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La tesi di laurea con Microsoft Word

Impaginazione, formattazione e automatismi

A cura di Pola Michele


Versione usata: Word 2010 per Windows
Ultima modifica: Maggio 2017

Questo documento è rilasciato sotto licenza


Creative Commons CC BY-NC (Attribuzione - Non commerciale)
Sommario
1 Introduzione ................................................................................................ 1

2 Accorgimenti iniziali .................................................................................... 3

2.1 Cose da fare ......................................................................................... 3

2.2 Cose da non fare .................................................................................. 4

2.3 Cosa ci deve essere per forza nella tesi ............................................... 4

3 La struttura di una tesi ................................................................................ 5

4 Indicazioni di formattazione di base ............................................................ 7

4.1 Caratteri................................................................................................ 7

4.2 Paragrafi e bordi ................................................................................... 7

4.3 Numeri di pagina .................................................................................. 7

5 Formattazione generale delle pagine .......................................................... 9

6 Usare gli stili di Word ................................................................................ 11

6.1 Premessa ........................................................................................... 11

6.2 Impostazione del testo........................................................................ 11

6.3 Impostazione di titoli, capitoli e paragrafi ............................................ 17

6.4 Numerazione automatica di titoli, capitoli, paragrafi ........................... 20

7 Sezioni documento e Numerazione delle pagine ...................................... 21

7.1 Interruzioni di pagina .......................................................................... 21

7.2 Sezioni del documento ....................................................................... 23

7.3 Numerare le pagine ............................................................................ 25

7.4 Rimuovere i numeri di pagina da una o più sezioni solamente........... 26

8 Lavorare con le immagini .......................................................................... 29

8.1 Capire le immagini in Word ................................................................ 29

8.2 Insegnare a Word a trattare le immagini............................................. 29

8.3 Didascalie ........................................................................................... 31


9 I riferimenti incrociati ................................................................................. 33

9.1 Premessa: i codici di campo ............................................................... 33

9.2 Sommario ........................................................................................... 34

9.3 Riferimenti interni al testo ................................................................... 35

10 Visualizzazione struttura ........................................................................ 37

10.1 Riquadro di spostamento ................................................................ 37

10.2 Spostare blocchi di testo ................................................................. 39

11 Il documento MASTER: lavorare con più file ......................................... 43

12 Accorgimenti e suggerimenti extra e opzionali ...................................... 47

12.1 Ortografia ........................................................................................ 47

12.2 Caratteri “difficili” ............................................................................. 47

12.3 Sillabazione ..................................................................................... 48

12.4 Modelli di documento e Set di stili ................................................... 49

12.4.1 Set di stili .................................................................................... 49

12.4.2 Modelli di documento.................................................................. 50

12.5 Intestazione e piè di pagina............................................................. 51

12.6 Frontespizio: un esempio ................................................................ 53

12.7 Copertina CD: un esempio .............................................................. 54

13 Citazioni e bibliografia ............................................................................ 55

13.1 Premessa ........................................................................................ 55

13.2 Popolare il database delle fonti di Word .......................................... 55

13.3 Citare nel testo ................................................................................ 57

13.4 Bibliografia ...................................................................................... 58

13.4.1 Bibliografia di esempio ............................................................... 58

14 Indice delle figure................................................................................... 59


1 Introduzione
Tutti i word-processor offrono diversi strumenti per automatizzare quello che
riguarda la formattazione e l’impaginazione. Alcune cose sono semplici, altre com-
plesse, alcune sono intuitive, altre un po’ criptiche.
Con questa guida vi indicheremo come sfruttare Microsoft Word per i casi più
comuni che riguardano la tesi di laurea e in base anche alle domande che abbiamo
ricevuto durante gli incontri con gli studenti nei nostri corsi in biblioteca e per le con-
sulenze del nostro Ufficio tesi.
Ricordate che la filosofia dei word processor è WYSIWYG, ovvero “ciò che
vedete (sul monitor) è quello che otterrete (a stampa)”. Il vantaggio è avere subito
davanti agli occhi il risultato ed il formato di ciò che scrivete, ma allo stesso tempo
Word ha bisogno di essere un po’ “domato” per imporgli di fare le cose come le vo-
gliamo.
Le indicazioni di questa guida sono basate su Word 2010 per Windows. Ci po-
trebbero essere alcune differenze a seconda della versione di Word che usate e del
vostro sistema operativo.
La guida ufficiale di Word su internet è utile e chiara e tiene anche conto delle
varie differenze tra le versioni del software1.

1
http://office.microsoft.com/it-it/word-help/

1
Accorgimenti iniziali

2 Accorgimenti iniziali
2.1 Cose da fare
Scrivete la tesi. Per intero. Preoccupatevi di formattazione e impaginazio-
ne come ultima cosa.
Salvate i file nel modo in cui vi trovate meglio (divisi per capitoli, tutto in un
unico documento ad es.), ma soprattutto adottate una strategia di backup efficace.
Non domandatevi mai se potrete perdere del lavoro, ma quando. Perché succederà,
ed avere copie di riserva e/o versioni precedenti del vostro lavoro e dei vostri appunti
man mano che procedete è una precauzione importante. Consigliamo come livello
minimo la sincronizzazione con un qualunque servizio cloud (ad es. Drive che vi vie-
ne offerto da Unimore con tutte le app di Google accedendo con le vostre credenzia-
li2).
Tenete traccia di tutto il materiale consultato con un sistema ordinato (a
vostro piacimento). Vi consigliamo di usare un software Reference Manager (come
Zotero3) in grado di salvare elementi direttamente dalle banche dati e creare biblio-
grafie e citazioni automaticamente in Word: se non sapete cos’è, il nostro Ufficio
consulenze tesi4 è qui apposta per aiutarvi ed insegnarvi. Potete anche leggere le
nostre guide sul nostro sito5.

2
http://gmail.unimore.it
3
http://www.zotero.org
4
Shorturl alla pagina del servizio del nostro sito: http://tiny.cc/ufficiotesi-bust
5
Shorturl alla pagina delle guide sul nostro sito: http://tiny.cc/guide-bust

3
Accorgimenti iniziali

2.2 Cose da non fare


Non vi preoccupate della formattazione generale del documento se non quan-
do avrete praticamente finito. A parte grassetto e corsivo all’interno del testo, tutto il
resto lo farete fare a Word.
Non numerate manualmente capitoli, paragrafi e sottoparagrafi. Ne figure, ta-
belle e formule.
Non inserite tabulazioni manuali.
Non create spazi bianchi all’interno del documento usando gli “a capo” con ri-
petuti INVIO.

