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❈ Osteopatia integrata

Si tratta di un approccio manipolativo osteopatico integrato


all'azione riarmonizzante dell'Integrazione Energetica
Posturale. Le tecniche osteopatiche sono estremamente
delicate e al tempo stesso molto potenti. Questo perché meno si
violenta la struttura e meglio questa risponde alle sollecitazioni
provenienti dall'esterno. Essendo l'essere vivente un essere
energetico, la struttura psico-fisica umana segue quelle che
sono le leggi universali della Fisica. Il corpo asseconda i flussi
energetici che lo attraversano come accade nelle strutture
tensecrite. Queste strutture sono in grado di sostenere enormi
carichi di lavoro senza i consueti pilastri portanti. Il corpo umano
si comporta alla stessa maniera. Le nostre ossa non sono
deputate prevalentemente alla statica corporea, come si è
sempre pensato, ma hanno un interesse predominante nella
dinamica. Sono i punti di aggancio dei muscoli e delle fasce: i
primi si occupano di creare movimento, le seconde sostengono
l'intero essere umano nella statica e nella dinamica, mettendo in
comunicazione tutti i tessuti corporei tra di loro. Le tensioni
fasciali sono molto sensibili e potenziamente modificabili, se si
conosce il modo di approcciarle e di indurle al cambiamento.
Quando parliamo di FASCE parliamo anche di connessioni
meccaniche tra il sistema nervoso e gli organi interni, tra i
visceri e i tendini muscolari, tra legamenti e vene, tra arterie e
nervi, e così via, fino a comprendere ogni possibile tipo di
interazione funzionale all'interno del nostro corpo.

Alimentazione
Meridiano Stomaco.pdf
Catena muscolare anteriore
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❈ Bioterapia Nutrizionale
Il nostro approccio si avvale dei principi della Bioterapia
Nutrizionale, un metodo alimentare strutturato dalla dottoressa
Arcari Morini, che segue i dettami della fisiologia umana
partendo dallo studio costituzionale individuale della Medicina
Tradizionale Cinese. Ognuno di noi è un essere a se stante che
non può essere paragonato a nulla e a nessuno. Per questo
motivo le diete che prescrivono una metodica universale,
adattabile a tutte le persone indiscriminatamente, sono per
forza di cose dei sistemi fallibili sul lungo termine. I risultati
spesso ottenuti con queste diete si perdono dopo mesi o anni.
La Bioterapia Nutrizionale veste le sue indicazioni sul singolo
individuo, come un abito fatto su misura, occupandosi di
comprendere la natura dei bisogni costituzionali di una
determinata persona, in un determinato momento della sua vita
(giovane - adulto - anziano) e le necessità energetiche
individuali.
Le cinque costituzioni (Epatica - Cardiaca - Pancreatica -
Polmonare - Renale) sono la base di partenza sulla quale
costruire un piano alimentare che si stabilirà nel tempo,
seguendo le appetenze del paziente, le sue necessità logistiche
e le possibilità operative. In questa maniera l''approccio
alimentare diventa Efficace, Gradevole e Possibile.
Con la Bioterapia Nutrizionale il corpo si modella secondo le
forme costituzionali, il grasso si dispone nei luoghi più idonei, i
fuochi metabolici, attivati dalle giuste associazioni alimentari,
bruciano gli eccessi e mantengono attivo il metabolismo,
aumentando l'energia disponibile e stabilizzando le risposte
ormonali. Non è più una questione di calorie, ma di quanto il
nostro metabolismo sia o non sia attivo. Le quantità degli
alimenti sono meno importanti delle corrette associazioni.
Una curva glicemica stabile dona uno stato emotivo e una
situazione ormonale equilibrati. Un fegato attivo favorisce il
lavoro metabolico dei reni, dell'intestino e del pancreas, il quale
ha un influenza diretta sullo stomaco e sulla digestione. Se
l'intestino torna a funzionare regolarmente e l'asse ipofisi-
tiroide-surreni mantiene regolare la produzione di cortisolo, il
riposo notturno migliora, la sveglia mattutina è viva ed energica,
e i filtri metabolici aiutano l'organismo a disintossicarsi.
La Bioterapia Nutrizionale si prefigge lo scopo di armonizzare il
metabolismo rendendo disponibile l'energia personale lungo
tutto l'arco della giornata, di aumentare la performance sportiva,
di rimodellare il corpo secondo le disposizioni costituzionali,
trasformando il grasso in eccesso in muscoli e tessuti più idonei
al fabbisogno organico. L'approccio nutrizionale è sempre
gradevole in quanto vestito sulla persona seguendo le sue
particolari appetenze, che sono un indice ben preciso delle sue
necessità metaboliche.
Alcuni aspetti di questo metodo, come il mantenere una curva
glicemica stabile nelle 24 ore, donano alla persona dei
miglioramenti in diversi settori della vita.
L'insulina è l'ormone prodotto dal pancreas, che preleva il
glicogeno in eccesso nel sangue e lo deposita nel fegato e nei
muscoli. Una dieta che richieda una continua e massiva
produzione di questo ormone (eccesso di carboidrati o
carboidrati male associati) determina nel tempo uno
sfiancamento delle cellule pancreatiche endogene, aumentando
le possibilità di un diabete alimentare in tarda età. La parte
esogena del pancreas, che produce gli enzimi digestivi (lipasi,
amilasi, tripsina), è direttamente stimolata dall'attività della
parte endogena, che produce insulina e glucagone. Quindi il
rischio è anche quello di creare un peggioramento dell'attività
digestiva e assimilitiva.
L'insulina è un ormone con spiccate proprietà stimolanti che, sul
lungo termine, tende a produrre uno stato infiammatorio di base
sul quale molte patologie tessutali e muscolo tendinee hanno
inizio.
Anche l’alimentazione può essere una valida alleata contro l’ansia. Ci sono, infatti, alimenti in grado di
alleviare questo particolare stato emotivo e altri, invece, che contribuiscono a peggiorarlo. L’ansia ha
una ricaduta organica molto forte sul nostro organismo, che si traduce in sintomi e inrisposte
metaboliche ben precisi, dai disturbi digestivi all’accumulo/perdita di peso. Vediamo insieme quali sono
i cibi anti ansia.L’ansia si può curare anche attraverso la dieta e una seria educazione nutrizionale.
Spesso, infatti, le carenze e/o malassorbimenti dei minerali rappresentano la base ansiogena del
circolo vizioso ansia/fame/cibo . Ecco, allora la classifica dei cibi contro l’ansia, che riducono lo stress e
migliorano l’umore.

