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Rapido excursus storico sull’arte del costruire

Rapido excursus storico sull’arte del costruire da “The Science of Structural Engineering” di Jacques Heyman

da “The Science of Structural Engineering” di Jacques Heyman

Contenuti
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Breve introduzione Architetti e ingegneri Teorie “pre-scientifiche” Archi, cupole e volte Tensioni e deformazioni Flessione e svergolamento La Teoria delle Strutture Il Calcolo Plastico

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Breve introduzione Architetti e ingegneri Teorie “pre-scientifiche” Archi, cupole e volte Tensioni e deformazioni Flessione e svergolamento La Teoria delle Strutture Il Calcolo Plastico

Il problema del tavolino …
Il problema del tavolino …

Si tratta di determinare in che modo la forza passa dal piano a terra

Il problema del tavolino … Si tratta di determinare in che modo la forza passa dal

Come

fareste

voi?

E’ un tipico problema per il progettista

E’ un tipico problema per il progettista Procedura: Vanno calcolate le forze che finiscono nelle zampe

Procedura:

Vanno calcolate le forze che finiscono nelle zampe Vanno proporzionate le zampe in modo da sopportare le forze

Entrambi questi passi possono presentare una certa difficoltà …

Momento di una forza rispetto ad un asse

Momento di una forza rispetto ad un asse E’ dato dalla forza per la distanza (ortogonale)

E’ dato dalla forza per la distanza (ortogonale) dall’asse

M = F · d F d
M = F · d
F
d
Equazioni di equilibrio
Equazioni di equilibrio

Sono di due tipi

Equilibrio alla traslazione (ΣF = 0)

Nel piano, secondo 2 direzioni Nello spazio, secondo 3 direzioni

Equilibrio alla rotazione (ΣM = 0)

Nel piano, intorno ad 1 asse Nello spazio, intorno a 3 assi.

Equazioni di equilibrio
Equazioni di equilibrio

Se voglio trovare come la forza si distribuisce sui tre vertici (altezze h)

Cioè voglio le reazioni R A , R B e R C

B h AC h AB h BC A C
B
h AC
h AB
h BC
A
C
Equazioni di equilibrio
Equazioni di equilibrio

ΣF = F R A R B R C = 0 ΣM BC = F · d BC R A · h BC = 0 ΣM AC = F · d AC R B · h AC = 0 ΣM AB = F · d AB R C · h AB = 0

B d AB d BC F d AC A C
B
d AB
d BC
F
d AC
A
C
Equazioni di equilibrio
Equazioni di equilibrio

ΣF = F R A R B R C = 0 ΣM BC = F · d BC R A · h BC = 0 ΣM AC = F · d AC R B · h AC = 0 ΣM AB = F · d AB R C · h AB = 0

} Solo 2 sono indipendenti

Si noti che, se il triangolo è equilatero, sommando le ultime 3 trovo:

F · (d BC + d AC + d AB ) – (R A + R B + R C ) · h = 0 (d BC + d AC + d AB ) – h = 0 d BC + d AC + d AB = h

che è una proprietà del triangolo equilatero.

Equazioni di equilibrio
Equazioni di equilibrio

R A = F · d BC / h R B = F · d AC / h R C = F · d AB / h

B d AB d BC F d AC A C
B
d AB
d BC
F
d AC
A
C
Nel caso ci siano 4 zampe …
Nel caso ci siano 4 zampe …

In questo caso il tavolo si dice iperstatico

4 zampe … In questo caso il tavolo si dice iperstatico La soluzione è più complessa

La soluzione è più complessa

e

necessita di uno schema di calcolo

Ogni progetto si fonda su …
Ogni progetto si fonda su …

La Teoria delle Strutture

Cioè lo studio degli schemi di calcolo

La Teoria della Resistenza dei Materiali

Cioè il dimensionamento degli elementi

Per complicare il quadro …
Per complicare il quadro …

Può accadere che il tavolino balli, cioè che una delle 4 zampe non tocchi terra

… Può accadere che il tavolino balli, cioè che una delle 4 zampe non tocchi terra

Questa non porta alcun peso

Per complicare il quadro …
Per complicare il quadro …

Per evitare che balli, si può mettere un tappo di sughero sotto quella zampa

che balli, si può mettere un tappo di sughero sotto quella zampa Questa adesso poggia su

Questa adesso poggia su un elemento flessibile

Come si fa … ?
Come si fa … ?

… a calcolare le forze nelle zampe se ognuna di queste può:

Poggiare su un piano rigido Non poggiare affatto Poggiare su un piano flessibile

La risposta è …

Il Calcolo Plastico
Il Calcolo Plastico

Consente di progettare una struttura (come il tavolo a 4 zampe) il cui stato esatto non può essere determinato Tutte le strutture, tranne le più semplici, sono di questo tipo Trascurare questo fatto può portare a valutare situazioni che non esistono nella realtà.

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Breve introduzione Architetti e ingegneri Teorie “pre-scientifiche” Archi, cupole e volte Tensioni e deformazioni Flessione e svergolamento La Teoria delle Strutture Il Calcolo Plastico

Architetti e ingegneri … quando è avvenuto il bivio?

