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Universit di Roma La Sapienza

Corso di Laurea Specialistica in Informatica

Reti Avanzate e sviluppo e


ottimizzazione di sistemi wireless
(lezione introduttiva congiunta)
Dott.ssa Chiara Petrioli
a.a 2006/2007
Si ringraziano per questo materiale Il Prof. Antonio Capone, Politecnico di
Milano e il Prof. Giuseppe Bianchi, Universita di Tor Vergata

Universit di Roma La Sapienza


Corso di Laurea Specialistica in Informatica

1 - Introduzione al corso

Reti Avanzate

Il docente

Dott.ssa Chiara Petrioli

Ufficio:
Dip. di Informatica
Via Salaria 113
3 piano
stanza 311
Tel: 06 4991 8354
E-mail: petrioli@di.uniroma1.it
Web page: http://reti.dsi.uniroma1.it/eng/petrioli/bio.html
Web page del corso: http://twiki.di.uniroma1.it , laurea
specialistica, reti avanzate(sara aggiornata a mano a mano)
Orario di ricevimento:
Mercoled 11.30-13.30

Scopo del corso

Fornirvi conoscenze sulla tecnologia ed i


protocolli utilizzati nelle
Ma
Masoprattutto:
soprattutto:

Insegnarvi
Insegnarviaaragionare
ragionaresui
suiproblemi
problemidelle
delle

reti
retiradio
radiomobili;
mobili;
Comprendere
Comprenderequali
qualisiano
sianoalcune
alcunedelle
dellepi
pi
importanti
importantiproblematiche
problematicheche
chedebbono
debbono
essere
essereaffrontate
affrontateper
persviluppare
svilupparei isistemi
sistemidi
di
prossima
prossimagenerazione;
generazione;
Studiare
Studiarealcune
alcunedelle
dellesoluzioni
soluzioniin
incorso
corsodi
di
definizione
definizionenella
nellacomunit
comunitscientifica;
scientifica;
Insegnarvi
Insegnarvilelemetodologie
metodologiecon
concui
cuisisi
sviluppano
sviluppanoeeottimizzano
ottimizzanoi isistemi
sistemiradio
radio

Prerequisiti:
Prerequisiti:calcolo
calcolodelle
delleprobabilit
probabilitoo
sistemi
sistemimulticomponenti
multicomponenti++Architettura
Architetturadi
di4
Internet
InternetooReti
Reti11

Scenario di riferimento ad oggi

4G Scenario

Ad Hoc access
(BT-IEEE 802.15)

WIMAX

INTERNET

Ambient
intelligence
Hotspot
802.11

AP

PLMN

MAR : Mobility Aware Router


: Mobile Client
: Mobile Client issuing handover

MAR

Session Handover
i

MAR

: MAR coverage area


: wireless cell
j

Wireless
Access Point

MC

IDx

Wireless cell

MAR

Coverage Area

MAR

Coverage Area

Scenario di riferimento ad oggi-RA

4G Scenario

Ad Hoc access
(BT-IEEE 802.15)

Hotspot
802.11

WIMAX
-Introduzione alle reti radiomobili
-sistemi cellulari di seconda e terza
INTERNET
generazione
-Come pianificare unAmbient
sistema cellulare
intelligence
(valutazione delle prestazioni)
-Reti ad hoc 802.11

AP

PLMN

MAR : Mobility Aware Router


: Mobile Client
: Mobile Client issuing handover

MAR

Session Handover
i

MAR

: MAR coverage area


: wireless cell
j

Wireless
Access Point

MC

IDx

Wireless cell

MAR

Coverage Area

MAR

Coverage Area

Scenario di riferimento ad oggi-Sviluppo


e ottimizzazione di sistemi wireless

4G Scenario

Ad Hoc access
(BT-IEEE 802.15)

WIMAX

INTERNET

Ambient
intelligence
Hotspot
802.11

AP

PLMN

MAR : Mobility Aware Router

-Tecnologie emergenti: personal area networks,


WiFi e Mesh networks, WIMAX,reti di sensori
-Gestione di reti wireless eterogenee
-Tecniche di ottimizzazione
-Simulazione di rete e sviluppo di protocolli di
3
7
rete su dispositivi embedded (ambient intelligence)
: Mobile Client

: Mobile Client issuing handover

MAR

Session Handover

MAR

: MAR coverage area


: wireless cell

Wireless

Access Point

MC

IDx

Wireless cell

MAR

Coverage Area

MAR

Coverage Area

Programma e materiale didattico


Reti Avanzate

Programma del corso


Introduzione alle reti radio mobili
Testo: P.M.Shankar Introduction to Wireless Systems, Wiley
2002, cap. 2 e 4
Sistemi cellulari: GSM (cenni a GPRS/UMTS)
Testo di consultazione: Bertazioli, Favalli GSM-GPRS
seconda edizione, Hoepli informatica 2002, cap 5-11.
Valutazione delle prestazioni delle reti
Su appunti del corso tenuto dal docente
Prof. Francesco Lo Presti
Universita di Roma Tor Vergata
8

Programma e materiale didattico

Programma del corso


Reti Ad Hoc
Testo: articoli forniti dal docente e disponibili sul
web/scaricabili dalle digital libraries a cui La
Sapienza e abbonata

Programma e materiale didattico


Sviluppo e ottimizzazione di
sistemi wireless

Testo: articoli forniti dal


docente, lucidi del docente

Programma del corso


Ambient Intelligence: Reti di sensori.
Reti di sensori terrestri e sottomarine

Personal Area Networks (Bluetooth, IEEE 802.15.x,


Wimedia)

Ottimizzazione di reti wireless

WiMax (seminari Dott. Vitaletti)

Gestione reti wireless eterogenee

WiFi e Mesh networks (Dott.ssa Tinnirello)

TCP in reti wireless (Dott. Lo Presti, Dott.ssa Gaia


Maselli)

Simulazione e implementazione in dispositivi


embedded (in laboratorio, Dott. Vitaletti, Dott.
Mastrogiovanni)

10

Materiale didattico

Capitoli dei libri consigliati


Lucidi del corso (per alcune lezioni) /appunti
del corso
Articoli di approfondimento indicati durante il
corso (alcuni argomenti trattati solo sugli
articoli)
fortemente consigliato seguire
Informazioni aggiornate saranno disponibili sul
sito web. Consultatelo frequentemente
Mailing list del corso
fatemi avere i vostri indirizzi e-mail

11

Modalit desame

Modalit desame standard (RA)


Scritto (con domande di sbarramento) +
progetto di valutazione delle prestazioni
Tre (?) esoneri (sulle varie parti del
programma)
Modalit desame Sviluppo e ottimizzazione
sistemi wireless. Tesina (se preferite orale).

12

Calendario delle lezioni tentativo (1/2)


Reti Avanzate

Introduzione alle reti radiomobili (1 e 2


settimana)
Valutazione delle prestazioni (2 lezioni a
settimana dalla seconda settimana di ottobre a
fine ottobre)
Sistemi cellulari di seconda e terza generazione
(3 e 4 settimana di ottobre)
reti ad hoc 1 di novembre.

13

Calendario delle lezioni tentativo (2/2)


Sviluppo e ottimizzazione di sistemi wireless
(1 settimana comincia il 13 novembre)

1 e 2 settimana di novembre (dopo


linterruzione) reti di sensori, Wimax, Hiperlan
A fine ottobre/inizio novembre recupero il
luned PAN
3 settimana WiFi e Mesh networks
4 settimana TCP in wireless o in alternativa
gestione di reti wireless eterogenee
5 e 6 settimana simulazione e
implementazione su dispositivi embedded (ore
anche in laboratorio per provare quello che
avrete visto a lezione)
14

Una semplice statistica

Quanti di voi sono iscritti alla laurea specialistica?


Quanti alla laurea quinquennale
quarto anno
quinto anno
Quanti alla laurea triennale?
In tutto
Quanti di voi devono ancora superare esami
propedeutici al corso?
Quanti di voi vengono da un diverso corso di
laurea/da unaltra universit?
15

Status del corso

Dalla valutazione dellanno scorso gli studenti avevano


richiesto di sdoppiare il corso
In modo da includere argomenti interessanti su reti
radiomobili (WIMAX/WIFI + ancora piu di ricerca)
ed in modo da rednere piu gestibile il corso
proposto al CCL ma per il questo anno non sono
stati attivati nuovi corsi
Possibile solo aprire una attivit complementare
(sviluppo e ottimizzazione dei sistemi wireless)

Dal prossimo anno RA dovrebbe essere sdoppiato in


due corsi (con il programma di RA e Sviluppo e
ottimizzazione dei sistemi wireless)
16

UniRM

17

Universit di Roma La Sapienza


Corso di Laurea Specialistica in Informatica

Introduzione alle Reti Radiomobili


Scenario di riferimento
Diversi modelli di reti radio mobili e breve
storia delle reti radiomobili
Caratteristiche delle reti radiomobili

Errori nella trasmissione


Risorse (banda/energia) limitate
Medium Access Control
Gestione della mobilit

Reti Avanzate

Reti Wireless

Lunica differenza sembra


consistere nel mezzo
trasmissivo radio, eppure:
Le particolari
caratteristiche del mezzo
hanno un grosso impatto
sulle caratteristiche del
sistema
le reti wireless consentono
agli utenti di muoversi e
gestiscono automaticamante
la loro mobilit

Meglio
Megliowireless
wirelessoo
wired?
wired?

wireless

wired

19

Caratteristiche

Il mezzo radio un mezzo intrinsecamente


broadcast (la trasmissione di un terminale
ascoltabile da tutti gli altri)
Il mezzo radio un mezzo condiviso
necessit di protocolli di Medium Access Control
(MAC)
Risorse limitate
Probabilit di errore nella trasmissione elevata
Mobilit dei nodi rende pi difficile la progettazione
di protocolli
Dispositivi portatili fanno affidamento su sorgenti
di energia esterne (batterie) per comunicare
necessit di protocolli a basso consumo energetico
20

Architettura di una rete radio


(rete cellulare)
rete di trasporto
wired

rete daccesso
wireless

21

Modelli di Reti Wireless

1) Reti con punto di accesso fisso (cellulari)

Rete
Retefissa
fissa

Solo collegamenti
terminale mobile
punto di accesso fisso 22

Reti Wireless

2) Reti wireless ad-hoc (Wireless LAN)

Anche
collegamenti
mobile- mobile
nella modalit
multi-hop i
mobile hanno
funzionalit di
inoltro dei
pacchetti
23

Scenario di riferimento ad oggi

4G Scenario

Ad Hoc access
(BT-IEEE 802.15)

WIMAX

INTERNET

Ambient
intelligence
Hotspot
802.11

AP

PLMN

MAR : Mobility Aware Router


: Mobile Client
: Mobile Client issuing handover

MAR

Session Handover
i

MAR

: MAR coverage area


: wireless cell
j

Wireless
Access Point

MC

IDx

Wireless cell

MAR

Coverage Area

MAR

Coverage Area

24

Penetrazione dellaccesso wireless e


dellaccesso a Internet

Telefoni cellulari: circa 2 miliardi


Connessione a Internet: circa 1 miliardo di persone

No. America
Europe
Asia

WORLDWIDE

Wireless
70%
75%
18%

Internet
70%
40%
9%
30%

15%

Riferimenti: a) GSM Association


b) CDMA Development Group
c) Internetworldstats.com

Da: Keynote speech Dr. Andrew Viterbi, ACM MobiCom 2006

25

Organizzazione della prima parte del corso

Partiamo dai sistemi cellulari

Capendo come le caratteristiche dei sistemi radiomobili


richiedano di disegnare protocolli che tengano conto
dellalta probabilita derrore, del fatto che il mezzo sia
condiviso etc.

