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ANTROPOSOFIA

.RIVISTA

MENSILE

DI SCIENZA DELLO SPIRITO

INDICE: Benedicite

( da un motivo di R. Steiner), pag. 33;


R. STEINER, Istinti sociali e antisociali nell'uomo (fine), pag.
34; J. G. HERDER, Da Amore e Psiche)> (poesia), pag. 49; A.
STEFFEN, Renoontres lnternationales
1959 a Ginevra, pag.
50; K. VON BALTZ, Suono e parola, pag. 60.

ANNO XV N. 2
L'EDl'I'RICE
SCIENTIFICA

FEBBRAIO 1960
- MILANO

AVVERTENZA
Lo scopo di questa rivista di far conoscere in Italia
ci che la scienza de1lo spirito, il cui centro_ di studi la
libera Universit di Dornach (Basilea), ha da dire intorno
all'uomo e alla sua evoluzione nel cosmo.
Come qualsiasi altra scienza, l'antroposofia usa un linguaggio tecnico, la cui chiave si trova nelle due opere fondamentali di R. Steiner: Teosofia ( L'Editrice Scientifica) e
La scienza occulta (Laterza).

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provveduto al rinnovamento dell'associazione, pregato di
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ANTROPOSOFI

RIVISTA MENSILE DI SCIENZA DELLO SPIRITO


ANNO XV - N. Z

FEBBRAIO 1960

BENEDICITE
(Da un motivo dt"Rudolf Steiner)

Sopiti stanno 11ellaterra i semi,


spuntan le gemme all'alito dell'aria,
i frutti si maturano col sole.
Cos} nel cuore l'anima in attesa,
cos alla luce germina lo spirito,
cos la forza_umana. splende in Dio.

Rudolf Steiner

ISTINTI SOCIALI E A:NTISOCIALI NELL'UOMO


(continuazione e fine)

L'altro punto qualcosa che si riconnette con questa


visio1:1eretrospettiva dei rapporti co:n.le persone: ossia che
cerchiamo di oggettivare sempre pi anche noi stessi. Anche
in tal caso dobbiamo riandare ai tempi passati; possiamo per
in tal caso affrontare direttamente, per cos dire, i fatti stessi;
possiamo per esempio, a trenta o quarant'anni, pensare: co-:me stavano le cose, quando ne avevo dieci? Voglio comin..
ciare a rappresentare me stesso totalmente immerso ne!la
situazione di allora; voglio rappresentare me stesso come se
mi rappresentassi un altro ragazzo o una bambina di dieci
anni; voglio per un momento dimenticarmi che quel ragazzo ero io, voglio veramente sforzarmi di oggettivare me
stesso. Questa autooggettivazione, questo liberarsi per un
momento del proprio passato, questo escludere l'io dalle sue
stesse esperienze, a questo noi dobbiamo tendere oggi con
ogni sforzo; ch l'epoca attuale ha la tendenza a collegare
sempre pi l'io con le proprie esperienze. Oggi l'uomo cerca
del tutto istintivamente di essere quello che le sue esperienze
lo fanno diventare. Perci tanto difficile conseguire quella
attivit che la scienza dello spirito ci addita. Dobbiamo infatti di volta in volta attivare di nuovo lo spirito, n possiamo
limitarci a ritenere le cose a memoria.
Potete veramente osservare the, ritenendo le cose a memoria, nulla si pu conseguire nella vera scienza dello
spirito. Le cose si dimenticano, e bisogna coltivarle; ma questo un bene, perch ci spinge sempre di nuovo ad uno
sforzo. La cosa giusta appunto che sempre di nuovo ci si
sforzi. Specialmente chi molto avanzato nell'ambito della
scienza dello spirito, cerca ogni giorno di ripresentarsi le
cose pi elementari, mentre gli altri di questo si vergognano.

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J.stt"
mi socialie antisodali

Lo fa ogni giorno di nuovo, perch la scienza dello spirito


non dipende dal considerare le cose ricordandosele, ma perch quel che conta che le cose vengaJ?.oafferrate nell'esperienza diretta del momento. Si tratta dunque di educarsi a
questa facolt, mediante un'oggettivazione; di rappresentarsi
il ragazzo o la ragazza che noi stessi siamo stati in passato,
come se essi fossero a noi estranei; di sforzarci sempre pi
di liberarci dalle esperienze passate, e sempre meno di
subire l'influsso, ancora all'et di trent'anni, degli impulsi
di quando ne avevamo dieci. Liberarsi del passato non significa rinnegarlo, perch lo si riconquista in altro modo;
ma qualcosa di enormemente importante. Da un lato dunque noi coltiviamo coscientemente l'istinto sociale, l'impulso
sociale, in quanto ci creiamo le immaginazioni per gli uomi~i d'oggi contemplando coloro che in passato sono stati in
rapporto con noi e considerando noi stessi, animicamente,
come un prodotto di costoro; dall'altro, mediante l'oggettivazione di noi stessi, acquistiamo la possibilit di sviluppare
direttamente l'immaginazione di noi stssi. Questa ogget
tivazione di noi stessi come eravamo in tempi passati ci
aiuta ad impedire che essa agisca in noi inconsciamente. Pensate: se il ragazzo o la bambina di dieci anni continuassero
~ far capolino in voi, allora a trenta o a quarant'anni voi
sareste insieme anche un ragazzo di dieci; e sareste anche
un ragazzo di undici, e uno di dodici. L'egoismo si potenzia enormemente. Diminuir sempre pi, se allontanerete
da voi il passato oggettivandolo, rendendolo sempre pi oggettivo. Ecco quello che importantissimo tener presente.
Cosi dovr diventare premessa essenziale, sempre pi
ogni altra
diffusa, la conoscenza di come l'uomo prima
cosa possa dive1;1tareegli stesso un essere che agisce socialmente, nell'epoca in cui gli istinti antisociali, affinch la
natura umana possa innalzarsi, devono appunto farsi strada;
ecco quello che dovrebbe diventare via via sempre pi evi. dente per il popolo; il quale solleva oggi il problema sodale,
senza essere in grado di comprendere, e facendosi delle illusioni.
Che cosa avviene invece? Scoprirete tutto il significato

ai

, 36

Antroposofia

di quanto vi ho detto ora, pensando a quanto segue: nel


1848 apparve il primo scritto efficace, per cos dire, che oggi
continua ancora ad agire perfino nel socialismo pi radicale.
nel bolscevismo: il Manifesto comuni.sta di Carlo Marx, in
cui si riassume ci che per lo pi si agita nelle teste e anche
nei cuori del proletariato. Carlo Marx riuscito a conquistarsi il proletariato semplicemente perch ha detto ci che il
proletario pu comprendere, ci che, in quanto proletario,
pensa. Nel 1848 apparve questo Mani'festo comunista il cui
contenuto non occorre che io qui vi esponga. Fu il primo
documento, il primo germe, di quanto oggi, dopoch altre
opposte tendenze sono state soffocate, si presenta appunto
come uh frutto. In questo documento noi troviamo una parola, un passo, che oggi vien citato da quasi tutti gli scritti
socialisti: Proletari di tutti i paesi, unitevi! . Questo motto
stato adottato da tutte le possibili associazioni socialistiche.
Proletari di tutti i paesi, unitevi! . Che cosa esprime ci?
Esprime la cosa pi innaturale che mai si possa pensare per l'e.poca nostra. Esprime un impulso per la socializzazione, per la
unione di una.determinata categoria di uomini. E su che cosa
deve fondarsi questa unione, questa socializzazione? Sull'opposizione, sull'odio per coloro che non sono proletari. La socializzazione, l'unione degli uomini dovrebbe dunque fo?darsi su di una separazione. Cercate di osservare la realt di queprincipio, osservando le reali illusioni ( se mi consentito
di usare questa espressione), le reali illusioni avvenute dapprima in Russia, poi in Germania e nei paesi dell'Austria, e che
sempre pi oltre si diffonderanno. Si tratta di qualcosa di
innaturale, perch da un lato esprime la necessit della socializzazione; e dall'altro questa socializzazione edificata
proprio sull'istinto pi antisociale, ossia sull'odio di classe,
sui contrasti di classe.
Dobbiamo considerare tali cose ad una luce superiore,
altrimenti non potremo fare dei passi avanti, e soprattutto
non riusciremo ad inserirci in modo salutare, dal posto in
cui siamo, entro l'evoluzione delPumanit. E oggi, all'infuori della scienza dello spirito, non esistono altri mezzi per
formarsi veramente un'ampia veduta sul nostro tempo, .os-

sto

'-..

