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Le immagini di seguito riportate sono in parte tratte da:

Chieffi et al. – «Biologia e Genetica» - EDISES


Salomon et al.-“Biologia” EDISES
Nature Review-MacMiller Publishers
Sadava – «Elementi di biologia e genetica»Zanichelli
Hills – «Elementi di biologia e genetica» Zanichelli
De Leo – «Biologia e genetica» EDISES
Raven-Johnson - « Genetica e Biologia molecolare»
Mason
Bonaldo et al. «Biologia e genetica EDISES
e sono ad uso esclusivo degli studenti del corso di Biologia
del corso di Scienze infermieristiche della Scuola di Scienze
Mediche e Farmaceutiche dell’Università degli Studi di
Genova.
Le presentazioni scaricabili sono spiegate agli
studenti nel corso delle lezioni.
Servono da supporto dell’attività didattica svolta in
aula e NON devono essere ritenute sostitutive delle
lezioni.
Ne è consentito soltanto un uso interno, ogni proprietà
è riservata agli autori.
E’ vietato l’uso di fotocopie

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Le proteine si distinguono in:
-SEMPLICI:
solo catene polipeptidiche
-CONIUGATE: presentano gruppi di natura non proteica
(es. zuccheri, lipidi etc…).

FUNZIONI DELLE PROTEINE


ENZIMI

Sono catalizzatori biologici di tutte le reazioni chimiche


che avvengono negli esseri viventi.
Sono in grado di accelerare reazioni che senza l'enzima
avverrebbero a temperature, a pH e tempi incompatibili
con la vita (es. 50 C°, pH 9, formazione di una molecola
ogni ora ).
Gli enzimi sono estremamente specifici: ciascuno di essi
catalizza un solo tipo di reazione.
PROTEINE STRUTTURALI
Proteine della membrana cellulare, proteine del
citoscheletro (es. actina), proteine della matrice
extracellulare (es. collagene).

PROTEINE DI TRASPORTO
Es. emoglobina che trasporta ossigeno e anidride
carbonica.

PROTEINE CONTRATTILI
Proteine che permettono il movimento muscolare
(miosina).

PROTEINE DI DIFESA
Es. anticorpi che riconoscono e inattivano sostanze
estranee dell'organismo (antigeni).

FATTORI DI CRESCITA E ORMONI


Regolano la crescita, il metabolismo e il
differenziamento cellulare.

PROTEINE DI LEGAME O RECETTORI


Legano ormoni o fattori di crescita (interazione
funzionale biologica).

TOSSINE
Proteine tossiche che derivano dai processi di
degradazione cellulare e che vengono eliminate nel
sangue e nelle urine.
DIVISIONE CELLULARE
Ogni cellula si riproduce portando avanti una
sequenza ordinata di eventi in cui essa raddoppia i
suoi componenti e poi si divide in due.

Organismi unicellulari: (es. batteri ) ogni divisione


cellulare produce un intero organismo nuovo.
Organismi pluricellulari: la divisone cellulare riguarda
sia le cellule somatiche sia le gametiche.
Per le cellule somatiche la divisione cellulare prende il
nome di mitosi, avviene durante lo sviluppo e il
differenziamento dell'organismo e per alcuni tipi
cellulari anche durante tutta la vita.
Per le cellule gametiche (cellula uovo e spermatozoo)
la divisione cellulare prende il nome di meiosi.
CICLO CELLULARE MITOTICO
Il ciclo cellulare prevede che le cellule generate da una
mitosi inizino e completino il loro ciclo cellulare con la
successiva mitosi.
Il ciclo cellulare si divide in due periodi: l'interfase e la
fase M.
L'interfase rappresenta l'intervallo tra una fase M e la
successiva e occupa una ampia parte del ciclo vitale.
L'interfase viene suddivisa in tre stadi G1, S, G2.

