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Riparare la motherboard spendendo 15 euro

di Marcel Binder
Mercoledì 4 luglio 2007

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Una delle principali cause di malfunzionamento delle schede madri e delle
schede video è la rottura dei condensatori. Vi mostriamo come riportare in vita
una scheda madre con la minima spesa.
Quando il vostro hardware vi dice addio...

Un hardware che non funziona correttamente può mettervi davanti a problemi


misteriosi - crash del computer, anomalie del display o errori in
lettura/scrittura quando cercate di accedere all'hard disk. Solitamente, il primo
passo verso la risoluzione del problema e l'aggiornamento dei driver, per poi
passare a un controllo generale dei parametri del sistema operativo, del BIOS,
finendo con la sostituzione di alcuni componenti, come la memoria di sistema.
Tuttavia non solo il sistema operativo o i driver possono causare
malfunzionamenti. Nemmeno gli ultimi componenti hardware, come i
processori quad-core e gli hard disk da un terabyte, possono darvi una
garanzia assoluta di funzionamento. I produttori tipicamente definiscono una
durata della vita per ogni componente. Di solito è pari a circa 5 anni per gli
hard disk, ma altri componenti dovrebbero avere una vita ancora più lunga.
Processore, memoria, scheda madre o scheda grafica hanno una prospettiva di
vita molto lunga - sempre che siano messi in condizione di lavorare
adeguatamente.
I condensatori elettrolitici presenti su numerosi prodotti, come le schede madri
o le schede grafiche, possono causare spesso e volentieri strani comportamenti
se non funzionano. Che fare se i condensatori della scheda madre sono la
ragione dei vostri problemi con il computer? Durante il periodo di garanzia il
primo passo è visitare il vostro negoziante per richiedere un'assistenza tecnica.
Tuttavia c'è una soluzione meno costosa per chi ha un po' di confidenza con la
materia: sostituire personalmente i condensatori elettrolitici non funzionanti. In
questo articolo illustreremo come riportare alla vita la vostra scheda madre o
scheda grafica avvalendosi dei giusti strumenti e con una minima spesa.
Indice:

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Riparare la motherboard spendendo 15 euro


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di Marcel Binder
Mercoledì 4 luglio 2007

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Condensatori - chi sono questi sconosciuti?
I condensatori e i resistori sono i componenti più frequentemente utilizzati nei
circuiti elettrici ed elettronici. I condensatori sono utilizzati per i diplexer o i
circuiti coscillatori, per sopprimere le interferenze, o in forma di condensatori
elettrolitici come filtri. I condensatori elettrolitici differiscono dai normali
condensatori per la presenza di liquido all'interno del loro corpo in alluminio,
utilizzato per la conduzione elettrica. Il liquido è denominato elettrolita.
Quasi tutti i circuiti elettronici di un alimentaore utilizzano i condensatori come
filtri. In generale, possiamo vedere un condensatore come una batteria
ricaricabile, che si ricaricherà quando verrà applicata una tensione in corrente
continua. La carica del condensatore viene immagazzinata quando la fonte di
tensione e il condensatore vengono disconnessi. Noi possiamo così beneficiare
di questo comportamento per equalizzare i voltaggi, come negli alimentatori.
I trasformatori abbasseranno il voltaggio di un alimentatore al livello
desiderato. Un rettificatore genera una tensione continua da un determinato
voltaggio in alternata. Il voltaggio in continua appena generato non è lineare,
tutt'altro. Le cadute di tensione sono così coperte dai condensatori, che
funzionano come una fonte di tensione addizionale che permette di stabilizzare
il voltaggio fornito. Condensatori con una bassa ESR, Equivalent Series
Resistance (resistenza equivalente in serie), sono utilizzati per assicurare la
stabilità operativa, poiché questi condensatori possono bloccare i picchi di
potenza senza però subirne direttamente delle conseguenze.
Indice:
Quando i condensatori si danneggiano

Condensatori corrosi

La parte interna degli ESR è basicamente definita dalla conduttibilità


elettrolitica. Perciò, gli elettroliti utilizzati nei condensatori ESR devono essere
particolarmente conduttivi. Per aumentare la conduttibilità degli elettroliti è
necessario aggiungere degli additivi. Uno di questi additivi è l'acqua. Grazie
alla porzione di acqua, il numero di ioni liberi e quindi anche della conduttibilità
elettrica aumenta.
Tuttavia, un'acqua impura può aggredire il corpo d'alluminio dei condensatori,
corrodendolo. Il processo di corrosione forma dei gas all'interno del
condensatore, aumentandone la pressione - potrete notare dei condensatori
rigonfiarsi. Sulla superficie superiore, il corpo in alluminio è dotato di un punto
di rottura predeterminato, cosicché il gas dispone di una via d'uscita quando la
pressione raggiunge un livello limite. Tuttavia, di quando in quando, questo
punto di rottura potrebbe non rompersi causando lo scoppio del condensatore.
La stessa cosa accade nel caso di un'estrema sovratensione. Gli elettroliti
ancora presenti possono contaminare la motherboard e creare dei cortocircuiti,
con il rischio di appiccare anche un incendio.
Ma non solo degli elettroliti impuri possono danneggiare i condensatori. Come
ogni altro liquido, gli elettroliti possono semplicemente cambiare il loro stato
fisico ed evaporare. Questo accade non solo quando il sistema è in funzione,
ma anche quando è spento. Non solo i componenti come la RAM o il processore
beneficiano molto di un buon raffreddamento, ma anche i condensatori
possono aumentare la loro vita se lavorano a temperature favorevoli, dato che
la probabilità di evaporazione è correlata alla temperatura ambiente. Una
regola non scritta dice che un calo di temperatura pari a 10 °C duplica la vita
dei condensatori.
Indice:

Come riconoscere i condensatori non funzionanti


I display mostra 1000µF - questo condensatore è sano

Solitamente, una malformazione del corpo è sintomo di rottura. La superficie


superiore rigonfia è un campanello di allarme che vi dice "il condensatore si sta
rompendo…o magari è già troppo tardi". A volte, il tappo in gomma che chiude
il condensatore nella parte inferiore viene spinto via dalla pressione del gas
all'interno del corpo. Non è semplice riconoscere un condensatore rotto,
specialmente se è passato del tempo e non c'è nessuna traccia sul corpo in
alluminio. Tuttavia, più un condensatore è "secco", cioè dispone di meno
elettroliti, meno è la capacità di immagazzinare una carica elettrica. Per una
rilevazione precisa avrete quindi bisogno di un misuratore di capacità,
acquistabile nei negozi che vengono materiale elettronico a poche decine di
euro. Per la nostra prova abbiamo utilizzato un Digitek DS-568F, dal costo
inferiore a 40 euro ma sufficiente per il nostro scopo.
Ecco il paziente
Per il nostro esperimento abbiamo cercato una vecchia scheda madre, e
abbiamo optato per una vecchia scheda MSI. Tuttavia, i condensatori difettosi
sono un problema per tutti i produttori. Prendete quindi questa motherboard
solo come esempio.
Grazie al suo doppio socket, crediamo che la K7Master sia un buon candidato
per la rianimazione. Cambiare una motherboard, senza provare a ripararla, in
alcuni casi significa anche cambiare la memoria e il processore, un vero
peccato.
Ci siamo quindi attrezzati e abbiamo cambiato 26 condensatori

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di Marcel Binder
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Come acquistare condensatori con un basso ESR?
É stato più difficile del previsto trovare dei condensatori ESR, specialmente con
un occhio puntato sul prezzo. Crediamo abbia senso procedere con la
sostituzione dei componenti rotti solo se è un'operazione economica - tenete
bene a mente che il processo stesso di riparazione potrebbe non andare a buon
fine.
Avevamo bisogno di 26 condensatori con capacità di 1000µF, 6.3 V e resilienza
a 105°C. I dati tecnici dei condensatori sono stampigliati sulla superficie
esterna. Il diametro è di circa 8 mm, per un'altezza di 16 mm, mentre la
distanza tra i due pin (anodo e catodo) è di 3.5mm.
Dopo una ricerca, abbiamo finalmente fatto il nostro ordine tramite un piccolo
rivenditore. Non abbiamo trovato i modelli da 6.3V, ma abbiamo deciso di
optare per delle componenti a 10V. La distanza dei pin e il diametro è lo
stesso, anche se l'altezza arriva a 20 mm. In base al tipo di motherboard, 4
mm in più possono essere un problema. Prima di ordinare ogni componente,
assicuratevi dello spazio presente tra i condensatori e le schede di espansione,
tra cui la scheda video. Noi non abbiamo trovato alcun problema di
compatibilità. Abbiamo ordinato trenta condensatori, pagandoli circa 15 euro.

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di Marcel Binder
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Partiamo!
Gli strumenti giusti
Prima di iniziare vi raccomandiamo di procedere solamente se avete esperienza
con strumenti di saldatura. THG non si assume alcuna responsabilità per
eventuali danni.
Gli strumenti professionali di dissaldatura sono essenziali per lavori di questo
genere. Nè i saldatori manuali nè le pompe di dissaldatura sono adatti, poichè
il riscaldamento e la rimozione dello stagno sono processi che devono avvenire
insieme e immediatamente. La punta dei vostri strumenti deve avere un
diametro di 0,8-1,0 mm, in modo che possiate eliminare lo stagno
agevolmente.
Inoltre bisogna procurarsi un po' di stagno e una pinza da taglio. Inserite la
scheda madre in una posizione sicura e fissa all'interno di una morsa.
Indice:

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di Marcel Binder
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Dissaldare i condensatori
Dopo aver inserito la motherboard nella morsa, abbiamo localizzato i
condensatori non funzionanti sulla scheda madre nella parte superiore e gli
abbiamo dissaldati dalla parte sottostante.
No Pain, No Gain...
A volte lo stagno non vuole staccarsi dalla motherboard. In questo caso
abbiamo ricreato il foro di entrata con uno spillo (diametro 0.8mm),
spingendolo nel punto di saldatura, aiutandoci con una pinza e con il saldatore.
State però attenti quando fate questa operazione, poiché potreste danneggiare
le parti circostanti del circuito stampato.
Se anche in questo modo non riuscite a sistema il problema, il trapano è
l'ultima soluzione. In questo caso dovrete porre ancor più attenzione. Usatelo
solo in casi estremi.