frtt:ntisodali e antisoa'ali

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sia per comprendere il nostro tempo. Proprio come la gente


teme di esaminare a fondo lo spirito e l'anima che stanno
alla base dell'uomo fisico, cosippure si teme, cosippure non
si vuole esaminare (perch si ha paura, perch si privi di
coraggio) ci che nella vita sociale possibile cogliere soltanto
mediante lo spirito. La gente ha paura delle cose veramente
reali e significative; si mette una benda sugli occhi, ficca la
testa nella sabbia come lo struzzo, e non vuol vedere che
quando un uomo sta di fronte ad un altro uomo, l'uno si
sforza sempre di addormentare l'altro e l'altro continuamente cerca di mantenersi desto. E questo, per parlare in senso
goethiano, il fenomeno primordiale della scienza sociale.
Ma ci trascende di molto il mero pensiero materialistico; e
possiamo comprendere quanto da comprendersi, solo tenendo conto che nella vita umana non si dorme soltanto
quando si materialmente addormentati, quando si appoggia la testa sul cuscino e ci si addormenta per delle ore, ma
che anche nella cosiddetta vita di veglia entra in gioco continuamente la tendenza al sonno, e che effettivamente proprio le medesime forze che alla mattina ci destano e alla
sera ci fanno addormentare, entrano continuamente in gioco
nella vita di tutti i giorni e contribuiscono ad attuare la so~
cialit e l'antisocialit. Nulla pu nascere da tutto il pensare che si fa intorno all'ordinamento sociale degli uomini,
nulla pu nascere dai provvedimenti particolari, se non ci si
sforza di considerare queste cose nella loro realt. Se si
prendono ]e mosse da un tal punto di vista, anche in vista
dei fatti che vanno diffondendosi sulla terra, allora necessario non rendersi ciechi per questi fatti, ma guardare
appunto che cosa sulla terra sta avvenendo. Che cosa pensa
il socialista di oggi? Pensa di potere escogitare ddle massime sociali, delle massime socialistiche, o di poter lanciare
un appello agli uomini di tutti i paesi della terra : Proletari di tutti i paesi, unitevil , e crede che in tal modo sia
possibile istituire su tutta la terra internazionalmente, come
si usa dire, un tal paradiso.
Ma questa una delle massime illusioni, una delle illusio
ni pi rovinose. Gli uomini non sono solo delle astratte creato-

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Antroposofia

re, ma anche delle creature concrete. Alla base di tutto sta il


fatto che ogni uomo una individualit. Questo io ho cercato di mostrarlo nella mia Filosofia della libert, in contrapposto al livellamento apportato dal. kantismo e dal socialismo. Gli uomini sulla terra si differenziano in gruppi.
E di una di queste differenziazioni cercheremo ora di parlare, affinch si veda che non si pu cos senz'altro dire : tu
parti dall'Occidente e porti attraverso l'Oriente e attraverso
tutta la terra un certo ordinamento sociale, finch poi ritorni
al punto di partenza. Oggi si vuole estendere il socialismo
s tutta la terra, come se si trattas.sedi fare il giro del mondo, e si considera la terra come un globo in cui, partendo
da Occidente, si giunge ad Oriente. Gli uomini sulla terra
sono differenziati, e nella differenziazione vive anche un
impulso di progresso, un motore, se mi lecito usare questa
espressione. Cos potete vedere che l'anima cosciente predisposta a manifestarsi in modo ben speciale nell'epoca nostra. Si pu dire : per sangue, per nascita, per ereditariet,
solo le popolazioni di lingua inglese sono predisposte nel
nostro tempo a ricevere l'impronta dell'anima cosciente. Cos
si differenzia l'umanit. Gli uomini che appartengono alle
popolazioni di lingua inglese oggi sono particolarmente. predisposti a sviluppare l'anima cosciente; cosicch sono essi in
certo senso gli uomini rappresentativi per la nostra quinta
epoca postatlantica; per questo essi sono tonfigurati. Gli
orientali devono rappresentare ed attuare in altro modo
la giusta evoluzione dell'umanit. Sia nelle popolazioni russe, sia nei popoli retrostanti dell'Asia, che costituiscono solo
una seconda mandata, l'uomo orientale sperimenta effettivamente una violenta resistenza contro questo elemento naturale e istintivo che si sviluppa con l'an~ma cosciente. Gli
orientali non vogliono assolutamente immisthiare ai fatti
concreti quella che nel nostro tempo la principale facolt
animica, I'intellettualit; essi vogliono lasciarla distaccata dai
fatti concreti, e tenerla in serbo per un'epoca successiva, per
la sesta epoca postatlantica, nella quale dovr avvenire l'unione dell'intellettualit, non soltanto con l'uomo come
oggi, ma col s spirituale che allora si sar sviluppato. Per-

Istinti sociali e antisociali

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ci, mentre la forza caratteristica della nostra epoca, a causa


dell'evqluzione, prende appunto le mosse dall'Occidente, e
precisamente pu venir esplicata particolarmente dalle po..
polazioni di lingua inglese, gli orientali invece, in quanto
popolo, sono predisposti a non lasciare che ndle loro forze
animiche si sviluppi quella che la caratteristica. dell'epoca
( e con ci non intendo parlare del singolo individuo : in
quanto individualit, per, esso emerge pur sempre dal
. grembo del suo popolo, e qui appunto .del popolo che si
tratta). Cosicch negli orientali si pu sviluppare il germe
di ci che sar decisivo soltanto nella prossima epoca, la
quale avr inizio nel terzo millennio. Cos nella vita umana
e nell'essere umano veramente attiva una legge. Oggi gli
uomini non si meravigliano se non possono, per esempio,
dar fuoco al ghiaccio, e se tutto nella natura soggiace ad
una certa legge. Ma quando si tratta della struttura sodale
dell'umanit, allora gli uomini per esempio credono che in
Russia si possa attuare una struttura sociale secondo gli stessi
principi sociali validi per l'Inghilterra, per la Scozia, o perfino per l'America. Questo per non lo si pu fare; perch il
mondo organizzato secondo leggi, e non in modo che arbitrariamente si possa dappertutto far tutto. necessario tenere
ben presente ci.
E nei paesi che stanno fra Occidente e Oriente, la situazione intermedia. L si , potremmo dire, in un equilibrio instabile, sia verso un lato che verso l'altro. Vedete
dunque che le popolazioni sulla terra sono tripartite. Non
potete dire: Proletari di tutti i paesi, unitevit , perch
questi proletari sono anch'essi triplicemente differenziati: la
popolazione ddla terra triplicemente ripartita. Se guardiamo ancora una volta i popoli dell'Occidente, troviamo che
tutti coloro che parlano inglese ( come popolo, naturalmente : il singolo pu certamente molto distinguersi) hanno una
speciale predisposizione, una speciale missione che. tende
allo sviluppo ddl'anima cosciente; ossia nell'epoca ddl'anima
cosciente, essi hanno la disposizione a non isolare entro l'anima la qualit caratteristica dell'epoca, ma a congiungere coi
fatti concreti questa qualit caratteristica, l'elaborazione della

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Antroposofia

intelligenza, la f3:coltdell'intelligenza. Essi hanno per natura la disposizione istintiva, quasi direi impulsiva, ad inserirsi nd mondo come uomini dell'anima cosciente: su ci
basata tutta la grandezza e l'espansione dell'impero britannico. Il fenomeno primordiale nell'espansione dell'impero britannico consiste nel fatto che la disposizione naturale
dei suoi uomini coincide con l'intimo impulso della nostra
epoc. Troverete esposte a questo proposito le cose essenziali,
nel mi<?ciclo di conferenze _sulleanime dei popoli euro.pei (*); in quel ciclo che stato scritto molto prima della
guerra mondiale e che offre effettivamente il materiale fondamentale per un giudizio oggettivo su quella grande catastrofe, tutto ci gi contenuto.
Ora questa disposizione che connessa con l'evoluzione
dell'anima cosciente, determina nelle popolazioni di lingua
inglese la particolare attitudine alla vita politica. Possiamo
studiare come il modo politico di istituire societ e strutture
sociali, si sia diffuso dall'Inghilterra in ogni direzione, anche
l dove permangono condizioni proprie della quarta epoca
di civilt postatlantica; si pu studiare come tale diffusione
sia giunta fin nei cosiddetti comi.tati ungheresi che hanno
alla loro testa i loro capi; fin dunque nelle popolazioni turaniche dell'Europa si diffuso questo pensiero politico inglese, perch appunto solo da un tal centro poteva provenire
il pensiero politico della .quinta epoca postatlantica. Le po-,
polazioni inglesi sono particolarmente predisposte alla politica. Non serve oggi pronunziar giudizi: la necessit stessa
a decidere. Che queste cose riescano simpatiche o antipatiche un affare privato. Ma per gli affari del mondo sono
decisive le necessit oggettive. E proprio nell'epoca dell'anima cosciente importante considerarle, queste necessit oggettive.
Nella sua Fiaba del serpente verde e della bella Lilia
Goethe ha rappresentato tre forze dell'anima umana: la potenza, la parvenza o apparenza e la conoscenza o saggezza,
in forma di tre re: il re di bronzo, il re d'argento, il re
() Dic Mission einzclner VoJksseden (Kristiania, 1910).

