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Mario Sina, Introduzione a Locke, La- annoverare specialmente: l'ampio riferi-


terza, Roma-Bari 2006, 210 pp. mento all'ancor poco conosciuto opuscolo
di Locke Saggi sulla legge naturale (Es-
Un libro come questa Introduzione a says on the Law of Nature) (pp. 14-19); le
Locke di Mario Sina che ha raggiunto la considerazioni consegnate da Locke nel
nona edizione, senz'altro un imprescin- suo giornale sul rapporto di fede e ragione
dibile punto di riferimento per coloro che risalenti l'anno 1676 (pp. 29-33); le indi-
nell'ambito italiano intendono avviarsi al- cazioni sull'opera di Locke titolata Sulla
lo studio di John Locke. condotta dell'intelletto (Of the Conduct of
Il volume presentato qui una ristam- the Understanding) (pp. 112-114); e la
pa della nona edizione, uscita nel 2003. dottrina teologica lockiana, contenuta so-
Le ultime varianti introdotte nell'opera ri- prattutto (ma non solo) nella Ragionevo-
salgono all'edizione del 1999 e sono due lezza del Cristianesimo (Reasonableness
Aggiornamenti, uno alla Storia della cri- of Christianity) (pp. 114-125). in questo
tica (pp. 154-158), e un altro alla Bi- campo, infatti, dove va riconosciuta in-
bliografia (pp. 203-210), che avevano nanzitutto la particolare competenza su
conto delle pubblicazioni uscite fino al di- Locke del prof. Sina[1]. Come dice lo stes-
cembre 1998. so Sina: Chi scrive, poi, convintosi dopo
Seguendo l'ordine cronologico del fit- l'esame dell'ampia produzione edita ed i-
to intrecciarsi di vita, pensiero e opere di nedita lockiana della centralit del pro-
Locke, il prof. Sina presenta l'articolazio- blema teologico nella speculazione del fi-
ne fondamentale dell'opera in cinque capi- losofo inglese come pure nella cultura an-
toli: La formazione ad Oxford e i primi glo-olandese del tempo, ha seguito le va-
studi (capitolo primo, pp. 3-19); A Londra rie tappe della maturazione del pensiero
e in Francia: la maturazione del pensiero filosofico e religioso lockiano e lo ha vi-
lockiano (capitolo secondo, pp. 20-34); I sto profondamente radicato nel pi vasto
due trattati sul governo, l'esilio olandese contesto della ricerca teologica latitudina-
e l'epistola sulla tolleranza (capitolo ter- ria ed arminiana del secondo Seicento (p.
zo, pp. 35-60); Il saggio sull'intelletto 153). Su queste precise opere, e alla luce
umano (capitolo quarto, pp. 61-106); e fi- delle informazioni che ci fornisce l'autore
nalmente, Il rientro in Inghilterra e il riti- di questa Introduzione a Locke, si fanno
ro a Oakes: gli ultimi scritti (capitolo ora alcuni commenti.
quinto, pp. 106-125). I Saggi sulla legge naturale furono
Oltre a questi capitoli, il libro mette a scritti in latino in un periodo compreso tra
disposizione del lettore una cronologia il 1660 ed il 1664 e non furono mai pub-
della vita e delle opere (pp. 127-129); una
pregevole storia della critica, cio un [1]
Fra altri scritti di questo autore si trovano sul-
ampio resoconto della ricezione dell'opera l'argomento: L'avvento della ragione. Reason e
di Locke nei diversi paesi (pp. 131-158), e above Reason dal razionalismo teologico ingle-
una ricca e dettagliata bibliografia se al deismo, Vita e Pensiero, Milano 1976; Vico
(pp.161-210). e Le Clerc: tra filosofia e filologia, Guida, Napoli
Una tra le pi salienti note di questo 1978; J. Locke: Scritti filosofici e religiosi (a cura
studio il particolare interesse che si de- di M. Sina), Rusconi, Milano 1979; J. Le Clerc:
dica alle opere di contenuto religioso e Epistolario (a cura di M. Sina e M.G. Zaccone),
morale (nelle quali Sina si trova tra i Olschki, Firenze 1987-1997 (4 voll.), J. Locke,
maggiori esperti). In questo senso sono da Scritti etico-religiosi (a cura di M. Sina), UTET,
Torino 2000.

Alpha Omega, X, n. 2, 2007 - pp. ?


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blicati da Locke. Essi furono conservati faith and above reason). Procedendo poi
nella Lovelace Collection, dalla quale W. sulla scia aperta dal suo amico Boyle un
Von Leyden attinse il materiale che anno- anno prima (nel 1675) con l'opera Recon-
t criticamente e pubblic nel 1954[2]. cileableness of Reason and Faith, Locke
L'opera si suddivide in otto questioni (e- si propone di distinguere le province del-
sposte a modo scolastico) riguardanti l'e- la fede e della ragione, nella sicurezza
sistenza della legge naturale (prima que- che, senza questa distinzione, il pericolo
stione), la sua conoscibilit (dalla seconda di degenerazione in entusiasmo (vale a
alla quinta questione), l'obbligatoriet (se- dire, in fanatismo religioso) sempre in
sta e settima questione) e il suo fonda- agguato.
mento (questione ottava)[3]. Si deve dire Un'altra opera di Locke poco cono-
anche che, nell'opinione di Locke, tanto sciuta, della quale Sina ci procura una
l'obbligatoriet come il fondamento di pregevole sintesi, The Conduct of the
questa legge di natura, riposano sulla vo- Understanding. Pubblicata dopo la morte
lont divina. da Anthony Collins e Sir Peter King nel
Anche nel suo Giornale, Locke con- 1706 nelle Posthumous Works of Mr.
