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IL SINCRETISMO DI GENITIVO E DATIVO NELLA LEGA BALCANICA.

UNA
CONVERGENZA MULTIPLA?
Flavia Pompeo Roma
1. INTRODUZIONE
Larea dei Balcani, com noto, estremamente eterogenea sotto molti aspetti, pi volte teatro, nel
corso dei secoli, di complesse vicende storiche e sociali che si riflettono in un panorama linguistico
caratterizzato da intricati fenomeni di convergenza, verificatisi in seguito a processi di diffusione
non sempre agevoli da ricostruire, ma nei quali il contatto linguistico ha rivestito un ruolo
fondamentale. Proprio per la natura peculiare di questi fenomeni stata elaborata in linguistica la
nozione di Sprachbund (lega linguistica).
Fra i tratti propri della lega balcanica, o balcanismi, quelli morfosintattici consistono in modelli
strutturali analoghi condivisi dalle varie lingue attualmente parlate nellarea balcanica e realizzati da
ciascuna di esse con il proprio materiale, con conseguente eterogeneit a livello formale (Ramat,
1988: 303). Gli studiosi concordano nellosservare che le caratteristiche morfosintattiche che si
sono diffuse nellarea balcanica possono essere inquadrate in un generale processo di forte
mutamento tipologico, il cui esito prevede lingue con sistemi nominali ridotti e sistemi verbali
provvisti di un grado elevato di analiticit. Coerentemente con quanto osservato, lordine dei
costituenti sintattici delle lingue balcaniche generalmente SVO, vale a dire il tipo sintattico che va
di pari passo con la tendenza alla semplificazione della morfologia, come avvalorato anche dal
fatto che la maggior parte dei cosiddetti balcanismi ha diretti riscontri in altre lingue europee di
tipo SVO (Ramat, 1988: 309).
Date tali premesse, in questo contributo nel quale presento sinteticamente i primi risultati di una
ricerca ancora in corso mi propongo di riesaminare la questione del sincretismo di genitivo e
dativo verificatosi nella lingua greca, riconsiderando le somiglianze e le differenze rispetto a
fenomeni analoghi osservabili in altre lingue della lega balcanica. Si intende mostrare che, al di l
dellapparente eterogeneit formale e delle differenze sintattiche individuate in studi recenti
(Pancheva, 2004; Catasso, 2011), ci che accomuna le lingue balcaniche un processo di
sincretismo specifico, che ha coinvolto esclusivamente le funzioni sintattiche e i ruoli semantici
nucleari dei casi genitivo e dativo1.
Nellanalisi di questo fenomeno, la lingua greca occupa una posizione fondamentale, non solo per la
rara ricchezza ed estensione cronologica del materiale documentario, ma anche perch, come
noto, nella storia linguistica dei Balcani il greco, nelle sue varie fasi, ha esercitato un influsso
1

modellizzante, in modo diretto o indiretto, su buona parte delle lingue balcaniche2. Bench anche
per il balcanismo in esame, come per la maggior parte dei fenomeni del Balkan Sprachbund, sia
difficile ipotizzare unorigine e un iter comuni alle varie lingue balcaniche e nonostante non si
possa escludere linflusso di dinamiche comuni al greco protobizantino e al latino preromanzo
(Sandfeld, 1930; Banfi, 1985: 53), i dati qui illustrati sembrano avvalorare lipotesi che il greco
abbia avuto un ruolo fondamentale.
Come gi osservato dal Sandfeld (1930: 187), al fenomeno della convergenza di genitivo e dativo
strettamente collegato un altro balcanismo, vale a dire lo sviluppo nei diversi sistemi linguistici di
serie di forme clitiche di pronomi personali con funzione sia di possessivo sia di oggetto indiretto
(dora innanzi OI)3. Ma vi anche un altro fenomeno che, a mio avviso, connesso con il
sincretismo qui considerato e la cui diffusione in bulgaro e macedone imputabile allinflusso del
greco, vale a dire la convergenza attestata in queste lingue sia nella codifica dei partitivi che degli
pseudopartitivi4.