Istinti sociali e antoci.ali

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d'oro. In un passo di questa .fiaba dove si parla delle condizioni del governo, molto singolarmente vengono dette cose
intorno a quanto oggi si va preparando ed in futuro si svilupper. bene perci notare che quanto Goethe simboleggia nel re di bronzo, ossia l'impulso della potenza, si diffonde su tutta la terra per opera delle popolazioni di lingua
inglese. Questa una necessit, dovuta al coincidere della civilt dell'anima cosciente con la particolare disposizione della
civilt britannica e americana.
Nei paesi del centro che oggi gi sono coinvolti nel
caos, c' un equilibrio instabile fra la tendenza dell'intelletto all'anima cosciente, e la tendenza a liberarsene; hanno perci il sopravvento ora l'una ora l'altra tendenza. Si
tratta in quei paesi di tutta un'altra disposizione. Nessuno
dei paesi dell'Europa centrale i predisposto. alla politica.
Quando vogliono far della politica, tendono a cader fuori
da quella realt che esiste, invece sempre, se il pensiero po..
litico ben radicato e bene ancorato nell'anima, come nelle
popolazioni anglo-americane. Nei paesi del centro ' dominante la seconda forza dell'anima: la parve~a, l'apparenza. Questi paesi portano a manifestazione l'intellettualit con
un lustro speciale. Confrontate tutto ci con quanto proviene
dal pensiero delle popolazioni di lingua inglese : qui i pensieri sono saldamente connessi con la solida realt terrena.
Prendete invece le opere splendenti dello spirito tedesco, e
troverete che si tratta piuttosto di una configurazione estetica dei pensieri, anche quando questa configurazione estetica
assume forma logica. L l'essenziale consiste nel nesso fra
i pensieri; e si manifesta, grazie alla sua particolare predisposizione, in dialettica, in una elaborazione estetica dei pensieri. E se si vuole applicare questo alla solida realt terrena, se si vuole con questo far per.fino della politica, allora
facile che il senso della realt vada perduto e si pu in tal
modo .giungere facilmente al cosiddetto idealismo sognante,
seguendo il quale si vogliono fondare imperi unitari, seguendo il quale per decenni ci si lascia prender~ dal fanatismo
per l'unit dell'impero; e poi si fonda un impero sulla violenza : cos si cade da un sogno in una realt tutta diversa.
Mai la vita politica ha veduto un contrasto maggiore di quel-

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Antroposofia

lo fra i sogni del 1848 di un 'unit germanica e quanto fu


poi fondato nel 1871. Qui potete vedere l'oscillazione del
pendolo, potete vedere qualcosa che aspira in fondo ad una
configurazione estetica, e che poi pu perdere il senso della
realt, pu diventare un simulacro, un'illusione, se vien posta sul terreno della politica. Nel centro dell'Europa infatti
non esiste nessuna disposizione alla politica; e se si fa
della politica, tutto finisce solo con sogni o menzogne. Queste cose non devono essere dette con simpatia o antipatia, n
dobbiamo accusarle o assolverle,ma devono essere dette perch da un lato corrispondono a necessit e dall'altro a tragic~t. Queste cose . devono proprio essere prese in considerazione.
.
Ed ora guardiamo all'Oriente e a quello che si va preparando l. L le cose giungono a tal punto che, per parlare
radicalmente, si pu dire : il tedesco se vuol diventare un
uomo politico, cade nei sogni, cade nell'idealismo; se la va
bene, cade nel bell'idealismo, se la va male, nella mancanza
di veracit. Il russo, se vuol diventare un ,uomo politico, generalmente si ammala, o addirittura muore. A tal punto gli
manca la disposizione alla politica, che se ne ammala, che ne
muore. Qui ho espresso la cosa con evidenza, forse un po'
paradossalmente, ma il fenomeno questo. Nell'anima del
popolo russo non esiste nulla. che sia interiormente affine al
serio fondamento della politica nell'anima del popolo inglese o americano. Invece l'orientale pre'disposto a voler
trasferire oltre, nella futura epoca del s spirituale, l'intelletto che egli distacca dal naturale collegamento con le esperienze concrete.
Dobbiamo dunque conoscere come si differenzino gli
uomini sulla terra. Questa differenziazione si manifesta fin
nei fatti pi significativi. Dalle diverse esposizioni che ne
sono state fatte, tutti voi conoscete quello che nell'esperienza
soprasensibile superiore si chiama l'incontro col Guardiano
della soglia. Anche l'incontro col Guardiano della soglia
presenta delle differenziazioni. Naturalmente, quando l'iniziazione ha luogo del -tutto indipendentemente da ogni forma di appartenenza al popolo, allora anche l'incontro col

l.rtt'nti sociali e antt'.rociali

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Guardiano della soglia universale. Ma se l'iniziazione vien


curata da uomini unilaterali, o da societ unilaterali, se essa
_haluogo in grembo ad un determinato popolo, allora anche
l'incontro col Guardiano si differenzia. L'uomo che appartiene alle popolazioni di lingua inglese, se viene iniziato non
in grembo agli spiriti superiori che dirigono l'evoluzione,
ma in grembo allo spirito del popolo, predisposto principalmente a portare alla soglia quelle entit spirituali che ci
circondano continuamente nel mondo come spiriti arimanici, che ci accompagnano quando accediamo alla soglia del
mondo spirituale, e che possiamo portare con noi, se essi
hanno per noi una certa inclinazione. Innanzitutto essi ci
conducono a contemplare le potenze della malattia e della
morte. Cosicch dalla grande maggioranza degli iniziati ai
misteri soprasensibili che siano giunti alla soglia nei paesi
anglo-americani, voi potrete udire che, come esperienza conoscitiva tipica dei mondi soprasensibili, essi incontrano innanzitutto .quelle potenze che determinano malattia e mar. te. Essi imparano a conoscerle come qualcosa che sta fuori
di loro.
Se andate nel centro dell'Europa, e se anche col lo spirito del popolo coopera all'iniziazione, se cio l'iniziato dall'elemento nazionale non si innalza a .quello universalmente
umano, e se dunque lo spirito di popolo a. cooperare, allora
il fatto pi significativo che si osserva la lotta fra certe
entit che appartengono solo al mondo spirituale, che stanno sull'altra riva, e certe entit che stanno nel mondo fisico, su
questa riva, ma che sono invisibili per la coscienza normale. L
continuamente ha luogo una lotta. Nei paesi del centro si pu
innanzitutto osservare tale lotta. Questa lotta imperversa, e
la si pu osservare alla soglia; si pu osservare che nei paesi
del centro, quando si cerca seriamente la verit, si invasi
in modo particolare dalle potenze del dubbio. Si fa la conosenza di tutte quelle che sono le potenze del dubbio, le
potenze della plurilateralit. Nelle regioni occidentali si
assai pi inclini a restar soddisfatti con un'unica verit ben
precisa; nei paesi del centro viene subito in mente l'altro
lato della cosa. Anche nel campo della ricerca della verit

