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2016 Workshop 1

2016 Workshop -
manifesto and syllabus
Conoscenza e tecnologie appropriate per la
sostenibilit e la resilienza nellurbanistica
Knowledge and Appropriate Technologies
for Sustainability and Resilience in Planning
Laboratorio per i corsi di laurea magistrale in Architettura e in Pianificazione urbana e politiche territoriali.
IV edizione - La prima edizione del 2012 sostituiva il corso opzionale Tecnologie di protezione e di ripri-
stino ambientale attivo dal 1997 al 2011. Coordinamento: Luca Marescotti. Docenti: Funda Atun, Maria Pia
Boni, Annapaola Canevari, Massimo Compagnoni, Luca Marescotti, Maria Mascione, Ouejdane Mejri, Scira
Menoni, Floriana Pergalani.
2 Conoscenza e tecnologie appropriate per la sostenibilit e la resilienza nellurbanistica

1. Insegnare al Politecnico lurbanistica come scienza


Lincredibile accelerazione tecnologia di questi ultimi decenni impone un ade-
guamento nelle scuole politecniche con la costruzione di una vera e propria cul-
tura tecnologica, capace di operare su due livelli: il primo livello quello della
consapevolezza della rilevanza scientifica della conoscenza astratta e teorica con-
tribuendo nelle applicazioni con losservazione della natura e il monitoraggio; il
secondo livello quello della capacit di tenere saldamente legata losservazione
della natura alle trasformazioni che induciamo nella natura, guidati da unaltra
consapevolezza, quelle che ora sono gli esseri umani a guidare i cambiamenti
globali.
La formazione universitaria in risposta alle dinamiche sempre pi accelerate
delle trasformazioni dei sistemi socio-ecologici deve aggiornare la dimensione
operativa del saper fare attraverso la dimensione culturale della comprensio-
ne sia delle motivazioni del fare, sia degli impatti che il fare produce. In questo
senso, per essere in grado di riconoscere eventuali effetti sistemici degli impatti,
occorre che nella formazione si dia ampio spazio non soltanto allinterdisciplina-
rit, ma anche e soprattutto alla transdisciplinarit, offrendo possibilit di scam-
bi e di intrecci tra i percorsi formativi.
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4 Conoscenza e tecnologie appropriate per la sostenibilit e la resilienza nellurbanistica

Queste furono e sono le motivazioni con cui assieme ai colleghi Funda Atun,
Maria Pia Boni, Massimo Compagnoni, Maria Mascione, Ouejdane Mejri, Sci-
ra Menoni abbiamo messo a punto unipotesi didattica fondata sullurbanistica
come scienza autonoma allinterno delle scienze della terra tesa a assorbire tra i
suoi principi la precauzione e la prevenzione.