Cibi anti ansia


Alga agar agar: è ricchissima dimagnesio, un minerale molto importante in grado di regolare la
trasmissione nervosa e gli impulsi neuromuscolari, normalizzare l’attività dell’ipotalamo e ridurre
l’eccesso di adrenalina, un ormone che stimola l’organismo a reagire in caso di pericolo imminente, ma
che contribuisce a mantenere corpo e mente in uno stato di continuo allarme quando questa
sensazione di minaccia si protrae troppo a lungo (facendo anche perdere magnesio attraverso le urine).
Cacao amaro: anche il cacao è una buona fonte di magnesio.
Semi di zucca: sono una vera miniera di magnesio (1 solo grammo ne contiene 156 mg), ma anche una
buona fonte di altri Sali minerali come fosforo, potassio, manganese e ferro.
Anacardi, mandorle secche, noci secche, arachidi tostate e nocciole secche: la frutta secca è un’ottima
fonte di magnesio.
Amaranto, riso, quinoa e miglio: sono cereali (nel caso della quinoa e dell’amaranto si parla in realtà di
pseudo-cereali) molto ricchi di magnesio.
Orzo: alcuni studi hanno dimostrato che questo cereale contiene il beta-glucano, una sostanza in grado
di attenuare la fame nervosa in quanto rimane a lungo nello stomaco conferendo senso di sazietà.
Yogurt, formaggio, carne (tacchino, pollo, maiale, manzo), pesce, uova, soia e derivati della soia,
legumi, cereali integrali, noci e semi (semi di girasole, di sesamo e di zucca), banane, mango e datteri,
patate e cacao:sono tutti alimenti ricchi di triptofano, un aminoacido precursore della serotonina, il
cosiddetto “ormone del buonumore”. La serotonina, infatti, è indispensabile per trasmettere gli impulsi
nervosi dal cervello, lavora in tandem con la melatonina per regolare i ritmi del sonno e regola anche
l’appetito.
Erbe aromatiche: salvia, basilico, origano e maggiorana hanno un effetto rilassante e calmante.
Tuorlo d’uovo, lievito di birra, legumi, vegetali a foglia verde, mandorle dolci e pesci: sono ricchi di
calcio, che previene gli attacchi di ansia e di nervosismo, oltre che i crampi alle gambe.
Cioccolato fondente: quello puro (senza aggiunta di latte o zucchero) è in grado di ridurre i livelli
dicortisolo, l’ormone dello stressresponsabile dei sintomi d’ansia. L’importante, però, è non esagerare
nelle quantità in quanto il cacao contiene anche tracce di caffeina, che a sua volta può causare l’effetto
contrario.
Ansia e cibi da evitare
Chi soffre d’ansia deve assolutamente limitare il consumo di caffeina che ha notoriamente un effetto
eccitante. Questa sostanza nervina non si trova esclusivamente nel caffè, ma è presente anche nel tè,
nel cacao, nel cioccolato fondente e al latte (anche se in misura minore), nella Coca-Cola e nelle
bevande energetiche (es. Red Bull) e favorisce la produzione di noradrenalina, l’ormone che ci
mantiene vigili, ma che può provocare anche tensione, irrequietezza e persino l’insonnia. Da evitare
sono anche gli alimenti fritti, i carboidrati ad alto indice glicemico, gli zuccheri raffinati e le bevande
alcoliche, che possono ridurre l’assorbimento di magnesio. Attenzione al sale, che aumenta la
pressione arteriosa e di conseguenza la circolazione sanguigna, accelerandola e alla nicotina. Il fumo,
al pari di tutte le altre droghe, agisce sul sistema nervoso e accelera il ritmo cardiaco

