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LE CEFALEE PRIMARIE

Cefalee primarie

Emicrania
Cefalea tensiva
Cefalee trigemino autonomiche (es. cefalea a grappolo)
CEFALEE PRIMARIE: CRITERI DIAGNOSTICI
IHS
Emicrania Cefalea Tensiva Cefalea a grappolo
A. Almeno 5 attacchi (2 se A. Almeno 10 attacchi A. Almeno 5 attacchi
con aura) B. Durata da 30 minuti a B. Dolore di intensità marcata,
B. Durata di 4-72 ore 7 giorni unilaterale costante,
!
C. Almeno 2: C. Almeno 2 periorbitario durata da 15 a
-bilaterale 180 minuti
- unilaterale
- dolore pulsante -dolore gravativo- C. Almeno 1:
costrittivo - Iniezione congiuntivale e/o
- intensità moderata-forte lacrimazione
-intensità lieve-moderata
-aggravato da attività -Ostruzione nasale e/o rinorrea
fisica -non aggravato da -Edema palpebrale
D. Almeno uno: attività fisica - Sudorazione facciale e frontale
- nausea e/o vomito D. Entrambi i seguenti: -Arrossamento facciale o frontale
- Sensazione di orecchio chiuso
-fono e fotofobia - non nausea o - Miosi e/o ptosi omolaterali
vomito - Irrequietezza o agitazione
- fono o fotofobia D. Frequenza da 1 attacco ogni
2 gg a 8 al dì
DIAGNOSI DIFFERENZIALE TRA LE CEFALEE
PRIMARIE
Emicrania Cefalea Cefalea
di tipo tensivo a grappolo
Familiarità Presente Assente Rara
Distribuzione per
sesso F :M 3 :1 2 :1 1:4

Qualità del dolore Pulsante Gravativo-costrittivo Trafittivo


Unilaterale, sempre dallo
Sede Unilaterale , alternanza Bilaterale stesso lato, retrorbitario e/o
di lato
temporale
Intensità Media-forte Lieve o media Forte-insopportabile
Durata 4-72 ore 30 minuti- 7 giorni 15-180 minuti
Possibili di grado lieve Lacrimazione, iniezione
Nausea, vomito fono o fotofobia , ma congiuntivale, ptosi, miosi,
Sintomi e segni non congestione nasale e
fono e fotofobia,
associati contemporaneamente rinorrea omolaterali al
osmofobia
dolore
Comportamento del Isolamento in ambiente Lievi modificazioni del Agitazione, necessità di
paziente buio e silenzio, riposo comportamento muoversi
L’EMICRANIA
EMICRANIA

2
SOTTOTIPI
MAGGIORI

EMICRANIA EMICRANIA
SENZA AURA CON AURA
! !
Sindrome clinica caratterizzata Sintomi neurologici focali che
da cefalea con aspetti peculiari generalmente precedono, talora
e sintomi associati accompagnano la fase algica.
Emicrania senza aura
Descrizione: Disturbo cefalalgico ricorrente con attacchi della durata di 4-72 ore. Gli
attacchi sono tipicamente caratterizzati da dolore pulsante a localizzazione unilaterale, di
intensità media o forte, peggiorato da attività fisica di routine e associato a nausea e/o
fotofobia e fonofobia.
!
Criteri diagnostici:
A. Almeno 5 attacchi che soddisfino i criteri B-D
B. La cefalea dura 4-72 ore (non trattata o trattata senza successo)
C. La cefalea presenta almeno due delle seguenti 4 caratteristiche:
– localizzazione unilaterale
– tipo pulsante
– dolore con intensità media o forte
– aggravata da o che limiti le attività fisiche di routine (per es., camminare, salire le scale)
D. Alla cefalea si associa almeno una delle seguenti condizioni:
– presenza di nausea e/o vomito
– presenza di fotofobia e fonofobia
E. Non attribuita ad altra condizione o patologia
ICHD-III
Emicrania con aura
Descrizione: L’aura tipica è rappresentata da sintomi visivi e/o sensitivi e/o del
linguaggio. Lo sviluppo graduale, la durata non superiore a un’ora, la presenza di
sintomi positivi e negativi e la completa reversibilità sono le caratteristiche che
identificano l’aura associata a cefalea che soddisfa i criteri di Emicrania senza aura.
!
Criteri diagnostici:
!
A. Almeno 2 attacchi che soddisfino i criteri B-D
B. Aura caratterizzata da sintomi visivi e/o sensitivi e/o del linguaggio, ognuno
dei quali è completamente reversibile . Assenza di sintomi motori,
troncoencefalici e retinici
C. Presenza di almeno due delle seguenti caratteristiche:
– almeno un sintomo dell’aura si sviluppa gradualmente in ≥5 minuti e/o 2 o più
sintomi si manifestano in successione
– ogni sintomo individuale dell’aura dura 5-60 minuti
– Almeno un sintomo dell’aura è unilaterale
– L’aura è accompagnata, o seguita entro 60 minuti, dalla cefalea
D. Non altrimenti specificata da altra diagnosi ICHD-3, ed è stato escluso un
attacco ischemico transitorio

