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C a m p i d i i m p i e g o p e r i p ro d o t t i d e l l a 5 d i v i s i o n e

PROBLEMA
II calcestruzzo senza dubbio il materiale pi usato in edilizia, grazie alla sua economicit, alla facilit e velocit della
messa in opera, alla plasmabilit che permette di realizzare opere dalle forme pi complesse e alla sua compatibilit
con i ferri darmatura che ne aumentano le caratteristiche di resistenza meccanica a flessione e trazione. II calcestruzzo
sembrava fosse un materiale indistruttibile, e questa convinzione, combinata con la sua facilit di produzione hanno
portato a tralasciare, spesso, anche le norme pi elementari per ottenere la qualit necessaria a garantire la durata nel
tempo delle opere. Nel settore produttivo bisogna prevedere severi controlli di qualit per soddisfare le esigenze del
progettista che a sua volta deve tener conto non solo delle caratteristiche meccaniche della struttura ma anche
dellambiente pi o meno aggressivo al quale lopera esposta. La messa in opera, inoltre, deve essere eseguita con
precisione per quanto riguarda la compattazione, lo spessore del copriferro, la stagionatura, riprese di getto, ecc.

Construction Systems and Products 4a DIVISIONE


2a LINEA
Le normative europee ENV 206 e nazionale UNI 9858 prescrivono le modalit per ottenere un calcestruzzo durabile. In sostanza, un calcestruzzo
durabile deve essere confezionato, messo in opera e stagionato per risultare impermeabile allacqua e agli agenti aggressivi. Bisogner quindi
ridurre al massimo la porosit nel conglomerato riducendo il rapporto acqua/cemento con opportuni additivi superfluidificanti (vedi scheda
tecnica FLUXAN) che nel contempo aumentano la lavorabilit per una corretta messa in opera. Inoltre bisogner curare con particolare attenzione
la stagionatura del calcestruzzo per far aumentare il grado di idratazione del cemento proteggendolo dallessiccazione rapida con agenti
stagionanti, antievaporanti, o con la semplice umidificazione costante mediante acqua spruzzata o teli umidi (Curing).

LE CAUSE DEL DEGRADO


I problemi del calcestruzzo lasciano poco spazio a interpretazioni e possono essere riassunti in tre fattori principali.
- Fattore tecnologico. Dagli anni 50 in poi si ridotto sempre di pi lo spessore del calcestruzzo armato, diminuendo nel contempo la qualit
della produzione fino a realizzare calcestruzzi molto porosi e permeabili.
- Fattore umano. Errori di progettazione, confezionamento e messa in opera sono molto comuni.
- Fattore chimico-ambientale. Laggressione chimica e ambientale combinata, dovuta a carbonatazione, solfati, cloruri, cicli di gelo e disgelo,
sollecitazioni fisiche e meccaniche crescenti, hanno facilmente degradato i calcestruzzi porosi, permeabili e meno resistenti.

IL DEGRADO CHIMICO-AMBIENTALE
- Carbonatazione
La carbonatazione la causa di degrado pi comune a cui legata la porosit della struttura in calcestruzzo armato. Pi il calcestruzzo
poroso e pi risulta permeabile allanidride carbonica (C02), allossigeno e allumidit presenti nellatmosfera.
II fenomeno non comporta diminuzioni di resistenza nel calcestruzzo ma diventa estremamente pericoloso per i ferri darmatura che vengono
a trovarsi in un ambiente acido.
Normalmente nel calcestruzzo, grazie alla calce che si forma per idratazione del cemento, il PH risulta fortemente basico (PH 12-14) e i ferri
vengono cos passivati e protetti dallambiente alcalino tramite la formazione di un film passivante di ossido di ferro molto aderente e impermeabile
che impedisce lulteriore ossidazione.
Quando lo strato copriferro in calcestruzzo viene penetrato dalla C02 la calce viene neutralizzata con formazione di carbonato di calcio che
diminuisce il PH iniziando cos la corrosione del ferro.

