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LIBERA UNIVERSITA’ LEONARDO

DA VINCI – ROMA

Psicoterapia strategica

Dr. Francesco Tassiello


Programma di “Psicoterapia
Strategica”
Dr. Francesco Tassiello

Obiettivi: Approfondimento delle


principali tecniche in Psicoterapia
strategica
Programma: Principali tecniche in
Psicoterapia strategica
Analisi di casi clinici
PSICOTERAPIA STRATEGICA
La psicoterapia può essere definita una
relazione d’aiuto. Si intende per relazione
d’aiuto l’interazione tra due soggetti, dove
uno chiede aiuto per affrontare i problemi e
l’altro utilizza le proprie competenze per
fronteggiarli.
L’interazione all’interno della relazione
d’aiuto si basa su messaggi verbali e non
verbali all’interno di un contesto idoneo
all’invio e alla ricezione dei messaggi
stessi.
Obiettivi e Finalità
Possono essere individuate delle finalità di
questo tipo di interazione.
Vi sono obiettivi generali, come “aiutare il
soggetto ad aiutarsi” incoraggiandolo,
aiutandolo a sviluppare quelle capacità che
lo aiuteranno ad affrontare i problemi.
Vi sono obiettivi specifici come, per esempio,
il fornire un supporto emotivo, aiutare il
soggetto a prendere delle decisioni,
sostenerlo nella scoperta di lati del suo
carattere rimossi o inconsci.
Abilità essenziali (skill)
In questo contesto il terapeuta deve
possedere e saper utilizzare un repertorio di
capacità, definite skill, fondamentali per il
raggiungimento degli obiettivi sopraelencati.
Tra le abilità essenziali: il raccogliere
informazioni rilevanti durante il colloquio
attraverso la capacità di informarsi e di
colloquiare; porsi nella prospettiva del
soggetto e del suo sistema di riferimento
attraverso la capacità di osservare ed
ascoltare; comunicare attraverso messaggi
verbali e non l’attenzione e l’ascolto; fissare
delle mete attraverso una capacità di
finalizzazione; favorire le scelte del soggetto
attraverso un’abilità di “influenzamento”.
Le strategie
Il problema, a livello psicoterapeutico,
è quello che sta tra la situazione reale
e quella desiderata. Per riempire
questo vuoto spaziale e/o temporale
lo psicoterapeuta può utilizzare
alcune strategie, tra cui: modificare
l’obiettivo del soggetto, abbandonare
la situazione reale per raggiungere
quella desiderata; modificare la
percezione della situazione presente.
Le fasi fondamentali del ciclo vitale

Nell’approccio strategico il terapeuta, sin dal


primo incontro con il paziente, invece che
studiare il suo passato valuta e prende in
considerazione alcune fasi fondamentali:
cosa avviene nelle relazioni che il soggetto
crea con se tesso, con il mondo e con gli
altri; come il problema che viene presentato
sia “funzionale” all’interno di queste
interazioni; le tentate soluzioni che il
soggetto ha cercato ed azionato per
risolvere la sua difficoltà e che, spesso,
risultano essere il “vero” problema; come è
possibile cambiare questa situazione di
disagio nel modo più facile e veloce
possibile.
La contestualizzazione del setting

E’ possibile tracciare un quadro generale


sull’andamento della psicoterapia
strategica.
La strategia fondamentale nell’approccio
strategico è quella di osservare ed
imparare a parlare il linguaggio del
paziente, motivandolo e dandogli fiducia al
fine di fargli compiere delle azioni che
risultano molto spesso contrarie alle sue
concezioni (prescrizioni).
Cambiamento di secondo livello
Nelle prime sedute risulta fondamentale
chiarire in modo concreto il problema
presentato e gli elementi che lo mantengono
in vita nel sistema interattivo del soggetto. Il
fine del terapeuta, dopo aver concordato
insieme al paziente gli obiettivi, è far sentire
questi il controllore dello sviluppo
terapeutico, creando una buona motivazione
alla collaborazione.
La terapia raggiunge il suo obiettivo quando,
mediante lo sviluppo di piccoli cambiamenti
progressivi, il terapeuta ha condotto il
soggetto alla modifica delle sue azioni
disfunzionali e della sua “concezione” del
mondo.
Modello “eretico”?

