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Leggere con espressività prose d’autore

Compito unitario. Si inizia seguendo con attenzione la lettura di vari brani di difficoltà crescente, poi si
legge e si registra la propria voce. Si riascolta ciò che prima si è registrato e si corregge la lettura in base
alle tecniche acquisite. Si leggono man mano altri testi letterari in modo da evidenziarne chiaramente il
messaggio.
Competenza. Si leggono testi letterari di vario tipo, iniziando a costruirne un’interpretazione
collaborando con gli altri.
Obiettivi di apprendimento. Si legge ad alta voce e in modo espressivo testi noti raggruppando le parole
legate dal significato e usando pause e intonazioni per seguire lo sviluppo del testo e permettere a chi
ascolta di capire.
Obiettivi formativi
– esercitazione di lettura ad alta voce di testi diversi, con intonazioni diverse;
– lettura di prose d’autore in modo chiaro ed espressivo.
Attività laboratoriale. Il percorso proposto si lega all’acquisizione di altre tecniche ed esercitazioni
funzionali alla recitazione.
Fase 1. Imparare a leggere. Gli esercizi preparano alla lettura di ogni tipo di testo, in modo da comunicare
correttamente il messaggio dello scrittore. Si scelgono i brani, partendo da quelli di contenuto semplice,
per esempio i diari, per passare poi ai testi narrativi di autori italiani contemporanei scritti con parole di
uso comune e senza la presenza di termini stranieri.
Attività 1. Si ascolta dapprima la lettura lenta dei testi, con la giusta espressività.
Si procede ognuno con la lettura di una parte dei testi prescelti che viene contestualmente registrata. La
lettura deve avvenire con la corretta pronuncia delle parole (con esatta decodifica delle lettere, rispetto
delle doppie e pronuncia degli accenti tonici) e che leggano, con la stessa espressione e la stessa emissione
di fiato, quelle che compongono il significato d’insieme. Il rispetto della punteggiatura aiuterà a riconoscere i vari
nuclei del discorso.
Si procederà con l’ascolto delle registrazioni e si rileveranno gli errori.
La stessa lettura viene ripetuta, al fine di far notare gli stessi miglioramenti. Questa tappa del lavoro può
comportare l’impegno di qualche ora di lezione, in giorni diversi. Le letture che seguiranno dovranno
evidenziare difficoltà linguistiche crescenti, per esempio il brano può essere una buona traduzione e
contenere qualche parola straniera, il significato della quale è capito dal contesto della frase o del periodo
Attività 2. Il momento successivo riguarda la comprensione del contenuto, perché la lettura non è tale se
non si coglie quello che lo scrittore vuole dirci. Si presenta un questionario sul brano letto, a titolo di
esempio: qual è il protagonista del racconto? Quali sono gli altri personaggi? Quello che hai letto è un testo soggettivo
(l’autore descrive dal suo punto di vista) oppure oggettivo (l’autore non esprime giudizi personali)? In quale ambiente si
svolge l’azione? Che cosa pensi che lo scrittore abbia voluto dirti con questa storia?
L’ultima parte di questa fase di lavoro comporta la lettura espressiva relativa al testo narrativo: si dovrà
leggere in modo differente secondo i momenti della narrazione: lento nella descrizione, con afflato pacato
e con voce piuttosto bassa nei momenti di riflessione o di lieve timore; più marcato e deciso nelle decisioni
e nei momenti di paura.
Un secondo questionario chiede un giudizio sul gradimento dell’attività e sulle eventuali difficoltà
incontrate (monitoraggio con l’autovalutazione).
Con il metodo usato hai avuto maggiore consapevolezza della tua capacità di leggere? Pensi di avere migliorato il tuo grado
di abilità nella lettura? Hai capito meglio il contenuto?
Riflettere sulle proprie capacità e sui propri limiti è utile perché si abbia consapevolezza di come e quanto
si sa apprendere.
Fase 2. Letture più complesse e ascolto. L’insegnante legge altri testi: informativi, argomentativi e regolativi:
nelle forme della relazione, dell’esposizione, della trattazione e della ricetta. Il testo espositivo descrive
un oggetto o una questione e non vi è partecipazione emotiva dello scrittore. Il testo argomentativo spiega
dettagliatamente un argomento di studio in tutti i suoi risvolti e comprende un giudizio conclusivo.
Questi testi comportano impegno di osservazione, memoria e capacità critica: la lettura è più impegnativa
nello scandire chiaramente le parole e deve essere lenta; la voce pulita, e le parole devono essere
pronunciate distintamente fino in fondo al lemma, con particolare cura agli accenti e alla pronuncia delle
doppie. Le eventuali parole straniere, devono essere accuratamente capite e quindi lette in modo corretto.
Questa lettura permette di conoscere termini nuovi e specifici all’argomento ed è una lettura matura, che
esige consapevolezza dei significati; l’insegnante aiuta a capirli e il vocabolario è un sussidio che deve
essere presente per una piena comprensione: per questo la lettura di un testo argomentativo necessita di
più tempo. In allegato si propone un esempio di testo argomentativo (All. 1).
L’insegnante sceglie dunque dei testi letterari per fare imparare a leggere secondo il contenuto e l’impegno
dell’opera: può essere scelto Manzoni o Pirandello, Pavese o Svevo e così via. Gli alunni cercano sulla
rete dei video per ascoltare letture eseguite dalle più belle voci italiane. Si invita ad ascoltare:

A) Il principe felice di Oscar Wilde letto da Nando Gazzolo


https://www.youtube.com/watch?v=ebh48mNSogQ
Il racconto è letto all’inizio con linearità: In cima al suo altissimo piedistallo la splendida statua del Principe Felice
dominava la città… poi scandisce la descrizione seguente con un tono di voce più modulato, chiaro e
lento: Il suo corpo era ricoperto da sottilissime lamine d’oro… Il sottilissime – ad esempio – è letto con una
pronuncia delle doppie che intende dare la sensazione di una qualità materiale del rivestimento della
statua.
Interpreta la sensazione degli abitanti della città come un dialogo e sottolinea con la voce
l’esclamazione: Che aspetto felice ha il Principe!
Ritorna al tono di narrazione in: Una notte una rondine passò nella piazza…
Le pause tra una informazione e l’altra sono inserite con sapienza: 1’’ tra i pezzi della descrizione iniziale,
5’’ sette volte nel proseguo della narrazione, a identificare i nuclei del discorso. 3’’ prima del periodo
conclusivo.
Tutta la lettura è recitata piano, rispettando la caratteristica del racconto in genere e il contenuto di questo
in particolare, quasi a comunicare un senso di mistero e di riflessione. Diventa più lenta nei momenti
drammatici: … ma sentiva che stava per morire. […]
Non posso più andare in Egitto, Principe, sussurrò la rondine. Lo baciò sulla bocca e cadde a terra morta. In quel momento
si udì uno schianto secco: il cuore del Principe si era spezzato per il dolore.
Ritorna più spedita quando è di nuovo narrativa:
Il mattino dopo capitarono sulla piazza il sindaco e i consiglieri: Ma cosa è successo alla statua del Principe Felice – esclamò
sorpreso il sindaco – non ha più le sue pietre preziose…
Torna lenta e intensa nel finale e conclude:
Così la statua del Principe Felice fu tirata giù e fatta fondere per modellare un’altra statua, quella del sindaco, ma il cuore
di piombo del Principe non si voleva sciogliere. Che strano – disse l’operaio – e senza pensarci oltre lo buttò nella spazzatura
insieme alla rondine.
Gli alunni capiscono dalle puntuali spiegazioni dell’insegnante che si dà vita a una buona lettura
quando si capisce il testo e si partecipa emotivamente alla narrazione.

