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SESSIONE 19

19.1

UNA SECONDA TECNICA A SUPPORTO DELL’ANALISI DI


BILANCIO CONSISTE NELLA ELABORAZIONE DI QUOZIENTI
(O INDICI) DI BILANCIO.

ANCHE L’ANALISI PER INDICI


 PARTICOLARMENTE OVE
CONDOTTA IN MANIERA SISTEMICA  CONSENTE DI
APPREZZZARE L’ECONOMICITA’ DELL’AZIENDA INDAGATA.

È SEMPRE CONSIGLIABILE UTILIZZARE CONGIUNTAMENTE


LA TECNICA DI RICLASSIFICAZIONE CON QUELLA DI
COSTRUZIONE DEGLI INDICI/QUOZIENTI.

IN FASE DI ELABORAZIONE DEL SISTEMA DEGLI INDICI DI


BILANCIO BISOGNA PORRE ATTENZIONE ALLE IPOTESI
PREVIAMENTE FORMULATE PER OPERARE LA
RICLASSIFICAZIONE DEI VALORI UTILIZZATI NEGLI INDICI.
19.2
19.2.a
19.3

Individuano l’attitudine della gestione a rimunerare


tutti i fattori produttivi

Misurano la capacità di far fronte agli impegni


nel m/l periodo

Danno conto della capacità di far fronte agli impegni


in ogni momento

Analizzano la capacità di utilizzare la minore quantità


di input per ottenere un dato output

Evidenziano la capacità di crescita dimensionale ed


operativa
19.4
19.4.a

CONSENTE DI APPREZZARE L’ATTITUDINE DELLA


GESTIONE A RIMUNERARE IL CAPITALE DI RISCHIO

E’ dato dal rapporto tra reddito netto (RN) e mezzi


propri o patrimonio netto (PN):

ROE = RN/PN

PER ESPRIMERE UN FONDATO GIUDIZIO


OCCORRE CONFRONTARE IL ROE CON IL
RENDIMENTO DEGLI IMPIEGHI ALTERNATIVI DI
CAPITALE

SI POSSONO ESPRIMERE, PUR A PARITA’ DI ROE,


GIUDIZI DIFFERENTI IN DIPENDENZA DELLA
RILEVANZA DEL CONTRIBUTO FORNITO DALLE
GESTIONI ACCESSORIE.
19.4.b

CONSENTE DI ANALIZZARE LA REDDITIVITA’ DELLA


GESTIONE CARATTERISTICA

E’ dato dal rapporto tra reddito operativo della gestione


caratteristica (ROGC) e totale delle attività (al netto dei
fondi rettificativi) impiegate nella gestione caratteristica
(CIGC, capitale investito della gestione caratteristica):

RO
ROI = (gc )
CI
• MISURA QUANTO HANNO RESO LE ATTIVITA’
NETTE IMPEGNATE NELLA GESTIONE
CARATTERISTICA.

• PER ESPRIMERE UN GIUDIZIO FONDATO, IL


ROI CALCOLATO PER UNA DATA IMPRESA DEVE
ESSERE CONFRONTATO CON IL ROI DELLE
IMPRESE APPARTENENTI ALLO STESSO
SETTORE O ALLO STESSO RAGGRUPPAMENTO
STRATEGICO.
19.4.c

E’ POSSIBILE UTILIZZARE ANCHE IL RAPPORTO TRA


REDDITO OPERATIVO AZIENDALE E CAPITALE
INVESTITO COMPLESSIVO.
ESSO E’ NOTO COME ROA (RETURN ON ASSET)

RO
ROA =
CI

QUANDO GLI INVESTIMENTI ACCESSORI ASSUMONO


UN VALORE TRASCURABILE RISPETTO AGLI
INVESTIMENTI DELLA GESTIONE CARATTERISTICA, IL
ROA TENDE A COINCIDERE CON IL ROI. IN DETTI CASI
IL ROI SI MISURA COME RAPPORTO TRA RO E CI
19.5

L’ELABORAZIONE DI QUESTI TRE INDICI OBBLIGA


L’ANALISTA A RICLASSIFICARE PREVENTIVAMENTE
LO STATO PATRIMONIALE SECONDO IL CRITERIO
FINANZIARIO.
19.5.a

Misura il grado di dipendenza da terzi finanziatori con


riferimento alle fonti di finanziamento.

