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Copyright © 2004 by Dennis Meadows Indice

Titolo originale dell'opera: Limits to Growth. The 30-Year Update


© 2006 Arnoldo Mondadori Editore S.p.A., Milano

I edizione Oscar saggi settembre 2006

ISBN 978-88-04-55901-6

Questo volume è stato stampato


presso Mondadori Printing S.p.A.
Stabilimento NSM - Cles (TN)
Stampato in Italia. Printed in Italy

Ristampe:

2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 5 Prefazione
Lo sfondo, 5 - 1972: i limiti della crescita, 6 - La fine della cresci-
2007 2008 2009 2010 2011 2012
ta, 8 - 1992: oltre i limiti, 9 - 1970-2000: l'espansione dell'im-
pronta umana, 10 - Che cosa accadrà?, 12-7 limiti dello sviluppo
aveva ragione?, 14 - Perché un altro libro?, 16 - Scenari e previ-
sioni, 17-1 libri e la transizione alla sostenibilità, 17-11 supera-
mento dei limiti e il collasso: un esempio concreto, 18 - Piani per
il futuro, 20

21 1 II superamento dei limiti

39 2 La crescita esponenziale come forza motrice


La matematica della crescita esponenziale, 40 - Cose che cresco-
no esponenzialmente, 47 - La crescita della popolazione mondia-
le, 51 - La crescita dell'industria mondiale, 61 - Più popolazione,
più povertà, più popolazione, 66

76 3 I limiti: sorgenti e pozzi


Sorgenti rinnovabili, 82 - Sorgenti non rinnovabili, 117-1 pozzi
dell'inquinamento e dei rifiuti, 141 - Oltre i limiti, 157 - Vivere
del capitale anziché del reddito, 157

163 4 La dinamica della crescita in un mondo finito


Scopo e struttura di WorkB, 164 - Lo scopo di World3, 171 - La
struttura di World3, 177 - Con e senza limiti, 184 - Limiti e ritar-
di, 194 - Superamento e oscillazione, 200 - Superamento e collas-
so, 202 - World3: due scenari possibili, 206 - Perché il supera-
mento e il collasso?, 214
www.librimondadori.it
220 5 Di là dai limiti e ritorno: la storia dell'ozono I nuovi limiti dello sviluppo
La crescita, 221 - Il limite, 223 - I primi segnali, 226 - I ritardi,
228 - Superamento: il buco nell'ozono, 229 - La risposta al supe-
ramento: i ritardi in pratica, 233 - Andare avanti senza CFC, 240 -
La morale della storia, 242

245 6 Tecnologia, mercati e superamento dei limiti


Tecnologia e mercati nel «mondo reale», 249 - Spostare in avanti
i limiti grazie alla tecnologia, 253 - Qualche avvertenza, 265 -
Perché tecnologia e mercati da soli non possono evitare il supera-
mento, 267 - Le imperfezioni del mercato: le oscillazioni dei prez-
zi del petrolio, 271 - Tecnologia, mercati e distruzione delle zone
di pesca, 274 - Sintesi, 280

282 7 Transizioni verso un sistema sostenibile


Restrizioni deliberate sulla crescita, 286 - Restrizioni sulla cresci-
ta più miglioramenti tecnologici, 292 - Ventanni possono fare la
differenza, 296 - Quanto è troppo?, 299 - La società sostenibile,
' 302

313 8 Strumenti per la transizione verso la sostenibilità


Le prime due rivoluzioni: agricoltura e industria, 314 - La prossi-
ma rivoluzione: la sostenibilità, 317 - Immaginazione, 320 - Reti
sociali, 323 - Onestà intellettuale, 325 - Apprendimento, 328 -
Amore, 330

335 APPENDICE 1
Da World3 a World3-03
N u o v e strutture in World3-03, 336 - Le scale degli scenari di
World3-03, 338

340 APPENDICE 2
Indicatori del benessere umano e dell'impronta
ecologica
Lo sfondo, 340 - L'indice di sviluppo u m a n o dell'uNDP, 341 - L'in-
dice di benessere u m a n o in World3, 342 - L'impronta ecologica
di Mathis Wackernagel, 342 - L'impronta e c o l o g i c a u m a n a in
World3, 344

345 Note
363 Fonti delle tabelle e delle figure
373 Indice analitico
In questi ultimi trentanni, sono state molte le persone e le organizza-
zioni che ci hanno aiutato a comprendere come i limiti della crescita
materiale possono influenzare i destini del mondo. Dedichiamo que-
sto libro a tre persone il cui contributo è stato fondamentale.
Aurelio Peccei, fondatore del Club di Roma, la cui profonda solleci-
tudine per le sorti del mondo e la cui inesausta fede nel genere umano
hanno spinto noi e molti altri a preoccuparci e interessarci del futuro
a lungo termine dell'umanità.
Jay W. Forrester, professore emerito della Sloan School of Manage-
ment presso il MIT e nostro insegnante. Egli ha concepito il prototipo
del modello al calcolatore di cui ci siamo serviti, e le sue profonde in-
tuizioni sulla dinamica dei sistemi ci hanno aiutato a comprendere il
comportamento dei sistemi economici e ambientali.
Dobbiamo infine - triste onore - dedicare questo libro alla sua autrice
principale, Domila H. Meadows. Dana (così era chiamata da coloro che
la stimavano e ne apprezzavano il lavoro) è stata d'esempio a tutto il
mondo come pensatrice, scrittrice e innovatrice sociale. Gli elevati princi-
pi comunicativi, etici e professionali cui sempre si è attenuta sono per
noi, e per migliaia d'altri come noi, un'ispirazione e una sfida. A Dana
dobbiamo gran parte delle analisi e dei testi che costituiscono questo li-
bro, portato a termine solo dopo la sua morte, avvenuta nel febbraio
2001. Vorremmo che questa nuova edizione onorasse e desse ulteriore
impulso all'opera di tutta la sua vita: informare i cittadini del mondo e
incoraggiarli sulla via della sostenibilità.
Prefazione

Lo sfondo
Questo libro - / nuovi lìmiti dello sviluppo - è il terzo di una se-
rie di volumi. Il primo, / limiti dello sviluppo ( L D S ) , fu pubblica-
1
to nel 1972 e fu seguito nel 1992 da un'edizione riveduta, Oltre i
limiti dello sviluppo ( O L D S ) , che studiava l'evoluzione globale
2

degli scenari di L D S in quei primi ventanni. A distanza di più di


t r e n t a n n i , questa versione aggiornata ripresenta gli elementi
essenziali della nostra analisi originaria e ricapitola dati e idee
che abbiamo raccolto e sviluppato nel frattempo.
Il progetto che sfociò in L D S nacque tra il 1970 e il 1972 pres-
so il Massachusetts Institute of Technology ( M I T ) , nell'ambito
del System Dynamics Group della Sloan School of Manage-
ment. Il nostro gruppo di lavoro utilizzò la dinamica dei sistemi
e la simulazione al calcolatore per analizzare le cause e le con-
seguenze a lungo termine della crescita della popolazione e del-
l'economia materiale su scala globale. Nel libro affrontavamo
problemi del tipo: Le politiche attuali portano a un futuro soste-
nibile o al collasso? Che cosa si può fare per creare un'economia
umana che provveda ai bisogni di tutti?
Era stato il Club di Roma, un gruppo informale costituito da
eminenti uomini d'affari, statisti e scienziati di vari paesi, ad af-
fidarci l'incarico di studiare questi problemi. Dalla Germania, la
Fondazione Volkswagen finanziò il nostro lavoro.
Dennis Meadows, che all'epoca insegnava al M I T , organizzò e
diresse un gruppo di lavoro che nell'arco di due anni portò a
termine lo studio originario; ne facevano parte Alison A. An-
derson ( U S A ) , Ilyas Bayar (Turchia), Farad Hakimzadeh (Iran),
6 / nuovi limiti dello sviluppo Prefazione 7

Judith A. Machen ( U S A ) , Donella H. Meadows ( U S A ) , Nirmala S. era presentata come molto grave, ma lo spirito del libro era ot-
Murthy (India), Jorgen R a n d e r s (Norvegia), J o h n A. Seeger timistico e in più punti vi era sottolineata la possibilità di ri-
( U S A ) , Erich K.O. Zahn (Germania), Jay M. Anderson ( U S A ) , durre i danni provocati dall'avvicinamento ai limiti ecologici
William W. Behrens III ( U S A ) , Steffen Harbordt (Germania), Pe- globali (o dal loro s u p e r a m e n t o ) , p u r c h é si intervenisse per
ter Milling (Germania), Roger F. Naill ( U S A ) , Stephen Schantzis tempo.
( U S A ) , Marilyn Williams ( U S A ) . Nei dodici scenari di World3 presentati in L D S si può vedere
Uno dei pilastri del progetto fu World3, un modello al calcola- come la crescita della popolazione e dell'uso di risorse naturali
tore creato per facilitare l'integrazione dei dati e delle teorie sul- interagisca con una varietà di limiti. In concreto, i limiti della
3
la crescita. Il modello permette di generare scenari di sviluppo crescita hanno molte forme. La nostra analisi era centrata so-
globale dotati di coerenza interna. Nella prima edizione di L D S prattutto sui limiti fisici del pianeta, e in particolare sulle risor-
presentammo e analizzammo dodici scenari, elaborati per mez- se naturali esauribili e sulla capacità non infinita della Terra di
zo di World3, che illustravano vari possibili modelli di sviluppo assorbire le emissioni industriali e agricole. Ogni scenario reali-
globale nell'arco di due secoli, dal 1900 al 2100. O L D S presentava stico di World3 mostrava che questi limiti avrebbero costretto
quattordici scenari, basati su una versione di World3 lievemente la crescita fisica a fermarsi nel corso del XXI secolo.
modificata. La nostra analisi non implicava che i limiti sorgessero di
L D S è stato uno dei libri più venduti in parecchi paesi ed è sta- punto in bianco: un giorno assenti, assoluti e invalicabili il gior-
to tradotto in una trentina di lingue. Anche O L D S è stato pubblica- no dopo; nei nostri scenari, infatti, l'espansione della popolazio-
to in molte lingue ed è largamente utilizzato come testo universi- ne e del capitale fisico costringe l'umanità a impiegare sempre
tario. maggior capitale per fronteggiare i problemi generati da diversi
vincoli combinati assieme. Il capitale dirottato per risolvere
questi problemi finisce con l'essere tanto grande che diventa
1972: i limiti della crescita
impossibile sostenere la crescita ulteriore della produzione in-
/ limiti dello sviluppo sosteneva che i vincoli ecologici globali ri- dustriale. Con l'industria che declina, la società non può più so-
guardanti l'uso di risorse e le emissioni avrebbero influenzato stenere la crescita della produzione negli altri settori economi-
profondamente il futuro del pianeta nel XXI secolo. Avvertiva ci: generi alimentari, servizi e altri consumi. Q u a n d o questi
inoltre che l'umanità avrebbe potuto essere costretta a dirottare settori smettono di crescere, si interrompe anche la crescita del-
capitale e forza lavoro in grande quantità per contrastare l'azione la popolazione.
di questi vincoli, al punto che nel corso del XXI secolo il tenore di La fine della crescita può assumere molte forme. Anzitutto
vita medio sarebbe forse diminuito. Il libro non precisava quale quella del collasso: un declino incontrollato della popolazione e
penuria di risorse o quale tipo d'emissione, richiedendo più capi- del benessere umano. Negli scenari di World3 si può vedere co-
tale di quello disponibile, avrebbe posto fine alla crescita, ma me tale collasso abbia una molteplicità di cause. La fine della
questo semplicemente perché è impossibile - nel gigantesco e crescita può anche manifestarsi come un adattamento «morbi-
complesso sistema popolazione-economia-ambiente che costitui- do» dell'impronta ecologica u m a n a alla capacità di carico della
sce il nostro mondo - fare predizioni dettagliate del genere su ba- Terra. Nell'ipotesi di profondi mutamenti delle politiche attuali,
se scientifica. World3 può generare scenari con un'ordinata tendenza alla cre-
L D S invocava un rinnovamento coraggioso e profondo della scita, seguita da un lungo periodo di benessere relativamente
società, attraverso trasformazioni tecnologiche, culturali e isti- elevato.
tuzionali volte a impedire che l'impronta ecologica superasse
la capacità di carico del pianeta Terra. La situazione globale
La fine della crescita 1992: oltre i limiti
La fine della crescita, comunque concepita, ci sembrava nel 1972 Nel 1992, trascorsi vent'anni, aggiornammo il nostro studio ori-
una prospettiva molto remota. In L D S , gli scenari di World3 indi- ginario e ne pubblicammo una nuova edizione col titolo di Oltre
cavano concordemente che la crescita demografica ed economica i limiti dello sviluppo. Vi abbiamo analizzato gli sviluppi globali
sarebbe proseguita ben oltre l'anno 2000. Anche nello scenario tra il 1970 e il 1990, e abbiamo utilizzato i dati raccolti per ag-
più pessimistico di L D S , il tenore materiale di vita sarebbe salito giornare i contenuti di L D S e il modello al calcolatore World3.
ancora ininterrottamente fino al 2015. Perciò L D S collocava la fi- O L D S ripeteva il messaggio originario; la nostra conclusione del

ne della crescita circa cinquantanni dopo la pubblicazione del li- 1992 era che due decenni di storia confermavano essenzialmen-
bro. Un tempo che sembrava sufficiente per riflettere, scegliere te ciò che avevamo scritto vent'anni prima. Ma nel libro del 1992
e adottare misure correttive, anche su scala globale. presentavamo un nuovo, importante risultato: l'umanità, a no-
Quando scrivemmo L D S , speravamo che tale riflessione avreb- stro giudizio, aveva ormai superato i limiti della capacità di so-
be condotto l'umanità a fare qualcosa per rendere il collasso me- stentamento della Terra. Era un fatto talmente importante che
no probabile. Il collasso non può essere un futuro desiderabile. decidemmo di farne il titolo del libro.
Il rapido declino della popolazione e dell'economia a livelli so- Già all'inizio degli scorsi anni Novanta era emerso sempre
stenibili per i sistemi naturali della Terra sarebbe senza dubbio più chiaramente che l'umanità si stava addentrando nel terreno
accompagnato da crisi sanitarie, conflitti, disastri ecologici ed dell'insostenibilità. Fra le altre cose, secondo i rapporti, la di-
enormi disuguaglianze. Il rapido incremento della mortalità e struzione delle foreste pluviali procedeva a u n a velocità insoste-
un altrettanto rapido declino dei consumi porterebbero al col- nibile, vi erano ragioni per credere che la produzione di cereali
lasso incontrollato dell'impronta umana. Ma, grazie a scelte e non potesse tenere il passo con la crescita della popolazione, vi
azioni appropriate, tale declino incontrollato può essere evitato; era chi sosteneva che la temperatura globale stesse aumentan-
al superamento dei limiti si può porre rimedio con uno sforzo do, e la recente apparizione di un «buco» nell'ozono della stra-
consapevole volto a ridurre la pressione dell'umanità sul piane- tosfera aveva suscitato vasto allarme. Ma era opinione comune
ta. In questa prospettiva, un graduale aggiustamento verso il che tutto questo non dimostrasse ancora che l'umanità aveva ol-
basso dell'impronta p u ò essere prodotto da un'efficace opera di trepassato la capacità di carico del pianeta. Non era questa la
riduzione della fertilità e da una distribuzione più equa del tas- nostra posizione. A nostro giudizio, all'inizio degli scorsi anni
so sostenibile di consumo materiale. Novanta il superamento dei limiti non poteva più essere evitato
È il caso di ripetere che la crescita non conduce necessaria- attraverso provvedimenti illuminati: era ormai cosa fatta. L'o-
mente al collasso. Il collasso segue alla crescita solo quando la biettivo principale era riportare «giù» il mondo, farlo rientrare
crescita porta al s u p e r a m e n t o dei limiti, a un a u m e n t o della nel campo della sostenibilità. Eppure il tono di O L D S era ancora
pressione sulle sorgenti e sui pozzi oltre il livello di sostenibi- ottimistico, e vi si dimostrava in numerosi scenari fino a che
lità. Nel 1972, sembrava che la popolazione e l'economia del punto i danni provocati dal superamento dei limiti potessero es-
mondo fossero ben al di sotto della capacità di carico del piane- sere ridotti combinando politiche globali illuminate, innovazio-
ta. Eravamo convinti che fosse ancora possibile crescere tran- ni tecnologiche e istituzionali, obiettivi politici e aspirazioni
quillamente avendo tutto il tempo per considerare le opzioni personali.
più a lungo termine. Ma ciò che poteva esser vero nel 1972 non
O L D S fu pubblicato nel 1992, l'anno del vertice mondiale di
lo era più nel 1992.
Rio de Janeiro su ambiente e sviluppo. Un evento, questo, che
sembrava dimostrare che la società mondiale avesse finalmen-
te deciso di affrontare seriamente i problemi fondamentali del-
10 / nuovi limiti dello sviluppo Prefazione 11

l'ambiente. Ma oggi è chiaro che l'umanità non è riuscita a rag- Il decennio scorso ha prodotto molti dati a conferma dell'ipo-
giungere gli obiettivi di Rio. La conferenza Rio + 1 0 tenuta a tesi, avanzata in O L D S , che il mondo sia entrato nella fase di supe-
Johannesburg nel 2002 è stata ancora più povera di risultati, ramento dei limiti. La produzione globale prò capite di cereali
paralizzata o quasi da una serie di dispute ideologiche ed eco- sembra aver raggiunto un picco verso la metà degli anni Ottanta.
nomiche e dagli sforzi di coloro che perseguivano esclusiva- Nella pesca marittima, la prospettiva di cospicui incrementi del
4
mente i loro interessi nazionali, aziendali o individuali. pescato è inesistente. I costi dei disastri naturali vanno aumen-
tando, come pure le difficoltà, e perfino i conflitti, comportati
dall'allocazione di risorse (come l'acqua dolce o i combustibili
1970-2000: l'espansione dell'impronta umana fossili) tra domande alternative. Gli Stati Uniti e altri grandi pae-
Negli ultimi t r e n t a n n i , gli sviluppi positivi sono stati molti. Di si continuano ad accrescere l'emissione di gas serra, sebbene le
pari passo con la crescente espansione dell'impronta u m a n a , attività antropiche - stando all'opinione prevalente fra gli scien-
sono state introdotte nuove tecnologie, i c o n s u m a t o r i h a n n o ziati e ai dati meteorologici - siano responsabili dell'alterazione
modificato le loro abitudini d'acquisto, sono state create nuove del clima globale. Molte località e regioni già soffrono di un
istituzioni e sono stati messi a punto accordi internazionali. In prolungato declino economico. Cinquantaquattro paesi, che an-
alcune regioni del mondo, il tasso di crescita della produzione noverano il 12% della popolazione mondiale, hanno registrato
alimentare, energetica e industriale è stato notevolmente mag- un calo del P I L prò capite per oltre un decennio nel periodo
giore di quello della popolazione. Gli abitanti di queste regioni, 1990-2001.6
in buona parte, sono divenuti più ricchi. In seguito all'incre- Il decennio scorso ha anche inaugurato un nuovo vocabola-
mento del reddito, il tasso di crescita della popolazione si è ri- rio e nuove misure quantitative del superamento dei limiti. Per
dotto. Rispetto al 1970, la consapevolezza delle questioni am- esempio, Mathis Wackernagel e i suoi collaboratori h a n n o mi-
bientali è oggi molto più alta. Nella maggior parte dei paesi vi surato l'impronta ecologica dell'umanità e l'hanno messa a con-
sono ministeri dell'Ambiente, e l'educazione ambientale è un fronto con la cosiddetta capacità di carico del pianeta. L'im- 7

fatto ordinario. Le ciminiere e gli scarichi delle fabbriche dei p r o n t a ecologica è definita come la porzione di superficie
paesi ricchi producono assai meno inquinamento, e le aziende terrestre che occorrerebbe per produrre le risorse (cereali, fo-
maggiori si sono spinte molto avanti sulla strada dell'ecoeffi- raggio, legname, pesce e superficie urbana) e per assorbire le
cienza. emissioni (diossido di carbonio) della popolazione globale. Se-
Intorno al 1990, a causa di questi indubbi successi, era diffi- condo i calcoli di Wackernagel, il consumo di risorse da parte
cile parlare dei problemi connessi al s u p e r a m e n t o dei limiti. dell'umanità, messo a confronto con la superficie disponibile,
La difficoltà era acuita dalla mancanza di dati essenziali e del oltrepassa oggi la capacità di carico globale di circa il 20% (fi-
più elementare vocabolario relativo al superamento dei limiti. gura P I ) . Nei termini di questo indicatore, l'umanità è rimasta
Perché il quadro di riferimento concettuale - per esempio, la nel campo della sostenibilità fino agli scorsi anni Ottanta.
d i s t i n z i o n e fra crescita del p r o d o t t o i n t e r n o l o r d o ( P I L ) ed Purtroppo, l'impronta ecologica u m a n a si va ancora espan-
espansione dell'impronta ecologica - maturasse a sufficienza dendo, nonostante i progressi tecnologici e istituzionali. Ciò è
per consentire u n a discussione intelligente sui limiti della cre- tanto più grave poiché l'umanità è già entrata nel campo del-
scita ci sono voluti più di due decenni. E la società globale l'insostenibilità. La consapevolezza collettiva di questo proble-
stenta ancora a far proprio il concetto di sostenibilità, un ter- ma è però gravemente limitata. Ci vorrà molto tempo perché
mine che ancora oggi, sedici anni dopo che fu coniato dalla prenda forma un orientamento a sostegno di quei cambiamen-
commissione Brundtland, resta ambiguo ed è per molti aspetti ti nei valori individuali e nella politica pubblica che, soli, po-
5
abusato. tranno invertire le tendenze attuali e far sì che l'impronta eco-
PREFAZIONE 13

revoli, ci vorranno decenni per realizzare tutto ciò. Nessun mo-


derno partito politico ha raccolto vasti consensi intorno a un
programma siffatto, certo non nei paesi ricchi e potenti, quelli
che, riducendo la propria impronta, potrebbero lasciare spazio
alla crescita dei paesi poveri. Nel frattempo, l'impronta globale
si espande giorno dopo giorno.
Il risultato è che oggi siamo assai più pessimisti sul futuro
globale di quanto non fossimo nel 1972. È amaro osservare che
l'umanità ha sperperato questi ultimi trent'anni in futili dibatti-
ti e risposte volenterose ma fiacche alla sfida ecologica globale.
Non possiamo bloccarci per altri trent'anni. Dobbiamo cambia-
re molte cose se non vogliamo che nel XXI secolo il superamen-
to dei limiti oggi in atto sfoci nel collasso.
All'inizio del 2001, prima che Dana Meadows ci lasciasse, le
promettemmo di portare a termine questo aggiornamento tren-
tennale del libro che amava tanto. Ma, strada facendo, abbiamo
toccato con mano, una volta di più, le grandi differenze fra le
speranze e le aspettative dei tre autori.
Dana era l'ottimista a oltranza. La sua fede nell'umanità era
FIGURA P.l - IMPRONTA ECOLOGICA E CAPACITÀ DI CARICO
appassionata e compassionevole. Al centro del lavoro di tutta la
Questo diagramma mostra quante Terre sarebbero necessarie per produrre
le risorse utilizzate dall'umanità e assorbire le loro emissioni negli anni
sua vita era l'idea che se avesse messo a disposizione dell'uma-
successivi al 1960. La domanda umana è messa in relazione con la fonte di nità informazioni adeguate per qualità e quantità, questa avreb-
risorse di cui disponiamo: la nostra Terra. La domanda umana ha superato be finito per scegliere la strada più saggia, più lungimirante e
le risorse naturali a partire dagli scorsi anni Ottanta, e nel 1999 le aveva ol- generosa: nel nostro caso, l'adozione di politiche globali in gra-
trepassate di circa il 20%. {Fonte: M. Wackemagel et al.) do di evitare il superamento dei limiti (o, se per questo fosse or-
mai tardi, in grado di aiutare il mondo a risalire dal baratro).
Dana mise la sua vita al servizio di questo ideale.
logica regredisca e rientri nella capacità di carico a lungo ter- Jorgen è il cinico. E convinto che l'umanità perseguirà fino in
mine del pianeta. fondo scopi di breve respiro volti a incrementare il consumo,
l'occupazione e la sicurezza finanziaria, e che ignorerà tutti i se-
Che cosa accadrà? gnali, anche quelli più chiari e più forti, finché non sarà troppo
tardi. Pensa con amarezza che la società stia rinunciando vo-
Quale sia la sfida globale è facile a dirsi: per raggiungere la so- lontariamente al meraviglioso futuro che avrebbe potuto avere.
stenibilità, il livello di consumo dei paesi poveri deve aumenta- Dennis ha una posizione intermedia. Ritiene che alla fine fa-
re e, al tempo stesso, l'impronta ecologica globale dell'umanità remo qualcosa per evitare il peggio, il collasso globale. Si aspet-
deve ridursi. Sono necessari progressi tecnologici, cambiamenti ta che il mondo, in definitiva, sceglierà un futuro relativamente
individuali e orizzonti di pianificazione più vasti. C'è bisogno di sostenibile, ma che lo farà tardivamente, costretto da profonde
più rispetto, attenzione e condivisione nei confronti di tutti, in- crisi globali. E la situazione, a causa di questo grave ritardo,
dipendentemente dai confini politici. Nelle condizioni più favo- sarà molto meno gradevole di quella che sarebbe stata creata da
14 / nuovi limiti dello sviluppo Prefazione 15

un intervento tempestivo. Strada facendo, molti dei meraviglio- ti con misure sagge, lungimiranti e altruistiche, ma, a breve ter-
si tesori ecologici del pianeta andranno distrutti; molte scelte mine, svantaggiose per questo o quell'attore importante.
politiche ed economiche desiderabili non saranno più possibili; I vincoli sulle risorse e sulle emissioni hanno provocato molte
vi saranno disuguaglianze profonde e persistenti, u n a società crisi a partire dal 1972. Hanno animato i mass media, suscitato
sempre più militarizzata ed estesi conflitti. l'attenzione del pubblico e messo in moto i politici. Il declino
È impossibile combinare queste tre prospettive in una visio- della produzione di petrolio in importanti paesi, l'assottiglia-
ne condivisa del più probabile futuro globale. Ma su quel che mento dell'ozono nella stratosfera, l'incremento della tempera-
speriamo possa accadere c'è accordo. I cambiamenti cui ci pia- tura globale, il perdurare della fame nel mondo, le dispute sem-
cerebbe assistere sono descritti in una versione lievemente ag- pre più vivaci sulla scelta dei siti per lo smaltimento dei rifiuti
giornata dell'ottimistico capitolo conclusivo di O L D S , scritto da tossici, l'abbassamento dei livelli delle falde idriche, la scompar-
Dana, intitolato qui Strumenti per la transizione alla sostenibi- sa di specie viventi, la diminuzione delle foreste: questi sono so-
lo alcuni dei problemi che sono stati oggetto di studi fondamen-
lità. L'idea è che se perseveriamo nel nostro sforzo pedagogico,
tali, convegni internazionali e accordi globali. Tutti illustrano e
gli abitanti della Terra prenderanno la strada giusta, con amore
sono coerenti con la nostra tesi principale secondo cui i vincoli
e rispetto per i loro compagni di viaggio sul pianeta, attuali e fu-
sulla crescita fisica, in questo XXI secolo, sono un elemento im-
turi, umani e non umani. Ci auguriamo vivamente che riusci-
portante del dibattito politico globale.
ranno a farlo in tempo.
Per tutti coloro che apprezzano i numeri, si p u ò osservare
che gli scenari aggregati di World3 appaiono tuttora, trentanni
«I limiti dello sviluppo» aveva ragione? dopo, sorprendentemente esatti. Nell'anno 2000 il mondo aveva
il numero d'abitanti (circa 6 miliardi, dai 3,9 miliardi che erano
Spesso ci viene chiesto se le previsioni fatte in / limiti dello svi-
nel 1972) stimato nel 1972 nella simulazione standard del mo-
luppo erano corrette. Si badi che questo è il linguaggio della 8
dello World3. Inoltre, questo scenario comportava un incre-
stampa, non il nostro! Oggi come allora, la nostra ricerca inten-
mento della produzione alimentare globale (da 1,8 miliardi an-
de descrivere u n a molteplicità di possibili futuri. Non stiamo nui di tonnellate di cereali nel 1972 a 3 miliardi nel 2000) che
cercando di predire il futuro. Stiamo delineando gli scenari al- 9
corrisponde abbastanza da vicino alla realtà. Ma questa corri-
ternativi che l'umanità ha di fronte mentre il 2100 si avvicina. È spondenza dimostra che il nostro modello è vero? Certo che no.
tuttavia utile riflettere sulle lezioni degli ultimi trentanni. Indica però che il modello World3 non era affatto privo di sen-
Che cosa è accaduto dunque da quel marzo 1972, quando a so, e che le sue assunzioni e le nostre conclusioni sono ancora
New York uno sconosciuto editore pubblicò uno smilzo volume degne di essere prese in considerazione.
intitolato Limits to Growth? Va sottolineato che non c'è bisogno di far girare World3 su un
All'inizio, le voci della maggior parte degli economisti, all'u- calcolatore per comprendere le sue conclusioni fondamentali.
nisono con quelle di molti industriali, politici e difensori dei di- Le nostre tesi più importanti sulla probabilità di un collasso
ritti del Terzo Mondo, si levarono indignate all'idea che la cre- non poggiano sulla cieca fede nelle curve generate da World3,
scita avesse dei limiti. Ma i fatti finirono per dimostrare che ma semplicemente sulla comprensione degli schemi dinamici
non c'è nulla di assurdo nel concepire vincoli ecologici globali. di comportamento generati da tre caratteri ovvi, persistenti e
La crescita fisica è effettivamente soggetta a vincoli, vincoli che comuni del sistema globale: l'esistenza di risorse limitate ed
h a n n o u n ' e n o r m e influenza sulla riuscita delle politiche che erodibili, la costante tendenza alla crescita, il ritardo delle ri-
adottiamo per raggiungere i nostri scopi. La storia insegna che sposte della società di fronte a limiti sempre più vicini. Qualun-
la società umana è scarsamente capace di fronteggiare tali limi- que sistema governato da queste proprietà è soggetto al supera-
16 1 nuovi limiti dello sviluppo

mento dei limiti e al collasso. Gli assunti centrali di World3 pre- Scenari e previsioni
vedono meccanismi di causa-effetto che generano limiti, cresci-
Non abbiamo scritto il libro per illustrare questa o quella previ-
ta e ritardi. Dato che questi meccanismi operano senza dubbio
sione su quanto effettivamente accadrà nel XXI secolo. Non so-
anche nel «mondo reale», non c'è da sorprendersi che il mondo
steniamo che si realizzerà un particolare futuro piuttosto che un
si stia evolvendo in una direzione che è coerente con le caratte-
altro. Intendiamo semplicemente presentare un ventaglio di sce-
ristiche principali degli scenari di L D S .
nari alternativi: precisamente, dieci modi diversi in cui potrebbe
evolversi il XXI secolo. Intendiamo così incoraggiare il lettore al-
Perché un altro libro? la conoscenza, alla riflessione e alla scelta personale.
Dubitiamo che i dati e le teorie disponibili potranno mai per-
Perché prendersi la briga di pubblicare questa versione aggior-
mettere previsioni accurate su quel che sarà del mondo nel se-
nata di O L D S , se le sue tesi sono essenzialmente le stesse dei due
colo a venire. Ma siamo convinti che, grazie alle conoscenze in
libri che l'hanno preceduta? Il nostro scopo fondamentale è
nostro possesso, possiamo escludere alcuni futuri possibili in
quello di riformulare la nostra posizione del 1972 in modo che
quanto irrealistici. I fatti disponibili contraddicono già molte
sia più chiara e meglio fondata grazie a tutti i dati e gli esempi
aspettative implicite di crescita sostenuta nel futuro, aspettative
venuti alla luce nei decenni scorsi. In secondo luogo, vogliamo
che sono solo pii desideri, seducenti ma erronee, propizie ma
offrire materiali aggiornati ai molti docenti che, insieme ai loro
vane. La nostra analisi sarà utile se costringerà i cittadini del
studenti, usano i nostri vecchi testi, O L D S contiene ancora utili vi-
m o n d o a riflettere e diventare più consapevoli e rispettosi di
sioni del mondo a venire, ma adottare un testo i cui dati più re-
quei limiti fisici globali che sono destinati ad avere un ruolo
centi risalgono al 1990 sarebbe, per qualunque docente del XXI
fondamentale nel nostro futuro.
secolo, una scelta discutibile. Queste però non sono le sole ragio-
ni che ci hanno indotto a scrivere questo libro. Intendiamo, una
volta di più: I libri e la transizione alla sostenibilità
• sottolineare che l'umanità è entrata nella zona di superamen- Un libro potrebbe sembrare un'arma spuntata nella lotta per lo
to dei limiti, e che i danni e le sofferenze che ne risultano pos- sviluppo sostenibile. Ma la storia del nostro lavoro insegna
sono essere notevolmente ridotti grazie a una politica illumi- qualcosa di diverso, L D S e O L D S sono stati venduti in milioni di
nata; copie. Il primo libro ha acceso un vasto dibattito, il secondo lo
• offrire dati e analisi in contrasto con le posizioni politiche ha ravvivato. Quando il movimento ambientalista era ai primi
prevalenti secondo cui l'umanità, addentrandosi nel XXI se- passi, abbiamo accresciuto la consapevolezza e l'interesse del
colo, è sulla strada giusta; pubblico nei confronti dei temi ambientali. In tanti, dopo aver
• spingere i cittadini del mondo a considerare le conseguenze a letto L D S , sono stati spinti a perseguire nuovi obiettivi professio-
lungo termine delle loro azioni e delle loro scelte, e raccoglie- nali e a dedicare i loro studi ai problemi dell'ambiente e dello
re il loro sostegno politico nei confronti di provvedimenti in sviluppo sostenibile. Tutte cose indubbiamente utili.
grado di ridurre i danni del superamento dei limiti; Eppure il nostro lavoro ha mancato molti dei suoi scopi. L'am-
• portare il modello World3 all'attenzione di una nuova genera- bizione principale di L D S e di O L D S era quella di richiamare l'at-
zione di lettori, studenti e ricercatori; tenzione sul superamento dei limiti ecologici globali e di inco-
• illustrare i progressi che sono stati compiuti a partire dal 1972 raggiare la società a mettere in discussione l'idea della crescita
nella comprensione delle cause e delle conseguenze a lungo come panacea per la maggior parte dei problemi. Di conseguen-
termine della crescita. za, l'espressione «limiti della crescita» è entrata largamente nel-
18 / nuovi limiti dello sviluppo Prefazione \9

