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Corso di Laurea: Percorso Formativo Docenti (D.M.

616)
Insegnamento: Psicologia dell’Educazione
Lezione n°: 26
Titolo: DA HARLOW A BOWLBY
Attività n°: 1

I Processi Psicoaffettivi: Emozione, Relazione e Identità

DA HARLOW A BOWLBY
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Insegnamento: Psicologia dell’Educazione
Lezione n°: 26
Titolo: DA HARLOW A BOWLBY
Attività n°: 1

DA HARLOW A BOWLBY

Esperimenti simili vennero portati


avanti da Harlow su dei cuccioli di
scimmia. Subito dopo la nascita
venivano lasciate in una gabbia
dove erano presenti due madri-
pupazzo: una costruita di ferro e
in grado di fornire latte e una
invece ricoperta di gommapiuma
e stracci che non poteva però
fornire latte.
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Lezione n°: 26
Titolo: DA HARLOW A BOWLBY
Attività n°: 1

DA HARLOW A BOWLBY

Nelle osservazioni che seguirono ci si accorse che i cuccioli di


scimmia si recavano dalla mamma-pupazzo di ferro solo il tempo
che gli serviva per prendere il latte, mentre trascorrevano molto più
tempo con la madre-pupazzo di gommapiuma e ricoperta di stracci
che era quindi più morbida. Secondo Harlow c’era stato un
imprinting filiale per la madre-pupazzo di gommapiuma e stracci
dovuta alle caratteristiche di morbidezza associata al calore che la
caratterizzavano.
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Lezione n°: 26
Titolo: DA HARLOW A BOWLBY
Attività n°: 1

DA HARLOW A BOWLBY

Le reazioni dei cuccioli di scimmia vennero


valutate anche in relazione a situazioni
potenzialmente pericolose e stressanti.
Con lo scopo di spaventare il cucciolo di
scimmia, all’interno della gabbia veniva
introdotto un oggetto estraneo che,
percependo una minaccia alla sua
sicurezza, cercava protezione e conforto
dalla madre-pupazzo di gommapiuma.
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Titolo: DA HARLOW A BOWLBY
Attività n°: 1

DA HARLOW A BOWLBY

Sulla base dei risultati forniti


dall’etologia Bowlby riteneva che la
relazione con la figura di accudimento
(caregiver) fosse da considerarsi unica.
Una volta stabilita questa relazione si
mantiene come la più forte relazione
d’amore fungendo da prototipo per tutte
le relazioni successive.
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Titolo: DA HARLOW A BOWLBY
Attività n°: 1

DA HARLOW A BOWLBY

FREUD BOWLBY

L’affetto del bambino per la L’affetto del bambino per la


propria madre è determinato propria madre è determinato
dal una motivazione dal una motivazione
secondaria, derivante dal intrinseca e primaria,
soddisfacimento di bisogni derivante dal bisogno di
primari di alimentazione e contatto e di conforto. La
pulizia. La madre diventa poi ricerca della vicinanza è la sua
oggetto di pulsioni libidiche e manifestazione più esplicita.
aggressive.
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Titolo: DA HARLOW A BOWLBY
Attività n°: 1

DA HARLOW A BOWLBY

Bowlby (1988) scrive:

“Nel bambino piccolo la


fame dell’amore e della
presenza materna non
è meno grande della
fame di cibo.”
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Lezione n°: 26/S1
Titolo: LA TEORIA DELL’ATTACCAMENTO
Attività n°: 1

I Processi Psicoaffettivi: Emozione, Relazione e Identità

LA TEORIA DELL’ATTACCAMENTO
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Lezione n°: 26/S1
Titolo: LA TEORIA DELL’ATTACCAMENTO
Attività n°: 1

LA TEORIA DELL’ATTACCAMENTO

Il principale contributo di Bowlby


alla psicologia dello sviluppo è la
sua teoria dell’attaccamento con
cui l’autore spiegò l’importanza
delle relazioni precoci caregiver-
bambino per lo sviluppo affettivo,
relazionale e sociale degli
individui.
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Lezione n°: 26/S1
Titolo: LA TEORIA DELL’ATTACCAMENTO
Attività n°: 1

LA TEORIA DELL’ATTACCAMENTO

Cosa intende Bowlby con il


termine attaccamento?

