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DIRITTO D'AUTORE PROPOSTA PER UNA CARTA DEI DIRITTI DEL CREATORE DI FUMETTI

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CONTI & DOCUMENTI CONTRATTO-TIPO PER UN ALBO MENSILE CON PER- SONAGGIO UNICO

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LLAA PPIIAAZZZZAA VITA ASSOCIATIVA, LET- TERE, TESTIMONIANZE, INCONTRI & ALTRO.

ASSOCIATIVA, LET- TERE, TESTIMONIANZE, INCONTRI & ALTRO. N.4 Professione F UMETTISTA 4°TRIM. 1994 NOTIZIARIO

N.4

Professione

FUMETTISTA

4°TRIM.

1994

NOTIZIARIO DELL'ASSOCIAZIONE FUMETTISTI

4°TRIM. 1994 NOTIZIARIO DELL'ASSOCIAZIONE FUMETTISTI B ILANCIO DI UN ANNO IMPORTANTE Con questo numero del
4°TRIM. 1994 NOTIZIARIO DELL'ASSOCIAZIONE FUMETTISTI B ILANCIO DI UN ANNO IMPORTANTE Con questo numero del

BILANCIO DI UN ANNO IMPORTANTE

Con questo numero del bollet- tino si chiude il primo anno di vita della nostra associazione. Un anno in cui non sono state fatte cose eclatanti, e in cui tutta l'operazione è stata pas- sata sostanzialmente sotto silenzio dalla stampa: pochi trafiletti qua e là non sono riu- sciti a farci uscire da un sostanziale anonimato. Del quale, per il momento, non cre- diamo ci sia comunque da preoccuparsi. La nostra esperienza ci inse- gna che l'importante è partire bene, costruire solide fonda- menta, poi sull'architettura della casa si può discutere, e fare le scelte più diverse. Quello che conta è che l'edifi- cio rimanga in piedi, e molte cose ci fanno sperare che sarà così. Il numero dei tesserati, che non ci aspettavamo così alto, per il primo anno di vita. E la partecipazione dei soci (soprattutto i più giovani, ine- vitabilmente), che già da que- sto numero del bollettino è pal- pabile. Gli interventi sono molti e variegati. E i Punti d'Incontro, che vi abbiamo sol- lecitato a far nascere solo tre mesi fa, cominciano a essere una, pur timida, realtà. Anche i problemi della catego- ria cominciano a essere messi a fuoco, e un ulteriore passo in

(SEGUE A PAG. 8)

Il governo Dini ripresenta il contributo del 15%

RITORNA

L'INCUBO

di MARCELLO TONINELLI

A quasi un anno dall’uscita del nostro primo bollettino ci ritroviamo con la patata bollente del contributo del 15%

di nuovo in mano. E questa volta rischia di essere doppiamente scottante, perché il nostro amato Stato, insieme ai governi di breve quanto caotica durata che ne dovrebbero regolare il funzionamento, dopo essersi dimen- ticati per molti mesi di approvare leggi e rego- lamenti che rendessero praticabile il discutibile prelievo, adesso, svegliatisi di colpo, potrebbe-

ro chiedere tutto insieme il pagamento delle quote per il 1994 e l’anticipo per il 1995! Come dire che i professionisti coinvolti nell'o- perazione, se hanno una pistola, possono cominciare a caricarla (se per suicidarsi o per far fuori Dini lo lasciamo decidere a loro). Ma andiamo per ordine, ricostruendo un po’ tutta la cronistoria della faccenda. L’idea venne a Ciampi: “Visto che mancano i soldi per pagare le pensioni, facciamo pagare qualcosa a tutti quelli che fino a oggi non hanno pagato niente!” (ma non hanno nemme- no ricevuto niente, aggiungiamo noi! E vista la situazione in cui versa l'INPS, forse conti- nuerebbero a non ricevere niente). Così, circa un anno fa, con l’articolo 11 della legge 537 del 1993 collegata alla Finanziaria per l’anno in corso, veniva introdotto il “con- tributo previdenziale” per i lavoratori autonomi sprovvisti di copertura pensionistica obbligato- ria. Il contributo, come abbiamo già detto, è rimasto senza efficacia per oltre un anno, man- cando il decreto del Ministero del Lavoro che,

PAG. PICCININNO
PAG.
PICCININNO

di concerto con il Tesoro, avrebbe dovuto

dettare le regole per renderlo attuabile. Nel frattempo, si è inevitabilmente dimostrato difficile anche capire chi effettivamente avrebbe dovuto pagare il contributo “fan- tasma”. In particolar modo nel nostro set- tore, dove a un comune prodotto si arriva per strade e con regole (o in assenza di esse) diversissime. Pare infatti essere un punto fermo che il pagamento del quindici per cento non si applica ai proventi dell'utilizzo di opere dell'ingegno, ma è molto più problemati-

co sapere cosa può essere definito tale nel nostro lavoro. Mentre è sicuramente crea-

zione artistica una storia di Vittorio Giardino, che la realizza autonomamente

e la vende poi a vari editori, il lavoro di

un letterista è molto meno facilmente riconoscibile come opera dell’ingegno (ci piacerebbe sapere se esiste in tutta Italia un solo fumettatore che abbia mai ricevu-

to

una lira di diritti d'autore per la ristam-

pa

di un fumetto da lui realizzato!).

A

chiarirci parzialmente cosa è opera

dell’ingegno e cosa non lo è giunge il mensile Prima Comunicazione: «La distinzione tra collaborazione e cessione

d'opera dell'ingegno è molto sottile: la collaborazione viene commissionata, mentre l’opera si suppone venga proposta

dal collaboratore.» Dunque, un criterio di

ma non ci aiuta più

di tanto! Infatti, se uno sceneggiatore può

sostenere a ragione di rientrare nella seconda categoria, in quanto le sue colla-

borazioni (anche nel caso di una storia scritta per personaggi non suoi, come possono essere Dylan Dog o Topolino) nascono dalla presentazione

all’editore di uno o più soggetti, perciò da una sua proposta, per il disegnatore di quella stessa storia è già più difficile sostenere che non sia nata da una com- missione dell’editore, che gli ha conse- gnato una sceneggiatura da disegnare. Eppure, il prodotto finale è indiscutibil- mente un’opera dell’ingegno, un prodotto artistico. Come si vede, ci muoviamo su un terreno minato, dove è difficile stabili-

attribuzione esiste

re

torti e ragioni. Prima Comunicazione

ci

informa anche che in difesa dei “forzati

del 15%” a Roma è stato creato un “Comitato dei Collaboratori” che si pro- pone di costituire un'Associazione dei

Collaboratori e Consulenti d’Azienda, con

la

collaborazione della Camera del Lavoro

di

Milano.Abbiamo già preso i primi

contatti con i promotori dell'iniziativa, e

vi terremo al corrente degli sviluppi della

faccenda.

Intanto, la nuova tassa incombe, anche se

la

confusione in merito è totale nonostan-

te

riguardi oltre 30 categorie professionali

la non indifferente cifra di circa 800.000 contribuenti. Andiamo avanti con la nostra piccola cro- nologia seguendo le notizie che, in meri- to, ci dà il quotidiano economico Il Sole

e

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sistemazione del testo di attua- zione della norma, il ministro Tiziano Treu ventila l'ipotesi ras-
sistemazione del
testo di attua-
zione della
norma,
il
ministro
Tiziano
Treu ventila
l'ipotesi ras-
sicurante
del ridisegno
complessivo
della questio-
ne all'interno
del progetto di
risistema-
zione del
siste-
m a

pen-

sionistico. Tutto, dunque, potrebbe slitta-

re al 1° di luglio, e la legge sul contributo

del 15% potrebbe venire abrogata senza

essere mai stata attuata.

L'unica cosa certa, per ora, sembra essere

che i redditi derivati dalla cessione di dirit-

ti d'autore (vedi riquadro qui sotto) sono

esenti dal contributo. Il consiglio ai nostri associati è dunque ancora quello di

farsi pagare i propri lavori come “cessione

di opere dell'ingegno” tutte le volte che è

possibile, trovando il coraggio di insistere

davanti a eventuali resistenze degli editori

o dei loro amministratori, spesso dettate

solo da pigrizia (il pagamento con ritenu-

ta d’acconto, quando l'editore non effettua

già altri pagamenti in quel modo, lo

costringe a un’operazione in più, con rela- tivo viaggio all’Esattoria più vicina per il versamento della somma trattenuta a favo-

re dello Stato).

.

24 Ore: «l’inattesa ricomparsa del decreto

ministeriale che dà attuazione al prelievo del 15% potrebbe tradursi in un salasso senza precedenti. In concomitanza con il 740, i forzati della pensione dovrebbero corrispondere quanto dovuto per il 1994 e un acconto sul 1995 (con le percentuali previste per l’Irpef: il 40% del 98%)».

Il

giornale della Confindustria aggiunge

poi che il ministero competente lascia intravedere la possibilità di una rateizza- zione dei versamenti e che il ministero del

Lavoro afferma di essere intenzionato a varare il decreto d’attuazione nel giro di poche settimane. Successivamente (il 26

gennaio), ci informa che le categorie inte- ressate sono intenzionate a boicottare il contributo, che di fatto non ritengono tale. Dice infatti Romano Benini del Direttivo dei Collaboratori e Consulenti associati: “Senza i criteri che individuano correttamente le categorie dei lavoratori da assoggettare al prelievo, il contributo è da considerare, più banalmente, una tassa.” Le associazioni del terziaro avanzato, leg- giamo ancora, propongono un'alternativa all'ingiusto prelievo: la costituzione di una Cassa Autonoma per il settore dei Servizi Professionali d'impresa. Se il contributo diventasse operativo, i lavoratori autonomi si troverebbero comunque a sborsare (insieme a saldo e acconto Irpef e Tassa della Salute) le seguenti somme: per un reddito di 25 milioni, 3.570.000 di contributo per il 94

e 3.675.000 (in due rate: 1.470.000 a

maggio e 2.205.000 a novembre) di acconto per il 95. Con un reddito di

50.000.000, gli esborsi sarebbero rispetti- vamente di 7.500.000 e 7.350.000 (2.940.000 + 4.410.000).

Il 27 gennaio leggiamo che, mentre i tec-

nici ministeriali proseguono il lavoro di

Dati & Cifre

Dati & Cifre I Redditi di Lavoro Autonomo colpiti dal contributodel 15% sono innanzitutto quelli indicati
Dati & Cifre I Redditi di Lavoro Autonomo colpiti dal contributodel 15% sono innanzitutto quelli indicati

I Redditi di Lavoro Autonomo colpiti dal contributodel 15% sono innanzitutto quelli indicati nell'articolo 49, commi 1 e 2, lettera a) del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR), approvato con Dpr 917 del 22 dicembre 1986. Sono dunque esclusi i redditi del comma 2 dalla lettera b) alla lettera f). Riportiamo qui di seguito il testo esatto della parte che ci interessa:

“b) i redditi derivanti dalla utilizzazione economica, da parte dell'autore o inventore, di opere dell'ingegno, di brevetti indu- striali e di processi, formule o informazioni relativi a esperienze acquisite in campo industriale, commerciale o scientifico, se non sono conseguiti nell'esercizio di imprese commerciali."