l'uso. Essa però è spesso fraintesa e oggi, tipicamente, è impiega- che queste risorse abbiano cominciato a esaurirsi. Il problema
ta in modo assai semplicistico. Gran parte dei critici ritiene che s'aggrava quando la base delle risorse è erodibile e viene distrut-
ta nel processo di superamento dei limiti. A quel punto, la so-
la nostra preoccupazione per i limiti sia dovuta al convincimento
cietà rischia il collasso.
che i combustibili fossili o altre risorse si esauriranno presto. In
realtà, la nostra paura è più sottile; temiamo che i tentativi di Un caso spettacolare di superamento dei limiti e di collasso
prevenire e affrontare i limiti ecologici saranno vani, e che le po- su scala globale è la «bolla della New Economy», scoppiata nel
mercato finanziario globale a cavallo del millennio. Tale bolla
litiche attuali sfoceranno nel superamento di essi e nel collasso
illustra la dinamica studiata in questo libro, benché nel mondo
su scala globale. Crediamo che oggi l'economia umana stia oltre-
della finanza e non in quello delle risorse fisiche. In tal caso, la
passando limiti importanti e che nei decenni a venire la situazio-
risorsa erodibile era la fiducia degli investitori.
ne diventerà ancora più grave. Nei libri precedenti non siamo
Ciò che accadde, in breve, è che i corsi azionari ebbero un in-
riusciti a trasmettere lucidamente questa preoccupazione. Non
cremento formidabile dal 1992 al marzo 2000, toccando quello
siamo riusciti a far sì che il concetto di «superamento» fosse ac-
che, col senno di poi, appare un picco del tutto insostenibile. Dal
cettato come una preoccupazione legittima di cui dibattere pub-
picco in questione i prezzi delle azioni diminuirono per tre anni
blicamente.
prima di toccare il fondo nel marzo 2003. Dopo di che, un po' al-
Vale la pena di confrontare questi nostri risultati con quelli otte- la volta, risalirono (almeno fino al gennaio 2004).
nuti da coloro (soprattutto economisti) che negli ultimi trentanni
Furono pochi gli ostacoli frapposti al lungo rialzo dei corsi
hanno fatto appello al concetto di libero scambio. Diversamente
azionari (proprio come succede quando l'umanità supera il limite
da noi, sono riusciti a far sì che il loro diventasse un termine d'uso
di una risorsa o di un'emissione). Ogni volta che gli indici aziona-
comune, convincendo numerosi politici a propugnarlo. Ma an-
ri toccavano un nuovo massimo l'entusiasmo era generale. Il fat-
ch'essi devono fare i conti con lo scarso radicamento di tale con-
to più notevole è che l'entusiasmo non scemò neppure quando i
cetto, che emerge ogni volta che le politiche liberoscambiste im-
prezzi delle azioni ebbero raggiunto la zona dell'insostenibilità -
plicano costi immediati a livello personale o locale, come la
cosa che avvenne, possiamo dire retrospettivamente, già nel
perdita di posti di lavoro. Non mancano neppure i fraintendimen-
1998. Fu solo molto tempo dopo il raggiungimento del picco, e a
ti sul pacchetto complessivo di costi e benefici che derivano dal
collasso iniziato già da qualche anno, che gli investitori aprirono
perseguimento dell'obiettivo del libero scambio. Nel XXI secolo, il
gli occhi e accettarono di parlare di «bolla», come fu chiamato in
superamento dei limiti ecologici ci sembra un concetto ben più
questo caso il superamento dei limiti. Le cose erano arrivate a un
importante del libero scambio. Eppure è molto indietro nella lot-
punto tale che nessuno avrebbe più potuto fermare il ribasso. Do-
ta per conquistare l'attenzione e il rispetto del pubblico. Questo li-
po tre anni, molti cominciarono a credere che non si sarebbe mai
bro è un nuovo tentativo di colmare tale divario.
arrestato. La fiducia degli investitori era completamente erosa.
Temiamo che il mondo andrà incontro al superamento dei li-
Il superamento dei limiti e il collasso: miti e al collasso per quanto riguarda le emissioni e l'uso di ri-
un esempio concreto sorse, proprio come nel caso della New Economy, benché su
Il superamento dei limiti - e il conseguente declino del benesse- una scala temporale molto più estesa. La crescita sarà acclama-
re sociale - è quel che ci si deve aspettare quando una società ta e celebrata, anche molto tempo dopo il suo ingresso nel terri-
non si prepara a sufficienza al futuro. Una diminuzione del be- torio dell'insostenibilità (questo lo sappiamo per certo: è già av-
nessere si ha, per esempio, quando non c'è modo di rimpiazzare venuto). Il collasso verrà senza il minimo preavviso, cogliendo
immediatamente le riserve di petrolio in declino, le popolazioni tutti di sorpresa. E, dopo qualche anno, diventerà sempre più
ittiche più scarse e il legname tropicale più pregiato, una volta ovvio che la situazione prima del collasso era completamente
20 / nuovi limiti dello sviluppo

insostenibile. Altri anni di declino, e pochi crederanno che esso 1


possa essere destinato a finire. Pochi crederanno che potranno
ancora esservi energia in abbondanza e pesce nel mare a suffi- Il superamento dei limiti
cienza. La speranza è che siano smentiti dai fatti.

Piani per il futuro


Ce stato un tempo in cui i limiti della crescita erano collocati in L'avvenire non è più ... quello che sarebbe potuto
un lontano futuro. Oggi sono dietro l'angolo. C'è stato un tempo in essere se gli uomini avessero saputo utilizzare me-
cui la prospettiva del collasso era inimmaginabile. Oggi ha comin- glio i loro cervelli e le loro opportunità. Ma può
ancora essere quello che essi possono ragionevol-
ciato a trovare posto nel discorso pubblico, benché ancora come mente e realisticamente volere.
un'ipotesi remota, accademica. Probabilmente occorre attendere AURELIO PECCEI, 1 9 8 1
ancora una decina d'anni prima che le conseguenze del supera-
mento siano evidenti e una ventina prima che la realtà del supera- Andare troppo in là, superare accidentalmente, senza averne
mento sia generalmente riconosciuta. Gli scenari delineati in que- l'intenzione, un dato limite, è un'esperienza che fa parte della
sto volume mostrano che il primo decennio del XXI secolo sarà vita di tutti i giorni. Quando ci alziamo troppo in fretta da una
ancora un periodo di crescita, come illustravano già gli scenari de- sedia possiamo perdere per un attimo l'equilibrio. Sotto la doc-
lineati trent'anni or sono in L D S . Perciò le nostre aspettative per il cia, se apriamo il rubinetto dell'acqua calda, ci possiamo scotta-
periodo 1970-2010 ancora non divergono granché da quelle dei re. Se la strada è ghiacciata, l'automobile che stiamo guidando
nostri detrattori. Dobbiamo tutti attendere un altro decennio per può slittare oltre il segnale di stop. Può capitarci di bere, in una
poter dimostrare in modo conclusivo dove stia la ragione. festa, molto più alcol di quanto ne possiamo metabolizzare im-
Prevediamo di aggiornare questo rapporto nel 2012, quando punemente, e di svegliarci, la mattina dopo, afflitti da un feroce
cadrà il quarantesimo anniversario del primo libro. Ci aspettia- mal di testa. Talvolta le imprese edili fabbricano troppi palazzi
mo che saranno all'epoca disponibili dati in abbondanza per ac- rispetto alla domanda, e sono costrette a vendere gli apparta-
certare la realtà del superamento. Saremo in grado di presentare menti sotto costo rischiando il fallimento. Spesso si costruisco-
le prove delle nostre tesi o, all'opposto, i dati ci costringeranno a no troppi pescherecci, le flotte da pesca sono sempre più grandi
riconoscere lo spostamento dei limiti globali, che la tecnologia e e il prelievo supera di molto il livello di sostenibilità. Conclusio-
il mercato avranno innalzato ben al di sopra dei bisogni dell'u- ne: la popolazione ittica si esaurisce e i pescherecci sono co-
manità. Il declino demografico ed economico sarà imminente o, stretti a rimanere a terra. L'atmosfera superiore non è in grado
all'opposto, il mondo avrà davanti parecchi altri decenni di cre- di assorbire senza conseguenze la quantità di sostanze clorurate
scita. Finché quel nuovo rapporto non sarà pronto, il lettore do- prodotte dalle industrie chimiche; lo strato di ozono continuerà
vrà formarsi da sé un'opinione sulle cause e sulle conseguenze così ad assottigliarsi pericolosamente ancora per decenni, fin-
dell'espansione dell'impronta ecologica umana. La nostra spe- ché i livelli di cloro non si abbasseranno.
ranza è che chi vorrà provare a farlo potrà giovarsi delle infor- Le cause del superamento dei limiti, dalla, scala individuale a
mazioni raccolte in questo volume. quella planetaria, sono tre, sempre le stesse. In primo luogo vi
sono lo sviluppo, l'accelerazione, il rapido cambiamento. In se-
Dennis L. Meadows, Durham (NH), USA
condo luogo vi è un limite, una barriera di qualche sorta, un
Jorgen Randers, Oslo, Norvegia
punto oltre il quale il sistema non può spingersi senza danno. In
gennaio 2004
terzo luogo vi è un ritardo o un difetto nelle percezioni e nelle
22 / nuovi limiti dello sviluppo // superamento dei limiti 23

risposte dirette a mantenere il sistema entro i suoi limiti. Sono dizioni di una catastrofe. La crescita della popolazione mondiale
queste le tre condizioni necessarie e sufficienti per il supera- e quella dell'economia materiale ci mettono di fronte a tale pro-
mento dei limiti. spettiva, che è il tema centrale di questo libro.
Si tratta di un evento comune, che può assumere innumere- Lo sforzo che percorre il libro dalla prima all'ultima pagina è
voli forme. Il cambiamento può essere fisico: l'incremento del- quello di comprendere e descrivere le cause e le conseguenze
l'uso del petrolio. Può essere organizzativo: l'aumento dei di- del fatto che la popolazione e l'economia, crescendo, hanno ol-
pendenti di un'azienda. Può essere psicologico: l'emergere di trepassato le capacità di sostentamento della Terra. Le questio-
nuovi scopi di consumo personale. Può manifestarsi in ambito ni in gioco sono complesse. I dati sono spesso mediocri e lacu-
finanziario, biologico, politico, o altri ancora. nosi. Sui risultati scientifici conseguiti non c'è consenso tra i
Analogamente, i limiti sono di vario genere. Possono essere ricercatori, men che meno tra i politici. In ogni caso, vi è la ne-
prodotti da una scarsità di spazio, dal poco tempo a disposizio- cessità di un termine che designi la relazione fra quanto l'uma-
ne, da vincoli intrinseci alle caratteristiche fisiche, biologiche, nità richiede al pianeta e la capacità del pianeta di provvedervi.
politiche, psicologiche (o d'altra natura) di un sistema. Useremo a tal fine: impronta ecologica.
I ritardi hanno anch'essi molte e diverse origini. Possono na- Questo termine è stato reso popolare da uno studio condotto
scere da disattenzione, da dati difettosi, da informazioni che nel 1997 da Mathis Wackernagel e dai suoi collaboratori per
non arrivano a tempo, da riflessi rallentati, dai vincoli di una l'Earth Council. Wackernagel ha calcolato la porzione di superfi-
burocrazia elefantiaca e cavillosa, da u n a teoria sbagliata sul cie terrestre che sarebbe necessaria per produrre le risorse natu-
modo in cui il sistema risponde, o dall'abbrivo che impedisce di rali consumate dalla popolazione di vari paesi e per assorbirne i
fermare rapidamente il sistema, nonostante gli sforzi. Ecco al- 1
rifiuti. La terminologia e l'approccio matematico di Wackerna-
cuni esempi di ritardo: il guidatore non si rende conto di quan- gel sono stati poi adottati dal World Wide Fund for Nature
to il potere frenante di un autoveicolo sia ridotto dalla strada 2
( W W F ) , che, nel suo Living Planet Report, raccoglie dati seme-
ghiacciata; un imprenditore edile, nella sua attività, utilizza i strali sull'impronta ecologica di oltre 150 nazioni. Secondo que-
prezzi correnti per p r e n d e r e decisioni che influenzeranno il sti dati, a partire dalla fine degli scorsi anni Ottanta gli abitanti
mercato di lì a due o tre anni; un armatore di pescherecci basa della Terra hanno consumato ogni anno più risorse di quante il
le sue decisioni sui dati recenti del pescato, senza tenere conto pianeta non ne abbia rigenerate nello stesso arco di tempo. In al-
del tasso di riproduzione futuro della popolazione ittica; le so- tri termini, l'impronta ecologica della società globale ha oltre-
stanze chimiche impiegano anni per migrare da dove sono uti- passato la capacità della Terra di provvedervi. Vi sono molti dati
lizzate ai punti in cui sono più dannose per l'ecosistema. che confermano tale conclusione. Approfondiremo la questione
Nella maggior parte dei casi, il superamento dei limiti non è nel capitolo 3.
granché pericoloso. Si possono oltrepassare molti tipi di limiti Le possibili conseguenze di questo superamento sono estre-
senza grave danno per chicchessia. E molti limiti sono superati mamente pericolose. Si tratta di una situazione unica, che pone
spesso, tanto che quando il superamento è potenzialmente peri- una serie di questioni mai affrontate prima dalla nostra specie
coloso le persone imparano a evitarlo o a minimizzarne le con- su scala globale. Non abbiamo le prospettive, le norme cultura-
seguenze. Per esempio, siamo abituati a saggiare la temperatu- li, le abitudini e le istituzioni necessarie a farvi fronte. E in mol-
ra dell'acqua con la mano prima di entrare in doccia. Altre volte ti casi rimediare ai danni richiederà secoli o millenni.
il danno c'è, ma è facile porvi rimedio: dopo una serata a far bi- Ma non si tratta di conseguenze necessariamente catastrofi-
sboccia, la maggior parte delle persone, se può, la mattina dopo che. Il superamento dei limiti può avere due esiti diversi. Il primo
dorme qualche ora in più. è un qualche tipo di disastro. Il secondo è una svolta deliberata,
In certi casi, però, il superamento dei limiti può creare le con- una correzione, un giudizioso rallentamento. Ci proponiamo di
24 / nuovi limiti dello sviluppo // superamento dei limiti 25

esaminare queste due possibilità in riferimento alla società uma- Anche noi, autori di questo libro, non possiamo evitare di es-
na e al pianeta che la sostiene. Crediamo che una correzione di sere influenzati dalla nostra visione del mondo. Possiamo però
rotta sia possibile e che possa condurre a un futuro desiderabile, sforzarci di descriverne i tratti essenziali. Si tratta di una visio-
sostenibile e soddisfacente per tutti i popoli della Terra. Credia- ne che dipende dalle società industrializzate occidentali nelle
mo anche che se non vi saranno presto profondi cambiamenti, il quali siamo cresciuti, dalla nostra formazione scientifica ed
disastro - anche se non sappiamo di quale natura - sarà inevita- economica e da tutto quel che abbiamo appreso viaggiando e la-
bile. E riguarderà molte delle persone oggi viventi. vorando in molte parti del globo. Ma il tratto più importante
Sono, queste, conclusioni molto gravi. Come le abbiamo rag- della nostra concezione del mondo, e quello meno ampiamente
giunte? Negli ultimi trentanni, insieme con numerosi colleghi, condiviso, è la prospettiva sistemica.
abbiamo cercato di comprendere le cause e le conseguenze a Come qualsiasi punto di vista - per esempio, il sommo di un
lungo termine della crescita della popolazione u m a n a e della colle - un punto di vista sistemico consente di vedere cose che
sua i m p r o n t a ecologica. Abbiamo affrontato questi temi in passerebbero inosservate da altre prospettive, ma può impedire
quattro modi diversi - si potrebbe dire che grazie a quattro len- di vederne altre. La nostra prospettiva è fondata sui sistemi dina-
ti abbiamo potuto esaminare i dati da altrettante prospettive, mici: insiemi di elementi (materiali e immateriali) interconnessi
proprio come la lente di un microscopio e quella di un telesco- che cambiano nel tempo. La nostra formazione ci ha insegnato a
pio ci permettono di vedere cose differenti. Tre di questi stru- vedere il mondo come un insieme di configurazioni di compor-
menti sono ampiamente utilizzati e facili da descrivere: le dot- tamento in continuo cambiamento: crescita, declino, oscillazio-
trine scientifiche ed economiche più diffuse sul sistema globale, ne, superamento di limiti. Ci ha insegnato a concentrarci non
i dati sulle risorse e sull'ambiente del pianeta e un modello al tanto sui singoli elementi di un sistema, quanto sulle connessio-
calcolatore per integrare tali informazioni e proiettarne le im- ni. Vediamo i molti elementi che costituiscono la demografia, l'e-
plicazioni nel futuro. Questo libro, in buona parte, si basa su conomia e l'ambiente come un unico sistema planetario, con in-
questi tre strumenti. Esso descrive il modo in cui li abbiamo numerevoli interazioni. Vediamo stock e flussi, retroazioni e
impiegati e quel che ci hanno consentito di vedere. soglie nelle interconnessioni, tutte cose che influenzano il com-
Il quarto strumento di cui disponiamo è la nostra «visione del portamento futuro del sistema come pure le azioni che potrem-
mondo», un sistema coerente di credenze, atteggiamenti e valo- mo eseguire per modificarlo.
ri: un paradigma, u n a prospettiva fondamentale sulla realtà. La prospettiva sistemica n o n è certo l'unico modo utile di
Tutti abbiamo una visione del mondo, dalla quale dipende quel concepire il mondo; ci sembra però particolarmente informati-
che guardiamo e quel che vediamo. Essa opera come un filtro: vo. Ci permette di affrontare i problemi in modi nuovi e di sco-
lascia passare le informazioni coerenti con le nostre aspettative prire possibilità inaspettate. Vogliamo esporre in questo libro al-
(spesso inconsce) sulla natura del mondo e blocca le informa- cuni dei suoi concetti fondamentali, così che anche il lettore
zioni che mettono in dubbio o contraddicono tali aspettative. possa vedere quello che noi vediamo e trarre le proprie conclu-
Quando guardiamo attraverso un filtro - per esempio, u n a la- sioni sullo stato del mondo e sulle scelte per il futuro.
stra di vetro colorato - piuttosto che vedere il filtro, vediamo at- La struttura del libro segue la logica della nostra analisi dei si-
traverso il filtro; e lo stesso vale per le visioni del mondo. Non stemi globali. Ne abbiamo già esposto la tesi fondamentale. Il su-
c'è bisogno di descrivere una visione del mondo a chi la condivi- peramento dei limiti scaturisce dalla combinazione di: una situa-
de già; è difficile descriverla a chi non la condivide. E tuttavia zione in rapido cambiamento; i limiti ai quali il cambiamento è
essenziale ricordare che ogni libro, ogni modello al calcolatore, soggetto; un difetto o un ritardo nel percepire i limiti e nel con-
ogni dichiarazione pubblica dipendono dalla visione del mondo trollare il cambiamento. Esamineremo la situazione globale in
del suo autore non meno che da analisi e dati «oggettivi». quest'ordine: prima le forze propulsive che provocano il rapido
26 / nuovi limiti dello sviluppo

cambiamento globale, poi i limiti planetari, infine i processi at-


traverso i quali la società umana scopre quei limiti e vi reagisce.
Nel prossimo capitolo cominceremo a considerare il fenome-
no del cambiamento. I tassi di cambiamento assoluti, globali,
hanno raggiunto oggi valori mai toccati prima nella storia della
nostra specie. Ciò è dovuto soprattutto alla crescita esponenzia-
le della popolazione e dell'economia materiale. La crescita è la
nota dominante del sistema socioeconomico globale da più di
due secoli. Per esempio, la figura 1.1 illustra la crescita della po-
polazione mondiale, che è tuttora in aumento nonostante il calo
del tasso di natalità. La figura 1.2 mostra che la produzione in-
dustriale va anch'essa a u m e n t a n d o , a dispetto delle flessioni
provocate da shock petroliferi, terrorismo, epidemie e altri fat-
tori a breve termine. La produzione industriale è cresciuta più
rapidamente della popolazione, e ciò ha provocato un aumento
FIGURA 1.2 - PRODUZIONE INDUSTRIALE MONDIALE
del tenore di vita materiale medio.
La produzione industriale mondiale, riferita qui all'anno base 1963, mostra
una crescita chiaramente esponenziale, nonostante le fluttuazioni dovute
agli shock petroliferi e alle crisi finanziarie. Negli ultimi 25 anni il tasso di
crescita è stato in media del 2,9% l'anno, con un tempo di raddoppio di 25
anni. A causa della crescita della popolazione, tuttavia, il tasso di crescita
prò capite è stato inferiore (solo l'I,3% annuo, con un tempo di raddoppio
di 55 anni). (Fonti: ONU; PUB)

Un effetto della crescita demografica e industriale è il cam-


b i a m e n t o di molti altri elementi del sistema planetario. Per
esempio, molte forme d'inquinamento si vanno aggravando. La
figura 1.3 illustra un importante fenomeno: l'accumularsi nel-
l'atmosfera di diossido di carbonio - o anidride carbonica, un
gas serra - causato soprattutto dall'impiego di combustibili fos-
sili e dalla deforestazione da parte dell'uomo.
Come vedremo, altri grafici del libro illustrano l'incremento
FIGURA 1.1 - POPOLAZIONE MONDIALE della produzione alimentare, delle popolazioni urbane, dei con-
Dall'inizio della rivoluzione industriale, la popolazione della Terra è cre- sumi energetici, dell'impiego di materiali, e di molte altre mani-
sciuta in m o d o esponenziale, c o m e mostrano chiaramente la forma della festazioni fisiche dell'attività antropica sul pianeta. Non tutto au-
curva e l'incremento della variazione nel tempo. Oggi però il tasso di cre- m e n t a alla stessa velocità o nello stesso modo. Come si può
scita è in diminuzione; la curva sta diventando, in m o d o appena percettibi- vedere nella tabella 1.1, i tassi di crescita sono molto variabili. Al-
le, meno ripida. Nel 2001, il tasso di crescita della popolazione mondiale
era pari all'I ,3% annuo, corrispondente a un tempo di raddoppio di 55 an-
cuni tassi di crescita sono calati, ma producono ancora grandi
ni. (Fonti: PRB; ONU; D. Bogue) incrementi annuali nella variabile sottostante. Spesso un tasso di
TABELLA 1.1 - CRESCITA MONDIALE DI ALCUNE ATTIVITÀ E PRODUZIONI UMANE
NEL PERIODO 1950-2000

1950 Variazione 1975 Variazione 2000


in 25 anni in 25 anni

Popolazione umana 2.520 160% 4.077 150% 6.067


(milioni)
Veicoli immatricolati 70 470% 328 220% 723
(milioni)
Consumo di petrolio 3.800 540% 20.512 130% 27.635
(milioni di barili l'anno)
Consumo di gas naturale 6,5 680% 44,4 210% 94,5
(trilioni di piedi cubici l'anno;
3 3
1 ft = 0,0283 m )
Consumo di carbone 1.400 230% 3.300 150% 5.100
FIGURA 1.3 - CONCENTRAZIONE DI DIOSSIDO DI CARBONIO NELL'ATMOSFERA (milioni di tonnellate l'anno)
La concentrazione di diossido di carbonio nell'atmosfera è passata da circa Capacità di generazione 154 1.040% 1.606 200% 3.240
270 parti per milione (ppm) a più di 370 ppm e continua ad aumentare. Le di energia elettrica
cause dell'accumulo di diossido di carbonio sono principalmente l'uso di (milioni di chilowatt)
combustibili fossili e la deforestazione da parte dell'uomo. La conseguenza Produzione di mais 131 260% 342 170% 594
è il cambiamento climatico globale. (Fonti: UNEP; US DOE) (milioni di tonnellate l'anno)
Produzione di frumento 143 250% 356 160% 584
(milioni di tonnellate l'anno)
crescita in declino produce tuttavia un incremento assoluto mag- Produzione di riso 150 240% 357 170% 598
giore (la percentuale è più piccola, ma è moltiplicata per una ba- (milioni di tonnellate l'anno)
se ben più grande). Questo è quanto accade in otto dei quattordi- Produzione di cotone 5,4 230% 12 150% 18
(milioni di tonnellate l'anno)
ci casi rappresentati nella tabella 1.1. Nell'ultimo mezzo secolo,
Produzione di pasta di legno 12 830% 102 170% 171
l'umanità ha moltiplicato la popolazione, i beni fisici e i flussi di
(milioni di tonnellate l'anno)
materiali e d'energia da essa utilizzati per un fattore 2, 4, 10 o
Produzione di ferro 134 350% 468 120% 580
maggiore, e si augura che in futuro la crescita acceleri ancora. (milioni di tonnellate l'anno)
Gli individui sono favorevoli a politiche orientate alla crescita Produzione di acciaio 185 350% 651 120% 788
perché sono convinti che la crescita darà loro maggior benessere. (milioni di tonnellate l'anno)
I governi guardano alla crescita come a un rimedio universale. Produzione di alluminio 1,5 800% 12 190% 23
Nei paesi ricchi, si pensa che la crescita sia condizione necessaria (milioni di tonnellate l'anno)
per assicurare occupazione, mobilità sociale verso l'alto e pro-
(Fonti: PRB; American Automobile Manufactures Association; Ward's Motor Vehicle
gresso tecnologico. Nei paesi poveri, la crescita appare l'unica via
Facts & Figures; us DOE; ONU; FAO; CRB)
d'uscita dalla miseria. Molti sono convinti che la crescita sia ne-
cessaria per produrre le risorse indispensabili a salvaguardare e
migliorare l'ambiente. I leader politici ed economici fanno tutto il
possibile per generare crescita, crescita e ancora crescita.
Per tutte queste ragioni la crescita è considerata quanto di
30 / nuovi limiti dello sviluppo // superamento dei limiti 31

più desiderabile possa esservi. Si pensi solo ad alcuni dei suoi Nel capitolo 3 prenderemo in esame la condizione in cui ver-
sinonimi: sviluppo, progresso, avanzamento, rafforzamento, sano sorgenti e pozzi d'assorbimento della Terra. I dati che pre-
miglioramento, prosperità, successo. senteremo forniscono due indicazioni. La prima è una cattiva
Queste sono ragioni psicologiche e istituzionali a favore della notizia; la seconda una buona.
crescita. Vi sono anche ragioni - in termini sistemici potremmo La cattiva notizia è che molte sorgenti di importanza cruciale
chiamarle strutturali - che sono insite nelle connessioni tra gli si stanno esaurendo o degradando, e molti pozzi sono sul punto
elementi del sistema popolazione-economia. Nel capitolo 2 esa- di colmarsi o di traboccare. I flussi di materiali e d'energia genera-
mineremo le cause strutturali della crescita e ne descriveremo ti oggi dall'economia umana non possono essere mantenuti ai tas-
le implicazioni; in esso vedremo perché la crescita è un elemen- si attuali per molto tempo ancora. Vi sono sorgenti e pozzi che,
to così importante del sistema globale. sottoposti a sollecitazioni eccessive, hanno già cominciato a fre-
La crescita può risolvere alcuni problemi, ma ne crea altri. Ciò nare la crescita, per esempio, facendo aumentare i costi, incre-
dipende dai limiti, argomento del capitolo 3. La Terra è finita. La mentare il carico d'inquinamento ed elevare il tasso di mortalità.
crescita di qualsivoglia realtà fisica, ivi comprese la popolazione La buona notizia è che tassi elevati come gli attuali non sono
e le sue automobili, case e fabbriche, non può proseguire all'infi- necessari per assicurare un tenore di vita dignitoso a tutti gli abi-
nito. Ma i limiti della crescita non riguardano il numero di perso- tanti della Terra. L'impronta ecologica può essere ridotta dimi-
ne, automobili, case o fabbriche, o, almeno, non direttamente; es- nuendo la popolazione, modificando i comportamenti di consu-
si riguardano quanto passa attraverso il processo produttivo: mo o ricorrendo a tecnologie che permettono di impiegare le
l'incessante flusso di energia e di materiali che serve a mantenere risorse in modo più efficiente. Questi cambiamenti sono possi-
in attività persone, automobili, case e fabbriche. I limiti riguarda- bili. L'umanità possiede le conoscenze necessarie per mantene-
no il tasso al quale l'umanità può estrarre risorse (colture, pasco- re un livello adeguato dei beni e dei servizi finali riducendo di
li, legname, pesce) ed emettere prodotti di scarto (gas serra, so- molto, al tempo stesso, il carico sul pianeta. In linea di princi-
stanze tossiche) senza oltrepassare la capacità di produzione e pio, vi sono parecchi modi per far regredire l'impronta ecologi-
quella d'assorbimento del pianeta. ca u m a n a entro i suoi limiti.
La popolazione e l'economia traggono dalla Terra aria, ac- Ma la teoria non diventa automaticamente pratica. Nessuno
qua, alimenti, materiali e combustibili fossili, e la Terra riceve sta realizzando le innovazioni e le scelte che ridurrebbero l'im-
in cambio rifiuti e inquinamento. pronta ecologica o, perlomeno, non lo fa abbastanza rapida-
Pozzi
mente da alleggerire il carico crescente sulle sorgenti e sui poz-
Sorgenti d'assorbimento zi. Nessuno le sta realizzando perché non vi sono sollecitazioni
Uso di risorse Materiali e
Emissioni Rifiuti
immediate in questa direzione e perché realizzarle richiedereb-
Risorse
naturali combustibili in uso nell'ambiente be molto tempo. È questo il tema del capitolo 4, nel quale pren-
deremo in considerazione i segnali che avvertono l'umanità del-
l'avvenuto s u p e r a m e n t o dei limiti. E s a m i n e r e m o inoltre la
Le sorgenti includono giacimenti minerari, acquiferi e lo velocità alla quale persone e istituzioni possono rispondere.
stock di sostanze nutritive presenti nei suoli; tra i pozzi d'assor- Nel capitolo 4 presenteremo World3, il nostro modello al cal-
bimento vi sono l'atmosfera, i corpi idrici superficiali e le disca- colatore. Esso ci permette di fare appello a un gran numero di
riche. I limiti fisici della crescita sono limiti riguardanti, da un dati e di teorie, e di riunire tutti gli elementi - crescita, limiti, ri-
lato, la capacità delle sorgenti planetarie di fornire materiali ed tardi nella risposta - in un quadro unitario esplicito e coerente.
energia e, dall'altro, la capacità dei pozzi planetari di assorbire Esso è uno strumento per prevedere le conseguenze future delle
inquinamento e rifiuti. nostre attuali conoscenze. Mostreremo ciò che accade quando il
32 / nuovi limiti dello sviluppo // superamento dei limiti 33

calcolatore è usato per simulare la possibile evoluzione del si- priremo quel che accadrebbe se la società globale impiegasse
stema in m a n c a n z a di cambiamenti in profondità o di sforzi giudiziosamente le sue risorse per il controllo dell'inquinamen-
straordinari per spingere lo sguardo più avanti, per amplificare to, la salvaguardia dei suoli, la promozione della salute umana, il
i segnali d'allarme o per risolvere i problemi prima che divenga- riciclaggio di materiali e l'efficienza nell'impiego delle risorse.
no critici. Come è illustrato dagli scenari di World3, queste misure sono
Il risultato delle simulazioni, in quasi tutti gli scenari, è il su- preziose. Da sole però non bastano. Ci vuole altro, perché le rispo-
peramento dei limiti e il collasso dell'economia e della popola- ste fondate sulla tecnologia e sul mercato sono esse stesse ritarda-
zione del pianeta. te e imperfette. Richiedono tempo, capitale, flussi di materiali e
Ma non tutti gli scenari sfociano nel collasso. Nel capitolo 5 d'energia, e possono essere vanificate dalla crescita demografica
racconteremo la storia migliore che conosciamo sulla capacità ed economica. Le innovazioni tecniche e la flessibilità del merca-
dell'uomo di guardare avanti, ravvisare un limite e fare un passo to saranno preziose per evitare il collasso e condurre il mondo al-
indietro prima che sia troppo tardi. Descriveremo la risposta in- la sostenibilità. Esse sono necessarie, ma non sufficienti. Ci vuole
ternazionale a una scoperta avvenuta negli scorsi anni Ottanta: la qualcosa di più. Questo è il tema del capitolo 7.
diminuzione della concentrazione dell'ozono stratosferico. È una Nel capitolo 7 ci serviremo di World3 per vedere che cosa ac-
storia importante per due ragioni. In primo luogo, sfata l'opinio- cadrebbe se il m o n d o industriale integrasse l'ingegno con la
ne, tanto cinica quanto diffusa, secondo cui la gente comune, gli saggezza. Partiremo da un'ipotesi: che il mondo adotti e metta
Stati e le imprese non potranno mai cooperare per risolvere pro- in pratica due definizioni della nozione di abbastanza, la prima
blemi globali che richiedano lungimiranza e autodisciplina. In riferita al c o n s u m o materiale, la seconda alla grandezza del
secondo luogo, illustra concretamente tutti e tre i presupposti del gruppo familiare. Queste trasformazioni, assieme alle innova-
superamento dei limiti: crescita rapida, limiti, ritardo della rispo- zioni tecniche ipotizzate nel capitolo 6, implicano - nella simu-
sta (da parte della scienza e della politica). lazione - una popolazione mondiale sostenibile di circa otto mi-
La storia del problema dell'ozono stratosferico e del modo in liardi di abitanti, con un livello di benessere equivalente grosso
cui l'umanità lo ha affrontato appare oggi come quella di un modo a quello dei paesi a basso reddito dell'Europa d'oggi. Date
successo, ma il suo capitolo finale non sarà scritto se non tra alcune ragionevoli ipotesi sull'efficienza del mercato e sul pro-
qualche decennio. Essa serve anche da monito: in un m o n d o gresso tecnologico, i flussi di materiali e d'energia in questo
fatto di u n a molteplicità di sistemi interconnessi, è u n ' a r d u a m o n d o simulato potrebbero essere sostenuti indefinitamente
impresa guidare la complessa società u m a n a verso la sostenibi- dal pianeta. Si vede così che il superamento dei limiti può fare
lità, se si dipende da conoscenze imperfette, da segnali ritardati marcia indietro verso la sostenibilità.
e da un sistema con un abbrivo enorme. Quello di sostenibilità è un concetto talmente lontano da una
Nel capitolo 6 ci serviremo del calcolatore per il suo scopo cultura, com'è la nostra, ossessionata dalla crescita, che nel ca-
principale: non già prevedere i risultati che avranno le politiche pitolo 7 cercheremo di definirlo e di spiegare a che cosa somi-
attuali, ma cercare di capire che cosa potrebbe accadere se ap- glierebbe un mondo sostenibile, e a che cosa non somigliereb-
portassimo questo o quel cambiamento. Includeremo nel mo- be. Non vi è alcuna ragione per cui in un m o n d o sostenibile
dello World3 alcune ipotesi sulla capacità u m a n a di risolvere debbano esservi persone che vivono in povertà. Al contrario,
problemi. Ci concentreremo in particolare su due meccanismi crediamo che un mondo siffatto dovrebbe offrire sicurezza ma-
di soluzione - la tecnologia e il mercato - nei quali molti hanno teriale a tutti. Non crediamo che una società sostenibile debba
riposto grande fiducia. Alcune i m p o r t a n t i caratteristiche di essere stagnante, noiosa, uniforme o rigida. Non è necessario
queste due notevoli capacità di risposta dell'uomo sono già in- che sia - né probabilmente potrebbe essere - una società con-
cluse in World3, ma nel capitolo 6 ne accentueremo il peso. Sco- trollata dal centro o autoritaria. Potrebbe essere un mondo che
34 / nuovi limiti dello sviluppo Il superamento dei limiti 35

