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SESSIONE 18
18.1

• LE FINALITA’: LE ANALISI DI BILANCIO POSSONO ESSERE


CONDOTTE PER SODDISFARE OBIETTIVI CONOSCITIVI
DIFFERENTI IN DIPENDENZA DEI SOGGETTI CHE LE PONGONO
IN ESSERE.

• I SOGGETTI CHE PROMUOVUONO L’ANALISI DI BILANCIO


POSSONO ESSERE:
• OPERATORI INTERNI ALL’AZIENDA,
• SOGGETTI ESTERNI.
• L’OGGETTO DELLE ANALISI, IN FUNZIONE DELLE
DIFFERENTI FINALITA’, PUO’ ESSERE:
• IL BILANCIO INTERNO,
• IL BILANCIO ESTERNO (DESTINATO A PUBBLICAZIONE).

IN QUESTA SESSIONE SI IPOTIZZA CHE:

• le analisi siano condotte al fine dell’apprezzamento dell’economicità


dell’impresa (FINALITA’)
• da parte di soggetti esterni (SOGGETTI)
• sul bilancio pubblico d’esercizio (OGGETTO)
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18.1a

I SOGGETTI CHE OPERANO ALL’INTERNO DELL’AZIENDA (GLI UOMINI


DELL’AZIENDA, GLI AMMINISTRATORI, I DIRIGENTI) HANNO PER OBIETTIVO
LA CONOSCENZA PIÙ APPROFONDITA E DETTAGLIATA POSSIBILE DEL
DIVENIRE DELLA PRODUZIONE ECONOMICA, E DUNQUE DEGLI ACCADIMENTI
AZIENDALI E DEI PROCESSI DI FORMAZIONE DEI RISULTATI DI ESERCIZIO.
ESSI POSSONO ACCEDERE AL “DATA BASE” DI INFORMAZIONI
RAPPRESENTATO DALLA CONTABILITA’ GENERALE AZIENDALE.

GLI ANALISTI ESTERNI (BANCHE, CREDITORI, DEBITORI, AMMINISTRAZIONE


FINANZIARIA) SONO PORTATORI DI ESIGENZE CONOSCITIVE DIVERSE E
SPESSO FRA LORO CONTRASTANTI.

PER CODESTI SOGGETTI È QUASI SEMPRE IMPOSSIBILE ACCEDERE AL


“DATA BASE” DI INFORMAZIONI RAPPRESENTATO DELLA CONTABILITA’
GENERALE AZIENDALE.

OLTRE ALLE ANALISI INTERNE ED ESTERNE, SI POTREBBERO EFFETTUARE


INDAGINI CONOSCITIVE ANCHE A SUPPORTO DI SITUAZIONI PARTICOLARI,
SI PENSI AD ESEMPIO AD UN’ANALISI EFFETTUATA IN RELAZIONE AD
UN’OPERAZIONE DI ACQUISTO D’AZIENDA, OPPURE AL FINE DI OTTENERE
UN DETERMINATO FINANZIAMENTO O PER VALUTARE LE STRATEGIE DEI
CONCORRENTI.
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18.2.

PER ANALIZZARE UN BILANCIO È PREVENTIVAMENTE NECESSARIO


COMPRENDERE COME, QUANDO E PERCHÈ SI SONO FORMATI I VALORI CHE
IN ESSO CONFLUISCONO.

VI SONO DIFFERENTI STRUMENTI A DISPOSIZIONE DI CHI VUOLE CONDURRE


LE ANALISI DI BILANCIO, QUALI:
- LA RICLASSIFICAZIONE DELLO SP E DEL CE
- LA PREDISPOSIZIONE DI UN SISTEMA DI QUOZIENTI O INDICI
(ANALISI PER INDICI)
- LA COSTRUZIONE DEL RENDICONTO FINANZIARIO (ANALISI PER
FLUSSI)

VISONO DIFFERENTI METODOLOGIE DI RICLASSIFICAZIONE DELLO SP E


DEL CE, SECONDO L’OBIETTIVO SPECIFICO DI CONOSCENZA CHE CI SI
PREFIGGE DI CONSEGUIRE.
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18.2.a

Ipotizzando che l’analista esterno possa disporre solo di


bilanci pubblici, redatti secondo le norme del Codice
Civile, L’ANALISI DI BILANCIO PUO’ ESSERE
CONDOTTA MEDIANTE:

1 — LA RICLASSIFICAZIONE DELLO STATO


PATRIMONIALE E DEL CONTO ECONOMICO.