L’ALIMENTAZIONE
…L’uomo è ciò che mangia
Ludwig Feuerbach
L’alimento ha la capacità di costruire, sostenere e riparare.
Tutte le persone possono dedurre facilmente le prime due caratteristiche che può avere il
cibo, ma la terza, purtroppo, è meno nota.
Sicuramente l’osteopata non ha il titolo per rivestire il ruolo di consulente alimentare però
consapevole di quanto importante sia l’equilibrio biochimico per la “sanità” del nostro
organismo, e per trovare la guarigione in caso di patologia, a mio avviso, deve conoscere
bene gli effetti collaterali dell’alimentazione tradizionale. Mi riferisco alla classica dieta dei
giorni nostri, o peggio ancora, al frequente uso di cibi ottenuti con materie prime raffinate,
additivate e che hanno subito varie fasi di cottura.
A mio avviso l’osteopata deve essere a conoscenza del reale significato del termine
“alimento”, quali sono i cibi più adatti per il nostro benessere organico e psichico, e quindi
informare il paziente su quanto egli stesso può fare per la sua salute attraverso un regime
alimentare adeguato.
Lo squilibrio biochimico può rendere vano anche il migliore dei trattamenti osteopatici
soprattutto a livello viscerale ed emozionale.
Affermo questo in quanto, il trattamento osteopatico, in qualsiasi ambito venga applicato,
si basa sul dare informazioni all’organismo del paziente le quali, se correttamente fornite,
indurranno delle risposte fisiologiche che permetteranno al paziente di ritrovare la
“salute”.
Ovviamente in relazione con lo stile di vita, del livello di stress, dell’ambiente e dell’assetto
genetico del paziente , avendo un’alimentazione scorretta lo stato di salute organica sarà
inversamente proporzionale al tempo da cui persistono delle abitudini alimentari scorrette.
Esempio pratico: si può eseguire il migliore dei trattamenti per la stipsi, magari agendo
anche sulla componente emozionale che spesso sottende tale disfunzione, ma se il
soggetto non beve la giusta quantità di acqua ed ha una disbiosi intestinale, quest’ultima
conseguenza ovvia di un rallentamento cronico del transito, ci saranno molte più
probabilità di successo se abbino all’approccio osteopatico una consulenza naturopatica al
fine di ripristinare e mantenere l’equilibrio della flora batterica e determinare il corretto
regime alimentare per il paziente.
DEFINIZIONE DI ALIMENTO
Innanzitutto dobbiamo tener presente che non è quello che mangiamo che ci
alimenta, bensì quello che digeriamo.
La nutrizione intestinale si effettua per la trasformazione degli alimenti nell’apparato
digerente, mediante un processo di fermentazione conosciuto con il nome di digestione.
Il valore di un alimento non dipende solo dalla sua composizione chimica, ma
soprattutto dal suo grado di digeribilità.
L’alimento indigesto, invece di nutrire, intossica in quanto permanendo troppo tempo
nell’intestino, ambiente questo a temperatura elevata (poco più di 36 ˚C) e con poco
ossigeno, avviene un processo fermentativo eccessivamente lungo che oltre ai gas, genera
acidi e tossine che progressivamente vanno in circolo dando, in certi casi, sintomi
immediati (credo che a tutti sia capitato di avvertire stanchezza mentale e fisica dopo un
pasto troppo abbondante e/o ricco di cibi indigesti) e, nel lungo periodo, sintomi più o
meno evidentemente dovuti ad uno squilibrio biochimico (uno sportivo, e non solo, che
lamenta rigidità mio-articolare, traumi muscolari e/o tendiniti recidive otterrà sicuramente
beneficio adottando un’alimentazione ricca di cibi alcalinizzanti o meglio ancora, riducendo
drasticamente quelli acidificanti). Anche collera, preoccupazione, paura, mancanza di
riposo e di esercizio fisico, respirazione superficiale, farmaci, inquinamento, radiazioni, ecc,
sono fattori acidificanti ma in questo breve trattato ci occuperemo solo del fattore
alimentare in quanto e uno degli elementi che da maggiori risultati in tempi brevi,
riuscendo spesso così, a stimolare il paziente ad effettuare dei cambiamenti anche in altri
ambiti qualora sia necessario.
Breve digressione sul pH:
il pH misura l’acidità o l’alcalinità di una soluzione liquida. La scala acido-
alcalina va dallo 0 (estremamente acido) al 14 (estremamente alcalino), col
neutro al punto 7.
Ogni punto in più o in meno equivale a un incremento di 10 volte; per cui
l’acidità di un pH a livello 5 è 10 volte più alta di un pH a livello 6.
Il sangue umano è leggermente alcalino, ha infatti un pH compreso tra il 7.30 e il 7.45 ed il
nostro organismo deve mantenerlo tale per permettere la vita e la salute del corpo.
I liquidi organici sono tutti leggermente alcalini, i loro valori vanno da pH 7.1 (la saliva di
un uomo sano) a 8.3-8.8 (i succhi pancreatici). Per l’intestino tenue abbiamo un pH 7.5-
8.00.
Le urine devono avere un pH intorno a 6. Leggermente più acido dopo i pasti è più basico
dopo ore di digiuno.
Nell’ambiente gastrico abbiamo un pH estremamente acido; da poco inferiore al 1.00 a
3.50.
Esiste un meccanismo chiamato sistema tampone che regola l’equilibrio degli acidi e
delle basi contenuti nel sangue e nel nostro organismo (soprattutto nel tratto enterico).
Questo avviene grazie al sistema renale e polmonare per il sangue e, nel lungo periodo, al
tessuto osseo da cui, ad esempio, vengono prelevati bicarbonati tra cui quello di Calcio per
tamponare l’acidità intestinale causata dalla digestione di alimenti acidificanti come il latte
e i suoi derivati.

