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Cosimo Albanese

Ieri alle 13:27

….....IL RESPIRO È VITA ….. incredibile !!!!! l'umano è incapace di respirare, non sa respirare come anche
non sa bere e non sa mangiare, e si autodefinisce HOMO SAPIENS SAPIENS............

Parliamo tutti i giorni di alimenti compatibili e di nutrizione, mai, o quasi mai parliamo dell’aria e del modo
di respirarla. "L'ARIA E' IL PRIMO ALIMENTO ", lo diceva già Ippocrate. Ovvio che l’igienismo si scagli in
modo veemente contro il fumo, contro le finestre serrate, contro la gente che si raggruppa e si intossica nei
locali e nelle discoteche, contro il rinchiudersi di studenti e professori in un’aula scolastica, quando c’è un
estremo bisogno di ventilazione e di ricambio aria. Eppure, anche in presenza di aria buona, L'UMANO E'
INCAPACE DI RESPIRARE, QUESTO E' INCREDIBILE, NON SA RESPIRARE. La scienza della respirazione ci
insegna che il trasporto dei gas avviene attraverso vari distretti anatomici che sono la laringe, la trachea, i
bronchi, gli alveoli polmonari, gli interstizi, i capillari e i vasi sanguigni, e attraverso varie fasi che sono il
passaggio del gas nelle vie aeree, la miscelazione intralveolare, la diffusione alveolo-capillare, e il trasporto
di gas attraverso l’emoglobina del sangue. Basta che uno di questi distretti abbia dei problemi, e basta che
una di queste fasi sia alterata, perché ci sia una situazione penosa e critica che si chiama INSUFFICIENZA
RESPIRATORIA (IR). La IR non è altro che una incapacità dei polmoni di soddisfare le esigenze metaboliche
dell’organismo.Tale insufficienza si verifica per riduzione della capacità del sistema respiratorio di
mantenere l’omeostasi degli scambi gassosi di O2 (ossigeno) e CO2 (anidride carbonica, ovvero biossido di
carbonio). Si parla di insufficienza respiratoria di tipo 1) (non-ventilatoria o normo-capnica, caratterizzata
da ipossemia), e di tipo 2) (ventilatoria e iper-capnica, caratterizzata da elevati livelli di anidride carbonica).
Si parla di IRA (insufficienza respiratoria acuta), come quella che può succedere a tutti durante una crisi di
rinite, col naso chiuso, e che nei casi estremi può anche significare arresto cardiaco imminente, e di IRC (
insufficienza respiratoria cronica), con ipertensione polmonare, cuore polmonare e anomalie di
accrescimento. Si parla di iperventilazione e di ipoventilazione (ipercapnia, ipossiemia e acidosi respiratoria,
con asma, bronchiolite, polmonite, edema polmonare e fibrosi cistica). Con la IRC si verifica una riduzione
nell’ossigenazione e una ritenzione di CO2. Questo porta innanzitutto a conseguenze organiche, visto che
l’ipossia tissutale determina inadeguato apporto di O2 ai mitocondri (forni cellulari che producono energia
calorica per il corpo), e conseguente alterazione del metabolismo energetico degli organi. In pratica si
opera in regime di metabolismo anaerobico e quindi di acidosi metabolica. Ma la IRC porta anche a
conseguenze emodinamiche, visto che la vasocostrizione arteriolare (conseguente alla ipossiemia cronica)
determina effetti emodinamici sulle sezioni di destra del cuore (cuore polmonare cronico), come ad
esempio facile stancabilità, palpitazioni, tosse, dolore toracico. L’ipercapnia cronica ovvero la ritenzione
patologica di CO2, provoca a sua volta effetti tossici e acidosi respiratoria, con parestesie, acufeni,
movimenti involontari, instabilità umorale, insonnia. Alla fine, con l’esame spirometrico, si determina
l’insufficienza ventilatoria che può essere di tipo ostruttivo (asma, FC o fibrosi cistica, broncodisplasia) o di
tipo restrittivo (fibrosi polmonare, patologie della gabbia toracica, patologie neuromuscolari, lesioni
endotoraciche occupanti spazio). Senza andare troppo sul difficile e sulla terminologia scientifica, con un
semplice apparecchio chiamato spirometro, è possibile determinare la cosiddetta capacità vitale-