2 — L’ANALISI PER INDICI: la predisposizione di


un sistema di quozienti (o, appunto, indici).

3 — L’ANALISI PER FLUSSI: l’elaborazione del


rendiconto finanziario.
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18..3

• LA RICLASSIFICAZIONE È UNA METODOLOGIA CHE CONSENTE DI


ESPORRE SECONDO UNA DATA STRUTTURA I VALORI CONTENUTI NELLO
STATO PATRIMONIALE E NEL CONTO ECONOMICO.

• LA LOGICA SU CUI SI FONDA: SI POSSONO COSTRUIRE SCHEMI NEI


QUALI FAR CONFLUIRE I VALORI DI BILANCIO, RELATIVAMENTE PIÙ ADATTI DI
QUELLI LEGALI PER MOSTRARE IL SISTEMA DEGLI EQUILIBRI PATRIMONIALI,
FINANZIARI, MONETARI E REDDITUALI DELL’AZIENDA INDAGATA.

• LA RICLASSIFICAZIONE DELLO STATO PATRIMONIALE


PERMETTE DI ANALIZZARE LA STRUTTURA QUALITATIVA E QUANTITATIVA DEI
VALORI DELL’ATTIVO, DEL PASSIVO E DEL NETTO DEL CAPITALE DI
FUNZIONAMENTO, AL FINE DI VERIFICARNE LA TENDENZIALE COERENZA
RECIPROCA DELLE LORO INTERRELAZIONI SISTEMICHE (EQUILIBRIO
PATRIMONIALE E FINANZIARIO).

• LA RICLASSIFICAZIONE DEL CONTO ECONOMICO CONSENTE


DI EVIDENZIARE LE MODALITÀ QUALI-QUANTITATIVE CHE ASSISTONO LA
GENESI DEL RISULTATO D’ESERCIZIO (EQUILIBRIO REDDITUALE).

• LA RICLASSIFICAZIONE DELLE SINTESI DI BILANCIO (CE E


SP) È STRUMENTALE/PROPEDEUTICA RISPETTO ALL’ANALISI PER INDICI ED
ALL’ANALISI PER FLUSSI.
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18.3.a

DA UN PUNTO DI VISTA FORMALE, LO STATO PATRIMONIALE E


IL CONTO ECONOMICO POSSONO ESSERE STRUTTURATI:

• A SEZIONI DIVISE E CONTRAPPOSTE, IN CUI SI EVIDENZIA LA


CONTRAPPOSIZIONE TRA ATTIVITA’ E PASSIVITA’
PATRIMONIALI O COMPONENTI POSITIVI E NEGATIVI DI
REDDITO:
CONTO ECONOMICO STATO PATRIMONIALE

Costi Ricavi Attività Passività e Netto

• IN FORMA SCALARE, IN CUI SOLITAMENTE SI EVIDENZIANO,


INSIEME A RISULTATI DI ESTREMA SINTESI, UNO O PIU’
RISULATI INTERMEDI, ATTRAVERSO LA SOMMA ALGEBRICA DI
CLASSI DI ATTIVITA’ E PASSIVITA’ PATRIMONIALI O DI CLASSI
DI COMPONENTI POSITIVI E NEGATIVI DI REDDITO:

CONTO ECONOMICO STATO PATRIMONIALE

+ Ricavi + Attività
- Costi - Passività e Netto
= Utile (Perdita) = Utile (Perdita)
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18.3.b

SI PRENDONO IN ESAME I SEGUENTI CRITERI DI


RICLASSIFICAZIONE DELLO SCHEMA LEGALE:

1. LIQUIDITA’/ESIGIBILITA’ (O “CRITERIO
FINANZIARIO”);

2. SECONDO LA PERTINENZA GESTIONALE.


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18.3.c

E’ UNO SCHEMA A SEZIONI DIVISE E CONTRAPPOSTE


ove:

• LE ATTIVITA’ SONO RICLASSIFICATE PER


DESTINAZIONE DEI VALORI

• LE PASSIVITA’ e IL NETTO SONO RICLASSIFICATI PER


NATURA DEI VALORI

STATO PATRIMONIALE

ATTIVO PASSIVO
A) Crediti verso soci A) Patrimonio netto
B) Immobilizzazioni B) Fondi per rischi ed oneri
C) Attivo circolante C) Trattamento di fine rapporto
D) Ratei e risconti D) Debiti
E) Ratei e risconti
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18..4

