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QUESTIONE 91 - L'ORIGINE DEL CORPO DEL PRIMO

UOMO
Passiamo a studiare la produzione del corpo del primo uomo. Sull'argomento quattro sono le cose da considerare:
1. La materia con la quale venne formato;
2. La causa che lo produsse;
3. La disposizione che ricevette nella sua produzione;
4. Il procedimento e l'ordine della produzione stessa.

Articolo 1 - Se il corpo del primo uomo sia stato formato col fango della terra
Sembra che il corpo del primo uomo non sia stato formato col fango della terra. Infatti:
1. Per fare una cosa dal nulla si richiede una potenza maggiore che per farla da un'altra cosa: poiché il nulla è più
distante dall'atto di quanto lo sia un ente in potenza. Ora, essendo l'uomo la più nobile delle creature inferiori, era
conveniente che la virtù di Dio risaltasse nella maniera più evidente nella produzione del corpo umano. Quindi questo
non doveva essere formato dal fango della terra, ma dal nulla.
2. I corpi celesti sono più nobili di quelli terrestri. Ma la nobiltà suprema spetta al corpo umano, in quanto attuato dalla
forma più nobile, che è l'anima intellettiva. Esso quindi non doveva essere formato con un corpo terrestre, ma piuttosto
con qualche corpo celeste.
3. Il fuoco e l'aria sono corpi più nobili della terra e dell'acqua, come risulta dalla loro sottigliezza. Essendo dunque il
corpo umano il più nobile dei corpi, doveva essere fatto di fuoco e di aria, piuttosto che di fango.
4. Il corpo umano risulta composto dei quattro elementi. Quindi non è vero che sia stato formato col fango della terra,
ma con tutti gli elementi.

In contrario:
Sta scritto [Gen 2, 7]: "Dio plasmò l'uomo dal fango della terra".

Rispondo:
Dio, essendo perfetto, comunicò alle sue opere una perfezione proporzionata al loro grado: perciò leggiamo nella
Scrittura [Dt 32, 4]: "Perfetta è l'opera sua". Egli dunque è perfetto in senso assoluto, per il fatto che "precontiene in sé
tutte le cose", non alla maniera delle realtà composte, ma "nella semplicità e nell'unità", come dice Dionigi [De div.
nom. 5], nel modo cioè in cui effetti diversi possono preesistere nell'unica essenza della loro causa. Ora, questa
perfezione è comunicata anche agli angeli, nel senso che tutte le cose prodotte da Dio in natura sono presenti, sia pure
con una pluralità di specie intenzionali, nella loro conoscenza. All'uomo invece questa perfezione è comunicata in un
grado inferiore. Egli infatti non possiede per conoscenza innata la nozione di tutto l'universo creato, però è composto in
qualche modo di tutte le cose: poiché dal genere delle sostanze spirituali trae in sé l'anima intellettiva, è affine ai corpi
celesti per la sua equidistanza dai contrari mediante l'equilibrio sommo della sua complessione, ed è affine ai quattro
elementi possedendoli nella propria sostanza. Ma in questo complesso predominano, in ordine dinamico, gli elementi
superiori, cioè il fuoco e l'aria, poiché la vita consiste specialmente nel calore, ossia nel fuoco, e nell'umidità, vale a dire
nell'aria. In ordine quantitativo invece predominano gli elementi inferiori: se infatti questi, dotati di minore virtù, non
prevalessero quantitativamente nell'uomo, non si potrebbe avere equilibrio nella combinazione. Per questo si dice che il
corpo dell'uomo fu formato col fango della terra: perché la terra mescolata con l'acqua è chiamata fango. Si dice poi che
l'uomo è un "microcosmo" perché in un certo senso si trovano in lui tutte le creature dell'universo.

