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garbarli (College

FROM THE BEQUEST OF

JOHN HARVEY TREAT


OF LAWRENCE, MASS.
(Class of i862)
M- 5
COSTITUZIONI
*
DEL CAPITOLO

DELLA

PERINSIGNE BASILICA

)I S. NICCOLO
IN CARCERE TULLIANO . .

ROMA
NELLA STAMPERIA DE RQMANK

MDCCCXIX.
Con Licenza de? Superiori,

MAY SP I9IB
. X ' X
PREFAZIONE

M. n una qualunque Societ di Persone ,


che formino Corpo , e che si regolino
colla sola consuetudine ,facilmente s'in
troducono gli abusi , insorgono le dis
sensioni , si scioglie , od almeno s in
debolisce il vncolo di carit , che de
ve unire , e collegare gl'individui, che
la compongono , si perde di vista , e
s devia dal fine , per cui fu istituita .
La legge scritta, di sua natura pi
stabile , sempre in manifesta opposi
zione cogli abusi, che o per oscitan
za, o per malizia si potrebbe?^ intro
durre , meno soggetta a simili di
sordini , e perci pi conforme al buon
regime di una qualunque Societ . Da
ci si potr inferire , quanto maggior
mente convengano leggi scritte a So-
a 2
)( 'v )(
ciet, e Corpi Ecclesiastici, fra i quali
sicuramente non occupa V ultimo luo-
go , e per la veneranda sua antichit ,
e per molti altri titoli, la Perinsigne
Basilica Collegiata di S. Niccolo in Car
cere Tulliano .
Persuaso di tali verit I Eminentis-
simo , e Reverendissimo Sig. Cardinale
Bidoni , appena creato Diacono Cardi
nale di detta Perinsigne Basilica , cono
scendo essere la medesima mancante di
Costituzioni , diresse subito il suo pen-
siere alla formazione delle medesime ,
le quali , sanzionate dalla di Lui auto
rit , a di Lui spese , si danno alla pub
blica luce .
CAPO I.
Di Monsig. Vicario dell' Eminentiss.
Cardinale Diacono .

T,ulte le volte che un Eminentissitno


Cardinale otterr la DJacona di S. Nic
col in Carcere Tulliano , 1' Arciprete e
due Canonici , a nome di tutto il Ca
pitolo , si porteranno a congratularsi con
il medesimo , ed a sottomettersi alla di
Lui autorit . In tale occasione gli rac
comanderanno la nostra Chiesa, e lo sup
plicheranno per la scelta di un degno Vi
cario . Ad esso saranno dovuti tutti que
gli onori , che convengono alla di Lui
rappresentanza .

CAPO II.
Del numero de' Canonici e loro Vestiario .

L' intiero Capitolo , dopo l' erezione fat


ta dalla S. M. di Benedetto XIV. dell'
Arcipretura con cura di Anime , in Di
gnit. , viene rappresentato dall' Arcipre
te , e da sei Canonici , dei quali i due
seniori sono di Ordine Sacerdotale , i
due seguenti di Ordine Diaconale , ed i
due ultimi di Ordine Suddiaconale . Cia
scuno de' suddetti Canonici obbliga
to , secondo il turno , ad esercitare il pro
prio Ordine nella Messa in Terzo , che
si canta nelle maggiori Solennit .
L' Abito di Coro consiste in Sottana ,
non gi Tonnello , Cotta, Berretta, ed Al-
muzia . Viene inibito di far' uso in Co
ro di stivali , ventaglio , e tuttoci^ che
non conviene alla profonda venerazione
dovuta al Luogo Santo, specialmente da
persone Ecclesiastiche . Chi contraverr a
questa disposizione , dovr essere puntato .

CAPO III.
Della Precedenza fra i Canonici .

xlLd allontanare qualunque controversia


di precedenza , che possa insorgere , si sta
bilisce T ordine seguente .
L' Arciprete , come Dignit , abbia la
precedenza sopra tutti gli altri Canoni
ci , nel modo per , e nei limiti prescrit
ti dalla Bolla di Erezione dell' Arcipre-
tura . Gli altri Canonici abbiano fra di
loro la precedenza secondo 1' Ordine , di
cui sono insigniti : vale a dire il Sacer
dote abbia la precedenza sopra il Diaco
no, questi sopra il Suddiacono ec. In pa
rit di Ordine , si dia la precedenza se
condo la maggiore anzianit . S 1' uiia
che 1' altra precedenza abbia luogo in Co
ro , nelle Processioni , ed in Capitolo .
Il Coadjutore della Dignit , in assen
za del suo Coadjuto , adempia le Funzio
ni della Dignit , ed allora abbia quella
precedenza , che conviene alla medesima .
Nel resto , tutti i Canonici Coadjutori ,
nella precedenza , e relativamente ai Ca
nonici Proprietarj , si considereranno, co
me meno degni . Fra di loro per avr
luogo quella precedenza , che hanno fra
di loro i Canonici Proprietar] .
CAPO IV.
Dell'ammissione de' nuovi Canonici.

"gni volta che per vacanza , o per


rassegna verr conferito un Canonicato ,
il nuovo Canonico , in abito talare , si
presenter a far visita di rispetto , prima
di tutti all' Eminentissimo Cardinale Dia
cono , quindi al di lui Vicario , in fi
ne -a tutti i Canonici , usando sempre
1' abito talare . Dopo che avr adempi
to alle convenienze predette , si pre
senter a quelli , ai quali sono dirette le
Lettere Apostoliche , facendo Loro istan
za , che siano comunicate al Capitolo ,
ad oggetto di prendere il formale pos
sesso in un giorno determinato , quale
dovr essere giorno di servizio comune
per i Canonici .
La forma del Possesso sar la seguen
te . Nel giorno stabilito per il medesimo ,
convocato precedentemente il Capitolo ,
il nuovo Canonico accompagnato dal No
X9)(
tajo e Testimoni , in mano recando le
Lettere Apostoliche , si presenter avanti
il Capitolo in abito talare, mentre i Ca
nonici staranno a sedere . Quello o quel
li , ai quali saranno dirette le suddette Let
tere Apostoliche , chiameranno innanzi a
loro il nuovo Canonico , il quale si pre
senter ai medesimi , e si fermer in pie
di innanzi ad essi , mentre dal Notajo
si far lettura delle anzidette Lettere Apo
stoliche . Quindi il nuovo Canonico ge
nuflesso far la Professione di Fede , ed
il Giuramento collocato in fine di que
ste Costituzioni , delle quali almeno due
giorni prima del Possesso, dovr averne
ricevuto in casa una copia per mezzo del
Ceremoniere . Dopo di ci , si vestir de
gli abiti Canonicali , cio Cotta , Almu-
zia , e Berretta , la quale gli verr posta
in capo da chi gli dar il Possesso, pro
nunziando questi le seguenti parole : Esto
Canonicus hujus Per-insignis Basilica
Collegiate?, ac Parochialis S. Nicolai
in Carcere Tulliano de Urbe . Adem
X ' X
pito tutto ci , il nuovo Canonico accom
pagnato da due Canonici giuniori , Ce-
remoniere , Notajo , sonandosi 1' Organo ,
si porter all' Altare del Santissimo Sagra-
mento , innanzi al quale genuflesso , far
breve Orazione, far indi altra pi breve
Orazione all' Altare del Gloriosissimo San
to Titolare S. Niccol ; dipoi si porter
in Coro , ove seder nell" ultimo Stallo ;
partir quindi dal Coro , e si porter al
luogo , ov' adunato il Capitolo , ed ivi si
reciter l'Inno Ambrosiano Te Deum etc.
Terminer questa funzione colla Pace , che
unitamente all'abbraccio, ad uno aduno,
cominciandosi dall' Arciprete , augureran
no al nuovo Canonico tutti gli altri Ca
nonici colle parole : Pax tecum , alle qua
li il nuovo Canonico risponder : Et cum
spiritu tuo . Questa forma di Possesso do
vr inviolabilmente osservarsi in tutte le
sue parti . Il Possesso dei Coadjutori sar
regolato nella medesima forma .
Il nuovo Canonico sar obbligato di
rilasciare in deposito della Gassa Capito
X X
lare Scudi Settantadue , e questo far col
non ritirare quel numero di Mensualit ,
che costituisce tal somma , come si sem
pre praticato . Questo deposito dovr ser
vire per il Funerale del nuovo Canonico ,
in caso della di Lui morte , e per pagare
i di lui debiti , in caso che morisse gra
vato dai medesimi . Che se alla di lui mor
te gli eredi facessero il dovuto Funera
le , e non vi fossero debiti , che dovessero
essere soddisfatti da detto deposito , i sud
detti scudi settantadue si dovranno resti
tuire ai di lui eredi . Questa restituzione
peraltro si far in tante somme mensuali ,
nella parit , con cui esso Canonico de
funto T avr rilasciata nella Cassa Capito
lare dopo il suo Possesso .
Che se il Canonicato , posseduto dal nuo
vo Canonico , vacasse non. per di lui mor
te , ma per rinunzia , promozione , od al
tro , la restituzione dei suddetti scudi set
tantadue si far al medesimo Canonico ,
nella stessa maniera ora stabilita .
Slmilmente il nuovo Canonico dovr fa
X " X
re lo sborso di scudi ventiquattro nelle
mani del Camerlengo ; e questo sborso do
vr da esso farsi prima , che venga fissato
il giorno del di lui Possesso , e prima
che per tale oggetto sia intimato il Capi
tolo . I suddetti scudi ventiquattro ver
ranno erogati , parte in favore della Sa
grestia , e parte nella manutenzione delle
Camere Capitolari , delle quali ciascun Ca
nonico avr il diritto di servirsi , secondo
l'antica costumanza . A tale effetto , ad ogni
Canonico , oltre la chiave detta Comu
nella , dovranno darsi le chiavi della pri
ma porta sulle scale , comune alle Came
re Arcipretali , come si sempre per 1' ad
dietro praticato.
Unitamente al suddetto sborso di scudi
ventiquattro , dovr il nuovo Canonico de
positare nelle mani del Camerlengo tutte
le consuete propine , per gl' Inservienti di
Chiesa , e Ministri Capitolari . Anche que
sto sborso dovr farsi dal nuovo Cano
nico , prima che nel Capitolo si fissi il
giorno del di lui Possesso .
X '3 X
A questi due ultimi depositi saranno
tenuti anche i Canonici Coadjutori , allor
ch prendono possesso della loro Coadju-
toria . Saranno per dai medesimi esenti ,
allorch succederanno ai loro Coadjuti .
In caso di morte di ciascun Canonico 7
anche Coadjutore , saranno tenuti gli ere
di a restituire all'Archivio il libro delle
Costituzioni , a cedere il Breviario al Co
ro , l' Almuzia , e Berretta al Sagrestano ,
e la Cotta alla Sagrestia ,

CAPO V.
Del numero dei Canonici , che sono in ciascun
giorno tenuti a fare V Ufjiziatura in Coro .

I'
JLj Uffiziatura del Coro sar divisa per
Terziarie nella seguente maniera . In
ciascun mese , dal primo giorno inclusiva-
mente fino al d dieci iuclusivamente , si
far 1' Uffiziatura del Coro dall' Arciprete ,
e dai due Canonici pi degni . Dal d un
dici inclusivamente fino al d venti inclu
X i4 X
sivamente , si far dai due Canonici , che ?
dopo i primi due , sono i pi degni . Dal
giorno ventuno inclusivamente , fino al
giorno ultimo del mese inclusivamente ,
si far 1' Ufficiatura del Coro dagli ultimi
due Canonici .
Nei giorni feriali l' Ufficiatura ordina
ria di Terziaria consister nella recita del
Mattutino e Laudi , Prima , Terza , Sesta ,
e Nona . Nei giorni solenniori , secondo la
Tabella posta in fine di queste Costitu
zioni , l' Uffizio sar cantato o in tutto ,
o in parte .
In tutte le Domeniche , sar 1' Uffizia-
tura Comune alla Messa , ai Vesperi can
tati , ed a Compieta letta . Resta eccettua
to il tempo estivo , cio dal primo Lu
glio inclusivamente , fino ai primi Vesperi
di tut i Santi esclusivamente ; poich in
questo tempo 1' Uffiziatura Domenicale ,
dei Vesperi cantati e Compieta letta , in
comber ai soli Canonici di Terziaria .
Nelle altre Feste non solenni , sar comu
ne la sola Messa cantata, e nelle solenni ,
X '* X
sar comune , come si nota nella Tabella ,
che viene posta in fine .
Sar permesso a ciascun Canonico di
adempire al servizio del Coro per mezzo
di altro Canonico suo collega , quando
questi non sia obbligato per quello , che
riguarda il servigio proprio .

CAPO VI.
Della Celebrazione de' Divini Uffizj .