ha tempo, risorse e volontà per correggere i propri errori, per Gran parte di quello che abbiamo scritto trentanni fa in / li-
i n t r o d u r r e innovazioni, per salvaguardare la fecondità degli miti dello sviluppo resta vero. Ma in questi ultimi tre decenni la
ecosistemi planetari. Potrebbe pensare a incrementare saggia- scienza e la società non sono rimaste ferme. Tutti noi abbiamo
mente la qualità della vita piuttosto che a moltiplicare scriteria- imparato molte cose e guadagnato nuove prospettive. I dati, il
tamente i consumi materiali e lo stock del capitale fisico. calcolatore, la nostra stessa esperienza ci dicono concordemen-
L'ultimo capitolo deriva dai nostri modelli mentali piuttosto te che dal 1972 - quando cominciammo a occuparci dei limiti
che dai dati o da un modello al calcolatore. Vi esponiamo i ri- della crescita - a oggi, il campo dei futuri possibili si è ristretto.
sultati dei nostri tentativi personali di stabilire che cosa fare I livelli di benessere che sarebbe stato possibile assicurare in
adesso. World3, il nostro modello del mondo, ci offre ragioni modo sostenibile a tutti gli abitanti del globo non possono più
tanto d'ottimismo quanto di pessimismo sul futuro. Su questo essere raggiunti; sono andati distrutti ecosistemi che avremmo
punto le opinioni degli autori divergono. Dennis e Jorgen sono potuto preservare; sono state consumate risorse che avrebbero
giunti alla conclusione che un peggioramento della qualità della potuto arricchire le generazioni future. Restano tuttavia aperte
vita sia ormai inevitabile e che, con ogni probabilità, anche la ancora molte scelte, e si tratta di scelte cruciali. La figura 1.4 il-
popolazione e l'economia del pianeta siano destinate al declino. lustra questo enorme campo di possibilità: è stata costruita so-
Donella ha creduto per tutta la vita che l'umanità svilupperà le vrapponendo le curve della popolazione e del benessere genera-
idee, le istituzioni e le regole etiche di cui ha bisogno per co- te da nove scenari di World3 descritti più avanti nel libro. 3

struire una società piacevole e sostenibile. Ma, nonostante que- L'insieme dei possibili futuri include una grande varietà di svi-
ste divergenze, tutti e tre concordavamo sul modo in cui la sfida luppi. Vi potrà essere un collasso improvviso, ma è possibile an-
dovrebbe essere affrontata; è questo il tema del capitolo 8. che una transizione senza intoppi verso la sostenibilità. Di sicuro,
Il p r i m o paragrafo dell'ultimo capitolo descrive le azioni tra i futuri possibili non vi è una crescita indefinita dei flussi di
prioritarie che potrebbero ridurre al minimo i danni inferii al materiali e d'energia. In un pianeta finito, questa non è un'opzio-
pianeta e alla società. Il secondo paragrafo illustra cinque stru- ne. Tutto quel che possiamo fare è intervenire sui flussi produttivi
menti che possono indirizzare la società globale verso la soste- da cui dipendono le attività umane riportandoli a livelli sostenibi-
nibilità. li attraverso scelte, tecnologia e organizzazione umane, oppure
Qualunque cosa ci aspetti, sappiamo che, per l'essenziale, lasciare che la natura decida per noi attraverso la penuria di cibo,
prenderà forma nei prossimi ventanni. L'economia globale ha d'energia o di materiali, o un ambiente sempre più nocivo.
già oltrepassato, e di molto, il livello della sostenibilità, ed è ri- Nel 1972 aprivamo / limiti dello sviluppo con una citazione
masto ben poco t e m p o ancora per coltivare la fantasia di un dell'allora segretario generale delle Nazioni Unite, U Thant:
mondo infinito. Sappiamo che la correzione di rotta sarà un'im-
presa immane. Essa implica una rivoluzione non meno profon- Non vorrei sembrare troppo catastrofico, ma dalle informa-
da della rivoluzione agricola e di quella industriale. Sappiamo zioni di cui posso disporre come segretario generale si trae una
bene quanto è difficile risolvere problemi come la miseria e la sola conclusione: i paesi membri dell'oNU hanno a disposizione a
mancanza di lavoro, e, finora, l'unica risposta generalmente ac- malapena dieci anni per accantonare le proprie dispute e impe-
cettata è stata la crescita; ma sappiamo anche che affidarsi a es- gnarsi in un programma globale di arresto della corsa agli arma-
sa implica una falsa speranza, perché si tratta di una crescita menti, di risanamento dell'ambiente, di controllo dell'esplosione
insostenibile. Perseguire ciecamente la crescita fisica in un demografica, orientando i propri sforzi verso la problematica
mondo finito non fa altro che aggravare, in definitiva, la mag- dello sviluppo. In caso contrario, c'è da temere che i problemi
menzionati avranno raggiunto, entro il prossimo decennio, di-
gior parte dei problemi; si possono trovare modi migliori per ri-
mensioni tali da porli al di fuori di ogni nostra capacità di con-
solvere i nostri problemi reali. 4
trollo.
// superamento dei limiti 37

Popolazione
Sono trascorsi più di trent'anni, e nessun programma globale
è in vista. Ma è opinione sempre più comune che l'umanità sia
invischiata in problemi che non è in grado di controllare. E so-
no molti i dati e altrettanti i nuovi studi che giustificano il mo-
nito dell'ex segretario generale.
Per esempio, le preoccupazioni di U Thant hanno trovato eco
in un appello - l'Avvertimento degli scienziati del mondo all'uma-
nità - firmato nel 1992 da più di 1600 scienziati, tra i quali 102
premi Nobel, di 70 paesi diversi:

Gli esseri umani e il mondo naturale sono in rotta di collisio-


ne. Le attività antropiche danneggiano in modo grave e spesso ir-
reversibile l'ambiente e le risorse essenziali. Molti dei nostri com-
portamenti, se non poniamo loro argine, mettono a serio rischio
il futuro che desideriamo per la società umana e per il regno ve-
2000 getale e animale, e possono alterare il mondo in modo da render-
lo incapace di sostenere la vita così come la conosciamo. Per evi-
Benessere dell'umanità tare la collisione alla quale ci stiamo avvicinando, è urgente
5
metter mano a cambiamenti fondamentali.

Il monito ha trovato conferma nel 2001 in un rapporto elabo-


rato nell'ambito della Banca Mondiale:

Il tasso di degrado ambientale è allarmante, e, in taluni casi, in


via di accelerazione. ... Nei paesi in via di sviluppo, i problemi
ambientali impongono pesanti costi umani, economici e sociali e
minano le fondamenta su cui poggiano la crescita e, in ultima
6
analisi, la sopravvivenza.

Ci si può chiedere se U Thant aveva visto giusto, e i problemi


del mondo sono ormai fuori da ogni nostra capacità di control-
lo, o se aveva parlato troppo presto, e aveva ragione invece la
2000
Commissione mondiale per l'ambiente e lo sviluppo, quando -
nel 1987 - dichiarò fiduciosamente:
FIGURA 1.4 - LA POPOLAZIONE MONDIALE E IL BENESSERE
DELL'UMANITÀ: SCENARI ALTERNATIVI
L'uomo ha la possibilità di far sì che lo sviluppo sia sostenibile,
Questa figura, costruita sovrapponendo tutti gli scenari pertinenti di World3 in modo che soddisfi i bisogni dell'oggi senza impedire alle gene-
più avanti descritti, illustra l'ampia varietà dei possibili andamenti di due va- razioni future di soddisfare i bisogni del domani. 7

riabili fondamentali: la popolazione e il benessere umano medio (misurato


combinando il reddito prò capite con altri indicatori di benessere). La maggior
parte degli scenari segnala un declino, ma alcuni caratterizzano una società Risposte assolutamente certe a queste domande nessuno può
nella quale la popolazione è stabile e il benessere umano elevato e sostenibile. darcele. Eppure sono domande sulle quali è importante e ur-
38 / nuovi limiti dello sviluppo

gente che ognuno rifletta a fondo. Solo così possiamo interpre-


tare il susseguirsi degli eventi e guidare le azioni e le scelte che La crescita esponenziale come forza motrice
compiamo ogni giorno.
Invitiamo i lettori ad accompagnarci nella discussione dei da-
ti, delle analisi e delle idee che abbiamo accumulato negli ultimi
Mi accorgo con raccapriccio di non essere stato
trent'anni. È su questa base che ognuno potrà trarre le proprie immune da ingenuità circa le funzioni esponenzia-
conclusioni sui possibili futuri del pianeta e fare le scelte da cui li. ... Pur sapendo che i problemi interconnessi
può dipendere la sua vita. della perdita di diversità biologica, della deforesta-
zione nelle zone tropicali, della moria dei boschi
nell'emisfero settentrionale e del cambiamento cli-
matico si stavano aggravando esponenzialmente, è
solo in quest'ultimo anno che credo di aver capito
fino in fondo con quanta rapidità, in effetti, si stia
avvicinando il pericolo.
THOMAS E. LOVEJOY, 1988

La causa prima del superamento dei limiti sono la crescita, l'ac-


celerazione, la rapidità del cambiamento. È più di un secolo che
molte caratteristiche fisiche del sistema globale sono in rapida
crescita. Per esempio, popolazione, produzione alimentare, pro-
duzione industriale, consumo di risorse e inquinamento stanno
tutti aumentando, in molti casi sempre più velocemente. Il loro
incremento segue un andamento che i matematici definiscono
crescita esponenziale.
Si tratta di un fenomeno assai comune. Le figure 2.1 e 2.2 ne
illustrano due esempi molto differenti: le tonnellate di soia pro-
dotte ogni anno e la popolazione urbana nei paesi meno svilup-
pati. Eventi meteorologici estremi, oscillazioni economiche,
trasformazioni tecnologiche, epidemie, disordini civili sono tut-
ti fenomeni che possono spezzare, con lievi alti e bassi, la rego-
larità delle curve; ma, nell'insieme, la crescita esponenziale do-
m i n a il c o m p o r t a m e n t o del sistema socioeconomico sin dai
tempi della rivoluzione industriale.
Questo tipo di crescita ha caratteristiche sorprendenti, che la
rendono molto difficile da disciplinare. Prima di passare all'a-
nalisi delle nostre opzioni a lungo termine, definiremo la cresci-
ta esponenziale, ne descriveremo le cause ed esamineremo i fat-
tori che ne determinano l'andamento. In un pianeta finito, la
crescita fisica non può andare avanti per sempre. Ma quando fi-
nirà, quali forze ne provocheranno il declino, in quali condizio-
FIGURA 2.1 - PRODUZIONE MONDIALE DI SOIA
La produzione mondiale di soia è aumentata dal 1950 a oggi con un tempo FIGURA 2.2 - POPOLAZIONE URBANA NEL MONDO
di raddoppio di 16 anni. (Fonti: Worldwatch Institute; FAO) Negli ultimi cinquantanni, la popolazione urbana è cresciuta esponenzial-
mente nei paesi meno industrializzati, ma più o meno linearmente nei pae-
si più industrializzati. Per le popolazioni urbane dei paesi meno industria-
ni lascerà l'umanità e l'ecosistema globale una volta che si sarà lizzati, il tempo di raddoppio medio è stato pari a 19 anni. La previsione è
esaurita? Per rispondere a tali interrogativi è necessario com- che questa tendenza proseguirà per alcuni decenni. (Fonte: ONU)
prendere la struttura sistemica in virtù della quale la popolazio-
ne e l'economia sono costantemente rivolte alla crescita. Questa
struttura è al centro del modello World3 e, a nostro giudizio, è te. Ma, a riuscirci, il cumulo così prodotto misurerebbe circa
1

un tratto definitorio della società globale. 5400 chilometri: la distanza tra Boston e Francoforte.
La crescita esponenziale - il processo che consiste nel rad-
doppiare, raddoppiare di nuovo, e poi raddoppiare ancora - è
La matematica della crescita esponenziale sorprendente, perché produce molto rapidamente numeri enor-
Prendete un pezzo di stoffa a b b a s t a n z a grande e piegatelo a mi. Le quantità che crescono in modo esponenziale sono ingan-
metà: il suo spessore raddoppia. Piegatelo ancora a metà: lo nevoli perché la maggior parte di noi concepisce la crescita co-
spessore è quadruplo. Piegatelo a metà u n a terza volta, e poi me un processo lineare. Una quantità cresce in modo lineare
una quarta. Adesso lo spessore è 16 volte quello originale: più o quando l'entità dell'incremento è costante in un dato periodo di
meno un centimetro. tempo. Se una squadra di operai costruisce un chilometro di au-
Se potessimo ripiegare la pezza in questo modo altre 29 volte, tostrada la settimana, la lunghezza della strada aumenta linear-
per un totale di 33 piegature, quanto risulterebbe spessa alla fi- mente. Se un bambino mette 7 euro l'anno in un salvadanaio, i
ne? Un metro? Da uno a dieci metri? Da dieci metri a un chilo- suoi risparmi crescono linearmente. La quantità di nuovo asfal-
metro? to da stendere non dipende dalla lunghezza del tratto di strada
già costruito, né quanto viene risparmiato in un anno dipende
In verità, non è possibile ripiegare la pezza a metà per 33 voi-
42 / nuovi limiti dello sviluppo la crescita esponenziale come forza motrice 43

dai soldi che si trovano già nel salvadanaio. Quando un fattore no avere risultati abbastanza simili, ma poi l'effetto esplosivo
ha una crescita lineare, l'entità del suo incremento in un dato pe- del protrarsi dell'accumulazione esponenziale diviene evidente
riodo di tempo è sempre la stessa: non dipende dalla quantità (figura 2.3). Dopo il ventesimo anno, il salvadanaio conterrà
preesistente di quel fattore. 240 euro, mentre sul conto bancario ce ne saranno quasi 400.
Una quantità aumenta esponenzialmente quando il suo incre- Dopo il trentesimo anno, l'incremento lineare del contenuto del
mento è proporzionale a quanto c'è già. Una colonia di cellule di salvadanaio avrà generato una somma di 310 euro; il conto in
lievito nella quale ogni cellula si divide in due ogni dieci minuti banca, con il suo 7% di interesse annuo, poco più di 761 euro.
cresce esponenzialmente: per ogni singola cellula, dopo dieci mi- Perciò, in trent'anni, u n a crescita esponenziale del 7% l'anno
nuti ce ne saranno due. Dopo altri dieci minuti ce ne saranno 4, genera una somma più che doppia rispetto alla crescita lineare,
dieci minuti ancora e le cellule s a r a n n o 8, poi 16, e così via. a parità di deposito iniziale. Dopo il cinquantesimo a n n o , il
Quante più colonie di cellule vi sono, tante più ve ne saranno di conto in banca supera di 6,5 volte i risparmi nel salvadanaio:
nuove per unità di tempo. Un'azienda di successo che incremen- quasi 2500 euro in più!
ta il fatturato lordo di una certa percentuale l'anno cresce espo- Da secoli le sorprendenti conseguenze della crescita esponen-
nenzialmente. Quando un fattore ha una crescita esponenziale, ziale affascinano l'uomo. Un'antica leggenda persiana narra di
l'entità del suo incremento da un periodo di tempo al successivo un cortigiano d'ingegno sottile che donò al suo re una magnifi-
aumenta: dipende dalla quantità preesistente di quel fattore. ca scacchiera chiedendogli in cambio un chicco di riso per la
La profonda differenza tra crescita lineare e crescita espo-
nenziale può essere illustrata considerando due modi di incre-
mentare la somma di 100 euro. Potremmo depositare il denaro
in un conto b a n c a r i o a c c u m u l a n d o l'interesse, o p o t r e m m o
mettere i soldi in un salvadanaio e aggiungere una data somma
di denaro ogni anno. Se depositiamo 100 euro in una banca che
offre un interesse composto del 7% l'anno, e lasciamo che il red-
dito da interessi si accumuli sul conto, il denaro investito cre-
scerà esponenzialmente. Ogni a n n o il denaro già depositato
avrà un incremento, e, anche se il tasso d'incremento è costante
(il 7% annuo), in termini assoluti l'incremento sarà ogni anno
maggiore. Alla fine del primo anno tale incremento sarà di 7 eu-
ro. L'interesse del secondo a n n o sarà pari al 1% di 107 euro,
cioè 7,49 euro, e all'inizio del terzo anno il totale ammonterà a
114,49 euro. Un anno dopo l'interesse sarà di 8,01 euro, e il to-
tale ammonterà a 122,50 euro. Alla fine del decimo anno trove-
remo sul conto 196,72 euro.
Se mettiamo 100 euro in un salvadanaio e ci aggiungiamo 7
FIGURA 2.3 - CRESCITA LINEARE ED ESPONENZIALE DEI RISPARMI
euro l'anno, la s o m m a crescerà in modo lineare. Alla fine del
primo anno, il salvadanaio, come il conto bancario, conterrà Se una persona mette 100 euro in un salvadanaio e aggiunge 7 euro ogni
anno, i suoi risparmi cresceranno linearmente, c o m e mostra la linea trat-
107 euro. Alla fine del decimo anno conterrà 170 euro: meno di teggiata. Se la stessa persona deposita 100 euro in banca al tasso di interes-
quanto c'è sul conto bancario, ma non tanto meno. se del 7% annuo, quei 100 euro cresceranno esponenzialmente, con un
In un primo momento, le due strategie di risparmio sembra- tempo di raddoppio di circa 10 anni.
44 / nuovi limiti dello sviluppo La crescita esponenziale come forza motrice 45

prima casella della scacchiera, due chicchi per la seconda casel- Il rapido passaggio dall'irrilevanza al superamento dei limiti
la, quattro per la terza, e così via. è qualcosa che, volendo, potreste sperimentare di persona. Im-
Il re acconsentì e ordinò che portassero del riso dai suoi ma- maginate di mangiare una nocciolina il primo giorno del mese,
gazzini. La quarta casella della scacchiera valse al cortigiano ot- due noccioline il secondo giorno, quattro noccioline il terzo, e
to chicchi, la decima casella 512, la quindicesima 16.384, la così via. Dapprincipio comprerete e consumerete una quantità
ventiquattresima casella più di un milione di chicchi di riso. Al- di cibo insignificante. Ma ben prima della fine del mese la vo-
la q u a r a n t u n e s i m a casella ebbe un trilione di chicchi di riso stra salute e il vostro conto in banca sarebbero in grave perico-
12
(mille miliardi, IO ). Ma non potè essere ricompensato fino alla lo. Fino a quando potreste andare avanti a consumare cibo se-
sessantaquattresima casella; ci sarebbe voluto più riso di tutto condo una legge esponenziale e con un tempo di raddoppio di
quello esistente al mondo! un giorno? Il decimo giorno mangereste meno di mezzo chilo di
Un indovinello francese illustra un altro aspetto della crescita noccioline. L'ultimo giorno del mese, però, la decisione di man-
esponenziale: la subitaneità con la quale una quantità che cresce giare ogni giorno il doppio del giorno precedente vi costringe-
in modo esponenziale si avvicina a un limite dato. Immaginate di rebbe a comprare e mangiare oltre 500 tonnellate di noccioline!
avere un laghetto. Un giorno vi accorgete che nel laghetto cresce L'esperimento delle noccioline non provocherebbe seri danni:
una ninfea. Sapete che le piante di ninfea raddoppiano le proprie semplicemente, un giorno avreste davanti un mucchio di noc-
dimensioni ogni giorno. Vi rendete conto che se la pianta potesse cioline troppo grande e battereste in ritirata. In questo esempio,
svilupparsi liberamente, in trenta giorni ricoprirebbe l'intera su- non vi sono ritardi significativi tra il momento in cui facciamo
perficie del laghetto, soffocando ogni altra forma di vita acquati- qualcosa e il momento in cui ci rendiamo conto di ciòl che ne
ca. Ma all'inizio la pianta sembra piccola, così per il momento de- consegue.
cidete di non intervenire. Affronterete il problema quando la pianta Una quantità che aumenta secondo una legge di crescita stret-
avrà ricoperto metà del laghetto. La domanda è: quanto tempo tamente esponenziale raddoppia in un periodo di tempo costan-
avrete allora a disposizione per salvare il laghetto? La risposta è: te. Per la colonia di lievito, il tempo di raddoppio era di 10 minu-
solo un giorno! Il ventinovesimo giorno il laghetto è ricoperto per ti. Un deposito bancario che frutta un interesse annuo del 7%
metà. L'indomani - dopo l'ultimo raddoppio - il laghetto sarà inva- impiega circa 10 anni per raddoppiare. Sia nel caso della pianta
so completamente. In un primo momento può sembrare ragione- di ninfea sia nel caso delle noccioline, il tempo di raddoppio era
vole aspettare che il laghetto sia ricoperto per metà. Il ventunesimo di un giorno esatto. Vi è una semplice relazione che collega il tas-
giorno la pianta ricopre solo lo 0,2% dello specchio d'acqua, il ven- so di crescita in termini percentuali e il tempo che una quantità
ticinquesimo giorno solo il 3%. Eppure questa politica ci concede impiega per raddoppiare. Il tempo di raddoppio è approssimati-
2
appena un giorno per salvare il laghetto. vamente pari a 72 diviso per il tasso di crescita espresso in per-
È facile capire come la crescita esponenziale, combinata con 3
centuale. Questa relazione è illustrata nella tabella 2.1.
i ritardi nella risposta, possa condurre al superamento dei limi- Per mostrare quel che accade se il raddoppio si protrae nel
ti. La crescita appare a lungo insignificante. Tutto sembra tran- tempo, possiamo considerare il caso della Nigeria. Nel 1950, la
quillo. Poi, all'improvviso, il cambiamento è sempre più rapido, Nigeria aveva una popolazione di circa 36 milioni di persone.
finché, con gli ultimi uno o due raddoppi, non c'è più tempo per Nell'anno 2000, la popolazione era di circa. 125 milioni. Nella
reagire. Il precipitare della crisi non dipende da un cambiamen- seconda metà del XX secolo, la popolazione della Nigeria è qua-
to nel processo sottostante: il tasso percentuale di crescita della si quadruplicata. Secondo un rapporto della Banca Mondiale,
ninfea resta costante nell'arco del mese. Nondimeno, accumu- nel 2000 il tasso di incremento annuo è stato del 2,5%. Se que- 4

landosi di colpo, la crescita esponenziale crea un problema in- sto tasso di incremento restasse invariato, la popolazione della
trattabile. Nigeria aumenterebbe come si vede nella tabella 2.2.
TABELLA 2.1 - TEMPI DI RADDOPPIO Cose che crescono esponenzialmente
Tasso di crescita Tempo di raddoppio approssimativo La crescita esponenziale può avvenire in due modi diversi. Se
(% annua) (anni) un'entità è capace di autoriproduzione, crescerà in modo espo-
nenziale per virtù intrinseca. Se un'entità dipende da qualcos'al-
0,1 720
0,5 144 tro che cresce esponenzialmente, la sua crescita sarà derivata.
1,0 72 Tutte le creature viventi, dai batteri all'uomo, rientrano nella
2,0 36 prima categoria. Le nuove creature sono generate da creature
3,0 24 preesistenti. Possiamo illustrare la struttura sistemica di u n a
4,0 18
popolazione capace di autoriprodursi per mezzo di un diagram-
5,0 14
6,0 12 ma come questo:
7,0 10
10,0 7

Nel 2000, la popolazione della Nigeria era quadruplicata ri-


spetto al 1950. Se la crescita della popolazione restasse costante
dopo il 2000, un bambino nigeriano nato nel 2000, che vivesse
87 anni, nel corso della sua vita vedrebbe la popolazione molti-
plicarsi altre otto volte. Alla fine del XXI secolo, ci sarebbero 8
nigeriani per ognuno vivente nel 2000, e 28 per ognuno vivente
nel 1950. La Nigeria avrebbe più di un miliardo di abitanti!
Già oggi la Nigeria è uno dei molti paesi afflitti dalla fame e dal
ANELLO DI RETROAZIONE NELLA CRESCITA DI UNA POPOLAZIONE DI LIEVITO
degrado ambientale. La sua popolazione non può certo diventare
otto volte quella che è! La ragione per cui presentiamo un calcolo
come quello della tabella 2.2 è illustrare l'algebra dei tempi di Il formato del diagramma deriva dalla nostra disciplina, la di-
raddoppio e dimostrare che la crescita esponenziale non può an- namica dei sistemi, ed è piuttosto preciso. Il riquadro che rac-
dare avanti a lungo in uno spazio finito con risorse finite. chiude la popolazione di lievito indica che si tratta di uno stock:
Perché allora questa crescita prosegue attualmente nel mon- il prodotto di un processo di accumulazione, il risultato netto di
do? E cosa potrebbe fermarla? tutti i processi che in passato hanno incrementato o diminuito
la popolazione di lievito. Le frecce indicano un'azione causale o
di influenzamento, azione che p u ò essere esercitata in molti
TABELLA 2.2 - CRESCITA DEMOGRAFICA DELLA NIGERIA, PROIEZIONI modi. Nel diagramma la freccia in alto rappresenta l'influenza
dei flussi fisici: significa che nuove cellule di lievito si aggiungo-
Anno Popolazione (milioni di abitanti) no allo stock - la popolazione di lievito - incrementandolo. La
125
freccia in basso rappresenta l'influenza dell'informazione: signi-
2000
2029 250 fica che la grandezza dello stock influenza la produzione di
2058 500 nuovo lievito. Quanto più è grande lo stock, tanto maggiore è il
2087 1000 numero di nuove cellule che possono essere prodotte, sempre
48 / nuovi limiti dello sviluppo La crescita esponenziale come forza motrice 49

che nulla modifichi il tasso di crescita. (Vi sono cose che modi- ti), e, per quel che riguarda gli esseri umani, da variabili quali
ficano il tasso di crescita, naturalmente, ma, per semplicità, incentivi, disincentivi, scopi, obiettivi, disastri, malattie, deside-
non le abbiamo incluse in questo diagramma: ci torneremo so- ri. Il tasso di crescita può variare nel tempo e nello spazio. Ma il
pra più avanti.) lievito, gli agenti infestanti o la popolazione, quando non sono
Il segno (+) al centro dell'anello significa che le due frecce, soggetti a vincoli, crescono in modo esponenziale.
prese assieme, formano un anello di retroazione positivo o di Lo stock di capitale industriale è un'altra cosa che può cresce-
rinforzo, ovvero u n a catena di relazioni causa-effetto che si re in modo esponenziale per virtù propria. Macchine e fabbri-
chiude su se stessa provocando un cambiamento autorinforzan- che, congiuntamente, possono generare altre macchine e altre
te. In un anello siffatto, il cambiamento di un elemento qualsia- fabbriche. Un'acciaieria può produrre l'acciaio occorrente per
si in qualunque punto dell'anello ha conseguenze che si riper- un'altra acciaieria; una fabbrica di dadi e bulloni può produrre i
cuotono a cascata lungo la catena causale; il risultato è che dadi e bulloni che tengono assieme le stesse macchine che li
l'elemento iniziale cambierà ancora di più nella stessa direzio- producono. Qualunque attività economica remunerativa genera
ne. Un aumento provocherà un aumento più grande; una dimi- denaro che è possibile investire per espandere quell'attività. Il
nuzione finirà col provocarne una maggiore. capitale fisico, come quello monetario, genera altro capitale, se-
Nella dinamica dei sistemi, l'etichetta anello positivo non im- condo quel processo autoalimentato e orientato alla crescita
plica necessariamente che l'anello produrrà risultati favorevoli. che è proprio dell'economia industriale.
Si riferisce semplicemente alla direzione rinforzante dell'azione Non è accidentale che il m o n d o industriale sia arrivato ad
causale lungo l'anello. Analogamente, gli anelli di retroazione aspettarsi che un'economia cresca ogni anno di una certa per-
negativi, sui quali ci soffermeremo fra poco, non producono ne- centuale, diciamo il 3%. Un'aspettativa del genere si è evoluta
cessariamente risultati sfavorevoli; anzi, di fatto, risultano spes- dopo aver visto, secolo dopo secolo, il capitale generare altro ca-
so stabilizzanti. Essi sono negativi nel senso che contrastano o pitale. E cosa comune risparmiare e investire per il futuro - ac-
invertono o equilibrano l'influenza causale lungo l'anello. cantonare una frazione del prodotto totale assumendo che que-
Un anello di retroazione positivo può agire come un circolo sta, investita, farà crescere il p r o d o t t o futuro. Un'economia
virtuoso o vizioso, a seconda che la crescita da esso prodotta sia crescerà esponenzialmente purché l'autoriproduzione del capi-
desiderabile o no. La retroazione positiva provoca la crescita tale non sia vincolata dalla domanda dei consumatori, dalla di-
esponenziale del lievito nella panificazione o quella del denaro sponibilità di forza lavoro, dalle materie prime, dall'energia,
in un conto bancario che frutti un interesse. Questi sono casi dalle decisioni dei fondi d'investimento, o da uno qualunque de-
«buoni». Ma la retroazione positiva può essere responsabile an- gli altri fattori che possono limitare la crescita di un sistema in-
che della diffusione di un agente infestante in un campo coltiva- dustriale complesso. Come la popolazione, il capitale ha in sé la
to o della crescita di un virus influenzale nella vostra trachea. struttura sistemica (si tratta di un anello di retroazione positi-
Questi sono casi «cattivi». vo) che può produrre il comportamento proprio della crescita
Quando una popolazione di un sistema è governata da un esponenziale. Le economie, naturalmente, non crescono conti-
anello di retroazione positivo, quella popolazione è potenzial- nuamente (non più di quanto accada alle popolazioni), ma sono
mente in grado di crescere in modo esponenziale. Ciò non vuol strutturate in modo da crescere e, quando crescono, lo fanno in
dire che crescerà effettivamente in modo esponenziale, ma solo modo esponenziale.
che, in assenza di vincoli, ha la capacità di comportarsi così. La Nella nostra società vi sono molti altri fattori che possono
crescita può essere limitata da molti fattori, come la mancanza crescere in modo esponenziale. La violenza può essere intrinse-
di sostanze nutrienti (nel caso del lievito), la bassa temperatura camente esponenziale, e la corruzione, si direbbe, si nutre di se
e la presenza di altre popolazioni (nel caso degli agenti infestan- stessa. Il cambiamento climatico implica anch'esso una varietà
50 / nuovi limiti dello sviluppo La crescita esponenziale come forza motrice 51

di anelli di retroazione positivi. Per esempio, le emissioni di gas nelle caratteristiche osservabili del sistema socioeconomico glo-
serra nell'atmosfera provocano un aumento della temperatura, bale e nelle forme storiche del suo cambiamento. La crescita
che a sua volta accelera la fusione dei ghiacci della tundra arti- della popolazione e del capitale provoca l'espansione dell'im-
ca. Il disgelo della tundra libera il metano che vi era intrappola- pronta ecologica umana, a meno che non vi siano - o fin tanto
to. Il metano è un potente gas serra che può far salire ulterior- che non vi saranno - cambiamenti profondi nelle preferenze di
mente la t e m p e r a t u r a globale. Alcune forme di retroazione consumo e forti incrementi di efficienza nell'impiego di risorse.
positiva sono incluse esplicitamente in World3. Il modello con- Non abbiamo ancora visto né l u n a né l'altra cosa. La popolazio-
sidera le forze che influenzano la fertilità dei suoli. Varie tecno- ne umana, il capitale fisso e i flussi di energia e di materiali che
logie, inoltre, sembrano crescere esponenzialmente; le studiere- li sostengono crescono esponenzialmente da almeno un secolo,
mo in chiave sperimentale nel capitolo 7. A nostro giudizio, benché non senza interruzioni e difficoltà né senza la potente
tuttavia, a spingere la società globale oltre i suoi limiti sono sta- influenza di altri anelli di retroazione. Il mondo è più complica-
ti soprattutto i processi di crescita che governano la popolazio- to di così. E, come vedremo, lo è anche World3.
ne e l'industria, ed è di questi che ci occuperemo.
La popolazione e il capitale produttivo sono i motori della La crescita della popolazione mondiale
crescita esponenziale nella società umana. Altre grandezze, co-
me la produzione di alimenti, l'uso di risorse e l'inquinamento, Nell'anno 1650, la popolazione mondiale contava circa mezzo
t e n d o n o ad a u m e n t a r e esponenzialmente, ma n o n perché si miliardo di persone e cresceva all'incirca dello 0,3% annuo, con
moltiplichino per forza propria, bensì perché sono spinte dalla un tempo di raddoppio di circa 240 anni.
popolazione e dal capitale. Non vi è autogenerazione né anello Nel 1900, la popolazione era giunta a 1,6 miliardi di indivi-
di retroazione positivo attraverso i quali i pesticidi presenti nel- dui, con un tasso di crescita oscillante dallo 0,7 allo 0,8% l'anno
le acque freatiche possano creare altri pesticidi, o il carbone e un tempo di raddoppio di circa 100 anni.
possa riprodursi nel sottosuolo creando altro carbone. Le con- Nel 1965, la popolazione era di 3,3 miliardi. Il tasso di crescita
seguenze fisiche e biologiche del far crescere sei tonnellate di era salito al 2% l'anno, con un tempo di raddoppio di circa 36
frumento per ettaro non rendono più facile farne crescere dodi- anni. Perciò, dal 1650, la popolazione era cresciuta in modo non
ci tonnellate per ettaro. A un certo punto - toccati i limiti - ogni solo esponenziale, ma iperesponenziale, con un tasso di crescita
raddoppio della produzione alimentare o mineraria non è più a sua volta crescente. E cresceva per una lieta ragione: i tassi di
facile del precedente, ma più difficile. mortalità scendevano. Anche i tassi di natalità scendevano, ma
Perciò, se la produzione di alimenti e l'uso di materie prime e più lentamente, donde il brusco aumento della popolazione.
di energia sono cresciuti esponenzialmente, ciò è accaduto non Dopo il 1965, i tassi di mortalità hanno proseguito il declino,
per ragioni strutturali, ma perché una popolazione e un'econo- ma i tassi di natalità, in media, si sono ridotti ancor più rapida-
mia in crescita esponenziale hanno richiesto più alimenti, più mente (figura 2.4). Mentre la popolazione tra il 1965 e il 2000
materie prime e più energia, e sono riusciti a produrli. Analoga- saliva da 3,3 miliardi a 6 miliardi, il tasso di crescita scendeva
mente, l'inquinamento e i rifiuti sono aumentati non per pro- dal 2 all'I,2%.$
cessi intrinseci di retroazione positiva, ma perché l'economia Quella del tasso di incremento demografico è un'inversione
umana ha messo in circolo e utilizzato quantità crescenti di ma- di tendenza sorprendente, che sta a indicare importanti muta-
teriali e di energia. menti nei fattori culturali da cui dipende il numero di figli che
Un assunto centrale del modello World3 è che la popolazione le persone decidono di avere e nei fattori tecnici che permetto-
e il capitale siano strutturalmente suscettibili di crescita espo- no loro di attuare quella decisione. Nella popolazione mondiale,
nenziale. Questo assunto non è arbitrario: esso trova sostegno il numero medio di figli per donna è diminuito da 5 nel decen-
TABELLA 2.3 - AUMENTO DELLA POPOLAZIONE MONDIALE

