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Ai Colli di Fontanelle, fede e impegno

animano la solennità del Corpus Domini con


la tradizionale Festa degli Altari che ogni
anno si svolge con una processione che,
partendo dalla chiesa, va da un altare
all'altro: “quello di su” e “quello di giù”.

La nascita della festa del Corpus Domini, da


noi chiamata festa degli Altari, risale a tempi
lontani. Non si conosce la data precisa delle
prime celebrazioni religiose, anche se le
prime tracce risalgono al 1924 circa.
A quei tempi, imponenti strutture si ergevano
nei due slarghi più ampi del paese, raggiun-
gendo altezze vertiginose.

1947: Altare con lungo


1945: Altare con pannelli eretti tappeto centrale
su impalcatura di legno in segatura colorata.
Lungo la stradina di collegamento tra le due
piazze, venivano allestite suggestive scene
della vita di Gesù, tratte dal Vangelo.

1943 - L’annunciazione
Come ben si nota dalle foto d’epoca, negli
altari di quegli anni gli elementi dominanti
erano: lo sfondo mastodontico (alto a volte
più di un palazzo a due piani), un lungo
tappeto di segatura colorata e aiuole laterali
ricche di varie specie di piante e di fiori.

1950
Man mano che aumentava la competizione tra
gli abitanti delle due parti del paese, sempre
più grandiosi diventavano gli altari. Anno
dopo anno, imponenti costruzioni facevano
bella mostra di sé al centro delle due piazzole,
quella di su e quella di giù, e incantavano i
fedeli non solo per la loro maestosità ma
anche per la rappresentazione floreale dei
simboli sacri del Corpus Domini e per l’ ori-
ginalità degli elementi utilizzati per prepararli.
Trattavasi di una vera gara/sfida tra le due
fazioni.
1966: Altare di su
Con il passar del tempo, si consolidò la
tradizione e aumentò la bravura degli orga-
nizzatori e degli artigiani locali per cui le loro
realizzazioni divennero vere opere d’arte,
talmente originali e creative che attiravano
fedeli e curiosi da ogni parte della Penisola
Sorrentina.
Verso gli anni 80, prese vita l’infiorata che
gradualmente sostituì lo sfondo degli altari.
Agli scenari tradizionali seguirono quadri di
scene religiose composti da petali di fiori di
diversi colori.

Se prima i fiori erano utilizzati solo per


abbellire le zone laterali lungo il tappeto di
accesso all’altare, ora dominavano l’intero
scenario: era un vero tripudio di colori e di
profumi.
Anni 80: I due Altari principali
Straordinaria è la
lavorazione dello
scenario di fondo
composto di peta-
li di fiori incollati
con una mistura
di acqua e farina.

Ora, i fiori sono rigorosa-


mente freschi, mentre
nel passato, per conve-
nienza e spesso anche
per ragioni economiche,
si ricorreva all’utilizza-
zione di fiori di carta.
1982: Altare di su
Poco cambiò negli anni ‘90, ma, di volta in
volta, gli scenari si arricchivano di nuovi
simboli, di immagini più ricche e di segni che
esaltavano la solennità del Corpus Domini.
Di sicuro effetto era il tappeto di segatura
colorata, decorato con simboli religiosi, sul
quale poi doveva passare, in processione, il
sacerdote con il SS. Sacramento per impartire
la solenne benedizione eucaristica.
Intanto, ai due grandi Altari principali se ne
aggiungeva sempre un terzo, di natura privata
e di dimensioni molto più ridotte, che si
trovava a metà cammino tra l’uno e l’altro.
Veniva allestito davanti all’entrata di una casa
di devoti che, a lor modo, si preparavano così
a salutare il passaggio del S.S. Sacramento.
Si cambia impostazione dal 2000 in poi…
Il 2000 segna una significativa svolta nella
secolare tradizione degli altari.
Ora si attualizza lo scenario e lo sfondo
esalta l’indirizzo religioso della Chiesa sulle
problematiche che affliggono l’umanità:
questo è l’anno della pace nel mondo.
Negli anni successivi si continua a porre al
centro dell’attenzione il messaggio evangelico
dell’amore per se stessi e per il prossimo,
sull’esempio dell’Amore di Dio che non esita
ad offrire il figlio per la redenzione
dell’umanità e di Gesù che ama e perdona
tutti, anche i suoi stessi crocifissori.