2. I limiti del pianeta e le zone operative di sicurezza


Vi sono molti indicatori che danno levidenza scientifica di una situazione cri-
tica del sistema socio ecologico, consapevoli che la certezza del 95% uninven-
zione folle nella scienza.
Le indagini coordinate da Johan Rockstrm direttore del SRC Stockholm Resi-
lience Center hanno focalizzato lattenzione scientifica verso le situazioni critiche
(Planetary Boundaries) e verso limpostazione di politiche globali per la sosteni-
bilit capaci di far fronte ai cambiamenti globali (Rockstrm et al. 2009) (Reid et
al. 2010) (Rockstrm e Klum 2012). A questi aspetti stata dato grande risonanza
attraverso comunicazioni scientifiche e divulgative attraverso riviste come Natu-
re, Le Scienze o con conferenze, tra cui TED Conference registrate in video con
trascrizione dei testi e sottotitoli e un corso Planetary Boundaries and Human
Opportunities (SDSN.EDU).
La pressione umana che modifica la biosfera rendendo meno facile la presenza
umana si riflette sul sistema socio-economico in modo macroscopico sulla dise-
guaglianza sociale, sul cambiamento climatico, sulla degradazione degli ecosi-
stemi e, conseguentemente, dei servizi ambientali. Tuttavia, mai come oggi, ab-
biamo conoscenze scientifiche atte a interpretare i cambiamentie a orientare le
trasformazioni: la possibilit di scegliere se dare alla pressione umana una forza
positiva o negativa nel condizionare i cambiamenti una possibilit mai avuta
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prima.
Infatti, i fattori, o motori, del cambiamento hanno origine nelluso del suolo,
nellaccaparramento di risorse in punti privilegiati del pianeta, nella riduzione
dei sistemi forestali e naturali, aspetti che erano presenti gi nel lontano passato,
basti pensare alla deforestazione e disboscamento tramite gli incendi, una prati-
ca per ottenere terreni per lagricoltura in atto da migliaia di anni (Marlon et al.
2008; Zennaro et al. 2015). Tuttavia, dopo la seconda guerra mondiale laccesso a
tecnologie sempre pi potenti assieme alla crescita demografica ha moltiplicato
gli impatti umani con unaccelerazione inaudita: di questo c evidenza scientifi-
ca. Il processo innescato da tali acceleratori produce situazioni non prevedibili,
non lineari e inaspettate.
Queste pressioni inducono trasformazioni ambientali e si riflettono a loro volta
sul vivente e sullumanit, aumentando le probabilit di mutazioni climatiche glo-
bali alla Ren Thom (Thom 1985). Mentre nel passato gli effetti delle dinamiche
della crosta terrestre e della biosfera erano relativamente lente, ma con enormi
variazioni, durante lOlocene le variazioni medie della temperatura globale erano
contenute nellintervallo di un solo grado centigrado. Le anomalie indotte dagli
impatti umani possono preludere a variazioni pi ampie, tra 2 e 4 gradi secondo
le attuali stime, aumentando i rischi di una trasformazione dellAntropocene in
termini ostili alla vita umana.
La domanda dallinterno della disciplina urbanistica proprio come far fronte
ai cambiamenti, ma questa domanda non pu trovare risposta se prima la disci-
plina non assume la responsabilit di riconoscersi come uno dei principali stru-
menti umani che guidano i cambiamenti globali, dove il problema non sta solo
nel consumo energetico ma in un complesso intreccio di fenomeni che sbilancia-
6 Conoscenza e tecnologie appropriate per la sostenibilit e la resilienza nellurbanistica

no drammaticamente il sistema socio-ecologico. La questione urbana diventata


una questione ambientale planetaria e le citt come sistemi socio-ecologici com-
plessi con unenorme impronta ecologica possono passare da un ruolo di predato-
ri delle risorse a un ruolo di presidi della biosfera, come laboratori per preservare
le caratteristiche ambientali dellOlocene.
Nella questione ambientale si intrecciano questioni di squilibri sociali, di di-
seguaglianze nel consumo delle risorse, di invenzione di tecnologie ambientali.
Per lurbanistica oltrepassare la soglia significa rimanere nel riduzionismo sen-
za rendersi conto degli impatti ambientali delle citt, confondendo la sosteni-
bilit con la riduzione delle emissioni di gas serra, a qualsiasi costo economico
e sociale. Per lurbanistica si tratta di riconoscere gli ambiti in cui finora stata
confinata: ambiti chiusi entro il fatto -in quanto scelta discrezionale delluso del
suolo nella maggior parte dei casi- e il riduzionismo -in quanto mero strumento
amministrativo della politica, tecnica senza scienza, cio senza processi conosci-
tivi in grado di interpretare gli impatti e le conseguenze delle scelte e in grado di
fare e trasmettere conoscenza.
Per lurbanistica agire in sicurezza senza oltrepassare le soglie di attenzione e
pericolo rispetto ai rischi di cambiamenti globali significa uscire dal riduttivismo
e assumere una visione globale degli usi del suolo. per passare dal fatto al diritto.
Rimanere allinterno di uno spazio operativo sicuro affrontare in termine di
scienza la disciplina, collocarla nellambito dellecologia per derivare appropria-
te tecnologie adeguando il diritto, garantire equit sociale, soddisfazione dei
bisogni elementari e parit di accesso ai servizi sociali, attraverso un processo
governabile di scelte e di attuazioni. Significa adottare strategie condivise nelle
tecnologie di processo e di prodotto nella produzione del territorio, ma significa
anche livelli alti e diffusi di istruzione e forme di partecipazione capaci di operare
in sinergia con le pubbliche amministrazioni.
Lapparato definitorio della sostenibilit influenza teoria e prassi dellurbanisti-
ca sia nella definizione di protocolli nelle analisi (capacit di carico, sostenibilit,
metabolismo urbano, impronta ecologica, qualit dellambientale, qualit della
vita), sia nellapertura alle discipline (inter- trans- disciplinarit) per adottare
principi di precauzione e prevenzione per i rischi derivati da esondazioni, allu-
vioni o terremoti.
Alcune osservazioni sul terremoto del 6 aprile 2009 a LAquila, per esempio,
serviranno a mostrare linterazione con la geologia in situazioni dei grandi feno-
meni naturali (i terremoti), mentre in altri casi studio si illustreranno le questioni
legati alla stabilit dei versanti e pi in generale al concetto di vulnerabilit fisica
e sistemica nella valutazione dei rischi naturali a supporto di scelte urbanistiche
finalizzate alla prevenzione.
Lo scopo, a partire dalle responsabilit e competenze nel governo del territorio,
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indaga le potenzialit dellurbanistica nella protezione ambientale e nella sosteni-


