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LAlbero della Vita (Etz haHa'yim in ebraico) rappresenta simbolicamente, nella Cabala, le leggi

dellUniverso (certi autori lo avvicinano all'albero della vita menzionato dalla Genesi in 2,9). La sua
descrizione considerata come quella della cosmogonia della mistica cabalistica.

1 Simbologia
2 Le dieci Sephiroth
3 I tre pilastri
3.1 Pilastro della misericordia
3.2 Pilastro del rigore
3.3 Pilastro della coscienza
4 I tre veli
5 I quattro mondi
6 La creazione
7 La salita delle sfere
8 Concretamente, come si manifestano le Sephiroth nella vita di tutti i giorni?
9 L'Albero della Vita: una realt cos immateriale e profonda
10 Note
11 Voci correlate
12 Collegamenti esterni

Simbologia

Certi commentatori ritengono che l'Albero della Vita sia un adattamento ebraico di simboli gi presenti
presso i popoli antichi: in effetti, ritroviamo in Egitto il sicomoro sacro come pure il Djed, che giocano un
ruolo importante nellesoterismo egizio. Altri Alberi della Vita esistevano ad esempio nella tradizione
mesopotamica di Elam con potenti risonanze cosmogoniche. Sotto nomi diversi una stessa percezione si
installata in differenti culture: lAlbero della Vita si chiama l'Avattha in India, l'Albero Bo o la ficus religiosa
dei Buddhisti, il Frassino, Yggdrasil dei popoli nordici, lAsherah originale degli Assiri, il Java-Aleim (Jahva
Alhim declinato in ebraico nel seguito) della tradizione cabalistica caldea.
Resta per il fatto che l'Albero della Vita cabalistico deriva sotto tutti gli aspetti dalla cosmologia ebraica e
che i processi filologici, semantici e metafisici della sua elaborazione non dipendono affatto dalle tradizioni
predette. L'essenziale della dottrina cabalistica afferente all'Albero Sefirotico in effetti da ricercare nella
letteratura midrashica, specialmente quella risalente alla fine del periodo del Secondo Tempio e riguardo
alla quale lo Zohar propone una sintesi delle pi complete.
Conviene precisare che l'Albero sefirotico cos come lo rappresenta la Cabala ebraica apparso solamente
nel III secolo della nostra era in seno alle scuole rabbiniche. Ed pi globalmente nel XIII secolo che si
espande pi in particolare in seno alle scuole del sud della Francia e della Spagna. Se le forme differiscono
da una cultura a un'altra, il fondo, l'essenza resta la stessa e conviene, per essere rigorosi, osservare le
appropriazioni esclusive di certi popoli nei confronti di principi spirituali che sono all'origine liberi e
universali.
Questo Albero della Vita pu essere visto come la rappresentazione del processo di creazione che mette
all'opera, tanto nel Macrocosmo che l'Universo che nel Microcosmo che l'Essere Umano, energie o
potenze creatrici che emanano dal Creatore. La mistica della Cabala utilizza l'Albero della Vita per tentare di
distinguere l'Essenza Infinita (En Sof) di un Dio Unico e Creatore, nella maniera in cui egli ha creato a partire
dal vuoto (ex nihilo) questo mondo finito (Sof) che il nostro.
Questo Albero della Vita impiegato ugualmente nella magia ermetica. Il processo di formazione analizzato
allora quello dell'atto magico, e il ruolo specifico di una Sephira nell'atto magico considerato attivato
dall'invocazione della potenza attiva che associata ad esso.

Lo schema dell'Albero della Vita formato da:


4 mondi,
10 centri energetici (o numerazioni chiamate Sephiroth),
3 veli di esistenza negativa non manifestata,
3 pilastri e 22 sentieri
il cui insieme forma le 32 vie della Saggezza (queste 32 vie corrispondono alle dieci Sephiroth e ai ventidue
sentieri).

L'albero cabalistico delle dieci Sephiroth.