segn importanti riferimenti alla questio- John Locke, l'opera affronta molte delle
ne riguardante il rapporto tra fede e ragio- tematiche gi considerate nel Saggio sul-
ne, particolarmente lungo l'anno 1676, du- l'intelletto umano, ma con la differenza
rante il suo soggiorno a Montpellier. che invece di presentare una fisiologia
L'occasione alla quale si dovette l'interes- dell'intelletto umano, come faceva nel
samento di Locke sul rapporto tra fede e Saggio, egli intraprende, in quest'altra o-
ragione gli fu fornita ci assicura Sina (p. pera, uno studio sulle patologie e le de-
29) da parecchi atteggiamenti religiosi viazioni dell'intelletto e i rimedi per cor-
osservati nell'ambiente della Francia cat- reggerli.
tolica e ritenuti da Locke fideistici, perch Ma lo scritto di Locke, sul quale Sina
pronti a giustificare qualsiasi credenza col ci pu informare con la maggiore autorit,
semplice ricorso all'above Reason della la Ragionevolezza del Cristianesimo, il
fede. Infatti, ogni setta adopera volentieri pi noto tentativo lockiano di attenta let-
la ragione nella misura in cui essa viene in tura e meditazione dei testi sacri, con il
suo aiuto, ma quando questo aiuto manca, quale il filosofo inglese si accosta alla di-
essi allora gridano forte che tale assevera- vina rivelazione (in particolare ai Vangeli
zione materia di fede e above Reason e agli Atti degli apostoli) per studiare il
(for every sect, as far as reason will help messaggio della salvezza umana. Locke
them, makes use of it gladly, and where it accetta l'insegnamento di questi scritti, e
fails them, they cry out that it is matter of non mette in dubbio la rivelazione e l'i-
spirazione divina dei libri del Nuovo Te-
[2]
Essays on the Law of Nature. The Latin stamento, avvicinandosi ad essi con il
Text with a Translation, Introduction and Notes, solo desiderio di, come dice la Prefazione,
together with Transcripts of Locke's Shorthand in comprendere la religione cristiana. Tut-
his Journal for 1676, edited by W. von Leyden, tavia, come ci ricorda Sina, chiaro che
Clarendon Press, Oxford 1954. l'influsso della teologia latitudinaria e
[3]
La struttura dei capitoli dei Saggi sulla razionalistica inglese del Seicento e del-
legge naturale questa: I. An detur morum regula l'insegnamento dei pastori rimostranti o-
sive lex naturae? Affirmatur; II. An Lex Naturae landesi assai forte nella Ragionevolezza
sit Lumine Naturae cognoscibilis? Affirmatur; III. del Cristianesimo (p. 114).
An Lex Naturae Hominum Animis inscribatur? Locke parte dall'idea protestante della
Negatur; IV. An Ratio per Res a Sensibus haustas Scrittura come unica regola di fede, idea
pervenire potest in Cognitionem Legis Naturae?
comune tra la maggior parte dei teologi
Affirmatur; V. An Lex Naturae cognosci potest ex
inglesi ed olandesi ai quali Locke rivolse
Hominum Consensu? Negatur; VI. An Lex Natu-
rae Homines obligat? Affirmatur; VII. An Obliga-
il suo interesse. Allo stesso modo, dalle
tio Legis Naturae sit Perpetua et Universalis? Af- medesimi fonti protestanti inglesi ed o-
firmatur ; VIII. An Privata cujusque Utilitas sit landesi procede la dottrina della distinzio-
Fundamentum Legis Naturae? Negatur. ne tra verit di fede fondamentali e non
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fondamentali, base sulla quale Locke fon- Ora, l'insistenza di Locke nell'asserire
da l'affermazione che l'unico articolo di la perfetta conformit di legge di natura e
fede richiesto necessariamente per la sal- legge rivelata, insieme al considerevole
vezza la confessione della messianicit taglio del numero delle verit fondamen-
di Ges di Nazareth. L'idea, come osserva tali di fede compiuto da Locke, fece scat-
Sina, non era nuova. Anche tra i teologi tare la reazione degli autori ortodossi, tra i
inglesi, Chillingworth, nella Religion of quali si contarono soprattutto il calvinista
Protestants, gi affermava questa stessa John Edwards e il vescovo anglicano di
opinione. Tale distinzione inoltre era co- Worcester, il rev. Edward Stillingfleet, i
mune anche presso i teologi rimostranti quali accusarono Locke di razionalismo
olandesi, come Episcopio (Institutiones estremo, di socinianismo e addirittura di
theologicae, Amsterdam 1650) e van ateismo. Sina, invece, ci assicura a questo
Limborch (Theologia christiana). Anche riguardo che la sincerit dell'atteggia-
Ugo Grozio, aderente alle idee arminiane, mento di fede e di rispetto di Locke nei
credeva che accanto a verit di fede, ri- confronti della Scrittura, ribadito nelle va-
chieste nei primi tempi del cristianesimo rie Vindications, fuori dubbio (pp. 119-
per accedere al battesimo, vi erano anche 120) e che gli atteggiamenti caratteristici
altre questioni pi intricate, come quella della Reasonableness non indicano un
della distinzione e dell'unit del Padre, del tentativo di costringere la rivelazione en-
Verbo e dello Spirito Santo, quella delle tro le categorie razionali, quando vengano
due nature in Cristo e delle loro propriet, considerati nel loro preciso contesto stori-
circa le quali anche se non si ha una per- co, che [] quello della teologia latitu-
fetta conoscenza non c' impedimento ad dinaria e rimostrante del secondo Seicen-
essere cristiano (De Dogmatis utilibus et to (p. 120).
gubernatione Ecclesiae Christianae, Am- Insomma, l'Introduzione a Locke, di
sterdam 1652). Lo scopo di queste distin- Mario Sina, un'opera piacevole, la cui
zioni era, naturalmente, di ristabilire l'uni- lettura, sia per il suo contenuto sintetico
t dei cristiani e di raggiungere la pax come per l'abbondanza di dettagli su a-
christiana. spetti di Locke meno conosciuti dal pub-
Questa peculiare interpretazione della blico in generale (specialmente di quelli
Scrittura porta Locke alla convinzione che riguardanti il campo religioso e morale),
l'unico dogma essenziale per la salvezza, sar certamente proficua. Sarebbe stato
contenuto nella Scrittura in modo indubi- desiderabile tuttavia una maggior chiarez-
tabile, , come abbiamo detto, che Ges di za da parte dell'editore nell'indicare che il
Nazareth sia il Messia inviato da Dio e presente volume non una nuova edizio-
promesso nell'Antico testamento. L'accet- ne, ma una ristampa di quella del 2003 o
tazione di questo solo dogma sufficiente forse di quella del 1999.
per potersi dire cristiani. Accanto e come
condizione essenziale di questa fede, si ri- Leopoldo Prieto Lpez, L.C.
chiede sempre il pentimento e la conver-
sione. Fede e pentimento, cio credere
che Ges il Messia, e una vita dedita al Ral Tremblay, Ma io vi dico. L'a-
bene, sono le condizioni indispensabili gire eccellente specifico della morale cri-
per il nuovo Patto (p.118). Nei Vangeli stiana, EDB, Bologna 2006, 214 pp.