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Antroposofia

si oscilla con equilibrio instabile. Ogni cosa ha due aspetti:


nei paesi dell'Europa centrale si vien trattati da pedanti se
ci si abbandona in genere ad una affermazione precisa. e
unilaterale. Ma questo lo si deve anche tragicamente subire
quando si giunge alla soglia. Bisogna imparare ad osservare
come .questa lotta, che ha luogo alla soglia fra gli spiriti che
appartengono solo alla vita spirituale e quelli che appartengono al mondo sensibile, determini tutto ci che produce
nell'interiorit dell'uomo il dubbio, la continua oscillazione
nei confronti della verit, la necessit di farsi prima educare
alla verit, e di non darsi impulsivamente alla verit che si
riconosciuta.
Se poi vi domandate che cosa avvenga nei paesi orientali, quando lo spirito del popolo a tutelare riniziando,
quando dunque l'uomo viene condotto alla soglia sotto la
tutela dello spirito del popolo, allora colui che appartiene alle
popolazioni dell'Oriente scorge innanzitutto gli spiriti che
agiscono sull'egoismo umano. Scorge tutto ci che pu dare
adito all'egoismo umano. Questo, per esempio, l'occidentale
che accede alla soglia non lo vede come prima cosa. Egli
scorge gli spiriti che penetrano nel mondo e nell'umanit
tome malattia e morte, intese queste nel senso pi ampio .
come forze paralizzanti, come forze distruttrici, come forze
che abbassano l'uomo. Colui che viene iniziato in Oriente,
scorge alla soglia tutto ci che si accosta all'uomo per istigarlo all'egoismo. Perci in Occidente l'ideale che proviene
dall'iniziazione innanzitutto questo: render sani, mantener sani gli uomini, ottenere che ci sia per tutti gli uomini,
dall'esterno, una possibit di sano sviluppo. In Orente,
perfino dalla conoscenza istintiva, dalla conoscenza puramente religiosa del processo di iniziazione, nasce la tendenza a sentirsi piccoli nei confronti dei sublimi esseri del mondo spirituale. In Oriente si addita innanzitutto all'uomo il
sublime, per quanto riguarda il mondo spirituale; lo si incita a tenere a bada l'egoismo, a scacciare l'egoismo, e gliene
vengono mostrati i pericoli. In Oriente ci si esprime pedino nel carattere esteriore del popolo. E molto di ci che
all'occidentale riesce antipatico nel carattere del popolo orien-

Istinti socialie antisodali

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tale, deriva da tutto quanto effettivamente si manifesta alla


soglia.
Cos appunto si differenziano le qualit umane, se si
considera nell'uomo lo sviluppo interiore dell'animico spirituale.- importante non distogliere lo sguardo da tali cose.
In certi ambienti occulti delle popolazioni di lingua inglese,
dove queste cosesono note, potrete trovare espresse profeticamente ( sebbene sotto la tutela d~llo spirito del popolo),
durante tutta la seconda met del secolo XIX, le cose che si
. presentano oggi. Pensate un po' che cosa significherebbe se
gli uomini dell'Europa che non appartengono alle popolazioni di lingua inglese non si fossero tappati entrambi gli
orecchi e bendati entrambi gli occhi davanti a queste cose.
Vi citer qui una formula che nella seconda met del secolo XIX veniva continuamente ripetuta: affinch il popolo
russo possa svilupparsi, lo stato russo. in Russia deve scomparire, perch in Russia devono essere fatti degli esperimenti
socialistici che mai potrebbero essere fatti nei paesi occidentali. Agli occhi di chi non inglese questa saggezza pu
forse anche apparire antipatica, tuttavia importantissima e
profonda e mette in evidenza una grandissima prudenza.
Ohi invece egli stesso immerso in questi impulsi in modo
da poter credere ad essi, come se egli stesso partecipasse al
]oro sviluppo, quegli veramente immerso a fondo nella
propria epoca, menre l'altro ne sta fuori.
Queste cose vanno considerate. Naturalmente la sorte
normale dell'Europa centrale ed orientale stata quella di
tapparsi entrambi gli orecchi e di bendarsi entrambi gli
occhidi fronte ai fatti occulti, stata di non porgere ascolto
a questi fatti occulti, e di coltivare invece una mistica astratta, un astratto intellettualismo, un'astratta dialettica. Ma
.ora comincia un'epoca in cui non si pu pi andare avanti
cosl. Queste considerazioni non devono suscitare in noi
pessimismo e sfiducia. Dobbiamo anzi trarne forza, coraggio,
.trarne la conoscenza di quanto un fatto necessario. E in
tal senso dobbiamo ricordarci che nel nostro movimento
scientifico-spirituale, orientato antroposo.ficamente, a noi
spetta ora di agire in verit non contro, ma coi compiti del-

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Antroposofia

l'epoca. Dobbiamo veder chiaramente quanto di solito resta


inosservato. Anche nell'ambito dello sviluppo degli impulsi
sociali, la scienza dello spirito ci guida ad essere ben desti
e consapevoli; essa ci rende evidente, essa rende evidente alla
nostra coscienza qualcosa che normalmente alla nostra coscienza resta nascosto: ossia quali forze l'uomo esplica quando libero dal corpo come lo fra l'addormentarsi e il ri~
sveglio. Dobbiamo vedere chiaramente che possiamo coltivare
le forze necessarie all'epoca nostra, solo se siamo in grado di
pensare ben desti a ci che pu compenetrarci l'anima possentemente, solo se appunto restiamo ben desti. Altrimenti,
se dobbiamo svilupparlo in noi solo dormendo, diventiamo
impotenti.
Oggi sono attive due potenze. Una ~ queste la
potenza che nelle diverse metamorfosi dell'impulso del Cristo, dal mistero del Golgota in poi, attraversa tutte le epoche
dell'evoluzione terrena. Abbiamo detto spesso che proprio
nel nostro secolo deve aver luogo una specie di riapparizione
- ma eterica - del Cristo. Questa riapparizione del Cristo
non molto lontana. E che egli riappaia qualcosa che,
mentre non pu in verit dare adito a nessuna forma di
pessimismo, non deve per neppure spingerci a vivere nelle
nuvole e ad accontentarci di una conoscenza per tos dire
egoistica di teorie spirituali che infiammano l'anima. Questo
impulso del Cristo nei suoi diversi aspetti, anche nella forma
che ha assunto oggi, nella forma cio in cui vuole annunziare
all'umanit la saggezza che dal mondo spirituale si manifesta per l'epoca nostra, contribuir all'attuazione dei nuovi
impulsi sociali. Per questa attuazione l'impulso del Cristo ci
sar di aiuto. Ma quello che conta questa attuazione. In
questo momento critico l'umanit sta! di fronte ad una
importante decisione. Da un lato sta l'impulso del Cristo, che
ci incita a rivolgerci per libera decisione dell'anima a ci
di cui abbiamo parlato oggi : ad accogliere consapevolmente
per libera decisione dell'anima gli impulsi sociali, ad accogliere liberamente con l'anima tutto ci che salutare e pu
portare aiuto all'umanit. Perci noi non ci riuniamo sotto
l'insegna di un amore che ha per fondamento l'odio, come

Istinti' soci.alie antodali

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per esempio l'insegna: Proletari di tutti i paesi, unitevi} ,


ma ci riuniamo in quanto aspiriamo ad attuare l'impulso del
Cristo, e a fare ci che il Cristo vuole per l'epoca nostra.
A ci si contrappone l'Oppositore, quello che la Bibbia
chiama il principe illegittimo di questo mondo. Egli opera
nelle pi diverse forme. E una di queste forme di porre
al servizio della corporeit le forze di cui, in quanto uomini,
noi disponiamo per rivolgerci liberamente a cose come quelle
di cui si parlato oggi; di porre al servizio della corporeit
le forze che dovrebbero invece esplicarsi nella libera decisione. L'oppositore, il principe illegittimo di questo mondo,
si serve di diversi strumenti. Si serve per esempio anche della
fame e dd caos sociale. In tal caso quella forza che dovrebbe
essere posta al servizio dell'uomo libero, viene usata con la
costrizione per conseguire mezzi fisici. Oggi l'umanit, passo
per passo, ci mostra che non vuole affatto rivolgersi per libera decisione alla vita sociale ed alla conoscenza del vero
progresso umano; essa vuol farsi costringere. Questa costrizione non ha portato gli uomini neppure a distinguere fra
lo spirito del mondo soprasensibile, lo spirito del Cristo, e lo
spirito ddl'Oppositore. E si pu dire che oggi molti uomini
in molti luoghi si impuntano a non voler saper nulla delle
nozioni spirituali e dei benefici spirituali della scienza dello
spirito: sono proprio ossessi dall'illegittimo principe di questo mondo.
Consideratevi una volta, volgendovi per intima e libera
decisione al mondo spirituale, consideratevi una volta con la
massima modestia, ma anche con la massima forza e gravit,
come missionari dello spirito del Cristo nel nostro tempo,
come coloro che devono combattere l'illegittimo principe di
questo mondo : quel principe che rende ossessi tutti coloro
che vogliono farsi costringere ad attuare qualcosa per l'avvenire dell'umanit. fondandosi non sulla coscie~te consapevolezza, ma su altre forze. Un tale atteggiamento allora non
vi condurr al pessimismo; un tale atteggiamento non vi concede il tempo di considerare il mondo solo pessimisticamente;
non vi chiuder occhi ed orecchi dallo scorgere nella sua vera
figura tutto ci che di tremendo, forse di tragico avve-

