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Massimo Scaligero

LA LUCE
INTRODUZIONE
ALL'IMAGINAZIONE CREATRICE

Prefazione di Pio Filippani-Ronconi

EDILIBRI
INDICE

Prefazione d i Pio F ilippan i-Ronconi ... .. .......... ...... ....... .. .. ..... IX

LA LUCE. I NTRODUZIONE
ALL' IMAGINAZIONE CREATRICE

I Il lievito della luce: la teneb ra 3


II Il pensiero d i luce della Terra 13
III Gli Ostacolatori: la medianit 22
IV Il calore metafisico ... . . . . . .. .. . . . . . ... ..... .... ..... ... .. ......... .... 32
V La vita della luce. La libert . .. ... . . . ......... ...... ... ........... 38
TUTTI I DIRITTI RI SERVATI VI Del pensier o libero dai sensi .. .... ..... ..... .... ..... ... ......... 55
VII La meditazione come via all'imaginazio ne creatrice .... 64
VIII Il <pensiero pensante> .. ....... ... ... .. .... ..... .. ....... .. ... ... .... 75
IX Dialettica e Scienza dello Spirito . .. ......... ... .. ........... ... 83
x Il volere magico. Il <<vuoto> ..... ... ....... ... ...................... 101
Xl L a Soglia ... . . . . . . ..... ....... ... ..... .. ... . . . .......... .. . ......... ... ... 123
X II Resurrezione della luce .... ... .... ..... .... ...................... 1 33

ISB:\" 88-86943-J 1-8 Indice-glossario dei termini t'ndiani 139


2005 by A.C. Fondazione Mass imo Scaligero- Roma
P er l'edizione:
2005 by Edilibri srl, via Vincenzo l\:Ionci 28- 20 123 Milano

PR INT ED IN [TALY

Finito d: stampa re il mese di luglio 2005


Stampa: l\.1onotipia Cremonese, Cremona
Lcgatoria: Verga n i, Cormano (YI l)
PREFAZ IONE

Alla memoria fraterna Quest'opera, apparentemente afor ism a tica, affronta il p roblema
di Andrea Rulli e Livio Patrizi, c ruciale dell'uomo moderno che, essenzialmente, u n problema co-
indimenticati compagni di una n oscitivo: quello dell'esperienza del mondo e, contemporaneamente,
stagione piena di luce e fervore d ell'autocoscienza dell'Io. Problema che M.S. affronta nei termini di
(L'Editore) una metafisica della Luce la quale, se da una parte, si fa sostanza del
mondo dispiegan dosi nel suo apparire, dall'altra, si attua come es-
senza cosciente del pensiero, quindi della percezione, che lo afferra
come oggetto. Si tratta dei medesimi due termini che, tanto per fare
un riferimento tradizionale, il Tantrismo del Kashmlr individua in
prakiisa, <<luce-apparizione>, e vimarsa, <pensiero-consapevolezza>,
che costituiscono i due poli fra i quali si tesse la dialettica dello Spi-
rito-verbo nelle fasi di discesa entro l'opacit della sostanza, allorch
si rapprende come mate ria intrisa di Tenebra, e d i risalita al mondo
<.lcgli arch~tipi , attr averso il pensiero dell'uomo, che essenzialmente
coscie nza auto luminosa, pe rch consapevole di s medesimo e per-
ch contiene il significato di tutta la Realt. Mediante questo pro-
cesso si attua la ricreazion e del mondo, di cui l'uomo attore e cau-
sa finale allo stesso tempo, poich per Lui che sussiste la dimensio-
n e intellegibile d i tutte le cose, la quale pura Luce. Ne consegue
che la reintegrazione dell'uomo alla propria essenza immortale o,
<.letta all'indiana, la <liberazione (mokSa o muktz), costituisce il fine
ultimo dell'Universo di cui l'Uomo sintesi e centro: l'Universo
sussiste in quanto l'Uomo-verbo se lo rappresenta, secondo i diver-
si gradi della conoscenza, realizzando la propria identit con esso,
mediante un atto di intima volont che intuizione del proprio esse-
re. _ on si tratta, per, di un enunciato teoretico, quanto di un com-
pito realizzativo che mira al riaccendersi de lla Luce nell'anima del -
l' uomo, di l dal pensiero astratto correlato alla percezion e pura-
mente materiale della <res extensa, che illusoriamente si riflette nel-

IX
la molteplicit degli oggetti, dinanzi all'unicit dell'atto di pensiero. ~aie che l' uomo nuovo chiamato a compiere, lo stesso minerale -
Questa lysis postulata dall'Autore implica la realizzazione di un com- oggetto finora di una Scienza c he, obiettivandolo, si limita codificar-
pito ascetico: quello di attualizzare mediante le discipline della con- ne la parvenza - si discioglie dal suo rapprendimento fisico per ridi -
cen trazion e, meditaz io n e e con templazion e pura, quella Luce intima ventare calore puro, quello m edesimo che l'uomo sperimenta, inver-
al pensare, indi al sentire, infine al vole re, ch e nell'esperienza con- so, nel calore b iologico e, direttamente come moto incorporeo ani -
tinge nte del mondo viene distrutta affinch sorga il mondo irreale mante il pensare.
delle forme, a cui l'uomo si lega mediante la brama. Di l dalla co- Lungo la via additata da M.S., l'uomo comincia a sperimentare
n oscenza sensibile, a c ui l' u omo accede mediante il pensiero privo di l'elemento di luce entro la percezione sensibile, che prima si estin-
vita, astratto, si pone la conoscen za immaginativa, in cui si penetra gueva nel dato sensibile, liberando il pensiero dal supporto fisico del
nel percepire il tessuto etreo di luce ch e nella durata, n on nel tem- ce rvello che lo provvedeva dell'astrattezza n ecessaria ad avere
po cronologico fonda to sull'esperienza del passato, regge i processi un'immagine fisica del mondo. Inizia cos a realizzare un tipo di
di vita. Ad essa segue l'esperienza inspirativa, per cui si sperimenta rcnsiero immaginativo, la cui sede propria il mondo eterico, l'am-
la dimensione-su ono, cio di vocalit pura, della Rea lt, trascesa, bito in cui la Luce si man ifesta come Vita del Mondo e la Vita co-
questa, da quella intuitiva, che si attua per identit immediata, come mc Luce degl i Uomini>). Il pensiero, reintegrato alla sua natura lu -
calore, puro movimento della Luce di l dal tempo e dalla durata, ch e minosa e rsosene consapevole, attua la propria li bert, questa volta,
converge verso l' uomo dai confini deli'"Cniverso come volere cosmi- come penetrazione del s uo essere vitale-ete rico entro il mondo sen -
co. La libert, pertanto, non riguarda il volere od il sentire che, in un ~ib ile, che viene cos libe rato dall'incantamento m ateriale e ridiven -
certo modo, investon o l'uomo, bens il solo pensiero ch e, proprio per tn signi ficato di Luce. Cos pu re, sul sentiero dell' Iniziazion e, il sen-
la sua astrattezza, per il s uo esilio dal mondo divino-spirituale, con- tire si scioglie da lla pressione delle emozioni e passioni soggettive so-
sente all' lo dell'uomo moderno quella libert che gli e ra negata al- ~ tanziate d i b rama o re pugnanza e si restituisce alla sua natura di pu-
lorch obbed iva alle possenti suggestioni che g iungevano alla sua rH vocalit, di mantra, cu i propria la esperienza inspirativa. La vir-
anima dal mondo spirituale. t eterica della Luce promanante dal pensier o puro muove, in ta l
L 'u omo, pertanto, deve vole re la Luce, facendola risorgere dal modo, incontro alla Luce che da ogni pu nto del Cosmo converge
limite di tenebra (il barzakh dei filosofi di Persia) in cui si ann ienta, ve rso l'uomo ricollocandosi coscientemente nello scenario dell a sua
per consen tire l'apparizione di un mondo perennemente alieno ri- presenza, che il mondo.
spetto allo spirito di chi lo contempla. Questa Yolont significa per Il tema fondamentale d ell'opera, attorno a cui s i ordinano i suoi
l'uomo sperimentare la morte, onde realizzare le forze di v ita che, dodici capitoli, quello dell' essenza intuitiva del pensare, in cui ope-
durante la esistenza terrena conosce solo nei loro effe tti sensibili; du - ra il principio della Luce, che idea. L'uomo si serve della Luce, con
rante la vita, infatti , vede ci ch e in realt tenebra, grazie alle for- 111i guarda il suo riflettersi nella tenebra, che gli appare come mon-
ze di luce ch e in essa si estinguono. Questa morte in vita, questa do oggettivo, ma non la possiede n si accorge che fuori di s la Lu-
esperienza della Realt second o il suo negativo, secondo il vuoto, che n, o Lgos, a domi nare la tenebra, conferendo significato al mondo
toglie alla coscienza gli appoggi sensibili, la Iniziazione. dt'llc forme che da questa emergono. La conoscenza, quindi, un ri -
Qu esto compito ascetico, c he implicito ne lla teo ria esposta da trovars i dell'uomo ne l cuore della tenebra, rico ngiungendosi alla
questa opera ha, in sostanza, il fine di sperimentare la T e rra, pene- l .ucc che su di essa domina. Come il F iglio nasce dalla Vergine, co-
trandola noeticamente, quale l'ente spirituale vivente che Essa , d i ~ il linguaggio- prolungame nto del Verbo di qua dalla soglia uma-
l da l limite del ~misurato-pesato-diviso>) proposto dalla Scienza, il nu - nasce da ll'Anima d el Mondo cd anche nelle sue forme m ini-
cui valore positivo -negato accanitamente dagli )Spirirualisti~- ri- 11\l' pur sempre una risonanza d ella Parola cosmica. :.vtolto impor-
siede proprio nella contemp lazione disinter essata del mondo sens i- t.lntc, a ta le proposito, la parte psicologica e cosmologica (pp. 13
bile: disinteresse che il prodromo della vera libert. ;\ell'Opus R e- .~.) in c ui si stabilisce, in base a premesse metafisich e, il rapporto fra

x XI
l'uomo e l'Universo, di cui egli la forma contratta nel corpo, e le
funzionj dei suoi organi riguardo all'economia dell'Universo, che
teleologicamente ordinato rispetto a lui. Cos pure viene trattata la
dottrina dei quattro Eteri, del calore, della luce, del suono e della v i-
ta, forme a pfiori della sostanza primordiale nel fa rsi materia di per-
cezione e di edificazione del mondo. I pensieri, le emozioni e le vo-
lizioni dell'uomo risuonano in tutto l'Universo a cui sono omogenei.
Pertanto l'opera resurrettiva dell'uomo, che l'A. riassume n ei capi-
toli VII-XII, h a una funzione necessaria e catartica su tutti i piani
dell'Essere e in tu tte le gerarchie della realt. La Iniziazione, quin-
di , cessa di essere un lbito magico e si rivela come necessit morale
dell'uomo, ch e, aggiungiamo n oi, il ~salvatore Salvato:+ di s e dei- LA LUCE
I'Universa Realt:i..

Pio Filippani-Ronconi I NTRODUZIONE


ALL'IMAGINAZIONE CREATRI CE

XII
IL LIEVITO DELLA L UCE : LA 'TENEBRA

. .

La luce che illumina le cose soltanto un simbolo.


Sul punto di vedere la luce, l' u omo la perde. Il suo per-
dc rla ci che egli vede come luce.
La lu ce che egli cred e vedere la luce che per il suo ve-
de re si annienta.
Egli sempre sul punto di vedere la luce : perci vede le
c o se.
L'uomo n o n pu ved ere la luce, perch guarda le cose
mediante il morire della luce. Non pu percepire la luce, per -
h crede vedere le cose, ma le vede perch rivestite della lu-
<'l ', che non vede. Vede forme e colori e crede di vede re le co -
~ c. ma vede soltanto il loro apparire mediante la luce che in
l11i si annienta.
La luce l'essere segreto delle cose e d egl i enti. L a mate-
t i a essenziale delle cose la luce. Ma la materia essenziale,

r n<ltrice spirituale d i tutto ci che appare, non la materia che


appa re.
L a materia ch e appare luce caduta: il cadavere della lu-
l ' l '. Lo stratificar si della luce caduta.

Perci la materia la tenebra: la t enebra ovunque domi-


IIHta dalla luce: fuorch nell' anima dell'uomo.
La luce incontra nella materia i gradi della sua caduta e in
u~-tn i punto s i dona e s i estingue per la resu rre zione di ci che
<uddc.

3
Le cose illuminate dalla luce del sole sono le cose sul pun- 3
to di riaccendersi dell a originaria luce.
Ma la lu ce riflessa dal mondo nasce come luce per l' oc: Il guardare dell'uomo sempre un guardare la luce.
chio dell'uomo. Kasce, per morire. :'vluore ogni volta, tutta- "f'utto ci che dell'essere del mondo gli giunge mediante
via, in quanto nasce. lo sguardo un risorgere della luce, di continuo il momen-
A questa nascita egli deve volgersi, perch avviene nel- to del risorgere della luce: onde l'uomo vede le forme e i co-
l'intimo della sua anima: nell'essenziale pensare, nel pensie- lori. Non la luce.
ro indialettico. ::--Jel percepire puro. il risorgere che l' uomo non incontra direttamente con la
lu ce del volere, bens con la mediazione dei sensi in cui la lu-
ce del volere inversa: con il moto della natura: onde quel ri-
2 sorgere si traduce in sensazione, in rappresentazione. Che
semp re il morire della luce.
L'uomo guarda sempre la lu ce, guardando le cose, i mi- Ogni volta la luce che sul punto di risorgere, muore.
n erali, le piante, gli esseri vivi, ma non vede la luce, bens la Muore come luce del mondo.
tenebra in cui la luce dispare. L'Io dovrebbe essere desto come io individuale, sino a
La tenebra che assorbe la luce, la tenebra in cui la luce non necessitare di tale morte per esistere: dovrebbe percepir-
sparisce, non pi la tenebra, bens il giu oco della luce per la per intuire la vita che perde.
l'anima. La quale nell'occhio afferra i co lori e le forme del Tutto ci che muore, ha la forza di morire: non l'an-
mondo, la struttura dell'essere. nientarsi della forza. II morire non pu darsi se non per un
Non solo i colori, ma an che le forme del mondo sono il d i verso esprimersi della forza. Per il soggetto che la speri-
giuoco della luce nella tenebra. menta.
Ogni forma di cosa o ente la materia che tende a risor- L'annientarsi non morire: soltanto il trasferirsi di ci
gere come luce e perci si d come idea: che non si ha la for- che non giunge ad essere, in quanto in una data cond izione
za di accogliere come idea, perch l'idea avuta solo come non pu manifestarsi con pienezza: onde il suo essere si attua
astrazione. Non si sa avere come sorge, vivente. lasciando quella condizione: sciogliendosi da quel determina-
Le cose, il mondo, gli enti appaiono, perch si vestono di to stato. Ma l'opera che s i attua per un soggetto: un an-
luce, ma questo vestirsi l'incontro d ella luce dell'anima, nien tarsi fuori di lui non potendo avere senso.
mediante l'occhio, con la luce della materia: ricostituirsi d el - la via al <<vuoto>> e al silenzio: all 'annullamento di ci che
la luce prima, come fatto della coscienza, a cui manca la co- llllpedisce il moto della luce.
scienza della presenza del principio di luce. Perci il morire sempre il fluire ulteriore della vita : per
Perch l'uomo non vive nell'Io, ma nell'anima: si appella l'lo che, dimentico di avere in s il principio della vita, teme
di continuo all'Io senza esserlo: h a la s u a luce, ma riflessa . d lu soriamente la morte: deve conoscere la morte dell' <<irrea-
Mentre egli in s il sorgere della luce, e nel riflesso perde la ll'> a cui nell'anima si vincola, per conoscere se stesso: per co-
vita della lu ce. noscere come reale ci che non muore.

4 5
4 il suo soffrire appunto il non vederla , credendo vederla
quando guard a il mondo. In realt la i~agina, la pensa, la
Soltanto ci che non muore pu contrapporsi alla morte. suppone.
La morte il senso reale della vita. Essa non pu essere Egli vede la luce del sole solo n el s uo manifestarsi lumi -
conosciuta da ci che non ha vita cosciente. Il principio del- noso e calori co: non la vede veramente come luce.
la vita pu sperimentare se stesso soltanto mediante la mor- La luce invero idea: imagine pura. Imagine di un'essen -
te, in quanto si percepisca di qua da ci che muore e perci l.:\ che ogn i volta affiora nell'anima, quando lo sguardo per-
conosca il morire, senza morire. cepisce le cose illuminate.
Sulla tena, soltanto l'Io dell'uomo pu sperimentare la In quanto i sensi colgono il morire della luce, sorge nel-
morte. l'anima l' imagine della luce, che la luce sul punto di donar-
L ' uomo, per sperimentare Le forze della vita, per ritrova- ... Ma l'uomo non vive la vita dell'anima, bens ci che egli
re la vita che durante l'esistenza non percepisce, ma conosce di tale vita ha come sensazione e coscienza dialettica: perci
solo nei suoi effetti sensibili, deve sperimentare La morte. Per tH> n avverte l'accendersi della luce nell'anima. S i a rresta al ri-
comprendere che ci che muore non lui , ma il supporto del fksso, all'apparire del mondo a cui d forza di realt.
suo essere che non muore. Nel tradurre in valore di realt il riflesso della luce nel
Deve attraversare la tenebra, portarsi oltre tutta la tene- 1110ndo, nel convertire in pensiero il riflesso sensibile delTa lu-
bra per conoscere la luce, di cui durante la vita ha soltanto ci c l', l' uomo si oppone alla vita della luce: opera secondo la te-
che gli riflesso da lla te n ebra. tltbra.
L'Iniziazione procede attraverso serie di momenti di Non sperimenta la luce, se non apponendole la tenebra.
morte, oltre i quali l'iniziato risorge: sono processi di vita che La tenebra opposta alla luce il mondo dei sensi assunto
si tolgono come appoggi alla coscienza, perch questa resista c ome rea le.
a l suo precipitare nel nulla , attingendo a incorporee forze di
vita: attingendo all'Io ch e ogni giorno essa e senza cui non
sa rebbe. 6

La luce, senza l'opposizione della tenebra, non potrebbe


5 Htscitare i colori. Questi nascono per l'uomo la cui essenza
l.t luce, da lui non veduta, perch la s ua coscienza h a come
Tutto il soffrire dell'uomo non vedere la luce, pur sa- .ttpporto la tenebra.
pendo che la luce illumina il mondo. l co lori non sono variazioni o aspetti o frazioni della luce:
la luce non veduta. Egli non vede la luce, ma sa che es- cqsi sorgono dall'incontro della luce con le teneb re. P oich
sa illumina il mondo, altrimenti egli non vedrebbe le cose, le l'11omo presente a tale incontro.
forme e i colori della terra. Il rapporto tra luce e tenebra si svolge nell'anima umana.
Crede di vedere la luce, non sa di non vederla: non sa che Senza il supporto della tenebra non si avrebbe la luce del

6 7
giorno, ovvero la serie delle cose illuminat e dal chiarore del de lla conoscenza riflessa. Il riassorbimento del riflesso: per-
sole . Il penetrare della luce nella tenebra terrestre, nella sfe- ch il riflesso sempre la tenebm che affe rra la luce: il movi-
ra sensibile, rende visibile il giorno all'occhio dell'uomo, che m ento dialettico.
non sa cogliere la luce come forza invisibile. Se sapesse co- L'afferra soltanto nell'anima dell ' uomo attraverso il riso-
glierla, percepirebbe in s la sapienza da cui emana la luce. nare in essa dell'ordinaria esperienza dei sensi. Mentre fuori
Una luce per la quale egli ancora deve formarsi l'organo di dell'uomo la luce incalza e domina la tenebra.
percez10ne. A questo movimento deve aprirsi l'uomo: il suo aprirsi
La luce che egli crede vedere soltanto il simbolo della essendo gi il moto della luce. il movimento intuitivo -
luce vivente. Infatti morente. prima delle parole - del pensiero, in cui oper a il p rincipio
Luce morente nella tenebra, perch soltanto nell'mbito d ella luce.
della tenebra pu giungere all'uomo. L'Io ch e egli senza ancora sapere di esserl o.
L'uomo deve percepire le manifestazioni sensibili della
luce, in cui la luce si estingue, per risalire all 'imagine della lu-
ce: imagine che nel suo essere viva il tessuto della luce. 7
In realt l'uomo non percepisce la luce, ma soltanto la te-
nebra, o la tenebra assorbente la luce. La tenebra non il nulla, o il vu oto, o l' assenza della lu-
In varie forme vede la tenebra grazie alle fo rze della luce, c ', bens la forza opposta alla luce.
ma non conosce queste forze, non vede la luce: se la ved esse, Priva della luce del sole, la materia em ana la sua luce in-
potrebbe penetrare la tenebra, perch non v' tenebra oppo- wrsa, che la luce nera: la tenebra, presente anche durante il
sta alla luce fuori del contingente percepire e rappresentare J..tOrno, ma non visibile.
dell'uomo. Se la tenebra fosse il nulla, l'uomo non vedrebbe il buio:
Ci che s'imprime nella sua an ima come sensazione sol- non avrebbe la percezione dell'oscurit. La tenebra gli sareb-
tanto la forma dell'elemento tenebroso del mondo: che esige lw invisibile.
da lui vari gradi del vincolarsi e dell'estinguersi della luce, Invece egli vede l'oscurit: che l'oscu rit della sua ani -
per farsi conoscenza . nw proiettata nel mondo.
L'iniziale conoscenza che si d grazie all'estinguersi della La tenebra dell'anima la dipendenza dell'anima dalla
luce, non la luce, bens soltanto l'irnagine, o il riflesso: la c orporeit per il suo sorgere come coscienza terrestre.
dialettica . Che ha la virt di configurarsi passivamente se- Il supporto fisico impronta l'anima. L'anima viene priva-
condo il giuoco della tenebra, non di penetrarlo. Il riflesso LI della luce, onde vive per la vita sensibile nella quale coglie
appartenendo comunque al campo di forza delle tenebre: co- olta nto l'estinguersi della luce.
me im itazione della luce, operante nel mondo con la forza di L'anima immersa nella tenebra. Della luce ha solo l'i-
necessit della luce. lllllgine: il riflesso, ch e non ha potere di vincere la tenebra.
Lo splendere della luce, il suo divenire vita, implica una Onde, mancando la luce del giorno, vede soltanto la tene-
reversione o rovesciamento del moto ordinario dell'anima, o lnll : emanante dalle potenze della terrestrit.

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:VIa la vede perch ha in s la luce. La luce che nelle ore dell'anima, dalla cui profondit pur gli sorge la luce con cui
notturne egli pu contemplare, p~rch l'assenza del sole fisi - pu guardare la tenebra.
co e del suo sensibile irraggiare 'virtualmente in lui presen- Onde la tenebra, indicando pi realmente che la luce del
za del sole spirituale. giorno la condizione dell'anima, talora pu essere l'mbito
la funzione della tenebra: arresta re l~ luce visibile, che della contemplazione e del silenzio.
non la lu ce, ma il suo riflesso: onde virtualmente apre il var- Non v' contemplazione che non debba attraversare la te-
co alla vera luce. Che il segreto della materia. nebra.
Ci che trattiene la tenebra lascia passare la vera luce: per
chi sia cosciente e colga in s il movimento della luce.
9

8 La tenebra guardata gi l'accende rsi della l uce, incon-


sapevole all'uomo. Il guardare di lui sempre il moto del-
L'oscurit veduta gi la tenebra illuminata: perch qual- la luce, ma della luce che si accende l dove non pu che
siasi guardare d e ll'uomo un movimento della lu ce dall'inti- monre.
mo dell'anima. Vive nel momento in cui muore: altrimenti non vivrebbe.
Tale luce di continuo si estingue. :\:la non potrebbe estin- Non si darebbe all'uomo, se non si accendesse per spegnersi .
guersi se non ci fosse: se di continuo non fluisse. Il suo lampeggiare per morire la continua ricerca del se-
L'irraggiare della luce ne ll'uomo per ora possibile so l- g reto vero delle cose, che attraverso le sensazioni e il pensie-
tanto come un morire della luce. \1uore per investire la tene- ro, attraverso il godere e il soffrire, egli persegue: ininterrot-
bra. tamente evocando la vita, cercando la vita, e perdendola. Per-
Ci avviene soltanto per l'uomo. ch ogni movimento la brama, o il giuoco della tenebra me-
Fuori dell'uomo la luce domina la tenebra. La tenebra diante l'aluce.
vinta. Il L ogos ha posto limiti a lla tenebra. Pu giungere al vero segreto d e lle cose soltanto l'uomo
Tuttavia la tenebra assorbe la luce, fa suo il giuoco della capace di accendere in s la luce che per irraggiare non abbia
luce, si veste di luce, ne ll'anima dell'uomo. bisogno di essere riflessa: perch, comunque riflessa, rifles-
Soltanto per l'uomo possibile il morire d ella luce nel- sa dalle tenebre, da l supporto corporeo. la luce che perde il
l'mbito della ten eb ra. suo calore: non ha potere di vita.
L'uomo che g uarda il buio, lo guarda con le forze della lu- La tenebra non soltanto l'oscurit della notte: da questa
ce. Ma non ha la possibilit di p en etrare la tenebra, p erch l'uomo trae l'imagine della teneb ra e chiama buio ci che
non possiede la luce con cui guarda. contraddice la luce.
Guarda la tenebra e la vede : non sa p e rch la vede come :\1a la tenebra che l'uomo imagina traendo J'imagine dal-
tenebra. l'oscurit della notte, condensata e solidificata nella materia
La tenebra gli vive dinanzi com e simbolo della tenebra delle cose, n ella materia di cui strutturata la terra.

lO 11
II
La materia infatti la luce caduta: la luce arrestata nella
sua caduta dalle forze creanti della luce.
La percezione d ella materia la luce del pensiero che in- IL PE~SIERO DI LUCE DELLA TERRA
contra la luce caduta: la incontra perch p u guardarla illu-
minata dal so le.