Architetti e ingegneri … quando è avvenuto il bivio? Nel XV secolo si incrinò la tradizione,

Nel XV secolo si incrinò la tradizione, durata più di 2000 anni, di progettare in base ai numeri

Da Ezechiele (Antico Testamento)

Vitruvio (ordinatio, quantitas, …)

Le pratiche segrete delle Logge Massoniche

Si trasmettevano oralmente le stesse regole di generazione in generazione, dimenticandone la genesi

Le complicate Regole Gotiche

Non si poteva pensare di progettare una costruzione senza esperienza pratica ed un lungo apprendistato.

Il De Re Aedificatoria
Il De Re Aedificatoria

Il testo dell’Alberti (1485), favorito dall’avvento della stampa, diffuse regole semplici ed illustrate per il corretto proporzionamento degli edifici Un uomo colto poteva divenire architetto senza dover imparare a costruire

Storia ed estetica iniziarono a separarsi dalla tecnica, in modo impensabile per un mastro medievale, che sapeva come impiegare i materiali per dare un senso “architettonico” all’edificio.

Il bivio …
Il bivio …

L’architetto iniziò a concentrarsi sulle regole di proporzione contenute nelle teorie del costruire L’ingegnere iniziò ad esplorare le regole scientifiche contenute nella pratica del costruire.

Nel XVIII secolo
Nel XVIII secolo

Quattro grandi problemi assillavano architetti ed ingegneri:

La resistenza delle travi La resistenza delle colonne La spinta degli archi La spinta dei terreni

Charles Coulomb
Charles Coulomb

Quando fu inviato come ufficiale dell’esercito francese in Martinica per costruire delle fortificazioni, si accorse che non esisteva alcuna teoria per questi quattro problemi Nel 1773, dopo 9 anni di permanenza, rientrò in patria e presentò le sue soluzioni all’Académie

Il primo articolo scientifico di Charles Coulomb (1773)

Il primo articolo scientifico di Charles Coulomb (1773) Come si può valutare il carico di rottura
Il primo articolo scientifico di Charles Coulomb (1773) Come si può valutare il carico di rottura

Come si può valutare il carico di rottura di una mensola inflessa, se si conosce la resistenza del materiale a trazione e a compressione?

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Breve introduzione Architetti e ingegneri Teorie “pre-scientifiche” Archi, cupole e volte Tensioni e deformazioni Flessione e svergolamento La Teoria delle Strutture Il Calcolo Plastico

Ars sine scientia nihil est
Ars sine scientia nihil est

Il termine scienza oggi implica:

Compiere delle osservazioni Costruire delle ipotesi Realizzare esperimenti per avvalorare o smentire le ipotesi Eseguire valutazioni matematiche Definire una teoria, che:

Spieghi le osservazioni Predica nuovi risultati.

La prima scienza … ?
La prima scienza … ?

L’astronomia babilonese, fra 1000 e 500 a.C.

Eseguiva accurate osservazioni giornaliere della posizione del sole, della luna e dei pianeti Costruiva tavole numeriche da cui predire le future posizioni dei corpi celesti

Mancava però il perché Bisognerà attendere più di 2000 anni per avere la Teoria della Gravitazione Universale di Newton.

La scientia del costruire
La scientia del costruire

Nel Medioevo l’approccio era lo stesso:

Le nuove costruzioni si basavano sulla conoscenza, o “teoria”, acquisita dalla pratica La “teoria” consisteva in una serie di regole dedotte da costruzioni del passato

Raccolte in testi custoditi da logge massoniche

Tutte le grandi realizzazioni che oggi vediamo vengono da questo approccio

Il primo esempio di regole
Il primo esempio di regole

Nella Bibbia, Cap. 40-41-42 (Ezechiele) c’è un antesignano di un manuale per i costruttori del 600 a.C. Vengono riportate le misure di ingressi, cortili, vestiboli, celle, pilastri, ecc. di un grande tempio

“… vidi un uomo che teneva una corda di lino intrecciato ed un’asta per misurare … e quell’asta era sei cubiti in lunghezza …”

I materiali
I materiali

Oggi riesce difficile credere che le costruzioni di allora dipendessero da regole numeriche basate sulle proporzioni fra le varie parti Il fatto però che tali costruzioni esistano ancora oggi, suggerisce che questo sia l’approccio giusto per la muratura/pietra Ciò è confermato dalla Teoria delle Strutture del XX secolo.

I materiali
I materiali

Fino a poco più di un secolo fa i principali materiali disponibili per le costruzioni erano:

La pietra Il legno

La pietra e il legno
La pietra e il legno

Grandi differenze

La pietra si usa in elementi di piccole o medie dimensioni

Eccezione: i grandi architravi dei Greci, che non facevano uso dell’arco

Il legno si trova in natura come elementi anche di grande estensione

Le proprietà meccaniche riflettono la propria origine organica: un albero deve resistere al proprio peso e all’azione di forze trasversali

La pietra e il legno
La pietra e il legno

Grandi differenze

La pietra assemblata a blocchi non resiste a trazione

I singoli blocchi hanno buona resistenza Gli assemblaggi sono a secco o con malta, che ha scarsa resistenza a trazione

Il legno ha buona resistenza a flessione, che implica una buona resistenza a trazione e compressione.