Vedremo poi come limpatto delle caratteristiche delle reti


radio impongano ulteriori vincoli e richiedano soluzioni
diverse quando si vuole sviluppare un sistema per reti ad hoc

26

27

Cenni storici:
Motivazioni dei sistemi cellulari/delle reti radio

Lo scopo primario di un sistema radiomobile


di rendere possibile una connessione anytime,
anywhere (collegamento tra utenti mobili, tra
utenti mobili e rete fissa .)
Il mercato ha avuto un forte sviluppo negli anni
80 e la domanda ancora in rapida ascesa.

28

Cenni storici:
Prima Generazione (1G)

AMPS: Advanced Mobile Phone Service


D

standard U.S.A. (EIA-553); banda intorno agli 800


MHz, 30KHz per canale, 45KHz separazione
downlik/uplink
diffusione: Americhe, Oriente

DTACS:
D

Total Access Communications System

standard sviluppato nel Regno Unito; banda intorno


ai 900 MHz, un adattamento dello standard
AMPS
diffusione: Europa (Italia)

NMT: Northern Mobile Telephone System


D

standard scandinavo, indipendente da AMPS e


TACS; bande intorno ai 450 e ai 900 MHz;
diffusione: Europa del Nord

29

Cenni storici:
Prima Generazione (1G)

AMPS: Advanced Mobile Phone Service

standard U.S.A. (EIA-553); banda intorno agli 800


MHz, 30KHz per canale, 45KHz separazione
downlik/uplink Uplink: trasmissione da terminale
mobileOriente
a base station
D diffusione: Americhe,
Downlink:
trasmissione daSystem
base
DTACS: Total Access
Communications
station
terminale
mobile
D standard sviluppato
nel aRegno
Unito;
banda intorno
ai 900 MHz, un adattamento dello standard
AMPS
D diffusione: Europa (Italia)
D

NMT: Northern Mobile Telephone System


D

standard scandinavo, indipendente da AMPS e


TACS; bande intorno ai 450 e ai 900 MHz;
diffusione: Europa del Nord

30

Cenni storici:
Verso la Seconda Generazione
Sistemi analogici:

bassa capacit
scarsa qualit del servizio
numero di servizi limitato
alti costi delle apparecchiature
problemi di interoperabilit tra sistemi diversi

Sistemi digitali (2G-fine anni 80)

Integrazioni di servizi diversi


Maggiore robustezza allinterferenza
Maggiore capacit (codifiche voce efficienti)
Sicurezza

31

Cenni storici:

1982 Groupe Special Mobile del CEPT (conferenza


europea della amministrazioni delle poste e delle
comunicazioni) comincia lo sviluppo di un
sistema cellulare digitale e pan-europeo
1989 Il gruppo GSM viene trasferito come parte
dellETSI (European Telecommunications
Standard Institute) GSM denominato Global
System for Mobile communications
Vengono creati diversi sottocomitati dellETSI che
si occupano degli aspetti collegati ai servizi, aspetti
aspetti radio, di rete, servizi dati, gestione della
rete, sicurezza, codifica vocale GSM
1992 primi sistemi GSM (94 primi servizi dati)

32

Cenni storici:
Seconda Generazione (2G/2G+)

Nel 92 stato introdotto GSM in Europa con un


successo ed una diffusione enorme (60% del
mercato globale)
D-AMPS e United States Digital Cellular system
IS-95 (CDMA) sono introdotte in USA nella met
degli anni 90 con grande successo (meno del GSM)
Fine anni 90 standardizzazione di reti con accesso
a pacchetto (EDGE, GPRS-General Packet Radio
Service, HCSCD)
Anni 2000 UMTS (Universal Mobile
Telecommunication Systems)e CDMA2000 (3G)
3GPP Third Generation Partnership Project
(derivato da uno dei comitati tecnici del GSM)

33

Cenni storici:
Digital Cellular Systems World-wide

GSM
D-AMPS
Japan Digital
PCS 1900
DCS 1800
CDMA
34

Dati da www.gsmworld.com

Servizi di comunicazione

Una rete cellulare di solito offre due tipi di servizi di


comunicazione
servizio voce
servizio dati
Storicamente le reti cellulari sono nate per il servizio
voce e da questo punto di vista possono essere
semplicemente pensate come una evoluzione delle
reti telefoniche fisse
Il servizio voce offerto (attualmente) in modalit a
commutazione di circuito
Esistono servizi dati sia a commutazione di circuito
che a commutazione di pacchetto (ad. es. GPRS)
35

Requisiti di sistemi radiomobili cellulari


Capacit
possibilit di servire molti utenti

Copertura
garantire un livello di segnale accettabile a un vasto territorio

Qualit
garantire parametri di qualit di comunicazione simili a quelli
delle reti fisse

Flessibilit
possibilit di accedere ai servizi di rete fissa
interoperabilit con sistemi concorrenti

36

Problemi e limitazioni

Scarsit delle risorse radio (numero e qualit)


Gestione della mobilit degli utenti
Estrema variabilit del traffico (difficile
predizione)
Consumo energetico
..

37

Copertura Cellulare

La copertura del territorio ottenuta con stazioni radio base


(base station BS) che offrono accesso radio ai terminali
mobili (Mobile Station MS) nella loro area di servizio,
detta CELLA
Base
Station

Mobile
Station

Cella=Area di copertura
di una BS

Cella

IDEA=
RIUSO delle
frequenze

38

Requisiti di sistemi radiomobili cellulari


Capacit
possibilit di servire molti utenti

Copertura
garantire un livello di segnale accettabile a un vasto territorio

Qualit
garantire parametri di qualit di comunicazione simili a quelli
delle reti fisse

Flessibilit
possibilit di accedere ai servizi di rete fissa
interoperabilit con sistemi concorrenti

39

Rete telefonica Rete cellulare

Cosa
Cosac
cdi
didiverso
diversoin
inuna
unarete
retecellulare
cellulareche
cheoffre
offre
un
unservizio
serviziodi
ditelefonia
telefonia(mobile)?
(mobile)?

Mezzo radio ha banda


Rete daccesso
limitata ed condiviso
canale wireless
tra pi utenti
mezzo trasmissivo condiviso e non dedicato
Centale
telefonica

Doppino
telefonico
Canale
Radio
40

Rete telefonica Rete cellulare

Cosa
Cosac
cdi
didiverso
diversoin
inuna
unarete
retecellulare
cellulareche
cheoffre
offre
un
unservizio
serviziodi
ditelefonia
telefonia(mobile)?
(mobile)?

Codifica della voce


per risparmiare risorse radio si abbandona il
vecchio PCM a 64 Kbit/s e si passa a
codificatori a bassa velocit
13 kb/s (GSM)
Codifica di
sorgente
Mezzo radio ha banda
limitata ed condiviso
tra pi utenti

41

Copertura Cellulare
La copertura del territorio ottenuta con stazioni radio base
(base
station
BS) che offrono accesso radio ai terminali
Mezzo
radio
ha banda
mobili
Station MS) nella loro area di servizio,
limitata
ed (Mobile
condiviso
detta CELLA
tra pi utenti
Base

Station

Mobile
Station

Cella=Area di copertura
di una BS

Cella

IDEA=
RIUSO delle
frequenze

42

Rete telefonica Rete cellulare

Cosa
Cosac
cdi
didiverso
diversoin
inuna
unarete
retecellulare
cellulareche
cheoffre
offre
un
unservizio
serviziodi
ditelefonia
telefonia(mobile)?
(mobile)?

Scarsita delle risorse (mezzo condiviso)


Riuso delle risorse (esempio: concetto di riuso delle
frequenze)
Ammissione delle chiamate solo se sufficienti risorse

Le stesse frequenze
possono essere
riutilizzate se le
trasmissioni non
43
interferiscono

Rete Cellulare

La rete cellulare costituita anche da una parte fissa


che gestisce tutti i servizi di comunicazione e la mobilit
degli utenti
Esempio: set up chiamata, gestione mobilit
Base
Station

Mobile
Station

PLMN
Public Land Mobile Network

Accesso Radio
44

Rete Cellulare

La rete cellulare costituita anche da una parte fissa


che gestisce tutti i servizi di comunicazione e la mobilit
degli utenti
Esempio: set up chiamata, gestione mobilit
Base
Station

PLMN
Public Land Mobile Network

Un messaggio inviato pu essere


ascoltato da tutti i dispositivi nel
raggio trasmissivo del sender
Problematiche
di sicurezza:
Mobile
Station
-autenticazione
(lutente che accede
al Radio
Accesso
servizio ha il diritto di farlo?)
-cifratura (per proteggere la confidenzialit
dei dati trasmessi)

45

Rete Cellulare

La rete cellulare costituita anche da una parte fissa


che gestisce tutti i servizi di comunicazione e la mobilit
degli utenti
Esempio: set up chiamata, gestione mobilit
Base
Station

PLMN
Public Land Mobile Network

Come siMobile
allocano le risorse per una
Station
Accesso Radio
chiamata? Come si decide quale
chiamata deve essere accettata e quale
rifiutata nel caso di risorse radio limitate?

46

Rete Cellulare

La rete cellulare costituita anche da una parte fissa


che gestisce tutti i servizi di comunicazione e la mobilit
degli utenti
Esempio: set up chiamata, gestione mobilit
Base
Station

Mobile
Station

PLMN
Public Land Mobile Network

Come faccio a sapere dove si trova un utente


(e quindi come istradare una chiamata verso
di lui?)
Accesso Radio
Come faccio a mantenere attiva una chiamata
nel caso in cui il movimento di un utente in
Conversazione gli faccia cambiare cella?