bilit delle trasformazioni territoriali, evidenziando come il territorio e lambiente
costituiscano un sistemi con specifiche propriet sistemiche: da qui scaturiscono
i diversi ruoli della ricerca, della politica e dellamministrazione nel governare gli
effetti. Ne consegue limportanza strumentale della conoscenza quantitativa, del-
le infrastrutture dei dati territoriali, dei protocolli standard e delle certificazioni
nelluso dei dati per comprendere gli impatti delle trasformazioni duso del suolo.

3. Urbanistica e protezione ambientale per la sostenibilit


delle trasformazioni territoriali 1
Fare previsioni una cosa molto difficile, specialmente se riguardano il futuro, sottolineava il
Nobel danese per la fisica Niels Bohr. Fare previsioni, viene da aggiungere, diventa impossibile
se manca completamente unidea di futuro. Con queste parole del presidente di Legambiente
Vittorio Cogliati Dezza si apre il XXI Rapporto sulla qualit ambientale dei comuni capoluogo di
provincia - Ecosistema Urbano 2014.
La questione non deve esssere intesa in termini paradossali, perch questo
uno dei messaggi chiavi dello Stockholm Resilience Center: per quanto siano au-
mentate le nostre conoscenze, i cambiamenti globali si manifestano in instabilit
improvvise, in superamenti di punti di non ritorno e nellaprirsi di imprevedibili
1 Testo di Annapaola Canevari.
8 Conoscenza e tecnologie appropriate per la sostenibilit e la resilienza nellurbanistica

nuove condizioni di stabilit del sistemi socio-ecologici: il termine sorpresa che


ricorre di continuo nei loro testi, ma non solo nei loro testi, indica limprevedi-
bilit.
Sulla base di un set di parametri e indicatori, il documento di Legambiente fo-
tografa e classifica la qualit dellambiente in Italia, la mette a confronto con altre
realt europee ed evidenzia una serie di problemi irrisolti che complessivamente
possono essere ricondotti alla incapacit della pianificazione urbanistica, e del
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governo del territorio pi in generale, di invertire la ratio delle decisioni parziali,