ICHD-III
Emicrania cronica
Descrizione: Cefalea presente 15 giorni al mese, da più
di 3 mesi, con cefalea di tipo emicranico per almeno 8
giorni al mese
Criteri diagnostici:
A. Cefalea (simil-tensiva o simil-emicranica) che soddisfi i criteri C e D per
1.1 Emicrania senza aura per ≥15 giorni al mese da >3 mesi e che soddisfi
BeC
B. Colpisce pazienti che hanno almeno 5 attacchi che soddisfino i criteri B-D
per 1.1 Emicrania senza aura e/o criteri B e C per 1.2 Emicrania con aura
C. Soddisfatti per ≥8 giorni al mese per 3 mesi ognuno dei seguenti:
1. Criteri C e D per 1.1 Emicrania senza aura
2. Criteri B e C per 1.2 Emicrania con aura
3. All’esordio ritenuta dal paziente un’emicrania e alleviata da triptani o ergot
derivati
D. Non altrimenti specificata da altra diagnosi ICHD-3
ICHD-III
Cefalea da abuso di analgesici

(Medication Overuse Headache)

Criteri diagnostici:
A.Cefalea presente per ≥15 giorni al mese in un paziente
con pre-esistente disturbo cefalalgico
B. Uso regolare da >3 mesi di uno o più farmaci che
possono essere assunti per la terapia acuta e/o
sintomatica della cefalea
C. Non altrimenti specificata da altra diagnosi ICHD-3

ICHD-III
Emicrania 

dati epidemiologici

Prevalenza: 14,7 % (18% donne e 6% uomini)


F:M=3:1
Emicrania cronica: 0,9%-2,2%
Medication Overuse Headache: 1%

“The seventh disabler”

Global Burden of Disease Survey 2010


Trasformazione emicranica
PATTERN EPISODICO
3% annuo di trasformazione
CRONICIZZAZIONE da forma episodica a cronica

(EMICRANIA REFRATTARIA)

EMICRANIA CRONICA:
L’emicrania viene definita cronica quando la cefalea si manifesta con una
frequenza superiore o uguale ai 15 giorni al mese, da almeno 3 mesi, con
almeno 8 attacchi rispondenti ai criteri dell’emicrania senz’aura episodica o
trattati con successo con farmaci antiemicranici specifici (triptani,
ergotaminici)

Revised International Headache Society criteria


for Medication overuse headache Cephalalgia 2006
Fattori di rischio per trasformazione in
emicranica cronica
Non modificabili:
Età e sesso
Stato socio-economico
Pregresso trauma cranico

Modificabili:
Allodinia Aumento della eccitabilità
Obesità corticale,
Abuso di analgesici
fenomeno della sensibilizzazione
Depressione
centrale
Triggers (stress)
(abbassamento soglia dell’attacco)
Caffeina (>200 mg/die)
Russamento

Lipton, Neurology 2009


FATTORI ASSOCIATI ALLA TRASFORMAZIONE 

DELL’EMICRANIA DA FORMA EPISODICA A CRONICA

! !
NON MODIFICABILI MODIFICABILI
! !
•Sesso femminile •Elevata frequenza di attacchi
! •Uso eccessivo di farmaci
•Pregresso trauma cranico sintomatici
! •Obesità
•Basso livello di educazione e •Comorbidità con disturbi d’ansia
socio-economico e dell’umore
•Eventi di vita stressanti
•Overuse di caffeina
•Russamento, sindrome delle
apnee ostruttive nel sonno,
insonnia
Terapia dell’emicrania

Un piano di trattamento per emicrania include:


!
I) Educazione e rassicurazione
II) Prevenzione degli attacchi gestendo i triggers
III) Uso di trattamenti non farmacologici, quali rilassamento e
biofeedback, e regolazione dello stile di vita come il mantenimento
di uno schema regolare di sonno ed attività fisica
IV) Trattamento dell’attacco per alleviare il dolore e
prevenirne la progressione
V) Terapia preventiva a lungo termine per ridurre frequenza,
severità e durata degli attacchi
VI) Individuazione delle comorbilità (soprattutto psichiatriche)
VII)Periodica rivalutazione e riconsiderazione del piano di trattamento
SOGLIA EMICRANICA E FATTORI SCATENANTI
ORMONALI ALIMENTARI
Alcool
Mestruazioni
Eccesso/privazione di cibo
Ovulazione
Cibi/bevande contenenti:
Contraccettivi orali
PSICOLOGICI HRT
nitrati
Emozioni glutammato
Rilassamento dopo stress tiramina
Diminuzione del tono feniletilamina
dell’umore

ALTRI
Privazione/
AMBIENTALI eccesso di
Fattori climatici sonno
Altitudine Stanchezza
Viaggi fisica
Rumori FARMACI
Odori Nitroglicerina
Fumo di sigaretta Estrogeni
Raggruppamento dei farmaci sintomatici dell’emicrania in base
al livello di raccomandazione
LIVELLO I LIVELLO II LIVELLO III LIVELLO IV
Acido acetilsalicilico Butalbital + aspirina + Butalbital+acido acetil Butalbital
Acetilsalicilato di lisina caffeina + codeina, per salicilico+caffeina, per os +propifenazone-
Acetilsalicilato di lisina+
metoclopramide per os,
os (a) salicilico+caffeina,
Almotriptan per os. Clorpromazina, i.m, e.v. Ergotamina, per os (a) per os, via rettale
Diidroergotamina sray Diclofenac, per os Ergotamina+caffeina, per !
nasale Ergotamina, i.m, s.c. os (a) Desametasone e.v.
Diidroergotamina i.m , e.v Flurbiprofene, per os Indometacina Domperidone, per
Eletriptan per os
Frovatriptan per os
lidocaina, intranasale +proclorperazina os
ibuprofene per os Ketoprofene, per os +caffeina, per os, via Granisetron, e.v.
naprossene per os Ketorolac, i.m. rettale (a) Idrocortisone, e.v.
naratriptan per os Metoclopramide, e.v. Isometeptene e Metoclopramide,
paracetamolo+ Napross, per os isometeptene mucato, per os
acido acetil salicilico+
Paracetamolo + per os (a) Nimesulide, per os
caffeina per os
Rizatriptan per os codeina, per os Metoclopramide, i.m., via Zatosetron, e.v
Sumatriptan s.c., Proclorperazina, i.m, rettale (a)
intranasale, per os, e.v. Lidocaina, e.v. (a)
supposte Paracetamolo, per os (a)
Zolmitriptan, per os Piroxicam, per os (a)
Pirprofene, per os (a)

Linee guida italiane, J Headache and Pain 2012


Profilassi emicrania

Classi farmacologiche:
- antiepilettici
- beta-bloccanti
- ca-antagonisti
- antidepressivi triciclici

Livello I di raccomandazione:
Propranololo (80-240 mg), Atenololo (100 mg), Amitriptilina (10-75 mg) acido
valproico (500-1500 mg), Topiramato (50-100 mg), Flunarizina (5-10 mg), tossina
botulinica (emicrania cronica).

Livello II di raccomandazione:
Cinnarizina (75-150 mg), Gabapentin (900-2400 mg), Pizotifene (1,5 mg)

Linee guida italiane, J Headache and Pain 201


Terapia profilattica con tossina botulinica
(emicrania cronica)
OnabotulinumtoxinA:
31-39 siti di iniezione
5 U.I. per iniezione
155-195 U.I.
!
OnabotulinumtoxinA (BOTOX®): a review of its use in the prophylaxis of headaches in
adults with chronic migraine.
Frampton JE
Drugs 2012 Apr 16;72(6):825-45.
!
Effetto analgesico verosimilmente conseguente a inibizione di fenomeni di sensitizzazione
periferica e centrale nei neuroni del sistema trigeminovascolare.
!
5 cicli di onaBoNTA (155-195 unità/ciclo) ad intervalli di 12 settimane (studi PREEMPT I
e II)
-Riduzione significativa nel numero di gg/mese con cefalea rispetto a
placebo
!
(non raggiunto l’end point primario di riduzione dei gg con cefalea
superiore al 50% rispetto alla frequenza basale ).
!
-Miglioramento indicatori di qualità di vita.