Locke scopre soprattutto la sublimit
della predicazione morale di Ges, met- El autor rene en esta obra escritos
tendo in evidenza la perfetta concordanza presentados en diversas ocasiones, bajo el
di questa con i dettami della pura etica ra- hilo conductor de lo especfico y propio
zionale. In questo, si mostra il pi perfetto de la moral cristiana. Vista la mala fama
accordo tra la legge di natura, rivelata da de la moral, como su fuera un conjunto de
Dio per mezzo della luce della ragione a normas negativas, de prohibiciones mini-
tutta l'umanit che volesse far uso di es- malistas, hay que resaltar el enfoque tan
sa, e la legge rivelata da Ges Cristo, positivo tan autnticamente cristiano
l'inviato da quello stesso Dio. del autor. ste insiste en que la moral
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cristiana se encuentra fuertemente con- cristiana es siempre un don, antes de ser


centrada en Cristo crucificado y resucita- un compromiso. La gracia precede siem-
do. Tremblay propone una moral cristiana pre nuestro esfuerzo.
que es consecuencia de una antropologa Con los captulos noveno a decimose-
filial. Esta filiacin divina nuestra por la gundo se pasa al obrar moral propiamente
gracia se convierte en matriz del obrar dicho (pp. 121-184). En esta quinta parte
moral. De aqu la exigencia tan elevada, se inicia con el tema de la oracin como
expresada de forma directa en el subttulo manifestacin del ser hijos (cap. 9). Sigue
del libro: el obrar del cristiano debe ser, a la idea del ms en la reflexin moral de
ejemplo de Cristo, un obrar excelente que San Ireneo de Lin, que resalta la grande-
muestre en las obras su condicin de hijo za de la moral de la Nueva Alianza (cap.
del Padre en el Hijo por el Espritu Santo. 10). La hora del Hijo genera una moral
Es un obrar filializado es el trmino del mximo (cap. 11). El exceso de
que inventa Tremblay, a ejemplo de amor de los ltimos acontecimientos de la
Cristo, para la gloria de Dios al servicio vida terrena de Jess determina la moral
de los hermanos. ste es, en sntesis, el cristiana que de ah se deriva: debe llegar
contenido de la presente obra. tambin, a ejemplo de Jesucristo, a amar
La primera parte consta de un solo ca- hasta el extremo. Se aplica esto al ejerci-
ptulo, donde se reflexiona sobre la rela- cio de la autoridad y a la promocin de la
cin entre verdad y libertad, sobre todo en paz. Finalmente se presenta el martirio en
la teologa jonica (pp. 19-29). Se pasa su fundamento cristolgico y como garan-
luego a la segunda parte cristolgica (cap. te de una moral de la excelencia, mos-
2-3), que se inspira, fundamentalmente, trando el ejemplo de Edith Stein (cap. 12).
en la cristologa de San Juan y de la enc- El captulo trece sobre la moral y la
clica Veritatis splendor de Juan Pablo II evangelizacin cubre la sexta y ltima
(pp. 33-64). El Cristo crucificado y el parte (pp. 185-205). La moral cristiana no
Cristo pascual se nos revelan en su amor oprime lo humano, sino que lo dilata. Esto
por nosotros como una sntesis de la liber- la hace atractiva y fascinante para el
tad perfecta para la Iglesia y el mundo, y hombre de hoy, confirindole la caracte-
tambin como el camino para llegar a la rstica de buena nueva.
intimidad en la Trinidad. Ral Tremblay es sacerdote redento-
En la tercera parte se estudia la antro- rista, profesor de teologa moral funda-
pologa que emerge del Cristo crucificado mental en la Academia Alfonsiana y de
y resucitado, cuyos trazos son filiales (pp. teologa dogmtica con orientacin cristo-
67-92). Tras examinar los ttulos cristol- lgica en la Pontificia Universidad Late-
gicos (cap. 4), se concluye que el de ranense, en Roma.
Hijo ocupa el puesto principal. Luego
se estudia (cap. 5) cmo en la antropolo- Jos Mara Antn, L.C.
ga filial de Cristo el pro Deo y el pro no-
bis sirven de paradigma, de matriz de
nuestro obrar moral somos hombres fi- Istituto di Spiritualit di Mnster (ed.),
lializados, el cual debe ser alabanza de Corso fondamentale di spiritualit, Que-
Dios y servicio fraterno. A la luz del riniana, Brescia 2006, 624 pp.
misterio de Cristo se revela la nobleza y
grandeza de la moral cristiana. Esta obra, preparada por el Instituto
En esta relacin de Cristo-antropo- para la Espiritualidad de la Universidad
loga-moral no es posible dejar los sacra- de Mnster, en Alemania, parte del presu-
mentos de la Iglesia (pp. 93-120), actos puesto que la teologa y la espiritualidad
del Crucificado Resucitado mediante la vida espiritual, la experiencia y la
los cuales nos hace partcipes de su mis- praxis estn ntimamente ligadas. Por
ma vida divina (el bautismo) hasta con- ello, la espiritualidad no es una ocupacin
vertirnos en una carne con l (la euca- devota, dirigida a la sola interioridad del
rista). Este tema abarca los captulos sex- hombre, sino que debe entrar en dilogo
to a octavo de la cuarta parte. La moral con el espritu de los tiempos y frecuen-
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temente ponerlo en discusin y bajar a la quizs, en un manual de espiritualidad


vida concreta para ayudar al hombre a de- de teologa espiritual, se les ha dado de-
terminar su futuro y el del mundo. El pre- masiado espacio (pp. 111-119, 157-167,
sente libro quiere, pues, tender un puente 169-176, 179-188). Se podra haber des-
para superar los fosos que separan a una arrollado con una mayor profundidad la
teologa sin espiritualidad rida, intelec- virtud teologal de la caridad.