La pietra
La pietra

Situazione Ideale

Carico centrato Compressione uniforme

La pietra Situazione Ideale Carico centrato Compressione uniforme
La pietra
La pietra

Situazione Compatibile

Carico eccentrico Sezione compressa

La pietra Situazione Compatibile Carico eccentrico Sezione compressa
La pietra
La pietra

Situazione Limite

Sezione parzializzata Resistenza superata

La pietra Situazione Limite Sezione parzializzata Resistenza superata
La pietra
La pietra

Situazione Instabile

Risultante esterna all’appoggio Ribaltamento

La pietra Situazione Instabile Risultante esterna all’appoggio Ribaltamento
La pietra
La pietra
La pietra La stabilità si ottiene mediante la compressione Si verifica l’equilibrio Geometria e distribuzione

La stabilità si ottiene mediante la compressione

pietra La stabilità si ottiene mediante la compressione Si verifica l’equilibrio Geometria e distribuzione

Si verifica l’equilibrio

Geometria e distribuzione delle masse garantiscono il corretto flusso delle forze nelle sezioni resistenti

Si verifica la resistenza

Azioni ed effetti nelle sezioni resistenti devono esser compatibili con la resistenza dei materiali

OSTIA: Domus Fortuna Annonaria (IV d.C.)

OSTIA: Domus di Amore e Psiche

ROMA: Orti Liciniani - Tempio Di Minerva Medica. (IV d.C.)
ROMA: Orti Liciniani - Tempio Di Minerva Medica. (IV d.C.)

(IV d.C.)

La pietra
La pietra

La trazione produce fessurazione nei giunti e separazione della fabbrica

E’ difficile immaginare una colonna di mattoni appesa dall’alto

La pietra
La pietra
La pietra
La pietra
La pietra

La trazione produce fessurazione nei giunti e separazione della fabbrica

E’ difficile immaginare una colonna di mattoni appesa dall’alto

La compressione è trasferita per contatto

Le quattro colonne di una cattedrale possono portare le 10.000 tonnellate del peso della torre sovrastante.

La pietra Le cattedrali gotiche
La pietra
Le cattedrali gotiche
La pietra
La pietra

In effetti la tensione di compressione nei blocchi di una cattedrale è molto bassa rispetto alla loro resistenza Ad es., qual è la massima altezza che può avere una torre senza schiacciarsi sotto il proprio peso?

Se in pietra arenaria: 2 km Se in granito: 10 km

Le più alte cattedrali gotiche: 50 m

Però portano, oltre al proprio, il peso delle volte, del tetto, la forza del vento, ecc.

La pietra
La pietra

In termini moderni, il coefficiente di sicurezza è enormemente elevato La tensione media, rispetto alla resistenza a schiacciamento del materiale:

Nelle colonne è intorno a 1/10 Nei contrafforti è intorno a 1/100 Nelle pareti è intorno a 1/1000

La pietra: il ruolo dell’attrito
La pietra: il ruolo dell’attrito

La compressione, anche se bassa, è essenziale alla stabilità delle costruzioni in muratura I piccoli blocchi di pietra sono compattati dalla gravità secondo la forma attribuita dall’architetto

La forma si mantiene se i blocchi non scorrono l’uno rispetto all’altro

La pietra: il ruolo dell’attrito
La pietra: il ruolo dell’attrito

In assenza di intagli o chiavi, la tensione di compressione consente lo sviluppo di forze di attrito, che vincolano i blocchi rispetto allo scorrimento

tensione di compressione consente lo sviluppo di forze di attrito , che vincolano i blocchi rispetto
Le costruzioni a blocchi
Le costruzioni a blocchi

Sono quindi caratterizzate da:

Bassa resistenza a trazione Basse tensioni di compressione Forze di attrito che mantengono la forma

Possono quindi essere usati materiali a bassa resistenza

Tufo (carbonato di calcio poroso) Adobe (fango essiccato con paglia) ecc.

Il calcestruzzo
Il calcestruzzo

I Romani producevano una mistura di:

Pozzolana (cenere vulcanica) Limo Inerti vari (pietre, ghiaia)

Anche il calcestruzzo può essere visto come un materiale di analoghe proprietà, anche se monolitico

Bassa resistenza a trazione

Alcune cupole …
Alcune cupole …

Pantheon (120 d.C.)

Calcestruzzo

S. Maria del Fiore

Muratura

S. Pietro

Pietra

Tutte presentano estese fessurazioni in corrispondenza delle zone in trazione

Gli appunti di Villard de Honnecourt (1235)

Gli appunti di Villard de Honnecourt (1235) Rimangono 33 pagine di schizzi (1235) su edifici, orologi

Rimangono 33 pagine di schizzi (1235) su edifici, orologi e macchinari

Gli appunti di Villard de Honnecourt (1235) Rimangono 33 pagine di schizzi (1235) su edifici, orologi

Gli appunti di Villard de Honnecourt (1235)

Gli appunti di Villard de Honnecourt (1235) Vengono descritti anche animali fantasiosi

Vengono descritti anche animali fantasiosi

Gli appunti di Villard de Honnecourt (1235) Vengono descritti anche animali fantasiosi

Gli appunti di Villard de Honnecourt (1235)

Gli appunti di Villard de Honnecourt (1235) Si pone il problema, come già Vitruvio, di raddoppiare

Si pone il problema, come già Vitruvio, di raddoppiare l’area di un quadrato

(come fareste voi?)