Le dieci Sephiroth

Le dieci Sephiroth sono:


Keter, diadema reale o corona (Centro della Volont Creatrice, ispirazione dell'Universo.)
Khokhmah, prudenza e saggezza (Fonte dell'Energia Cosmica, per Amore e Saggezza.)
Binah, costruzione o formazione (Centro di Cristallizzazione, della Forma e dunque, Polo Femminile
dell'Universo.)
Daat (Sephira nascosta, Grande Biblioteca Cosmica che racchiude tutte le memorie dell'Universo.)
Chessed (Centro dell'organizzazione e della Concretizzazione, dell'Abbondanza, del Potere e
dell'Autonomia.)
Ghevurah (Dimora del "chirurgo celeste" che agisce perch le Leggi Cosmiche siano rispettate. Si tratta del
Centro Maschile dell'Universo.)
Tiferet (Legame tra i Mondi dello Spirito e le Realt Materiali, questo Centro impianta nell'Uomo la
Coscienza.)
Nezakh (Centro della Bellezza che ispira, della Materializzazione dell'Amore.)
Hod (Centro che applica le Leggi della Sfera Binah a un livello vicino alla Dimensione Materiale. Si tratta
dello stadio finale dell'Elaborazione del Piano della Vita.)
Yessod (Centro che produce la Realt Materiale. Trasmette le informazioni di provenienza della Coscienza
Superiore Tif'eret verso il Mondo Fisico e viceversa.)
Malkhuth (Centro che rappresenta la Realt Fisica, associata al Pianeta Terra.)

I tre pilastri
Le Sephiroth sono spesso ripartite in tre colonne, o gimel kavim ("tre linee" in ebraico). Nelle cerimonie
iniziatiche, i due pilastri esterni sono rappresentati dai due pilastri del Tempio di Salomone, Boaz ("la forza
in lui") (il bianco) e Jachin ("egli stabilisce") (il nero); l'iniziato essendo lui stesso un terzo pilastro della
conoscenza, posto tra gli altri due.
L'alternanza di destra / sinistra / centro ha dei paralleli in altri simbolismi:
Attivit, Passivit, Equilibrio.
Lo Yang, lo Yin, il Tao.
Il Padre, la Madre, e il Bambino.
La forza, la forma, la coscienza.
Gli occultisti principianti si fermano spesso all'idea che la forza maschile associata al pilastro della
misericordia, e la forma femminile a quello del rigore. Si tratta di un errore di prospettiva. Vi
effettivamente un'inversione di polarit nell'apparenza delle due Sephiroth alla base dei pilastri, al livello
psichico che percepisce innanzitutto il nuovo iniziato, quando non ha superato il secondo velo. Nezakh
(bellezza e sentimento), base del pilastro della forza/maschile ha come immagine magica una bella giovane.
Hod (conoscenza intellettuale) base del pilastro della forma/femminile ha come immagine magica quella di
un giovane intellettuale. nei domini superiori metafisici, che la natura maschile e femminile dei pilastri
appare nettamente, con Binah (la cui immagine magica una vecchia donna) e Khokhmah (la cui immagine
magica un gigante possente).
Pilastro della misericordia
