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In materia di responsabilit amministrativa

- In generale

Corte dei Conti, sez. riunite, n. 10/2003/QM del 23 aprile 2003


(Nella responsabilit amministrativa rientra anche la tutela di interessi ulteriori rispetto all'integrit patrimoniale: fra
questi vi la tutela dellimmagine delle P. A., ossia la tutela della propria identit, buon nome, reputazione e
credibilit, nonch linteresse che le competenze individuate siano rispettate, le funzioni assegnate siano esercitate, le
responsabilit dei funzionari siano attivate. Ogni azione del pubblico dipendente che leda tali interessi si traduce in
un'immagine negativa della P.A.
Il danno allimmagine di una P. A. una fattispecie di danno esistenziale)
Corte dei Conti, sez. 2a giurisdizionale centrale, n. 44 del 12 febbraio 2003
(Gli elementi della responsabilit amministrativo-contabile sono il danno, l'antigiuridicit della condotta e il dolo o la
colpa grave. Non solo un'attivit posta in essere in assoluta carenza di potere ma anche la mera illegittimit della
condotta integra l'elemento dell'antigiuridicit.
Ai fini della possibilit di tener conto dei vantaggi conseguiti, la causa di questi deve identificarsi con la causa del
danno)
Corte dei Conti, sez. 1a giurisdizionale centrale d'appello, n. 15 del 14 gennaio 2003
(La responsabilit amministrativo-contabile un istituto che, pur finalizzato al risarcimento del danno erariale, non
privo di carattere sanzionatorio in senso pubblicistico, evidenziato da elementi quali l'iniziativa del P.M., il carattere
personale e lintrasmissibilit agli eredi, il potere del giudice di ridurre gli addebiti, ecc.)
Corte dei Conti, sez. 3a giurisdizionale centrale d'appello, n. 24 del 4 febbraio 2002
(La legge delinea una tipologia di responsabilit amministrativa di natura personale; ove il danno sia riferibile
allazione di pi soggetti, la responsabilit circoscritta alla parte che ciascun soggetto ha preso nella produzione del
fatto dannoso)
Corte costituzionale, n. 340 del 24 ottobre 2001
(Non conforme ai principi dell'ordinamento attenuare ulteriormente, in via generale, i casi di responsabilit
amministrativa per colpa grave.
Nell'ambito delle sanzioni amministrative a carico dei dipendenti o amministratori non esiste una generale estensione
della responsabilit o solidariet degli "enti", a differenza della solidariet per il risarcimento del danno a terzi.
L'attenuazione della responsabilit amministrativa, nei singoli casi, rimessa al potere riduttivo sul quantum affidato
al giudice, che pu anche tenere conto delle capacit economiche del soggetto responsabile, oltre che del
comportamento, al livello della responsabilit e del danno effettivamente cagionato. In contrasto con questi principi
dell'ordinamento , invece, la previsione di una riduzione predeterminata ed automatica della responsabilit
amministrativa per colpa grave, sotto il profilo quantitativo patrimoniale.
La responsabilit amministrativa non richiede necessariamente l'esistenza di un rapporto d'impiego o la qualit di
dipendente, ma il semplice inserimento nell'organizzazione della P.A. con lo svolgimento di funzioni proprie della
stessa amministrazione, cos come avviene per gli amministratori o i funzionari onorari. Infatti l'esercizio di pubbliche
funzioni di una P.A. non deve necessariamente avvenire utilizzando esclusivamente dipendenti legati da rapporto
d'impiego, non coincidendo con l'apparato degli uffici caratterizzato da rapporto di lavoro dipendente. E' legittima la
previsione dell'esercizio di dette funzioni da parte di soggetti con un rapporto sottostante anche meramente onorario o
di mero servizio o di obbligo)