47

Rete telefonica Rete cellulare

Cosa
Cosac
cdi
didiverso
diversoin
inuna
unarete
retecellulare
cellulareche
cheoffre
offre
un
unservizio
serviziodi
ditelefonia
telefonia(mobile)?
(mobile)?

Mobilit degli utenti


mobilit in stand-by
mobilit in conversazione
cambio del
punto di
accesso alla
rete

48

Rete telefonica Rete cellulare

Cosa
Cosac
cdi
didiverso
diversoin
inuna
unarete
retecellulare
cellulareche
cheoffre
offre
un
unservizio
serviziodi
ditelefonia
telefonia(mobile)?
(mobile)?

Errori frequenti nella trasmissione


Attenuazione, riflessione, Interferenze
rifrazione,diffrazione del segnale
multipath fading
100110

vedremo piu avanti

pacchetto
ricevuto
Canale
Radio

100100

pacchetto
trasmesso

49

Rete telefonica Rete cellulare

Cosa
Cosac
cdi
didiverso
diversoin
inuna
unarete
retecellulare
cellulareche
cheoffre
offre
un
unservizio
serviziodi
ditelefonia
telefonia(mobile)?
(mobile)?

Dispositivi portatili hanno bisogno di far affidamento su risorse di


energia esterne (ad esempio batterie) per il loro funzionamento
Necessario minimizzare il consumo energetico (soprattutto
dellinterfaccia radionecessario per tx/rx pacchetti)

Help!
No energy!!

50

Reti Wireless

2) Reti wireless ad-hoc (Wireless LAN)

Anche
collegamenti
mobile- mobile
nella modalit
multi-hop i
mobile hanno
funzionalit di
inoltro dei
pacchetti
51

Problematiche nelle reti ad hoc

Il mezzo radio condiviso


necessit di protocolli di
medium access control
52

Problematiche nelle reti ad hoc-MAC


A

B
D

Hidden terminal
Se A e B trasmettono un pacchetto si
verifica una collisione in D di cui n A
n B possono accorgersi direttamente
53

Problematiche nelle reti ad hoc


A

Mezzo radio ha una banda


limitata, probabilit di errori
nella trasmissione sul mezzo
fisico elevata (stesse
problematiche che nel caso
cellulare, magari con sol. diverse)
54

Problematiche nelle reti ad hoc


A

Problematica unica di queste reti:

Come si istradano i pacchetti


da A a B (routing?)

55

Problematiche nelle reti ad hoc


A

Problematica unica di queste reti:

Come si istradano i pacchetti


da A a B (routing?)

Come gestiamo il route maintenance nel caso


Di mobilit (anche elevata dei nodi ?)

56

Problematiche nelle reti ad hoc

Help!
No energy!!

Scelte che possono minimizzare il


consumo energetico a tutti i livelli
Dello stack protocollare:controllo
di potenza, MAC, data link,
routing

Come istradare i pacchetti


minimizzando il consumo
energetico, tenendo conto
delle diverse energie
residue dei nodi
57

Problematiche nelle reti ad hoc

Non sorprende che il comitato di


standardizzazione delle reti ad
hoc. Il gruppo MANET dellIETF
si occupi essenzialemente di
routing!

58

Alcune definizioni...
Control/data channel
Simplex Systems/Duplex Systems (half and full duplex)
Handoff

59

FINE PRIMA LEZIONE

60

Rete telefonica Rete cellulare

Cosa
Cosac
cdi
didiverso
diversoin
inuna
unarete
retecellulare
cellulareche
cheoffre
offre
un
unservizio
serviziodi
ditelefonia
telefonia(mobile)?
(mobile)?

Analizziamo
Analizziamo adesso
adesso brevemente
brevemente ciascuno
ciascuno di
di
questi
questi aspetti
aspetti
Quelli
Quelli pi
pi legati
legati alle
alle problematiche
problematiche di
di rete
rete
saranno
saranno poi
poi ripresi
ripresi in
in seguito
seguito

canale
canale wireless
wireless

gestione
gestione della
della mobilit
mobilit

mezzo
mezzo condiviso
condiviso

codifica
codifica della
della voce
voce

consumo
consumo energetico
energetico

61

Canale Wireless
risponderemo alla seguente domanda:
-quali sono le ragioni per la presenza di errori nella trasmissione ?

62

Canale wireless

Rispetto ai mezzi cablati il canale radio un


mezzo di trasmissione molto pi inaffidabile
I segnali che si propagano in aria sono soggetti a
fenomeni di:
Attenuazione funzione della distanza tra
trasmettitore e ricevitore
Attenuzione dovuta ad ostacoli
Propagazione per cammini multipli (multipath)

63

Problemi nella propagazione del segnale

Line of sight

Reflection

Shadowing

64

Problemi nella propagazione del segnale


BS

Diffraction

MS

When the surface


encountered has sharp edges
bending the wave

BS

Scattering
When the wave encounters
objects smaller than the
wavelength (vegetation,
clouds, street signs)
65

Attenuazione del segnale


Signal power

Distance BS MS
66

Slow fading fast fading


Signal power
Fast fading
Short term fading
Distance BS MS (m)

slow fading
Long term fading

Distance BS MS (km)
67

The radio spectrum

68

The radio spectrum

69

Attenuation phenomena for millimeter


waves (EHF)

70

Spectrum allocation

71

Attenuazione del segnale


Signal power

Vediamo di comprendere quale la


legge che consente di esprimere
l attenuazione del segnale in funzione
della distanza

Distance BS MS
72

Canale wireless: attenuazione da distanza

Una sorgente puntiforme (isotropic radiator) che


trasmetta un segnale di potenza PT lo irradia in modo
uniforme in tutte le direzioni
distanza d
sorgente

area

La densit di potenza sulla superficie di una sfera


centrata nella sorgente puntiforme e con raggio d data
da:

PT
F=
4d 2

[ W/m ]
73

Esempi di antenne

Graphical representation of radiation properties of an


antenna
Depicted as two-dimensional cross section
y

x
side view (xy-plane)

z
side view (yz-plane)

side view (xy-plane)

top view (xz-plane)

z
side view (yz-plane)

simple
dipole

directed
antenna

top view (xz-plane)


74

Antenna Gain

Isotropic antenna (idealized)


Radiates power equally in all directions (3D)
Real antennas always have directive effects (vertically and/or
horizontally)
Antenna gain
Power output, in a particular direction, compared to that
produced in any direction by a perfect omni-directional
antenna (isotropic antenna)

Directivity D =

power density at a distance d in the direction of maximum radiation


mean power density at a distance d

Gain G =

power density at a distance d in the direction of maximum radiation


PT / 4d 2

Directional antennas point energy in a particular direction


Better received signal strength
Less interference to other receivers
More complex antennas
75

Canale wireless : attenuazione da distanza

Indicando con gT il guadagno massimo abbiamo che la


densit di potenza in tale direzione risulta:

PT gT
F=
4d 2

[ W/m 2 ]

Il prodotto PT gT chiamato EIRP (Effective


Isotropically Radiated Power) e rappresenta la potenza
necessaria con una sorgente isotropica per raggiungere
la stessa densit di una antenna direttiva

76

Canale wireless : attenuazione da distanza

La potenza al ricevitore pu essere espressa come:


PR = PT gT g R

4d

1
L

dove PT rappresenta la potenza irradiata dal


trasmettitore, gT e gR i guadagni delle antenne del
trasmettitore e ricevitore, la lunghezza donda (c/f) e d
la distanza tra trasmettitore e ricevitore. L>1 tiene conto
degli HW losses.
77

Power units - decibel

Decibel (dB): modo di rappresentare in


maniera logaritmica i rapporti tra le potenza

10 log(P1 / P2 )

Logaritmo in base 10
PA = 1 Watt
PB = 1 milliWatt
30 dB PA = tre ordini di grandezza piu grande di PB
ad esempio il guadagno dellantenna e espresso in dB

78

Decibels - dBm

dBm = rapportato ad una potenza di 1mW


Potenza in dBm = 10 log(potenza/1mW)
Potenza in dBW = 10 log(potenza/1W)
Esempio
10 mW = 10 log10(0.01/0.001) = 10 dBm
10 W = 10 log10(0.00001/0.001) = -20 dBm
S/N ratio = -3dB S = circa 1/2 N
Properties & conversions
dBm = 10 log10(P (W) / 1 mW) = P (dBW) + 30 dBm
(P1 * P2) (dBm) = P1 (dBm) + P2 (dBW)
P1 * P2 (dBm) = 10 log10(P1*P2 (W)/0.001) =
10log10(P1/0.001) + 10 log10P2 = P1 (dBm) + P2
(dBW)
79

Example

-30.00
received power (dBm)

normalized
frequency [MHz]
900
900000000
speed of light [Km
300000
300000000
lambda (m)
0.333333333
gain Tx
1
Gain Rx
1
Loss
1
Ptx [W]
5
distance (Km) Prx W
Prx dBm
200
8.80E-08
-40.56
400
2.20E-08
-46.58
600
9.77E-09
-50.10
800
5.50E-09
-52.60
1000
3.52E-09
-54.54
1200
2.44E-09
-56.12
1400
1.79E-09
-57.46
1600
1.37E-09
-58.62
1800
1.09E-09
-59.64
2000
8.80E-10
-60.56
2200
7.27E-10
-61.39
2400
6.11E-10
-62.14
2600
5.20E-10
-62.84
2800
4.49E-10
-63.48
3000
3.91E-10
-64.08
3200
3.44E-10
-64.64
3400
3.04E-10
-65.17
3600
2.71E-10
-65.66
3800
2.44E-10
-66.13
4000
2.20E-10
-66.58
4200
1.99E-10
-67.00
4400
1.82E-10
-67.41
4600
1.66E-10
-67.79
4800
1.53E-10
-68.16
5000
1.41E-10
-68.52

-40.00

-50.00

-60.00

-70.00
0

1000

2000

3000

4000

5000

distance (m)

80

Computation with dB

Se la potenza ricevuta
inferiore ad una certa
soglia il segnale non pu
essere correttamente
ricevuto

81

Canale wireless : attenuazione da distanza

La


PL =

4d

rappresenta lattenuazione da spazio libero.


PT non lunica
PT che subisce il segnale ma
Tale attenuazione
=
2 presenti a causa
anche altre attenuazioni
possono
essere
PR
1

dellatmosfera (dipendente
frequenza
e da nebbia,
PT gT g dalla

R
4d L riflessione,
pioggia, ecc.) e di ostacoli (assorbimento,
diffrazione, ecc.)
se

gT , g R , L = 1
PT
=

PR 4d

2
82

Canale wireless : attenuazione da distanza

La


PL =

4d

rappresenta lattenuazione da spazio libero.