D' AUTORE Diritto Una proposta di lavoro LA CARTA DEI DIRITTI DEL FUMETTISTA di L

D'AUTORE

Diritto

Una proposta di lavoro

LA CARTA DEI DIRITTI DEL FUMETTISTA

di LUCA BOSCHI

PICCININNO
PICCININNO

T empi duri per i fumettisti! Nei mesi che ci separano dall’uscita del primo bolletino

ne sono accadute di cotte e di crude, in questo mondo piccolo, per certi versi asfittico e comunque pervaso da ten- sioni rare per chi vi lavora: testate che chiudono a raffica, esperimenti azzardati di editori improvvisati, tagli di compensi per decisione unilatarale (indovinate presa da chi!) tentativi (spesso coronati dal suc- cesso) di spogliare gli autori dei loro dirit- ti, contratti modificati (in peggio) senza avvertire la controparte e comportamenti riprovevoli dal punto di vista legale che finiscono a colpi di carta bollata in qual- che sede giudiziale o stragiudiziale. C’è molto lavoro da fare, mentre la crisi del

settore cresce per mancanza di idee, inetti- tudine dei protagonisti sulla scena, logo- ramento dell’interesse e della pazienza dei lettori e perché, più in generale, quando la disponibilità finanziaria diminuisce nelle tasche della gente, i beni cosiddetti volut- tuari o superflui sono i primi a essere depennati dalle liste della spesa. Facendo un rapido sunto, ci sembra che

per

tutti il problema più grande degli ulti-

mi

mesi sia stato (o sia) quello di farsi

corrispondere nei tempi e nei modi con- cordati (e di normale prassi) i giusti com- pensi per il lavoro fatto (sceneggiature, tavole, articoli o altro consegnato all’edi- tore). Non consola certo nessuno sapere che tutti siamo o siamo stati sulla stessa barca, ma - in qualche modo - conforta chi

riteneva nel proprio isolamento di fumet-

tista di “essere più fesso degli altri” nel subire le immotivate scuse o le negazioni

di

essere in ufficio da parte dei responsabi-

li

dei pagamenti fatte dalle imbarazzate

segretarie di turno. Leggendo l’articolo “Lavorare costa, lavo- rare è un lusso?”, apparso sul n. 358 di Linus del gennaio scorso, non possiamo non rispecchiarci nelle parole della sua autrice, Roberta Corradin, che descrive alcuni passaggi della sua emblematica odissea da un editore all’altro, zigzagando tra le scorrettezze. Così un articolo conse- gnato a fine agosto ‘93 (per una testata di cui non si fa il nome per pietà) per la sua pubblicazione in ottobre, con promessa di pagamento a 90 giorni dall’uscita (gen- naio ‘94), viene invece saldato nella pri- mavera dello stesso anno con una comu- nicazione recitante la fatidica frase, ben nota a più di un operatore del settore: “In relazione alla crisi del settore editoriale preghiamo la S.V. di accettare una liqui- dazione del 50%” (tra i miei amici fumet-

tisti c’è chi ha accettato addirittura il 40% del compenso sulle tavole consegnate).

E

via di questo passo: pagamenti a cartel-

le

con battute per riga che si dilatano

come chewing-gum masticati (56 invece

di 45) allo stesso prezzo, con l’omaggio

una riga su cinque da parte del giornalista; oppure tempi di pagamento che da 30

giorni passano a 60 e oltre perché, come spiegava una caporedattrice sensibile alla Corradini: “Sai, l’amministrazione ci

marcia sui ritardi, per trattenere un po’ di liquidità!”. E da questo idilliaco quadretto restano fuori ovviamente le avventure corse da chi, dopo aver consegnato pun- tualmente nei tempi e nei modi previsti

le proprie tavole, eseguite al meglio con

fatica e impegno, non si vede corrisposto proprio niente e deve attendere a tempo indeterminato senza nemmeno la “soddi- sfazione” di qualche scusa per la dilazione (se possiamo, con la speranza nel cuore, chiamarla così). C’è molto da lavorare, dicevo. Uno degli obiettivi dell’Associazione Fumettisti potrebbe essere quello di far

sentire la forza dei suoi iscritti agli edito-

ri infingardi, facendo loro rispettare le

regole del gioco e togliendo loro dalle mani il coltello di cui impugnano salda- mente il manico. Ciò può avvenire in modo diversi: uno di questi è far sapere loro che gli iscritti all’Associazione godo- no di una tutela legale compiuta da avvo- cati esperti di diritto d’autore, i quali pos-

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sono intervenire tempesti- vamente quando viene compiuta qualche violazio- ne o inadempienza. In casi specifici può anche essere utile elaborare, come Associazione Fumettisti, dei documenti che tutelino gli iscritti (e più in generale gli opera- tori del settore), e che gli editori si impegnino a rispettare. Nell’assenza pluridecenna- le di norme e regolamenti su questo tipo di attività è il caso di rimboccarsi le maniche ed elaborare, punto per punto, gli stessi principi a cui le contropar- ti dovrebbero attenersi.

CARTA DEI DIRITTI DEI CREATORI DI FUMETTI Abbiamo già accennato nei numeri scorsi del bollettino ai problemi dei diritti dei fumettisti. Forse è il caso di soffermarci un po’ più specificamente su quelli dei “creatori” di personaggi o serie a fumetti, recentemente calpestati anche nel nostro Bel Paese in almeno due casi clamorosi (non appena sarà possibile, tramite alcune delle parti in causa non esiteremo a rac- contare i fatti come stanno; per il momento potrebbe essere controproducen- te per lo stesso svolgimento delle “tratta- tive”). In America, come in Europa, una “Carta dei diritti del creatore” non deve essere semplicemente una raccolta di enunciati “morali”, bensì uno strumento di lavoro come un pennello o computer, fondamen- tale e necessario. Per “creatore”, in questo caso, si intende il fumettista (sceneggiato- re, disegnatore o, naturalmente, autore completo) che “crea” uno o più personag- gi, il loro mondo con annessi e connesi e propone “l’oggettivizzazione” della sua fantasia a un editore. Oltre ad aver cura di realizzare al meglio le sue creazioni, a cer- care di non toppare con le scadenze di consegna ecc., il “creatore” deve anche stare attendo a controllare al meglio le sue creazioni, in modo che l’editore non se ne appropri estromettendo- lo. Come abbiamo visto, questo comporta- mento editoriale si è verificato anche in Italia recentemente, ma negli Stati Uniti è molto più frequente, a causa dei contratti stretti (legal- mente, ma tutti sbilan- ciati dalla parte dell’edi- tore) fra il creatore e

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l’etichetta per cui lavora. Un caso “classi- co”, citato come esempio da Scott McCloud a una convention tenutasi a Toronto su questo tema nel 1990, è quel-

do, pensando di gestirlo meglio, hanno impoverito Howard e l’hanno reso meno atto a rendere profit- to”. Dal canto suo, il creatore d i Howard non poteva ripren- derselo e farlo vivere come avrebbe saputo, perché legalmente non aveva più il diritto di farlo, il suo “figlioccio” non era più suo. Le ragioni per cui ciò è avvenuto sono irrilevanti in questa sede. Da ciò discende che, per evitare situazioni di questo tipo, il primo diritto del creatore consiste nella piena proprietà di ciò che ha crea- to. Per continuare con gli esempi (e con un’altra eti- chetta), Siegel e Shuster hanno creato Superman. Poi i diritti sul personaggio sono stati gestiti da quella che è attual- mente la DC Comics (ex National) e i

Shuster sarebbe stata molto diversa.

lo

del famosissimo papero Howard the

due creatori non hanno avuto nessuna

Duck, creato da Steve Gerber e uscito

sotto l’etichetta Marvel. Howard era un cosiddetto “prodotto d’autore”,una proie- zione in chiave deformata della personalità del suo creatore, il quale non aveva mai pensto all’importanza che poteva avere mantenere il controllo del personaggio, quando lo ha lasciato al suo destino fra le braccia della “Casa delle Idee” (che seguendo i propri interessi, lo ha poi rivi- talizzato come ha ritenuto opportuno estromettendo da questo l'autore). “Licenziando Gerber dalla testata”, osser- vava McCloud, “la Marvel ha letteralment ucciso il papero che aveva deposto l’uovo d’oro. Staccato dal suo creatore, Howard è un’icona insignificante poiché nessuno dei successori di Gerber è stato più capace

voce in capitolo sulla gestione e sul con- trollo del personaggio; nemmeno quando lo si è fatto morire e resuscitare “artifi- cialmente”. Se avessero mantenuto la pro- prietà del personaggio (magari anche affi- dandone la continuazione a sceneggiatori e disegnatori che ne avrebbero sviluppato la personalità, esattamente come ha invece fatto la DC Comics) la situazione patri- moniale e la stessa fama di Siegel e

Il tempo che intercorre fra l’uscita di que- sto bollettino e il prossimo deve essere intese come un periodo di riflessione. Tutti i fumettisti, associati o no, che hanno qualcosa da dire e soprattutto da proporre sul tema della “creazione” sono invitati a farlo.

di

dargli il respiro della vita. Hanno tenta-

Nel prossimo bollettino stileremo una

to

di ricavarne profitti in tutti i modi pos-

prima, provvisoria “Carta dei Diritti del

sibili, con merchandising, gadget e un orribile film, ma l’enorme potenziale del personaggio era stato distrutto; per assur-

Creatore di Fumetti”, anche questa suscet- tibile di critiche, integrazioni, depenna- menti, modifiche. Quando, dopo il lavoro

di

“lifting” e aggiustamen-

to,

la Carta sembrerà perfet-

ta, la sottoporremo ai più

importanti editori di fumet-

ti,

per continuare il dibatti-

to

con loro, raccogliendo

anche le loro osservazioni

in vista di un impegno a

rispettarla.

Attendiamo i vostri (sinte- tici!) interventi.Grazie fin

da ora, ci rileggiamo fra un

trimestre!

.