- In materia di "colpa grave" nella responsabilit amministrativa

Corte dei Conti, sez. 2a giurisdizionale centrale d'appello, n. 161 del 28 aprile 2003
(In caso di deliberazione illegittima di organo collegiale, l'asserita astensione in sede di votazione non rileva ai fini
della insussistenza della colpa grave: semmai tale effetto pu riconoscersi solo al voto contrario, che impone di
assumere una posizione netta sia ai fini della deliberazione da adottare, sia nei confronti degli altri componenti
dell'organo collegiale, da cui l'amministratore dimostra di dissociarsi. Neppure sono influenti per accertare o meno la
colpa grave i pareri favorevoli del dirigente e del segretario comunale, di per loro inidonei ad incidere sull'elemento
soggettivo)
Corte dei Conti, sez. 2a giurisdiz. centrale, n. 389 del 18 dicembre 2001
(E'viziato da colpa grave il comportamento dell'aver deliberatamente omesso gli adempimenti che rendano concreti ed
operativi gli incarichi conferiti con deliberazioni consiliari, ed in particolare l'omissione dell'impegno di spesa e di una
convenzione regolante compiutamente i rapporti col professionista)
Corte dei Conti, sez. giurisdiz. per la Reg. Sardegna, n. 887 del 27 agosto 1997
(La colpa grave ai fini della responsabilit degli amministratori pubblici - inquadrata nella nozione di colpa
professionale di cui all'art. 1176, 2 comma c.c. - va identificata nel particolare e oculato grado di diligenza richiesto
all'amministratore pubblico)

- Casi specifici

Corte dei Conti, sez. 3a giurisdizionale centrale, n. 78 del 13 marzo 2002


(Non sussiste la responsabilit dei componenti degli organi politici di una P.A. che abbiano approvato una delibera
illegittima e produttiva di danno erariale, quando, dubitando della legittimit della proposta di delibera prima
dell'approvazione, abbiano richiamato su di essa l'attenzione degli uffici tecnici o amministrativi titolari dell'istruttoria,
dimostrando cos da un lato di avere svolto in modo ponderato la loro funzione e dall'altro allertando e ulteriormente
responsabilizzando i funzionari responsabili dell'istruttoria. Infatti dall'aver richiesto un supplemento istruttorio, gli
amministratori debbono ragionevolmente attendersi un'istruttoria particolarmente accurata, provenendo da funzionari
il cui ruolo attivo e responsabile rispetto alla delibera che si va ad assumere stato ben sottolineato dagli
amministratori stessi.
Non pu condividersi l'assunto della sostanziale inaffidabilit degli appartenenti agli uffici amministrativi e tecnici di
una P. A., tutte le volte che siano chiamati ad esercitare funzioni che potranno avere effetti anche su se medesimi)
Corte dei Conti, sez. 2a giurisdiz. centrale, n. 353 del 2 dicembre 2002
(E' responsabile il funzionario che, in relazione ad un contributo deliberato dalla Giunta, ne disponga l'erogazione
senza laccertamento della realizzazione del servizio e della spesa effettivamente sostenuta dal beneficiario, attraverso
lesame della documentazione contabile.
Corte dei Conti, sez. 2a giurisdiz. centrale, n. 33 del 5 febbraio 2002
(E' fonte di responsabilit amministrativa il comportamento dell'aver affidato un appalto ad una ditta palesemente
inidonea a svolgerlo per mancanza di mezzi e dell'aver pagato prestazioni non corrispondenti alla quantit e qualit dei
servizi appaltati)
Corte dei Conti, sez. giurisdiz. per la Reg. Sardegna, n. 887 del 27 agosto 1997
(La mancanza di un regolamento non pu costituire per se stessa elemento costitutivo di danno erariale a carico degli
amministratori pubblici.
Gli amministratori pubblici, in quanto componenti di organi collegiali, possono essere chiamati a rispondere solo per
danni erariali che scaturiscano dall'attivit volitiva in quella sede espletata)