QUESTO CRITERIO (NOTO ANCHE COME CRITERIO FINANZIARIO) IMPLICA


LA SUDDIVISIONE:

• DELLE ATTIVITÀ IN BASE AL LORO LIVELLO DI LIQUIDITÀ


(CONSIDERANDO CIOÈ  OVE ESSE GIÀ NON ESPRIMANO
LIQUIDITÀ  IL TEMPO DEL QUALE SI NECESSITA AFFINCHÉ SI
TRASFORMINO IN LIQUIDITÀ, ORIGINANDO INTROITI FINANZIARI),

• DELLE PASSIVITÀ IN BASE AL LORO LIVELLO DI ESIGIBILITÀ


(CONSIDERANDO CIOÈ IL TEMPO NECESSARIO AFFINCHÉ ESSE
DIVENGANO ESIGIBILI, ORIGINANDO ESBORSI FINANZIARI).

CIÒ, AL FINE DI OTTENERE ”INDICAZIONI CIRCA IL GRADO DI MOBILITÀ E


DI EQUILIBRIO FINANZIARIO DELL’IMPRESA” (PRINCIPIO CONTABILE N.
12 DEL CNDCR).

Allo scopo di definire il tempo rispetto a cui parametrare i livelli di


liquidità e di esigibilità, si distinguono le attività e le passività tra
BREVE TERMINE e MEDIO/LUNGO TERMINE, assumendo
convenzionalmente come discriminante un orizzonte temporale di
12 mesi.
Ad evidenza, poiché si fa riferimento ad un’azienda in
funzionamento, circa la quale vige il postulato contabile della
continuità aziendale, si ha che le PARTI IDEALI DEL CAPITALE
NETTO sono per definizione ritenute sempre essere di LUNGO
TERMINE.
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18..4.a

Le ATTIVITA’ si distinguono in:


•attività a breve (o correnti), laddove esse saranno
trasformate in numerario entro 12 mesi dalla data di chiusura
del periodo amministrativo,
•attività immobilizzate (o fisse) se la loro trasformazione in
numerario avverrà in un periodo superiore ai 12 mesi.

Le PASSIVITA’ si distinguono in base al loro livello di esigibilità


secondo che siano:
•passività a breve (o correnti) ove esprimano debiti da
onorare entro 12 mesi dalla data di chiusura del periodo
amministrativo,
•passività a medio/lungo termine (o consolidate) ove esse
esprimano debiti da onorarsi oltre il termine di12 mesi.

Il PATRIMONIO NETTO va esposto separatamente rispetto alle


attività ed alle passività.

I VALORI RICLASSIFICATI SECONDO IL CRITERIO


FINANZIARIO DEVONO ESSERE “VALORI NETTI”.

Attività correnti Passività correnti

Passività a medio-lungo
Attività immobilizzate

Patrimonio netto
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18.4.b

SONO TALI CASSA E BANCHE C/C, TITOLI DI LARGO MERCATO, CREDITI COMMERCIALI,
GLI ALTRI CREDITI, IL MAGAZZINO, I RATEI E I RISCONTI ATTIVI (COMUNQUE, PER LA
PARTE CHE SI TRASFORMA IN NUMERARIO ENTRO 12 MESI).

I RISCONTI ATTIVI PUR RAPPRESENTANDO “UN COSTO SOSPESO CHE NON HA ALCUN
SIGNIFICATO FINANZIARIO”, SONO CONSIDERATI DAL DOCUMENTO 12 DEI PRINCIPI
CONTABILI CNDCR ATTIVITÀ CORRENTI.

LE ATTIVITA’ CORRENTI SI POSSONO ULTERIORMENTE


SUDDIVIDERE IN:

• LIQUIDITÀ IMMEDIATE (CASSA, C/C BANCARI E POSTALLI, TITOLI DI


LARGO MERCATO FACILMENTE NEGOZIABILI QUALI I TITOLI DI
STATO E LE OBBLIGAZIONI DI ALTRE SOCIETÀ O ENTI PUBBLICI E
PRIVATI),

• LIQUIDITÀ DIFFERITE (CREDITI COMMERCIALI E ALTRI CREDITI A


BREVE AL NETTO DEI FONDI RISCHI, I RATEI ATTIVI),

• DISPONIBILITÀ (RIMANENZE DI MAGAZZINO),


• RISCONTI ATTIVI.