2. LA CONFLUENZA DI GENITIVO E DATIVO NELLA LEGA BALCANICA


La coincidenza in una medesima forma di codifica delle funzioni tradizionalmente assegnate al
genitivo e al dativo considerata uno dei balcanismi primari, attestato in neogreco, bulgaro,
macedone, albanese e romeno. Negli studi sullargomento, ci si riferisce al fenomeno in esame in
modo eterogeneo, facendo riferimento al piano formale (morfema casuale documentato) e/o alle
funzioni, classificate generalmente come possessiva e come OI5.
Nella tabella 1 sono schematizzate le modalit secondo le quali varie lingue balcaniche realizzano la
coincidenza di genitivo e dativo: la seconda e la terza colonna sono dedicate alla morfologia ed
indicano se le forme casuali documentate sono esito di un dativo o di un genitivo pi antichi; nella
quarta e nella quinta colonna sono specificati i sintagmi preposizionali utilizzati per le funzioni in
esame; infine, nellultima colonna, sono elencate le principali funzioni sintattiche. La tabella 2
riguarda in modo specifico le forme clitiche dei pronomi personali in bulgaro, macedone e
neogreco6.
Qui vanno inserite le tabelle 1 e 2
2.1. Il bulgaro7
In paleoslavo, il genitivo di nomi e pronomi tonici svolge unampia gamma di funzioni, comprese
quella possessiva e partitiva. Il dativo, a sua volta, uno dei casi pi utilizzati, che non solo resiste
maggiormente allinflusso modellizzante esercitato dalla lingua greca nelle traduzioni dei testi sacri
2

ma, addirittura, viene preferito a originari genitivi greci di specificazione e genitivi assoluti
(Marcialis, 2007: 200, 206), possibile indizio del fatto che il dativo stava prendendo il sopravvento
sul genitivo. Lalternanza tra i due casi attestata prevalentemente allinterno del sintagma
nominale e aggettivale, soprattutto l dove linterpretazione oscilla tra Possessore (dora innanzi Pe)
e Beneficiario (Lunt, 2001: 149; Feuillet, 2012: 186)8. In prospettiva diacronica, nei manoscritti
slavo-ecclesiastici di redazione bulgara, si fa progressivamente pi evidente non solo lespansione
del dativo ai danni del genitivo, ma anche lo sviluppo di sintagmi preposizionali in sostituzione del
caso semplice sia in funzione di OI (na + dativo), sia, anche se successivamente, di Pe (Bubenik,
2001: 36-37)9.
Il fenomeno acquista sempre maggiore evidenza nel corso dei secoli cos che in bulgaro moderno,
lingua che presenta una flessione decisamente semplificata, tranne qualche rara forma nominale
relittuale, il dativo resta solo nelle forme clitiche dei pronomi personali, utilizzato senza
preposizione per esprimere sia il Pe, sia lOI (es. 1 e 2)10.

(1)

majka

mi

mother.F.Sg 1Sg.Dat.Cl
my mother (da Tomi, 2006: 101)

(2)

Ne

mu

go

not

3sg.m.dat.cl

3sg.m.acc.cl is.cl

dal.
given.m.sg.l-part

He hasnt given it to him. (da Tomi, 2004: 18)


Il sintagma preposizionale na + sostantivo deputato, invece, sia allespressione del possesso
adnominale (es. 3)11, sia alla codifica di funzioni e ruoli tipici del dativo, quali Ricevente (es. 4),
Beneficiario, dativo etico, Pe nella costruzione del possessore esterno.

(3)

Zagubixme

knigata

lose.1Pl.Aor book+the.F.Sg

na

Jana/ Stojan/ djadoto.

to

Jana Stojan grandpa+the.N.Sg

We lost Janas/Stojans/grandpas book. (tratto, con lievi modifiche, da Tomi, 2006: 107)

(4)

Dadox

knigata

give.1Sg.Aor book+the.F.Sg

na

Jana/ Stojan/ djadoto.

to

Jana Stojan grandpa+the.N.Sg

I gave the book to Jana/Stojan/the grandpa. (da Tomi, 2006: 107)


3

Infine, di norma, le relazioni partitiva e pseudopartitiva sono espresse differentemente dal Pe


adnominale, rispettivamente con il sintagma preposizionale ot (da, di) + nome (ad es., aa ot
tova vino un bicchiere di quel vino) e per mezzo di una struttura giustappositiva (ad es., aa vino
un bicchiere di vino)12.