200 m 2 100 m 2 10 m 10?√m2 m
200 m 2
100 m 2
10 m
10?√m2 m
Numeri irrazionali
Numeri irrazionali

Il problema è banale, ma pone una fondamentale difficoltà matematica

Non è possibile segnare 2 su un’asta di misura

La dimostrazione di Pitagora dell’irrazionalità di 2 è sopravvissuta per più di 2000 anni

Ma per gli architetti medievali era un problema da risolvere …

Lucio Russo, La rivoluzione dimenticata.

G. Feltrinelli Editore, Milano 1997.

Numeri irrazionali
Numeri irrazionali

Bisognerà attendere la notazione decimale dedotta dagli Arabi per poter misurare 2 con un grado di accuratezza sufficiente per le applicazioni pratiche e segnare il corrispondente punto su un’asta decimale

2

sufficiente per le applicazioni pratiche e segnare il corrispondente punto su un’asta decimale √ 2 0
sufficiente per le applicazioni pratiche e segnare il corrispondente punto su un’asta decimale √ 2 0

0

1

2

3

Contenuti
Contenuti

Breve introduzione Architetti e ingegneri Teorie “pre-scientifiche” Archi, cupole e volte Tensioni e deformazioni Flessione e svergolamento La Teoria delle Strutture Il Calcolo Plastico

Due tipi di ponte usati negli ultimi 6000 anni

Due tipi di ponte usati negli ultimi 6000 anni Il ponte sospeso Giappone Periodo Iitsu: “Ponte

Il ponte sospeso

tipi di ponte usati negli ultimi 6000 anni Il ponte sospeso Giappone Periodo Iitsu: “Ponte sospeso

Giappone Periodo Iitsu:

“Ponte sospeso fra Hida ed Etchu"

Due tipi di ponte usati negli ultimi 6000 anni

Due tipi di ponte usati negli ultimi 6000 anni Il ponte ad arco Frontespizio di William

Il ponte ad arco

tipi di ponte usati negli ultimi 6000 anni Il ponte ad arco Frontespizio di William Hogarth

Frontespizio di William Hogarth a

Dr. Brook Taylor's Method of Perspective (1754)

Il ponte ad arco
Il ponte ad arco

Nato forse in Mesopotamia nel 4000 a.C.

I mattoni venivano cotti al sole

Qualche secolo dopo anche in Egitto

Nel 3000 a.C. le prime pietre sagomate

Gli Etruschi tagliavano le pietre a cuneo Già nel 500 a.C. i Romani costruivano ponti ad arco di grande luce.

Il Pont du Gard (20-10 a.C.)
Il Pont du Gard (20-10 a.C.)

E’ letteralmente una pila di pietre, senza cemento né malta (luci 20-27 m)

Il Pont du Gard (20-10 a.C.) E’ letteralmente una pila di pietre, senza cemento né malta
Vitruvio e l’arco
Vitruvio e l’arco

Vitruvio (ca. 30 a.C.) non fornisce regole per il progetto dell’arco Il problema è: come portare la porzione di parete sovrastante un’apertura?

“Si deve scaricare il carico della parete mediante archi composti da conci con i giunti che convergono verso il centro” Quasi tutti gli archi romani sono infatti semicircolari con i giunti “centrati”.

L’arco semicircolare
L’arco semicircolare

Il termine “centina”, che denota la casseratura usata per la costruzione fino alla posa del concio di chiave, deriva da questa impostazione.

che denota la casseratura usata per la costruzione fino alla posa del concio di chiave, deriva
Il Pontefice Massimo
Il Pontefice Massimo

La teoria e la pratica della costruzione dei ponti furono affidate ad una istituzione a carattere religioso, il

Collegium Pontifices, che aveva il

controllo di strade e ponti A capo di questa istituzione era il Pontifex Maximus, che è ancora uno dei titoli del Papa.

I Fratres Pontifices
I Fratres Pontifices

Certamente non calcolavano le forze Ma erano sicuramente consapevoli di come un arco si comporti in maniera opposta rispetto ad un ponte sospeso

L’arco spinge sulle imposte Il ponte sospeso tira gli ancoraggi

Una delle maggiori difficoltà è progettare imposte adeguate a resistere a tale spinta.

La spinta degli archi
La spinta degli archi

Analogia con il cavo teso

La spinta degli archi Analogia con il cavo teso
La spinta degli archi
La spinta degli archi

Analogia con il cavo teso

La spinta degli archi Analogia con il cavo teso
Archi in muratura
Archi in muratura

Il primo testo sul calcolo delle imposte degli archi fu pubblicato nel 1717 da Gautier, che affrontò 5 temi fondamentali:

1. Lo spessore delle imposte

2. Lo spessore delle pile interne in rapporto alla luce degli archi

3. Lo spessore dell’arco

4. La forma dell’arco

5. Le dimensioni dei muri di sostegno

Il problema 1 necessita di conoscere la spinta dell’arco, la quale dipende da 3 e 4.

Robert Hooke
Robert Hooke

In realtà il problema era già stato affrontato e in parte risolto da Hooke nel 1675 Il clima competitivo fra gli scienziati dell’epoca lo obbligò a nascondere le sue scoperte fra anagrammi:

Ut pendet continuum flexile, sic stabit contiguum rigidum inversum

Riconobbe la corrispondenza matematica fra il ponte sospeso e l’arco in muratura.