LE ATTIVITA’ IMMOBILIZZATE SI POSSONO ULTERIORMENTE


SUDDIVIDERE IN:
• IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI NETTE (AL NETTO DEI FONDI
AMMORTAMENTO),

• IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI NETTE (AL NETTO DEI FONDI


AMMORTAMENTO),

• IMMOBILIZZAZIONI FINANZIARIE (PARTECIPAZIONI AL NETTO DI


EVENTUALI FONDI SVALUTAZIONE).
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18.4.c

SONO RAPPRESENTATE DA SCOPERTI DI C/C BANCARIO, DEBITI


V/FORNITORI ALTRI DEBITI A BREVE (AD ES. QUELLI TRIBUTARI), RATEI E
RISCONTI PASSIVI.

FANNO PARTE DEL PASSIVO CORRENTE ANCHE LE RATE DI MUTUO


(NELLA COMPONENTE DI QUOTA CAPITALE) DA RIMBORSARE ENTRO I 12
MESI E LA QUOTA DI TFR DA LIQUIDARE AI COLLABORATORI CHE
ESURISCONO IL RAPPORTO DI LAVORO CON L’IMPRESA.

SONO TALI I FONDI SPESE FUTURE DEL PASSIVO (ESCLUSI QUELLI


RETTIFICATIVI), IL TFR (ESCLUSA LA QUOTA DA LIQUIDARE A BREVE), I
DEBITI DI FINANZIAMENTO QUALI I MUTUI E IL PRESTITO
OBBLIGAZIONARIO (ESCLUSI I RIMBORSI DA EFFETTUARE ENTRO I 12
MESI).

COMPRENDE:
• IL CAPITALE SOCIALE,
• LE RISERVE,
• L’UTILE O LA PERDITA DI ESERCIZIO.
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18.4.d

si ha che:

PC + PM/L = MEZZI DI TERZI (MT)


a disposizione dell’azienda

PN = MEZZI PROPRI (MP)


esprimente il capitale di rischio

• IL CRITERIO FINANZIARIO CONSENTE DI MEGLIO EVIDENZIARE LE


FORME DI IMPIEGO (ATTIVITA’) DELLE RISORSE A DISPOSIZIONE
(PASSIVITA’).
• LA SOMMA TRA PASSIVITÀ CORRENTI E PASSIVITÀ A MEDIO LUNGO
EVIDENZIA I CAPITALI INVESTITI CON VINCOLO DI RESTITUZIONE (MEZZI
DI TERZI), MENTRE IL PATRIMONIO NETTO RAPPRESENTA I CAPITALI DI
PERTINENZA DEI SOCI VINCOLATI A TEMPO INDETERMINATO
NELL’AZIENDA (MEZZI PROPRI).

ATTIVITA' PASSIVITA'
(Impieghi) (Fonti di finanziamento)

Attività correnti Passività correnti

Passività a medio-lungo Mezzi di terzi


Attività immobilizzate

Patrimonio netto Mezzi propri


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18.5

TRA LE ATTIVITÀ SI DISTINGUONO QUELLE DELLA GESTIONE


CARATTERISTICA DA QUELLE DELLE GESTIONI COMPLEMENTARI.

A - LA GESTIONE CARATTERISTICA È RAPPRESENTATA


DALL’INSIEME DELLE OPERAZIONI AZIENDALI CHE IDENTIFICANO LA
SPECIFICA “MISSIONE TECNICO-PRODUTTIVA” TIPICA DI UN’IMPRESA.

LA GESTIONE CARATTERISTICA È CIOÈ COSTITUITA DA TUTTE LE


ATTIVITÀ E LE PASSIVITÀ GENERATE DAI RICAVI E DAI COSTI
IMMEDIATAMENTE CONNESSI CON L’ATTIVITÀ ISTITUZIONALE
DELL’IMPRESA.