2.2. Il macedone
Anche il macedone standard, che presenta notevoli somiglianze con il bulgaro, ha un sistema
flessionale estremamente ridotto e prevede luso di sintagmi preposizionali per lespressione del Pe
e dellOI. Una differenza fondamentale, peraltro, nella duplice codifica del Pe, per mezzo del
sintagma na + sostantivo (es. 6) costrutto questo usato anche per lespressione delle relazioni
codificate dallOI (es. 7) o per mezzo del sintagma od da + sostantivo che implicherebbe una
componente ablativale (Tomi, 2006: 81 sg.).

(6)

Ja
3Sg.F.Acc.Cl

zaginavme

knigata

na/ od

Ana/Stojan(a).

lose.1Pl.Perf.Past

book+the.F.Sgto

from

Ana/Stojan.(Acc)

We lost Janas/Stojans book. (da Tomi, 2006: 82)

(7)

Mu

ja

dadov

3Sg.M.Dat.Cl 3Sg.F.Acc.Cl give.1Sg.Perf.Past


Stojana/

studentot/ edno

dete.

Stojan.Acc

student+the.M.Sg

a boy

knigata

na

book+the.F.Sg

to

I gave the book to Stojan/the student/a boy. (da Tomi, 2006: 81)
In effetti, tra i due costrutti deputati allespressione del Pe, il primo pare essere quello meno
marcato e pi diffuso, come mostrerebbe il fatto che od usato: a) prevalentemente nel caso di
Possessori inanimati; b) obbligatoriamente quando il Pe sia, a sua volta, il modificatore di un
sintagma preposizionale; c) obbligatoriamente per esprimere una relazione partitiva (ad esempio,
pare od mladoto sirenje un pezzo del formaggio fresco). Lo pseudopartitivo espresso, invece,
tramite strutture giustappositive, ad esempio, pare mlado sirenje un pezzo di fromaggio fresco.
Le forme clitiche del dativo dei pronomi personali possono sia codificare il Pe adnominale (es. 8)13,
sia svolgere funzioni tipiche del dativo (cf. OI nelles. 9).

(8)

majka

mi/ti/mu/i

mother

1Sg/2Sg/3Sg.M/3Sg.F.Dat.Cl

my/your/his/her mother (da Tomi, 2006: 74)

(9)

Mi

go

dade.

1Sg.Dat.Cl

3Sg.N.Acc.Cl

give.3Sg.Perf.Past

He gave it to me. (da Tomi, 2006: 63)


2.3. Lalbanese e il romeno14
In albanese, sin dalle prime attestazioni (seconda met del XV sec.), i morfemi flessionali del
genitivo e del dativo originari non sono pi distinti. In particolare, le forme di singolare sono esito
di antichi dativi, mentre la desinenza del plurale (-ve) deriva con ogni probabilit dal morfema di
genitivo indoeuropeo *-m15. Tuttavia, le relazioni tradizionalmente proprie del caso genitivo Pe
compreso sono espresse di norma, per mezzo di una struttura specifica che prevede che la forma
casuale sia preceduta da un elemento connettore, clitico (i, e, t, s), il quale si accorda per genere,
numero e caso con la testa nominale di cui modificatore16.
La funzione dellOI codificata dalla stessa forma casuale che occorre nella costruzione deputata
alla codifica del Pe. Il partitivo codificato in modo analogo al Pe (Kjo sht nj pjes e
dhurataveGEN.PL.Questa una parte dei regali); lo pseudopartitivo, invece, espresso con lablativo
indeterminato (nj grup puntorshABL.PL. Un gruppo di operai)17.
In romeno, a sin dalle prime testimonianze scritte (prima met del XVI sec.), il caso dativo a
esprimere il ruolo di Pe adnominale e la funzione sintattica di OI. Quanto ai pronomi clitici, il
dativo poco usato per esprimere il Pe adnominale ed percepito da molti parlanti come desueto e
poetico; molto pi diffuso luso di queste forme in funzione di possessori esterni (Pancheva,
2004: 189). Il partitivo e lo pseudopartitivo sono codificati entrambi per mezzo di un sintagma
preposizionale con de (Koptjevskaja-Tamm, 2009).

