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2/6/2017 Modellare i tiranti nel tuo modello di calcolo: il modo corretto

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Modellare i tiranti nel tuo software di


calcolo: ecco il modo CORRETTO
Marco D.P. / 16 novembre 2015

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Nell’articolo  di  oggi  voglio  parlarti  di  come  modellare  correttamente  i  tiranti  in  acciaio  nel  tuo
software  di  calcolo  strutturale.  Se  pensi  che  per  modellare  un  tirante  sia  sufficiente  creare  un’asta
fra  due  nodi  ed  assegnargli  la  sezione  adeguata,  ti  sbagli.  Continua  a  leggere  quest’articolo  per
scoprire come modellare correttamente i tiranti senza commettere errori.

I  tiranti  vengono  usati  nelle  strutture  metalliche  per  assorbire  gli  sforzi  di  trazione.  Vengono
realizzati  con  cavi  d’acciaio  oppure  con  aste  molto  snelle.  Nel  caso  di  compressione  non  danno
alcun contributo sia che si tratti di cavi che di aste.

I  tiranti  lavorano  solo  in  trazione  perchè  quando  sollecitati  a  compressione  si  instabilizzano  (a
proposito  di  instabilità,  te  ne  parlo  questo  articolo),  diventando  incapaci  di  assorbire  sforzi  di
compressione.  Differente  è  il  caso  delle  travature  reticolari,  dove  le  aste  sono  progettate  per
assorbire  anche  le  forze  di  compressione.  Le  aste  delle  travature  reticolari  possono  essere  allo
stesso tempo sia puntoni che tiranti a seconda delle sollecitazioni che assorbono (trazione ­> tiranti,
compressione ­> puntoni).

I tiranti trovano largo uso nelle strutture metalliche. Possono essere messi in opera scarichi oppure
con una pretensione iniziale. Possono essere usati nei seguenti casi:

Controventi di falda nelle coperture di strutture metalliche;
Controventi di parete per i telai che devono resistere alle azioni orizzontali;
Capriate in acciaio o legno;
Strutture in muratura per assorbire la spinta fuori piano per ribaltamento delle pareti o per
assorbire la spinta degli archi.

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2/6/2017 Modellare i tiranti nel tuo modello di calcolo: il modo corretto
Il primo passaggio fondamentale ovviamente è creare l’asta che collega i nodi del nostro modello in
modo da riprodurre il comportamento reale della struttura. All’asta creata assegniamo il materiale  e
la sezione adeguata del tirante. Fin qui tutto semplice, nulla di diverso da ciò che ci aspetteremmo.

E’  giunto  il  momento  del  punto  chiave  di  quest’articolo:  come  faccio  a  modellare  i  tiranti  nel  mio
software  di  calcolo  strutturale?  Per  modellare  correttamente  i  tiranti  ti  consiglio  di  seguire  questi
cinque semplici passaggi:

1. Assegna i vincoli corretti


Una volta creato il tirante assegna i vincoli a cerniera alle sue estremità in modo tale che il tirante
lavori  solo  a  trazione  e  compressione.  Ti  consiglio  di  assegnare  il  vincolo  cerniera  in  modo  da
consentire  le  rotazioni  intorno  ad  entrambi  gli  assi  locali  normali  all’asse  dell’asta.  Facendo  ciò
eviterai  di  vedere  strane  deformazioni  per  i  tiranti  che  appartengono  ad  un  piano  inclinato  quando
visualizzi  la  configurazione  deformata  del  modello,  come  per  esempio  i  controventi  di  falda  in
copertura.

I  tiranti  sono  aste  dalle  sezioni  molto  ridotte,  hanno  bassissima  rigidezza  flessionale.  Una
piccolissima rotazione del nodo di estremità nel piano che non appartiene alla parete o alla falda in
cui  giace  il  tirante,  è  causa  di  elevate  deformazioni  flessionali  fuori  piano.  Se  non  assegni  una
doppia  cerniera,  nella  configurazione  deformata  del  modello  vedrai  elevati  spostamenti.  Ciò  può
essere  un  problema  perchè  andrebbe  a  falsare  la  scala  cromatica  degli  spostamenti  se  il
tuo software ne è dotato.