SI DISTINGUE:

IL GRADO DI INDEBITAMENTO GLOBALE:

Debiti totali
MP

DA

IL GRADO DI INDEBITAMENTO
STRUTTURALE

Debiti di finanziamento
MP
19.5.b

ESPRIME IL RAPPORTO TRA DEBITI COMPLESSIVI E MEZZI PROPRI:


1. UN VALORE = 1 INDICA UNA SITUAZIONE DI EQUILIBRIO TRA MEZZI PROPRI
E MEZZI DI TERZI.
2. UN VALORE > 1 IMPLICA MT > MP E QUINDI L’AZIENDA PRESENTA UNA
PREVALENZA DI DEBITI RISPETTO AL CAPITALE PROPRIO.
3. UN VALORE < 1 IMPLICA MP > MT

1. ESPRIME IL RAPPORTO TRA I SOLI DEBITI DI FINANZIAMENTO E I MEZZI


PROPRI
2. PERMETTE DI APPREZZARE L’INCIDENZA DEI DEBITI CONTRATTI PER FAR
FRONTE ALLE NECESSITA' FINANZIARIE SIA DI BEVE SIA DI LUNGO PERIODO.
19.5.c

Mette in relazione i mezzi propri con le attività durevoli e


strumentali alla gestione caratteristica

MP
AFN
• SE L’INDICE E’ > 1 si ha una situazione SOLIDA
• SE L’INDICE E’ = 1 si ha una situazione di EQUILIBRIO
• SE L’INDICE E’ < 1 si ha una situazione degna di ATTENZIONE

QUESTI PARAMETRI SONO INDICATIVI. INFATTI, AD


ESEMPIO, VALORI < 1 SONO TIPICI:
- NEI PRIMI ANNI DI ATTIVITA’,
- NELLE FASI DI NOTEVOLE SVILUPPO,
- NELLE AZIENDE CON FINANZIAMENTI AGEVOLATI.

tale indice andrà interpretato comunque considerando:


• la capacità di generare flussi di cassa,
• la durata del vincolo finanziario,
• l’onerosità dei mezzi di terzi.
19.5.d

Mette in relazione le stesse grandezze prese a base


nell’indice di copertura delle immobilizzazioni, tuttavia non
a mezzo di un rapporto, bensì mediante una differenza:

MP – AFN

• Se il margine è > 0 si ha una situazione SOLIDA


• Se il margine è = 0 si ha una situazione di EQUILIBRIO
• Se il margine è < 0 si ha una situazione degna di ATTENZIONE

Valgono, anche in questo caso, le medesime considerazioni


dianzi svolte per l’indice di copertura delle immobilizzazioni.
19.6

LA COSTRUZIONE DI QUESTI 4 INDICI OBBLIGA


L’ANALISTA ALLA RICLASSIFICAZIONE DELLO
STATO PATRIMONIALE SECONDO IL CRITERIO
FINANZIARIO
19.6.a

Mette in rapporto le attività correnti al netto del


magazzino con le passività correnti.

( Liquidità immediate + liquidità differite )


PC
• SE L’INDICE E’ > 1 si ha una situazione di LIQUIDITA’
• SE L’INDICE E’ = 1 si ha una situazione di EQUILIBRIO
• SE L’INDICE E’ < 1 si ha una situazione di PERICOLO

Tale indice mette in evidenza la capacità dell’azienda di


far fronte agli impegni a breve utilizzando le attività
destinate ad essere realizzate nel breve temine.

L’INDICE METTE IN RELAZIONE L’EQUILIBRIO TRA


CREDITI E DEBITI E NON TRA SINGOLI INCASSI E
PAGAMENTI.
ANCHE NEL CASO IN CUI L’INDICE FOSSE >1,
L’AZIENDA ESAMINATA POTREBBE COMUNQUE
AVERE DIFFICOLTÀ A PAGARE UN CERTO DEBITO, IN
QUANTO IN QUEL MOMENTO POTREBBE ESSERE
SPROVVISTA DI MEZZI LIQUIDI.
19.6.b

Mette in relazione le stesse grandezze prese a base dal


calcolo dell’indice di liquidità primaria, tuttavia non con un
rapporto, bensì mediante una differenza.

(Liqudità immediate + Liquidità differite) – PC

• Se il margine è > 0 si ha una situazione di LIQUIDITA’


• Se il margine è = 0 si ha una situazione EQUILIBRIO

• Se il margine è < 0 si ha una situazione PERICOLO (DEFICIT DI


TESORERIA).

Al riguardo, valgono le medesime considerazioni svolte per


l’indice di liquidità primaria.
19.6.c

Pone in rapporto le attività correnti (compreso il


magazzino) con le passività correnti:

AC
PC

Si noti che in questo quoziente, al numeratore, è compreso anche


il magazzino, il quale nel concreto può presentare problemi nella
sua trasformazione in numerario.

Tale indice mette in evidenza la capacità dell’azienda di far fronte


agli impegni di breve termine utilizzando tutte le attività destinate
ad essere realizzate nel breve temine (anche il magazzino).