A volte questo approccio viene


criticato da molti come “eretico”, ma la
sua ricchezza è proprio la diversità
rispetto a modelli tradizionali,
l’apertura a nuove soluzioni, il posto
centrale che viene dato alla
“creatività” del terapeuta.
Prescrizioni – Paradossi - Suggestioni
A questo scopo sono usati, in questo
modello teorico, prescrizioni di
comportamento dirette o indirette, paradossi,
suggestioni che, rompendo la rigidità del
sistema cognitivo e relazionale che mantiene
il problema, permette il salto del
cambiamento e lo sviluppo di un nuovo
equilibrio psicologico.
Gli strumenti strategici hanno ragion
d’esistere poiché l’approccio in questione,
riferendosi al costruttivismo radicale, parte
dal presupposto che per cambiare una
situazione problematica prima si deve
cambiare l’agire poi il pensare del paziente,
quest’ultimo inteso come cornice della realtà
del soggetto.
La Scuola di Specializzazione
A questo riguardo durante le lezioni della
Scuola di Specializzazione vengono
proposte, con la supervisione del docente
stesso, videoregistrazioni di casi clinici di
stampo strategico.
Attraverso la discussione di gruppo finale e
le questioni sollevate durante la visione è
possibile apprendere al meglio i principi della
psicoterapia strategica.
Vengono proposte, inoltre, simulazioni di
casi clinici che coinvolgono gli studenti
stessi. L’obiettivo è lo stesso ma attraverso
la pratica e il mettersi in gioco l’acquisizione
di tecniche strategiche diventa più breve e
vantaggiosa.
TECNICHE DI INTERVENTO IN
PSICOTERAPIA STRATEGICA
RICALCO

Utilizzare il linguaggio e le modalità


rappresentazionali del paziente
Sintonizzare la terminologia
all'individualità del s.
Uso appropriato delle pause
Finzioni o metafore
Comunicazione indiretta e parlare per
via traversa
SUGGESTIONE
Significati multipli delle parole
Accentuazione di voce
Sequenza
Parole con associazioni, connotazioni e
significati collegati agli interessi del s.
Forma negativa: implicazione del contrario,
stimolazione della mente inconscia
all'esplorazione e all'elaborazione del
contrario
METAFORE
Messaggi indiretti: potere evocativo e
suggestivo del linguaggio analogico
Minimizza la resistenza: il s. non è
sottoposto a richieste o a opinioni dirette sul
suo modo di pensare e di comportarsi
Il s. riesce a riconoscere il parallelismo,
mentre può rifiutarsi di riconoscere il
problema diretto
Impiegare parole con associazioni,
connotazioni e significati dalle molteplici
applicazioni agli interessi e all'individualità
della persona
ANEDDOTI, AFORISMI, ENIGMI

Utilizzo della proiezione e


identificazione che il s. attua nei
confronti di personaggi e situazioni di
un racconto
Enigmi, indovinelli e misteriosi giochi
associativi producono uno stato di
attivazione interiore conseguente alla
confusione dei processi mentali
COMUNICAZIONE NON VERBALE

Ricalcare posture e movimenti del paziente per


condurlo ad uno stato di maggiore
rilassamento o verso l'esecuzione di azioni
terapeutiche
Guardare in maniera diretta e costante il s.,
fissandolo negli occhi senza distogliere lo
sguardo, attuando una sorta di cattura ipnotica
Non guardarlo
Postura e prossemica
Vestiario
Uso dello spazio e delle posizioni

Valore dell'orientamento spaziale: le


persone si orientano in termini di
sensazioni visive e uditive, che
possono modificare l'orientamento.
PRESCRIZIONE DELLA RETICENZA

Suggerire al s. di tacere qualcosa.


L’atto del tacere perde la sua
funzione, non fornendo più al s. un
controllo nella relazione.
TERAPEUTA ONNIPOTENTE

Il terapeuta conquista e mantiene


questa posizione lasciando che il
soggetto lo inganni su aspetti minimi
per accettare la sua onnipotenza su
tutti gli altri fronti.
Il terapeuta può anche ricorrere ad un
comportamento incoerente
considerando che, secondo le normali
aspettative dei pazienti, prima o poi il
terapeuta deve essere incoerente.
SORPRESA

Implica l'inserimento di un elemento


inaspettato attraverso il quale si
riesce a superare una forte resistenza
da parte del soggetto.
ASSUNZIONE DEL CONTROLLO
DELLE INIBIZIONE DEL S.
Il t. deve muoversi con cautela nei
confronti di un paziente inibito,
cosicchè egli possa sentir protette le
sue inibizioni e possa poi lavorare per
diminuirle.
Riorientamento in positivo

Evitare critiche o colpevolizzazioni del


p.
Il t. evita ogni forma di
negativizzazione nei confronti delle
realtà presentate dal s., riorientando
in chiave positiva le esperienze
esposte in terapia.
UTILIZZAZIONE