B - LE GESTIONI COMPLEMENTARI SONO DISTINTE IN:


• GESTIONE PATRIMONIALE, ATTINENTE ALLE OPERAZIONI
RELATIVE ALLA COMBINAZIONE ECONOMICA PARZIALE FINALIZZATA
ALLA PRODUZIONE DI REDDITI ADDIZIONALI MEDIANTE L’IMPIEGO DI
ATTIVITÀ ORIGINATE DAL RISPARMIO (AD ESEMPIO, L’AFFITTO DI UN
FABBRICATO, GLI INTERESSI E I PROVENTI DELLE ATTIVITÀ
FINANZIARIE QUALI TITOLI E PARTECIPAZION);

• GESTIONE FINANZIARIA, ATTINENTE ALLE OPERAZIONI RELATIVE


ALL’ACQUISIZIONE, AL RIMBORSO E ALLA RIMUNERAZIONE DEI DEBITI
DI FINANZIAMENTO;

• GESTIONE TRIBUTARIA, ATTINENTE AI RAPPORTI CON


L’AMMINISTRAZIONE FINANZIARIA DELLO STATO.
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18.6

E’ UN CRITERIO CHE FA RIFERIMENTO ALLA PERTINENZA GESTIONALE


DEGLI ELEMENTI DELL’ATTIVO, MENTRE PER GLI ELEMENTI DEL
PASSIVO SI BASA, COME NEL CRITERIO FINANZIARIO, SUL GRADO DI
ESIGIBILITÀ.

ATTIVITA' PASSIVITA' E NETTO

Attività della Gestione Passività correnti


Caratteristica:

Attività correnti
Attività immobilizzate Passività a medio-lungo
termine
Attività delle Gestioni
Complementari:

Attività correnti Patrimonio netto


Attività immobilizzate
• Nel concreto, separare le attività della gestione caratteristica
dalle altre gestioni (complementari) non sempre è agevole (ad
esempio, si pensi ad un immobile in parte utilizzato direttamente
dall’azienda (gestione caratteristica) in parte affittato a terzi
(gestione patrimoniale).
L’adozione di tale criterio richiede cioè sovente il ricorso a scissioni
malcerte di valori, le quali inficiano l’attendibilità della conoscenza.
• Le passività non sono aggregate in diverse gestioni poiché le fonti
di finanziamento non possono essere correlate con i singoli impieghi.
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18.6.a

CRITERIO FINANZIARIO CRITERIO DELLA PERTINENZA


GESTIONALE

ATTIVITÀ PASSIVITÀ ATTIVITÀ PASSIVITÀ


In funzione In funzione In funzione In funzione del
del grado di del grado di della grado di
liquidità esigibilità relazione con esigibilità
gestione
caratteristica

Limite Gestione Limite


convenzionalmente caratteristica= convenzionalm
fissato in dodici mesi funzione ente fissato in
economico- dodici mesi
tecnica tipica
dell'azienda

Attività Passività Attività della Passività


correnti: correnti: gestione correnti:
Euro≤12 Euro≤12 caratteristica Euro≤12 mesi
mesi mesi
Attività Passività a Attività delle Passività a m/l
immobilizzat m/l termine: gestioni termine:
e: Euro>12 accessorie: Euro>12 mesi
Euro>12 mesi -finanziaria
mesi -patrimoniale
-tributaria o
fiscale
Patrimonio Patrimonio
netto netto
Legenda Euro = numerario
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18.6.b

A) VALORE DELLA PRODUZIONE


B) COSTI DELLA PRODUZIONE
Differenza tra valore e costi della
produzione (A-B)
C) PROVENTI E ONERI FINANZIARI
D) RETTIFICHE DI VALORE DI ATTIVITÀ
FINANZIARIE
E) PROVENTI ED ONERI STRAORDINARI
Risultato prima delle imposte (A-B+/-C+/-
D+/-E)
22) IMPOSTE SUL REDDITO DELL'ESERCIZIO
Utile/Perdita dell'esercizio

LA CLASSIFICAZIONE È OPERATA PER NATURA, VALE A DIRE IN


BASE ALLA RAGIONE ECONOMICO-AZIENDALE DEI VALORI.
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18.6.c

• PER NATURA, in base alla ragione economico-aziendale


del costo.
Per esempio:
• Costo del lavoro
• Costo delle materie prime
• Costo dell’energia

PER DESTINAZIONE, in base alla funzione produttiva cui


pertiene il costo
Per esempio:
• Costo del venduto
• Costi amministrativi
• Spese di ricerca e sviluppo