2003

2001
Assume in questo periodo sempre più
importanza la “simbologia” sacra tanto che
ora con pochi “segni” si cerca di dire tanto…

2004

2006
Particolare di un’infiorata
Diversi sono gli stili artistici e le modalità di
lavorazione dei due altari principali e ciò
alimenta, sulla scia del passato, una sottile
competizione tra i “Colli di sopra” e i “Colli di
sotto”.

Foto ricordo: Gli organizzatori della festa dei “Colli di sotto”

Nel passato la competizione tra le due parti del paese era


così accesa che induceva talvolta anche al litigio; si con-
cludeva a notte fonda con una strepitosa gara di fuochi
artificiali, alla fine della quale si sentenziava il nome del
rione vincitore dell’anno.
Altari dei “Colli di sotto”
2009
2010
2012
Altari dei “Colli di sopra”

2013

2015
In questo ultimo tasso di tempo, l’attenzione
degli “artisti locali” si concentra sui particolari.
Inizia così la ricerca di fiori con tonalità diverse
per cui la raccolta si specializza: ora, viene
fatta anzitempo ed è più esigente; occorrono
molte più varietà di fiori colorati per favorire,
con l’incollatura dei loro petali, il gioco delle
sfumature e gli effetti del chiaro-scuro nelle
immagini riprodotte.
2017 – Altare, piazza di sotto
2017: Particolare dell’Altare
2017 – Altare, piazza di sopra
2017: Particolare dell’Altare
Riprendendo un motivo caro alla tradizionale
popolare, negli ultimi anni, sono tornati i
misteri, ossia quadri di episodi della vita di
Gesù tratti dal Vangelo e interpretati con
fede e devozione da figuranti locali.

La manna nel deserto

Gesù alle nozze di Cana


La pesca miracolosa

La Samaritana
Il sacrificio di Isacco

San Paolo, ormai cieco, al cospetto di Anania


Oggi, come nel passato, il lavoro e l'impegno
profuso dagli organizzatori è immane ed è
costante nei giorni che precedono la festa.
2017: Particolare di una scena che ricorda il dramma degli immigrati
Ecco un esempio di lavorazione ripreso negli
anni scorsi durante le diverse fasi operative:
1. Una volta scelta la tematica biblica che
farà da sfondo all’altare, il nostro
disegnatore, Davide, realizza il bozzetto su
carta e, una volta perfezionato, lo
riproduce a mano libera, in scala, su 8
pannelli di compensato di m 2,50 × 1,25
ciascuno.
Il luogo del laboratorio è il garage messo a
disposizione dalla famiglia De Maio.
2. La bozza viene poi dipinta con le tempere.
I colori saranno la guida per incollare i
fiori dello stesso colore nelle varie aree del
disegno.
3. Le prime due fasi di preparazione iniziano
una settimana prima della domenica del
Corpus Domini. Il lavoro richiede tempo e
calma: è minuzioso e ricco di dettagli.
Intanto si cominciano a cercare fiori di
vario tipo nei giardini di tutto il paese,
alcuni vengono essiccati, altri usati fre-
schi. Le signore con più esperienza si
occupano della preparazione dei petali:
lavoro certosino, in quanto ogni tipo di
fiore va tagliato secondo alcuni precisi
criteri per favorirne l’ incollatura.
Poi si procede al raggruppamento dei fiori in
base al colore, alla forma e alla dimensione.
4. Una volta pronti, sia i pannelli che i petali
vengono poggiati, in verticale, su alcuni
scanni e si inizia la lavorazione artistica.
Sui pannelli viene spalmata una mistura
collante, composta da acqua bollente e
farina. Si consumano circa 12 kg di colla!
A questo punto un intreccio di mani
operose inizia a incollare i petali
classificati in base al colore, alla forma e
grandezza.
Il gruppo di lavoro è numeroso, affiatato,
appassionato e animato da grande forza di
volontà. Inizia l’incollatura all’ alba del saba-
to, per finire, se tutto va bene, tra una
chiacchiera e una risata, all’ alba della dome-
nica; alla fine è stanco, ma soddisfatto pen-
sando già con gusto all’ anno che verrà!
5. Intanto, mentre le donne si occupano dei
fiori, gli uomini, in piazza, costruiscono
l’impalcatura di sostegno e il palco…
6. Provvedono poi a dar vita al tappeto,
fatto di segatura colorata, fiori e disegni
tematici, anch’essi realizzati con la sega-
tura.
Simboli sacri disegnati su tappeto di segatura colorata
Simboli ricorrenti