DI SOLITO, NELLA PRATICA, UN VALORE DELL’INDICE


RITENUTO POSITIVO È QUELLO COMPRESO IN UN
INTORNO DI DUE, MA ANCHE UN VALORE APPENA
SUPERIORE ALL’UNITÀ POTREBBE GIUDICARSI
SODDISFACENTE SE L’AZIENDA POTESSE OPERARE
SENZA MAGAZZINO.
19.6.d

IL CAPITALE CIRCOLANTE NETTO (CCN) È DATO DALLA


DIFFERENZA TRA ATTIVITÀ CORRENTI E PASSIVITÀ CORRENTI.

ATTIVO CORRENTE PASSIVO CORRENTE

CCN

CCN = AC - PC

Questa grandezza, almeno con riferimento al breve


termine, evidenzia la posizione di equilibrio/disequilibrio
finanziario dell’azienda
Se il CCN è positivo si ha una situazione di equilibrio
finanziario.
Se invece il CCN è negativo, esso evidenzia l’esistenza
di un disequilibrio, poichè l’azienda per onorare i propri
impegni a breve deve, ad esempio, dismettere gli
investimenti a medio lungo termine.
Un’impresa con un CCN positivo, ma con un
margine di tesoreria negativo (deficit di tesoreria)
potrebbe manifestare difficoltà nel fronteggiare
economicamente gli impegni a breve.
19.7

INDAGARE SULL’EFFICIENZA SIGNIFICA


MISURARE LA CAPACITA’ DELL’AZIENDA
DI UTILIZZARE LA MINORE QUANTITA’ DI
INPUT PER OTTENERE UN DATO
OUTPUT.

I PRINCIPALI INDICI DI EFFICIENZA SONO:

1. L’INDICE DI REDDITIVITA’ DELLE VENDITE

2. L’INDICE DI ROTAZIONE DEL CAPITALE


INVESTITO

3. L’INDICE DI ROTAZIONE DEL MAGAZZINO

4. LA DURATA MEDIA DEI CREDITI

5. LA DURATA MEDIA DEI DEBITI


19.7.a

Questo indice (ROS, Return on Sales) deriva dalla


seguente scomposizione del ROI:

RO RO( gc) V
( gc) = x
CI V CI ( gc)

Il ROS, il quale appunto esprime la redditività delle vendite,


è infatti dato dal rapporto tra reddito operativo della
gestione caratteristica e ricavi di vendita. Sicchè, esso
misura la convenienza economica della vendite, o meglio
l’efficienza della gestione reddituale.

IL ROS EVIDENZIA LA CAPACITÀ RELATIVA DI PRATICARE


PREZZI DI VENDITA MAGGIORI RISPETTO AI COSTI SOSTENUTI.
CIÒ PUÒ EMINENTEMENTE DIPENDERE:
• DALLA STRUTTURA DEI COSTI DELL’AZIENDA,
• DAI PREZZI DI MERCATO.
19.7.b

Deriva dalla seguente scomposizione del ROI:

RO RO( gc) V
( gc) = x
CI V CI ( gc)
Tale indice è infatti dato dal rapporto tra ricavi di vendita e
capitale investito della gestione caratteristica.
Esso misura il numero di volte in cui si rinnova il capitale
investito nell’attività caratteristica.

UN VALORE RELATIVAMENTE ELEVATO DI TALE INDICE


RISPETTO A QUELLO DI AZIENDE COMPETITRICI O RISPETTO AL
PASSATO, EVIDENZIA LA CAPACITÀ DELL’IMPRESA DI
RISPARMIARE RISORSE INVESTITE.
CIÒ PUÒ SOVENTE DIPENDERE:
• DALLE CARATTERISTICHE DEI CICLI PRODUTTIVI,
• DALLA STRUTTURA TECNOLOGICO-PRODUTTIVA
DELL’AZIENDA,
• DAL RAPPORTO TRA LE QUANTITÀ PRODOTTE E
VENDUTE.
19.7.c

• Tanto il ROS quanto l’indice di rotazione del capitale


investito possono avere differenti effetti sul ROI.
Ad esempio, un’azienda con un basso indice di rotazione
del capitale investito dovrà presentare una redditività delle
vendite relativamente più elevata rispetto ad un’azienda
che invece presenta un indice di rotazione del CI elevato,
per ottenere lo stesso ROI.

• L’indice di rotazione del capitale investito dipende anche


dalla:
• gestione del capitale fisso, esprimente l’attitudine a
sfruttare la capacità produttiva a disposizione,
• gestione del capitale circolante, con segnato
riferimento alla gestione del magazzino e dei crediti.

• All’indice di rotazione del CI sono strettamente correlati


altri indici di efficienza:
♦ l’indice di rotazione del magazzino,
♦ la durata media dei crediti,
♦ la durata media dei debiti.
19.7.d

Valore delle giacenze


Costo del venduto/3 60
L’indice di rotazione del magazzino misura il numero di
volte in cui si rinnova magazzino nell’arco del periodo
amministrativo.