2.3 Cosa ci deve essere per forza nella tesi


Unimore non fornisce indicazioni standard da seguire, ma un elaborato di lau-
rea deve essere subito riconoscibile come tale e deve chiarire al primo sguardo la
struttura dell’argomento trattato.
Capitoli, paragrafi e (eventuali) sottoparagrafi devono essere numerati gerar-
chicamente.
Se ci sono tabelle, figure, formule, immagini esse devono essere numera-
te gerarchicamente in relazione al capitolo/paragrafo di appartenenza, avere una
didascalia descrittiva (o in alternativa una descrizione in un elenco delle figu-
re/tabelle/immagini/formule) e, dove necessaria, la citazione della fonte.
Le fonti vanno citate nel testo e va compilata una bibliografia delle fonti uti-
lizzate (fonti citate nel testo più eventuali altre usate anche se non citate) per il lavoro
svolto, usando un formato citazionale di tipo scientifico.
La prima pagina è il frontespizio della tesi.
Le pagine devono essere numerate, a partire dal contenuto escludendo fron-
tespizio, ringraziamenti e l’indice.
Se è necessario utilizzare molte figure o tabelle a pagina piena, è buona nor-
ma spostarle tutte in fondo alla tesi come tavole, che andranno numerate (non si
continua con la numerazione delle pagine) e descritte singolarmente.
Quando si inizia un nuovo capitolo, deve essere sempre in una nuova pagina
di destra.
La struttura di una tesi

3 La struttura di una tesi


 Frontespizio
 Ringraziamenti (a inizio o fine tesi)
 Indice
 Introduzione
 Corpo dell’elaborato articolato in (numero di livelli a seconda della vostra ne-
cessità)
o Capitoli
o Capitoli
 Paragrafi
 Sottoparagrafi
 Sottoparagrafi
 Paragrafi
 Sottoparagrafi
 Sottoparagrafi
 Conclusioni
 Bibliografia
 Allegati se presenti
 Ringraziamenti (a inizio o fine tesi)

5
Indicazioni di formattazione di base

4 Indicazioni di formattazione di base


4.1 Caratteri
 Caratteri con grazie:
o Times New Roman
o Palatino
 Senza grazie:
o Arial
o
 Dimensioni dei caratteri
o Titoli: 16 o 18
o Sottotitoli: 12 o 14
o Testo: 12 o 14

4.2 Paragrafi e bordi


 Interlinea: 1.5
 Impaginazione: giustificato (per capitoli e paragrafi)
 Bordi: sinistro 3 cm, destro 2 cm, alto e basso 3 cm

4.3 Numeri di pagina


Il numero pagina deve essere a 1.5 cm dal bordo inferiore; può essere centra-
to rispetto alla pagina, oppure per la tesi a stampa sempre a destra se solo fronte, al-

7
Indicazioni di formattazione di base

ternati destra/sinistra per quelle fronte/retro. La parte introduttiva può essere numera-
ta con una sequenza a parte, ad es. numeri romani.
Formattazione generale delle pagine

5 Formattazione generale delle pagine


Impostiamo la pagina con LAYOUT DI PAGINA.
Nel set di comandi IMPOSTA PAGINA cliccate su MARGINI e scegliete
l’ultima voce MARGINI PERSONALIZZATI.
Compilate i campi dei margini come indicato nel paragrafo Paragrafi e bordi.
Poi, impostate la modalità in cui il documento viene impaginato nella sezione centra-
le PAGINE.
Nel menu PIÙ PAGINE potete lasciare “Normale” per documenti che verranno
diffusi in formato elettronico o per documenti da stampare solo fronte. Se invece vo-
lete stampare la tesi fronte/retro indicate “Margini simmetrici”: in questo modo il
margine laterale verrà alternato tra destra (pagine pari) e sinistra (pagine dispari) in
modo da lasciare in entrambi i casi la stessa distanza dalla rilegatura centrale.

Figura 5-1 Le impostazioni della pagina

9
Usare gli stili di Word

6 Usare gli stili di Word

Figura 6-1 La barra degli stili

6.1 Premessa
Nella scheda HOME di Word sono ben visibili i vari stili. Questi stili sono molto
più potenti di quanto sembra, ed è importante imparare a maneggiarli per potere ve-
locemente (e coerentemente) formattare tutte le parti del testo.
Ogni stile preimpostato può essere modificato a piacimento, o se ne possono
creare dei nuovi. Una volta che uno stile è stato applicato a più parti del testo, la sua
modifica andrà ad influire su ogni elemento a cui è stato applicato. Questo è il motivo
per il quale è importante lasciare la formattazione come operazione da fare alla fine
della stesura. Le funzioni degli stili infatti vi permettono, ad esempio, di cambiare
l’interlinea dei paragrafi tutta in un colpo anche in un documento di 100 pagine, sen-
za dovere selezionare tutto il testo (rischiando quindi di lasciare indietro qualcosa).

6.2 Impostazione del testo


Come prima cosa preoccupiamoci della maggioranza del contenuto della tesi:
il testo vero e proprio.

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Usare gli stili di Word

Di default, Word, quando scrivete un paragrafo, automaticamente lo associa


allo stile NORMALE, selezionandolo come vedete qui sotto.

Figura 6-2 Uno stile selezionato

Dal momento che lo stile normale di Word è un po’ grezzo, ora lo modifiche-
remo in maniera più adatta per una tesi. Modificandolo, automaticamente tutto il vo-
stro testo dei paragrafi cambierà senza bisogno di essere selezionato in alcun
modo.
Cliccate sul nome dello stile NORMALE con il tasto destro del mouse, e sce-
gliete MODIFICA.

Figura 6-3 Modificare uno stile

Ora avete accesso a tutti gli elementi per la personalizzazione.


 Nome: potete modificare il nome dello stile a vostro gradimento
 Tipo: scelto automaticamente da Word
 Stile basato su: nel caso si crei uno stile che ha una dipendenza da un
altro
 Stile per il paragrafo seguente: questo indica a Word che stile applicare
di default quando si va a capo con INVIO. Particolarmente utile per i ti-
Usare gli stili di Word

toli di capitoli e paragrafi (a cui si può imporre che dopo un TITOLO 1


esiste sempre e comunque un TITOLO 2)
Poi seguono tutti gli elementi base della formattazione, con una finestra di an-
teprima e una descrizione della formattazione dello stile.
Ora andremo a modificare lo stile di default in modo da renderlo adatto alla te-
si.

Figura 6-4 Le impostazioni base dello stile

Ecco quali sono le impostazioni di NORMALE adesso, che sono le stesse che
vedete applicate nel testo di questo stesso documento.

13
Usare gli stili di Word

Figura 6-5 Le impostazioni base modificate

Ecco la differenza tra il default e il documento attuale. Abbiamo allineato giu-


stificato, cambiato carattere e dimensione.

Figura 6-6 Testo formattato con gli stili di default


Usare gli stili di Word

Figura 6-7 Testo formattato con gli stili modificati

Ora ogni paragrafo NORMALE (ovvero tutto ciò che avete scritto nella tesi se
non avete toccato nulla in Word) si presenta meglio, ma c’è ancora bisogno di raffi-
nare alcuni dettagli.
Il pulsante FORMATO in basso a sinistra vi da accesso a tutte le funzioni non
visibili qui, riguardo alla formattazione di carattere, paragrafo e quant’altro.

Figura 6-8 Menu FORMATO per lo stile

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Usare gli stili di Word

Cliccate PARAGRAFO per rifinire gli ultimi dettagli: il rientro nella prima riga
del testo e nessuno spazio ulteriore, rispetto alla sola interlinea, tra un paragrafo e
l’altro quando si va a capo.

Figura 6-9 Opzioni PARAGRAFO dello stile

La scheda RIENTRI E SPAZIATURA vi propone queste opzioni:


 Allineamento: giustificato (obbligatorio per il testo); usate gli altri tipi so-
lo per titoli, nomi di capitoli ecc.
 Livello di struttura: corpo del testo (obbligatorio per il testo); gli altri tipi li
vedremo parlando di titoli e paragrafi.
 Rientri: per il testo normale, non modificate questi rientri e non confon-
deteli con i margini della pagina. L’unico da usare è il menu SPECIALE
“Prima riga”. RIENTRA DI verrà compilato automaticamente da Word
con la misura, ma potete modificarlo con una preferenza vostra.
 Spaziatura: ogni paragrafo può avere (oltre allo spazio di interlinea che
dipende dal paragrafo precedente e successivo) dell’ulteriore spazio,
espresso in punti. L’esempio lo vedete nelle figure precedenti. Questo
può stare bene in documenti brevi in cui si passa da un argomento
all’altro nello spazio di poche righe, ma in una tesi in cui andare a capo
Usare gli stili di Word

non significa chiudere l’argomento ma passare al suo aspetto successi-


vo, questo spazio è troppo divisivo, pertanto lo metteremo a zero.
Ecco come appare ora il paragrafo di prima (e tutti gli altri basati su NORMA-
LE).