Soluzione delle difficoltà:


1. La potenza creatrice di Dio si manifestò nel corpo dell'uomo per il fatto che la materia di esso fu prodotta per
creazione. Ma era necessario che il corpo dell'uomo fosse formato con la materia dei quattro elementi affinché l'uomo
avesse una certa affinità con i corpi inferiori, costituendo egli come un intermediario fra le sostanze spirituali e quelle
materiali.
2. Assolutamente parlando un corpo celeste è più nobile di un corpo terrestre; esso tuttavia è meno adatto per le
funzioni dell'anima umana. Infatti questa in qualche modo raccoglie dai sensi la conoscenza della verità, e gli organi di
senso non possono essere formati di materia celeste, che è impassibile. Così pure è falsa l'asserzione di chi ritiene che
un certo quantitativo materiale della quinta essenza entri nella composizione del corpo umano, supponendo che l'anima
sia unita al corpo mediante un coefficiente di luce. Infatti è prima di tutto falso che la luce sia un corpo.
Secondariamente poi è impossibile che un quantitativo della quinta essenza si stacchi da un corpo celeste e si mescoli ai
quattro elementi, data l'impassibilità dei corpi celesti. Quindi questi entrano in contatto con i corpi misti soltanto
mediante l'influsso della loro virtù.
3. Se il fuoco e l'aria, che sono gli elementi più attivi, abbondassero anche quantitativamente nella composizione del
corpo umano, trarrebbero totalmente a sé anche gli altri elementi, e non si potrebbe così raggiungere l'equilibrio
necessario per assicurare al composto umano la bontà del tatto, che è il fondamento degli altri sensi. Infatti è necessario
che l'organo di ciascun senso non contenga già in sé attualmente quei contrari che esso è ordinato a percepire, ma li
abbia solo allo stato potenziale. Quindi o sarà assolutamente privo di tutto un genere di contrari, come la pupilla è priva
del colore per poter percepire tutti i colori - cosa impossibile per l'organo del tatto, che è composto di quegli elementi
dei quali percepisce le qualità -, oppure l'organo sarà qualcosa di intermedio fra i contrari, come deve avvenire per il
tatto: infatti l'intermedio è in qualche modo in potenza rispetto agli estremi.
4. Nel fango della terra sono indicate la terra e l'acqua, che appunto conglutina le parti della terra. La Scrittura poi non
fa menzione degli altri elementi sia perché essi si trovano in minore quantità nel corpo umano, come si è spiegato [nel
corpo], sia perché essa, destinata a un popolo ignorante, non ricorda nell'opera della creazione universale il fuoco e
l'aria, che sfuggono alla percezione sensibile dei semplici.

Articolo 2 - Se il corpo umano sia stato prodotto immediatamente da Dio


Sembra che il corpo umano non sia stato prodotto immediatamente da Dio. Infatti:
1. S. Agostino [De Trin. 3, 4] insegna che Dio dispone degli esseri corporei per mezzo delle creature angeliche. Ma il
corpo umano fu formato di materia corporea, come si è dimostrato [a. prec.]. Esso quindi dovette essere prodotto per
mezzo degli angeli, e non immediatamente da Dio.
2. Ciò che può essere prodotto da una virtù creata non è necessario che sia fatto immediatamente da Dio. Ma il corpo
umano può essere prodotto dalla virtù creata dei corpi celesti. Vediamo infatti che certi animali sono generati dalla
putrefazione per la potenza attiva degli astri; Albumasar poi afferma che non si ha generazione umana nelle regioni
troppo calde o troppo fredde, ma solo in quelle temperate. Non era perciò necessario che il corpo umano venisse
formato immediatamente da Dio.
3. Tutto ciò che viene tratto dalla materia corporea deriva da una trasmutazione della materia stessa. Ma ogni
trasmutazione corporea è causata da quel moto dei corpi celesti che è il primo fra tutti i moti. Essendo dunque il corpo
umano prodotto dalla materia corporea, è evidente che i corpi celesti devono aver cooperato alla sua formazione.
4. Dice S. Agostino [De Gen. ad litt. 7, 24] che nell'opera dei sei giorni il corpo umano fu prodotto soltanto nei suoi
princìpi causali, inseriti da Dio nel mondo corporeo, e che in seguito venne formato in maniera attuale. Ma le cose che
preesistono nei corpi secondo le ragioni seminali possono essere prodotte dalla virtù di determinati esseri corporei.
Quindi il corpo umano fu prodotto da una virtù creata, e non immediatamente da Dio.