ISLJ n quarto d' ora prima , che si dia prin


cipio all' Uffiziatura del Coro , si dar il
segno della Campana maggiore , la quale
suoner fino al principio del Coro . Fi
nito che avr di suonare la campana mag
giore , si dar 1' ultimo segno col suono
del campanello di Sagrestia , e si dar prin
cipio al Coro , al quale i Canonici , nelle
funzioni solenni, si porteranno in modo
di Processione , due per due , preceduti dai
Cappellani . Giunti che saranno in Coro ,
la Dignit ed i Canonici , scoperto il ca
po, faranno inchino profondo al Croci
X '6 )(
fisso , ed i Cappellani faranno la genu
flessione con un solo ginocchio fino a ter
ra . Prima poi di separarsi , tanto i Cano
nici , quanto i Cappellani , si saluteranno
vicendevolmente con un piccolo inchino ,
indi si porteranno ad occupare i loro res
pettivi Stalli , ove genuflessi faranno bre
ve preghiera , dopo la quale , alzatisi in
piedi , incominceranno la recita , o il can
to del Divino Officio .
Se , incominciata 1' Ufficiatura , soprag-
giuguer in Coro Monsig. Vicario , tutti si
alzeranno, finch il medesimo, inchina
tosi alla Croce , e salutato il Coro , si sia
posto a sedere nel suo Stallo . Se , comin
ciata similmente 1' Uffiziatura , sopraggiu-
gner in Coro un Canonico , questi , dopo
aver fatto l' inchino alla Croce , saluter il
Coro prima da quella parte , ove ritrovasi
il pi degno , indi dall' altra parte ; a que
sto saluto corrisponder il Coro da ambe
le parti ; dopo di ci si porter esso al
suo Stallo .
Chiunque giunge in Coro all'ultima stro-
X '7 X
fa dell' Inno , o al Gloria Patri etc. , o ai
Vangelo avanti 1' Omila , o alla Confessio
ne della Messa cantata , o al Gloria in
excelsis etc. , o al Vangelo di essa , o al
versetto Incarnatus est , si fermer ove si
trova , prima di andare al suo Stallo , e
far tutto quello , che fanno i Canonici ,
che stanno in Coro . Lo stesso si prati
cher , se taluno viene in Coro , mentre
tutti stanno genuflessi .
Cominciata l' Ufficiatura , niun Canoni
co , senza un' urgenza , partir dal Coro
sotto pena di essere puntato . In tempo
di Coro , sotto pena di puntatura , ni uno
potr dire la Messa privata . La Dignit
non sar soggetta n all' una , n all'altra
puntatura , quando vi concorra il bisogno
della nostra Parrocchia . Sar vietato an
cora , sotto pena di puntatura , il tratte
nersi in Sagrestia _, senza un' urgenza , in
tempo , in cui v' 1' obbligo di essere
in Coro .
Riguardo al modo , con cui si deve fare
P Ufficiatura , si rammenta in primo luo-
b
X <s X
go , che i Canonici sono obbligati di can
tare , e che chi non canta , non ha dirit
to di percepire i frutti del suo Canonica
to, e come insegna il Sommo Pontefice Be
nedetto XIV. de Syn. Dicecesana lib. i3.
cap. 9. . i. Nequaquam in foro conscen-
tice facere fructus suos . Pertanto chi non
canter , sar considerato come assente , e
perci puntato, quante volte peraltro qual
che fisica indisposizione non gl' impedisca
di cantare . Resta perci inibito , come un
abuso , e sotto pena di puntatura , quel
lo , che in alcune Chiese talvolta si osser
va , che coloro , i quali giungono tardi in
Coro , recitano privatamente quella por
zione di Uffizio , che in Coro gi stata
letta , o cantata , finch non giungano a
potersi unire cogli altri . Perci chiunque
giunga tardi in Coro , dovr unirsi imme
diatamente cogli altri del Coro a Salmeg
giare .
Per ci poi che riguarda il modo di
cantare, considerino i Canonici le parole
del Sagrosanto Concilio di Trento
X iQ- X
cap. i2. . 20. , il quale insegna , che de
vono essi In Choro Hjmnis , et Canti-
cis Dei nomen , reverenter , disiinole ,
devoteque laudare . Chi non canter in
Coro in simile maniera sar puntato , re
standone incaricata la coscienza del Pun
tatore .Restano ancora, sotto la medesima
pena , inibiti in Coro i discorsi non neces-
sarj , le maniere indecenti di stare , che
non convengono al Tempio di Dio , mol
to meno in persone ecclesiastiche , ed in
tempo , in cui celebrano i Divini Officj .
Terminata 1' Ufficiatura , dovranno i Ca
nonici , nell' istessa maniera , con cui sono
venuti in Coro , tornare in Sagrestia con
gravita , modestia , ed edificazione de' Fe
deli . Si raccomanda poi a ciascuno di essi ,
che , riguardo agl' Indumenti Corali , pro
curi di evitare i due eccessi ; cio lo sfog
gio soverchio , e la molta eleganza ; e l' in
decenza j o la sordidezza ; prescrivendo il
Sagrosanto Concilio Tridentino Sess. 24.
e. i2. . 2i. , che prestilit decenti tam in
Ecclesia , quam extra assidue utantur .
b 2
X *> X
C A PO VII.
Delle Puntature .

E ssendo sette le Ore Canoniche , nelle


quali si ripartisce il Divino Uffizio , sette
saranno le Puntature, alle quali potranno
soggiacere coloro , che sono assenti , ovvero
si considerano come tali, o per essere giun
ti tardi alla recita , o canto del Divino
Uffizio , ovvero per non recitarlo , o non
diportarsi in Coro nella maniera stabilita
nel capo precedente . Queste puntature sa
ranno regolate , riguardo alla tassa , se
condo la Tabella aggiunta in fine di que
ste Costituzioni .
Saranno considerati come giunti tardi
in Coro , e perci saranno puntati quei
Canonici , che al Mattutino verranno do
po detto il di lui Inno ; a ciascun ora mi
li ore , ed al Vespero , recitato il Gloria
Patr eie. del primo Salmo ; ed a Com
pieta, dopo detto Deus inAdjutoriitm etc.
Nella Messa , a cui corrisponder una Pun
X X
tatura distinta da quella del Divino Uffi
zio , si punteranno quelli , che non giun
gono in Coro prima dell' Oremus . Nelle
altre Messe poi della Feria , e per i De
funti _, saranno puntati quelli , che non vi
giungono prima dell' Epistola .
I Canonici , i quali sono assenti dal Co
ro , per affari urgenti del Capitolo , o del
la Chiesa , previo per l' assenso del Ca
pitolo , saranno considerati come presen
ti , e perci non saranno puntati . Non
s' intende per affare urgente della Chie
sa , l' assistenza al Confessionale , quale si
permette soltanto all' Arciprete per ragio
ne d' ufficio .
I Canonici infermi si considereranno
come presenti ; lucreranno pertanto le loro
distribuzioni unitamente a quella porzio
ne , che accresce ai presenti per le pun-
tature degli altri . In caso di malattia di
qualche Coadjutore, sar obbligato il di
lui Coadjuto al servizio del Coro , e man
cando sar puntato . Incomber per altro
al Coadjulore infermo notificare per tera
X X
po al Coadjuto la sua infermit ; mancan
do poi il Coadjuto al servizio del Coro ,
per non essere stato cerziorato in tempo
dal Coadiutore della di lui malattia , esso
Coadjuto sar puntato , ma il Coadjutore
sar tenuto a rimborsare il Coadjuto del
la perdita sofferta delle distribuzioni per
la mancanza al servizio del Coro .
Per nome d' infermi non s' intendono
soltanto i gravemente malati , ma ezian
dio quelli , che soffrono attualmente in
sulto di Podagra , quelli , che hanno nel
giorno preso il Purgante , o che si sono
fatta un' emissione di sangue , ancorch sia
stata fatta il giorno avanti .
Quelli poi , che per consiglio de' Medi
ci , dovranno allontanarsi da Roma , o per
fare i bagni , ovvero per mutar aria , do
vranno presentare 1* Indulto Apostolico a
quest'oggetto, altrimenti non saranno esen
ti dalle puntatore. In caso di dubbio sull*
infermit del Canonico assente , dovr que
sti esibire I' attestato del medico . Il cie
co , non gi il sordo , potr esentarsi dal
X a3 X
Coro senza essere puntato. I/ ingiustamen
te detenuto nelle carceri avr il diritto
di ripetere le distribuzioni perdute , per
la sua assenza dal Coro in tempo della
sua carcerazione .
Lo stesso si stabilisce per l' ingiustamen
te scomunicato , dopo per la sentenza
super nullitate eie. I vecchj fino all'et
di ottant' anni saranno obbligati al ser
vizio del Coro , quante volte la loro et
non sia congiunta con debolezza tale di
forze , o altri incomodi di salute , che
g' impediscano o 1' accesso alla Chiesa ,
o la permanenza in essa ai Divini Uffizj .
Gl' Indulti Apostolici riguardanti il ser
vizio al Coro dei Canonici saranno esatta
mente osservati , a tenore della loro forma .
Le Puntature non si potranno cancel
lare dal Capitolo senza una causa canoni
ca . Potr un Canonico ricorrere all' Emi-
nentissimo Cardinal Diacono , e per esso
al di lui Vicario per ottenere la cassazio
ne delle puntature , qualora queste non si
siano volute cancellare dal Capitolo .
X 4 X
Un Canonico , che oltre un anno sar
assente dal Coro , non solo perder tutte
le distribuzioni di quell' anno di assenza ,
ma contro di esso si proceder a norma
di ci , che stabilisce il Sagrosanto Con
cilio Indentino Sess. XXI'V. de Reform.
cap. i2.

CAPO Vili.
Dei beni della Chiesa , e loro
amministrazione .

e si vorranno vendere i Beni stabili del


la Chiesa , ovvero ipotecare , sar neces
sario il consenso del Capitolo approvato
dall' Eminentissimo Cardinale Diacono , o
per esso dal di lui Vicario , ed il Benepla
cito Apostolico . Lo stesso si stabilisce per
rapporto ai Beni mobili preziosi . Per gli
altri Beni , sar sufficiente il consenso del
Capitolo . Per altro il valore , che se ne
trarr dalla loro vendita , non potr ero
garsi in vantaggio dei Canonici, ma bens
in servizio della Chiesa . Sono eccettuati
X ^X
da questa disposizione quei Beni mobili
che si considerano come frutti dei Cano
nicati .
I beni della nostra Chiesa non si po
tranno affittare ai nostri Canonici , n ai
nostri Ministri ; n si potranno prendere
essi Canonici , o Ministri per mallevadori
dei nostri contratti di affitto . Resta an
cora ai medesimi proibito di entrare , sia
palesemente , sia occultamente , a parte coi
nostri affittuarj , per ci che riguarda i
Beni suddetti ; resta slmilmente loro proi
bito di ricevere , sia palesemente , sia oc
cultamente , verun regalo dai nostri affit-
tuarj , quando questo non avesse un lito-*
lo manifesto, giusto, non mendicato, estra
neo agl' interessi dell' affitto , e del Capi
tolo . I Canonici , che vi contraverranno ,
saranno privi della met di tutti , e sin
goli frutti del Canonicato per un anno,
quali , con uguali porzioni , si distribuiran
no agli altri Canonici . Dovranno inoltre
risarcire tutti i danni , che ne potranno es
sere derivati alla Chiesa , a giudizio dell"
X 26 )( '
Eminentissimo Cardinal Diacono , o per
esso del di lui Vicario . Se poi a questa
inibizione contraverr qualche nostro mini
stro , sar immediatamente , ed irremissi
bilmente espulso dall' impiego .
Si stabilisce, che i Salariati della Chie
sa , e Capitolo siano pagati colla maggior
possibile puntualit .

CAPO IX.
Delle Distribuzioni Quotidiane.

JJench , secondo le Bolle Pontificie , nei


Canonicati della nostra Chiesa , si distingua
la Prebenda dalle Distribuzioni Quo
tidiane , nulladimeno al presente , at
tesa la grave diminuzione delle rendite del
la nostra Chiesa , con Oracolo della San
tit di Nostro Signore Pio Papa Settimo,
manifestato a viva voce all' attuale Emi
nentissimo Diacono Cardinale \[idoni, tut
ti i frutti dei nostri Canonicati , vengo
no ridotti a Distribuzioni Quotidiane, si
no a che essi frutti non risalgano a quel
X 27 X
quantitativo , che viene espresso nelle sud
dette Bolle Pontificie .
Dette Distribuzioni Quotidiane dovran
no essere in proporzione delle rendite :
ogni eccesso delle medesime ingiusto ,
ed aggrava ingiustamente i successori . Ap
parterr al Capitolo , coll' approvazione
dell' Eminentissimo Cardinal Diacono , o
per esso del di lui Vicario , fissare le
suddette distribuzioni in proporzione del
le rendite . Se in fine dell' anno si tro
ver un avanzo nella Cassa Capitolare , sal
vo una piccola scorta di danaro per le spe
se ordinarie, o straordinarie, che potes
sero occorrere , si far una distribuzione
straordinaria a tutti , e singoli Canonici .
Di essa potranno percepire gli eredi dei
Canouici defunti in quell' anno , a cui ap
partiene quella distribuzione, ed in pro
porzione del tempo , in cui avranno ser
vito alla Chiesa . In questa distribuzione
straordinaria non si valuteranno le pun-
tature . Essa non potr cadere su i cre
diti non esatti , ma soltanto su quelli , che
X ^X
saranno stati incassati , e dovr essere pri
ma decretata dal Capitolo , dipoi appro
vata dall' Eminentissimo Cardinal Dia
cono , o per esso dal di lui Vicario .
Se per lo contrario in fine dell' anno ,
in luogo di avanzo , vi sar una man
canza nella Cassa Capitolare , questa sar
a carico dei Canonici , che avranno ser
vito la Chiesa in quell' anno . Perci , se
vi saranno Mensualit Canonicali non pa
gate , non formeranno ad essi Canonici ve-
run credito contro la Mensa Capitolare. Se
vi saranno debiti secchi con impiegati , ar
tisti , od altri, questi verranno puntual
mente pagati coi primi denari , che nel
nuovo anno saranno incassati , ancorch
fosse necessario , che rimanessero sospese
le Mensualit Canonicali . Per altro in
simili casi , si riserva al Cardinal Diaco
no di prendere quelle disposizioni , che
creder convenienti alle circostanze .
Sono privi delle distribuzioni quotidia
ne quei Canonici , i quali non essendo
insigniti di Ordine Sagro, dentro un anno
X 29 X
dal loro Possesso , non saranno ascesi al1'
Ordine del Suddiaconalo , bench non vi
siano potuti ascendere per motivo della
loro et , o per altro canonico impedi
mento . Un Indulto Apostolico soltanto
potr abilitarli a percepir le distribuzioni
suddette , bench non siano essi rivestiti
di verun Ordine Sagro .
Quelle distribuzioni , che si perdono
dai Canonici per mancanza di servizio al
Coro, indicate nelle Puntature,si ripar
tiranno mensualmeaie , ed in eguali por
zioni fra gli altri Canonici .