Anno Popolazione X Tasso di crescita = Popolazione in più


(milioni) (% annua) (milioni/anno)

1965 3330 X 2,03 68


1970 3690 X 1,93 71
1975 4070 X 1,71 70
1980 4430 X 1,70 75
1985 4820 X 1,71 82
1990 5250 X 1,49 78
1995 5660 X 1,35 76
2000 6060 X 1,23 75

(Fonte: ONU)

Intorno alla fine del decennio 1980-89, il numero di persone


FIGURA 2.4 - TRANSIZIONE DEMOGRAFICA MONDIALE che si aggiungevano ogni anno alla popolazione mondiale ha
Il divario tra nascite e decessi determina il tasso al quale la popolazione smesso di crescere. Ciò nonostante, l'incremento di 75 milioni re-
cresce. Fino al 1965 il tasso di mortalità medio scendeva più rapidamente gistrato nel 2000 equivale ad aggiungere, in quell'anno e in ognu-
rispetto a quello di natalità, cosicché il tasso di crescita della popolazione no degli anni successivi, la popolazione di più di nove città come
era in aumento. Dal 1965 in poi, il tasso di natalità medio ha cominciato a
New York messe insieme. Più appropriatamente, dal momento
diminuire più velocemente rispetto a quello di mortalità. Perciò il tasso di
crescita della popolazione si è considerevolmente ridotto, anche se la cre- che quasi tutto l'incremento ha avuto luogo nel Sud del mondo,
scita continua a essere esponenziale. (Fonte: ONU) equivale ad aggiungere la popolazione totale delle Filippine, op-
pure di circa dieci Pechino o sei Calcutta. Anche secondo le più
ottimistiche proiezioni su ulteriori declini del tasso di natalità, la
nio 1950-59 a 2,7 nel decennio 1990-99. In Europa, all'inizio del popolazione è destinata ad aumentare ancora e di molto, special-
XXI secolo, la famiglia tipo contava in media 1,4 figli per cop- mente nei paesi meno industrializzati (figura 2.5).
pia, nettamente sotto il livello di sostituzione della popolazio-
6
ne. La popolazione europea sta andando incontro a un lento
declino, dai 728 milioni del 1998 ai 715 milioni del 2025.7
La diminuzione della fecondità non significa che la crescita
della popolazione mondiale si sia arrestata, né che non sia più
esponenziale. Significa solo che il tempo di raddoppio è aumenta-
to (da 36 anni al tasso del 2% annuo, a 60 anni al tasso dell'I,2%
annuo), e che può aumentare ancora. Di fatto, nel 2000 il nume-
ro netto di persone che si sono aggiunte alla popolazione mon-
diale è stato maggiore che non nel 1965, benché il tasso di cre-
scita fosse inferiore. La tabella 2.3 mostra il perché: nel 2000, il
tasso di crescita era moltiplicato per una base di popolazione
più numerosa. ANELLI DI RETROAZIONE DELLE NASCITE E DEI DECESSI
La crescita esponenziale come forza motrice 55

morte). Il numero di nascite è uguale al prodotto della popola-


zione totale per la fecondità media. Il tasso di crescita di una
popolazione è dato dalla sua fecondità meno la sua mortalità.
Naturalmente, né la fecondità né la mortalità sono costanti. Es-
se dipendono da fattori economici, ambientali e demografici
quali il reddito, l'istruzione, i servizi sanitari, i metodi di pianifi-
cazione familiare, la religione, i livelli di inquinamento, la com-
posizione per età della popolazione.
La teoria più diffusa sul modo in cui la fertilità e la mortalità
cambiano e sulle cause per cui i tassi di crescita della popolazio-
ne globale sono in declino - che è anche la teoria incorporata in
World3 - è detta della transizione demografica. Secondo questa
teoria, nelle società preindustriali sia la fertilità sia la mortalità
sono elevate, e la crescita della popolazione è lenta. Col migliora-
mento dell'alimentazione e dei servizi sanitari, i tassi di morta-
lità si abbassano. I tassi di natalità mostrano un intervallo di una
generazione o due, e ciò crea uno scarto tra fecondità e morta-
FIGURA 2.5 - AUMENTO ANNUO DELLA POPOLAZIONE MONDIALE lità che porta a una rapida crescita della popolazione. Infine,
Fino a tempi recenti, il numero di individui che si aggiungevano ogni anno quando modi e stili di vita si evolvono e assumono le forme tipi-
alla popolazione mondiale è andato aumentando. S e c o n d o le previsioni che di una società pienamente industriale, anche i tassi di nata-
delle Nazioni Unite, il numero di persone in più ogni anno avrà presto una
lità si abbassano, e il tasso di crescita della popolazione rallenta.
brusca caduta. Queste previsioni presuppongono una rapida diminuzione
dei tassi di natalità nei paesi m e n o industrializzati. (Fonti: ONU; D. Bogue) Nella figura 2.6 è illustrato l'effettivo andamento demografico
registrato in sei paesi. Come si può vedere, nei paesi di antica in-
dustrializzazione, come la Svezia, i tassi di natalità e di mortalità
La fondamentale struttura di retroazione alla base del sistema hanno avuto un declino assai lento. Lo scarto fra i due tassi non è
della popolazione è mostrata nella figura in basso della pagina mai stato molto ampio, e la popolazione non è mai cresciuta più
precedente. A sinistra vi è l'anello positivo che può produrre la del 2% l'anno. Nel corso dell'intera transizione demografica, nella
crescita esponenziale. Quanto più è numerosa la popolazione, maggior parte dei paesi del Nord del mondo la popolazione è cre-
tanto più numerose sono le nascite ogni anno. A destra si vede sciuta, al più, di un fattore 5. Alla soglia del 2000, erano pochi i
un anello di retroazione negativo. Mentre gli anelli positivi gene- paesi industrializzati nei quali il livello di fecondità fosse superio-
rano una crescita illimitata, quelli negativi tendono a regolare la re al livello di sostituzione. Negli anni a venire, nella maggior par-
crescita, a contenere un sistema entro confini ritenuti accettabi- te dei paesi, la popolazione è destinata al declino. In alcuni, la cre-
li, o a ricondurlo a uno stato stabile nel quale gli stock del siste- scita è ancora in corso a causa dell'immigrazione, dell'inerzia
ma abbiano valori approssimativamente costanti nel tempo. Un demografica (i giovani che entrano nell'età riproduttiva sono più
anello di retroazione negativo propaga a ritroso le conseguenze numerosi degli anziani che ne escono), o di entrambe le cose.
di una variazione avvenuta in un elemento fino a far cambiare Nei paesi del Sud del mondo, dove i tassi di mortalità si sono
quell'elemento in direzione opposta alla variazione di partenza. abbassati più tardi e più rapidamente, vi è un ampio scarto fra
Il numero annuo di decessi è uguale al prodotto della popola- tassi di natalità e tassi di mortalità. Queste regioni hanno avuto
zione totale per la mortalità media (la probabilità media di tassi di incremento demografico molto maggiori di quelli che il
FIGURA 2.6 - TRANSIZIONI DEMOGRAFICHE IN PAESI INDUSTRIALIZZATI (A) la Svezia è aumentata meno di cinque volte. Il Giappone rappresenta l'esem-
E MENO INDUSTRIALIZZATI (B) pio di un paese che ha compiuto la transizione in meno di un secolo. Nel-
Nella transizione demografica di un paese si riduce dapprima il suo tasso di l'ultima parte del XX secolo, i paesi meno industrializzati hanno conosciuto
mortalità, poi il suo tasso di natalità. La transizione demografica in Svezia è divari tra tassi di natalità e mortalità molto più ampi di quelli mai registrati
avvenuta nell'arco di quasi 200 anni, con il tasso di natalità che è rimasto nei paesi oggi industrializzati. (Fonti: N. Keyfitz e W. Flieger; J. Chesnais; ONU;
piuttosto vicino a quello di mortalità. In questo periodo, la popolazione del- PUB; UK ONS; Repubblica Popolare Cinese)
La crescita esponenziale come forza motrice 59

Nord abbia mai conosciuto (eccezion fatta per l'America Setten-


trionale, che ha assorbito forti tassi di immigrazione dall'Euro-
pa). Le popolazioni di numerosi paesi del Sud sono già cresciute
di un fattore 10, e continuano a crescere. Le loro transizioni de-
mografiche sono lontane dall'essersi concluse.
Le cause del fatto che l'industrializzazione sia connessa, come
appare, a una transizione demografica, sono oggetto di dibattito
tra i demografi. I fattori cruciali vanno al di là del mero aumento
del reddito. La figura 2.7, per esempio, mostra la correlazione tra
reddito prò capite (espresso nei termini del prodotto nazionale
8
lordo - P N L - annuo per persona) e tasso di natalità in vari paesi
del mondo. Com'è evidente, vi è una stretta relazione fra redditi

FIGURA 2.6 - TRANSIZIONI DEMOGRAFICHE IN PAESI INDUSTRIALIZZATI (A) FIGURA 2.7 - TASSI DI NATALITÀ E PNL PRO CAPITE NEL 2001
E MENO INDUSTRIALIZZATI (B) Allorché una società diventa più ricca, il tasso di natalità tende a declinare.
Nei paesi più poveri si registrano tassi di natalità annui compresi tra 20 e
oltre 50 nascite ogni 1000 abitanti. Nessuno dei paesi più ricchi conosce un
tasso di natalità annuo superiore a 20 nascite ogni 1000 abitanti. (Fonti:
PRB; Banca Mondiale)
60 / nuovi limiti dello sviluppo La crescita esponenziale come forza motrice 61

elevati e tassi di natalità bassi. Com'è altrettanto evidente, vi sono continua a crescere esponenzialmente, benché il tasso di crescita
notevoli eccezioni, specialmente nel caso di redditi bassi. La Cina si stia abbassando. Le cause di tale diminuzione vanno al di là del
ha tassi di natalità anomali, più bassi di quelli attesi dato il livello reddito prò capite. La crescita economica non garantisce che il
di reddito. Altri paesi, nel Medio Oriente e in Africa, hanno tassi benessere aumenti, che le donne abbiano maggiore libertà di
di natalità troppo elevati rispetto ai loro redditi. scelta o che i tassi di natalità diminuiscano, ma aiuta certamente
La conclusione è che i fattori che influenzano più direttamen- a raggiungere questi obiettivi. Con alcune notevoli eccezioni, i
te la diminuzione del tasso di natalità non siano tanto la ric- tassi di natalità più bassi si registrano nelle economie più ricche
chezza o le dimensioni dell'economia, quanto la profondità dei del mondo. E perciò doppiamente importante comprendere le
mutamenti provocati dal progresso economico nella vita delle cause e le conseguenze della crescita economica sia nel modello
famiglie, e specialmente nella vita delle donne. Più del P N L prò World3 sia nel «mondo reale».
capite contano fattori quali l'istruzione e l'occupazione (in par-
ticolare quella femminile), la pianificazione familiare, una bassa
mortalità infantile e una distribuzione relativamente egualitaria La crescita dell'industria mondiale
9
del reddito e delle opportunità. Paesi come Cina, Sri Lanka, Co-
Le pubbliche discussioni in materia economica sono spesso rese
sta Rica, Singapore, Thailandia, Malaysia e diversi altri hanno
confuse dalla mancata distinzione tra il denaro e le cose concrete
dimostrato che quando l'istruzione elementare, i servizi sanitari 11
che esso rappresenta. E necessario tracciare con cura tali di-
di base e la pianificazione familiare sono alla portata della mag-
stinzioni. La figura 2.8 mostra in quale modo l'economia è simu-
gior parte delle famiglie, i tassi di natalità possono diminuire
lata in World3, in quale modo ne parleremo in questo libro, e in
anche quando i livelli di reddito sono modesti.
quale modo, a nostro giudizio, è utile pensare all'economia in
Il modello World3 tiene conto di molti fattori tendenti a rallen-
un'epoca, come questa, di limiti naturali. L'accento batterà sull'e-
tare i tassi di natalità. Un primo assunto è che un'economia più
conomia fisica, le cose concrete alle quali si applicano i limiti del-
ricca migliori l'alimentazione e i servizi sanitari (ciò che fa abbas-
la Terra, e non sull'economia monetaria, che è una creazione so-
sare i tassi di mortalità) e che promuova la pianificazione fami-
ciale svincolata dalle leggi fisiche del pianeta.
liare e riduca la mortalità infantile (ciò che fa abbassare i tassi di
natalità). Un secondo assunto è che, con l'industrializzazione, le Il termine capitale industriale si riferisce qui alle attrezzature
dimensioni desiderate della famiglia - sul lungo periodo e dopo concrete - macchine e fabbriche - che producono manufatti, con
un ritardo - diminuiscano, perché il costo di allevare i figli au- il contributo, naturalmente, di forza lavoro, energia, materiali,
menta e il loro beneficio economico immediato per i genitori di- terra, acqua, tecnologia, finanza, gestione, nonché dei servizi for-
minuisce. Un altro assunto è che un incremento di breve periodo niti dagli ecosistemi naturali e dai flussi biogeochimici del piane-
del reddito faccia sì che le famiglie possano permettersi più figli ta. (Torneremo su questi fattori che concorrono alla produzione
(entro i limiti del numero di figli desiderato), mentre una stagna- nel capitolo seguente.) Il flusso dei prodotti concreti (beni di con-
zione di breve periodo del reddito ha l'effetto opposto. 10
sumo e beni di investimento) cui dà luogo il capitale industriale
In altri termini, il modello incorpora (e usualmente genera) la va sotto il nome di prodotto industriale.
transizione demografica a lungo termine, modulata, a breve ter- Una parte del prodotto industriale è costituita da attrezzature
mine, da piccole risposte a variazioni del reddito verso il basso e o edifici per ospedali, scuole, banche e negozi al dettaglio. È
verso l'alto. Nel modello, la tendenza della popolazione alla cresci- questo il capitale dei servizi (terziario); esso origina un proprio
ta esponenziale è dapprima alimentata, poi frenata, da pressioni, flusso di produzione, che è immateriale ma ha un valore reale,
opportunità, tecnologie e vincoli della rivoluzione industriale. come nel caso dell'assistenza sanitaria e dell'istruzione.
Nel «mondo reale», al volgere del millennio, la popolazione Un altro tipo di prodotto industriale è il capitale agricolo - trat-
La crescita esponenziale come forza motrice 53

Infine, una parte del prodotto industriale consiste nel capitale in-
dustriale. È quello che chiamiamo investimento industriale: acciaie-
rie, generatori elettrici, torni e altre macchine, i quali compensano
il deprezzamento e accrescono lo stock di capitale industriale, che
così può dare luogo a una maggiore produzione nel futuro.
Finora abbiamo parlato solo di entità materiali, non di denaro.
La funzione del denaro nel «mondo reale» è trasmettere informa-
zioni sui valori e sui costi relativi delle entità materiali (i valori
sono assegnati dai produttori e dai consumatori che hanno pote-
re di mercato). Il denaro media e stimola i flussi di capitale fisico
e di prodotti. Il valore monetario annuo di tutta la produzione fi-
sica di beni e servizi finali, illustrata nella figura 2.8, va sotto il
nome di P I L , prodotto interno lordo.
In diverse figure e tabelle faremo riferimento al P I L , poiché i
dati dell'economia mondiale sono espressi perlopiù in termini
monetari, non fisici. Ma quel che ci interessa è ciò che il P I L rap-
resenta: stock di capitale reale, beni industriali, servizi, risorse,
F I G U R A 2.8 - I F L U S S I D E L CAPITALE F I S I C O N E L L ' E C O N O M I A DI W 0 R L D 3
prodotti agricoli e beni di consumo. È su queste cose, non sui
La produzione e l'allocazione del prodotto industriale sono importanti per il
dollari, che si fondano l'economia e la società. E queste cose, non
comportamento dell'economia simulata in World3. Dall'ammontare del capi- dollari, sono estratte dal nostro pianeta, per poi farvi ritorno di-
tale industriale dipende quanto prodotto industriale può essere ottenuto ogni perse nel suolo, nell'aria o nell'acqua.
anno. Questo prodotto è allocato in cinque settori, secondo gli scopi e i biso- Come abbiamo già osservato, il capitale industriale può crescere
gni della popolazione. Parte del capitale industriale è consumata; parte è im-
piegata nel settore delle risorse per ottenere materie prime; parte va all'agri-
coltura per sviluppare i suoli e migliorarne la resa; parte è investita in servizi
sociali, e il resto è investito nell'industria per compensare il deprezzamento e
accrescere ulteriormente lo stock di capitale industriale.

tori, granai, sistemi di irrigazione, mietitrici - che fornisce il


prodotto agricolo, perlopiù alimenti e fibre.
Parte del prodotto industriale consiste in trivelle, pozzi petro-
liferi, attrezzature minerarie, oleodotti, pompe, navi cisterna,
raffinerie e fonderie. Si tratta di capitale per l'ottenimento di ri-
sorse: esso genera il flusso di materie prime e d'energia necessa-
rio perché gli altri tipi di capitale possano operare.
Un'altra parte del prodotto industriale è costituita dai beni di
consumo: vestiti, automobili, radio, frigoriferi, case. La quan-
tità di beni di consumo prò capite è un importante indice del
STRUTTURA DELL'ANELLO DI R E T R O A Z I O N E D E L CAPITALE INDUSTRIALE
benessere materiale di una popolazione.
64 / nuovi limiti dello sviluppo

esponenzialmente in forza della propria capacità di autoriprodu-


zione. La struttura di retroazione che rappresenta tale autogenera-
zione è simile a quella osservata per il sistema della popolazione.
Un dato ammontare di capitale industriale (fabbriche, auto-
carri, computer, centrali elettriche) può produrre ogni anno una
certa quantità di manufatti, posto che altri fattori produttivi sia-
no disponibili a sufficienza. Ogni anno, una certa percentuale
della produzione è destinata a investimenti (telai, motori, nastri
trasportatori, acciaio, cemento) che vanno a incrementare lo
stock di capitale e perciò espandono la capacità produttiva futu-
ra. Questo è il «tasso di natalità» del capitale. La percentuale in-
vestita può variare, così come la fecondità umana, secondo deci-
sioni, desideri e vincoli. In questo anello di retroazione positivo
vi sono ritardi, dal momento che la pianificazione, il finanzia-
mento e i tempi di costruzione di certe unità di capitale fisso
(una ferrovia, una centrale elettrica, una raffineria) possono ri-
FIGURA 2 . 9 - PRODOTTO NAZIONALE LORDO PER SETTORI
chiedere anni, se non addirittura decenni.
La storia della distribuzione del valore del prodotto economico degli Stati
Il capitale, al pari della popolazione, ha sia un «ciclo di mor- Uniti tra servizi, industria e agricoltura mostra la transizione a un'econo-
te» sia un «ciclo di nascita». Macchine e fabbriche, mano a ma- mia dei servizi. Come si può notare, sebbene i servizi rappresentino la quo-
no che si u s u r a n o o diventano tecnicamente obsolete, sono ta maggiore dell'economia, i settori industriale e agricolo continuano, in
chiuse, smantellate, riciclate ed eliminate. Il tasso di deprezza- termini assoluti, a espandersi. (Fonte: us Bureau of Economie Analysis)
mento del capitale è l'analogo del tasso di mortalità nel sistema
della popolazione. Quanto più capitale è presente, tanto più ne
sarà intaccato ogni anno, e quindi l'anno successivo ve ne sarà Le economie più sviluppate sono dette talvolta economie dei
meno a disposizione, salvo che a sostituire il capitale deprezza- servizi, ma in realtà esse continuano a poggiare su una solida
to non affluiscano nuovi investimenti. base agricola e industriale. Ospedali, scuole, banche, negozi, ri-
Proprio come le popolazioni, nel corso del processo di indu- storanti e alberghi fanno tutti parte del settore dei servizi. Ma si
strializzazione, vanno incontro a una transizione demografica, pensi agli autocarri che provvedono ad approvvigionarli di ge-
così gli stock di capitale di un'economia seguono un modello di neri alimentari, carta, combustibile e attrezzature, o a quelli
crescita e di cambiamento comune a molti ambiti. Le economie che ne raccolgono e p o r t a n o via i rifiuti. Si consideri tutto
preindustriali sono soprattutto economie agricole e di servizi. quanto passa attraverso i loro tubi di scarico e i loro camini: è
Allorché l'anello di crescita del capitale comincia a operare, tut- evidente che le imprese nel settore dei servizi necessitano di un
ti i settori economici crescono, ma per qualche tempo il settore flusso costante e copioso di materiali e di energia, dalle sorgenti
industriale cresce più rapidamente degli altri. Una volta costi- del pianeta ai suoi pozzi d'assorbimento. Assieme con le indu-
tuita la base industriale, la crescita successiva avviene soprat- strie, esse contribuiscono significativamente all'impronta ecolo-
tutto nel settore dei servizi (figura 2.9). Il modello World3 dà gica dell'umanità.
conto di questa transizione facendone la modalità di base del Le acciaierie e le miniere possono essere molto distanti dagli
suo funzionamento, salvo che non siano deliberatamente intro- uffici dell'economia dell'informazione. L'ammontare dei mate-
dotti cambiamenti per studiare altre possibilità. 12
riali utilizzati può non crescere con la stessa rapidità del valore
66 / nuovi limiti dello sviluppo La crescita esponenziale come forza motrice 67

monetario della produzione. Eppure, come si vede nella figura ciò ha reso alcuni molto ricchi, ma non ha sradicato la povertà.
2.9, anche in un'economia «postindustriale» la base industriale Non vi è ragione di credere che un altro incremento di quattor-
non dà mostra di declino. L'informazione è un mirabile, prezio- dici volte (se pure fosse possibile senza oltrepassare i limiti del
so, disincarnato bene economico, ma, tipicamente, è immagaz- nostro pianeta) metterebbe fine alla povertà, a meno che il si-
zinata in un computer da tavolo che, a tutto il 1997, era un og- stema globale non fosse ristrutturato per indirizzare la crescita
getto costituito di circa 25 chilogrammi di plastica, metalli, vetro a beneficio di chi ne ha più bisogno.
e silicio, tale da assorbire 150 watt di elettricità e da generare, Nell'attuale sistema economico, la crescita ha luogo general-
nel corso della sua fabbricazione, oltre 60 chilogrammi di mate- mente nei paesi già ricchi e, all'interno di questi, favorisce in
13
riali di scarto. Le persone che producono, elaborano e utilizza- modo sproporzionato la parte più ricca della popolazione. La fi-
no informazioni, non si limitano a consumare alimenti, ma van- gura 2.10 mostra le curve di crescita del prodotto nazionale lor-
no in giro in automobile, vivono in appartamenti, lavorano in do prò capite nei dieci maggiori paesi del mondo (per popola-
uffici caldi d'inverno e freschi d'estate, e - anche in quest'epoca zione) e nell'Unione Europea. È evidente come decenni di
all'insegna della comunicazione elettronica - usano e buttano crescita abbiano sistematicamente aumentato il divario tra pae-
via montagne di carta. si ricchi e paesi poveri.
L'anello positivo che provoca la crescita del sistema del capi-
tale mondiale ha fatto sì che l'industria crescesse più rapida-
mente della popolazione. Tra il 1930 e il 2000 il valore moneta-
rio del prodotto industriale mondiale è aumentato di un fattore
14 (come abbiamo visto nella figura 1.2). Se la popolazione, in
quest'arco di tempo, fosse rimasta costante, il tenore di vita ma-
teriale sarebbe cresciuto anch'esso di un fattore 14; invece, a
causa della crescita demografica, il prodotto medio prò capite è
aumentato di un fattore 5. Tra il 1975 e il 2000 il peso dell'econo-
mia industriale è approssimativamente raddoppiato, mentre il
prodotto prò capite è aumentato di circa il 30%.

Più popolazione, più povertà, più popolazione


La crescita è necessaria per porre fine alla povertà. Questa tesi
appare ovvia. È meno ovvio, agli occhi dei suoi molti sostenito-
ri, il fatto che la crescita nel sistema economico così com'è
strutturato oggi non porrà fine alla povertà. Al contrario, le for-
me attuali di crescita perpetuano la povertà e ampliano il diva-
rio fra ricchi e poveri. Nel 1998, più del 45% degli abitanti del FIGURA 2 . 1 0 - PNL PRO CAPITE DEI DIECI PAESI PIÙ POPOLOSI DEL MONDO
pianeta doveva accontentarsi di un reddito medio quotidiano E DELL'UNIONE EUROPEA
pari o inferiore a 2 dollari, il che significa più poveri di quanti Della crescita economica godono principalmente le nazioni che sono già
non ve ne fossero nel 1990, nonostante un decennio nel quale il ricche. Indonesia, Cina, Pakistan, India, Bangladesh e Nigeria ospitano as-
14
reddito di molti è salito vertiginosamente. Dal 1930 a oggi, il sieme quasi metà della popolazione mondiale. Il loro PNL prò capite si di-
scosta a malapena dall'asse quando viene rappresentato graficamente as-
prodotto industriale mondiale è aumentato di quattordici volte: sieme al P N L prò capite delle nazioni più ricche. (Fonte: Banca Mondiale)
68 / nuovi limiti dello sviluppo La crescita esponenziale come forza motrice 69

Secondo il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo, Dal punto di vista della dinamica dei sistemi, se si osserva
nel 1960 il 20% della popolazione mondiale residente nei paesi una regolarità in più parti di un sistema per un lungo arco di
più ricchi aveva un reddito prò capite pari a trenta volte il red- tempo, si può assumere che essa abbia le sue radici nella strut-
dito del 20% residente nei paesi più poveri. Nel 1995, il rappor- tura di retroazione del sistema. Il sistema può essere fatto fun-
to tra il reddito medio del 20% più ricco e quello del 20% più zionare più a lungo o più rapidamente, ma se la struttura non
povero era passato da 30:1 a 82:1. In Brasile, nel 1960, la metà viene modificata la regolarità resterà inalterata. La crescita, se-
più povera della popolazione disponeva del 18% del reddito na- guendo la vecchia strada, ha aumentato il divario tra ricchi e
zionale; nel 1995, appena del 12%. Nel 1960, il 10% più ricco poveri. Solo cambiando strada il divario potrà essere colmato.
dei brasiliani beneficiava del 54% del reddito nazionale; nel Per riuscirvi, occorre modificare la struttura - le concatenazio-
15
1995, del 6 3 % . Nel 1997, i consumi di una famiglia media afri- ni di cause ed effetti - del sistema.
16
cana erano diminuiti del 20% rispetto al 1972. Un secolo di Ma qual è la struttura che mantiene inalterato il divario tra
crescita economica ha prodotto nel mondo enormi disparità tra ricchi e poveri anche quando la crescita economica è fortissi-
ricchi e poveri. La figura 2.11 mostra due indicatori di questo ma? Sono all'opera, a nostro giudizio, due strutture generali. La
stato di cose: la quota del prodotto nazionale lordo e la quota prima ha a che fare con gli ordinamenti sociali - alcuni comuni
del consumo di energia secondo il livello di reddito. a un gran numero di culture, altri peculiari di singole culture -
che per ragioni sistemiche danno al privilegiato potere e risorse
per accrescere il proprio privilegio. Gli esempi variano dalla di-
scriminazione etnica latente o manifesta all'elusione fiscale dei
contribuenti ricchi; dalla malnutrizione dei figli dei poveri a
una migliore istruzione scolastica per i figli dei ricchi; dall'uso
dei soldi per avere influenza politica, anche in quelle che siamo
soliti chiamare democrazie, al semplice fatto che i pagamenti di
interessi trasferiscono denaro dalle tasche di chi ne ha di meno
di quanto gliene servirebbe alle tasche di chi ne ha di più.
In termini sistemici, si tratta di anelli di retroazione della for-
17
ma «piove sul bagnato». Sono anelli positivi che danno a chi
ha successo i mezzi per continuare ad averne. Essi tendono a
essere endemici in qualunque società, se questa non introduce
coscientemente strutture di compensazione per contrastare le
disuguaglianze. (Leggi contro la discriminazione, imposte pro-
gressive sul reddito, standard universali per scuole e servizi sa-
nitari, «reti di sicurezza» per aiutare chi si trova in difficoltà,
imposte sul patrimonio, processi democratici che separino la
politica dall'influenza del denaro: ecco solo alcuni esempi di
FIGURA 2.11 - DISPARITÀ GLOBALI
strutture di compensazione.)
La distribuzione globale della ricchezza e delle opportunità è vistosamente Nessuno di questi anelli della forma «piove sul bagnato» è
asimmetrica. Il 20% più ricco della popolazione mondiale controlla più rappresentato esplicitamente nel modello World3. World3 non è
dell'80% del prodotto mondiale lordo e utilizza quasi il 60% dell'energia un modello della dinamica dei redditi o della distribuzione della
commerciale mondiale. (Fonte: Banca Mondiale) ricchezza o del potere; esso riguarda la relazione complessiva
70 / nuovi limiti dello sviluppo