Per concludere questa rapida rassegna, opportuno ricordare che, in base a quanto osserva J.
Feuillet (2012: 78), tutte le lingue balcaniche qui considerate usano la costruzione verbo essere +
genitivo/dativo (o sintagma preposizionale) per esprimere a livello di frase lappartenenza, cf.,
ad esempio, alb. I kujt sht ky libr? Di chi questo libro?18.

3. IL SINCRETISMO DI GENITIVO E DATIVO IN GRECO


Il neogreco, differentemente dalle altre lingue balcaniche interessate dal fenomeno, lunica lingua
nella quale permane il solo genitivo a scapito del dativo. Com noto, il processo di scomparsa di
questultimo caso complesso ed eterogeneo, ed stato oggetto di numerosi studi19. Osservava A.
Meillet (1965: 45-46) che, bench la tendenza alla riduzione del sistema casuale sia presente in tutte
le lingue indoeuropee, in greco essa particolarmente forte, soprattutto rispetto alle lingue attestate
in fasi cronologicamente pi tarde e con uno stadio di evoluzione pi avanzato, ed caratterizzata
dalla scomparsa dei casi con valore concreto. In questo processo, il caso maggiormente coinvolto
stato indubbiamente il dativo che, assunte prima le funzioni proprie del locativo, poi quelle dello
strumentale, divenuto, a sua volta, il caso pi concreto nella lingua greca classica20. Il dativo,
inoltre, in greco antico, il caso meno frequente e, se si esclude il nominativo singolare, quello con
il pi elevato numero di allomorfi (Luraghi, 2004: 366 sg.). Proprio nellespressione delle nozioni
concrete, codificate gi in fase antica per mezzo di sintagmi preposizionali, si constatano i primi
segni di debolezza del dativo; quando, invece, codifica lOI o la persona interessata allevento, esso
sopravvive pi a lungo. La scomparsa del dativo proprement dit, infatti, viene generalmente
collocata tra il IV e lVIII sec. d. C.
Le tappe di questo processo, in cui il dativo cede terreno allaccusativo e al genitivo, sono
solitamente schematizzate nel modo seguente:
I) fuori dalla Grecia, dal II sec. a. C., i papiri privati e gli ostraka egiziani documentano segni della
crisi del dativo, sostituito dallaccusativo e dal genitivo, oppure usato in modo improprio. Questo
fenomeno coinvolge dapprima le forme enclitiche di pronomi personali per poi estendersi a nomi
propri di persona o di parentela (Browning, 1983: 37). Una massiccia sostituzione del dativo con il
genitivo si osserva nelle iscrizioni greche in Anatolia (prevalentemente IV-V sec. d. C.).
II) Nel greco neotestamentario sono documentati sia sintagmi preposizionali con funzioni prima
svolte esclusivamente da dativi semplici, sia genitivi pronominali usati in luogo di dativi.
Questultimo fenomeno stato oggetto di diversi studi nei quali sono state formulate ipotesi
differenti, ma che condividono tutte lidea che nella confusione tra genitivo e dativo dei pronomi
enclitici nel greco neotestamentario sia da vedere il punto di partenza del sincretismo di genitivo e
dativo, che sarebbe stato innescato da mutamenti nella posizione del predicato e delle forme
enclitiche dei pronomi personali e/o dalla costruzione del possessore esterno21.
III) In Grecia, soprattutto tra il IV e lVIII sec. d. C., la confusione nelluso dei dativi dei pronomi
clitici, prima con forme di accusativo poi anche di genitivo, attestata per lo pi nei papiri.