legate a logiche di settore spesso contraddittorie tra loro, che conduce ad uno
spreco di risorse assolutamente inaccettabile.
LItalia un paese fragile, in cui la ricchezza dei paesaggi naturale e agrari, dei
centri storici, delle acque e delle foreste aggredita da una serie di minacce che
provocano laumento costante del rischio idrogeologico, il proliferare di opere in-
compiute, abbandonate o sottoutilizzate e un consumo di suolo che, malgrado si
continui a parlare vuotamente di sostenibilit, sta erodendo il nostro territorio ad
un ritmo forsennato (Legambiente, Protezione Civile, e Operazione Fiumi 2013).
Basti pensare che solo che nuove opere infrastrutturali della Regione Lombardia
(Brebemi, Teem e Pedemontana) rubano al territorio agricolo 1.600 ettari si
terreno (una superficie pari a quindici volte larea destinata a Expo 2015 o a 2.285
campi di calcio) (Corvi 2013).
A fronte di questa situazione la presa di coscienza della rilevanza delle questio-
ni inerenti il suolo e la sua tutela testimoniata dalla nuova sintesi definitoria
del termine suolo che lEnciclopedia Treccani ha approvato il 5 dicembre 2014.
La definizione riprende i concetti e le parole della dichiarazione del 2006 dellU-
nione Europea Strategia tematica per la protezione del suolo (Unione Europea
2006), arricchendola con due concetti fondamentali: il fatto che il suolo una
10 Conoscenza e tecnologie appropriate per la sostenibilit e la resilienza nellurbanistica

risorsa sostanzialmente non rinnovabile e la necessit di tutelato per garantire la


conservazione delle sue importantissime funzioni biologiche, socioeconomiche e
ambientali (http://www.treccani.it/enciclopedia/suolo/). Il tema del suolo come
risorsa limitata e non rinnovabile rientra nella prassi urbanistica come slogan,
nonostante gli anni passati dalle prime denunce della dispersione urbana e senza
alcuna consapevolezza e visione globale, senza dare un senso nei piani urbanisti-
ci allimportanza del territorio nella complessa accezione di paesaggi e di biosfera
(ISPRA - Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale 2014; The
Editors of Fortune (a cura di) 1958; Squires 2002)
In questo quadro evidente come il ruolo e la responsabilit dellurbanistica
nei confronti del nostro territorio e del suo (e nostro) futuro siano assai rilevanti,
se non addirittura determinanti.
Dal 1977 il compito dellurbanistica consiste nella previsione di tutte le opera-
zioni di salvaguardia e trasformazione del suolo nonch di protezione dellam-
biente (Delega dei poteri alle Regioni - Titolo V - Assetto ed utilizzazione del ter-
ritorio in: Decreto Presidente Repubblica 24 luglio 1977, n. 616 (in Supplemento
Ordinario alla Gazzetta Ufficiale 29 agosto 1977, n. 234). Attuazione della delega
di cui allart. 1 della L. 22 luglio 1975, n. 382 1977); e in Regione Lombardia del
2005 lurbanistica assume laccezione pi ampia e complessa di governo del ter-
ritorio (Legge Regione Lombardia 2005).
Gli strumenti di pianificazione a disposizione per la previsione e il governo
delle trasformazioni e la tutela del territorio sono numerosi e articolati e sono
in grado di offrire risposte ai diversi livelli e scale territoriale e nei confronti dei
diversi aspetti settoriali.
Naturalmente si tratta di saperli usare correttamente e, soprattutto, di avere
quella visione lungimirante cui si accennava allinizio. Purtroppo i recenti prov-
vedimenti a scala nazionale e regionale lombarda non sembrano andare nella
direzione auspicata: in particolare, il decreto Sbloccaitalia, con i provvedimenti
di deregolamentazione e una serie di opere pubbliche sparse sul territorio sembra
tornare a quel passato in cui sviluppo coincideva con cemento, mentre non
una parola si spende per la tutela e la valorizzazione dei centri storici o per la
salvaguardia del paesaggio.