In contrario:
Sta scritto [Sir 17, 1]: "Il Signore creò l'uomo dalla terra".

Rispondo:
La prima formazione del corpo umano non poteva derivare da una virtù creata, ma doveva derivare immediatamente da
Dio. È vero che ci furono alcuni i quali ritenevano che le forme materiali provenissero da qualche forma immateriale,
ma il Filosofo [Met. 7, cc. 8, 9] confuta siffatta teoria, osservando che il divenire propriamente non è da attribuirsi alle
forme, bensì ai composti, come si è già spiegato [q. 45, a. 8; q. 65, a. 4; q. 90, a. 2]. E siccome la causa agente deve
essere simile agli effetti prodotti, non è ammissibile che una forma pura, priva di materia, produca una forma che ha la
sua esistenza nella materia e che diviene attuale solo per il fatto che lo diviene il composto. Quindi la causa di una
forma che ha la sua esistenza nella materia deve essere ricercata in una forma esistente nella materia: cosicché un
composto sarà generato da un altro composto. Ora Dio, sebbene sia del tutto immateriale, è tuttavia il solo che possa
con la sua virtù produrre per creazione la materia. Quindi appartiene a lui soltanto produrre la forma nella materia senza
l'aiuto di una precedente forma materiale. Ed è questa la ragione per cui gli angeli non possono produrre nei corpi una
mutazione di forma senza servirsi di germi determinati, come dice S. Agostino [De Trin. 3, cc. 8, 9] Ma siccome
[all'inizio] non vi era mai stata la formazione di un corpo umano il quale potesse, con la sua virtù e per via di
generazione, formarne un altro di specie simile, era necessario che il corpo del primo uomo fosse formato
immediatamente da Dio.

Soluzione delle difficoltà:


1. È vero che gli angeli prestano a Dio il loro ministero in ciò che riguarda i corpi, però Dio compie nel mondo corporeo
certi effetti che non sono assolutamente possibili agli angeli, come risuscitare i morti e ridare la vista ai ciechi. Ora, in
forza di questa sua onnipotenza Dio formò il corpo del primo uomo dal fango della terra. È possibile però che gli angeli
abbiano prestato qualche ministero anche nella formazione del corpo del primo uomo, analogo a quello che essi
eserciteranno nella risurrezione finale raccogliendo le ceneri.
2. Gli animali perfetti, generati da un seme, non possono essere generati per virtù dei corpi celesti, come si immagina
Avicenna, sebbene quella virtù possa cooperare alla loro generazione naturale, secondo quell'espressione del Filosofo
[Phys. 2, 2]: "L'uomo, nonché il sole, genera l'uomo dalla materia". Per questo si esige la zona temperata per la
generazione dell'uomo e degli altri animali perfetti. Basta invece la virtù dei corpi celesti per procurare la generazione
di certi animali imperfetti da una materia adatta: è chiaro infatti che richiede di più la produzione di un essere perfetto
che non quella di un essere imperfetto.
3. Il moto dei cieli è causa delle trasmutazioni naturali, non già di quelle che sorpassano l'ordine naturale e sono dovute
alla sola potenza divina, come risuscitare i morti e ridare la vista ai ciechi. Ora, la formazione dell'uomo dal fango della
terra è un fatto di questo genere.
4. Due sono i modi secondo i quali una creatura può considerarsi preesistente nei suoi princìpi causali. Primo, in
rapporto sia alla potenza attiva che a quella passiva: in maniera cioè che la sua attitudine a essere prodotta non dipenda
solo dal preesistere della materia, ma anche dalla preesistenza di una creatura capace di produrla. Secondo, in rapporto
alla sola potenza passiva: per il fatto cioè che Dio ha la capacità di produrla da una materia preesistente. E questa, per S.
Agostino, sarebbe stata la preesistenza del corpo dell'uomo nel creato secondo i princìpi causali.