Indice:

Installiamo i nuovi condensatori


Abbiamo dissaldato tutti i condensatori dalla motherboard e ora possiamo
installare quelli nuovi. Bisogna fare attenzione alla polarità. Se confondete il
più con il meno, i condensatori potrebbero esplodere, vanificando tutti gli sforzi
fatti finora. Il polo positivo dei nuovi condensatori è identificato dal pin più
lungo, nonché dai relativi simboli stampigliati sul corpo in alluminio. Allo stesso
modo la polarità è indicata sulla motherboard.
Fate attenzione alla polarità
Piegate le gambe del condensatore nella parte posteriore della motherboard così da bloccarlo in sede.
Saldate il condensatore

Togliete il materiale restante


Ecco fatto

Indice:

Con questa guida voglio condividere col forum le mie esperienze sulla
riparazione degli alimentatori per PC ATX.
La guida viene postata senza nessuna pretesa, magari raccogliendo altre
esperienze viene fuori qualcosa di molto interessante.
Detto questo chiedo al moderatore della sezione di spostare se necessario
questo thread nella sottosezione piu corretta.
Grazie !

Work in progress

"GUIDA ALLA RIPARAZIONE DI UN ALIMENTATORE


ATX PER PC"

by Mendocino89

DISCLAIMER: L'apertura di un apparecchio elettronico è una operazione che deve essere eseguita solo da
personale qualificato o che comunque sa cosa sta facendo.
Gli alimentatori switching sono dispositivi che contengono al loro interno tensioni LETALI se non trattate
con la giusta attenzione. Considerato ciò non mi assumo nessuna responsabilità circa danni a cose o
persone causati da una mancata osservanza dei criteri di sicurezza, anche se riconducibili a operazioni
qui sotto descritte.
Agite quindi sotto la vostra totale responsabilità.

In questa guida verranno analizzati e descritti quali sono i più comuni guasti
che gli alimentatori switching per PC possono presentare.
Ma prima bisogna fare una premessa.
La riparazione di un alimentatore per PC è un’operazione abbastanza
complessa e che richiede tempo e una certa competenza nel campo
dell’elettronica. Prima quindi di approntarsi alla riparazione di tale apparecchio
è necessario porsi delle domande e valutare l’effettivo valore dell’unita che si
ha davanti.
L’intervento, ad esempio, su un alimentatore particolarmente scadente come
quelli già visti è da escludere per 3 semplici ragioni:

- Il costo della componentistica da sostituire potrebbe essere così elevato da


essere paragonabile al costo di una nuova unità;

- Il guasto probabilmente potrebbe essere causato da una errata


progettazione. Pertanto è solo questione di tempo poiché il guasto si ripeterà;

- L’unità potrebbe essere tecnologicamente superata e non compatibile con le


periferiche che deve servire.

Quando intervenire quindi alla riparazione di un alimentatore per PC ?

Semplicemente quando davanti si ha un PSU di qualità e magari la garanzia è


scaduta o invalidata. Una spesa di qualche € a fronte del costo di una nuova
unità di qualità potrebbe essere conveniente !

Prima di partire alla riparazione è necessario avere oltre i normali cacciaviti,


tronchesi ecc .. anche le seguenti cose:

- Multimetro, analogico o digitale


- Cavetteria adatta al test dell’alimentatore
- Saldatore a stagno o stazione dissaldante e una buona ”mano”
- Una approfondita lettura delle pagine precedenti.

Bene, adesso che avete i giusti strumenti, è ora di cercare quale sia la causa
del guasto del vostro PSU.
La causa più comune è una: l’usura, cosa non risolvibile, ma la vecchiaia di un
alimentatore a volte non è la causa primaria.
Bisogna infatti essere sicuri che ad esempio la scheda madre del PC sia
perfettamente funzionante, in particolare la zona di alimentazione della CPU,
che è quella che stressa maggiormente l’alimentatore.
Oppure potrebbe esserci una periferica non perfettamente funzionante, che
guastandosi ha messo in cortocircuito una linea di alimentazione.
Un’altra causa può essere a monte delle periferiche ad esso collegate e
provenire quindi dall’alimentazione di rete. Infatti continui sbalzi di tensione
dovuti a sovraccarichi delle cabine Enel o peggio ancora fulmini entrati nel
vostro impianto elettrico causano una repentina usura delle componenti ad
alta tensione del PSU, se non la completa distruzione nel caso del fulmine…
In definitiva identificate prima di tutto la causa del guasto, per non vanificare il
tempo e le risorse spese in una ipotetica riparazione.

Vediamo adesso come trovare il guasto.


E’ innanzitutto cosa buona suddividere l’alimentatore in tre macroparti:

- Sezione a bassa tensione;


- Sezione ad alta tensione;
- Sezione di feedback, gestione e raffreddamento.

Guasti comuni della sezione a bassa tensione

Riprendendo il discorso dell’usura, i componenti maggiormente sollecitati nel


blocco a bassa tensione di un alimentatore switching sono i condensatori del
filtro LC.
Questi col tempo e con le alte temperature interne ( e magari perché sono di
scarsa qualità ), tendono a gonfiarsi, espellendo dalla parte superiore
l’elettrolita che separa le due armature.
Questo comporta due problemi fondamentali:
- possibile cortocircuito fra le due armature in assenza di dielettrico, che fa
andare immediatamente l’alimentatore in protezione da sovraccarico, con
ovvie ripercussioni sui doppi diodi e sulla bobina di crossregolazione.

- perdita di capacità e presenza di una componente resistiva da parte del


condensatore, che inficiano le tensioni in uscita e il corretto funzionamento di
periferiche e alimentatore.

Immagini di un condensatore rigonfio, e di uno ormai scoppiato, essendo fuoriuscita l'elettrolita.

Questo genere di guasti è quello più classico e allo stesso tempo quello più
facilmente risolvibile.
Vi basta infatti sostituire tutti i condensatori del secondario con dei nuovi per
ridare la vita al vostro alimentatore.
E’ conveniente nel frattempo verificare che i doppi diodi non abbiano subito dei
danni a seguito del guasto dei condensatori.
Basterà impostare il multimetro sulla funzione Prova diodi, e verificare che
ogni singolo diodo sia perfettamente integro, misurando una caduta di
tensione da 0,075V a 0,300V in polarizzazione diretta e infinita (1 sul display
del multimetro) polarizzandolo inversamente.
Se invece misurate un valore molto basso ( 0,030V o anche meno ) con
qualsiasi polarizzazione, è chiaro che il doppio diodo è da sostituire.
Sopra il simbolo elettrico di un doppio diodo e l'illustrazione di un classico package.

Anche se ad alcuni può sembrare banale, è chiaro che qualsiasi componente


elettronico vada misurato solo dopo essere stato rimosso dal circuito.
Insieme ad essi sarà necessario verificare anche la componentistica che vi è
attorno, quali bobine a bassa induttanza, resistori o altri diodi e condensatori.

Non necessariamente però la morte dei condensatori è la causa diretta del


guasto dei doppi diodi. Anche questi ultimi sono soggetti ad usura, che porta
alla rottura della giunzione PN del diodo causando in prima persona il non
funzionamento dell’alimentatore, anche se i condensatori del filtro LC sono
perfetti.
Un’altra cosa molto utile è verificare, nel caso della loro sostituzione, che il pad
termoconduttivo (ove previsto) fra i diodi e l’aletta di dissipazione del calore
sia perfettamente integro, per evitare accidentali contatti fra i contatti metallici
dei packeges dei doppi diodi.

Guasti comuni della sezione ad alta tensione

Per quello che riguarda la sezione ad alta tensione dei PSU, è possibile fare un
discorso quasi analogo.
Una tensione di rete abbastanza instabile o sporca, abbinata alla comune
usura, può far esaurire i condensatori ad alta tensione che col tempo si
gonfiano e perdono le proprie caratteristiche elettriche, causando l’instabilità
dell’alimentatore sotto carichi impegnativi.

Infatti questi condensatori hanno il compito di mantenere stabile ed oltre un


certo limite la tensione raddrizzata dal ponte di diodi. Se il condensatore si
usura e non riesce più a immagazzinare una sufficiente energia, l’alimentatore
si ritroverà senza il giusto spunto per far fronte ad un carico pesante.
Al solito, la sostituzione di essi con il relativo controllo della circuiteria che c’è
attorno, vi permette di rimettere in sesto l’alimentatore.