CAPO X.
Della Convocazione del Capitolo.

I 1 buon regolamento degli affari del Ca


pitolo esigge , che gl'individui, che lo com
pongono , spesso si adunino a trattare dei
medesimi . Perci si stabilisce , che si adu
ni il Capitolo nell' ultima Domenica di cia-
scun Mese .
AH' Eminentissimo Cardinal Diacono
X 3
apparterr il diritto di far convocare il
Capitolo straordinariamente quando crede
r opportuno , e designare quegli affari ,
che Esso vorr siano in Capitolo trattati .
Per facolt ordinaria poi il diritto di con
vocare il Capitolo , secondo 1' antichissima
consuetudine , spetter al Canonico Camer
lengo ; questi ne passer l'avviso al Segre
tario , ed il Segretario si dar premura di
spedire le schedule a ciascun Canonico , ed
ai Ministri Capitolari , che saranno necessa-
rj . Questa intimazione si dovr fare tre
giorni avanti la celebrazione del Capito
lo . Se vi sar di mezzo qualche servi
gio comune , in vece della schedula , sa
r sufficente 1' affisso al solito luogo del
la Sagrestia , purch il servigio comune pre
ceda di tre giorni la celebrazione del Ca
pitolo . Se vi sar qualche affare urgen
te , che non ammetta dilazione , l' intima
zione per schedula , o per Y affisso , sar
sufficente che si faccia un giorno prima .
Anche l'Arciprete, quante volte abbia
qualche affare appartenente alla nostra
X 3i X
Chiesa , o al Capitolo , potr intimarlo nell'
jstesso modo , come si detto del Camer
lengo . Si stabilisce il medesimo per rap
porto al Sagrestano Maggiore , per ci che
riguarda la di lui carica , in cose straordi
narie , e d' intelligenza col Segretario . Fi
nalmente anche due soli Canonici di con
certo col Segretario , per cose loro parti
colari riguardanti il Capitolo , o la Chie
sa , potranno intimare il Capitolo.
Tre Canonici saranno sufficienti a for
mare il Capitolo : Si raccomanda , per quan
to possibile , la segretezza di ci , che
in Capitolo si tratter sugli affari della no
stra Chiesa .
Ciascun Canonico , che non interver
r al Capitolo , avendone prima avuto l' in
timo nelle forme , sar multato del du
plo di ci , che perderebbe , se non in
tervenisse alla Messa Cantata . Tutti i mo
tivi , che scusano dall' intervenire al Co
ro , scuseranno ancora dall' intervenire al
Capitolo , e perci dalla puntatura .
X 3a X
CAPO XI.
Della Celebrazione del Capitolo

il iun Canonico potr intervenire al Ca


pitolo senza 1* abito Canonicale . I contra-
ventori saranno privi di voce attiva, e pun
tati , come assenti . In Capitolo staranno
tutti i Canonici a sedere servando l' ordi
ne della maggiore , e minore Dignit , co
me si pratica in Coro , e secondo il me
desimo ordine si dovr da ognuno dare il
voto. Tutto ci sotto pena di puntatura.
Si comincer il Capitolo coll' Orazione
Actiones nostras etc. , e si terminer coll'
Agimus libi gratias etc. S l'una , che l'al
tra Orazione si reciter dal pi degno .
L' ora del Capitolo sar determinata . Se
tarda qualcuno , potr il pi degno accor
dare un breve spazio di tempo , secondo
il suo prudente giudizio . Chiunque inter
verr dopo recitata la suddetta Orazio
ne Actiones nostras , sar puntato come
se fosse assente ; non gli si negher per
33 X
la voce attiva , qualora sia stato presen
te alla relazione , e discussione dell' affa
re , su cui si deve dare il voto ; questo
per secondo ci , che decider il pi de
gno dei presenti al Capitolo .
Nei Capitoli ordinarj , ossiano mensuali
la prima cosa , che si dovr fare , sar la
lettura dei decreti fatti nel Capitolo ordi
nario immediatamente precedente , e negli
straordinarj , che si fossero tenuti dopo di
esso . Quindi si passer immediatamente a
parlare di ci , che riguarda il culto divi
no . Non si dovranno mai introdurre nel
Capitolo i ministri , o subalterni di esso ,
se prima non si sar fatta la suddetta
lettura dei decreti del Capitolo preceden
te, e non si sar trattato degli affari , che
riguardano il culto divino .
Si stabilisce, che i voti si diano sem
pre in segreto , altrimenti le risoluzioni ca
pitolari siano mille .
Il Coadjutore avr luogo in Capitolo ;
se sar almeno Suddiacono , e mancher
il di lui Coadjuto , avr il voto decisi-
c
)( 34 )(
vo ; in caso contrario , il voto consultivo .
Niun Canonico potr ricusare una,Ca
rica , alla quale venga eletto dal Capito
lo , sotto pena di scudi cinque da erogar
si in vantaggio della Sagrestia . Si eccet
tua il caso d'infermit dell'eletto, o la
mancanza nel medesimo dell'et convenien
te ad esercitar bene la Carica , a cui sa
r stato eletto . Per altro questi due mo
tivi dovranno essere approvati dal Capi
tolo ; se saranno riprovati , potr 1' elet
to ricorrere all' Eminentissmo Cardinal
Diacono , o per esso al di lui Vicario .
Similroente \' eletto ad una Carica potr
ricusare la medesima , quando questa stes
sa sia stata dal medesimo sostenuta per
due anni consecutivi .
Se nel Capitolo s dovr parlare , e ri
solvere su di un qualche affare riguardan
te un Canonico , il medesimo , previo un
officioso avviso del pi degno , dovr riti
rarsi dalle stanze capitolari . LO stesso si
praticher , se in Capitolo si dovr par-
Jare dei consanguinei , o affini in primo ,
X 35 )(
o secondo grado di qualche Canonico .
Si stabilisce , che in Capitolo ciascuno
si astenga dai clamori , molto pi dai friz
zi , ingurie , o invettive ; volendosi on
ninamente , che gli affari si trattino pa-r
cinicamente , e con rispetto scambievole .
Ai contraventori sar intimato dal pili
degno di tacere . Non prestandosi a que
sto intimo , saranno puntati come assenti .
Nel Mese di Dicembre di ciascun an
no , e precisamente il d 26 , se non dis
porr diversamente l'Eminentissimo Car
dinal Diacono , ovvero per esso il di lui
Vicario , si far in Capitolo , con voti se*
greti , 1' elezione dei nuovi Ufficiali Capi
tolari , quali dovranno incominciare l' eser
cizio della loro Carica nel nuovo anno .
In questo stesso Capitolo si sottoporran
no al bussolo de' voti segreti tutti gl' in
servienti della Chiesa , ed i ministri del
Capitolo , per esser confermati , o rimos
si , a tenore del modo , con cui avranno
esercitato il loro officio .
Se si dovr in Capitolo venire alla scel-
c 2
X 36 )(
ta di un nuovo inserviente, o di un nuo->
vo ministro , dovr prima farsi la de-
Datazione di due Canonici , i quali pren*
deranno in segreto le opportune informar
zioni sul soggetto , che si vorr eleggere .
Il Capitolo non ha veruna facolt di con^
donare a qualsisia Canonico le distribtir
zioni , che questi deve perdere per le sue
puntature . In caso di contrayenzione , le
distribu/.ioni suddette saranno devolute al
la Sagrestia . Quel Canonico poi , che avr
accettato delle condonazioni, sar tenuto
al doppio della condonazione accettata,
4a erogarsi a vantaggio della Sagrestia .

CAPO XJL
Bell' Arciprete

JLj Arciprete, come il pi degno , avr il


primo luogo in Coro , in Capitolo , e nel
le Processioni . Nel Capitolo sar il primo
a parlare , ed il primo a dare il voto .
Essendo alla di lui Arcipretura annessa
la cura delle anime , si raccomanda al me
desimo la dilignza $ la premura ,,- l zelo
per il bene spirituale del suo ovile: onde ,
quando questo lo richieda , non rispar
mi incomodi , e fatiche . Si rammentano ;
ad esso le parole del Divin Redentore :
Joan. io. v. ii. Bonus Pastor animam
suam dat pro ovibus sus . -,
Nei giorni pi solenni dell' anno , se
condo P antica consueludine , P Arciprete
canter la Messa assistito da due Cano
nici , che saranno di Terziaria . Nei Pon
tificali l' Arciprete far da Prete Assisten
te . Nelle suddette Feste pi solenni , o
in un giorno fra 1' ottava di ciascuna delle
medesime , recher la Santissima Comunio
ne agi' Infermi della Parrocchia . Due Ca
nonici della Terziaria antecedente accom
pagneranno con torcia la medesima uni
tamente ai Fratelli dell' Archiconfraterni-
ta del Santissimo Sagramento ; e perci
viene pregato il Priore della medesima ,
affinch in tali occasioni procuri un
buon numero di Fratelli . Si avverta , che
questa Funzione inconvinci in ora , che
X 38 X
non s' impedisca il servizio del Coro .
Essendo vasta la nostra Parrocchia , e
numerosa la di lei popolazione , resta in
caricato 1' Arciprete di provvedersi di un
Sacerdote zelante , il quale alleggerisca coll'
opera sua i pesi parrocchiali . A questo
sar dato un sufficiente assegnamento men-
uale a carico della Cassa Capitolare .

CAPO XIII.
Del Camerlengo .

J Camerlengo appartiene 1' amministra*


zione dei beni della Mensa Capitolare . I
vantaggj dell' economia del Capitolo , per
le vie rette , sono lo scopo della di lui Ca
rica . A tal fine egli invigiler , ed insi
ster presso il Curiale per il buon esito ,
ed il sollecito disbrigo delle Cause ^ Do
vr inoltre insistere presso l' Esattore per
la pronta esigenza dei crediti , e per il
deposito immediato del denaro esatto nel
Banco di Santo Spirito , con averne riti
rata la solita fede di credito . Sar anco
X 39 X
ra incombenza del Camerlengo d' invigi
lare sul Computista , perch la Scrittura
sia in regola , ed in corrente ; e vi siano
in filza i documenti respettivi alla me
desima .
In caso di negligenza grave, di frode,
di dolo , d' infedelt dei suddetti ministri ,
o di altri dipendenti dal Capitolo per cau
sa di economia , ne dar parte ad esso Ca
pitolo , perch provveda , come creder op
portuno .
Terminato V anno di sua amministra
zione t dovr il Camerlengo fare il suo
rendiconto , quale sar prima rivisto dal
Canonico Sindaco , indi passato nelle ma
ni della Dignit, di poi in quelle degli
altri Canonici ; finalmente sar proposto
in Capitolo . Questo trovandolo in rego
la , non trovandovi eccezione , lo appro
ver ; ma se mai conoscesse da esso il Ca
pitolo di essere stato danneggiato nell*
amministrazione , per colpa del Camerlen
go, addebiter al medesimo il danno sof
ferto . In tal caso , se il Camerlengo ere-
X 4 X
der di essere aggravato dal giudizio del
Capitolo , potr ricorrere all' Eininentis-
simo Cardinal Diacono , o per esso al di
lui Vicario, il quale definitivamente pro
nunzier sul preteso aggravio , ed al di
lui giudizio il Camerlengo dovr sotto
porsi .
Ogni anno far egli uno specchio del
lo slato attivo , e passivo dei beni del
Capitolo , quale dentro il mese di Gennajo
si esibir all' Eminentissimo Cardinal Dia
cono , o per esso al di lui Vicario . Que
sto specchio dovr servire di norma per
confermare , o aumentare , o diminuire le
distribuzioni quotidiane dell' anno avve
nire , come ancora per conoscere , se vi
luogo , ed in qual somma , ad una distri
buzione straordinaria .