tualista y a una espiritualidad sin teolo- En el siguiente captulo (pp. 212-298)
ga vaga, sin fundamento. se encuentra la espiritualidad de la liturgia
La obra se divide en cinco partes o y de la oracin, dando mucha importancia
captulos, escritas por diversos autores a la primera. Se exponen bien las ense-
con un estilo sencillo y asequible. El pri- anzas de la Sagrada Escritura, del Maes-
mer captulo (pp. 13-101), vivir la vida tro Eckart, de San Juan de la Cruz y del
espiritualmente, define la vida espiritual libro annimo: Relatos de un peregrino
como transformacin permanente de un ruso.
hombre que responde a la llamada de La cuarta parte (pp. 299-381), guia-
Dios y explica cmo debe abrazar la vida dos por el Espritu de Dios explica am-
humana entera con todas sus vivencias, pliamente el acompaamiento espiritual
las felices y las tristes, las cotidianas y las y el discernimiento de espritus. Sobre el
excepcionales. Por ello se consideran al- primer tema muestra las lneas de fondo
gunas expresiones artsticas de la expe- del monaquismo antiguo, las enseanzas
riencia espiritual a travs de la palabra, la de San Juan de la Cruz y las de San Igna-
msica y la representacin figurativa. Ex- cio de Loyola. Sobre el discernimiento se
periencia, transformacin y conversin presentan los criterios de la Didach o
son los conceptos claves. Doctrina de los doce apstoles, de San
La segunda parte (pp. 102-211) est Benito, de Santa Catalina de Siena y de
dedicada a la espiritualidad de las rela- San Francisco de Sales. Al final se pre-
ciones, sealando cmo stas, si vemos sentan ampliamente los ejercicios espiri-
en el rostro de nuestro prjimo la imagen tuales de San Ignacio y su actualidad.
de Dios, pueden acercarnos a l y hacer- El tema de la existencia cristiana en
nos entrar en aquello para lo que hemos el mundo ocupa el ltimo captulo (pp.
sido creados: el amor. Nuestra relacin 382-485). No somos del mundo, pero
con Dios crece en la medida en que cre- hemos sido enviados al mundo para pro-
cen nuestras relaciones humanas mediante clamar la buena noticia del evangelio. Se
la caridad. Se distinguen tres tipos de re- reflexiona sobre al relacin entre la espiri-
laciones: las binarias (entre dos personas, tualidad y el trabajo, el ambiente y el di-
como el matrimonio y la asistencia a los logo interreligioso. Al hablar del trabajo
enfermos), las relaciones con un grupo y se exponen sin ninguna crtica las ideas de
las relaciones con una multitud (las re- Matthew Fox sobre una espiritualidad
laciones con la sociedad y la superacin ecolgica y cosmolgica: el universo
de los conflictos nacionales segn el como un organismo viviente, el trabajo
modelo de la Comisin para la verdad como sacramento y los trabajadores
de Desmond Tutu e internacionales). como donadores de gracia, etc. Se le
Una seccin trata del acompaamiento presenta como dominico (pp. 412-415),
pastoral, teraputico, espiritual y pedag- pero en realidad este telogo, una vez
gico. Alguna frase habra que matizarla, que, debidos a sus ideas, se le retir en
pues queda muy ambigua: En todo eso 1989 el permiso para ensear, dej algo
[el acompaante espiritual] debe respetar ms tarde la Orden de los Dominicos y la
su libertad [del acompaado] de orien- Iglesia Catlica para pasar a ser ministro
tar la propia vida segn las propias ideas de la Iglesia Episcopaliana. Por el contra-
(p. 139). Son interesantes las pginas de- rio se ofrece una buena sntesis de las en-
dicadas a los aspectos psicolgicos y psi- seanzas de Juan Pablo II sobre el trabajo
coteraputicos de la personalidad y de las (pp. 415-419).
relaciones, en especial segn el modelo Al hablar del ambiente se expone bien
transcaccional de Eric Berne, aunque la doctrina de la Sagrada Escritura acerca
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del dominio de la tierra (pp. 430-432), de obras en su mayora en alemn (pp.


pero se toman o se presentan sin ninguna 587-611) y un breve glosario (pp. 612-
reflexin crtica las ideas de Leonardo 616).
Boff (pp. 433-436), muy negativas hacia
el cristianismo oficial que pacta con la Jos Mara Antn, L.C.
cultura de la opresin y proponiendo un
nuevo cristianismo, una democracia
csmico-social, etc. Al tratar el tema de Pier Paolo Ottonello (a cura di), I valori
la defensa de la naturaleza en las comu- dell'Europa e dell'Occidente nel pensiero
nidades cristianas se exponen las ideas di Sciacca, Atti dell'undicesimo Corso
de Markus van Berlo, que, sin estar equi- della Cattedra Sciacca, Leo S. Olschki
vocadas, pueden ser exageradas en algu- Editore, Firenze 2006, 86 pp.