48

Antroposofia

nuto. Ma ve lo presenter innanzitutto agli occhi dell'anima in modo che voi diciate : in ogni caso io sono chiamato
a guardar tutto senza illusioni; non mi conviene per essere
pessimista o ottimista, bens far di tutto per destare nella
mia anima, dal posto in cui mi trovo, l'impulso a collaborare al libero sviluppo dell'uomo ed al progresso.
Qui non si intende spingere al pessimismo o all'ottimismo, anche se da parte scientifico-spirituale si additano senz' altro severamente le pecche e le omissioni della nostra
epoca; bens si vuol spingere l'uomo a poggiarsi su se stesso,
a destarsi veramente in se stesso, per lavorare e coltivare i
giusti pensieri. Innanzitutto occorre essere perspicaci. Oh,
se almeno un numero sufficiente di uomini avessero oggi
l'impulso a dirsi: innanzitutto dobbiamo aver cognizione
di tali cose, e il resto poi verr! E se veramente si wol
gettare uno sguardo entro la questione sociale, allora occorrer soprattutto avere la volont cli procurarsi delle conoscenze per la vita di veglia. L'incitamento della volont, a
quello non occorre .Pensare, quello viene da s, quello si sviluppa da s. Se solo noi cercassimo di svilupparci e di oncepire delle idee per la vita socia!~ allora a poco a poco,
proprio per una legge occulta, ogniindividuo che cerchi
queste conoscenze per se stesso potrebbe portarnesemprecon
sun altro.Molto noi potremmo fare se soltanto avessimo
la seria volont di cominciarea farci delle idee chiare. J!
resto verr poi. Il male non tanto che oggi molti non siano
ancora in grado di far nulla; enormemente male invece che
gli uomini non possanodecidersi almenoa conosceree a .

studiaresottoJ'aspettQscientifico-sw,ituiele [eggi.iru;full.
Il
restoverr, se guestg~ saranno stu iate.

Questo ho voluto comunicarvi oggi sulle conoscenze


importanti e necessarie per i giorni nostri, e sul modo come
queste conoscenze possono trasformarsi in impulsi vitali..

f. G. Herder ( 1744-1803)
DA AMORE E PSICHE
Un lieve sogno qui la nostra vita.
Come ombre sulle nuvole,
come ombre che svaniscono noi siamo.
E misuriamo i pigri nostri passi '
secondo tempo e spazio;
e pur se lo ignoriamo,
siamo nel mezzo dell'eternit.
(Versione cli G.

SANTAMARIA)

Albert Steffen

RENCONTRES INTERNATIONALES

1959

A GINEVRA (*)
Ginevra, la repubblica i"n nuce, alberga oggi in s, pi
che ogni altro luogo, le pi disparate tendenze del mondo :
la sede della Croce Rossa Internazionale che fa appello alle
forze pi profonde del cuore, i laboratori nucleari del C.E.
R.N. che aspira a intercettare i raggi cosmici, la severa tradizione religiosa che risale, a Calvino rifomatore e fondatore dell'Accademia e giunge fino ad Amiel, professore di
universit ed analizzatore dei pi profondi e delicati moti
della psiche, i cui Frammenti fecero su Tolstoi una cos
profonda impressione. Fu qui, al cospetto del Monte Bianco, che l'anarchico Luccheni pugnal Elisabetta, nobile imperatrice d'Austria e amica dell'Ungheria. Sul Lemano aleggiano ancora le ombre di Byron e di Strindberg. Passeggiano sulla sua riva Indiani e dnesi.
Il sole occiduo tramuta le aiuole di astri e di dalie in
porpora ardente. Ma la magnificenza dei fiori non riesce
ad illuderci sulla nube oscura sospesa in cielo. Per quanto
tempo, perch, per chi si lavora ancora? Per i capitalisti o
per i comunisti?
All'aeroporto discendono i diplomatici dell'est e del1'ovest, per le loro vane trattati ve.
Il comitato organizzativo dei Rencontres Internationales di Ginevra, preoccupato per le sorti dell'umanit, potr forse essere stato indotto a scegliere per la sessione autunnale il tema: Il lavoro e l'uomo. Sotto la presidenza del
professor Babel, di fama mondiale\ e del suo valido collaboratore Mueller, libero docente all'universit, questo comitato
invit sette personalit note in tutto il mondo a tenere delle

() Das Goetheanum, 4 ottobre 1959.

Rencontres lnternationales

51

conferenze serali, il cui argomento venne poi discusso la mattina successivanei consueti entretiens.
Presentiamo brevemente gli oratori.
Il primo Georges Lefranc, della stessa generazione di
Jean Paul Sartre, di Paul Nizan, di Raymond Aron. Con
ritmo velocissimo questi pubblic i suoi volumi : La rivoluzione russa, Il fascismo, Venti anni di storia tedesca, Roosevelt contro la crisi, Il sindacalismo in Francia; e sul suo
cammino da combattente a pensatore, fin per diventare l'accademico internazionale del movimento operaio. Oggi
sta per terminare una Storia deflledottrine sociali nell'Europa attuale.
Lefranc consider suo compito conferire al tema una
base scientifica. Che cosa significa il lavoro per l'uomo?
una maledizione o una benedizione? Come si evoluto il
lavoro, dalla schiavit fino al sindacato?
Lefranc tracci la via che va da Platone e Aristotele fino
a Tolstoi, il quale considerava il lavoro come un male ere~
ditario da redimersi, e fino a Zola il .quale alz al lavoro un

inno.
Si pu dire che oggi, nell'epoca dell'anima cosciente, l'uomo caratterizza se stesso mediante la sua concezione del
lavoro.
Voltaire per esempio dell'idea che l'uomo debba avere
un'occupazione. L'occupazione lo rende e lo conserva sano;
gli conferisce un ideale.
Ma per dar forma a questo ideale, occorre del tempo
libero. Secondo Nietzsche, che dedic .aVoltaire i suoi due
volumi Umano troppo umano, l'ozio il padre di ogni .filosofia. Non si poteva fare a meno di pensare a ci quando una
persona altamente meritevole per l'opera del francese Voltaire
che rappresentativo per l'anima razionale, cio il proprietario della casa in cui Voltaire visse gli anni della sua vecchiaia, invit gli ospiti dei Rencontres Internationales ad
un concerto tutto dedicato all'epoca di quel combattivo poeta.
In figura di cera Voltaire stesso era seduto fra gli ospiti, mentre i visitatori assaporavano delicate bevande e pasticcini.
con una falsa interpretazione del motto : libert, egua-

52
glianza., fraternit, che la Rivoluzione Francese, scaturita
anche dagli scritti di Voltaire, mise termine all'antico regime.
Ci apparve ancor pi evidente quando il successivo
oratore, Youri Frantsev, rettore dell'Accademia di Scienze
Sociali a Mosca, tenne la sua conferenza sul tema : I} lavoro e l' atti.vit crteativa del popolo. Questo oratore prese
le mosse dal marxismo che, come cerc di mostrare, si fonda sui principi dell'uomo naturale. Ness\Jn elemento soprasensibile deve entrare in gioco. Col misticismo il legno
non si spacca. Occorre migliorare le condizioni del popolo,
secondo le esigenze e le aspirazioni della classe operaia.
Duecento milioni di uomini non si fanno accalappiare ton
delle teorie. E qui l'oratore alluse ironicamente alla parola
del Re Sole: Lo suito sono io. Oggi lo sono i proletari. E
loro mta raggiungere quanto prima con l'aiuto. delle
macchine, visto che il paradiso cdeste non esiste, il paradiso
terrestre.
Alle domande capziose il professore russQ rispondeva,
senza entrar meglio in argomento: Noi rappresentiamo
la realt. Voi siete dei dogmatici.
Un collega americano tent di controbatterlo col metodo socratico, dicendo che in passato egli stesso era stat(?
un calzolaio, poi la cosa lo aveva annoiato ed era diventat
flosof,. Forse che in Russia la scelta personale e il libero
cambiamento di professione sono possibili?
Siffatte questioni dovrebbero fondarsi sopra un'ampia
conoscenza dell'uomo, dalla quale risulti la seguente mta :
nella vita spirituale la libert, nella vita statale la pari~
di diritti per tutti gli adulti, nella vita economica la fraternit. Allora le risposte sarebbero inequivocabili.
singolare .che queste riunioni abbiano avuto luogo
proprio a Coppet, il celebre asilo dove Madame de Stael si
rifugi di fronte a Napoleone I. Le sue gentili discendenti
ed amministratrici del suo lascito letterario ascoltarono con
la cortesia d'uso il rappresentante del comunismo. La sera,
quando gi si era fatto buio, gli invitati si riunirono sulla
verde aiuola davanti alla facciata del castello, per assistere
ad uno spettacolo (Suono e luce) composto da una delle