CO2 + Ca (OH)2 -> Ca C03 +H2O

La ruggine che si forma con lossidazione dei ferri crea un aumento di volume che fa lavorare il calcestruzzo a trazione sino a provocare il
distacco dello strato copriferro a causa di questo carico tensionale di spinta (spalling). I ferri affioranti vengono esposti ad una corrosione veloce
che provoca il deterioramento rapido del calcestruzzo compromettendo cos la stabilit stessa delle strutture.
- Attacco solfatico
Anche questa causa di degrado si manifesta frequentemente nelle strutture in calcestruzzo a contatto con acque solfatiche.
I solfati reagiscono con gli idrati, alluminati e silicati di calcio, formando gesso, ettringite e thaumasite secondo le seguenti reazioni chimiche:

Ca (OH)2 + SO4= + 2H20 > Ca SO4 2H2O + 2OH (Gesso bi-idrato)


Ca (O-AI2O3 6H2O + 3 (CaSO4 2H2O) + 26 H2O > 3 CaO AI2O3 CaSO4 32 H2O (Ettringite)
CaO SiO2 H2O + Ca (OH)2 + CO2 + 11 H2O + CaSO42H2O > CaCO3 CaSO4 CaSiO3 15 H20 (Thaumasite)

Si verifica cos, attraverso la formazione di questi prodotti, un rigonfiamento che provoca distacchi e fessurazioni nel calcestruzzo o addirittura
lo spappolamento del conglomerato che diviene incoerente a causa della formazione di thaumasite.
- Attacco da cloruri
Lo ione cloro, oltre che essere presente naturalmente nellacqua del mare, presente anche nei sali usati per disgelare le strade e quindi
costituisce unaltra causa di degrado importante. I cloruri determinano una azione corrosiva sui ferri darmatura con la rimozione dello strato
di ossido di ferro passivante che innesca lulteriore ossidazione.
II cloruro di sodio, inoltre, pu provocare la reazione alcali-aggregato in presenza di silice amorfa con la formazione di un silicato alcalino
(silicato sorbico) il quale rigonfia in ambiente umido, dando luogo a fessurazioni dirompenti in cui si nota la fuoriuscita del tipico liquido
biancastro. II sale, cloruro di sodio, quindi in grado di danneggiare sia i ferri darmatura, sia il calcestruzzo contenente aggregati reattivi quali
silici amorfe. Una analoga azione degradante provocata dal cloruro di calcio che oltre a provocare la corrosione dei ferri di armatura pu
reagire con lidrato di calcio presente nel calcestruzzo, producendo lossicloruro di calcio idrato con il conseguente effetto dirompente dovuto
ad aumento di volume.