18
tra l'economia mondiale e i limiti della crescita. Perciò esso
non presuppone alcuna soluzione di continuità negli attuali
modelli di distribuzione.
Vi è però una struttura di World3 che rispecchia il nesso tra il
sistema della popolazione e il sistema del capitale quali sono
stati descritti in questo capitolo. È una struttura che perpetua la
povertà, la crescita demografica e la tendenza del sistema pla-
netario a superare i suoi limiti. E, come mostreremo nei capito-
li successivi, è una struttura che occorre cambiare se si vuole
approdare a un mondo sostenibile.
Questa struttura che perpetua la povertà deriva dal fatto che POVERTÀ E POPOLAZIONE
per le popolazioni ricche, rispetto a quelle povere, è più facile ri-
sparmiare, investire e moltiplicare il proprio capitale, e non solo figura sia più importante: la povertà causa la crescita della popo-
perché i ricchi hanno più possibilità di controllare le condizioni di lazione o è la crescita della popolazione a causare la povertà?
mercato, procurarsi nuove tecnologie e controllare le risorse, ma In realtà, tutti gli elementi di questo anello di retroazione positi-
anche perché secoli di crescita hanno messo a loro disposizione vo esercitano una forte influenza sul comportamento delle popo-
un ampio stock di capitale che può moltiplicarsi ancora di più. La lazioni dei paesi più poveri. Essi originano una «trappola sistemi-
maggior parte dei bisogni primari sono soddisfatti, e perciò sono ca», un anello che aggiunge disgrazia a disgrazia: mantiene povero
possibili tassi di investimento relativamente alti senza privare del il povero e continua a far crescere la popolazione. Sottraendo pro-
necessario la popolazione presente. Una bassa crescita demografi- dotto dagli investimenti a favore dei consumi, la crescita della po-
ca permette di allocare più prodotto per alimentare la crescita polazione rallenta la crescita del capitale. La povertà, a sua volta,
economica e meno per soddisfare i bisogni di sanità e di istruzio- perpetua la crescita della popolazione tenendo le persone in condi-
ne, come accadrebbe se la popolazione fosse in rapido aumento. zioni in cui non hanno istruzione, né assistenza sanitaria, né piani-
Nei paesi poveri, invece, la crescita del capitale fa fatica a tener ficazione familiare, nessuna possibilità di scelta e nessun potere:
dietro alla crescita della popolazione. Il prodotto che avrebbe po- l'unico modo per cavarsela è fare figli e sperare che possano ap-
tuto essere reinvestito serve piuttosto per costruire scuole e ospe- portare reddito o dare una mano nel lavoro dei familiari.
dali e per soddisfare le necessità di un'economia di sussistenza. Una conseguenza di questa trappola è illustrata nella figura
Siccome i bisogni immediati sottraggono prodotto agli investi- 2.12. Nei paesi del Sud del mondo la produzione alimentare è
menti industriali, la crescita dell'economia è lenta. La transizione cresciuta molto negli ultimi ventanni; in molti casi, è raddop-
demografica resta invischiata nella sua fase intermedia, con un piata o triplicata. Ma, a causa della rapida crescita demografica,
ampio scarto tra i tassi di natalità e quelli di mortalità. Se le don- la produzione alimentare prò capite è migliorata ben poco, e in
ne non vedono nello studio o nell'attività economica un'alternati- Africa è costantemente diminuita. Le sole aree nelle quali la
va attraente rispetto all'allevamento dei figli, questi ultimi vengo- produzione alimentare ha sopravanzato nettamente la crescita
no a essere una delle poche forme di investimento a disposizione, della popolazione sono l'Europa e l'Estremo Oriente.
e la popolazione diventa più numerosa senza diventare più ricca, I grafici della figura 2.12 illustrano una duplice tragedia. La
confermando il vecchio adagio secondo il quale il ricco fa soldi e prima è una tragedia umana: un grande successo dell'agricoltu-
il povero fa figli. ra - il formidabile incremento della produzione alimentare - è
I consessi internazionali possono essere paralizzati da intermi- stato utilizzato in massima parte non per nutrire le persone più
nabili discussioni su quale freccia dell'anello di retroazione nella adeguatamente ma per nutrire inadeguatamente più persone.
La crescita esponenziale come forza motrice 73

spinga un sistema verso il basso può essere invertita, e il siste-


ma può risollevarsi. Più povertà implica più popolazione, che
implica più povertà. Tuttavia meno povertà implica una più len-
ta crescita della popolazione, che implica meno povertà. Con in-
vestimenti adeguati protratti abbastanza a lungo, accompagnati
da prezzi equi per i prodotti e per la forza lavoro, da quote di
produzione crescenti allocate più direttamente a favore dei po-
veri, e specialmente a sostegno dell'istruzione e dell'occupazio-
ne femminili e della pianificazione familiare, gli effetti dell'anel-
lo popolazione-povertà possono essere rovesciati. I progressi
sociali possono rallentare il tasso di crescita della popolazione.
Ciò può portare a maggiori investimenti nel capitale industria-
le, che produrrà maggiori beni e maggiori servizi. L'incremento
del consumo di beni e servizi può contribuire a ridurre ulterior-
mente la crescita della popolazione.
In numerose parti del mondo, dove il benessere dell'intera
popolazione, e specialmente dei poveri, è al centro dell'attenzio-
ne pubblica, tale rovesciamento è in atto. Questa è una delle ra-
gioni per cui il tasso di crescita della popolazione mondiale è in
calo e la transizione demografica sta andando avanti.
Ma in altre parti del mondo - dove la disuguaglianza è cultural-
mente endemica, dove mancano le risorse o la volontà di investire
per il benessere collettivo, o dove le difficoltà finanziarie hanno
portato all'imposizione di «aggiustamenti strutturali» che sottrag-
gono investimenti al sistema educativo e quello sanitario - non vi
sono stati grandi miglioramenti nella vita degli abitanti. Invischia-
FIGURA 2.12 - PRODUZIONE ALIMENTARE PER REGIONE DEL MONDO te nella povertà e ancora in rapido aumento, quelle popolazioni
L'indice della produzione totale di alimenti (indice = 100 nel 1952-56) è corrono il grave pericolo di vedere interrotta la loro crescita non
raddoppiato o triplicato negli ultimi cinquant'anni nelle aree del m o n d o per la discesa dei tassi di natalità ma per l'innalzamento dei tassi
più afflitte dalla fame, ma l'indice della produzione alimentare prò capite, di mortalità. Di fatto, si prevede che Zimbabwe, Botswana, Nami-
nelle stesse aree, è cambiato ben poco perché la popolazione è cresciuta
quasi altrettanto rapidamente. Nel caso dell'Africa, la produzione di cibo
bia, Zambia e Swaziland, all'inizio del XXI secolo saranno prossi-
prò capite, tra il 1996 e il 2001, è diminuita del 9%. (Fonte: FAÓ) mi alla crescita zero della popolazione, e per una ragione tragica:
la morte di bambini e giovani adulti a causa dell'AiDS. 19

La crescita esponenziale della popolazione e della produzio-


La seconda è una tragedia ambientale: l'incremento della pro- ne industriale è insita nella capacità di autoriproduzione del si-
duzione alimentare è stato ottenuto danneggiando i suoli, le ac- stema socioeconomico del «mondo reale», ma le complicazioni
que, le foreste e gli ecosistemi, e questo è un costo che renderà non mancano: in alcune aree del mondo viene rallentata la cre-
più difficile una maggiore produzione nel futuro. scita demografica e accelerata la crescita industriale; in altre
Ma l'azione di qualunque anello di retroazione positivo che aree viene rallentata la crescita industriale e accelerata la ere-
74 / nuovi limiti dello sviluppo La crescita esponenziale come forza motrice 75

scita demografica. In entrambi i casi, però, la popolazione e il clinare. La situazione dell'umanità e del pianeta, a quel punto,
capitale fisico continuano a crescere. potrebbe essere disastrosa.
È realistico supporre che questa crescita fisica possa prosegui- È fin troppo facile classificare le cose come «buone» o «catti-
re indefinitamente? La nostra risposta è un secco no. La crescita ve» e poi tenere fisse tali classificazioni. Generazione dopo ge-
della popolazione e del capitale è destinata a provocare l'espan- nerazione, la crescita demografica e la crescita del capitale sono
sione dell'impronta ecologica dell'umanità - il carico di cui l'uma- state considerate un bene assoluto. In un pianeta scarsamente
nità grava l'ecosistema planetario - a meno che tale espansione popolato e ricco di risorse, tale valutazione positiva era perfet-
non sia contrastata con successo. In linea di principio, l'impronta tamente giustificata. Oggi che i limiti ecologici sono più eviden-
ecologica di ciascun prodotto dell'attività umana può essere ridot- ti che mai, può nascere la tentazione di considerare qualunque
ta (per via tecnologica o con mezzi d'altro genere) abbastanza ra- crescita come un male.
pidamente da consentire alla popolazione e al capitale industriale Ma quando si parla di limiti ecologici è necessario tracciare
di continuare a crescere. Non crediamo però che le cose andran- distinzioni più sottili e precise. Vi sono persone con un bisogno
no così. Di certo i dati empirici provenienti da diverse parti del disperato di cibo, riparo e beni materiali. Altre persone, afflitte
mondo mostrano che una riduzione sufficiente è ancora di là da da una diversa forma di disperazione, cercano di utilizzare la
venire. L'impronta ecologica è in crescita (come abbiamo già visto crescita materiale per soddisfare altri bisogni, non materiali ma
nella figura RI), seppure con un passo più lento dell'economia. non per questo meno reali - bisogni di accettazione, autostima,
Allorché l'impronta ecologica oltrepassa il livello sostenibile, appartenenza e identità. Non ha senso, perciò, parlare di cresci-
com'è già avvenuto, essa, presto o tardi, non può che regredire. ta con approvazione acritica o acritica disapprovazione. È ne-
Ciò può avvenire attraverso un processo controllato (per esem- cessario piuttosto chiedersi: crescita di che cosa? A beneficio di
pio, grazie a un rapido incremento dell'efficienza ecologica) o a chi? A quale costo? Pagato da chi? Qual è il reale bisogno in gio-
opera della natura (per esempio, le foreste scompaiono e, di pa- co, e in che modo chi ha quel bisogno può soddisfarlo più effica-
ri passo, l'utilizzo del legno diminuisce). L'espansione dell'im- cemente e più direttamente? Quale livello è sufficiente? Quali so-
pronta ecologica è destinata ad arrestarsi; si tratta solo di vede- no gli obblighi cui tutti dobbiamo sottostare?
re quando e in quale modo. Le risposte date a queste d o m a n d e possono indicare la via
La crescita demografica si arenerà perché i tassi di natalità verso una società equa e in grado di soddisfare i bisogni di tutti.
continueranno a diminuire, o perché la mortalità comincerà ad Altre domande possono indicare la via verso una società soste-
aumentare (o per entrambe le ragioni). La crescita industriale si nibile. A quante persone è possibile provvedere con un certo flus-
arenerà perché i tassi di investimento diminuiranno, o perché il so di energia e di materiali, restando nei limiti di una data im-
deprezzamento comincerà ad aumentare (o per entrambe le ra- pronta ecologica? A quale livello di consumo materiale? Quanto a
gioni). Considerando per tempo queste tendenze, potremo as- lungo? Quanto è sollecitato il sistema fisico che sostiene la popo-
soggettarle a un certo controllo razionale, e scegliere, tra le op- lazione umana, l'economia e tutte le altre specie? Qual è la capa-
zioni che a b b i a m o di fronte, quelle a noi più favorevoli. Se cità di recupero di quel sistema di sostegno, a quali tipi di solleci-
invece le ignoreremo, i sistemi naturali troveranno una via d'u- tazione e di quale entità? Quale livello è eccessivo?
scita senza tener conto del benessere umano. Per rispondere a queste domande, dobbiamo distogliere la
I tassi di natalità e di mortalità e quelli di investimento e di nostra attenzione dalle cause della crescita e considerare i limi-
deprezzamento saranno livellati dalle scelte dell'uomo o dagli ti della crescita. Questo è ciò che faremo nel capitolo 3.
effetti di retroazione delle sorgenti e dei pozzi planetari, ecces-
sivamente sollecitati. Le curve di crescita, da esponenziali che
erano, rallenteranno e s'addolciranno, per poi appiattirsi o de-
/ limiti: sorgenti e pozzi 77

pianeta nel prossimo secolo. La lista delle condizioni per la cre-


scita è lunga e varia, ma esse possono essere raggruppate in due
I limiti: sorgenti e pozzi categorie principali.
La prima categoria comprende quei beni materiali necessari
Le tecnologie che ci hanno consentito di mantene- a sostenere tutte le attività biologiche e industriali: terra fertile,
re costanti o in calo i costi monetari delle risorse minerali, metalli, energia e quei sistemi ecologici del pianeta
richiedono in molti casi, direttamente o indiretta- che assorbono rifiuti e regolano il clima. Questi fattori sono, in
mente, sempre più combustibili... questo lusso di-
linea di principio, entità tangibili e misurabili: ettari di terra
venta una costosa necessità, al punto che per otte-
nere la stessa quantità di risorse è necessario coltivabile e di foreste, chilometri cubi d'acqua dolce, tonnellate
trasferire una quota crescente del reddito naziona- di metalli, miliardi di barili di petrolio. In pratica, però, sono
le ai settori di trasformazione delle risorse. molto difficili da quantificare. I valori totali sono incerti. Vi so-
COMMISSIONE MONDIALE PER L'AMBIENTE no interazioni reciproche: alcuni fattori possono sostituirne al-
E LO SVILUPPO, 1987 tri e, al tempo stesso, produrne alcuni può rendere più difficile
ottenerne altri. Le definizioni di concetti quali risorsa, riserva,
Se la prospettiva del collasso ci preoccupa non è perché credia- consumo e produzione sono mutevoli e incoerenti, le risposte
mo che gli stock di energia e di materie prime del pianeta siano della scienza sono incomplete, spesso gli apparati burocratici
vicini all'esaurimento. Tutti gli scenari generati da World3 mo- distorcono o nascondono i numeri per fini politici ed economi-
strano che nel 2100 il mondo avrà ancora una frazione signifi- ci. Inoltre, le informazioni sulle grandezze fisiche sono espresse
cativa delle risorse che aveva nel 1900. Alla luce delle proiezioni di solito attraverso indici numerici, come il prezzo monetario, e
di World3, la nostra preoccupazione nasce piuttosto dal costo i prezzi sono determinati dai mercati e sono retti da regole di-
crescente dello sfruttamento delle sorgenti e dei pozzi planetari. verse - molto diverse - da quelle che governano le risorse mate-
I dati su tali costi sono insufficienti, e il tema è assai dibattuto. riali. Nondimeno, in questo capitolo ci occuperemo di tali beni
Ma dalle prove disponibili si può trarre una conclusione: il cre- necessari di natura materiale.
scente sfruttamento delle risorse rinnovabili, l'esaurimento dei Alla seconda categoria di condizioni per la crescita apparten-
materiali non rinnovabili, il riempimento dei pozzi concorrono gono i beni necessari di natura sociale. I sistemi fisici della Ter-
assieme, in modo lento ma inesorabile, ad accrescere l'energia e ra sono in grado di sostenere una popolazione più numerosa e
il capitale che permettono di mantenere costanti la quantità e la più sviluppata industrialmente dell'attuale, ma la crescita effet-
qualità dei flussi materiali necessari all'economia. Tali costi di- tiva dell'economia e della popolazione dipende anche da altri
pendono da fattori fisici, ambientali e sociali. Verrà il giorno in fattori: pace e stabilità sociale, giustizia e sicurezza personale,
cui saranno tanto elevati che la crescita industriale non potrà governanti integri e lungimiranti, istruzione e a p e r t u r a alle
più essere sostenuta. Allora l'anello di retroazione positivo che nuove idee, disponibilità a riconoscere gli errori e a sperimenta-
ha alimentato l'espansione dell'economia materiale invertirà il re strutture istituzionali per un progresso tecnico adeguato e
suo corso, e l'economia comincerà a contrarsi. costante.
Non siamo in grado di dimostrare questa tesi. Possiamo però Simili fattori sociali sono difficili da valutare ed è probabil-
provare a renderla plausibile, per poi chiarire la natura delle mente impossibile fare predizioni sufficientemente accurate. Né
possibili risposte costruttive. A tal fine, in questo capitolo pre- questo libro né World3 danno esplicitamente conto di tali fattori
senteremo una vasta mole di informazioni su sorgenti e pozzi. sociali in modo utile e dettagliato. Non abbiamo i dati e le teorie
Illustreremo situazione e prospettive di una varietà di risorse causali che ci consentirebbero di includerli nella nostra analisi
necessarie alla crescita dell'economia e della popolazione del formale. Sappiamo però che se terre fertili, energia a sufficienza,
78 / nuovi limiti dello sviluppo

risorse essenziali e un ambiente salubre sono condizioni neces-


sarie per la crescita, non sono tuttavia sufficienti. Anche quando
sono materialmente abbondanti, la loro disponibilità può essere
limitata da problemi sociali. Tuttavia, assumiamo qui che si rea-
lizzeranno le migliori condizioni sociali possibili.
I materiali e l'energia impiegati dalla popolazione e dal capita-
le fisso non spuntano fuori dal nulla. Sono estratti dal nostro
pianeta, e non scompaiono. Quando la loro utilità economica
viene meno, i materiali sono riciclati, oppure diventano rifiuti e
inquinanti; l'energia è dissipata sotto forma di calore non sfrut-
tabile. Flussi di materiali ed energia passano così dalle sorgenti
planetarie, attraverso la mediazione del sottosistema economico,
ai pozzi planetari che raccolgono rifiuti e inquinanti (figura 3.1).
Il ricorso al riciclaggio e a processi produttivi «puliti» può ridur-
re drasticamente, mai però fino a zero, i rifiuti e l'inquinamento
per unità di consumo. Le persone avranno sempre bisogno di ci-
bo, acqua, aria, riparo e di materiali d'ogni genere per crescere,
mantenersi in salute, vivere esistenze produttive, e per generare
capitale e altre persone. Macchine e edifici richiederanno sem-
pre energia, acqua, aria e una grande varietà di metalli e di so-
stanze chimiche e biologiche per produrre beni e servizi, per
FIGURA 3.1 - POPOLAZIONE E CAPITALE NELL'ECOSISTEMA GLOBALE
continuare a funzionare e per fabbricare altre macchine e altri
Popolazione e capitale sono sostenuti da flussi di combustibili e di risorse
edifici. Vi sono limiti ai tassi secondo i quali le sorgenti possono non rinnovabili provenienti dal pianeta, ed emettono flussi di calore e di ri-
produrre (e i pozzi possono assorbire) questi flussi senza che gli fiuti che contaminano l'aria, l'acqua e il suolo del pianeta. (Fonte: R. Good-
esseri umani, l'economia o i processi di rigenerazione e regola- land - H. Daly - S. El Serafy)
zione del nostro pianeta ne siano danneggiati.
La natura di questi limiti è complessa, perché sorgenti e pozzi
che possono aiutare a definire i limiti di sostenibilità dei flussi
fanno parte, a loro volta, di un sistema dinamico e interconnes- 1
di materiali e di energia:
so, sostenuto dai cicli biogeochimici del pianeta. Vi sono limiti a
breve termine (per esempio, la quantità di petrolio raffinato che . Per le risorse rinnovabili (suoli, acqua, foreste, pesci), il tasso
si trova nei serbatoi in attesa d'essere usato) e limiti a lungo ter- sostenibile di sfruttamento non può essere maggiore del tasso
mine (la quantità di petrolio accessibile nel sottosuolo). Sorgenti di rigenerazione della loro sorgente. (Così, per esempio, l'atti-
e pozzi possono interagire, e lo stesso sistema naturale può fun- vità di pesca è insostenibile se il tasso di prelievo dei pesci è
gere sia da sorgente sia da pozzo. Un appezzamento di terreno, maggiore del tasso di crescita della popolazione ittica residua.)
per esempio, può essere una sorgente di colture alimentari e un • Per una risorsa non rinnovabile (combustibili fossili, giacimen-
pozzo per le piogge acide causate dall'inquinamento atmosferi- ti minerari ad alto tenore, acque sotterranee fossili), il tasso so-
co. La sua capacità di soddisfare una di queste due funzioni può stenibile di utilizzo non può essere maggiore del tasso al quale
dipendere dalla misura in cui soddisfa l'altra. può essere impiegata sostenibilmente, al suo posto, una risorsa
L'economista Herman Daly ha proposto tre semplici regole rinnovabile. (Per esempio, un giacimento di petrolio sarebbe
80 / nuovi limiti dello sviluppo I limiti: sorgenti e pozzi 81

2
sfruttato in modo sostenibile se parte dei profitti che genera pozzo dopo pozzo. Qui descriveremo solo alcune delle molte
fossero investiti in impianti eolici, pannelli fotovoltaici e pian- interazioni di una sorgente o di un pozzo con altre sorgenti e al-
tagioni di alberi, così da rendere disponibile, una volta finito il tri pozzi (per esempio, il fatto che produrre più alimenti richie-
petrolio, un flusso equivalente di energia rinnovabile.) da più energia, o che l'inquinamento derivante dalla produzione
. Per un agente inquinante, il tasso sostenibile di emissione non di una maggiore quantità di energia possa alterare il clima e in-
può essere maggiore del tasso al quale quell'agente può esse- fluire sulla produzione agricola).
re riciclato, assorbito o reso inoffensivo nel pozzo di destina- I limiti che prenderemo in considerazione sono tra quelli at-
zione. (Per esempio, le acque di rifiuto possono essere im- tualmente studiati dagli scienziati. Nulla garantisce che siano i più
messe in un fiume o in un lago o in un acquifero sotterraneo importanti. Ci attendono sorprese, gradevoli e sgradevoli. Le tec-
in modo sostenibile non più rapidamente di quanto i nutrien- nologie qui descritte saranno certamente affinate nel futuro. D'al-
ti che vi sono contenuti possano essere assorbiti da batteri e tro canto, emergeranno problemi che oggi ci sono del tutto ignoti.
da altri organismi senza che il sistema acquatico ne sia so- Esamineremo con un certo dettaglio le condizioni in cui si tro-
praffatto e sconvolto.) vano e potranno trovarsi in futuro i beni materiali del pianeta. La
nostra analisi non permette di determinare in modo semplice e
Qualunque attività per la quale lo stock di una risorsa rinnova- privo d'ambiguità il punto in cui l'umanità si troverà faccia a fac-
bile si riduce, o un pozzo per l'inquinamento si espande, o lo cia con i limiti della crescita. Permette però al lettore di formarsi
stock di una risorsa non rinnovabile è intaccato senza che una ri- un'opinione sulla realtà dei limiti e sull'impatto delle politiche at-
sorsa rinnovabile sia pronta a rimpiazzarlo, non è sostenibile. tuali. Senza dimenticare tutte le lacune nella nostra comprensio-
Presto o tardi, quell'attività dovrà essere ridotta. In molti dibattiti ne di quei limiti, riteniamo che dalle prove presentate in questo
sulle regole di Daly - tra accademici, imprenditori, uomini di go- capitolo si possano trarre le seguenti quattro conclusioni:
verno e semplici cittadini - non abbiamo mai sentito nessuno
metterle in discussione (e di rado abbiamo trovato qualcuno che • Oggi l'economia u m a n a sta usando molte risorse critiche e
provasse a rispettarle sul serio). Le leggi fondamentali della soste- producendo rifiuti a tassi che non sono sostenibili. Le sorgenti
nibilità, se esistono, devono includere le regole di Daly. La que- sono in via d'esaurimento. I pozzi si stanno colmando, e, in
stione non è se queste siano corrette, ma se l'economia globale le qualche caso, stanno traboccando. I flussi di materiali e d'ener-
stia rispettando, e che cosa accadrà se non le rispetta. gia per la maggior parte non possono essere mantenuti, sul
lungo periodo, neppure ai tassi attuali, men che meno possono
Alla luce dei tre criteri di Daly, passeremo in rassegna vari tipi
essere aumentati. Si può prevedere che molti flussi raggiunge-
di sorgenti e di pozzi utilizzati dall'economia umana. Partendo
ranno un picco e poi declineranno nel corso di questo secolo.
dalle risorse rinnovabili, ci chiederemo se esse sono utilizzate più
rapidamente di quanto si rigenerino. Per quanto riguarda le risor- • Flussi tanto elevati non sono necessari. Innovazioni tecniche,
se non rinnovabili, i cui stock, per definizione, sono in calo, ci distributive e istituzionali potrebbero ridurli in modo consi-
chiederemo quanto è rapido lo sfruttamento delle risorse di mag- derevole e, al tempo stesso, preservare e persino migliorare il
tenore di vita della popolazione mondiale.
giore qualità, e qual è l'andamento dei costi reali dell'energia e del
capitale occorrenti per ottenerle. Infine, volgeremo l'attenzione a • La pressione che l'uomo esercita sull'ambiente naturale ha
rifiuti e inquinanti e ci chiederemo se sono resi inoffensivi abba- già oltrepassato il livello di sostenibilità, e non p u ò essere
stanza rapidamente, o si stanno accumulando nell'ambiente. mantenuta per più di una o due generazioni ancora. Di con-
seguenza, sono già evidenti molti effetti negativi sulla salute e
Per rispondere a questi interrogativi, occorre rivolgersi non
sull'economia umane.
al modello World3 (nulla in questo capitolo dipende dal model-
• I costi reali dei materiali sono in aumento.
lo), ma ai dati globali, ove esistano, sorgente dopo sorgente,
82 I nuovi limiti dello sviluppo / limiti: sorgenti e pozzi 83

Il carico di cui l'umanità grava l'ambiente è qualcosa di molto Tra il 1950 e il 2000, la produzione mondiale di cereali è più che
complesso e difficilmente quantificabile. Il più utile strumento triplicata: è salita da circa 590 milioni di tonnellate a più di
oggi a disposizione, nonché quello impiegato in questo libro, è la 2000 milioni di tonnellate l'anno. Dal 1950 al 1975, la produzio-
nozione di impronta ecologica. Essa è definita come l'impatto ne di cereali è aumentata in media di circa il 3,3% l'anno - un
complessivo dell'uomo sulla natura: la somma di tutti gli effetti tasso più alto, quindi, dell'I,9% annuo del tasso di crescita de-
dell'estrazione di risorse, dell'emissione di inquinanti, dell'im- mografica (figura 3.2). Tuttavia, nei decenni appena trascorsi, il
piego di energia, della distruzione di biodiversità, dell'urbanizza- tasso di incremento della produzione di cereali è sceso sotto il
zione e degli altri aspetti della crescita fisica. E un concetto diffi- livello del tasso di crescita demografica. La produzione cereali-
cile da misurare, ma nello scorso decennio sono stati compiuti cola prò capite ha raggiunto un picco nel 1985, e da allora è an-
4

notevoli progressi, e altri ne verranno compiuti ancora. data lentamente calando.


Una soluzione p r o m e t t e n t e , cui a b b i a m o a c c e n n a t o nella Ciò nonostante, vi è ancora abbastanza cibo, almeno in teo-
Prefazione, consiste nel convertire l'impatto u m a n o sull'ecosi- ria, per nutrire tutti a sufficienza. Il totale dei cereali prodotti
stema globale nel numero equivalente di ettari di superficie ter- nel m o n d o nell'anno 2000 basterebbe per nutrire, a livello di
restre necessari a sostenere indefinitamente il «servizio ecologi- sussistenza, otto miliardi di persone, purché fosse distribuito
co fornito». Dal m o m e n t o che gli ettari di superficie terrestre equamente, n o n fosse utilizzato come m a n g i m e per animali,
sono in numero finito, diventa possibile rispondere alla doman- non andasse perduto a causa dei parassiti e non si guastasse nel
da se l'umanità consumi più risorse di quelle disponibili. La fi- tempo fra il raccolto e il consumo. I cereali costituiscono circa
gura P. 1, nella Prefazione, mostra che la risposta è affermativa.
Misurando in questo modo l'impronta ecologica, si vede che al
volgere del millennio l'umanità aveva bisogno di una superficie
1,2 volte maggiore della quantità di terra disponibile sul piane-
ta. In sostanza, l'umanità oltrepassava il limite globale del 20%.
Per fortuna, si possono percorrere molte strade per alleggerire
la pressione, ridiscendere sotto i limiti, e soddisfare i bisogni e
le speranze dell'umanità in modo più sostenibile. Esamineremo
3
diverse di queste strade nelle pagine che seguono.

Sorgenti rinnovabili
Alimenti, terre coltivabili, suoli
Gran parte dei terreni agricoli di qualità migliore è già produt-
tiva, e i costi ambientali da sostenere per trasformare in terre col-
tivabili le foreste, le praterie e le z o n e u m i d e r i m a n e n t i s o n o b e n
noti. ... Il s u o l o restante, in b u o n a parte, è m e n o produttivo e più FIGURA 3.2 - PRODUZIONE MONDIALE DI CEREALI
vulnerabile. ... In un'analisi dell'erosione globale dei suoli è stato Nel 2000, la produzione mondiale di cereali si è più che triplicata rispetto
s t i m a t o c h e , nelle varie parti del m o n d o , la perdita dello strato al 1950. Tuttavia, a causa della crescita demografica, la produzione prò ca-
s u p e r f i c i a l e del s u o l o a v v i e n e a u n a v e l o c i t à da 16 a 3 0 0 v o l t e pite ha raggiunto il suo picco alla metà degli anni Ottanta e da allora è an-
m a g g i o r e della s u a ricostituzione. data leggermente declinando. La produzione cerealicola prò capite è co-
munque del 40% superiore al livello del 1950. (Fonti: FAO; PRB)
WORLD RESOURCES INSTITUTE, 1998
84 / nuovi limiti dello sviluppo

la metà della produzione agricola mondiale (misurata in calo-


rie). Insieme con la produzione annuale di tuberi, ortaggi, frut-
ta, pesce e animali non allevati con cereali ma tenuti al pascolo,
ce ne sarebbe abbastanza per assicurare una dieta sana e varia-
ta ai sei miliardi di persone che costituivano la popolazione
5
mondiale a cavallo del secolo.
Le perdite post-raccolto variano dal 10 al 40%, secondo la
6
coltura e il luogo geografico. La distribuzione degli alimenti è
tutt'altro che equa, e buona parte dei cereali serve a nutrire gli
animali, piuttosto che le persone. Si nuota così nell'abbondanza
teorica, ma la fame persiste. La F A O (Food and Agriculture Orga-
nization), l'ente delle Nazioni Unite per gli alimenti e l'agricol-
tura, stima che circa 850 milioni di persone mangino regolar-
7
mente meno di quanto l'organismo richiede.
Le vittime della fame sono soprattutto donne e bambini. Nei
8
paesi in via di sviluppo, un bambino su tre è malnutrito. In In-
dia, circa 200 milioni di persone soffrono di denutrizione croni-
ca, in Africa sono più di 200 milioni, 40 milioni in Bangladesh, 15
9
milioni in Afghanistan. Circa 9 milioni di esseri umani muoiono
ogni anno per cause connesse alla fame, che equivale a una me-
dia di 25.000 morti ogni giorno.
Fino a oggi, mentre la popolazione cresceva, il numero di per-
sone sottoalimentate è rimasto all'incirca costante, e il numero
annuo di decessi per fame è lentamente calato. Si tratta di un ri-
sultato sorprendente. In un mondo nel quale la popolazione cre-
sce e il superamento dei limiti incombe, il problema della fame
non si sta aggravando. Ma vi sono ancora sacche in cui la situa-
zione è disperata e zone più ampie di malnutrizione cronica.
Se la fame persiste non è a causa dei limiti fisici della Terra -
non ancora, almeno. I raccolti potrebbero essere più abbondan-
ti. Per esempio, la figura 3.3 illustra l'andamento dei raccolti ce-
realicoli in diversi paesi del mondo. Date le differenze nei suoli
e nel clima, sarebbe assurdo pretendere di ottenere da ogni etta-
ro di terra coltivata lo stesso raccolto che si ottiene nelle zone FIGURA 3.3 - RESA DI ALCUNI CEREALI
migliori, ma in molti paesi la produzione potrebbe certamente mondo industrializzato, la resa di frumento, riso e mais è elevata. In alcuni
aumentare se solo fossero impiegate tecniche ben note e ampia- Paest in via di industrializzazione, come la Cina, l'Egitto e l'Indonesia sta au-
mente collaudate. mentando rapidamente. In altri paesi meno industrializzati, la resa è ancora
molto bassa, con notevoli margini di miglioramento. (Per ridurre gli effetti del-
Sulla base di uno studio dei suoli e del clima di 117 paesi del- le variazioni meteorologiche annuali, sono state calcolate le medie delle rese su
l'America Latina, dell'Africa e dell'Asia, la F A O stima che solo 19 intervalli di tre anni.) (Fonte: FAO)
86 / nuovi limiti dello sviluppo / limiti: sorgenti e pozzi 87

di questi paesi si troverebbero nell'impossibilità di nutrire con agricoli sono continuamente messi a coltura, e terreni che erano
la propria agricoltura la popolazione prevista nell'anno 2000, se produttivi vanno perduti a causa dell'erosione, della salinizza-
fossero in grado di sfruttare ogni ettaro potenzialmente coltiva- zione, dello sviluppo urbano e dell'avanzata dei deserti. Finora
bile e se riuscissero a ottenere le rese più elevate consentite dal- le perdite sono state approssimativamente compensate - quanto
la tecnica. Secondo questo studio, se tutta la terra coltivabile alla superficie, se non alla qualità - dall'ampliamento dei terreni
fosse destinata alla produzione di alimenti, se n o n vi fossero agricoli. Poiché di solito le terre migliori sono sfruttate per pri-
perdite dovute all'erosione, se le condizioni meteorologiche fos- me, i suoli più produttivi si vanno degradando, mentre sono
13
sero le migliori possibili, se la gestione fosse ottimale e i fattori messi a coltura terreni di minor valore economico.
produttivi potessero essere impiegati senza restrizioni, i 117 Il Programma ambientale delle Nazioni Unite ha stimato nel
paesi studiati potrebbero moltiplicare la produzione alimentare 1986 che negli ultimi 1000 anni l'uomo abbia trasformato circa
di un fattore 16. 10
due miliardi di ettari di terre produttive in terre devastate e non
14
Naturalmente, questi assunti sono oltremodo irrealistici. Da- più utilizzabili. Si tratta di una superficie più ampia di quella
te le condizioni meteorologiche e le pratiche agricole effettive, coltivata oggi. Circa 100 milioni di ettari di terreni irrigui sono
data la necessità di utilizzare la terra per altri fini oltre che per andati perduti a causa della salinizzazione, e altri 110 milioni
la coltivazione (foreste, pascolo, insediamenti umani, protezio- hanno conosciuto una riduzione della produttività. La perdita di
ne di bacini idrografici, protezione della biodiversità), dati i humus - le sostanze organiche del terreno, decomposte o in via di
problemi provocati dalla diffusione di fertilizzanti e pesticidi, i decomposizione - è andata incontro a un'accelerazione: da 25
limiti pratici della produzione alimentare sono notevolmente milioni di tonnellate l'anno prima della rivoluzione industriale, a
inferiori rispetto ai limiti teorici. In effetti, come abbiamo visto, 300 milioni di tonnellate l'anno negli ultimi secoli, fino a 760 mi-
15

la produzione cerealicola prò capite è in calo dal 1985. lioni di tonnellate l'anno nell'ultimo mezzo secolo. La perdita di
humus non solo compromette la fertilità del suolo, ma contribui-
Dopo la Seconda guerra mondiale, nei paesi in via di sviluppo, sce anche all'accumulo di diossido di carbonio nell'atmosfera.
la produzione e la produttività agricole hanno conosciuto una La prima valutazione globale della perdita dei suoli, fondata
crescita considerevole. Sebbene in molte aree agricole tale cresci- su studi comparabili condotti da svariate centinaia di esperti lo-
ta avesse tutta l'apparenza della sostenibilità, in altre è stata il cali, è stata pubblicata nel 1994. Vi si concludeva che il 38%
frutto di due processi insostenibili: il dissodamento di nuove ter- (562 milioni di ettari) dei terreni agricoli attualmente coltivati
re con un potenziale produttivo minore o più vulnerabili, e l'in- fosse a n d a t o incontro a degradazione (più il 2 1 % dei terreni
tensificazione della produzione ottenuta compromettendo o di- adibiti a pascolo permanente e il 18% delle foreste). Il livello 16