Articolo 3 - Se al corpo dell'uomo sia stata data una disposizione conveniente


Sembra che al corpo dell'uomo non sia stata data una disposizione conveniente. Infatti:
1. Essendo l'uomo l'animale più nobile, il suo corpo doveva avere la migliore disposizione per quelle operazioni che
sono proprie dell'animale, cioè per la sensibilità e per il moto. Ma vi sono degli animali che hanno una sensibilità più
raffinata e un moto più veloce dell'uomo: i cani, p. es., hanno un odorato più fine e gli uccelli una maggiore velocità.
Quindi il corpo umano non ha le disposizioni più convenienti.
2. È perfetto quell'essere che non manca di nulla. Ma al corpo umano mancano più cose che a quello degli altri animali,
i quali, a differenza dell'uomo, possiedono per loro protezione rivestimenti e armi naturali. Quindi il corpo dell'uomo ha
una disposizione molto imperfetta.
3. L'uomo è più distante dalle piante che dagli animali. Ma le piante hanno una disposizione verticale, mentre gli
animali l'hanno orizzontale. Quindi l'uomo non doveva avere una posizione verticale.

In contrario:
Sta scritto [Qo 7, 29]: "Dio ha fatto l'uomo retto".

Rispondo:
Tutti gli esseri della natura sono stati prodotti dall'arte divina: quindi, in qualche modo, sono artefatti di Dio. Ora, ogni
artefice tende a conferire alla sua opera la migliore disposizione non in senso assoluto, ma in rapporto al fine voluto. E
se una tale disposizione comporta qualche difetto, egli non se ne cura. Come l'artigiano che fabbrica una sega per
segare, la fa di ferro perché sia adatta a segare; e non pensa a farla di vetro, che pure è una materia più bella, perché la
bellezza sarebbe un impedimento a raggiungere lo scopo. Analogamente Dio conferirà a ogni essere naturale la
disposizione migliore non in senso assoluto, ma in rapporto al suo fine. Ed è quello che dice il Filosofo [Phys. 2, 7]:
"L'essere in tal modo è cosa più degna non in senso assoluto, ma in ordine alla natura di ogni cosa". Ora, scopo
immediato del corpo umano sono l'anima intellettiva e le sue operazioni: la materia infatti è per la forma e gli strumenti
sono per le operazioni della causa agente. Dico dunque che in vista di tale forma e di tali operazioni Dio diede al corpo
umano la disposizione migliore. E se nel corpo umano si riscontrano dei difetti, si osservi che quei difetti sono connessi
con la materia richiesta al raggiungimento di quell'equilibrio fisico necessario all'anima e alle sue operazioni.

Soluzione delle difficoltà:


1. Il tatto, che è il fondamento degli altri sensi, è più perfetto nell'uomo che in qualsiasi altro animale: e per questo era
necessario che l'uomo, fra tutti gli altri animali, possedesse una complessione temperatissima. L'uomo del resto supera
tutti gli altri animali per le potenze sensitive interne, come si è visto [q. 78, a. 4]. La sua inferiorità quanto ad alcuni
sensi esterni è invece dovuta alla necessità [di assicurare certe funzioni]. L'uomo, p. es., ha l'olfatto meno perfetto di
ogni altro animale. Infatti era necessario che l'uomo più di tutti gli altri animali avesse, rispetto al corpo, il cervello più
voluminoso: sia perché vi si svolgessero con più agio le operazioni delle facoltà sensitive interiori, necessarie, come si è
detto [q. 84, a. 7], alle attività intellettuali, sia perché la frigidità del cerebro temperasse il calore del cuore,
necessariamente abbondante nell'uomo per assicurare il portamento eretto. Ora, la voluminosità del cerebro, a causa
della sua umidità, è di ostacolo all'olfatto, che richiede l'asciutto. Parimenti, se si domanda perché certi animali hanno la
vista più acuta e l'udito più fine, si può rispondere che nell'uomo il perfetto equilibrio della sua complessione impedisce
l'eccellenza di questi sensi. E la medesima ragione vale a spiegare come mai certi animali siano più veloci dell'uomo, il
cui equilibrio di complessione è di ostacolo a una velocità troppo accentuata.
2. Le corna e gli artigli, che sono le armi di certi animali, come pure lo spessore della pelle e l'abbondanza dei peli e
delle piume che li proteggono, dimostrano una prevalenza dell'elemento terra, che è in contrasto con l'equilibrio e la
delicatezza della complessione umana. Quindi tali cose non si addicono all'uomo. In compenso l'uomo possiede la
ragione e le mani, con le quali può provvedersi di armi, di vesti e di tutte le cose necessarie alla vita in una infinità di
modi. Per cui la mano è chiamata da Aristotele [De anima 3, 8] "lo strumento degli strumenti". Ed era anche più
proporzionata alla creatura razionale, capace di infiniti concetti, l'attitudine a procurarsi un numero infinito di strumenti.
3. Era conveniente per quattro motivi che l'uomo avesse un portamento eretto. Primo, perché all'uomo sono stati dati i
sensi non soltanto per procurarsi il necessario alla vita, come agli altri animali, ma anche direttamente per conoscere.
Mentre infatti gli animali si dilettano dei dati sensibili solo in ordine agli alimenti e ai piaceri sessuali, l'uomo soltanto si
diletta della bellezza delle realtà sensibili per se stessa. E siccome i sensi sono localizzati in modo particolare sulla
faccia, gli altri animali hanno la faccia rivolta alla terra come per cercare il cibo e provvedersi del vitto; l'uomo invece
ha la faccia sollevata perché con i sensi possa conoscere liberamente da ogni parte, specialmente con la vista, che è il
senso più acuto e più universale, le realtà sensibili tanto celesti che terrestri, e raccogliere così da tutte le verità di ordine
intellettivo. Secondo, perché le facoltà interiori siano più libere nelle loro operazioni essendo il cervello, in cui esse si
svolgono, non compresso, ma elevato su tutte le parti del corpo. Terzo, perché se l'uomo avesse una posizione
orizzontale dovrebbe usare le mani come piedi anteriori, e quindi verrebbe a cessare l'attitudine delle mani a compiere
tante opere diverse. Quarto, perché se l'uomo avesse una posizione orizzontale e usasse le mani come piedi anteriori
dovrebbe afferrare il cibo con la bocca. E in tal caso dovrebbe avere, come gli altri animali, la bocca bislunga, le labbra
dure e massicce e dura anche la lingua, per evitare lesioni da parte di oggetti esteriori. Ora, una siffatta disposizione
impedirebbe totalmente la loquela, che è l'opera propria della ragione. E tuttavia l'uomo, pur avendo un portamento
eretto, è distante al massimo dalle piante. Esso infatti ha la sua parte superiore, cioè il capo, rivolta verso la parte
superiore del mondo e la sua parte inferiore rivolta verso la parte inferiore del mondo: ha quindi la disposizione più
ordinata rispetto all'universo. Le piante invece hanno la loro parte più importante rivolta verso la parte più bassa del
mondo (poiché le radici corrispondono alla bocca), mentre la parte meno importante è rivolta verso l'alto. Gli animali
poi hanno una disposizione intermedia: poiché la parte superiore di essi è quella con cui prendono l'alimento, mentre
l'inferiore è quella con cui eliminano il superfluo.

