)

• CON GALLEGGIANTI SENZA APPOGGIO DEGLI


ARTI INFERIORI

• CON GALLEGGIANTI E CON APPOGGIO ARTI


INFERIORI
IL CALORE COME SOLLIEVO AL DOLORE

La temperatura dell'acqua, in cui il paziente è


immerso, controllata tra i 32 e i 35 gradi, aiuta ad
alleviare il dolore, riducendo lo spasmo muscolare e
favorendo la distensione. Il paziente in acqua si
muove con agilità e disinvoltura, di conseguenza,
anche da un punto di vista psicologico acquisisce
sicurezza e fiducia in questo tipo di riabilitazione.
MODALITÀ

Generalmente, la seduta di trattamento idrochinesiterapico, per un paziente con


disabilità muscolo-scheletriche, ha una durata che varia da 40 a 60 minuti, in base alle
condizioni del paziente; i principali scopi da ricercare nei cicli di riabilitazione in acqua
termale sono quelli di mobilizzare, ridurre il dolore e la contrattura muscolare, potenziare
la muscolatura, rieducare alla ripresa funzionale del movimento volontario e, infine,
stimolare la coordinazione e l’equilibrio. L’effetto termoterapico prodotto dall’immersione
in acqua termale riduce la contrattura muscolare e il dolore attraverso una specifica
azione sui recettori cutanei sensitivi e induce una vasodilatazione a livello cutaneo e
muscolare che migliora l’ossigenazione e il metabolismo cellulare. La maggior pressione
idrostatica dovuta all’immersione facilita il drenaggio centripeto di zone tumefatte e/o
edematose. L’aumento delle afferenze tattili e propriocettive prodotte dalla
mobilizzazione aumenta la percezione della posizione degli arti e stimola la
coordinazione e l’equilibrio. La spinta di galleggiamento sostiene il corpo, rilassa la
muscolatura ed allevia il dolore: ciò consente ai pazienti di muoversi con maggior agilità
e di aumentare la serie e l’ampiezza dei movimenti terapeutici. Anche la deambulazione
può essere rieducata con successo in acqua: sfruttando correttamente l’alternarsi delle
forze che agiscono sul baricentro e sul centro di galleggiabilità  si riproduce una marcia
efficace in scarico che risulta particolarmente utile laddove si vuole “risparmiare”
un’articolazione e contemporaneamente incrementare il trofismo muscolare.
DECUBITO PRONO

Il corpo galleggia ricevendo l’azione della spinta


idrostatica sulla parte anteriore. E’ una posizione che si
può mantenere solo per periodi limitati in quanto
incompatibile con i normali atti respiratori.

Se la testa viene sollevata dalla superficie dell’acqua, a


causa dell’aumento della lordosi cervicale, avremo di
riflesso un aumento di tutte le altre curve fisiologiche del
rachide ed una maggior difficoltà ad estendere le anche.
DECUBITO SUPINO

E’ difficile ottenere un galleggiamento orizzontale con


le braccia lungo i fianchi, ma diventa più facile se si
portano le braccia in avanti con i gomiti estesi o
abdotte. Il peso delle braccia (essendo distese al di
sopra del capo) viene spostato più lontano dal centro
di galleggiamento riequilibrando il peso delle gambe,
portando le due forze opponenti (forza di gravità e
spinta idrostatica) sulla stessa verticale ristabilendo
una condizione di equilibrio.
DECUBITO LATERALE

Generalmente in acqua non si osserva questa


postura in quanto rappresenta una condizione di
enorme instabilità per l’equilibrio.
STAZIONE ERETTA
Questa posizione è caratterizzata da un certo grado di instabilità, il capo si
troverà quasi totalmente immerso ostacolando i normali atti respiratori.

Stazione eretta propriamente detta = con appoggio dei piedi sul fondo della
piscina.

Galleggiamento verticale = senza l’appoggio dei piedi sul fondo della piscina.

La stazione eretta è strettamente condizionata dal livello dell’acqua, quando


questo sarà in corrispondenza di T11 avremo una postura sempre più controllata
dalla forza di gravità e quindi progressivamente più simile a quella sulla
terraferma. Quando il livello supera T11 avremo una postura sempre più
influenzata dalla spinta idrostatica, ciò determina la progressiva difficoltà ad
appoggiare i talloni sul fondo e dalla posizione anatomica si avrà una parziale
flessione e abduzione dei gomiti proporzionale al loro grado di galleggiabilità e
quindi in relazione al loro peso specifico.
STAZIONE SEDUTA

Con o senza appoggio dei piedi.

Se il livello dell’acqua è inferiore o pari a T11si ha una


maggiore forza di gravità che permette di mantenere
la posizione seduta più facilmente. Man mano che il
livello dell’acqua aumenta la spina idrostatica prende
il sopravvento e per mantenere la posizione seduta si
estendono gli arti superiori, si flette il capo in avanti in
modo da spostare in avanti il baricentro (mantenere la
posizione seduta con gli arti superiori in flessione per
favorire il rilasciamento della muscolatura posteriore).
ESERCIZI A CATENA CINETICA APERTA E CHIUSA:

gli esercizi a catena cinetica aperta si eseguono solitamente con il


segmento corporeo completamente immerso nell'acqua. Questi
esercizi consentono di potenziare selettivamente un unico gruppo
muscolare e di migliorare la mobilità di una singola articolazione. Per
questo motivo sono solitamente impiegati nelle fasi iniziali del
programma riabilitativo.
Gli esercizi a catena cinetica chiusa, svolti solitamente nell'acqua
poco profonda, fanno lavorare contemporaneamente più gruppi
muscolari ed articolazioni, mantenendo le estremità distali
(solitamente i piedi) in appoggio sul fondo della piscina. Esempi di
esercizi a catena cinetica chiusa sono i piegamenti sulle gambe e gli
affondi. Questa tipologia di esercizi essendo poco specifica ed
abbastanza impegnativa viene utilizzata soltanto nelle fasi finali di
rieducazione al movimento o al gesto sportivo.
RIABILITAZIONE IN ACQUA IN SEGUITO A DISTORSIONE DELLA
CAVIGLIA
Rieducazione Propriocettiva: si invita il paziente a camminare lungo la
vasca mantenendo sotto il piede una tavoletta galleggiante in modo da
creare una situazione di instabilità continua durante le varie fasi del passo.
Rinforzo Muscolare: esercizi con lo step, flesso-estensione delle gambe
con sostegno di un galleggiante, nuoto a stile libero con le pinne in modo
tale da aumentare la resistenza dell'acqua, camminate con attrezzi che
aumentano la resistenza dell'acqua nello specifico del gesto e movimenti di
adduzione, abduzione e flesso-estensione della gamba da stazione eretta.
Recupero del Gesto: andremo ad eseguire vari tipi di camminata, in
avanti, all'indietro, laterale, corsa nelle tre direzioni, balzi, saltelli e tutte le
altre situazioni a cui si può andare in contro durante il ritorno all'attività da
parte del paziente. Tutti questi esercizi potranno subire variazioni come, ad
esempio per il cammino, camminare in avanti prima esasperando la
flessione del ginocchio andando quasi a toccarsi la zona addominale,
oppure mantenendo le gambe rigide.
AUSILI:

Londotubi:
- Stabilità, rinforzo, scarico, propriocezione
Tavolette:
- Stabilità propriocezione
Ciambelle:
- Rinforzo, articolarità, propriocezione
Cavigliere:
- Rinforzo, articolarità, galleggiamento
Manubri, smile, tubi corti:
- Stabilità, rinforzo, coordinazione