La catenaria
La catenaria

Risolvendo il difficile problema della catenaria, si sarebbe risolto anche il problema dell’arco

La catenaria Risolvendo il difficile problema della catenaria, si sarebbe risolto anche il problema dell’arco
La catenaria
La catenaria

Risolvendo il difficile problema della catenaria, si sarebbe risolto anche il problema dell’arco

… che per la verità Leibniz, Huygens e Bernoulli avevano già risolto, tenendolo però segreto …

dell’arco … che per la verità Leibniz, Huygens e Bernoulli avevano già risolto, tenendolo però segreto
Hooke su Giove (!?!) … si consolò scoprendo la macchia sulla superficie di Giove …
Hooke su Giove (!?!)
… si
consolò
scoprendo
la macchia
sulla
superficie
di Giove …
L’intuizione di Gregory (1697)
L’intuizione di Gregory (1697)

In un testo aperto dice:

“… e quando un arco di forma qualsiasi si tiene in piedi, è perché nel suo spessore si è formata una qualche catenaria …”

Questa affermazione contiene il teorema fondamentale della meccanica strutturale, che deve attendere il XX secolo per la dimostrazione matematica!

E’ sufficiente provare che una struttura può stare in piedi; se può farlo, lo farà.

La funicolare dei carichi
La funicolare dei carichi

E’ l’inverso della catenaria Rappresenta il percorso delle forze di compressione che si trasmettono attraverso i conci fino alle imposte

catenaria Rappresenta il percorso delle forze di compressione che si trasmettono attraverso i conci fino alle
L’arco a tre cerniere
L’arco a tre cerniere
L’arco a tre cerniere Quando la funicolare cade fuori dal terzo medio, i conci si aprono

Quando la funicolare cade fuori dal terzo medio, i conci si aprono

Perché la malta ha scarsa resistenza a trazione

Questo può accadere, ad es., quando, per la spinta laterale dell’arco, le imposte si allontanano, oppure in archi di spessore ridotto.

L’arco a tre cerniere
L’arco a tre cerniere

L’arco è comunque stabile Conoscendo la posizione delle cerniere, la funicolare è nota.

cerniere
cerniere
La funicolare dei carichi
La funicolare dei carichi

La funicolare di muove fra due estremi

Minima spinta se l’arco si apre Massima spinta se l’arco si chiude

Minima spinta

due estremi Minima spinta se l’arco si apre Massima spinta se l’arco si chiude Minima spinta
due estremi Minima spinta se l’arco si apre Massima spinta se l’arco si chiude Minima spinta

Massima spinta

Cupole
Cupole

La forma più semplice di cupola si ottiene ruotando un arco intorno al suo asse centrale

Un arco semicircolare genera una cupola emisferica

Altre curve (es. parabole) generano cupole differenti La cupola tridimensionale è molto diversa dall’arco bidimensionale, in termini di:

Comportamento strutturale Procedure costruttive.

Procedure costruttive Arco

Procedure costruttive Arco Nella costruzione di un arco, la presenza della centinatura è essenziale I conci

Nella costruzione di un arco, la presenza della centinatura è essenziale

I conci scivolerebbero verso l’interno

è essenziale I conci scivolerebbero verso l’interno Completato l’arco con la messa in opera del concio

Completato l’arco con la messa in opera del concio di chiave, il trasferimento dei carichi dalla centina all’arco avveniva tramite la progressiva rimozione di cunei di legno inseriti all’interfaccia.

Ipotesi di John Fitchen sulla centinatura del Pont du Gard

Procedure costruttive Cupola

Procedure costruttive Cupola La costruzione di una cupola è più semplice Un anello completato, essendo virtualmente

La costruzione di una cupola è più semplice

Un anello completato, essendo virtualmente incompressibile, non può scivolare su quello sottostante verso l’interno.

Un anello completato, essendo virtualmente incompressibile, non può scivolare su quello sottostante verso l’interno.

Procedure costruttive Cupola

Procedure costruttive Cupola La costruzione avviene per anelli successivi Non esiste il concetto di concio di

La costruzione avviene per anelli successivi Non esiste il concetto di concio di chiave.

Procedure costruttive Cupola La costruzione avviene per anelli successivi Non esiste il concetto di concio di
Il funzionamento delle cupole
Il funzionamento delle cupole

Analogie

Sì:

arco

corda sospesa

No:

cupola membrana sospesa

In termini matematici:

Un arco è una figura sviluppabile

Si può ottenere da un foglio di carta

La cupola no

Non si può ottenere da un foglio di carta

A meno di tagliare ed incollare Dopo di che, la cupola risulta rigida.

Il funzionamento delle cupole
Il funzionamento delle cupole

Superficie sviluppabile e non sviluppabile

Il funzionamento delle cupole Superficie sviluppabile e non sviluppabile
Il funzionamento delle cupole
Il funzionamento delle cupole

Andamento delle forze normali

N φ nei meridiani e N θ nei paralleli

Il funzionamento delle cupole Andamento delle forze normali N φ nei meridiani e N θ nei
Il funzionamento delle cupole
Il funzionamento delle cupole

Andamento delle forze normali

N φ nei meridiani e N θ nei paralleli

Meridiani Paralleli
Meridiani
Paralleli
wa N θ -½wa N φ -wa
wa
N
θ
-½wa
N
φ
-wa
Il funzionamento delle cupole
Il funzionamento delle cupole