CAPO XIV.
Del Sagrestano Maggiore

Alle core del Sagrestano Maggiore re


sta affidata la Suppellettile Sagra , e tutte le
X 4' )C
cose , che riguardano il Culto Divino . Es
so , eletto che sia , e prima d' incomin
ciare 1' esercizio della sua Carica , coll' In
ventrio alla mano , e con 1' assistenza di
altro Canonico da eleggersi dal Capitolo ,
prender dal suo antecessore la consegna
di tutto ci , che si trova in essere nella
Chiesa , nella Sagrestia , e nella Guarda*
roba . Si avverte , che in detto Inventa
rio devono essere tutte > e singole le co
se descritte in minuto dettaglio , la loro
quantit, qualit, e stato, in cui si ritrova
no . Il suddetto Inventario sar sottoscrit
to dal nuovo Sagrestano Maggiore , vi sa
ranno notati i cambiamenti , che si rinven
gono nella Suppellettile Sagra , quali cam
biamenti si sottoporranno al Capitolo ; e
se mai questo giudicasse essere stata la Chie
sa danneggiata per colpa del Sagrestano
Maggiore dell' anno antecedente , addeb-
biter al medesimo il danno sofferto . Que
sti, se si creder gravato dal giudizio del
Capitolo , potr ricorrere all' Eminentissi-
mo Cardinal Diacono , o per esso al ili
lui Vicario , ed al di lui definitivo giudi
zio sull' aggravio , dovr esso , siccome an
co il Capitolo , sottoporsi ,
Sar incombenza del Sagrestano Mag
giore di far s , che la Chiesa sia netta ,
che netti siano ancora tutti i Paramenti ,
ed Arredi Sagri , che gli Altari siano ben
disposti , ed ornati . Dovr poi invigilare
attentamente , perch le Messe siano ce
lebrate con la maggiore dignit, e divo
zione; e perci escluder quei Sacerdoti, che
frettolosamente , e con indecenza le cele
brano . In fine si dar tutta la premu
ra , perch la Chiesa sia decentemente r e
divotamente servita .
Sar privativo diritto del Sagrestano
Maggiore di concordare i Hortorj , che
accadono nella nostra Chiesa , salvi sempre
gl' incerti minori per 1' Arciprete , secon
do il consueto . Nel concordare i Morto-
rj suddetti sar indulgente, e carhatevq-
le coi poveri , ma non potr prendere il
minimo arbitrio coi facoltosi a danno del
ta Mensa . Quando sia necessario per so
X43)( '
stenere i dritti della Chiesa , potr ricor
rere alle vie giudiziarie , previo per il con
senso del Capitolo ; e quando 1' urgenza
lo richiedesse , potr fare anco da se
stesso qualche atto giudiziario a favore
della Chiesa .
Dovr egli tenere sotto chiave tutta la
cera, tanto quella , che compra, quanto
quella , che ritrae dai Mortorj . Quella pe
r , che compra , dovr notare distintamen
te da quella , che ricever dai Mortorj ,
o dalle obblazioni dei Fedeli.
Nel primo giorno di ciascuna settima
na consegner nelle mani del Sagrestano
minore quella sola quantit di cera , che
creder sufficiente per il servizio della Chie
sa in quella settimana , e non far que
sta consegna , se prima non avr ricevu
to dal Sagrestano minore gli avanzi del
la cera della settimana antecedente .
Avr egli un libro distinto , in cui no
ter tutti i proventi della Sagrestia per i
Funerali , Battesimi , Messe cantate , ed al
tre offerte liberali , che si faranno dai F-
,.
)( 44 X
deli .Nel medesimo libro noter le partite
in cera , che si consumano in ciascuna set
timana . Vi noter ancora le spese oc
correnti per la Chiesa . Riguardo a que
ste , quante volte siano necessarie , e non
oltrepassino uno scudo , le potr fare di
propria autorit 5 se superano lo scudo ,
dovr ottenerne prima il permesso del Ca
pitolo , qualora l'urgenza non fosse tale,
che non ammettesse alcuna dilazione .
N il Sagrestano Maggiore, n il Sa
grestano minore potranno dare in presti
to i Paramenti della nostra Chiesa, nve-
runa Suppellettile Sagra , senza espressa li
cenza del Capitolo . La contravenzione
sar soggetta ad una multa di uno scudo
d' oro a vantaggio della Chiesa . Resta ec
cettuata da questa inibizione 1' Archicon-
fraternita del Preziosissimo Sangue , riguar
do alla quale il Sagrestano Maggiore an
dr d'accordo col Presidente di essa, ed
a tenore dei di lei Statuti approvati dal
Capitolo . Resta ancora eccettuata 1' Archi-
confraternita del Santissimo Sagramentp ,
X 45 )(
rapporto alla quale, il Sagrestano Mag
giore andr d' accordo col Priore della
medesima .
Quante volte venga a mancare il Sa
grestano minore , dovr il Sagrestano Mag
giore insistere , perch ne venga scelto un
altro dal Capitolo . Sar incombenza del
Sagrestano Maggiore invigilare sul Sagre
stano minore , perch questi esattamente
adempia i suoi doveri , quali sono i se
guenti .
In primo luogo il Sagrestano minore ,
previa un' idonea sicurt , dovr sottoscri
vere l' Inventario di tuttoci , che gli si
consegna , ed essere responsabile del me
desimo .
Esso dovr essere presente immanca
bilmente tutte le mattine all' aprirsi del
la Chiesa , per disporre i Paramenti Sagri
fecondo le Rubriche del Calendario . Pro
curer , che le Msse si celebrino negli Al
tari contemplati dai benefattori .
Sar suo dovere di amministrare la Co-
npnipne in Chiesa ai Fedeli con ogni
X 46 )(
buona grazia , e prontezza alle loro ri
chieste . Dovr egli trattenersi tutta la mat
tina in Chiesa , o in Sagrestia per qualun
que cosa potesse mai occorrere .
Essendosi ottenuto dal Regnante Som
mo Pontefice Pio Papa Settimo l'Altare pri
vilegiato al Santissimo Crocifisso ad in
star di quello di San Lorenzo fuori le
Mura , e di San Gregorio a Monte Ce
lio , 1' elemosine delle Messe, che recansi
dai Fedeli , sono molto frequenti ; perci
si ordina al Sagrestano minore , che detti
obblighi di Messe siano sul momento tra
scritti in un libro ben numerato in ma
niera tale , che vi sia lo spazio necessario
per segnarci la soddisfazione . Si ordina
ancora al medesimo il fare s , che il pi
presto possibile, detti obblighi siano sod
disfatti . Dovr slmilmente il Sagrestano
minore avere un simile libro, ove siano
diligentemente notali gli obblighi perpe
tui di Messe colle respettive celebrazioni .
Il denaro poi dell' elemosine delle Mes
se avventizie dovr esigersi dal Sagresta
X 47 X
no Maggiore , e in mancanza di esso , dal
Sagrestano minore , il quale subito lo ver
ser nelle mani del Sagrestano Maggiore ;
e questi si dar cura di osservare , se le
suddette Messe avventizie siano state esatta
mente notate dal Sagrestano minore . Fuori
del Sagrestano Maggiore , e del Sagrestano
minore, con dipendenza dal Maggiore,
viene rigorosamente proibito a chiunque
altro di riscuotere elemosine di Messe , o
ingerirsi in qualunque maniera nelle me
desime .
Viene rigorosamente proibito al Sagre
stano minore , siccome anche al Maggio
re il permettere a verun Sacerdote di
dire la Messa cogli stivali . Anche il Sagre
stano minore, colla debita dipendenza dal
Sagrestano Maggiore , viene incaricato ad
invigilare, che le Messe siano celebrate nel
la nostra Chiesa con decenza, e divozio
ne ; e perci non permetter di dire la
Messa a vemn Sacerdote , che la dica fret
tolosamente, e che non faccia alla me
desima la dovuta preparazione , ed il do
vuto ringraziamento .
X 48 X
In mancanza dj elemosine per le Mes
se , saranno , se vogliono , sempre a tut
ti preferiti i nostri Canonici ; ed i Sacer
doti addetti alla nostra Chiesa saranno
preferiti ai Sacerdoti esteri . Questo de
creto servir di norma , tanto al Sagre
stano Maggiore , quanto al Sagrestano mi
nore nell' adempimento degli obblighi di
Messe .
Sar cura particolare del Sagrestano mi
nore di far. s , che giorno , e notte ar
da la lampada avanti al Santissimo . S* im
pone al medesimo quest' incarico sotto la
pi rigorosa responsabilit .
II Sagrestano minore avr per suo aju-
to due Chierici , quali si sceglieranno dal
Capitolo, previa l'informazione segreta,
che ne avr preso il Sagrestano Maggiore .
Si raccomanda , che nella Sagrestia si
osservi silenzio , per quanto sar possibi
le ; che non si facciano discorsi inutili , o
di novit ; che se occorre parlare , non
si parli ad alta voce , per non disturba
re la divozione de' Fedeli : e molto pi ,
X 49 X
che si fuggano le contese . Sar cura del
Sagrestano Maggiore , e minore d' invi
gilare su ci ; e nelle loro persone da
ranno agli altri il buon esempio .

CAPO XV.
Del Prefetto del Coro , e Puntatore .

I. \ Prefetto del Coro quello , che pre


siede al medesimo ; ed essendo presente in
Coro , ha sopra gli altri il diritto di pun
tare gli assenti , che sono obbligati al ser
vizio , ed anche i presenti a tenore di
ci , che si detto di sopra .
Presso il Prefetto del Coro si custodi
r il libro delle Puntature, ed ognuno
avr diritto di osservarlo , per vedere se
slato puntato a ragione . In caso che
taluno creda di essere stato puntato a
torto , potr ricorrere ad esso Prefetto del
Coro per farsi cancellare la Puntatura ,
adducendone le sue ragioni . Se questi non
rester persuaso delle addottegli ragioni ,
potr il Canonico puntato ricorrere al Ca
X 5o X
pitolo, dal di cui giudizio , quando si cre
da aggravato , potr ricorrere all' Eminen-
tissimo Cardinal Diacono , o per esso al
di lui Vicario , alla di cui definitiva au
torit dovr onninamente sottomettersi .
Qualora in Coro presente non sia il
Canonico Prefetto , supplir le di lui veci
il Canonico presenle pi degno, e pun
ter in un foglio volante da passarsi poi
nelle mani del Prefetto , il quale riporte
r le Puntature in detto foglio segnate
nel libro destinato alle medesime . Se in
Coro non vi sar alcun Canonico , sup
plir il Sagrestano minore , segnando in
un foglio volante le mancanze , come ora
si detto .
Il Prefetto del Coro , come chiunque
supplir le sue veci , non potr arbitrar
si , nel puntare , della minima indulgen
za, la quale ridonderebbe in pregiudizio
degli altri Canonici , che hanno diritto
di percepire le Puntature di quelli , che
mancano al loro servizio .
11 Prefetto del Coro dovr invigilare ,
X 5i X
perch si osservi la Tabella oraria , e si
i dia al tempo debito il segno del Coro
colla Campana , e colla Campanella della
Sagrestia .

CAPO XVI.
Del Segretario.

I1 Segretario del Capitolo dovr regi


strare in un libro fatto in regola , colla
numerazione de' fogli , tutti gli Atti , e
Risoluzioni Capitolari , Questo , se sar pos
sibile , dovr farlo all' istante ; in caso di
verso , lo far almeno dentro una Setti
mana , e non pi tardi .
Sar uffizio del Segretario leggere in
ogni Capitolo le risoluzioni del Capitolo
precedente , e nella maniera , con cui so
no state registrate . Se vi si scorger qual
che sbaglio , sar smT istante corretto , a
tenore di ci , che decide il Capitolo .
Terr il Segretario sotto gelosa custo
dia il Sigillo del Capitolo , ed il libro
delle Risoluzioni Capitolari , che a niunO ,
d a
X *2 X
fuori che all'Eminentissimo Cardinal Dia
cono , al di lui Vicario , ed ai Canonici ,
far ostensibile . Sar di lui officio fare
le Fedi occorrenti delle Risoluzioni Ca
pitolari . Dovr ancora a nome del Capi
tolo scrivere lettere fuori di Roma , quan
te volte dal Capitolo ne sia incombenzato .
Incombe al Segretario di ordinare al
Computista , col Fiat Mandatimi, \ esten
sione degli Ordini per le Distribuzioni
Mensuali dei Canonici , per il pagamen
to di tutti gl' Inservienti , e degli Arti
sti , e di tutti coloro , che sono credito
ri del Capitolo .
Esso nell' ordinare V estensione degli
Ordini di pagamento dovr concertarsi
col Sagrestano Maggiore riguardo alle spe-
se della Chiesa , e col Camerlengo ri
guardo alle altre .
In seguela del Fiat Mandatimi gi sot-
toscritto , ed approvato , vi far la sua
sottoscrizione il Camerlengo .
X 53 )(
CAPO XVII.
Dell' Archivista.

s ara uffizio dell'Archivista di tenere ge


losamente custodite in Archivio tutte le
carte , libri , scritture , documenti , che
riguardano i diritti , privileggj , onori , pre
minenze della nostra Chiesa . Egli non
potr estrarre di propria autorit dall' Ar
chivio veruna carta , senza previa , ed es
pressa licenza del Capitolo , o dell' Emi-
nentissimo Cardinal Diacono , o per Es
so , del di lui Vicario . Quando per ,
previa detta licenza , 1' avr estratta , use
r tutta la premura , e diligenza , perch
il pi presto possibile ritorni in Archivio .
Siccome poi per le passate vicende , le
carte dell' Archivio non sono in buon or
dine j perci si stabilisce , che 1' odierno
Archivista le riordini , di tutte ne faccia
un Inventario , e lo esibisca in Capitolo ,
perch dal medesimo sia riconosciuto . Si
desidera , che quest' Inventario si faccia
X 54 )(
il pi presto , che sia possibile . Ad esso
dovr poi aggiungersi la nota di tutte le
Carte , che appresso sopravverranno .