Differente è invece la situazione che si prospetta in caso di forti sovratensioni


o lampi che sono penetrati nel vostro impianto elettrico.
In questo caso, oltre alla morte dei condensatori, è quasi certa la distruzione
dei componenti attivi del circuito quali i bjt di potenza( o MOSFET nei PSU di
alta qualità ), ponte di Graetz, diodi e resistenze varie…più l’interruzione del
fusibile.
Sta a voi quantificare l’entità del danno, e considerare se procedere con la
riparazione dell’alimentatore, anche perché richiede molto tempo per il
controllo dei singoli componenti
(l’alimentatore è comunque riparabile, e io stesso ne ho riparato uno che ha
saggiato la potenza di un lampo, che ha letteralmente perforato il contenitore
plastico di un bjt)
Un consiglio che vi do è quello di verificare in primis lo stato dei transistor di
pilotaggio del trasformatore SMTP, ma soprattutto le resistenze di base di essi,
che normalmente hanno valori di decine di ohm, ma se bruciate misurano
resistenza infinita.
Potrebbe addirittura capitare che il corpo plastico dei bjt di potenza si
distrugga, segno di una fortissima sovracorrente che li ha letteralmente
carbonizzati.
In questo caso risulta impossibile risalire al modello del componente e la
situazione si complica un po’.
Potrete però tentare di sostituire questi con dei modelli abbastanza comuni,
come ad esempio i 2SC2625 (o meglio ancora dei MJE13009) per contenitori
TO247 e simili, oppure con dei MJE13007 nel caso di contenitori TO220, se lo
stadio pilota è costituito da normali bjt.
Nel caso in cui i semiconduttori che pilotano il trasformatore principale siano
dei MOSFET, la situazione si fa piu complessa. Cercate in qualche modo di
venire a conoscenza di quale modello si trattasse, guardando qualche
riferimento sul PCB del PSU o su Internet.
Come ultima spiaggia procuratevi dei mosfet con lo stesso package e che
abbiano caratteristiche come queste:

- Tipo Mosfet N-CHANNEL per applicazioni switching


- VDS e VDG intorno ai 500 V o più
- RDSon molto bassa ( 1 ohm o meno )
- ID sufficientemente alta ( 10/13 A continui o più )

Ad esempio dei modelli come i Toshiba K2607 o gli ST W20NC50 possono


essere una buona scelta, essendo ben dimensionati e progettati per questo
genere di utilizzi.
Come già detto se lo stadio pilota è stato danneggiato pesantemente, con
molta probabilità saranno saltati anche il ponte di diodi, il termistore PTC, i
condensatori del filtro EMI e il filtro stesso, oltre al fusibile bruciato.

Guasti comuni delle sezioni di feedback, controllo e raffreddamento

Ulteriori guasti che possono presentarsi all'interno di alimentatore switching


sono quelli legati al malfunzionamento degli circuiti integrati dedicati alla
gestione dell'alimentatore stesso.
Questi componenti infatti amministrano le temporizzazioni di pilotaggio della
sezione PWM, regolano la potenza in uscita a secondo del carico e proteggono
l'alimentatore da sovraccarichi, sovracorrenti o cortocircuiti.
Vien da se che se uno di questi dispositivi non lavora correttamente,
l'alimentatore presenterà un funzionamento instabile,oltre alla concreta
possibilità di non funzionare affatto.
Parlando per esperienza personale pochissime volte ho riparato un
alimentatore ATX intervenendo su questi componenti e, le poche volte che l'ho
fatto, ho constatato che questi integrati sono morti a seguito del guasto dei
componenti sopra citati.
La maggioranza degli alimentatori che si trovano in commercio utilizzano
circuiti integrati come il KA7500B ( progettato da Samsung, ma ampiamente
clonato da molte altre case quali Fairchild, Mospec, Daewoo ecc...),
l'SG6105DZ ( che spesso si trova nei Tecnoware serie FAL ) oppure il classico
TL494.

Prendete quindi in considerazione la verifica di tali dispositivi dopo aver


controllato bene il funzionamento del resto dell'alimentatore.
I sintomi più comuni possono essere:

-impossibilità ad avviare l'alimentatore, sebbene questo stia erogando la 5VSB

-spegnimento dell'alimentatore dopo pochi secondi dall'avvio, anche se


caricato in maniera minima
-spegnimento dell'alimentatore sotto un carico intensivo
-tensioni erogate completamente fuori i valori tollerabili ( ad esempio 20V al
posto di 12V ).

Sebbene l'usura dei componenti attivi dell'alimentatore sia la maggior


responsabile dei decessi di tali apparecchi, un insufficiente o assente
raffreddamento provocherà un forte stress termico alle componenti dei PSU.
Ad esempio quindi la bruciatura di un doppio diodo potrebbe essere stato
causata da un raffreddamento non corretto.
I dispositivi che per eccellenza si occupano del raffreddamento dei componenti
elettronici sono i comuni dissipatori in alluminio, che però devono lavorare
insieme a delle ventole per il riflusso dell'aria calda all'interno del contenitore
dell'alimentatore.
Col tempo però le polveri più fini non solo si depositano fra le alette dei
dissipatori ma, cosa molto più grave, sporcano le pale delle ventole che
diventano così meno efficienti e più rumorose, fino al blocco completo delle
ventole, con tutti i danni che ne derivano.
Per questa motivazione, ogni qualvolta che aprite un alimentatore, verificate
subito le condizioni di ventole e dissipatori.
Non rimontate un alimentatore appena riparato se non siete sicuri del
funzionamento efficiente dei dispositivi di raffreddamento.
Se le ventole sono molto sporche procedete ad una minuziosa pulizia delle pale
e del corpo plastico della ventola.Nel caso in cui questa, dopo la pulizia,
presentasse ancora un movimento del rotore impacciato, procedete alla
rimozione della etichetta a tergo della ventola, per avere cosi accesso al
rotore, dove andrete a mettere un buon lubrificante, per eliminare l'attrito
residuo.
La stessa cosa può essere fatta anche per ventole rumorose ma abbastanza
pulite.
Se la pulizia della ventola non ha dato i risultati sperati bene...sostituitela con
una sicuramente funzionante.

I guasti delle ventole di raffreddamento non sempre sono imputabili alla


polvere.Infatti in PSU che regolano la velocità della ventola in relazione alla
temperatura dei dissipatori, si possono guastare i circuiti addetti al regolaggio.

Questi spesso sono composti da una manciata di transistor con package TO92
e da un termistore NTC ( o anche PTC, a seconda della implementazione usata
) applicato tramite un collante ad uno dei dissipatori ritenuto più "bollente".
Vien da se che il malfunzionamento di tali sezioni bloccano il regolare
funzionamento della ventola, con tutti i rischi annessi.
Cercate quindi di trovare quale dei componenti si sia guastato ( quasi
certamente i bjt ) e sostituitelo.
Se la ventola continua a non girare, provvedete ad attaccarla direttamente alla
12V destinata alle periferiche del PC.In questo modo il funzionamento sarà
sicuro, ma probabilmente più rumoroso.

Altre aggiunte le farò in seguito...


__________________

CERCO ACCESS POINT O ROUTER COMPATIBILE CON DD-WRT


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#2
30-01-2010, 00:19

Mendocino
APPENDICI, CONSIGLI E METODOLOGIE DI TEST

89 APPENDICI, CONSIGLI E METODOLOGIE DI TEST


Senior Member

1.LO STANDARD ATX: CONNETTORI, CODICE COLORI E FUNZIONI


LOGICHE

Iscritto dal: May 2007


Città: Provincia di Catania
Occupazione:
Riparatore/assemblatore
PC.
Messaggi: 1588

L'immagine di cui sopra illustra la struttura interna dei 3 principali connettori di


un alimentatore ATX.
Nello specifico la parte A, composta da 20 Pin, è quella più importante poichè
oltre a fornire tutte le tensioni di alimentazione necessarie alla motherboard,
contiene anche i segnali di controllo dell'alimentatore.
Ogni colore rappresenta univocamente una tensione o una funzione:

Rosso: +5 Volt
Giallo: +12 Volt
Arancio: +3.3 Volt
Nero: Negativo comune
Bianco: -5 Volt
Blu: -12 Volt
Viola: +5VSB
Grigio: Power Good
Verde: Power On

Power On: E' utilizzato nel sistema ATX per permettere alla motherboard di
avviare la sezione di potenza dell'alimentatore.
La scheda madre porterà a massa questo segnale, e automaticamente
l'integrato di controllo avvierà lo switch principale.

Power Good: E' un segnale TTL compatibile ( 0-5V ) che indica alla scheda
madre se è possibile inizializzare la CPU e tutte le altre periferiche.
In pratica il solito integrato di controllo del PSU fin quando le tensioni in uscita
non sono perfettamente stabili e corrette, mantiene questo segnale a livello
basso, forzando quindi la CPU in RESET.
Quandole tensioni del PSU sono stabili e ai valori giusti, il Power Good viene
portato a livello alto, permettendo l'inizializzazione della CPU.

+5VSB: Ovvero +5 Volt Stand By è quella tensione prodotta da uno switch


secondario del PSU, che alimenta i circuiti di avvio della scheda madre e
periferiche come mouse e tastiera (qualora permesso dalla scheda madre e dal
setup dei jumpers).

Il connettore 2 rappresenta una aggiunta a quello principale a 20 Pin.


La sua introduzione avvenuta con l'aggiornamento allo standando ATX 2.0, è
figlia dei sempre piu alti requisiti in corrente dei moderni PC.

Infine il connettore 3, introdotto con lo standard ATX 1.1, ha il compito di


alimentare la sezione PWM della CPU.
La sua introduzione è stata la conseguenza dei vertiginosi aumenti di
assorbimento delle moderne CPU, che arrivano a richiedere al giorno d'oggi
anche 150W.

2.CONTENITORI PER SEMICONDUTTORI PIU' USATI

Di seguito riporto le illustrazioni dei package più utilizzati per i semiconduttori


di potenza o controllo.