Andamento delle forze normali

N φ nei meridiani e N θ nei paralleli

Il funzionamento delle cupole Andamento delle forze normali N φ nei meridiani e N θ nei
Il funzionamento delle cupole Andamento delle forze normali N φ nei meridiani e N θ nei
Il funzionamento delle cupole
Il funzionamento delle cupole

Le cupole hanno infatti la tendenza a sviluppare fessure lungo i meridiani

Le cupole hanno infatti la tendenza a sviluppare fessure lungo i meridiani Fessure nella cupola di
Le cupole hanno infatti la tendenza a sviluppare fessure lungo i meridiani Fessure nella cupola di

Fessure nella cupola di S. Maria del Fiore

Il funzionamento delle cupole
Il funzionamento delle cupole

Si può ovviare irrigidendo l’anello di base

Questo però introduce sollecitazioni di flessione, anche se una superficie ridotta (5%) della cupola

l’anello di base Questo però introduce sollecitazioni di flessione, anche se una superficie ridotta (5%) della
Il funzionamento delle cupole
Il funzionamento delle cupole

Spessore t rispetto al raggio R , in funzione dell’angolo φ rispetto alla verticale

φ Arco Cupola
φ
Arco
Cupola

Il funzionamento è più efficace di questo

R , in funzione dell’angolo φ rispetto alla verticale φ Arco Cupola Il funzionamento è più
Alcuni confronti
Alcuni confronti

Spessore/Diametro = 1/10

Pantheon, S. Maria del Fiore, S. Pietro

Spessore/Diametro = 1/100

Uovo

(spessore 0.4 mm, diametro 40 mm) (l’uovo di Brunelleschi…)

Volte a ventaglio

King’s College a Cambridge

Spessore/Diametro = 1/1000

Coperture moderne in c.a.

La cupola della Cattedrale di Saint Paul (1675)

E’ una tripla cupola che consiste di: Una struttura esterna leggera, in legno ricoperta di
E’ una tripla cupola
che consiste di:
Una struttura esterna
leggera, in legno
ricoperta di piombo
Una cupola conica in
pietra e mattoni che
sostiene la lanterna
Una cupola interna
con un oculo in
sommità.

La cupola della Cattedrale di Saint Paul (1675)

La cupola della Cattedrale di Saint Paul (1675) Christopher Wren nel progetto si ispirò agli studi

Christopher Wren nel progetto si ispirò agli studi di Hooke La cupola interna segue il principio della catenaria

Il tamburo è infatti inclinato

La cupola non presenta alcuna fessurazione.

interna segue il principio della catenaria Il tamburo è infatti inclinato La cupola non presenta alcuna
Volte in muratura
Volte in muratura
Volte a botte
Volte a botte

Volte centinate e volte autoportanti ad archi inclinati (egiziane ed assire)

Volte a botte Volte centinate e volte autoportanti ad archi inclinati (egiziane ed assire)
Volte in muratura
Volte in muratura

Gli archi, per contenere la catenaria, devono avere uno spessore di circa 1/10 del raggio Le volte a botte della cattedrale di Amiens, di luce 14 metri, dovrebbero avere uno spessore di 700 mm.

del raggio Le volte a botte della cattedrale di Amiens, di luce 14 metri, dovrebbero avere
Volte in muratura
Volte in muratura

Un miglioramento drastico si ebbe con l’introduzione della volta a crociera E’ una vera volta 3-D, non una serie di archi 2-D Vantaggi

Supporti solo agli angoli Aperture sulle facce laterali Spessori ridotti.

Costolone

angoli Aperture sulle facce laterali Spessori ridotti. Costolone Deriva dall’intersezione di due volte a botte
angoli Aperture sulle facce laterali Spessori ridotti. Costolone Deriva dall’intersezione di due volte a botte

Deriva dall’intersezione di due volte a botte

Volte a crociera
Volte a crociera

Se le volte non erano fatte in cemento, si poneva il problema del taglio delle pietre in corrispondenza delle intersezioni (l’arte della stereotomia) Si preferì allora lasciare libertà all’architetto sulla forma dei costoloni

Non erano più necessariamente legate all’intersezione di due volte a botte.

Volte a crociera
Volte a crociera

Nel tardo romanico e nel gotico, venivano prima costruiti i costoloni come archi in pietra, mediante centina, e poi realizzati i riempimenti in muratura, alla francese o all’inglese

come archi in pietra, mediante centina, e poi realizzati i riempimenti in muratura, alla francese o
Volte a crociera
Volte a crociera

Nel tardo romanico e nel gotico, venivano prima costruiti i costoloni come archi in pietra, mediante centina, e poi realizzati i riempimenti in muratura, alla francese o all’inglese

Entrambi i metodi davano luogo a strutture estremamente resistenti Il riempimento poteva anche essere poco curato (mattoni mal tagliati, malta a riempire i giunti), perché poi veniva intonacato e decorato La struttura portante fra i costoloni era comunque quella di archi bidimensionali.