La fase M include la mitosi (divisione del materiale


nucleare) e la citochinesi (divisione della cellula).
Le cellule in base alla loro capacità di
dividersi si suddividono in tre categorie:
-cellule in continua divisione cellulare:
cellule che rimangono in ciclo (es. epidermide)
-cellule stabili:
cellule che dopo la differenziazione escono dal
ciclo ed entrano in una fase quiesciente detta
GO (G zero) dalla quale possono ritornare in
ciclo se opportunamente stimolate
(es. epatociti)
-cellule perenni:
cellule che dopo la differenziazione escono
definitivamente dal ciclo entrando in una fase
detta GZ (es. neuroni).

Esiste una correlazione negativa tra


duplicazione e specializzazione, cioè in
generale, più una cellula è specializzata
meno andrà incontro a divisione.
Interfase (G1, S, G2)
La cellula entra dapprima in
fase G1 (durata 0-20 h).
La cellula raddoppia il suo
volume, svolge le funzioni a lei
deputate e nella tarda fase G1
replica i geni responsabili della
duplicazione del DNA.

Fase S
Durata: 6-8 h; la cellula duplica fedelmente il DNA e
i centrioli.
Fase G2
Durata: 3-4 h; viene reclutata la tubulina per il fuso,
si sintetizzano e si attivano i fattori proteici
necessari per la mitosi.
Il DNA si condensa e si iniziano ad evidenziare i
cromosomi.
Fase M
Durata: 0,5-1h; dopo di che le due cellule che
derivano dall'evento di divisione entrano nello
stadio G1 dell'interfase successiva.
REGOLAZIONE DEL CICLO CELLULARE
Per il ciclo cellulare vale il concetto
dell'unidirezionalità e dell'irreversibilità.
Gli eventi del ciclo cellulare devono avvenire in
una certa sequenza che va mantenuta, anche se
una delle fasi si protrae più del previsto.
Esistono dei freni molecolari capaci di arrestare il
ciclo a vari posti di blocco, detti punti di controllo
(check points), che evitano il passaggio alla fase
successiva se la precedente deve ancora
concludersi.

PRIMO CHECK-POINT
In G1 c'è un primo punto di controllo precoce che
tiene conto:
- della massa cellulare (dimensioni sotto la soglia
critica)
- del rapporto ottimale nucleo/citoplasma
- delle condizioni del DNA.
Tale punto di controllo arresta il sistema e non
permette alla cellula di proseguire in G1 se non si
verificano le precedenti condizioni o se il DNA è
danneggiato.
Superato il primo punto di controllo la cellula
deve essere stimolata da fattori proteici
esogeni e deve trovare condizioni ambientali
opportune per progredire nel ciclo.
Gli stimoli sono rappresentati in primo luogo
da:
fattori di crescita di competenza
(PDGF, FGF..) che agiscono nella prima parte
di G1 (azione irreversibile)
fattori di crescita di progressione
(EGF, insulina…) che agiscono solo se
preceduti da fattori di competenza.
In culture cellulari è stato dimostrato che le
cellule smettono di dividersi se manca loro lo
spazio (inibizione da contatto); in questo
caso diminuisce la sintesi proteica e la cellula
smette di proliferare.
Il ritmo della sintesi proteica è determinato
anche da importanti trasformazioni del
citoscheletro.
SECONDO CHECK-POINT
Un secondo punto di controllo è presente
nella fase tardiva di G1, punto di
restrizione (R), superato il quale la cellula
è in grado di passare alla fase S.
Il punto R : è un punto di controllo
superato il quale la cellula va verso la
divisione e completerà il suo ciclo con i suoi
specifici tempi, non più determinata dalle
condizioni esterne.
TERZO CHECK-POINT
Un terzo e ultimo punto di controllo si ha
nella parte finale di G2, dove la cellula si
può fermare prima di entrare in mitosi.
Questo controllo consente alla cellula di
verificare se la replicazione è
completa, il DNA è integro e le dimensioni
cellulari superano la soglia critica.
Meccanismi molecolari di controllo
Il ritmo della divisione cellulare è controllato da
meccanismi molecolari ancora non del tutto
conosciuti che permettono ad una cellula di
dividersi solo se sono necessarie altre cellule.
Il sistema di controllo molecolare consiste
principalmente in una serie di complessi
proteici, ciascuno composto da una subunità
regolatrice detta ciclina e una subunità catalitica
detta protein chinasi ciclina-dipendente (cdk).
Le cdk si legano ad una specifica ciclina
formando un eterodimero (ciclina-cdk) in grado
di fosforilare proteine bersaglio.
Nelle cellule proliferanti le cdk persistono in tutte
le fasi, tuttavia vengono attivate dalle cicline solo
in momenti ben definiti del ciclo per essere
disattivate rapidamente subito dopo per la
degradazione della corrispondente ciclina.
L'attivazione e la disattivazione di questi
complessi regolano le transizioni
G1S, SG2, G2M.
Tra i vari complessi che regolano i
vari passaggi tra gli stadi del ciclo
ricordiamo:
- il complesso ciclina-cdk di
fase S che induce la cellula ad
entrare in fase S
- MPF (mitosis-promoting
factor) complesso ciclina-cdk
mitotico che induce la cellula ad
entrare in mitosi.
Fattori che Modificano Il Ciclo Cellulare