Tutti i comportamenti del s., inclusi la


resistenza e il sintomo, sono
considerati come la migliore scelta
possibile per il paziente, data la sua
percezione della realtà
necessariamente distorta ed il ristretto
raggio d'azione delle sue scelte.
UTILIZZO DELLA RESISTENZA

Consiste nel prescrivere


paradossalmente la resistenza per
farne decadere la funzione.
La resistenza prescritta, infatti,
diventa adempimento mentre la sua
funzione prioritaria viene annullata.
ASCOLTO DELLA RESISTENZA
La resistenza viene ascoltata, nel rispettto della
particolare concezione che di essa assume
l'approccio strategico in aperto contrasto con le
ideologie tradizionali.
Il t., utilizzando qualsiasi cosa portata dal cliente,
tende ad interpretare tutti i comportamenti del
paziente come messaggi che offrono un'importante
informazione retroattiva a correzione dell'intervento.
In questa ottica, tende ad annullarsi la distinzione tra
resistenza e cooperazione.
Se un cliente torna in terapia senza aver svolto un
compito assegnatogli, ciò non è interpretatato come
resistenza ma come metodo di comunicare al
terapeuta, che può aver assegnato un compito troppo
impegnativo o non aver ben compreso la visione del
mondo del cliente o non essersi sincronizzato con gli
obiettivi del cliente.
UTILIZZAZIONE DEL SILENZIO

Viene mostrata accettazione del


silenzio, sottolineandone il significato
di attivazione dei processi psichici,
pur senza consapevolezza.
ANTICIPAZIONE DELLE REAZIONI
ED ESPRESSIONI DEL P.
Il t. previene le azioni del p. in maniera
tale da metterlo in una situazione di
obbligata accettazione di ciò che si sta
affermando.
Inoltre, anticipa ciò che il p. prova
durante la descrizione dei suoi
problemi, in modo da creare in lui
l'impressione quasi magica di leggere
nella sua mente, con l'effetto di
acquisire grande potere d'intervento.
INCORAGGIAMENTO DI UNA
RISPOSTA FRUSTRANDOLA
Il t. chiede al paziente di comportarsi in una
certa maniera e, quando questi inizia a farlo,
blocca la risposta per passare ad un altro
argomento.
Nel momento in cui la richiesta verrà ripetuta,
la risposta sarà migliore perché il soggetto, nel
frattempo, ha sviluppato la capacità di
rispondere ma è stato frustrato nel farlo.
Questa tecnica viene utilizzata in maniera
specifica per affrontare le resistenze e per
incoraggiare un contributo spontaneo.
TECNICA DELLA CONFUSIONE

Consiste nell'eseguire una serie rapida di


domande assurde e non pertinenti al
contesto di discussione, mostrando un
atteggiamento serio, per poi mandare un
messaggio attinente a cui il paziente si
aggrappa.
In questo modo è possibile veicolare
l'assunzione, da parte del paziente, di
contenuti presumibilmente di problematica
acquisizione.
OFFERTA DI ALTERNATIVE PEGGIORI

Il terapeuta inoltra al p. un tipo di


richiesta tanto indesiderabile da
indurlo a scegliere un'alternativa che
lo soddisfi maggiormente.
Questa tecnica viene utilizzata per far
eseguire al s. i suggerimenti del t.
lasciandogli un margine di autonomia
nel prendere decisioni e nel trovare
nuovi modelli di comportamento.
SEMINARE I CONCETTI

Il t. pone le fondamenta per


determinati concetti sui quali potrà
lavorare nel momento ritenuto più
opportuno.
PRESCRIZIONI 1
Permettono di far sperimentare al paziente
azioni concrete di vita, che rompono il
meccanismo di azioni, retroazioni e tentate
soluzioni che mantemgono il problema.
Il terapeuta deve impartire una prescrizione
immettendola in un contesto comunicativo
fortemente suggestivo.
Il terapeuta persegue il controllo del
comportamento sintomatico, che viene
incoraggiato, per modificare successivamente
le istruzioni
PRESCRIZIONI 2
DIRETTE: si assegna al p. un compito
specifico.
INDIRETTE: utilizzano lo spostamento del
sintomo attirando l'attenzione del p. su una
diversa problematica allo scopo di ridurre
l'intensità del disturbo presentato.
PARADOSSALI: utilizzano la prescrizione del
sintomo creando la situazione paradossale di
dover eseguire volontariamente ciò che e
involontario. Il t. persegue il controllo del
comportamento sintomatico, che viene
incoraggiato, per modificare successivamente
le istruzioni.
PRESCRIZIONE DI SIMULARE IL
SINTOMO
Il p. è istruito a simulare, nel modo migliore, il
sintomo.
Il paziente, da un lato prende in considerazione
l'ipotesi che il terapeuta pensi che qualcosa sia
simulato, dall'altro, simulando volontariamente,
mette in dubbio la propria sincerità .
Quando una sequenza di interazioni viene
classificata in termini di simulazione, è difficile per le
persone coinvolte retrocedere in un ambito
considerato realtà. Questa difficoltà può essere
sfruttata dal terapeuta al fine di confondere ed
eliminare la realtà di un sintomo e modificare il
sistema di interazioni su cui questa realtà si basa.
Sintomo simulato, sintomo controllato!
SOSTITUZIONE DEL SINTOMO