Figura 6-10 Testo formattato dopo la modifica dello stile

6.3 Impostazione di titoli, capitoli e paragrafi


Come avrete visto nella barra degli stili, ne esistono vari di default dal nome
TITOLO. Questi li useremo per formattare automaticamente titoli di capitoli, di
paragrafi e sottoparagrafi in maniera gerarchica. Word si preoccuperà così di
numerarli in maniera corretta, automaticamente, e di modificare la numerazione nel
caso ne venga modificato l’ordine. Questo infine permetterà la creazione di un
sommario in maniera automatica.
Partiamo dal TITOLO 1 e modifichiamolo in modo da essere coerente con lo
stile che abbiamo usato per il testo dallo stile NORMALE: Arial, misura 18, colore ne-
ro.
Se il vostro elaborato è composto da titoli di capitoli seguiti subito da titoli di
paragrafo, cambiate STILE PER IL PARAGRAFO SEGUENTE da “Normale” (ovvero
il testo di cui abbiamo visto prima) a TITOLO 2.
In questo esempio, il TITOLO 1 è seguito da un breve testo iniziale, poi c’è un
TITOLO 2.

17
Usare gli stili di Word

Figura 6-11 Esempio di stili TITOLO

Invece qui abbiamo un esempio di TITOLO 1 a cui segue sempre un TITOLO


2. Nel caso la vostra struttura sia questa, modificate STILE PER IL PARAGRAFO
SEGUENTE come indicato sopra.

Figura 6-12 Esempio di stili TITOLO

Figura 6-13 Modifica di uno stile TITOLO


Usare gli stili di Word

Poi andate in FORMATO e PARAGRAFO, togliete il rientro SPECIALE da


“Prima riga” a “Nessuno”. Potete trovare a piacimento vostro la giusta spaziatura per
prima e dopo il paragrafo, ma quella di default è già sufficiente.
Nel caso abbiate titoli di capitoli su più righe e la sillabazione tendesse a fare
un po’ effetto “stretch” sulle parole per mantenere l’allineamento “Giustificato”, passa-
te all’allineamento a sinistra.

Figura 6-14 Modifica di uno stile TITOLO

Come potete vede nel menu LIVELLO STRUTTURA, il nostro stile TITOLO 1
è già gerarchicamente “Livello 1”, cosa che ci tornerà utile nella numerazione auto-
matica e nella creazione del sommario.
Il vostro “Livello 1”, solitamente appunto il TITOLO 1, come inizio di un nuovo
capitolo vero e proprio della tesi, può anche avere molto spazio bianco a precederlo,
circa 1/3 della pagina (“168 pt” almeno), come abbiamo usato in questa guida. In
questo caso viene bene se abbinato ad un carattere più grande, per cui 24 pt invece
di 18 pt. Non è obbligatorio, è solo un sistema che spesso viene usato per sottolinea-
re l’inizio di un nuovo argomento, come il partire sempre da una pagina dispari di de-
stra.
Ora potete procedere anche con la personalizzazione di TITOLO 2, TITOLO 3
ecc. a seconda di quanti livelli di profondità ha la struttura della vostra tesi. Modifica-
teli in modo da essere coerenti (carattere, colore, ecc.) e da essere riconoscibili, di-
minuendo un livello alla volta la dimensione del carattere.

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Usare gli stili di Word

6.4 Numerazione automatica di titoli, capitoli, paragrafi


Strutturare la tesi in maniera gerarchica rende immediatamente chiaro come è
stato svolto il lavoro e permette di creare rapidamente riferimenti interni a paragrafi,
capitoli, formule, figure, tabelle, grafici.
Posizionatevi con il cursore sul primo TITOLO 1 della vostra tesi, poi aprite nel
scheda HOME alla sezione PARAGRAFO il menu ELENCO A PIÙ LIVELLI e sele-
zionate quello come da immagine.

Figura 6-15 Creazione elenco a più livelli

Ora i vostri stile TITOLO saranno numerati in sequenza e in rapporto tra di lo-
ro. Se dovete spostare un paragrafo, Word si preoccuperà di correggere la numera-
zione automaticamente.
Sezioni documento e Numerazione delle pagine

7 Sezioni documento e Numerazione


delle pagine
7.1 Interruzioni di pagina
Uno degli errori più comuni è spostare un capitolo in una pagina completa-
mente vuota inserendo “a capo” con INVIO alla fine del capitolo precedente fino a
riempire lo spazio bianco rimasto.
Cliccate sul pulsante dei CARATTERI DI FORMATTAZIONE NASCOSTI (in
HOME sezione PARAGRAFO).

Figura 7-1 Come visualizzare i caratteri nascosti di sistema

Vedrete tutto ciò che Word non stamperà, ovvero i caratteri speciali di “a ca-
po”, degli spazi (i pallini tra una parola e l’altra) e altre cose.

21
Sezioni documento e Numerazione delle pagine

Figura 7-2 Modo scorretto di forzare spazio bianco

Questo è il motivo per cui questa soluzione non è la migliore. Se visivamen-


te fa il suo dovere ed è sufficiente per impostare documenti di poche pagine, ci im-
pone di andare a correggere (cancellare le righe vuote) ogni volta che facciamo una
modifica al testo precedente. Basta solo qualche parola in più per una frase che, al-
lungandosi, occupa un’altra riga ed ecco che il nostro capitolo che iniziava a riga 1 di
una pagina si ritrova una riga bianca, poi una seconda (eccetera), sopra.
Per evitare ciò inseriamo o una PAGINA VUOTA o una INTERRUZIONE DI
PAGINA.
Nella scheda INSERISCI nella sezione PAGINE abbiamo queste due possibili-
tà. La PAGINA VUOTA inserisce una INTERRUZIONE DI PAGINA dopo la posizione
nel testo in cui siamo, una pagina bianca ed una seconda INTERRUZIONE DI PA-
GINA alla fine di questa.
INTERRUZIONE DI PAGINA inserisce un salto pagina obbligato dopo la posi-
zione nel testo in cui siamo.

Figura 7-3 Interruzione di pagina


Sezioni documento e Numerazione delle pagine

L’interruzione di pagina fa quello che ci serve senza andare a capo 10-15


volte per riempire lo spazio bianco: obbliga Word a creare una pagina vuota e la-
scia che lo spazio bianco rimasto possa essere usato riempito solo dal testo che lo
precede. Se aggiungiamo così tanto testo da finire la pagina e finire anche con soli
pochi caratteri in quella successiva, Word inserirà un’altra pagina vuota ancora.
Il risultato è che il capitolo che volevamo che per forza iniziasse alla prima riga
di una pagina, resterà perfettamente al suo posto.

Figura 7-4 Salto pagina obbligato

Otterremo una interruzione di pagina anche con CRTL + INVIO da tastiera.