Intende una predisposizione


biologica del piccolo verso la
figura del caregiver che gli
assicura la sopravvivenza
prendendosi cura di lui.
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Titolo: LA TEORIA DELL’ATTACCAMENTO
Attività n°: 1

LA TEORIA DELL’ATTACCAMENTO

ATTIVAZIONE DEL SISTEMA DI ATTACCAMENTO

Percezione di un pericolo

Attivazione del sistema


di attaccamento
Attuazione di schemi
comportamentali pre-
programmati che hanno
lo scopo di ottenere la
vicinanza del caregiver
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Titolo: LA TEORIA DELL’ATTACCAMENTO
Attività n°: 1

LA TEORIA DELL’ATTACCAMENTO

ATTIVAZIONE DEL SISTEMA DI ATTACCAMENTO

VICINANZA ESPLORAZIONE
CON LA MADRE DELL’AMBIENTE
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Lezione n°: 26/S1
Titolo: LA TEORIA DELL’ATTACCAMENTO
Attività n°: 1

LA TEORIA DELL’ATTACCAMENTO

LO SVILUPPO DEL LEGAME DI ATTACCAMENTO

PRE-ATTACCAMENTO

• Tra i comportamenti definiti di segnalazione e


avvicinamento ritroviamo le vocalizzazioni, il sorriso, il pianto
TRA e i tentativi di aggrapparsi al caregiver.
0 – 2/3 MESI
• Non è ancora presente una discriminazione fra i diversi
individui e neppure un’intenzionalità nelle azioni.
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Lezione n°: 26/S1
Titolo: LA TEORIA DELL’ATTACCAMENTO
Attività n°: 1

LA TEORIA DELL’ATTACCAMENTO

LO SVILUPPO DEL LEGAME DI ATTACCAMENTO

FORMAZIONE DEL LEGAME DI ATTACCAMENTO

• Si assiste alla comparsa di una generale sensazione di ansia


che si manifesta quando il bambino viene lasciato da solo.
Non è ancora presente però la permanenza dell’oggetto e
TRA quindi il bambino non reagisce sulla base dell’attribuzione di
2/3 E 6/8 MESI una relazione di causa-effetto
• Il bambino inizia a discriminare il caregiver da altri individui
ed intraprende delle comunicazioni dirette con lei/lui
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Lezione n°: 26/S1
Titolo: LA TEORIA DELL’ATTACCAMENTO
Attività n°: 1

LA TEORIA DELL’ATTACCAMENTO

LO SVILUPPO DEL LEGAME DI ATTACCAMENTO

LEGAME DI ATTACCAMENTO VERO E PROPRIO

• Intorno agli 8 mesi fino a circa 24 mesi si parla di legame di


attaccamento vero e proprio
• In questo periodo compaiono anche i primi segnali di ansia da
INTORNO separazione legati all’allontanamento del caregiver che ora
AGLI 8 MESI viene discriminato
• Il bambino manifesta anche la reazione emotiva nota come
paura dell’estraneo.
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Lezione n°: 26/S1
Titolo: LA TEORIA DELL’ATTACCAMENTO
Attività n°: 1

LA TEORIA DELL’ATTACCAMENTO

LO SVILUPPO DEL LEGAME DI ATTACCAMENTO

LEGAME DI ATTACCAMENTO VERO E PROPRIO

• La elazione con il caregiver diviene incentrata su scopi


programma (set-goal) che sono definiti sulla base dei
feedback forniti dall’ambiente
• Gli scambi interattivi tra caregiver e bambino divengono
DOPO
I 18 MESI caratterizzati da Intenzionalità e reciprocità
• Anche grazie allo sviluppo di nuove abilità cognitive e dei
MOI1 il bambino diviene in grado di adattarsi alle esigenze
relazionali del caregiver
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Lezione n°: 26/S1
Titolo: LA TEORIA DELL’ATTACCAMENTO
Attività n°: 1

LA TEORIA DELL’ATTACCAMENTO

LO SVILUPPO DEL LEGAME DI ATTACCAMENTO

LEGAME DI ATTACCAMENTO VERO E PROPRIO

• In generale nel periodo che intercorre tra i 6/8 mesi e i 24


mesi guadagnando la capacità di spostarsi nello spazio
attraverso la locomozione possono divenire sempre più
autonomi ed indipendenti e possono ricercare attivamente la
FINO
vicinanza e il contatto con il caregiver
AI 2 ANNI
• In questa fase il bambino può iniziare ad utilizzare il caregiver
come base sicura per i suoi comportamenti di esplorazione
dell’ambiente
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Lezione n°: 26/S2
Titolo: MARY AINSWORTH (1913-1999)
Attività n°: 1

I Processi Psicoaffettivi: Emozione, Relazione e Identità

MARY AINSWORTH (1913-1999)


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Lezione n°: 26/S2
Titolo: MARY AINSWORTH (1913-1999)
Attività n°: 1

MARY AINSWORTH (1913-1999)

La raccolta di dati empirici a supporto delle teorizzazioni di Bowlby


sull’attaccamento si devono ad una sua collaboratrice Mary
Ainsworth (1913-1999) che si dimostrò interessata soprattutto allo
studio delle differenze individuali nei comportamenti di
attaccamento e nella qualità dell’attaccamento.
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Lezione n°: 26/S2
Titolo: MARY AINSWORTH (1913-1999)
Attività n°: 1