La luce originaria, m ediante la potenza del sole , s' irradia


nel mondo, illumina le cose.
1'\ell'anima d e ll' u omo irraggia come pensiero. Ma egli
non h a l'elemento vivente d ell' anima : riceve, non sperimen-
ta viva la luce del p en s iero: per conoscerla d eve averla rifles-
sa: d eve opporle la ten ebra corporea .
Per avere il pensiero, deve distruggere la vita: che l'ori-
ginaria vita del p en siero di venuta struttura corporea.
L'organo corporeo del pensiero lo sch ermo ch e riflette
la lu ce com e pensiero, in quanto n e tiene la vita . Questa si
contrappCJne al pensiero: ch e per dete rminare se stesso ogni
volta deve annientarla, non recando in s la vita che fuori del
corpo parimenti su a e del corpo.
L'uomo accoglie in s la luce, ma non la percepisce diret-
tamente, finch assume come verit il suo rifl etter si: finch
per acquis ire coscien za di s deve dipendere dall'organismo
fisico , ossia dalla tenebra, in s dominata dalla luce, ma op -
posta alla luce nell'anima.
La tenebra n on l'organismo fisico, ma il proiettarsi
dell'essere sensibile come esclusivistico valore n ella co -
scienza, mediante l'organo cerebrale: l'ass urgere spirituale
della fisicit , per via dell'organo cerebrale che afferra la vi-
ta del pensiero: che il pensiero deve distruggere, se vuole

13
12
ricrearla come suo movimento, penetrante la ten ebra. 2
Sempre l'uomo oppone la tenebra alla luce, perch non
distingue la luce dal riflesso. la ragione d el suo soffrire La luce ch e illumina la materia non la pura luce, bens
del suo essere irretito nel g iuoco dei rit1essi del mondo eh ; la luce che cade anch'essa: cade nel sensibile perch l'uomo
.. '
acq UlSJsce potenza di realt: onde tutto da lui veduto se- veda nel sen sibile.
condo l'illusorio rifletter si: tutto, persino lo spirito, persino Qani luce ch e illumini gli oggetti del mondo luce cadu-
Dio. ta: ond e essi, rappresentati e pensati, sono il riflesso d el ri-
la dualit propria al percepire sensorio, non al pensiero, flesso: la serie dei s imboli che vanno duplicemente penetrati
ma non ravvisata dal pensiero come un lim ite a se stesso e perch il loro senso si riveli. . .
. . . .. '
prOiettata m ogn1 rappresentazione e concezione. E la duali- G li oggetti del mondo si vedono, perch la luce o n gma-
t proiettata su ci che essenzialmente unito. ria, che luce di vita, estingue la sua vita nell'illuminare il
L' uomo tende alla luce. Un tempo q u esta tensione era mondo affinch l'occhio dell'uomo veda.
sufficiente a condurlo alla luce, perch egli non traeva la co- Co: la luce del pens ie ro perde la sua vita per riflettere gli
scienza di s dal supporto corporeo, ben s d all'immediat o oagetti d el mondo.
fluire della luce nel supporto. Kel quale essa cess di f1uire "' La percezione e la rappresentazione celan o il segreto d el-
quando la coscienza si and identificando con l' organo cere~ la luce, che l' u omo accoglie senza avvertirlo, mediante il mo-
brale: ostru il fluire della lu ce. L'identificazione non fu sol- rire d ella luce. Il mondo fisico nella sua molteplicit una se-
tanto il poter conoscere la luce uni camente come riflesso rie m istica di simboli, che non va congelata nel suo apparire:
(Lucifero), ma altres il subire il g iuoco della tenebra r ive- non va dialettizzata.
stentesi della luce (A.hrimane). Le connessioni logiche sono neces~arie all' u omo ch e ac -
Onde chi oggi cerclli nella corporeit la circolazione d ella cetta e tende a manten ere quale la molteplicit, ch e il ca -
luce second o il canone di antiche ascesi, viene afferrato dalle davere della luce, dandole organicit e parvenza di vita me-
correnti tenebrose fingenti la luce. diante la riflessit del pensiero: l'altra forma dell'estinguersi
La tensione verso la luce oggi esige dall'uomo l'uso meta- della luce.
fisico ~ella chiarezza di coscienza ch e egli trae dalla esperien- Le connessioni logiche non sono la verit. La loro verit
za del mondo fisico: che l'obiettiva esperienza d el riflesso la coincidenza delle forme mo~te della luce: nell'anima del-
della luce. l'uomo e nel mondo. Vera soltanto la vita che connette ci
Ogni p ensiero dell'uomo la luce perduta . che nella logica risulta connesso: la vita della luce ch e si estin-
. L'universo pensa nell'uomo, ma l'uomo individua il pen- gu e, respinta per la utilizzazione del su o morire, o?de non sia
stero. Per averlo come proprio pensiero, lo r iduce all a forma conosciuta la sacralit dei simbo li, ma consacrato tlloro mor-
richiesta dalla corporeit: che lo isola dall' universo. Onde l'u - to appan re.
niverso veduto come un mero mondo fis ico. Senza la vita della luce, nessuna connession e logica sa-
rebbe possibile: possibile grazie all'estinzione della luce .
1\la ogni pensare nel percepire il prin cipio della ricon-

14 15
giunzione della luce originaria con la luce caduta: il virtuale tenebra verso la luce ed l'ulteriore distruzione della luce.
superamento della dualit correlativa al percepire sensorio e La conoscenza un ritrovar si della luce nel cuore della te-
dominante il pensiero inconsapevole della propria luce. nebra, perch non v' tenebra che non possa essere guardata
La dualit il giuoco della tenebra nel pensiero. dall'uomo che pensa.
la dualit non superata da alcun illusorio o astratto mo-
nismo: la dualit a cui si deve ogni realismo opposto allo spi-
rito: fisico o metafisica, ahrimanico o luciferico. In cui sem- 4
pre perduta la realt del mondo fisico e del metafisica.
L' occhio il veicolo terrestre de lla luce: l'organo che per
primo incontra nella terra la luce.
3 L'uomo deve divenire tutt'occhio, perch l' Io possa vera-
mente guardare il mondo.
L'uomo deve pensare con limpidezza. La limpidezza Il vero occhio dell ' uomo il c uore, ma l' uomo, estraniato
l'onest recata nel pensare. al dominio del cuore, accogl ie riflessam e nte la realt, limi-
Il pensare limpido scopre l' unit della luce. tandosi alla mediazione d ell'organo cerebrale.
Una sola forza affiorante dal sole s i manifesta come luce L 'originaria luce del cuore, p er penetrare nel mondo, de-
nel mondo e come pensiero nell'anima dell'uomo. ve costruirsi forze di coscienza median te l'organo della vita
L'uomo concepisce la luce e chiama luce il radiare dello razionale-sensoria: nel quale converge il percepire sensorio
spirito, perch, guardando la terra rivestita dello splendore c ui congeniale la frantumazione della luce. La vita raziona-
d e l sole, si fa un'imagine della luce. le-sensoria estingue la potenza della luce d el sentire e del vo-
:vu la luce una : incorporea n el mondo e nella forma cor- lere: l' uomo perde la facolt di sentire e volere secondo lo spi -
porea dell'uomo. rito.
Ques ta luce va ritrovata: p e rch solo essa l'intima ra- Nel mondo dello spirito l'occhi o uno, essendo una la lu-
gione delle ragioni e de lle argomentazioni de ll'uomo. Solo ce. Nel mondo sensibile, ove la luce s i dualizza, scadendo
essa, una nel mondo e n ell'uomo, pu superare la tenebra nella luce incidente e in quella riflessa, l'occhio originario si
ch e frantuma e rifrange la luce, sempre opponendo il ri- scinde in due organi di p ercezione della luce, perch l'Io pos-
flesso alla luce. sa svilupparsi sulla terra come superatore della dualit sola-
Il r itrovare la luce una, dalla sua rifrazione, la cono- re-lunare. I due occhi esprimono tale dualit, ma simultanea -
scenza . La conoscenza che pu ravvisarenel moto della luce mente la s uperano n ell'atto visivo, incontrando la luce nella
l'amore. sfera sensibile.
La conoscenza non il ri"salire dalla tenebra alla luce: che - L'atto visivo l'incontro della luce interiore con la luce
non pu mai avvenire finch il s upporto usato per risalire la emanata.
tenebra. . L 'occhio del cuore gi uno : l'occhio mentale invece si
L'illusorio salire dalla tenebra alla luce un salire d ella attua mediante la dualit degli occhi fisici: inconsciamente

16 17
tende a ritrovare la forza unitiva originaria nel ricongiungere 6
la co rrente solare con quella lunare: nel riunire ci ch e di-
viso. Che ricostituire la simmetria interiore ris petto all'asse Se guarda lo spirito, se guard a l' Io , l'uomo portato a sen-
di luce c he percorre l'uomo dall'alto in basso. t ire un centro di s, una unit originaria. Non cos se guarda
L 'occhio centrale, o terzo occhio, il r e-costitutore d el- il su o essere corporeo, la vita d e ll'anima e il rapporto con il
la luce : in esso fluisce il volere profondo ridestato dalla lu- mondo materiale. Egli sente allora l'essere o riginario diviso,
ce del pensiero, in cui l' Io revive p er virt d el pensiero di frantumato : il rifrangersi della luce da innume revoli forme.
luce. In lui tuttavia la frantumazione tende a ricostituire l' uni-
t . Egli g iunge a conoscer e n ell ' intimo di s la forza ch e p o r-
t er a compimento l'unit .
5 L ' universo contratto n ell a fo rma umana. L a v ita d e i
pianeti diviene attivit ritmica de l corpo eterico: le forze d el-
. L e <ondel e le <<oscillazi oni>> non son o la luce, ma i proces- le stelle fisse d ello zodiaco si traducono nella vita d ei sensi e
SIch e accompagnano il sensibile manifestarsi del suo sovra- d ei n ervi, mediante cui s i manifesta il pe nsie ro. La potenza
sensi bile irraggiare . del so le reca ta dal cuore e sostiene la forma de ll 'uomo. Tut-
La fenomenologia fis ica d ella luce non la luce che i fisi - to il ritmo d ella luce, o l' armonia delle stelle, ch e tende ari-
ci credono con side rare, bens la m ediazione sensibile di cui costituirsi n ell'uomo: sorgendo come pe ns iero.
l' u9mo ha bisogno per accoglie re ci che della luce pu s op- II sole il vuoto d el vuoto. l'occhio dell 'universo: in tal
portare, come essere vivente in un corpo fisico. senso il centro d'irraggiame nto d ella luce : il centro in cui
Se l'uomo d ovesse ricevere direttam ent e la luce, verrebbe converge da remot e profondit la luce creatr ice: per ir radiar-
folgorato. si . Il cuore nell'uomo la sua presenza: d a cui la lu ce riso rge
. L a pura vita d ella luce eg1i pu cominciare ad attin gerla come tessuto delle pure idee: ch e l' uomo attinge e c rea in
m corp oreamente: come forza d el pensiero liber o dai sensi. quanto sia libero, sia un I o.
Ogni attivit interiore he s i libe ri d alla corporeit un In realt l'uomo la m ta d e ll ' unive rso. Egli offerto al-
accendersi de1la luce cos come il legar si d ella vita interio - l' opera d ell'universo, perch l'Io si esprima, e nell 'esprimer -
re alla corpore it l 'accende~si di un'impura luce e di un si att ui la libert : faccia revivere de l lievito d ella terra l' uni-
impuro calore, ch e brucia n o le forze d ell 'anima e i tessuti verso.
corpo rei. G ran parte delle m alattie d ell'uomo si deve allo
sconfinare di processi fosforici d el sangue dalla loro nor-
male sede. 7
La luce pu divenire calore soltanto d ov revive come po-
tenza del volere. - Da trascendenti zone celesti, le forze della luce si con cen-
trano immat erialmente nel. sole per irraggiare nell' uni ve rso.
U nendosi alle correnti planetarie, esse operano nelle pro-

18 19
' .
fondit della terra, da cui traggono le forme archetipiche del-
le piante. ferrare significati o elaborare intellettualmente contenuti, ~a
congiungersi con la luce ch e dall'imagine e dalle parole n-
l\1a mentre nella pianta esse si limitano alla vita della for-
suona: perch la sua propria luce. .
ma, nell'uomo edificano la forma per operare mediante essa:
Tutta la logica e la discorsivit, tutto ci che pu espn-
supe rano il limite di ci ch e essa vale terrestramente, per
mere d ialetticamente il pensiero umano, la razionalit e la co-
esprimere il loro principio sovra-terrestre. Perci pu risona-
noscenza, possono essere contenuti in un solo pensiero che
re attraverso la laringe la parola: come sonorit del principo
viva: nella presenza di luce di un solo pensiero, acceso per
originario del sole, riaffiorante nell'anima e nella forma cor-
porea dell'uomo. virt d i meditazione.

Ogni parlare dell'uomo l'abbozzo di un riesprimersi


dello spirito del mondo, secondo la luce originaria, o sonori-
t solare. In p rincipio, infatti, era il Logos. :via non il par-
lare in quanto espressione di concetti o di imagini, bens il
parlare come possibilit di suono.
Ci che vale della parola il s uono, pi che il contenuto
discorsivo. Il suono della voce giunge all'anima, meglio che il
sign ificato di ci che viene detto.
La voce risuona etericamente secondo le forze morali del
penstero.
Ci che viene detto, se esprime pensiero vivente, si riac-
cende nell'anima di chi a~coJta, perch pu vivere come luce
nella sonorit delle parole. Tale sonorit luminosa come un
modellarsi
. . o un musicarsi della luce estinguentesi nell'ord-
nano penstero.
La parola parlata oggi on pu essere ancora la forma so-
nora del pensiero, essendo il pensiero riflesso: perci il suo-
no della parola in realt ha come unica vita il sentire, ossia
l'attuale contenuto del pensiero. Un g iorno tale forma sar il
contenuto stesso del pensiero, in quanto il pensiero ritorni
vivente.
Il tono di ci che viene detto vale pi di ci che viene
detto.
Quando ci sia scritto, il pensiero pu ridestare la vita
chiusa nell'espressione discorsiva. Il suo cmpito non af-

20
21
III
L'imaginare dell'uomo il risonare del mondo nel suo
corpo eterico: le forme e i moti della vita del mondo, anche
GLI OSTACOLATORI: LA l\:IEDIANIT
quando egli non l'avverte, echeggiano in lui in imagini, per
via del percepire.
lVIediante queste imagini l'uomo pu incontrare l'essere
eterico del mondo e perci la luce del proprio essere eterico;
ma ordinariamente esse si traducono in lui immediatamente
in sensazioni e in pensieri conformi alla memoria senziente:
che la memoria della razza e del sangue.
l
Questa memoria domina l'uomo, rendendolo veicolo del -
le forze alteratrici che l'hanno conformata. La logica umana
Il mondo luminoso, il mondo delle luci e dei colori,
e le posizioni culturali servono a dare giustificazione ideale a
quale che sia il veicolo della luce, ha sempre come tessuto
uno stato di fatto mnemonico subconscio sul quale il pensie-
di vita, come sottile forza alimentatrice, il mondo eterico, o
ro non pu pi nulla, in quanto viene sperimentato come
elementare: mondo sovrasensibile immediatamente manife-
pensiero soltanto l dove si adegua ad esso, perdendo il suo
stantesi nel sensibile e mantenente intatta la sua trascen-
potenziale di penetrazione.
denza attraverso le alterazioni che il sensibile esige.
Esprimendosi come materialista o come spiritualista, in -
Le alterazioni non sono mai totali: divengono totali allor-
fatuandosi per la civilt meccanica o per il sapere dialetti-
ch, a causa di un'invis ibile lotta cosmica, talune esecutive
co. dandosi ad esperienze extra-normali, yoghiche o misti -
f~rze eteriche cadono fuori dell'ordine sovrasensibile, preci-
eh~ o <ultrafaniche>>, perseguendo lo spirituale in forma <<tra-
pitando neUa forma in cui possibile l'arresto della loro ca-
duta. Che la nascita del mondo minerale. dizionalistica>> o <neo-spiritualistica>>, mediante allenamenti
interiori o con l'ausilio di droghe, l'uomo di questo tempo
Le alterazioni sono l'incontro della luce con la tenebra: i
comunque un medium posseduto da potenze estranee al
colori, le forme, i suoni del mondo giungono all'uomo da ta-
s uo essere: un medium di cui urgente salvare la coscienza
le incontro. Nella sua anima le alterazioni si presentano e si
di veglia.
continuano nella loro contingenza, in quanto s'incontrano
con l'alterazione stessa dell'anima. Ci che fu spiritualit misterica o sapienza della identi-
t col Divino, o arte di aprirsi al Divino, diviene mediani-
L'opera dell'uomo avvertire l'alterazione: intuire il
t nell'epoca dell'anima cosciente, perch ha perduto la co-
punto in cui la pura luce, o luce astrale ancora non altera-
munione diretta con il sovrasensibile: la comunione diretta
ta, penetra e muove l'essere eterico del mondo. Ma una
dandosi ora unicamente nella percezione sensibile e nel
conoscenza che egli attua come moto di luce dell'elemento
pensiero.
inalterabile dell'anima: la possibilit di incontrare ci che
~ Guarire di questa medianit, per una resurrezione co-
muove realmente nell'anima e di percepire la sua identit
con la luce. sciente della sapienza, il paziente cmpito della libert del-
l'uomo. I malati pi gravi sono taluni presunti ricercatori
22
23
dello spirito: i quali non dovrebbero dimenticare il senso di ro oppos1Z10ne vera comincia nell'ep?ca che per l'uomo
loro eventuali trascorsi spiritistici. della individualit e della libert.
Necessarie un tempo alla formazione dell' uomo, esse og-
gi ostacolano l'uomo in quanto continuano a operare su lui ,
2 tendendo ad afferrare le forze autonome della coscienza na-
te e nascenti in lui in conseguenza della loro azione stimo-
Il corpo eterico dell'uomo portatore di potenze origina- latrice.
rie che egli non pu conoscere nella loro purit se non me - Continuano a volerlo loro pupillo quando cessa per lui la
diante l'indipendenza dagli influssi a cui l'eterico sottopo- necessit di esserlo. Tale il sen so delle <tradizioni> .
sto nel suo operare terrestre: nell'operare alle strutture della L'attuale fase della storia il momento pi propizio all'a-
terra , come alla formazione dell 'essere fisico dell'uomo. zione di tali forze conduttrici e ostacolatrici, non avendo an-
L'anima nella vita di veglia non ha come suppo rto il suo cora l'uomo coscienza della sorgente e del senso della sua li-
originario principio, non poggia sul fondamento, ma trae bert. Esse volgono a impossessarsi di ci che sta nascendo in
coscienza dalla corporeit eterico-fis ica per via dei sensi. Il lui, ossia di ci che come attivit razionalistico-tecnica so-
mondo fisico risuona cos in essa, ponendosi come il limi- stanzialmente un prodotto dello spirito. Esse escludono ogni
te sensibile di cui necssita l'Io per fondare la coscienza volta dal prodotto la possibilit di risalire alla virt produt-
eg01ca. trice, tagliando fuori la responsabilit e la moralit del razio-
Veicolo del percepire sensorio il corpo eterico in cui si cinare, che pertanto non pu nascere separato da esse. In tal
riflette l'anima. Ma i moti del corpo eterico soggiacciono ai senso, l e forze ostacolatrici- nemmeno supposte dall'attua-
limiti fisici dell'esperienza che l'uomo ha del mondo. le realismo positivistico - ispirando l'attuale cultura, hanno
Le forze ostacolatrici, operando s ull'organismo eterico, scatenato in questo tempo il pi possente attacco alla civilt
condizionano l'anima. Il loro operare sull 'anima non mai umana.
un'azione diretta, ma ci che esse possono in quanto l'anima Esse dominano l'individuo nella misura in cui l'anima di
inerisce a lla corporeit eterico-fisica. A causa di questo ine- lui inerisca ai processi eterico-fisici. la situazione attuale
rire, la forza dell'Io diviene tenacia dell'ego. della psiche umana, come del processo da cui nasce la scien-
za del m isurabile, e di ogni ricerca spirituale non illuminata
dall a conoscenza del retroscena qui alluso. Che giunge da
3 fonte inconfondibile.
L'errore non in quei processi eterico-fisici, ma nel di-
Le potenze ostacolatrici hanno Clovuto operare sul cor- pendere l'anima da essi. Onde l'arte dell'uomo conoscere
po eterico dell'uomo perch egli divenisse individuo terre- d ove e come si verifichi l' influsso degli Ostacolatori, d ove e
stre: esse hanno avuto interesse a condurre l'uomo alla in- come egli, credendo di essere libero, accoglie i loro impulsi.
dividualit, ossia a un'esperienza del mondo terrestre. Esse Cos l'anima in s dotata della sintesi delle polarit ma-
tendono a esprimere se stesse mediante l'uomo: perci la lo - schi le-femminile, non conosce sessualit se non grazie al su o

24 25
dipendere dalla corpore it eterico-fisica improntata a una ducono l'uomo alla inconsapevole medianit: medianit a
delle due forme, maschile o' femminile. cui almeno gli spiritisti si abbandonano consapevolmente.
Non v' per l'uomo possibilit di essere libero se non nel
ravvisare la tecnica degli Avversari. Che non vanno combat-
tuti, anche se dapprima necessario combatterli , bens rico- 4
nosciuti e, in quanto riconosciuti, guardati o penetrati di
sguardo interiore. Tale sguardo divenendo limite alla loro La corrente luciferica tende a impedire all'uomo la pene-
azwne. trazione dell'elemento terrestre, epper la percezione della
Ogni uomo oggi pi o meno un medium, in quanto in- unit essenziale del mondo, sollecitandolo a un'evasione nel
consciamente mosso dagli Ostacolatori. Comunque la sua mondo celeste, o a un'evasione mentale, o propiziando un'il-
azione non dipende dalla determinazione dell'lo, o dalla for- lusoria intellettualistica penetrazione. Ma non c' netta divi-
za profonda dell'Io divenuta spontaneit, dipende dagli sione tra l'influenza di Lucifero e quella di Ahrimane: si in-
Ostacolatori. JY.Iedium ogni posseduto simultan eamente da tegrano vicendevolmente. Della debolezza suscitata nell'uo-
Lucifero e Ahrimane negli istinti, nelle emozioni, o nei pen- mo dall'uno sempre si avvantaggia l'altro.
steri. Cos dell'uomo ahrimanizzato, o conformizzato dalla
lv!edium pericoloso lo <spiritualista;> che non vuole l'Io, scienza del misurabile e dalla tecnica, si giova Lucifero per
non vuole la volont, arretra dinanzi all'autocoscienza, per- distoglierlo da una ricerca delle forze d ella struttura terrestre,
ch teme peccare di orgoglio o (!titanismo,i. N!edium sono tut- ossia da una penetrazione della trama eterica della terra, per
ti gli ossessi da un'idea materialistica o spiritualistica: coloro attrarlo verso un illusorio mondo extra -terrestre anch'esso
che con sbrigativa discorsivit presumono interpretare unita- misurabile.
riamente il mondo, secondo un loro astratto monismo: misti- Lucifero la divinit che si arrestata al periodo lunare
co o psicanalitico, o materialistico, o matematico, o economi- dell'evoluzione e tende ad attrarre l'uomo nella sua sfera, im-
co, che nulla ha a vedere con l'unit del mondo. La quale, per pedendogli la sostanziale esperienza della terra.
essere conosciuta, esige anzitutto la ardua percezione e pene- Esso opera mediante il <corpo lunare,> dell'uomo, ostaco-
trazione della pluralit delle forze. lando la liberazione del pensiero dalla cerebralit: con ci im-
G li ossessi monisti sono i dialettici portatori della sociali- pedendo che egli sperimenti con il principio cosciente le pro-
t astratta, della fraternit astratta, della libert astratta, os- fondit della terra, e perci le profondit del mondo istintivo.
sia del livellamento dell'uomo secondo una demnica unit Queste esigono che l'uomo si ponga dinanzi al mistero
che ignora la distinzione delle forze; la serie dei ritmi celesti' della materia con le forze suscitate nel pensiero dall'espe-
e terrestri della vita di lui e il senso del suo essere un Io al rienza della materia.
centro di essi. Il materialismo la fede dell'uomo nella materia, che egli
Cno sviluppo del pensiero e uno svincolamento del cor- non sa sperimentare mediante le forze concrete del pensiero.
po eterico, non accompagnati dalla coscienza della forza il misticismo pi oscuro, perch ritiene di essere l' opposto
pensante che colleghi all'Io l'attivit del corpo eterico, con- del misticismo, per il fatto che si aJimenta di calcolo mate-

26 27
matico o di dialettismo astratto. Alimenta la debolezza inte- pendente da esse la sua azione. Il suo agire non appartiene ad
riore dell'uomo con i prodotti morti dei pensiero: che, non esse, bens allo spirito. Ad esse appartiene soltanto la moda-
penetrando la materia, la eleva senza saperlo a rea1t mistica. lit esecutiva dell'azione. Onde esse possono diventare aiuta-
Non si d bigotto pi ligio all 'oggetto della sua oppiacea fe- triei per lui, nella misura in cui egli le riconosca: in qua~to
de, che il materialista.
egli le possa contemplare esteriori a s: ~peranti ne~l~ estnn-
Tuttavia il materialismo non propriamente la dottrina secazione del suo agire, che sempre ague dello sp1nto.
che s'intitola con tale nome, bens. la situazione realistica dei- Egli pu contemplarle obiettivamente, se giunge a veder-
l'attuale umanit, il fondo inconsapevole e perci inelaborato le estranee all'essere eterico in cui si articola il suo volere: ep -
di tutte le dottrine e di tutti gli spiritualismi, tradizionali 0 per estranee alla vita dell'anima, anche se presenti in es.sa.
no, che ignorino come si verifichi il processo dell'apparire Da prima egli pu costruirsene un'imagine: un giorno, estm -
materiale e sfuggono al cmpito di affrontare il problema del- ta l'imagine, le percepir direttamente: potr contemplare ci
l'oggettivit fisica della natura : ossia deJ percepire sensorio e
che ormai domina .
del suo tradursi in rappresentazione. Che non problema Contemplarle esteriori a s la possibilit d i osservare co-
dottrinario, ma di penetrazione attiva del reale. me operino nell'anima per il fatto che essa non fondata su
Accettare il mondo fisico come , la materia quale appa- s ma su lla corporeit: condizionanti perci la vita dell'ani-
re, e perci sperimentarli e calcolarli astrattamente, oppure ma: compreso il pensiero, in quanto riflesso dalla corporeit.
cercare di trascenderli teoreticamente o misticamente, l'i- Ogni moto interiore in cui egli si crede libero, manifesta l'i-
dentica evasione luciferica, che lascia immutato il dominio nerire inconscio dell'anima al loro movimento.
della materia sull'uomo. Il dominio di cui necssita l'altro Egli reca in s queste forze ostacolatrici: nel pensare, nel
Ostacolatore, preposto alla fisicit del mondo. sentire, nel volere: non v' sua attivit che si sottragga alla lo -
Ahrimane pu operare nell'uomo perch agisce sulle for- ro azione. L ' uomo s'illude di essere egli a pensare, sentire e
ze della vita, attraverso il penetrare della vita nella struttura volere: talmente identificato alla loro influenza in lui, che
minerale della terra. Ogni volta, infatti, con la morte, viene ritiene di continuo di essere libero.
restituita allo spirito la vita che l'uomo ritiene possedere fisi- indipendente dalla loro azione soltanto durante il son-
camente o corporeamente.
no o dopo la morte.
Ahrimane opera sul!' te re chimico, o te re del suono, e
sull'tere della vita: l dove necessaria la trasformazione
chimica delle sostanze perch la vita si manifesti. 6

Durante la veglia, il rice rcatore deve educarsi a conosce-


5 re separatamente il pensare il sentire e il volere, cos da spe -
rimentarli quali in realt sono fuori dell'organismo corporeo
Le potenze ostacolatrici alterano e distruggono regolar- e degli influssi alteratori. Tale sperimentare porta le forze
mente tutto ci che l'uomo tenta creare senza rendere indi-
dell'Io nell'anima.
28
29
Soltanto l'Io pu essere l'unificatore del pensare, del sen- L 'uomo che oggi non ritrovi l'Io, inevitabilmente s i muo-
t ire e del volere, perch la loro unit originaria. Ogni collu- ve nel mondo come un medium: sopr attutto in quanto ignora
dere di queste tre forze fuori dell'Io essendo opera degli l'azione degli Ostacolatori, o in quanto, conoscendola astrat-
Ostacola tori. tamente, non sappia afferrare il principio cosciente nel pen -
L'uomo crede di vivere nell'Io, in quanto di continuo di- siero indipendente da tale azione.
ce <io> di se stesso: in realt egli vive nel corpo astrale domi-
nato dalle correnti luciferiche, ossia in un'identificazione in-
conscia dell'Io con l'astrale. Tale identificazione lo rende cie-
camente passivo all' influenza realistica di Ahrimane. Onde di
continuo egli travolto dal contrasto delle correnti spirituali
del corpo astrale - pensare, sentire, volere - con la loro for -
ma luciferica e con la loro tenacia ah rimanica.
L'anima pu essere travolta da istinti e passioni, perch
priva del p rincipio dell'Io, nei suoi movimenti originati dal-
l' l o: essa accoglie regolarmente come reale il mondo che re-
spinge l'Io, perch non ne penetrato. lVI a la forza che re-
spinge l' I o la forza dell'Io sottratta all'uomo non desto nel-
l'atto conoscit ivo. In sostanza non il mondo che respinge
l'Io, ma l' I o ch e non giunge mediante il pensiero nel mondo:
non avendo pensiero che risponda alla percezione sensoria.
Questa afferra il pensiero, risuona despiritualizzata nell'ani-
ma. L'arte dell'uomo accendere il pensiero nella percezione.
L'arte dell'uomo conoscere il giuoco delle forze, d i-
stinguere 1' essere dell'Io da ci che lo fa essere: risalire dai
movimenti all'Io che di continuo lo rende autore di essi:
portarsi l dove le correnti di Lucifero e Ahrimane non lo
involgono.
L'arte dell 'uomo conoscere: cos da percepire dove l'Io
indipendente e inafferrabile. Ci che in lui giuoca o domina
o opprime egli pu vederlo altro da s. Perch, vedendolo al-
tro da s, trova che la forza messa in atto radicalmente sua:
nasce inalterabile nell'I o.
Ahrimane e Lucifero possono agire sull'anima e sul cor-
po, non sull'lo.

30 31
IV o esoterismo che, non illuminati dalla conoscenza della situa-
zione occulta dell'uomo di questo tempo, non possono evita-
IL CALORE METAFISICO re di essere forme di medianit, perch 'p ossono animare il
!,
corpo eterico, a patto di non liberarlo l dove la sua luce in-
terrotta.
Il corpo eterico animato da taluni occultisti, o sedicenti
seguaci della Scienza dello Spirito, un fantasm a mosso dal-
l'ego o dal corpo: che d lu ogo a visionarismi, non a visione.