7.2 Sezioni del documento


Un file di Word si divide in sezioni. Fino a quando non viene inserita una nuo-
va sezione, un file avrà una sezione solamente. La funzione delle sezioni è dividere
macroblocchi di contenuto, partendo ad esempio da questa sequenza di contenuti ti-
pici di una tesi:
 frontespizio
 eventuali ringraziamenti
 sommario
 introduzione
 testo vero e proprio
 bibliografia
 eventuali allegati (tavole ecc.)

23
Sezioni documento e Numerazione delle pagine

Ecco come andrà divisa in sezioni:


 SEZIONE 1
o frontespizio
o eventuali ringraziamenti
o sommario
 SEZIONE 2
o introduzione
 SEZIONE 3
o testo vero e proprio
o bibliografia
 SEZIONE 4
o eventuali allegati (tavole ecc.)
Questa operazione è importante principalmente per un motivo: la numerazione
delle pagine. Le sezioni permettono numerazioni di pagine diverse tra loro. Sul
come numerare le pagine vi rimandiamo al paragrafo Numerare le pagine.
Per procedere, posizionatevi nei punti esatti del documento ed inserite le inter-
ruzioni di sezione dalla scheda LAYOUT DI PAGINA sezione IMPOSTA PAGINA,
con la voce INTERRUZIONI.

Figura 7-5 Le sezioni

La funzione più comune è “Pagina successiva” tra INTERRUZIONI DI SEZIO-


NE. Viene inserita una interruzione di sezione, e la sezione successiva inizia in una
pagina nuova. Possono tornare utili anche “Pagina pari” e “Pagina dispari” nel caso
vogliate forzare la nuova sezione ad iniziare per forza in uno dei due modi, ad es. nei
Sezioni documento e Numerazione delle pagine

nuovi capitolo che devono sempre iniziare sul lato destro del libro aperto (pagina di-
spari), che è il motivo per il quale in questo documento troverete pagine bianche.

7.3 Numerare le pagine


Ora che avete creato le sezioni del documento, potete passare a numerare le
pagine.
Dalla scheda INSERISCI nella sezione INTESTAZIONE E PIÈ DI PAGINA,
scegliete NUMERO DI PAGINA.

Figura 7-6 I numeri di pagina

Selezionate un numero di pagina “In basso” e scegliete se centrarlo, metterli


tutti a destra (per le tesi stampate solo fronte) o alternarlo destra-sinistra per le pagi-
ne dispari-pari (per le tesi stampare fronte/retro). Scegliete uno stile numerico norma-
le: niente colori o simboli.
Ora tutta la vostra tesi sarà numerata sequenzialmente. Per diversificare le
numerazioni per ogni sezione, portatevi in una pagina qualunque della sezione.
Poi dalla scheda INSERISCI nella sezione INTESTAZIONE E PIÈ DI PAGINA sce-
gliete FORMATO NUMERI DI PAGINA.

25
Sezioni documento e Numerazione delle pagine

Figura 7-7 Ricominciare la numerazione

Di default è selezionato “Continua dalla sezione precedente”. Modificate in


“Comincia da” e mettete “1”.
Per quanto riguarda il “Formato numero”, considerando una suddivisione della
tesi come indicato in 7.2
 nessun numero nella SEZIONE 1
 numeri romani (maiuscoli o minuscoli) per la SEZIONE 2
 numeri arabi per la SEZIONE 3
 se la SEZIONE 4 contiene tavole o allegati di altro genere, ognuno di
esso dovrà essere numerato (vedi 8.3) e descritto, senza numerare le
pagine

7.4 Rimuovere i numeri di pagina da una o più sezioni so-


lamente
Come indicato, la SEZIONE 1 non dovrà avere numeri di pagina. Ma noterete
che se dalla scheda INSERISCI nella sezione INTESTAZIONE E PIÈ DI PAGINA
scegliete RIMUOVI NUMERI DI PAGINA, spariranno da tutta la tesi. Questo accade
perché di default le INTESTAZIONI e i PIÈ DI PAGINA delle sezioni sono “Collegati”
tra di loro, per mantenere la coerenza di formattazione. Pertanto, dovremo prima
procedere a scollegare le sezioni, poi a cancellare i numeri di pagina dove non
desiderati.
Sezioni documento e Numerazione delle pagine

Per accedere alla modifica INTESTAZIONI E PIÈ DI PAGINA, si può fare


doppio click sul piè di pagina oppure dalla scheda INSERISCI, e scegliere MODIFI-
CA da uno dei due menu INTESTAZIONI o PIÈ DI PAGINA.
Come vedete nella SEZIONE 2 a destra c’è l’indicazione “Come sezione pre-
cedente”. Ora il menu di Word si trasforma in STRUMENTI INTESTAZIONI E PIÈ DI
PAGINA. Posizionandovi nel piè di pagina della SEZIONE 2 vedrete che nella sezio-
ne SPOSTAMENTO si accenderà la voce COLLEGA A PRECEDENTE. Deselezio-
natela, spostatevi nel piè di pagina della SEZIONE 1, e poi, nuovamente dal menù
NUMERO DI PAGINA di STRUMENTI INTESTAZIONI E PIÈ DI PAGINA scegliete
RIMUOVI NUMERI.

Figura 7-8 Modifica del piè di pagina

Non rimuovete mai manualmente i numeri cancellandoli come se fosse te-


sto normale direttamente nel piè di pagina, rischiereste di interferire con alcuni auto-
matismi di Word e di trovarvi errori nelle numerazioni.

27
Lavorare con le immagini

8 Lavorare con le immagini


Inserire immagini in Word è sempre un’operazione delicata, che rischia di met-
tere parecchio disordine nell’impaginazione generale.

8.1 Capire le immagini in Word


La prima cosa che deve essere chiara è che Word tratta le immagini come
se fossero un singolo carattere di testo. Quando inserite o incollate una foto in un
documento, automaticamente Word la pone come carattere successivo a quello che
avete scritto. Inoltre Word cerca di spostare in autonomia l’immagine in modo che
compaia per intero nella pagina. Questo è il motivo per cui basta inserire un po’ di te-
sto in una qualunque pagina che precede un’immagine, dopo averla inserita, per ri-
trovarsi l’impaginazione generale fuori posto.

8.2 Insegnare a Word a trattare le immagini


Dal momento che per Word l’immagine è sostanzialmente un carattere del te-
sto, creare uno STILE apposito da applicare alle foto è la cosa migliore per semplifi-
carvi la vita.
Come primo accorgimento, facciamo sì che un’immagine sia sempre un sin-
golo paragrafo. Pertanto prima di essa andiamo a capo (INVIO) e dopo di essa an-
diamo di nuovo a capo (INVIO).
Dopo essere andati a capo, inseriamo una immagine. Automaticamente sarà
formattata con lo stile NORMALE. Ora creeremo un nuovo stile, ad es. FIGURE che
poi modificheremo appositamente.

29
Lavorare con le immagini

Cliccate sull’immagine in modo da essere sicuri di essere posizionati con il


cursore su di essa. Poi dalla scheda HOME nella scheda STILI cliccando il pulsanti-
no per la visualizzazione di tutte le funzioni. SALVA SELEZIONE COME NUOVO
STILE VELOCE ci permetterà di creare un nuovo stile, che salveremo con il nome
FIGURE.
Ora modifichiamo lo stile FIGURE partendo dal PARAGRAFO: togliamo il rien-
tro speciale prima riga e mettiamo un po’ di spazio prima e dopo (12 punti ad es. o a
vostro piacimento), per evitare che le figure risultino troppo attaccate al testo prece-
dente e successivo. Impostiamo poi l’allineamento come “Al centro”.
Nel caso l’immagine si posizioni in maniera strana rispetta al testo, selezionate
la singola immagine per far sì che Word attivi il menu STRUMENTI IMMAGINE. Nella
sezione DISPONI la seconda funzione del menu di default vi propone “Testo a capo”
Modificatela in “Sopra e sotto” in modo da lasciare l’immagine da sola e senza testo
intorno o sovrapposto.