CAPO XVIII.
Dei Sindaci.

D,'u saranno i Canonici Sindaci . Ad es


si apparterr , finito l' anno , di esamina
re diligentemente i Rendiconti del Ca
merlengo , e del Sagrestano Maggiore ; e
riconosciutili giusti , vi faranno la loro ap
provazione , indi li esibiranno alla Digni
t , ed agli altri Canonici , perch poi in
pieno Capitolo ne riportino 1' approva
zione . Se al contrario i suddetti Ren
diconti non saranno dai Sindaci ricono
sciuti giusti , non saranno dai medesimi
approvati ; e nel prossimo Capitolo do
vranno Essi Sindaci manifestare il moti
vo , per cui non li avranno approvati .
In seguito si attender la Risoluzione Ca
pitolare .
Detti Rendiconti dovranno essere for
X ss }(
mati dal Camerlengo , e Sagrestano Mag
giore nel termine di quindici giorni , do
po finito 1' anno dell' esercizio delle lo
ro respettive cariche . Per 1' esame di es
si si accordano ai Sindaci altri quindi
ci giorni , dentro i quali dovranno o
approvarli ; o disapprovarli .

CAPO XIX.

Dei Fabbricieri.

'u saranno eletti Canonici Fabbricie


ri . Incomber ad essi osservare , se le
Mura , i Tetti , le Strade della Chiesa , e
Stanze annesse alla medesima hanno bi
sogno di qualche ristauro . Se mai un gior
no il Capitolo divenisse possessore di Ca
se , anche alle medesime si estender que
sta loro incombenza .
Non sar in arbitrio dei Fabbricieri or
dinare verun lavoro agli Artisti , che ol
trepassi uno scudo, ma dovranno otte
nerne il permesso dal Capitolo , previa la
loro esposizione sulla neeessit , e qualit
del lavoro , che crederanno doversi fare .
Invigileranno i Fabbricieri , perch i la
vori siano fatti con esattezza , e perfezione ;
e conoscendo col sentimento dei Periti il
contrario , ne faranno relazione in Capi
tolo , al quale apparterr prendere le op
portune provvidenze .

CAPO XX.
Del Presidente dell' Archconfraternita,
del Preziosissimo Sangue di N- S.
Ges Cristo .

oich in vigore di una Costituzione


approvata in forma specifica con Autori
t Apostolica il Presidente di questa Con
fraternita dev' essere un Canonico , perci
si stabilisce , che nel giorno medesimo ,
in cui si eleggeranno gli Ufficiali Capito
lari , venga scelto il suddetto Presidente ,
il quale eserciter la sua carica per un
anno ; in essa potr essere confermato una
sola volta.
Ad esso incomber di fare osservare la
X7X
leste nominata Costituzione , e di procu
rare , che i Fratelli di questa Confrater
nita frequentino le pratiche di Cristiana
Piet , che giornalmente si esercitano nel
la nostra Chiesa con somma edificazione
de Fedeli .
Sar ancora uffizio del Presidente in
formare il Capitolo dello stato attivo , e
passivo della Confraternita . Esso avr il
diritto di fare tutte le Funzioni tanto in
Chiesa , quanto fuori di Chiesa , che a
detta Confraternita appartengono .
Si noti , che essendo ristretto il nume
ro dei Canonici della nostra Chiesa , po
tranno in un medesimo soggetto essere uni
te pi cariche . Per altro s proibisce ,
che in un medesimo Canonico si unisca
no le cariche seguenti : di Camerlengo , e
Segretario ; di Camerlengo , e di Sinda
co; di Sagrestano Maggiore, e di Sinda
co j di Sagrestano Maggiore e Camerlen
go , o Fabbriciere .
Il Coadjutore potr esercitare qualun
que Carica , eccettuate le Cariche di Ca
merlengo , e Sagrestano Maggiore .
)( 58 )(

CAPO XXI.
Dei Cappellani di Coro.

sono i Cappellani di Coro , qua


li potranno ancora aumentarsi , se aumen
teranno le rendite . Questi verranno elet
ti dal Capitolo, e saranno amovibili ad
nutum .
Sar loro dovere di recitare , o Canta
re in Coro il Divino Uffizio ; ad essi sa
r stabilito un sufficiente stipendio , ed a
proporzione del medesimo saranno sog
getti alle puntature , se mancheranno senza
leggittima causa , che dovr riconoscere il
Prefetto del Coro; ovvero, se a giudizio del
medesimo eserciteranno negligentemente
il loro uffizio . Le puntature di essi an
dranno a vantaggio degli altri Cappel
lani per eguali porzioni . Alla Uffiziatu-
ra Feriale saranno sempre obbligati tre
Cappellani , ed il quarto sar esente . Que
sta esenzione potr essere divisa per Set
timane, dal Luned inclusivamente al Sab
X 5
baio inclusivamente ; peraltro in quei gior -
ni feriali , nei quali F Ufficiatura o in par
te , o in tutto sar comune ai Canonici ,
tutti i Cappellani saranno tenuti all'in
tiera Uffiziatura .
Le suddette Costituzioni verranno giura
te da ciascuno degli attuali Canonici , e
da ogni futuro Canonico nel giorno del
di lui Possesso ^ secondo la Formula po
sta in fine .
FORMULA
Della Professione di Fede da farsi dai
nuovi Canonici nell' essere ammessi
al Capitolo .

JLJ go JN. N. firma jide credo , et pro-


fteor omnia , et singula , quce continen-
tur in Simbolo Fidei , quo Sancta Ro
mana Ecclesia utitur ; videlicet . Cre
do in unum Deum Patrem Omnipoten-
tem , Factorem Cceli , et Terree , visi-
bilium omnium , et invisibilium . Et in
unum Domnum Jesum Christum,Filium
Dei Unigenitum . Et ex Patre natum
ante omnia Scecula , Deum de Deo , lu-
men de litmine , Deum veruni de Deo
vero jgenitum , nonfactum, consubstan-
tialem Patri,per quem omnia facta sunt.
Qui propter nos homines , et propter no-
stram salutem descendit de Ccels . Et
incarnatus est de Spiritit Sancto ex
Maria ffrgine . Et homo factus est .
Crucifixus etiam pro nobis , sub Pontio
X <5i X
Piloto passus , et sepultus est . Et re
surrexit tertia die , secundum Scripta-
ras . Et ascendit in Ccelum , sedei ad
dexteram Patris ; Et iterurn venturus
est cum gloria , judicare vivos , et mor-
tuos^cujus Regni non erit finis . Et in
Spiritimi Sanctum , Dominum , et vivi-
ficantem , qui ex Patre , Filioque pro
ceda . Qui cum Patre, et Filio simili
adoratur , et conglorificatur , qui locu-
tus est per Prophetas . Et Unai,i 3 San-
ctam , Catholicam , et Apostolicam Ec-
clesiam . Confiteor unum Baptisma in
remissionem peccatorum . Et expecto
Resurrectionem mortuorum . Et vitam
venturi Scecidi . Amen .
Apostolicas ) et Ecclesiasticas Tradi-
tiones , reliquasque ejusdem Ecclesie^
observationes , et con stitutionesJrmissi-
me admitto , et amplector . Item Sacram -
Scripturam juxta eum sensum , quem
tenet Sancia Mater Ecclesia , cuj'us est
judicare de vero sensu , et interpreta-
tione Sacrarum Scripturarum , admit-
X 62 X
to , nec eam unquam , nisi juxta una-
nimem consensum Patriim accipiam , et
interpretabor . Prqftte-or quoque septem
esse vera , et propria Sacramenta no-
vce Legis a Jesit Christo Domino No
stro instituta , atque ad salutem Imma
ni generis , licei non omnia singulis ne
cessaria , sciHeet Baptismum , Coifir-
mationem, Eucliaristiam , Pcenitentiam ,
Extremam Unctionem , Ordnem , et
Matrhnonium , illaque gratiam confer
re j et ex his Baptismum , Confirmatio-
nem , et Ordinem sine sacrilegio rei-
terari non posse . Receptos quoque , et
approbatos Ecclesia Catholicce ritus in
supradictonim omnium Sacramentorum
solemn administratione recipio , et ad-
mitto .
Omnia , et singida , quce de pecca
to originali , et de jiistificatione in Sa-
crosancta Tridentina Synodo definita ,
et declarata fuerunt , amplector , et re
cipio . Prqfileor par/ter , in Missa offer-
ri Deo verum , proprium , et propitiato
)( 63 X
rium Sacrifcium pro vivis , et defun-
ctis , atque in Sanctssimo Eucharistice
Sacramento esse vere , realiter , et sub-
stantialiter Corpus , et Sanguinem , una
cum Anima, et Divinitate Domini Nostri
Jesu Cliristi \fierique conversione, to-
tias sitbstantice pans in Corpus , et totius
substantice vini in Sanguinem , quam
conversionem Catholica Ecclesia tran-
siibstantiationem appellai . Fateor etiam
sub altera tantum specie totum , atque
ntegrum Cliristitm , verurnque Sacra-
mentum siimi . Constanter teneo , Pur-
gatorium esse , Animasene ibi deten-
tas Fidelium siiffragiis juvari ; simili-
ter et Sanctos una cum Christo re-
gnantes venerandos , atque invocandos
esse , eosque orationes Deo pro nobis
offerre , atque eorum Reliquias esse ve-
nerandas ^firmiss^ime assero ; Imagines
Chrsti , ac D^iparce semper P^irginis ,
nec non aliorum Sanctorum habendas ,
et retinendas esse , atque eis debitum
honorem , ac venerationem impertien
X 64 X
darn ; Indulgentiarum etiarn potestatem
a Christo in Ecclesia relictam fuisse T
llarumqiie usutn Christano Papulo ma
xime salutarem esse a/firmo
.**/
. Sanctam
Catholicam , et Apostolica , Roma-
nam Ecclesiam omnium Ecclesiarum
Matrein , et Magistram agnosco y Ro-
manoque Pontifici Beati Petri Aposto-
lorian Principis Successori , ac Jesit
Christi Sicario veram obedientiam spon
deo , ac jiiro . Ccetera item omnia a
Sacris CanonibitSj et Qecumenicis Con-
ciliis , ac prcecipue a Sacrosancta Tri-
dentina Synodo tradita , definita , et
declarata indubitanter recipio , atque
profiteor ; simulane contraria omnia ,
atque hcereses quascumque ab Ecclesia
damnatas , et rejectas , et anathema-
tizatas ego pariter damno , et rejicio ,
et anathematizo . Hanc veram Catho
licam Fidem , extra quam nemo salvus
esse potesti quam in prcesenti spante
profiteor , et veraciter teneo , eandem
integram , et inviolatam nsque ad ex
X 65 )(
tremnm vita* spiritum ( Deo adjuvante )
retnere, et cori/iteri , atque ab illis , quo
rum cura ad me in munere meo spe-
ctabit , teneri , docer , et prcedicari ,
quantum in me erit, curaturum . Ego
idem N. N. spondeo , voveo , ac juro .
Sic me Deus adjuvet , et hcec Sari-
et Del Evangelio, .
FORMULA
Del Giuramento da farsi dai Canonici
nell' essere ammessi al Capitolo .

E' go N. N.
JLJ < Canonicus huj'us Perinsi-
gnis Basilico? Sancii Nicolai in Carce
re Tulliano juro , et promtto , me fide-
lem , atque obedientem semper , et per
petuo ejchbiturum Sanctce Romana? Ec
clesia* Sancissimo Domino Nostro N.
Divina Providentia Papce N. cunctisque
legjimis ej'us . Successoribus , nec non
Emnentissimo , et Reverendissimo Do
mino pro tempore esistenti Diacono Car
dinali prcedictce Basilica^ . Constitutio-
X 66 )(
, Statuta, et laudabiles Consuetudines
ejitsdem Ecclesice , et Capituli ex ani
mo suscipio , et amplector , easque to-
tis viribus observabo , et cjuantum po
ter , faciam , ut ab aliis observentur .
Monitis , et Mandatis Eminentissimi ,
ac Reverendissimi Domini , huj'us Ec
clesice Diaconi Cardinalis , vel Emi-
nentissimi , et. Reverendissimi Domini
CardnaUy Urbis Sicarii , Diaconali Se
de hujus BasUicce vacante , humilter
obternperabo . Jura , Honores , et Pri
vilegia prosdictas Ecclesice conservare ,
difendere , et promovere curabo . Pos-
sessiones , et Bona omnia tam mobi
lia , quam immobilia ad ipsam Eccle-
sam 7 lliusf/ne Mensam Capitularem
pertinentia custodire , et tueri , eaque
non alienare , et alienata vindicare pro-
mitto . Sic me Dens adjuvet , et hcec
Sancta Dei Evancella .
X 67 X
FORMULA

Del Giuramento da farsi dagli Ufficiali .

go N. N. electus ad Munus N. N.
/uro , ac promitto , illud , (juantum mi/ti
datwn fuerit, ddigenter , fideliter , omni-
que sublata fraude , gesturum , degne il-
lius administratiane accuratam rationein
redditurum . Sic me Deus adjuvet , et
hcec Sanata Dei Evangelio .