Il t. può modificare il comportamento


disturbato sostituendo il sintomo con
un altro atto che rivesta una funzione
positiva e non implichi le
conseguenze spiacevoli del
comportamento sintomatico.
PRESCRIZIONE DELLA RICADUTA

Qualora il terapeuta tema il verificarsi della


ricaduta, la prescrive al s., così da renderla
parte del comportamento collaborativo.
Si crea un doppio legame terapeutico: se il s.
fa effettivamente esperienza di una ricaduta,
capirà che il comportamento sintomatico è
ora sotto il suo controllo: se il p. fallisce in
questa esperienza, ciò indica che il cliente
possiede veramente il controllo necessario
per gestire il suo problema.
PREDIZIONE DELLA RICADUTA

Il t. informa il paziente che il sintomo si


può ripresentare.
Si genera un doppio legame
terapeutico: se il sintomo si ripresenta,
è sotto il controllo del terapeuta; se non
si ripresenta è sotto il controllo del
paziente.
In entrambi i casi il sintomo perde
molta della sua autonomia e della sua
forza nel generare ansia e
preoccupazione al paziente.
PRESCRIZIONE
DELL’AGGRAVAMENTO DEL SINTOMO
Inducendo un aggravamento del
sintomo, il p. si rende inconsciamente
conto che ha controllato
eccessivamente il suo disturbo, e a
quel punto il sintomo comincia a
decrescere.
Il paziente, esagerando
volontariamente il sintomo, apprende
volontariamente a controllarlo e a
diminuirlo .
PRESCRIZIONE
DELL’AUTOPUNIZIONE
Occorre persuadere il paziente a punirsi
quando si presenta il sintomo
incoraggiandone così la rinuncia.
L'autopunizione deve essere selezionata in
base all'efficacia nel soddisfare i bisogni del
paziente, in modo da ottenere la scomparsa
di alcuni aspetti cattivi del sintomo e
l'attribuzione di qualche significato positivo
per l'individuo.
Allo scopo di eliminare il sintomo, è
necessario creare una situazione tale da
renderlo un elemento di svantaggio
relazionale .
ORDALIA
Il t. impone un compito esasperante
adeguato al problema del s., compito che
deve risultare maggiormente noioso rispetto
al problema stesso.
L'ordalia deve essere congeniata in modo da
risultare positiva e attuabile per il s., che non
può legittimamente opporsi.
L'ordalia può essere strutturata in modo
diretto, paradossale (prescrizione del
sintomo) oppure in modo tale da coinvolgere
altre persone o il terapeuta stesso (per
esempio, aumentando l'onorario ogni qual
volta si verifica il sintomo).
PRESCRIZIONE DEL
COMPORTAMENTO IN ATTO
Nel caso in cui il s. si mostri resistente
all'attuazione di un qualsiasi agire, il t.
può prescrivergli ciò che già sta
mettendo in atto, in modo tale da
restituirgli una dimensione attiva.
ILLUSIONI DI ALTERNATIVE