1
2
L 'azione di Lucifero si esplica m ediante l' tere del calore
e l'tere d ella luce. Essa condiziona l'esperien za che l'uomo La luce di pensier o con cui l'uomo pensa e si esprime dia-
h a della luce e del calore del sole, come d ella luce del pensie- letticamente, come luce riflessa, di tipo <<lun are>>, dominata
ro e del calore del sentire. da L ucifero: il mediatore alteratore della luce, n on la Luce: la
Prima che la luce e il calore si diano come fenomeni fisi- Luce essendo il Logos.
ci, Lucifero agisce nel loro tessuto sovrasensibile: cos ch e Cos il calore degli istinti e delle emozioni, ch e pu giun-
l'uomo, rivestendo un corpo eterico-fisico e traendo il senso gere sino a essere febbre dei sensi e dei sentimenti, non il
di s d all'esperienza sensibile, ha necessariamente una espe- p uro calore che si pu accendere soltanto come vita creante
rienza del pensare e d el sentire condizionata da Lucifero. d el volere, calore di vita dello spirito, ma la for za che Lucife-
Condizionamen to che l'asceta antico n on subiva, in quanto ro sottrae all'uomo: onde il calore originario permane ahri-
nel s uo corpo eterico fluivano direttamente potenze di luce man icament~ imprigionato nell'essere minerale, nelle sostan-
ch e, aprendosi egli ad esse per virt mistica, gli consentivano ze della rnineralit terrestre.
il giusto rapporto con la corrente di Lucifero. Era la possibi- Perch il puro moto d ella luce divenga calore di vita, v ir-
lit propria ai maestri d ell'Iniziazione ed ai santi d elle varie t guaritrice, l'asceta deve sperimentare la forza del volere in-
fedi. dipendentemente dall'organismo eterico-fisico: deve scio-
P e rci qualsiasi esperienza mistica, oggi, reca inevitabil- gliere la cor rente del volere dall'organismo fisico, ma anche
mente impronta luciferica: come qualsiasi esperienza interio - dall'organismo eterico. Mediante l' intima vivificazione del
re ch e ignori l'azione di Lucifero e di Ahrimane sull'uomo pensiero egli lascia agire nell'anima le fo rze incor poree del
interiore. vole re che ordinariam ente sperimenta soltanto nella corpo-
L'errore lu ciferico-ahrimanico inevitabile all'uomo che reit fisica . L'anima viene restituita allo spirito, grazie al vo-
n on coltivi il conoscere qu ale richiesto dalla sua presente lere liberato.
costituzione interiore. Viene restituita allo spirito ch e pu infin e penetrare le
l'errore di qualsiasi misticismo, come di qua ls iasi yoga profondit della terra, l' essere della materia, che cela ~l se-

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greto del calore. Li penetra perch non afferrato n mosso rie forme del calore - che nella loro immediatezza sono sem-
dalle forze della terra: forze ch e attendono essere restituite al- pre calore sensibile, anche quando vengono da moti dell'ani-
lo spirito, p erch sono il suo originario volere. Il potere di ma- pu riconoscere l'immateriale calore che com incia a li-
moto della luce. berarsi nella sua interiorit, come vita della luce.
La luce si rianima del suo originario calore allorch il ca-
lore viene liberato dalla sfera dei sensi. Analogamente nella
3 natura, ogni trapasso dallo stato solido al liquido all' aerifor-
me si compie come un risorgere del calore della sostanza.
Il potere di moto della luce il calore: la cui forza l'in- Ogni sostanza essendo calore primordiale rappreso, tenuto
corporea sua vita. nella mineralit dall'incantamento ahrimanico.
La realt del calore il suo essere la vita della luce: la vi- L'imagine del calore, tratta dalla serie delle percezioni
ta sovrasensibile della luce. sensibili, avvivata e contemplata nei processi della natura, si-
!VIa l'uomo non pu conoscere il calore se non nel suo ma- no a che solleciti obiettivamente un sentimento, , da prima,
nifestarsi sensibile: come calore degli oggetti, o calore corpo- come semplice imaginare, un fluire di luce. Ma forma che
reo. Lo percepisce sempre come calore di un supporto fisico: tende immediatamente a realizzare il suo contenuto: tende ad
mai come contenuto autonomo. attuarsi come calore. Ed il farsi vita della luce, nel centro
Lo incontra sempre nel mondo sensibile, ma il risonare di del cu ore.
esso mediante i sensi tende a ritrovare in lui la dimensione Ogni minerale calore pietrificato, che tende a liberarsi
sovrasensibile. nella forma interiore che rattiene la sua mineralit. La mate-
L'uomo pu ritrovare il calore puro, se sa andare incon- rialit di una sostanza il suo <vuoto>>, perci la sua possibi-
tro al calore che sperimenta fisicamente, non arrestandosi al- lit spirituale fissata in un potere, o in un incantamento, che
la sensazione, ma aprendosi a ci ch e, separato da essa, ogni invisibilmente si desta quando la sua base sensibile viene sol-
volta g li echeggia inavvertito nell'anima: un sentimento che lecitata, p er esempio in una combinazione chimica. Il suo ca-
non si lascia afferrare in pensieri. Il senso immat eriale del ca- lore originario allora portato nuovamente a manifestarsi.
lore. Ma all'uomo, fisso alla fenomenologia fisica, sfugge il moto
Se pu accogliere tale sentimento, lo riconosce come for- inv isibile che l'accompagna, manca il contatto con la libera-
ma di un moto sovrasensibile: in cui si esprimono come vita zione saturnia della sostanza: non gli possibile quell'alchi-
della luce le forze originarie del pensiero. mia che esioe o
nell'anima il moto di luce del p ensiero operan-
Pu scoprire che v' un calore del mondo, un fuoco dei te nella mineralit. Pu della sostanza servirsi soltanto chi-
sensi, un calore degli impulsi e delle passioni, che si d per micamente, o corporeamente.
essere da lui risollevato al livello sovrasensibile, ossia al pro- Ogni pietra una pietra preziosa perduta, o ignorata: un
prio vero essere, per virt del suo intento sentire. calore di luce pietrificato, che pertanto risuona dove c' lo
Se, mediante calmo meditare, egli pu donare imagine, e spazio vero: nel nulla della materialit. La verit del cristallo
perci sentimento, a quel che v ive come puro essere nelle va- non la sua materialit, ma la sua forma: che interiore.

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La forza della materia la barriera che protegge l'imma- lore creativo: che si volge sempre ad un oggetto, ossia ad al-
colato vero delle cose. tro che a s.
Quando un simile movimento si compie nell'anima del-
l'uomo, si pu riconoscere amore. Ma l'uomo pu attuarlo
4 nella misura in cui giunga a scioglierlo dal supporto, ossia dal
limite corporeo, o dalla corporeit che, edificata da quel m o-
Ogni calore terrestre tende a risorgere come amore, allor- vimento, non pu sottostare ad altro che ad esso: non pu
ch di viene percezione e pensiero dell'uomo. non oppor si a ci che non sia quel movimento. P erci si op-
Perci il moto sottile della vita questo calore: il movi- pone alla coscienza astratta, che non lo possiede: come si op-
mento incorporeo dei corpi: movimento che in realt tende a pone la materia del mondo esteriore al guardare astratto del-
riportare la materia allo spirito. :\1ediante il calore i corpi l'uomo.
tendono a ritrovare la loro luce originaria. L'opposizione della corporeit alla vita interiore la ri-
Questo movimento-calore, onde la materia risale i gradi- chiesta di una radicalit e di una realt d i tale vita. Il fatto che
ni dallo stato solido al liquido all'aeriforme al calorico, lo la corporeit sia un prodotto dello spirito determina il proiet-
stesso onde la vita si manifesta mediante il minerale, il vege- tarsi di essa nei processi istintivi e il suo implicare la forma
tale, l'animale, l'umano. un ridestarsi del calore saturnia dell'ego, in quanto ha potere di appropriazione delle forze in-
dal buio livello terrestre alla sfera dei sensi dell'uomo: dove il teriori non rette dal principio che dall'interno l' ha formata e
fuoco caduto si risolleva sino a divenire pensiero. Per ritor- dall 'interno segretamente la tiene.
nare calore di pensiero, il giorno in c ui l'uomo possa incon- Il potere di appropriazione esercitato sull'anima dalla
trare il calore degli istinti con la luce risorgente nel pensiero. corporeit e suscitante gli istinti, , nell'essenza, movimento
Incontro che si verifica per virt del centro delle forze di non cosciente dello spirito, che, per contro, affior a cosciente
vita, o forze della luce, nell ' uomo: il cuore. nell'anima. Nella potenza degli istinti e delle passioni va rav-
visata una forza spirituale non realizzata.
Questo il segreto del calore che si manifesta come calo-
5 re corporeo e come ardere degli istinti, nell'uomo, e come vi-
ta del sole, nel calore delle cose create.
In sostanza non v' calore che per l'uomo non sia sen- Sorregge sempre la natura, nel mondo e nell'uomo: ma
sazione corporea. l\lla il vero calore non legato a nulla di solo nell'uomo pu sciogliersi dalla natura. Pu ritornare ca-
corporeo: anzi opera come movimento incorporeo di ogni lore dello spirito in quanto l'uomo ricerchi l'essere sovra-
evento corporeo, per il fatto che non subisce le condizioni sensibile del pensiero stimolato dal sensibile e perci attui la
della materialit: essendone l'origine e il perenne segreto so- libert.
stegno. Solo dalla libert, infatti, pu scaturire l'amore.
Ci che sorregge le sostanze fisiche, nella natura e nel-
l'uomo, non fisico: moto dello spirito. Nell 'attuarsi ca-

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v di l dalle alterazioni del mentale e della dialettica: la storia
ancora sconosciuta.
LA VITA DELLA LUCE . LA LIBERT Dal pensiero ch e si fo rmato nel mondo dei sensi, come
fluire d i un volere che ancora non possiede, l'uomo pu trar-
re la forza di contemplare la luce astrale: affiorante da prima
nella form a pi bassa, come attitudine alla contemplazione
disinteressata della natura.
L'educazione al disinteressato contemplare era il senso del
pensiero matematico e dell'esperienza scientifica del mondo
fisico : doveva condurre l' uomo a guardare impersonalmente
il mondo, perch egli potesse cogliere il guardare stesso e tro-
vare in esso la fo rza della luce capace d i penetrare il mondo.
Guardando le cose, l'uomo deve comprendere che, co- In questo volere p rofondo scorre ci ch e gi l' uomo ha ac-

munque, sta impar ando a g uardare la luce. colto in s attraverso le esperienze di vite trascorse.
D eve comprendere che non vede le cose per vederle e per il lungo cammino ver so la luce che infine incontra le
farsene rappresentazioni e godere di queste, bens per vedere forze creanti della luce.
la luce, in virt della qua le gli sorgono <;]inanzi.
D eve vedere la luce traendo la dal profondo di s allorch
gli b alen a d al mondo esteriore : deve poterla contemplare, 2
perch la virt ete rica della luce in lui muova incontro alla lu-
ce che giunge dal cosm o e investe la terra. Acciocch nella lu- Il pensiero la luce riflessa. Non la luce. Come riflesso,
ce splenda lo spirito, non la natura che appare per ch in essa il veicolo dell'ego che pu volere soltanto secondo i limiti
si estingue la luce. Lo splendore della n at ura essendo soltan- posti all'anima dalla corporeit . Potendosi egoicamente sot-
to il simbolo della luce ch e va ritrovata . trarre a lla luce, il pensiero ha in s il germe della libert:
Ormai non v' pi possibilit di verit e di conoscenza per privo della vita spirituale ch e un tempo lo condizionava, ren-
l'uomo se non a condizion e che egli contempli la luce astrale: dendolo morale in quanto si conformasse alla sua legge.
per appr ender e da essa la su a storia , la storia del mondo, la La moralit pu nascere oggi dal pensiero che attui il suo
segreta realt dei fenomeni. essere lib ero. Il pensiero in s potere dello spirito. I n tal
L'uomo pu attingere alla saggezza recata da questa luce, senso la moralit. Perci, usato fuori dell'intima sua vita ,
attingere conoscenza. Il mondo spirituale imprime in questa esso diviene il sapere che taglia fuori dal mondo la corrente
luce la sostanza reale del s uo operare nella terr a e dell'opera- della moralit.
re dell'uomo: ch e l'uomo potr cogliere m ediante il volere )Jon s i dovrebbe concepire un conoscere che non fosse at-
sviluppato nel mondo d ei sensi, elevandolo a coscien za di s. to mor ale. Ma il conoscere attuale ignora il senso del suo es-
la via per conoscere la vera storia della natura e dell'uomo sere libero: libe ro a p atto di opporsi allo spirito. In vero la
'
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libert dell'uomo attuale priva di vita: perci l'elemento vi- non rinunciare ad essi, bens possedere ci che subordina ad
tale non pu accoglierlo che dagli istinti. essi ed reale in quanto non subordinat~ ad essi, anzi ci
La libert l'uomo l'attinge come possibilit nel pensiero che solo d realt e valore ad essi.
disanimato: se~za anima, tale pensiero non ha il potere dello L'arte dell'uomo sperimentare mediante contemplazio-
spirito che sempre reca la sua legge. La positivit del pen~ie ne pura il pensiero che spontaneamente produce nel percepi-
ro astratto consiste n e l potersi muovere indipendenteme'nte re, . per intensificarne la vita sino a che sia l'elemento di luce
dalla legge dello spirito: usa la forza dello spirito annientan- di cui la percezione manca allorch, oltre l'interpretazione
dola: non sa di usarla sottraendola alla sua scaturigin; Solo ordi~aria e intellettualistica, essa deve acquisire senso per lo
se pu conoscere ci che fa pensando e liberamente opera se- spirito, ossia per la vita morale. L 'opera del ricercatore far
condo lo spirito, ha come impulso individuale la forza dello corrispondere ad ogni percezione di cosa, o fatto, il pensiero
spirito. La forza dello spirito diviene il potere di realizzazio- che ne l'intimo senso: che non il consueto pensiero mos-
ne della libert. so dalla percezione ed esaltante e consacrante il suo valore
sensibile sino a che domini la visione della vita, l'arte, la cul-
tura - ravvisabile come il falso realismo, la mentita esterio-
3 rit che ha bisogno del dolore e della morte per mostrare il
suo essere fittizio- bens il pensiero capace di trarre l'ele-
Sapere ci che fa pensando, dovere- scientifico e logi- mento vivente dalla percezione sensoria e col,legare le molte
co..:....__ dell'uomo che pensa. Il pensiero usato per il conoscere percezioni e i vari fatti per collocarli nell'mbito in cui essi
e per il sapere, per la scienza e la cultura, la forza dello spi-. sono dominati dal loro reale significato. '
rito costretta a pensare come reale e a rendere valido tutto L~ deificazione della cronaca quotidiana, la feticizzazi~e
fuorch se stessa: come se essa non facesse parte del proces- realistica della banalit fattuale in ogni campo della cultura e
so di realt a cui pertanto d nome e forma. In tal sen so l'uo- dell'arte, l'esaltazione dell'analitica prosaicit delle cose, so-
mo non libero, perch non possiede l' unica attivit in cui no tutto fuorch la realt che esse pretendono far valere. il
pu dire di essere 'fibero. percepire, invero, privo di contenuto reale, onde la sua mor-
L'uomo non libero, in quanto pensa vincolando il pen- ta risonanza, consacrata, costituisce l'obiettivit del fittizio.
siero a contenuti e a valori del mondo, senza avere il pensie-
ro nel suo proprio contenuto: che il concreto senso di quel-
li. ~on sperimenta il pensiero come attivit libera, non rico- 4
nosce in esso l'unica attivit in cui pu sperimentare la liber-
t: la libert che ha solo come rappresentazione, nel pensiero Il pensiero riflesso, che la luce dello spirito riflessa dal-
non libero. la corporeit, ha il cmpito di liberare l'attivit interiore dai
L'uomo non libero, in quanto vive vincolata a contenu- residui del1'antica sua forma imaginativa: quella che un tem-
ti esteriori, l'unica attivit in cui pu essere libero. Senza il po, r ivelando all'uomo i valori sovrasensibili dei fenomeni
pensiero, non avrebbe tali contenuti. Ma per lui il cmpito terrestri e celesti, non esigeva che egli fosse libero e respon-

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sabile nel p en siero: non esigeva da lui determinazione egoica. L'anima che possa riferirsi al soggetto del suo p ensare o
Il pensiero riflesso, o astratto, in quanto si realizza per via percepire, trova la calma e la rivelazione, non pu temere pi
dell'organismo fisico, esprime in forma disanimata ci che nulla: p erch pone in relazione qualsiasi suo moto - pensie-
era l'antica sua forza imaginativa. Rappresentazioni e imagi- ro, o istinto, dolore o tensione - con il principio che real-
ni ormai ri producono soltanto la parvenza del reale: non so- m e nte lo sperimenta. Allo sperimentare dell' uomo occorre
no forme viventi della realt. In esse non fluisce lo spirito, ma infine un soggetto, che sappia di essere lo sp erimentatore, os-
soltanto la sua imagine riflessa, ossia una spiritual it che non sia un'entit indipendente dallo sperimentato. Solo a tale
lo obbliga. 1\tlentre un tempo l'imagine era veste di un conte- condizione l'anima non viene sopraffatta dai s uoi contenuti.
nuto sovrasensibile. L'Io dell'uomo d eve sapere di esserlo. L 'anima pu esse-
L 'attuale tipo di spiritualit in relazione con quanto egli re travolta dalle sue forze, non l'lo, se giunge a vivere nell'e-
pu realizzare mediante libera decisione: la libert ch e gli lemento eterico che gli consente di attuare la sua indipen-
viene dal suo non essere pi condizionato da forze spirituali denza dal fisico, epper d i operare nell'anima.
e da impulsi morali n ell'attivit imaginativa. L ' Io, afferrato dal mondo d ei sensi per via del percepire e
Questa autonomia, mentre separa l'uomo dalla vita del del pensare, non pu muoversi nelle forze dell'anima il cui
cosmo, per lui la possibilit di far risorgere il suo potere d'i- elemento l'eterico.
magine me diante volont cosciente, ricorrendo a lla capacit
di determinazione egoica nata dal suo affrancamento dall'an-
tica coscienza imaginativa: nella quale operava un Io supe- 6
rio re, non ancora divenuto umano.
:VIa ]a r esu rrezione del potere imaginativo l'arte di libe- L'animazione del corpo eterico un operare a liberarlo
rare il p ensiero nel la sede in cui h a inconsciamente il suo mo- della visione sensibile del mondo, vera per i sensi fisici, n on
vimento: n el corpo eterico. per l'essere eterico in s indipendente dal fisico.
Che il corpo eterico, nell'uomo di questo tempo, comin-
ciando a svincolarsi dalla corporeit fisica, n on s ia capace di
percepire il mondo secondo il proprio autonomo m ovimento,
ma riproduca come proprio movimento ci che gli stato im-
Che la coscienza del pensiero, da astratta in quanto rifles- presso dall'esperienza sensib ile, il pericolo che minaccia
sa dal fisico, divenga vivente nell'eterico, l'azione dell'Io l'uomo.
che comincia ad attuare la sua indipendenza dall' astrale, o L'arte di chi segua una via esoterica, giungere a rende-
dall'egoit. L'anima trova il soggetto del suo sperimentare, re indi pendente l'eterico dalle impressioni sensorie mediante
l' essere che non conosce impedimenti, se pu risali re il mo- le quali si attivato nel fisico: cos che possa opera re come or-
vimento per cui cosciente di s: se trova il supporto del suo gano delJo spirito nel sensibile : essendo in s organo dello
movimento, che non fisico, pur divenendo cosciente me- spirito, non del prepotere della vita d ei sensi.
diante il fisico. La costituzione dell'uomo attuale e di quello 1mmmen-

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te implica uno svin colamento del corpo ete rico dal fis ico, va, ritenendo di pensare veritieramente, o logicamente, e co-
ossia una restituzione d ella mobilit de1I'eterico nel fisico s di essere libero.
quale veniva sperimen tata d all' uomo antico: ora per in for~ Creativo per il mondo spirituale il pensiero libero dai
ma individuale e cosciente. importante perci che esso si sensi, ma occorre dire che il pensiero non libero d ai sensi
desti in qu anto sia attivo al proprio livello e in quanto l'uo- parimenti c reativo: ordinariamente in senso inferiore, oppo -
mo abbia la. capadt di riconoscerlo. Per poter conoscere sto allo spirito. Ogni pensiero, ogni sentimento, d luogo a
realmente il mondo fisico, egli d eve p en etrarlo etericamen- una c reazion e ob iettiva, che non meno concreta e operante
te, in quanto sappia distinguere la sua attivit eterica dlla per il fatto ch e non viene percepita come tale.
fo rma sensibile. L ' uomo, in quanto sente o pensa, assume di continuo re-
Il pericolo attuale e imminente per l'uomo che l'essere sponsabilit di formatore di una rea lt ch e non riguarda sol-
eterico s i d esti e non lo sappia; e d el suo potere d'imagine fac- tanto lui ma la collettivit umana. Egli opera ne l mondo con
cia una veste deificatrice del sen sibile e dei modi di esis tere ci che ve ramente pensa e sente, di qua dalle recitazioni dia -
legati ad esso. C he un creare entit mostruose. lettiche: pu creare o distruggere con il semplice d arsi a d e-
L'errore e il male non sono n ella natura, ma n ell' uomo : terminati pensieri o sentimenti. In tal senso di viene respon-
soltanto dal modo di incontrarsi di forze spirituali con forze sabile non soltanto del proprio destino, ma anch e di quello
della natura nell'anima dell' uomo, possono nascere il m ale e degli esse ri a lui collegati.
l'errore. Non s i d evento umano che non s ia stato gi preparato da
Finch le forze spirituali, dominando l' uomo, hanno po- determinati p en sieri la cui forza ormai ci che r eal m ente
tu to controllare la natura in lui, non stato possibile altro l'uomo capace di vole re mediante essi.
male se non quello di cui egli non p oteva essere responsabi-
le, il ma le obbedendo ai disegni divini attuantisi attraverso
l' uomo. 8

La possibilit ch e l'uomo s ia autore e r espon sabile del


7 male, h a avuto inizio allorch una parte delle forze spirituali
edificanti e dominanti la natura in lui h a cominciato a oper a-
La possibilit ch e l'uomo sia responsabile del male ch e re com e s ua coscienza individuale, sino a esprime r si com e
commette, ha inizio n ell'epoca del r azionalismo e dell'indivi- sua libert di determinazione.
dualismo: allorch egli, nella forma dell'autocoscienza, vir- La libert di determinazione in realt sorta in lui in
tualmente dispone della libert. quanto l'azione della coscien za individuale stata determi-
L'uomo gi libero, ma non attua se s tesso come tale nata dall' isolamento n ella sfera de lle percezioni sensorie:
perch la s ua possibilit di essere libero nel pensiero da lui' che lo ha contrapposto al mondo, contingentem en te sep a-
usata contro l'attuazione della libert, in quanto egli lascia randol o da esso.
che il pensiero s i identifichi con la natura emotiva ed istinti- Ma la contrapposizion e oggi vera solo per il pensiero

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che la subisce, per via di un'auto-limitazione che, essa s tes- possibil it di conoscere dove comincia l'errore. la libert di
sa, suo movimento. cercare per a!lto-determinazione ci ch e pu essere cercato
Il mondo sensibile si pone come uno dei termini della dove si p r esenta allo stato di verit e di purit: il fondamento
dualit, per il fatto che la dualit, vera unicamente per il mo- del conoscer e. trovare l'incondizionato nel segreto pensare:
mento contingente del percepire sensorio, si pro ietta nel pen- scoprire in esso una potenza di sintesi che gi unifica il mon-
siero: ma non perch il pensiero in tal modo si dualizza. Si d~ in quanto della stessa sostanza unitiva del mondo, che
dualizza come imagine del mondo, come forma del rappre- l'uomo ignora, perch pensa gli oggetti disuniti, con tale mo-
sentare e del concepire astratto, non come sostanza-pensiero, to unitivo.
o luce di pensiero: che in s rimane una. Di una unit per ora Un solo potere di luce dell'intimo pensare, come .del-
a s sconosciuta, ma conoscibile perch pensabile: realizzabi- l' intima vita del mondo: esso gi in atto nell'ordinario co-
le dal suo autopercepirsi. noscere, ma non veduto, non realizzato dalla coscienza,
C i ch e del pensare fluisce nel percepire gi sintesi, uni- perch il mondo, diviso in due esclusivamente per via del
t che contiene in s superata la dualit, in quanto fa suo il percepire sensorio, si proietta in una duale visione e conce-
percep.ire sensorio. Altrimenti non sarebbe possibile perce- zione del mondo, proprio grazie all'uso non cosciente del po-
zione. :.vra alla dialettica pensante sfugge il moto per cui tere di sintesi del pensiero. La sintesi c', ma serve la duali-
pensante e perci non pu sup erare una dualit c h e accoglie stica visione delle cose, che appare obiettiva . E questo l'in-
in s come imagine della realt. ganno.
Non dovrebbe peraltro superare dualit alcuna, bens at- Avvertire l'inganno il p rimo moto libero del pensiero:
tuare il contenuto reale del pensiero che le consente essere non moto dialettico, ma l'accendersi del volere nel pensare.
d ia lettica: attuare come forma ci che inconsapevolmente ha
gi come contenuto. Conoscere questo contenu to come la
propria realt: fuori del quale essa inevitabilmente irreale. 9
Fuori dell'uomo non esiste male o erro re nel mondo. II
mondo quale conosciuto dall'uomo gi errore: nel proces- Il problema della libert non riguarda il volere, bens il
so conoscitivo viene astretto a lim iti che appartengono all'e- pensare.
go. Il mondo conosciu to dall'uomo non la presenza delle Non ha senso parlare di volont libera. Il volere sempre
pure forze onde esso h a il potere di apparire. Nel percepire e libero e opera come se l'uomo fosse autonomo e responsabi-
nel rappresentare gi l'uomo sbaglia: conosce il reale n ella le. Si vuole qualche cosa proprio per il fatto che non si im-
misura in cui inconsapevolmente produce un elemento di al- pediti nel volerla. Ogni uomo in t~l senso libero: libero di
terazione del suo contenuto. Ha come realt non questo con- volere.
tenuto, ma ci che di esso ha g i compenetrato con un suo 1\:lalgrado ci, il volere non attua la libert, perch~ il pen-
moto interiore, che non avverte e sopp rime l dove comincia siero da cui muove bens libero, ma non liberato. E libero
ad avere in lui forza di rivelazione. entr o la sua prigione: mediante l'organo cer ebrale vincola-
:VIa la libert di sbagliare inizialmente necessaria come to alla natura, e tale vincolo esso proietta nel corpo eterico.

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Il vincolo fisico del pensiero opera come una condizione 10
del corpo eterico: mediante il quale si esplicano il sentire e il
volere: costretti a manifestarsi secondo la soggezione del pen- Il problema della libert pu anche essere posto dialetti-
sare al sensibile e perci ad alterare la propria natura. camente, come ogni problema, ma non pu essere risolto per
Soltanto il pensiero che si liberi dal supporto fisico pu via dialettica, per il semplice fatto che la dialettica l'espres-
operare secondo lo spirito nel corpo eterico e usare giusta- sione della dipendenza del pensiero dalla cerebralit, ossia
mente l'essere libero della volont. della sua non-l ibert, che, per quanto teorizzi sulla libert,
L'essere l ibero della volont, che operi senza liberazione non ha la possibilit di realizzarla, n perci di impostarne fi-
del p ensiero, l'arbitrio: la libert usata dalla natura. L'op- losoficamente il problema.
posto della libert. Una <<filosofia della libert pu essere costruita soltanto
Un pensatore deve poter comprendere come il problema dal pensiero che abbia gi realizzato la libert: non pu ve-
della libert si ponga solo per il pensiero, non si ponga per il nire da mero pensiero filosofico. Soltanto il pensiero libe-
volere: problema del pensiero, non in quanto dialettica, ma rato pu dare forma filosofica al proprio contenuto posse-
in quanto processo ideale mediato, nella fase cosciente ed duto pre- dialetticamente. Perci esso postula un'azione in-
espressiva, da processi fisiologici. Tale mediazione viene di- teriore, verso cui la comprensione filosofica del tema sem-
s impegnata bens dall'organismo fisico, ma per via di una plicemente un'indicazione. Il m ero apprendimento, per il
distruzione della sua sostanza vitale, relativa a ll'uso pi o suo riaffermare la categoria dialettica della non-libert, ca-
meno intenso dell'aspetto razionale-astratto del pensiero. de fuori dell'assunto della filosofia della libert: ch e la fi-
La dipendenza del pensiero dalla cerebralit , epper la losofia pensabile come esperienza stessa della liberazione di
necessit della distruzione dei processi vitali, riguarda il mo- cui parla.
mento dialettico del pensiero, o momento cosciente. Il pro- Il problema teoreticamente. l' indicazione di un cmpi-
blema d ella libert riguarda il p ensiero, perch la mediazione to riguardante solo il pensiero che, in quanto astratto e dia-
cerebrale, pur risolvendosi in un processo distruttivo, condi- lettico, non libero, e non libero perch non attua la pro-
ziona la manifestazione del pensiero formandola egoicamen- pria natura: per ora essendo libero soltanto di non essere li-
te. Il pensiero, per essere un fatto della coscienza, necssita bero, ossia di opporsi al proprio inverarsi. Perci il proble-
ogni volta di tale mediazione, senza avvertirlo : onde il reali- ma il compimento stesso della dialettica in quanto logica-
sta ingenuo scambia la mediazione per il fondamento. mente si svolga come dialettica, tendend~ ad essere non la
Il pensare che si liberi, in sostanza s i libera dalla media- forma moltiplicantesi di se stessa, come analisi di analisi e
zione cerebrale: manifesta perci la sua vera forza. Vive nel sintesi di analisi, bens il veicolo dello spirito da cui scatu-
corpo eterico per virt di un potere che lo trascende: attua risce. Di solito ne scaturisce, infatti, sbito opponendosi ad
come libert la sua penetrazione eterica del sensibile. Rivela esso, per il suo accettare come propri i limiti del supporto
il suo essere universale nell'anima individuale. corporeo: vincolandosi a ci che proprio alla sua natura
trascendere.
La forza immanente del pensiero la possibilit di tra-

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scendere la forma in cui dialetticamente si manifesta: la pos- gia, tale pensiero subisce il sensibile, perch ignora come
sibilit di attuare se stesso in quanto non respinga ma rechi lo dipenda da esso. Fonda su esso valori e miti che sono l'in-
spirito da cui sorge. verso del suo reale contenuto: d valore ~pirituale a ci che
Finch il rappresentare un ripetere le forme di ci che manca di spirito, in quanto, dandosi come realmente e uni-
esiste, non libero. ~ libero il pensiero conforme a tale camente sensibile, opposto allo spirito. L'opposto allo spi-
rappresentare. Il pensiero non esiste per subire il mondo rito viene mitizzato o deificato da un pensiero che, nel suo
esteriore, n per sfuggirlo: che la stessa cosa. Esso viene sol- desolato positivismo o dialettismo, ritiene di aver superato
lecitato dal mondo esteriore, perch vi afferri il proprio mo- la superstizione. l\lentre ci che si oppone allo spirito in de-
vimento e riconosca la presenza di sue forze originarie nel finitiva si d per stimolare il pensiero a riconoscere nel-
sensibile. E realizzi la sua autonomia, gi vera nel mondo spi- l'opposizione un limite ch e riguarda esso solo: stimolo al
rituale: il cmpito dell'autonomia ponendosi nel sensibile, suo liberarsi, perch il sovrasensibile, senza cui il sensibile
dove impedita. non sarebbe, si manifesti.
Il pensiero che si limiti a ripetere le forme del sensibile,
ad astrarre su esse, non libero, perch ignora il proprio mo-
vimento, che non un <(ripetere> qualcosa, come risulta al- 11
l'ottuso suo momento riflesso, bens l'inconscio inizio di una
rianimazione della vita esprimentesi in quelle forme. Il pen- L'uomo, pur immerso nel corpo eterico-fisico, ha solo la
siero deve essere coscienza pensante di s, oltre che pensiero percezione del fisico, non dell'eterico che, come metafisica
delle cose: deve liberarsi, per essere creatore oltre i limiti po- forza di vita, rende possibile la percezione del mondo fisico:
stigli dal sensibile. la cui basale realt eterica. La contraddizione dell'uomo
Solo in quanto creatore, il pensiero reca moralit: perch appunto questa: che mediante un tessuto sovrasensibile di
pu rec~re in s cosciente la vita di cui la natura vive vege- cui non ha coscienza, si rappresenta e sperimenta come sen-
tando. E la vita che esso perde limitandosi a riflettere le for- s ibile il mondo fondato sul sovrasensibile. Senza la sostan-
m e del mondo. ziale attivit eterica, in s sovrasensibile, egli non potrebbe
Il pensiero, o reca forze morali, o non pensiero. :Kon c', avere esperienza sensibile.
infatti, pensiero senza Io. L ' Io non pu che creare. Il male 1\:lediante il corpo eterico, l'anima e l'Io accolgono il sen-
dell'uomo impedire all'Io di essere creatore: glielo impedi- sibile e lo serbano come memoria: che il suo imprimersi nel
sce mediante la riflessit de l pensiero, l'as tratto sapere, la corpo eterico. Onde ques to opera sempre come un mediato-
dialettica. Il pensiero, infatti, riesce normalmente a determi- re mnemonico, condizionante il percepire -pensare.
narsi solo in quanto s i oppone alla vita, estraniandosi all'Io l\1ediante il corpo eterico s i concretano i pensieri: quel-
da cui emana. li che l'uomo pensa veramente, in quanto li vuole in pro-
I l male dell' uomo costringere le forze sovrasensibili a fondit con la tenacia o l' impeto delle forze di vita. Non
servi re i l sensibile, mediante il pensiero legato alla cerebra- sono i pensieri astratti, i pensieri discorsivi con cui egli di
lit e ai suoi prodotti. Anche quando specula o spiritualeg- solito stabilisce rapporti con le cose e con gli esseri, o or-

