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I TRE SCIOCCHI.

C'era una volta una bella ragazza, figlia di un agiato agricoltore, amata da un onesto
giovanotto di nome John. Egli la corteggiò per un lungo periodo, fin quando non
convinse la ragazza e i suoi genitori a concedergli la sua mano. Il matrimonio doveva
celebrarsi entro poche settimane.

Un giorno, mentre stava lavorando in giardino, il padre della ragazza sedette a riposarsi
per un poco accanto al pozzo. Guardando al suo interno, ed accorgendosi di quanto fosse
profondo, pensò "Se Jane avesse un bambino," disse tra sè e sè, "potrebbe capitare che un
giorno, giocando da queste parti, cada nel pozzo e resti ucciso!"

Il pensiero di una simile eventualità lo addolorò molto, ed egli sedette in lacrime finchè
non sopraggiunse sua moglie.
"Che succede?" chiese. "Perchè stai piangendo?"

L'uomo la mise a parte dei suoi pensieri.

"Se Jane avesse un bambino," disse tra sè e sè, "potrebbe capitare che un giorno,
giocando da queste parti, cada nel pozzo e resti ucciso!"

"Ahimè!" strillò la donna, "Non ci avevo mai pensato. In effetti, è possibile."

E così sedette e iniziò a piangere accanto al marito.

Preoccupata perchè i suoi genitori non facevano ritorno a casa, la figlia uscì a cercarli, e
quando li trovò entrambi seduti accanto al pozzo e in lacrime--
"Che succede?" chiese. "Perchè piangete?"

Suo padre le parlò dei pensieri che lo angustiavano.

"Sì," disse la ragazza, "potrebbe essere."

E così anche lei sedette accanto ai genitori a piangere.

Erano lì da un pò quando arrivò John.

"Cos'è che vi rattrista tanto?" chiese.

Il padre della ragazza gli raccontò l'accaduto e disse che ora era indeciso se concedergli
o meno la mano della figlia, dal momento che il suo bambino avrebbe potuto cadere nel
pozzo.

"Siete tre sciocchi," disse il giovane quando ebbe finito di ascoltare e, nell'andare via,
cominciò a riflettere sull'effettiva opportunità di prendere Jane in moglie. Alla fine decise
che l'avrebbe sposata se fosse riuscito a trovare tre persone più sciocche di lei e dei suoi
genitori. Indossò gli stivali e uscì.

"Camminerò fin quando gli stivali non saranno consumati," disse, "e se riesco a trovare
tre persone più sciocche di loro prima di restare a piedi scalzi la sposerò."

Cammina cammina, giunse ad un fienile, fuori del quale c'era un uomo con una pala in
mano. Era impegnatissimo a spalare l'aria, che lanciava poi verso la porta del fienile.

"Cosa state facendo?" chiese John.

"Sto raccogliendo i raggi di sole," replicò l'uomo, "per far maturare il grano."

"Perchè non portate il grano fuori e lo mettete al sole per farlo maturare?" chiese John.

"Certo," disse l'uomo. "Perchè non ci ho mai pensato prima! Dio vi benedica, mi avete
risparmiato più di un giorno di duro lavoro."

"E questo è lo sciocco numero uno," disse John, e proseguì.

Dopo aver camminato per un bel pò giunse ad una casetta. Una scala era appoggiata ad
uno dei muri ed un uomo stava cercando di farvi salire una mucca aiutandosi con una
corda, di cui un capo era legato al collo dell'animale.

"Cosa state cercando di fare?" chiese John.


"Voglio che la mucca monti sul tetto per brucare il morbido tappeto d'erba che vi cresce
sopra."

"Perchè non tagliate l'erba e la date da mangiare alla mucca?" chiese John.
"Perchè non ci ho pensato prima!" rispose l'uomo. "Farò di sicuro in questo modo. Mille
grazie: ho ucciso molte buone mucche nel tentativo di farle salire fin lassù."

"E questo è lo sciocco numero due," disse John tra sè e sè.

Proseguì per un altro lungo tratto, pensando che in giro c'erano più sciocchi di quanti non
credesse e si domandò chi sarebbe stato il prossimo nel quale is sarebbe imbattuto.
Dovette aspettare parecchio, comunque, e fare ancora molta strada: i suoi stiuvali erano
ormai quasi del tutto consumati quando ne trovò un altro.

Un giorno giunse nei pressi di un campo in mezzo al quale vide un paio di pantaloni
appesi a delle mollette. Un uomo vi correva intorno , saltando da un lato all'altro.

"Salve!" gridò John. "Cosa state facendo?"


"C'è bisogno di chiedere?" replicò l'uomo, "Non vedete che sto cercando di indossare
questi pantaloni?" e nel dire ciò fece altri due o tre balzi, finendo però sempre a un lato o
all'altro dei pantaloni.
"Perchè non prendete i pantaloni e li indossate?" chiese John.

"Giusto," disse l'uomo. "Perchè non ci ho pensato prima! Mille grazie. Vorrei solo che
foste arrivato prima, ho perso un sacco di tempo cercando di saltarci dentro."
"E questo," disse John, "è lo sciocco numero tre."

E così, poichè i suoi stivali non erano ancora del tutto consumati, si incamminò verso
casa per chiedere nuovamente la mano di Jane. Alla fine, i suoi genitori gliela concessero,
ed essi vissero insieme felici perchè John costruì una rete attorno al pozzo e il loro
bambino non ci cadde dentro.

Tratto da:

Charles Squire, English Fairy Tales, Folklore and Legends, London, 1904.