TABELLA

Del Servigio da prestarsi dai RR. SS.


Canonici nei giorni pi solenni
dell anno .

Giorni Comuni in Totani .


Sabato Sitientes . Intiera Uffiziatura , Messa
Canonicale , e Processione per le 4. Ore ;
Vesperi , e Compieta cantata . Distribuzio
ne di bajocchi 3o. per ciascun Canonico .
Feria V. In Ccena Domini. Mattutino , e Lau
di , Ore Minori , Messa Arcipretale , Ves -
peri , e Compieta ; almeno primo nottur
e 2
X 68
no , e Laudi cantate, lo che si osserve*
r ancora nelle due seguenti Ferie .
Feria VI. In Parasceve . Mattutino , e Laudi ,
Ore Minori , Messa Canonicale , Vesperi ,
e Compieta .
Sabato Santo . Mattutino , e Laudi , Ore Mino
ri , Profezie , Benedizione del Fonte , Lita
nie de' Santi , Messa Arcipretale , e Vesperi.
Domenica di Resurrezione . Intiera Uffiziatu-
ra , Laudi cantate con tre Piviali , Terza
cantata , e Messa Arcipretale , Vesperi can
tati con tre Piviali, e Compieta.
ia. Maggio . Festa della Dedicazione della no
stra Basilica , come sopra dai primi Ves
peri , Messa Arcipretale .
Ascensione . In tutto come sopra dai primi
Vesperi cantati con tre Piviali .
Pentecoste . In tutto come sopra .
Festa della Santissima Trinit . In tutto co
me sopra , con Laudi , e Terza senza can
to , ma col canto del Simbolo Quicum-
que etc. e con canto ne' primi , e secondi
Vesperi .
Giorno di S. Niccolo . Primi , e secondi Ves
peri con Compieta , il tutto con canto a
cinque Piviali , Ufficiatura intiera della
X 69
mattina con canto alle Laudi parate , o
tre Piviali , Terza cantata , e Messa Ar-
cipretale, se non sar in Pontificale . Di
stribuzione inter prtesentes di Scudo i. 5o.
per ciascun Canonico .

Vesperi della Vigilia , Notte , e giorno


di Natale <

In tutto come sopra , col Mattutino canta


to con cinque Piviali . Lo stesso ai pri
mi , e secondi Vesperi . Distribuzione di
baj occhi 80. per ciascun Canonico .

TABELLA
De giorni , ne (juali Comune alla Messa
cantata, e ^esper , ovvero alla Messa
cantata soltanto .
Circoncisione del Signore . Primi ,. e secondi
Vesperi , e Messa Canonicale .
Epifania . In tutto come sopra . Messa Arci-
pretale .
i4 Gennajo. Anniversario per Maria Lucetti ,
Messa Canonicale, e distribuzione di ba-
jocchi 3o. a ciascun Canonico .
a4 detto. Anniversario per Francesco Alfon
X ?o )(
si . Messa Canonicale , e Distribuzione di
bajocchi 3o.
Purificazione della Beatissima Vergine . Bene
dizione di Candele , Processione , Messa ,
e distribuzione di bajocchi 3o.
6. Febbraro. Anniversario per la S. M. di
Clemente XII. Messa Canonicale , e Distri
buzione di bajocchi 3o.
Giorno delle Ceneri . Benedizione , e Messa
Canonicale .
4- Febbrajo. S. Maltia Apostolo . Messa Ca
nonicale .
Luned di Passione. Messa Canonicale , e Pro
cessione per le 4o- ore . Distribuzione di
bajocchi 3o per ciascun Canonico ,
Domenica delle Palme. Benedizione, Proces
sione , e Messa Canonicale . Distribuzione
di bajocchi 3o. per ciascun Canonico .
3,3 Marzo . Annunziazione di Maria Santissi
ma . Messa Canonicale a S. Maria in Vin-
cis , se al Capitolo piace , altrimenti nella
nostra Chiesa .
26 detto . Anniversario per Giacomo Simo-
netti . Messa Canonicale . Distribuzione di
bajocchi 3o. per ciascun Canonico .
i2. Aprile. Anniversario per Lucrezia Pier-
leoni . Messa come sopra .
X 7' X .
Seconda Festa di Pasqua di Resurrezione .
Messa Canonicale , Vesperi cantali , e Com
pieta .
Terza Festa . Messa Canonicale .
a5. detto . Processione da S. Marco alla Ba
silica Vaticana . Distribuzione di baj oc
chi 3o. per ciascun Canonico .
i. Maggio . SS. Filippo , e Giacomo . Messa Ca
nonicale .
3. detto . Invenzione della S. Croce. Messa
Canonicale .
Processione delle Rogazioni . Comune una del
le tre ad arbitrio . Distribuzione di bajoc-
chi 3o. a ciascun Canonico.
9. detto . Traslazione del Corpo del S. Tito
lare . Primi , e Secondi Vesperi , e Messa
Canonicale .
Sabato di Pentecoste . Profezie , Benedizione
del Fonte , Litanie , Messa Canonicale , e
Vesperi cantati con tre Piviali .
Seconda Festa di Pentecoste . Messa Canoni
cale , Vesperi cantati , e Compieta letta .
Terza Festa . Messa Canonicale .
Corpus Domini . Primi Vesperi con tre Pi- .>-
viarii . La Mattina Processione al Valica- .""-'
' **'

no . Distribuzione di bajocchi 3o. a cias-


X 7^ X
cun Canonico . Secondi V'esper cantati
con Esposizione , e Benedizione del Ve
nerabile dopo Compieta , e cosi in tutta
l'Ottava. Distribuzione di bajocchi io. per
giorno a ciascun Canonico .
Domenica infra Octavam del Corpus Domini.
Messa Canonicale con Venerabile esposto
alla Cappella del Santissimo Sagramento
dell' Eccellentissima Casa Aldobrandini .
Distribuzione di bajocchi 3o. a ciascun
Canonico , e di bajocchi io. ai Cappellani ,
e Ministri .
i8. Giugno. SS. Marco, e Marcelliano Mar
tiri. Primi , e Secondi Vesperi , e Messa
Canonicale . Distribuzione di bajocchi 3o.
a ciascun Canonico .
34. detto . Nativit di S. Giovanni Battista.
Primi Vesperi , e Messa Canonicale . Di
stribuzione di Bajocchi 3o. per ciascun
Canonico .
59. detto . SS. Pietro , e Paolo Apostoli . Co
me sopra con Messa Arcipretale .
i5. Luglio. Anniversario per Maddalena Fi-
namori. Messa Canonicale . Distribuzione
di bajocchi 3o. per ciascun Canonico .
25. detto . S. Giacomo Apostolo . Messa Ca
nonicale .
X 73 X
59. detto . SS. Faustino , e Beatrice . Primi , e
Secondi Vesperi , e Messa Canonicale . Di
stribuzione di bajocchi 3o< per ciascun
Canonico .
io. Agosto. S. Lorenzo Martire . Primi , e se
condi Vesperi , e Messa Canonicale . Di
stribuzione di bajocchi 3o. per ciascun Ca
nonico .
i5. detto . Assunzione di Maria Santissima. Pri
mi Vesperi soltanto , e Messa Arcipretale .
25. detto . S. Bartolmeo Apostolo . Messa
Canonicale .
29. detto . Decollazione di S. Giovanni Batti
sta . Messa Canonicale .
5. Settembre . Anniversario per Luca de Poe-
tis . Messa Canonicale . Distribuzione di
bajocchi 3o. per ciascun Canonico .
8. detto . Nativit di Maria Santissima . Mes
sa Canonicale .
2i. detto. S. Matteo Apostolo. Messa Cano
nicale .
29. detto . S. Michele Arcangelo . Messa Cano
nicale .
28. Ottobre . SS. Simone , e Giuda Aposto
li . Messa Canonicale ,
i. Novembre . Festa di tutti i Santi . Pri
X 74 X
mi Vesperi con tre Piviali. Messa Ar-
cipretale . Secondi Vesperi con tre Pivia
li . Vesperi cantati di Requie , e Com
pieta . Mattutino dei Defunti cantato, co
mune di divozione .
a. detto . Commemorazione di tutti i Fedeli
Defunti . Messa Arcipretale coli' Assolu-
ztone .
3. detto . Messa Canonicale per i Sommi Pon
tefici Defunti . Distribuzione di bajocchi
3o. a ciascun Canonico .
5. detto . Messa Canonicale per i Gattonici de
funti , ed altra Canonicale per i Bene
fattori del Ristauro della nostra Basilica .
Distribuzione di bajocchi 3o. a ciascun
Canonico .
a5. detto . S. Caterina Vergine , e Martire .
Primi , e secondi Vesperi cantati con un
Piviale, e Messa Canonicale . Distribuzio
ne di bajocchi 3o. a ciascun Canonico.
26. detto . Novena preparatoria alla Festa
del S. Titolare con interessenza dei Si
gnori Canonici per divozione .
3o. detto . S. Andrea Apostolo . Messa Cano
nicale .
8. Dicembre . Concezione della Beatissima Ver
gine . Messa1 Canonicale .
X 75 X
1 3. detto. Ottava di S. Niccolo . Notturno,
e Laudi dei Defonti per il fu Canonico
D. Pietro Rodriquez , e Messa Canonicale
del giorno ottavo del S. Titolare . Distri
buzione di bajocchi l\o. a ciascun Canoni-
0 col1' obbligo ai Canonici Sacerdoti di
applicare la Messa , ai Canonici non Sa
cerdoti di una terza parte di Rosario per
1' Anima del suddetto Defunto Canonico .
2i. detto . S. Tomasso Apostolo . Messa Ca
nonicale .
a6. detto . S. Stefano Protomartire . Messa Ca
nonicale , Primi Vesperi di S. Giovanni
Apostolo in S. Maria in Vincis , se al Ca
pitolo piacer , altrimenti nella nostra
Chiesa; ed in tal caso si faccia una Pro
testa , perch non resti pregiudicato il di
ritto della nostra Chiesa .
37. detto . S. Giovanni Apostolo , ed Evan
gelista . Messa Canonicale come sopra .
3i. detto . Primi Vesperi della Circoncisione
Arcipretali Parati col Venerabile esposto ;
e dopo Compieta canto dell' Inno Te
Deum etc. Benedizione .
In ogni Processione dentro , o fuori della Chie
sa . Distribuzione di bajocchi 3o. a cias
cun Canonico .
X 7^ }(
In gni Capitolo , che si terr , Distribuzio
ne di bajocchi 3o. per ciascun Canonico .
Tutte le suddette Distribuzioni si divideran
no tra i Canonici in Giugno , e in De-
cembre sotto nome dei cos delti Manda'
tetti , e su questi si riterranno le pun-
tature dei singoli Canonici , per accre
scerle a favore degli altri in tutto il Se
mestre .
Le Distribuzioni poi di bajocchi 3. per la
Domenica infra Octavam del Corpus Do
mini , di Scudo i. 5o nella Festa del San
to Titolare, di bajocchi 4. nell'Ottava
di essa Festa , di bajocchi 80. nella notte
del S. Natale, si distribuiranno all'istante.

TABELLA

Delle Puntature
Mattutino , e Laudi . . . > baj. - 4-
Ogni Ora Minore ..... baj. i.
Messa Cantata baj. 5.
Vesperi baj. 5.
Compieta ... ..... baj. 2.
X 77 X
Nelle Processioni , Messe , Vesperi , in cui vi
Distribuzione , in vece della Puiitaluia
consueta , si perder la Distribuzione .
Aumentando le Rendite , e perci le Distri
buzioni Quotidiane , si aumenteranno a
proporzione le Puntature ; e nel fissare
questo aumento si avr per regola , che
le Puntature di una intiera giornata di
servizio corrispondano alle Distribuzio
ni Quotidiane , che si percepiscono in cias-
cun giorno . Peraltro 1' aumento di que
ste Puntature , siccome quelle delle Di
stribuzioni Quotidiane , dovr farsi dall'
Eminentissimo Signor Cardinal Diacono .

TABELLA ORARIA
Per I' Ingresso in Coro

Vesperi di tutto l' anno . . . Ore 2i ^


Compieta cantata nel giorno della Sta
zione, Ore 22
Primi , e secondi Vesperi di S. Nic
colo Ore 22
Primi , e secondi Vesperi di Natale. Ore aa
Notte di Natale Ore 5
Ore minori della Mattina , e Terza
Messa , . Ore i7
X 7 X
ORARIO QUOTIDIANO

Mattutino . Quatti-' ore prima del mezzo giorno.