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l
ganizza la sua ctrltura, ma il pensare con cui la natura ra- 12
dicalmente pensa in lui.
Questo pensare profondo che l'uomo riceve dalla co rpo- Il corpo eterico, per la sua immedesimazione nell'organi-
reit ci ch e egli vuole realmente e che normalmente rive- smo fisico, la sede in cui l'Io pu attuare la libert. un
ste di teorie, ideologie, pretesti dialettici. corpo di memoria che condensa il passato dell'uomo: corpo
il pensare che egli non conosce in quanto tale, perch, vitale sovrasensibile, inconsapevole di s nel sensibile. Il suo
commisto al sentire e al volere, ha una vita ch e sfugge alla co- potere, tuttavia, non ha rapporto con le forze cosmiche origi-
scienza : n ella quale affiora di continuo mediante pensieri, narie, essendosi adeguato alla necessit funzionale del corpo
esprimenti non il suo originario movimento, ma la sua di - fisico-sensibile.
pendenza dali' essere corporeo asservente la v ita del corpo Perci il pensiero, pur vivendo nel corpo eterico, per es-
eterico. sere cosciente, deve estraniarsi ad esso, riflettersi e proiettar-
Questa vita va liberata. Ma pu essere liberata soltanto si nel fisico. Potr poi, per-atto di volont, recare l'elemento
nel pensiero: che attinga alla sua sorgente, fuori de ll'organi- della coscienza nell'eterico, cos che la libert astratta v iva e
smo eterico-fisico, senza pertanto uscire fuori di se stesso. il corpo eterico di tale vita s i accenda, conosca la sua luce. Lu-
La libert nasce da prima, per l'uomo, come negazione ce per il cui accendersi si pensa: non per limitarsi alle opinioni
dello spirito. Questa negazione il pensiero. sulle cose.
Il pensiero reca nel suo intimo forze cosmiche che non 1:'\ell'organismo eterico-fisico l'uomo compie l'esperienza
pu attuare se non connettendosi con l'esperienza sensibile, virtuale della libert, in quanto esso gli supporto alla co-
mediante l'organismo eterico. In questo congiungimento, se scienza: supporto che lo isola e lo limita a un'esperienza egoi-
si svincola da ci che esso gli impone come dipen denza fun- ca del mondo. Perci egli vi sperimenta una libert centripe-
zionale, il pensiero pu attuare la libert: in quanto attua nel ta, puramente indicativa, contraddicente lo spirito: una liber-
corpo eterico l'indipendenza che, conseguita sul piano fisico t ch e, mancando della possibilit di realizzarsi dal fonda-
e limitata a tale livello, errore. mento, esprime pi il mezzo mediante cui si manifesta che se
L'indipendenza, tuttavia, non necessaria nel mondo stessa. In tal senso arbitrio, esprime una determinata natu-
spirituale, ma soltanto l dove l'esperienza sensibile afferra il ra, una irrazionalit.
corpo eterico e mediante questo il pensiero. Per attuarsi, la libert necssita della vita. Il pensiero che
La libe rt il pensiero liberato. Non la libert della cor- manchi di vita, manca del movimento che pu renderlo libe-
poreit fisica, bens delle forze con cui l'lo si articola in essa. ro. l\'Ia esso pu attuare tale movimento l dove unicamente
Perci la libert dalla corporeit fisica: da cui nasce viven- possibile: nel corpo eterico. E pu attuarlo grazie al suo
te il pensiero che restituisce alla corporeit la saggezza della svincolarsi dalla dimensione sensibile.
spontaneit. Il pensiero ch e necssita della mediazione cerebrale
sempre senza v ita: perci manca di alimento spirituale. la
ragione per cui l'attuale cultura, costruita da simile pensiero,
manca di forze morali.

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Kel s uo liberars i, il pensie ro attinge alle sorgenti del po- VI
tere di vita che sorregge il corpo eterico. Non pu esser vi li-
bert astratta. Allorch il p en siero si libera, diviene vivo: ac- DEL PENSIERO LIBERO DA~ SENSI
coglie in s forze di vita per il sentire e forze di vita per il vo-
lere. Viene svin colato ci che nel corpo eterico atavicamente
avvinto.
Il senso dell 'essere dell'uomo sulla t erra il suo operare a
ricevere dal mondo spirituale que l che, come pensare viven-
te, fondamento della libert. P erci, mentre l'Io e l'anima
s'immergono ogni notte nella loro infinit cosmica, il corpo 1
eterico no n lascia mai, sino alla fine della vita, l'organismo fi-
sico. I n questo collegam ento con il sen sibile, il corpo eterico, Sempre la potenza dello spirito stata la sua incorporei-
tagliato fuori delle sue sorgenti cosmiche l dove supporto t: il suo d ominare la prop r ia mani festazione .
della coscienza dell'uomo, diviene base d ella libert. Nell'uomo la manifestazion e concreta d ello Spirito il
Ci che viene compiuto dall'uomo ha tanta vita morale corpo eterico-fis ico: in s strutturalmente compiuto, incapa-
quanta ne fluisce in lui p er virt eterica, ossia pe r virt di au- ce di errore, perch incapace di libert.
tonomia di pensiero. M a allorch lo spirito vuole usare la p ropria manifesta-
Mediante ci che si trae dal cosmo, viene elaborato il de- zione , per esprimere se stesso mediante questa, non pu che
stino: me diante ci che si anima nell'mbito dell'essere eteri- contraddirla e annientarla: l'ha, infatti, non soltanto esterna a
co-fisico, s i des tano le forze dell' uomo libero, ch e pone nuo- s, ma opposta .
vi motivi di d estino: in quanto l'atto della libert si compia Dalla sua t rascendenza lo spirito domina la natura: ma al-
indipendentemente dall'organismo eterico-fisico, la cui fun- lor ch essa gli dinanzi dominata dal proprio interno potere,
zione puramente m ediatrice. un mondo che g li s i contrappon e. Infatti, l'uomo n on pos-
sied e il proprio corpo et erico -fis ico: non attua la p ropria
identit con lo spirito che lo ba edificato. Sa della corporeit
mediante sensazioni, ossia avendola esteriore: il su o sentirsi
corpo reamente essendo il s uo vivere n ell'anima senziente,
anzi il suo riceverne i segni mediante la coscienza legata al s i-
stema neuro-sensorio.
L'opporsi della natura c reata dallo spirito, allo spirito, il
principio della libert; p erch d modo allo spirito d i incon-
trare se stesso nel proprio movimento. L'opposizione stessa
essendo suo m ovimento : il primo e provvisorio.
il pensiero che non pu se non pensare, ma lo dimenti-

54 55
ca o lo ignora, e crede di avere dinanzi a s una realt che non la possibilit di cui l'uomo di questo tempo deve pren-
sia da esso pensata, che gli si opponga: che esso non stia pen- dere coscienza. Possibilit sconosciuta all'uomo antico che
sando, essendo essa, per propria virt, sensibile. Deve libe- aveva la visione sovrasensibile indipendentemente dalla con-
rar si di essa per averla, per sapere di pensarla e penetrarla: dizione dualistica del percepire e dell'apprendere. Soltanto
realizzar e l'identit essenziale che gi gli viene incontro come nell'epoca della d ialettica, perduta l'esperienza dell'identit,
forma-imagine delle cose: che mediante lui, per lui , si mani- pot darsi questione di monismo o dualismo: nacquero le
festano. dottrine dell'esperienza interiore, perch questa era perduta.
Onde la dialettica oggi si esalta di monismo teoretico- tra-
dizionale, o materialistico: che la stessa cosa- impotente a
2 realizzare una unit del mondo, che non sia di parole.
Perch il pensiero non sia legato alle parole deve liberar-
Dalla manifestazione si risale allo spirito, non viceversa. si dai sensi e dalla loro eco. Il sentire e il volere non hanno
La direzione dello spirito nel manifestarsi inversa a problema di libert, perch sono in s liberi, ma possono ma-
quella dello spirito manifestato. Perci lo spirito nell'uomo nifestarsi nell'anima solo in quanto si sottopongono al vinco-
opposto alla natura. lo proprio al pensiero: perci come emozioni e istinti. Essi
"Cn'esposizione degli <stati multipli dell'essere> sempre subiscono il rapporto a cui obbligato il pensiero con la cor-
un'ingenuit, perch la direzione dello spirito inversa a poreit, epper col mondo esteriore.
quella in tal modo prospettata. Una simile esposizione pote- L'alterato sentire, l'alterato volere divengono memoria
va essere giusta per l'uomo antico che non soffriva ancora ta- eterica: memoria del sangue che mediante il sistema nervoso
le inversione, non traendo lo spirito coscienza dall'opporglisi condiziona il pensiero. Sono i processi metabolici e ritmici
della natura. In questa ancora esso esprimeva l'umano. che si svolgono nella cerebralit: che afferrano il pensiero
Ogni pianificazione del trascendente che rapp resenti il nella m isura in cui non sia autonomo, non sia libero dai sensi.
suo passare ai vari gradi della manifestazione, oggi non ri- Liberare il pensiero dai contenuti sensibili, e pur averlo
sponde al movimento dello spirito, essendo, come rappresen- nella sua pi intensa presenza, s ignifica accogliere le forze del
tazione, il suo inverso. volere, le forze del sentire, nella loro magica purit: nella in-
Solo chi dorme nel pensiero pu essere spiritualmente tatta trascendenza con cui, non avvertite, sono presenti nel-
consolato da simili rappresentazioni: positive unicamente co- l'anima.
me esercizio di pensiero: di cui il pens iero deve a un dato mo-
mento liberarsi, se vuole essere vivo.
Tutto ci che guardato e pensato dall'uomo moderno 3
viene rovesciato, in quanto riflesso. Perci il guardare e pen-
sare la manifestazione la possibilit di risalire allo spirito: Nelle forze con cui l'uomo moderno guarda e pensa, per-
perch un rovesciare ci che rovesciato. un ritrovare il cepisce e pensa, ha di continuo lo spirito: la luce che egli sen-
positivo contenuto. Si tratta di averne coscienza. za saperlo estingue. Egli deve soltanto conoscere le forze con

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cui guarda e pen sa, per essere libero da c i che, guardato e 4
pensato, te nde a dominare la sua anima.
I contenuti o le appar enze d el mondo tendono a domina - L'azio n e degli O s tacolatori intima all' uomo p erch s i
re l'anima, com e prodotti non ravvisati de llo spirito. svolge attraverso quel <;corpo v itale>, o <<corpo d elle forze for -
L'uomo moderno gi ne l percepire e n el p en sare ordinari matrici)>, c he il fo ndam ento del s uo esiste re fisico.
sta per ripercorrere il movimento d ello spirito, m a n on se ne P er il fatto di esiste re fi sicam ente, l'uom o accoglie in s
avved e, p er ch non ritiene reale ci che ha gi dissolto in l'influen za d i quest e forze: che lo d eterminano soprattutto l
p en s iero, m entre assum e come reale la fo rma con la quale d ove l' anima s i vincola alla cerebralit. Tut ta la su a vita, tut-
senza saperlo l'ha tolto a lla sua materialit . to il suo soffrire, una lotta p erenne d ell'an ima, contro esse,
Il suo p en siero il primo autonom o movime nto d ello secondo la segreta direzion e dello spirito, arrestantesi alla ce-
s pirito, ma un movimento riflesso, c he trova come suoi rebra lit.
oggetti immediati le forme m ateriali , e le ritiene ve re p en - L 'azion e pura d ello spirito non avrebbe b isogno di lotta.
sandole. E sso op era con la poten za di re alt deHo spirito, Fuori d ell' infl uenza d egli O stacolatori, l' u o mo un esse-
renden do reale il sen sibile, ossia ritenendo reale ci ch e non re spirituale: figlio del m ondo celeste, egli, per dive ntare un
lo spirito. essere terrestre e acquisire uman a individualit, d eve accetta-
Questa p ertanto la su a p ossibilit di essere lib er o: la sua re d i esse r e condizionato da queste forze : traendo una co-
possibilit di op e rare con quel ch e ha in s l'essenza del m on- scienza m e ntale d al vincolar si al sis tema n euro-sen sorio.
do, negandola. Con ci, dunque, affermandola. Come essere celeste , n on libe ro: pe r di venire lib ero, d e-
Riper corre il movimento dello spir ito, ma non lo ricon o- ve d iventare uom o: accettare di essere condizio nato d a forze
sce, perch ne conosce solo il riflesso, m ediante c ui appare ch e lo affe rrano dove egli si illude di essere lib ero: n on di-
reale il sen sibile. s tinguendo se stesso dal loro m ovimento. Cos ch e un giorno
L a sua libe razione n on perci il rappresentarsi vie ver- possa attu are la distinzione, pe r n on fingere m a realizzare la
so la liber azion e, b en s prendere atto di ci che si verifica or- libert.
dinariamen te n el rappresentare e possederne coscientem ente C red e di esser e libero com p iendo il lo ro m ovimento. M a
il m o\'imento. questo l'oscuro embrion e della libert.
Questo operare nel rappresentare possibile m ediante le Le fo rze di Luc ife ro e di Ahrimane echeggian o n ell'ani -
forze pure d el rap presenta re o del p ensare: che n on p ossono ma pe rch son o presenti n el cor po eterico, n el quale l'anima
subire gli influssi d egli O stacolatori, perch non vincolate al ha il suo suppo rto.
sensib ile. Il corpo eterico struttu ralmen te celeste: l' influen za d ei
due Ostacolatori s u esso n on ne muta la sostanziale sanit, se ,
non nella misura in 'cui p er suo tramite essi p osson o op era re
mediante l'anima: contro il senso d ella vita o rig inaria d ell'a-
mma.
N on egoistica n peccaminosa la nat u ra d e ll' uom o, ben-

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s la soggezione della coscienza egoica alle influenze che tale Il (!pensiero libero dai sensi>> infatti si pu attuare solo per
natura accoglie nel suo tessuto formatore. virt di una presenza dell'Io pi lucida e pi profonda che
L'aderire dell'anima al supporto, il vivere non secondo le n ella coscienza ordinari a, perch rende indipendente dalla
proprie leggi ma secondo quelle della sua forma terrestre e corporeit l'unica attivit interiore che, manifestando l'Io
perci secondo le impressioni che questa riceve dal mondo nella corporeit, ne subisce le condizioni e perci ha nella sua
sensibile, la ragione dell'errore e del dolore. libert la continua contraddizione: irrisolubile mediante lo
Non v' via spirituale che lo possa aiutare, se non gli d slancio magico, o la presunta affermazione assoluta di s, che
modo di attivare le forze dell'anima in un essere eterico in- rimangono inevitabilmente una tensione corporea, o psico-
dipendente dalla forma eterica impegnata nella c~rporeit corpo~ea, finch ignorano dove possono liberarsi dal corpo,
fisica. ossia dalle velleit, dall'istintivit, dall'animalit, dalla dialet-
Qualsiasi esperienza spirituale l'uomo abbia, senza cono- tica.
scere in qual modo la sua anima sia presa dal suo supporto Colui che segue la via della conoscenza, e non della esal-
sottile, impedisce la sua libert: gli impedisce di essere indi- a
tazione magica, o della <<potenza>> buon mercato, sa che de-
pendente da influenze che suscitano in lui ci che virtual- ve attingere alla forza ch e gi esplica nel percepire e nel pen-
mente libero, ma per sottrarglielo. Onde si pu dire che sare- le uniche e positive garanzie che egli un essere esi-
ogni via spirituale ch e non dia modo all'uomo di riconoscere stente e cosciente- i quali soltanto, sperimentati e possedu-
la tecnica degli Ostacolatori in sostanza ispirata da essi. ti in s, possono condurlo all'Io che egli . Onde la sua arte
Qualsiasi esercizio di autodominio, di controllo yoghico, operare a essere presente come Io nel percepire e nel pensare
destinato a fallire, in quanto privo di tale conoscenza: in- -che l'arte del <<percepire puro>> e del pensiero libero dai
gannando il ricercatore circa conseguimenti di cui egli non sensi - cos da non avere dinanzi a s un mondo da inter-
neppure capace di ravvisare l'assenza di valore, non dispo- pretare, o da sfuggire come maya, o da conquidere secondo
nendo di un punto di vista effett_ivamente sovrasensibile. una <<potenza>> stimolata in definitiva dal suo apparire, venen-
do preposto il potere al conoscere; bens un mondo la cui
realt non pu oppor si al pensiero, perch simbol eggia al
5 pensiero la sua forza sul punto di sorgergli dall'interno.

L'attitudine magica non pu realizzarsi se non a condi-


zione che si conoscano le forze con cui gi si operanti nel- 6
l'ordinario percepire e nell'ordinario pensare. Fuori di un si-
mile conoscere, ogni presunzione di salto> magico sul piano Lo si accetti o lo si respinga, la via al sovr asensibile passa
dell'autodominio e della potenza, un inganno, perch elude inevitabilmente per il <<pensiero libero dai sensi>. Ogni altra
quel laborioso e sottile cmpito del <<liberare il pensiero dai via non pu essere che una direzione al subsensibile: perci
sensi>, ossia dalla cerebralit, che l'unica via per trasparsi sostanzialmente medianit, con gradazioni varie: dal volgare
oltre il limite individuale, ed il segreto di tutta l'opera. spiritismo, alle culminazioni magistiche e yoghiche, in cut

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non pu essere necessariamente che la caricatura della magia Il pensiero libero dai sensi, conseguendo l'indipendenza
e dello yoga, anche se ben presentati dall'armamentario delle dallo strumento fisico, non si estingue n el riflettersi, ma vive
parole. di una vita eterica indipendente dal supporto corpor eo. L'a-
<<Pensiero libero dai sensi)> significa pensiero sperimenta- nima attua la sua libert, in quanto, non afferrata dall'orga-
to nel suo potere sintetico indipendente dai supporti sensibi- nismo fisico, comincia a vivere nel corpo eterico secondo la
li: perci nel momento della sua massima vitalit: che impli- propria metafisica essenza.
ca la reale presenza dell'Io e la pi alta coscienza di s: senza il suo accendersi della luce non riflessa dalla corporeit
le quali non potrebbe realizzarsi. Il o:<vuoto> a compimento di e perci capace di penetrare la tenebra del volere.
tale pensiero non attuabile se non grazie a un u lteriore po- Allo stesso modo, colui che contempla la natura vegetale
tenziamento di coscienza. Qualsiasi guasto o errore in simile e minerale, penetra la tenebra fisica nella sostanza e nella for-
direzione pu verificarsi unicamente per la incapacit a rea- ma degli enti, per ritrovarvi la luce occulta del sole e il suo
lizzare veramente il pensiero libero dai sensi>. reale irraggiare terrestre. La forma, contemplata, suscita le
forze profonde del pensare e del sentire: la sostanza evoca le
forze profonde del volere. La s intesi !:opera dell'Io.
7

Il corpo eterico puro nella sua intima tessitura, ma reca


m s l'impronta della razza, dell'ambiente, della memoria
soggettiva.
In realt, la strutturale purit del corpo eterico non pu
essere sperimentata se non da chi giunga a porsi dinanzi ad
esso per virt di un potere eterico indipendente, in cui viva
l'incondizionatezza dell'Io: che la vera indipenden za dalla
natura. Tale indipendenza attuata unicamente da un'ani-
mazione del corpo eterico che nasca l dove l'Io mediante l'e-
terico suscita dall'organo fisico la coscienza pensante.
Perci la via iniziatica dei nuovi tempi esige come stru-
mento de lla liberazione il <<pensiero libero dai sensi.
Il pensiero ordinario si muove secondo le forze eteriche
vincolate alla corporeit e si esaurisce nel riflettersi median-
te l'organo cere~rale. Il pensiero in cui l'Io comincia ad atti-
varsi secondo un volere non vincolato alla corporeit, si arti-
cola in un moto eterico che scende nelle profondit corporee,
recando l a forza liberatrice dell'Io.

62 63
VII volere il proprio ordinario imaginare, cos da sottrarlo alle
forze della natura.
LA MEDITAZIONE COl\IE VIA Deve imprimere alle imagini la forza che per ora esse ri-
ALL' IMAGINAZIO:\TE CREATRICE cevono soltanto dalla base corporea.
L'imaginare l'eco del mondo dei sensi vivente come im-
mediato pensiero, d i cui il discepolo opera a fare una veste di
luce ai contenuti dello spirito.

2
1
Da prima l'imaginare come volitiva determinazione un
Il pensiero deve ritornare luce. Per ritornare luce, deve lottare contro le imagini mediante le quali la natura domina
aprirsi a l proprio int uitivo imaginare. Esso pu attingere la dal profondo la coscienza.
propria vita, una nell'uomo e nel mondo, ove ritrovi il suo L'anima, per vivere della sua metafisica luce, deve impe-
p rimigenio potere d'imagine, scaduto in rappresentazione e gnarsi volitivamente in imagini che non salgano dalla corpo-
concetto, o in soggettiva fantasia. reit, ma si sottraggano ad essa, in quanto riflettano le forme
\'le diante potenza d'imagine la natura domina l' uomo e dell'operare dello spirito sulla terra.
lotta contro lo spirito per tutta la durata della vita, sino a che Le imagini dell'operare dello spirito sulla terra, l'uomo
questa lasci il cor po. C hi guardi un cadavere scorge in esso pu )asciarsele imprimere nell'anima dal suo contemplare la
l 'assenza delle forze che vi edificavano la vita: pu osservare natura minerale e vegetale.
nel cadavere soltanto la presenza di forze che, nel loro 'esclu- L'arte d i coltivare la dedizione questo contemplare: che,
dere la vita, n on trovano pi impedimento. aprendosi all'occulta identit dell'essere con lo spirito, pu
Queste forze tendono ad afferrare la vita mediante il de- avere la r isposta del mondo spirituale: al quale l'uomo per
caduto imaginare dell' u omo, proiettandovi la visione del ora pu r ivolgersi solo mediatamente. Egli infatti attinge al-
mondo che egli crede propria: i valori culturali, le ideologie, l'identit che gi c' ed ogni volta attua nel pensiero, ma sen-
i miti, l e fedi. II cui cmpito consacrare quell'apparire del- za avvenirla, senza supporla, per insufficienza di coscienza
la terra che taglia l'uomo fuori del segreto della vita, elevan- dinamica del pensiero.
do a realt interiore la dualit del mondo: implicando il mo- La dedizione non un sentimento, n una tensione, ben-
nre.
s il prodursi del volere puro, che l'uomo non p suscitare
Il pensiero deve riconquistare la sua originaria potenza direttamente. Un volere che si desta perch portato coscien-
d'imagi ne: perch in essa pu superare la dualit del mondo, temente incontro alle forme visibili del cielo della terra e del-
vera soltanto per l'immediato percepire. l'acqua, in cui esso esprime la potenza della sua non-egoit.
Per ritrovare la sua potenza d' imagine, il pensiero deve Il volere della contemplazione puro, perch attua il

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65
movimento ch e le su e originarie forze hanno impresso nel- dall'occhio; ma il suo coglie re tale luce di pensiero atto di
la pura sostanza dei cristalli , delle piante e delle acque. Ogni libert.
volta che il pensiero voluto come pensiero, tale volere, in Perch questo atto non si dia, gli Ostacolatori t endono a
esso immanente, diviene potenza d'imagine, o potenza di incantare lo sguardo e il pensiero alla imagine sensibile e alla
vita. concretezza d ella sua alterit. Tendono a escludere la presen-
za dell'Io nel p ens iero, la presenza dell'lo n el percepire: per-
ch contro quest'lo nulla potrebbero, mentre esso pu tutto
3 SU eSSi.
Cos la presenza dell'Io nell'ordinario percepire la pos-
Occorrer ch e un g io rno l'uomo, con quieta intensit, sibilit ch e la percezione sia integrata dal pensiero che viva
contempli un albero, o un ramo, o un fiore, se vuole ritrova- come s uo contenuto interiore: non sia essa ad afferrare il pen-
re il potere imaginatjvo del pensiero: se vuole attingere in s sie ro, escludendo l' Io, risonando priva della propria intima
il pensiero che edifica la vita: vero soltanto in quanto edifi- realt nell'anima, sotto forma di soggettiva sensazione o di
cante. Determinato, astratto e dialettico, cessando di essere ast ratta rappresentazion e.
vero. Dall'andare incontro al percepire con il pensiero infor-
Occorrer che egli lasci andare l'occhio sul giuoco di luce mate, risorge in imagini di luce la struttura degli enti con-
che sorge dinanzi a lui come fo rma d ell 'albero, perch veda templati. L 'analogo movimento rivolto alla percezione di sta-
innanzi a s il moto del pensiero che gli nasce dall'intimo del- ti d'animo, o istinti, o pensieri, restituisce alla vita dell'anima
l'anima, come vita della forma ch e sta contemplando. le correnti creatrici dello spirito.
Occorrer che egli avverta come n el guardare la pianta il Ogni percepire suscita l'imaginare magico, in cui v ivono
suo sostanziale pensiero spontaneamente uno con la luce di le forme di un mondo in procinto di rinascere dalle spoglie
vita che la edifica . Per attuarsi, il s u o pensiero cessa di pen- dell'antico mondo, esteriore e dell'anima, a cui per ora ordi-
sare: soltanto presente con tutta la sua possibilit di movi- n ariamen te vincolato il percepire.
mento. Incontra il mondo, perch nasce dall'essenza del
mondo e pu ripercorrere il s uo manifestarsi ritrovandosi nel
percepire. Non pensa nulla dialetticamente perch vuole es- 4
sere solo il pensiero che opera per virt incorporea nel per-
cepire, senza cui il percepire non si darebbe. All'imaginare suggerito alla sua anima dagli Ostacolatori
Se allora osserva, si avvede ch e ripercorre il movimento mediante l'inconscio aderire di essa alla natura eteri co-fisica,
per cui ordinariamente pensa: giunge dove il non pensare l'uomo deve sostituire l'imaginare che avviva mediante vo-
dialetticamente il sorgere della forza d'imagine dalla forma lont, dandogli la stessa potenza di movimento e lo stesso im-
interio re di ci che egli guar da. peto che h a in quanto obbedisce agli impuls i della natura.
Spontaneamente il suo sostanziale imaginare uno con la ::--lell' imaginare spirituale egli deve poter riversare le for-
luce che edif ica l'albero, onde gliene sorge l'imagine mediata ze che in lui si esprimono come brama di vita. Deve poter