Rencontres Internationals

53

geniali signore della casa, nel quale erano deliziosamente


rappresentati i destini, spesso cos difficili, delle persone appartenenti alla cerchia di Madame de Stael.
Si ud risuonare la musica di quell'epoca. Le voci pro. venivano talora dall'ala destra ddl'edi.ficio, talora dalla sinistra, a turno illuminate, talora dalle .finestre centrali che
si illuminavano e oscuravano. Si udiva qui lo scalpitio dei
cavalli, l il tintinnio dei bicchieri. Si vedevano in ispirito
uscire all'aperto e passeggiare fra gli olmi e le querce centenarie le ombre di coloro che in quel luogo avevano amato e sofferto.
Nel viaggio di ritorno ripensammo a Jakob Bohme che
fu insieme calzolaio e .filosofo, ed alle conoscenze decisive
date da Rudolf Steiner nel suo ciclo di conferenze sul karma
della professione : ossia che il lavoro intellettuale al termine
di un'evoluzione, il lavoro manuale al principio; che quest'ultimo addita all'avvenire e quello al passato, e che in tal
modo si ottiene un giusto pareggio.
Nella cnferenza successiva la cosa risult evidente,
sebbene solo nei suoi sintomi iniziali e determinati dall' e. poca in cui viviamo. In questa conferenza, Louis Arman
fece le sue previsioni sullo sviluppo futuro del lavoro, secondo 1'ampio orizzonte della sua esperienza ..
L'oratore, nato nell'alta Savoia, cosa che la sua costituzione sembrava attestare, dopo gli studi al politecnico fu
dapprima ingegnere minerario, poi si distinse in molti
ambienti come fisico e chimico nelle ricerche sugli strati
terrestri e sulle acque minerali, e particolarmente nel campo della radioattivit; diresse l'elettrificazione della rete
ferro viaria francese; ed infine progett tutte le trasformazioni necessarie per l'industria nucleare, ~occupandosi
sempre, in queste trasformazioni della tecnica, tanto delle
premesse scientifiche, quanto degli effetti sociali. In tutto
ci egli ebbe sempre in vista la comunit europea. da lui
che ha origine il nome Euratom ..
Nella sua conferenza l'Armand parl con ottimismo dello sviluppo della tecnica. Nonostante i pericoli che certo
non potevano sfuggirgli, egli dell'idea che anche oggi,

54

Antroposofia

come ieri, la tecnica possa servire al bene dell'umanit. Constat per l'esigenza di una nuova educazione basata sulla
conoscenza della prossima ra atomica,. e di una generazione di medici e di educatori formati ad hoc, cosa fino a
tutt'oggi inesistente.
Ma perch lo scienziato, l'artista e il pedagogo non dovrebbero adeguarsi al progresso, come vi si adegua il tecnico? Ad ogni istante essi dovrebbero essere pronti ad una
tale trasformazione. Ci per esige del cor.aggio.
I due successivi oratori che insieme ci intrattennero per
tutta una serata, giunsero, coerentemente, a trattare delle
condizioni che sole rendono possibili in seno .alle attuali
forma statali le iniziative per uno sviluppo superiore dell'umanit, delle condizioni che sole possono ostacolare o
favorire. queste iniziative.
Ecco l'alternativa: il capitalismo o il comunismo a
creare queste condizioni? Oppure n l'uno n l'altro?
Parl per primo Adolf Berle sul tema: CapitalismD
moderno: collettivismo senza nazionalizzazione. Poi parl
/ ules Moch sul tema: Sociali.ffniOmoderno: n capfrilis'l1W.
n comunismo.
Il Berle, figlio di un pastore protestante, di formazione
classica, abile giurista, uomo pratico che gode la fiducia di
grandi imprese americane, stato paragonato a Lord Kyne.
Gi all'et di ventidue anni accompagn Wilson a Versailles e fece l verosimilmente una scuola di alta diplomazia
che gli permise pi tardi di diventare un buon consigliere
di Roosevelt. Nella sua esposizione egli scart innanzitutto
le false idee che, particolarmente per l'influsso russo, ci si
fanno di solito sul capitalismo americano; fra l'altro menzion il fatto che in America si cede allo stato fino al 52%
del reddito, il che significa gi un'avanzata socializzazione;
menzion inoltre le donazioni volontarie fatte alle universit, il che ricorda l'idea di donazione di denaro concepita
da Rudolf Steiner pi di trentacinque anni fa. Con ci l'oratore sottoline mete spirituali, ma non entr in particolari
sulla specie di filosofia da lui esemplificata; cosicch taluni
poterono pensare al pragmatismo predominante negli Stati

Rencontres Internationales

55

Uni~i, e altti alla psicoanalisi; s'ingannavano per, perch


dall'oratore emanava un fluido assai pi spirituale.
Il Berle fu anche paragonato, per scherzo, ad Aristotele;
mentre il suo collega Jules Moch s'ebbe il nome di Platone.
Quest'ultimo enumer le conquiste del socialismo in Francia, la nazionalizzazione delle ferrovie, dell'elettricit, dell'economia nucleare, che avviene con crescente rapidit, secondo le idee: del generale De Gaulle. Il Moch dest in
taluni, ingiustificatamente, l'impressione di un utopista.
Ingiustificatamente perch le utopie, secondo il Berle,
possono diventare realt. Comunque interessante il fatto
che entrambi glioratori si siano riferiti a concezioni filosofiche precristiane che oggi di nuovo ci si presentano in
forma mutata. Di questo Rudolf Steiner parl ripetutamente, dicendo che verso la fine del secolo all'aristotelismo succeder il platonismo. Ma nessuno dei due oratori approfond
l'aspetto spirituale del concetto aristotelico di entelechia, o
dei concetti platonici di preesistenza e di reincarnazione.
Eppure ci sarebbe stato della massima importanza per
poter giudicare della professione in cui l'uomo viene inserito, sia per destino sia per liber;i scelta.
E qui dobbiamo pur dire che il lavoro su se stessi, ossia
l'autoeducazione, stato troppo poco tenuto in considerazione in questi incontri.
Alludendo all'autoeducazione avrebbe pur potuto coronare la sua conferenza, per esempio, una persona cos colta e attiva come Alessandro de Muralt, dottore in fisica e in medicina, dottore honoris causa dell'universit di Losanna, di
Manchester e di Ginevra, autore di un celebre trattato di
.fisiologiapratica e di un'opera premiata sulla trasmissione
dei segnali nel .sistema nervoso, il cui stesso aspetto fisico
testimoniava l'alto suo livello scientifico. Come era evidente
da. ogni sua frase, gli stava moltissimo a cuore l'efficienza
della nuova generazione. Secondo lui i migliori rappresentanti della nostra generazione si trovano nelle istituzioni
tecniche. Ed giusto: l'epoca attuale favorisce pi i seguaci
di Edison, inventore della lampadina elettrica, che non gli
scolari di Goethe, creatore della teoria dei colori. Eppure

56

Antroposofia .

solo il passo dalla scienza naturale alla scienza ddlo spirito,


fatto attraverso il goetheanismo, solo questo passo pu preservare l'umanit dall'annientamento. L'unico mezzo per salvarsi dagli effetti della scissionedell'atomo consiste nella forza
creatrice dell'individualit umana inscindibile, che permane
oltre la morte. Nello sdegno con cui il Muralt si beff di
certe mostre di pittori moderni che non comprendono la
gravit della vita, tome invece secondo lui la comprendono
i tecnici, si poteva intuire la sua preoccupazione per le sorti
dell'umanit.
La pi'~ profonda compassione per l'umanit l'impulso
principale che spinse Danilo Dola a iniziare il suo lavoro
sociale nella Sicilia occidentale, fra contadini e banditi. Senza sottomettersi a nessun dogma, egli cerc di operare solo
secondo il Vangelo, come un cercatore che si fidi soltanto
delle proprie esperienze. Perci prese dimora, fra i contadini e le loro donne, per lo pi analfabeti, in una regione
in cui, dopo la seconda guerra mondiale, furono commessi
pi di cinquecento assassinii. Per i loro bambini egli fond
una scuola, il Borgo di Dio. Alieno da ogni teoria, egli si
basava, come educatore, solo sulla sua propria pratita, trasformando in azione tutto quanto egli stesso imparava. In
contrapposto al borghese di Ginevra Rousseau, che mise in
un brefotrofio i figli avuti da Teresa, Danilo Dolci spos
una vedova con cinque bambini, e rese abitabile il paese
pi arido, dove anche l'acqua potabile mantava.
La sua opera d'amore trov riconoscimento e protezione
fra uomini di tendenze diversissime, come Gabriel Marce!,
Huxley, Ignazio Silane.
Egli rest per l'umile pedagogo. Come tale rese noto
quanto gli stava a cuore e si conquist tutti i cuori, anche
quelli dei tecnici. In quanto uomo moderno, infatti, anche la
macchina doveva servirgli.
Cos ho nominato sette membri di questa tavola rotonda. Per poterli interamente comprendere nella loro individualit, il loro essere e la loro opera non dovrebbero essere
considerati solo da fuori, coi sensi desti come per esempio
l'occhio e l'orecchio, ma anche coi sensi attualmente asso-