IV) Nel IX-X sec., la crisi del dativo osservabile anche in testi letterari, dato questo che ne
sancisce la definitiva uscita dalluso.
V) Nel greco medievale (testi popolari dallXI al XV sec.), si afferma luso dei sintagmi (> )
a, in e (> ) attraverso con accusativo per codificare rispettivamente i ruoli di Ricevente e
Beneficiario, prima espressi dal solo dativo (Bubenik 2001); laccusativo, nel frattempo, diventato
lunico caso retto da preposizione.
Per quanto riguarda linflusso dei mutamenti fonetici sulla scomparsa del dativo, appare
condivisibile lopinione di J. Humbert (1930: 41 sgg.; 167), il quale osserva che, bench molti altri
aspetti dellevoluzione fonetica del greco di quei secoli rimangano di difficile interpretazione,
appare chiaro che, mentre la sostituzione del dativo con laccusativo sembra essere stata
determinata principalmente da mutamenti fonetici, lestensione del genitivo va spiegata su basi
diverse.
Da questo quadro, seppure sommario, emerge che la scomparsa del dativo non avviene in modo
casuale e generalizzato, ma si verifica secondo linee di sviluppo abbastanza precise, sia in
prospettiva semantica che a livello sintattico. In tutti i casi documentati dallo studioso francese,
infatti, oltre ai pronomi personali, che ovviamente denotano esseri animati, sono coinvolti
innanzitutto nomi propri di persona, mentre i nomi comuni soprattutto fuori dalla Grecia
mostrano maggior resistenza. I contesti in cui pi frequentemente si osserva la confusione tra
genitivo e dativo sembrano essere le sequenze in cui co-occorrono nomi in genitivo e dativo. Dal
punto di vista sintattico, infine, il dativo sembra essere sostituito dallaccusativo o dal genitivo
innanzitutto quando costituisce il secondo argomento di un predicato, mentre resiste pi a lungo l
dove in funzione di OI.
Il quadro sopra esposto pu essere ulteriormente ampliato, considerando altri dati relativi a possibili
convergenze funzionali dei due casi presentati qui in modo estremamente sintetico e la cui
effettiva portata sul processo di sincretismo andr valutata pi a fondo che possono essere
interpretati come ulteriori cause o indizi della crisi del dativo.
a) Lespressione del possesso costituisce unimportante area di convergenza nelluso dei casi in
esame, sia nellambito della costruzione del possessore esterno, sia nelle strutture predicative
+ dativo o genitivo. In questultimo tipo di costruzione, in greco antico il dativo diviene via
via pi raro per lespansione di nellespressione del possesso predicativo (Kulneff-Eriksson,
1999). Questevoluzione potrebbe costituire una spia importante del fatto che laffermazione del
genitivo sul dativo avviene primariamente nellarea del possesso.

b) Genitivo e dativo in greco antico occupano posizioni sintattiche analoghe, a livello sia di
sintagma nominale che di frase, come II argomento di predicato in contrapposizione allaccusativo.
c) Per quanto concerne la confusione tra accusativo e dativo, gi in et ellenistica documentata
lestensione delluso del costrutto accusativo pi infinito a verbi impersonali (ad es. ), dove
laccusativo sostituisce il dativo22.

Nel neogreco, che presenta un sistema a quattro casi (nom., acc., gen., voc.), il dativo permane
esclusivamente in espressioni di tipo proverbiale o, in modo alquanto artificiale, nella lingua
ufficiale scritta23. Il genitivo gli definitivamente subentrato nella lingua standard, tranne che nei
dialetti settentrionali, dove laccusativo a sostituire il dativo24.
Per quanto concerne le funzioni del genitivo adnominale, i dati della variet standard di neogreco e
quelli del greco demotico tradizionale sono discrepanti: nella variet standard, soprattutto nel
registro formale, certo per una volont puristica associata alla , per il genitivo
nominale modificatore di un nome si constata unampia gamma di usi; nel demotico, invece,
soprattutto negli usi colloquiali e pi antichi, il genitivo esprime quasi esclusivamente possesso e,
di norma, si riferisce a entit animate, prevalentemente umane (es. 10). Quando il referente sia
inanimato e con i sostantivi che mancano del genitivo plurale, tuttavia, si ricorre al sintagma +
accusativo, struttura usata anche per la codifica della relazione partitiva (
due dei miei amici); lo pseudopartitivo espresso, invece, per mezzo di una costruzione
giustappositiva ( NOM.-ACC. NOM.-ACC. un bicchiere dacqua)25.
(10) Lucys house (da Holton et al., 2012: 337)

LOI ed i ruoli tipici del dativo sono codificati dal genitivo o da un sintagma preposizionale
costituito da un nome in accusativo preceduto da a per il Ricevente (es. 11) e,
obbligatoriamente, per il Destinatario o y per (Beneficiario).
(11) / S/he gave it to Catherine
(da Holton et al., 2012: 337)

Analogamente, le forme clitiche del genitivo dei pronomi personali codificano il possesso
adnominale (Pe, genitivo soggettivo e oggettivo) e, a livello di frase, le relazioni dativali (es. 12 e
13).
8