Per reciproco interesse

UN

CONTRATTO

REGOLARE

Dopo avervi sottosposto nel bol-

lettino precedente (come esempio

da non imitare) il contratto-cape-

stro stipulato dalla casa editrice Xenia di Milano con i creatori della serie Demon Hunter, vi presentiamo questa volta, come promesso, un contratto-tipo "one- sto", che mette d'accordo tutte le

parti ed è dunque la giusta base di partenza per una corretta e profi- cua collaborazione. Lo facciamo convinti che il fumetto italiano crescerà tanto più in maturità e risultati quanto più i rapporti tra editori e autori si baseranno su documenti professionali come questo. Anche se si tratta di un contratto utilizzabile da un numero limitato

di autori (la maggior parte dei

disegnatori e sceneggiatori no- strani, attualmente, lavorano a

produzioni seriali che raramente sono regolamentate da contratti di qualsivoglia tipo, e che richiede- rebbero comunque un diverso approccio legale, di cui cerchere- mo di occuparci in futuri numeri del bollettino), segna comunque

un punto fermo in un momento in

cui le produzioni italiane (a causa

della situazione della nostra Lira che rende meno conveniente l'im-

portazione di materiali stranieri e, invece, più vantaggiosa la produ- zione di storie italiane, aumentan-

do anche la loro potenziale espor-

tabilità) stanno, aldilà delle faci- lonerie suicide di case editrici come la Fenix, riprendendo fiato. Ovviamente questo non è il miglior tipo di contratto possibile, e tutti i suggerimenti per correg- gerlo o migliorarlo saranno, nel- l'interesse di tutti, i bene

o migliorarlo saranno, nel- l'interesse di tutti, i bene D OCUMENTI Conti & C ONTRATTO TIPO

DOCUMENTI

Conti &

nel- l'interesse di tutti, i bene D OCUMENTI Conti & C ONTRATTO TIPO DI E DIZIONE
nel- l'interesse di tutti, i bene D OCUMENTI Conti & C ONTRATTO TIPO DI E DIZIONE

CONTRATTO TIPO DI EDIZIONE E PUBBLICAZIONE PER UNA SERIE MENSILE

Tra i signori (nome e cognome sceneggiatore) nato a

il

,

via

,

Sceneggiatore, e

(nome e cognome disegnatore) nato a

in via

,

Disegnatore, d’ora in avanti gli “Autori”

residente a

in

, residente a

E

la (ragione sociale casa editrice) con sede in

presentante legale sig

via

,

d’ora in avanti l’”Editore”

,

nella persona del suo rap-

PREMESSO CHE

- gli Autori dichiarano di essere gli unici creatori e proprietari letterari e grafici della

serie (titolo della serie);

-

e

gli Autori dichiarano altresì di avere tutte le facoltà per stipulare il presente contratto

garantiscono l’Editore da eventuali pretese e diritti di terzi;

SI STIPULA E SI CONVIENE QUANTO SEGUE:

- Gli Autori, agendo per sé, eredi e aventi causa a qualsiasi titolo, concedono in

1

esclusiva all’Editore il diritto di pubblicare la serie (titolo della serie) in una collana

comprendente 12 numeri all’anno (

eventuali altre pubblicazioni monografiche che saranno concordate d’intesa tra le parti e regolate alle condizioni economiche previste in questo contratto. L’Editore riconosce agli Autori il diritto di apporre, nella gerenza delle pubblicazioni, la dicitura "(titolo della serie) creato da (nome e cognome sceneggiatore) e realizzato da (nome e cognome disegnatore).

pagine di redazionali) e in

pagine di fumetto,

2 - Gli Autori si impegnano a fornire con continuità un numero di sceneggiature e

disegni che consentano la regolare pubblicazione dell’albo. Gli Autori potranno avva- lersi occasionalmente dell’opera di altri collaboratori.

3 - Gli Autori autorizzano l’Editore a stampare il numero di copie che questo riterrà

più opportuno per una buona distribuzione e vendita ; lo autorizzano altresì a effettua-

re eventuali ristampe, come prosecuzione di tiratura nell’eventualità che un numero

vada esaurito prima dell’uscita del successivo. Gli Autori avranno diritto a ricevere in omaggio, quali giustificativi di edizione, n. 10 copie di ogni albo della collana o di altra pubblicazione monografica, e n. 5 copie di ogni ristampa.

4 - L’Editore si impegna a pubblicare un minimo di 12 albi nell’arco dell’anno e a

sostenere la serie secondo le consuetudini della Casa Editrice.

5 - L’Editore corrisponderà agli Autori, o ad eventuali collaboratori della cui opera gli

Autori potranno avvalersi, la somma complessiva, per ogni albo della collana, di:

- Lit. (cifra in lettere) quale compenso per la sceneggiatura, il disegno completo di

chine e retini, e il lettering così suddivisi: Lit. (cifra in lettere) per la sceneggiatura; Lit. (cifra in lettere) per il disegno e Lit. (cifra in lettere) per il lettering.

- Lit. (cifra in lettere) per il disegno di copertina completo di indicazioni di colore.

I compensi sopracitati potranno essere adeguati, a richiesta di una delle parti, in base

all’andamento delle vendite, attraverso la stipula per iscritto di un nuovo accordo che diverrà parte integrante di questo contratto.

6

- L’Editore, inoltre, corrisponderà agli Autori una percentuale pari al 7% del prezzo

di

copertina di tutte le copie vendute oltre il 20% del punto di pareggio così suddivisa:

50% allo sceneggiatore e 50% al disegnatore; l’Editore riconosce inoltre agli Autori il diritto di essere documentati sui costi di produzione e distribuzione, sui dati di vendita

(nelle edicole, nei negozi specializzati ecc.) di ciascun numero della serie. In caso di ristampa degli albi in nuove collane edite dalla (ragione sociale della casa editrice), l’Editore riconoscerà agli Autori, per ogni ristampa, un compenso pari al 50% del compenso di prima stampa per ogni pagina; anche nel caso di dette ristampe, l’Editore corrisponderà agli Autori una percentuale pari al 7% del prezzo di copertina per tutte le copie vendute oltre il 20% del punto di pareggio riconoscendo agli Autori il diritto di essere documentati sui costi di distribuzione, di produzione e sui dati di vendita di cia-

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scuna ristampa. I compensi saranno suddivisi tra gli autori nelle

percentuali di cui ai punti 5 e 6. Le percentuali di cui al presente articolo verranno liquidate in base ad estratti conto al 31 dicem- bre di ogni anno, da far pervenire entro il 10 maggio successivo,

e pagate entro il 30 maggio previa presentazione di idoneo docu-

mento fiscale.

7 - La cessione dei diritti derivanti dallo sfruttamento dei racconti

a fumetti già pubblicati nella collana (cessioni all’estero, seria-

lizzazioni su pubblicazioni italiane non edite dall’Editore o altre iniziative) sarà gestita - salvo diversi accordi che dovranno essere stipulati per iscritto - dall’Editore, che concluderà le necessarie transazioni. La divisione degli utili netti derivanti dalla cessione avverrà come segue: 50% all’Editore e 50% agli Autori ripartito per metà come al punto 6 e per metà al 25% allo sceneggiatore effet-

disdetta, i rapporti tra Editore e Autori saranno regolati come

segue:

a) Qualora la disdetta del presente contratto venga dagli Autori:

- gli Autori si impegnano a non pubblicare la serie (titolo della serie) con altre Case Editrici prima di aver discusso un nuovo contratto, dalle modalità e dalle cifre simili al presente con

l’Editore, che ha in questo modo un diritto di prelazione su detto

personaggio;

- gli Autori non potranno far pubblicare da terzi o pubblicare in proprio la prosecuzione della serie degli albi già editi per un

periodo di tre anni dalla data di pubblicazione dell’ultimo albo edito dall’Editore;

- gli Autori potranno pubblicare avventure del personaggio su

riviste-contenitore, a patto che queste non riportino in alcun modo in copertina il nome del personaggio;

tivo dell'episodio e 75% al disegnatore effettivo dell'episodio. I

- l’Editore non potrà far realizzare da altri il seguito degli episodi;

compensi per l’adattamento delle storie a fumetti alle eventuali

- l’editore potrà completare la pubblicazione delle ristampe fino

altre edizioni (rimontaggi, revisione dei testi o altro) saranno

ad

esaurimento del materiale;

compensati dall’acquirente.

b)

Qualora la disdetta del presente contratto venga dall’Editore:

8 - La cessione dei diritti derivati dall’eventuale sfruttamento dei

testi giornalistici (redazionali) non a fumetti per eventuali raccol-

te in volume o altre iniziative sarà gestita - salvo diversi accordi che dovranno essere stipulati per iscritto - dagli autori, i quali concluderanno le necessarie transazioni. Ai sensi di legge, i dirit-

ti del materiale non a fumetti torneranno di esclusiva pertinenza

degli autori dopo cinque anni dalla prima pubblicazione. Per la durata della comproprietà, la suddivisione degli utili netti deri- vanti dalla cessione avverrà come segue: 50% agli Autori e 50%

all’Editore.

9 - Qualora uno degli Autori procuri all’Editore un contratto per

la cessione a terzi dei diritti della versione a fumetti del personag- gio o, viceversa, l’Editore procuri agli Autori un contratto per la cessione a terzi dei diritti dei testi giornalistici non a fumetti, Autori ed Editore percepiranno una percentuale del 20% di diritti d’agenzia sugli utili netti, detratta la quale si procederà alla suddi- visione della parte restante come da articoli precedenti. Qualora il contratto per la cessione sia procurato da un terzo, le parti con- cordano nel destinare a quest’ultimo la percentuale del 15%. 1 0 - La gestione dei diritti annessi e derivati della serie (titolo della serie), ovvero quei diritti non relativi ai racconti a fumetti pubblicati nelle collane della Casa Editrice (diritti cinematografi- ci, televisivi, software e altri), sarà effettuata dagli Autori i quali potranno concludere le necessarie transazioni; all’Editore, tutta- via, è riconosciuto il diritto di porre il veto a cessioni che non ritenga soddisfacenti per questioni etiche o economiche. La suddi- visione degli utili netti derivanti dalla cessione dei diritti avverrà come segue: 25% all’Editore e 75% agli Autori, suddiviso come al punto 5. Eventuali compensi per l’adattamento del materiale al nuovo medium (come, per esempio, stesura di sceneggiature cinematografiche, realizzazione di programmi per computer ecc.), saranno compensati a parte, a chi avrà realizzato il lavoro,

dall’acquirente.

1 1 - Il presente contratto viene stipulato per la durata di un anno

a partire dalla data di sottoscrizione e si intenderà tacitamente rin-

novato di anno in anno se non interverrà disdetta da una delle parti almeno sei mesi prima della data di scadenza. 1 2 - Salvo differenti accordi da stipulare per iscritto, in caso di

- l’editore non potrà far realizzare da altri il seguito degli episodi;

- l’Editore non potrà ristampare il materiale edito;

- gli Autori torneranno immediatamente unici proprietari del

materiale e dei diritti ad esso connessi;

1 3 - In caso di disdetta del contratto, l’Editore si riserva il diritto

di vendere le copie di resa giacenti fino ad esaurimento delle scor-

te, concedendo un’opzione agli Autori per il loro acquisto o la loro gestione a una somma pari a quella che l’Editore ricaverebbe

dalla loro vendita o gestione.

1 4 - La proprietà delle tavole originali pubblicate sulla collana o

su collane collaterali o pubblicazioni di altri editori è dei singoli

autori, ai quali dette tavole dovranno essere restituite a semplice richiesta a partire da sei mesi dopo la data di prima pubblicazione

delle stesse; gli autori potranno disporre liberamente delle singo-

le tavole, ma non potranno in nessun caso e in nessuna forma

trasmettere a terzi, con esse, i diritti d’autore a esse connessi;

1 5 - La proprietà delle pellicole utilizzate per la stampa degli

albi è dell’Editore;

1 6 - L’eventuale pubblicazione direttamente da parte dell’Editore

per il mercato estero, compatibilmente alla legislazione vigente, sarà regolata da separato contratto dalle modalità e dalle cifre simili al presente.

1 7 - Per tutto quello non contemplato nel presente atto, si fa

riferimento alle norme del Codice Civile in materia di contratti e

di legge sul diritto d’autore.

1 8 - In caso di contenzioso, si stabilisce essere competente il

foro di (città sede della casa editrice). (città sede della casa editrice), li

L’Editore (firma del Legale Rappresentante)

Gli Autori (firme degli Autori)

del Legale Rappresentante) Gli Autori (firme degli Autori) Questo contratto è utilizzabile nel caso della
del Legale Rappresentante) Gli Autori (firme degli Autori) Questo contratto è utilizzabile nel caso della

Questo contratto è utilizzabile nel caso della realizzazione di una serie mensile gestita da una coppia di autori, sceneggiatore e disegnatore, o da un singolo autore completo (nel qual caso, basterà correggere il testo del contratto riunendo nella figura di un solo Autore doveri e diritti qui attribuiti ai due diversi Autori), come pos- sono essere Arthur King o La Bionda. Si tratta di un accordo sostanzialmente equo che dovrebbe mettere d'ac- cordo autori e editore, che possono comunque decidere di correggere in più o in meno la percentuale dei diritti d'autore, o stabilire di calcolarla sull'intera tiratura, variare la durata del contratto ecc.; l'importante, secondo noi, è che rimangano invariati i criteri di proprietà dell'opera e dei personaggi, la restituzione degli originali, il pagamento delle ristampe e delle varie riutilizzazioni dell'opera.