TO220

E' in assoluto il package più comune negli alimentatori ATX, specialmente in


quelli di scarsa potenza.
Viene utilizzato indifferentemente per Bjt, Mosfet, doppi diodi o regolatori di
tensione.
A livello costruttivo è composto da un corpo plastico-ceramico nel quale è
incastonato il semiconduttore stesso e da una parte posteriore piatta metallica,
che permette una superiore dissipazione termica.
In dipendenza del tipo di semiconduttore l'aletta di raffreddamento corrisponde
a:
-Collettore nel caso di un Bjt;
-Drain nel caso di un Mosfet;
-Giunzione dei catodi nel caso di un doppio diodo;
-Negativo nel caso di un regolatore di tensione.

TO220FP

Come suggerisce il nome stesso è una variante del TO220 classico.


La differenza sta nell'assenza dell'aletta di raffreddamento metallica.
La dissipazione termica avverrà quindi attraverso contatto diretto fra
dissipatore e package.Spesso è possibile trovare interposta fra le due superfici
un leggero strato di pasta siliconica.

TO247

Contenente gli stessi tipi di semiconduttori del TO220, differisce da


quest'ultimo per la maggior capacità di dissipazione termica.
Vien da sè che i dispositivi che può contenere supportano potenze maggiori.
A livello costruttivo si piazza fra un TO220 e un TO220FP.
Infatti non esiste una vera e propria aletta di raffreddamento, ma una
superficie metallica che è a diretto contatto con la parte più "calda e sollecitata
termicamente" del chip in esso contenuto.
In ogni caso è possibile trovare moltissime varianti, con nomi più o meno
differenti e package lievemente differenti, che assolvono comunque gli stessi
compiti a parità di sigla.

DIP16

In questo caso si tratta di un package completamente differente.


La sua struttura è rettangolare e perfettamente simmetrica.
La comunicazione con il mondo esterno avviene con 16 pin disposti in serie nei
suoi lati più lunghi.
Il contenitore è al solito composto da un materiale plastico-ceramico, senza la
presenza di una superficie metallica per la dissipazione diretta.
In termini pratici esso contiene dispositivi di controllo che dissipano pochissimo
calore.Un esempio è il controller PWM KA7500B o il corrispondente TL494.

DIP8

Costruttivamente identico al DIP16 si contraddistingue da esso per il minor


numero di contatti, in questo caso 8.
E' possibile trovarlo impiegato in componenti quali l'LM393, che svolge le
funzioni di Power Good e sensing.
TO92

Di dimensioni molto minute ha una forma che ricorda vagamente i TOP2##.


Viene impiegato per contenere la maggior parte dei casi bjt di bassa potenza,
ma può anche contenere regolatori di tensione, oscillatori ecc..

TO3

E' quasi impossibile trovarlo in un alimentatore ATX, ma per completezza ho


deciso di inserirlo.
Come si può notare è composto da una base piatta e di forma ellittica, sopra la
quale è saldato un piccolo cilindro contenente il pezzo di silicio.
Dalla base ellittica sporgono due contatti isolati elettricamente dalla restante
superficie che nel caso di un bjt corrispondono a base ed emettitore.
Il contatto del collettore è quindi tutto il package metallico.

3.LINK AI DATASHEET DEI COMPONENTI PIU' COMUNI

Doppi Diodi:
STPS3045CW LINK
SBL3040PT LINK
SBL3045PT LINK
FEP16DT LINK
UF1602CT LINK
S10C45C LINK
S16C45C LINK
S20C45C LINK
MBR1545CT LINK
SB2040CT LINK
STPS2045CT LINK
BYQ28E LINK
BYV42E LINK
MUR2020CT LINK.

Bjt
2SC2625 LINK
2SC4105 LINK
2SC4106 LINK
2SC4242 LINK
2SC5027 LINK
2SC5763 LINK
13007 Series LINK
13009 Series LINK

Mosfet
2SK2607 LINK
STW20NC50 LINK

Controller PWM e comparatori


KA7500B LINK
TL494 LINK
SG6105DZ LINK
LM339 LINK
LM393 LINK

#################################################
###############

Punti rimanenti:
-link a semplici schemi di alimentatori ATX
-link a guide tecniche riguardanti il funzionamento degli alimentatori AT & ATX
-semplice metodologia di test di un alimentatore riparato
__________________

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#3
30-01-2010, 00:20

Mendocino89
Guasti comuni

Senior Member
LISTA DEI GUASTI COMUNI

Qui di seguito riporto un elenco completo dei guasti che ho riscontrato fino
ad oggi e che sono riuscito a risolvere.

• L'alimentatore non parte(o stenta) a PC spento si sente un


Iscritto dal: May 2007 fischio provenire da esso.
Città: Provincia di Catania
Occupazione:
Riparatore/assemblatore PC.
Messaggi: 1588
Se il fischio si presenta a PC spento, e quindi quano l'alimentatore deve
erogare la sola 5VSB, vien da se che il problema si trova proprio in questa
linea di alimentazione.
In questi casi, aprendo l'alimentatore, è facile trovare i condensatori del
secondario della 5VSB ringonfi o scoppiati.
Questo causa il fischio, poichè il condensatore non solo non sta
adempiendo al suo compito, ma allo stesso tempo si sta comportando da
carico, poichè si trova in dispersione.
Normalmente la sostituzione del condensatore (ce ne potrebbe essere
anche piu di uno, sia chiaro) risolve il problema, e avendo cura di inserire
un ricambio con una tensione massima maggiore si previene il risorgere del
problema a breve termine.

• L'alimentatore stenta a partire con un carico normale, e con


un carico minimo parte ma si sente "friggere" dal suo
interno.

In questo caso il problema si sposta dalla 5VSB, che starà sicuramente


funzionando (in quanto senza 5VSB l'alimentatore non partirebbe del tutto)
alle linee delle tensioni principali.
Ovviamente il problema è da ricercare nel secondario, e quasi sempre è
causato da 1 o piu condensatori rigonfi o esplosi.
Infatti quando il carico sull'alimentatore è minimo, il malfunzionamento dei
condensatori non implica del tutto l'accensione del PSU, che emette un
rumore simile alla "frittura" di qualcosa.
Quando invece il carico diventa importante l'alimentatore va in
sovraccarico e quindi si spegne immediatamente.
Abbiate l'accortezza di sostituire i condensatori con altri nuovi che abbiano
una temperatura di lavoro fino a 105°C e magari, se permesso dal PCB,
una capacità lievemente maggiore nel caso i condensatori originari siano
sottodimensionati.

• L'alimentatore all'accensione emette un brevissimo fischio e


si spegne immediatamente, indipendentemente dal carico.

In questo caso il guasto si sposta dai condensatori (che potrebbero essere


comunque rigonfi) a qualche altro componente, quali ad esempio i doppi
diodi.
Normalmente il problema è provocato proprio dai doppi diodi, che a causa
dell'usura vanno letteralmente in cortocircuito, mandando in protezione
l'alimentatore.
Vi basterà estrarre l'aletta di raffreddamento che li contiene e verificarli ad
uno ad uno.
Probabilmente troverete mezzo diodo in corto circuito, che andrà
chiaramente sostituito, ove permesso dal PCB, con uno in grado di
sostenere correnti maggiori.
Una ulteriore verifica della zona adiacente ai doppi diodi vi permetterà di
trovare eventuali altri componenti guasti.
Nel caso i doppi diodi siano perfettamente funzionanti la cosa si complica
un pochino.
Una approfondita ispezione potrebbe farvi trovare diodi semplici del tutto
distrutti, resistenze carbonizzate o transistor di piccole dimensioni in corto.
Sostituite tutto quello che risulta essere guasto e procedete alla prova di
funzionamento.

• L'alimentatore sembra funzionare correttamente, ma quando


sottoposto a carichi molto impegnativi si spegne.

Sebbene capiti relativamente spesso uno scenario del genere, raramente la


colpa è imputabile ad un malfunzionamento, in senso stretto,
dell'alimentatore.
Mi sembra quasi scontato che in questi casi la prima cosa da verificare sia
che la potenza di targa del PSU sia coerente alle richieste energetiche di
tutte le periferiche del PC a pieno carico.
Quando siete certi che il problema è dovuto certamente ad un guasto al
vostro alimentatore proseguite alla sua apertura.
Se una semplice ispezione visiva non vi suggerisce proprio nulla, le uniche
due cose che potete fare sono:

-sostituire i condensatori del primario che potrebbero essere semi esauriti


cedendo ai picchi di assorbimento del vostro sistema.
Nel caso la capacità di questi sia inferiore ai 330uF è bene sostituirli con dei
corrispondenti di 470 o 560 uF, che sicuramente sono piu tolleranti a
carichi improvvisi.

-sostituire il controller PWM e la cella RC adiacente, che ha il compito di


stabilire la frequenza di funzionamento dello switch principale, nel caso in
cui i punto precedente non ha sortito effetti.
Raramente però capita di dover ricorrere ad una soluzione cosi drastica...

• L'alimentatore non da segni di vista e il fusibile risulta


interrotto.

Innanzitutto non fate la sciocchezza di sostituire il fusibile senza risolvere


la causa della sua interruzione.
Se questo è saltato c'è sicuramente un motivo, e quindi la sua sostituzione
vi farebbe sprecare tempo e un fusibile in più.
Ci troviamo di fronte ad un guasto di entità piu grave, in quanto il
problema coinvolge indubbiamente il primario.
Con ciò vi ribadisco che questo genere di interventi è assolutamente
sconsigliato a persone senza una piu che buona conoscenza di elettronica.
Bene! In primis estraete l'aletta di raffreddamento dei bjt e verificate
questi ultimi.Quasi certamente uno o più risulterà del tutto guasto.
Ebbene, la mera sostituzione del bjt non sempre porta alla risoluzione del
problema.
Infatti, normalmente, il bjt guastandosi porta con sè all'altro mondo anche
la relativa resistenza di base (di piccolo taglio, dai 10 ai 47ohm di solito)
che risulterà interrotta e alcuni componenti che vi gravitano attorno.
Per quanto riguarda il ricambio del bjt vi elenco alcune semplici regole da
seguire:
-non necessariamente il transistor da sostutuire deve essere identico a
quello guasto.