(12) my father
(13) S/he gave me a necklace (da Holton et al., 2012: 336-337)
Per riassumere, nel demotico tradizionale il genitivo ha come funzione primaria lespressione del
Pe, ruolo nucleare nella gamma funzionale di questo caso sia in prospettiva tipologica che
genealogica (Nikiforidou, 1991). A questa si collega la codifica dellOI, esprimente differenti ruoli
semantici (Ricevente e Beneficiario) che implicano il coinvolgimento indiretto dellentit codificata
in genitivo nellazione espressa dal predicato e che si possono intendere cognitivamente come
Possessori in prospettiva. Il sincretismo di genitivo e dativo in greco, pertanto, non ha coinvolto
tutte le funzioni svolte dai due casi in esame nella fase antica, ma si limitato alle relazioni
grammaticali (Luraghi, 2004: 377) e ai ruoli prototipici dei casi originari. Questo tipo di processo,
che attribuisce alla codifica del genitivo, privo di preposizioni, lespressione di due funzioni
sintattiche fondamentali (modificatore adnominale con al centro il ruolo di Pe e OI), pienamente
coerente come osserva S. Luraghi (2004) con la linea di sviluppo della lingua greca verso un
sistema in cui i casi semplici sono deputati allesclusiva codifica di funzioni sintattiche, mentre le
funzioni concrete diventano appannaggio dei sintagmi preposizionali. Nella stessa prospettiva, si
pu parimenti spiegare come mai il genitivo abbia perduto la sua funzione partitiva e lespressione
dellorigine, che, continuando una tendenza della quale primi indizi sono documentati gi nella fase
antica, ricevono in neogreco codifiche differenti.
Resta da accennare, infine, al fatto che processi di sincretismo analoghi a quello verificatosi in
greco, dove il genitivo a estendere la sua gamma funzionale includendo ruoli e funzioni svolte in
fasi pi antiche dal dativo, sono osservabili o ricostruibili anche in altre lingue indoeuropee, al di
fuori della lega balcanica e, in modo particolare, nelle lingue indoarie e iraniche (Pompeo e
Benvenuto, 2011).

4. CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE
Bench questa sia solo unindagine preliminare e restino da approfondire molti aspetti, soprattutto
riguardo allalbanese e al romeno, possiamo provare a tracciare un primo bilancio.
Nel prevalere del caso genitivo sul dativo il greco presenta analogie con altre lingue indoeuropee di
antica attestazione, in particolare le lingue indoarie. La solidariet riscontrabile tra il neogreco e le
lingue dellarea balcanica coinvolte va individuata, invece, sul piano funzionale e prevede per lo
9

meno due processi di convergenza correlati. Innanzi tutto, le forme risultanti dalla convergenza di
genitivo e dativo nelle varie lingue balcaniche:
a) esprimono primariamente relazioni grammaticali;
b) codificano fondamentalmente i ruoli semantici di Pe e Ricevente/Destinatario;
c) si riferiscono prevalentemente a entit animate, per lo pi umane.
Il fenomeno considerato, pertanto, non consiste in una generica confluenza delle funzioni del
genitivo o del dativo, ma, in modo analogo a quanto osservato per il greco, si caratterizza come uno
specifico processo sincretico che, anche in bulgaro e macedone, ha fuso in ununica codifica i ruoli
nucleari e le funzioni sintattiche dei due casi originari, eliminando le componenti concrete dalla loro
sfera duso e affidandole a strutture differenti; la contiguit semantico-cognitiva dei ruoli coinvolti
ha favorito tale processo. In tale prospettiva, quindi, vanno spiegate non solo le restrizioni osservate
relativamente allanimatezza del Pe, ma soprattutto le codifiche differenti utilizzate per
lespressione della relazione partitiva (costrutto analitico con preposizione esprimente
separazione) e pseudopartitiva (struttura giustappositiva) in bulgaro, macedone e neogreco.
Questa seconda convergenza tanto pi rilevante se si considera che, in questo processo, bulgaro e
macedone si differenziano da tutte le altre lingue slave, che codificano, invece, sia la relazione
partitiva che quella pseudopartitiva con il genitivo (Koptjevskaja-Tamm, 2009).
I tratti specifici di questo tipo di sincretismo aiutano a comprendere perch si sia potuto affermare
nelle diverse lingue balcaniche: tale processo rispondeva pienamente alla sempre maggiore
tendenza allanaliticit osservabile in buona parte delle lingue balcaniche, tendenza verso
costruzioni trasparenti, motivate e pi facilmente analizzabili nella loro struttura, dove lespressione
delle relazioni propriamente sintattiche affidata a codifiche differenti rispetto a quella delle
nozioni concrete. In questottica, pertanto, il cambiamento avvenuto nel greco bizantino si
configura come balcanismo perch ben risponde al mutamento tipologico in atto nelle lingue
dellarea.
In conclusione, appare verosimile che, come teorizzato tra gli altri da E. Banfi (1985), il
balcanismo, originatosi in greco, si sia poi esteso ad altre lingue dellarea, perlomeno al bulgaro, in
quanto il contatto con una lingua di prestigio come il bizantino, in condizioni di bilinguismo o
plurilinguismo, deve aver rafforzato tendenze gi preesistenti nelle lingue dellarea, in quella
definita da P. Ramat (1988: 311) una cospirazione tra cause linguistiche interne (in termini di
tendenze tipologiche) e cause esterne (in termini di contatti interlinguistici). Come osservato dal
Rohlfs (1990: 342 sgg.), la presenza dello stesso tipo di fenomeno nei dialetti meridionali della zona