Figura 8-1 Disponi immagine


Lavorare con le immagini

8.3 Didascalie
Per ogni figura, tabella, grafico e simili inseriti nella tesi, è necessario proce-
dere alla numerazione e alla descrizione.
La funzione DIDASCALIA serve a questo. Vi si può accedere cliccando con il
tasto destro del mouse sull’oggetto da descrivere, o dalla scheda RIFERIMENTI nel-
la sezione DIDASCALIA.
Ogni tipo di elemento va numerato in relazione al capitolo di appartenenza e
per ogni tipo diverso si crea una numerazione dedicata (quindi una per le figure, una
per le tabelle, eccetera).
In INSERISCI DIDASCALIA scegliete NUMERAZIONE. Per le immagini sce-
gliete “Figura” come ETICHETTA. Se oltre a quelle di default avete bisogno di altre
etichette (ad es. “Grafico”), createla con NUOVA ETICHETTA. Aggiungete il testo
che vi serve nel campo DIDASCALIA successivamente al testo generato automati-
camente: esso farà da titolo e verrà riportato nel caso includiate un elenco delle figu-
re alla tesi.
La POSIZIONE invece va sempre “Sotto” per figure e formule, mentre va “So-
pra” per le tabelle.

Figura 8-2 Menu didascalia

Nel menu NUMERAZIONE, scegliete il FORMATO in numeri arabi, spuntate


INCLUDI NUMERO DI CAPITOLO e scegliete il livello di riferimento della numera-

31
Lavorare con le immagini

zione in STILE INIZIALE DEL CAPITOLO. Il livello è il quello numerato più in alto di
tutti, in questo caso TITOLO 1

Figura 8-3 Numerazione automatica

La didascalia ha un suo stile di Word, che potete modificare a piacimento per


renderlo coerente al testo, come carattere, colore e grandezza.
Consigliamo l’allineamento al centro per renderla solidale con l’immagine, una
dimensione di 10 o 12 punti e il testo in corsivo per renderla più evidente.
I riferimenti incrociati

9 I riferimenti incrociati
9.1 Premessa: i codici di campo
Abbiamo visto come numerare automaticamente capitoli, paragrafi, figure e
tabelle. Ma a cosa serve?
Word utilizza quelli che in Office si chiamano “Codici di campo” (riconoscibili
perché evidenziati in grigio quando ci si posiziona sopra), che servono per creare
elementi in maniera automatizzata prelevando dati esternamente (ad es. da un foglio
Excel) o da altri punti del documento.
I codici di campo servono per i numeri di pagina, la numerazione di capitoli e
paragrafi, le citazioni, i riferimenti incrociati, la numerazione nelle didascalie nelle
immagini, il sommario, ma anche molto altro.
Tutto quanto creato tramite i codici di campo è contenuto dinamico, quindi
non va mai modificato manualmente, o si corre il rischio di cancellare del tutto
l’elemento.
I codici di campo vi permettono anche di saltare direttamente all’elemento di ri-
ferimento cliccandoci sopra mentre tenete premuto CTRL. Diventano link cliccabili
nei file PDF salvati scegliendo “Intestazioni” in CREA SEGNALIBRI UTILIZZANDO,
nel menu OPZIONI.

33
I riferimenti incrociati

Figura 9-1 Menu opzioni accessibile dalla finestra di salvataggio in PDF

9.2 Sommario
Per generare automaticamente un sommario, posizionatevi dopo il frontespizio
e prima dell’introduzione, inserite una pagina vuota e poi dalla scheda RIFERIMENTI
scegliete SOMMARIO, in una delle forme TABELLA AUTOMATICA proposte.

Figura 9-2 Inserire il sommario


I riferimenti incrociati

Ogni modifica fatta al documento dopo l’inserimento del sommario, verrà tenu-
ta in conto da Word, come nuova numerazione delle pagine, cambio di titoli e para-
grafi, eccetera. Nel caso non fosse visualizzato subito il sommario aggiornato, posi-
zionarsi su di esso: verrà mostrato un pulsante per aggiornare solo i numeri di pagina
o l’intero sommario.
Non modificate mai il sommario manualmente: è interamente composto da
codici di campo.

9.3 Riferimenti interni al testo


Dovete citare una figura o un paragrafo nel vostro testo? Potete farlo manual-
mente ma poi dovrete ricordarvi di correggere il riferimento se, ad es., la “Figura 6.1”
diventa la “Figura 6.5”.
Risparmiatevi questi problemi con i riferimenti incrociati di Word. Dalla scheda
RIFERIMENTI, nella sezione DIDASCALIE scegliete RIFERIMENTO INCROCIATO.

Figura 9-3 Creare riferimenti incrociati

Vi verrà proposta la struttura del documento, solitamente basata sugli STILI di


cui abbiamo parlato in Usare gli stili di Word. Nel menu TIPO potete scegliere a cosa

35
I riferimenti incrociati

volete riferirvi (capitoli, figure, tabelle ecc.) e a destra in INSERISCI RIFERIMENTO


A il modo in cui verrà riportato nel testo.
Non avrete più bisogno di fare correzioni manuali. Se fate un riferimento
come qui al paragrato Usare gli stili di Word ed esso cambiasse nome in qualcosa di
diverso, Word aggiornerebbe automaticamente tutti i riferimenti interni.
Visualizzazione struttura

10 Visualizzazione struttura
La visualizzazione struttura di Word vi permette di manipolare le parti del vo-
stro documento in maniera sicura e senza le solite spiacevoli conseguenze dei sem-
plici copia/incolla di grandi parti di testo.

10.1 Riquadro di spostamento


Potete avere sempre sott’occhio la struttura del vostro documento (e muovervi
velocemente da un punto all’altro di esso) dal RIQUADRO DI SPOSTAMENTO.
Esso si attiva dalla scheda VISUALIZZA nella sezione MOSTRA.

Figura 10-1 Accedere alle modalità di visualizzazione

Comparirà alla vostra sinistra, ma potete spostarlo a piacere e sganciarlo dalla


schermata di lavoro. Evidenziato in giallo vedete la posizione in cui vi trovate; clic-
cando su uno degli elementi vi potete spostare velocemente da un punto all’altro del
documenti, come vedete in Figura 10-2 Riquadro di spostamento.

37
Visualizzazione struttura

Figura 10-2 Riquadro di spostamento


Visualizzazione struttura

10.2 Spostare blocchi di testo


Il copia-incolla non vi servirà più: se dovete spostare il paragrafo 5.3 prima
del 5.2, è sufficiente posizionarvi con il mouse sull’elemento nel riquadro di sposta-
mento, tenere cliccato il tasto sinistro e trascinare il 5.3 nella posizione desiderata.
Ma non solo: il paragrafo 5.3 è proprio completamente fuori posto? E non solo,
è un paragrafo ma in realtà dovrebbe essere un capitolo? Non si tratta più solo di
spostarlo ma anche di cambiarne la gerarchia.
Con la VISUALIZZAZIONE STRUTTURA è tutto immediato: potete spostare
un blocco di testo (comprensivo di figure, didascalie, citazioni e tutto quanto
rischierebbe di andare fuori posto con un normale copia-incolla) in una nuova
posizione e alzarlo o abbassarlo di livello gerarchico.
Sempre nella scheda VISUALIZZA scegliete STRUTTURA.