11
struggendo la base di risorse del suolo. di degradazione variava da lieve a grave.
12
Non siamo riusciti a trovare cifre globali sulla trasformazio-
Il limite più ovvio è la terra. Si stima che l'estensione delle ne di terreni agricoli in strade e in centri abitati, ma la perdita
terre potenzialmente coltivabili oscilli tra due e quattro miliardi deve essere considerevole. Si stima che Djakarta, capitale del-
di ettari, secondo quel che si intende per coltivabile. Circa 1,5 l'Indonesia, si stia espandendo a scapito delle terre coltivate al
miliardi di ettari sono messi effettivamente a coltura, u n a su- ritmo di 20.000 ettari l'anno. Nel Vietnam, Lo sviluppo urbano
perficie che negli ultimi trentanni è rimasta pressoché costante. strappa alle risaie 20.000 ettari di superficie l'anno. Fra il 1989 e
L'aumento della produzione alimentare è derivato quasi com- il 1994, la Thailandia ha trasformato 34.000 ettari di terreno
pletamente da un incremento della resa, non da un'espansione agricolo in campi da golf. Tra il 1987 e il 1992, lo sviluppo cono-
netta delle terre coltivate. Ciò non vuol dire che la superficie sciuto dalla Cina ha ingoiato 6,5 milioni di ettari di terra colti-
coltivata non sia andata incontro a cambiamenti. Nuovi terreni vabile, ma nello stesso periodo sono stati messi a coltura 3,8 mi-
88 / nuovi limiti dello sviluppo / limiti: sorgenti e pozzi 89

lioni di ettari di foreste e pascoli. Negli Stati Uniti ogni anno più turi della scarsità di terre agricole? La figura 3.4 illustra diversi
di 170.000 ettari di terra coltivabile diventano pavimentazione scenari riguardanti il XXI secolo. Essa mostra l'interrelazione
stradale. 17
fra terra coltivata totale, crescita demografica, resa media e
La conseguenza è che due sorgenti rinnovabili vanno inari- consumi alimentari.
dendosi. La prima è la qualità (la profondità, il contenuto di hu- L'area ombreggiata indica la quantità totale di terra coltivabi-
mus, la fertilità) del suolo nei terreni coltivati. Questa perdita le, che può variare dagli attuali 1,5 miliardi di ettari ai 4 miliar-
può non riflettersi per lungo tempo nella produzione alimenta- di di ettari che rappresentano il confine superiore teorico. La
re, poiché le sostanze nutritive presenti nel suolo possono esse- terra nella parte superiore dell'area ombreggiata sarà molto me-
18
re sostituite da fertilizzanti chimici. I fertilizzanti occultano le no produttiva di quella nella parte inferiore. Naturalmente, il
tracce dell'abuso dei suoli, ma non indefinitamente: anzi, spin- totale della terra agricola potrebbe ridursi, ma nella figura 3.4
gono il sistema agricolo sulla strada dell'insostenibilità, giacché assumiamo che non vi saranno altre perdite di terra. In ogni
introducono un ritardo nei segnali che indicano la fertilità dei scenario, a s s u m i a m o inoltre che la popolazione globale cre-
suoli, e il ritardo è uno degli elementi strutturali che conducono scerà secondo le previsioni mediane delle Nazioni Unite.
al superamento dei limiti. Naturalmente, i miglioramenti delle rese sono sempre più
La seconda sorgente sfruttata in modo insostenibile è l'esten-
sione stessa della terra. Se milioni di ettari sono soggetti al de-
grado e all'abbandono, mentre la superficie coltivata resta più o
meno costante, la conclusione possibile è una sola: la superficie
potenzialmente coltivabile (soprattutto foreste, come vedremo
più avanti in questo capitolo) si sta riducendo, mentre la super-
ficie devastata e improduttiva si sta ampliando. La produzione
agricola che serve ad alimentare la popolazione u m a n a viene
ottenuta occupando sempre nuova terra e lasciando dietro di sé
suoli improduttivi, salinizzati, erosi o cementificati. Ovviamen-
te, questa pratica non può andare avanti per sempre.
Se la popolazione è in crescita esponenziale e la superficie
dei terreni agricoli è rimasta pressoché stabile, vuol dire che la
superficie coltivata prò capite è in calo. In effetti, nel 1950 am-
montava a 0,6 ettari prò capite, e nel 2000 era scesa a 0,25 etta-
ri prò capite. È stato possibile continuare ad alimentare una po-
polazione in crescita con meno terra prò capite solo perché la
resa è stata aumentata. In media, un ettaro coltivato a riso pro- FIGURA 3.4 - FUTURI POSSIBILI DELLE TERRE AGRICOLE
duceva 2 tonnellate l'anno nel 1960 e 3,6 tonnellate nel 1995, Le terre coltivabili nel XXI secolo occuperanno da 1,5 a 4 miliardi di ettari
con rese massime, ottenute in stazioni sperimentali, di 10 ton- (area ombreggiata in alto). Si assume qui che la popolazione crescerà se-
nellate. Negli Stati Uniti, la resa del mais è passata da una me- condo la proiezione mediana delle Nazioni Unite. Gli scenari successivi al-
l'anno 2000 indicano il fabbisogno di terra per la produzione alimentare
dia di 5 tonnellate per ettaro nel 1967 a più di 8 nel 1997, fino (con le attuali rese per ettaro e con rese doppie di quelle attuali) per mante-
alle 20 tonnellate ottenute negli anni migliori dagli agricoltori nere i livelli di alimentazione attuali e per alimentare la popolazione mon-
più abili. diale ai livelli medi dell'Europa occidentale nell'anno 2000. (Fonti: ONU;
Quali sono, alla luce di tutti questi dati, i possibili sviluppi fu- FRB; FAO; G.M. Higgins et al.)
90 / nuovi limiti dello sviluppo / limiti: sorgenti e pozzi 91

lenti e costosi. Alcuni esperti agricoli americani lamentavano espansione degli insediamenti umani, eccesso di pascoli e di
19
già nel 1999 u n a «stabilizzazione delle r e s e » . L'erosione, il coltivazioni, ignoranza, preferenza economica per un orizzonte
cambiamento climatico, il costo dei combustibili fossili, l'ab- produttivo a breve termine a scapito di una conduzione lungi-
bassamento delle superfici freatiche e altri fattori possono an- mirante, e, non ultimi, amministratori che sanno poco o nulla
ch'essi far scendere le rese sotto i livelli attuali, ma la figura 3.4 di ecologia e, in particolare, degli ecosistemi del suolo.
contempla due sole ipotesi: che in questo secolo le rese reste-
ranno stabili o che raddoppieranno.
Nell'ipotesi che le rese attuali resteranno immutate, nella figu- È un a n d a m e n t o sorprendente. In m e d i a , un progresso c o s t a n t e
ra 3.4 la linea a) rappresenta gli ettari di terra occorrenti per ali- verso l'alto, ma, se si c o n s i d e r a n o i casi migliori, le rese del m a i s
mentare la popolazione ai livelli medi dei paesi europei nell'anno n o n s e m b r a n o essere c a m b i a t e g r a n c h é in un quarto di s e c o l o . Le
r e s e a n n u a l i m e d i e del m a i s c o n t i n u a n o a salire al r i t m o di
2000; la linea b) mostra quanta terra occorre per sostenere l'ina-
90kg/ha, m a l ' i n v e s t i m e n t o nelle r i c e r c h e sulla c o l t i v a z i o n e del
deguata dieta attuale della popolazione mondiale per tutto il se-
m a i s è stato quadruplicato. Ogni p a s s o in avanti è più faticoso del
colo. Nell'ipotesi che le rese raddoppieranno, la linea c) rappre- precedente: chiaro e s e m p i o di r e n d i m e n t i decrescenti.
senta gli ettari di terra occorrenti per alimentare la popolazione
KENNETH S. CASSMAN, 1999
globale ai livelli medi dei paesi occidentali nell'anno 2000; la li-
nea d) mostra la terra occorrente per assicurare alla popolazione Ho difficoltà a trovare una teoria convincente che spieghi dove ar-
mondiale l'inadeguata dieta attuale per tutto il secolo. riverà la crescita [delle rese] dalla metà del p r o s s i m o secolo in poi.
Si può vedere con quanta rapidità la crescita esponenziale VERNON RUTTAN, 1999
della popolazione possa portare il mondo dall'abbondanza alla
penuria di terre. Le rese m a s s i m e di riso s o n o s e m p r e le stesse da trent'anni. La
Ma la figura 3.4 mostra anche quante risposte adattative siano b i o m a s s a sta r a g g i u n g e n d o un livello stabile, e q u e s t o n o n è un
possibili, in relazione alla capacità di ricupero della base di risor- p r o b l e m a facile da risolvere.
se e alla flessibilità tecnica e sociale dell'umanità. Se non si per- ROBERT S. LOOMIS, 1999
dessero altri suoli, se le rese potessero raddoppiare su scala mon-
diale, se le terre degradate potessero essere risanate, ciascuno
degli attuali sei miliardi di abitanti della Terra avrebbe cibo a suf- Vi sono altri limiti alla produzione alimentare oltre che la qua-
ficienza (e come questi i quasi nove miliardi che secondo le proie- lità dei suoli e la terra coltivabile; per esempio, l'acqua (della qua-
zioni abiteranno la Terra alla metà del XXI secolo). Ma se l'ero- le ci occuperemo più avanti), l'energia, e le sorgenti e i pozzi dei
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sione si aggravasse, se il tasso di irrigazione dovesse diminuire, se prodotti chimici di uso agricolo. In diverse parti del mondo, al-
mettere a coltura o risanare le terre fosse troppo costoso, se un cuni di questi limiti sono stati già superati. I suoli sono soggetti a
altro raddoppio medio delle rese su scala globale fosse troppo dif- erosione, l'irrigazione fa abbassare le superfici freatiche, il dilava-
ficile o rischioso per l'ambiente, se la crescita demografica non si mento dei terreni agricoli inquina le acque superficiali e sotterra-
stabilizzasse secondo le previsioni delle Nazioni Unite, il cibo po- nee. Vi sono al mondo vasti corpi d'acqua che contengono 61 im-
trebbe diventare un potente fattore limitante, e non solo su scala portanti «zone morte»: aree nelle quali il deflusso di sostanze
locale, ma anche su scala globale, e in breve tempo. La penuria nutritive, effetto congiunto dell'uso di fertilizzanti e dell'erosione
sembrerebbe giungere all'improvviso, ma non sarebbe altro che del suolo, ha causato la scomparsa di ogni forma di vita acquati-
l'esito di una serie di sviluppi esponenziali. ca o quasi. Alcune zone morte sussistono tutto l'anno, altre si for-
Lo sfruttamento non sostenibile della base di risorse agricole mano solo d'estate, dopo che le acque primaverili dilavano i ter-
è u n a conseguenza di molti fattori: miseria e disperazione, reni agricoli a monte asportando i residui dei fertilizzanti. La
92 / nuovi limiti dello sviluppo / limiti: sorgenti e pozzi 93

zona morta del Mississippi si estende per 21.000 chilometri qua- Almeno nel mondo ricco, la domanda di alimenti così prodotti è
21
drati, quanto lo Stato del Massachusetts. Le pratiche agricole in crescita, e i consumatori sono disponibili a pagare in cambio
che causano questi sconvolgimenti ecologici non sono sostenibili. un sovrapprezzo. Negli Stati Uniti e in Europa, il mercato del-
E nemmeno necessarie. l'agricoltura biologica è cresciuto negli scorsi anni Novanta tra
In molte regioni il suolo non subisce erosione, la terra non è ab- il 20 e il 30% l'anno. Nel 1998, le vendite di cibo e di bevande di
bandonata, i prodotti chimici impiegati nell'agricoltura non inqui- tipo organico nei principali mercati mondiali ammontavano a
25
nano terra e acqua. Sono noti da secoli metodi di coltivazione che 13 miliardi di dollari.
salvaguardano e migliorano i terreni, come terrazzamenti, aratura Se non abbiamo ancora menzionato le colture geneticamente
a girapoggio, uso di compost, colture di rivestimento antierosione, modificate non è un caso. Il fatto è che i giurati non sono anco-
pluricolture, rotazione delle colture. Altri metodi particolarmente ra usciti dalla camera di consiglio, anzi sono ancora profonda-
adatti alle regioni tropicali, quali la coltivazione a filari e l'agrofo- mente divisi su questo argomento. Non è chiaro se l'ingegneria
restazione, sono stati studiati in stazioni sperimentali e in fatto- genetica sia necessaria per nutrire il mondo né se sia sostenibi-
22
rie. Sia nelle regioni temperate sia in quelle tropicali, in fattorie le. La gente non è affamata perché c'è troppo poco cibo sul mer-
di ogni tipo, sono state ottenute rese elevate in modo sostenibile, cato; è affamata perché non p u ò permettersi di c o m p r a r e da
senza estese applicazioni di fertilizzanti e di pesticidi sintetici, e mangiare. Produrre una maggior quantità di generi alimentari
spesso senza l'impiego di alcun fertilizzante o pesticida sintetico. ad alto costo non servirebbe. E se è vero che l'ingegneria geneti-
Si noti quanto è scritto nella frase precedente: rese elevate. È un ca potrebbe incrementare le rese, vi sono moltissime misure
fatto ben documentato che l'agricoltura «biologica» non è necessa- non ancora attuate per migliorare le rese senza manipolazioni
riamente primitiva, né un regresso ai metodi agricoli e alla bassa genomiche tecnologicamente sofisticate (e quindi inaccessibili
produttività di un secolo fa. Perlopiù sono impiegate varietà a resa all'agricoltore comune) ed ecologicamente rischiose. La corsa
elevata, macchine che consentono di risparmiare lavoro, sofistica- alle colture biotecnologiche ha già preoccupanti ripercussioni
26

te tecniche ecologiche per la fertilizzazione e per la disinfestazione ecologiche, agricole e sui consumi.
dai parassiti. Le rese ottenute dagli agricoltori biologici sono ten- L'odierna produzione di alimenti potrebbe essere sufficiente
denzialmente equivalenti a quelle dei loro vicini che impiegano per tutti. E sarebbe possibile produrre altri alimenti ancora. Lo
prodotti chimici; i profitti tendono a essere superiori. Se anche 23 si potrebbe fare con molto meno inquinamento, meno terra e
solo una frazione delle ricerche dedicate ai fattori produttivi chi- meno energia fossile, e restituendo milioni di ettari alla natura
mici e alla manipolazione genetica fosse dedicata ai metodi orga- o alla produzione di fibre, foraggio o energia. Lo si potrebbe fa-
nici, l'agricoltura biologica sarebbe ancora più produttiva. re in modo che gli agricoltori, che hanno il merito di nutrire il
m o n d o , fossero ricompensati a d e g u a t a m e n t e . Finora però è
Rispetto ai metodi di coltivazione convenzionali, ad alta inten- m a n c a t a la volontà politica di percorrere questa strada. La
sità, le alternative «biologiche» p o s s o n o migliorare la fertilità del realtà odierna è che, in molte regioni del mondo, il suolo, le ter-
s u o l o e p o s s o n o avere m e n o effetti nocivi sull'ambiente. Le rese di re coltivabili e le sostanze nutritive da cui dipende la produzio-
queste tecniche alternative p o s s o n o equivalere a quelle dei metodi ne alimentare si stanno riducendo, come pure le economie e le
convenzionali. 24
c o m u n i t à agricole. In queste regioni, i m p i e g a n d o i metodi
odierni, la produzione agricola ha superato molti tipi di limiti.
L'agricoltura sostenibile non solo è possibile, ma è già prati- A meno di rapidi cambiamenti - cambiamenti che sono del tut-
cata. Milioni di agricoltori, in ogni parte del mondo, impiegano to possibili - la popolazione mondiale, in continua crescita, do-
tecniche agricole ecologicamente sane, scoprendo che se la de- vrà soddisfare le proprie esigenze alimentari con meno agricol-
gradazione del suolo regredisce, le rese tornano ad aumentare. tori e con una base di risorse agricole in declino.
Acqua
In parecchi paesi, sviluppati e in via di sviluppo, i m o d i in cui
oggi è utilizzata l'acqua n o n s o n o , in molti casi, sostenibili. ... Il
m o n d o ha di fronte u n a serie di gravi problemi locali e regionali,
riguardanti la qualità e la quantità delle acque. ... I limiti cui s o n o
soggette le risorse idriche e il degrado delle acque stanno c o m p r o -
m e t t e n d o una delle basi di risorse su cui poggia la società u m a n a .
UN COMPREHENSIVE ASSESSMENT
OF T H E FRESHWATER R E S O U R C E S , 1997

L'acqua dolce non è una risorsa globale, ma regionale, disponi-


bile nell'ambito di specifici bacini idrografici. Di conseguenza, i
limiti possono assumere molte forme differenti. In alcuni baci-
ni idrografici, i limiti sono stagionali, legati alla possibilità di
avere riserve d'acqua durante la stagione secca. In altre regioni,
i limiti sono determinati dai tassi di ricarica delle falde idriche
o dai tassi di scioglimento delle nevi, o dalla capacità dei suoli
forestali di immagazzinare acqua. Dal m o m e n t o che l'acqua
non è solo u n a sorgente ma anche un pozzo, i suoi impieghi
possono essere limitati anche dall'inquinamento a monte o nel
sottosuolo.
La natura intrinsecamente regionale dell'acqua non impedi-
sce di enunciare tesi globali al riguardo, tesi che sempre più
spesso riflettono profonde preoccupazioni. L'acqua è, di tutte,
la risorsa meno sostituibile e più essenziale. I suoi limiti vinco- FIGURA 3.5 - RISORSE DI ACQUA DOLCE

lano altri flussi necessari - di alimenti, energia, piante e ani- Questo diagramma delle risorse e dei consumi di acqua dolce mostra quan-
mali selvatici. L'estrazione di altri prodotti (alimentari, mine- to rapidamente la crescita dei consumi e dell'inquinamento può giungere
vicino alla quantità totale di acqua dolce accessibile e quanto la costruzio-
rari e forestali) p u ò limitare u l t e r i o r m e n t e la q u a n t i t à o la ne di dighe sia stata essenziale per la stabilità della risorsa. (Fonti: P Glick;
qualità dell'acqua. In tutto il mondo, in un numero crescente S.L. Poste! et al.; DJ. Bogue; ONU)
di bacini idrografici, i limiti sono stati già certamente superati.
In alcune delle economie più povere e in alcune di quelle più
ricche, il prelievo d'acqua p r ò capite sta d i m i n u e n d o per le limite, e u n a crescita verso - oltre, in alcuni casi - il limite
preoccupazioni ambientali, per i costi crescenti o per problemi stesso.
di penuria. Nell'estremità superiore del grafico è rappresentato il limite
La figura 3.5 ha valore meramente illustrativo, perché è una fisico per l'uso u m a n o dell'acqua: il deflusso a n n u o di tutti i
rappresentazione globale che riassume molte realtà regionali. corsi d'acqua del mondo (compresa la ricarica di tutti gli acqui-
Per ogni regione, tuttavia, p o t r e m m o tracciare un grafico ana- feri sotterranei). È questa la risorsa rinnovabile dalla quale pro-
logo avente le medesime caratteristiche generali: un limite, un vengono quasi tutti gli apporti d'acqua dolce per l'economia
certo numero di fattori che possono allontanare o avvicinare il umana. Si tratta di una quantità d'acqua enorme: 40.700 chilo-
96 / nuovi limiti dello sviluppo / limiti: sorgenti e pozzi 97

metri cubi l'anno, q u a n t o basterebbe per riempire i cinque mente accessibile a esseri umani a m m o n t a a circa 2100 chilo-
Grandi Laghi dell'America Settentrionale ogni quattro mesi. Si metri cubi l'anno.
direbbe, in verità, un limite molto lontano, dal m o m e n t o che Gli 11.000 chilometri cubi di deflusso sostenibile, più 3500
oggi i prelievi idrici umani sono pari ad appena un decimo di aggiunti grazie alle dighe, meno 2100 che sono inaccessibili,
quel valore: 4430 chilometri cubi l'anno. 27 fanno 12.400 chilometri cubi di deflusso sostenibile e accessibi-
In pratica, tuttavia, non tutto il deflusso d'acqua dolce è uti- le. Si può prevedere che questo sia il limite superiore dell'acqua
30

lizzabile. Buona parte ha carattere stagionale. Una massa d'ac- dolce rinnovabile a disposizione per uso u m a n o .
qua pari a 29.000 chilometri cubi l'anno si riversa in m a r e Il prelievo per consumo u m a n o (acqua sottratta ma non resti-
quando i fiumi sono in piena. Solo 11.000 chilometri cubi pos- tuita a corsi d'acqua o falde idriche perché evapora o è incorpo-
sono essere considerati u n a risorsa accessibile tutto l'anno: la rata in colture o in prodotti) a m m o n t a a 2290 chilometri cubi
somma dei flussi di base dei corsi d'acqua e dei flussi che vanno l'anno. Altri 4490 chilometri cubi l'anno sono utilizzati princi-
a reintegrare le riserve sotterranee. palmente per diluire e trasportare a distanza sostanze inquinan-
La figura 3.5 mostra che l'uomo sta innalzando il limite del ti. L'impatto di questi due tipi di impiego assomma a 6780 chi-
deflusso accessibile mediante la costruzione di dighe che trat- lometri cubi l'anno, poco più della metà del totale del deflusso
tengono le acque di piena. Alla fine del XX secolo, grazie ai ba- sostenibile di acqua dolce.
cini artificiali, il deflusso utilizzabile era a u m e n t a t o di circa Ciò vuol dire che vi è spazio per un altro raddoppio dell'impie-
3500 chilometri cubi l'anno. 28
go d'acqua? E quanto è probabile che un altro raddoppio vi sia?
(I bacini artificiali, naturalmente, provocano l'allagamento di Se la domanda media prò capite restasse invariata e la popo-
terreni, spesso terreni agricoli di p r i m a qualità. E generano lazione mondiale arrivasse a nove miliardi nel 2050, come at-
elettricità. Fanno anche aumentare l'evaporazione del bacino tualmente prevedono le Nazioni Unite, l'umanità preleverebbe
fluviale, riducendo il deflusso netto e alterando gli ecosistemi 10.200 chilometri cubi l'anno, l'82% del totale del deflusso so-
ripari e acquatici. I depositi di limo o sabbia, presto o tardi, li stenibile di acqua dolce. Se aumentasse, oltre che la popolazio-
riempiono, cosicché essi non sono una riserva di deflusso soste- ne, anche la domanda prò capite, l'umanità si scontrerebbe con
nibile; introducono inoltre un ritardo di lungo periodo, con sva- gravi limiti globali ben prima dell'anno 2100. Nel corso del XX
riati effetti collaterali, positivi e negativi, nelle informazioni di secolo, il prelievo d'acqua è aumentato a una velocità circa dop-
31

ritorno sui limiti.) pia rispetto alla popolazione. Ma in u n a condizione di cre-


Vi sono altri mezzi, oltre alle dighe, per spostare verso l'alto il scente penuria, è probabile che il consumo prò capite si livellerà
limite dell'acqua accessibile, quali la dissalazione dell'acqua di e poi comincerà a calare. La curva di prelievo sta già d a n d o
mare o il trasporto dell'acqua da lunghe distanze. Si tratta di chiari segni di rallentamento, e in qualche caso sta volgendo ad-
cambiamenti che possono essere importanti su scala locale, ma dirittura verso il basso. Il consumo di acqua in tutto il mondo è
fanno uso intensivo d'energia e sono costosi; sono comunque la metà di quanto previsto trenta anni fa, sulla base dell'estrapo-
32

cambiamenti troppo modesti per trovare posto in un grafico a ^ z i o n e di curve esponenziali.


scala globale. 29
Dopo un raddoppio ogni venti anni nel XX secolo, il prelievo
Non tutto il deflusso sostenibile avviene in zone abitate. Il ba- di acqua negli Stati Uniti ha raggiunto un picco intorno al 1980,
cino del Rio delle Amazzoni comprende il 15% del deflusso glo- e da allora è calato di circa il 10% (figura 3.6). Le ragioni di que-
bale, ma ospita solo lo 0,4% della popolazione mondiale. Nei sto calo sono parecchie, e tutte hanno a che fare con quel che
continenti nordamericano ed eurasiatico, i fiumi più settentrio- accade quando un'economia si avvicina al limite dell'acqua. L'u-
nali trasportano 1800 chilometri cubi d'acqua l'anno in regioni so industriale è diminuito del 40%, in parte per la delocalizza-
dove vivono ben poche persone. Il deflusso stabile non facil- zione dell'industria pesante in altri paesi del mondo, ma anche
98 / nuovi limiti dello sviluppo
l limiti: sorgenti e pozzi 99

per l'emanazione di norme sulla qualità delle acque, che hanno ancora molto elevato: 1500 metri cubi l'anno prò capite. Nei pae-
reso economicamente preferibile o obbligatorio per legge (o en- si in via di sviluppo, il cittadino medio ne consuma solo un terzo;
trambe le cose) l'uso efficiente, il riciclaggio e il trattamento 34
nell'Africa subsahariana, appena un d e c i m o . Un miliardo di
delle acque prima dell'emissione nell'ambiente. L'uso irriguo è persone non ha ancora accesso ad acqua potabile sicura. Metà
diminuito in parte per l'aumento dell'efficienza, in parte perché degli abitanti del pianeta è priva dei servizi igienici di base. La 35

l'espansione dei centri urbani ha tolto acqua agli agricoltori loro domanda d'acqua è certamente destinata a salire. Sfortuna-
(con ciò sottraendo terra alla produzione alimentare). L'uso ur- tamente, vivono in alcuni dei paesi più poveri d'acqua del mondo.
bano è aumentato, ma solo a causa della crescita demografica.
Il consumo prò capite è calato, specialmente nelle zone aride Circa un terzo della popolazione mondiale vive in paesi i cui
del paese, dove l'aumento dei prezzi dell'acqua ha incoraggiato problemi idrici variano da moderati a gravi, a causa, in parte, del-
l'uso di apparecchi ad alta efficienza idrica. 33
l'incremento della domanda dovuto alla crescita della popolazio-
Il consumo di acqua negli Stati Uniti può essersi ridotto, ma è ne e delle attività umane. Dal 2025, i due terzi della popolazione
mondiale vivranno tempi difficili. La penuria d'acqua e l'inquina-
mento causano problemi di salute pubblica su larga scala, limita-
no lo sviluppo economico e agricolo e minacciano un'ampia va-
rietà di ecosistemi. Possono mettere a repentaglio le scorte
alimentari mondiali, e condannare molte aree del mondo alla sta-
36
gnazione economica.

Il Colorado, il Fiume Giallo, il Nilo, il Gange, l'Indo, il Chao


Phraya, il Syr Darya e l'Amu Darya subiscono deviazioni a cau-
sa dei prelievi per uso irriguo e urbano, tanto che il loro alveo
resta all'asciutto per alcuni mesi l'anno (se non per tutto l'an-
no). Nel Punjab e nell'Haryana, Stati agricoli dell'India, le su-
perfici freatiche si abbassano di mezzo metro l'anno. Dai pozzi
della Cina Settentrionale viene estratta acqua in eccesso per 30
chilometri cubi l'anno (questa è una delle ragioni per cui il Fiu-
me Giallo si sta prosciugando). Il sovrasfruttamento dell'acqui-
fero di Ogallala, che rifornisce un quinto delle terre irrigue degli
Stati Uniti, a m m o n t a a 12 chilometri cubi l'anno. A causa del
suo impoverimento, l'estensione dei terreni agricoli irrigui è di-
minuita di un milione di ettari. Nella Central Valley, in Califor-
nia, dove viene coltivata metà della frutta e degli ortaggi del
paese, il sovrasfruttamento dell'acqua freatica, in media, è di
circa un chilometro cubo l'anno. Nell'Africa Settentrionale e nel
Medio Oriente l'acqua è estratta dal deserto, da acquiferi sog-
37
FIGURA 3 . 6 - USO DELL'ACQUA NEGLI STATI UNITI getti a poca o nessuna ricarica.
Dall'inizio del XX secolo agli anni Ottanta, il prelievo di acqua negli Stati Estrarre l'acqua freatica a un ritmo superiore a quello con il
Uniti è cresciuto a un tasso medio del 3% all'anno. Da quel m o m e n t o il pre-
quale essa può essere reintegrata è un processo insostenibile. Le
lievo è leggermente diminuito e si è stabilizzato. (Fonte: P. Cleick)
attività u m a n e che ne fanno uso dovranno assestarsi a un livello
100 / nuovi limiti dello sviluppo / limiti: sorgenti e pozzi 101

sostenibile, dato il tasso di ricarica rinnovabile dell'acquifero, o meridionale, possono costruire canali, condotte e sistemi di pom-
dovranno cessare completamente, se il sovrasfruttamento di- paggio per importare acqua (anche se, in questo caso, alcuni dei
strugge l'acquifero per le infiltrazioni di acqua salmastra o per vicini hanno cominciato a chiedere indietro la loro acqua). Le so-
la subsidenza del suolo. cietà ricche con abbondanti riserve di petrolio, come l'Arabia
Saudita, possono usare energia fossile per desalinizzare l'acqua
di mare (finché i combustibili fossili durano). Le società ricche
Il sovrasfruttamento delle a c q u e freatiche è in crescita. L'uso in- che non hanno petrolio né vicini ben disposti, come Israele, fan-
sostenibile di a c q u e freatiche ha l u o g o in tutti i continenti, eccet- no appello alle tecnologie più ingegnose per sfruttare ogni goccia
to l'Antartide.
d'acqua con la massima efficienza, e indirizzano la propria eco-
PETER GLEICK, 1998-99
nomia verso le attività a più bassa intensità d'acqua. Alcune na-
zioni possono ricorrere alla forza militare per impadronirsi delle
risorse idriche dei propri vicini o assicurarsene l'accesso. Le so-
Inizialmente, queste risposte alla penuria d'acqua hanno so-
cietà cui tutte queste soluzioni sono precluse devono elaborare ri-
prattutto effetti locali. Tuttavia, quando il numero di paesi co-
gorosi programmi di razionamento e controllo, o conosceranno
stretti a adottarle diventa più grande, le conseguenze sono avver- 39
carestie e/o conflitti interni per l'acqua.
tite su scala internazionale. I primi sintomi sono rappresentati
probabilmente dall'aumento dei prezzi dei cereali. Come nel caso delle risorse alimentari, vi sono parecchie
strade per raggiungere la sostenibilità idrica, strade che non
I paesi c o n scarsità d'acqua s p e s s o s o d d i s f a n o i crescenti b i s o - passano per un aumento della produzione, ma per un uso più
gni urbani e industriali sottraendo a c q u a all'irrigazione e impor- efficiente di una produzione minore. Ecco una breve lista delle
40
t a n d o cereali per c o m p e n s a r e il c o n s e g u e n t e calo di p r o d u z i o n e . possibilità:
S i c c o m e u n a tonnellata di cereali equivale a 1000 tonnellate d'ac-
qua, i m p o r t a r e cereali è il m o d o più efficiente di i m p o r t a r e ac-
• Far corrispondere la qualità all'uso. Per esempio, per il water-
qua. ... B e n c h é i conflitti militari per l'acqua s i a n o s e m p r e u n a closet o per innaffiare il giardino si può utilizzare la cosiddet-
possibilità, è più probabile c h e la futura c o m p e t i z i o n e per l'acqua ta acqua grigia (l'acqua di scarico domestica), piuttosto che
avrà per teatro i mercati m o n d i a l i dei cereali. ... Iran ed Egitto ... l'acqua potabile.
i m p o r t a n o oggi più f r u m e n t o del G i a p p o n e , t r a d i z i o n a l m e n t e il • Utilizzare l'irrigazione a gocciolamento, che può ridurre il
m a s s i m o p a e s e importatore al m o n d o . Le importazioni c o p r o n o consumo di acqua dal 30 al 70% e, al tempo stesso, può au-
il 4 0 % o più del c o n s u m o totale di cereali ... in entrambi i paesi. mentare le rese dal 20 al 90%.
... N u m e r o s i altri paesi c h e soffrono di scarsità d'acqua importa-
• Installare rubinetti, water-closet e lavatrici a basso flusso.
no gran parte dei loro cereali. Il M a r o c c o acquista all'estero m e t à
Ogni giorno, in una famiglia statunitense, sono utilizzati in
dei cereali c h e c o n s u m a . Per l'Algeria e l'Arabia Saudita il valore
supera il 70%. Lo Y e m e n i m p o r t a quasi l'80% dei suoi cereali, e media 0,3 metri cubi d'acqua prò capite, una quantità che po-
Israele più del 90%. ... Presto la Cina sarà costretta a rivolgersi al trebbe essere dimezzata grazie ad apparecchiature ad alta ef-
38
m e r c a t o m o n d i a l e dei c e r e a l i . ficienza idrica (facilmente reperibili e convenienti).
• Eliminare le perdite. È incredibile quante, amministrazioni
Quel che accade quando una società oltrepassa il limite dell'ac- municipali spendano fior di quattrini per incrementare l'ap-
qua dipende da diversi fattori: se la società è ricca o povera, se ha provvigionamento idrico quando potrebbero ottenere altret-
vicini con risorse idriche in abbondanza, se intrattiene buoni rap- tanta acqua, con un costo inferiore, eliminando le perdite.
porti con questi vicini. Le società ricche possono importare ce- Negli Stati Uniti, gli acquedotti di una città media perdono
reali. Le società ricche con vicini ben disposti, come la California circa un quarto dell'acqua trasportata.
102 / nuovi limiti dello sviluppo / limiti: sorgenti e pozzi 103

• Scegliere colture adatte al clima: per esempio, nelle zone ari- le residuo. ... B u o n a parte delle foreste restanti s t a n n o a n d a n d o
de, evitare colture ad alta intensità d'acqua come l'erba medi- incontro a un graduale i m p o v e r i m e n t o , e tutte s o n o minacciate.
ca o il mais, e piantare nei giardini specie indigene che non WORLD COMMISSION ON FORESTS AND SUSTAINABLE
richiedono irrigazione. DEVELOPMENT, 1999