MARY AINSWORTH (1913-1999)

Ainsworth portò avanti una serie di ricerche sul campo in Uganda


dove osservò come alcuni bambini mostravano una buona
sicurezza relativamente al loro attaccamento con la madre e
esploravano senza troppi timori l’ambiente. Questi bambini erano
più curiosi e indipendenti nella loro esplorazione e piangevano
meno manifestando anche meno segnali di ansia.
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Lezione n°: 26/S2
Titolo: MARY AINSWORTH (1913-1999)
Attività n°: 1

MARY AINSWORTH (1913-1999)

L’autrice ipotizzo che questi


bambini a differenza di altri fossero
in grado di utilizzare la madre
come una “base sicura”. Emerse
inoltre che le madri di questi
bambini erano più sensibili e
attente ai loro bisogni.
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Lezione n°: 26/S2
Titolo: MARY AINSWORTH (1913-1999)
Attività n°: 1

MARY AINSWORTH (1913-1999)

Ritornata in America riprese i suoi studi sull’attaccamento madre-


bambino mettendo appunto una specifica procedura osservativa
nota come Strange Situation. Questa procedura osservativa
sperimentale può essere utilizzata a partire dai 12 mesi. Una
seconda osservazione può essere fatta solo a distanza di 6 mesi.
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Lezione n°: 26/S2
Titolo: MARY AINSWORTH (1913-1999)
Attività n°: 1

MARY AINSWORTH (1913-1999)

La Strange Situation viene effettuata in


un laboratorio dove è presente una
stanza dotata di specchio
unidirezionale da cui è possibile
osservare i comportamenti del bambino
e del caregiver da una apposita stanza
d’osservazione senza essere visti dal
bambino.
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Lezione n°: 26/S3
Titolo: LA STRANGE SITUATION
Attività n°: 1

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LA STRANGE SITUATION
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Lezione n°: 26/S3
Titolo: LA STRANGE SITUATION
Attività n°: 1

LA STRANGE SITUATION

STRANGE SITUATION

La procedura della Strange Situation è stata ideata per ricreare


delle situazioni di stress via via crescente in modo da elicitare
l’attivazione del sistema di attaccamento da parte del bambino.
Infatti, essendo stata definita sulla base della teoria
dell’attaccamento, Ainsworth riteneva di poter così vedere in azione
la “base sicura” ovvero di vedere il bambino utilizzare la madre
come punto di partenza e ritorno per i suoi comportamenti
esplorativi.
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Lezione n°: 26/S3
Titolo: LA STRANGE SITUATION
Attività n°: 1

LA STRANGE SITUATION

STRANGE SITUATION

Un’altra aspettativa legata agli


episodi di separazione era quello
di osservare la comparsa dichiari
comportamenti di protesta a
seguito della separazione in un
ambiente non familiare per il
bambino.
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Lezione n°: 26/S3
Titolo: LA STRANGE SITUATION
Attività n°: 1

LA STRANGE SITUATION

STRANGE SITUATION

Lo sperimentatore introduce il caregiver e il bambino nella


EPISODIO 1
stanza di osservazione.

Il caregiver e il bambino vengono lasciati da soli. Il


EPISODIO 2 caregiver è istruito a non partecipare al gioco e
all’esplorazione del bambino
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Lezione n°: 26/S3
Titolo: LA STRANGE SITUATION
Attività n°: 1

LA STRANGE SITUATION

STRANGE SITUATION

L’estraneo entra, conversa con il caregiver e dopo si


EPISODIO 3 approccia al bambino. Il caregiver lascia la stanza senza
farsi notare.

PRIMO EPISODIO DI SEPARAZIONE

EPISODIO 4
L’estraneo modula il suo comportamento sulla base dei
comportamenti del bambino.
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Lezione n°: 26/S3
Titolo: LA STRANGE SITUATION
Attività n°: 1

LA STRANGE SITUATION

STRANGE SITUATION

PRIMO EPISODIO DI RICONGIUNGIMENTO

EPISODIO 5
Il caregiver saluta e consola il bambino e poi lascia di
nuovo la stanza.

SECONDO EPISODIO DI SEPARAZIONE

EPISODIO 6
Il bambino viene lasciato da solo nella stanza
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Lezione n°: 26/S3
Titolo: LA STRANGE SITUATION
Attività n°: 1

LA STRANGE SITUATION

STRANGE SITUATION

CONTINUAZIONE DEL SECONDO EPISODIO DI SEPARAZIONE

EPISODIO 7
L’estraneo entra nella stanza e nuovamente modula il suo
comportamento sulla base di quello del bambino

SECONDO EPISODIO DI RICONGIUNGIMENTO

EPISODIO 8
Il caregiver rientra, saluta il bambino e lo prende in braccio.
L’estraneo lascia la stanza senza farsi notare