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Suprema Corte di Cassazione

sezione VI
ordinanza 19 giugno 2015, n. 12800
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
SEZIONE SESTA CIVILE
SOTTOSEZIONE 3
Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:
Dott. FINOCCHIARO Mario Presidente
Dott. FRASCA Raffaele Consigliere
Dott. DE STEFANO Franco Consigliere
Dott. LANZILLO Raffaella rel. Consigliere
Dott. BARRECA Giuseppina Luciana Consigliere
ha pronunciato la seguente:
ORDINANZA
sul ricorso 27004-2013 proposto da:
(OMISSIS) ((OMISSIS)), elettivamente domiciliata in ROMA, PIAZZA CAVOUR presso la
CASSAZIONE rappresentata e difesa dallavvocato (OMISSIS) giusta procura a margine
del ricorso;
ricorrente
contro
(OMISSIS) SRL;
intimata
avverso la sentenza n. 11378/2012 del TRIBUNALE di NAPOLI, depositata il 23/10/2012;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del 20/04/2015 dal
Consigliere Relatore Dott. RAFFAELLA LANZILLO.
La Corte:
PREMESSO IN FATTO
E stata depositata in Cancelleria la seguente relazione ai sensi dellarticolo 380 bis cod.
proc. civ.:
1.- (OMISSIS) ha convenuto davanti al Tribunale di Napoli la s.r.l. (OMISSIS),
chiedendone la condanna alla sostituzione di un televisore di marca Philips, acquistato
presso la stessa il 22 febbraio 2003, o la restituzione del prezzo in euro 476,00, essendosi
loggetto dimostrato gravemente difettoso nellaudio, tanto che il 6.11.2003 si era reso
necessario lintervento di un tecnico il quale ha sostituito gli altoparlanti, senza peraltro
poter eliminare linconveniente, che si e ripresentato un paio di mesi dopo. In entrambi i

casi essa aveva avvertito telefonicamente la venditrice.


La convenuta ha resistito, negando che il televisore fosse stato comprato presso il suo
negozio ed eccependo comunque la decadenza dellacquirente dalla garanzia.
Con sentenza del 2006 il GdP ha dichiarato inammissibile la domanda per decadenza
dellattrice dalla garanzia ai sensi degli articoli 1490, 1492 e 1495 cod. civ..
Proposto appello dalla (OMISSIS), la quale ha dedotto fra laltro lapplicabilita alla
fattispecie degli articoli 1519 bis c.c. e segg. sulle vendite ai consumatori, il Tribunale di
Napoli con sentenza 19/23 ottobre 2012 n. 11378 ha confermato la sentenza di primo
grado con diversa motivazione, condannando lappellante al pagamento delle spese
processuali.
La (OMISSIS) propone quattro motivi di ricorso per cassazione.
Lintimata non ha depositato difese.
2.- Con il primo motivo la ricorrente denuncia violazione degli articoli 115 e 116 cod. proc.
civ.) articolo 2697 cod. civ. ed omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio ai sensi
dellarticolo 360 c.p.c., n. 5, nel capo in cui il giudice di appello ha ritenuto non provato il
fatto che il televisore sia stato effettivamente acquistato presso il negozio della (OMISSIS).
Richiama lo scontrino fiscale prodotto in giudizio e le testimonianze a conferma sia
dellacquisto, sia della denuncia del vizio, e rileva che a fronte del documento prodotto
sarebbe stato onere della convenuta dimostrare linsussistenza dellacquisto, producendo
la documentazione fiscale relativa alla merce venduta quel giorno.
2.1.- Il motivo e fondato.
A fronte dellacquisto al dettaglio di beni di consumo, acquisto che normalmente avviene
verbalmente e attraverso lo scambio reale della cosa e del prezzo, non si puo esigere
dallacquirente consumatore prova piu specifica e dettagliata dellacquisto che la
produzione dello scontrino fiscale rilasciato dal negoziante: documento che e da ritenere
idoneo a fornire la prova richiesta, soprattutto se il documento rilasciato da quel negozio
tratti quel tipo di articoli e se il relativo prezzo corrisponda al valore del bene.
I dubbi manifestati dal giudice di appello circa la marca sono smentiti dalla circostanza,
dedotta dalla ricorrente, che la marca Philips risulta dalla bolla di lavorazione rilasciata dal
tecnico intervenuto per la riparazione.
La motivazione del giudice di appello, secondo cui lo scontrino fiscale dimostra solo il
prezzo pagato e la (OMISSIS) avrebbe potuto avvalersi di un documento rilasciato ad altri,
sicche dovrebbe dimostrare con altri mezzi leffettivita dellacquisto, da un lato viene a
gravare lacquirente consumatore di una prova particolarmente onerosa, se non
impossibile; dallaltro lato contravviene ai principi in tema di onere della prova di cui
allarticolo 2697 cod. civ., poiche ove il prezzo corrisponda al valore del bene che si
assume acquistato e la marca rientri fra quelle commercializzate in quel negozio la
contestazione dellacquisto da parte del venditore e laddebito al cliente di essersi
disonestamente avvalso di un documento altrui, assume la valenza di una vera e propria
eccezione, i cui elementi costitutivi debbono essere dimostrati da chi tale eccezione
sollevi.
Tanto piu quando si consideri che e ben piu agevole per il venditore dimostrare la non