Tale attenuazione non lunica che subisce il segnale ma
anche altre attenuazioni possono essere presenti a causa
dellatmosfera (dipendente dalla frequenza e da nebbia,
pioggia, ecc.) e di ostacoli (assorbimento, riflessione,
diffrazione, ecc.)

83

Path loss (propagation loss) in dB


Indicata anche con Lfree nel seguito

84

Free space loss

85

Alcune elaborazioni sulla formula


dellattenuazione


PR = PT gT g R

4d

L=1

Se si conosce il valore ad una distanza di riferimento


PR(d) = PR(dref) (dref/d)2
PR(d) dBm= PR(dref)dBm +20 log 10 (dref/d)
1
PT gT g R

d Re f
PR (d )
4d L

=
=
2
PR (d Re f )
1 d

PT gT g R
4d L
Re f

86

Alcune elaborazioni sulla formula


dellattenuazione


PR = PT gT g R

4d

L=1

Se si conosce il valore ad una distanza di riferimento


PR(d) = PR(dref) (dref/d)2

PR(d) dBm= PR(dref)dBm +20 log 10 (dref/d)


Loss sperimentata da un segnale tx sulla frequenza f a
distanza d nella condizione di un terreno piatto senza
ostacoli
Lfree= -20 log10 ( c/f ) dB
4d
Lfree= -147.56+20log10(f)+20log10(d)

87

Canale wireless : attenuazione da distanza

Si pu far vedere che nel semplice caso di


propagazione con due raggi, uno diretto ed uno
riflesso completamente...
d
h1
h2

...il rapporto tra potenza ricevuta e potenza trasmessa


assume la forma:

PR
h1h2
= g R gT 2
PT
d

88

Canale wireless : attenuazione da distanza

Nellipotesi della propagazione per due raggi la potenza


ricevuta decresce, a causa dellattenuazione dovuta alla
distanza, molto pi velocemente (~1/d4) che nel caso di
propagazione in spazio libero (~1/d2)
In realt la propagazione tipica dei sistemi wireless
spesso diversa e pi complessa di questi due casi
Nonostante ci di solito si utilizza una formula simile
anche nel caso generale dove per lesponente di della
distanza (coefficiente di propagazione ) pu assumere
valori compresi tra 2 (spazio libero) e 5 (forte
attenuazione ambiente urbano):

1
PR = PT gT g R

4 d
2

89

Example scenarios:
LOS path non necessarily existing (and unique)

Example: city with large buildings;


No LINE OF SIGHT;
Diffraction; reflection
diffraction
reflection

90

Example scenarios
LINE OF SIGHT +
Diffraction, reflection, scattering

LOS

91

Extended formula

92

Una parentesi. Path loss: Modelli empirici

Consider specific scenarios


Urban area (large-medium-small city), rural area
Models generated by combining most likely ray
traces
(LOS, reflected, diffracted, scattered)
Based on large amount of empirical measurements
Account for parameters
Frequency; antenna heights; distance
Account for correction factors
(diffraction due to mountains, lakes, road shapes,
hills, etc) First model: Okumura, 1968
VERY complex due to many specific correction factors!
93

Okumura-Hata model

Hata (1980): very simple model to fit Okumura results


Provide formulas to evaluate path loss versus distance
for various scenarios
Large cities; Small and medium cities; Rural areas
Limit: d>=1km

Parameters:

f = carrier frequency (MHz)


d = distance BS MS (Km)
hbs = (effective) heigh of base
station antenna (m)
hms = height of mobile antenna (m)

Effective BS
Antenna height

94

Okumura-Hata: urban area


L path (dB ) = 69.55 + 26.16 log10 f +

+ (44.9 6.55 log10 hbs ) log10 d +


13.82 log10 hbs a(hms )

a(hms) = correction factor to differentiate large from


medium-small cities;
depends on MS antenna height

large cities : a(hms ) = 3.2[log10 (11.75hms )] 4.97


2

f 400 MHz

small - med cities : a(hms ) = [1.1 log10 f 0.7]hms [1.56 log10 f 0.8]
Very small correction difference between large and small cities (about 1 dB)
95

Okumura-Hata: urban area


L path (dB ) = 69.55 + 26.16 log10 f +

+ (44.9 6.55 log10 hbs ) log10 d +


13.82 log10 hbs a(hms )

a(hms) = correction factor to differentiate large from


medium-smallLcities;
free= 32.44+20log10(f)+20log10(d)
depends on MS antenna height

large cities : a(hms ) = 3.2[log10 (11.75hms )] 4.97


2

f 400 MHz

small - med cities : a(hms ) = [1.1 log10 f 0.7]hms [1.56 log10 f 0.8]
Very small correction difference between large and small cities (about 1 dB)
96

Okumura-Hata: suburban & rural areas

Start from path loss Lp computed for small and medium cities
2

suburban : L path (dB ) = L p 2log10 5.4


28

rural :

L path (dB ) = L p 4.78[log10 f ] + 18.33 log10 f 40.94


2

97

Okumura-Hata: examples
150

path loss (dB)

140
130
120
110
large cities
small cities
suburbs
rural area

100
90
80
0

10

distance (km)

F=900MHz, hbs=80m, hms=3m


98

Slow fading fast fading


Signal power
Fast fading
Distance BS MS (m)

slow fading

Distance BS MS (km)
99

Canale wireless : fading multipath

Nella propagazione tra sorgente e destinazione il segnale pu seguire pi


percorsi a causa della riflessione totale o parziale da parte di ostacoli
Il comportamento delle onde sugli oggetti dipende dalla frequenza del
segnale e dalla caratteristiche e dimensioni degli oggetti
In generale, onde a bassa frequenza possono attraversare senza
attenuazione molti oggetti (trasparenti), mentre allaumentare della
frequenza i segnali tendono ad essere assorbiti o riflessi dagli ostacoli
(ad altissima frequenza oltre 5 GHz possibile quasi solo la
propagazione diretta).
100

Canale wireless : fading multipath

Le repliche del segnale che giungono dai diversi cammini si ricombinano


al ricevitore
Il risultato della ricombinazione dipende:
numero delle repliche
fasi relative
la potenza del segnale differisce
ampiezze
from place to place
frequenza

from time to time!

101

Canale wireless : fading multipath


1,5

s(t)

s(t+T)

s(t)+s(t+T)

0,5
0
0

10

15

Il segnala
risultante pu
essere attenuato

20

-0,5

T=4/5

-1
-1,5

2,5

s(t)

s(t+T)

1,5

s(t)+s(t+T)

O addirittura
amplificato

0,5
0
-0,5 0
-1
-1,5

10

15

20

T= /6

-2
-2,5

102

Slow fading fast fading


Signal power

Se ce una componente LOS


Fast fading: Rayleight
or Rician distributed
Distance BS MS (m)

slow fading: lognormal


distributed

Distance BS MS (km)
103

Rayleight fading

104

Rayleight fading

105

Rayleight fading

106

Considerazioni sul fading

107

Canale wireless : fading multipath

Il realt la propagazione per cammini multipli pu


provocare altri pi complessi problemi nel caso di
trasmissione digitale
In questo caso, infatti, i diversi ritardi delle repliche del
segnale trasmesso (delay spread) provocano un allargamento
della risposta allimpulso del canale che pu portare a
interferenza intersimbolica (ISI Inter-Symbol
Interference)

108

Esempio

(prossima slide)

109

Esempio

Possibilit di interferenza intersimbolica !!


110

Impulse response

111

Canale wireless : fading multipath


La rilevanza del delay spread pu essere quantificata
calcolando il suo valore quadratico medio (RMS Delay
Spread):

RMS =

( P )
n

1
n

Pi

i =1

2
i i

2
d

i =1

con

d =

( P )
i i

i =1

P
i =1

RMS
i
Pi
n

RMS delay spread


ritardo del path i
potenza ricevuta path i
numero di path
112

Canale wireless : fading multipath

Linverso del delay spread fornisce la banda di coerenza


Se la banda di coerenza molto maggiore della banda del
segnale il delay spread non pone problemi
Se al contrario la banda di coerenza comparabile con
quella del segnale il delay spread provoca interferenze
intersimbolica non trascurabile e errori in ricezione
In questo caso per ovviare alla distorsione in frequenza del
canale occorre equalizzare con un opportuno filtro
adattativo in ricezione

113

FINE SECONDA LEZIONE

114

Accesso Radio Condiviso

115

Accesso radio condiviso

Per far comunicare stazione radio base e stazioni mobili i


sistemi cellulari usano la banda radio assegnata dalle
autorit responsabili
Questa risorsa trasmissiva condivisa da tutte le
comunicazione e va dunque in qualche modo divisa (in modo
statico o dinamico) tra i flussi informativi
La divisione della risorsa radio porta alla creazione di canali
radio fisici
Nel caso di servizio voce la tecnica di commutazione
utilizzata di tipo a circuito e quindi un canale fisico
assegnato ad ogni comunicazione stazione base stazione
mobile (canale di traffico dedicato)
Lo stesso avviene per il servizio dati a circuito
Nel caso di servizio dati a pacchetto i canali possono essere
condivisi dinamicamente (canale di traffico condiviso)
Altri canali, come vedremo, servono per scopi di servizio
(canali di controllo e segnalazione)

116

Accesso radio condiviso: Multiplazione

La multiplazione di livello fisico la tecnica che


consente di creare i canali fisici nel caso in cui la
stazione trasmittente sia unica
consiste nel suddividere la capacit di un canale in
sottocanali di velocit inferiore

117

Accesso radio condiviso: Multiplazione

le
na
ca
2

le
a
an

le
na
ca

La stazione trasmittente coinvolta unica

Problema
Problematipico
tipicodella
dellatratta
tratta
downlink
downlink(forward
(forwardlink)
link)di
disistemi
sistemi
cellulari
cellulari(dalla
(dallastazione
stazionebase
baseai
ai
terminali
terminalidutente)
dutente)

118

Accesso radio condiviso: Accesso Multiplo


le
na
ca

le
a
an

le
na
ca

Tecnica con la quale da un


unico canale broadcast se
ne possono ricavare altri
di tipo punto-punto
Le stazioni trasmittenti
possono essere molteplici
(problema di
coordinamento)

Problema
Problematipico
tipicodella
dellatratta
trattauplink
uplink(reverse
(reverselink)
link)di
disistemi
sistemi
cellulari
cellulari(dai
(daiterminali
terminalidutente
dutentealle
allestazioni
stazionibase)
base)

Necessita di protocolli di MAC (esempio:FDMA/TDMA)


Nota che necessaria anche una tecnica per la divisione
tra canali uplink e canali downlink (tecnica di
duplexing)
vedi
vedicorso
corsodi
diReti
Reti11119

Accesso radio condiviso:


Multiplazione/Accesso Multiplo
Nodo 2

Nodo 1

Multiplazione
MPX

Accesso
Multiplo

Nodo 1

AM

DMPX

Nodo 2

Nodo 3

AM

AM

Nodo 4

AM

Canale broadcast

Ci occuperemo in seguito in dettaglio delle tecniche


di accesso multiplo e multiplazione

120

Accesso radio condiviso: Riuso di frequenze

Laccesso multiplo in realt anche alla base della divisione


della risorsa radio tra stazioni radio base
Il problema in questo caso pi complesso
La quantit di risorsa radio (banda) molto limitata e non
possibile dedicarla in modo esclusivo ad un canale fisico
di una particolare cella
Nella divisione della risorsa radio tra le celle in qualche
modo la risorsa viene riusata pi volte in celle
sufficientemente distanti in modo che linterferenza
reciproca risulti fortemente attenuata (si ricordi il path
loss)
E chiaro che il riuso di frequenze critico e determina da
un lato il numero di canali che si riesce ad assegnare a
ciascuna cella e dallaltro la qualit del canale
Dedicheremo nel seguito molta attenzione al problema! 121

Accesso radio condiviso: Prestazioni

Indipendentemente dal modo con il quale la risorsa viene


suddivisa il numero di canali che si riesce ad assegnare a
ciascuna cella limitato
Salvo casi particolari (e che vedremo come quelli di allocazione
dinamica, ) il numero di canali anche fisso
Il numero di conversazioni contemporanee per cella
limitato ed dunque possibile che allarrivo di una
chiamata a circuito (ad es. voce) non vi siano pi canali
disponibili nella rete daccesso radio (blocco della
chiamata)
Per valutare le prestazioni in termini di probabilit di blocco
della chiamata occorre far ricorso ad alcuni

elementi
elementi di
di teoria
teoria del
del traffico
traffico
122

Teoria del traffico: il traffico istantaneo


Il traffico istantaneo in t il numero di chiamate

(messaggi, pacchetti, ) a(t) in corso al tempo t


T2
t

a(t)=2

a(t)
2
1
t
vedi
vediparte
partedel
delcorso
corsosu
su
valutazione
valutazionedelle
delle
prestazioni
123
prestazioni

Teoria del traffico: Risultati sul traffico

T a(t) dt

A(T) = 1/T

Il traffico medio in T
a(t)

X1

X2

X3
t

Risulta

T a(t) dt = X
i

in T
124

Teoria del traffico: Risultati sul traffico


a(t) dt

A(T) = T
=
T

Traffico medio in T

i Xi n
n

frequenza media dellarrivo delle chiamate (call/s)


X durata media dei messaggi (s)

A(T) = () X(T)
125

Teoria del traffico: Risultati sul traffico


Nel caso in cui le trasmissioni non possono

sovrapporsi
X1

X2
t

a(t) dt

A(T) = T

i X i
T

la frazione di tempo in cui le trasmissioni sono attive


In realt il traffico istantaneo a(t) un processo

casuale

126

Teoria del traffico: Il Traffico

In condizioni di stazionariet le medie non


dipendono da T
E[A(T)] = A

A=X

A non ha dimensione

Il traffico si misura in Erlang


127

Teoria del traffico: Efficienza


Il traffico massimo smaltibile un parametro

importante
Nel caso di singoli canali il massimo traffico

smaltibile (da 0 a 1), max throughput, riflette


lefficienza con cui i protocolli usano il canale

128

Teoria del traffico: Il processo di Poisson

E il processo casuale pi semplice che descrive


loccorrenza di punti (es. arrivo di chiamate) casuali
sullasse temporale

descrizione:

N(t,t+) numero di punti nellintervallo [t,t+]

N(0,t)

N(t,t+)

129

Teoria del traffico: Il processo di Poisson

Teorema 1

La probabilit che il numero di punti di


Poisson N(t,t+) in un intervallo temporale
fra t e t+ pari a:

( )
P[ N (t , t + ) = k ] =
e
k!
k

130

Teoria del traffico: Il processo di Poisson

Teorema 2

Gli intervalli T tra punti di Poisson sono variabili


casuali indipendenti con distribuzione esponenziale
negativa

pT (t ) = te

Vale anche il contrario:


Se un processo puntuale caratterizzato da intervalli
indipendenti identicamente distribuiti e con
distribuzione esponenziale negativa, allora il
processo di Poisson

Processo di Poisson ben rappresenta arrivo di chiamate voce

131

Teoria del traffico: Sistemi di servizio

Ad un sistema di servizio arrivano richieste di


servizio secondo un processo (puntuale) degli arrivi
Ciascuna richiesta caratterizzata da un tempo di
servizio necessario ad uno dei serventi per
soddisfarla
E possibile la presenza di un sistema di attesa (o
coda) dove le richieste attendono che un servente si
liberi
arrivi

132

serventi

Teoria del traffico: Sistema a pura perdita

Per modellare larrivo delle chiamate in una cella con un


numero di canali disponibili pari a n basta usare un sistema
a pura perdita (senza posti in coda) con n serventi
Si mostra che, nellipotesi di arrivi di Poisson, la probabilit
di rifiuto di una chiamata data dalla formula B di Erlang:
n

A
B(n, A) = n n! k
A

k = 0 k!

dove A=T (in Erlang), frequenza media degli arrivi (call/s),


T durata media delle chiamate
NOTA: vale per qualunque distrib. della durate delle chiamate
133

Teoria del traffico: Sistema a pura perdita

Il traffico perso (rifiutato) dal sistema dato da:

Ap = A B (n, A)

mentre quello smaltito da:

As = A (1 B (n, A) ) = A Ap

Il coefficiente di utilizzo dei canali dato da:

As A (1 B(n, A) )
=
=
, 0 1
n
n
134

Teoria del traffico: Probabilit di blocco

135

Teoria del traffico: Probabilit di blocco

Al crescere del carico offerto (Erlang) cresce la probabilit


di blocco

136

Teoria del traffico: Probabilit di blocco

Data una probabilit di blocco desiderata , pi alto il numero137


di canali, pi elevato il traffico offerto che pu essere sostenuto

Teoria del traffico: Probabilit di blocco

Data una probabilit di blocco desiderata e dato un traffico atteso


138
(target di utenti) quale il numero minimo di canali necessario?

Problematiche di MAC in reti ad hoc

Si usano approcci CSMA-like, e.g. CSMA/CA


Perche non TDMA like?
Perche non CSMA/CD? nodi non
ricevono/trasmettono contemporaneamente
Hidden terminal
I due

Exposed terminal

nodi che
Tx non
si ascoltano
Il nodo
Potrebbe
trasmettere
139

802.11 Distributed Coordination Function

Basato sul CSMA/CA


Prima di trasmettere un frame una stazione fa il sensing del canale
Se il canale e libero per un intervallo superiore al Distributed InterFrame
Space (DIFS) la stazione trasmette
Altrimenti (canale gia occupato) si aspetta la fine della trasmissione
corrente + un intervallo casuale detto backoff timer.

Il backoff timer viene decrementato solo quando il canale e idle e


viene congelato quando invece il canale e occupato (e riattivato
quando il canale e libero per un DIFS) DOMANDA:PERCHE?

La stazione trasmette quando il backoff timer raggiunge il valore zero.

Il valore del backoff timer e scelto casualmente allinterno di una


finestra di CW slots. Al primo tentativo CW e settato al valore minimo
previsto da standard settato a 16.
Come fa la MS trasmettente a sapere se il frame e stato ricevutocon
successo (collisioni si possono verificare per trasmissioni simultanee o per
effetto del terminale nascosto)? Viene inviato dal ricevente un ACK
esplicito alla fine della corretta ricezione del frame, dopo aver atteso per
un tempo pari allo Short InterFrame Space (SIFS), SIFS<DIFS
Nel caso di collisione si aspetta un tempo random e si prova a ritrasmettere
backoff esponenziale (CW viene raddoppiata ad ogni ritrasmissione
140
fino ad un massimo di 1024 slots)

802.11 Distributed Coordination Function

141

Effetto dellRTS e CTS


RTS

CTS

142

802.11 Distributed Coordination Function

Virtual carrier sensing

143

Consumo energetico

144

Protocolli a basso consumo energetico

I dispositivi portatili hanno bisogno di sorgenti esterne di


energia (batterie, celle solari) per poter operare
Il tempo di vita delle batterie rimane limitato.

Aumentano le richieste di energia dei dispositivi portatili

Occorre quindi evitare il piu possibile sprechi di


energia per massimizzare il tempo in cui i dispositivi
possono essere operativi

Varie componenti del consumo energetico (display,


interfaccia radio, CPU...). Tipicamente consumo dovuto
allinterfaccia radio una delle componenti piu
significative.
145

Consumo energetico dellinterfaccia radio

Il transceiver puo essere in uno di questi stati


tx

Awake and transmitting

rx

Awake and receiving

idle

asleep

Awake, neither transmitting nor receiving

Asleep: interfaccia radio non operativa (non si puo


Ne trasmettere ne ricevere)
Consumo dipende dallo stato e dal transceiver. Valori di riferimento,
caso WLAN:E(Rx)<=E(Tx)=2E(Rx); E(idle) un po piu bassa E(rx);
146
E(asleep) MOLTO piu bassa (e.g. 1/100)

Protocolli a basso consumo energetico per


linterfaccia radio

Obiettivo: minimizzare il consumo energetico (cercando di


tenere i nodi il piu possibile in stati a basso consumo
energetico; tenendo anche conto dei costi di passare da uno
stato allaltro) MANTENENDO buone prestazioni rispetto
alle metriche classiche (troughput, ritardo,...)
Criteri generali:
Evitare di trasmettere/ricevere informazioni
ridondanti/non necessarie o evitare di tx
quando ce una probabilita elevata che il
pacchetto vada perso

Attenzione alla ricezione: costa e non e


predicibile quando dovro ricevere

alternanza stati di awake/alseep

minimizzazione del consumo energetico legato alla


Trasmissione di informazione
147

Protocolli a basso consumo energetico per


linterfaccia radio. Esempi:

Evitare di trasmettere/ricevere informazioni


ridondanti/non necessarie o evitare di tx
quando ce una probabilita elevata che il
pacchetto vada perso
Esempi:
compressione dellheader
Evitare di ricevere completamente pacchetti di cui
non si e destinazione (ricordatevi che il mezzo fisico
e broadcast!!)
- bloccare le ritrasmissioni di pacchetti persi under
heavy fading

148

Protocolli a basso consumo energetico per


linterfaccia radio. Esempi:

minimizzazione del consumo energetico legato


alla trasmissione di informazione
Esempi:

Power control (non trasmetto alla massima potenza


del dispositivo ma con sufficiente potenza affinche il
o i vicini mi ricevano)
Instradamento su piu hop corti puo convenire...