polmonare di un individuo adulto, cioè la massima quantità di aria forzata emessa dopo una profonda
inspirazione. LA CAPACITA' VITALE DI UNA PERSONA SANA DEVE AGGIRARSI SUI 4 LITRI DI ARIA.....POCHE
PERSONE RIESCONO A SODDISFARE QUESTO STANDARD MINIMO. Proprio a causa della trascuratezza e
della negligenza con cui la gente tratta il suo corpo, ed in particolare i suoi polmoni. La respirazione yoga è
basata sulla necessità di espellere completamente tutta l’aria dei polmoni e non solo una parte, come
fanno le persone dal respiro corto. Se uno svuota davvero i polmoni, la fase inspiratoria successiva diventa
automaticamente più accurata, lenta e profonda, e tende a farci riacquisire il ritmo adeguato e l’intensità
respirazionale giusta. Fare esercizi respiratori, optando possibilmente per il ritmo 1-4-2 che cresce in 2-8-4,
3-12-6, 4-16-8 e 5-20-10, ed anche oltre per chi ci riesce senza forzare troppo. Il primo numero rappresenta
i secondi di inspirazione, il secondo quelli di trattenimento aria, e il terzo quelli di espirazione, tutti da
contare mentalmente nel corso degli esercizi. La fase inspiratoria parte dal basso espandendo in fuori il
ventre, e poi riportandolo in dentro man mano che col plesso solare si passa a riempire la parte alta dei
polmoni, fino a far salire le scapole. Questo ritmo, ora citato, apporta provati benefici al ritmo cardiaco e
alla resa energetica in generale. Un difetto costante ed eclatante della scienza respirazionistica occidentale
è di considerare solo L'OSSIGENO E L'OSSIDO DI CARBONIO, MAI L'AZOTO, l'aria che respiriamo è composta
dal 79% azoto e 21% ossigeno. Esiste una tecnica per caricarsi di energia tramite la respirazione. L’ossigeno
è relativo all’energia yang, dal ruolo attivo, mentre l’azoto è relativo all’energia yin, dal ruolo passivo.
Tramite la respirazione, ci carichiamo dei fluidi elettrici (yang) e dei fluidi magnetici (yin). Ci sono due tipi di
respirazione: QUELLA NORMALE CARENTE, CORTA, che fanno tutti in modo meccanico, e QUELLA
COSCIENTE, GUIDATA E CONTROLLATA, che viene praticata dagli Yogi. Con la respirazione normale e
carente si assorbe soltanto l’energia minima che serve per le funzioni fisiche di base (per sopravvivere). Con
la respirazione cosciente e guidata ASSORBIAMO TUTTA L'ENERGIA CHE DESIDERIAMO, utilizzandola per i
nostri scopi.
La tecnica respiratoria cosciente e guidata ci apre a un livello maggiore di energia dinamica, a un livello di
maggiore interazione con i chakras e quindi a una maggiore attivazione della shakti, ovvero della kundalini,
quella forza mistica rappresentata simbolicamente dal serpente che sale. La kundalini si contrappone alle
due forme di energia tradizionale chiamate PRANA (energia vitale) e FOHAT (energia motoria). La kundalini
riattivata, passa attraverso i 7 chakra lungo il suo percorso, e li energizza, similmente a un liquido caldo che
sale lungo la spina dorsale. Gli antichi Yogi scoprirono che non respiriamo attraverso entrambe le narici allo
stesso tempo e che le due narici sono anzi collegate ai nostri due emisferi corporali, per cui con la sinistra si
stimola la creatività e quella destra la logica. Quando una delle narici rimane chiusa per più ore significa che
c’è dello squilibrio più o meno rilevante. Importantissimo RESPIRARE SEMPRE CON IL NASO LIBERO Sarebbe
interessante poter quantificare gli enormi danni provocati dall’acidificazione e dal muco (e dunque dagli
alimenti di origine animale), che bloccano spesso il flusso dell’aria quando siamo “raffreddati”. Riducendo
progressivamente i cibi introdotti nel sistema gastrointestinale, si riesce a trarre la massima energia
possibile dal prana, dall’aria, dalla luce del sole, ALIMENTANDOSI PRATICAMENTE DEI DUE GAS, AZOTO E
OSSIGENO, CHE L'ATMOSFERA CI REGALA A PIENE MANI, TUTTO GRATIS, SENZA NEMMENO COLTIVARE,
UNA IMMENSA RICCHEZZA, CHE L'UMANO, STUPIDO, MASOCHISTA, AUTOLESIONISTA INQUINA.