nos puntos, al menos para mentalidades y
culturas diversas. Por ejemplo, se aconse- Michele Federico Sciacca, filosofo
ja la colocacin de nidos artificiales en los spiritualista nato a Giarre (Catania) nel
campanarios para los halcones, mochue- 1908 e scomparso nel 1975 a Genova
los, golondrinas, etc., y de cajas en los stato maestro di molti studiosi e docenti
muros externos de las iglesias para los italiani; all'Universit di Genova stato
murcilagos (pp. 444-445). attivato un Dipartimento di Studi sulla
En la ltima seccin del cuarto captu- storia del pensiero europeo M.F.Sciacca
lo se presenta una sntesis de la espiritua- e il presente volume ne costituisce una
lidad vivida en otras religiones: hinduis- pubblicazione, quella appunto dell'undi-
mo, budismo e Islam, y unas pistas para cesimo Corso della Cattedra Sciacca
una teologa de las religiones. Extraa- che ha assunto a proprio tema il delicato
mente el autor de esta parte critica la cla- rapporto tra i valori dell'Europa e il pen-
ra pretensin de universalidad del cris- siero di Sciacca.
tianismo manifestada en el documento de Va ricordato che all'interno della am-
la Comisin Teolgica inernacional, El pia produzione del Filosofo, dagli studi su
cristianismo y las religiones (de 1996), Reid, Platone, Rosmini a quelli su Pascal,
considerando a las otras religiones como S.Agostino, Martinetti e Unamuno, l'e-
dependientes del cristianismo a nivel sote- splicito interesse verso il rapporto tra la
riolgico. No se menciona la Declaracin filosofia cristiana e la dimensione europea
Dominus Iesus de la Congregacin para la stato un elemento costante e di certo non
Doctrina de la Fe (del 6 de agosto de tangenziale; in tal senso pi che appro-
200), porque en su lengua original esta priato il rinvio che il suo allievo Pier Pao-
obra se public unos meses antes. El autor lo Ottonello fa, nell'Apertura al Corso, al
propone, ms bien ambiguamente, que se volume L'oscuramento dell'intelligenza,
encuentre una va de dilogo orientndose che Sciacca pubblic nel 1975. Inutile,
a la knosis de Cristo. Errneamente se credo, sia giustificare che per il nostro
interpreta la afirmacin acerca de la uni- tempo, appreso con il pensiero, sia di
cidad y la universalidad salvfica de Jesu- decisiva importanza la questione del rap-
cristo y de la Iglesia como si fuera una porto tra Occidente ed Oriente.
pretensin de dominio por parte de sta Il primo dei saggi che costituiscono il
(pp. 482-484). Volume in questione di Massimo Bara-
Con buen criterio pedaggico se van le, Etica e morale, dove il tema che viene
ofreciendo resmenes al final de cada pe- fin dall'inizio presentato quello dell'etica
queo apartado. En general ofrece un della ragione e della moralit dell'intellet-
buen fundamento bblico de los temas tra- to, alla luce del quale si rivolgono a
tados y numerosas referencias al Magiste- Sciacca stesso, nella sua potenziale pre-
rio de la Iglesia, a los santos y a obras de senza data dal suo ancora attuale pensiero,
telogos. Al final se ofrece una amplia an- alcune domande fondamentali riguardanti,
tologa de textos, a los que se va haciendo principalmente il delicato rapporto tra la
referencia a lo largo de la obra (pp. 487- ragione e la fede.
586), una bibliografa bastante completa Il secondo saggio di Carlo Lupi ed
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intitolato: Metafisica e Trascendenza, egli Wolfgang Kluxen, L'etica filosofica di


ben consapevole che tale rapporto tocca Tommaso d'Aquino, Vita e pensiero, Mi-
l'intero pensiero del Filosofo, muove dalla lano 2005, XXIV-348 pp.
relazione tra opinione e fondamento e af-
fronta, da ultimo, quella tra teologia e fi- Questo volume la traduzione italia-
losofia. na, ad opera di Marco Cassisa e a cura di
Alessandra Modugno, autrice del ter- Carmelo Vigna, della terza edizione di
zo saggio: La persona, assume quale que- Philosophische Ethik bei Thomas von A-
stione prima e primaria per ciascuno: chi quin (1963, 19983) del noto medievalista
l'uomo e chi sono io in quanto uomo, Wolfgang Kluxen (1922), professore di fi-
dimensione che le permette di declinare losofia all'Universit di Kln, di Bochum
l'identit della persona chiamandola cre- ed, infine, all'Universit di Bonn, di cui
aturalit, trascendenza metafisica, storici- emerito dal 1988. Autore di altri noti la-
t escatologica. vori, Ethik des Ethos (1974) e Moral,
Il saggio successivo, di Tomaso Bu- Vernunft, Natur. Beitrge zur Ethik
gossi, prende le mosse dal fondamentale (1997), stato presidente della Socit
lavoro di Sciacca del 1965, intitolato La Internationale pour l'Etude de la Philoso-
libert e il tempo, tale partenza consen- phie Mdivale.
te di impostare da un punto di vista meta- Nelle decadi passate, questo libro
fisico e spirituale ad un tempo il tema del- diventato un classico per l'interpretazione
la Libert. del pensiero morale dell'Aquinate, grazie
A questi primi quattro saggi che costi- all'originalit del suo approccio. Esistono
tuisco le Relazioni tenutesi a Genova il 20 numerose trattazioni di aspetti particolari
maggio del 2005 seguono quelle svoltesi a e determinanti dell'etica dell'Aquinate op-
Buenos Aires il 31 maggio. Il primo di pure pregevoli opere collettive di sintesi.
questa seconda serie di saggi quello di Kluxen non offre una ricostruzione anali-
Alberto Caturelli che, come indica il Tito- tica dell'etica tomista, bens uno studio
lo stesso, tematizza l'ultimo articolo di sulla fondazione dell'etica considerata nel
Sciacca: Satana tra noi. Tomaso Bugossi, suo complesso, e pi in particolare sulla
che abbiamo gi visto poco pi su, in que- possibilit ed il senso di un'etica filosofica
sta sua ulteriore relazione, quasi a prose- in Tommaso d'Aquino. Le parti centrali
cuzione della precedente, discute della dell'etica tomista vengono esposte dallo
nozione ontologica e teologica di dipen- studioso tedesco solo per mostrare la sua
denza creaturale essenziale per una filo- coerenza interna e far emergere gli aspetti
sofia dell'integralit. fondativi dell'etica. Kluxen vuole evitare
Il terzo saggio, della sezione argenti- le interpretazioni estreme di chi nega l'e-
na, di Carlos Daniel Lasa, intitolato: sistenza in Tommaso di un'etica razionale
Sciacca, Ortega e il soggettivismo moder- o di chi non coglie il fatto che il contesto
no; del successivo, La Filosofia dell'arte della riflessione filosofico-morale dell'A-
negli scritti giovanili di Sciacca, autore quinate teologico. Non a caso, la presen-
Calixto Camilloni. tazione pi elaborata dell'etica tomista si
Il volume chiude con il testo del suo trova nella Summa Theologiae, e su que-
Curatore, Pier Paolo Ottonello: Occidente sto testo si concentra l'indagine di Kluxen.