Articolo 4 - Se nella Scrittura sia descritta convenientemente la produzione del


corpo umano
Sembra che la produzione del corpo umano non sia descritta convenientemente nella Scrittura. Infatti:
1. Il corpo umano, come tutte le opere dei sei giorni, è stato fatto da Dio. Ma per le altre opere nella Scrittura si legge
[Gen 1, 26 s.; 2, 7]: "Dio disse: Sia fatto (...) e fu fatto". Si doveva quindi usare la stessa espressione parlando della
formazione dell'uomo.
2. Il corpo umano fu fatto immediatamente da Dio, come si è visto sopra [a. 2]. Allora non sta bene la frase: "Facciamo
l'uomo".
3. La forma del corpo umano è l'anima, che è lo spirito di vita. Quindi dopo le parole: "Dio formò l'uomo col fango
della terra" non ha senso aggiungere: "gli alitò in faccia lo spirito di vita".
4. L'anima, cioè lo spirito di vita, è in tutto il corpo, ma principalmente nel cuore. Quindi la Scrittura non doveva dire
che "gli alitò in faccia lo spirito di vita".
5. Il sesso maschile e quello femminile appartengono al corpo, l'immagine di Dio invece appartiene all'anima. Ora,
secondo S. Agostino [De Gen. ad litt. 7, cc. 24, 28], l'anima fu creata prima del corpo. Quindi, dopo aver detto: "lo fece
a sua immagine", non si doveva aggiungere: "li creò maschio e femmina".

In contrario:
C'è l'autorità della Scrittura.

Soluzione delle difficoltà:


1. Come dice S. Agostino [De Gen. ad litt. 6, 12], l'uomo non eccelle sulle altre creature per il fatto di essere stato
creato immediatamente da Dio a differenza delle altre cose, poiché sta scritto [Sal 101, 26]: "I cieli sono opera delle tue
mani", e altrove [Sal 94, 5]: "Le sue mani hanno fondato la terra", ma perché l'uomo fu creato a immagine di Dio.
Tuttavia per la creazione dell'uomo la Scrittura usa delle espressioni particolari, per indicare che tutto il resto fu creato
per l'uomo. Infatti noi siamo soliti mettere più impegno e diligenza nel compiere le opere che maggiormente ci
premono.
2. Non si creda che Dio abbia rivolto agli angeli le parole: "Facciamo l'uomo ", come alcuni hanno falsamente
interpretato. L'espressione invece vuole indicare la pluralità delle Persone divine, la cui immagine si trova espressa
particolarmente nell'uomo.
3. Alcuni intendono che Dio prima avrebbe dato forma al corpo dell'uomo, e in un secondo tempo avrebbe infuso
l'anima. Ma supporre che Dio abbia fatto il corpo senza l'anima, o l'anima senza il corpo, non è conciliabile con la
perfezione dovuta alla prima origine delle cose: poiché sia l'uno che l'altra sono parti della natura umana. E la cosa è
ancor meno accettabile per il corpo: poiché esso dipende dall'anima e non viceversa. Perciò altri, volendo escludere tali
incongruenze, ritengono che le parole: "Dio formò l'uomo" si riferiscano alla produzione del corpo insieme con l'anima,
mentre la frase: "gli alitò in faccia lo spirito di vita" starebbe a indicare l'infusione dello Spirito Santo, come quando il
Signore alitò sugli Apostoli dicendo: "Ricevete lo Spirito Santo" [Gv 20, 22]. Ma questa interpretazione, al dire di S.
Agostino [De civ. Dei 13, 24], è esclusa dalle parole della Scrittura. Infatti dopo la frase riportata si aggiunge: "E
l'uomo divenne anima vivente", parole che sono riferite dall'Apostolo [1 Cor 15, 45] non alla vita spirituale, ma alla vita
animale. Per conseguenza il termine "spirito di vita" sta a indicare l'anima, e quindi la frase: "Gli alitò in faccia lo
spirito di vita" è come una spiegazione di quanto si era già detto: l'anima infatti è la forma del corpo.
4. Si dice che Dio alitò lo spirito di vita sulla faccia dell'uomo perché le funzioni della vita si palesano maggiormente
sul volto, a causa dei sensi che vi risiedono.
5. Secondo S. Agostino [De Gen. ad litt. 4, cc. 33, 44], le opere dei sei giorni furono compiute tutte assieme. Quindi egli
non ammette che l'anima del primo uomo, creata assieme agli angeli, sia stata creata prima del sesto giorno, ma ritiene
che nel sesto giorno l'anima del primo uomo sia stata creata nella sua attualità e il corpo umano secondo le ragioni
seminali. Gli altri Dottori invece ritengono che tanto l'anima quanto il corpo dell'uomo furono creati il sesto giorno nella
loro attualità.