Quando il t. deve impartire una


prescrizione ritenuta troppo
impegnativa per il p., gli si assegna la
possibilità di scelta tra due compiti di
cui il secondo deve risultare meno
ansiogeno e maggiormente attuabile
del primo.
PARADOSSO
Vengono impiegate azioni e
comunicazioni paradossali illogiche ed
impreviste che producono il salto del
livello logico indispensabile al
cambiamento, modificando una rigida e
compulsiva situazione percettivo-
reattiva.
Si possono amplificare ed esasperare
le lamentele e le fissazioni del p. fino a
condurre egli stesso alla rassicurazione
del terapeuta
RISTRUTTURAZIONE 1
Consiste nell'indurre il p. a una ricodificazione di immagini e
percezioni della realtà mediante spostamento del punto di
osservazione.
La r. consiste nel modificare la struttura concettuale ed
emozionale di una situazione, ottenendo una alterazione del
significato che le viene attribuito.
Se il problema può essere visto e vissuto in maniera
alternativa, allora può essere ridotto o eliminato, dal momento
che la sua esistenza è intimamente associata con la
prospettiva di chi è coinvolto.
Vissuta in modo diverso, la situazione non ha più bisogno di
essere problematica.
Possono essere utilizzati paradossi, dubbi ipotetici, storie e
metafore, punti di vista alternativi, manovre che sorprendono e
conducono ad un cambiamento nel sistema percettivo-reattivo
del paziente.
Può essere realizzata anche attraverso analogie terapeutiche e
sillogismi informali .
RISTRUTTURAZIONE 2

Ad esempio, viene operata una r.


all'interno di una struttura familiare
definendo una lite come espressione
d'amore.
Se la lite viene ripercepita dai suoi
membri come un tentativo di unione,
allora i comportamenti messi in atto
per alimentarla possono essere
trasformati in una serie di condotte
tese alla vicinanza.
USO DELL’IRONIA 1
L'ironia possiede uno straordinario potere nel
ristrutturare, attraverso il senso dell'humor o il
ridicolo, situazioni che viste nella loro serietà o
tragicità vengono vissute come inaccettabili ed
immutabili.
Una ristrutturazione ironica del tema in discussione
è in grado di cambiare la cornice percettiva e le
conseguenti reazioni del s. nei confronti della realtà.
L'umorismo può essere utilizzato in terapia
considerandone gli effetti a breve e lungo termine.
Nell'immediato del contesto terapeutico, può servire
ad alleviare la tensione, a sdrammatizzare una
situazione, ad esorcizzare la paura, a creare un
clima di collaborazione, ad evitare la mitizzazione
del terapeuta, a far accettare ciò che è proibito, a
trasferire concetti altrimenti ostici.
USO DELL’IRONIA 2
A lungo termine, insegnare a vedere e ad
affrontare la vita puntando sull'umorismo
significa far apprendere un'abilità che può
diventare decisiva.
L'umorismo va usato per consentire al
paziente di riflettere sui suoi problemi in
maniera diversa e creativa, e per aumentare
la capacità stessa di risolvere i problemi.
Con pazienti poco portati all'umorismo, per
disposizione personale o per situazioni
particolarmente difficili, si può far ricorso
all'immaginazione di situazioni divertenti.
Anche comportamenti non verbali possono
essere usati umoristicamente.
DICHIARAZIONE DI IMPOTENZA
E' particolarmente indicata con quei s. che, invece di
pensare a migliorare il proprio comportamento, sono
più interessati a sconfiggere il lavoro del t.
O tentativo da parte del t. di cambiare viene sabotato,
l'unica soluzione diventa ammettere umilmente la
propria incapacità nel riuscire a facilitare il
cambiamento.
La reazione del s. a questa confessione è di stupore,
accompagnata spesso da un forte timore di sentirsi
improvvisamente abbandonati.
L'ammissione di incapacità da parte del t. porta il
paziente a fare un esame di coscienza e a riconoscere
la propria parte di responsabilità nel mancato
cambiamento.
In questo modo il t. acquista parte del controllo sulla
relazione sfidando il cliente ad impegnarsi affinchè lo
convinca che egli, in fondo, è capace di fare un
vantaggioso uso del trattamento.
CONCRETIZZAZIONE

Dinanzi a problematiche formulate in


maniera generica, lo scopo della
tecnica risulta nell'accumulazione di
un numero sufficiente di esempi
concreti che permettono di
incominciare a scorgere i contorni del
problema, la maniera in cui il cliente
lo percepisce, i ruoli assunti, le
diagnosi inespresse.
ACCENTO SUL PROCESSO
Dal momento che i problemi vengono
per lo più descritti in termini di
contenuto, risulta utile riuscire a far
riformulare il problema in termini di
processo, allo scopo di identificare in
quale fase si è verificato il problema.
Inducendo la ricostruzione del processo,
non solo vengono reperiti dettagli utili,
ma viene anche insegnata al cliente
l'importanza di ragionare per ricavare la
propria diagnosi del problema.
FEEDBACK

Consiste in una informazione sul


progresso compiuto dal s. in relazione
ai suoi obiettivi.
Non appena il t. ha un'idea rispetto a
ciò che il cliente sta tentando di
ottenere, gli può fornire un feedback
su come sta avanzando verso il
conseguimento di tali obiettivi.