Volte tardo-romaniche e gotiche

Volte tardo-romaniche e gotiche Lavorano essenzialmente come membrane Le direzioni curve portano le tensioni maggiori

Lavorano essenzialmente come membrane

Le direzioni curve portano le tensioni maggiori Le direzioni piane portano tensioni basse Le volte possono essere “affettate” in serie di archi, a loro volta sostenuti dai costoloni.

tensioni basse Le volte possono essere “affettate” in serie di archi, a loro volta sostenuti dai
Volte gotiche Le volte gotiche consentono una chiara lettura del funzionamento strutturale Anche se i
Volte
gotiche
Le volte gotiche consentono
una chiara lettura del
funzionamento strutturale
Anche se i capomastri
ragionavano in termini di
forme e proporzioni
Bisognerà attendere il
Rinascimento per arrivare al
concetto di …
Abside della chiesa di
St Pierre a Beauvais
(il cantiere durò dal 1225 al 1605)
Contenuti
Contenuti

Breve introduzione Architetti e ingegneri Teorie “pre-scientifiche” Archi, cupole e volte Tensioni e deformazioni Flessione e svergolamento La Teoria delle Strutture Il Calcolo Plastico

Tensioni e deformazioni
Tensioni e deformazioni

I progettisti dei templi greci o delle cattedrali gotiche non consideravano lo stato tensionale

Questo era talmente basso da non produrre pericolo di rottura del materiale

Né tantomeno erano interessati alle deformazioni

Queste divennero di interesse più tardi nelle costruzioni in ferro ed acciaio.

I Discorsi di Galileo
I Discorsi di Galileo

Alla pubblicazione dei Discorsi su due nuove scienze (1638) Galileo aveva 74 anni 5 anni prima era stato condannato per eresia con divieto di pubblicazione di libri L’Olanda era fuori della giurisdizione della Inquisizione, e quindi i fratelli Elsevier pubblicarono i Discorsi a Leyden.

I Discorsi di Galileo
I Discorsi di Galileo

Ci sono tre interlocutori

Salviati: Galileo anziano Sagredo: Galileo da uomo, che propone punti di vista che Galileo ha ormai rigettato Simplicio: Galileo da giovane, istruito dagli altri due

Sono organizzati su 4 giornate (una quinta fu aggiunta postuma nel 1644)

Nella 3 a e nella 4 a si tratta di una nuova scienza meccanica (pre-newtoniana) Nella 2 a si tratta di problemi strutturali.

Problemi di scala
Problemi di scala

I ragionamenti di Salviati si scagliano contro il comune pensare dell’epoca, ancora basato sull’impostazione medievale del costruire in base a regole di proporzioni

Se una cattedrale era stabile, lo sarebbe stata anche se costruita più grande di 2 o 10 volte.

stata anche se costruita più grande di 2 o 10 volte. Queste ossa corrispondono a due

Queste ossa corrispondono a due animali, uno dei quali è tre volte in grandezza l’altro. I pesi sono dunque in rapporto 27 a 1. La larghezza del secondo è necessaria se devono avere medesima resistenza.

Problemi di scala
Problemi di scala

Salviati dice allora:

“Dunque, Sagredo, dacci la tua opinione per la quale strutture dello stesso materiale e aventi esattamente le stesse proporzioni fra le parti saranno egualmente disposte a resistere a forze esterne. Perché può essere dimostrato matematicamente che i corpi più grandi sono sempre proporzionalmente meno resistenti di quelli più piccoli.”

Come lo dimostrereste?

Problemi di scala
Problemi di scala

Se considero due blocchi, uno con dimensioni doppie dell’altro, soggetti al proprio peso, ho:

Area di base = A Altezza = h Peso N = A·h·γ Pressione alla base σ = N/A = h·γ

Peso N = A·h· γ Pressione alla base σ = N/A = h· γ Area di
Peso N = A·h· γ Pressione alla base σ = N/A = h· γ Area di

Area di base = 4A Altezza = 2h Peso N = 4A·2h·γ Pressione alla base σ = N/4A = 2h·γ

La resistenza delle travi
La resistenza delle travi

Salviati immagina una trave in legno con una estremità incastrata in una parete in muratura La trave lavora a mensola Se si aumenta la lunghezza dello sbalzo, la trave raggiungerà la rottura Bisogna però conoscere la resistenza “assoluta” del materiale.

dello sbalzo, la trave raggiungerà la rottura Bisogna però conoscere la resistenza “assoluta” del materiale.
Il problema di Galileo
Il problema di Galileo

Galileo affronta allora il problema della forza di rottura (resistenza) delle travi

Il test rappresentato forse non è mai stato eseguito (perché?)

Definisce il concetto di tensione σ

E’ una forza per unità di superficie Non è una grandezza misurabile La forza invece lo è.

di tensione σ E’ una forza per unità di superficie Non è una grandezza misurabile La

Il problema di Galileo e la legge di Hooke

Il problema di Galileo e la legge di Hooke Un’altra grandezza misurabile è l’abbassamento Dividendolo per

Un’altra grandezza misurabile è l’abbassamento Dividendolo per la lunghezza si ottiene la deformazione ε Hooke individua proporzionalità fra tensioni e deformazioni

σ = E ε

La costante di proporzionalità E è il modulo di Young.

proporzionalità fra tensioni e deformazioni σ = E ε La costante di proporzionalità E è il
La resistenza delle travi
La resistenza delle travi

Salviati sostiene quindi che all’incastro la mensola raggiungerà la sua resistenza “assoluta” a trazione Dimostra allora che il momento resistente è pari alla forza corrispondente a tale resistenza, moltiplicata per metà altezza della trave.