Figura 10-3 Visualizzazione struttura

Ora Word vi proporrà una visuale più scarna sul testo, che non serve per la
formattazione o la scrittura, bensì solo per spostare facilmente blocchi di testo.

39
Visualizzazione struttura

Figura 10-4 Visualizzazione struttura

Posizionatevi sul blocco che volete spostare e nel menu in alto vedrete il suo
attuale livello gerarchico “Livello 1”. Potete abbassarlo di livello cambiando la scelta
nel menu o usando le frecce verdi a destra (quelle di sinistra per alzarlo). Abbinando
il “seleziona e trascina” degli elementi del menu di spostamento con le frecce “al-
za/abbassa di livello” potrete riordinare gli elementi del vostro elaborato velocemen-
te, senza perdere la formattazione e vedendo tutte le numerazioni aggiornate auto-
maticamente.
Per spostare blocchi più piccoli, ad es. singoli paragrafi, potete usare i simboli
a pallino grigio a sinistra del testo, sui quali il cursore diventa una freccia a quattro
punte.
Visualizzazione struttura

Figura 10-5 Spostare elementi in visualizzazione struttura

41
Il documento MASTER: lavorare con più file

11 Il documento MASTER: lavorare con


più file
La vostra tesi è divisa in più file, magari capitolo per capitolo? Non serve che
facciate il lavoro di formattazione su ogni singolo file, ma solamente su uno.
Create un nuovo file vuoto in Word: esso sarà il nostro documento “Ma-
ster”. Salvatelo con nome e posizione a vostro piacimento e applicate ad esso tutte
le modifiche agli stili di cui sopra.
Il documento “Master” farà sostanzialmente da contenitore vuoto per tutti gli
altri file; inoltre definirà gli stili. Gli altri file saranno solamente collegati, pertanto, se
c’è bisogno di fare correzioni o aggiunte, sarà sufficiente modificare i singoli file per
vedere le modifiche anche nel file “Master”.
Per lavorare sul file “Master”, entrate in VISUALIZZAZIONE STRUTTURA.
Nella sezione DOCUMENTO MASTER cliccate su MOSTRA DOCUMENTO. Da qui
potrete collegare gli altri file a questo, mantenendo la coerenza della formattazione e
senza bisogno di copia/incolla (che si porterebbe dietro dagli altri file anche la format-
tazione rischiando di mischiare gli stili di due documenti differenti).

Figura 11-1 Lavorare con più documenti

43
Il documento MASTER: lavorare con più file

Posizionatevi nel punto in cui volete inserire il contenuto, cliccate su “Inserisci”


e scegliete il file tra le vostre cartelle.
Nell’esempio vedete un file a caso inserito in questo documento. Essendo tut-
to basato sullo stile NORMALE, automaticamente si adatta allo stile del docu-
mento di destinazione: Arial 12, interlinea 1.5, giustificato, rientro prima riga, rispet-
to dei margini della pagina.

Figura 11-2 Il testo inserito da un altro file

Questo invece è il documento originale se aperto a se stante.

Figura 11-3 Il testo nel file di origine


Il documento MASTER: lavorare con più file

Le altre funzioni del DOCUMENTO MASTER permettono con CREA di creare


un nuovo file collegato al master, di collegarne o scollegarne di esistenti, di permette-
re la modica dei contenuti direttamente nel master o di proteggerli dalla modifica.
Si possono anche unire tra loro documenti secondari o dividerne uno in più file
se ad es. è troppo lungo.

45
Accorgimenti e suggerimenti extra e opzionali

12 Accorgimenti e suggerimenti extra e


opzionali
12.1 Ortografia
La tesi di laurea non è un compitino, una tesina o un post su un social net-
work. Non “fa lo stesso” se la punteggiatura, le maiuscole e quant’altro non seguono
le regole dell’ortografia italiana: non siate sciatti.
Gli spazi tra le parole sono sempre singoli e la punteggiatura si attacca alla
parola che precede il segno di interpunzione.
Per cui così è corretto:
scrivo una frase con un punto e virgola; poi scrivo altro
Così è sbagliato (e brutto da vedere):
scrivo una frase con un punto e virgola ; poi scrivo altro
Fanno eccezioni le parentesi e le virgolette aperte (che “stanno” a sinistra), le
quali hanno lo spazio che le precede e si attaccano alla parola seguente.

12.2 Caratteri “difficili”


Ci sono caratteri che non compaiono sulla tastiera. Ci sono vari modi per otte-
nerli:
 in un sistema operativo Apple ad esempio una È si ottiene con OP-
TION+MAIUSCOLO+E, oppure OPTION+9 e poi E maiuscola

47
Accorgimenti e suggerimenti extra e opzionali

 in generale ogni carattere si ottiene con ALT+NNN, ovvero il tasto ALT


sinistro tenuto premuto mentre si compone un numero nel tastierino
numerico; nel caso della È, si ottiene con ALT + 200, o delle parentesi
graffe { ALT + 123 e } ALT + 125 (o anche ALTGR + MAIUSCOLO +
PARENTESI QUADRA)
 Usare l’inserimento simboli di Word (INSERISCI poi SIMBOLI)
 Usare la “Mappa dei caratteri” del proprio sistema operativo (tra gli “Ac-
cessori” nel menu di Windows o digitando CHARMAP nella barra di ri-
cerca) che permette di fare “copia-incolla”
 Scrivere in minuscolo e convertire in maiuscolo con il pulsante eviden-
ziato in verde (oppure MAIUSCOLO + F3 da tastiera più volte fino alla
forma desiderata)

Figura 12-1 Maiuscole e minuscole al volo

12.3 Sillabazione
Utilizzare l’allineamento giustificato, ovvero un allineamento che mantiene il
testo perfettamente incolonnato a destra a sinistra di ogni paragrafo, può a volte
causare un fastidioso effetto stretch, soprattutto quando ci sono parole molto lunghe.
Questo perché di default Word non sillaba le parole, andando sempre a capo
alla prima parola intera che non sta sulla riga e giocando con la dimensione variabile
della spaziatura tra le parole. Andare a capo nel mezzo di una parola è però perfet-
tamente normale e tipografico, e rende le righe dei paragrafi maggiormente uniformi
tra loro.
Per attivare la sillabazione è sufficiente andare nella scheda LAYOUT DI PA-
GINA nella sezione IMPOSTA PAGINA e impostare SILLABAZIONE su “Automati-
ca”. Si possono anche impostare regole con “Opzioni di sillabazione” per chi abbia
preferenze sul metodo automatico di Word che comunque, in linea di massima, pro-
pone risultati soddisfacente.
Accorgimenti e suggerimenti extra e opzionali

Nel caso invece vogliate applicare la sillabazione solo ai casi più evidenti (il
contro della sillabazione è che troppi a capo tendono ad affaticare maggiormente la
lettura rispetto ad un documento non sillabato), selezionate le singole parole da silla-
bare e impostate SILLABAZIONE su “Manuale”. Vi verrà proposto il termine selezio-
nato con una sua sillabazione che potete modificare. Word si preoccuperà di usarla o
meno a seconda se poi il paragrafo verrà modificato e se ci sarà necessità di andare
a capo, e solo sulle parole impostate.
Potete anche sillabare al volo una parola aggiungendo un – tra le sillabe, ma
tenete conto che se modificate il paragrafo e la parola si sposta, il trattino rimarrà (a
differenza della sillabazione manuale).