corrispondenza dello scontrino ad un effettivo acquisto avvento in quella data e con


quelloggetto producendo la documentazione in suo possesso circa i movimenti di
magazzino, le registrazioni di cassa, la documentazione fiscale che non per il cliente
dimostrare il contrario.
Il giudice di appello e pertanto incorso nella violazione dellarticolo 2697 cod. civ..
3.- Patimenti fondati sono il secondo e il terzo motivo, che denunciano violazione
dellarticolo 1335 cod. civ. e dellarticolo 116 cod. proc. civ., nel capo in cui il Tribunale ha
ritenuto non provata la denuncia dei vizi, per il fatto che la (OMISSIS) non avrebbe avuto
conoscenza della lettera racc. r.r. 27 febbraio 2004 della (OMISSIS), perche il 1 gennaio
precedente aveva trasferito altrove il suo indirizzo, e perche le testimonianze acquisite al
giudizio circa le telefonate con cui la (OMISSIS) ebbe ad avvertire la venditrice dei difetti
del televisore non sarebbero probanti in quanto entrambe le testi.non hanno specificato
a quale negozio la (OMISSIS) avrebbe telefonato.
Quanto alla lettera di denuncia, il ricorrente assume che essa e stata inviata e consegnata
allindirizzo della (OMISSIS) risultante dalla scontrino, con lettera raccomandata con
ricevuta di ritorno; sicche il giudice di appello avrebbe dovuto quanto meno accertare se il
trasferimento della sede fosse noto alla cliente, per poter addebitare a questultima gli
effetti negativi della mancata conoscenza, dovendosi altrimenti applicare il principio di cui
allarticolo 1335 cod. civ., per cui la lettera di denuncia e da ritenere conosciuta dalla
destinataria fin dalla data in cui e pervenuta al suo indirizzo, salvo che essa stessa
fornisca la prova di non averne potuto acquisire notizia senza sua colpa: prova che nella
specie non puo presumersi. Se non altro perche limprenditore e tenuto ad organizzarsi in
modo da ricevere la corrispondenza anche quando trasferisca altrove la sede dellimpresa
(quanto meno nei primi tempi).
Quanto alle telefonate, premesso che la denuncia dei vizi puo essere meramente verbale;
che lirrimediabilita dellinconveniente allaudio e emersa solo dopo il primo intervento
riparatore del novembre 2003, e che non e contestato che il venditore fu telefonicamente
avvertito, la motivazione della sentenza impugnata e insufficiente ed incongrua, in quanto
anche qui pone a carico della parte lonere di una prova impossibile: quello di dimostrare
che le persone presenti ad una telefonata possano confermare sotto giuramento a chi ed a
quale numero il chiamante abbia indirizzato la telefonata, dovendosi altrimenti presumere
che abbia simulato il tutto.
Si ricorda che, nel nostro ordinamento, dolo e mala fede non possono essere presunti, ma
debbono essere specificamente dimostrati. In sintesi, lintera decisione impugnata appare
pregiudicata dallerrore di principio del giudice di appello circa il mancato assolvimento da
parte dellattrice dellonere della prova dellacquisto del televisore presso il negozio della
(OMISSIS).
E opportuno che il giudice di merito riesamini la vicenda con maggiore aderenza alla
natura del rapporto e degli interessi in discussione, si da giustificare il rigetto della
domanda sulla base di elementi di prova piu concreti e attendibili.
4.- Propongo che i primi tre motivi di ricorso siano accolti per quanto di ragione, restando
assorbito il quarto motivo ed ogni altra censura.

La relazione e stata comunicata e ai difensori delle parti.


La ricorrente ha depositato memoria.
CONSIDERATO IN DIRITTO
Il Collegio, esaminati gli atti, condivide la soluzione e gli argomenti esposti nella relazione.
Non ravvisa gli estremi per la decisione nel merito, come richiesto dalla ricorrente con la
memoria, non risultando la causa sufficientemente istruita, ne il ricorso sufficientemente
specifico, in ordine a tutte le domande proposte dallattrice in primo grado, ed in particolare
con riferimento alla quantificazione dei danni e delle spese.
In accoglimento del ricorso la sentenza impugnata e cassata, con rinvio della causa al
Tribunale di Napoli, in diversa composizione, affinche decida la controversia
uniformandosi ai principi sopra enunciati. Il giudice di rinvio decidera anche sulle spese
del presente giudizio.
P.Q.M.
La Corte di cassazione accoglie il ricorso. Cassa la sentenza impugnata e rinvia la causa
al Tribunale di Napoli, in diversa composizione, che decidera anche sulle spese del
giudizio di cassazione.
Non ricorrono gli estremi di cui al Decreto del Presidente della Repubblica n. 115 del 2002,
articolo 13, comma 1 quater, per la condanna della ricorrente al pagamento dellulteriore
importo a titolo di contributo unificato.