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Alberto

Dubito - E il cielo CADE


E IL CIELO CADE!
Sulle strade deserte, orchestre di sinte;zzatori
regine di cuori transessuali in tacchi e spilli so?o i lampioni
sugli orizzon; sordi e sordide albe all’antrace
sulle nostre mani sudate sugli intercity no?urni
su questa primavera che scoppia a piangere assieme
a un’altra guerra Democrazia, petroliere e scuse altre
su queste noE plumbee quanto acide
sui suicidi ammazza; in carcere

E IL CIELO CADE!
Su tu?e le metafore e le religioni consolidate
sulle regioni del nostro cuore dimagrite
sulle loro teste, uomini indegni della spina dorsale
sui manganelli sulle macchie di sangue nelle questure
sui vostri schermi all’asma sulla cultura fantasma
sui parlamentari pregiudica; o paga; per mezzo voto
su questa iden;tà nazionale fondata sul Vuoto...

E IL CIELO CADE!
Sui nostri futuri prossimi Ci cade sui piedi
sulle due di pomeriggio che san di caffeina&den;fricio
sacrificio&nico;na Ho le suole consumate due giorni
che cammino le re;ne bruciate è ancora quasi no?e,
bonjour baby
tu dormi che è ancora no?e
malavita malacarne malafemmina malede?a ma la pian; di ammalarmi?
parafrasi di queste periferie mal illuminate
fuori cemento armato di pazienza, strade sfollate nuvole basse e gonfie
e caserme e sirene era un amore per scherzo a 40hz
e mai l’arrivederci fu così un Addio

Noi sme?eremo di perdere! (ci dicevamo)


i bus, nelle tasche interne, il lavoro, sempre nero sempre meno,
i sensi delle parole e queste guerre
noi sme?eremo di perdere!
le cause perse viscidi abusi di potere, le giornate consumate
e altre cose che ricordo male

(Fa?o sta, che il cielo non cade e mai cadrà)