LA COLOMBA DELLA PACE SORREGGE UN


FASCIO DI COLORI CHE FORMANO LA BAN-
DIERA DELLA PACE SUI CUI RAGGI SPICCANO I
SIMBOLI DELLE PRINCIPALI RELIGIONI.

L’ IMMAGINE INVITA ALLA RIFLESSIONE SULL’ IMPORTANZA


DELLA PACE E DEL DIALOGO SERENO TRA TUTTE LE
RELIGIONI DEL MONDO.
MANI… TUTTE LE MANI DEI POPOLI DEL
MONDO PER RICORDARE A TUTTI LA GIOIA
DELL’ACCOGLIENZA. NON IMPORTA IL
COLORE… SIAMO TUTTI FIGLI DI UN UNICO
AMORE, TUTTI ABITANTI DELLO STESSO
PIANETA, TUTTI UOMINI, SIMILI.
LA SAGGEZZA, INFATTI, È SAPER STARE CON
LA DIFFERENZA, SENZA VOLERLA ELIMINA-
RE, PERCHE’ IL VERO VIAGGIO CONSISTE NEL
POSSEDERE NUOVI OCCHI, NEL GUARDARE
CON IL CUORE E NELL’ ACCORGERSI DEGLI
ALTRI E DI CIO’ DI CUI HANNO BISOGNO.
“L’ ESSENZIALE E’ INVISIBILE AGLI OCCHI, NON SI VEDE
BENE CHE COL CUORE”
CON QUESTA IMMAGINE CHE RICHIAMA IL
TEMA DELL’INTERCULTURALITÀ, SI INVITA A
RIFLETTERE SULL’ IMPEGNO; A SENTIRE LE
FRAGILITÀ, PROPRIE E DEGLI ALTRI, E A
FARSI PROSSIMI.

“IGNORARE LA SOFFERENZA DELL’ UOMO, COSA


SIGNIFICA? SIGNIFICA IGNORARE DIO! SE IO NON MI
AVVICINO A QUELL’UOMO, A QUELLA DONNA, A QUEL
BAMBINO, A QUELL’ ANZIANO O A QUELLO STRANIERO
CHE SOFFRE, NON MI AVVICINO A DIO”
(PAPA FRANCESCO UDIENZA GENERALE, 27 APRILE 2016)
L’ IMMAGINE, MOL-
TO TENERA, È DEDI-
CATA AGLI IMMI-
GRATI… SPINGE A
PENSARE CHE L’ ES-
SERE TRA LE MANI
DI DIO, PASSA AT-
TRAVERSO L’ ESSERE
NELLE MANI DEL
PROSSIMO.

NEL VANGELO GESU’ CI SPIEGA CHE IL VERO AMORE PER IL


PROSSIMO NON GUARDA DI SFUGGITA, NON VA DI
FRETTA, NON E’ PREOCCUPATO DELLE PROPRIE COSE DA
FARE.
NEI GESTI DEL BUON SAMARITANO RICONOSCIAMO
L’ AGIRE MISERICORDIOSO DI DIO IN TUTTA LA STORIA
DELLA SALVEZZA. TUTTI HANNO BISOGNO SI SENTIRSI
SOLLEVATI, CIRCONDATI, PRESI “IN BRACCIO” DA CHI CI È
VICINO.