4. Prevenzione dei danni sismici e precauzione in urbanistica2


Uno dei fenomeni naturali pi impattanti sul territorio senza dubbio il terre-
moto: infatti, nel corso della storia gli eventi sismici hanno determinato distru-
zioni e vittime con conseguenti mutamenti degli assetti urbanistici (abbandoni,
delocalizzazioni, modifiche della struttura urbanistica delle citt, ecc.).
E necessario, quindi, che gli effetti di questo fenomeno siano presi in carico
2 Testo di Floriana Pergalani.
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nelle politiche di gestione del territorio, per operarne una politica di riduzione.
Il primo passo per effettuare una mitigazione del rischio sismico la conoscen-
za della pericolosit di base, della pericolosit locale, della vulnerabilit e delle-
sposizione. Il concetto di rischio proprio in questa combinazione di elementi,
che, tutto sommato, sono anche facilmente recuperabili. solo una questione di
volont e di metodo.
Per pericolosit di base (Gruppo di Lavoro, 2004) si intende la misura dellen-
tit dello scuotimento atteso in un sito considerando un determinato periodo di
ritorno, pu essere espresso in termini di accelerazione massima al suolo. E una
misura probabilistica e si ricava da analisi statistiche degli eventi passati.
Per pericolosit locale ((Dipartimento della Protezione Civile e Conferenza
delle Regioni e delle Province Autonome 2008); (Colombi, Compagnoni, Perga-
lani 2011); (Regione Lombardia 2008)) si intende la valutazione delle variazioni
alla pericolosit di base dovute alla presenza di particolari condizioni geologiche
e geomorfologiche. In particolare vengono calcolate le amplificazioni del moto
del suolo e i fenomeni di instabilit (frane, liquefazioni, cedimenti).
Per vulnerabilit fisica di edifici e sistemi antropici (Corsanego e Petrini 1994);
(Calvi et al. 2006)) si intende la propensione di un oggetto a subire danneggia-
menti a seguito di un terremoto. Si valuta quindi la relazione tra lazione sismica
e il danno atteso alloggetto considerato.
Per esposizione si intende lentit dei beni presenti nel sito colpito dallevento o
oggetto di studio.
Nel corso del tempo si sono affinate metodologie per giungere ad una cono-
scenza sempre pi approfondita dei vari aspetti del rischio e quindi per poter
adottare azioni finalizzate alla mitigazione dello stesso. Non disponendo ad oggi
di tecniche adeguate per la riduzione della pericolosit di base, necessario agire
a livello progettuale per salvaguardare le strutture dal un loro danneggiamento.
Nel caso della pericolosit locale, necessario considerare tali effetti, sia in am-
bito di pianificazione, sia in ambito di progettazione. La vulnerabilit il fattore
su cui maggiormente si pu agire: la sua riduzione pu essere indotta sia a livello
di nuovi progetti, sia con interventi sullesistente.
Ne consegue, che per poter mettere in atto sistematicamente le azioni suddette
risulta essere fondamentale una oculata normativa sia urbanistica (Legge Regio-
ne Lombardia 2005 e s.m.i.), sia tecnica per le costruzioni (Decreto Ministeriale
14 gennaio 2008 2008).
La formazione di chi, a vario titolo, professionalmente chiamato in causa per
la mitigazione del rischio, un ulteriore aspetto che deve essere particolarmente
curato sia a livello universitario, sia professionale.
12 Conoscenza e tecnologie appropriate per la sostenibilit e la resilienza nellurbanistica