-il ricambio deve sopportare una corrente di forward uguale o superiore a


quella del componente guasto

-il ricambio deve sopportare una Vce e Vbe uguale o leggermente superiore
a quella del componente guasto

-il ricambio deve avere la stessa piedinatura, normalmente BCE, del


componente guasto

-il ricambio deve avere un package quasi identico a quello da sostituire, e


comunque deve essere compatibile con le piazzole del PCB e con l'aletta di
raffreddamento(distanza fra pcb e foro di fissaggio).

Alcuni esempi ?

-> 2SC4242 sostituibile con MJE13007 o 2SC4106 o MJE13009 (con


package TO220) e viceversa.

-> 2SC2625 sostituibile con MJE13007 o 2SC2626 o MJE13009 (con


package TO247) e viceversa.

Abbiate cura di interporre un pad termoconduttivo fra package e transistor


oltre al distanziale della vite di fissaggio, per evitare un bel botto
all'accensione o di restare folgorati toccando lo chassis dell'alimentatore...
Ma non è finita!
Di solito il cortocircuito creato dai transistor in punto di morte causa:
-gussto del ponte di graetz o diodi nel caso di una versione a componenti
discreti
-guasto della resistenza NTC
-interruzione del filtro EMI
-possibile logorio dei condensatori di grosso taglio
-guasto dei condensatori CY e CX del filtro EMI.

Non è escluso inoltre il guasto del controller PWM (raro ma possibile..).

In aggiornamento...
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#4
10-02-2010, 13:34
Mendocino89 Thread aggiornato con la sezione riguardante i guasti comuni e relativa
Senior Member riparazione.
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#5
11-02-2010, 17:30

Tesla89 Complimenti per la guida...è da tempo che cerco qualcuno che mi aiuti con
Member questo problema...

ho un muletto con seguete sistema:


Pentium 4 3,00 ghz
Asrock p4i65gv
2 gb ram 400mhz
nvidia 5200fx 128 mb
Iscritto dal: Jul 2009
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creative sound blaster
Messaggi: 278 maxtor 250gb
ali da 300w

Ho sostituito l'alimentatore con un enermax liberty 500w il computer si avvia


tranquillamente ma appena collego una periferica alle porte usb della scheda
madre il pc si spegne di botto...sai aiutarmi?
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#6
11-02-2010, 18:19
Mendocino89 Prima di tutto direi che ti sarebbe convenuto aprire un thread apposito
Senior Member nella sezione schede madri.
Comunque...servirebbero maggiori informazioni quali:
-il problema si è manifestato solo dopo la sostituzione dell'alimentatore ?
-hai porte USB frontali nel case ? Il problema si verifica anche con queste ?
-perchè hai sostituito l'alimentatore vecchio ?

Bisogna inoltre capire se il problema è di tipo logico o fisico..mi spiego


Iscritto dal: May 2007 meglio:
Città: Provincia di Catania
Occupazione:
Riparatore/assemblatore PC.
Messaggi: 1588 se il problema è di tipo logico questo non dipende dall'alimentatore, ma
bensi dal controller USB che potrebbe andare in errore appena parte un
link USB.
Per verificare ciò potresti fare la prova a inserire una semplice prolunga
vuota ad una delle porte USB.
Se facendo ciò il PC non si spegne probabilmente il sothbridge è guasto.

Al contrario, nel caso in cui il PC si spegne questo indicherebbe un


problema di tipo fisico, poichè inserendo una semplice prolunga non si
attiva nessun link USB.

Fammi sapere...al limite segnala il tuo post nella sezione Schede madri e
Processori per avere ulteriore supporto.
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#7
12-02-2010, 11:24

Tesla89
Quote:

Member

Originariamente inviato da Mendocino89


Prima di tutto direi che ti sarebbe convenuto aprire un thread apposito
nella sezione schede madri.
Comunque...servirebbero maggiori informazioni quali:
-il problema si è manifestato solo dopo la sostituzione dell'alimentatore ?
-hai porte USB frontali nel case ? Il problema si verifica anche con queste ?
Iscritto dal: Jul 2009
Città: Roma -perchè hai sostituito l'alimentatore vecchio ?
Messaggi: 278

Bisogna inoltre capire se il problema è di tipo logico o fisico..mi spiego


meglio:

se il problema è di tipo logico questo non dipende dall'alimentatore, ma


bensi dal controller USB che potrebbe andare in errore appena parte un
link USB.
Per verificare ciò potresti fare la prova a inserire una semplice prolunga
vuota ad una delle porte USB.
Se facendo ciò il PC non si spegne probabilmente il sothbridge è guasto.

Al contrario, nel caso in cui il PC si spegne questo indicherebbe un


problema di tipo fisico, poichè inserendo una semplice prolunga non si
attiva nessun link USB.

Fammi sapere...al limite segnala il tuo post nella sezione Schede madri e
Processori per avere ulteriore supporto.
Un thread già l'avevo aperto nella sezione alimentatori ma senza alcun
risultato... Il problema cmq deriva solamente dall'alimentatore in quanto se
monto quello vecchio tutto funziona alla perfezione solo quando monto
l'enermax mi da questo problema... L'alimentatore l'ho volevo sostituire un
po per il rumore che faceva il vecchio un po per sfizio.
Inoltre sono sicuro che sia l'alimentatore enermax a ad avere problemi
perchè l'ho provato anche sul pc di un mio amico con il risultato che a lui
neanche gli si accendeva.
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#8
14-02-2010, 21:14

asghan ciao
Senior Member

dopo aver sostituito il diodo schottky, l'alimentatore atx a ripreso a funzionare...

purtroppo non avendolo trovato identico ne ho messo un altro (spero

Iscritto dal: May 2001


Messaggi: 972
equivalente)

in pratica ho sostituito un "S30D40C" con un "SBL1640PT" ma non credo sia


perfettamente compatibile' (troppo piccolo) volevo chiederti un parere, grazie

http://pdf1.alldatasheet.com/datashe...C/S30D40C.html

http://pdf1.alldatasheet.com/datashe...SBL1640PT.html
__________________
-->Fai partecipare il tuo sito al Webstrike contro i brevetti software<--
Ecco cosa succederebbe se passasse la legge sui brevetti software

www.antidigitaldivide.org http://hardware4linux.info/
Ultima modifica di asghan : 14-02-2010 alle 21:27.

asghan

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#9
15-02-2010, 09:22

Mendocino89
Quote:

Senior Member

Originariamente inviato da asghan


ciao

dopo aver sostituito il diodo schottky, l'alimentatore atx a ripreso a


funzionare...

Iscritto dal: May 2007


Città: Provincia di Catania
purtroppo non avendolo trovato identico ne ho messo un altro (spero
Occupazione:
Riparatore/assemblatore PC.
Messaggi: 1588

equivalente)

in pratica ho sostituito un "S30D40C" con un "SBL1640PT" ma non credo


sia perfettamente compatibile' (troppo piccolo) volevo chiederti un

parere, grazie

http://pdf1.alldatasheet.com/datashe...C/S30D40C.html

http://pdf1.alldatasheet.com/datashe...SBL1640PT.html
Ciao....
allora: hai sostituito un doppio diodo da 30A 40V con uno da 16A 40V...
Ora basta riflettere un'attimo:
Se il progettista ha inserito un doppio diodo con quella portata vuol dire
che il trasformatore switching è in grado di erogare tale corrente.

Supponendo che il carico richiesto su quella linea sia ben maggiore dei
16A che il nuovo doppio diodo è in grado di erogare vien da se che a breve
l'alimentatore si guasterà nuovamente (ovviamente considerando che
quest'ultimo venga caricato adeguatamente).

Il mio consiglio è di sostituire nuovamente il diodo con un:

ST Microelectronics STPS3045CW.

Questo è in grado di erogare 30A e di lavorare a una tensione di 45V.

Inoltre, a scopo informativo, ti faccio notare una cosa:

l'SBL1640PT ha una caduta di tensione ai capi di ogni diodo non


trascurabile, al contrario dell'STPS3045CW che minimizza questo
problema.
Sostanzialmente la caduta di tensione ai capi del diodo sortisce 2 effetti
collaterali che sono:

-abbassamento della tensione in uscita di qualche centinaio di mV;


-maggiore dissipazione termica da parte del doppio diodo, e quindi un
aumento di temperatura all'interno dell'alimentatore stesso.

Spero di essere stato chiaro.


Bye!
__________________

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Altri messaggi di Mendocino89

#10
15-02-2010, 17:25

asghan
Quote:

Senior Member

Originariamente inviato da Mendocino89


Ciao....
allora: hai sostituito un doppio diodo da 30A 40V con uno da 16A 40V...
Ora basta riflettere un'attimo:
Iscritto dal: May 2001 Se il progettista ha inserito un doppio diodo con quella portata vuol dire
Messaggi: 972
che il trasformatore switching è in grado di erogare tale corrente.

Supponendo che il carico richiesto su quella linea sia ben maggiore dei 16A
che il nuovo doppio diodo è in grado di erogare vien da se che a breve
l'alimentatore si guasterà nuovamente (ovviamente considerando che
quest'ultimo venga caricato adeguatamente).

Il mio consiglio è di sostituire nuovamente il diodo con un:

ST Microelectronics STPS3045CW.