UN BASSO VALORE DI QUESTO INDICE


EVIDENZIA ALTA EFFICIENZA NELLA GESTIONE
DELLE SCORTE E DEI CAPITALI IN ESSE
INVESTITI.
19.7.e.

Crediti v/clienti
Vendite/360

L’indice misura i giorni di dilazione media dei tempi di


incasso dei crediti.

UN VALORE RELATIVAMENTE BASSO DI QUESTO


INDICE RISPETTO A QUELLO DEI CONCORRENTI
PUÒ EVIDENZIARE (ALMENO TENDENZIALMENTE)
MAGGIORE EFFICIENZA NELLA GESTIONE DEI
CREDITI.
OCCORRE COMUNQUE ANCHE CONFRONTARLO
CON L’INDICE DI DURATA MEDIA DEI DEBITI AL
FINE DI ESPRIMERE UN GIUDIZIO FONDATO SULLA
EFFICIENZA GESTIONALE DELL’AZIENDA.
19.7.f

Debiti v/fornitori
Totale acquisti/360

Strettamente correlato a quello esprimente la durata media


dei crediti, l’indice misura i giorni di dilazione media dei
tempi di pagamento dei debiti.

UN VALORE RELATIVAMENTE ELEVATO DI QUESTO


INDICE RISPETTO A QUELLO DEI CONCORRENTI
EVIDENZIA, ALMENO IN PRIMA APPROSSIMAZIONE,
MAGGIORE POTERE CONTRATTUALE.
19.8

CONSENTE DI VALUTARE LA CAPACITA’


DI CRESCITA DIMENSIONALE ED
OPERATIVA DELL’AZIENDA.

I PRINCIPALI INDICI DI SVILUPPO AZIENDALE


SONO:

1. L’INDICE DI CRESCITA DELL’ATTIVO

2. L’INDICE DI CRESCITA DEL PATRIMONIO


NETTO

3. L’INDICE DI AUTOFINANZIAMENTO

4. L’INDICE DI CONFERIMENTO
19.8.a

∆AFN (gc) / AFN iniz. (gc)

Pone in rapporto la variazione dell’attivo fisso netto


investito nella gestione caratteristica rispetto al suo
valore iniziale

L’indice misura la crescita in termini percentuali


dell’attivo impiegato nella gestione tipica nel periodo
considerato.

Se l’indice è confrontato con valori precedenti dello


stesso relativi all’azienda indagata, riflette lo sviluppo
specifico di tale azienda.

Se l’indice è confrontato con valori dello stesso relativi


alle concorrenti riflette lo sviluppo aziendale rispetto a
quello medio del settore.
19.8.b

∆PN / PN iniz.
L’indice misura lo sviluppo dimensionale dell’azienda nel
periodo considerato.
Il tasso di crescita del patrimonio netto è conseguenza
sia della politica di autofinanziamento che di
conferimento.
Tale indice infatti può essere scomposto nel modo seguente:

∆PN / PN iniz. = [RN – Dividendi) / PN iniz.]+ [∆CS / PN iniz.]

In particolare, si nota che:

1. l’indice di autofinanziamento (RN–Dividendi)/PN iniz.


misura la parte di utile netto reinvestito nell’azienda nel periodo
considerato;
2. l’indice di conferimento ∆CS / PN iniz. misura il tasso di
conferimento; vale a significare l’aumento di capitale sociale
per effetto dei conferimenti da parte dei soci (esclusi gli
aumenti gratuiti di capitale).
19.9

LEVA FINANZIARIA

ROE ROI

V/CI ROS

rotaz. magazzino

durata crediti

durata debiti

ROE=ROI+ (ROI-i)(MT/MP)
19.10

L’attitudine dell’impresa a rimunerare il capitale di rischio


(ROE) dipende, in prima approssimazione, da:
ROE = ROI + (ROI - i) x (MT/MP)
• la capacità di generare reddito della gestione
caratteristica (ROI),
• la differenza tra redditività della gestione
caratteristica (ROI) e il costo “i” dei mezzi di terzi
(OF/MT),
• Il rapporto di indebitamento (MT/MP).

Se il tasso di redditività della gestione operativa (ROI) è


maggiore del costo “i” dei mezzi di terzi (OF/MT) si
ottiene un effetto moltiplicativo sulla redditività del capitale
di rischio (ROE) per effetto del rapporto tra mezzi di terzi e
mezzi propri.
Quindi a parità di scarto positivo tra ROI e OF/MT, quanto
più l’azienda è indebitata (cioè, quanto maggiore è il
rapporto MT/MP), tanto maggiore è il ROE.