Se per qualche ragionevole causa dovr
cambiarsi 1' ora dell' ingresso al Coro , do
vr ci farsi dall'intiero Capitolo, e se ne
dovr fare 1' affissione nella solita Tabella del
la Segrestia .
L' obbligi/.ione, che nasce dalle fin qui
esposte Costituzioni , abbraccia soltanto ci ,
che in esse viene precettivamente stabilito .
Lo stesso si dica del Giuramento , che da
ciascun Canonico si fa per 1' osservanza del
le medesime .
Il Capitolo potr in ogni tempo fare
nelle Costituzioni suddette quelle variazioni ,
che creder opportune , ed anche cambiarle
inferamente , purch vi sia 1' annuenza dell'
Eininentissimo Signor Cardinale , il quale sar
Diacono di questa Basilica nel tempo , in
cui si vorranno dal Capitolo fare i suddetti
cambiamenti .
Supplica dell'arciprete, e Canonici di S.
colft in Carcere Tulliano presentata a Sua
Eminenza Reverendissima il Signor Car
X 79 X
dinal Bidoni Diacono di detta Basilica
per la conferma , ed approvazione delle
presenti Costituzioni ,

Emo , e Riho Principe

Arciprete, e Canonici della per-insi-


gne Basilica Collegiata Parrocchiale di
S. Niccolo in Carcere Tulliano , Servi ,
ed Oratori Umilissimi dell' Eminenza
Prostra Reverendissima, ossequiosamen
te espongono , aver letto , e considerato
le Costituzioni fatte per la Loro Chiesa ,
averle trovate analoghe ai Decreti del
Sacro Concilio di Trento , alle Pontifi
cie Costituzioni , ed alle Risoluzioni del
le Sagre Congregazioni di questa Domi
nante , quali Costituzioni stabilirono di
accettarle , siccome le accettarono sotto
questo giorno i 8. Maggio capitolarmen
te congregati . E perch gli Oratori non.
possono prevalersi di dette Costituzioni,
se V Eminenza Prostra Reverendissima
non v interpone la sua autorit ordina
X 8 (
ria, approvandole in forma specifica ;
quindi , che I Arciprete , e Canonici
supplicano l' Eminenza Vostra Reveren
dissima , affinch si voglia degnare di
approvarle , e confermarle , ordinando ,
die siano . giurate avanti I' Eminenza
Mostra Reverendissima , o avanti il De-
gnssimo Monsignor Sicario della mede
sima , e cosi divengano obbligatorie , ed
abbiano il loro pieno effetto , forza , e
vigore . Che della grazia ec.

jjpprobatio , et Conjirmatio Constitutionum


peracta ab Eminentissimo, et Reverendis
simo Domino Diacono Cardinali S. Ni-
colai in Carcere Tulliano Petro bidoni .

ttentis expositis , Constitutiones, de qui-


bus in supplici Libello , a Nobis recogni-
tas , tamquam juridicas , validas , et Juri
Canonico consentaneas , auctoritate no
stra approbamus et confirmamus ; ac illas
ab Archipresbytero , et Canonicis hujus
Nostroe Basilicae S. Kicolai in Carcere sub
X s< X
scribi , et in posteium omnino observari
volumus , atque proecipimus . Mandamus
insuper, hanc praesentem nostram appro-
bationem , et confirmationem , ad perpe
tuarci rei memoriam , referri in calce Con-
stitutionum earumdem , quas Nos ad Ma-
jorem Dei Gloriam aere nostro typis com-
mitti quam primum curabimus , si ad quos
special videbilur . In quorum Fidem etc.
Datum ex Nostra Residentia hac die i 8
Maii Anno Reparalionis Nostra i8i9.

Loco f Sigilli
PETRUS VIDOMI
S. Ncolai in Carcere Tulliano
Diaconus Cardinalis .
JV. G RIMALOI A. C. L. VlCAKlVS.

Michael Archip. Reboa. Alexander Can. Dafieri-


Aloysius Can. Braccucc . Vincentius Can. Stefani ,
Gregorius Can. Muccoli . Barthol. Can . Braccucci.
Franciscus Can. Baranti .

f
X > X

In Dei Nomine. Amen.

Unniversis , et singuls has prcesentes v-


suris , lecturis , legique audituris indubiam
jtdem facio , ac testar Ego infrascriptus Re
verendissimi Capitali S. Nicolai in Carcere
Tulliano a Secretis , prcesentes Constitutio-
nes , Capitibus uno supra vi^inti comprchen-
sas , ac prcsterea alia nonnulla earumdem
Constitutionum sive exccutionem , sive cnnfir-
mationem spectantia; videlicet . Capo I. Di
Monsg. Vicaria dM' Emnentssmo Cardi
nal Diacono. Capo II. Del numero dei Ca
nonici , e loro Vestiario . Capo UT. D^lla
Precedenzafra Canonici. Capo IV. D?U'im
missione de nuovi Canonici . Capo V. Del
Numero de' Canonici , che sono in ciascun
giorno tenuti a fare V Ufflziatura del Coro .
Capo VI. Della Celebrazione dei divini Uffi-
zj . Capo VII. Delle Puntatore . Capo Vili.
Dei Beni della Chiesa , e Loro Amministra
zione . Capo IX. Delle Distribuzioni Quo
tidiane , Capo X. Della Convocazione del
Capitolo - Capo XI. Della Celebrazione del
Capitolo . Capo XII. Dell' Arciprete . Ca-
X 33 )(
p XIII. Del Camerlengo. Capo XIV. Del
Sagrestano Maggiore. Capo XV. Del Pre
fetto del Coro , e Puntatore . Capo XVI.
del Segretario . Capo XVII. DelV Archivi'
sta . Capo XVIII. Dei Sindaci . Capo XIX.
Dei Fabbricieri . Capo XX. Del Presiden
te delV Archiconfraternita del Preziosissi
mo Sangue di Nostro Signore Ges Cri
sto . Capo XXI. Dei Cappellani di Coro .
Formula della Professione di Fede da far
si dai nuovi Canonici nelV essere ammessi
al Capitolo . Formula del Giuramento da
farsi dai Canonici nell' essere ammessi al
Capitolo . Formula del Giuramento da far
si dagli Uffiziali. Tabella del Servigio da
prestarsi dai RR. Signori Canonici nei
giorni pi solenni dell' anno . Tabella dei
giorni , nei quali Comune alla Messa,
cantata , e V'esper , ovvero alla Messa
cantata soltanto . Tabella delle Punta-
ture . Tabella Oraria per V ingresso in
Coro . Supplica dell' Arciprete , e Cano
nici di S. Niccolo in Carcere presentata a
Sua Eminenza Reverendissima il Signor
Cardinal Bidoni Diacono di detta Bas
lica per la conferma } ed approvazione delle
f*
X 84 )(
presenti Costituzioni. Apprbaiio , et Pon-
firmario Constitutionum peracta ab Emi-
nentissimo , ac Reverendissimo Domino
Diacono Cardinali Sancii Nicolai in Car-
,, cere Petro Vidoni Sub hac infrascripta
die , coram Eminentissimo , ac Reverendissi
mo Petro Vidonio Diacono Cardinali huj'us
Perinsignis Basilica Saneti Nicolai in Car
cere Tulliano , prcesentibus Illustrissimo ,
et Reverendissimo Domino Nicolao Gri-
maldi ejus Vicario , ac RR. prcedictce Ba-
silicne Canonici^ , lectas fuisse , eosdent-
ejue RR. Canonicos prcedictas Constitutio-
nes se nviolabiliter observaturos jurejuran-
do promisisse , easaue propria manu , et
charactere , una cum prcelaudato Eminen-
tissimo , ac Reverendissimo Diacono Cardi
nali -Vidonio , easdem Constitutiones au-
ctoritate sua approdante , et con/innante ,
et prcelaudato Illustrissimo , ac Reveren
dissimo Nicolao Grimaldi Ejus Ficario ,
in calce .earumdem Constitutionum se se
subscripsisse . In quorum fidem etc.
Datum RomfB ex ^edibus prcelaudatce
Eminentice Suce hac die i8. Mail 4n. Re-
paratte Salutis i819. Indictione Romana

.*
X 85 )(
VII. Pontificatiis autem Sanctissimi in
sto Patris , et D. N. Divina Providentia
Pii Papce Septimi Anno XX.
Alexander Datteri Can. a Secretis .

Nos Petrus Sancii Nicolai in Carcere


Tulliano S. R. E. Diaconus
Cardinalis Bidoni .

A uctontate nostra praecipimus , et man-


damus, ut praesentes Constitutiones quotan-
nis die prima Januari , ahsoluto Comple
torio , leganti) r ab aliquo ex Chori Cap-
pellanis , vel ab alia Persona idonea a Ca
pitalo designata , cui emolumentum obu-
lorum quindecim tradatur , persoluta Ca-
nonicis , proesentibus dumtaxat , triginta
obulorum distributione .
Datum Romae ex Aedibus Nostris
die i 8. Maii i8i9.

Nicolaus Gritnaldi Vicarius .


X 87 X
Supplica presentata al Santo Padre Pio Pa
pa Settimo dalla Congregazione Ammi
nistrativa di S. Niccolo in Carcere Tul
liano .

BEATISSIMO PADRE .

L[ja Congregazione amministrativa della


Collegiata di S. Niccolo in Carcere Tul
liano j deputata dalV Eminentissimo Diaco
no Titolare con Oracolo della Santit Vo
stra espone di avere ottenuta' ultimamente
da Vostra Beatitudine la Sanatoria agf
Individui Capitolari , per V inadempimento
di un Moltipllco , che non si eseguito per
i passati cambiamenti , e che far doveasi ad
oggetto di ripristinare alcuni Capitali alie
nati in occasione , e servigio del ristauro di
quella Chiesa . Tale Sanatoria per giusta
mente si data , con la condizione di porre
mano al pi presto al succennato rinvesti-
mento . 4 quest' effetto per , non meno che.
al pagamento di varj debiti nella maggior
parte contratti avanti V epoca Francese , non
basta la notabile falcidia , che hanno i Ca
)( 8 )(
nonici accettata di Se. 3 , e baj. 60. per cia
scuno in ogni Mese sulla gi scarsa loro
Prebenda , ridotta ora a soli scudi sei Men-
suali ; onde sono astretti a procurare al
tre vie di risparmio , per rinvenire mezzi
di riuscire nell' adempimento del peso di
Coscienza , che li gravila .
Ottennero gi sotto il 3. Settembre i807.
da V. S. per organo del di Lei Uditore ,
che per dispensarsi dalle Mensualit de'
Cappellani Corali ad clecennium si facesse
V Uffiziatura quotidiana privatamente fra
i due Canonici di servizio , con celebrare
nelle Domeniche , ed altre Feste non so- .
lenni la Messa , ed i Vesperl senza canto ,
come innanzi celebravansi , lasciando sol
tanto l' antica solenne Uffiziatura in tutte
le solennit generali dell' anno , e parti
colari della suddetta Chiesa , sospendendo
per il detto Decennio tutti gli Anniversa-
rj , la Distribuzione delle Candele per la
Festa della Purificazione , e V Ottavario del
Corpus Domini , ed alti-i obblighi di Mes
se , che con i suddetti anniversarj ascende
vano ad annui obblighi duecento cinquan-
lacjuattro .
)f 89
.Sramandosi per da quei Canonici di
ripristinare almeno in tutte le - Domeniche ,
e Feste meno solenni il canto della Mes
sa in terzo , e dei Pesperi , non che l' Uf-
Jiziatura pubblica , fu chiesto , e si otten
ne per mezzo della Dataria Apostolica un
assegno promissorio di scudi dieci mensua-
li , coi quali fin dall' Agosto i 8i 5. furono
fissati quadro Cappellani , Ceremonista , i
Chierici , ed Organista ; e cosi fu riassun
ta la pubblica Ujfiziatura nei giorni Festi
vi suddetti .
S'implora pertanto ora dalla S. Jf. do-
nec saranno ripristinati i surriferiti Capi
tali , e saranno pareggiati i sopra indica
ti debiti .
1. La Conferma fino a quel tempo , in
tutto della sopraccennata Riduzione .
2. La sospensione temporanea dell' Uf-
fiziatura , cio del Mattutino , e Laudi , Pri
ma , Terza , Sesta , e Nona in tutti i gior
ni tanto Feriali , che Domenicali , e Festivi
meno solenni , lasciandola pero intatta nei
giorni solenitiori, come sopra.
3. La riduzione dei seguenti, obblighi di
Messe numero 29?. fi numero inferma la
)( 90 )(
surriferita Riduzione gi concessa nel 3. Set
tembre i807. Che ec.

Obblighi , di cui si chiede la nuova


sospensione .
Per Andrea Giordani da An
nue Messe 8 a 4
Per Donato Contucci . . . . ai a 11
Per Francesco Costanzi . . . ia8 a 64
Per Clarice Contucci , o Costacci. 3o a i5
Per Francesco Alfonzi . . . 80 a 4
Per Faustina , e Paolo Vastar-
delli ......... 3o a i5

n. 297 a i49
Indirizzo della suddetta Supplica.
Alla Santit di Nostro Signore Papa Pio
Settimo .
Rescritti alla medesima Supplica .
Al Cardinal Titolare che ne parli .
Arbitrio , et Conscientice Titularis 8. Mar-
tii 18i8.
PIUS pp. ni.
X 9' X

D ECRETU ivi.