Il ciclo cellulare è regolato da stimoli


provenienti da fattori proteici esogeni.
Tra questi ricordiamo gli ORMONI, capaci di
agire per via endocrina, e i FATTORI DI
CRESCITA, capaci di agire per via endocrina,
paracrina e/o autocrina (fattori di competenza
e progressione).
Tutti i fattori che arrivano ad una cellula
possono agire perché la cellula (cellula
bersaglio) possiede RECETTORI specifici per
determinati fattori.
Es. Le cellule nervose presentano un recettore
specifico per il fattore di crescita del nervo NGF
(neuronal growth factor) capace di promuove
la crescita degli assoni.
Tutti i recettori una volta legato il rispettivo ligando
innescano una risposta cellulare che consiste
nell‘attivazione di protein Kinasi capaci di trasferire un
gruppo P da ATP a proteine bersaglio che a loro volta si
fosforilano.

RECETTORI
1) Glicoproteine di membrana che riconoscono specifici
ligandi (es. fattori di crescita: primi messaggeri).
Posseggono un sito di riconoscimento extracellulare per il
ligando e un sito intracellulare per la risposta cellulare.
3 tipi di recettori:
A) che possiedono attività chinasica (fosforilano)
B) che attivano la via dell'AMP ciclico

C) che attivano la via dell'inositolo e del


diacilglicerolo
Recettori intracellulari
Si trovano all'interno della cellula e
riconoscono ligandi di natura idrofobica che
attraversano la membrana plasmatica
(Vit.A,D, ormoni steroidei, tiroidei).
Esplicano la loro attività
direttamente nel nucleo.

- un dominio per il ligando


(es. ormone)

- un dominio per il DNA


(es. sequenza di riconoscimento sul DNA)

- un dominio per un fattore proteico che lega


il DNA
(fattori di trascrizione specifici).
Apoptosi (morte cellulare programmata)
Il numero delle cellule di un determinato tessuto è
regolato dalla proliferazione, dal differenziamento,
dall'arresto della crescita e dalla morte cellulare.
Infatti le cellule normalmente dopo circa 30-50
generazioni perdono la capacità replicativa e vanno
incontro alla morte cellulare programmata detta
apoptosi.
L'apoptosi è caratterizzata da frammentazione del
nucleo e rottura del DNA in piccoli frammenti. Alla fine
del processo il citoplasma, con alcuni frammenti del
nucleo inclusi, forma i corpi apoptotici.
Sono stati individuati alcuni geni che producono proteine
che regolano il processo di apoptosi.
Tali geni che promuovono l'arresto della crescita cellulare
sono detti geni oncosoppressori (es. p53).
Il processo apoptotico viene eseguito tra 15-60 minuti,
mentre la decisione per la cellula di entrare in apoptosi
può durare da pochi minuti ad alcune ore.
L'apoptosi non deve essere confusa con la necrosi che è
una morte non programmata, ma accidentale.
Quest'ultima provoca danneggiamento del tessuto ed è
caratterizzata dalla dissoluzione di tutti gli organelli primi
fra tutti i mitocondri.