Qualche informazione in piu sulle caratteristiche


energetiche dellinterfaccia radio per motivare
queste affermazioni...
149

Energy in Radio: the Deeper Story.


Tx: Sender

Rx: Receiver

Incoming
information

Tx
elec

Transmit
electronics

Outgoing
information

Channel

ERF
Power
amplifier

Rx
elec

Receive
electronics

Wireless communication subsystem consists of three


components with substantially different characteristics
Their relative importance depends on the transmission range
of the radio
Da Mobicom 2002 tutorial
150
M. Srivastava, D. Estrin

Examples
nJ/bit

nJ/bit
8000
6000

Medusa Sensor
Node (UCLA)

Nokia C021
Wireless LAN

GSM

nJ/bit

300

600

200

400

100

200

4000
2000
0

Tx
Rx
ERF Eelec
Eelec

~ 1 km

Tx
Rx
ERF Eelec
Eelec
~ 50 m

Tx
Rx
ERF Eelec
Eelec
~ 10 m

The RF energy increases with transmission range


The electronics energy for transmit and receive are
typically comparable
Da Mobicom 2002 tutorial
151
M. Srivastava, D. Estrin

Protocolli a basso consumo energetico per


linterfaccia radio. Esempi:

minimizzazione del consumo energetico legato


alla trasmissione di informazione
Esempi:

Power control (non trasmetto alla massima potenza


del dispositivo ma con sufficiente potenza affinche il
o i vicini mi ricevano)
Instradamento su piu hop corti puo convenire...

In quali casi convengono queste tecniche??


Conviene istradare su hop corti in reti che usano
tecnologie con elevato raggio trasmissivo? E se le reti
hanno un raggio tramsissivo molto corto?
152

Protocolli a basso consumo energetico per


linterfaccia radio

Alternanza stati di awake e asleep


Esempio:
in ricezione: quando sara pronto a ricevere il
dispositivo ?
conoscenza di questa informazione
fondamentale perche coppie di dispositivi
possano comunicare efficacemente
Trade-off: latency/energy. Asleep time lunghi

Basso consumo energetico


Attesa lunga prima di poter comunicare con il nodo

153

Protocolli a basso consumo energetico per


linterfaccia radio

MAC:collisioni = sprechi energetici


Data link: FEC/ARQ ?
Routing: istradamento a basso consumo
energetico
......
Necessita di tener conto del consumo energetico
in tutti gli strati protocollari

154

FINE TERZA LEZIONE

155

Allocazione delle frequenze:


organizzazione a celle

156

Coverage for a terrestrial zone


Signal OK if Prx > -X dBm
Prx = c Ptx d-4
greater Ptx greater d

BS

1 Base Station
N=12 channels
(e.g. 1 channel = 1 frequency)

N=12 simultaneous calls


Covering a large geographical area NOT possible
157

Cellular coverage
target: cover the same area with a larger number of BSs

19 Base Station
12 frequencies
4 frequencies/cell
Worst case:
4 calls (all users in same cell)

Best case:
76 calls (4 users per cell, 19 cells)

Average case >> 12


Low transmit power
Key advantages:
Increased capacity (freq. reuse)
Decreased tx power
158

Cellular coverage (microcells)


many BS
Very low power!!
Unlimited capacity!!
Usage of same spectrum
(12 frequencies)
(4 freq/cell)
Disadvantage:
mobility management
additional infrastructure costs
159

Cellular system architecture


1 BS per cell
Cell: Portion of territory
covered by one radio station
One or more carriers
(frequencies; channels) per
cell

Wired network

MSC
MSC 11

MSC
MSC 22

f6
f5

f7
f1

Mobile users fullduplex connected with


BS

f4
f3

f5

f7

f6

f1

f5

f4

MSC connected to
PSTN

f7

f2

f1

f3

f4

f2
f3

f6

1 MSC controls many


BSs

f2

f6

f5

f7
f1

f4

f2
f3

BS
MSC
PSTN

= Base Station
= Mobile Switching Centre
= Public Switching Telephone Network
160

Cellular capacity

Increased via frequency reuse


Frequency reuse depends on interference
need to sufficiently separate cells

reuse pattern = cluster size (7 4 3):


discussed later

Cellular system capacity: depends on


overall number of frequencies

Larger spectrum occupation

frequency reuse pattern


Cell size

Smaller cell (cell microcell picocell) = greater capacity


Smaller cell = lower transmission power
Smaller cell = increased handover management burden

161

hexagonal cells
A
B
A

D
C

D
C

C
B

A
B

D
C

B
A

Hexagon:
Good approximation for
circle

C
D

D
C

Ideal coverage pattern

no holes
no cell superposition

Example case:
Reuse pattern = 4
162

Cells in real world

Shaped by terrain, shadowing, etc


Cell border:
local threshold, beyond which neighboring BS signal
is received stronger than current one

163

PART 2
Cellular Coverage Concepts
(piu in dettaglio sullorganizzazione
di un sistema cellulare)
Lecture 2.2
Clusters and CCI

Reuse patterns

Reuse distance:
Key concept
In the real world depends
on

7
7

3,4,7,9,12,13,16,19,

Territorial patterns (hills,


etc)
Transmitted power

Simplified hexagonal cells


model:
reuse distance depends on
reuse pattern (cluster size)
Possible clusters:

Cluster: K = 7

and other propagation


issues such as antenna
directivity, height of
transmission antenna, etc

D
1

4
1

3
2

3
2

K=4

165

Dim. dei cluster di celle


2
1

1
3
2

2
1

1
3

1
3
D

2
1

1
3

3
2

1
3

K=3
166

Dimensione dei cluster


A
B
A

D
C

D
C

A
B

A
B

B
C
D

C
D

C
D

B
A

D
C

B
A

D
C

K=4
167

Dimensione dei cluster

D
K=7
168

Reuse distance
D = R 3K

General formula

Valid for hexagonal geometry

D = reuse distance

R = cell radius

K=cluster size

q = D/R =frequency reuse factor


K
q=D/R
3
3,00
4
3,46
7
4,58
9
5,20
12
6,00
13
6,24
169

Proof

D=

(3,2)

Distance between two cell centers:


(u1,v1) (u2,v2)

[(u

] [
2

o
+ (v2 v1 ) + (u 2 u1 ) sin 30 o
2 u1 ) cos 30

Simplifies to:

u
D = (u 2 u1 ) 2 + (v2 v1 ) 2 + (u 2 u1 )(v2 v1 )
(1,1)

Distance of cell (i,j) from (0,0):

30
D = i 2 + j 2 + ij 3 R

DR = i 2 + j 2 + ij
Cluster: easy to see that
K = DR2 = i 2 + j 2 + ij
hence:
D = R 3K

170

Proof

D=

(3,2)

Distance between two cell centers:


(u1,v1) (u2,v2)

[(u

] [
2

o
+ (v2 v1 ) + (u 2 u1 ) sin 30 o
2 u1 ) cos 30

Simplifies to:

u
D = (u 2 u1 ) 2 + (v2 v1 ) 2 + (u 2 u1 )(v2 v1 )
(1,1)

Distance of cell (i,j) from (0,0):

30
D = i 2 + j 2 + ij 3 R

DR = i 2 + j 2 + ij
Cluster: easy to see that
K = DR2 = i 2 + j 2 + ij
hence:
D = R 3K

171

Proof

D=

(3,2)

Distance between two cell centers:


(u1,v1) (u2,v2)

[(u

] [
2

o
+ (v2 v1 ) + (u 2 u1 ) sin 30 o
2 u1 ) cos 30

Simplifies to:

u
D = (u 2 u1 ) 2 + (v2 v1 ) 2 + (u 2 u1 )(v2 v1 )
(1,1)

Distance of cell (i,j) from (0,0):

30
D = i 2 + j 2 + ij 3 R

DR = i 2 + j 2 + ij
Cluster: easy to see that
K = DR2 = i 2 + j 2 + ij
hence:
D = R 3K

172

Proof

D=

(3,2)

Distance between two cell centers:


(u1,v1) (u2,v2)

[(u

] [
2

o
+ (v2 v1 ) + (u 2 u1 ) sin 30 o
2 u1 ) cos 30

Simplifies to:

u
D = (u 2 u1 ) 2 + (v2 v1 ) 2 + (u 2 u1 )(v2 v1 )
(1,1)

Distance of cell (i,j) from (0,0):

30
D = i 2 + j 2 + ij 3 R

DR = i 2 + j 2 + ij
Cluster: easy to see that
K = DR2 = i 2 + j 2 + ij
hence:
D = R 3K

173

Proof

D=

[(u

Distance between two cell


centers:
(u1,v1) (u2,v2)

] [
2

o
o

u
)
cos
30
+
(
v

v
)
+
(
u

u
)
sin
30
2
1
2
1
2
1

Simplifies to:

D = (u 2 u1 ) 2 + (v2 v1 ) 2 + (u 2 u1 )(v2 v1 )

(3,2)

(1,1)

30

Distance of cell (i,j) from


(0,0):

D = i 2 + j 2 + ij 3 R

Cluster:
easy tra
to see
that
Se R il raggio di un esagono la met della
distanza
due
DR = i 2 + j 2 + ij
celle adiacenti

2
2
2
2
hence:
K3= 2D
i
j
=
+
+ ij
3
R
R
(R ) = R = R
4
2
2
2

Quindi la distanza tra due celle adiacenti D


2 =volte
quantit!
R 3questa
K
174

Proof

D=

[(u

Distance between two cell


centers:
(u1,v1) (u2,v2)

] [
2

o
o

u
)
cos
30
+
(
v

v
)
+
(
u

u
)
sin
30
2
1
2
1
2
1

Simplifies to:

D = (u 2 u1 ) 2 + (v2 v1 ) 2 + (u 2 u1 )(v2 v1 )

(3,2)

u
(1,1)

30

Distance of cell (i,j) from


(0,0):

D = i 2 + j 2 + ij 3 R
DR = i 2 + j 2 + ij
Cluster: easy to see that
K = DR2 = i 2 + j 2 + ij

hence:
D = R 3K

175

Proof

Se considero una cella che usa un determinato gruppo di


frequenze A dato che voglio ricoprire larea con cluster tali che
la distanza di riuso e prefissata i centri delle celle intereferenti
saranno a distanza D
Posso approssimare larea di ciascun cluster con larea di un
esagono il cui raggio e dato da
D/ 3

K=7

D
176

Proof

Larea occupata da un cluster Acluster e quindi


2
data da:
3 D

3
2 3

Quanti esagoni di area

3
(R )2 3
2

possono stare

in unarea pari a 3 D 3 ?
2 3
2
3
D

Risposta:

3
2
Acluster 2 3
D

2
K=
=
=
= (DR )
3
Acella
(R )2 3 R 3
2
2

D2
D
K =
= 2
3R
R 3

D = 3KR 2 = R 3K

177

Clusters

K=7(i=2,j=1)

K=4 (i=2,j=0)
178

Possible clusters
all integer i,j values
i
1
1
2
2
2
3
3
3
3
4
4
4
4
4
5
5

j
0
1
0
1
2
0
1
2
3
0
1
2
3
4
0
1

K=ii+jj+ij
1
3
4
7
12
9
13
19
27
16
21
28
37
48
25
31

q=D/R
1,73
3,00
3,46
4,58
6,00
5,20
6,24
7,55
9,00
6,93
7,94
9,17
10,54
12,00
8,66
9,64

Dim.ammissibili dei cluster 1,3,4,7,9,12,13,16,

179

Co-Channel Interference
A
G
C

E
F

D
A

G
C

B
E

A
G

C
B

Co-Channel Interference (CCI)


sum of interference from
remote cells

Frequency reuse implies that


remote cells interfere with
tagged one

F
D

S
signal power (S)
=
N noise power (N S ) + interferin g signal power (I)
S
signal power (S)
=
I
interferin g signal power (I)
S S

as N S small
N I

180

CCI Computation - assumptions

Assumptions

NI=6 interfering cells

NI=6: first ring interferers


only
we neglect second-ring
interferers

S/N ~ S/I

propagation law
=4 (in general)

Key simplification
Signal for MS at distance
R
Signal from BS
interferers at distance D

Negligible Noise NS

Same parameters for all BSs

Power R
Po

Dint
D

Power
Po

Dint ~ D

Same Ptx, antenna gains, etc

181

CCI computation
S S
=
N I
1
=
NI

cost R

cost
D

k =1

R

D

NI

By using the assumptions of


same cost and same D:

1 D
1 Results depend
q
=
=
on ratio q=D/R
NI R
N I (q=frequency reuse factor)

Alternative expression: recalling that D = R 3K

(
S S
1 R
1
3K )
2
(3K ) =
=

=
N I N I R 3K
NI
6
2
S (3K )
3 2
NI=6,=4
=
= K
I
6
2

USAGE: Given an S/I target, cluster size K is obtained

182

Examples

target conditions:
S/I=9 dB
=4
Solution:

S
= 100.9 = 7.94 8
I

S (3K )
=
I
6

=4

2 S
K=

3 I

K 2.3 K = 3

target conditions:
S/I= 18dB
=4.2
Solution:

S
[dB ] = 5 log(3K ) 10 log 6
I
18 + 7.78
log(3K ) =
= 1.23
21
101.23
K
= 5.63 K = 7
3
183

S/I computation
assuming 6 interferers only (first ring)
K
3
4
7
9
12
13
16
19
21
25

q=D/R
3,00
3,46
4,58
5,20
6,00
6,24
6,93
7,55
7,94
8,66

S/I
13,5
24,0
73,5
121,5
216,0
253,5
384,0
541,5
661,5
937,5

S/I dB
11,3
13,8
18,7
20,8
23,3
24,0
25,8
27,3
28,2
29,7

184

Additional interferers

B
C
B
C
B

A
D
A
D
A
D

B
C
B
C
B
C
B

A
D
A
D
A
D
A
D

B
C
B
C
B
C
B
C
B

D
A
D
A
D
A
D
A

B
C
B
C
B
C
B

D
A
D
A
D
A

B
C

case K=4
note that for each
cluster there are
always NI=6 firstring interferers

B
C
B
In CCI computation, contribute of
additional interferers is marginal
185

Multiple Tiers of Interferers


approssimazione

186

Special case of co-channel interference

187

188

sectorization

Directional antennas

Cell divided into sectors

Each sector uses different


frequencies
To avoid interference at
sector borders

PROS:
CCI reduction
CONS:
Increased handover rate
Less effective trunking
leads to performnce
impairments

Sector 3

f a , 2 L +1 L f a ,3 L
Sector 1

f a ,1 L f a , L
Sector 2

f a , L +1 L f a , 2 L

CELL a
189

CCI reduction via sectorization


three sectors case

Inferference from 2 cells,


only
Instead of 6 cells
With usual approxs
(specifically, Dint ~ D)

S
R

S
I o = 2 D = 3 I
120
omni

S
S
I o dB = I dB + 4.77
120
omni

G
C

A
F

D
A

G
C
A

E
F

D
A

C
B

A
G

C
B

Conclusion: 3 sectors = 4.77 dB improvement

E
B

F
D

F
190

6 sectors

60o Directional antennas

CCI reduction:
1 interfereer only
6 x S/I in the omni case
Improvement: 7.78 dB

191

6 sectors
Cella di riferimento
Unica BS
che disturba
le ricezioni/
trasmissioni
verso/dalle MU
nella cella di
riferimento

A
G
C

E
F

D
A

G
C

B
E

G
C

F
D

G
C

B
E

C
B

F
D

F
192

Pianificazione di sistemi cellulari

193

Blocking probability: Erlang-B


Fundamental formula for
telephone networks planning

Ao=offered traffic in Erlangs

AoC
block = C C! j = E1,C ( Ao )
Ao

j =0 j!

Efficient recursive computation


available

E1,C ( Ao ) =

Ao E1,C 1 ( Ao )

C + Ao E1,C 1 ( Ao )

100,00%
blocking probability

10,00%
1,00%
C=1,2,3,4,5,6,7

0,10%
0,01%
0

2
3
offered load (erlangs)

194

Capacity planning

Target: support users with a given Grade Of Service


(GOS)
GOS expressed in terms of upper-bound for the
blocking probability

GOS example: subscribers should find a line available in


the 99% of the cases, i.e. they should be blocked in no more
than 1% of the attempts

Given:

C channels
Offered load Ao
Target GOS Btarget

Btarget = E1,C ( Ao )

C obtained from numerical inversion of

195

Channel usage efficiency


Carried load (erl)

Offered load (erl)

Ao

C channels Ac = Ao (1 B )

Ao B
Blocked traffic

Ac Ao (1 E1,C ( Ao ))
efficiency : =
=
C
C

Ao

if small blocking
C

Fundamental property: for same GOS, efficiency increases as C grows!!


196

example

blocking probability

100,0%
A=
A=
A=
A=

10,0%

40 erl
60 erl
80 erl
100 erl

1,0%

0,1%
0

20

40

GOS = 1% maximum blocking.


Resulting system dimensioning
and efficiency:

60
capacity C

40 erl
60 erl
80 erl
100 erl

80

C >= 53
C >= 75
C >= 96
C >= 117

100

= 74.9%
= 79.3%
= 82.6%
= 84.6%

120

197

Trunking Efficiency

198

Erlang B calculation - tables

ErlangB Online calculator:


http://mmc.et.tudelft.nl/~frits/Erlang.htm

199

Application to cellular networks

Meglio con
area dell
esagono !

200

Other example

201

Other example

Caso particolare
in cui il fatto
di avere pi celle
piccole non porta
ad un vantaggio
in termini di
riuso delle
frequenze

202

Sectorization and traffic

Assume cluster K=7


Omnidirectional antennas:
120o sectors:
60o sectors:

S/I=18.7 dB
S/I=23.4 dB
S/I=26.4 dB

Sectorization yields to better S/I


BUT: the price to pay is a much lower trunking efficiency!
With 60 channels/cell, GOS=1%,
Omni:
60 channels
=77.46%
o
120 :
60/3=20 channels
=59.54%
o
60 :
60/6=10 channels
=44.15%

Ao=1x46.95= 46.95 erl


Ao=3x12.03= 36.09erl
Ao=6x4.46= 26.76erl
203

FINE QUARTA LEZIONE

204

Gestione della mobilit

205

Cellular coverage (microcells)


many BS
Very low power!!
Unlimited capacity!!
Usage of same spectrum
(12 frequencies)
(4 freq/cell)
Disadvantage:
mobility management
additional infrastructure costs
206

Gestione della mobilit

Nelle reti cellulari gli utenti possono muoversi nellarea del


sistema e quindi passare da una cella ad unaltra
Questo ovviamente pone problemi di instradamento
dellinformazione (o pi semplicemente delle chiamate nel
caso di servizio voce)
Tutte le procedure che la rete mette in atto per consentire agli
utenti mobili di essere raggiunti da una comunicazione e di
mantenere la comunicazione attiva anche in presenza di
cambiamento di cella vanno sotto il nome di gestione della
mobilit

207

Gestione della mobilit

Gli utenti di sistemi cellulari MENTRE SI SPOSTANO


possono:
chiamare
essere chiamati
conversare
E necessaria una qualche intelligenza che supporti tutto
questo (funzionalit di ROAMING).

208

Gestione della mobilit

Nel caso di servizio a circuito le procedure di


gestione della mobilit si differenziano a
secondo che lutente che si sposta sia in stato
IDLE (nessun circuito attivo) o in stato
ACTIVE (in conversazione)
ACTIVE: c un circuito attivo che deve
essere reinstradato dopo ogni cambio di cella
(Handover)
IDLE: lutente deve poter essere localizzato
per indirizzargli una chiamata (Location
Update, Cell Selection, Cell Reselection)
209

Gestione della mobilit: Cell selection

Un terminale mobile in idle si aggancia ad una cella


sulla base del segnale ricevuto dalla stazione base
Su un opportuno canale di controllo comune la stazione
radio base trasmette dellinformazione di sistema che,
tra laltro, specifica il suo identificativo
Il terminale mobile scandisce le frequenze radio per
decodificare il canale di controllo delle stazioni base
della zona
Il terminale seleziona la stazione base da cui riceve il
segnale pi potente
Il terminale non smette mai di scandire periodicamente
anche le altre frequenze e se trova un segnale pi forte
da unaltra stazione base cambia la selezione
210

Gestione della mobilit: Location Update

Location Area: entit topologica gerarchicamente superiore


alla cella (gruppo di pi celle)
Un utente IDLE localizzato dal sistema su base Location
Area (e non su base cella)
Lultima location area di ogni utente memorizzata in
opportuni database della rete

Data
Base

LA 2
LA 1

211

Gestione della mobilit: Location Update

Se un utente in stato IDLE passa da una LA ad


unaltra scatena una procedura di Location Update
Linformazione sulla LA in cui si trova un utente serve
per indirizzare le chiamate

Data
Base

LA 2
LA 1

212

Gestione della mobilit: Paging

Allarrivo di una chiamata per lutente mobile viene


consultato il registro
Una volta nota la LA viene iniziata una procedura di paging
Ogni stazione base della LA invia un messaggio di controllo in
broadcast con lidentificativo dellutente cercato
Alla risposta del teminale mobile la rete conosce la cella e
instrada la chiamata
paging
paging

Data
Base

reply
213

Gestione della mobilit:


Paging vs. Location Update

QUESITO:
Quanto grandi conviene fare le Location Area?

piccole
grandi

Cosa spinge in un verso, cosa nellaltro?