In questa sessione sono analizzati sinteticamente i conti economici


riclassificati:
A RICAVI NETTI E COSTO DEL VENDUTO
⇒ Per destinazione
A VALORE DELLA PRODUZIONE E VALORE AGGIUNTO
⇒ Per natura
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18.7

+RICAVI DELLE VENDITE, AL NETTO DEGLI SCONTI


-COSTO DEL VENDUTO
=Risultato operativo della gestione caratteristica
+/-REDDITO DELLA GESTIONE PATRIMONIALE
+PROVENTI FINANZIARI
=Reddito operativo aziendale
-ONERI FINANZIARI
=Reddito lordo di competenza
+/-COMPONENTI STRAORDINARI
=Reddito ante imposte
-IMPOSTE SUL REDDITO
=Reddito netto

Come si osserva, tale schema evidenzia IL CONTRIBUTO CHE LE


DIFFERENTI GESTIONI HANNO DATO ALLA FORMAZIONE DEL
RISULTATO D’ESERCIZIO.

• Il reddito operativo della gestione caratteristica, evidenzia il contributo


dell’insieme di operazioni che identificano l’attività economico-tecnica in
senso stretto dell’azienda (GESTIONE CARATTERISTICA);
• Il reddito operativo aziendale rende conto del contributo dei redditi
addizionali generati dall’impiego delle disponibilità derivanti dal risparmio
(GESTIONE PATRIMONIALE);
• Il reddito lordo di competenza, evidenzia il contributo delle operazioni
finalizzate alla copertura del fabbisogno finanziario aziendale (GESTIONE
FINANZIARIA);
• Il reddito ante imposte, rende conto del contributo di tutte quelle
operazioni non inerenti alla gestione operativa (caratteristica e
patrimoniale) o che, pur inerenti ad essa, hanno originato oneri e proventi
di competenza degli esercizi precedenti (GESTIONE STRAORDINARIA);
• Per effetto della considerazione dei tributi di competenza economica
(GESTIONE TRIBUTARIA) si perviene al reddito netto.
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18.7.a

• IL GIUDIZIO SULL’EQUILIBRIO REDDITUALE DELL’AZIENDA


DIPENDE DAL DIFFERENTE “PESO” CHE CIASCUNA GESTIONE HA
AVUTO NELLA FORMAZIONE DEL RISULTATO FINALE.

• IL “REDDITO OPERATIVO AZIENDALE” NON COMPRENDE GLI


ONERI FINANZIARI, MENTRE INCLUDE I PROVENTI FINANZIARI.
QUESTI ULTIMI, INFATTI, SONO CONSIDERATI REDDITI AGGIUNTIVI
DERIVANTI DA ATTIVITA’ DI INVESTIMENTO DELLE RISORSE
D’IMPRESA (SICCHE’, ESSI PERTENGONO ALLA GESTIONE
PATRIMONIALE).

Inoltre, particolari difficoltà possono sorgere nella riclassificazione


di alcuni valori:
• utili o perdite conseguenti ad attività di carattere straordinario
rientrano nella determinazione del reddito operativo;
• utili e perdite su cambi
rientrano nel calcolo del reddito operativo se conseguenti ad attività
della gestione caratteristica;
• costi sostenuti per costruzioni in economia
devono essere portati in diminuzione del costo del venduto.
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18.8

Ricavi netti di vendita – Costo del venduto =


Reddito Operativo della Gestione
Caratteristica (ROGC)
L’ANALISI DELLE DIVERSE COMPONENTI DEL COSTO DEL
VENDUTO CONSENTE DI OTTENERE MAGGIORI
INFORMAZIONI SULL’EQUILIBRIO REDDITUALE
DELL’IMPPRESA

Il COSTO DEL VENDUTO si può osservare attraverso più metodi, a


cui corrispondono sue differenti “dimensioni logico-aziendali”:
1° METODO

COSTI COMPLESSIVI VARIABILI DEL VENDUTO


fondato sulla distinzione tra:
• COSTI VARIABILI
• COSTI FISSI

2° METODO

COSTI COMPLESSIVI INDUSTRIALI DEL VENDUTO


fondato sulla distinzione tra:
• COSTI INDUSTRIALI
• ALTRI COSTI

3° METODO

COSTI DELLA PRODUZIONE OTTENUTA


fondato sulla distinzione tra:
• COSTI DELLA PRODUZIONE OTTENUTA
• COSTI DELLA PRODUZIONE VENDUTA
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18.8.a