La colonna di destra (in ebraico, kav yamin) dominata da Khokhmah. Jachin la bianca, il pilastro della
forza, delle tendenze maschili. Le Sephiroth di questo pilastro (Khokhmah, Chessed, Nezakh) corrispondono
a stati attivi.
Questo pilastro dominato dai principi attivi, di costruzione, di cinetica.
Nella simbologia esoterica, la progressione lungo questo pilastro corrisponde alla magia baccanale
dell'ebbrezza, quella dell'invocazione, dove la coscienza modificata dalla messa in gioco delle emozioni.
Pilastro del rigore
La colonne di sinistra (in ebraico, kav smol) dominata da Binah. Boaz la nera, il pilastro della forma, degli
aspetti femminili. Le Sephiroth di questo pilastro (Binah, Ghevurah, Hod) corrispondono a stati di struttura,
passivi.
Questo pilastro dominato dalle simbologie passive di statica, di distruzione.
Nella simbologia esoterica, la progressione lungo questo pilastro corrisponde al velo del mago,
dell'occultismo, dell'evocazione. La coscienza modificata dal rigore, dallo studio e dalla conoscenza.
Pilastro della coscienza
La colonna centrale dominata da Keter, ed chiamata il pilastro dell'equilibrio, o della coscienza. Le
Sephiroth questo pilastro (Keter, Tiferet, Yessod e Malkhut) traducono un equilibrio tra forza e forma,
maschio e femmina, azione e struttura: corrispondono a stati di coscienza equilibrata.
La via di questo pilastro soprannominata la via della freccia. la via filosofica e mistica, che comincia con
la devozione e finisce con la contemplazion
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I tre veli
L'Albero della Vita tradizionalmente diviso in quattro sezioni, separate da tre veli orizzontali.
Il primo velo quello dell'iniziazione. Esso forma il limite tra Malkhut e il resto dell'albero. L'iniziato che
supera questo velo, all'inizio del suo lavoro, prende coscienza del mondo non materiale, e pu cominciare a
padroneggiare il dominio spirituale e mentale.
Il secondo velo il Paroketh. Esso separa le tre Sephiroth del mondo psichico (Yessod, Hod, Nezakh) da
quelle dei domini superiori. L'iniziato che lo supera raggiunge la piccola illuminazione, la nascita di Tiferet, e
prende coscienza della sua natura profonda.
Il terzo velo quello della coscienza stessa. Esso attraversa Daat, la non Sephira della conoscenza, e separa
le tre Sephiroth del mondo mistico (Tiferet, Ghevurah, Chessed) dalle tre Sephiroth metafisiche (Binah,
Khokhmah, Keter). L'iniziato che lo supera raggiunge la sua natura divina, ma perde la propria individualit:
il dominio dell'estasi mistica.
Un quarto velo, il velo dell'esistenza, separa l'Albero della Vita stesso dal non creato primordiale, l'Ain Soph
Aur. L'iniziato che lo supera raggiunge Dio, ma perde la sua esistenza (perch scritto che nessuno pu
vedere Dio e vivere).