Data
Base
LA 2
LA 1

214

Gestione della mobilit: Handover

Procedura con cui un terminale mobile in conversazione


cambia la stazione base su cui attestato
Nel network-controlled handoff e mobile assisted handoff
(NCHO e MAHO) la procedura sempre iniziata lato
rete, sulla base di misurazioni (potenza del segnale
ricevuto, qualit, ecc.) effettuate sia lato rete che lato
utente
Si richiedono procedure di Handover efficienti e veloci
Vedremo nel caso del GSM come le procedure di
handover vengono gestite dal punto di vista della
segnalazione di rete e del routing del circuito
215

Gestione della mobilit: Handover


Quando
Quando scatenare
scatenare un
un Handover?
Handover?

La scelta delle soglie di attivazione della


procedura di handover fattore critico
Handover TH

Receiver TH

Se h troppo piccolo t troppo piccolo e si rischia


di perdere la connessione
Se h grande aumenta il numero di richieste di
handover e quindi il traffico di segnalazione in rete
216

Gestione della mobilit: Handover


Quando
Quando scatenare
scatenare un
un Handover?
Handover?

Esistono diversi metodi


1 - metodo del segnale pi forte

lhandover avviene nel punto A

a causa delle
fluttuazioni del
segnale sono
possibili molti
rimbalzi (effetto
ping-pong)

217

Gestione della mobilit: Handover


Quando
Quando scatenare
scatenare un
un Handover?
Handover?

Esistono diversi metodi


2 - metodo del segnale pi forte con soglia

se il segnale dalla precedente BS inferiore a una soglia


(as. es. T2) e la potenza di unaltra BS pi forte;
lhandover avviene nel punto B

218

Gestione della mobilit: Handover


Quando
Quando scatenare
scatenare un
un Handover?
Handover?

Esistono diversi metodi


3 - metodo del segnale pi forte con isteresi

se la potenza dellaltra BS pi forte di un valore h;


lhandover avviene nel punto C

219

Gestione della mobilit: Prestazioni Handover

Quando avviene un handover viene rilasciato il canale


nella vecchia cella e viene richiesto un canale nella nuova;
il canale nella nuova pu non essere disponibile
Definiamo la probabilit di rifiuto di handover (Pdrop)
come la probabilit che una richiesta di handover non
possa essere soddisfatta e la probabilit di blocco (Pblock)
come la probabilit di rifiutare una nuova chiamata
Nei sistemi che trattano le richieste di handover come le
nuove richieste entranti (call setup) Pdrop=Pblock
In realt meglio bloccare una chiamata entrante che
perderne una attiva
Si pu tentare di trattare meglio le richieste di handover
220

Gestione della mobilit: Prestazioni Handover


Tecnica dei Canali di Guardia

Canali di guardia (Guard Channels)


Un certo numero di canali viene riservato
per le richieste di handover
P
drop diventa pi bassa ma la capacit del
sistema risulta inferiore
E critico il dimensionamento del sistema che
necessita stime accurate sullandamento
temporale del traffico (quanti canali riservo
alle richieste di handover?)

221

Gestione della mobilit

Altre possibilita
Queuing priority scheme

Handoff area: area allinterno della quale lMS puo ascoltare


entrambe le stazioni base. Se non sono disponibili canali nella
nuova BS si continua ad essere interconnessi alla vecchia BS; la
richiesta di handover viene bufferizzata alla nuova BS e servita
non appena si libera un canale.

Subrating scheme

Se non ci sono canali disponibili presso la nuova Base Station un


canale precedentemente allocato per una chiamata viene diviso
in due canali a meta data rate, permettendo ad entrambe le
chiamate di andare avanti.
222

Roaming.
1.
2.

3.
4.

Allarrivo a LA lutente deve registrarsi con il nuovo VLR


Il nuovo VLR informa lHLR dellutente della sua nuova
posizione. LHLR invia in risposta un ack con informazioni quali il
profilo dellutente
Il nuovo VLR informa lutente della registrazione con successo
LHLR invia un messaggio di deregistrazione verso il vecchio VLR
HLR: Home location
register

VLR
MSC

HLR

VLR: Visiting location


register

PSTN 4

VLR
MSC

LA
3

NY
223

Set up di chiamate. Esempi


1.

1.

2.
3.

MStelefono fisso tramite lVLR dellMS


Telefono fissoMS:tramite il gateway MSC si contatta lHLR e
tramite questo il VLR corrente.
IL VLR restituisce linfo sullMSC da contattare
La chiamata viene messa su

1
1

VLR

2
MSC

1 GMSC
HLR
PSTN
2
3

2
VLR
MSC

LA
3

NY
224

Gestione della mobilit: Tipologie di Handover

Hard Handover (GSM-2G)


Presuppone labbattimento e
linstaurazione di un nuovo
link radio

Soft Handover (UMTS-3G)


Sfruttando la macrodiversit
lutente
contemporaneamente
collegato con pi stazioni
base
225

Gestione della mobilit: Handover

Ci occuperemo in seguito dellhandover in GMS

LETTURA CONSIGLIATA:
LETTURA CONSIGLIATA:

Trends
Trendsin
inhandover
handoverdesign
design
Pollini,
G.P.
Pollini, G.P.
IEEE
IEEECommunications
CommunicationsMagazine
Magazine, ,Volume:
Volume:34
34Issue:
Issue:33, ,March
March1996
1996
Page(s):
Page(s):82
82-90
-90

226

Codifica della voce

227

Codifica della voce:


Caratteristiche tempo/frequenza
suono vocalizzato: vocale e

228

Codifica della voce:


Caratteristiche tempo/frequenza
suono non vocalizzato: consonante f

229

Codifica della voce:


Caratteristiche tempo/frequenza
Parola: effe

230

Codifica della voce: Codificatori vocali


Trasformano la voce in un flusso di bit
Digitalizzazione di un
Segnale analogico
Realizzano una descrizione
esplicita
della forma donda in
ingresso (es. PCM)

Waveform codecs

Source codecs
(vocoders)

Hybrid codecs
231

Codifica della voce: Waveform codecs

nessuna conoscenza a priori di come il segnale sia stato


generato

informazione necessaria:

banda del segnale B (telefonia classica < 4 KHz)


massimo rumore di quantizzazione tollerabile

campionatore

A to D
b bits
per campione

00100001

alta qualita, bassa complessita, basso ritardo (1 campione),


robustezza agli errori e al rumore di fondo
232

Codifica della voce: Waveform codecs

nessuna conoscenza a priori di come il segnale sia stato


generato

informazione necessaria:

banda del segnale B (telefonia classica < 4 KHz)


massimo rumore di quantizzazione tollerabile

campionatore

A to D
b bits
per campione

00100001

alta qualita, bassa complessita, basso ritardo (1 campione),


robustezza agli errori e al rumore di fondo
233

Codifica della voce:


Pulse Code Modulation (PCM)

standardizzato da ITU nel 1960: G.711

si assume B=4 kHz, e la frequenza di campionamento


Bc=8 kHz, 8 bit/campione, 64 kb/s

due differenti regole di quantizzazione (logaritmica)


per America (-law) e
Europa (A-law)
regole di conversione standard

234

Effetto di diversi tipi di quantizzazione


Asse delle ampiezze suddiviso in
intervalli uguali

compressione

235

Fasi della codifica/decodifica


CODIFICA
Filtraggio

Campionamento

Codifica

Si campiona a
8000 volte al
secondo

Compressione

12 bit per
campione

8 bit per
campione

DECODIFICA
Ricostruzione

Segnale
analogico

Decodifica

Segnale campionato
e quantizzato

Espansione
12 bit a campione
236

237

Codifica della voce:


Differential PCM (DPCM)

i campioni vocali successivi presentano della correlazione

possibile utilizzare metodi di predizione per valutare il


campione successivo noti i precedenti

si trasmette solo la differenza tra valore predetto e valore


reale

a causa della correlazione la varianza della differenza


minore ed possibile codificarla con un minor numero di
bit
predittore
camp.

+
+

quant.
238

Codifica della voce:


Adaptive DPCM (ADPCM)
Cordless
DECT

le prestazioni migliorano se predittore e quantizzatore


sono adattativi

standardizzato nel 1980 da ITU ADPCM a 32 kbit/s: G.721

successivamente ADPCM a 40, 32, 24, 16 kbit/s: G.726 e


G.727
Predittore
adattativo
Bassa qualit
quant.
+
camp.
adattativo
+
Vantaggi: riduzione della velocit di emissione a parit di qualit
(da 64Kbps a 32 Kbps) 2) consentire una maggiore qualita a
parita di data rate disponibile per ogni canale vocale)
239

Codifica della voce:


Source codecs (vocoders)

Si basano su modelli di generazione della voce


umana
i modelli permettono di togliere la ridondanza da
segmenti vocali fino a uninformazione base
sufficiente a riprodurre la voce (Idea: se conosciamo
la struttura del segnale poche informazioni
caratteristiche saranno sufficienti a ricostruirlo)
Filtro di analisi

Esempio: predittore
lineare
Filtro di sintesi
sequenza di
eccitazione

Pesatura e
minimizzazione
dellerrore

elevata complessit
240
ritardi mediamente elevati
sensibili a errori, rumore di fondo e suoni non umani

Codifica della voce:


Vocoder lineari (LPC)

in decodifica un sintetizzatore utilizza i


parametri ricevuti per riprodurre il segnale

ritardi elevati: segmentazione, analisi, sintesi

qualit: intelligibile ma non naturale (limiti


modello + problemi con rumori di fondo)

bit rate basso: < 2.4 kbit/s

241

Codifica della voce: Principali Codifiche


Compressione

Look
ahead
(ms)

G.711 PCM

1972

64

0.125

G.726 ADPCM

1990

32

G.722 Subband ADPCM

1988

48-64

0.125

1.5

1992-94

16

0.625

G.729 CS-ACELP

1995

10

G.723.1 MP-MLQ

1995

6.3

30

7.5

G.723.1 ACELP

1996

5.3

30

RPE-LTP (GSM)

1987

13

20

G.728 LD-CELP

ibrido

Year

Bit rate Frame


size
(kbit/s) (ms)

242
La sequenza di partenza da cui il decodificatore deve partire per ricostruire il segnale vocale non e
una
sequenza pseudocasuale ma rappresentativa del segnale reale

Fine quinta lezione

243