B) Il Canto di Natale di Charles Dickens letto da Marco Messeri


La partecipazione di Marco Messeri alla narrazione crea una singolare atmosfera, che fa vivere l’azione
come su un palcoscenico. L’attore interpreta le parti con voce e tono così vari e vivaci che sembrano
dette da persone diverse. La voce diventa rauca e grave nell’interpretazione dell’avaro
Scrooge; nasale per i fantasmi. Lenta e risoluta nel narrativo che intercala i dialoghi.
Gli ascoltatori vivono il racconto.
C) Il ragazzo calabrese da Cuore di Edmondo De Amicis letto da Carmelo Bene
https://www.youtube.com/watch?v=xdausn7O1pg
La lettura è fatta a voce alta, precisa e scandita con solennità: es. “fategli vedere che un ragazzo italiano in
qualunque scuola italiana metta il piede ci trova dei fratelli.” […]
“Dà l’abbraccio del benvenuto in nome di tutta la classe al nuovo compagno: l’abbraccio del figliuolo del Piemonte al figliuolo
della Calabria” per evidenziare l’aggregazione dei popoli d’Italia nella sua unificazione.
D) I Promessi Sposi letti da Toni Servillo
https://www.youtube.com/watch?v=mnpRkLNzZUE
L’inizio è discorsivo, per passare al dialogo solo un poco più colorito e che scandisce alcune parole
per risaltarle: “è il vostro vescovo che…” e legge più piano il pensiero, sottolineando un concetto: “anche
questi santi sono curiosi, pensava intanto don Abbondio”.
E) La Divina Commedia, Purgatorio Canto XXVII letta da Romolo Valli
La lettura è solenne e molto cadenzata, segue il ritmo della terzina ed è poco differenziata nelle
sue parti; rispetta l’intensità del contenuto: il fuoco che non consuma, il sogno di Dante e il congedo di
Virgilio.
F) Particolarmente grave e pomposa, ma ricca di sfumature è la lettura di:
Il discorso di Antonio del Giulio Cesare di Shakespeare letto da Vittorio Gassman
https://www.youtube.com/watch?v=dF1MZP1Z2OY
dove la frase è un uomo d’onore risuona con timbro variato ogni volta che è pronunciata, per assecondare i
toni del monologo; e la voce si alza là dove il messaggio si fa più pregnante:
“Guardate qui, Cesare stesso lacerato dai traditori… No… no, amici no, dolci amici… Buoni amici… Nooo… non fate
che sia io a sollevarvi in questa tempesta di ribellione.
Uomini d’onore sono coloro che hanno lacerato Cesare e io non sono l’oratore che è Bruto ma un uomo che amava il suo
amico…”
G) La casa del fantasma di Ambrose Gwinett Bierce letto da Giancarlo Giannini
La voce, quasi stanca, pronuncia con lentezza e mistero le parole dell’inizio di questo racconto nero e
nei momenti che seguono avanza più veloce – dove c’è suspense – e si muove nella narrazione a seconda
dei nuclei narrativi, più monotona qui: “Il buio e il silenzio più irreale vi regnavano. Dalle finestre non si diffondeva
nessun bagliore di lampi e neanche un sussurro dei tuoni tremendi che c’erano là fuori e ci raggiungevano, come se fossimo
diventati ciechi e sordi” e lenta e quasi sillabata qui: “Gli unici oggetti dentro quelle mura erano cadaveri” (dove la
parola “cadaveri” è appena sussurrata, quasi per cercare di evitarla nel suo terrore) o frettolosa e
sussurrante nell’unico dialogo riferito nel monologo: ”Non entrare, per l’amor di Dio, urlai. Andiamocene da
qui!” Il lettore intercala molto spesso con respiro affannoso, per comunicare l’angoscia ed interpretare
le reazioni degli ascoltatori.
La lettura è lentissima nel finale: “Del mio amico il giudice Veigh, nessuno sapeva niente e mai più niente si seppe
di lui, in seguito”.
H) Pinocchio di Carlo Collodi – finale di “Babbino caro…” letto da Carmelo Bene
https://www.youtube.com/watch?v=0wdT9OtxUPw

La lettura evidenzia molto i dialoghi e il lettore si immedesima talmente che, nel racconto di Pinocchio al
padre sulle avventure patite, comunica mirabilmente la foga del burattino che si affanna a dare notizia di
tutto a Geppetto, con il risultato che il discorso diventa disordinato e poco comprensibile.
Infine, per un momento di distensione, consiglio di ascoltare:
I) Gassman che legge il menu, dove l’attore fa ironia del proprio stile declamatorio.
Fase 3. Lettura degli alunni. L’insegnante fa leggere agli alunni brani di varia difficoltà. Comincia con un
testo narrativo di autore italiano e segue con passi letterari di diverso tipo, dallo storico al drammatico
passando per il romanzo, fino a giungere all’articolo di giornale di cronaca e scientifico. La lettura dovrà
essere corretta, scorrevole, espressiva secondo il testo, vivace nei dialoghi, rispettosa della
punteggiatura e delle pause; l’emissione di voce deve accompagnare i significati e sorreggere più
parole.
Esempi di testi (All. 2). Gli alunni dovranno dimostrare di leggere con modalità differenziate i vari tipi di
testo proposti, secondo quanto hanno acquisito.
Gli alunni in difficoltà leggeranno testi di uso comune: diari, racconti, lettere, ricette, cronache,
rispettando la giusta dizione delle parole e la punteggiatura.
Un esempio di brano semplice.