I quattro mondi

I Cinque Mondi nella Cabala

Adam Qadmon
Atziluth
Beri'ah
Yetzirah
Assiah

i 4 mondi sono:
Atziluth: l'Emanazione (gli archetipi, i concetti, la mente astratta),
Beri'ah: la Creazione (la mente concreta, le forme pensate),
Yetzirah: la Formazione (le emozioni, i sentimenti, l'astrale),
Asiyah: l'Azione (la cristallizzazione).
Per completezza, si include di solito anche un Quinto Mondo, una fase precedente, Adam Kadmon[4] che
viene premessa alle quattro categorie per renderle complete come i regni spirituali della Cabala, nella
catena discendente dell'Esistenza: il Seder hishtalshelus (ebraico: ) che implica "l'ordine di
sviluppo" o "ordine evolutivo" della Creazione Universale, quindi nel significato letterale, "il processo di
concatenamento".
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La corrispondenza fra i quattro mondi e l'Albero della Vita si pu fare seguendo vari sistemi.
Una prima corrispondenza d:
Atzilut corrisponde a Keter.
Beri'ah corrisponde a Khokhmah e Binah.
Yetzirah corrisponde alle sei Sephiroth successive.
Asyiah corrisponde a Malkhut.
Una seconda corrispondenza, geometrica, s'interessa pi delle interazioni tra Sephiroth, e tende a centrare
ogni mondo su una delle Sephirot del pilastro centrale e sul passaggio di un velo. Questa corrispondenza si
legge nei motivi circolari dell'Albero della Vita, e associa un mondo a ogni cerchio che serve a tracciare
l'albero
Asyiah centrato su Yessod, e si estende da Malkhut a Tiferet, includendo Hod e Nezakh, e attraversando il
velo dell'iniziazione.
Yetzirah centrato su Tiferet, e si estende da Yessod a Daat, attraversato dal Paroketh. Esso include
dunque Chessed, Ghevurah, Nezakh e Hod, e raduna le sei Sephiroth associate allo Zoar Anpin (il piccolo
volto, o Microprosopus).
Ber'iah centrato su Daat, e si estende da Tiferet fino a Keter. Esso attraversato dal velo della coscienza,
e contiene Khokhmah, Binah, Chessed e Ghevurah.
Atzilut centrato su Keter, e si estende da Daat fino ad Ain Soph Aur. Esso comprende Khokhmah e Binah,
ed interamente al di l dell'abisso formato dal Paroketh.
Una terza corrispondenza da avvicinare al detto "c' un albero della vita in ciascuna Sephirot". Qui, ogni
mondo considerato come avente il proprio albero della vita; il Keter del mondo inferiore coincidendo con
il Malkhut del mondo superiore. Cos, nel processo di formazione, ogni mondo descritto da un albero
autonomo, attivato dal risultato del mondo superiore, e la cui produzione attiva a sua volta il mondo
inferiore.
La quarta corrispondenza intermedia tra le due precedenti: la geometria circolare dell'albero utilizzata,
ma in mamiera tale che il Keter del mondo inferiore coincide con il Tiferet del mondo intermedio e il
Malkhut del mondo superiore. In questa rappresentazione, ogni mondo dunque dotato di un albero
autonomo, la cui parte inferiore parzialmente condivisa con il mondo inferiore, e la parte superiore con il
mondo superiore.
Quest'ultima corrispondenza identifica infine cinque sovrapposizioni diverse, che implicano ciascuna cinque
Sephiroth da una parte e dall'altra di una frontiera. Questo doppio quintenario pu cos collegarsi alla
teoria dei quattro elementi completati da un quinto elemento spirituale: ogni "mondo" descrive il
passaggio da un elemento all'altro, la descrizione di questo passaggio facendosi essa stessa attraverso
l'articolazione di cinque elementi a monte (oggettivi) e di cinque elementi a valle (soggettivi),
corrispondendo l'insieme alle dieci Sephiroth. In questa visione, i quattro mondi corrispondono alle quattro
transizioni da un elemento all'altro, ogni transizione essendo descritta da un albero che partecipa a sua
volta alla tappa anteriore e a quella posteriore.