Ti  faccio  un  esempio  pratico:  immagina  che  per  azioni  orizzontali  lo  spostamento  massimo  della
struttura sia di 10 mm. Se il nodo a cui è collegato il tirante manifesta una rotazione nel piano in cui
l’asta  non  è  incernierata,  si  possono  avere  spostamenti  del  tirante  10  o  anche  100  volte  superiori.
Quando  visualizzerai  la  scala  cromatica  per  le  deformazioni  del  modello,  se  il  colore  rosso
corrisponde  al  massimo  spostamento  lo  vedrai  in  corrispondenza  dei  tiranti,  anche  se  in  realtà
quello spostamento non esiste, e non percepirai gli spostamenti reali della struttura.

2. Evita le deformazioni per peso proprio


I  vincoli  a  cerniera  alle  estremità  dei  tiranti  combinati  con  la  bassissima  rigidezza  flessionale  dei
tiranti  per  effetto  delle  sezioni  molto  ridotte  danno  vita  a  deformazioni  per  effetto  del  peso  proprio
molto accentuate. Anche in questo caso le elevate deformazioni vanno a falsare la scala cromatica
delle  deformazioni  oltre  che  dare  uno  strano  impatto  nella  visualizzazione  della  configurazione
deformata. Come evitare questo problema? La soluzione è semplice: assegna all’asta un materiale
con  peso  proprio  nullo.  In  questo  modo  le  deformazioni  per  peso  proprio  saranno  nulle.  L’errore
che  commetterai  nel  trascurare  il  peso  proprio  dei  tiranti  della  tua  struttura  è  del  tutto  trascurabile
rispetto al peso complessivo dell’intera struttura.

Modello di esempio: parete di controvento con due tiranti

Deformazione dei tiranti per effetto del peso proprio

3. Assegna la pretensione con questo escamotage

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2/6/2017 Modellare i tiranti nel tuo modello di calcolo: il modo corretto
Se abbiamo previsto che il nostro tirante abbia una pretensone iniziale, come faccio ad assegnarla
all’asta  del  mio  modello  di  calcolo?  Il  modo  più  semplice  per  farlo  è  assegnare  una  variazione  di
temperatura DeltaT negativa all’asta del tirante. Il DeltaT provocherà un accorciamento dell’asta e
di  conseguenza  uno  sforzo  di  trazione  all’interno  del  tirante.  Per  sapere  che  valore  di  DeltaT
applicare puoi usare la formula che ti riporto di seguito:

DeltaT = N / (alfa * E * A)

DeltaT è la variazione termica da assegnare all’asta del tirante. DeltaT sarà negativo in
quanto per avere trazione nel tirante bisogna avere un accorciamento dell’asta.
N è lo sforzo di trazione che vogliamo imporre
alfa è il coefficiente di dilatazione termica dell’acciaio e vale 12*10E­6  [1/°C]
E è il modulo elastico dell’acciaio
A è la sezione del tirante

A  questo  punto  ci  si  potrebbe  domandare:  perchè  l’effetto  della  pretensione  non  evita  le
deformazioni del peso proprio  di cui ti ho parlato nel punto 2 come accade nella realtà? La risposta
è semplice: ricorda che nell’analisi lineare delle strutture vale il principio di sovrapposizione  degli
effetti,  avremo  una  configurazione  deformata  per  effetto  del  peso  propio  a  cui  si  va  a  sovrapporre
l’allungamento  dell’asta  per  effetto  della  trazione.  Queste  deformazioni  non  interagiscono  fra  loro
nell’analisi  lineare.  Ecco  perchè  nonostante  la  pretensione  avremo  delle  deformazioni  dovute  al
peso proprio e l’unico modo per evitarle è seguire il punto 3 di cui ti ho parlato sopra.