12.4 Modelli di documento e Set di stili

12.4.1 Set di stili


Modificare gli stili di default o crearne dei nuovi fa sì che quando aprite il file
essi siano ancora lì, mentre un documento vuoto di default torna agli stili preimposta-
ti; ci sono diversi modi per riutilizzare i nostri stili in nuovi documenti senza doverli
reimpostare a mano.
Riguardo ai soli stili, potete salvare e richiamare a piacimento il vostro set per-
sonalizzato. Cliccando su CAMBIA STILI in HOME sezione STILI, potete accedere
ad alcuni set preimpostati di Word oltre a quello che vi viene mostrato di default. Da
qui SET DI STILI e SALVA COME SET DI STILI VELOCI. Date un nome a piacere,
come ad es. “Tesi di laurea” ed ecco che potete passare da uno stile all’altro in pochi
click, anche in nuovi documenti di Word.

49
Accorgimenti e suggerimenti extra e opzionali

Figura 12-2 Set di stili veloci

Per portare il vostro set di stili da un computer ad un altro, ripetete l’opzione


partendo da un documento di Word che usa gli stili di cui volete creare un set. Altri-
menti salvate una copia del modello di stile veloce nell’altro computer, copiandola da
questa cartella (copiate la posizione nella barra degli indirizzi di una qualunque car-
tella o usando la funzione “Esegui” (WIN + R) di Windows:
%userprofile%\AppData\Roaming\Microsoft\QuickStyles

12.4.2 Modelli di documento


Un altro sistema, che offre possibilità aggiuntive, è sfruttare i modelli di docu-
mento di Word. Ogni volta che avviate il programma, esso carica un file che si chia-
ma “normal.dotx”.
Quando modificate o create un nuovo stile, vedete in basso l’opzione “Solo in
questo documento” selezionata. Se invece cambiate la selezione “Nei nuovi docu-
menti basati sul modello”, le modifiche rimarranno memorizzate come di default.
Usando “Nei nuovi documenti basati sul modello”, tutti i nuovi file basati su “nor-
mal.dotx” manterranno le modifiche. I modelli di documento non salvano solamente
gli stili, ma anche impaginazione, bordo pagina, numerazione, intestazioni e piè di
pagina, oltre che a normale testo inserito (ad es. potete creare il modello di una lette-
ra in cui cambiano solo pochi dettagli). Potete creare un modello di Word semplice-
Accorgimenti e suggerimenti extra e opzionali

mente salvando il file con “Salva con nome” e poi “Modello di Word” dal menu a ten-
dina sotto il campo “Nome file”.
Per creare un file vuoto partendo da un modello, basta fare doppio click su di
esso. Word si aprirà con un file senza nome, ma con tutti gli elementi del modello.
Potete anche aprirlo da FILE e nella prima riga di opzioni scegliere “Nuovo da esi-
stente”. Nel caso abbiate salvato il modello nella cartella di sistema dei modelli, lo
troverete anche cliccando su “Modelli personali”. Trovate questi dettagli, modificabili,
nelle opzioni di Word da FILE poi OPZIONI e SALVATAGGIO.

Figura 12-3 Opzioni di Word

12.5 Intestazione e piè di pagina


Abbiamo già affrontato l’argomento in Rimuovere i numeri di pagina da una o
più sezioni solamente.
È possibile aggiungere qualche dettaglio nell’intestazione o nel piè di pagina
per mostrare velocemente in quale punto del documento ci si trova. Si tratta di qual-
cosa di puramente opzionale e non richiesto, ma che in certi casi potrebbe essere ti-
pograficamente elegante.

51
Accorgimenti e suggerimenti extra e opzionali

Fate doppio click sull’intestazione di pagina, per entrare in modalità modifica.


Dal menu scegliete PARTI RAPIDE e poi CAMPO per accedere a questo menu.

Figura 12-4 Parti rapide

Da qui potete inserire ogni tipo di codice di campo di Word, che permette di
creare testo automatizzato in maniera dinamica.
Scegliete “Collegamenti e riferimenti” in CATEGORIE, poi “StyleRef” e, ad es.
“Titolo 2” per fare comparire nell’instazione il nome del paragrafo “Titolo 2” corrente
della pagina. Formattate a piacere (ad es. una riga sotto, il corsivo, 10 pt di caratte-
re). Potete modificare il comportamento dell’intestazione a seconda delle pagine de-
stra/sinistra selezionando DIVERSI PER PAGINE PARI E DISPARI in OPZIONI nel
menu PROGETTAZIONE che compare facendo doppio click sull’intestazione. In
questo modo potete ad es. allineare a sinistra nelle pagine pari e a destre nelle di-
spari.
Per impedire che il vostro TITOLO 2 venga riportato dove non si deve (ad es.
il frontespizio ecc.) ricordate di SCOLLEGARE le intestazioni nelle varie sezioni del
documento, come indicato in Sezioni documento e Numerazione delle pagine.
Accorgimenti e suggerimenti extra e opzionali

12.6 Frontespizio: un esempio

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI


DI MODENA E REGGIO EMILIA
Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari”

Corso di Laurea in Ingegneria XYZ

Titolo della tesi

Relatore Tesi di laurea di


Chiar.mo Prof. NOME COGNOME NOME COGNOME
Correlatori
Prof. NOME COGNOME
Ing. NOME COGNOME

Anno Accademico 201x-201x

53
Accorgimenti e suggerimenti extra e opzionali

12.7 Copertina CD: un esempio


La copertina è 12 cm x 12 cm di dimensione.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI
DI MODENA E REGGIO EMILIA
Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari”

Corso di Laurea in Ingegneria XYZ

Titolo della tesi

Relatore Tesi di laurea di


Chiar.mo Prof. NOME COGNOME NOME COGNOME
Correlatori
Prof. NOME COGNOME
Ing. NOME COGNOME

Anno Accademico 201x-201x


Citazioni e bibliografia

13 Citazioni e bibliografia
13.1 Premessa
Word permette di creare un database bibliografico da utilizzare per le vostre
citazioni e la bibliografia finale. Sul perché sia fondamentale citare le fonti e com-
pilare la bibliografia, vi rimandiamo al nostro Ufficio consulenze tesi di laurea 6 e alle
guide specifiche sull’argomento7. Inoltre la biblioteca suggerisce, soprattutto per i lau-
reandi magistrali, di utilizzare un software Reference Manager dedicato, come ad
es. Zotero8, che offre molte più funzioni ed è perfettamente integrabile in Word.

13.2 Popolare il database delle fonti di Word


Le funzioni sono tutte nella scheda RIFERIMENTI nella sezione CITAZIONI E
BIBLIOGRAFIA.
Con GESTISCI FONTI potete procedere all’inserimento delle indicazioni bi-
bliografiche delle fonti consultati, cercando di essere il più completi possibile. I casi
tipici e più comuni di inserimento sono tre.
Libri: è fondamentale riempire i campi come da Figura 13-1 Inserimento voce
libro. L’indicazione di edizione si inserisce solo se successiva alla prima.