• Riciclare l'acqua. Alcune industrie, in particolare in uno Sta-


to afflitto da penuria d'acqua com'è la California, hanno svi- Una foresta intatta è per se stessa una risorsa, capace di adem-
luppato tecniche efficienti ed economicamente vantaggiose piere funzioni vitali che sfuggono al metro economico. Le fore-
per ricuperare, purificare e riutilizzare l'acqua. ste regolano il clima, frenano le inondazioni, immagazzinano
acqua contro la siccità. Esse contrastano gli effetti erosivi delle
• Raccogliere l'acqua piovana nelle aree urbane. Cisterne o si-
piogge, creano e trattengono il terreno sui pendii, mantengono
stemi di raccolta dell'acqua piovana dai tetti possono permet-
liberi dal limo corsi d'acqua e coste marine, canali di irrigazio-
tere di immagazzinare e utilizzare u n a quantità d'acqua di
ne e bacini artificiali. Le foreste danno asilo e sostentamento a
deflusso paragonabile a quella di un bacino artificiale di molte specie viventi. Si calcola che le foreste tropicali, pur co-
grandi dimensioni, con un costo assai inferiore. prendo solo il 7% della superficie terrestre, ospitino almeno il
Uno dei modi migliori per mettere in pratica queste buone 50% delle specie viventi sulla Terra. Molte di queste, dal rattan
intenzioni è smettere di fornire l'acqua a prezzo agevolato. Se il ai funghi alle tante specie da cui sono ricavati farmaci, tinture e
prezzo dell'acqua cominciasse a incorporare, anche solo in par- alimenti, hanno un valore commerciale, e non potrebbero esi-
te, il costo finanziario, sociale e ambientale della distribuzione stere fuori della volta forestale che costituisce il loro habitat.
di quell'acqua, un suo uso più saggio diventerebbe automatico. Le foreste assorbono e trattengono una grande quantità di
Città come Denver e New York hanno scoperto che un semplice carbonio, e così contribuiscono a mantenere in equilibrio il li-
provvedimento come quello di erogare l'acqua a contatore, fa- vello di anidride carbonica nell'atmosfera e a contrastare l'effet-
cendola pagare in proporzione al tasso di utilizzo, riduceva l'u- to serra e il riscaldamento globale. Infine, cosa non meno im-
so familiare del 30-40%. portante, una foresta intatta è un luogo incantevole, nel quale lo
E poi c'è il c a m b i a m e n t o climatico (un argomento che ap- spirito u m a n o trova conforto e ristoro.
profondiremo più avanti). Se l'umanità lascia che progredisca, Prima dell'avvento dell'agricoltura, sulla Terra vi erano da 6 a
esso potrebbe influenzare, in ogni parte della Terra, il ciclo idro- 7 miliardi di ettari di foreste. Ora ve ne sono soltanto 3,9 miliar-
logico, le correnti oceaniche e l'andamento delle precipitazioni e di, se includiamo in questo numero circa 0,2 miliardi di ettari
del deflusso, l'efficacia di dighe e di sistemi di irrigazione, e altre piantati ad alberi. Oltre la metà della perdita delle foreste natu-
rali del pianeta è avvenuta dopo il 1950. Tra il 1990 e il 2000 la
forme di immagazzinamento e di distribuzione dell'acqua. La so-
superficie occupata da foreste naturali è diminuita di 160 milio-
stenibilità dell'acqua non è possibile senza sostenibilità climati- 4
ni di ettari, cioè di circa il 4%. ' La maggior parte delle perdite è
ca, che significa sostenibilità energetica. L'umanità è alle prese
avvenuta nei Tropici: la distruzione delle foreste delle zone tem-
con un sistema unitario, ampio e interconnesso.
perate ha avuto luogo molto prima del 1990, nel corso dell'indu-
strializzazione dell'Europa e dell'America del Nord.
Foreste La perdita delle foreste è un chiaro segno di insostenibilità: lo
Vi è stato un chiaro aumento globale della perdita di vaste aree stock di u n a risorsa rinnovabile si sta riducendo. Ma, come
forestali. ... Oggi si può osservare un'accelerazione della perdita di spesso accade, un'evidente tendenza globale si sovrappone a in-
superficie forestale, la perdita delle foreste primarie sopravvissute, tricate differenze locali.
e il progressivo peggioramento qualitativo del patrimonio foresta- E necessario distinguere tra due misure delle risorse foresta-
104 / nuovi limiti dello sviluppo

li: la superficie e la qualità. Vi è un'enorme differenza tra un et-


taro di foresta intatta con alberi vecchi di centinaia d'anni, e
un'area forestale appena tagliata a raso che non avrà un albero
dotato di valore economico prima di cinquant'anni e che non
potrà mai conoscere la diversità ecologica di una foresta prima-
ria. Eppure, le classificazioni delle aree forestali in uso in molti
paesi non distinguono fra le due cose.
La qualità di una foresta è molto più difficile da misurare del-
la sua superfìcie. I dati qualitativi meno opinabili, in verità, so-
no legati alla superficie: si tratta delle statistiche sulla superficie
ancora coperta da foreste mai tagliate (le cosiddette foreste pri-
marie, di frontiera o di vecchia crescita). Queste preziose fore-
ste stanno rapidamente scomparendo, sostituite da altre di mi-
nor pregio.
Solo un quinto (1,3 miliardi di ettari) del manto di foreste che
ricopriva originariamente la Terra sopravvive in vaste foreste na-
42
turali relativamente intatte. Di queste, la metà è costituita dalle
foreste boreali di Russia, Canada e Alaska; il resto, in buona par-
te, è costituito dalle foreste pluviali tropicali dell'Amazzonia. Va-
ste aree sono minacciate da diritti di taglio, miniere, dibosca-
menti a fini agricoli e altre attività umane. Appena 0,3 miliardi
di ettari sono formalmente protetti (e questa protezione, spesso,
esiste solo sulla carta; in molti casi, legname e/o piante e animali F I G U R A 3.7 - F O R E S T E D I F R O N T I E R A S O P R A V V I S S U T E

selvatici sono sistematicamente sottratti). Nel 1997, solo una piccola parte del manto forestale che ricopriva il piane-
Gli Stati Uniti (Alaska esclusa) hanno perduto un terzo del ta era sopravvissuto, intatto, c o m e «foresta di frontiera». (Fonte: WRI)
manto forestale che li ricopriva in origine. In Europa non ve
quasi più traccia di foresta primaria. La Cina ha perduto i tre
queste foreste naturali è stata trasformata in piantagioni arboree
quarti delle sue foreste e quasi tutte le sue foreste di frontiera
a coltivazione intensiva che forniscono carta o legname. Più o
(vedi la figura 3.7.). Nelle zone temperate, la superficie occupa-
ta da foreste tagliate ma ricresciute (foreste secondarie) è in leg- meno la stessa superficie è stata sottoposta a riforestazione.
gero aumento, ma molte di queste foreste si stanno deteriorando Mentre le foreste delle zone temperate occupano una superfi-
quanto a nutrienti nel suolo, composizione in specie, dimensioni cie all'incirca stabile, la superficie occupata dalle foreste tropi-
degli alberi, qualità del legno e tasso di crescita; non sono gestite cali è in diminuzione. La F A O ha calcolato che tra il 1990 e il
in modo sostenibile. 2000 più di 150 milioni di ettari delle foreste tropicali naturali
rimaste sulla Terra - una superficie analoga a quella del Messi-
Meno della metà delle foreste naturali rimaste si trova nelle zo-
ne temperate (1,6 miliardi di ettari); il resto è nelle zone tropicali co - sono stati convertiti ad altri impieghi. Negli scorsi anni No-
(2,1 miliardi di ettari). Tra il 1990 e il 2000, la superficie delle fo- vanta, la perdita sembra essere stata di circa 15 milioni di ettari
reste naturali nelle zone temperate è diminuita di circa 9 milioni l'anno, cioè del 7% nell'arco del decennio.
di ettari, cioè di circa lo 0,6% nell'arco del decennio. La metà di Tale almeno è la stima ufficiale, ma nessuno può dire con
106 / nuovi limiti dello sviluppo / limiti: sorgenti e pozzi 107

certezza a quale ritmo le foreste tropicali stiano effettivamen- protetto (si tratta più o meno della percentuale di patrimonio fo-
te scomparendo: i n u m e r i cambiano di a n n o in a n n o e sono restale che gode oggi di qualche forma di protezione). 43

controversi. E proprio il fatto che il tasso di perdita di u n a ri- Se il tasso di deforestazione resterà costante a 20 milioni di et-
a
sorsa sia incerto è una delle cause strutturali del superamento tari l'anno, di qui a 95 anni la foresta primaria non protetta
dei limiti. sarà scomparsa. Questa possibilità è illustrata dalla linea ret-
Il primo autorevole tentativo di stimare i tassi di deforesta- ta della figura 3.8. Essa rispecchia l'ipotesi che nel secolo a
zione tropicali fu compiuto dalla F A O nel 1980 e pervenne a un venire le cause della distruzione delle foreste non si rafforze-
valore di 11,4 milioni di ettari perduti ogni anno. A metà degli ranno né si indeboliranno.
scorsi anni Ottanta, il tasso stimato era salito a più di 20 milioni • Se il tasso di deforestazione aumenterà esponenzialmente (per
di ettari l'anno. Nel 1990, grazie all'adozione di misure corretti- esempio, secondo il tasso di crescita della popolazione dei
ve (soprattutto in Brasile), il tasso di perdita sembrava essere paesi tropicali, pari a circa il 2% annuo), la foresta non pro-
disceso fino a circa 14 milioni di ettari l'anno. Una nuova stima tetta sarà completamente scomparsa nel giro di circa cin-
compiuta nel 1999 dalla F A O ha fissato il tasso annuale di defo-
restazione a 11,3 milioni di ettari l'anno (quasi tutti nelle zone
tropicali). E, come già sappiamo, a fine decennio l'ultima stima
della perdita era di circa 15,2 milioni di ettari l'anno.
Questo valore tiene conto della distruzione delle foreste in fa-
vore di altre forme di impiego della terra (in primo luogo, agri-
coltura e pascolo; in secondo luogo, strade e insediamenti). Non
tiene conto del diboscamento (una foresta tagliata vale ancora
come foresta). E non tiene conto degli incendi, che nel 1997-98
hanno distrutto 2 milioni di ettari in Brasile, 2 milioni di ettari
in Indonesia e 1,5 milioni di ettari in Messico e in America Cen-
trale. (Una foresta distrutta dal fuoco è classificata ancora come
foresta.) Se calcoliamo il tasso netto al quale le zone classificate
come foresta tropicale vanno perdendo il loro patrimonio arbo-
reo, il totale supera quasi certamente i 15 milioni di ettari l'anno,
e potrebbe avvicinarsi all'I % di superfìcie forestale l'anno.
Nonostante l'incertezza dei dati, possiamo utilizzare questi
valori approssimati per avere un'idea del destino che verosimil-
mente attende la foresta tropicale naturale in mancanza di inter- FIGURA 3.8 - ALCUNI POSSIBILI ANDAMENTI
venti correttivi. La figura 3.8 parte da una superficie totale di 2,1 DELLA DEFORESTAZIONE TROPICALE
miliardi di ettari di foreste tropicali (stima dell'anno 2000). Pos- Le stime della perdita futura di foreste tropicali dipendono da assunzioni
siamo assumere che oggi la deforestazione avanzi al ritmo di 20 sulle tendenze demografiche, legali ed economiche. In questo diagramma
milioni di ettari l'anno, un valore maggiore di quello ufficiale sono mostrati tre scenari. Se la perdita di 20 miliardi di ettari all'anno (ti-
pica degli scorsi anni Novanta) continuerà nella misura del 2% annuo, la
della F A O , per tener conto di incendi, del diboscamento non so- foresta non protetta sarà scomparsa entro il 2054. Se il tasso di perdita ri-
stenibile e dell'incompletezza delle informazioni raccolte. La li- mane costante a 20 milioni di ettari all'anno, la foresta non protetta sarà
nea orizzontale del grafico rappresenta il limite posto alla defo- scomparsa entro il 2094. Se il tasso di perdita annuo è pari all'I % della fo-
restazione se il 10% delle foreste tropicali odierne rimane resta non protetta restante, l'area forestale si dimezzerà ogni 72 anni.
108 / nuovi limiti dello sviluppo / limiti: sorgenti e pozzi 109

quant'anni. In questo caso, il tasso di deforestazione crescereb- o da un paese all'altro. Eccone alcuni: le compagnie multina-
be esponenzialmente per l'effetto combinato della crescita de- zionali del legname e della carta, che cercano di accrescere il lo-
mografica e della crescita dell'industria dei prodotti forestali. ro giro d'affari; i governi, che incrementano le esportazioni per
• Se il tasso di deforestazione resta una percentuale costante della pagare il debito estero; gli allevatori e gli agricoltori, che con-
foresta residua (per esempio, ogni anno ne viene tagliato l'l%), vertono le foreste in terra da coltivare o dove far pascolare be-
ogni anno la perdita sarà leggermente inferiore a quella del- stiame; i poveri senza terra, che s'arrabattano per un po' di le-
l'anno precedente, perché ogni anno l'estensione della foresta gna da ardere o un fazzoletto di terra da coltivare. Queste forze
diminuisce. Procedendo in questo modo, metà della foresta operano spesso di concerto: il governo richiama le grandi com-
tropicale andrà perduta nel giro di 72 anni. Questa curva ri- pagnie, le compagnie mettono le mani sul legname, i poveri si
specchia l'ipotesi che ogni taglio renderà il taglio successivo spostano lungo le strade aperte per il diboscamento per trovare
meno probabile, forse perché le foreste più vicine e di mag- un posto dove insediarsi.
gior valore vengono tagliate per prime. Vi è un altro fattore che porta allo sfruttamento insostenibile
Nella realtà, si c o m b i n e r a n n o p r o b a b i l m e n t e tutte queste delle foreste sia nelle zone temperate sia in quelle tropicali. In
possibilità. La crescita demografica e la crescita economica ali- un mondo nel quale il legname di alta qualità è sempre più ra-
menteranno la domanda di prodotti forestali e di terra dibosca- ro, un singolo albero di vecchia crescita può valere 10.000 dol-
ta, ma, al tempo stesso, l'aumento delle distanze e il peggiora- lari o più. Una somma del genere suscita tentazioni enormi. Pa-
m e n t o qualitativo r e n d e r a n n o il d i b o s c a m e n t o più costoso. trimoni forestali di proprietà pubblica sfruttati per il vantaggio
Inoltre, è probabile che si rafforzeranno le pressioni ambientali di privati, vendite sottobanco di permessi di diboscamento, da-
e politiche volte a proteggere la foresta sopravvissuta e a sposta- ti contabili fittizi, certificazioni false di specie, di volumi o di
re la produzione di legname nelle piantagioni ad alta resa. Non superfici di taglio, applicazione superficiale di norme, scambi
sappiamo come si risolveranno questi conflitti, ma è certo che il di favori, bustarelle - queste pratiche non sono limitate alle
flusso alimentato oggi dalle foreste tropicali primarie - piante aree tropicali.
che sono state fatte nascere e crescere dalla natura senza costi
La C o m m i s s i o n e ritiene che il problema più i m m e d i a t o nel setto-
per l'economia umana, e che hanno avuto il tempo necessario
re forestale, il problema più diffuso e più evidente, ma anche quello
per diventare alberi di grandi dimensioni e altrettanto valore - 45
m e n o considerato ... è l'esistenza di pratiche di c o r r u z i o n e .
non è sostenibile.
I suoli, il clima e gli ecosistemi delle zone tropicali sono mol- Le foreste si vanno riducendo anche nei paesi tropicali meno
to differenti da quelli delle zone temperate. Più ricche di specie, corrotti e più sensibili al problema, ma non è facile calcolare la
le foreste tropicali crescono più rapidamente ma sono anche velocità alla quale ciò avviene. La precedente edizione di questo
più vulnerabili. Nulla garantisce che possano sopravvivere an- libro conteneva le mappe della perdita del patrimonio forestale
che a una sola campagna di taglio o a un solo incendio senza verificatasi in un piccolo paese, il Costa Rica. Col proposito di
che il suolo e l'ecosistema ne siano profondamente danneggiati. aggiornare le mappe, ci siamo rivolti al Centro di ricerca per lo
Anche se sono in corso esperimenti per mettere a punto metodi sviluppo sostenibile dell'Università di Costa Rica, solo per sco-
di diboscamento selettivi o a fasce, che permettano la rigenera- prire che i dati relativi agli anni precedenti, alla luce di tecniche
zione della foresta, la maggior parte delle odierne pratiche di ta- di misurazione più precise, si erano rivelati inesatti.
glio trattano la foresta tropicale, e in particolare le specie arbo- Al problema del declino delle foreste s'aggiunge, aggravando-
44
ree di maggior pregio, come una risorsa non rinnovabile. lo, l'aumento della domanda di prodotti forestali. Tra il 1950 e il
I fattori che portano alla perdita delle foreste tropicali varia- 1996, il consumo mondiale di carta è aumentato di un fattore 6.
108 / nuovi limiti dello sviluppo / limiti: sorgenti e pozzi 109

quant'anni. In questo caso, il tasso di deforestazione crescereb- no da un paese all'altro. Eccone alcuni: le compagnie multina-
be esponenzialmente per l'effetto combinato della crescita de- zionali del legname e della carta, che cercano di accrescere il lo-
mografica e della crescita dell'industria dei prodotti forestali. ro giro d'affari; i governi, che incrementano le esportazioni per
• Se il tasso di deforestazione resta una percentuale costante della pagare il debito estero; gli allevatori e gli agricoltori, che con-
foresta residua (per esempio, ogni anno ne viene tagliato 1T%), vertono le foreste in terra da coltivare o dove far pascolare be-
ogni anno la perdita sarà leggermente inferiore a quella del- stiame; i poveri senza terra, che s'arrabattano per un po' di le-
l'anno precedente, perché ogni anno l'estensione della foresta gna da ardere o un fazzoletto di terra da coltivare. Queste forze
diminuisce. Procedendo in questo modo, metà della foresta operano spesso di concerto: il governo richiama le grandi com-
tropicale andrà perduta nel giro di 72 anni. Questa curva ri- pagnie, le compagnie mettono le mani sul legname, i poveri si
specchia l'ipotesi che ogni taglio renderà il taglio successivo spostano lungo le strade aperte per il diboscamento per trovare
meno probabile, forse perché le foreste più vicine e di mag- un posto dove insediarsi.
gior valore vengono tagliate per prime. Vi è un altro fattore che porta allo sfruttamento insostenibile
Nella realtà, si c o m b i n e r a n n o p r o b a b i l m e n t e tutte queste delle foreste sia nelle zone temperate sia in quelle tropicali. In
possibilità. La crescita demografica e la crescita economica ali- un mondo nel quale il legname di alta qualità è sempre più ra-
menteranno la domanda di prodotti forestali e di terra dibosca- ro, un singolo albero di vecchia crescita può valere 10.000 dol-
ta, ma, al tempo stesso, l'aumento delle distanze e il peggiora- lari o più. Una somma del genere suscita tentazioni enormi. Pa-
m e n t o qualitativo r e n d e r a n n o il d i b o s c a m e n t o più costoso. trimoni forestali di proprietà pubblica sfruttati per il vantaggio
Inoltre, è probabile che si rafforzeranno le pressioni ambientali di privati, vendite sottobanco di permessi di diboscamento, da-
e politiche volte a proteggere la foresta sopravvissuta e a sposta- ti contabili fittizi, certificazioni false di specie, di volumi o di
re la produzione di legname nelle piantagioni ad alta resa. Non superfici di taglio, applicazione superficiale di norme, scambi
sappiamo come si risolveranno questi conflitti, ma è certo che il di favori, bustarelle - queste pratiche non sono limitate alle
flusso alimentato oggi dalle foreste tropicali primarie - piante aree tropicali.
che sono state fatte nascere e crescere dalla natura senza costi
La C o m m i s s i o n e ritiene che il problema più i m m e d i a t o nel setto-
per l'economia umana, e che hanno avuto il tempo necessario
re forestale, il problema più diffuso e più evidente, ma anche quello
per diventare alberi di grandi dimensioni e altrettanto valore - 45
m e n o considerato ... è l'esistenza di pratiche di c o r r u z i o n e .
non è sostenibile.
I suoli, il clima e gli ecosistemi delle zone tropicali sono mol- Le foreste si vanno riducendo anche nei paesi tropicali meno
to differenti da quelli delle zone temperate. Più ricche di specie, corrotti e più sensibili al problema, ma non è facile calcolare la
le foreste tropicali crescono più rapidamente ma sono anche velocità alla quale ciò avviene. La precedente edizione di questo
più vulnerabili. Nulla garantisce che possano sopravvivere an- libro conteneva le mappe della perdita del patrimonio forestale
che a una sola campagna di taglio o a un solo incendio senza verificatasi in un piccolo paese, il Costa Rica. Col proposito di
che il suolo e l'ecosistema ne siano profondamente danneggiati. aggiornare le mappe, ci siamo rivolti al Centro di ricerca per lo
Anche se sono in corso esperimenti per mettere a punto metodi sviluppo sostenibile dell'Università di Costa Rica, solo per sco-
di diboscamento selettivi o a fasce, che permettano la rigenera- prire che i dati relativi agli anni precedenti, alla luce di tecniche
zione della foresta, la maggior parte delle odierne pratiche di ta- di misurazione più precise, si erano rivelati inesatti.
glio trattano la foresta tropicale, e in particolare le specie arbo- Al problema del declino delle foreste s'aggiunge, aggravando-
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ree di maggior pregio, come una risorsa non rinnovabile. lo, l'aumento della domanda di prodotti forestali. Tra il 1950 e il
I fattori che portano alla perdita delle foreste tropicali varia- 1996, il consumo mondiale di carta è aumentato di un fattore 6.
110 / nuovi limiti dello sviluppo

La F A O prevede che di qui al 2010 salirà da 280 a 400 milioni di


46
tonnellate. Negli Stati Uniti, ogni persona consuma in media
330 chilogrammi di carta l'anno. Negli altri paesi industriali,
ogni persona ne consuma in media 160 chilogrammi; nel mon-
do in via di sviluppo, appena 17. Benché il riciclaggio della car-
ta sia in crescita, il consumo di legno vergine per trarne pasta di
legno continua ad aumentare dell'I-2% l'anno.
Il consumo totale di legno per tutti gli impieghi - legname
per costruzione, legno per l'industria cartaria, legna da ardere -
è in aumento, benché il tasso di crescita stia rallentando (figura
3.9). Una causa del rallentamento del tasso di crescita negli
scorsi anni Novanta sembra essere stata la crisi economica in
Asia e in Russia, perciò il livellamento del consumo di legno in
tronchi può essere un fenomeno temporaneo. Se ogni abitante
del pianeta consumasse la stessa quantità di legno che oggi è
consumata in media da chi abita nei paesi industrializzati, il
47
consumo totale sarebbe più che doppio.
Non m a n c a n o tuttavia gli sforzi rivolti alla riduzione della
F I G U R A 3.9 - C O N S U M O M O N D I A L E D I L E G N O
domanda di legno, come il riciclaggio e l'impiego più efficiente Il consumo di legno è tuttora in aumento, benché il tasso stia rallentando.
dei prodotti forestali. Se queste tendenze si accentuassero, il Circa la metà del legno proveniente dalle foreste del pianeta è utilizzato co-
mondo potrebbe facilmente soddisfare il suo bisogno di legno me combustibile. (Fonte: FAO)
con un impatto ben più modesto sulle foreste. Per esempio:
• Riciclaggio della carta. Circa la metà della carta fabbricata negli to) e in piccole industrie (fabbricazione di mattoni, prepara-
Stati Uniti è carta riciclata; in Giappone il valore oltrepassa il zione della birra, conciatura del tabacco), e spesso è bruciata
50%, in Olanda il 96%. In tutto il mondo, il 4 1 % della carta e del in stufe a legna o fuochi liberi. Un'efficienza maggiore delle
48
cartone leggero è riciclato. Se il resto del mondo imitasse l'O- stufe o l'uso di combustibili alternativi potrebbe permettere
landa, il tasso di riciclaggio della carta sarebbe più che doppio. di soddisfare le necessità umane con meno danni per le fore-
• Efficienza delle segherie. Le moderne segherie convertono in le- ste, meno inquinamento dell'aria, meno lavoro per procurarsi
gname commerciabile dal 40 al 50% dei tronchi lavorati (il re- il combustibile.
sto è trasformato in combustibile, in carta o in truciolato - • Efficienza nell'uso della carta. La metà della carta e del carto-
particelle legnose agglomerate mediante un collante). Le se- ne leggero che si produce nel mondo è utilizzata per imbal-
gherie meno efficienti, specialmente nei paesi in via di svilup- laggio e per pubblicità. Negli Stati Uniti, una famiglia media
po, sfruttano solo dal 25 al 30% di ciascun tronco d'albero. Se riceve ogni a n n o 550 stampe pubblicitarie non richieste, e
queste segherie inefficienti fossero ammodernate, da ogni al- buona parte di questa «posta spazzatura» è buttata via senza
49
bero tagliato potrebbe essere ricavato il doppio del legname. neppure essere letta. Anche se siamo nell'era dell'elettronica
• Efficienza del combustibile. Più della metà del legname prove- (o forse proprio per questo), negli Stati Uniti, nel periodo
niente dalle foreste è utilizzata dalla parte più povera della 1965-1995, il consumo di carta prò capite è raddoppiato. La
popolazione come legna da ardere (per cucina e riscaldamen- posta spazzatura potrebbe essere abolita e l'abuso di imbal-
112 / nuovi limiti dello sviluppo / limiti: sorgenti e pozzi 113

laggi azzerato; le stampanti laser e le apparecchiature fax che tempo, almeno) fino a 100 metri cubi di legno per ettaro ogni
stampano su u n a sola facciata, come pure parecchie altre di- anno: un valore che supera di 40 volte il tasso di crescita medio
spendiose tecnologie, potrebbero essere migliorate. delle foreste naturali nelle zone temperate, che producono circa
• Determinazione del prezzo in base al costo pieno. I sussidi go- 2,5 metri cubi per ettaro l'anno. Al tasso di produttività massimo,
vernativi al diboscamento, diretti e indiretti, potrebbero esse- basterebbero 34 milioni di ettari (un'area grande più o meno
re soppressi, e potrebbero essere introdotte imposte sul dibo- quanto la Malaysia) per soddisfare l'odierna domanda mondiale
scamento che rispecchiassero il valore perduto degli alberi di pasta di legno vergine, legname per costruzione e legna da ar-
non tagliati; in tal modo, i prezzi dei prodotti rispecchiereb- dere. Se la produttività fosse la metà del valore massimo - 50 me-
bero più realisticamente il loro costo effettivo. tri cubi per ettaro l'anno -, per soddisfare la domanda mondiale
odierna sarebbero necessari 68 milioni di ettari (la superficie
Nei paesi industriali, passi avanti di questo genere potrebbe- della Somalia). Per mantenere in modo sostenibile la formida-
ro probabilmente ridurre il flusso di prodotti provenienti dalle bile produttività delle piantagioni forestali nelle zone tropicali,
foreste - e, all'altro estremo, il correlativo flusso di rifiuti - di servirebbe senza dubbio un'evoluzione in senso «biologico» del-
un fattore 2 o più, con poco o alcun sacrificio per la qualità del- la silvicoltura: diversificare o ruotare le specie, e impiegare me-
la vita della popolazione. todi di fertilizzazione e di controllo dei parassiti più naturali e
Al tempo stesso, le preziose fibre prodotte dalle foreste po- meno dannosi per l'ambiente di quelli oggi in uso.
trebbero essere ottenute con molto minor danno. Il taglio a ra- Vi sono molti modi per riportare i tassi di raccolta entro limi-
so, specialmente nei pendii ripidi, potrebbe essere eliminato a ti sostenibili. Nessuno dei provvedimenti necessari è inattuabi-
favore di tagli selettivi o a fasce. Fasce d'alberi lasciati intatti le. Tutti sono già stati adottati in questa o quella parte del mon-
lungo i corsi d'acqua potrebbero ridurre l'erosione e proteggere do, nessuno in tutto il mondo. E così le foreste continuano a
gli ecosistemi acquatici dagli effetti nocivi della radiazione sola- ridursi.
re. Alberi morti, in piedi e caduti, potrebbero essere lasciati co-
me habitat. La c o n s a p e v o l e z z a pubblica dell'impatto della d e f o r e s t a z i o n e
Si è sviluppato un vivace movimento per la cosiddetta «certi- globale è cresciuta negli ultimi anni, ma ciò n o n ha rallentato in
ficazione verde», che permette ai consumatori di identificare i 50
m o d o sensibile il tasso di d e f o r e s t a z i o n e .
prodotti forestali frutto di oculate pratiche di taglio e di gestio-
ne delle foreste. Alla fine del 2002, il Forest Stewardship Coun- Le specie e i servizi degli ecosistemi
cil aveva certificato un totale di 30 milioni di ettari di foresta
Il Living Planet Index è u n indicatore dello stato dell'ecosiste-
come «gestiti in modo sostenibile». Il numero, pur piccolo, è in
ma n a t u r a l e terrestre. E s s o ... si riferisce a l l ' a b b o n d a n z a d e l l e
rapido a u m e n t o , a dimostrazione del potere del mercato, in
specie c h e v i v o n o nelle foreste, nelle a c q u e interne e negli oceani.
questo caso, il potere della domanda di legno certificato da par- L'indice rivela c h e dal 1970 al 2 0 0 0 vi è stato un d e c l i n o c o m p l e s -
te dei consumatori. sivo pari a circa il 37%.
I terreni già sottoposti a taglio o marginali potrebbero ospitare WORLD WIDE FUND FOR NATURE, 2002
piantagioni forestali ad alta resa. Le piantagioni arboree possono
produrre una stupefacente quantità di legno per ettaro, allegge- Non ve dubbio che suoli, acque e foreste siano importanti sor-
rendo le foreste naturali dalla pressione delle attività di dibosca- genti da cui dipendono i flussi che sostengono la vita e l'econo-
mento. mia dell'umanità. Vi è però un'altra classe di sorgenti le cui
Per fare un esempio estremo, nelle zone tropicali le pianta- virtù sono almeno altrettanto importanti eppure misconosciute,
gioni forestali a resa più elevata possono produrre (per qualche giacché l'economia umana non ha mai attribuito loro un valore
114 / nuovi limiti dello sviluppo / limiti: sorgenti e pozzi 115

monetario. Stiamo parlando delle specie naturali che n o n si indicativo, consiste nel contare il numero delle specie e il loro
vendono né si comprano, degli ecosistemi in cui esse interagi- tasso di estinzione.
scono, e delle funzioni di sostegno che adempiono nel cattura- Sorprenderà sapere che è un compito impossibile. Gli scien-
re, rendere utilizzabili e riciclare l'energia e i materiali necessa- ziati conoscono a p p e n a l'ordine di grandezza del n u m e r o di
53

ri alla vita in ogni sua forma. specie esistenti: si stima che ve ne siano da 3 a 30 milioni. Di
queste, ne sono state battezzate e classificate solo 1,5 milioni
Per designare gli inestimabili apporti che queste sorgenti bio-
(più o meno). Sono tendenzialmente le specie più grandi e rico-
tiche forniscono ogni giorno, il termine in voga è quello di servi-
zi degli ecosistemi. Eccone alcuni: noscibili: vegetali, mammiferi, uccelli, pesci, rettili. Gli scien-
ziati sanno molto meno della miriade di specie di insetti esi-
• Purificare acqua e aria. stenti e ancor meno dei microbi.
• Assorbire e immagazzinare l'acqua; ridurre i danni di siccità Dal momento che nessuno sa quante specie vi siano, nessuno
e inondazioni. può sapere con precisione quante di esse vadano perdute; ma
• Degradare, neutralizzare e isolare le sostanze di scarto. non ve dubbio che il numero delle specie stia diminuendo rapi-
• Rigenerare i nutrienti nel suolo; ricostituire la struttura del damente. La maggior parte dei biologi non dubita che sia in
suolo. 54
corso un'estinzione di m a s s a . Anzi, secondo gli ecologi, è la
• Provvedere all'impollinazione. più grande ondata di estinzioni dalla fine del Cretaceo, 65 mi-
• Tenere sotto controllo i parassiti. lioni di anni fa, quando avvennero gli eventi che cancellarono i
• Disperdere semi e nutrienti. dinosauri dalla faccia della Terra.
• Mitigare venti e temperature estreme; stabilizzare, almeno in Tali conclusioni possono essere dedotte in primo luogo dal
parte, il clima. tasso al quale l'habitat naturale va scomparendo. Per esempio:
• Fornire un'ampia varietà di prodotti agricoli, medicinali e in-
dustriali. • Dal punto di vista biotico, il Madagascar è una sala del teso-
• Provvedere all'evoluzione e al mantenimento del pool genico ro; la sua foresta orientale ospita 12.000 specie vegetali e
biotico e della biodiversità da cui dipendono tutte le funzioni 190.000 specie animali note, almeno il 60% delle quali non si
precedenti. trova in altre zone della Terra. Più del 90% di quella foresta è
• Esemplificare strategie evolutive, di sopravvivenza e di ricu- stato distrutto, soprattutto per scopi agricoli.
pero che hanno dato buona prova di sé nell'arco di tre milio- • L'Ecuador occidentale annoverava un tempo da 8000 a 10.000
ni di anni. specie vegetali, per metà circa endemiche. Ogni specie vegetale
• Offrire un arricchimento estetico, spirituale e intellettuale sostiene da 10 a 30 specie animali. A partire dal 1960, quasi tut-
senza pari. '5 te le foreste dell'Ecuador occidentale sono state trasformate in
piantagioni di banane, campi petroliferi e insediamenti umani.
Anche se il valore di questi servizi è inestimabile, vi è chi ha
tentato di misurarlo. Tutti i calcoli volti ad attribuire un valore La maggior parte delle estinzioni avviene, com'è ovvio, là do-
in termini monetari ai servizi naturali sono pervenuti a cifre ve vive la maggior parte delle specie: perlopiù foreste tropicali,
dell'ordine dei trilioni di dollari l'anno, ben oltre il valore mone- barriere coralline e zone umide. Almeno il 30% delle barriere
tario del prodotto annuo dell'economia mondiale. 52 coralline della Terra versa in condizioni critiche; il 95% di quel-
le ispezionate in tutto il mondo nel 1997 appariva degradato e
L a stima del W W F citata sopra significa che negli ultimi 55
mostrava una perdita di specie. Le zone umide sono ancora
trentanni il mondo ha perduto una parte considerevole dei ser-
più a rischio. Si tratta di aree di intensa attività biologica, com-
vizi degli ecosistemi di cui godeva. Tuttavia, quantificare la per-
presa la riproduzione di molte specie di pesci. Le zone umide
dita è assai difficile. Il tentativo più comune, benché non molto
116 / nuovi limiti dello sviluppo / limiti: sorgenti e pozzi 117

occupano - o occupavano - solo il 6% della superficie terrestre. va del cambiamento nel tempo della popolazione di una specie
Circa la metà è ormai scomparsa a causa di attività di dragag- «tipica». Servendosi di questo metodo, il W W F ha potuto conclu-
gio, interramento, prosciugamento e costruzione di canali, sen- dere che le popolazioni delle specie «medie» sono diminuite di
za contare il degrado provocato dall'inquinamento. 60
oltre un terzo dal 1970 a oggi. In altri termini, il numero di
Le stime dei tassi globali di estinzione partono dalla perdita animali, piante e pesci è in rapido declino. È evidente che le sor-
di habitat, che è possibile misurare con buona precisione. Viene genti dei servizi degli ecosistemi sono state sfruttate in modo
poi ipotizzato il numero di specie che vivevano in quell'habitat non sostenibile. La questione è stata sollevata con forza nel già
ora perduto; queste valutazioni sono necessariamente incerte. citato Avvertimento degli scienziati del mondo all'umanità, l'ap-
Infine viene calcolata u n a relazione tra perdita dell'habitat e pello lanciato nel 1992 da circa 1700 illustri scienziati.
perdita di specie. La regola empirica è che il 50% delle specie
riesce a sopravvivere anche se il 90% dell'habitat va perduto. La nostra p e s a n t e i n t r o m i s s i o n e nella rete di relazioni interdi-
56
Queste stime sono oggetto di accese controversie. Ma, come p e n d e n t i c h e s o s t i e n e la vita sulla Terra, a s s i e m e ai guasti a m -
nel caso di altri numeri di cui stiamo cercando di venire a capo bientali prodotti dalla deforestazione, dalla s c o m p a r s a di specie e
dai c a m b i a m e n t i climatici, potrebbe scatenare effetti d a n n o s i su
in questo capitolo, la direzione generale è chiara. Restando agli
larga scala, c o m p r e s o il c o l l a s s o imprevedibile di sistemi biologi-
animali più grandi, relativamente ben studiati, gli scienziati cal-
ci cruciali dei quali c o n o s c i a m o a p p e n a le interazioni e la dina-
colano che siano a rischio d'estinzione il 24% delle 4700 specie
m i c a . L'incertezza circa la portata di questi effetti n o n p u ò giusti-
di mammiferi esistenti al m o n d o , più o m e n o il 30% delle ficare l'indulgenza o il ritardo nel fronteggiare le m i n a c c e . 61