Il diario
Diario di Chiara
Durante il mese di Maggio mi sono recata con la mia famiglia e la mia amica Margherita, assieme ai suoi genitori, nella
magnifica capitale d’Italia Roma.
Siamo partiti dalla nostra piccola città il 30 Aprile di quest’anno e con molta ansia ci siamo svegliati prestissimo, dopo
avere passato una notte senza dormire. Ero inoltre felice, perché avrei saltato un giorno di scuola e pensavo ai miei compagni
che invece avrebbero dovuto passare ben cinque ore seduti a studiare.
Il viaggio è stato lunghissimo di ben quattro ore e mezzo, ma nello stesso tempo magnifico ed emozionante.
Dopo circa quattro ore abbiamo attraversato le colline dell’Umbria che, dopo ci hanno salutato, dandoci appuntamento al
ritorno. Finalmente ci siamo inoltrati nel Lazio, alla volta della città imperiale sede di molte opere storiche.
Stanchi, siamo arrivati nel nostro piccolo alloggio vicino al centro della città, la sera abbiamo preso l’autobus e ci siamo
recati a Trastevere, un quartiere popolare di Roma nei pressi del fiume Tevere.
Dopo avere mangiato piatti tipici in un ottimo ristorante, abbiamo passeggiato in molte viuzze affollate di turisti di ogni
nazionalità. Verso le undici gli autobus ci aspettavano in piazza Venezia e, appena arrivati in hotel ci siamo ridate
appuntamento al giorno seguente che non vedevamo l’ora arrivasse. Verso le sette, la chiara luce del mattino non ancora
inoltrata penetrava dalle finestre del balcone penetrava dalla finestra della mia camera e il canticchiare degli uccelli diede
origine alla mia nuova giornata.
Ansiosi e contenti, ci siamo recati nelle sale dell’albergo dove ci aspettava una magnifica colazione.
La giornata è passata in fretta, alla mattina ci siamo recati ai Musei Vaticani con l’imponente Cappella Sistina che vi
invito a visitare perché bellissima; poi ho finito il cammino tra le antiche statue, in seguito ci siamo recati a San Pietro, il
piccolo Stato dove abita il Papa; abbiamo inoltre visitato la basilica, famosa in tutto il mondo.
Il pomeriggio l’abbiamo trascorso tra le piazze della città, abbiamo visitato piazza Navona, piazza Venezia e piazza di
Spagna e poi ci siamo recati alla magnifica Fontana di Trevi. La mattina successiva, abbiamo visitato Castel Sant’Angelo
che mi ha fatto ricordare una storia magnifica ed emozionante, che ho letto durante il corso delle scuole elementari.
Durante il pomeriggio, abbiamo visitato il Pantheon, monumento romano famoso in tutto il mondo spesso fatto vedere anche
in televisione. Alla sera abbiamo voluto festeggiare e ci siamo recati ad una festa vicino al nostro albergo. Schioccata
mezzanotte e tutti noi tristi ci siamo recati in albergo. Durante il rientro, abbiamo fatto una sosta anche all’Argentario e
infine siamo tornati a casa nella nostra Pontremoli, che ci accoglie per tutto l’anno.
È stata un’esperienza indimenticabile che spero io possa ripetere prestissimo3.

Fase 4. Verifica e valutazione. A tal punto si valutano le prestazioni dei partecipanti al corso con la seguente
tabella:
Ora i partecipanti presentano altre interessanti letture.
L’insegnante valuta la competenza acquisita di ogni alunno per quanto
riguarda la lettura ad alta voce: egli deve scandire bene le parole,
leggerle in modo corretto, chiaro e deve comunicare comprensione ed
emozioni. Una lettura da preparare per questa occasione potrebbe
essere, per esempio, Il Piccolo Principe, che sarà letto in diversi incontri.

Bibliografia
G. Burbatti – I. Castoldi, Parlano i ragazzi, da Il pianeta degli adolescenti, Mondadori, in Ambrosio Barbieri –
Moschitta, Scritture in gioco 3, E. Bulgarini Firenze, 2005.
N. Hornby, Una crescita difficile, da Un ragazzo, Guanda, in Ambrosio – Barbieri – Moschitta, Scritture in gioco
3, E. Bulgarini Firenze, 2005.