Approvazione US, UK e EMEA, AIFA per emicrania cronica


Individuazione e trattamento dei disturbi
psichiatrici

• Nella depressione un rischio aumentato di


emicrania di 3 volte (Breslau 2003)
• Nell’emicrania un rischio aumentato di
depressione 2-3 (Breslau 2003)
• Nell’emicrania un rischio aumentato di
2-3 volte di disturbo d’ansia (Saunders 2008)
• Nell’emicrania il rischio di attacchi di
panico è aumentato di(Smitherman
3-4 volte 2013)
Tecniche di
stimolazione nervosa
centrale e periferica

Stimolazione magnetica
transcranica; stimolazione
nervo occipitale e
sopraorbitario

Magis, Lancet Neurology 2012


Cefalea Tensiva
Definizione Cefalea tensiva 

(episodica non frequente)
!
Criteri diagnostici!
!
A.Almeno 10 episodi di cefalea di durata <1giorno al
mese (<12 giorni/anno) che rispettino quanto in B-D
B. Durata compresa tra 30 min e 7 giorni
C. Almeno 2 delle seguenti caratteristiche:
1. bilaterale
2. qualità gravativo-costrittiva (non-pulsante)
3. intensità lieve-moderata
4. non aggravata dall’attività fisica di routine
D. Entrambi:
1. no nausea vomito
2. non più di 1 tra foto e fonofobia
ICHD III, 2013
Definizione Cefalea tensiva 

(episodica frequente)
Criteri diagnostici
!
A. Almeno 10 episodi che si verifichino ≥1 ma <15 giorni al
mese per >3 mesi (≥12 e <180 giorni/anno) e che
soddisfino criteri B-D
B. Durata compresa tra 30 min e 7 giorni
!
C. Almeno 2 delle seguenti caratteristiche:
1. localizzazione bilaterale
2. qualità gravativo-costrittiva (non-pulsante)
3. intensità lieve-moderata
4. non aggravata dall’attività fisica di routine
D. Entrambi:
1. no nausea vomito
2. non più di 1 tra foto e fonofobia
ICHD III, 2013
Definizione Cefalea tensiva 

(cronica)
!
Criteri diagnostici
!
A. Cefalea presente in ≥15 giorni al mese per >3 mesi
(>180 giorni/anno) e che rispetti quanto in B-D
B. Durata variabile da ore a giorni, o non remittente
C. Almeno 2 delle seguenti caratteristiche:
1. bilaterale
2. qualità gravativo-costrittiva(non-pulsante)
3. intensità lieve-moderata
4. non aggravata dall’attività fisica di routine
D. Entrambi:
1. non più di 1 tra foto, fonofobia o lieve nausea
2. assenza di nausea importante e/o vomito
ICHD III, 2013
Localizzazione e caratteristiche del dolore
Cefalea più spesso bilaterale variamente localizzata ma più spesso in regione
frontale, temporale occipitale, cervicale. Talvolta olocranica. Distribuzione
solitamente a fascia del dolore. Può esserci o no dolorabilità alla palpazione
dei muscoli pericranici.

Loder E, BMJ 2008 Fernandez de la Penas, Cephalalgia 2007


Epidemiologia della cefalea tensiva
• Prevalenza lifetime della cefalea tensiva: 30-78% popolazione generale con elevato impatto socio-economico
• Prevalenza lifetime della forma tensiva cronica: 3%
• Prevalenza in popolazione di 40 anni:
– 48,2% in forma episodica
– 33,8% in forma episodica frequente
– 2,3% in forma cronica.

Rasmussen BK J Clin Epidemiol 1991


Patogenesi cefalea tensiva cronica
Diventano prevalenti i meccanismi centrali del dolore

Frequenti episodi cefalalgici

Sensibilizzazione del neurone


sensitivo di 2° ordine
(trigeminale) e/o di 3° ordine
(talamico)

=
Fenomeno della
Sensibilizzazione centrale
(abbassamento della soglia a
stimolo doloroso con
fenomeni di iperalgesia e
allodinia) che induce la
PMT=pericranial myofascial tissue. cronicizzazione
BI=brainstem interneurons. MN=motor nuclei.
SH/TNC=spinal horn and trigeminal nucleus
caudalis. Fumal A, Lancet Neurol 2008
Terapia della fase acuta della cefalea tensiva