La creazione
Le 10 Sephiroth dell'Albero della Vita, da Keter a Malkhut, corrispondono a dieci tappe che compongono
ogni processo di creazione cosciente.
Ain Soph Aur: in principio, c' qualcosa d'increato, d'infinito e di assolutamente indifferenziato. La cosa
pi semplice di designare questo stato con nulla, intendendosi che al tempo stesso un vuoto assoluto
(perch non contiene alcuna cosa) e un principio saturo di potenzialit. All'avvio della creazione, di
questo nulla emerge qualcosa. Questa tappa primordiale a volte designata con Tzimtzum: l'increato
in parte si ritira, relativizza il suo assoluto, perch la creazione possa avere luogo. Il velo dell'esistenza cos
superato.
Keter il punto d'entrata attraverso il quale la creazione si manifesta nel mondo, attraverso
un'insufflazione permanente di esistenza. In questa tappa, la creazione guadagna la sua capacit di essere.
Khokhmah la tappa in cui si acquisce l'impulso primordiale, il primum mobile, che spinge la creatura
nell'esistenza. La creazione guadagna qui la sua forza fondamentale, il suo desiderio di divenire. Questa
energia non orientata n strutturata in questo stadio. Il suo desiderio di realizzarsi non pu ancora
compiersi, poich essa non ha ancora per realizzarlo un limite tra s e non-s, e neanche tra prima e
dopo: un'energia assoluta, ma ancora totalmente potenziale in questo stadio.
Binah d alla creazione la sua capacit di essere strutturata. Ponendo la possibilit di un limite, Binah
permette alla forza di realizzarsi in qualcosa di manifesto e di attivo.
Daat corrisponde al superamento del secondo velo, quello dell'individualit. Il principio fecondante
maschile di Khokhmah si unisce al principio femminile di Binah, per dare origine all'essere manifestato.
Chessed rappresenta la vocazione particolare della creatura che si appena individualizzata. Questa forza
individualizzata il destino o l'ispirazione visionaria che d un senso e un'identit profonda a tutta
un'esistenza. In questo stadio, la creazione dotata di un destino individualizzato. Chessed colui che
permette all'essere di acquisire la propria identit.
Ghevurah, sul pilastro della forma, rappresenta la qualit della permanenza: ogni essere tende a
conservarsi. Per compiere qualcosa, occorre provocare cambiamento, e dunque far scomparire le forme
che vi si oppongono; per restare s stesso nel tempo, occorre preservare la propria identit profonda, e far
scomparire ci che la metterebbe in pericolo. Il chirurgo celeste taglia ci che necessario sacrificare per
compiere il destino designato attraverso Chessed. Ghevurah ci che permette all'essere di mantenere la
propria identit.
Tiferet realizza un equilibrio tra queste due logiche di creazione e distruzione, realizzandole fino al punto in
cui giusto e necessario. il punto in cui la volont di creare qualcosa di specifico diventa possibile. Tiferet
ci che permette a un essere autonomo di essere effettivamente creato, dopo aver acquisito la sua
identit e la sua capacit di conservarla.
La creazione supera in seguito il terzo velo del Paroketh: la sua storia pu cominciare a svolgersi.
Nezach, sul pilastro della forza, il luogo delle tendenze fondamentali che strutturano l'attivit di questa
creatura: impulsi, voglie, sentimenti, sorgenti di energie diverse e differenziate. La comprensione di Nezach
d la chiave delle motivazioni dell'essere, di ci che lo fa muovere.
Hod, sul pilastro della forma, il luogo delle spiegazioni, la struttura di funzionamento, ci che collega le
cose le une alle altre. il dominio della logica e della descrizione astratta, distaccata. La comprensione di
Hod d la chiave del funzionamento dell'essere, nella maniera in cui pu agire e reagire per realizzare il suo
destino.
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Yessod, sul pilastro della coscienza, l'ultima tappa prima della materializzazione. il luogo dell'interfaccia
tra la coscienza e il reale. La comprensione di Yessod permette di comprendere come la coscienza possa
agire sul mondo reale (e inversamente, come il reale percepito dalla coscienza).
La creazione supera allora il terzo velo, quello dell'iniziazione, e pu materializzarsi.
Malkhut la maniera in cui la creazione materializzata nel mondo; la tappa finale del verbo che si fa
carne. qui che la creazione diventa oggettiva, tangibile e permanente.
La descrizione della creazione attraverso le dieci Sephiroth si pu applicare a qualsiasi creazione: realizzare
un disegno, fare una passeggiata... un esercizio richiesto ai cabalisti principianti di analizzare un'attivit
qualunque appoggiandosi a queste tappe.