PAG.

Caro associato, se hai deciso di rinnovare per il 1995 la tua iscrizione, ti preghiamo di compilare per intero le due facciate di questo foglio, Questionario, Modulo d'Iscrizione e Scheda di Voto (riservata ai soci Senior) e di spedircele al più presto insieme alla quota annuale.

Q

UESTIONARIO

Sbarrare con un tratto di penna le risposte che interessano.

 

CATEGORIA SENIOR

4.

Se sì, con quale risultato?

 

a)

Ho vinto la causa

b)

Ho ottenuto una mezza vittoria

1.

In che modo hai affrontato il problema

c)

Ho perso la causa

pensionistico?

 

a) In nessun modo

5.

Quali servizi vorresti fosse in grado di

b) Iscrizione all'Artigianato

c) Iscrizione ad altro albo professionale

(specificare)

d) Assicurazione privata

c) Assicurazione INPS sulla base di altra precedente esperienza lavorativa

2. Hai attualmente un'assicurazione per

fornirti l'associazione?

a) Tutela legale

b) Assicurazione sugli Infortuni a condizio-

ni più vantaggiose del normale

c) Assicurazione di tipo previdenziale a

condizioni vantaggiose del normale

d) Sconti sull'acquisto dei materiali di

lavoro e in librerie specializzate

gli Infortuni?

e)

Sconti sui biglietti d'ingresso alle mani-

a)

festazioni del settore

b)

No

f)

Iniziative per aumentare le occasioni di

 

lavoro per gli associati in Italia e all'estero

3.

Sei mai dovuto ricorrere ad avvocati

per difendere i tuoi diritti di fumettista?

a)

b)

No

6. Usi il computer per il tuo lavoro?

a)

b)

No

ASSOCIAZIONE FUMETTISTI

per il tuo lavoro? a) b) Sì No A SSOCIAZIONE F UMETTISTI TAGLIANDO DI RINNOVO DELL'ISCRIZIONE

TAGLIANDO DI RINNOVO DELL'ISCRIZIONE

IL SOTTOSCRITTO

CHIEDE IL RINNOVO DELL'ISCRIZIONE PER L'ANNO 1995 NELLA CATEGORIA:

SOCIO

SENIOR

PER L'ANNO 1995 NELLA CATEGORIA: SOCIO SENIOR JUNIOR E INVIA LA QUOTA ANNUALE (L. 50.000 SENIOR

JUNIOR

PER L'ANNO 1995 NELLA CATEGORIA: SOCIO SENIOR JUNIOR E INVIA LA QUOTA ANNUALE (L. 50.000 SENIOR

E INVIA LA QUOTA ANNUALE (L. 50.000 SENIOR O L. 30.000 JUNIOR) A MEZZO:

• VAGLIA POSTALE intestato a: ASSOCIAZIONE FUMETTISTI

• ASSEGNO BANCARIO O CIRCOLARE intestato a: ASSOCIAZIONE FUMETTISTI

(firma)

PAG.

CATEGORIA JUNIOR

sono risultate inadatte

d) mi hanno fatto fare delle prove che

sono risultate valide e mi hanno messo in

1.

Come hai imparato a fare fumetti?

lista d'attesa

a)

Sono autodidatta

b)

Ho frequentato una scuola specializzata

7.

Quali servizi vorresti fosse in grado di

 

fornirti l'associazione?

2.

Usi il computer per il tuo lavoro?

a)

Sconti sull'acquisto dei materiali di

a)

lavoro e in librerie specializzate

b)

No

b)

Sconti sui biglietti d'ingresso alle mani-

 

festazioni del settore

3.

Hai modo di frequentare altri aspiranti

c)

Iniziative per aumentare le occasioni di

fumettisti, nella tua città?

lavoro per gli associati in Italia e all'estero

a)

b)

No

8.

Se ti interessa il punto c) della prece-

 

dente domanda, cosa vorresti che orga-

4.

Hai modo di frequentare dei professio-

nizzasse l'associazione?

nisti del settore, nella tua città?

a) esposizione gratuita di originali degli

a)

associati in occasione di mostre del settore

b)

No

b)

pubblicazione a pagamento di campio-

 

ni del lavoro degli associati su cataloghi

5.

Hai già provato a proporti a una casa

da inviare agli editori

editrice?

c) pubblicazione a pagamento di storie su

a)

una rivista da vendere e inviare agli edito-

b)

No

ri, diretta e gestita per l'associazione da professionisti, con ripartizione tra i parte-

6.

Se sì, con quali risultati?

cipanti di eventuali utili

a)

Mi hanno detto che il lavoro non anda-

va bene.

b) Mi hanno detto che il lavoro andava

bene, ma al momento non cercavano altri collaboratori.

c) Mi hanno fatto fare delle prove, che

9. Che cifra saresti disposto a spendere?

a) Per la pubblicazione di una pagina sul

catalogo

b) Per la pubblicazione di una storia sulla

rivista

ASSOCIAZIONE FUMETTISTI ELEZIONE DEL COMITATO ORGANIZZATIVO PER IL 1995

F UMETTISTI ELEZIONE DEL COMITATO ORGANIZZATIVO PER IL 1995 CANDIDATI (in ordine alfabetico): LUCA BOSCHI GIORGIO
F UMETTISTI ELEZIONE DEL COMITATO ORGANIZZATIVO PER IL 1995 CANDIDATI (in ordine alfabetico): LUCA BOSCHI GIORGIO

CANDIDATI (in ordine alfabetico):

LUCA BOSCHIORGANIZZATIVO PER IL 1995 CANDIDATI (in ordine alfabetico): GIORGIO PELIZZARI CLAUDIA SALVATORI MARCELLO TONINELLI

GIORGIO PELIZZARIPER IL 1995 CANDIDATI (in ordine alfabetico): LUCA BOSCHI CLAUDIA SALVATORI MARCELLO TONINELLI Esprimere 3

CLAUDIA SALVATORI(in ordine alfabetico): LUCA BOSCHI GIORGIO PELIZZARI MARCELLO TONINELLI Esprimere 3 preferenze segnando una X

MARCELLO TONINELLIalfabetico): LUCA BOSCHI GIORGIO PELIZZARI CLAUDIA SALVATORI Esprimere 3 preferenze segnando una X nelle caselle

Esprimere 3 preferenze segnando una X nelle caselle corrispondenti ai Candidati che si vogliono votare.

PAG.

AUTORI PERSONAGGI EDITORI SCUOLE LIBRERIE Le Pagine Gialle con tutti gli indirizzi

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PARTITA DOPPIA

La

- garantito da FUMO DI CHINA • P ARTITA DOPPIA La Pubblichiamo qui di seguito il

Pubblichiamo qui di seguito il Rendiconto Economico del primo anno di vita del- l'associazione, che a fine anno contava ** soci Senior e ** soci Junior. Come potrete

vedere, col piccolo esborso che vi abbiamo chiesto siamo riusciti a pagarci i bollettini e

la presenza a Cartoomics, sia pure beneficiando del lavoro gratuito di alcuni amici

e

sia pure beneficiando del lavoro gratuito di alcuni amici e parenti, e delle inserzioni pubblicitarie gratuite

parenti, e delle inserzioni pubblicitarie gratuite su Fumo di China e su alcuni albi della Star Comics (oltre a tutta una serie di segnalazioni su altre testate, i cui responsabili ringraziamo).

È chiaro a tutti che la vita di una associazione (che avesse una VERA Segreteria, un

Ufficio Legale e altre cosette del genere) richiederebbe budget molto più cospicui, ma per il momento crediamo convenga andare avanti "in economia", facendo poche cose, ma senza gravare troppo sulle tasche dei soci e confidando che il nuovo anno porti nuovi soci e dunque una vita più facile per l'associazione anche in assenza di raddoppi o peggio della quota associativa! Che, comunque, crescerà: l'anno scorso vi avevamo chie- sto 10.000 lire per l'iscrizione e 40.OOO di quota annuale (5.000 e 25.000 per gli Junior); quest'anno i vecchi soci devono pagare solo la quota annuale, che sale però a 50.000 e 30.000 (insomma, l'esborso rimane inalterato, altrimenti, nel caso non arri- vassero nuovi soci, non saremmo in grado di garantire neanche il poco fatto quest'anno); i nuovi soci dovranno invece pagare, oltre a questa quota, anche quella d'iscrizione, per un totale perciò di 60.000 o 35.000 lire. Anche per il prossimo anno, dunque, il programma "pratico" è di far uscire quattro bol- lettini di almeno 8 pagine, convinti come siamo che questa sia comunque la base da cui

far nascere tutto il resto; cercheremo poi, nella tarda primavera o al più tardi in autunno,

di organizzare un convegno significativo in occasione di qualche importante mostra

nazionale.

Causale

Entrate

Uscite

Quote associative soci Junior

4.800.000

 

Quote associative soci Senior

3.000.000

Spese costituzione associazio- ne:

- notaio

159.000

- autostrada

27.600

rimborso spese soci fondatori Cancelleria:

-

150.000

- cliché e timbro

68.000

- cartoleria

1.000

- fotocopie

26. 400

- registro

12.000

- francobolli

465.000

- tampone

6.000

Partecipazione Cartoomics:

fattura AssoExpo n. 693 Tenuta conto corrente:

-

1.761.200

-

spese c/c

116.938

Realizzazione bollettino e lavori segreteria:

- fattura Ned 50 n. 13/94

3.570.000

- fattura Ned 50 n. 3/95

1.249.500

Spese incasso vaglia scaduti

9.900

Rimanenza di cassa Saldo C/C

 

131.400

46.062

TOTALE a pareggio

7.800.000

7.800.000

PAG.

La

PIAZZA

IN QUESTA SEZIONE

trovano spazio tutte le comu- nicazioni tra gli associati, e tra gli associati e l'associazio- ne. Dunque, se state cercan- do il disegnatore giusto per la storia che state scrivendo, se volete togliervi una curiosità che riguarda la nostra pro- fessione, se avete un messag- gio per un associato o per la nazione (dei fumettisti!), se volete vendere o comprare del materiale, se state organiz- zando un convegno, o una mostra o qualcos'altro che pensate potrebbe interessare i vostri colleghi, La Piazza di

PROFESSIONE FUMETTISTA è a

vostra disposizione. Scrivete i vostri messaggi, opinioni o quesiti a:

ASSOCIAZIONE FUMETTISTI

La Piazza Via Berna, 11/4 20147 Milano o faxateli allo: 02/48.300.386

T ESTIMONIANZE

20147 Milano o faxateli allo: 02/48.300.386 T ESTIMONIANZE Continuiamo la pubblicazione, senza commenti (in qualche
20147 Milano o faxateli allo: 02/48.300.386 T ESTIMONIANZE Continuiamo la pubblicazione, senza commenti (in qualche

Continuiamo la pubblicazione, senza commenti (in qualche caso, una testimonianza commenta l'altra; i fatti si commentano sempre da soli) delle vostre testimonianze, convinti che sia il modo migliore, per chi inizia come per chi lavora da anni, di farsi un'idea concreta e realistica del panorama del settore. Sempre sperando che cambi!