66 67
sentire in esso lo stesso potere determinante che esercitano su I l segreto d ella magia dei nuovi tempi attivare con la
di lui il bisogno di respirare, o la fame, o la sete. stessa vitalit di un movimento sensibile l'essere interiore,
La forza autentica di questo imaginare il non richiama- senza che alcun processo sensibile intervenga: alcuna coope-
re moti corporei o forme sottili di respirazione: il suo esse- razione, alcuna assonanza, o tensione.
re assolutamente incorporeo. La sua potenza la sua incor-
poreit: perch mediante essa l'Io opera nelle profondit cor-
poree. 5
Chi conosce questo segreto domina se stesso e il mondo:
attua ci che lo spirito esige dall'uomo su lla terra. l\1ediante la concentrazione l'asceta tende a separare il
I poteri con cui oggi l'uomo edifica la sua civilt su lla ter- pensiero dalla corporeit, cos che esso si p resenti quale pri-
ra, appartengono allo spirito, ma egli pu attuarli soltanto in ma dello spegnersi della sua luce.
quanto, suscitati dalla terra, li vincola a brutali necessit fi- ::-.J"on sono le forze vitali del cervello che debbono d iventa-
siologiche, a fatti economici. re pensiero: perch il loro cmpito escludere il pensiero o
L'uomo non possiede la forza con cui costruisce la sua ci- lasciarsi escludere dal pensiero. Infatti esse dominano il capo
vilt. durante il sonno, e vengono eliminate dal pensiero durante la
Alla potenza esercitata sul senso e l'organizzazione della \'eglia.
vita dal fatto economico, ossia dalla valutazione fondamen- L'opposizione del cor po eterico al pensiero l' opposizio-
talmente economica dell'esistere, egli dovrebbe contrapporre ne del cervello fisico, onde il pensiero deve rinunciare alla sua
una altrettanto intensa visione liberata del mondo. natura spirituale: deve riflettersi. Ma tale riflessione implica
Si tratta di destare un moto spirituale che abbia tanta for- in una certa misura la distruzione d ell'organo cer ebrale: una
za di determinazione, quanta per ora n e hanno soltanto il da- determinata eliminazione dell'opposizione eterica.
naro, il sesso, la carriera, la vanit dell'apparire. L'arte dell'asceta condurre a intensa purit la concen-
Questo volere irresistibile che l'uomo riesce a mettere in trazione non mediante le forze sottili di tale organo e perci
moto per conseguire ci a cui unicamente d valore - se~ non tendendo ad agire con queste su l corpo eterico, bens
so, danaro, vanit- in realt viene dallo spirito. La brama mediante forze eteriche pi pure in quanto indipendenti dal
una forza dello spirito ch e, soltanto come tale, ha il pote- sistema eterico-fisico della testa.
re di modellare la realt, sia pure in contrasto con l'ordine Soltanto tale indipendenza pu agire positivamente sul
spirituale. corpo eterico. l\-1a v' la tendenza, da parte di taluni che pra-
L'arte dell'asceta attivare la stessa forza incorporeamen- ticano erronei esercizi, a forzare la corrente delle forze for-
te: perch soltanto fuori delle categorie sensibili essa manife- matrici del sistema nervoso centrale. Essi non sanno avviva-
sta la sua realt. re con azione interiore l'elemento pi alto di tali forze, ma in -
La potenza di ci che muove la materia l'immaterialit. consciamente le distruggono, staccandole meccanicamente
l'imaginare che diviene creatore, perch si fa mcorporeo, dal supporto nervoso, cos che questo si infiacchisce e si lo-
ma perci domina la corporeit. gora. soprattutto l'errore di coloro che si legano alla cor-

68 69
poreit oltre il necessario, sentendone troppo i processi e per- 6
ci eliminandone le energie vitali, n el tentativo di conseguire
automaticamente esperienze interiori, di tipo pseudo-yogh i- Che il p en siero nello sforzo della con centrazione non si
co o medianico. vincoli ancor pi al sistema nervoso, non tenda il tessuto ce-
In sostanza, praticando la retta m editazione, si cessa di rebrale e non si legh i maggiormente alla fisicit, dipende dal-
pensare con l'organo eterico -fisico, non si ricorre al sistema la rettit udine della sua ascesi. Dipende dal fatto ch e l'organo
ne rvoso, dal cui moto v itale procede il solito p ensiero, ma si del conoscere non sia stato deteriorato da esercizi o atteggia -
tende a elevarsi allivello delle forze che hanno costruito il si- menti suggeriti d a pseudo-maestri. D ipend e dall'aver saggia-
stema n ervoso. Ci si comincia a muovere nelle originarie for- mente educato l'atten zione che si attua n ell'eser cizio della
ze dell'Io, mediante il pensiero. con centrazione, onde si capaci d i distinguere l'attenzione
Il pensare da cu i si prende l'avvio esige inizialmente il rivolta all'oggetto dalla pressione sterilmente esercitata sul
movimento delle forze sottili che, per l'ordinario rappre- sistema nervoso:
sentare, sono vincola te alla fisicit cerebrale. L'insis tenza Occorre accorgersi che nella concentrazion e, allorch co-
nella concentrazione, che dedizione volitiva, conduce allo mincia lo sforzo, gi si perduto di vista l'oggetto e inavver-
scioglimento delle forze interiori dall a necess it del s up- titament e si preme sull'organ o eterico fisico: si fa leva sul-
porto cerebrale, ossia dalla n ecessit dialettica. L e pi spi- l'organismo corporeo e ci s i illude di continuare a muovere il
rituali forze e teriche si disimpegnano da quelle necessarie pensiero indipendente d alla corp oreit: si crede di continua-
ai processi fisiologici del cervello, cui legata la forma di- re la conce ntrazion e. In taluni casi si giunge p er tale via ad
scor s iva del rappresentare. Il p ensiero cessa di essere con- agire sull'eterico, in quanto s i mob ilita in profondit il respi-
dizionato d a quei processi: comincia ad articolarsi in una ro: la forza vien e richiesta non allo spirito, ma allo spirito
vita eterica che non estingue ma raccoglie e fa vivere in inu- vincolato alla corporeit. Che il fallim ento d ella concentra-
sitate forme la sua luce. Il pensiero ritrova la sua origina- zion e, perch s i lega pi in p rofon di t la vita inter iore a pro-
ria p otenza d'imagine. cessi fisici, l'indipendenza dai quali l'obiettivo della con-
L' t ere p i puro e pi creativo diviene veicolo dell'Io nel centrazione.
p en siero: fuori dell'organo cerebrale, fuori del corpo eterico, L'arte p ortare nella pratica tanta dedizione, o volont,
m a con possibilit di azione liberatrice su esso. da accorgersi di aver smarrito il tem a, o l'oggetto, e d i conti-
Il l avoro ordinario del pensiero provoca ogni giorno un nua re vanamente a tendere forze corporee, o legate alla cor-
logo rio dell'organo cerebrale ch e s i avverte come s tanchezza, poreit.
m a in verit le forze eteriche del pensiero, nella loro indipen- La riuscita d ella pratica in realt un fatto di conoscen-
denza dalla cerebralit, son o inesauribili. za: un intuire il momento con oscit ivo n el conoscere. una
presenza interiore ch e si esprime noeticamente, m a perci
atto di amore. Perch l'amore dedizione e soltanto la dedi-
zione pu divenire atten zione: capacit di essere desti in ogni
momento d ella concentrazione.

70 . 71
Perci giusto' dire che si giunge allo s pirito in quanto es- anda re per d isinteresse riguardo a ci che esso significa egoi-
so l'amore pi forte: in quanto altri amori n on distolgono il camente o umanamente. Il puro tema diviene allora oggetto
ricercatore, te nendolo in p rofondit. alle forze del pensiero, o alla potenza motrice del pensiero,
La saggezza scoprire che non si ama veramente lo spiri- che sino a q uel momento h a agito limit.a ta dalla mediazione
to: perch dopo tale scoperta soltanto si pu cominciare a fa- cerebrale.
re p er lo spirito qualcosa che prima non si sapeva. Analogamente la meditazione: non mira a interpretare
Si pu infine decidere di dedicare ci che prima ci si illu- determinate imagini o a penetrarne significati reconditi. I si-
deva di dedicare. gnificati hanno impor tanza per l'intelletto e per l'ego, non
In realt, perch la concentrazione e la m editazione con- per l'attivit interiore, ch e percezione di contenu ti vivi e
ducano all'obiettiva esp erienza interiore, esigono che si d edi- apertura a forze trascendenti: che solo a posteriori, in un se-
chi ad esse la .ita dell'anima: n on la facile tens ione corporea, condo tempo, possono da r luogo a elaborazione intellettuale.
o psichica: comunque sensibile. Questa riguarda la cerebralit, che ha bisogno di conoscere
la vita delJ'anima che di solito manifesta la sua forza in l'ogget to riflessamente, o discors ivamente, n ella sua contin-
quanto viel)e presa da un istinto, o da una passione, o da un'i- gente app artenenza alla molteplicit.
dea ossessiva . La concentrazione e 'G meditazione si praticano per su-
Si tratta appunto nella concentrazione di giungere a rea- scitare la vita reale dell'anima, a m ezzo di temi od oggetti, il
lizzare volitivamente una simile forza: un'ossessione coscien- cui valo re solo d i mediazione. Non sono essi che suscitano
te. Un'ossessione lucida e dominata. le forze d ell'anima: al contrario, l'anima attiva se stessa in
quanto l i ricostru isce e li avviva, avendoli come temporanei
supporti al proprio ascendere.
7

La concentrazione e la meditazione non hanno fini intel- 8


lettuali o gnoseologici, o comunque dialettici. Non si pratica-
no per acquis ire conoscen ze o penetrare i significati dei temi: L 'anima ordina riamente non vive: desta come riflesso
q uesti debbono cessare di avere una qualche importanza in- corpo reo, operando solo per la corporeit e per ideali fonda-
tellettuale. L 'intelletto d eve essersi potuto educare a discer- ti in d efinitiva su fatti corporei. Perch l'anima possa mani-
nere la propria dialettica necessit , per esserne ind ipendente festare la possente vita del suo mondo, deve giungere a vede-
nei momenti voluti. . re nel mondo qualcosa di p i di ci che essa capace di rap-
Ci si con centra, appunto, affinch l' oggetto della concen - presentarsi.
trazione via via perda il suo significato ch e un significato L'anima d e\.'e portare il proprio rappresentare-pensare a
solo per la cercbralit, ossia per un determinato mbito di in- espr imere la reale vita del mondo, ossia ci che ogni volta
teressi umani. Il senso dell'insistenza sulJ 'oggetto portare la le sfugge d el mondo. Ma perch ci sia possibile, deve ri-
cerebralit a tale saturazione di esso, ch e giunga a )asciarlo con oscere nel suo n orm ale rappresentare la fo rma di un li-

72 73
"mitato e contingente rapporto con le cose, che assurge a V III

uni ver sale modo di vedere, g razie alla sostanza uni versale di
cui tess uto. IL 1PENSI ERO PE~SANTE>>

Il rappresentare e il pensare con cui l'uomo considera il


mondo una universalit obbligata a esprimersi in forma
non-universale o anti- universale, in ci tuttavia recando il
suo potere di universalit.
La forma del rapp resentare incanta le forze di cui tessu-
ta: le obbliga a una limitata visione che si oppone alla realt
del mondo, di c ui esse pertanto sono l'intitpa trama forma- 1
trice.
:\1a perch l'uomo possa afferrare nel mondo qualcosa ol- Il p en s iero ordinario manifesta la s u a forza quando h a
tre ci che egli capace di rappresentarsi, deve agire n el rap- l'impeto della spontaneit.
presentare stesso: deve superare il limite che le forze del rap- Questa spontaneit non appartiene al p en sier o, ch e si li-
presentare g li costituiscono p roiettandosi in lui come app ari- mita a essere forma o riflesso, ma alle forze della natura, che
re del mondo. gli forniscono il contenuto.
Deve essere r ecata volont nel pensier o. L a forza con cui Cmpito dell'asceta riprodu rre mediante volont questo
nasce qualsiasi p ensier o deve essere recata nel pensiero. T ale contenuto. Richiamata nel p ens iero ch e p ens i per autod eter-
il senso della con centrazione e della meditazione. minazione, la volont riafferra in tale contenu to la propria vi-
ta esprimentesi come n atura.
Pensiero affermativo o distruttivo, pensiero che esalta o
logora l' uomo, il p en sie ro ordina rio ch e esprime la forza di
un sentimento o di un istinto : il pensiero spontaneo, median-
te cui la natura muove l' uomo, ch e crede essere il pensante.
Il pensiero astratto, o di alettico, lo stesso pen siero espri-
mente in forma logica la su a inconscia dipendenza dalla na-
tura, ma privato dell'elemento di vita della natura, onde pu
anch e opporsi dialetticamente ad essa, sen za cessare di di-
penderne. Pensiero la cui autonomia illusoria, perch la vi-
ta non appartiene all' uomo. II pensiero pu impregn ar si di
essa a condizione di esserne servo. Come pensiero astratto,
non pu nulla sulla vita.
IVIa n eppure com e <<pensiero pensante>: perch ci ch e
stato cos chiamato dalla p i limpida filosofia idealistica,

74 75
anch'esso inevitabilmente pensiero astratto. Infatti , il mo- Il presunto atto pensante di continuo l'esperienza a po-
mento d el pensiero pensante non mai sperimenta to se non steriori per cui non si d mai il <<pensante>>, bens il <<pensato>> .
a posteriori, quando gi pensato, in quanto si attua non per inevitabile perci che esso lasci fuori di s la percezione
il proprio m ovimento, bens p er l'oggetto pensato. Importa sensoria: non possedendo il proprio movimento, non pu co-
l'oggetto, l}..On il pensie ro, nel momento p ensante. D el pen- glierlo nel percepire, ossia l dove esso lo spirito che incon-
siero in atto si sa soltanto in quanto lo si ha com e pensato, tra la natura. Malgrado la giusta attitudine teoretica, la natu-
non mentre si pensa: il pensiero essendo pensiero di un con- ra rimane comunque fuori di essa, n ell'obiettivit p ensata: ri-
tenuto, n on possesso del p ensiero che lo p en sa . mane nel mistero del suo incontro con lo spirito, di cui l' Io
IV:Ientre per l'ascesi del p en siero, ci che importa non h a soltanto ci che pu avere come pensiero: inevitabilmente
l'oggetto, be ns il p ensiero. astratto, o <pen sato, m ai p ensante>>.
Si tratta di capire che v' un au tentico salto, un autentico L'atto del pensie ro, o m omento del pensie ro pensante,
trapasso qualitativo dallo speculare - sia pure il pi esatto non mai posseduto dall'idelista, ma semplicemente ap pre-
ed onesto- all 'esperienza vivente d el pensiero: che da una so: secondo un moto dialettico che presuppone il pens iero
condizione individuale ha il potere di aprire l'anima al prin- pensante, m a n on lo ha com e h a il contenuto p er il quale
cipi o sopraindividuale: non in quanto tale princ ipio s ia il pensante.
pensiero, m a p erch il pensiero l'e lemento d ella coscienza In verit la forza di un' idea n on il suo contenuto obiet-
ch e, pur assumendo i limiti d e lla soggiacen za di questa al- tivo, be ns il potere di vita di cui essa anima il contenuto. Ma
l'essere sensibile, giunge dall'illimitato sovrasensib ile e n e re- un potere di vita ch e essa perde proprio per il fatto ch e l'og-
ca in s il potere. getto, o il contenuto, diviene il valore in ordine al quale essa
C hi c reda ch e dall'idealismo o da un qualsiasi filosofare si si attua come pensiero pensante.
possa passare all'esperienza inte riore, sb aglia: pu ritardare Il pensiero p ensante dovr ebbe essere l'esperienza d e l
la propria formazione interiore, se filosofa su essa. pensiero, non dell'oggetto pensato. Mentre n o rmalmente il
potere di vita di un'idea si estingu e nel suo riflettersi, ossia
nel s uo essere pensante per un oggetto.
2 Per l'oggetto ogni vo lta si estingue il p ensiero. E questo
estinguersi viene chiamato <<pensiero pensante>. lVIentre l'ar-
Il <pensiero pensante>, ch e la c ulminazione d ella filoso- te dell'uomo estinguere ci per cui la vita del p ensie ro si
fia idealistica, il p en sie ro di cui l' idealista intuisce ma non estingue : la dialettica. l'a rte della concentrazione, grazie al-
possiede il movimento. L 'atto>> giustamente p ensato , ma la quale il potere di vita d el pensiero pensa cos intensamen-
non ricondotto al suo essere, pi e prima che pensiero, pen- te l'oggetto, da incontrare a un d eterminato momento se stes-
siero in quanto atto: viene semp re tematizzato e ricondotto al so in luogo d ell'oggetto.
filosofare. Il pi logico e re tto filosofare: che tuttavia lascia Ove si coltivi l'arte del pensiero, l'oggetto cessa di essere
immutata l'oggettivit del mondo, ritenendo assumerla dia- ci che, apparendo, impone dualit: sorge p er esso il p ensie-
letti cam en te. ro viven te ch e supera in s la dua lit, n on h a di contro a s

76 77
oggetti. T olto l'oggetto come opposto al p ensiero, tolta la do dei sensi, la natura, l'esistere sono incontrati non da un
dialettica, tolta la superstizione: si conosce secondo realt. pensiero fi losofico, bens da una corrente di luce che penetra
Gli oggetti vengono penetrati dal pensiero identico al m ovi- l'appa rire e vi afferra la su a vita. Non v' pensiero pensante
mento interiore da cui sono o sono stati fatti. ch e pen etri il mondo degli istinti e delle passioni, il mistero
Il p ens ier o idealista invece sufficiente a se stesso solo dell'uom o, il significato ultimo dell'esperienza sensibile.
nella s ua dialettica identificazion e: s upera la dualit soltanto sempre la dialettica - questa volta la pi cosciente del
per via di ragioni, non mediante percezione della s intesi viva. moto dialettico, ma anch'essa ferreamente legata alla sua for-
Non avendo in s la vita c he deduce, non pu immergersi ma- che lascia fuori di s la natura e l'uomo, perch non ne
nella vita: si pu celebrare soltanto in specu lazioni- indub- ha la luce originaria, non h a in s il calore di vita ch e li sor-
biamente le pi esatte - ossia in serie di dete rminazioni d el regge dal profondo. il p ensiero ch e, pensando, intuisce il
movim ento dialettico di cui intuisce il farsi, o l'attualit, m a p roprio momento dinamico, m a n on lo possiede. Conosce il
senza sperimentarli. prop1-io movimento, ma non lo afferra: attua il pensiero ma pu
La via allo spirito non potrebbe essere questa, in quanto solo pensar/o e aver coscienza di pensarlo, ma non veramente
esige il portarsi oltre la riflessione; alla percezione del p en - ave1e nell'atto ci che attua.
siero, ossia all'esperienza d ella forza-pensiero: conseguibile Quel calore d i vita deve essere ritrovato n el pensiero, per-
non pe r via filosofica, bens grazie ad ascesi iniziaticamente ch s ia ritrovato l'uomo: per esso d ebbon o destarsi forze del
fondata. La conoscenza delle leggi che sorreggono la vita d el- volere ch e solo mediante il pensiero sono esprimibili: me-
l' anima e il pensiero, non pu venire dalla cultura umana, ma diante il p ensiero capace di arrestare il su o dialettismo, non
d al mondo spir ituale stesso, o da chi da esso d esignato. con illusori medianismi o estatismi, ma per v ia di percezione
Tuttavia una conoscenza logicamente verificabile s ul della propria luce. C h e, per essere luce capace di penetrare la
piano in cui essa necessariamente assume quella veste dialet- densit del mondo fisico, esige il calore del volere.
tica che impegna il pensiero pensante.

4
3
Il <cpensiero pensante>, che il logico e alto coronamento
Il p ensiero va sperimentato come incorporea corrente di dell'idealismo, per un asceta non troppo, ma troppo poco:
vita: che non la semplice intuizione del suo moto dialettico, l' esigen za pos itiva del filosofare, il <csattvico> filosofare: nulla
essa stessa sorgente come dialettica. Va sperimentata la luce di pi. Non vi pu essere l'uomo, p erch non vi pu essere
d el pensiero, non scambiato per luce il su o riflettersi. Il pen- aper tura allo spirito. Nel pensiero pensante non c' la vita del
siero pensante d ell'attualismo in verit l'intuiz ione del ri- pensiero, b en s l'estinguer si di essa, o~de l'er rore dell'uomo
flesso, il suo movimento essendo esso stesso riflesso, dalla cu i non pu venir superato.
riflessit non esce. L'atto del p ensiero non mai veramente realizzato, per-
I\-1entre si tratta di u scirne, perch allora soltanto il mon - ch non posseduto direttamente: n on pu avere la vita, ch la

78 79
f
perde nel farsi atto, essendo atto soltanto come riflesso: id ea- netrare i valori eterici, o immediatamente sovrasensibili, del-
Jisticamente avvertito. L'avvertirlo idealisticamente essendo le cose e del mondo: avere mediante forze di vita del pensie-
tutto: onde non attua l'uomo, non ha il segreto della vita a cui ro ci che prima aveva mediante mero pensiero, o pensiero
pur attinge, per essere l'estinguersi di essa come <pensiero astratto, ossia non aveva.
pensante>. Il <cpensiero pensante> quello che balena unicamente per
La realt che un tale filosofare non trova veramen te lo l'esperienza che l'uomo ha del mondo mediante l'organismo
spirito, proprio perch un filosofare nella razionalit non corporeo. La sua vita effimera, perch n on l'originaria vi-
un attingere alle sorgenti del pensiero: non giunge allo spiri-'
ta del pensie ro, bens quella del suo riflesso corporeo.
to perch non esce d al dialettismo. Per esso sufficiente con- il filosofare ch e esprime il proprio limite: comunque
statare la mobilit del pensiero; mentre suo compito sarebbe vincolato alla dialettica, che allude al mistero della vita, al
possederla: che l'arte dell'uomo. Altrimenti non pu esser- mister o della morte. Senza in verit conoscerli.
vi filosofia idealistica che salvi dai miti materialistici. Non v' La realt che neppure il pi nobile filosofare ormai pu
ragione per cui a un determinato momento un idealista, sia ritrovare l'uomo. 1\1entre anche come possibilit di ret to filo-
pure attua lista, non divenga un negatore dello spirito. La dia- sofare, oggi esso perduto. lo squallore dell'attuale filoso-
lettica non pu non rivelare quello che in definitiva : la giu- fia, infarcita di logica astratta, di nomi, di sottigliezze ter mi-
stificazione di una natura personale. nologiche, ma priva di pensiero: illusa di seguire o afferrare
Soltanto l dove si' esaurisce il pensiero dialetticoJ sorae
o
la il processo della scienza, ma in realt vincolantesi all' empiri-
luce del pensiero: l' uomo ritorna a essere. smo sistematico e dogmatico di una ricerca che non conosce
pi il criterio del valore. Come se nell'oggettivit avesse per-
duto l'oggetto.
5 Il pensiero morto perch non uscito dalla dialettica:
dalla dialettica che non muta livello per il fatto che riguardi
La coscienza del pensiero non pu essere coscienza cor- spirito piuttosto che materia. Essendo la stessa: onde oggi
porea, bens eterica. La vita della coscien za ordinaria si fon- chiunqu e pu la sera addormentarsi idealista e la mattina de-
da sul rapporto che l'uomo stabilisce con il mondo esterio- starsi materialista. la forma del pensiero che, comunque,
re mediante gli organi dei sensi. Una coscienza pi elevata riceve l'unico suo contenuto dal mondo sensibile, essendo
egli la sperimenta grazie al rapporto ch e possa stabilire con privo e ignaro del proprio contenuto: mentre alla forma sen-
gli organi dei sensi mediante il corpo eterico. Allora egli sibile esso dovrebbe recare il contenuto di cui manca.
con segu e la conoscenza del mondo eterico, che la realt La dialettica era nata, nei tempi moderni, per condurre
della terra. almeno pochissimi, per via idealistica, a un'esperienza del
Tale conoscenza non gli s i d gratu itamente, bens grazie pensiero puro. Scomparsa l'ultima virtuale luce del pensiero
a un'ascesi del volere che penetri il proprio articolarsi eterico giustificante la dialettica idealistica, questa divenuta l'arte
indipendente d alla corporeit eterico-fisica. de'l pensiero esanime, a disposizione di tutti: di tutte le vel-
Praticare simile ascesi significa per lui possibilit d i pe- leit discorsive. L'assunto dell'idealismo in sostanza fallito

80 81
perch non ha avuto sufficiente coscienza della sua condizio- IX

ne r iflessa, epper della impossibilit di attuare in tale condi-


zione i l pensiero pensante: non ha riconosciuto nella dialetti - DIALETTICA E SCIE::-JZA DELLO SPIRITO
ca il limite della originaria luce del pensiero che consente il
prodursi stesso della dialettica.
In verit l'entusiasmo, o il contenuto poetico, dell'attua-
lismo, non ra tanto il pensiero, quanto ci che esso r ivesti-
va : la mirabile ricchezza del sentire del su o fondatore : l'ulti-
mo filosofo europeo. 1

Perch la filosofia occidentale abbia perduto in quella sua


pi nobile manifestazione, che l'idealismo, la possibilit di
fondare l'esperienza del pensiero vivente, spiegabile soltan-
to alla visione sovrasensibile, ossia allo stesso pensiero viven-
te. Soltanto il lVIaestro dei nuovi tempi ha potuto indicare co-
me l'aristotelismo, afferrato da esaurite forze m istiche arabe,
espressione di un <\ego luciferico fingente l'esper ienza del-
l'Io, perch avverso all ' lo, abbia potuto devitalizzare l' opera
del pensiero in Occidente, privandola del concreto principio
dell' individualit: onde nel filosofare, l'<(io>> r imasto sempre
un io astratto. Da allora , dialettica e orgoglio intellettuale -
salvo rare eccezioni - hanno costituito un'unica attitudine,
non soltanto nel campo della filosofia , ma di ogni indagine ri-
guardante lo spirito. Ci tra l'altro ha impedito che l'espe-
rienza d e l mondo fisico, della tecnica e della macchina, si
compiesse sotto il segno dello spirito, come sarebbe dovuto
avvenire.
L'esperienza scientifica della materia doveva essere l'e-
sperienza dell'Io, ossia dello spirito, non della distruzione
dello spirito. La materia come realt, sia pure studiata e spe-
rimentata scientificamente, divenuta una trascendenza.
Il materialismo agnostico stato possibile per il fatto che
il pen siero, giustamente impegnato nell'indagine del mondo
fisico, non ha avuto la sua controparte interiore n dal filoso-

82 83
fare, n dalla tradizione. La materia stata sperimentata da flesso dello spirito: lo sptnto che si pu contemplare nella
un pensiero inizialmente indipendente da essa e poi via via forma dei cristalli e come luce operante nella vita vegetale, lo
smarrente la propria autonomia, perch afferrato dalla feno- si ha come luce riflessa nello speculare umano. Anche quan-
menologia sensibile, sino a d ivenire il consacratore della ma- do questo riflesso il pi fedelmente conforme alla luce ori-
teria, ignaro di s . ginat:ia, sempre comunque riflesso: la luce originaria ade-
Materialismo, materialismo storico, materialismo dialet- guantesi al mentale terrestre.
tico, infatti, non sono che la metafisica della materia: della Pu animarsi della propria vita, ossia della sua originaria
materia scon osciuta, che si stati incapaci di penetrare con luce, non il pensiero che si dedichi alla filosofia, ma il pen-
forze veramente metafisich e, ormai sconosciute anch'esse. siero che assuma un filosofare, o un sistema, o un'idea, come
il pensiero che, divenuto incapace di conoscere direttamente tema di concentrazione, o di meditazione, o contemplazione:
se stesso, e ten dendo a conoscersi mediante l'oggetto sensibi- che non sono certo un filosofare. Sono in realt il vero filoso -
le pensato, ha dimenticato se stesso per consacrare il sensib ile, fare: ci per cui la filosofia nacque.
smarrendo altres la possibilit di penetrarlo, cos feticizzato. Si pu in tal senso operare in due modi: o si assume un
certo pensiero filosofico come tema di concentrazione, al cui
contenuto perci si indifferenti, non interessando il suo si-
2 gnificato, ma solo la sua possibilit di darsi come presente
pensiero. Oppure, grazie alla esercitata capacit di contem-
La filosofia ha smarrito l'uomo. L'arte dello spirito non plare il pensiero, si guarda una filosofia, o un sistema o una
p u essere arte di filosofi, da quando il pen siero ha cessato di teoria, o tutta la storia del pensiero, al fine d i ravvisare lo spi-
attingere alla sua fonte sopra-individuale, in quanto il suo rito che si esprime attraverso esso, o si ltera o tradito. Av-
concepire ha coinciso con il suo riflettersi: laddove in antico il viene allora che il pensare sperimenti come attuale movi-
pensiero dei filosofi assumeva la riflessit come veste del suo mento il suo operare d ialettico nel tempo.
potere di penetrare i contenuti del mondo: penetrazione che Ma, come la filosofia, cos alt ri temi e forme della cultu-
per taluni rari t ra essi fu comunione con l'essenza del mondo. ra possono essere oggetto di tale contemplare, che vede il
Il grande nernico dello spirito la dialettica, della quale in- pensiero, in quanto lo ha innanzi a s nel penetrarlo intima-
finiti sono i travestimenti: compreso quello spiritualistico. mente: s'identifica col suo esteriore movimento, ma lo coglie
Perch l'esperienza interiore si dia, deve esaurirsi il mon- in s. Che arte di asceti, non di dialettici.
do delle parole. Segno della trasmutazione per l'asceta
giungere a sentire nausea per ogni argomentare o speculare,
che non risponda a percezioni di realt del mondo fisico o 3
dello spirito.
Per chi segua la via del pensiero, la filosofia pu essere L'ascesi del pensiero d modo di ritrovare le forze inte-
oggetto di indagine come qu alsiasi altro prodotto del pensie- riori che possono esprimersi in pensiero, proprio in quanto
ro. Nel pi alto filosofare si pu ravvisare il manifestarsi ri- non si identificano minimamente con la sua forma dialettica;

84 85
mentre il filosofare non presuppone alcuna ascesi, non ha al- minciato a manifestarsi come pensiero. Ma il pensiero senza
tro inte"resse che usare il pensiero in quanto pensiero e non essa nulla.
farlo sparire n ella forza da cui deriva. A meno che n on s ia un 1\lentre essa tutto senza il pensiero. In s lo ha tutto, es-
filosofare secondo originaria saggezza: il vero ma ormai di- sendone la potenza.
sparso filosofare.
Priva della espressione dialettica, priva del pensiero in
quanto dialettica, la fi losofia non avrebbe ragion d 'essere:
mentre l'ascesi del pensiero proprio di questo ha bisogno, di 4
cessare di essere dialettica. Estinguere il pensiero che non sia
vita del pensiero, rendere il pensiero indipendente dalle for- La realt che il filosofare umano, come il conoscere
me, senza le quali normalmente non pu esprimersi. scientifico, assume il mondo compiuto, la natura quale, gi
;\T l'esoterismo per essere preso sul serio ha bisogno di fatta, si pone. N il pi acuto filosofare, n il p i solido ri-
essere filosoficamente dimostrato: anche se ci sia possibi- cercare scientifico possono penetrare la realt che, in forma di
le a tale livello e in qualche modo utile a un ricercatore che, este riore imagine, si d quale effettivamente risulta alla loro
legato a concezioni filosofich e, abbia bisogno di liberar si dei indagine.
suoi vincoli dialettici mediante un processo dialettico in- Perch possa essere penetrato il reale, che il millena-
ver so. Perch questo dovrebbe essere l'assunto di un'espo- rio sforzo della filosofia e l'attuale della scienza - non fu
sizione filosofica del genere: m ostrare logicamente la rever- certo il problema delle civilt originarie - occorre un vero
sibilit del pensiero, essa stessa essendo espressione di tale trapasso di indagine, un cambiamento di direzione: una re-
possibilit. versione del movimento che si verifica nell'ordinaria espe-
Perch il pensiero pi logico sempre l'inverso di ci rienza razionale.
che nasce come pensiero. Onde si pu riconoscere di pos- Occorre pertanto che questo movimento ci sia, perch la
sedere tanto pi profondamente il pensiero quanto pi es- reversione sia possibile: occorre che il pensiero si vincoli a i
so sia espressione della dialettica estinta. contenuti sensibili e si determini come razionalit, perch ci
La logica veramente posseduta il pensiero che non pu che in esso fluisce possa essere afferrato. La pi alta forza
sottoporsi ad alcuna logica e che sempre in procinto di ri- fluisce nella forma pi bassa.
c reare la logica. La quale non normativa per il pensiero, L 'esperienza interiore verificabile per il fatto che lo
ma solo per se stessa, ossia per ci che essa ha come og- spirito possa essere colto nel mondo fisico, indipendente-
getto: che non pu essere il pensiero capace di pensarla, mente dalle potenze della terra: queste in s soggiacciono
bens la forma astratta non contenente pensiero alcuno: allo spirito. l'via si tratta d i realt che l'uomo pu percepi-
grammatica tratta dal pensiero, necessaria a chi identifichi re soltanto se pu prendere coscienza di ci che in lui do-
questa con il pensiero. mina il terrestre, movendo nel suo ordinario pen siero. Che
L a forza-pensiero pi importante del pensiero. Perch per lui penetrare desto in zone nelle quali immerso du-
potesse essere conosciuta e posseduta dall'uomo, essa ha co- rante il sonno profondo.

