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Stare in quello che si sa, essere flessibili/non ossessivi, nessun punto da difendere

Una direzione equilibra quella opposta e la influenza.

Esaspera, annoia/tedia, invade, petulante, irritante, vittima “innocente”


SUD
Spada dell’acqua, per colpire la mente attraverso le emozioni

Sottile, subdolo, falso, manipolatore, si nasconde


SUD-OVEST
Spada della terra e dell’acqua, per far re-agire fisicamente

Violento, barbaro, brutale, vizioso


OVEST
Spada della terra, attraverso il corpo per spezzare lo spirito e possedere l’anima
Malinconico, triste, moralizzatore, provoca i sensi di colpa
NORD-OVEST
Spada del vento e della terra, per possedere il corpo attraverso la mente
Critica, tormenta, perseguita, giudica, smonta e distrugge sistematicamente
l’originalità e il senso artistico
NORD
Spada del vento, per colpire le emozioni attraverso la mente
Suscita rabbia, rancore, conosce molto bene tutti i punti deboli e la vulnerabilità
NORD-EST
Spada del vento e del fuoco, attraverso la mente raggiungere lo spirito
Esige l’estremo, prende tutto il potere, l’intero dominio della vita
EST
Spada del fuoco, per passare attraverso lo spirito e controllare il corpo
Ininterrotto dialogo interiore, sempre presente, rinforza tutti gli altri, critico,
malevolo, boicotta
SUD-EST
Spada del fuoco e dell’acqua, per dominare con la paura

Otto persone, scelte dal “guerriero/a” una per ogni direzione,


ascoltano con attenzione la vicenda che egli racconta, facendo
anche domande, e poi, al momento di iniziare la “sfida”, dopo
l’enunciazione del problema specifico da elaborare, si
predispongono ad intervenire come “sentono” farebbero le
persone reali presenti nella vita quotidiana del “guerriero/a”. È lui
che sa a che faccia corrisponda nella sua vita quello che ogni
tiranno sta interpretando, e sarà lui, pertanto, a “sentire” davanti a
chi, poi, lascerà andare via da sé l’energia vitale.
La parte “divertente” del lavoro, imparando ad interpretarli tutti,
sta nell’impersonare uno degli otto Tiranni. Credendo che, se i
Tiranni esistono, non siamo noi di sicuro ad esserlo per qualcun
altro e, siccome “per gli altri, gli “altri” siamo noi”, è forse più
catartico il lavoro che si fa su se stessi per esssere
consapevolmente Tiranni di qualcun altro, che essere al centro
della ruota a farsi vessare da 8 mostri.
Impareremo a conoscerli e a impersonarli, e poi, solo dopo questa
conoscenza, a turno ci si metterà al centro della ruota.
Angelo mametti blog

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