6
Shorturl alla pagina del servizio del nostro sito: http://tiny.cc/ufficiotesi-bust
7
Shorturl alla pagina delle guide sul nostro sito: http://tiny.cc/guide-bust
8
http://www.zotero.org

55
Citazioni e bibliografia

Figura 13-1 Inserimento voce libro

Word permette di gestire gli autori, pertanto in nuovi inserimenti è possibile ri-
chiamare autori già utilizzati prima con MODIFICA. È possibile anche citare solo una
parte di libro usando TIPO DI FONTE “Sezione di libro”, che vi proporrà un ulteriore
campo titolo in cui indicare il nome del capitolo/paragrafo. Anche la citazione di un in-
tervento ad un convegno funziona nello stesso modo.
Articolo di rivista: anche se si tratta di un articolo in formato elettronico, la ci-
tazione deve sempre essere come se fosse cartaceo. Non è come citare un link di un
sito web, vedi Figura 13-3 Inserimento link.

Figura 13-2 Inserimento voce articolo rivista

Link a sito web: in alcuni casi ci potrebbe essere un autore vero e proprio da
indicare.
Citazioni e bibliografia

Figura 13-3 Inserimento link

13.3 Citare nel testo


Durante la scrittura del vostro testo, a seconda della necessità, dovrete inseri-
re la citazione alla fonte per corroborare il concetto che state esprimendo. Per fare
ciò è sufficiente andare nella scheda RIFERIMENTI e poi INSERISCI CITAZIONE.
Potete scegliere dal menu a discesa e cliccare sulla fonte desiderata. Ecco un
esempio con del testo casuale:
"Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit, sed do
eiusmod tempor incididunt ut labore et dolore magna aliqua (Strozzi, et
al., 2016). Ut enim ad minim veniam, quis nostrud exercitation ullamco
laboris nisi (Çengel, 2009) ut aliquip ex ea commodo consequat. Duis
aute irure dolor in reprehenderit in voluptate velit esse cillum dolore eu
fugiat nulla pariatur (Strozzi, et al., 2016). Excepteur sint occaecat cupi-
datat non proident, sunt in culpa qui officia deserunt mollit anim id est
laborum."
Come già per i riferimenti incrociati, vedrete che le citazioni diventano grigie
quando vi si passa sopra con il mouse. Questo perché sono anch’esse codici di
campo e si aggiornano automaticamente se, in questo caso, viene modificato qual-
che dettaglio bibliografico della citazione.
Potete modificare lo stile citazionale al volo in qualunque momento. I due stili
che vi suggeriamo di usare sono Harvard (autore-data) e IEEE (numerico, che è una

57
Citazioni e bibliografia

variante del Vancouver). Rivolgetevi al vostro relatore per sapere se ha preferenze


specifiche da indicarvi.
Per saperne di più sugli stili rivolgetevi al nostro Ufficio consulenza tesi di lau-
rea o leggete le nostre guide dedicate:
 http://tiny.cc/ufficiotesi-bust
 http://www.biblioingegneria.unimore.it/site/home/cataloghi-e-risorse/
tutte-le-guide-pubblicate-sul-nostro-sito.html

13.4 Bibliografia
Questa è una delle ultimissime cosa da indicare nella tesi, pertanto inserite
una pagina vuota e da RIFERIMENTI; il menu vi propone due opzioni: “Bibliografia” e
“Opere citate”. Le due cose possono anche coincidere. Opere citate produrrà un
elenco basandosi esclusivamente sulle fonti citate nel testo. Bibliografia invece
produrrà un elenco con tutte le fonti memorizzate nella colonna destra del da-
tabase. La bibliografia infatti comprende non solo quello che si cita, ma anche altre
fonti utilizzate per il lavoro che non necessariamente sono state oggetto di citazione.
A voi la scelta in base ai dati che avete inserito.
Anche la bibliografia è creata con i codici di campo, per cui se c’è un errore in
un dato non modificatela manualmente, ma effettuate i cambiamenti direttamente
nel database bibliografico di Word.

13.4.1 Bibliografia di esempio


Anon., 2017. Voce "Carbon Fiber" su Wolfram Alpha. [Online]
Available at: https://www.wolframalpha.com/input/?i=carbon+fiber
[Consultato il giorno 08 maggio 2017].
Çengel, Y. A., 2009. Termodinamica e trasmissione del calore. 3. a cura di
Milano: McGraw-Hill.
Strozzi, A. et al., 2016. Analytical evaluation of the peak contact pressure in a
rectangular elastomeric seal with rounded edges. Journal of Strain Analysis for
Engineering Design, 51(4), pp. 304-317.
Indice delle figure

14 Indice delle figure


Figura 5-1 Le impostazioni della pagina ........................................................... 9
Figura 6-1 La barra degli stili .......................................................................... 11
Figura 6-2 Uno stile selezionato ..................................................................... 12
Figura 6-3 Modificare uno stile ........................................................................ 12
Figura 6-4 Le impostazioni base dello stile ..................................................... 13
Figura 6-5 Le impostazioni base modificate.................................................... 14
Figura 6-6 Testo formattato con gli stili di default ........................................... 14
Figura 6-7 Testo formattato con gli stili modificati ........................................... 15
Figura 6-8 Menu FORMATO per lo stile ......................................................... 15
Figura 6-9 Opzioni PARAGRAFO dello stile ................................................... 16
Figura 6-10 Testo formattato dopo la modifica dello stile................................ 17
Figura 6-11 Esempio di stili TITOLO ............................................................... 18
Figura 6-12 Esempio di stili TITOLO ............................................................... 18
Figura 6-13 Modifica di uno stile TITOLO ....................................................... 18
Figura 6-14 Modifica di uno stile TITOLO ....................................................... 19
Figura 6-15 Creazione elenco a più livelli ....................................................... 20
Figura 7-1 Come visualizzare i caratteri nascosti di sistema .......................... 21
Figura 7-2 Modo scorretto di forzare spazio bianco ........................................ 22
Figura 7-3 Interruzione di pagina .................................................................... 22
Figura 7-4 Salto pagina obbligato ................................................................... 23
Figura 7-5 Le sezioni ...................................................................................... 24

59
Indice delle figure

Figura 7-6 I numeri di pagina .......................................................................... 25


Figura 7-7 Ricominciare la numerazione ........................................................ 26
Figura 7-8 Modifica del piè di pagina .............................................................. 27
Figura 8-1 Disponi immagine .......................................................................... 30
Figura 8-2 Menu didascalia............................................................................. 31
Figura 8-3 Numerazione automatica ............................................................... 32
Figura 9-1 Inserire il sommario ....................................................................... 34
Figura 9-2 Creare riferimenti incrociati ............................................................ 35
Figura 10-1 Accedere alle modalità di visualizzazione ................................... 37
Figura 10-2 Riquadro di spostamento ............................................................. 38
Figura 10-3 Visualizzazione struttura .............................................................. 39
Figura 10-4 Visualizzazione struttura .............................................................. 40
Figura 10-5 Spostare elementi in visualizzazione struttura ............................. 41
Figura 11-1 Lavorare con più documenti ........................................................ 43
Figura 11-2 Il testo inserito da un altro file ...................................................... 44
Figura 11-3 Il testo nel file di origine ............................................................... 44
Figura 12-1 Maiuscole e minuscole al volo ..................................................... 48
Figura 12-2 Set di stili veloci ........................................................................... 50
Figura 12-3 Opzioni di Word ........................................................................... 51
Figura 13-1 Inserimento voce libro ................................................................. 56
Figura 13-2 Inserimento voce articolo rivista .................................................. 56
Figura 13-3 Inserimento link ........................................................................... 57
La tesi di laurea con Microsoft Word
Impaginazione, formattazione e automatismi

A cura di Pola Michele


Versione usata: Word 2010 per Windows
Ultima modifica: Maggio 2017

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