TJ,tendo facultatibus Nobis a Sancissimo


Domino Nostro Pio PAPA vii. Suo Rescri-
pto concessis , habitaque temporum ratio-
ne, haec decernimus , quae expedire in
Domino judicavimus . Itaque primo indul-
gemus, ut RR. Canonici Perinsignis No-
strae Basii icae Collegiata S. Nicolai in Car
cere Tulliano, ad illud tantum teneantur
Chori Servi tiuna , quod in Tabella indica-
tur , a nobis hac eadem die subscripta ,
nostroque Sigillo munita . Secundo con-
cedimus , ut Indultum buie Nostrae Perin-
signi Basilicae Collegiatas die 3 Septem-
bris 180^ datura ad decennium ( quod
special ad exemptionem ab Anniversariis
omnibus, distributione Candelarum in die
Pesto Purificationis B. M. V. Octavario
Festi Sanctissimi Corporis Christi , et al>
onere Missarum biscentumquinquaginta-
qualuor quotannis celebrandarum ) quod-
Indultum , ob completum decennium
X 93 X
in eo praefinitum , jamdiu esse desiit , per-
duret nihilominus , ac si iterimi concessum
fuisset . Tertio alia onera Missarum bis-
centum nonaginta septem quotannis cele-
brandarum ad medietatem reducimus , ut
in Supplici Libello postulatur . Tria vero
haec, quae largiti sumus , ad decennium tan-
tum perdurare volumus , si tamdiu necessi-
tas perduraverit , judicio tamen nostro defi-
nienda . Tandem , quia decennium Indul
ti concessi die 3 Septembris i807 7 de quo
supra , quod imminutionem quoque com-
plectebatur Choralis Servitii , die 3 Septem
bris anno i8i7. elapsum jam erat, et ni
hilominus praedictae nostrae Ecclesioe RR.
Canonici eodem hactenus usi sunt , aeque
ac in suo adhuc robore esset ; nec onera
omnia adimpleverunt > quibus tenebantur
ob praedicti Indulti cessationem ; quam ob
rem , vel perceptorum fructuum condo-
natio Auctoritate Apostolica concessa ipsis
opus erat , vel eorumdem fructuum resti-
tutio , licei nftiil de hoc in precibus , ni
hilominus , facto a Nobis super hoc verbo
)( 93 )(
cum Sancissimo ,. et ulendo facultatibus
vivae ejus vocis oraculo acceptis , haec one
ra non adimpleta eisdem RR. Canonici
remittimus, illisque fructus perceptos, non
obstante Choralis Servitii omissione , con-
donamus . Datum Romae ex Aedibus No-
stris die 20 Mali Ann. Salutis Nostrae i8ig.
PETRUS CARDINALIS VIDONI
)(94X
TABELLA

Di riduzione temporanea di Servizio per


i RR. Canonici di S. Niccolo in Car
cere Tulliano , accordata dalV Emi-
nentissi:no Cardinal Diacono di det
ta Perinsigne Basilica con suo de
creto segnato il di 20. Maggio i8i 9 in
virt delle facolt ricevute dalla San
tit d ^V. iS". Pio Papa Settimo il di
8. Marzo i8i8.

N ei giorni feriali d tutto 1" anno resta di


spensata l' intiera Ufficiatura . Nelle Dome
niche , ed altre Feste , delle quali non si
fa menzione in appresso , inclusiv amente
quelle , che una volta erano di precetto ,
ed ora pi non lo sono , saranno tenuti
alla recita del Mattutino , e Laudi , Pri
ma , Terza , Sesta , e Nona i Canonici di
Terziaria , e tutti i Cappellani . La Mes
sa Canuta in terzo , Vesperi cantati , e
Compieta letta saranno comuni nelle sole
Domeniche; eccettuando i Mesi di Luglip ,
Agosto, Settembre, Ottobre , nei quali i so
li Canonici di Terziaria saranno nelle Do
X 95 )(
tneniche tenuti ai Vesperi cantati , e Com
pieta letta .
In ogni prima Domenica , o in altra , quando
la prima sia impedita , dopo la Messa sar
comune la Processione , e Benedizione del
Santissimo Sagramento .

GENNARO
Primo detto . Circoncisione . Comune ai pri
mi , e secondi Vesperi cantati in tre Pi
viali con Compieta le.tta , ed alla Mes
sa cantata in terzo .
6. detto . Epifania . Comune ai primi, e se
condi Vesperi cantati in tre Piviali con
Compieta letta , ed alla Messa cantata in
terzo , in cui , dopo il Vangelo per un Sa
cerdote vestito di Piviale , si annunzieran-
no al Popolo le Feste Mobili secondo 1' an
tichissimo costume a forma del disposto
nel Pontificale Romano .

F E B R A R O
2. detto . Purificazione . Comune alla Mes
sa cantata m terzo.
Giorno (Jelle Ceneri . Comune alla Beriedi-
X 96 )(
zione , e Distribuzione delle medesime ,
ed alla Messa cantata in terzo .
4- detto . San Mattia . Comune alla Messa
Cantata in terzo .

MARZO
5. detto . Annunziazione . Comune alla Mes
sa cantata in terzo , o nella Chiesa Filia
le di Santa Maria in F^incis , o nella no
stra Chiesa .
Sabato Sitientes . Comune da Mattutino fino
a Nona , alla Messa cantata in terzo , Pro
cessione , Esposizione del Venerabile per
4o. Ore , Vespero cantato , e parato , e
Compieta cantata ad ore aa.
Domenica di Passione . Comune alla Mes
sa cantata in terzo , ed ai Vesperi para
li con canto , e Compieta letta .
Luned di Passione . Comune alla Messa can
tata in terzo , Processione , e Benedizione
del Santissimo Sagramento .
Domenica delle Palme . Comune alla Bene
dizione delle Palme , Processione , Messa
cantata in terzo con Passio cantato .
Mercoled Santo.Comune a Mattutino, e Laudi
delle Tenebre con canto ad ore ai. e i.
X 97 )(
Gioved Santo . Comune all' intiera Ufficiatu
ra , e Messa cantata in terzo , Processio
ne , Reposzione del Santissimo Sagramen-
to , Vesperi senza canto ; e ad Ore 2 1 . e
mezzo a Mattutino , e Laudi con canto .
Venerd Santo", Comune ali' intiera Uffizia-
tura , e Funzione come sopra con Passio
cantato , e ad ore ai. e mezzo a Mattu
tino , e Laudi con canto , ed alle Preci ,
e Benedizione della Sagra Reliquia del
preziosissimo Sangue di Ges Cristo nell'
Altare del Santissimo Crocifisso .
Sabato Santo . Comune ali' intera Uffiziatu-
ra , e Funzione .
Domenica di Resurrezione , Comune al1' in
tiera Ufficiatura con canto , dalle Lezio
ni a tutte le Laudi , ed a Terza , alla Mes
sa cantata in terzo , Vesperi cantati in
cinque Piviali , Compieta letta , con il can
to per dell'Antifona Regina Cceli etc.
Seconda Festa . Comune alla Messa canta^
ta in terzo . Vesperi cantati , e Compie
ta letta .
Terza Festa . Comune alla Messa cantata i
terzo .
e
)( 98 )(
APRILE
*5. detto . San Marco . Comune alla Pro
cessione dalla Chiesa di San Marco a quel
la di S. Pietro .
Wei giorni delle Rotazioni ciascuno tenu
to ad intervenire ad una sola delle Pro
cessioni .
Ascensione . Comune ai primi , e secondi
Vesperi cantati in tre Piviali con Compieta
letta ; nella mattina poi Comune al1' intera
Uffiziatura , col canto del Te Deum etc. e
di Terza , ed alla Messa cantata in terzo .

MAGGIO

Primo detto . SS. Filippo , e Giacomo . Co


mune alla Messa cantata in terzo .
3. detto . Santissima Croce . Comune come
sopra .
9. detto . Traslazone del Corpo di S. Niccolo.
Comune ai Primi , e Secondi Vesperi
cantati in tre Piviali , con Compieta letta ,
ed alla Messa cantata in terzo.
ia. detto . Dedicazione di nostra Chiesa .
Comune ai primi , e secondi Vesperi can-
X 99 )( 9 ,

tati in cinque Piviali con Compieta let


ta , ed Antifona cantata , ed il resto co
me nella Domenica di Resurrezione .
Seconda , e Terza Festa . Comune come nella
Seconda , e Terza Festa di Resurrezione .
Domenica . Santissima Trinit . Comune al
Mattutino , ed Ore lette col canto del Te
Deum etc. , e del Quicwncjue etc. ^es
sa cantata in terzo , e Vesperi come nelle
Domeniche dell* Anno .
Corpus Domini . Comune alla solenne Pro
cessione Vaticana .
Domenica fra 1' Ottava . Comune alla Messa
cantata in terzo , col Santissimo Sagra-
mento esposto precedentemente alla Cap
pella Aldobrandini fino alla Benedizione
per Legato del Cardinal Pietro Aldo
brandini .
GIUGNO

*8. detto. SS. Marco, e Marcellino . Comu


ne alla Messa cantata in terzo .
24. detto . Nativit di S. Giovanni Battista .
Come sopra . /
29. detto. SS. Pietro , e Paolo. Come sopra .

g
X oo )(

LUGLIO
>5. detto . S. Giacomo . Come sopra .
29. detto . SS. Faustino , e Beatrice . Come
sopra .
AGOSTO
io. detto . S. Lorenzo Martire . Come sopra ,
' i5. detto . Assunzione di Maria Vergine . Co
me sopra .
25. detto . S. Bartolomeo . Come sopra .

SETTEMBRE

8. detto . Nativit di Maria Vergine . Come


sopra .
2i. detto. S. Matteo . Come sopra.
23. detto . S. Michele Arcangelo. Come sopra .

OTTOBRE
28. detto . SS. Simone , e Giuda . Come sopra .

NOVEMBRE

Primo detto . Tutti i Santi , Comune ai


primi , e secondi Vesperi cantati con tre
Piviali , Compieta senza canto , Messa
X
cantata in terzo , Vespero dei Defunti , e
ad ore a i Mattutino cantato dei Defunti .
a. detto . Commemorazione di tutti i Fedeli
Defunti . Comune alla Messa cantata in
terzo , ed assoluzione.
3. detto , o altro giorno non impedito . Co
mune a tre Messe cantate in terzo di Re
quie ; la prima per i Sommi Pontefici ,
la seconda per i Canonici , la terza per i
defunti Benefattori del Ristauro della no
stra Chiesa fatto nell' anno 1 808.
26. detto . Comune alla Novena del Santo
Titolare per devozione .
3o. detto . S. Andrea . Comune alla Messa can-
tata in terzo .

DECEMBRE

6. detto . Solennit del Santo Titolare . Co


mune ad ore 22 : a' primi , e secondi Ves-
peri , e la mattina ali' intera Ufficiatura in
tutto come nel giorno della Resurrezione ,
ad eccezione della Compieta , che si can
ter tanto dopo i primi , quanto dopo
i secondi Vesperi , che si faranno in cin
que Piviali .
, X i02 X
6. dett . Concezione di Maria Vergine . Co
mune alla Messa cantata in terzo .
i 3. detto . Ottava del Santo Titolare . Co
mune al Notturno , e Laudi dei Defunti ,
per il qm. Canonico D. Pietro Rdriquez ,
ed alla Messa cantata in terzo de die
Octava , con applicazione della Messa let
ta! da: ciascun Canonico , ed Inserviente
Sacerdote , e con la recita di una! terza
parte del Rosario della B. V. da farsi da'
ciascun Canonico , o Cappellano non Sa!-
cerdole .
ai. detto . S. Tomma'so . Comune alla Mes
sa cantata in terzo .
a5. detto . Nativit di Ges Cristo . Co
muni ai primi , e secondi Vesperi canta
ti con tre Piviali ad Ore 32. Compieta'
letta con canto dell' Antifona Alma Re-
demptoris etc. Ad Ore 5. della notte ,
comune al Mattutino cantato , Messa can
tata in terzo. Laudi lette , e ad Ore i7.
alle Ore minori lette , e Messa ultima can
tata in terzo .
$6. detto . S. Stefano . Comune alla Mes
sa cantata in terzo, e Vesperi cantati
senza Paralo, se si cantano in Chiesa, in
X
tre Piviali , se si fanno nella Chiesa Filiale
di S. M. in Vincis , e Compieta letta .
27. detto . S. Giovanni . Comune alla Mes
sa cantata in terzo in S. M. in Vincis, ov
vero in nostra Chiesa.
In occasione di morte di qualche Canonico ,
si destiner una mattina , in cui sar co
mune ali' Officio letto dei Defunti , e Mes
sa in terzo di Requie , che si canter dal
Canonico Ebdomadario .
Se poi il Cadavere verr a tumularsi con
esposizione in nostra Chiesa , la Messa si
canter dall' Arciprete .
P. CARDINAL VIDONI
r
N. Grimald
IMPRIMATUR,

Si vdebitor Reverendi. P. Mag. Sacri Palatlf


Apostolici .
Candidiis Maria Fruttini Archiep. Plipp.
Picesgerens.

APPROVAZIONE.
X er orbine del Reverendissimo P. Maestro del
Sagro Palazzo Apostolico ho letto il mss. in
titolato ,, Costituzioni del Capitolo della Perin-
signe Basilica di S. Niccolo in Carcere Tullia
no ,, . Non solo non ho rilevato il menomo osta
colo alla stampa delle suddette , ma non pos
so trattenermi dall' encomiarne lo scopo saluta
re , indicato nella Prefazione , e l'amorevolez
za , le ben moderate riserve , e la generosit
sempre costante dell' odierno Eminentissimo e
lieverendissimo Signor Cardinale Titolare .
Dal Convento di S. Maria sopra Minerva . Ro
ma 5. Giugno 18i9.
Fr. Giuseppe Silvestrini Teol. Casanat.

IMPRIMATUR,

Fr. Philippus Rifossi O. P. Sucr. Palata A.


Nugist.

&
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Libreria .tas .m & C.
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