(con livelli di raccomandazione)

Linee guida EFNS 2010


Terapia profilattica della cefalea tensiva
episodica frequente e cronica

Farmacologica
– Antidepressivi triciclici (amitriptilina, nortriptilina)
– Mirtazapina
– SSNRI (venlafaxina)
– Antispastici (tizanidina)

Non farmacologica
– Training di rilassamento
– EMG biofeedback training
– Terapia cognitivo-comportamentale
– Altre (TENS, massaggio, esercizio fisico, agopuntura)
CEFALEE TRIGEMINO-AUTONOMICHE
CEFALEA A GRAPPOLO
CLASSIFICAZIONE IHS (2013)
!
A. Almeno 5 crisi che soddisfino i criteri B-D
!
B. Dolore di intensità forte o molto forte, unilaterale, in sede orbitaria,
sovraorbitaria e/o temporale, della durata di 15-180 minuti (senza trattamento)
!
C. Almeno uno dei seguenti sintomi o segni omolaterali alla cefalea:
1. Iniezione congiuntivale e/o lacrimazione
2. Rinorrea e/o ostruzione nasale
3. Edema palpebrale
4. Sudorazione facciale e frontale
5. Arrossamento facciale o frontale
6. Miosi e/o ptosi palpebrale
7. Irrequietezza e agitazione
!
D. La frequenza degli attacchi è compresa tra uno ogni 2 giorni e 8 al giorno
E. Non attribuita ad altra condizione o patologia
CEFALEE TRIGEMINO-AUTONOMICHE
CEFALEA A GRAPPOLO
!
CLASSIFICAZIONE IHS (2013)
3.1.1 Cefalea a grappolo episodica
Almeno due episodi di cefalea, che soddisfino i criteri diagnostici
della cefalea a grappolo, della durata da 7 giorni a un anno, con
periodi di remissione della durata di almeno un mese
!
!
!
3.1.2 Cefalea a grappolo cronica
Attacchi di cefalea, che soddisfi i criteri diagnostici della cefalea a
grappolo, della durata di piu’ di un anno, senza periodi di remissione
o con periodi di remissione di durata inferiore ad un mese
!
CEFALEE TRIGEMINO-AUTONOMICHE
CEFALEA A GRAPPOLO/EPIDEMIOLOGIA
Tassi di prevalenza

Paese/anno Autore N° soggetti Prevalenza


X100.000
Svezia/1978 Ekbom 9.803 92
San Marino/1986 D’Alessandro 21.792 69
USA/1994 Swanson 6.476 401
San Marino/2002 Tonon 26.628 56
Norvegia/2003 Sjaastad 1.838 381
Italia/2005 Torelli 6.500 200
Italia/2006 Torelli 10.071 279
! ! ! !
Svezia/2006 Ekbom 31.750 151
! ! ! !
Germania/2007 Katsarava 3.336 119
! ! ! !
Germania/2010 Evers 2.291 150
!
Media: 100 (1:1000)
Leroux e Ducrous, 2008
CEFALEE TRIGEMINO-AUTONOMICHE

CEFALEA A GRAPPOLO/EPIDEMIOLOGIA
!
➢ Lifetime prevalenza è tra 0,06 e 0,4%
!
➢ Maschio : Femmina = 2,5/7,1 : 1
!
➢ Inizio tra i 28-30 aa
!
➢ Dopo 15 anni l’80% soffre sempre di cefalea a
grappolo
!
➢ Si attenua dopo i 70 aa
!
➢ Cronica nel 10% dei casi

Evers, Handbook of clinical neurology 2011


CEFALEE TRIGEMINO-AUTONOMICHE
!
CEFALEA A GRAPPOLO E IPOTALAMO
!
➢ Periodicita’ circadiana e circannuale
!
➢ Alterazioni neuroendocrine
!
➢ Polimorfismo gene per il recettore 2 ipocretina
!
➢ Neuroimmagini
!
➢ Risposta terapeutica alla Deep Brain Stimulation
CEFALEE TRIGEMINO-AUTONOMICHE
CEFALEA A GRAPPOLO
TERAPIA SINTOMATICA
!
➢ Livello A
- Sumatriptan fiale s.c. 6mg
- Sumatriptan spray nasale 20 mg
- Zolmitriptan spray nasale 5-10 mg
- Ossigeno 100% 7-12 l/min per 15 min.
!
➢ Livello B
- Zolmitriptan cpr 5-10 mg
- Octreotide
- Lidocaina intranasale
EFNS linee guida, 2006
CEFALEE TRIGEMINO-AUTONOMICHE