5. Insegnare la transdisciplinarit e lintreccio dei contribu-


ti
I temi di un corso di istruzione permanente e di aggiornamento, anche
interno alluniversit e al corso di studi di urbanistica e di architettura, mira
alla costruzione di un percorso formativo capace di rendere senso e dignit
scientifica allurbanistica. Si intende rafforzare lautonomia scientifica, supe-
rando langusto ambito di tecnica delle pubbliche amministrazioni, aprendo
nello stesso tempo la disciplina alle scienze della terra. Lo scopo sensibi-
lizzare gli studenti alle dimensioni attuali e agli strumenti dellurbanistica,
dando consapevolezza delle responsabilit della disciplina e della politica a
fronte di cambiamenti globali, scartando approssimazioni e giudizi a priori,
riconoscendo limportanza della conoscenza quantitativa, statistica modelli-
stica e delle tecnologie dellinformazione. In una biosfera abitata da sistemi
complessi socio-ecologici e dominata dallazione antropica sono sempre pi
necessarie sofisticate tecniche di analisi georeferenziate e interscalari. Globa-
le e locale non sono mai stati cos interconnessi come ora. Le responsabilit
dellurbanistica comportano sul piano operativo la necessit di predisporre
strumenti capaci di ridurre i rischi e aumentare la resilienza delle citt a
fronte dei rischi estremi dovuti a eventi eccezionali.
Il ritmo della crescita demografica mondiale si riflette secondo le tendenze
attuali con maggior ritmo delle migrazioni e dellurbanesimo, aumentando
i rischi soprattutto nelle aree pi deboli dal punto di vista politico, sociale e
produttivo, sia nelle localit maggiormente soggette a rischi naturali del sito
o a fenomeni meteorologici estremi. Le conseguenze sono sempre pi gravi a
causa di effetti sistemici imprevedibili che a maggior ragione implicano mag-
giori attenzioni al piano, alle attuazioni e alla manutenzione del territorio.
Lurbanesimo nelle aree pi soggette a terremoti deve fare i conti con le
interazioni con gli aspetti geofisici dei siti e con le caratteristiche edilizie,
analizzando i casi studio e predisponendo e osservando adeguate normative
per la microzonizzazione e la pianificazione integrata. Alla base del piano
deve essere posta la conoscenza del rischio, della vulnerabilit degli edifici,
in particolare per i beni culturali e architettonici in quanto sono lossatura
dellidentit sociale. In questo senso la vulnerabilit non riguarda solo gli
edifici uno per uno (vulnerabilit edilizia), ma i sistemi territoriali e le opere
pubbliche.
Queste sono le nuove condizioni che lurbanistica deve imparare a gestire.
2016 Workshop 13

La valutazione e il controllo degli impatti richiede di possedere una visione


sistemica contro il riduzionismo appoggiata da ammodernamento del diritto
in grado di sostenere unurbanistica matura dal fatto al diritto, da arte e
tecnica a scienza e tecnica. In grado di offrire strumenti validi alla protezione
ambientale e alla sostenibilit delle trasformazioni territoriali.
Il glossario che come gruppo proponiamo per linsegnamento, la ricerca e
la pianificazione comprende le seguente voci, non tanto come definizioni,
quanto come fondamenti scientifici e operativi:
Vulnerabilit
Vulnerabilit sismica di edifici e infrastrutture
Vulnerabilit sistemica delle reti
Aspetti geologici e fisici dei terremoti
Pericolosit sismica e classificazione
Microzonizzazione sismica
Precauzione
Prevenzione
Resilienza dei sistemi urbani e territoriali
Efficacia e efficienza nella costruzione della resilienza
Dimensioni quantitative e monitoraggio per il controllo e la valutazione
(VIM 3).
Consumo e spreco del territorio-paesaggi-ambiente
Mappatura del rischio per i beni architettonici
Urbanistica, opere pubbliche, lavori pubblici
Ecologia e urbanistica, sistemi e propriet sistemiche

6. Programma del laboratorio 2016 - 2016 Workshop Syllabus

a) luned 29 febbraio 2016


Le responsabilit della disciplina e della politica a fronte di cambiamenti globali.
Importanza della conoscenza quantitativa e delle tecnologie per sfruttarne le po-
tenzialit.
mattina
01 - Lurbanistica e il piccolo pianeta, ovvero le responsabilit dellurbanistica
nelle dinamiche planetarie. Una visione sistemica contro il riduzionismo. Lur-
banistica dal fatto al diritto, da arte e tecnica a scienza e tecnica. Relatore: Luca
Marescotti - 9.15-11.15
02 - Urbanistica e protezione ambientale per la sostenibilit delle trasformazio-
14 Conoscenza e tecnologie appropriate per la sostenibilit e la resilienza nellurbanistica