e occidentalismo, distinzione questa che Il volume diviso in quattro parti. Da
risale allo stesso Sciacca e che indica la ci che abbiamo indicato, si pu dedurre
dinamica e dialettica di riduzione e sosti- che la pi originale sia la prima: L'etica
tuzione dunque propria del decadere come disciplina filosofica. In essa si cer-
dell'Occidente in Occidentalismo: ed la ca di chiarire il rapporto tra filosofia e
dialettica stessa della corruzione, la quale teologia. Kluxen mostra come Tommaso
sostituisce l'essere a immagine e somi- sviluppi un'etica filosofica autonoma,
glianza di Dio con le miriadi delle sue si- bench collocata nell'ambito teologico.
mulazioni. L'opera di Kluxen accentua e ripete fino
all'eccesso che l'etica filosofica di
Guido Traversa Tommaso, pur avendo la sua validit ra-
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zionale, viene radicata nel suo sistema te- valore alla ragione, anzi sottolinea il pri-
ologico. Kluxen insiste sulla funzione mato della ragione, giacch il principio
centrale svolta dall'etica nella Summa generale della moralit consiste, secondo
Theologiae, sul radicale mutamento rap- lui, proprio nell'esse secundum rationem
presentato dalla prima secundae rispetto (cfr. cap. XI).
alle opere precedenti di altri autori scola- Pregevole, quindi, la preoccupazione
stici. Se la teologia si occupa di cono- di Kluxen di considerare il rapporto tra fi-
scenze che hanno un qualche rapporto con losofia e teologia e la sua insistenza sul
la salvezza, allora si dovr occupare per fatto che ci sia un'autentica filosofia mo-
intero dell'oggetto dell'etica filosofica, rale nell'opera teologica di Tommaso. Lo
perch, nel ambito pratico l'agire morale studioso pu rivolgere la sua attenzione
sempre significativo per la salvezza (p. alla dinamica teologica complessiva del
72). Kluxen, nel primo capitolo, ricorda pensiero morale di Tommaso o focalizzar-
che la filosofia ancilla theologiae. La la su tematiche filosofiche, ma sempre es-
teologia si serve della filosofia per i pro- sendo consapevole della decontestualiz-
pri scopi: per dimostrare i presupposti del- zazione operata.
l'atto di fede, per chiarire i contenuti della Dalla forte valorizzazione del contesto
fede mediante l'uso di analogie naturali e speculativo teologico dell'etica filosofica
per difendere la fede dagli infedeli. D'altra dell'Aquinate ne segue un'affermazione
parte, ci sono verit fondamentali per la centrale di quest'opera: nella visione klu-
salvezza che sono state rivelate e che sono xeniana, l'etica, come scienza pratica, non
in s accessibili alla ragione, perch sen- dipende n richiede la metafisica (cfr. p.
za la rivelazione esse sarebbero conosciu- 121 e ss). proprio in questo contesto,
te solo da pochi, e solo dopo lungo tempo come risposta, che si colloca l'insistenza
e non senza la commistione di errori (p. di Jan A. Aertsen, nel rivendicare la foun-
59). Poi, per quanto riguarda i rapporti ding function della metafisica rispetto al-
fondativi di filosofia e teologia in Tom- l'etica. Aertsen approfondisce il rapporto
maso, Kluxen distingue fra tre diverse tra metafisica ed etica rilevando il nesso
dimensioni in relazione fra loro: l'etica, la fondativo dell'etica nella metafisica trami-
metafisica dell'azione e la teologia. Que- te il trascendentale bonum (J. A. AER-
sta svolge il ruolo unificante sistematico. TSEN, Medieval Philosophy & the Tran-
Ci non vuol dire che la razionalit venga cendentals: the case of Thomas Aquinas,
trascurata. Kluxen nota che ovunque sia Brill, Leiden - New York - Kln 1996,
possibile argomentare in modo filosofico, 330ss). La proposta di Aertsen, senza vo-
il teologo Tommaso lo fa. Ci dovuto ler qui prendere posizione, sembra in con-
anche al fatto che per Tommaso quasi tut- sonanza con la volont di elaborare una
ta la filosofia ordinata alla conoscenza filosofia di portata autenticamente metafi-
di Dio: Ad cognitionem enim eorum quae sica che si pu credere propria di Tomma-
de Deo ratio investigare potest, multa so-filosofo (cfr. Fides et Ratio, n. 83). Ci
praecognoscere oportet: cum fere totius sembra che l'eccessiva accentuazione del-
philosophiae consideratio ad Dei cogni- la dimensione pratica della ragione e del
tionem ordinetur (CG I, c. 4 n. 3). Da contesto teologico dell'etica filosofica,
tutto ci, Kluxen conclude che anche gli abbiano condotto Kluxen a sottovalutare
scritti puramente filosofici dell'Aquinate, l'importanza di una fondazione speculati-
e in particolare ogni conoscenza morale, va dell'etica filosofica nella metafisica. In
anche quella accessibile razionalmente, parte ci pu essere dovuto anche all'in-
acquisisce la sua posizione e la sua signi- terpretazione della fondazione diffusa tra
ficazione ultime solo nel quadro teologi- alcuni scolastici a dire il vero pochi
co. Ci implica che deve escludersi la pre- secondo la quale la dipendenza dell'etica
tesa di una validit definitiva della scienza dalla metafisica implicherebbe che la re-
morale, che questa deve mantenersi aperta gola della moralit debba essere dedotta a
al compimento teologico, e che non si de- partire della conoscenza della natura u-
ve cercare una fondazione metafisica ul- mana. A mio avviso, questo rapporto eti-
tima della morale. Kluxen non nega un ca-metafisica-teologia il punto pi ori-
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ginale e, insieme, pi discutibile di questo turae consequuntur ultimum finem cono-


volume. scendo et amando Deum).