- In materia di responsabilit di amministratori e funzionari degli Enti Locali

Corte dei Conti, sez. 2a giurisdizionale centrale, n. 196 del 21 maggio 2003
(Sono responsabili gli amministratori locali che affidino ad una impresa, gi affidataria di analoghi lavori nello stesso
Comune, ulteriori lavori extra-contratto senza il minimo rispetto delle procedure di gara pubblica e in carenza di
qualsiasi atto deliberativo di copertura finanziaria; in particolare la responsabilit sussiste, a titolo di colpa grave, per
l''ingiustificato ritardo nei pagamenti alla ditta esecutrice e, quindi, per i maggiori esborsi, per interessi e spese legali,
sostenuti dal Comune a causa dell'impossibilit giuridica e contabile di fronteggiare puntualmente i pagamenti relativi
ai lavori illegittimamente disposti)
Corte dei Conti, sez. 2a giurisdizionale centrale, n. 44 del 12 febbraio 2003
(E' fonte di responsabilit per gli amministratori locali l'aver disposto l'erogazione di premi di produttivit in forma
generalizzata a tutti i dipendenti, in base esclusivamente alla presenza e non in relazione all'attuazione di programmi
aggiuntivi rispetto al lavoro ordinario, e come tali compensabili in aggiunta al trattamento ordinario)
Corte dei Conti, sez. 3a giurisdizionale centrale d'appello, n. 24 del 4 febbraio 2002
(Non sussiste la responsabilit amministrativa dei componenti della giunta municipale, la quale abbia assunto i
doverosi e necessari provvedimenti per rendere funzionante una pubblica struttura, sulla base dell'istruttoria
dellapparato burocratico e delle informazioni fornite dallassessore competente al ramo e dal sindaco. In caso di gravi
inefficienze nei lavori, queste non possono essere addebitate all'organo di governo dell'ente locale, al quale non pu
imputarsi alcuna responsabilit collegiale: l'onere di verificare se i lavori siano effettuati tempestivamente ed a regola
d'arte, non pu ricadere sulla giunta, ma. al contrario, grava sulla competente struttura dellapparato burocratico, sul
competente assessore e sul sindaco.
Sussiste la colpa grave e la responsabilit del sindaco e dell'assessore competente nel caso in cui la realizzazione di
un'opera pubblica sia affrontata senza valutare e programmare gli interventi atti a conseguirne la tempestiva
funzionalit, non sottoponendo in tempo alla Giunta le iniziative necessarie ed esponendo lente territoriale ad esborsi
senza contemporanea utilizzazione dell'opera)
Corte dei Conti, sez. 2a giurisdizionale centrale, n. 281 del 5 settembre 2001
(Comporta colpa grave per gli amministratori del Comune l'adozione di una delibera, in cui l'approfondita disamina
richiesta dalla particolare materia sia, in base al testo della delibera, del tutto mancata e, comunque, non venga
evidenziata onde consentirne una valutazione. Tale condotta omissiva non pu trovare giustificazione in un
palesemente errato visto di legittimit o di regolarit tecnica. In particolare vi colpa grave degli assessori nell'aver
deliberato una lite temeraria, senza esaminare gli atti relativi alla questione, tra i quali il parere negativo espresso sul
punto dal legale dell'Ente)
Corte di Cassazione, sez. 3a civile, n. 11969 del 25 novembre 1998

(In caso di impegni di spesa irregolarmente assunti nell'acquisizione di beni e servizi degli enti locali, il rapporto
negoziale intercorre direttamente tra amministratore o funzionario che ha consentito la fornitura e controparte privata.
In tal caso il privato pu esperire azione, per l'adempimento degli obblighi negoziali, nei confronti del funzionario o
dell'amministratore, che risponde con il suo patrimonio; il privato, pertanto, non pu esperire nei confronti dell'ente
locale neppure l'azione di indebito arricchimento perch difetta il necessario requisito della sussidiariet di tale azione,
che viene escluso se esista altra azione esperibile dal preteso danneggiato nei confronti della parte inadempiente.
Gli atti di acquisizione di beni e servizi agli enti locali sono solo apparentemente riconducibili ad essi, realizzandosi la
scissione dell'immedesimazione organica tra agente e P.A., sicch l'ente resta estraneo a impegni di spesa
irregolarmente assunti)

In materia di responsabilit dirigenziale

Corte dei Conti, sez. giurisdiz. per la Reg. Piemonte, n. 1192/EL/2000 del 13 aprile 2000
(La responsabilit dirigenziale autonoma ed aggiuntiva rispetto alle altre forme di responsabilit dei dipendenti
pubblici. Mentre la responsabilit amministrativa presuppone un comportamento colposo o doloso che si discosti dalle
regole giuridiche di comportamento del dipendente, la responsabilit dirigenziale non sorge dalla violazione di regole di
comportamento ma si ricollega ai risultati prodotti dalla organizzazione cui il dirigente preposto)

In materia di responsabilit penale

Corte di Cassazione, sez. 1a civile, n. 1990 dell'11 febbraio 2003


(Per gli amministratori locali la condanna per delitti tentati e non consumati contro la P.A. rileva ai soli fini della
"decadenza" e non anche della "sospensione cautelare di diritto" dalla carica elettiva)
Corte di Cassazione, sez. 6a penale, n. 20282 del 18 maggio 2001
(La semplice violazione, da parte del pubblico amministratore, delle prescrizioni di una delibera di Giunta comunale,
non integra il reato di abuso d'ufficio, non avendo le dette prescrizioni natura e valore di norme di legge o di
regolamento)

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