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In effetto, ci che si manifesta n ella sua anima come dire- L'inconsapevolezza del pensiero non mai conosciuta
zione morale, lo stesso potere che crea la realt esteriore: dalla dialettica della consapevolezza, perch tale dialettica
non quella della fenomenologia scientificamente determina- sempre espressione dell'inconsapevole.z za: il pensiero iden-
bile o filosoficamente interpretabile: b ens quella con cui tificato con le parole, non conosciuto come ci che non di-
identico il pensiero nell'intimo suo moto. pende da esse, non dipendendo dalla natura.
L'elemento interior e che nell'uomo non si lascia affer-
rare dalla natura quello che non si pu manifestare se non
contrapponendosi alla natura, anzi d istruggendola: il pen-
5 Siero.
Afferrando se stesso e percependo il proprio movimen-
Soltanto fuori dell'uomo la natura pu essere creatrice. to, ossia portando a fondo la sua contrapposizione alla na-
)Jell' uomo essa opera contro lo spirito. Lo spirito deve di- tura, il pensiero trova nel proprio intimo lo spirito che crea
struggere la natura, per essere lo spirito che nuovamente crea la natura.
come creatore nella natura. l\l[a il pensiero dialettico, o riflesso, negato. La sua luce
L a natura deificata dalla scienza e interpretata dalla filo- non riflessa. Cmpito difficile a intendere perch il rove-
sofia quella che domina l'uomo, non la nat ura creata dallo sciamento del pensiero con cui normalmente si pensa. L'in-
spirito: non la natura in cui opera lo spirito. versione del moto grazie al quale l'ego ha la possibilit di
Perch possa sorprend ere lo spirito che crea la natura, espnmer s1.
l'uomo deve superare la natura in se stesso: portarsi oltre E q u esto il limite dei dialettici, o dei cercatori dello spi-
la propria natura. Lasciar affiorare in s l'elemento inte- rito legati alla dialettica mediante cui lo cercano. Ai quali pia-
riore che non si fa afferrare dalla natura, poi che nasce op- ce parlare dello spirito pi che realizzarlo: sentirsi forti nella
ponendosi ad essa. :via normalmente non sa di questo suo riflessa razionalit pi che nella forza da cui nasce la raziona-
nascere, in quanto sa di s soltanto essendo divenuto di- lit.
scorso. Forse lo spirito non esprimibile mediante dialettica?
Ecco perch n dalla scienza n dalla filosofia possono ve- esprimibile, ma ritrovabile soltanto da coloro che sono pron-
nire forze morali: perch nella costituzione e nella formula- ti ad incontrarlo, in quanto gi lo posseggono come sostanza
zion e critica dell'attuale sapere le forze interiori possono dar interiore, o contenuto di destino. Gli altri possono essere aiu-
luogo al processo discorsivo per il fatto che vengono tagliate tati dalla buona volont di trarre da un testo o da una dottri-
fuori dell'atto conoscitivo, che pur nasce da esse. Subordina- na ci che di essa sono capaci di revivificare.
re il pensiero all'essere della natura, infatti, l'inconsapevo- Perci la concentrazione e la meditazione valgono non
lezza del pensiero: significa rinunciare a trovare lo spirito tanto per i significati e i contenuti che possono rivelare,
nella natura, in quanto previamente eliminato nel pensiero. quanto per l'attivit interiore che esigono e che ciascuno vi
Ma l'eliminazione della moralit nel normale processo co- immette a seconda della sua forza : della volont in unione
noscitivo. con la libert.

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6 terlo; e come da questa situazione, in c ui soltanto le funzioni
animali della corporeit finiscono con l'aver peso n ella consi-
La dialettica il nemico dello spirito, perci l'ostacolo ve- derazione dell'uomo, sia possibile trarre dottrine sociali ed
ro al cammino dell'uomo. Tutto essa p u d im ostrare. Cia- economiche e orientamenti essenziali d ella scie nza e della
scuno sostiene la s ua verit, che la dialettica in funzione cultura.
della sua natura .
Il materialismo pi distruttivo quello dell'intellettuale o
d el d ialettico materialista, che impegna fo rze s pirituali per 7
n egare lo spirito e per fare della su a capacit di odio una dot-
trina d ella fraternit . I dialettici pi p ericolosi sono quelli che credon o che gli
Kon v' materialista che non sia a un certo grado un ma- incontri tra culture, gli scambi e le comprensioni, e parimen-
lato di m ente. ti le unificazioni di correnti e di m odi di ved ere, siano fatti lo-
l\lla tale verit revers ibile: ogni esaltato o fanatico dello gico -filosofici, e che grazie a una sorta di continuum logico sia
spirito in r ealt un materialist a. p ossibile conn ettere le esp e rienze dei p en satori e de i m istici,
A llorch i processi corporei, che servono da supporto al- o dei vari sistemi: attitudine, questa, soprattutto cara a quei
la coscienza, afferrano la coscienza, questa cessa di avere la gr andi meccanizzatori de l discorso log ico, ricco di erudizio-
chiarezza e l'equilibrio che le vengono da lla propria sorgente n e ma privo di vita di pensiero, ch e sono i materialisti d ialet-
incorporea: cessa di essere conforme a lla propria natura. tici, capaci persino di ritrovare in antichi sistemi monistici-
Identificandosi con i processi fisiologici, d ad essi il valore, p.es. n ell' Advaita vedantico- e n ella m etafis ica tradiziona-
e non s'avvede che un valore spirituale. le, in quanto ordinabili secondo una certa moderna sistema-
Questa sp iritualit inver sa l'egoismo dell'uomo. La dia- tica, i precedenti per il panlogismo materialista.
lettica la sua espressione. un monoideismo il cui carattere ossessivo presen ta pi
La vera tenebra non la m ateria, be ns il materialismo, di un aspetto patologico: per cui essi trovano relazioni inesi-
nei suoi travestim enti. s tenti, connessioni che si basano soltanto su assonanze o affi-
L a tenebr a terrestre, ovunque incalzata e dominata dalla nit discorsive. P er il fatto ch e g iungono a identificare talune
luce, soltanto n ell'anima d e ll'uomo pu afferrare la luce. relazioni meramente analitiche tra sistem i di pensiero, pre-
L 'egoismo e la dialettica sono identici: essendo l'uno il tendono in base a queste assurgere a s intesi ch e son o soltan-
contenuto dell'altra. to unificazioni di analisi , ossia miti.
La dialettica il segn o d el materialismo, perch l'e- Dialettici soprattutto preoccupanti son o quelli che presu-
spressione dello spirito rifle ttente come propria la n ecessit mono fare ponti teoretici tra Oriente e Occidente, solo in
fisiologica. quanto possono esaminare testi t radizionali o dottrine di
Occorre conoscere come questa necessit fisiologica do- asceti contemporanei: dei quali essi non p ossono che assu-
mini il p ensiero, p er intendere come si p ossa credere che il m ere le parole staccate d al contenuto, di cui nemmeno sup-
pens ie ro nasca dall'organo fi sico ch e serve soltanto a riflet - p on gono l'esistenza. Da queste parole traggono il costrutto

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critico, la correlazione, il presunto ponte: per esempio, il giu- un autore ha saputo esprimere. Tale valore funziona per chi
dizio mlt:ico che lo hegelismo abbia influenzato l' opera di un gi lo abbia in s.
asceta indiano contempor aneo solo per il fatto ch e in una par- Il meditare non ha bisogno d i convertirsi in dialettica per
te di tale opera ricorron o espressioni nella lo ro assonanza divenire operante: anzi, il medita re indialettico che ha il po-
ech eggianti il lingu aggio di quella filosofia. tere di agire nel m ondo. Naturalmente il meditare che sia sta-
La r ealt che le assunzioni teoretiche, le corr elazioni lo- to cap ace di articolarsi in tutta la su a dialettica e da questa
gich e, le opinioni e le ragioni, sono necessarie alla cultura abbia poi estratto la propria indialettica fo rza.
mondana e alla vita ordinaria, ma non servono a nulla n ella Quella che oggi si chiama cultura non lo spirito, ma un
esperienza dello spirito. Appena questa comincia, quelle deb - suo segno. Si pu seguire in essa un modo di essere d ello spi-
bono cessare, p e rch non h anno nulla da dire, anzi sono un r ito, m a attuare lo s pirito l'arte di evitare quella caduta del-
ostacolo. Come la perfetta conoscenza dell'uso meccanico di la luce pensante, da cui nasce tale cultura.
un metallo non ha nulla a veder e con l'origine di esso e la sua Perch la cultura dell'uomo vero sorga, occorre la d edi-
vita nel sen o d ella terra, ossia con quella su a obiettiva realt zion e di esseri capaci di percepire come nasca il pensiero che
valida fuori dell'uso ch e pu farne l'uomo, cos l'argomenta- ordinar iamente s i converte in dialettica. U n tale percepire
re teoretico su contenuti o esperienze sovrasensibili, ci che penetra le profondit o rganich e in cui le potenze strutturan-
meno ha a che fare con essi. ti della razza condizionan o il sorgere delle rappresentazioni.
II dialettico vuole congiungere, relazionare e sistemare S i tratta di giungere alle radici d el pensare che, normal-
come s i fa con la materia bruta: tratta i contenuti interiori co- mente, p er via dell'tere del suon o e dell'tere della vita, di-
me cose, o numeri, e stabilisce rapporti fondati s u dogmati- vien e il g iuoco della natura, onde la dialettica esprime sem-
smi discorsivi. Crede di pensare, ma ignora il pensiero, per- pre un determinato temperamento.
ch troppo preso dall 'an alisi dell'analisi, ossia da correla- L'opera dell'Iniziato restau ra re l'ordine d ello spirito di
zioni me ramente terminologiche. L ' esangue astrattezza il cui la dialettica di questo tempo l'inver sione. Se non si
su o regno. intende com e una simile inver sione si verifichi, per sino la
giusta dottrina esoterica viene falsata, soltanto in quanto ap-
presa.
8 Il falso della Scienza dello Spirito p u verificarsi quando
le varie tecniche> o attivit pratiche cadono nelle m ani di co-
La dialettica la morte dello spirito. lo ro che non h anno pi lo spirito, ma solo la dottrina, ossia la
Colui ch e medita deve riconoscerla come tale. l.Vla proprio <letter a>. La pi alta pedagogia pu divenire un'arte demo-
un simile riconoscimento lo libera dall'illusione che l'opera niaca nelle mani di coloro che non sono capaci di comunione
dello spirito si debba compiere sul piano dialettico, o ch e l'in- con l'anima d el fanciullo, perch essi stessi non sanno colle-
contrare espressioni accettabili su tale piano significhi ch e in gare in s i fatti dell'anima con c i da cui l'anima trae vita.
esso sia penetrato lo sp irito e qui sia ritrovabile: perch sem- l\:1ai la <tecnica>, o l'esteriore abilitazione, potr sostituire la
pre la sua attivit interiore realizza l'indialettico valore che degnit dell'atto interiore. Nessun istrionico pseudo-mago o

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pseudo-medico, in veste d i maestro spirituale, potr ispirare C i c he si pu insegnare o scrivere su tali argom enti, de-
o controlla re un'esperienza pedagogica esigente, prima ch e ve esser e anzitutto esperienza interiore: venend o dis tinta
l'organizzazione economica e scolastica, la capacit, da parte questa da qualsiasi mucilagine psichica o dialettica del tipo
del maestro, di un puro imaginativo e creativo colloquio con ch e oggi s i nobilita con il nom e di esperienza interiore>> .
l'essere interiore del fanciullo. :\:Iolti oggi cred ono avere esperienze interiori. E scrivono
e diffondono il proprio e rrore. Mentre potrebbero scrivere di
altro che di vie spirituali, in realt non sp erimentate.
9 Ci ch e si pu spiegare o insegnare non mai vero, ove
non abbia l'occulta imp ronta di una v ita che tende a ritorna -
Sulla linea della ripetizione astratta di un insegnamento re parola vivente, meglio che parola fossilizzata sulla carta. S i
origina rio e attuale, e perci unico, la dialettica pu essere parla o s i scrive di ci che non vero, se il discorso non la
anch e spiritualistica, q uando, sulla base della organizzata in- necessit dello spirito.
formazione delle dottrine, si scambia per lavoro interiore un L'insegnamento dato dal Maestro dei nuovi tempi pu
iniziale intuire, speculativo o visionario, ch e diviene persua- subire contraffazioni ad opera di is truttori ch e, non sapendo
sivo in quanto espresso secondo ortodosso lingu aggio. attingere all'essenza del pensiero- e perci essend o incapa-
L a donazione dello spirito viene regolarmente alterata dai ci di istruire alcuno - s uppliscono a tale d eficienza con l'a-
su oi interpreti o commentatori: i quali non si avvedono ab- dozione di pratich e occultistiche irregolari, di discipline e di
b astanza come una via m etafisica, in definitiva, essendo una orientam enti dottrinari, psicologici e p edagogici, espressivi
v ia all ' annientam e nto d ella dialettica, debba anz itutto dar di un impulso contrario a que llo da cui muove l'insegnamen -
modo di riconoscere in questa l'impedimento allo sperimen- to che essi pretendono continuare. Il gu asto di tali pseudo-
tare sovrasensibile . O nde cmpito del discepolo non tr a- istruttori grave non tanto per la ipnosi p sichica esercitata su
durre in nuova dialettica ci che apprende, bens liberarlo in seguaci in definitiva legati ad essi da affinit elettive, quanto
s di tale forma . Soltanto d i ci egli richiesto, riguardo a per la barriera di equivoci e di falsificazioni che essi erigono
quel che gli vien e consegnato. all'accostamento e alla comp rensione dell'insegnamento ori-
L a tentazione di fare i maestri, o di fingere l'esperienza ginario da parte di uomini libe ri.
spirituale , solo per il fatto che si possegga il linguaggio eso-
terico o la filosofia, o una minima attitudine medianico- ma-
gica, propria di coloro che non possono parlare in n ome lO
dello spirito. 1\tl a perci parlano in tale nome.
L'insegnare spirituale un esporre non ci che si ap- L 'equivoco di m o lt i ricercatori identificare l'ascesi eso-
preso, bens qu el che esige essere detto ed necessario dire, terica con lo sviluppo della facolt imaginativa: facolt che
perch viene obiettivamente sperimentato: perch la sua real- una condizione dell'esperienza sovrasensibile, non tale espe-
t vuo le giungere al mondo, avendo la p otenza d ell' imperso- r ienza n e lla sua con cretezza.
nalit. Esige esprimere la vita da cui nasce. La formazione imaginativa preparatrice dell'azione eso-

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terica, non ancora propriamente questa. D'altro canto, tale un'apparente perdita, perch avere il vero contenuto di
azione attuabile unicamente come superamento della co- quello che si aveva prima e in pi il suo fondamento. Ma
scienza imaginativa, o annientamento cosciente del mondo non lo si ha dove si ha il pensiero ordinario, bens da una
d'imagini, in quanto questo sia stato conseguito. :VIa la co- direzione opposta, che si riconosce allorch si giunge a con-
scienza imaginativa sar un fatto illusorio se non si sviluppa vertire o invertire il moto del pensiero. Che il vero esote-
con la consapevolezza del limite proprio alla sua funzione rismo. A cui l'esercizio imaginativo pu avvicinare, ma non
mediatrice. condurre.
L'azione esoterica la realizzazione della reversibilit del La virt originaria del pensiero una potenza d'imagine,
pensiero, che, liberando la coscienza dal supporto cerebrale, di cui l' imaginazione ordinaria non che la proiezione infe-
suscita la vita eterica pi elevata, indipendente dall'essere riore, in quanto non libera dai sensi. Il pensiero, ove si rea-
eterico vincolato alla corporeit. La via imaginativa in tal lizzi fuori della cerebralit, risorge come potenza di imagine:
senso una mediazione necessaria, perch deve essere speri- potere di esprimersi creativamente come imagine, che va di-
mentata in quanto cessi di esprimere nelle forme del sensibi- stinto dalla sua stessa espressione imaginativa comunque vin-
le contenuti meramente sensibili. colantesi alla forma.
Quello che sovente si scambia per preparazione esoterica, Come puro potere d ' imagine forza sovrasensibile di
per cui ci si illude di superare il mentale e la necessit della ispirazione: in cui si esprime l'originario mondo spirituale,
conversione del pensiero, semplicemente una preliminare suscitando il conoscere come un ricordare.
esperienza imaginativa che, priva della controparte noetica, Altro l'imaginare sovrasensibile, altro il potere di tale
ossia della luce del pensiero liberato, degenera sempre inevi- imaginare: che conduce alla <soglia>> del mondo spirituale.
tabilmente in forme medianiche, che si scambiano per mo-
menti di visione.
La chiave dell'operare esoterico il pensiero puro: che 11
sorge come potenza d'imagine non legata ad alcuna forma.
Il vero esoterismo la possibilit di superare la barriera Gli esercizi per la visione imaginativa possono divenire
che ali' esperienza interiore oppone il cervello fisico: barriera positivi unicamente in quanto rechino il grado di chiarezza
che rimane ben salda se si crede di superarla mediante eser- sperimentabile nel < pensiero puro>>: in quanto ad essi si ac-
cizi che eludono il sistema di forze della testa. lVIentre la pre- compagni la capacit dello svincolamento e della conversione
sa di contatto con tale sistema di forze conduce al ravvisa- del pensiero, conseguibile solo mediante l'arte della concen-
mento della barriera e alla possibilit di superarla. trazione.
Altro superare tale barriera, altro l'ignorarla e abbando- )Jon confortati dalla coscienza dell'attivit pensante im-
narsi a serie di esercizi che, non implicando i l riconoscimen- pegnata, essi possono condurre a una veggenza inferiore, che
to di essa, non pu dar modo di s uperarla. la medianit pi raffinata e pericolosa. Nel corpo sottile che
S i pu eliminare il mentale solo a condizione di posse- in qualche modo, mediante tali esercizi, si riusciti a svinco-
derlo, cos da giungere alla sua radice. Allora l'eliminarlo lare dall'organismo fisico, possono incorporarsi le forze infe-

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re della corporeit, proiettandosi in imagini e figurazioni, che cmpito non attivarsi secondo ci che gi in quanto con-
si scambiano per visioni spiritu ali. Il lavoro spirituale viene giunto alla corporeit fisica, ma destarsi alla sua originaria
inconsciamente messo a disposizione delle forze ostacolatri- funzione, per virt di un moto superiore: che solo l'uomo ca-
ci . (Proprio questo avvenuto l dove non sarebbe mai do- pace di possedere e trasformare il processo della razionalit,
vuto a\-venire) . pu suscitare. Perci stato insegnato che l'iniziale centro
Si crede di superare l'ostacolo della cerebrali t e di ope- delle forze eteriche deve venir formato nella testa: e per la
rare indipendentemen te da essa, senza veramente aver fat- stessa ragione stata data la via del pensiero.
to nulla per conseguire tale indipendenza, soprattutto per il Chi vuol far tacere radicalmente la propria razza, che di-
fatto che si ignora come nel mentale si dipenda dal sub- re il proprio fondo animale; chi vuoi essere qualcosa di pi
mentale e come sia conseguibile l'indipendenza. Si ignora che il proprio organismo fisio-psichico e aprirsi alla vera
il significato profondo della d ipendenza, che un essere le- esperienza dello spirito, deve sciogliersi dalla cerebralit in
gati presso le radici della vita alla cerebralit: che dire al- cu i sottilmente radicat a la vita della coscienza. Altrimenti
l'egoit. introduce nell'esperienza interiore la propria razza, il proprio
Il vero lavoro esoterico infatti ritrovare nel superamen- essere istintivo, la propria animalit. Che gli si pu proietta-
to della barrier a de1la cerebralit quella <<intelligenza)>, o sag- re dinanzi anche in ingannevoli visioni beatifiche.
gezza, ch e non pu venire da alcuna logica, o dialettica uma- Attraverso il cervello la corporeit risuona nella coscien-
na, ma neppure da uno svincolamento dai sensi che non sia za e la condiziona . L 'organismo fisico afferra il pensare e di
condotto da p uro moto di pensiero. conseguenza la vita dell'anima: mentre il pensiero giunge ad
Il lavoro di pensiero non per il conseguimento di un articolarsi attraverso lo strumento fisico non per subire il
pensare brillante e agile: che pu essere utile alla vita ordina- rapporto di tale strumento con la fisicit generale del mondo,
ria, ma un impedimen to al pensare di profondit. L ' esoteri- ma per esprimere se stesso: l'espressione di s essendo il mo-
smo vero comincia quando il pensiero cosciente ha la forza di vimento da cui sorge il mondo fisico, all'interno del quale
attivarsi lasciando il supporto alla cui determinatezza deve il ogni rapporto che voglia valere fisicamente sempre rappor-
suo essersi fatto cosciente. to d i pensiero.
La via del pensiero libero dai sensi non la proiezione
spirituale del proprio essere corporeo, bens il contrario. Ci
12 che deve essere proiettato innanzi a s il pensiero.
Kella concentrazione l'lo deve conseguire mediante il
Tale supporto non viene mai lasciato ma pi intimamen- pensiero tale interiore intensit, da poterlo vedere esterno a
te subc:o, allorch ci si illude di operare esotericamente fuori s: vi ha immesso tanto volere da poterlo avere come sua
di esso, mediante esercizi che non implicano un rapporto di- forza d 'indipendenza. L'Io t rova se stesso mediante questo
retto con i centri superiori della coscienza. volere: perci pu contemplare esteriore a s il pensiero: che
Si giunge al mondo eterico, ma a un mondo eterico me- la via per poter contemplare esteriori a s il sentire e il
dian.ico, che un guasto pi profondo del corpo eterico, il cui volere.

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L'Io comincia a essere il regolatore della vita dell'ani- x
ma in quanto comincia a disidentificarsi dall'anima; che
la ~ua possibilit di identificarsi con i moti della vita del- IL VOLERE MAGICO. IL VUOTO)>
l'anima e perci con il mondo, senza perdere la centralit
della sua luce.

Il pensare sempre in s imaginare. Nel suo momento vi-


vo, che si sottrae alla coscienza, ogni pensiero sorge come
imagine: anche il pi astratto concetto nasce da prima come
imagine, inconsapevole, per spegnersi come determinazione
cosciente, ma pu essere conosciuto come viva imagine, per
via di ascesi del pensiero.
Il pensare, o imaginare, scaturisce dalla sintonia dell'Io
con il suo essere astrale, o corpo animico, epper dal coope-
rare dei due supporti ad essi rispettivamente corrispondenti:
sangue e sistema nervoso.
l\!Ia la sintonia che, attuandosi mediante il respiro, d
modo alla natura di dominare il pensiero, di assumere veste
di pensiero. Che si crede pensiero: ed il mondo delle ideo-
logie, delle fedi politiche, degli intellettualismi: espressioni di
tipiche e nergie istintive della razza.
Le forze ostacolatrici dalle profondit del sangue afferra-
no l'anima attraverso il respiro. Per via di processi metaboli-
ci e ritmici, attuantisi mediante la respirazione, esse operano
sul sistema nervoso, cui vincolata l'attivit del pensiero.
L'Io ha come supporto il sangue ed opera nelle sue pro-
fondit come un potere trascendente alla cui relazione con
l'essere corporeo l'uomo cosciente estraneo. II suo essere
cosciente estraneo alla vita vasta dell'Io: viene privato dita-

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le vita dall'inerire del corpo astrale alla corporeit fisica. la Ogni azione sul corpo operata dalla coscienza poggiante
ragione per cui il sistema nervoso afferra il respiro e ne af- sulla corporeit, la distrugge perch sorge da una deviazione
ferrato e la natura domina il pensiero: che crede di essere es- dell 'azione dello spirito.
so a p:nsare liberamente, ma pensa secondo la limitata e al- L'asceta antico si trovava in condizioni opposte: lo spi-
terata vita dell'Io, che l'egoit. La natura. rito in lui era identico alla corporeit, reperibile nella cor-
poreit, sperimentabile nelle profondit del sangu e, o del-
l'ethnos. Era la funzione positiva dello Yoga e in particola-
2 re del priirJiiyiima.