10

dellAspromonte, dove linflusso esercitato dal greco pi persistente, costituirebbe un ulteriore


indizio del fatto che lorigine di questo balcanismo va individuata nel grec vulgaire.

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12

Tabella 1. Forme e funzioni del genitivo-dativo nelle varie lingue balcaniche


Lingua

Caso morfologico

Sintagma preposizionale

Genitivo Dativo

Preposizione dativale
Altro
na + sostantivo
na + sostantivo o pronome personale tonico
na/od + acc./ nom. di sostantivo

Bulgaro
Macedone

na + acc./nom.
Neogreco

Albanese al plurale al singolare


X

Romeno

Funzione
sintattica
a) possesso in SN
b) OI
a) possesso in SN

b) OI
+ acc.
a) possesso in SN
b) OI
+ acc.
connettivo + gen.-dat. a) possesso in SN
b) OI
a) possesso in SN
b) OI

Tabella 2. Forme e funzioni del genitivo-dativo dei pronomi personali clitici


Lingua
Bulgaro

Caso morfologico
Genitivo Dativo
X
X

Macedone
Neogreco

Funzione sintattica
a) possesso in SN
b) OI
a) possesso in SN
b) OI
a) possesso in SN
b) OI

13

NOTE

Il presente testo costituisce una sostanziale rielaborazione della relazione orale presentata al

Workshop Lingue e grammatiche. Contatti, divergenze, confronti (Siena, Universit per Stranieri,
3-4 novembre 2011), svolta nellambito del PRIN 2008 Mutamento e contatto tra variet nella
diacronia linguistica del Mediterraneo. Ringrazio quanti cortesemente hanno voluto rileggere
questo lavoro per i loro preziosi suggerimenti. Le responsabilit e le eventuali inesattezze
rimangono, ovviamente, mie.
1

Per sincretismo intendo un processo diacronico consistente nellintegrazione di due o pi categorie

paradigmatiche, originariamente distinte, in una singola categoria, per mezzo della fusione delle
loro forme e delle loro funzioni (Meiser, 1992).
2

Circa la questione dibattuta della balcanicit del greco, si veda, ad esempio, Schaller (1975).
Questo fenomeno considerato qui solo marginalmente. Per unanalisi dettagliata, di tipo

prevalentemente sincronico, rinvio a Pancheva (2004) e alla bibliografia ivi citata.


4

La convergenza nella codifica degli pseudopartitivi gi individuata dal Sandfeld, che la illustra

tra le concordances entre diffrentes langues balkaniques (non tra quelle gnrales) e la
definisce nel modo seguente: le bulgare et lalbanais saccordent avec le grec dans le non-emploi
dun partitif aprs les indications de mesure (1930: 109 sg.). Per le nozioni di partitivo e
pseudopartitivo, si veda Koptjevskaja-Tamm (2009).
5

Nella letteratura, il termine possessivo, quando riferito a un modificatore adnominale, spesso

usato come una sorta di sinonimo di genitivale e designa una gamma eterogenea di relazioni
semantiche tra una testa nominale e un elemento modificatore. Parimenti, letichetta oggetto
indiretto pu essere usata per includere varie funzioni sintattiche e ruoli semantici.
6

Si fa qui riferimento alle lingue standard, escludendo dunque, di norma, le variet dialettali.