Questo è in grado di erogare 30A e di lavorare a una tensione di 45V.

Inoltre, a scopo informativo, ti faccio notare una cosa:

l'SBL1640PT ha una caduta di tensione ai capi di ogni diodo non


trascurabile, al contrario dell'STPS3045CW che minimizza questo
problema.
Sostanzialmente la caduta di tensione ai capi del diodo sortisce 2 effetti
collaterali che sono:

-abbassamento della tensione in uscita di qualche centinaio di mV;


-maggiore dissipazione termica da parte del doppio diodo, e quindi un
aumento di temperatura all'interno dell'alimentatore stesso.

Spero di essere stato chiaro.


Bye!
ciao

hai ragione , ... pero volevo almeno verificare se il problema era solo
quello ed ho preso l'unico che avevo a disposizione

purtroppo ormai non riesco piu a trovare niente perche i negozi che
conoscevo non vendono piu componenti elettronici (si limitano a svuotare il

magazzino )

mi hanno proposto questo "STPS30L40CW" mi è sembrato simile a quello

che mi hai consigliato, posso fidarmi ,

http://www.alldatasheet.com/datashee...PS30L40CW.html

grazie
__________________
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Ecco cosa succederebbe se passasse la legge sui brevetti software

www.antidigitaldivide.org http://hardware4linux.info/

asghan

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Altri messaggi di asghan

#11
15-02-2010, 17:29

nicolait
Quote:

Senior Member

Iscritto dal: Oct 2009


Messaggi: 1052 Originariamente inviato da Mendocino89
Sostanzialmente la caduta di tensione ai capi del diodo sortisce 2 effetti
collaterali che sono:

-abbassamento della tensione in uscita di qualche centinaio di mV;


-maggiore dissipazione termica da parte del doppio diodo, e quindi un
aumento di temperatura all'interno dell'alimentatore stesso.
Non si abbassa la tensione di uscita: il sensing è a valle del diodo e qundi
compensa qualsiasi caduta di tensione eventualmente introdotta dal diodo.
nicolait

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Altri messaggi di nicolait

#12
15-02-2010, 20:28

Mendocino89
Quote:

Senior Member

Originariamente inviato da nicolait


Non si abbassa la tensione di uscita: il sensing è a valle del diodo e
qundi compensa qualsiasi caduta di tensione eventualmente introdotta
dal diodo.
Si certo, ma non dimenticare che prima ancora del sensing c'è il solenoide
Iscritto dal: May 2007
di crossregolazione.
Città: Provincia di Catania
Occupazione:
Il controller PWM si limita a modificare il duty-cicle del segnale di controllo
Riparatore/assemblatore PC.
Messaggi: 1588
al fine di regolarizzare la 12V, ma questo comporta una modifica
indesiderata anche alla 5V ed eventualmente alla 3.3V, proprio per la
presenza del solenoide.

Spessissimo ho avuto per le mani alimentatori con i 12 troppo bassi e con


la 5V troppo alta a causa di doppi diodi con una caduta di tensione in
forward troppo ampia.
La loro sostituzione ha riportato tutte le tensioni al loro posto...

@ asghan

Quel componente va benissimo...l'unica accortezza è quella di ordinare la


versione con il package TO-247.

Bye!
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GUIDA RAPIDA ALLA MANUTENZIONE DEL PC

Guida a cura di: www.bottaonline.net


Quì tratteremo la manutenzione, aggiornamento e tutto ciò che ci richiede il nostro
pc affinchè funzioni al meglio delle proprie prestazioni.
Vedremo come sostituire una scheda sia video che sonora, installare un lettore
dvd, un masterizzatore, un modem, sostituire la scheda madre completa di
processore e tanto altro ancora.
Cominciamo con il conoscere l'interno del nostro computer che lasciando a parte le
dimensioni o forma del contenitore chiamato "desktop"per la versione da scivania
o "minitower o tower"per la versione da appoggiare a terra restano
sostanzialmente inalterate.
Innanzitutto la scheda più grossa dove confluiscono praticamente tutte le altre
periferiche è chiamata scheda madre o motherboard.
Le periferiche che fanno capo alla motherboard chiunque esse siano vengono
chiamate più genericamente "hardware".
Nella fotografia che segue sono evidenziate i due tipi di slot dove si andranno ad
inserire i vari tipi di scheda (video, audio, modem, etc...).
La quasi totalità delle schede usa il primo tipo di colore bianco in quanto il secondo
tipo è ormai scomparso da quasi tutte le schede madri essendo ormai usato solo
per schede di vecchia generazione e non più in produzione.

Con la tecnologia dei nostri giorni e con l'ausilio di determinati tipi di schede
possiamo trasformare il nostro pc in una miriade di applicazioni, cosa che anni fà
neanche lo si immaginava lontanamente.
Mediante una scheda di acquisizione il nostro pc diventa uno studio di
registrazione e montaggi, trasformando i nostri filmini fatti con telecamera
analogica o digitale in veri e propri filmati corredati di colonne sonore, dissolvenze
varie ed effetti fantastici che non hanno nulla a che invidiare a quelli visti in tv.
Possiamo anche vedere sempre con l'ausilio di altre schede la tv sul nostro
computer ed ascoltare i programmi radio.
Cosa importante per il funzionamento sono le memorie ram (random acces
memory) installate anche loro sulla motherboard.
Formattare il disco fisso
.

Formattare il disco fisso del computer è un'operazione da fare quando ci sono dei
problemi irrisolvibili ad esempio se si viene infettato da un virus oppure quando si
hanno dei grossi problemi al sistema operativo che possono provocare errori in
continuazione e un rallentamento nell'esecuzione dei programmi, in queste
circostanze è necessario formattare il disco fisso facendo attenzione a non
provocare danni al computer.

Vediamo insieme quali operazioni compiere per formattare un Hard Disk di un Pc e


installare il sistema operativo Windows 98.

Prima di tutto accertarsi di avere a disposizione tutti i driver (i driver sono


programmi che fanno funzionare le periferiche cioè stampante, scanner ecc. e si
trovano sui cd-rom o floppy i quali vengono distribuiti vicino all'acquisto di un
componente hardware), quindi se non si hanno a disposizione i driver è meglio
prima procurarseli magari scaricandoli da internet andando sul sito del costruttore.

La seconda cosa da fare è creare un disco di ripristino che ci permette di


formattare, windows lo crea in automatico, basta andare in Risorse del computer -
Pannello di controllo - Installazione applicazioni e scegliere Disco di ripristino

A questo punto inserire un disco floppy nell'unità e scegliere Crea disco, finito la
copia del disco di ripristino controllare che sul floppy ci siano tutti i file, conservare
Us
o
di
FDI
SK
-
Guida al partizionamento di un HD con Win9x Gui
da
al
par
tizi
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am
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HD
co
n
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nit
a'
di
me
mo
ria
di
ma
ss
a
piu
'
im
po
rta
nt
e
Hard Disk - Quale scegliere

Guida a cura di Argaar, 05/09/2003 - www.argaar.net


Salve e benvenuti, in questa guida vi illustrerò alcune tipologie di connessione e alcuni modelli
di hard-disk che sono in commercio.
Iniziamo subito a dire che cos'è l'hard-disk: per hard-disk (hd d'ora in poi) si intende un
supporto di archiviazione dei dati introdotto verso l'inizio del '90 che scrive su piatti metallici
argentati.
Funzionamento
La scrittura e la successiva lettura del contenuto avviene per mezzo di piccoli bracci mobili,
chiamati "testine".
All' estremità delle testine sono presenti dei piccoli microcircuiti (1-2 mm quadri) che generano
un eletromagnetismo che altera la posizione delle molecole sul disco, permettendo di scrivere
magneticamente la sequenza del linguaggio macchina ovvero il celebre linguaggio binario
( 011100010110100101).
Il piatto gira (nei vecchi modelli a 5400 rotazioni per minuto, nei nuovi a 7200) e le testine si
muovono lateralmente, è lo stesso funzionamento di un vecchio giradischi.
In ogni hd possono esserci più piatti, questo naturalmente ne aumenta la capacità di contenere
dati, il più grande per ora in commercio arriva a 180 Gb ben 180.000 Mb.
Questi piatti e testine sono chiuse ermeticamente all'interno di un guscio metallico resistente
agli urti.
Un osservazione ora è d'obbligo, il guscio esterno è si resistente agli urti, ma poichè le testine
sono oscillanti, una qualsiasi botta, può farle andare fuori traiettoria, mandandole a sbattere
contro la superficie del disco (normalmente restano ad 1/2 millimetro di altezza dal piatto),
graffiandolo e danneggiando quasi irrimediabilemente i dati presenti nel hd.
Ho detto quasi poichè esistono centri specializzati nel recupero, ma il costo per tale operazione
è molto elevato (anche 1000 euro).