Rencontres I nternationales

57

piti e che ancora devono essere destati ( secondo i metodi


della scienza dello spirito), e innanzitutto col senso dell'io
che percepisce il tu.
E qui sorge subito il quesito quale mai sia l'organo di
questo cosidetto senso dell'io, come l'occhio l'organo della
vista. Pu esserlo solo I 'uomo intero, ma in quanto si adegui
all'egoit eterna, ossia non venga offuscato dalla materia
fisica e dal pensiero vincolato al corpo, n mosso da istinti
e passioni; l'uomo cio che si libera merc la conoscenza e
si solleva alla fantasia morale merc la volont: l'uomo che
ama veracemente, che ha interesse per tutti gli altri uomini.
Questo uomo che appartiene a tutta l'umanit, sembrava almeno in certi momenti aleggiare, seppure invisibilmente, sulla tavola rotonda intorno a cui si discutevano le conferenze dei sette oratori. Certamente tutti i partecipanti a
questi incontri erano davvero animati da una buona volont
di comprendere gli altri. Nonostante le diverse opinioni, i
rappresentanti di ogni forma di cultura stavano l seduti
tutti insieme, pacificamente : accademici, avvocati, scrittori,
artisti, preti cattolici e pastori protestanti, assertori del comu.
nismo e del capitalismo, uomini politici di tutti i partiti.
Regnava l il principio della libera vita spirituale. Nessuno
aveva bisogno di nascondere i propri pensieri. Tutti si andavano incontro reciprocamente con umanit. Sembrava che la
fraternit volesse accompagnarsi alla libert. E ci costituiva una grande speranza.
Ma, intervenuta la politica, tutto and subito a rotoli.
Giunti che si fu a parlare del terzo aspetto dell'impulso socia
le e della sua realizzazione, del diritto umano universale che
nella vita politica dovrebbe fondarsi sull'uguaglianza, l'intelletto non riusc pi a superare gli spaventosi abissi che da
decenni si sono spalancati fra l'Occidente e l'Oriente.
Nonostante ci, questi incontri e queste sedute si possono considerare come un inizio di una nuova forma di
comunit che si va profilando, quasi su di un lontano orizzonte dell'umanit, al cli fuori delle tradizionali sfere na
zionale e confessionale.
Cos, durante un ricevimento offerto in casa del pre-

58

Antroposofia

sidente della Croce Rossa Internazionale Boissier, in un colloquio avvenuto fra un .filosofo ed un poeta, quest'ultimo
pot pur dire che in sostanza tutti gli uomini sono cristiani,
anche se non lo riconoscono o magari lo negano, perch Cristo morto e risorto per tutta l'umanit, e da allora vive in
ogni uomo. Solo che non si vuol riconoscere la realt del
mistero del Golgota. E questo non voler ri.conoscerc I'uomo
superiore che si porta in s, questo l'unico impedimento.
L'uomo superiore per diventa riconoscibile se si guarda
nel profondo dell'anima di ogni singola personalit; e si
manifesta gi nell'aspirazione alla libert nella vita spirituale, e alla fraternit nella vita economica. Ci si deline
del tutto spontaneamente proprio nel corso di questi incontri.
Ma quando il colloquio subisce l'influsso dell'odio di
classe delle masse o della volont di potenza del singolo,
allora un elemento inumano a immischiarvisi. Allora l'intellettualit che l'elemento pi indipendente dell'uomo
(proprio quanto pi raffinata) pu venir usurpata. Per il
sentimento e la volont ci non pu, cos senz'altro, avvenire. Entro queste due facolt dell'anima sta ancora profondamente radicata la natura, che rimasta divina e protegge
l'uomo. Ma l'intelletto in quanto tale pu svincolarsi dalla
natura. E allora alla personalit si presenta una grave alternativa : devier essa dalle mete sinora valide per l'umanit, dal vero, dal bello, dal bene? Rinunzier l'uomo al
suo io, o sacrificher il tu? Come potr conseguire la libert
e conferirla ad altri?
L'umanit sta davanti ad un bivio. La libert comincia ad
esserle sottratta, inavvertitamente: ci avviene attraverso la
ricerca sperimentale, il procedimento statistico, le macchine
calcolatrici, e attraverso la formazione di gruppi umani fondati sulla casttizione ragionevole; in questi gruppi s'insinua
una potenza anonima che non pi o non ancora umana, in
veste scientifica o artistica, lucifericamente o satanicamente
pervertita, accecante o oscurante l'interiorit dell'anima, cosicch l'uomo non pu pi giungere al suo vero essere.
Tanti strati si sovrappongono in lui, che la sua egoit ne
come sepolta.

Rencontres I nternationales

59

Il filosofo. che disputava col poeta sulla terrazza della


bella dimora, al" cospetto degli splendidi alberi del parco,
dichiar che oggi non si pu pi, come in passato, percepire l'effetto della vita di Ges.
Ci dipende dal fatto che con l'occhio della conoscenza
non si coglie pi il Cristo, disceso nell'uomo Ges col battesimo. Eppure dopo il mistero del Golgota l'atmosfera spirituale che circonda la terra si trasformata, rispetto a come
era ancora nella Grecia antica. Il Logos divenuto uomo.
La parola si incarnata. E ci si manifesta nel mutamento
subentrato nello spirito del tet11po.
Oggi l'io dell'umanit riconoscibile.
riconoscibile nel singolo uomo, nonostante tutte le
aberrazioni e i delitti, e pur se questi vanno aumentando,
come dicono i giornali. Si deve per sempre prender le
mosse dall'individualit in quanto tale.
E che cosa c'impedisce di riconoscere il Cristo che
morto in ogni uomo e in ogni uomo risorto?
Fra la coscienza dell'io e l'entit dell'io la quale ultima
dalla coscienza dell'io vien soltanto riflessa, s'interpongono
gli strati formati dal pensiero, dal sentimento e dalla volont, gli strati che intorbidano e deformano. il puro spe~chio:
s'interpongono concezioni dipendenti dall'organismo fisico,
dogmi insostenibili, confessioni religiose insufficienti, analisi
degli istinti ispirate dalla specie, filosofi.epragmatistiche, il
marxismo e il darwinismo per lo pi malintesi e divenuti
slogan, l'opinione pubblica e cos via.
E poi l'aridit interiore e il vuoto, che subentrano appena le illusioni svaniscono, la disperazione che succede al
dubbio, la morte interiore, l'assassinio di Dio.
Oggi l'uomo deve passare attraverso .la morte per poter
vivere la risurrezione.
Pu riconoscersi come eterna egoit, anche entro il
corpo perituro.

Karl uon Baltz

SUONO E PAROLA(*)

Una delle pi grandi individualit fra i pittori moderni,


A. von Jawlensky, scrisse nel 1905 in una sua lettera:
Amici miei, le mele che io amo per la loro attraente
veste rossa, gialla, lilla e verde, per me non sono pi affatto
mele su questo o quello sfondo, in questo o quell'ambiente.
I loro toni e i loro colori raggianti, sullo sfondo di altri
toni pi sobri, si fondono in un'armonia pervasa da dissonanze. Ed al mio occhio essi risuonano come una musica che
riproduce questo o quel mio stato d'animo, questo o quel
fuggevole contatto con l'anima delle cose, con quel quid che
trema, inaccessibile e negletto da tutto il mondo, in ogni
oggetto del mondo materiale, in ogni impressione che ci
viene da fuori.
Riprodurre queste cose che esistono senza esistere, palesarle agli altri facendole passare attraverso la mia comprensione e simpatia, manifestarle attraverso l'affetto ch'io
nutro per esse, questa la mta della mia vita d'artista.
Per Jawlensky il mondo risuona; Jawlensky configura
ci che risuona. Cos egli disse per mezzo del linguaggio in
un momento ispirato. Il linguaggio suono e immagine
insieme. connesso con la nostra pi profonda interiorit,
la quale risuona. Ma connesso anche con le singole cose
lontane che palpitano in noi.
Il 21 settembre 1920 Rudolf Steiner disse che la medesima esperienza che noi abbiamo quando sperimentiamo
i colori come risuonanti, l'abbiamo anche quando sperimentiamo come il linguaggio tragga dal suono il suo parlare.
( 11)

Das Goethean11m, 13 settembre 1959.