CARO FABIO, TI VORREI DIRE

Vorrei rispondere alla lettera di Fabio Ghezzi pubblicata sul numero 2/3 del bol- lettino dell’associazione. Innanzitutto ciao, mi chiamo Diego e da un po’ lavoro come sceneggiatore. Ho 23 anni, sono assistente di Antonio Tettamanti alla Scuola del Fumetto di Milano e pubblico per due case editrici milanesi, la Xenia e la Delga. Sono praticamente all’inizio, ho superato da poco il periodo che tu hai illustrato con la tua missiva, e l’averlo passato da poco mi facilita nel comprendere le tue disillusioni e la tua scoperta dell’acqua calda. Mi sono detto: meno male che si è accorto! Meno male che si è accorto che fare il fumettaro è un lavoro duro e farlo come sceneggiatore lo è ancora di più, e queste sono cose che devi capire subito se vuoi sopravvivere. Sono 3 le cose principali che devi metter- ti in testa, e te lo spiegherò nel modo più duro possibile, perché solo se ti arrabbi davvero le cose puoi farle tue. 1° - APRIRE GLI OCCHI Il progetto Cool City fa parte di quella categoria di progetti che io definisco uto- pie realizzabili, al di là dei pregi e dei difetti della serie, che non ha più senso

analizzare. Cool City era un progetto punto e basta, poteva venir realizzato, con gioia di tutti, e poteva anche finire nel nulla, come è successo alla fine. Non c’era nessun tipo di garanzia che l’utopia

realizzabile andasse in porto, era un mal- loppo dattiloscritto come tanti, tanti altri. Per cui provaci, vabbè, scrivici sopra, allenati ma non buttarti a pesce solo su quello, non fare che l’utopia realizzabile diventi il tuo unico obiettivo, perché se

poi non si realizza

primo lavoro si pensi che da lì a un mese si vada in edicola, e allora fama, soldi

fiere, fan scatenate

Cool City non sarebbe mai arrivato in edicola, c’è chi l’ha capito subito, e c’è invece chi ha chiuso gli occhi. Un corso di sceneggiatura può bastare se vuoi sapere le differenze tra un Primo Piano e una patata, ma nessuno ti dirà mai che alcune cose non funzioneranno mai, devi aprire gli occhi e svegliarti da solo. 2° - L’ESPERIENZA SI FA SENZA VASELLINA Sì, sono estremamente volgare, ma il concetto è questo. Quando arriverà il gior- no in cui pubblicherai i tuoi lavori (final- mente, tu dirai) ringrazierai la sfiga che hai avuto a non pubblicare subito le tue

capisco che col

ueeh! Non è così!

pubblicare subito le tue capisco che col ueeh! Non è così! FUMETTISTA JUNIOR U N E
FUMETTISTA JUNIOR
FUMETTISTA
JUNIOR
tue capisco che col ueeh! Non è così! FUMETTISTA JUNIOR U N E SPERTO GIUDICA I

UN ESPERTO GIUDICA I VOSTRI LAVORI

minimo di cinque a un massimo di dieci tavole, due almeno delle quali ancora a matita (stiamo sempre par- lando di fotocopie, vale la pena di

ribadirlo). In caso di strisce umoristi- che o vignette, inviarne da un minimo

L'iscrizione all'ASSOCIAZIONE FUMETTISTI e

mulare un giudizio sufficientemente

di

cinque a un massimo di venti.

il pagamento della quota annuale da

motivato, i materiali da inviare, SEM-

Per gli aspiranti COPERTINISTI, invia-

parte dei soci Junior comprendono

PRE E SOLTANTO IN FOTOCOPIA,

re

da un minimo di tre a un massimo

anche il servizio di valutazione degli

sono:

di

cinque illustrazioni per copertina.

elaborati degli aspiranti fumettisti. Dunque, se volete un giudizio, perso- nale e riservato, sui vostri lavori, met- teteli in busta e inviateli a:

Per gli aspiranti SCENEGGIATORI, da un minimo di tre a un massimo di cin- que soggetti non più lunghi di una pagina dattiloscritta, di uno dei quali

Per gli aspiranti LETTERISTI, inviare da un minimo di cinque a un massimo di venti esempi di balloon fumettati.

ASSOCIAZIONE FUMETTISTI

si dovrà anche allegare la sceneggiatu-

Il

giudizio del nostro esperto verrà

IL GIUDIZIO DELL'ESPERTO Via Berna, 11/4 - 20147 Milano Per permettere ai nostri esperti di for-

ra completa (massimo 12 tavole). Non si accettano testi manoscritti. Per gli aspiranti DISEGNATORI, da un

allegato al notiziario successivo o comunque inviato al più presto possi- bile.

PAG.

cose. Ringrazierai il fatto che il tuo edito- re non associerà il tuo nome a un prodot- to scadente, a un lavoro che hai fatto all’inizio perché sicuramente è a un livel- lo inferiore rispetto a quello che fai ades- so. L’esperienza di Cool City ti ha comunque arricchito: hai scritto, lavorato; corretto le tue tavole in base all’ipotetica pubblicazione; ora sicuramente lavori meglio di quanto lavoravi all’inizio solo nella tua stanzetta con il poster di Dylan Dog. Hai fatto esperienza senza rovinarti il nome. Nessuno ha bollato Fabio Ghezzi come quello che ha fatto “quella- cosa-là”! Accidente che invece succede a un nostro comune amico e collega, che ha avuto l’estrema sfortuna di pubblicare subito senza essere del tutto pronto, cari- cato poi di responsabilità grossissime, ed

è un casino, ragazzi, spiegare alla gente

che non è del tutto colpa sua. Spiegalo tu

a quello che se lo vede arrivare in redazio- ne preceduto dalla “marchiatura” che ha ormai nel mondo del fumetto (vi confes- serò che Gino mi odia, ma io gli voglio un gran bene). 3° - NON C’E’ TEMPO PER LE MENATE La tristezza per un progetto fallito o per una sceneggiatura bocciata deve durare al massimo un quarto d’ora. Uno sceneggia- tore esordiente non ha il tempo per pian-

gersi addosso, deve pensare già a cosa rac- conterà dopo, non importa a chi e come, non importa se ti hanno rifiutato un’opera paragonabile all’Ulisse di Joyce. Perché se hai riscritto l’Ulisse sei in grado di fare "230 Beverly Hills", cosa che magari l’editore cercava.

Il “non mi hanno capito” è un concetto da

dimenticare, a meno che tu non sia davve-

ro un genio, ma dimostrare di essere geni

è molto più difficile che dimostrare di

esser incapaci (parti già svantaggiato). E allora, oltre alla lettera di sfogo al bollet- tino (giustissimo) dovevi incazzarti dav- vero e mandare una bella cartella con 40 soggetti a Intrepido, oppure a Virtual Heroes (gioco sulla mia pelle, se lo fai e sei bravo perdo pure il lavoro!). Insomma, caro Fabio, spero vivamente di

averti scosso, di averti fatto incazzare dav- vero e averti smosso dal torpore dell’auto- commiserazione. Dopo il corso di sceneggiatura io ho lavo- rato 4 anni prima di pubblicare e vedere qualche soldino. Ho accettato dei compro- messi che mi sembrava giusto accettare, ho visto riviste chiudere, fantomatiche agenzie fagocitare soggetti. Come diceva Moana Pozzi (Dio l’abbia in gloria):

di energia. L’ultima cosa che ho visto con

queste caratteristiche è "Astarte" di

Pazienza, fai un po’ tu

DIEGO CAJELLI - MILANO

(e Cool City).

MA FABIO DICE

Spettabile associazione fumettisti, sono di nuovo qui a scrivervi, dopo il mio intervento sul n. 2/3. Ancora una volta per regalare a voi e a tutti i lettori un’esperienza negativa. Cominciamo: circa tre mesi fa mi presen- to con un soggetto alla casa editrice Delga che pubblica la testata Virtual Heroes. Lascio il soggetto, i miei dati

ecc., poi attendo. Dopo pochi giorni mi chiamano e mi dicono: “Bla, bla ci è pia- ciuto, bla, bla, siamo interessati, bla, bla, fissiamo un appuntamento”. Vado fiducioso all’appuntamento dove mi

si dice che le idee sono buone, che devo

fare un soggetto più vicino ai personaggi (mi vengono fornite l’ambientazione e la descrizione dei personaggi) e che, una

volta sistemato il soggetto, potrò firmare

il contratto e lavorare alla sceneggiatura.

Una volta a casa mi rileggo il tutto, siste-

mo il soggetto e lo rispedisco. Dopo qualche giorno mi chiamano e mi dicono che il soggetto non va ancora bene. Pazienza, dico io, riproviamoci. Riscrivo e rispedisco. Fin qui tutto rientra nella prassi. Sennonché i giorni passano e la risposta non arriva. Lascio passare altre tre setti- mane poi, stamattina, chiamo. La signo- rina Barbara Del Duca, direttore responsa-

bile (e anche editore! Ndr), mi dice che il mio soggetto non è stato accettato. Mi permetto di farle notare che sarebbe stato

più corretto farmi una telefonata anziché

farmi aspettare un mese. Lei, con pacatez-

za, mi risponde che io non sono nella

posizione di pretendere queste cose. Grazie! È sempre bello vedere come il proprio lavoro viene rispettato. Saluti.

FABIO GHEZZI - MILANO

XENIA E DINTORNI

Spettabile associazione fumettisti, con la presente vorrei raccontare una mia esperienza e porvi alcune domande. Mi chiamo Marco Alfaroli, sono un disegna- tore dilettante e disoccupato. Sono stato contattato dalla Xenia Edizioni che aveva esaminato una mia

storia di fantascienza trovando molto belle

le astronavi che in essa comparivano.

Loro hanno in cantiere un nuovo fumetto, Bad Moon, del genere fantascientifico

“Dopo la prima volta non fa più tanto

alla "Guerre Stellari" con un protagonista

male”.

che

ricorda un po’ il mitico Han Solo, e

Concludevi la tua lettera parlando

mi

hanno proposto una collaborazione

dell’arte, sul cui concetto già si possono consumare intere nottate a parlare; io sono uno di quelli che considera l’arte un qualcosa fatto di carne e sangue, una cosa da cui trasudano emozioni vive, pulsanti

come disegnatore completo (matite e chine). Il mio entusiasmo a quel punto è diventato grande; i dirigenti della casa edi- trice e i creatori della serie hanno preso in visione tutto il materiale che ho disegnato

fino a oggi continuando a dire di essere

colpiti dalle mie astronavi, ma giudicando poco realistico il mio modo di disegnare le persone. Per questo mi sono esercitato molto, ho fatto molte prove con i personaggi e quando mi è sembrato di aver “sciolto la mano” ho preparato le tavole di prova che

mi avevano richiesto. A questo punto le

cose sono cambiate. Ascoltando i loro discorsi sul “ragazzo di bottega”, “l’apprendista” e “se frequentassi una scuola pagheresti per disegnare” è venuto fuori che la mia collaborazione non consi- steva nel disegnare, ma nell’inchiostrare

le tavole del disegnatore principale della

serie con un compenso di 20.000 lire a pagina, per lo studio GF Edizioni di

Milano che collabora con la Xenia. Avrei voluto mettere qualcosa di mio in quel fumetto e non ripassare a china i disegni

di un altro, comunque, se il guadagno

fosse stato dignitoso avrei accettato. Ma quando ho spiegato alla GF Edizioni che

io inchiostro 2 tavole al giorno e che con

le spese di viaggio da Pisa a Milano per il recupero e la restituzione dei fumetti in

un mese il guadagno sarebbe stato molto

misero, mi sono sentito rispondere che

una tavola si deve inchiostrare in un’ora.