4. Assegna la giusta rigidezza ai controventi: usa questo


trucchetto.
Quando eseguiamo un’analisi lineare non è possibile modellare correttamente il comportamento dei
tiranti facendo in modo che questi reagiscano solo a trazione. Nel modello di calcolo il tirante darà
un  contributo  anche  se  sollecitato  a  compressione.  In  realtà  ciò  non  accade  perchè  il  tirante
compresso  come  già  detto  si  instabilizza  ed  è  come  se  non  ci  fosse.  Come  fare  per  riprodurre
questo  comportamento?  Una  soluzione  è  quella  di  creare  nel  software  di  calcolo  un  materiale
acciaio ad­hoc da assegnare solo ai tiranti. Questo materiale avrà un modulo elastico dimezzato.
In questo modo è come se lavorasse un solo tirante in termini di rigidezza estensionale nonostante
ce ne siano due.

Qui  sotto  ti  riporto  un  esempio  pratico  per  dimostrarti  quanto  detto  sopra.  Le  immagini  si
riferiscono  ad  un  modello  molto  semplice:  una  parete  di  controvento  caricata  con  una  forza
orizzontale. Puoi vedere un confronto fra il modello di sinistra dove sono presenti entrambi i tiranti e
il modello di destra dove è presente solo il tirante teso.

Parete di controvento caricata con forze orizzontali: a sinistra lavorano
entrambi i tiranti, a destra lavora solo il tirante in trazione

Nell’immagine sotto ti riporto gli spostamenti dei due telai di controvento. Il telaio di sinistra sarà
più rigido, in quanto manifesta un spostamento laterale minore. Ciò è dovuto alla presenza del
tirante compresso che nella realtà non dà alcun contributo.

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2/6/2017 Modellare i tiranti nel tuo modello di calcolo: il modo corretto

Differenza di rigidezza fra i due casi: il tirante compresso rende meno deformabile la
parete di controvento, ma nella realtà il suo contributo è nullo perchè si instabilizza

In quest’ultima immagine ho utilizzato la procedura consigliata in questo punto per simulare il caso
in  cui  reagisce  solo  il  tirante  teso.  I  tiranti  del  modello  di  sinistra  hanno  un  modulo  elastico
dimezzato rispetto al caso del telaio di destra. Questa volta gli spostamenti che manifestano i due
telai sono quasi identici.

Nel modello di sinistra ai tiranti è stato assegnato un materiale con modulo elastico
ridotto.

5. Usa le corrette sollecitazioni per verificare un tirante


Quando  eseguiamo  la  verifica  dei  tiranti  bisognerà  raddoppiare  le  sollecitazioni  nel  tirante  teso
prima  di  procedere  con  la  verifica.  Nella  realtà  il  tirante  compresso  non  assorbirà  sforzi  di
compressione a causa dell’instabilità.

Se il nostro software ci consente di inserire un fattore di amplificazione per le sollecitazioni di alcuni
elementi  possiamo  automatizzare  la  verifica,  altrimenti  possiamo  eseguirla  manualmente
raddoppiando lo sforzo normale sollecitante dei tiranti tesi.

Verificare  i  tiranti  con  calcoli  manuali  è  molto  semplice,  è  sufficiente  individuare  l’elemento  più
sollecitato, raddoppiare la sollecitazione ed eseguire una verifica a trazione semplice.

Conclusioni
Seguendo i cinque passaggi di questo post modellerai correttamente la tua struttura nel caso in cui
sia dotata di tiranti metallici.  Ti  è  già  capitato  di  modellare  strutture  con  tiranti  nel  tuo  software  di
calcolo? Hai trovato utili questi consigli? Fammelo sapere lasciando un commento qui sotto.

Al prossimo articolo.

Marco.

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AGOSTINO • 2 anni fa
Le informazioni risultano molto chiare....sicuramente mi sarà utile. Grazie Marco
△   ▽ • Rispondi • Condividi ›

Marco  Mod   > AGOSTINO •  2 anni fa

Ciao Agostino,

grazie del commento ;)

Marco.
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