+RICAVI NETTI DELLE VENDITE


-COSTO COMPLESSIVO VARIABILE DEL VENDUTO
=Margine di contribuzione ai costi fissi
-COSTI FISSI INDUSTRIALI
-COSTI FISSI DI AMMINISTRAZIONE E VENDITA
=Reddito operativo della gestione caratteristica

Il margine di contribuzione a costi fissi evidenzia quale margine resta per la


copertura dei costi fissi, una volta coperti i costi variabili.
Portando in deduzione i costi fissi industriali e i costi di amministrazione e
vendita si ottiene il ROGC .

Si noti che:
La struttura del costo di un’azienda costituisce un moltiplicatore del
suo risultato economico (leva).

Infatti, definendo il GRADO DI LEVA OPERATIVA come rapporto tra


Margine di contribuzione a costi fissi e reddito operativo della gestione
caratteristica:

Grado di leva op. = Marg. contrib. a costi fissi / ROGC

Consegue che:

∆ROGC = ∆Fatturato x grado di leva operativa


Se, per esempio, il grado di leva operativa è pari a 4, ipotizzando un
aumento del fatturato del 10%, il ROGC aumenterebbe del 40%.
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18.8.b

+COSTO DI ACQUISTO DELLE MATERIE PRIME


+RIMANENZE INIZIALI DI MATERIE PRIME
-RIMANENZE FINALI DI MATERIE PRIME
=Costo delle materie prime impiegate nella produzione
+COSTO DELLA MANODOPERA DIRETTA
=Costo primo industriale
+ALTRI COSTI VARIABILI INDUSTRIALI
+COSTI VARIABILI DI VENDITA
=Totale costi variabili
+RIMANENZE INIZIALI DI SEMILAVORATI
-RIMANENZE FINALI DI SEMILAVORATI
=Costo variabile dei prodotti ottenuti
+RIMANENZE INIZIALI DI PRODOTTI FINITI
-RIMANENZE FINALI DI PRODOTTI FINITI
=Costo complessivo variabile dei prodotti venduti
+COSTI FISSI INDUSTRIALI
+COSTI FISSI DI AMMINISTRAZIONE E VENDITA
=Costo complessivo del venduto

COME SI OSSERVA, SI DISTINGUONO I COSTI FISSI (ES. GLI


AMMORTAMENTI, GLI STIPENDI DIRIGENZIALI) DAI COSTI VARIABILI
(ES. COSTI PER L’ACQUISTO DI MATERIE PRIME, DI SERVIZI,
PROVVIGIONI).

Si noti che:
• assume rilevanza conoscere l’esatta imputazione dei costi fissi nella
valutazione di alcuni valori che incidono sulla definizione del costo del
venduto, come per esempio le rimanenze;
• l’analista esterno potrebbe anche non essere in grado di ottenere tutte
le informazioni necessarie; allora, egli deve necessariamente
formulare ipotesi di lavoro.
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18.8.c

LO SCHEMA DI CALCOLO DEL ROGC OTTENUTO MEDIANTE I COSTI


COMPLESSIVI INDUSTRIALI DEL VENDUTO È IL SEGUENTE:

+RICAVI NETTI DELLE VENDITE


-COSTI INDUSTRIALI DEL VENDUTO
=Reddito lordo industriale
-COSTI DI VENDITA
-COSTI DI AMMINISTRAZIONE
=Reddito operativo della gestione caratteristica

COME SI OSSERVA, CODESTO SCHEMA PERMETTE DI OSSERVARE IL “PESO” DEI


COSTI AMMINISTRATIVI E DEI COSTI COMMERCIALI RISPETTO ALLA RILEVANZA CHE
CARATTERIZZA I COSTI INDUSTRIALI.
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18.8.d

LO SCHEMA DI CALCOLO DEL ROGC ATTRAVERSO LA


DETERMINAZIONE DEL COSTO DEL VENDUTO MEDIANTE IL COSTO DEL
PRODOTTO OTTENUTO È IL SEGUENTE:

RICAVI NETTI
- COSTO DEL PRODOTTO OTTENUTO
+/- VARIAZIONE RIMANENZE PRODOTTI FINITI
= Reddito Operativo Gestione Caratteristica

ove, il “costo del prodotto ottenuto” è così determinato:

+COSTI DELLE MATERIE PRIME


+/-VARIAZIONE DELLE RIMANENZE DI MATERIE PRIME
+ACQUISTI DI SERVIZI
+COSTI DEL PERSONALE
+COSTI DELLA PRODUZIONE
+COSTI AMMINISTRATIVI E COMMERCIALI
+/-VARIAZIONE DELLE RIMANENZE DI SEMILAVORATI
=Costo del prodotto ottenuto

Per giungere al “costo del venduto” si procede come segue:

+COSTO DEL PRODOTTO OTTENUTO


+/-VARIAZIONE DELLE RIMAN. DI PRODOTTI FINITI
=Costo del venduto
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18.9

+PRODUZIONE DELL'ESERCIZIO
-COSTO DEI FATTORI PRODUTTIVI ESTERNI
=Valore aggiunto
-COSTI DEL PERSONALE
=Margine operativo lordo
-AMMORTAMENTI
=Reddito operativo della gestione caratteristica
+/-REDDITO DELLA GESTIONE PATRIMONIALE
+PROVENTI FINANZIARI
=Reddito operativo aziendale
-ONERI FINANZIARI
=Reddito lordo di competenza
+/-COMPONENTI STRAORDINARI
=Reddito ante imposte
-IMPOSTE SUL REDDITO
=Reddito netto
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18.10

IL CONTO ECONOMICO RICLASSIFICATO CON IL CRITERIO


DEL VALORE AGGIUNTO presenta i seguenti aggregati rilevanti:

+ PRODUZIONE DELL'ESERCIZIO
- COSTO DEI FATTORI PRODUTTIVI ESTERNI
=Valore aggiunto

• La produzione dell’esercizio rappresenta il valore prodotto nel


periodo amministrativo per il mercato (la somma tra ricavi
netti, la variazione delle rimanenze e gli incrementi delle
costruzioni in economia):

+ RICAVI NETTI
+/- VARIAZIONE RIMANENZE
+ INCREM. PER COSTR. IN ECONOMIA
= Produzione dell’esercizio

• Il valore aggiunto evidenzia le risorse a disposizione per


remunerare i diversi portatori di interessi che convergono
sull’impresa.

• Il MOL (margine operativo lordo) rappresenta le risorse a


disposizione per la remunerazione di tutti i fattori produttivi
(capitale di rischio, di credito, le immobilizzazioni) dopo aver
pagato le imposte:

+ VALORE AGGIUNTO
- COSTI DEL PERSONALE
= Margine operativo lordo (MOL)
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18.10.a

R IC A V I E C O S T O D E L V E N D U T O A V A L O R E A G G IU N T O

R ic a v i d e lle v e n d ite , a l n e tto d e g li s c o n ti P r o d u z i o n e d e l l 'e s e r c i z i o


C o s to d e i fa tto ri p ro d u ttiv i e s te r n i
V a lo r e a g g iu n to
C o s to d e l v e n d u to •C o s ti fis s i/v a ria b ili C o s ti d e l p e rs o n a le
•C o s ti in d u s tria li/a ltri
M a r g in e o p e ra tiv o lo r d o
•P ro d . o tte n u ta /v e n d u ta
A m m o rta m e n ti
R isu lta to o p e r a tiv o d e lla g e s tio n e R e d d ito o p e r a tiv o d e lla g e s tio n e
c a r a tte r is tic a c a r a tte r is tic a

R e d d ito d e lla g e stio n e p a trim o n ia le R e d d ito d e lla g e s tio n e p a trim o n ia le


P ro v e n ti fin a n z ia ri P ro v e n ti f in a n z ia ri
R e d d ito o p e r a tiv o a z ie n d a le R e d d ito o p e r a tiv o a z ie n d a le
O n e ri fin a n z ia ri O n e ri fin a n z ia ri
R e d d ito lo rd o d i c o m p e te n z a R e d d ito lo r d o d i c o m p e te n z a
C o m p o n e n ti stra o rd in a ri C o m p o n e n ti s tra o rd in a ri
R e d d ito a n te im p o s te R e d d ito a n te im p o s te
Im p o ste su l re d d ito Im p o s te s u l re d d ito
R e d d ito n e tto R e d d ito n e tto