La domanda che faccio a voi dell’associa-

zione è questa; esiste sulla Terra un dise- gnatore che inchiostra le tavole di formato Fabriano F4 33x44 in un’ ora? E poi, dopo tutte le critiche che hanno fatto ai miei fumetti, concedendomi solo un’ora

per l’inchiostrazione di ogni tavola, non credo che sorvolerebbero su eventuali errori.

MARCO ALFAROLI - PISA

Risposta: sì, ne esiste più di uno. Ma non fanno dei gran bei lavori!

IL GRIFO È UN RAPACE

Prologo: nel 1983 pubblicai insieme con

Andrea Pazienza (senza contratto) alcune storie su Corto Maltese. In seguito quelle storie vennero raccolte nel volume intitolato "Tormenta" della Milano Libri (senza contratto). Prosieguo: nel 1992 mi imbattei in una ristampa di "Tormenta" (in una delle sto-

rie era anche stato omesso il mio nome)

edita da Il Grifo, senza che alcun contat-

to,

sia pure informativo, fosse avvenuto

tra

il volatile in questione e il sottoscrit-

to. Per ottenere qualche ragguaglio telefo-

nai presso il nido, ricevendo da segreta

voce queste risposte; “Può richiamare?”;

“Può richiamare più tardi?”; “Può chiama-

re

nel pomeriggio?”; “Se può richiamare

in

serata”; “Non sono autorizzata a dare il

numero privato”. Per tentare un dialogo con l’etereo mi rivolsi allora a un legale. Epilogo: da circa un anno e mezzo attendo invano. Mi sorge un dubbio: se Il Grifo non esistesse? Eppure, ad osservare il

logo, è così evidente. Cordialmente.

MARCELLO D'ANGELO - ROMA

PAG.

L

ETTERE

L ETTERE PRIMA Prima di sottopormi al vostro giudizio vorrei rivolgervi alcuni quesiti in ordine sparso,
L ETTERE PRIMA Prima di sottopormi al vostro giudizio vorrei rivolgervi alcuni quesiti in ordine sparso,

PRIMA

Prima di sottopormi al vostro giudizio

vorrei rivolgervi alcuni quesiti in ordine sparso, ai quali, spero, darete risposta.

con l’argomento fotocopie.

Leggendo il notiziario ho capito l’impor- tanza che hanno le tavole originali. Però, secondo me, il discorso riguarda più i disegnatori che gli sceneggiatori. Sbaglio? Se sì, perché? Passiamo alla lunghezza da voi richiesta per soggetti e

sceneggiature. Sono convinto che sogget-

ti chilometrici e quintali di fogli sceneg-

giati annoierebbero chiunque. Ma 12 tavole non sono un po’ pochine? Persino gli americani, maestri del tutto-subito-e- in-breve-tempo, ne impiegano almeno 22 per raccontare delle storie che il più delle volte rimangono interrotte a metà. La sce- neggiatura che vi ho inviato, infatti, con- sta in originale di ben 50 tavole (ridurla a 12 è stata una bella fatica). Dico questo

perché non vorrei che accadesse come a scuola, quando ti dicono di non essere

prolisso nello svolgimento del tema, ma

il giudizio che ti ritrovi dopo è sempre ed

immancabilmente lo stesso: “Le idee ci sono, ma meritavano un maggior approfondimento”. Insomma, si può giu- dicare il valore effettivo di un aspirante sceneggiatore in base a 12-tavole-12? Io non credo, e voi?

Iniziamo

E DOPO IL GIUDIZIO

Come avremmo dovuto immaginare, molte delle vostre lettere (in partico- lare quelle dei soci più giovani) sono decisa- mente LUNGHE! Questa volta le rimanenze di cassa dell'associazione hanno consentito di fare un bollettino "doppio" e di ospitare perciò quasi senza tagli le vostre mis- sive, ma non sarà sem- pre così, perciò imparate a essere più concisi, o dovremo lavorare molto più impietosamente di forbici. In particolar modo gli aspiranti sce- neggiatori dovrebbero imparare a sintetizzare meglio i loro pensieri: gli servirà anche nel lavoro!

meglio i loro pensieri: gli servirà anche nel lavoro! ma ci sono anche le regole”, parole

ma ci sono anche le regole”, parole di

Ade Capone. E così ho pensato di scri- vervi per dirvi (anzi, per dirlo soprattutto

ai Senior) che la gavetta non mi spaventa.

Sono pronto a cimentarmi con la più dura, la più ingrata, la più gratuita delle gavette possibili, ma voi Senior siete

disposti ad aiutarmi, a spendere un po’ del vostro tempo, a darmi consigli, ad indi- carmi la strada giusta, a forgiare, insieme

a me, la mia fantasia e poi a lasciarmi

andare per la mia strada? Questa è la

gavetta, secondo il mio modesto parere:

Prima di tutto vorrei ringraziare il vostro

 

io

(inteso come aspirante autore) metto la

esperto per il giudizio favorevole espresso

merita!”. Altro es.: un Senior poteva

fantasia, voi (autori affermati) la indirizza-

nei riguardi dei miei soggetti e delle mie

benissimo mettersi in contatto con me

te

giustamente. Poi

a bussare alle porte

tavole sceneggiate. Però le ultime parole

allo scopo di avviare una sorta di collabo-

ci

vado io, non vi preoccupate! Ma questo

del suo commento (“Comincia o continua

razione (TOTALMENTE GRATUITA),

lo

sapevo già. Non avevo certo bisogno

a

bussare a tutte le porte, prima o poi

inviandomi magari un suo soggetto da

di

iscrivermi all’associazione per saperlo!

l’occasione giusta ti capiterà”) mi hanno

sceneggiare.Se ne usciva qualcosa di vali-

E

anche se avessi ricevuto una critica

fatto sorgere un quesito: ma allora, per

do poteva proporlo al suo editore; se ne

negativa, avrei continuato lo stesso a

noi Junior, a che serve l’Associazione Fumettisti? Non pretendo certo che siate

usciva qualcosa di non-valido poteva dirmi dove, come e cosa fare per migliora-

farlo (perché, alla fine, per scrivere qual- cosa di valido servono anche i metri cubi

voi a bussare alle case editrici al mio

re. Il tutto, ripeto, GRATUITAMENTE,

di

fogli dattiloscritti che ti sei lasciato

posto (ci mancherebbe altro!), ma crede-

“Soggetti e sceneggiatura sono buoni”

perché secondo me noi Junior, per quanto

alle spalle!). Forse sono io ad aver frainte-

vo, o meglio osavo sperare, che, se sog-

bravi o “

già a livello di pubblicabi-

so

gli intenti della nostra associazione. O

getti e sceneggiature fossero stati ritenuti

lità

“ (ancora parole del vostro esperto),

forse ho soltanto bisogno di qualche delu-

validi, qualche Senior (e stando ai nomi

necessitiamo sempre di un certo periodo

cidazione in merito. Il mio timore è che

apparsi sul bollettino numero 2/3, mi

di

rodaggio, o gavetta che dir si voglia. E

le

due categorie, in cui è divisa la nostra

sembra che ci sia solo l’imbarazzo della

qui casca l’asino perché tutti ne parlano di

associazione, si trasformino in due com-

scelta) mi avrebbe aiutato allo scopo di

questa benedetta gavetta, ma nessuno si

partimenti stagni, senza alcuna possibilità

farmi conoscere nell’ambiente. Es.: un

prende la briga (o meglio la rottura) di far-

di

comunicazione. Anche perché, parlia-

Senior poteva benissimo “segnalarmi” a

cela fare. E poi

che cosa si intende per

moci chiaro, i problemi di noi Junior

un editore. Un conto è che io, Pinco

gavetta? Forse i metri cubi di fogli datti-

(come-dove-quando-a chi rivolgersi per la

Pallino, vado da un editore e gli dico:

(parole del vostro esperto); un altro conto

loscritti in cui ho riversato la mia pro- rompente fantasia? Io non credo, perché la gavetta non è un periodo di tempo trascor-

pubblicazione) potrebbero essere facil- mente risolti grazie all’aiuto dei Senior. Ma i Senior (sempre ammesso che un

è che io, sempre Pinco Pallino, vado da

un editore e gli dico: “Mi manda Picone”; e un altro conto ancora, ma qui rasentiamo la fantascienza, è che lo stesso Picone vada dal suo editore e gli dica:

“Leggi un po’ i soggetti e la sceneggiatu- ra di questo Pinco Pallino. Secondo me

PAG.

so a scrivere soggetti o sceneggiature più

disparati, ma un periodo di tempo trascor- so, anche senza scrivere, in compagnia di un autore di fumetti affermato, che ti dica cosa fare o cosa non fare, che ti guidi, ti segua e ti consigli. “E sì, perché non

basta solo la fantasia in questo mestiere,

Junior mostri qualcosa di valido) sono disposti ad aiutarci, senza trincerarsi dietro

la solita frase fatta : “Fai la gavetta, gio-

vane!”. Altro punto: l’esclusione di noi Junior dalle votazioni per l’elezione del presidente. Secondo me è giusto, però sarebbe ancora più giusto se noi Junior

eleggessimo un nostro rappresentante (UNO!) con diritto al voto (magari rinno- vabile in base alle stesse norme che rego-

lano l’elezione del presidente dell’associa- zione). Le sue funzioni principali sarebbe- ro quelle di avere un occhio di riguardo per le problematiche che affliggono più da vicino noi Junior e fungere magari da tra- mite tra noi Junior e i Senior. Che ne

dite

lo apriamo un dibattito costruttivo

nello spazio de “La Piazza”? Aspetto fidu-

cioso vostre notizie.

BALDASSARRE DI STEFANO - ROMA

negli altri settori, in questo periodo, non

è particolarmente florido) fornendogli

"scorciatoie". Ed è abbastanza presuntuo- so aspettarsi che i Senior (che all'associa- zione si sono iscritti nella speranza di veder risolvere i PROPRI problemi!) si mettano a disposizione degli Junior per

aiutarli a "entrare" da un editore. Per quel- la che è la mia esperienza, disilluditi, è più facile il contrario: chi ha un "posto" da un editore, magari ottenuto dopo anni

di fatiche e di "lotte", è più facile che cer-

chi di scoraggiarti o "farti le scarpe" per timore di perderlo! Non tutti sono così, naturalmente: in que-

sto stesso numero del bollettino trovi un annuncio di Piccininno che va proprio nella direzione da te auspicata. E, comun- que, anche l'associazione fa quello che può, in questa direzione: i lavori merite- voli (già abbastanza "professionali") rice- vuti dal nostro Esperto vanno in un "archivio" pronti a essere sottoposti a autori, editori e agenzie che in vario modo entrano in contatto con l'associazione e sono alla ricerca di nuovi talenti. Certamente si potrebbe fare di più, e far funzionare l'associazione anche come una vera e propria agenzia. Ma questo costa (lavoro di segreteria, stampa di cataloghi ecc.)! Se ci sono soci interessati in numero suf- ficiente, si possono anche organizzare ini- ziative in questo senso. Ma non costereb- bero solo le misere 30.000 dell'iscrizione al' Ass. Fum.! E, personalmente, credo che il solito

"bussare alle porte", se c'è quel pizzico di talento necessario (e sufficiente richiesta

da parte del mercato), sia più che bastante.