Nel 1996 la Dott.ssa Lynda Frassetto dell’ Università della California in San Francisco ha
scoperto che, con l’avanzare dell’età, dopo i 45 anni, perdiamo gradualmente i tamponi
alcalini – bicarbonati – nel nostro sangue. Un quantitativo insufficiente di bicarbonati nel
nostro sangue riduce la nostra capacità di gestire (neutralizzare e scaricare) gli acidi che il
nostro organismo produce. Questa è una delle cause principali dell’invecchiamento. 45
anni è l’età media in cui gli esseri umani (nei paesi industrializzati) iniziano a mostrare i
segni o peggio i primi sintomi di diabete, ipertensione, osteoporosi e molte altre patologie
degenerative.
E poiché non riusciamo più a gestire tutti gli acidi prodotti, gli accumuliamo nel nostro
corpo sotto forma di colesterolo, acido grasso, acido urico, urato, fosfato, calcoli renali,
biliari, ecc.
Le ricerche indicano che se il livello di pH dell’organismo non è leggermente alcalino, la
guarigione da una qualsiasi condizione “patologica” è molto più difficile. Come risulterà più
complesso depurare e riparare i tessuti danneggiati in quanto la replicazione cellulare
fisiologica si espleta in modo ottimale con il giusto livello di alcalinità. L’ambiente acido
favorisce lo sviluppo di cellule tumorali.
Inoltre, con l’equilibrio acido-base alterato, si riduce drasticamente l’assorbimento di
vitamine, minerali e oligoelementi cioè di quei micronutrienti presenti in minima quantità
ma che sono fondamentali per mantenere e ritrovare la Salute.
Invece di nutrire, gli alimenti poco digeribili, anche ingeriti in basse quantità,
producono tossine e acidi che affaticano il nostro apparato digerente
diminuendone progressivamente l’efficienza. Inoltre quando non vengono
“neutralizzati” o espulsi con le secrezioni corporee, tali composti dannosi sono
stoccatti nei tessuti alterandone la funzionalità.
Risulta quindi facile comprendere come un’alimentazione corretta sia fondamentale per
mantenere in buono stato il nostro apparato digerente e quindi la condizione di salute
generale.
Per sapere se la nostra alimentazione è più o meno acidificante da alcuni anni è stato
introdotto il concetto di PRAL (carico renale acido potenziale di un alimento).

Basandosi su un’anatomia
universalmente comune, su una fisiologia giustificata dall’embriologia, l’osteopata esegue
delle tecniche di normalizzazione aventi lo scopo di restituire una miglior mobilità alle
strutture trattate, ma anche di re-informare l’organismo mediante vie neuronali afferenti
per conseguire successivamente una risposta più fisiologica.
L’osteopata quindi agevola l’espressione-manifestazione delle forze terapeutiche
intrinseche di un organismo. Ma quando il corpo del paziente presenta un equilibrio
biochimico alterato da un’alimentazione inadeguata, la Guarigione sarà come minimo
rallentata se non addirittura impossibile.