CaCl2 + Ca(OH)2 + H2O > CaO - CaCl2 2H2O

- Cicli gelo/disgelo
Lacqua funge da veicolo per tutti gli agenti aggressivi e reazioni chimiche descritte, quindi facilmente intuibile quanto sia importante
limpermeabilit del calcestruzzo. Anche da sola, comunque pu determinare gravi danni infiltrandosi attraverso le porosit del calcestruzzo
qualitativamente scadente. Lalternarsi di cicli di gelo e disgelo, con la formazione di ghiaccio e conseguente aumento di volume (ca. 9%) causa
ripetute pressioni che provocano fessurazioni e sgretolamenti nel calcestruzzo. Un valido aiuto al controllo di questi fenomeni di espansione,
(formazione di ghiaccio o ossicloruro di calcio) si ottiene introducendo nel calcestruzzo una quantit controllata di micro- bolle daria con
limpiego di opportuni agenti aeranti.
OPERE PRELIMINARI E AVVERTENZE
ANALISI DEL DEGRADO E PREPARAZIONE DEL SOTTOFONDO
Molto spesso si tende a dedicare maggior attenzione allo strato superficiale delle strutture in calcestruzzo e al loro aspetto
estetico, senza pensare di ricostruire Iefficienza chimico-fisica del conglomerato sottostante.
Prima di procedere al recupero necessario quindi conoscere a fondo le cause del degrado, mediante unaccurata analisi che
non pu essere solo la visione superficiale ma deve essere approfondita nel particolare ed estesa alla conoscenza della
profondit del degrado.
Ripristini localizzati, limitati e superficiali di strutture in calcestruzzo degradate non interrompono il processo di degrado ma
addirittura in alcuni casi lo acuiscono. Lobiettivo di un risanamento innanzitutto:
impedire lavanzamento della corrosione, ripristinare lambiente basico passivante per i ferri darmatura, eliminare crepe e
porosit superficiali, impedire la penetrazione dellacqua nel conglomerato, creare una barriera alla carbonatazione ed infine
restituire alla superficie la perfezione estetica. Lanalisi del degrado viene eseguita individuando la profondit della carbonatazione,
il grado di solfatazione,lo spessore del copriferro, fessurazioni e cavit alveolari nascoste. Lo spessore del copriferro pu essere
valutato mediante scalpellatura, dove non sia gi in evidenza a causa di distacchi per fenomeni di spalling. Utilizzando una
soluzione di fenoftaleina all1% in etanolo (indicatore acido-base) possiamo individuare la profondit della carbonatazione
grazie al viraggio dallincolore al viola dovuto al passaggio da valori di ph 8,5-9 (cls carbonatato) a valori superiori. Eventuali
punti vuoti e porosit possono essere individuati mediante la battitura delle superfici e lidrosabbiatura che rimuove completamente
il velo superficiale di pasta cementizia che li nasconde.
E necessario asportare tutte le parti incoerenti e in fase di distacco mediante scalpellatura. Vanno inoltre rimosse tracce di
olii, disarmante, ruggine e sporco in genere, mediante una energica spazzolatura o idrolavaggio a pressione. Lo strato di
calcestruzzo carbonatato va rimosso totalmente nelle zone in cui sono presenti i ferri di armatura.
I ferri ossidati vanno portati a metallo bianco con la sabbiatura eliminando ogni traccia di ruggine. II successivo trattamento
passivante va eseguito immediatamente dopo la pulizia dei ferri a metallo bianco per evitare una nuova ossidazione dovuta a
improvvise piogge o allumidit notturna.
Per la passivazione e protezione dei ferri si utilizza il prodotto STRATO 4900 con cemento a formare una boiacca cementizia
pennellabile, oppure STRATO AB, bicomponente epossidico.

Dopo lasciugatura della protezione passivante con STRATO 4900 si proceder ad una accurata bagnatura di tutta la superficie
a rifiuto senza per creare veli dacqua superficiali, che eventualmente saranno eliminati con aria compressa o con una spugna.
A questo punto si pu procedere alla ricostruzione del copriferro con le malte a ritiro compensato della serie RESISTO ad alta
lavorabilit e adesione che facilitano Iapplicazione e possiedono modulo elastico e coefficiente di dilatazione termica simili
al calcestruzzo. Le superfici riparate e regolarizzate andranno poi protette dalla carbonatazione con una verniciatura decorativa
a base di resine acriliche (INDECOLOR BETON o ELASTOLIQUID S).