Il cavo
Questi hd sono collegati alla scheda madre (una scheda che gestisce ogni operazione del
computer) per mezzo di quattro (cinque) tipi di cavi.
Il primo tipo è il classico cavo IDE, ad 80 fili, è sottile e lungo al massimo 40 cm e largo 4-5,
solitamente di colore grigio.
Il secondo, è un cavo SCSI, uguale, al primo ma con un attacco differente.
Il terzo tipo di cavo, è il Serial ATA, una nuova tecnologia, che ha solo 7 fili, ed'è studiato
apposta per una migliore trasmissione dei dati ed il suo essere piccolo, (è cilindrico con un
diametro di un centrimetro) favorisce un corretto scambio d'aria nel computer, aspetto
solitamente sottovalutato.
Purtroppo, anche se la trasmissione dei dati è in teoria, più veloce, un reale incremento è
molto raro.
Il quarto tipo di cavo di collegamento, è sfruttato per gli hd esterni, che al contrario di quelli
elencati sopra pta solitamente fuori di tutta la macchina e può essere staccato e portato via
(non confondetelo con i vecchi hd estraibili col maniglione davanti, quelli usavano un IDE),
questo tipo, usa una connessione usb (quella porta di 12x3 mm).
Perchè quel cinque tra parentesi?
Perchè veramente esiste un quinto tipo di cavo, sconosciuto ai più che usa un adattatore per
gli hd dei portatili.
Gli hd dei portatili sono infatti diversi da quelli che chiunque abbia aperto un pc, vede, le
dimensioni prima di tutto sono di circa 1/3 in meno, in secondo luogo hanno bisogno di un
adattatore per funzionare col normale cavo IDE.
Pregi e difetti
Di sicuro, chi usa molto il computer ha il continuo problema dello spazio.
Molta gente per esempio (io per primo) quando compra un computer, leggendo nelle
caratteristiche tecniche, magari legge 'Hard-Disk xxxx da 40Gb', subito pensando che tutto
quello spazio è troppo, sbagliato, lo spazio per chi lo usa davvero, non basta mai, io ho due
dischi (60 Gb e 40 Gb) e sono sempre pieno!!
Per arginare questo problema le case produttrici, investono migliaia di dollari per cercare di
sviluppare hd sempre più grandi.
Con un collegamento IDE, la scheda madre supporta al massimo 6 periferiche, di cui due per
forza floppy, quindi rimane per hd, masterizzatori e lettori cd, dvd, solo 4 posti, quindi magari
un lettore dvd, un masterizzatore e due hd; o un lettore cd e tre hd...
Un innovazione la presenta il sistema SCSI, che consente di collegare fino a otto periferiche,
quindi molti più 'pezzi', però questo tipo di collegamento ha bisogno di una scheda aggiuntiva
di controllo.
Per il serial ata, le informazioni sono rare, in quanto questo sistema è supportato da poche
schede madri.
Il collegamento USB, invece è subordinato alla presenza delle porte USB all'esterno del
computer, nei modelli vecchiotti, ce ne sono solo due, oggi alcuni ne offrono addirittura cinque,
ma queste porte sono utilizzate per svariate altre periferiche (fotocamere, telecamere, modem,
stampanti, joystick, e per la ricarica della batteria dei cellulari, in quanto oltre a scambiare i
dati, invia anche la corrente elettrica, eliminando così una spina per l'alimentazione), è quindi
se ci giocate molto con tutte quelle cose, lo spazio per i vostri hd, rimane molto poco.
Quale scegliere?
Beh la scelta è molto vasta, dipende da quanta capienza serve, fatevi un calcolo, e poi pensate
a 4-5 Gb in più, servono sempre.
Per i modelli, consiglio vivamente i Maxtor, anche se alcuni dicono che non sono affidabili, i
miei girano da 4 settimane senza problemi e li ho usati anche a lavoro con sorprendenti
prestazioni.
Proprio le prestazioni infatti sono l'argomento a cui prestare più attenzione, un disco capiente
ma che gira lento, non serve a niente.
Nei modelli correnti i piatti girano a 7200 rpm, tuttavia non sono i più veloci, con la tecnologia
Serial ATA si dovrebbe arrivare a 10.000 rpm, ma ancora non dovrebbe essere del tutto
sviluppata.
Quindi per le medie esigenze, per giocare, navigare e scrivere lettere, anche un disco da 40Gb
a 7200 rpm va bene, per invece chi passa molte ore, e usa strumenti multimediali come
montaggio video, è indispensabile, almeno da 80Gb sempre a 7200.
Chi invece vuole esagerare ed installare un server dovrebbe puntare almeno a 120Gb.
Per tutti i modelli, consiglio sempre che i dischi utilizziono lo standard ATA 133, che consente
ottime prestazioni.
Argaar
Sostituzione ram pc
Memoria

RAM,

guida

alla

sostituzione e
all’aggiornamento

26. lug, 2010 0 Commenti


Oggi giorno il mondo dei software è in continua evoluzione, ed ogni giorno che passa i programmi
diventano sempre più sofisticati con grafiche accattivanti e di conseguenza esigono elevate richieste
di memoria. Ma per far sì che il nostro PC riesca a far funzionare senza alcun problema anche i
software più nuovi occorre avere delle prestazioni Hardware sufficienti.
Sicuramente una delle componenti Hardware più importanti in campo di velocità è la RAM, in
questo post voglio spiegarvi come riconoscere, aggiornare e sostituire la memoria RAM del vostro
PC.
Per prima cosa occorre individuare quanti slot RAM liberi ha la propria scheda madre ed il modello
di RAM installata per poterla acquistare. Qualche giorno fa, su questo link, vi ho parlato di CPU-Z,
questo software come già spiegato oltre ad analizzare affondo il processore ci fornisce informazioni
dettagliate su tutto l’hardware del nostro PC. Quindi una volta scaricato ed eseguito il programma
recatevi nella scheda “SDP” all’interno della quale troverete tutte le informazioni che vi occorrono
per acquistare la RAM adatta al vostro PC.
Come potete vedere nell’immagine nel mio caso il PC monta 2 moduli di RAM da 1024, per
verificare quanti slot vuoti avete a disposizione potete scorrere il menu a tendina chiamato “Slot”.
Mentre i dati che vi serviranno per l’acquisto sono:
TIPO: DDR2
MARCA: Kingston
MODELLO: PC2-5300
FREQUENZA: 333 Mhz
Dopo aver individuato tali informazioni occorre ancora fare qualche riflessione prima di procedere
con l’acquisto. Se volete cambiare la RAM, comprando dei moduli nuovi non dovete preoccuparvi i
dati raccolti sono più che sufficienti, mentre, per esempio, se avete già installato un modulo da 1GB
di ram e volete ampliarla a 2 GB, dovete prestare molta attenzione alla frequenza, che deve essere
uguale.
Ok ci siamo, ora passiamo all’atto pratico, vediamo come montare la RAM fisicamente sul PC.
• Per prima cosa occorre scollegare l’alimentazione dal PC e posizionarlo su un
piano di lavoro comodo.
• se non avete guanti adatti potete semplicemente toccare qualcosa di metallo
prima di iniziare)
• Individuate gli slot per la RAM, solitamente sono come quelli evidenziati in rosso
nell’immagine sottostante.
• Per installare un modulo di tipo “DIMM”, occorre spingerla verticalmente nello
slot, prestando attenzione al verso d’inserimento (se è errato, la “chiave”
impedirà la chiusura dello slot). Prestate attenzione, mentre spingete la DIMM,
a non toccarla sui lati ma solo lungo il taglio, e a non forzare.
• Una volta in posizione, bisogna chiudere i due “fermi” bianchi che servono a
fissare la DIMM. Se i blocchi non si chiudono, vuol dire che la DIMM è inserita
male.
• Ripetete l’operazione per ogni blocco di RAM che dovete inserire.
Perfetto dopo aver richiuso il tutto e ricollegato il PC, non dovete far altro che accenderlo, il sistema
riconoscerà in automatico le modifiche.

Alimentatore rotto: Come verificare manualmente la


funzionalità di un alimentatore con un multimetro
17:31 | Pubblicato da Computer & Programmi | Modifica post

A. Tesla - Chicago

In questo post segue la descrizione di uno dei DUE modi per verificare la corretta funzionalità di un amplificatore. Prima di continuare desidero la vostra
MASSIMA ATTENZIONE. L'operazione è delicata e potreste facilmente farvi del male. Mettete in conto di spendere dai 30 ai 100 minuti di lavoro.

1. Osservate tutte le NORME di Sicurezza del caso.


Starete a stretto contatto con dell'elettricità ad alta tensione. Delle precauzioni sono d'obbligo. NON SALTATE questo punto. Ci sono un paio di cose di cui
dovete venir a conoscenza prima di metter mano all'alimentatore. Cliccate sul link di sopra!

2. Riponete il computer su una superficie ampia e comoda, preferibilmente in legno. A PC spento scollegate tutti cavi esterni e aprite gli sportelli laterali
facendo attenzione a dove riponete le viti (se vi dovessero cadere per terra sarebbe una gran noia).
3. Sdraiate su di un fianco il computer e scollegate l'alimentazione da ogni componente hardware interna al PC.
Non dovete staccare anche i cavi dati, ma solo quelli che dipartono dall'alimentatore e giungono alla scheda madre, agli hard disk, alle unità ottiche ed al
floppy disk.

4. Cercate di raggruppare tutti i connettori d'alimentazione che avete staccato dalle componenti hardware, per testarli.
Fate un pò come quando preparate un mazzo di fiori. Forse una buona idea sarebbe quella di allontanarli il più possibile dal cuore del computer, magari
metterli all'esterno dello stesso, se ci arrivano.

5. Prendete tra le mani il connettore che si collega alla scheda madre, quello con i 24 pin (in alcuni
alimentatori il numero potrebbe variare, ma riconoscerete i due cavi vicini dai colori) e collegate, con un pezzetto di cavo, il pin 15 e 16.

a) Il 15 è noto come "COM", è di colore Nero e indicata "Terra"


b) Il 16 è noto come "PS_ON#", è di colore Verde e indica "l'ON dell'alimentatore"

6. Assicuratevi che il voltaggio, se programmabile, sia quello giusto per l'Italia: 220/230 Volt.
Nel caso doveste operare in un paese diverso dall'Italia cercate delle informazioni specifiche sul voltaggio fornito dalle vostre prese di corrente (America e
Giappone -> 110/115 Volt. Europa -> 220/230 Volt).