Supporto dell'Io il sangue, del corpo astrale il sistema


nervoso, del corpo eterico il s istema ghiandol are. Occorre 3
chiedersi che cosa supporto del corpo fisico. Non pu esse-
re il fisico stesso. Il senso della conoscenza delle antiche vie iniziatiche, o
Il senso dell'essere dell'uomo pu aversi dalla risposta a delle forme che lo spirito rivest attraverso un tipo umano an-
simile questione. cora per virt naturale aperto ad esso, pu aiutare l'asceta di
Il corpo fisico dell'uomo ha come supporto lo spirito: il questo t empo, non in quanto egli tenti di restaurare o ripete-
supporto pi alto, quello su cui nulla possono le potenze re tali vie, ma in quanto egli ne riviva il contenuto con l'at-
ostacolatrici, perch possono agire sull'uomo soltanto at- tuale suo movimento interiore. Che, essendo in sostanza un
traverso il suo corpo sottile; in quanto egli vi immedesi- ripercorrere a ritroso quell'esperienza, il positivo movi-
mato. mento dello spirito.
la questione a cui non pu rispondere l'intelletto o una un meditare magico, possibile a chi non si limiti a usa-
quals iasi logica, ma solo il mondo spirituale: che per donare re il processo peculiare del pensiero di questo tempo per l'e-
all'iniziato le sue verit non si serve di logica o di dimostra- sistere contingente.
zioni bens di movimenti dell' anima. contemplare come lo spirito operasse in un elevato tipo
' . . .
umano mediante potenze basali dell'organismo corporeo. La
Le risposte che un ricercatore riceve dallo spmto at pro-
pri problemi non hanno forma esplicativa o dialettica, ma si struttura fisica era mediatrice delle forze dell'anima, in quan-
manifestano come eventi dell'anima: movimenti imprevedi- to queste avevano una spontanea indipendenza dal sistema
bili che hanno in s tutto il potere dell' intelligenza e perci la della testa.
possibilit di esprimersi come pensiero, ove il pensiero non Colui che medita pu contemplare e rivivere in imagini la
sia troppo afferrato dai fatti sensibili. potenza del volere che nello yogin scaturiva immediatamente
In realt il corpo fisico ha il suo supporto nello spirito. d al suo s istema metabolico e si traduceva in vita del sistema
Per giungere al corpo occorre conoscere l'arte di svincolarsi ritmico, per darsi come illuminazione.
da esso, che l'arte di congiungersi con lo spirito indipen- Questo contemplare fa sorgere in forme imaginative ci
dente dal corpo. che compieva l'antico yogin: diviene esperienza contemplati-

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va, in cui vive l'Io: che allora eliminava se stesso perch quel- ficiente ascoltare e apprendere le comunicazioni di esperien-
ze dello spirito: occorre in un secondo tempo essere attenti a
l'es~erienza si attuasse.
L'arte dello yogin era far leva sulle potenze della corpo- ci che si verifica nell'anima come conseguenza di ci . Quel
reit per portarsi alle altezze dello spirito: egli superava l'u- ' che importa non tanto il risultato, quanto il suo giusto uso:
mano in quanto si separava da esso. Si sottraeva al dolore e che dipende dall'essere o no liberi.
alla brama ricongiungendosi con lo spirito originario. E lude- Quando si accolgono o si avvivano imagini della Scienza
va, non risolveva il problema della terrestrit. Suo obiettivo dello Spirito, non si ha un'esperienza sovrasensibile, ma si
era tornare allo spirito, non essere afferrato dalla terra. vestono, mediante il rappresentare legato al sensibile, conte-
A llorch l'asceta si elevava al pi alto samadhi, le entit nuti che per la loro qualit tendono a sollevare questo rap-
direttrici del mondo gli conferivano il potere dell'impersona- presentare sopra la sfera dei sensi. D'onde un sentimento di
liberazione e un'iniziale animazione del corpo sottile.
lit, dominando esse l'ego in lui.
Superare l'ego oggi l'azione del principio metafisica Soltanto possedendo il processo del pensiero e conoscen-
dell'ego, che si esprime come autocoscienza. La purificazio- do il suo tono sovrasensibile, si ha la possibilit di dare il giu-
ne degli istinti e delle passioni non richiesta alle forze del- sto senso e l'orientamento al suo iniziale moto eterico. Ci si-
l'estasi, ma all'azione immanente dell'Io che reca tale possi- gnifica percepire quello che si verifica ed evitare che l'anima-
bilit nel suo armonizza re le forze del pensare del sentire e zione del corpo eterico divenga veicolo di una pi sottile
del volere. L' iitman presente nell'uomo come Io che pensa. espressione della corporeit fisica: che il guasto dell' opera.
La vita del sistema ritmico non destata dalla struttura Il pericolo infatti un lento e progressivo invasamento di for-
del sistema metabolico, ma dal rapporto delle profonde forze ze demoniache, rivestentesi di imagini scientifico-spirituali.
del pensi ero con il ritmo delle stelle. Nell'lo che pensa pre- Allorch si medita su un simbolo o su un tema della
scienza sacra, in sostanza si riveste dell'imaginare formatosi
sente il Logos, ma l'uomo non l'avverte.
La forza del Logos penetra la terra: la brama e il dolore nel rappresentare sensibile, un contenuto che ancora non si
vengono incontrati e risolti dall'Io. L'Io che sappia di essere saprebbe accogliere quale nella sua realt trascendente. Si
fondato su s, pu attingere a se stesso per la propria forma- ricorre all'imaginare che non pu essere se non quello im-
zione, come ordinariamente attinge per organizzare l'espe- prontato ai contenuti sensibili e se ne usa volitivamente la
rienza sensibile e costruirsi la cultura del sensibile. forma cos che rivesta contenuti sovrasensibili.
A un determinato momento la potenza del contenuto la
forma stessa che si anima della vita di cui tessuta. L'espe-
rienza contemplativa d modo alle forze dell'imaginazione di
+ sciogliersi dai vincoli della natura corporea. L'imaginare ri-
L'arte d i far sorgere d inanzi a s in imagini il mondo spi- sorge come potere di vita, restituente al corpo eterico forze
della sua originaria luce.
rituale l'arte del pensiero che si svincola dall'organismo fi -
sico: in quanto apprende, mediante una disciplina propria al- Questa restituzione si verifica in quanto ad essa sia pre-
la sua condizione, il movimento dello svincolarsi. Non suf- sente l'Io mediante pura determinazione. Esso guar da il flui-

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re del volere nella sfera del volere normalmente dominata neo, gli sfugge, pur essendo operante in lui, pur manifestan-
dalla natura. Nelle profondit volitivo -istintive discende l'in- dosi attraverso il suo esistere e il suo agire.
corporea luce dell'Io, perch ci che viene suscitato eterica- Deve volersi nel p ensie ro. Il pensiero' deve volere qualco-
mente non venga usato dalla natura egoica. sa, immergersi in un tema per trarre da s la sua sostanza
Non v' possibilit di realizzare lo stato umano, o su- profonda. Deve vole re con le sue immateriali forze, non con
perumano, ossia lo stato di cui quello egoico semplicemen- le forze del corpo.
te il mezzo o il pretesto, senza variazioni profonde nella strut-
tura vitale e istintiva ad opera di un volere ch e attui parimenti
il contenuto trascendente d el karma e il moto dell'essere li- 6
bero: che un unico movimento.
Questo moto puro il volere ch e attinge alla sua sorgente Altro volere con le forze del corpo, altro con quelle in-
superindividuale, in quanto pu volgersi al mondo e alla v ita terne al pensiero: che sono dello spirito.
mediante un guardare che non teorizzare: mediante un per- Volere con le forze del corpo far leva s ulla volont g i
cepire ch e non un sentire, ma un agire o un compiere. costituita, legata alla corporeit, ed esprimente la corporeit.
un inconsapevole tendere a ripetere il movimento peculia-
re dell'asceta antico, che, mediante la corporeit, accoglieva e
potenziava le forze del volere fluenti dal mondo spirituale.
L'asceta di questo tempo deve compiere un m ovimento
C i di cui manca veramente l'uomo il volere. Sa volere inverso, perch quel fluire s tato arrestato dal fondarsi della
con forza soltanto ci che in realt richiesto dalla natura, coscienza sul sistema nervoso. L'antico volere si inaridito:
dall'essere istintivo, dalla corporeit. ostruito dalla coscienza razionalistica decaduto in mera
Soltanto le sensazioni hanno potere di vita nell'uomo di istintivit. L'asceta di questo tempo non u sa il volere ch e gi
questo tempo. Nell'uomo antico lo spirito poteva operare c', non si lascia condizionare dal potere delle attitud ini, n on
mediante le forze della natura: nelle
sensazioni bo-li fluiva lo preme s ulla cor poreit, ma per potenziamento di pensiero at-
spirito. tinge a un volere sapraindividuale, immanifesto. L'originario
L'uomo moderno d ispone liberamente solo del pensiero, volere che risorge per virt individuale.
ma in esso non vive con la forza con cui si immerge nelle sen- Il volere naturale quello mediante il quale l' uomo ordi-
sazioni: il pensiero il passivo r iproduttore di ci che g li nario capace di volere, ma senza essere lui veramente a vo-
giunge dal mondo esteriore. Le viventi forze del volere flui- lerlo, perch esso dal profondo lo condiziona, come forza del-
scono nell'esperienza sensoria e in tutti i movimenti dell'ani- le abitudini ataviche, degli impuls i r adicati nella corporeit:
ma dipendenti da tale esperienza: coincidendo minimamente grazie al corpo eterico, in s indipendente dalla corporeit.
con il pensiero. Tale indipendenza pu essere restaurata dal volere suscitato
Che n el pensiero fluiscano le forze creative del volere de- da una pi alta coscienza.
ve essere decisione dell'uomo. II volere che crea gli estra- Il volere ordinario ormai non esprime lo spirito, ma la sua

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~ ~~-

--~- - - -

forza inversa. Il vero volere pu sorgere in quanto opposto al- qualche intensit: deve tendere lo strumento cerebrale per
l'antica natura: che lotta contro esso mediante la sottile intel- realizzare un minimo di energia, ossia per far s che lo stru-
ligenza degli Ostacolatori. I quali tendono a riesumare - mento cooperi alla manifestazione di una forza che si esprime
non a ridestare- l' <<uomo antico)>, ispirando la rivalutazione attraverso esso.
astratta delle antiche ascesi. Lo sforzo si d quando lo strumento inadeguato, in
Nel ricercatore di questo tempo l'essere della natura qualche modo si oppone: mentre l'arte del meditante con-
portato ad accettare quals iasi esoterismo; ma istintivamente seguire la totale passivit o immobilit dello strumento: ren-
rifiuta quello a lui necessario implicante l'ascesi del volere derlo tanto obbediente, che a un certo momento la sua stru-
che gli radicalmente opposto: perch tale ascesi svelle il vo- mentalit raggiunga la massima capacit di mediazione: quel-
lere dalla corpo reit, coglie gli istinti nella loro formazione. E la di eliminarsi.
i cercatori dello spirito non sempre sono pronti a questo im-
pegno di profondit.
L'ascesi del volere il potenziamento cosciente delle for- 7
ze che s i esplicano nel rappresentare. il pensiero recato a
un'intensa continuit del suo manifestarsi incorporeo: tutta- Il non intervenire della cerebralit nel p rocesso pensante
via affermantesi a patto di respingere processi della natura la condizione che tende a conseguire chi si propone la libe-
nella cor poreit, ma perci restituente le forze dell'Io nel razione del pensiero. la possibilit di chi sa avere un altro
mondo della istintivit. respiro che quello fisico: lascia le basi dell'organismo corpo-
II voler e l'Io ch e pu scendere nelle profondit corpo- reo, perch affiori il fondamento non sensibile.
ree, grazie alla sua incorporeit attuata nel pensiero. La sua Il mondo spirituale ha bisogno di esseri capaci di giunge-
virt il suo tessere magico, che lo differenzia dal volere re all'immunit dal male della dialettica: che sappiano vedere
esplicantesi come impulso corporeo: sul quale pu far leva la nullit di tutto ci che prodotto del pensiero riflesso, non
soltanto un'oscura magia, o un crepuscolare occultismo. Il perch la cultura di questo tempo vada condannata- ci che
volere dell'Io anzi risulta l'opposto del vo lere corporeo, o vo- nasce non conforme allo spirituale condannandosi da s -
lere dell'ego, che, pur essendo in s la medesima forza, nel ma perch essi nella propria opera possano evitare o supera-
suo essere legata alla corporeit, opera come forma degene- re l'attitudine da cui nasce la forma d i tale"'cultura. La dialet-
rata dell'antico volere: risorgendo in tutte le forme possibili tica infatti riguarda il mondo della quantit assunto come
di medianit . reale, cos che le relazioni logiche hanno valore meramente
Con il volere ordinario si tesi verso l'oggetto: mediante enunciativo, non congiungono veramente nulla, perch assu-
il voler e nel pensiero si altrettanto tesi, ma oltre il cor po, mono come reali gli elementi della molteplicit: i cui conte-
fuori di qualsiasi tensione psico- fisica. In effetto si speri- nuti concettuali possono essere sinteticamente penetrati e
menta il contrario di una tensione fisica. sperimentati nel loro movimento solo dal pensiero vivente, o
Lo sforzo necessario al pensiero riflesso che, mancando indialettico.
di vita, deve far leva sulla corporeit se vuole esprimersi con Dal punto di vista dell'ascesi, non v' nulla da condanna-

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re: il cmpito riconoscere il giuoco delle fo rze. ~ella cultu- proprio perch dialetticamente o esteticamente persuasi.
ra di questo tempo possono anch e essere ravvisati aspetti po- In ci che conquide dialetticamente, l'inerzia dello spiri-
sitivi, ma ci non h a senso riguardo all'opera interiore, che to cerca l'alimento dogmatico di cui ha bisogno, per sentirsi
agire in un puro mondo di cause, non determinabile da pro- sicura di s ed esplicarsi in ulteriore dialettica.
duzioni dialettiche. inevitabile aprirs i all'impedimento di cui si ha bisogno.
V' un piano in cui l'agire un non agire della cerebrali- Per chi sincero nella ricerca, ci che importa conoscere
t: la quale viene inevitabilmente impegnata in qualsiasi ma- quello che veramente si verifica nel pensiero. In sostanza si
nifestazione discorsiva. Persino l' espr essione discorsiva del accetta inconsciamente la non-verit, per poterla un giorno
giusto metodo a un certo momento dell'opera meditativa pu riconoscere come tale: in qu"anto si pensi, sino a ritrovamen-
essere un impedimento. to del pensiero.
Questo non agire il vero agire, irrealizzabile da chi non
concepisca il senso dell'indipendenza del pensiero dal sup-
porto cerebrale, che vincola sempre a ci che dialetticamente 8
produce.
Il realizzare la nullit del dialettismo, non un rapporto )Jon sufficiente far cessare il discorso, perch cessi la
negativo con la cultura di questo tempo, ma soltanto il pre- discorsivit. Questa continua in zone profonde ove gli Osta-
supposto al meditare. Questo meditare pu in un secondo colatori afferrano le forze con cu i si forma il rappresentare:
tempo rivestirsi di dialettica, ma un'operazione che non che l'imaginare gi avente un suo contenuto, o un suo mo-
pu pregiudicare l'atteggiamento originario. do di rivestire i contenuti del mondo. I quali perci non ven-
Chi segue la cultura di questo tempo e deve esprimersi gono percepiti allo stato puro.
mediante essa, non impedito in un positivo rapporto con L'ascesi essenziale porta alla capacit di eliminare non
essa dal suo concepire la nullit d!l dialettismo: anzi, ha il ve- soltanto ci che sale nella coscienza come abitudine dialetti-
ro rapporto. La dialettica il limite da conoscere. ca e come normale attitudine a rappresentare, ma in un se-
Il concepire la nullit dialettica, necessario al clima del condo tempo a eliminare con pari chiarezza ci che si potu-
meditare, non implica un giudizio sulle espressioni della cul- to far sorgere in s come cosciente imaginazione, o p ensiero
tura corrente. C n simile g iudizio, dal punto di vista sovra- puro. l'esperienza della <<soglia>> del mondo spirituale.
sensib ile, non ha senso. Deve essere tuttavia osservato cheta- La forza del meditante appunto questa: tendere a esse-
li espressioni esigono comunque un'adeguazione dialettica, re avvivato non da ci che egli stesso produce, che soltanto
che inevitabile apertura a ll'influenza di ci che in esse sta- un termine medio, ma dallo spirito da cui si trae tal produr-
to immesso. re. Ma perch tale contenuto si dia, occorre non soltanto un
Soltanto chi desto ai retroscena invisibili, pu distin- contenente, ma altres che questo sia liberato di qualsiasi sog-
guere influenza da influenza. Quando si attratti o persuasi gettivo contenuto.
da una lettura, inconsciamente ci si apre a llo spirito da cui Finch l'asceta vincolato a effimeri contenuti, finch
muove il suo contenuto: dal quale s i pu essere indeboliti un interesse mondano o culturale capace di riempire la

11 o 111
sua anima - e ciO, sia ben chiaro, non vuoi dire che egli nare ci che tende ad affiorare mediante quei simboli. La se-
debba perdere interesse a l mondo e non essere capace di rie di imagini e segni e luci e colori bens un modo di an-
sentimenti umani: anzi, l'opposto - finch la dialettica ri- nunciarsi del mondo spirituale, ma non ancora lo spirito.
suona in lui sin nelle profondit in cui nasce la sua capaci- 1\llalgrado la sua forma sovrasensibile, esso ancora un pro-
t di rappresentare, egli non pu offrire in s spazio al flui - dotto soggettivo, per proiettare il quale innanzi a s l'uomo
re dello spirito. ricorre a pi elevate forme del rappresentare egoico. un
mondo sconfinato di visioni e radianze, ma ancora eco del
sensibile: dal quale l'uomo deve conseguire la forza di sepa-
9 rarsi, se vuole giungere all'esperienza sovrasensibile.
Tale grado il segno di una iniziale percezione sovrasen-
Perch sia possibile la creazione di tale spazio, o il pro- sibile, ma anche di una inadeguatezza alla comunione con il
dursi del <vuoto>> in cui penetri il mondo spirituale, va innan- sovrasensibile: inadeguatezza che l'uomo deve r iconoscere
zi tutto padroneggiata la capacit di rappresentare richiesta postulante un cmpito ancora pi radicale nella formazione
dall'ordinaria esperienza sensibile. ~ormalmente tale capaci- morale, nella visione del mondo, nella sensibilit riguardo
t, anche se viva e ricca, non posseduta. Viene usata, non agli eventi umani.
dominata. La sua dedizione all'opera deve essere tale che i suoi col-
L'arte del meditante da prima sperimentare tale capaci- legamenti con la vita quotidiana non implichino un impiego
t: sperimentare volitivamente il rappresentare sino ad affer- irregolare delle forze destate. Queste non vanno impegnate
rarne il tessuto formatore. nella vita dei sensi, ma solo nel suo contenuto ideale.
Nell'esperienza ordinaria il rappresentare usato per da- Non v' fatto sensibile che non abbia come nucleo un
re significato e valore alle cose: queste sono il contenuto nor- contenuto tendente a sorgere nell'uomo come contenuto
male del conoscere: perci divengonq importanti. Ora cessa- ideale, priva del quale la correlazione di lui con i fatti non
no di essere il contenuto del conoscere: cessano di essere im- possibile, astratta ed erronea. Ogni cosa, ente od evento, ha
portanti fuori del loro presentarsi necessarie all'immediata una forma sovrasensibile che esige sorgere nell'uomo come
esistenza. Ci si esercita ad assumere come contenuto il rap- idea, perch egli possa conoscere ci che in profondit unisce
presentare stesso. Questo diviene esperienza: mediante un cosa a cosa. Questo contenuto d'idee, intuito nella sua realt
volere inusitato, ci si esercita a rivolgere un'illimitata atten- non dialettica, rende creativa l'azione. Ma esso pu sorgere in
zione a determinate forme del rappresentare. lui come conseguimento della sua capacit di fare lo spazio
La penetrazione della rappresentazione conduce il medi- vuoto al pensiero: all'interna forma degli enti.
tante a percepire in imagini le forze basali della natura e l'a- Questo accogliere i contenuti trascendenti delle cose
zione del mondo spirituale nell'anima. :M ediante libere ima- possibile in quanto le forze interiori messe in atto non ven-
ginazioni e idee viventi, egli comincia a veder configurarsi, gano sottoposte a finalit personali o mondane: che la loro
come in grandi simboli, il linguaggio dello spirito. Questo paralisi o la loro alterazione. la via del falso occultismo o
il contenuto che ora egli deve estinguere, se vuole sentir riso- della falsa magia, tendenti a evocare forze spirituali in rap-

112 113
porto a una considerazione realistica del mondo, ossia come pi che mai possibile l'inganno o il falso ove non assista
poteri in relazione a una realt assunta come vera nella sua un'alta presenza dell'lo.
opposizione allo spirito. Per quanto le esperienze imaginative - di visioni o idee
illuminanti- ab biano un carattere obiettivo, esse sono sem-
pre forme di un'autoemanazione del discepolo. La retta co-
10 noscenza lo prepara al senso di tali esperienze e al valore da
attribuire ad esse. Solo in tal caso esse non sono ingannevoli:
Perch il mondo spirituale penetri nel d iscepolo come non sono quei visionarismi dei quali oggi si compiace una in-
realt, egli deve essere capace di estinguere il mondo d' ima- terminabile schiera di spiritualisti, compresi taluni tra essi
g ioi che mediante l'ascesi ha potuto far sorgere nell'anima che assumono il ruolo di maestri.
come suo modo di accedere a contenuti sovrasensibili. Anche quando esse siano regolari, vanno ravvisate come
Deve aver dato ad essi tanta vita, da poterla liberare della provvisori presupposti all'esperienza sovrasensib ile. In esse
fo rma che egli necessariamente vi ha impr essa e d i cui il affiora i l sovrasensibile, ma l'uomo non lo sperimenta in s.
mondo spirituale s i contingentemente rivestito per giunge- Egli sperimenta soltanto la forma che esse assumono in quan-
re a lui. to vi proietta se stesso: una parte d i s che egli non potrebbe
Quanto qui si scrive a tale riguardo non vuole essere un altrimenti conoscere: che deve conoscere, se vuole esserne in-
insegnamento dell'esperienza della :.soglia>>, perch tale inse- dipendente: se vuole attingere qualcosa di altro da s.
gnamento stato gi dato da chi ne aveva autor it, e perch
non pu essere privato di esso chi a un dato momento meriti
conoscerlo, q uale ch e sia l'apparente impedimento. V u ole 11
piuttosto sottolineare il senso di tale esperienza per chi senta
di esservi portato. Non necessario che l'uomo creda a un mondo trascen-
Anche non giungendo a realizzare questa el evata espe- dente. Come individualit definita da limiti razionali e sen-
rienza, colui ch e coltiva l'imagin are vivente e l'autonomia del soriali, egli dispone di un'unica possibilit d i autonomia; ri-
pensiero, deve conoscerne il senso, per non cadere in ingan- trovarsi nel pensiero. );!el pensiero ritrovato, o percepito, egli
n i riguardo alle iniziali percezioni interiori. pu intuire o incontrare le forze del fondamento.
L'uomo chiuso nella propria soggettivit. Anche le sue Nonostante che egli sia caduto nello stato terrestre e ab-
iniziali esperienze interiori- quando siano autentiche e non bia perduto anche il ricordo della sua realt originaria- ri-
esaltazioni psichiche o sensazioni corporee sottilizzate - so- cordo ch e almeno soccorreva l'uomo antico - tuttavia pu
no inevitabilmente soggettive. Egli evoca il sovrasensibile, avere nel pensiero liberato l'intuizione della realt sovrasen-
ma vi p roietta se stesso. Con l'ascesi del rappresentare e del sibile: non an cora l'esperienza sovrasensibile, ma l' intuizione
pensare egli consegue la possibilit di emanare la propria at- della sua obiettivit.
tivit interiore, cos che venga improntata dal mondo spiri- Questo pensiero, senza lasciare il suo ordinario impegno
tuale. Ma si t ratta ancora di un mbito interiore egoico, in cui nella sfera quotidiana e senza ancora essere ripor tato alla lu-

114 115
ce originaria da intervento iniziatico, pu, p e r quanto im- sul piano sensibile, in quanto entra in contatto con le forze
merso nel sensibile, intuire la realt sovrasensibile, renden- de lla terra, da cui si lascia edificare e m anovrare. Ma la s ua
dosi conto del proprio normale movimento. Che un suo pi essenza riman e lo spirito. L'essenza dell'ego il L ogos.
profondo movimento, in quanto attua la forza da cui muove, L'arte dell'asceta trasferire il potere che si esprime nel-
cos come per ora attua la forma razionale del movimento. la forma impulsiva e istintiva dell'ego, m odellatosi terrestra-
Tale pensiero, intuendo la controparte ideale dei fenome- mente, su l piano sovrasensibile : qui perde il s uo caratte re
ni, ne costituisce il contenuto reale e la forza evolutiva. centripeto e agisce per l' I o spirituale, come forza trasforma-
Il pensiero non soltanto pu attuare nel mondo l'intuizio- trice deg li is tinti e delle passioni. L 'ego diviene il centro del-
ne morale, in quanto si identifica con il proprio obiettivo l'azione terrestr e dello spirito.
contenuto, ma ap re altres la coscienza, sia pure in forma in- Negli istinti e nelle p assioni si manifestano oscuramente
tellettuale pura, alle forze iniziaticamente conoscibili presso possibilit superumane: il potere dell'ego ch e l' Io pu rias-
la Soglia. sumere per penetrare d ella sua luce la terra.
Il pensare puro, come il p ercepire puro, realizzano in for- L'ego, in quanto ego, non pu aprirsi allo spirito, ma pu
m immanente - secondo un'analogia magica- gl i stati tra- operare egoicamente in m odo ch e lo spirito si manifesti in lui
scendenti propri alla coscienza imag inativa e alla coscienza e Io trasformi. Il sen so d ella concentrazione e della medita-
ispirata. zione la p ossibilit dello s pirito di op erare nell'anima.
realizzare l'impersonalit della coscienza iniziatica, ri- L'ego non pu ap rirsi se non a un mondo infero. Erra in-
manendo nella coscienza egoica: acquisire una positiva indi- variabilmem e ogni volta ch e presuma aprirsi allo spirituale:
p endenza dalla propria egoit, pur movendosi nella sfera d el- riguardo a un simile cmpito, gli insufficiente la logica svi-
l'ego. Un rimanere concretam ente individui, pur aprendosi luppata s ul piano in cui organizza la propria vita. Esso p u
all'esperienza sup erindividuale. Due piani ch e l'esperimen- fare appello indirettamente al proprio inegoico principio, ove
tatore cura di tener separati. tenda a conoscer il proprio nascere, risalendo la corrente di
forza ch e ordinariamente si manifest a negli stati d'animo.
Questi riconducono sempre all' inegoico principio, se l'ego
12 vuole veramente essere colui che li sperimenta.
L'ego non sp erimenta mai uno stato d'animo: Io s ubisce.
La liberazione dell'ego non e la presunzione dell'asceta, la Si trova sempre dinan zi a qualcosa ch e subisce perch n on
cui opera tende alla conoscenza d elle forze profonde dell'ego conosce: cos come subisce, senza conoscere, il percepire sen-
e all'uso di esse da parte d ello spirito. sorao.
L e forze dell'ego vanno conosciute. L 'ascesi deve portare Ogni sentire, in definitiva, un percepire sensibile: per-
alla loro conte mplazione: che non la loro eliminazione, b en - cepire che si svolge in uno stato sognante ch e come tale non
s la possibilit di trasferirle in un camp o di azione in cui es- dovrebbe muovere il pen siero: anzi dovrebb e essere compe-
se esprimono la loro virt originaria. netrato d i pensiero, ma di pensiero libero da condizione sen-
L'ego come forma .infe riore d ell'Io spirituale n ecessario soria: non sognante.

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13 pre alla sfera dell e sensaz ioni e impedisce lo sp erimentare
extra-sen sibile.
Occorre togliere se stessi p erch il sovrasensibile si m ani- Ove non si conosca l'arte di far sorgere n ell a propria ani-
festi nella s ua realt. Occorre ch e sparisca l'individualit e ma imag ini e p ensieri viventi, n on si pu identificare il con-
pur n e rimanga presente la forza. Tale forza supe rindivi- tenuto che va eliminato pe rch il vuoto sia conseguibile: il
duale . vuoto in cui irrompe com e realt il mondo spirituale.
Ma p er togliere se stessi, occorre p ossedere se stessi. Es- Si crede di aprirs i, ma ci si apre a entit ingannatrici: ci s i
sere indipendenti dalla corporeit, oltre che dalla psiche. E apre a fo rme sottili d el proprio ego. )Jon ci si libera dell'ego,
infine dagli ultimi impedimenti, che sono le forme pi spiri- si cred e di averlo supe rato.
tuali dell 'ego: ci che si proietta nei pensieri pi nobili e nel- L 'ego non va s uperato, ma compenetrato dalla forza d el
le luminose forme imaginative. suo principio, che non patisce limitazioni egoiche. Ci si apre
Le tentazioni pi pericolose vengon o dallo spirituale a entit ingannatrici e a correnti sottili d ell'ego, proprio pe r-
stesso. ch , in r ealt, non ci si apre: non si sa com e aprirsi. S i ridu-
Lo spirituale in s sempre adam antino. Ma inevitabi- ce l' aprir si a un fatto sensibile: si rimane entro il fe rreo cer -
le ch e le prime forme in cui si sperimenta, rivestano impuri- chio d ella propria natura , alla m erc degli eventi e degli stati
t che prima non si era capaci di vedere. d'animo.
Questo il senso positivo delle prime esperie nze inte rio-
ri: che m ediante esse s i riesca a vedere ci ch e ancora deve es-
sere s uperato in se stessi. :\1entre proprio q ueste esperienze 14
esaltano il discepolo e finiscono col potenziare l'ego.
Per questo la via del pensiero essenziale: p erch condu- Gli stati d'animo sono meno impo rtanti delle forze m e-
ce d alo stato egoico allo stato inegoico, al cui livello soltanto diante le quali si manifestano. Anzi s i potrebbe dire che s i
cessa la s ua funzione. Perch la forza che lo muove lo spiri- manifestano unicamente perch possano essere conosciute le
to stesso. La forma in c ui si presenta essen do sempre egoica. forze form anti il loro contenuto. Il contenuto sempre sog-
Si pu togliere solo un'ostruzione ch e si conosca. L a pi gettivo. Esso sembra riguardare l' uomo, ma in realt lo ri-
sottile ostruzione all'esperienza sovrasensibile quella a cui guarda contingentemente: la sostanza di cui esso materiato
si aderisce m ediante le forze d el cor po sot tile. assume la forma ch e la r ende intima all' uomo, p erch egli
C hi senta ancora l' importanza delle proprie opinioni , chi giunga a guardare oltre la forma e incontri ci ch e essa sug-
ancor a provi soddisfazione p er le proprie percezioni inte - gella.
riori, o dia valore a espressioni contingenti della cultura, L ' uomo n on potrebbe mai entrare in rapporto con deter-
pu anche svolgere un utile lavoro di preparazione p er so- minate forze, se queste non si m anifestassero mediante i su oi
nale, ma non disp one della forza di e limina r e la propria stati d'animo. H senso d elle emozioni e degli istinti sempre
pe rsona: ancora non pu aprirs i al mondo spiritu ale. Ogni un fatto finale che provvisoriamente gli sfugge.
forma di compiacimento o di attaccamento riconduce sem- Si tratta di un'i stintivit e di un'emotivit ch e si presen-

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tano come ci che trascina l'Io, mentre la loro funzione ulti- rende libe ro l'operare dell'uomo. L'azione richiesta dal mon-
ma divenire oggetto dell'Io. Dal quale nuove forze discen- do comincia a recare in lui l' impronta di un'impersonalit
dono nell'incontrarlo. In realt un Io pi alto tende a entrare che prima non poteva avere, dato l'inevitabile esprimersi del-
nell'umano sotto la forma d egli istinti e delle passioni. la natura egoica nella spontaneit. Lo spirito t rapassa nella
Perch l' Io possa compenetrare della sua luce questo spontaneit. la retta azione che non richiede sforzo: l'agire
tessuto di forze deve porselo dinanzi, mediante un atto di che esprime, tuttavia, il risultato della lunga e paziente opera
volont, che la forza del volere ordinariamente esplican- interiore.
tesi nel ricordo. L'esercizio di porre dinanzi a s s tati d'a- L'anima dell'azione muta, prima che la forma: l'anima
nimo non potrebbe essere fatto quando questi si manifesta- tendendo a essere la virt stessa della forma. L'azione educa
no, se non dopo lungo e tenace allenam ento : ma proprio per la con oscenza .
questo essi via via divengono pi limpidi nel loro imme-
diato erompere.
L'allenamento consiste nell'evocare tali stati d'animo con 15
la virt del ricordo, in modo che la forza stessa messa in atto
per ripresentarli a se stessi operi come capacit di penetrarli. Allorch si compie un'azione, sorge per essa dal profon~o
Il movimento essenziale che pu restituire la sostanza di que- dell'anima un giudizio che non penetra nella cosci enza, non
ste forze al nucleo vitale dell'Io lo stesso che si sollecita esprimendosi in pensiero. il potere di luce dell'Io che vede
quando si portati a ricordare determinati avvenimenti. il valore reale dell'azione e tende a risonare nell'anima come
difficile ridestare stati d'animo cos che si diano nel lo- un giudiz io, senza giungere a coscienza, ma affiorando nel si-
ro puro movimento: non pu non ricorrersi a tutto il mate- stema ritmico e qui divenendo subconscio motivo della vita
riale drammatico e ai riferimenti spaziali e temporali, ossia ai dell'anima che si contesse con altri e si altera.
riferimenti fisici, o agli eventi, da cui tali stati d'animo ven- Ove questo giudizio, che luce dell'Io nell'anima, giun-
nero s uscitati. Occorrer poi prescindere da questo materiale gesse a tradursi in pensiero, diverrebbe forza d'azione tra-
contingente per poter avere dinanzi a s il sentimento o l'im- sformatrice: da prima risonerebbe in un sentimento, la cui vi-
pulso rievocato come una forza rispetto alla quale ora si ca- talit si tradurrebbe in pensiero. lVIa ordinariamente non
paci di un'indipendenza che nella vita normale raramente giunge a risonare nel sen tire e rimane nell'anima come germe
possibile. di destino.
Quando nella vita normale si manifestano stati d'animo o Ove potesse tradursi in un sentimento epper in pensie-
impulsi, per quanto si sia il soggetto di tale movimento, lo si ro, opererebbe con forza di destino, orientando il discepolo
in quanto presi da questo. Ora avviene che si possa ripete- verso forme di un vivere ch e manifesta lo spirito.
re volitivamente il movimento, avendo un'indipendenza ri- A questo pensiero che reca il giudizio profondo dell'ani-
spetto ad esso, che diviene potere di penetrazionc e cono- ma deve aprire il varco l'uomo. Egli lo lascia giungere in s,
scenza. allorch capace di riconoscere d'onde fluisca, distinguendo-
L'indipendenza dalla istintivit un cammino che via via lo dai pensieri che gli giungono dalla propria natura.

