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Il pensamento di Machiavelli

Machiavelli scrive sull'emancipazione dell'uomo dagli elementi fantastici creati dai potenti: aggiunge il
concetto dell'uomo creatore della storia, idea rinascimentale. Costituisce una morale laica e
pragmatica, quindi rifiuta quella religiosa.

Sul piano della politica, difende uno Stato indipendente dalla religione cattolica e anche dagli altri Stati.
Sviluppa l'idea di uno Stato-nazione.

La sua analisi l'analisi realistica dei fatti, sull'esperienza quotidiana. Secondo lui, c' un doppio
movimento nella realt, quello della quotidianit e quello del fatto politico, pi difficoltoso da
comprendere.

"Il Principe" la sua opera pi famosa. Pubblicato nel 1532, analizza i vari generi di principati e di
eserciti. Vuole esporre il modo corretto di governare e conquistare uno stato.

Caratteristiche politici descritti da Machiavelli ne Il Principe

La natura umana
Per Machiavelli luomo naturalmente malvagio nonostante abbia delle passioni, virt o fortuna. Luso
di Machiavelli di molti exempla virtutis degli uomini antichi e moderni dimostra che non credeva che ci
fossero delle differenze tra le due epoche; teorizza le esperienze storiche e invece di fare un manuale
didattico infallibili le usa come risorse retoriche che gli permettono di esonerarsi dallauctoritas degli
antichi.

La diplomazia

La pace e la guerra per secondo Machiavelli sono due facce della stessa medaglia come l'amicizia e
l'uguaglianza. Si due Stati hanno la stessa potenza bellica decisero fare la pace ma se c' una
superiorit bellica sarebbe la guerra per conquistare o dominare l'altro Stato.

Quindi la sopravvivenza degli Stati direttamente proporzionale alla forza bellica cio l'esercizio
l'unica cosa che non pu negligere il Principe. Inoltre, l'esercizio deve non solo godere delluso legittimo
della violenza ma anche essere in situazione di monopolio. Perci, ha bisogno della fiducia del capo
per proteggerlo di una guerra esterna o di un colpo di Stato (ad esempio Machiavelli in 1503 convince
al Senato fiorentino a introdurre una nuova imposta).
La virt

Per Machiavelli la virt non una qualit morale ma la capacit di combinare l'intelligenza e la forza di
volont. Quando il Principe acquisisce la virt fortunato, cio che pu controllare gli eventi esterni o
affrontare le difficolt che incontra. L'una non esiste senza l'altra: se un politico non trova le occasioni di
usare la sua virt o se le occasione succedono senza un principe virtuoso, lo Stato non riuscir a
rimanere intatto.

Machiavelli, alla fine del Principe, definisce le occasione, la fortuna, come il successo del Principe
virtuoso cio la virt del Principe esiste e per questo permette al Principe di calcolare, di prevedere
quell'occasione. Di conseguenza il Principe deve prevedere le conflitti nei periodi calmi e fare di tutto
per prepararsi alla guerra .

La libert

C' un altro elemento primordiale nella concezione machiavellica dello Stato: la libert. Mentre gli Stati
monarchici non danno la libert al popolo, nelle repubbliche il popolo libero. Tuttavia non la stessa
libert di oggi: la libert per Machiavelli politica, la possibilit di prendere decisioni politici senza
essere parte della nobilt. Tutti cittadini (ricchi) che vive nella citt pu partecipare alle cose pubbliche
(res publicae). Questa libert genera conflitti: diverse volont si oppongono tra i cittadini ma questi
conflitti non creano dell'instabilit politica, creano una dinamicit che apporta i progressi e la vitalit
politica della repubblica secondo Machiavelli.

La religione
La religione era un mezzo di controllare di unificare di solidificare l'aiuto reciproco, la vita comune, il
sentimento di far parte della stessa nazione. Questa concezione la stessa di la Roma antica dove la
religione era la appartenenza alla stessa comunit, agli stessi dei.

Pertanto la religione un instrumentum regni: Machiavelli non crede che uno Stato possa essere laico,
la religione nazionale. Quindi critica molto la chiesa cattolica, non solo perch sostiene ogni Stato ma
vuole essere uno (potere temporale ed eterno) ma anche per la svalutazione della vita terrena, il che si
mette contro al ruolo della religione come strumento politico.

Conclusione
Ancora oggi quando si parla di "machiavellismo" si intende, non proprio giustamente, una tattica politica
che cerca, senza rispettare la morale, di ingrandire il proprio potere ed il proprio benessere, da cui il
famoso motto (che pare Machiavelli non avesse mai pronunciato), "il fine giustifica i mezzi".