7. Collegate il cavo d'alimentazione sia all'alimentatore che ad una presa di corrente e, se il vostro alimentatore presenta un interruttore sul retro, impostatelo
su "ON". Dovreste cominciare a sentire la ventola dell'alimentatore mettersi in movimento.
Questo non vuol dire che l'alimentatore funziona e distribuisce correttamente energia elettrica all'hardware del computer, quindi dovete continuare il Test.
Ricordatevi che la pseudo-accensione dell'alimentatore avviene perché lo avete praticamente impostato al minimo delle proprie funzionalità ed avete collegato
opportunamente i pin al punto 5.

Se non sentiste avviare la ventola, scollegate l'alimentazione, controllate di aver collegato i cavi corretti e ripetete
l'operazione.
Se l'alimentatore non dovesse dare segni di vita, allora è definitivamente morto.

8. Adesso prendete il multimetro ed accendetelo. Girate la manopola su VDC (Volts DC) e se il vostro modello non disponesse di una configurazione auto-
ranging, impostate l'intervallo sui 10.00V.

A questo punto cominciamo il Test vero e proprio partendo dalla scheda madre.

- Connettete la sonda negativa (NERA) del multimetro ad un qualsiasi pin Nero del connettore (Stiamo lavorando su quello da 24 pin della scheda madre!!) e la
sonda positiva (ROSSA) sulla prima linea di potenza che si desidera sottoporre al test. Le principali linee
presentano +3.3 VDC, +5 VDC, -5 VDC (non sempre), +12 VDC e -12 VDC.
Testate ogni cavo che trasporti tensione così da controllare se la fornitura di corrente è adeguata. Per farlo aiutatevi con la tabella che vi avevo
già lincato sopra. Cliccate sull'immagine per ingrandirla.

- Scrivetevi i risultati dei test e verificate che i valori di voltaggio siano all'interno della tolleranza suggerita
dalla tabella qui a fianco. Se i valori sono nella norma, l'alimentatore non è guasto né difetta. Altrimenti va sostituito (Come sostituire l'alimentatore del
computer).
A questo punto potreste anche interrompere ulteriori indagini sull'alimentatore e passare al punto 13. Anche se io proseguirei con le verifiche.

9. Spegnete l'alimentatore tramite l'apposito bottone sul retro (se il vostro modello ne è dotato) e poi togliete il cavo d'alimentazione dalla presa.

10. Togliete il ponte che avevate creato al punto 5 e collegate tutti i connettori dell'alimentatore alle corrispettive componenti hardware. Quando dico tutte le
componenti, mi riferisco anche all'hard disk (o gli hard disk), alle unità ottiche (Lettori/Masterizzatori CD, DVD), Floppy Disk, Scheda Madre (ne vanno 2 sulla
scheda madre. Uno da 24 ed un altro da 4 o 6 o 8 pin, a seconda del modello di alimentatore e scheda madre), etc...

11. Collegate il cavo d'alimentazione all'alimentatore, impostate su "Power on" il bottone sul retro (se il vostro modello l'ha) e poi accendete il computer dal
classico pulsante sul frontalino del case.
Non è ancora giunto il momento di rimontare il computer, quindi "Sì" dovrete accenderlo mentre è ancora nudo. Fate attenzione. Questa operazione viene
effettuata per documentare il test e verificare se è cambiato qualcosa o meno durante le operazioni effettuate.

Nota: in poche occasioni, veramente pochi, il computer non si accende se i suoi pannelli sono rimossi. In questo caso dovrete intervenire
sull'appropriato jumper delle scheda madre, per consentire l'accensione del PC. Il manuale del computer o della scheda madre dovrebbe spiegarvi
perfettamente come effettuare questa operazione.

12. Adesso testiamo il corretto funzionamento degli altri connettori. Quelli che si agganciano all'hard disk, alle unità ottiche e via discorrendo:

- Spegnete il computer (scollegando anche il cavo dell'alimentazione dalla presa del muro) e ripetete le operazioni che trovate al punto 8 (compreso il
ponticello con il filo), con la sola variante di dedicare le vostre attenzioni agli altri connettori e non a quello più grande da 24 (o 20) pin.
Per farlo, vi allego delle immagini dei parametri che dovrete considerare la "Norma" durante i test di verifica per ciascun connettore. E, anche in questo caso,
se i valori che ottenete si discostano molto dai parametri normali, dovrete sostituire l'alimentatore.

- Connettori per (da sinistra a destra) Hard disk SATA -> PATA -> Floppino

- Connettori supplementari alla scheda madre a 4 o 6 pin.


13. Una volta che il test sarà finito, tirate le vostre conclusioni e potete spegnere il computer, scollegare il cavo d'alimentazione e (prestando la necessaria
attenzione) ricomponete il PC.

Alla fine di questa trafila di operazioni dovreste avere qualche certezza in più. Il vostro alimentatore funziona come dovrebbe? Difetta e lo dovete
sostituire?
Ad ogni modo una volta che avrete rimontato il computer (o che avrete sostituito l'alimentatore con uno nuovo), accendete il PC sperando di aver risolto tutti i
vostri problemi. Se così non fosse, non perdetevi d'animo e tornate alla pagina che descrive Cosa fare quando un computer non si avvia.

Etichette: Alimentatori, Manutenzione

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Contatti e Tempi di attesa

Potete inviare le email d'aiuto a questo indirizzo “email@computerprogrammi.com”. Le risposte contenenti le soluzioni ai vostri problemi saranno pubblicate direttamente sul
sito il prima possibile (solitamente una settimana, se la email viene presa in considerazione). Non vi risponderò personalmente. Dovete capire che in questo modo risparmio
tempo prezioso ed ottimizzo il lavoro. Molte email infatti si somigliano tanto. Inoltre scusatemi in anticipo, se non potrò rispondere a tutte le email ( siano pure solo di
ringraziamento). Alcune possono finire nel filtro, per altre posso non avere una risposta. Per questo vi consiglio di cercare un articolo che sia a tema con il vostro problema e
lasciare un commento lì. In questo modo potrete contare su eventuali risposte dei lettori di Computer&Programmi. Ho deciso di attuare questa politica perchè non riesco più
a gestire da solo la mole di lavoro che giorno dopo giorno si ammassa. Grazie di cuore.

Sostituzione alimentatore.
Procedura Immagini
STOP!
Prima di cominciare è veramente IMPORTANTE che voi sappiate una cosa. Molte case produttrici di Computer,
utilizzano degli alimentatori appositamente progettati per quel particolare modello. Quindi, prima di comprare ed
installare un nuovo alimentatore, vi consiglio di leggere le esperienze di qualche utente che ha deciso di
condividerle in rete o di CONTATTARE direttamente la casa produttrice. Inoltre ANCHE un alimentatore che
momentaneamente non è collegato alla presa elettrica potrebbe darvi una violenta scarica elettrica. Indossate
delle scarpe che vi isolino dal pavimento e prestate molta attenzione.

La prima mossa da fare è quella di staccare ogni collegamento (soprattutto il cavo d'alimentazione) al Computer
e porlo in maniera agiata su di un ripiano. Poi cominciate ad aprirlo. Alcuni modelli hanno dei comodi bottoni, altri
presentano delle viti sui fianchi o sul retro del PC. Rimuovete i pannelli laterali e mettete il computer sdraiato su
di un fianco. In seguito cominciate a staccare tutti i cavi che dipartono dall'alimentatore e giungono a tutte le
periferiche e componenti hardware da alimentare. A questo punto, svitate i bulloni che legano l'alimentatore al
telaio del case e conservateli perché vi serviranno.

Ora che l'alimentatore è sganciato dal corpo del computer, tiratelo delicatamente fuori. NON urtate altre
componenti all'interno del case.

Sostituite altrettanto delicatamente l'alimentatore inserendo il nuovo nello stesso posto del vecchio ed avvitatelo.
Se i fori non sono allineati, è probabile che dovete capovolgerlo per ottenere una perfetta coincidenza delle parti.
Ora potrebbe esser necessario settare il corretto voltaggio dell'alimentatore. Molti modelli sono pre-programmati
e non richiedono nessun intervento. Altri possono non esserlo e a seconda degli usi, anzi delle nazioni di
destinazione del prodotto, vanno regolati. Se utilizzate il computer in Italia (o Europa), il voltaggio deve essere
impostato a 220/230 Volt. Se volete utilizzarlo in America o Giappone, settatelo a 110/115 Volt. Per altre parti del
mondo non saprei. Occorrerebbe fare una ricerca.

Collegate tutti i cavi d'alimentazione alle rispettive componenti. Non preoccupatevi se vi sembrano tanti. Sarà
come giocare ad un puzzle e troverete senza troppi problemi come fare. La presa più grande andrà nella scheda
madre (ne vanno due sulla scheda madre. Un connettore da 24 pin ed un altro da 4 o 6 o 8 pin, a seconda del
modello). La più piccola nel lettore Floppy disk, se lo avete. E quelle intermedie negli hard disk o nelle unità
ottiche: lettori CD, DVD, masterizzatori, etc... Se ve ne restasse qualcuna spaiata, non è un problema!

Ri-assemblate il computer. Collegate i cavi (d'alimentazione soprattutto), ponete l'interruttore dell'alimentatore


su "Power on" (se il vostro modello lo prevede), cliccate il bottone per accendere il Computer e controllate che
tutto sia OK. Se qualcosa non funzionasse, vuol dire che probabilmente non avete collegato i cavi nel modo
corretto. Usate un pò più di energia e vigore, ma non rompete nulla.

Etichette: Alimentatori, Manutenzione