ni territoriali. Relatore: Anna Paola Canevari 11.15-13.15

pomeriggio
03 - Vulnerabilit e resilienza urbana e territoriale: come lurbanistica e la pia-
nificazione territoriale possono contribuire a politiche di prevenzione. Relatore:
Scira Menoni 14.15-16.15
04 - Dimensioni quantitative e monitoraggio per il controllo e la valutazione:
grandezze e misure. VIM 3. Relatore: Luca Marescotti 16.15-18.15

b) marted 01 marzo 2016


Principali aspetti geologici e fisici dei terremoti. Interazione tra geologia e ter-
remoto: normative e casi studio. La sensibilit internazionale di fronte ai cambia-
menti globali. La pianificazione per la prevenzione.
mattina
05 - Principali aspetti geologici e fisici dei terremoti. Relatore: Massimo Com-
pagnoni 9.15-11.15
06 Pericolosit sismica e classificazione. Relatore: Maria Pia Boni 12.15-13.15
07 Microzonizzazione sismica: livello 1. Relatore: Floriana Pergalani 12.15-
13.15
pomeriggio
08 - Misurare efficacia e efficienza nella costruzione della resilienza (USA vs
UE). European Green Capital e le altre azioni dellEEA. Relatore: Luca Marescotti
14.15-16.15
09 - Dallo spreco del territorio allapproccio smart, prevenzione e monitorag-
gio nel governo del territorio. Relatore: Annapaola Canevari 16.15-18.15

c) mercoled 02 marzo 2016


La conoscenza del rischio. La vulnerabilit degli edifici e la mappatura del rischio
per i beni architettonici. La vulnerabilit dei sistemi territoriali e la sinergia tra
urbanistica e opere pubbliche.
mattina
10 - Vulnerabilit sismica di edifici e infrastrutture. Relatore: Maria Pia Boni
9.15-11.15
11 - La mappatura del rischio per i beni architettonici: strumenti, obiettivi e
potenzialit della gestione delle informazioni. Verso la tutela del territorio. Rela-
tore: Maria Mascione 11.15-13.15
pomeriggio
12 - Urbanistica, opere pubbliche, lavori pubblici: una separazione forzosa. Re-
latore: Luca Marescotti 14.15-16.15
13 - Microzonizzazione sismica: livello 2 e livello 3. Relatore: Floriana Pergala-
2016 Workshop 15

ni 16.15-18.15

d) gioved 03 marzo 2016


La conoscenza del rischio. Microzonizzazione e vulnerabilit edilizia. Gli stru-
menti della pianificazione in una visione integrata.
mattina
14 - Il sistema dei trasporti nellarea metropolitana di Istanbul a fronte di un
possibile evento sismico. Relatore: Funda Atun 9.15-11.15
15 - Gli strumenti IT e i nuovi social media nella gestione delle emergenze.
Alcuni casi di studio. Relatore: Ouejdane Mejri 11.15-13.15
pomeriggio
16 - La vulnerabilit sistemica delle reti: dallanalisi dei fattori di criticit alla
costruzione di strategie di resilienza. Relatore: Scira Menoni 14.15-16.15
17 - Strategie di prevenzione di lungo e breve termine: il ruolo delle discipline
territoriali nella costruzione di piani di emergenza. relatore: Scira Menoni 16.15-
18.15

e) venerd 04 marzo 2016


La valutazione dei fattori fisici. Luso appropriato delle tecnologie per una cono-
scenza operativa. Esercitazione su un caso reale e valutazioni conclusivi del wor-
kshop.
mattina
18 - Ecologia e urbanistica, sistemi e propriet sistemiche. Influenze su scienza,
teoria e prassi nellurbanistica e orientamento delle tecnologie per governare ef-
fetti cumulativi e trasformazioni ambientali. Relatore: Luca Marescotti 9.15-11.15
19 - Stabilit dei versanti. Relatore: Floriana Pergalani 11.15-13.15
pomeriggio
DISCUSSIONE & PROSPETTIVE. 14.15-18.15
16 Conoscenza e tecnologie appropriate per la sostenibilit e la resilienza nellurbanistica

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