Nelle parti successive, alla luce di Il curatore informa che la traduzione
queste concezioni dell'etica filosofica, so- ha privilegiato fortemente la fedelt all'o-
no studiati in modo pi sistematico gli a- riginale tedesco, a volte piuttosto arduo,
spetti centrali dell'etica di san Tommaso. anche a costo di indurire un po' l'italiano
La parte II, La determinazione dell'e- (p. 4). I lettori lamenteranno questa scelta
stremo poter-essere, tratta del fine ultimo perch, in generale, il testo italiano di
e della beatitudine, perch il metro di giu- difficile intelligibilit: per esempio, la so-
dizio dell'atto umano la massima perfe- stanziale differenza sintattica tra tedesco
zione che l'uomo pu conseguire, cio la ed italiano provoca l'abbondanza di pro-
beatitudo. La parte III, Bene e male, nomi diversi (dimostrativi, relativi, perso-
consiste in una spiegazione del concetto nali) in uno stesso paragrafo, rendendolo
di bene come ci cui ogni cosa tende, fi- di senso non chiaro. Forse per venire in-
ne, compimento e pienezza dell'essere, ol- contro alla difficolt menzionata, i curato-
trech nell'esame della questione del prin- ri della traduzione hanno suddiviso i capi-
cipio generale della moralit (esse secun- toli in paragrafi con titoli non presenti
dum rationem) e dei fattori che la costitui- nell'originale.
scono. Nella parte IV, I concreti principi Si deve riconoscere a Kluxen l'origi-
dell'agire etico: la virt e la legge, si tro- nalit di una ricerca, per molti motivi,
va la disamina dell'etica tomista come fondamentale. Molti autori, sulla scia di
dottrina della virt, quale principio inter- Kluxen, hanno sottolineato giustamente il
no, e il suo primato rispetto ai principi e- carattere pratico della conoscenza morale.
steriori della legge e della grazia. Kluxen, attento alla coerenza interna della
Ci soffermiamo solo su di un partico- Summa Theologiae, ha dato nuovo slancio
lare sollevato da Angelo Campodonico agli studiosi che vogliono confrontarsi
nell'introduzione al volume. Kluxen inter- con il pensiero filosofico morale dell'A-
preta giustamente i fattori della moralit quinate. Ci sembra, comunque, che si
degli atti umani, vale a dire l'oggetto, il debba approfondire ulteriormente la fon-
fine e le circostanze. Tuttavia, egli non dazione metafisica dell'etica dell'Aquina-
prende nella dovuta considerazione il ruo- te.
lo dell'amore e dell'amicizia nella vita
morale (cfr. p. xix). Per certi versi, l'inter- Jess Villagrasa, L.C.
pretazione di Kluxen sembra peccare di
un intellettualismo eccessivo, nel quale
non si ritrova un'adeguata accentuazione Franco Trabattoni, La verit nascosta.
del ruolo fondamentale delle passioni e Oralit e scrittura in Platone e nella
dell'affettivit nella vita morale. Nello Grecia classica, Carocci, Roma 2005, 179
stesso senso, anche l'intellettualismo della pp.
beatitudine di Tommaso andrebbe sfuma-
to, perch come si mostra in Q.D. De ma- Franco Trabattoni, docente di Storia
lo q. 6, nell'unitario atto umano si d una della filosofia antica nell'Universit Stata-
compenetrazione reciproca di intelletto e le di Milano, riprende in questo volume
volont, realmente distinti, ma rinvianti una sua precedente pubblicazione, Oralit
l'uno all'altro. Nell'atto della beatitudine e scrittura in Platone, integrandola con
l'intelletto che rende presente l'oggetto, importanti modifiche e con l'aggiunta di
affinch la volont vi possa aderire, per due capitoli (il primo e l'ultimo) che arric-
nel conseguimento del fine ultimo l'amore chiscono il lavoro originale.
ha una parte importante. Si dovrebbe pre- Il primo capitolo, Oralit e scrittura
cisare che l'intelletto non l'unico artefice nel V e IV secolo a.C., fa un agile reso-
della conquista del fine ultimo, bens l'a- conto delle testimonianze greche circa l'u-
pertura iniziale al bene, al quale la volont so della scrittura in quell'epoca, delle in-
aderisce amorosamente (cf. S. Th. I-II, terpretazioni date (specialmente quella di
q. 1, a. 8: homo et aliae rationales crea- Havelock), e, soprattutto, degli atteggia-
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menti di alcuni autori dell'Antichit greca testo, facendo notare che per Platone la fi-
di fronte all'uso sempre pi comune di te- losofia non arriva a delle conoscenze de-
sti scritti. finitive, ma si colloca in un ambito di per-
Il secondo capitolo dedicato al pro- fettibilit dove la retorica pu avere un
blema delle cosiddette dottrine non scrit- ruolo d'importanza. Ma, senza voler fare
te in Platone. Trabattoni presenta ini- polemica con l'Autore, penso non sia da
zialmente la questione su come leggere i escludere un aspetto pedagogico (basato
Dialoghi, testi scritti che non forniscono sull'eros) per scoprire il valore della reto-
indicazioni precise sul pensiero di Platone rica anche quando si tratta di comunicare
per quanto riguarda gli argomenti ivi di- contenuti filosofici, senza dover fondare,
scussi (pp. 31-33). Il problema si fa pi come pensa (mi sembra) Trabattoni, tale
vivo se confrontiamo le argomentazioni aspetto in una filosofia incapace di essere
presentate nei Dialoghi con le testimo- portatrice di alcuni contenuti forti (cf. p.