120 121
P u giungere ad avere dal profondo d i s la direzione mo- XI
rale a l s u o agire e l'energia interiore per l'esistere, se riesce a
spegn ere i pensieri che g li giungon o dalla propria natura. La LA SOGLIA
su a arte condurre al si lenzio la natur a personale. Deve po-
terla g u ardare. Ma la pu guardare soltan to se si esercitato
a guar dare il pensiero.

Il pensiero normalmente si manifesta grazie allo spegner-


si della s ua interna luce e alla distruzione delle forze vitali che
tale manifestarsi impegna nell'organo cerebrale.
::\1ediante il veicolo del pensiero, lo spirito entra nel mon-
do, nella m isura in cui il processo del pensiero gli apra il var-
co, d emolendo l'organismo eterico-fisico; ma questo suo <<en-
trare> rimane sterile, anzi perde la virt creatrice, perch im -
mediatamente si lega a valori sensibili. Li fa sorgere nella lo-
r o obiettiva alterit, con la forza che in s ha gi superato l'al-
terit: altrimenti non potrebbe pensare gli oggetti. Li fa sor-
gere innanzi a s altri, con la forza che g i attua l' identit.
Il pensiero reca lo spirito, per la prima volta nel mentale
-mentre in antico lo spirito poteva manifestarsi soltanto eli-
minando il mentale - ma lo vincola alla rappresentazione del
sensibile. ).l'on sa distinguere in s il moto dello spirito dalle
forme che lo spirito per suo mezzo riveste, come forme del
mondo. Che sono dello spirito.
Lo spirito fluisce nel mondo, ma ignorato. ignorato l
dove diviene coscienza: perch coscienza del sensibile, non
di ci che lo fa essere coscienza.
Le imagini nelle quali sorgono le forme della natura c
del mondo sono l'imaginare in cui l'uomo pu incontrart In
forza da cui sorgono. Che la sua intima forza. Egli puc

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---~~ r

sperimentare tale forza prima che si faccia pe n siero, prima tiva visione sovrasen sibile, occorre che il suo contenuto sta
percepito come p otenza indialettica d'imagine.
che cada nella forma necessariamente opposta alla propria
Il segreto attuare l'assoluta incorporeit del pensiero.
luce.
L'arte p i difficile, perch non v' pensiero umano in cui non
La logica del pensiero- che non l'astratta logica del di-
s ia introdotto un elemento corporeo, ossia un elemento del-
scorso - il pensiero che non esige reclusione logica o nor-
l' ego, o della natura, o della razza.
mativit al suo inevitabile produrre ogni norma, be ns p erce-
Kon si d naturalmente pensiero p u ro. Il pensiero che
zione del suo originario mov imento nella n at u ra e nel mon-
spontan eamente si d sempre intriso di n atura, condiziona-
do: perch tale movimento la sua presenza nell'uomo. L a
to d alla personale natura. l'via soltanto in forma impura pu
sua libert il r iaccender si d e lla luce com e imaginazione
darsi da prima il pensiero. P er darsi all'uomo, nella forma a
creatrice.
lui necessar ia, il pensiero, pur essendo una potenza incorpo-
rea, non pu ch e seguire la via corporea. Qui l'inizio della
sua forza come espressione individuale e qui perci si pone
2
l'istanza della su a liber azion e.
L'arte dell'uomo comprendere ch e il pensiero si d per
La purit della natura e del m ondo ritrovabile nel puro
via corporea per essergli intuibile sul piano in cui egli esclu-
riaccenders i della luce del corpo eterico.
sivamente si muove: quello dei sensi. Perci egli pensa il sen-
Questa esperienza sovrasensibile, ma ancora n on incor-
sibile: n on perch il pensiero debba consacrare il sensibile ,
porea.
ma perch il pensiero pensando qualcosa manifesti se stesso:
L ' inc orporeit la situazione antologica del mondo spiri-
e in quanto manifesta se stesso possa essere conosciu to. Cos
tuale : l'ambito delle forze che m anifestano pienamente se
che non si dia per estinguersi nelle cose, come ordinariamen-
stesse in quanto si manifestano fuori della necessit sensibi-
te avviene, ma rechi all'uomo un elemento di forza esprim i-
le, quest a non costituendo ad esse un limite .
bile soltanto mediante l'esperienza terrestre e l'iniziativa in-
L'esperienza della incorporeit dominante la corporeit
dividuale.
attuabile in forma iniziale nel pensiero puro. Non lo svio-
Il pensiero d eve pensare qualcosa che non sia il suo dia-
colarsi totale d ell'anima dalla corporeit e il suo ritrovare l'i-
lettismo, d~ve congiungersi con il mondo se vu ole attuare
dentit con il sovrasensibile, ma tale svincolam e nto attuato
la sua r eale natu ra, deve uscire da s per manifestarsi. 1\lla
nel p e ns iero. Il pensiero pu realizzare la sua forza incorpo-
si manifesta perch l'uomo risalga dal manifesto all'imma-
rea, m entre la funzionale vita dell'anima riman e partecipe
nifesto.
dell'ordinaria vita corporea.
La v ivificazion e del p en s iero attua il potere dell'incorpo- Infatti il pensiero l'unica manifestazione dalla quale
reit pi essenzialmente che un'es-p erienza d'imaginazione o l'uomo pu risalire al p rincipio immanifesto: l'unica mani-
festazione che si verifichi in lui, in quanto egli in essa. Non
di animazione del corpo eterico.
1\!la perch l'esperienza del pensiero possa condurre non v' manifestazione del mondo che s i faccia valere nell'uomo
soltan to all'intuizione morale d el mondo, ma anch e all'obiet- se non mediante pensiero.

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124
L'uomo coglie l'immanifesto nel pensiero. Che la forza mentarlo, nel proprio essere astrale. Si sulla soglia del mon-
incorporea del pensiero. do spirituale o della Iniziazione, la cui esperienza esige l'an-
Tale incorporeit l'indipendenza della forza-pensiero nientamento dello stesso imaginare sovrasensibile, perch il
dal supporto eterico-fisico: che pertanto si manifesta me- mondo superiore, o il maestro iniziatore, agisca.
diante incorporea luce eterica: mediante l'tere pi possente. Da prima, perch sorgesse il pensiero vivente si elimi-
La veste del Logos. nato il pensiero dlalettico. Ora, perch sorga l'esperienza del-
Perci il centro delle correnti eteriche nell'uomo deve co- la <soglia>, si deve superare lo stesso pensiero vivente: o, pi
minciare a formarsi l dove il pensiero pu iniziare la sua li- precisamente, la sua forma. l\:Ia chiaro che innanz i tutto oc-
berazione, ripercorrendo il moto con cui si esteriora dialetti- corre possedere il pensiero dialettico, ossia il movimento del-
camente. la raziona lit, per poterlo e liminare. E occorre veramente
possedere il pensiero, per paterne dissolvere la forma.
In realt non si annienta nulla, ma si eliminano via via le
3 forme in cui il pi profondo pensare, o pensare dello spirito,
si manifesta nell'individualit, condizionandosi al grado del-
11 pensiero vivente un imaginare magico che ha la forza la sua interiore percezione.
dell'imaginazione ordinaria, ricca del suo impeto e della sua Allorch si toglie alla corrente dell'imaginare la forma-
spontaneit, ma tenuta dall'Io ed elevata sopra la natura. Ch residua eco del mondo sensibile- continua a fluire nell'ani-
nell'imaginazione soggettiva si esprime sempre la potenza ma la forza creatrice d'imagine, libera d'imagini, come un'es-
della natura. Ora questa potenza c', ma libera dalla corpo- senziale forza ispiratrice.
reit: sciolta dalle velleit personali e perci dal carattere Si sulla soglia del mondo spirituale, dove l'Iniziazione
d'irrealt che la contraddistingue. possibile, come trasmissione di un potere dallo spirituale
L'imaginare magico il vero pensare: l'ordinario pensare stesso.
essendo soltanto luce riflessa, priva di vita. Il pensiero ima-
ginativo il riaccendersi della vita di questa luce, ma la vi-
ta che pu affiorare nell'umano in quanto la si sperimenti ri- 4
manendo fondati sull'equilibrio della coscienza corporea.
Lo sperimentare dell'anima fuori della corporeit au- Certo, l'esperienza della <soglia di rari uomini. Ma for-
tentico soltanto se si fonda sul possesso della coscienza cor- se anche questi sono venuti meno al loro cmpito, non aven-
porea: altrimenti un inconsapevole discendere al di sotto do sufficientemente distinto la strumentalit della prepara-
del suo livello. Soltanto l'attiva coscienza del limite corporeo zione noetico-ascetica dalla concreta esperienza sovrasensibi-
d la possibilit di sperimentare fuori di esso. le. Taluni aspetti di tale preparazione sono stati umanamen-
L' imaginare puro la forza del pensiero sperimentata ete- te amati e scambiati per l'esperienza stessa: che stata inevi-
ricamente, in quanto viene conseguita l'indipendenza dal tabilmente falsata.
corpo eterico-fisico. Perci si vive, senza direttamente speri- Con ci forse venuta meno a taluni rari nuclei la passi-

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bilit di offrire rit u almen te il loro accordo sacra le a ll'azion e Questa a pe rtura , questo <vuoto> , o e liminazione d elle vel-
degli <~spiri ti delle genti>>. Per insufficienza di ascesi e di rito, leit, non u n con segu imen to mist ico, non la consegu en za
le entit prep oste al destino d e i singoli po poli hanno p erduto di una r inuncia a l m o ndo, n un s uperamento m enta le o
il conta t to con essi, in qu elle p rofo ndit in cui l' inattuale p re- e m oti vo dell 'ego, bens la possibilit di chi abbia conosciuto
senza d ello spirito diviene presen za de lle entit ostacolatrici. le bram e e gli attaccamenti e m ediante ascesi n e abbia p en e -
C i s piega lo sfacelo etico della societ attuale e il p otere os- trato il potere sotterran eo, sino a obiettivarlo innanzi a s: si-
sessivo de lla politica com e l'univer sale valor e d ella dialettica. no a trad u rre in p otenza d 'im agine il lo ro giuoco e ad a ffe r-
Perch quelle profondit venissero p enetrate dalle p oten- rare il prop rio egois mo nelle sottili forme spirituali - che
ze origina rie, occorrerebbe che un minimo numero di inizia- la ricch ezza del m ondo de lle luci e d ei colori, in cu i si d la
ti compiesse l'esperienza della <~soglia>> . L o s p irito dovrebbe transizio ne d alla sfera egoica a quella s uperindividuale - : e,
p oter operare , da prima m e diant e p ochissimi, al livello in cui una volta conve rtito in puro tessuto imagin ativo, in forme d i
l' umanit m ossa d agli Usurpatori, m an ovratori delle forze vis ione, i su oi residui m odi di essere legato al sen sibile, s ia
radicali d elle r azze. capace di esting ue re anche questi. l' impresa pi ardua d el-
O gni vo lta ch e esprime la p ropria r azza e la p ropria farni- l'asceta : non essere attaccato alla pro pria spiritualit.
a lia l' u om o m osso d a tali Usu rp atori. L e razze e i g ruppi Neanche cos tuttavia h a s uperato l'egoismo, m a p er vir-
o '
etnici, in quanto tali, sono portati a odiarsi tra loro o a legar- t d i de dizione e d'ascesi g iunto ad estinguere il risonare di
si secondo at t razione inferio re. Ogni costituirsi di gruppo o esso nell 'anima, cos d a aprirla alla Forza che sola pu t ra-
fazione, c h e n on sia in funzion e dell'op era re p er lo spirito, sformare l'egoismo. Egli non s i prop on e l'egoistico scopo di
obbedisce all'attrazione ch e unisce n ell'od io ver so gli altri una pe rfezione che per ora solo astrat tam ente pu concepire.
gruppi o le altre fazioni. L ' uomo n on d eve creare lo spirito , m a solo vincer e ci ch e
1\ilale di cui l'umanit n on pu guarire m e dian te p rovve- gli impe disce di esserne riempito : p erch la rea lt che egli
di m enti e tico- giuridici o etico- religiosi - quest i d el resto radicalm ente .
non avendo or mai p i in tima fo rza- m a solo gr azie alla di- Il s u o cmpito eliminar e ogni conten uto ch e sia finzio-
scesa di originarie for ze d ello sp irito nelle profondit in cui ne d ello s pirito, in quanto tale finzion e egli riesca a vedere e
d ominano le entit dem nich e delle razze. a padron eggiare: sino a spegn erla.
Il L ogos pu creare nel mondo soltanto per virt dell'uo -
m o liber o.
Tutto pu essere don ato all' uomo, e in vero tutto a lu i
stato don ato, dal corpo all'anima, ma v' qualcosa che per lui
T ale d iscesa non un evento fatale . Essa si pu ver ifi- n on p u essere un dono: la libert. D on o stato a lui il pote-
care soltan to per colui ch e, riuscendo a riconoscere le pro- re di resurrezione interiore, l a vita de l L ogos ch e egli astrat-
prie velleit sotto i t ravestimenti pi elevati, c rei lo spazio tizza in pensieri, la forza dell' I o, che egli vive com e forza d el-
in cui lo spirito pu penet ra rle scendendo n elle profondit l'ego; m a la liberazione non pu essere che suo atto. Il giusto
della razza. u so dell a forza n on pu esser e che su a d ecision e.

128 129
L'uomo gi libero: deve solo volere ci che pu ricono- vuole essere ingannato, deve essere sveglio, se non vuole pe-
scere come suo essere libero: ci che g i . rire. Q u esti maestri, che non sono individualit coscienti
La sua vera forza il poter decidere l'uso d ella forza: che bens mediurn di alto rango e perci inesistenti come <io>>
'
attingere alla sua sorgente. giungono nelle loro opere a criticare il n eo-spiritualismo con-
temporaneo e le varie forme dello spiritismo, con il sottile
scopo di eliminare in partenza nel lettore il sospetto che essi
6 siano i portatori dello spiritismo pi radicale, paralizzante le
forze dell'anima. Il loro cmpito impedire che il discepolo
arduo essere liberi, non essere posseduti, in un'epoca in riconosca il Maestro dei nuovi tempi, ossia colui che pu dar-
cui taluni hanno potuto agire come orientatori spirituali, in gli modo di operare dal fondamento di s, come essere libe-
quanto fortissimi mediurn: hanno potuto influenzare molti di- ro.
scepoli, apparendo loro come personalit eccezionali, non so- In tal senso, una misura della maturazione del discepo-
spettabili di simile medianit , soprattutto grazie alla sistema- lo sar scoprire quale parte morbida della propria anima
ticit del loro insegnamento e delle loro opere. Si tratta di s ia seducibile dalle dottrine degli Ostacolatori in veste di
medium di un genere peculiare, non consapevoli d ella propria maestri.
condizione perch nella impossibilit di sospettarlo, essendo In un'epoca in cui ossessioni e medianit di varie gamme
privi di :.io>>: in tal senso dotati della inesauribilit di esp res- prendono la generalit degli uomini, per il fatto che ogni
sione delle influenze di cui sono portatori. evento della coscienza mediato dallo spento sistema nervo-
Occorre rendersi conto che se gli Avversari dell'uomo og- so, la presenza dell'Io venendo di continuo avversata dalle al-
gi veramente vogliono impedire la sua nascita spirituale nel- terazioni dell'atto conoscitivo e dalle conseguenti invasioni
la forma cosciente, debbono diventare maestri esoteric i ed da parte di forze estranee, spiegabile come l'alterazione, os-
esporre le dottrine con sagacia avvincente. :VIa ci ch e avvin- sia il valere d eli 'alterit, possa raggiungere gradi e crismi me-
ce non libera. L'arte di tali esseri non liberare, ma sedurre, tafisici, attraverso un esoterismo vlto a radicare n ell'uomo la
non indicare i mezzi della conoscenza- ch non potrebbero forma di invasamento pi rispondente alla sua attuale incli-
- ma persuadere secondo antiche dottrine revivificate, se- nazione medianica.
condo simboli gi interpretati, secondo stimoli tradizionali L'arte di tali maestri ostacolatori fornire ai discepoli
rivolti all' anima antica divenuta sub-coscienza dell'uomo. dottrine belle e pronte, simboli e miti gi interpretati, riti di
Talune opere dense di dottrina e pervase di peculiare po- tradizioni esaurite, secondo una pianificazione convincente,
tere di persuasione sono in realt dettate dagli Ostacolatori. sorretta da imponente apparato filologico e critico, e in tal
Un giorno si scoprir che certi pseudo-maestri in realt non senso tanto pi narcotica per il debole apprendista, quanto
avevano un Io, ma erano soltanto esseri mossi dall'imper so- pi egli, secondo l'aire dei tempi, s ia sensibile al fascino del-
nale potenza di Lucifero o Ahrimane: perci capaci di raro ri- la dialettica e della cultura.
gore ascetico e di fascinosa sottigliezza logica. L'arte del discepolo intuire lo spirito che ha dettato le
Il discepolo di questo tempo deve aprire g li occhi, se non opere a cui attinge. ~on sufficiente che egli sia persuaso:

130 131
occorre che sap p ia che cosa in lu i in realt viene persuaso: XII
quale parte del suo essere.
Egli d eve divenire vero median te au toconoscenza: non RESURREZIONE DELLA LUCE
deve r inu nciare a conoscere ch e cosa in lui ha il p otere d i co-
noscere : non deve limitarsi all' immediato conoscere, ossia
non pu essere pago de l fatto ch e una determinata dottrina,
in q uanto conosciuta, lo tenga o lo attragga: perch pu at-
t rarlo proprio in qu anto tende a dist ruggerlo.
Egli pu affidarsi soltanto a discip line che gli d iano mo-
do di essere conoscente del proprio conoscere, ossia di speri-
mentare le forze del conoscere l dove esprimon o la loro in- 1
terezza perch indipenden ti dal conosciuto. Pu affi darsi sol-
tanto a una dottrina che gli insegni come incontrare in s la Si visto dunque come l'arte d i rit rovare la luce sia ini-
sorgente noetica mediante cui pu apprendere questa o quel- zialmente l'arte di dare vita all' imagine della luce. Occorre
la dot t rina. da prima destare se stessi nella forza d'imagine della luce.
Le dottrine dello spirito non sono vere se non fanno ap- Questa forza si percepisce come corrente di un amore p i
pello all' indipendenza dell'atto conoscitivo, ossia al <pensiero puro e pi vasto di quello di cui si capaci nell'esistenza
libero dai sensi). In verit, lo spirito r iflesso non lo spirito: ordin aria.
non pen etra il mondo dei sensi, perch non ne indipenden- Quando la vita del mondo sovrasensibile comincia a ma-
te. La m isura della sovrasensibilit di un pensiero la sua n ifestarsi in imagini dell'anima, la luce di cui essa si r iveste si
possibilit di penetrare il sensibile. riconosce come la stessa che ogni giorno si vede, senza che in
La luce r iflessa sempre p lausibile, perch pu essere realt s i veda, splendere sulla ter ra.
percepita senza lo sforzo di trasformazione di s che invece la Si r isale cos alla presenza del sole e si pu sentire in essa
percezione della luce esige, in quanto sorgente del puro rilu- l'opera delle forze di cui si alimentano le imagini di luce del-
cere. l'anima: si pu r iconoscere nel sole la potenza immateriale
della luce, alla qu ale si ricongiunge l'anima nella sua vicenda
extraterrena, durante il sonno o dopo la morte.
Di tali forze superne della luce si reca la vitalit formatri-
ce nel corpo eterico. Le forze dell'Io destano la sostanza pi
nobile del corpo eterico allorch si esplicano nella meditazio-
ne e svincolano il pensiero dai processi sensibili, facendolo
vivere della sua sostanza originaria: che il principio sovra-
sensibile del sole.
Staccando il pensiero dall'apparire sensibile, si v ince l'at-

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,-~

-~- -

titudine del corpo eterico a mediare passivamente e ottusa- lit che nessuna_ipttrin~__Q_ d~ gli pu insegnare sul-
mente la natura: la corrente dell'lo desta l'essere pi puro del b terra. Per la sua v ita sensibile, egli sa che neTibero ima-
corpo eterico, facendo vivere in imagini la sua luce. Questa ginare attinge l'elemento morale dal mondo sovrasensibile,
l'amore che affiora oltre ci che l'ego pu amare. dalla luce cosmica, e dalla loro presenza nelle forme terre-
La luce di questo pensiero si riconosce identica a quella stri: nei cristalli, nelle piante, nei fiori, nell'arcobaleno, nel-
ch e illumina le cose del giorno: ora pu essere veduta. Ora es- l'aurora.
sa pu r icondurre alla sorgente spirituale del sole. l\1a pari- 1\llediante le forze spirituali del sole, incontra la potenza
menti della luna, delle stelle mobili e delle stelle fisse: che re- d i luce che gli giunge dalla luna. Ma, mentre dalle virt sola-
cano, secondo varie radianze, la stessa luce. ri accoglie ci che attua come luce del pensiero in quanto
D iverse potenze della luce l'uomo pu riconoscere nel svincola il pensiero dal supporto della natura, incontrando
cielo e operanti sulla terra e nel suo essere. Vedendo sulla ter- n el pensiero l'elemento morale del mondo; dalle forze della
ra l'ombra delle cose illuminate dal sole, l'ombra della luna e luna sente g iungergli la potenza magica che pu dare corpo
in talune limpide notti l'ombr a lieve delle stelle, egli pu pre- ed azione al pensiero liberato. Questa potenza ci che, non
sentire il coro terrestre delle entit cosmiche della luce. E pu venendo usato secondo l'ordine celeste della luce, domina
avere un'imagine del mondo di forze da cui egli trae origin e l'uomo come forza di magia infera. Soltanto la luce accolta
e a cui affidata la sua vicenda durante il sonno o dopo la come puro moto delle idee pu trarre da tale forza il potere
morte. della giusta azione.
L'arte del pensare puro come del percepire puro, alimen-
tando l'anima della luce immateriale delle cose, la rende par-
2 tecipe dell'opera del Logos sulla terra, costituendo un mo-
dello o una iniziale esperienza d i quella che sar un giorno la
Diverse potenze stellari, m vane forme portatrici della sua t rasmutazione.
luce, onde essa ora saggezza del pensare, ora vita del l'arte di incontrare nell'ascesi quotidiana la luce del
sentire, ora calor e del volere, lo conducono a intuire la lu- pensare del sentire e del volere, che riconduce al principio so-
ce una su cui fondata la struttura originaria del mondo, lare le forze tenebrose degli istinti: l'ignota potenza del cor-
epper del suo corpo. Egli viene liberato dall'attaccamento po lunare, che opera sempre come forza di fondo del pensa-
all'apparire sensibile della corpore it, non essendo esso la re, del sentire e del volere.
realt del corpo. L'organismo fisico cessa di essere una con- Dalla prenatale comunione con le potenze del sole l'uomo
dizione illusoria, perch viene veduto come presenza di po- ha formato il corpo eterico mediante cui percepisce ci che
tenze celesti. irradia dal sole. !v'la ci che essenzialmeme scorre dal sole sul-
Mediante le forze spirituali del sole, l'asceta ritrova in la terra, la luce che egli non vede ma di cui vede rivestite le
s lo spi rito: lo attinge nell'autonomo imaginare e nel tra- cose, gli fluisce dall'intimo pensiero: dall'intimo magico ima-
sparente pensare. Accoglie in tale atto ~ell' Io l'elemento ginare che ogni volp affiora nel pensiero, ancora non cono-
morale del cosmo. Incontra un obiettivo elemento di mora- sciuto.

134 135
3 pensare e nel p ercepire coglie il contenuto d el mondo p rima
che il m entale lo riduca alla finit sensibile e come tale lo con-
L 'asceta deve tendere a p ercepire la luce cos com e pe rce- sacri : g li attribuisca un valore che solo pu scaturire dalla lu-
pisce gli oggetti dei sensi. Questa luce fluisce dall' interno del ce. C he vien e ogni volta n egata.
pensiero, ma per l' u omo ordinario si esting ue ne l cessare di L a rianimazion e d ella luce la liberazion e del pensiero
essere c i che g iu stifica l' essere del pen sie r o. Il p ensiero dai processi sensibili, la redenzione del pensiero nell'm b ito
astrattame nte compie spento il s uo m oto: moto ch e tuttavia della te nebra, la separazione dell'elem ento imperituro d al p e-
sempre si inizia grazie al fluire della luce. rituro, della lu ce trasformatrice d ella terra da ci ch e d ella
L'uomo pensa con il pensiero, mentre dovre bbe accoglie- terra gi mo rto o d estinato alla m orte.
re la luce de lle cose ne l pe nsiero. portato dai pen sieri sca- L a p otenza germinale della luce che l' uomo riattinge n el
turenti dalla luce a separar si d alla luce, a spegnere la luce: ri- pensier o il nucleo p erenne di ci che sopravviver al ciclo
tiene di pensa re le cose e il mondo, di p en sare i pensieri, della te rra e degli astri, alla parabola d el mondo e delle forme
mentre, invece, perde le cose e i pensieri, perch perde la lu- mate ri ali dell' universo.
ce n el pen sier o. P ermane come germe di un cosmo futuro, secondo ch e
Nel pensiero deve r itrovare la luce : senza la quale non po- stato annunciato d al pi grande Iniziato solare, dal M aestro
trebbe avere pensiero: non potrebbe avere il p en sie ro in cui dei n uo vi tempi. La terra e il cielo passeranno, ma non pas-
estingue ogni volta la luce . Ch e non soltanto la luce p ropria ser m ai l'amore che li h a congiunti nell'anima dell' uom o, la
all'tere d e lla luce, ma quella essenziale ch e in ogni forma comunione d a lui riconosciuta e attua ta nell' intimo cuore.
dell'tere vive: come calo re com e suono come vita. L ' u om o pu ritrovare la luce, se cerca dove realmente na-
Questo tere egli pu incontrare n ell 'intimo d ella vita d el sce la luce che vede splendere sulla terra. Perch la luce ch e
pensiero, se sa volere non le cose in quanto rivestite di pen- egli cos p u cercare quella che gi comincia ad attuare n el
siero, m a il pensiero con cui le riveste: ch e in s imagina- moto dell' anima con cui la cerca: con cui percepisce n el mon-
zione crea trice. Egli m ediante intenso volere fa ris01gere que- do la luce e la p ensa: essendo tale luce il suo stesso pensiero
sto pensier o d alle cose, lo ripren de l d ove pu cominciare a prima d 'essere n ome e forma.
vederlo : n el mondo sensibile: dove caduto. D ove pensato S ul punto di spegnere la luce pe r avere la percezion e del
e, pur d isanimato, , n el d arsi com e parvenza, un segno indi- mond o, l'uom o p u incontra rla: pu cominciare ad alim enta-
cativo d ell'etere ch e risorge com e tere dell a luce. re d all'interno di s il moto della luce. G uardandola nel m on-
do la ritrova in s e med iante essa si ricongiunge con lo spi-
rito d e l m ondo.
4 In verit, la luce ch e illumina le cose del giorno, non che
il simbolo della luce.
D a ogni simbolo d ella luce caduta egli pu risalire alla lu-
ce: in qua nto coglie la corrente della luce fuori d ella cerebra-
lit ch e la costringe al r iflesso e perci all'annientam ento. N el

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IND ICE-GLOSSARIO DEI TERMINI INDIANI

A&vaita: sistema filosofico indiano d i ispirazione monistica, che ri-


conduce tutta la realt all'Assoluto (Brahman). Fu formulato
dal pensatore e sacerdote SaJTikara (788-820) 91
iitman, Io 104
kanna, lett. "azione", destino 106
rniiyii, illusione 61
p1ii?Jiiyiima, controllo d elle correnti vitali 103
samadhi, estasi contemplativa 104
:yoga, unione, integrazione 32, 62, 103
yogin, asceta che pratica lo yoga 103, 104

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