AGGRESSIONE DA AGENTI CHIMICI FORMAZIONE DI RUGGINE NEI FERRI DARMATURA


E DISTACCO DELLO STRATO DI CALCESTRUZZO
COPRI FERRO
Eseguire la disintonacatura degli eventuali Immediatamente dopo la II riporto a spessore di parti Le superfici cos riparate Successivamente si
intonaci sino a trovare la superficie in pulitura, i ferri darmatura mancanti e copriferro verr verranno poi regolarizzate protegger la struttura
calcestruzzo. saranno trattati e protetti da eseguito con Iapplicazione con RESISTO BIFINISHING, contro la carbonatazione
ulteriori ossidazioni con della malta cementizia a ritiro malta bicomponente a base con unapposita verniciatura
Rimuovere le parti in fase di distacco e Iapplicazione di due mani compensato, tissotropica di leganti idraulici inerti protettiva e decorativa a
incoerenti mediante scalpellatura; boiacche a pennello di una boiacca costituita da e fibrorinforzata RESISTO selezionati e additivi con base di resine acriliche
superficiali, olii disarmanti, polvere e sporco STRATO 4900 e cemento, oppure STRATO REP o RESISTO TIXO, polimeri sintetici in INDECOLOR BETON o
in genere verranno asportati con AB, bicomponente epossidico. previa bagnatura a rifiuto dispersione acquosa, che ELASTOLIQUID S
idrosabbiatura. del sottofondo prima garantisce unottima
dellapplicazione. adesione al supporto,
I ferri scoperti andranno puliti a metallo Evitare veli dacqua che impermeabilit allacqua ed
bianco, asportando ogni traccia di ruggine. saranno eliminati mediante ai gas aggressivi dellatmosfera.
assorbimento o con aria compressa.

Riporti di spessore elevato,


potranno essere ripristinati
mediante colatura in cassero
di RESISTO FLUID, malta
colabile a ritiro compensato
fibrorinforzata.

Eventuali irregolarit
superficiali a basso
spessore verranno
regolarizzate mediante
rasatura con RESISTO
UNIFIX, malta cementizia ad
alta lavorabilit ed adesione
maggiorata.

N.B. Per la corretta applicazione dei sistemi attendere lasciugatura del prodotto steso in precedenza se non indicato diversamente.
I PRODOTTI

STRATO 4900
Lattice adesivo a base di copolimeri stirolo-butadiene e additivi anticorrosione passivante dei ferri darmatura e
promotore di adesione

STRATO AB
Primer di fondo bicomponente anticorrosivo a base di resine epossidiche
per la passivazione dei ferri e primer per riprese di getto

RESISTO TIXO
Malta a ritiro compensato fibrorinforzata ad adesione maggiorata per il ripristino del calcestruzzo

RESISTO REP
Malta a ritiro compensato fibrorinforzata tixotropica per applicazioni in forte spessore senza casserature ad alta
resistenza ai solfati

e le utilizzazioni del prodotto. Considerate le numerose possibilit dimpiego


e la possibile interferenza di elementi da noi non dipendenti, non ci assumiamo
responsabilit in ordine ai risultati. LAcquirente tenuto a stabilire sotto la
propria responsabilit lidoneit del prodotto allimpiego previsto.
RESISTO FLUID
Malta colabile fibrorinforzata a ritiro compensato per il ripristino in cassero del calcestruzzo

RESISTO UNIFIX
Malta a ritiro compensato, ad adesione maggiorata, con alta lavorabilit e resistenza ai solfati per impieghi universali.

RESISTO BIFINISHING AB
Rasatura bicomponente per la finitura e la protezione del calcestruzzo
I dati esposti sono dati medi indicativi relativi alla produzione attuale e
possono essere cambiati e aggiornati dalla INDEX S.p.A. in qualsiasi momento
senza preavviso e a sua disposizione. I suggerimenti e le informazioni tecniche
fornite rappresentano le nostre migliori conoscenze riguardo le propriet

INDECOLOR BETON
Pittura protettiva e decorativa al solvente per la protezione anticarbonatazione del calcestruzzo

ELASTOLIQUID S
Rivestimento elastomerico decorativo impermeabilizzante a base di resine acriliche in
dispersione acquosa per la protezione del calcestruzzo Certificazione
n. 0686/90
rilasciata da
Istituto Sperimentale
per lEdilizia
Cg - 1.000 - 09/2004ita I

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