nianze sulle dottrine platoniche contenute 75). Allo stesso tempo, le analisi offerte
in diverse testimonianze antiche circa le sul modo di parlare della retorica nel Fe-
cosiddette dottrine non scritte, quando dro hanno delle forzature, per il fatto che
la legittimit di fare tale confronto ha su- il Fedro distingue diversi tipi di retorica;
scitato un vivace dibattito fra gli studiosi. non si pu parlare della retorica come se
Secondo Trabattoni, questo dibattito a- fosse un'unica techne, e rimane chiaro per
vrebbe bisogno di centrare bene il pro- Platone che la retorica pu servire sia per
blema da discutere: se l'atteggiamento di diffondere la verit sia per diffondere ci
Platone nei confronti della scrittura abbia che verit non (cf. pp. 84-85).
un significato storico/contingente o teore- Nelle conclusioni sul Fedro, Trabat-
tico/filosofico (p. 39). toni pensa che Platone parli di psicagogia
Dopo un breve resoconto dei principa- per mostrare quanto essa sia decisiva per
li momenti della recente discussione, capire la filosofia (p. 98), quando in realt
l'Autore tenta di evidenziare alcuni dei si potrebbe dire proprio l'opposto: quanto
possibili motivi di fondo che hanno spinto sia importante la filosofia per capire la
gli studiosi della scuola di Tubinga- psicagogia. E osservazioni simili si pos-
Milano a dare tanta importanza alle dot- sono fare sulle affermazioni circa il rap-
trine non scritte (cf. soprattutto pp. 47- porto fra il Parmenide e il Fedro offerte
53). Trabattoni crede che ci siano, nella nella fine di questo terzo capitolo.
loro lettura platonica, motivi di natura fi- Il quarto capitolo dedicato alla VII
losofico-religiosa, specialmente il deside- Lettera, un testo che, al di l delle pole-
rio di autori di matrice cristiana (come miche sulla sua autenticit, offre impor-
Reale e Migliori, per quanto riguarda l'Ita- tanti spunti per capire il pensiero platoni-
lia) di avvicinare l'interpretazione platoni- co e mostra, secondo Trabattoni, quanto
ca alle posizioni della filosofia fatta pro- sia antiplatonico voler scrivere su ci
pria da molti secoli di pensiero cristiano che sta pi a cuore al vero Platone; cio,
(pp. 49-53). la VII Lettera sarebbe un testo che an-
Seguono, sempre nel secondo capito- drebbe contro i tentativi della scuola di
lo, un riassunto dei contenuti delle dottri- Tubinga-Milano di scrivere le verit cen-
ne non scritte e una riflessione sul modo trali del platonismo, quando proprio que-
aristotelico di presentare il pensiero pla- sta Lettera gli sconfesserebbe (cf. pp.
tonico. Il capitolo finisce con la tesi se- 112-113). Il capitolo conclude riaffer-
condo la quale Platone sarebbe lontano mando che la nozione di filosofia e il suo
dal dogmatismo, in quanto avrebbe capito rapporto con la retorica fanno s che Pla-
l'impossibilit di plasmare in formule fis- tone sia non dogmatico, lontano da qual-
se la conoscenza della verit (p. 66). siasi pretesa di fare della filosofia una
Il terzo capitolo dedicato al Fedro, scienza rigorosa (p. 138).
un dialogo dove si afferma che i rapporti Il quinto capitolo (nuovo, come il
fra oralit e scrittura sono comprensibili primo capitolo, rispetto alla vecchia edi-
soltanto alla luce dell'insieme dell'opera zione) vuole mostrare come sia stato il di-
(p. 67). Trabattoni sottolinea l'unit del scepolo di Platone, Aristotele, a voler fare
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della filosofia una scienza rigorosa. platonico.


Con l'impostazione aristotelica si sarebbe
persa, secondo Trabattoni, la feconda Fernando Pascual, L.C.
ambiguit del logos che sarebbe propria
di Platone: con lo Stagirita la philo-
sophia perde per strada il prefisso e divie-
ne semplicemente sophia (p. 149).
L'insieme porta verso una conclusione
che non facilmente condivisibile: l'idea
dell'esistenza di una epistemologia plato-
nica molto attenta ai condizionamenti
soggettivi, il che la renderebbe debitrice
delle idee di Protagora (cf. p. 120). Pense-
rei invece che il pensiero platonico vuole
mostrare quanto sia necessario trovare
sbocchi per uscire dalla soggettivit (indi-
viduale e comunitaria) per arrivare, nella
misura del possibile, verso verit che sia-
no in grado di condurci nelle scelte prati-
che e nelle riflessioni filosofiche pi ele-
vate.
Ammettendo, ed necessario farlo, le
critiche di Platone alla scrittura (e a quelle
forme di comunicazione orale insufficien-
ti), non crediamo sia possibile dire che per
Platone l'unico modo possibile per i-
struirsi in ogni caso quello orale (p.
142), perch anche il testo, con i suoi di-
fetti, pu essere portatore di saperi quan-
do arriva al lettore giusto. Neanche cre-
diamo sia accettabile dire che la necessi-
t che la filosofia, viceversa, conservi i
caratteri dell'oralit, adeguata a un qua-
dro di riferimento in cui l'indagine strut-
turalmente incompiuta, e deve obbligato-
riamente restare aperta la possibilit che
lo stato della conoscenza si aggiorni risol-
vendo nuove obiezioni e rispondendo a
nuove domande (p. 146, cf. pp. 150-151,
dove viene citato Derrida). L'ideazione di
una retorica scientifica nel Fedro suppo-
ne, invece, un sapere vero su ci di cui si
parla oppure si scrive (cf. Fedro 277bc), il
che implica non negare allo scritto la pos-
sibilit di avere dei contenuti forti, sen-
za per considerarlo atto per una proficua
comunicazione filosofica.
Alla fine del volume viene offerta la
bibliografia, l'indice dei nomi antichi e
l'indice dei nomi moderni. L'insieme mo-
stra la fecondit della pubblicazione ini-
ziale di Trabattoni, che meritava questa
riedizione arricchita in ordine a mantenere
aperto il perenne dibattito sul pensiero