CEFALEA A GRAPPOLO
TERAPIA PREVENTIVA
!
➢ Livello A Livello C
- Verapamil - Acido valproico
- Corticosteroidi - Melatonina
! - Baclofen
➢ Livello B
- Carbonato di litio
- Topiramato
!
EFNS linee guida, 2006
NEVRALGIA TRIGEMINALE

V n.c., sensitivo-motorio, composto da 3 branche:


oftalmica, mascellare, mandibolare.
!
EPIDEMIOLOGIA
!
Incidenza: 4-5/100000
Prevalenza: 15/100000
M/F = 1/2
Età incidenza dopo 60 aa
Lato dx > lato sin
NEVRALGIA TRIGEMINALE

V1 = 4%
!
V2 = 35%
!
V3 = 30%
!
V1 + V2 = 10%
!
V2 + V3 = 20%
NEVRALGIA TRIGEMINALE

EZIOLOGIA
!
Nevralgia classica (93-95%) Nevralgia sintomatica (5-7%)
! !
- Idiopatica (10-20%) - Lesioni demielinizzanti
! -SM (2-4%)
- Conflitto neurovascolare (80- 90%) -Neuropatia (Charcot-
!! Marie-Tooth)
- Lesioni compressive
A. Espansive (2-3%)
meningiomi
neurinomi
cisti epidermoidi
B. Vascolari (0.5-2%)
aneurismi
MAV
- Miscellanea
Forme familiari, metastasi,
siringobulbia, infarto pontino
!!
NEVRALGIA TRIGEMINALE

CLASSIFICAZIONE/CRITERI (IHS, 2004):


!
1) FORMA CLASSICA
A. attacchi di dolore parossistico della durata da pochi
secondi a due minuti
B. il dolore presenta almento una delle seguenti
caratteristiche:
1) forte, acuto, trafittivo o tagliente
2) precipitato dalla stimolazione di trigger areas o da
fattori scatenanti
C. attacchi stereotipati nel singolo paziente
D. assenza di deficit neurologici
E. non attribuita ad altra condizione o patologia
NEVRALGIA TRIGEMINALE

CLASSIFICAZIONE/CRITERI (IHS, 2004):


!
2) FORMA SINTOMATICA: Dolore con le stesse caratteristiche della Nevralgia trigeminale
classica, ma causato da una dimostrata lesione strutturale, diversa dalla compressione
vascolare.

A. Attacchi parossistici da una frazione di secondo a 2 minuti, con o senza persistenza di dolore
sordo di fondo tra gli accessi, con interessamento di una o più branche, che soddisfino i
criteri B e C
B. Il dolore presenta almeno una delle seguenti caratteristiche:
– forte, acuto, superficiale o trafittivo
– precipitato dalla stimolazione di “zone grilletto” o da fattori scatenanti

C. Gli attacchi sono stereotipati nel singolo paziente

D. Dimostrazione della lesione causale, diversa dalla compressione vascolare, per mezzo di
indagini strumentali specifiche e/o esplorazione della fossa cranica posteriore
!
Possono essere presenti deficit sensitivi . Non presenta un periodo refrattario
post-accessuale
NEVRALGIA TRIGEMINALE

!! TERAPIA (farmacologica)

! First line
- Carbamazepina (300-2400 mg die) (livello A)
! - Oxcarbazepina (600-1800 mg die) (livello B)

! Second line (livello C)


- Baclofen (40 – 80 mg die)
- Pimozide (4-12 mg die)
!! - Lamotrigina in add-on (400 mg die)

! Altri farmaci
acido valproico
clonazepam
fenitoina
gabapentin
pregabalin
topiramato
AAN-EFSN, 2008
NEVRALGIA TRIGEMINALE

TERAPIA (chirurgica)
!! (AAN-EFSN, 2008)

In pazienti con TN refrattaria alla terapia medica,


la terapia chirurgica deve essere presa in
considerazione (livello C)
!
• Procedure percutanee (ganglio di Gasser)
• Gamma knife livello C
• Decompressione microvascolare
!
!
Decompressione microvascolare: più lungo periodo libero da
dolore rispetto alle altre metodiche chirurgiche (livello C)
!
Evidenze insufficienti o negative per l’utilizzo di tecniche periferiche
(blocco ,distruzione distale del nervo)