il momento resistente è pari alla forza corrispondente a tale resistenza, moltiplicata per metà altezza della
La resistenza delle travi
La resistenza delle travi

La trave raggiunge una situazione in cui tutta la resistenza viene mobilitata A questa corrisponde una risultante S, posizionata a metà altezza La risultante S sostiene la trave rispetto al ribaltamento attorno al punto B Per il calcolo di W Galileo usò il principio della leva.

la trave rispetto al ribaltamento attorno al punto B Per il calcolo di W Galileo usò

La resistenza delle travi secondo Galileo

La resistenza delle travi secondo Galileo Chiamando f il limite di resistenza del materiale: h f

Chiamando f il limite di resistenza del materiale:

h

f T = f ·b ·h h/2 b
f
T = f ·b ·h
h/2
b

MM RR = T ·h/2 = ( f ·b ·h) ·h/2 == ½½ ff ··bb ··hh 22

E’ il momento resistente della sezione di incastro secondo Galileo

La resistenza delle travi
La resistenza delle travi

Galileo raggiunge dunque il risultato corretto che la resistenza di una trave è proporzionale alla sua larghezza ed al quadrato dell’altezza Però il coefficiente di proporzionalità di ½ non è corretto

L’idea che tutte le fibre si attivino raggiungendo la tensione di rottura è in genere sbagliata.

½ non è corretto L’idea che tutte le fibre si attivino raggiungendo la tensione di rottura
La teoria di Mariotte
La teoria di Mariotte

Mariotte nel 1686 ipotizzò una distribuzione lineare delle tensioni nella sezione d’incastro della trave

Galileo (tutti i pesi sono uguali)

nella sezione d’incastro della trave Galileo (tutti i pesi sono uguali) Mariotte (i pesi variano con

Mariotte (i pesi variano con la distanza)

nella sezione d’incastro della trave Galileo (tutti i pesi sono uguali) Mariotte (i pesi variano con

La resistenza delle travi secondo Mariotte

La resistenza delle travi secondo Mariotte Chiamando f il limite di resistenza del materiale: h f

Chiamando f il limite di resistenza del materiale:

h

f T = ½ f ·b ·h 2h/3 b
f
T = ½ f ·b ·h
2h/3
b

MM RR = T ·2h/3 = f ·b·h) ·2h/3 == ff ··bb ··hh 22

E’ il momento resistente della sezione di incastro secondo Mariotte

La resistenza delle travi secondo Mariotte 2

La resistenza delle travi secondo Mariotte 2 Mariotte si accorse però che il caso precedente non

Mariotte si accorse però che il caso precedente non rispettava l’equilibrio alla traslazione lungo l’asse della trave Ipotizzò allora una distribuzione a farfalla, (C), avente risultante nulla Purtroppo fece un errore aritmetico nei calcoli e abbandonò l’idea Finalmente Parent nel 1713 trovò la soluzione esatta.

fece un errore aritmetico nei calcoli e abbandonò l’idea Finalmente Parent nel 1713 trovò la soluzione

La resistenza delle travi secondo Mariotte 2

La resistenza delle travi secondo Mariotte 2 Chiamando f il limite di resistenza del materiale: f

Chiamando f il limite di resistenza del materiale:

f T = ½ f ·b ·h/2 ⅔h h C = T b
f
T = ½ f ·b ·h/2
⅔h
h
C = T
b

MM RR = T · h = f ·b·h) · h == ff ··bb ··hh 22 /6/6

E’ il momento resistente della sezione di incastro secondo Mariotte 2

La resistenza delle travi secondo il calcolo plastico

La resistenza delle travi secondo il calcolo plastico Chiamando f il limite di resistenza del materiale:

Chiamando f il limite di resistenza del materiale:

h

f

b
b

T = f ·b ·h/2

limite di resistenza del materiale: h f b T = f ·b ·h/2 h/2 C =

h/2

di resistenza del materiale: h f b T = f ·b ·h/2 h/2 C = T

C = T

MM RR = T ·h/2 = ( f ·b ·h/2) ·h/2 == ¼¼ ff ··bb ··hh 22

E’ il momento resistente della sezione di incastro secondo il calcolo plastico

La resistenza delle travi
La resistenza delle travi

L’errore di calcolo di Galileo non impedì però di svolgere considerazioni sulla resistenza relativa delle travi

Qual è quella più resistente?

non impedì però di svolgere considerazioni sulla resistenza relativa delle travi Qual è quella più resistente?

La resistenza delle travi e la sicurezza

La resistenza delle travi e la sicurezza La teoria di Mariotte/Parent divenne la teoria di Coulomb

La teoria di Mariotte/Parent divenne la teoria di Coulomb

Parent pubblicò su libri inaccessibili, mentre Coulomb pubblicò all’Académie

Presto divenne la teoria di Navier/Coulomb quando Navier nel 1826 pubblicò i suoi appunti delle lezioni, corretti e integrati nel 1864 da de Saint-Venant

Navier introdusse il concetto di sicurezza per cui la massima tensione doveva essere inferiore a quella di rottura e quindi il comportamento elastico.

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Breve introduzione Architetti e ingegneri Teorie “pre-scientifiche” Archi, cupole e volte Tensioni e deformazioni Flessione e svergolamento La Teoria delle Strutture Il Calcolo Plastico

Il calcolo plastico
Il calcolo plastico
Il calcolo plastico