La salita delle sfere

Nell'ordine inverso, le 10 Sephiroth dell'albero della Vita corrispondono a dieci tappe di purificazione
spirituale, che l'iniziato percorre spiritualmente per passare dal mondo materiale all'unione con Dio:
Malkhut corrisponde a ci che puramente materiale e oggettivo in ci che si sperimenta. La caratteristica
del mondo materiale di resistere al cambiamento, di essere permanente e di esistere indipendentemente
da un osservatore.
Yessod ci che resta quando ci si libera della materia, e si prende coscienza del carattere non oggettivo
delle nostre percezioni. Corrisponde all'esperienza del mondo come lo si immagina, in quanto percepito
da un osservatore. il dominio del cambiamento e dell'apparenza.
Hod ci che resta quando ci si distacca dall'apparenza immediata del fenomeno, il mondo della logica e
del pensiero astratto. Corrisponde alla conoscenza, al ragionamento, alle spiegazioni.
Nezakh ci che resta quando si padroneggia e si elimina il commento verbale e la sua logica. il mondo
dell'emozione e della passione. il dominio che fornisce la dinamica della nostra azione.
Tiferet cio che resta quando si elimina la spinta passionale, e la sua dinamica temporale. il dominio della
coscienza pura, ieratica. il luogo in cui la bellezza dell'essere pu essere contemplata in s, perch esso si
presenta integralmente, nell'eternit, con la sua logica raggiunta. Io sono bella, o mortale, come un sogno
di pietra ; io odio il movimento che separa le linee, e mai piango e mai rido. Tiferet permette di
contemplare tutto il suo essere, ma questa sua prima contemplazione fa prendere coscienza della sua
imperfezione.
Ghevurah ci che si trova al di l della contemplazione introspettiva. il dominio in cui si manifesta la
disciplina necessaria a scartare ci che improprio, e mantenere l'essere nella sua purezza.
Chessed ci che resta quando si elimina il rigore intransigente necessario a Ghevurah. il mondo della
compassione, l dove pu essere percepito il destino profondo dell'essere.
Binah ci che resta quando si pu fare astrazione della giustificazione di Chessed. Non resta altro che la
coscienza profonda della limitazione, di ci che mette ostacoli, della separazione fondamentale che la
coscienza individuale quando essa si oppone al tutto.
Khokhmah ci che resta quando ogni differenziazione apportata da Binah scomparsa: l'azione pura.
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Keter l'ultima purificazione, quella in cui non sussiste altro che l'essenza in rapporto a s stessa.
In questo esercizio, occorre vedere bene che tutto ci che al di l di Nezakh al di l della parole, dunque
qualcosa d'indicibile, che pu essere provato ma difficilmente espresso se non in un modo poetico. Allo
stesso modo, stati che vanno al di l di Tiferet sono al di l della coscienza personale: essi possono dunque
essere sperimentati solo attraverso i loro effetti sulla coscienza, ma non direttamente: il dito del destino
che Ghevurah agisce solo in maniera anonima.
Concretamente, come si manifestano le Sephiroth nella vita di tutti i giorni?

Secondo la Cabala, ciascuno ha in s una percentuale di ogni Sephiroth. Ci sono Sephiroth che si annullano
tra loro come il Khokhmah e il Binah e altri che si potenziano come il Ghevurah e il Keter. Questi principi
sono il fondamento stesso della psicologia e della condizione umana.
L'Albero della Vita: una realt cos immateriale e profonda

Nella Cabala, la sfera rappresenta la possibilit di legame tra due elementi. La Terra (mondo in basso dei
mortali) collegata a una sfera celeste attraverso un canale. Questo canale il legame tra il mondo
spirituale (fonte di ogni elemento) e il mondo materiale (manifestazione).
Attraverso questo canale, c' un legame perpetuo. Come l'anima collegata al corpo attraverso un canale,
vi chi dice che un canapo d'argento che provoca scambi tra l'anima e il corpo, esempi di scambi molto
rari: Yehida, essenza dell'anima, il pi alto scambio spirituale tra il corpo e l'anima divina (fonte di tutte le
anime) attraverso l'anima monda, che utilizza il canale tra il mondo spirituale e il mondo materiale come
pure quello tra l'anima e il corpo; viene in seguito il Rouah Hakodesh, vento di purezza che si manifesta
attraverso una visione profonda sullo stato spirituale e fisico di un'altra persona o del mondo stesso, vale a
dire la previsione degli eventi e come annullare i cattivi decreti (Pidyone Nefesh), come pure la maniera di
riparare; il Rouah Shtout, vento di follia.
Ma non bisogna prendere nulla in senso letterale, dunque non si deve immaginare una sfera nel cielo.
soltanto un simbolo che favorisce l'intelletto umano.

fonte: Wikipedia