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Laboratorio di Fisica Moderna I L.

Cristofolini

Spettroscopia UV-visibile
Cosa si misura: Trasmittanza ed Assorbanza

Molti composti assorbono la radiazione elettromagnetica nelle regioni del visibile (vis) e
dell’ultravioletto (UV). Nel diagramma sottostante (wikipedico) si mostra come, avendo un fascio
di intensità I0 incidente sul campione, troviamo una intensità I1 dopo l’attraversamento del
campione.Questo processo può essere
rappresentato da diverse grandezze:

Transmittanza, T = I1 / I0

Transmittanza percentuale, %T = 100 T

Absorbanza, A = log10 I0 / I1
A = log10 1 / T
A = log10 100 / %T
A = 2 - log10 %T

In particolare l’ultima relazione ci consente di trasformare la trasmittanza in assorbanza. La


relazione tra queste quantità è illustrata anche nel diagramma sottostante:

E’ evidente che le due grandezze sono utili in contesti diversi: se stiamo trattando il caso in cui gran
parte della luce è assorbita, converrà parlare di assorbanza, se viceversa gran parte della luce è
trasmessa, parliamo di trasmittanza.

ATTENZIONE:

La luce incidente sul campione può essere invece riflessa, o in certi casi diffusa. In tutti questi casi
è errato interpretare come assorbanza la misura di I1 / I0 . Bisogna porre attenzione a cosa accade nel
nostro campione, e non fidarsi ciecamente di quello che può dire lo strumento!!!
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La legge di Lambert-Beer.

Con questo nome si indica una legge empirica che esprime l’assorbanza A di una soluzione in
funzione del coefficiente d’estinzione molare ε (unità di L/mole/cm), la lunghezza della cammino
ottico l (in cm), e la concentrazione c della soluzione (in mole/L)
=εlc
A=

Questa è un caso particolare della più generale legge che descrive l’assorbimento di parte della
radiazione incidente su uno strato di spessore l di un mezzo. Il rapporto tra le intensità della luce
incidente (I0) e trasmessa (I1) è espresso dalla seguente relazione

dove kλ è detto coefficiente di estinzione ed è una costante tipica del mezzo attraversato per la
lunghezza d'onda λ. In questo caso l’assorbanza A è per definizione:

A = log10 e kλ l

A = log10 (e) ⋅ kλ l

Cioè l’assorbanza dipende linearmente da l ed a kλ. Ecco perché si è definita l’assorbanza come
logaritmo.

Il coefficiente d’estinzione molare ε, per un colorante come il β-carotene vale all’incirca


100000 L/mol/cm, per il colorante azobenzene è circa 50000 L/mol/cm, mentre per lo ione Cu2+ del
CuSO4 è solo 12-13 [Appl. Spectr 45, 723, 1991]: la soluzione infatti appare molto colorata a causa
dell’elevata solubilità del sale.

ATTENZIONE:

La legge di Lambert-Beer di per sé può essere estrapolata a regimi di assorbanza molto elevata, a
cui l’intensità di luce dopo il campione può non essere più misurabile....
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Come funziona lo spettrofotometro Jasco V-550


Sorgente luminosa: per coprire
l’intero range di misura, da 190nm a
900nm, ci sono due lampade, una a
filamento di tungsteno (W) per il
visibile, una a Deuterio per l’UV. Il
sistema decide quale usare a seconda
W
della lunghezza d’onda a cui si lavora.
La lunghezza d’onda a cui avviene il
cambio è 350nm (selezionabile via
software).
La selezione avviene tramite uno
specchio mobile a due posizioni, che
convoglia la luce verso la fenditura di
uscita (a sinistra nella foto). Deuterio

specchio

Monocromatore: La luce viene poi


monocromatizzata tramite un reticolo di
diffrazione ed una fenditura, di
larghezza selezionabile: più la fenditura
è stretta e maggiore è la selettività in λ,
ma minore sarà la quantità di luce
utilizzabile nella misura.

Reticolo di
diffrazione

Ruota che seleziona la fenditura


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Chopper: Il chopper ha tre settori: uno specchio


riflette la luce, uno nero l’assorbe,ed uno forato la
trasmette. Mantenendo in rotazione il chopper, la
luce viene inviata alternativamente attraverso il
vano porta campioni, attraverso il riferimento, o
viene soppressa per misurare la corrente di buio
del fototubo usato come detector.

Vano porta campioni e riferimento. Possono ospitare ciascuno una couvette di 1 cm di lato.La
temperatura del campione è controllabile usando un bagno termostatato esterno.
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Detector: è il fotomoltiplicatore (Hamamatsu, R928) illustrato


nella foto a fianco. La parte fotosensibile è un catodo la cui
superficie è ricoperta da una lega contenente diversi metalli
alcalini, per ottenere un range di sensibilità esteso da 185 a
900nm.
La curva di risposta è illustrata qui sotto.

Inoltre, per estendere il range dinamico, lo spettrofotometro implementa un meccanismo di feed-


back che regola la tensione dei dinodi in funzione dell’intensità di illuminazione.