Dunque, non compartimenti stagni, ma due "momenti" della stessa professione che comunicano nel modo più naturale:

quando si trova un lavoro, si entra a far parte dellla categoria Senior, con i suoi pregi e i suoi problemi. Punto e basta. Quanto all'elezione di un rappresentante degli Junior, non so bene a cosa servireb- be, visto che i rappresentanti si limitano a organizzare il lavoro dell'associazione, e che per far sentire la vostra voce (come dimostrano queste pagine) c'è il bolletti- no. Nulla vi impedisce poi di organizzarvi

tra di voi per ulteriori iniziative, grazie ai Punti d'Incontro, agli annunci ecc.

E con quale criterio, poi, gli Junior

dovrebbero scegliere a rappresentarli un "emerito sconosciuto" come loro? Gli aspiranti non hanno bisogno di santi in paradiso o rappresentanti, ma di capacità e

Primo quesito: le fotocopie, è chiaro, sono necessarie quando l'opera dell'aspi- rante viene realizzata in unica copia, che sia una sceneggiatura (fatta a macchina da scrivere di vecchio tipo) o una tavola dise-

gnata. Nel caso di sceneggiature realizzate col computer, ripetibili in un numero infinito di copie, va bene una normale stampata. Secondo quesito: bastano dodici pagine per valutare le capacità di uno sceneggia- tore? Sì, certo. E il fatto di riuscire o no a scrivere una storia con un capo e una coda che stia in 12 pagine è uno degli elementi del giudizio. Se tu frequentassi Lanciostory e Skorpio sapresti che fior di autori di tutto il mondo riescono da anni a raccontare storie bellissime in quel nume-

ro di pagine. E a volte anche solo in quat-

tro o cinque. È chiaro che se vuoi raccon- tare "Guerra e pace", 12 pagine sono un po' pochine, ma si possono inventare sto- rie "ad hoc" (e la versatilità, o capacità di adeguarsi alle richieste dell'editore, è uno degli elementi per trovare e mantenersi il lavoro nel

nostro settore). Inoltre,

l'Esperto che legge i vostri

deve anche vivere, e

se dovesse passare le giornate

a leggere i parti letterari di

tutti i megalomani in circola-

sarebbe già morto di

fame! Terzo quesito: gli scopi dell'Associazione Fumettisti sono quelli di qualsiasi asso- ciazione professionale, cioè cercare di risolvere i problemi che si presentano quotidiana- mente agli adetti della catego- ria. Nel nostro caso: assisten- za infortunistica, previdenzia- le, legale (diritto d'autore, scorrettezze editoriali ecc.). Il fatto che l'associazione sia aperta anche agli aspiranti (ai quali offre l'opportunità di conoscere in anticipo certi problemi della categoria e affrontarli fin dall'inizio della professione in modo un po' più "informato") non significa che sia nata per risolvere i loro problemi di accesso al mercato del lavoro (che anche

lavori da far vedere.

GLOBETROTTER

Gentili Signori, vorrei porvi un paio di domande a cui spero vorrete gentilmente

rispondere: 1) anche se sono iscritto alla categoria Senior sono un disegnatore disoccupato. Finora ho pubblicato su alcuni giornali locali in Italia (a Benevento) e ad Oxford, dove risiedo. Non

mi sogno di scrivervi come sono arrivato

in Inghilterra, ma posso dirvi che quello che ho trovato qui è piuttosto deludente.

pubblicazioni sono pochissime, potrei dire che qui il fumetto in edicola è

inesistente

“comics shop”, ma lì è tutto Marvel, DC e (purtroppo) Manga. Comunque oggi, dopo un anno e mezzo, sono pronto e ambientato

per cercare quello che questo picco-

lo mercato ha da offrire. Potreste

darmi qualche consiglio e/o indi-

rizzo (oltre i fumetti mi interesse-

rebbe l’animazione

cosa mi va bene, basta che abbia a che fare col disegno); 2) potreste delinearmi qual è l’attuale quadro dei comics in Usa. C’è lavoro? E

se sì, dove? Come fare? Ho la pos-

sibilità di andare negli States come

di tornare in Italia (o di restare in

Inghilterra): devo fare una scelta e devo farla prima della prossima

Ho 26 anni, sono sposato

e sono un bravo disegnatore, senza problemi riguardo i vari stili. Cordiali saluti.

DUILIO CUSANI - OXFORD

Sorry! Purtroppo non possiamo esserti di molto aiuto: non cono- sciamo a sufficienza i mercati este- ri, se non quanto basta per dirti che, probabilmente, "tutto il mondo è paese". Nel senso che l'u- nica cosa da fare è presentare agli

PAG.

estate

ma qualsiasi

sono i

Le

Nel senso che l'u- nica cosa da fare è presentare agli PAG. estate ma qualsiasi sono

è vero,

ci

lavori

zione

editori del posto, dove ce ne sono, lavori

in

linea con la loro produzione abituale.

O

progetti talmente convincenti da spin-

gerli a tentare strade inedite. Quando il disegno è buono (i Castellini e i Rinaldi, recentemente entrati a far parte della grande famiglia Marvel, lo dimostra- no) non ci sono problemi di lingua o di nazionalità che tengano. Dunque, dopo

averti detto che, a quanto ci risulta, i mer- cati che tirano di più attualmente sono l'America e l'Italia, possiamo solo consi- gliarti di armarti della tua cartellina o del tuo "book" e cominciare a bussare a tutte

le porte che trovi. E augurarti buona for-

tuna.

UN CATTIVO SOGGETTO

Caro, misterioso interlocutore,

vorrei farti alcune domande. 1) Ho spedito alla Bonelli un soggetto di Dylan Dog che mi pareva abbastanza originale (anche

se la storia è complicata e la maniera in

cui l’ho scritto, forse, non riesce a rendere appieno l’idea), eppure, molto cortese- mente, Bonelli mi ha scritto dicendo che, pur presentando alcuni spunti interes-

santi, non raggiunge gli standard da loro

richiesti e che, inoltre, disponendo di vali-

di sceneggiatori, non sono alla ricerca di

nuovi soggetti. Allora mi (ti) chiedo: la qualità è realmente bassa, oppure il mio errore è stato quello di non allegare al soggetto almeno uno stralcio di sceneg- giatura, in modo da far giudicare la mia capacità di arrivare a quello che è il pro- dotto finale di uno scrittore? E ancora: nei precedenti giudizi mi avevi suggerito di mandare il mio materiale alla Bonelli, ma

come si sposa il tuo consiglio con la loro affermazione, di non essere alla ricerca di nuovi soggetti? Oppure è una frase di prammatica che usano per non essere inondati dalle idee dei lettori? 2) Un po’ di tempo fa ebbi la fortuna di parlare con il gentilissimo Claudio Castellini, il quale mi disse che il modo migliore per farsi conoscere è quello di recarsi alle varie mostre portandosi appresso il proprio materiale. Certamente

a marzo andrò a Lucca (potremo così

conoscerci), ma nel bailamme delle fiere

si trova veramente un’anima buona dispo-

sta a concentrarsi quanto basta per leggere delle sceneggiature e, soprattutto, a giudi- carle con mente serena? O è un consiglio

che vale solo per i disegnatori? 3) Mi è

capitato spesso di leggere che un soggetto deve raccontare in maniera concisa una storia. Ma quanto concisa? Voglio dire:

quando penso una storia, e quindi scrivo un soggetto, immagino già i numerosi, piccoli episodi che comporranno la sce- neggiatura quindi la lunghezza del sogget-

to è commisurata a quella della sceneggia-

tura. Solo omettendo le singole scene e

descrivendo uno scarno plot si può ridurre

il soggetto. Ma allora quest’ultimo perde-

rebbe la sua funzione principale che è

PAG.

perde- rebbe la sua funzione principale che è PAG. quella di guidarmi, passo dopo passo, durante

quella di guidarmi, passo dopo passo, durante la stesura della sceneggiatura, acquistando l’unica funzione di far cono- scere la storia all’editore. Con la remota speranza di poter modifica- re, un giorno, la mia posizione di socio da Junior a Senior, ti saluto.

LEONARDO PILARA - PALERMO

Ovviamente da queste colonne e dai

foglietti dei giudizi del nostro Esperto

a

rischio! Le esigenze delle case editrici cambiano nel tempo, e lo stesso editore può essere oggi famelicamente a caccia di autori e domani lasciarne a casa un bel numero di quelli che già lavorano per lui. I tentativi sono tutti da fare sulla propria pelle! È certo che spedire soggetti senza almeno quattro o cinque pagine di relativa sceneggiatura non consente all'editore di farsi un'idea del valore di chi si propone, dunque hai indubbiamente sbagliato. Inoltre, i soggetti da presentare alle reda- zioni sono proprio quello "scarno plot" che dici tu, mentre quello che fai tu è piuttosto la "scaletta", fase successiva di elaborazione del soggetto ad uso DEL- L'AUTORE. Presentarsi alle mostre non sempre è red- ditizio neppure per i disegnatori, ancor meno per gli sceneggiatori: NESSUNO ha il tempo e la tranquillità di leggere soggetti e sceneggiature in una di quelle bolge che sono le mostre. Al massimo, se hai delle copie da lasciare, se le porte- ranno a casa. Ma allora tanto valeva spe- dirle per posta! Dunque il mio consiglio, se vai alle mostre, è di cercare sceneggia- tori e redattori ma solo per fare conoscen- za, chiedere informazioni e consigli e, al massimo, lasciare il proprio biglietto da visita e poi spedirgli il lavoro in redazio- ne. Gli editori che hanno bisogno di auto- ri COMUNQUE controllano i materiali che arrivano. E quelli decenti, anche in assenza di necessità momentanee, vengo- no conservati in archivio in attesa dell'oc- casione buona. Dunque ritenta ancora. Partire è sempre difficile, purtroppo!

non possono venire che consigli

SENZA VINCOLI

Per l’Associazione Fumettisti:

SUL COPYRIGHT noi partiamo da due punti differenti. Voi avete già pubblicato, io ancora no. Voi fate del mercato, io no. Voi volete rima- nere all’interno del business, io no. Quindi per voi possono essere giustissi- me le lotte per l’acquisizione dei diritti d’autore, per me un po’ meno. Nonostante tutto c’è un punto in comune e sta nel fatto che l’opera è e deve essere dell’autore e non dell’editore e sia le sce- neggiature che i disegni originali devono ritornare all’artista. Sono contro tutte le persone, dagli editori ai disegnatori, ai tra- duttori che non restituiscono i fumetti per piratarli per far soldi, ma non condanno dei ragazzi che per amore verso i komix li pubblicano illegalmente, soprattutto se sono opere che vale la pena leggere e che non si trovano sul mercato italiano, tipo Cerebus, Bone ecc. È altresì ingiusto, anche se lo meriterebbero per l’elevato costo dei volumi, piratare autori famosis- simi quali Pratt, Giardino ecc. Comunque sia è illogico e ingiusto verso chi si sbatte, anche a costo di rimetterci, per pubblicare qualcosa di nuovo. A que- sto punto bisogna eseguire una distinzio- ne tra 3 diverse tipologie di autori di fumetti: alla prima appartiene chi vuole esprimere le proprie idee senza imposizio- ni, senza specularci; alla seconda chi ha delle idee e le vuole tirare fuori, ma vuole anche guadagnarci; alla terza si trova lo speculatore che non crea niente di nuovo e copia pedissequamente modelli preesisten- ti. Io mi schiero decisamente con la prima classe, ma non condanno la seconda, se il guadagno non diventa speculazione sel- vaggia, ma serve a mantenere un tenore di vita accettabile. La terza non dovrebbe avere voce in capitolo, ma nel mondo del fumetto rappresenta, purtroppo, la parte più ampia. Mi sono allineato alla prima classe perché non voglio avere imposizio- ni esterne per poter esprimere ciò che ho dentro e voglio stare al di fuori del merca- to fino a quando mi sarà possibile soprav- vivere, dato che non vivo nell’oro e nean- che voglio navigarci. Ciò comporta che quando io realizzerò un’opera non la coprirò mai con il copyright, ma la potranno usare tutti previo avviso, comunque sia la riproduzione non sarà possibile al di fuori del circuito alternati- vo, a meno che non si realizzi un’edizione accessibile a tutti, dal costo contenuto per poter diffondere meglio le mie idee. Ora tutti quelli che appartengono alla prima fascia ragionano come me, quindi noi non pirateremo mai opere come quelle sopra esposte (Giardino). Ciò sta a indicare come in futuro il discorso sul copyright possa concludersi con un secco no allo stesso. Tuttavia nel mondo, soprattutto in quello dei fumetti, ci sono rapaci avidi di

denaro che hanno inventato ed escogitano

i più beceri stratagemmi per guadagnare

ancora di più: contratti capestro, ritiro

degli originali, lavori sugli stessi, edizio-

ni pirata ecc. Queste persone vanno com-

battute, insieme alla SIAE, mafia legaliz- zata dall’uso del copyright. Tutto ciò vuole essere un monito che vi rivolgo perché, in sede di dibattito sul diritto d’autore, non venga ignorata tutta quella parte di komix underground che rappresen-

ta la parte più viva dell’editoria a fumetti,

che in blocco sta boicottando il copyright. Anche se, nel caso un grande editore volesse speculare sui nostri fumet-

ti liberi, saremo i primi a lottare con tutti

i mezzi.

SULLA COMICS CODE AUTHO-

RITY Ciò che è successo a Intrepido, accusato

da

un’associazione di genitori di presenta-

re

fumetti osceni, è esemplare di quanto

siano ancora forti, in Italia, i benpensanti.

È incredibile che ancora ci siano delle per-

sone che condannano i fumetti e lasciano impunita la Tv che ci propina ogni gior-

no centinaia di ore di turpiloqui, scemenze

e chissà che altro. Forse, anzi sicuramen-

te,

la maggior parte dei fumetti presentati

da

Intrepido non valgono niente e allora

semplicemente non leggiamoli, facciamo morire la rivista, senza però attaccare il mondo dei fumetti, soprattutto se non si conosce. Ogni lettore deve essere respon- sabile e consapevole delle sue scelte, non può essere guidato dall’esterno. È inutile, anzi dannoso, creare una struttura simile alla Comics Code Authority. Perché voler dare uno schema entro cui muover-

si? Perché limitare la libertà degli autori?

È inconcepibile. Purtroppo oggi si vuole

regolare tutto, ignorando che in questo

modo ci limitiamo. Poi non ci nascondia- mo: il mondo non è bellissimo, ci sono i problemi, alcuni esprimono il loro modo

di vedere ideale, altri scendono all’inferno

per poi assurgere al paradiso. Perché limi-

tarci?

EMANUELE DI GIORGI - LATINA

La tua posizione "rivoluzionaria", finché non lede i diritti di altre persone, è legitti- ma come tutte le scelte di questo mondo. Noi dubitiamo molto che si arrivi a un'e- liminazione del copyright. E non lo vor- remmo nemmeno. Comunque, non per volerti "smontare" a tutti i costi, ma le tue idee hanno già provato ad attuarle negli anni Sessanta, e poi nei Settanta ma di chi ci ha provato (Max Capa tra gli altri), si è perso anche il ricordo o quasi. Comunque, auguri: chi paga in prima persona le sue scelte è sempre degno di rispetto. Quanto all'ipotesi di una Comics Code Authority all'italiana, se ne parla in altra parte del bollettino: il dibattito è aperto.

A

NNUNCI

altra parte del bollettino: il dibattito è aperto. A NNUNCI • • SONO UN ASPIRANTE SCE-
altra parte del bollettino: il dibattito è aperto. A NNUNCI • • SONO UN ASPIRANTE SCE-

SONO UN ASPIRANTE SCE- NEGGIATORE e vorrei conoscere disegnatori/disegnatrici possibil- mente della mia zona. Il mio nome e indirizzo sono:

Stefano Ratti Via S. Miro, 3 22020 Suello (CO)

LA REDAZIONE DI ANTITOX cerca disegnatori e vignettisti disposti a inviare loro lavori in favore della lotta alla droga e all’Aids onde pubblicare uno speciale a fumetti sull’argomen-

to. Gli interessati possono rivol- gersi a:

Antitox Via Andrea Doria, 17

20124 Milano

VORREI METTERMI IN CON- TATTO con altri associati che abi- tano dalle mie parti, disegnatori

e sceneggiatori, interessati a col- laborare a una fanzine. Gli inte- ressati possono scrivere a:

Emanuele Di Giorgi Via degli Ernici, 30

04100 Latina

SPECIALE • SPECIALE • SPECIALE • SPECIALE

UN PROGETTO PER GLI ESORDIENTI

IL PROGETTO THRASH è un’esercitazione professionale gui-

pool di professionisti ha creato dei personaggi

per un serial supererostico ideato da Giuliano Piccininno,

da proporre a dei disegnatori esordienti. Il tutto senza finalità di lucro. Raccogliendo il meglio di queste esperienze crediamo di poter giungere a un prodotto pubblicabile: se la qualità della serie risulterà interessante sarà proposta, a condi- zioni tutte da stabilire, ad alcuni editori. Nel caso che questi contatti (già in corso) non dovessero concretizzarsi, la Tornado Press pubblicherebbe comun- que il tutto. Riassumiamo i possibili vantaggi: i giovani autori benefi- ceranno di un severo giudizio sui loro lavori, ricevendo utili consigli per migliorarli; potranno essere pubblicati dalla Tornado Press facendosi così conoscere nell’ambien- te e, magari, potranno fare il “gran salto” verso l’ago- gnato professioni- smo.

data: un

salto” verso l’ago- gnato professioni- smo. data: un Gli interessati posso- no inviare la docu- mentazione

Gli interessati posso- no inviare la docu- mentazione a:

Giuliano Piccininno via Gasdotto, 33/A 36078 Valdagno (VI)

PAG.

PUNTI D'INCONTRO DEI FUMETTISTI

P UNTI D ' I NCONTRO DEI F UMETTISTI L'Associazione è appena nata, e avere una

L'Associazione è appena nata, e avere una sede a Milano e un bollettino è già qualcosa, ma per crescere veramente dovrà radicarsi nel territorio, dovranno cioè crearsi tutta una serie di iniziative locali, dei Punti d'Incontro. Niente di speciale o di dispendioso, solo un posto dove poter-

si riunire di tanto in tanto coi colleghi: il salotto di casa propria, un gara-

ge, un angolo appartato di un bar "amico"

l'importante è cominciare a

incontrarsi, per parlare dei problemi reciproci, per passarsi delle dritte sui negozi "giusti" di articoli tecnici da disegno e, perché no, per inven- tarsi dei lavori insieme. Chi riesce a trovare un posto dove potersi incontrare, un PUNTO

D'INCONTRO PER I FUMETTISTI, ce lo comunichi: PROFESSIONE

FUMETTISTA passerà la notizia a tutti soci, Junior e Senior, così che quelli della stessa zona possano mettersi in contatto con l'intraprendente asso- ciato. Al lavoro: i fumettisti hanno bisogno di uno, dieci, cento Punti d'Incontro!

INDIRIZZI • INDIRIZZI • INDIRIZZI • INDIRIZZI

A LA SPEZIA, presso la libreria specializzata Comic Land, esiste da oltre un anno un Punto d’Incontro per Fumettisti (P.I.F.) e aspiranti tali. Crediamo che la nostra iniziativa sia utilissima e per questo mettiamo a disposizione di tutti gli interessati il nostro indirizzo:

Comic Land - Via Giulio Della Torre, 7 - 19100 La Spezia

PERCHÉ UN BOLLETTINO

(SEGUE DA PAG. 1)

questa direzione lo faremo se risponderete tutti al piccolo questionario che alleghiamo al

modulo di reiscrizione contenu-

to in questo numero. Sappiamo

che si tratterà inevitabilmente

di un'indagine parzialissima,

ma vi preghiamo ugualmente di non sottovalutarla e di spendere dieci minuti del vostro tempo

per darci le risposte che vi chie- diamo: se non cominciamo a conoscerci meglio, rischiamo di girare in tondo per chissà quan-

to tempo senza concludere nien-

te. Vi invitiamo anche a parteci- pare ai dibattiti che nascono sulle pagine del bollettino: è necessario conoscere il parere del maggior numero possibile di associati, per poter studiare

strategie e iniziative per miglio- rare la nostra condizione (che d'altronde, come potrete leggere

in altra parte della rivista, non

è poi tanto peggiore di altre, in questo momento). Se per qual- che motivo avete timore a esporvi (l'ambiente è piccolo e gli addetti ai lavori spesso

suscettibili, lo sappiamo) potete firmare con il vostro numero di tessera: vi garantiamo la massi- ma discrezione, da parte nostra! Detto questo, l'invito è ovvia- mente a rinnovare l'adesione per il nuovo anno (già iniziato) e, per coloro che ne hanno dirit-

to (cioè i Senior), a votare per

l'elezione dei rappresentanti dell'associazione; la scelta è

limitata (la colpa non è nostra:

la scheda per candidarsi l'ab-

biamo mandata a tutti), ma è importante che comunque ci sia. Auguri a tutti per un felice

1995!

che comunque ci sia. Auguri a tutti per un felice 1995! Professione F UMETTISTA Pubblicazione realizzata

Professione FUMETTISTA

a tutti per un felice 1995! Professione F UMETTISTA Pubblicazione realizzata da NED 50 (Milano) per

Pubblicazione realizzata da NED 50 (Milano) per conto dell'ASSOCIAZIONE FUMETTISTI e riservata ai soci

Stampato da: EUROSTAMPA - Fizzonasco di Pieve Emanuele - MI Le immagini che corredano il notiziario sono di Giuliano Piccininno (pagg. 1/15) e Luigi Simeoni (pag. 16) e sono state utilizzateper gentile concessione degli associati , che ne detengono tutti i diritti. Il nostro indirizzo è: ASSOCIAZIONE FUMETTISTI, via Berna11/4, 20147 Milano Il nostro numero di telefono e fax è: 02/48.300.386

PAG.