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SCUOLA DI FOTOGRAFIA

Introduzione alla prova pratica 2: La


fotografia paesaggistica notturna – Il
panning – Giocare con i tempi (cenni)
SCUOLA DI FOTOGRAFIA
Parte 1: La fotografia paesaggistica
notturna
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Paesaggistica Notturna
• In questa particolare tecnica fotografica, viene sfruttata la
capacità di usare tempi molto lenti per permettere alle
poche luci (spesso solo artificiali) di «disegnare» il
paesaggio (spesso urbano)

• La necessità quindi di usare tempi di molti secondi,


introduce la necessità assoluta di usare il cavalletto o
treppiede.

• Con le scarsa luce rispetto al giorno, per una corretta


esposizione, è necessario impostare gli ISO a seconda
dei nostri scopi.
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Paesaggistica Notturna
• Quando si fotografa un paesaggio urbano, bisogna
attenersi, per quanto riguarda l’inquadratura, la scelta
dello scatto e l’impostazione dei diaframmi, alle normali
regole paesaggistiche.

• E’ necessario quindi ricordarsi la regola dei terzi, di


scegliere il formato adatto al soggetto (verticale o
orizzontale), e di chiudere i diaframmi per rendere nitido
tutti i soggetti inquadrati, sia quelli vicini che lontani.

Delle impostazioni classiche per la fotografia


paesaggistica notturna sono: F22 / F32 - 30’’ / 40’’ – ISO
100 / 1600 (a seconda delle nostre esigenze).
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Paesaggistica Notturna
• La scelta degli ISO e dei tempi, oltre ad influenzare il tempo di scatto,
permette di decidere se includere in maniera più o meno evidente
eventuali soggetti in movimento e/o luci di passaggio (es. macchine).

• La scelta dell’apertura dei diaframmi, invece, influenzerà soprattutto


la tipologia di luce che verrà impressa in corrispondenza delle fonti di
luce (es. lampioni, fari).

 Più i diaframmi saranno aperti, e più la luce si diffonderà in maniera


radiale nei dintorni della forma. Più i diaframmi saranno chiusi, e più
queste lasceranno una scia netta e decisa all’interno della foto.

 Più i tempi saranno lenti (quindi ISO bassi), invece, e meno i soggetti
in movimento resteranno impressi sul sensore. Con tempi brevi (ISO
alti), anche soggetti di passaggio lasceranno il loro «segno» in
maniera decisa nella nostra foto.
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Paesaggistica Notturna da lontano


• Bisogna cercare un punto più in alto rispetto al soggetto e
sufficientemente lontano per inquadrare il paesaggio.
• Usare ottiche adeguate alla distanza.
• Chiudere i diaframmi in base alla distanza del soggetto, e
calcolare tempi e ISO in funzione di esso.
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Paesaggistica Notturna urbana


• In questo tipo di foto si sceglie se soffermarsi su un
soggetto statico (monumento, vicolo, case, ecc.), tenendo
quindi in considerazione tutte le regole precedenti di
paesaggistica notturna e di composizione.
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Paesaggistica Notturna: Luci in movimento


• Nelle foto notturne, spesso si «gioca» con le luci in
movimento, come fari delle macchine e motorini.
• In questi casi, la scelta dei diaframmi incide sul tipo di
luce che esse lasciano (netta – diaframmi chiusi o diffusa
- diaframmi aperti)
• I tempi incidono sulla «lunghezza» della scia lasciata
dalla luce (lunga – tempi lunghi o brevi – tempi veloci)
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Parte 2 – Il Pannig
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Il Panning
• Tecnica che si usa soprattutto nella foto notturna, per
avere un effetto di impatto nelle foto in movimento.

• Si posiziona la macchina su un cavalletto monopiede (o


un treppiedi con aperto una sola asta) e si scegli l’altezza
necessaria per inquadrare il soggetto.

• Si inquadra il soggetto mettendo a fuoco su di esso, si


regolano i tempi in maniera da poter seguire il suo
movimento (dipende dalla velocità del soggetto).
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Il Panning
• Si scatta appena il soggetto entra nella scena nella
posizione desiderata.

• Si segue il soggetto sulla sua direttrice orizzontale per


tutta la durata dello scatto.

• L’effetto ottenuto è quello di mantenere nitido il soggetto


inquadrato e mettendo in movimento tutte le luci statiche
dello sfondo
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Il Panning
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Parte 3 – Brevi cenni alla fotografia
notturna giocando coi i tempi
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Giocare con i tempi


Grazie alla poca luce presente di notte, è possibile
«giocare» con i tempi per avere degli effetti particolari.

Con i tempi lenti, i soggetti che passano nell’inquadratura,


se sono sufficientemente veloci rispetto al tempo scelto,
possono risultare «invisibili» al sensore.

Con le «vie di mezzo» si riesce ad imprimere il soggetto


in semi-trasparenza, come se fosse un fantasma, a
seconda del tempo che rimane nell’inquadratura in
posizione statica.
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Giocare con i tempi


Si può quindi rendere invisibili elementi di disturbo su una
foto paesaggistica come i passanti davanti ad un
monumento.

Si può riprendere lo stesso soggetto in posizioni diverse


con un solo scatto, sfruttando che la posa di qualche
secondo viene impressa sul sensore, mentre lo
spostamento del soggetto da una posizione all’altra, è
sufficientemente rapida da non essere «catturata» dal
sensore.

I valori degli ISO saranno fondamentali per aumentare o


diminuire i tempi a seconda dell’effetto che vogliamo dare.
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Giocare con i tempi: I «fantasmi»


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Giocare con i tempi


 Un altro esercizio fotografico che sfrutta la poca luce notturna, solo le
forme create con la luce e le loro scie.

 Un soggetto inquadrato muove all’interno dell’inquadratura una fonte


luminosa (led, torcia, candele, accendino…) per creare delle scie del
loro passaggio.

 Il soggetto deve però poi rimanere per un certo tempo il più fermo
possibile all’interno dell’inquadratura se vuole apparire anche esso
nella foto.

 Scegliendo opportunamente tempi, diaframmi e ISO, è possibile


decidere quanto la scia debba essere lunga e luminosa e se il
soggetto (questo dipende anche dal suo movimento e dal tempo di
posa) debba essere incluso o meno nella foto. Con diaframmi chiusi e
tempi relativamente veloci infatti, si può anche fare solo una scritta
con la fonte luminosa, ed escludere il soggetto dalla stessa.
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Giocare con i tempi: Le «scie luminose»


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Pratica 2 – Fine
Ci sono domande?

FINE

© Stefano di Pede Officina Fotografica - Foto di Officina Fotografica e tratte dal web