Suono e parola

61

L mondo visibile e mondo sonoro si compenetrano. Nel


parlare il puro suono si colora.
Quelli che nella vita terrena si rivelano cos intimamente affini, si cercano l'un l'altro sempre di nuovo, si trovano e poi di nuovo si separano, ossia suono e parola, sono
gi stati concatenati dalla vita nel mondo sopraterrestre.
Nel mondo animico dopo la morte l'anima deve passare
attraverso i mondi del suono, ddla parola, del linguaggio.
Come dice Rudolf Steiner nella sua Teosofia, solo nel
mondo spirituale che lo spirito trova gli archetipi di suono
e parola. L'anima vede davanti a s tutta la sua vita terrena
in un poderoso quadro che si dilata sempre pi e poi a
poco a poco si sbiadisce. In un siffatto panorama essa scopre
non solo le grandi superfici a colori che rappresentano per
cos dire i vasi principali della sua linfa vitale, ma scopre
anche ogni minimo particolare con prodigiosa evidenza e
chiarezza. Un'atmosfera musicale la circonda, un sacro risuonare delle sfere.
Tuttavia, sbiadendosi quell'affresco della vita, tutto svanisce dopo pochi giorni, anche l'accoglienza risuonante delle
gerarchie. Ora questa immagine dotata di forma si tramuta
in un essere che decorre nel tempo, e precisamente con
direzione invertita. Passo per passo l'anima percorre a ri ..
troso la propria vita, dall'istante della morte fino all'infanzia. Deve soffrire le sofferenze ch'essa stessa ha causato.
Pu anche ricordarsi con giubilo del bene fatto, ed anche
di tutta la musica terrena che ha ascoltato o eseguito.
Il quadro della vita risiedeva nel corpo eterico. Il ricordo della musica terrestre sorge nell'anima, nel corpo animico o stellare ( o astrale). e con grande fedelt.
Da ci deriva - disse Rudolf Steiner il 16 settembre
1920 - che quanto di musica l'uomo accoglie nella vita,
dopo la morte continua ad operare come un ricordo
musicale che dura circa finch l'uomo . ha deposto il corpo
astrale. Poi nella vita dopo la morte la musica terrestre si
tramuta in musica delle sfere e sussiste come tale fino a poco
prima della nuova nascita>>.
Questa musica delle sfere diventa per, per l'anima che

62

Antroposofia

tende ad una nuova vita terrena, una forza plasmatrice. Il


nuovo organismo animico viene intessuto di suoni spirituali, come se fossero ricordi musicali. La musica di una
vita terrena accompagna l'anima attraverso tutti i regni spirituali, e d all'altravita la forza di plasmare l'anima e gli
organi. La sfera dell'esperienza musicale di una vita precedente sarebbe dunque attiva nella vita attuale come plasmatrice di corporeit? Un elemento musicale sarebbe dunque chiamato ad esplicare un'azione architettonica e plastica? Musica ammutolita ha dunque contribuito a formare
il mio organismo fatto di ossa, di muscoli, di nervi, di respiro, di sangue? A queste. domande Rudolf Steiner rispose
affermativamente, in modo concreto. Esse devono per venir
pervase ed integrate da altri punti di vista; perch la musica
non l'unica forza della vita umana. per una delle forze
cosmiche. E Rudolf Steiner ce ne indica.anche le leggi temporali:
... In quanto vita di ricordo, l'elemento musicale permane ancora pr circa trent'anni dopo la morte. L'elemento
musicale continua ancora a vibrare assai pi a lungo del
fonetico; ci che appartiene al linguaggio in quanto tale,
noi lo perdiamo relativamente presto dopo la morte e ne
resta solo un estratto spirituale. Ci che musicale si
conserva ancora altrettanto quanto si conserva il corpo astrale. L'elemento del linguaggio pu diventare per noi assai
bene.fico dopo la morte, specialmente se l'abbiamo ac~olto
come l'ho descritto spesso a proposito dell'arte della recitazione.
Si tratta dunque gi nella vita di lavorare sul parlare
quotidiano, e di sottrarlo alParidit della mera: comunicazione, al pantano del quotidiano cicalare. Anche la musica
pu cicalare, pu diventare una specie di basso mezzo cli
comunicazione. Quante volte la scala diventa uno strumento
convenzionale! E quanto raramente la si fa sviluppare nell'anima del bambino! Va dichiarata guerra all abitudini
della musica; attraverso gli intervalli ben si parlano fra
loro mondo e uomo, io quotidiano e io superiore; e misura
e ritmi agiscono pur sempre come quelle potenze che un

Suono e parola

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tempo collocarono sulla terra quest'io, affinch agisse e contemplasse, fosse martello e incudine. Cos il maestro di musica vive insieme con le potenze che hanno plasmato l'uomo
disarmonicamente o armonicamente. Il suo atteggiamento,
quando parla, canta, suona e sperimenta, deve essere pervaso
dall' entusi"<ismo.Invece l'atteggiamento di chi insegna la
scultura deve essere pervaso da venerazione.

***
Fra_le forze creatrici che agiscono musical~ente e quelle che operano plasticamente dando entrambe forma all'organismo umano, forze che da una vita umana all'altra si
trasformano, si integrano, si alternano, come abbiamo accennato prima, sta il suono articolato, la parola, la frase, il
discorso, il linguaggio, stanno le diverse lingue. Tutto ci
risuona, ma insieme anche d forma. Sono suoni quelli che
s'impossessano plasticamente del palato, della lingua, dei
denti, degli organi della respirazione, della laringe, ecc. Ad
ogni istante essi per cos dire plasmano delle forme in continuo mutamento. Per esempio la laringe uno strumenro
musicale mobile, che unisce in s tutte le qualit degli strumenti ad arco e a fiato.
Queste forme scultorie si tramutano ad ogni istante,
per assolvere il loro compito che di trovare il tono, il
giusto tono nel giusto momento. I suoni del linguaggio
sono degli scultori che lavorano ad una materia in perenne
mutamento; e sono dei musici che suonano sui flauti e sui
violini dell'organismo vivo.
Ci che risuona attraverso un parlare artisticamente sublimato, diventa al tempo stesso colorato, fiammeggia nel
rosso, si fa .azzurro, giallo, grigio, gorgoglia c~me la bianca
spuma del mare, raggia come il sole.
La parola sarebbe allora un multiforme artista? Un artista universale che abbraccia ogni arte, la musica, la scultura, la pittura? Esprimendoci in senso lato, possiamo rispondere che s. In senso stretto, no.
Il linguaggio non conosce altezze sonore ben determi-

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Antroposofia

nate. Oscilla fra intervalli non misurabili. Non conosce la


battuta della musica; vuole essere solo ritmo, e non battuta
misurabile. Un vero pezzo di musica tutto trasparente.
privo di scorie come la geometria e la matematica. Nella
parola noi cerchiamo la verit spirituale ed umana. Nella
musica invece la somma purezzci.

SILVIA ScHWARZ CoLoRNI, Dir. resp.


presso L'Editrice Scientifica, Via Ariberto 20, Milano
Td. 85.02.74

Direzione e amministraz.:

La propriet letteraria riservata agli autori


Tradt1zioni autorizzate
Arti Grafiche Fratelli Memo - Via Rinuccini, 5 - Milano
Autorizzazione

Rcg. Cane. Tribunale

Milano n. 3907 - li

dicembre 1955

BOLLETTINO

BIBLIOGRAFICO

Nella collana di opere di Rudolf Steiner de L'Editrice


_Scientz."-fica
sono apparsi i volumi:

Teosofia .

L. 1400

La filosofia di Tomma.ro d'Aquino .

1200

Il vangelo di Gi"ovanni .

1700

Il vangelo di Luca .

1700

Il vangelo di Matteo .

1700

Il vangelo di Marco .

1500

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