Bulgaro e macedone sono qui considerati separatamente. Alcuni studiosi, peraltro, basandosi sul

fatto che fino al sec. XIX non documentata una distinzione netta tra le due lingue, non operano
questa distinzione; cf., ad esempio, Feuillet (2012). I dati presentati in questo paragrafo e nei
successivi sono tratti prevalentemente da Tomi (2006).
8

Alcuni studiosi spiegano questo fenomeno teorizzando lesistenza in paleoslavo di due differenti

strutture possessive, una con il genitivo, laltra con il dativo (cf., ad esempio, Pancheva, 2004: 188).
14

Il significato originale di na di tipo locativo in.

10

Luso del dativo del pronome personale clitico, che segue il primo elemento del sintagma

nominale, ristretto ai sintagmi nominali definiti (Dimitrova-Vulchanova & Giusti, 1999: 169).
11

Letichetta possesso adnominale, riferita sia al sintagma preposizionale con na che al pronome

clitico, comprende vari ruoli semantici. Circa lesistenza di una gerarchia implicazionale del tipo
Pe > agente > tema in bulgaro, si veda Dimitrova-Vulchanova & Giusti (1999). Coerentemente
con quanto si osserva in altre lingue, in bulgaro il Pe nellambito del sintagma nominale pu essere
espresso anche mediante un aggettivo di relazione o un possessivo, come nellespressione mojata
ekspirova kniga il mio libro di Shakespeare (cf., tra gli altri, Dimitrova-Vulchanova & Giusti,
1999).
12

Cf. Koptjevskaja-Tamm (2009: 329 sg.).

13

Tale funzione possibile solo quando la testa del sintagma un nome di parentela non modificato

da un articolo. Negli stadi pi antichi della lingua macedone, secondo quanto osserva la Tomi
(2006: 74, n. 59), la restrizione nelluso dei clitici che codificano il Pe adnominale non attestata.
14

Mi limito qui ad accennare rapidamente ai dati relativi allalbanese e al romeno, riservandomi di

trattarne pi diffusamente altrove.


15

Come noto, per lalbanese si distinguono due dialetti principali, tosco e ghego; sul tosco si

fonda lalbanese standard postbellico. Quanto al sistema dei casi e alla struttura del sintagma
nominale, le due variet non sembrano differire sostanzialmente (Tomi, 2006: 186).
16

Conseguentemente nella letteratura, a seconda della prospettiva di analisi adottata, il sistema

flessionale dellalbanese descritto come provvisto di quattro o cinque casi: nom., acc., (gen.), dat.
e abl.
17

B. Dashi c.p.

18

Bench lo studioso francese usi il termine possession, dagli esempi che cita (compreso quello

riportato sopra) emerge, a mio avviso, chiaramente che si tratta, piuttosto, di appartenenza.
19

Si vedano, ad esempio, Humbert (1930) e Merlier (1931). I dati relativi alla diacronia della lingua

greca sono tratti prevalentemente da Bortone (2010), Luraghi (2003, 2004) e Horrocks (2010).
15

20

Occorre premettere che in questo contributo mi limiter, in linea di massima, alla considerazione

di quello che J. Humbert (1930) denomina le datif proprement dit, vale a dire escluder lesame
della codifica delle nozioni di Luogo e Strumento.
21

Cf. Gianollo (2010) e la bibliografia ivi citata.

22

Cf., ad esempio, Sipetzis (2004).

23

I dati riguardanti il neogreco sono tratti prevalentemente da Holton et al. (2012) e Tomi (2006).

24

Per lespressione del Pe adnominale, peraltro, anche in queste variet usata la forma clitica del

genitivo dei pronomi personali.


25

I primi indizi della codifica della funzione partitiva per mezzo di sintagmi preposizionali si

osservano gi in greco antico (Luraghi, 2003). Tracce della costruzione giustappositiva sono
documentate in scritture private del II sec. d. C. (Harrison, 2002).

16