25.000 specie di pesci, e il 12% delle quasi 10.000 specie d'uccel-


57
li. Lo stesso vale per 34.000 delle 270.000 specie vegetali cono-
58
sciute. Si calcola che il ritmo delle estinzioni sia mille volte Sorgenti non rinnovabili
59
più rapido di quanto non sarebbe senza l'impatto dell'uomo. Combustibili fossili
La perdita di specie non è un metodo soddisfacente per misu-
La n o s t r a analisi della s c o p e r t a e della produttività di nuovi
rare la sostenibilità della biosfera, giacché nessuno sa dove sia-
campi petroliferi in tutto il m o n d o indica c h e nel p r o s s i m o decen-
no i limiti. Quante e quali specie possono essere cancellate da
nio l'offerta di petrolio convenzionale n o n sarà in grado di tener te-
un ecosistema prima che l'intero sistema collassi? Qualcuno ha sta alla d o m a n d a . ... La scoperta [di petrolio] su scala globale ha
immaginato un parallelo: siete su un aeroplano e vi mettete a raggiunto un p i c c o all'inizio degli anni Sessanta e da allora è anda-
strappar via, uno dopo l'altro, i rivetti che lo tengono assieme. ta c o s t a n t e m e n t e calando. ... Vi è al m o n d o una quantità finita di
Quanti rivetti si possono togliere prima che l'aeroplano cominci petrolio greggio, e l'industria ne ha scoperto circa il 90%.
a precipitare? E, si noti, in un aeroplano i rivetti non sono colle- COLIN J. CAMPBELL e JEAN H. LAHERRÈRE, 1998
gati l'uno all'altro; negli ecosistemi, invece, le specie dipendono
l u n a dall'altra. Se una specie scompare, altre la seguiranno, in L'approvvigionamento di petrolio n o n desta oggi preoccupazio-
una lunga catena di reazioni. ni i m m e d i a t e . Tuttavia, le risorse di petrolio del m o n d o s o n o in
quantità finita, e la p r o d u z i o n e globale, p r e s t o o tardi, raggiun-
A causa della difficoltà di misurare il tasso al quale le specie
gerà un m a s s i m o e poi c o m i n c e r à a diminuire. ... S t i m e più c o n -
del pianeta stanno diminuendo, il W W F , nel suo Living Planet In-
venzionali indicano c h e il p i c c o della p r o d u z i o n e globale sarà rag-
dex, ha scelto un metodo diverso per quantificare la perdita del- g i u n t o n o n prima di un altro d e c e n n i o o due, tra il 2 0 1 0 e il 2 0 2 5 .
la ricchezza biologica. Questo metodo non si propone di deter-
WORLD RESOURCES INSTITUTE, 1997
minare il declino del numero delle specie, ma l'andamento delle
popolazioni di un vasto numero di specie diverse. Calcolando la Da qualche decennio a questa parte, ottimisti e pessimisti si di-
media delle tendenze osservate, si ottiene una stima quantitati- stinguono per il momento in cui collocano il picco di produzio-
118 / nuovi limiti dello sviluppo

ne del petrolio. Ma su questo tutti concordano: dei principali


combustibili fossili, il petrolio è quello più vicino ai suoi limiti,
e la sua produzione globale raggiungerà un massimo durante la
prima metà del secolo. Tra il 1950 e il 2000 il consumo di ener-
gia dell'economia umana è aumentato in media del 3,5% l'anno.
Il consumo energetico mondiale è salito con andamento irrego-
lare ma inesorabile, attraversando guerre, recessioni, instabilità
di prezzi e innovazioni tecniche (figura 3.10). La massima parte
di questa energia è utilizzata nel mondo industrializzato. Il cit-
tadino europeo medio consuma 5,5 volte la quantità di energia
62
commerciale consumata da un africano medio. Il nordameri-
63
cano medio ne consuma nove volte l'indiano m e d i o . E stiamo
parlando di energia commerciale, qualcosa che molti non cono-
scono neppure:

Più d i u n quarto della p o p o l a z i o n e m o n d i a l e n o n h a a c c e s s o FIGURA 3.10 - CONSUMO MONDIALE DI ENERGIA


all'elettricità, e i due quinti s o d d i s f a n o i loro bisogni energetici di Il consumo mondiale di energia è raddoppiato tre volte tra il 1950 e il 2000.
b a s e grazie alla b i o m a s s a tradizionale. N e i p r o s s i m i d e c e n n i il I combustibili fossili dominano ancora l'offerta di energia primaria: la quo-
n u m e r o di p e r s o n e s e n z a fornitura di energia elettrica diminuirà, ta del carbone raggiunse un picco intorno al 1920, quando costituiva oltre
ma, s e c o n d o le proiezioni, nel 2 0 3 0 vi saranno ancora 1,4 miliar- il 70% di tutti i combustibili consumati; la quota del petrolio toccò il massi-
mo all'inizio degli scorsi anni Ottanta, giungendo poco oltre il 40%. Si può
di di p e r s o n e prive di elettricità. E crescerà il n u m e r o di p e r s o n e
prevedere che il gas naturale, che è meno inquinante sia del carbone sia del
c h e per cucinare e riscaldarsi utilizzeranno in prevalenza legna,
64
petrolio, aumenterà in futuro il proprio peso nel consumo globale di ener-
residui agricoli e deiezioni a n i m a l i . gia. (Fonti: ONU; us DOE)

Gran parte degli analisti prevede che il consumo mondiale di


energia continuerà a salire. Lo scenario «di riferimento» pre- naturale, carbone. Gli stock di combustibili fossili presenti nel
sentato dall'Agenzia internazionale per l'energia nel suo World sottosuolo si vanno riducendo, costantemente e inesorabilmen-
Energy Outlook 2002 prevede che tra il 2000 e il 2030 il consu- te. Per capire se nel flusso energetico c'è un problema di soste-
mo globale di energia primaria aumenterà di due terzi. E anche nibilità dal lato delle sorgenti (dei pozzi ci o c c u p e r e m o più
lo scenario «alternativo» (più ecologico) prevede un incremento avanti), dobbiamo chiederci con quanta rapidità queste sorgen-
di oltre il 50% del c o n s u m o energetico mondiale nell'arco di ti si stiano esaurendo, e se qualcuno stia sviluppando sostituti
quei trentanni. In un'analisi dettagliata condotta per conto del- rinnovabili abbastanza in fretta da compensare il declino.
l'Agenzia danese per l'energia è stato calcolato che per soddisfa- La confusione al riguardo è grande, come pure sulla questio-
re i bisogni energetici di base di 9,3 miliardi di persone - che ne se i combustibili intrinsecamente non rinnovabili siano o no
potrebbe ben essere la popolazione mondiale nel 2050 - sarebbe in via d'esaurimento. Il problema deriva dal concentrare l'atten-
necessaria una quantità di energia per usi finali pari a sei volte zione sul segnale sbagliato. Risorsa è un concetto riferito alla
65
la produzione mondiale del 2000. quantità totale di un materiale nella crosta terrestre; riserva è
Più dell'80% dell'energia commerciale consumata nel 2000 un concetto riferito alla quantità di quel materiale che è stata
proveniva da combustibili fossili non rinnovabili: petrolio, gas scoperta (o si ritiene che esista) e che è possibile utilizzare, alla
120 / nuovi limiti dello sviluppo I limiti: sorgenti e pozzi 121

luce di ragionevoli assunzioni sulla tecnologia e sul prezzo. Le significa che nel sottosuolo, a disposizione dell'economia uma-
risorse diminuiscono inesorabilmente con l'utilizzo, ma i nume- na, vi fossero più combustibili nel 2000 che non nel 1970?
ri che rappresentano le riserve possono aumentare, se vengono La risposta è n a t u r a l m e n t e negativa. Dopo tre decenni di
compiute nuove scoperte, se i prezzi salgono, se la tecnologia sfruttamento, vi erano 700 miliardi di barili di petrolio in meno,
progredisce. Spesso vengono fatte affermazioni sulle risorse al- 87 miliardi di tonnellate di carbone in meno e 51 trilioni di me-
la luce di osservazioni sulle riserve. tri cubi di gas naturale in meno. I combustibili fossili sono ri-
Tra il 1970 e il 2000, l'economia mondiale ha bruciato 700 sorse n o n rinnovabili. Una volta bruciati, si trasformano in
miliardi di barili di petrolio, 87 miliardi di tonnellate di carbone diossido di carbonio, vapore acqueo, diossido di zolfo (anidride
e quasi 51 trilioni di metri cubi di gas naturale. Nello stesso pe- solforosa), più diverse altre sostanze, che non possono, su una
riodo di trent'anni, tuttavia, sono stati scoperti nuovi giacimen- qualsiasi scala temporale significativa per l'umanità, ricombi-
ti di petrolio, carbone e gas (e le stime dei vecchi sono state cor-
narsi per formare combustibili fossili. Sono rifiuti e inquinanti
rette verso l'alto). Di conseguenza, il rapporto tra riserve note e
66 che finiscono nei pozzi planetari.
p r o d u z i o n e - la durata in anni delle riserve note sfruttabili,
Chi trae dalle scoperte degli ultimi trent'anni la conclusione
sotto l'ipotesi che la produzione continuerà al tasso corrente - è
in effetti aumentato, come si vede nella tabella 3.1. che i combustibili fossili sono ancora lontani dai loro limiti
considera solo una parte del sistema dell'energia:
Questo incremento dei rapporti riserve-produzione si è verifi-
cato nonostante il considerevole aumento del consumo di gas
(salito di circa il 130% dal 1970 al 2000), petrolio (salito di circa
il 60%) e carbone (salito di circa il 145%). Ma questo aumento

TABELLA 3.1 - PRODUZIONE ANNUALE, RAPPORTO RISERVE/PRODUZIONE


E ASPETTATIVA DI DURATA DELLA RISORSA PER PETROLIO, GAS E CARBONE

Produzione Rapporto Produzione Rapporto Aspettativa DALLE RISERVE NOTE AI COMBUSTIBILI TRASFORMATI
annua 1970 R/P 1970 annua 2000 R/P 2000 di durata
(anni) (anni) della risorsa
(anni) Il processo di scoperta utilizza capitale di esplorazione (im-
pianti di perforazione, aeroplani, satelliti, una varietà di sofisti-
Petrolio 17 miliardi 32 28 miliardi 37 50-80 cati scandagli e sonde) per localizzare nel sottosuolo giacimenti
di barili di barili
3
di combustibili fossili e quindi per accrescere le riserve note ma
Gas 1,1 trilioni m 39 2,5 trilioni m 3
65 160-310
n o n ancora sfruttate. Il processo di produzione estrae quello
Carbone 2,2 miliardi t 2300 5 miliardi t 217 Molto lunga
stock dal sottosuolo, utilizzando capitale di produzione (attrez-
Le stime delle risorse sono definite come la somma delle «riserve identifica- zature minerarie, di pompaggio, di trasporto e di raffinazione),
te» e delle «risorse convenzionali che restano da scoprire». Il valore della ri- e lo trasferisce nei luoghi di immagazzinamento dei combusti-
sorsa diviso per la produzione del 2000 dà come risultato l'aspettativa di du- bili trattati. Qui il capitale di combustione (forni, automobili, ge-
rata per quella risorsa a partire dal 2000. Il valore delle riserve di carbone
neratori elettrici) brucia i combustibili trattati, creando calore
del 1970 non è comparabile con il valore del 2000 a causa delle diverse defi- 67

nizioni di riserva. Il carbone era ed è ancora il combustibile fossile più ab-


utilizzabile.
bondante. (Fonti: us Bureau of Mines; us DOE) Fintanto che il tasso di scoperta supera il tasso di produzio-
122 / nuovi limiti dello sviluppo / limiti: sorgenti e pozzi 123

ne, lo stock delle riserve conosciute aumenta. Ma il diagramma l'alto dall'oPEC, l'ovvia strozzatura sembrava essere costituita
precedente raffigura solo una parte del sistema. Un diagramma dalle sorgenti. Oggi le preoccupazioni riguardano piuttosto il
più completo includerà le sorgenti e i pozzi ultimi dei combusti- cambiamento climatico; è l'altra estremità del flusso, quella dei
bili fossili: pozzi, che sembra più vincolante. La quantità di carbone è tal-
mente enorme che il suo utilizzo, a nostro giudizio, sarà limita-
to dal pozzo atmosferico, dove si accumula il diossido di carbo-
nio. Il petrolio può avere limiti a entrambi gli estremi. La sua
combustione produce gas serra e altri inquinanti, e sarà certa-
mente il petrolio a esaurirsi alla sorgente per primo. A giudizio
di molti, il gas sarà la risorsa decisiva per sostenere la produzio-
ne di energia fino a quando non si farà ricorso su larga scala a
fonti sostenibili di energia. Ma uno sguardo al passato mostra
che la transizione da una fonte di energia dominante alla suc-
cessiva può richiedere anche cinquantanni. Quanto basta per-
ché il benessere della popolazione mondiale subisca un duro
colpo, a causa del cambiamento climatico o dei limiti imposti
all'uso di combustibili fossili.
DALLE RISERVE NON SCOPERTE ALL'INQUINAMENTO Le stime delle riserve di petrolio e di gas non scoperte hanno
ampie oscillazioni e non possono mai essere certe; la Tabella 3.1
Mano a mano che la produzione intacca lo stock delle riserve ne riporta alcune. Esse, a causa dell'incertezza intrinseca alla
note, l'umanità investe in attività di scoperta allo scopo di rein- materia, variano entro margini piuttosto ampi. Queste stime ci
tegrarlo. Ma ogni scoperta attinge allo stock ultimo di combu- dicono che le risorse petrolifere rimaste (definite come la som-
stibili fossili della Terra, che nessuno può reintegrare. Lo stock ma delle riserve attuali e di quelle non scoperte) potrebbero du-
delle riserve non scoperte può benissimo essere molto grande, rare, al tasso di utilizzo del 2000, da 50 a 80 anni, mentre il gas
ma è in quantità finita e non è rinnovabile. naturale potrebbe durare da 160 a 310 anni. Quanto al carbone,
All'altro estremo del flusso, la combustione produce inqui- è ancora più abbondante. Il costo per avere accesso a una risor-
nanti, che finiscono nel pozzo ultimo: i processi biogeochimici sa, naturalmente, aumenta man mano che la risorsa viene in-
del pianeta, che riciclano gli inquinanti, li rendono innocui, o taccata. E ai costi di produzione possono sommarsi i costi poli-
sono da questi avvelenati o degradati. Inquinanti di vario gene- tici: nel 2000, il 30% della p r o d u z i o n e petrolifera mondiale
re sono emessi anche negli altri stadi del flusso dei combustibili proveniva dal Medio Oriente e l ' l l % dall'ex Unione Sovietica;
fossili: dalla scoperta all'immagazzinamento, passando per la queste due regioni, assieme, detengono i due terzi di tutte le ri-
produzione, la raffinazione e il trasporto. Il decennio scorso è serve petrolifere note.
stato segnato da notevoli progressi in fatto di ecoefficienza, e le L'esaurimento del petrolio non sarà un arresto totale, un poz-
emissioni inquinanti, in molti casi, sono state ridotte; tuttavia, zo che all'improvviso si prosciuga, ma si manifesterà piuttosto
negli Stati Uniti, la produzione d'energia è ancora u n a delle con rendimenti sempre più modesti degli investimenti in campa-
principali fonti di inquinamento delle acque sotterranee. gne di esplorazione, con una concentrazione crescente delle ri-
Nessuno può dire con certezza quale estremo del flusso dei serve residue in alcuni paesi, e, infine, con un picco e poi un gra-
combustibili fossili risulterà più limitante, se le sorgenti o i poz- duale declino della produzione mondiale. Quello degli Stati
zi. Trent'anni fa, quando i prezzi del petrolio furono spinti verso Uniti è un caso esemplare. Più della metà del suo enorme patri-
124 / nuovi limiti dello sviluppo

monio petrolifero è stata consumata. La scoperta di nuovi giaci-


menti ha raggiunto un picco negli scorsi anni Quaranta e Cin-
quanta; il massimo della produzione nazionale è stato raggiunto
intorno al 1970; oggi il consumo dipende sempre più dalle im-
portazioni (vedi figura 3.11).
Lo stesso accadrà su scala globale. La figura 3.12 illustra una
proiezione riguardante la produzione globale di petrolio; le ipo-
tesi sulle risorse non differiscono da quelle riportate nella tabel-
la 3.1. L'aspettativa è che il consumo di petrolio non crescerà più
molto rispetto ai livelli odierni, e poi, dopo qualche decennio,
declinerà gradualmente per tutto il resto del XXI secolo. Tale si-
mulazione trae forza dal fatto che i tassi di scoperta su scala glo- FIGURA 3.12 - PROIEZIONE DELLA PRODUZIONE PETROLIFERA GLOBALE
bale hanno già conosciuto un massimo negli scorsi anni Sessan- La linea continua rappresenta la produzione petrolifera mondiale fino al-
ta, e che oggi sono in via di sfruttamento risorse sempre più l'anno 2000. Per stimare la produzione futura più probabile sono stati uti-
lizzati i metodi sviluppati dal geologo M. King Hubbert. La linea tratteggia-
inaccessibili, e perciò più costose, non solo in Alaska, ma anche ta a destra rappresenta i probabili tassi di produzione, nell'ipotesi che la
nelle profondità del mare Artico e nella remota Siberia. quantità ultima di petrolio che può essere scoperta sia pari a 1,8 trilioni di
Il gas naturale è un ovvio candidato a sostituire il petrolio in barili (area compresa sotto la curva). (Fonte: K.S. Deffeyes)
molte applicazioni. Di tutti i combustibili fossili, il gas naturale

è quello che emette meno inquinanti (incluso il gas serra co ) 2

per unità di energia fornita, e perciò vi è grande interesse per la


possibilità che esso rimpiazzi rapidamente petrolio e carbone.
Ciò accelererà l'esaurimento delle risorse di gas in una misura
che può sorprendere solo coloro che non afferrano appieno la
dinamica dell'accrescimento esponenziale. Le figure 3.13 e 3.14
spiegano il perché.
Nel 2000 il rapporto riserve-produzione per il gas naturale, su
scala mondiale, era pari a 65 anni; ciò significa che se le riserve
oggi note continuassero a essere sfruttate al tasso di consumo
del 2000, durerebbero fino all'anno 2065. Ma due considerazio-
ni tolgono valore a questa semplice estrapolazione. La prima è
che saranno scoperte altre riserve. La seconda è che il consumo
di gas non resterà fermo al tasso del 2000.
Conviene dunque partire dalle stime riguardanti le risorse di
F I G U R A 3.11 - P R O D U Z I O N E E C O N S U M O DI P E T R O L I O N E G L I STATI U N I T I
gas naturale (cioè, la somma delle riserve attuali e di quelle non
La produzione petrolifera interna degli Stati Uniti ebbe un picco nel 1970; scoperte). Si supponga, a titolo esemplificativo, che il gas, alla
da allora, la produzione dei 48 Stati continentali è diminuita del 40%. fine, si dimostri sufficiente ad approvvigionare il m o n d o per
Neanche le nuove scoperte avvenute in Alaska hanno potuto compensare il 260 anni, ai tassi di consumo del 2000. Questo valore cade più o
declino. (Fonti: API; EIA/DOE) meno nel mezzo della stima riportata nella tabella 3.1 (da 160 a
300

FIGURA 3 . 1 3 - POSSIBILI ANDAMENTI DELL'ESAURIMENTO


DELLE RISORSE MONDIALI DI GAS NATURALE
Se le risorse totali di gas naturale, al tasso di utilizzo del 2000, sono suffi-
cienti per 260 anni, questo tasso di consumo può proseguire fino al 2260.
Ma l'esaurirsi di petrolio, assieme ai problemi ambientali provocati dal car-
bone, potrebbe accelerare il consumo di gas nei decenni a venire. Se il con-
sumo di gas dovesse continuare a crescere al tasso attuale del 2,8% annuo,
FIGURA 3.14 - SCOPERTE DI GIACIMENTI DI GAS NECESSARIE
la base di risorse ipotizzate si esaurirebbe nel 2075. Al 5% di crescita an- A PROSEGUIRE LA CRESCITA
nua, la risorsa di gas giungerebbe a esaurimento nel 2054.
Se il tasso di crescita del c o n s u m o di gas naturale prosegue al tasso del
2,8% annuo, è necessario scoprire ogni 25 anni una quantità di gas pari al
totale delle scoperte avvenute in precedenza.
310 anni). Se il tasso di consumo del 2000 restasse costante, le
risorse di gas si ridurrebbero in modo lineare, come dimostra la
linea diagonale (continua) della figura 3.13, e durerebbero 260 Se fosse del 5% l'anno, la «scorta di 260 anni» si esaurirebbe en-
anni. Se invece il consumo di gas continuasse a crescere come tro 54 anni.
ha fatto dal 1970, cioè di circa il 2,8% l'anno, quelle risorse non La figura 3.14 mostra come dovrebbero aumentare le scoper-
basterebbero più per 260 anni, ma precipiterebbero esponen- te perché il consumo di gas naturale potesse crescere costante-
zialmente, come indica, nella figura 3.13, la linea curva inter- mente nella misura del 2,8%. A causa della matematica della
media (tratteggiata). Giungerebbero a e s a u r i m e n t o n o n nel crescita esponenziale, la quantità di gas scoperto ed estratto do-
2260, ma nel 2075: durerebbero non 260 anni, ma solo 75. vrebbe raddoppiare ogni 25 anni.
Se, per ridurre il cambiamento climatico e rispondere all'e- Il mondo non è sul punto di restare senza gas naturale, beninte-
saurimento del petrolio, il mondo spostasse sul gas naturale il so. Le considerevoli risorse esistenti saranno essenziali come
carico energetico che oggi grava sul carbone e sul petrolio, il combustibile di transizione nel cammino verso fonti energetiche
tasso di crescita potrebbe essere ben superiore al 2,8% l'anno. più sostenibili. Il punto è che i combustibili fossili hanno limiti
128 / nuovi limiti dello sviluppo / limiti: sorgenti e pozzi 129

sorprendenti, soprattutto quando sono utilizzati in modo espo- quel che si crede comunemente, queste automobili ad alta effi-
nenziale, e sarebbe bene non sprecarli. Sulla linea del tempo della cienza superano tutti i test di sicurezza, e alcune hanno costi di
68

storia umana, l'era dei combustibili fossili sarà un battito di ciglia. fabbricazione non superiori ai modelli in circolazione.
I combustibili fossili hanno sostituti rinnovabili, perciò la penu- I calcoli per quantificare il risparmio d'energia consentito da
ria energetica globale non è un destino inevitabile. Le opzioni a di- una maggiore efficienza dipendono dalle preferenze tecniche e
sposizione sono due, entrambe sostenibili dal lato della sorgente, politiche di chi li esegue. Vi è una posizione più cauta, secondo
accettabili sul piano ambientale, tecnicamente attuabili, e sempre la quale l'economia degli U S A potrebbe fare tutto ciò che fa oggi,
più economiche. Una di esse, l'incremento dell'efficienza, può esse- con le tecnologie attualmente disponibili, a costi uguali o infe-
re messa in atto rapidamente. L'altra, l'uso di fonti rinnovabili ba- riori a quelli odierni, utilizzando metà dell'energia. Ciò porte-
sate sull'energia solare, richiederà poco più tempo. Qualcuno po- rebbe gli Stati Uniti agli attuali livelli di efficienza dell'Europa
69

trebbe sostenere che nel ristretto novero delle potenziali soluzioni Occidentale, e ridurrebbe la dipendenza mondiale dal petrolio
del problema energetico mondiale c'è anche l'energia nucleare. del 14%, dal carbone del 14%, dal gas del 15%. Progressi analo-
Non siamo d'accordo, perché i problemi legati allo smaltimento ghi o maggiori in materia di efficienza sono possibili nell'Euro-
delle scorie sono ancora irrisolti e perché le altre due opzioni sono pa Orientale e nel mondo meno industrializzato.
molto più praticabili. Sono più veloci, economiche, sicure e ben All'altro estremo, vi è una posizione ottimistica secondo la
più facili da sviluppare nei paesi poveri. quale questo non è che l'inizio. L'Europa Occidentale e il Giap-
Efficienza energetica significa produrre gli stessi servizi ener- pone, che già sono le regioni del m o n d o a più alta efficienza
getici finali - luce, calore, climatizzazione di ambienti, trasporto energetica, potrebbero incrementare la loro efficienza di un fat-
di persone e merci, pompaggio di acqua, azionamento di motori - tore da 2 a 4, impiegando tecnologie già presenti o facilmente
con minore consumo di energia. Significa una qualità materiale disponibili di qui a venti anni. Con questo livello di efficienza,
della vita uguale o più elevata, con un costo solitamente inferio- sarebbe possibile ottenere la maggior parte dell'energia consu-
re; e non solo è inferiore il costo energetico diretto, ma lo sono mata nel m o n d o attingendo a fonti rinnovabili a base solare:
anche l'inquinamento, lo sfruttamento delle fonti energetiche energia solare, eolica, idroelettrica e da biomasse. Ogni giorno,
nazionali, i conflitti per la localizzazione degli impianti e, per il Sole riversa sulla Terra 10.000 volte tanta energia quanta ne è
70

molti paesi, il debito estero e i costi militari per continuare ad utilizzata attualmente dall'umanità.
avere accesso o per controllare le risorse di altri paesi. I progressi tecnici nel catturare l'energia solare sono stati più
Le tecnologie dell'efficienza, da un isolamento termico più ef- lenti di quelli per accrescere l'efficienza, ma non meno costanti.
ficace a motori più «intelligenti», migliorano tanto rapidamente Negli ultimi venti anni, i costi dell'energia elettrica fotovoltaica e
che le stime dell'energia necessaria per qualsiasi tipo di funzio- di quella eolica sono diminuiti in misura considerevole (figura
ne devono essere riviste al ribasso ogni anno. Una lampadina 3.15). Nel 1970, l'energia elettrica fotovoltaica era generata al co-
fluorescente compatta può emettere la stessa quantità di luce di sto di capitale di 120 dollari per watt; nel 2000 il costo era sceso a
71

u n a lampadina a incandescenza c o n s u m a n d o però un quarto 3,50 dollari per watt. In termini di efficacia dei costi, nei paesi
dell'energia elettrica. Se in tutti gli edifici degli U S A s'installasse- meno industrializzati il fotovoltaico è già la scelta migliore per i
ro finestre ad alto isolamento termico, si potrebbe risparmiare villaggi o i sistemi di irrigazione che non possono sostenere il co-
il doppio dell'energia che il paese oggi ricava dal petrolio dell'A- sto di capitale dell'allacciamento a una rete elettrica distante.
laska. Almeno dieci case automobilistiche hanno costruito pro- Ai costi attuali, l'energia eolica ha il potenziale per crescere
totipi in grado di percorrere da 30 a 60 chilometri con un litro molto rapidamente. Alla fine del 2002, su scala globale, l'ener-
di benzina, e nelle analisi tecniche più avanzate già si comincia gia eolica superava i 31.000 megawatt di capacità elettrica in-
a parlare di veicoli da 70 chilometri con un litro. Al contrario di stallata, l'equivalente di più di 30 reattori nucleari. La capacità
/ limiti: sorgenti e pozzi 131

Le fonti energetiche rinnovabili non sono innocue per l'ambien-


te, né sono prive di limiti. Gli aerogeneratori richiedono terreni e
strade d'accesso. Alcuni tipi di celle solari contengono materiali
tossici. I bacini idroelettrici allagano terreni e interrompono il cor-
so dei fiumi. L'energia da biomasse è sostenibile né più né meno
delle attività agricole o forestali che producono quelle biomasse.
Certe fonti di energia solare possono affievolirsi e interrompersi, e
hanno bisogno di estese superfici per raccogliere la radiazione so-
74
lare e complessi dispositivi per l'immagazzinamento; tutte richie-
dono capitale fisico e una gestione oculata. Le fonti energetiche so-
stenibili sono inoltre a tasso limitato: il flusso di energia che ne
scaturisce è perpetuo, ma il suo tasso è fisso. Non sono in grado di
sostenere una popolazione che si moltiplichi indefinitamente e un
capitale fisso che cresca a un tasso elevato. Possono però essere la
base energetica per la società sostenibile del futuro. Sono abbon-
danti, diffuse e diversificate. I flussi di inquinamento cui sono asso-
ciate sono minori e generalmente meno dannosi di quelli prodotti
dall'energia nucleare o fossile.
Se le fonti più sostenibili e meno inquinanti fossero sviluppa-
te e impiegate con elevata efficienza, i bisogni della specie uma-
na potrebbero essere alimentati senza oltrepassare i limiti. Le
FIGURA 3.15 - COSTO DELL'ENERGIA ELETTRICA condizioni necessarie sono la volontà politica, alcuni passi
PRODOTTA DA AEROGENERATORI E DA IMPIANTI FOTOVOLTAICI
avanti della tecnologia, e modesti cambiamenti sociali.
Tra il 1980 e il 2000, il costo dell'energia elettrica prodotta da aerogenerato- Dal momento che le riserve di gas (non scoperte) sembrano
ri e da sistemi fotovoltaici ha conosciuto un brusco calo. Oggi l'energia eo-
essere relativamente estese, tutto lascia pensare che oggi, al vol-
lica sta diventando concorrenziale rispetto alle nuove centrali elettriche ali-
mentate da combustibili fossili. (Fonti: AWEA; EIA/DOE) gere del millennio, i vincoli più limitanti sull'uso dell'energia si
trovino sul lato dei pozzi. L'impiego di energia provoca emissio-
ni di diossido di carbonio; dei cambiamenti climatici che ne de-
era cresciuta del 28% dalla fine del 2001 e di quattro volte nei rivano ci occuperemo più avanti nel capitolo.
72
cinque anni successivi al 1997. Una crescita di questa entità
può alimentare ogni sorta di congettura sul futuro dell'energia.
Materiali
Stiamo vivendo, ne s o n o convinto, gli ultimi giorni delle compa- L'estrazione o la raccolta di risorse naturali di b a s e s p e s s o ri-
gnie petrolifere tradizionali. ... Quando possiamo parcheggiare l'au- chiede il trasporto o la lavorazione di grandi quantità di materia-
tomobile e poi usare la sua pila a combustibile per generare l'energia li c h e p o s s o n o modificare o danneggiare l'ambiente, pur e s s e n d o
elettrica che utilizziamo a casa, l'intera e c o n o m i a mondiale cambia. privi di valore e c o n o m i c o . Per e s e m p i o , per avere a c c e s s o a giaci-
La rete elettrica di un paese comincia ad assomigliare a Internet più menti metalliferi, strati minerali o v e n e di c a r b o n e ... è n e c e s s a r i o
che a un computer. In effetti, se tutte le automobili circolanti negli rimuovere e n o r m i quantità di materiali o strati sterili sovrastanti.
Stati Uniti fossero munite di pile a combustibile, a v r e m m o a disposi- S p e s s o i minerali grezzi s o n o sottoposti a lavorazione o c o n c e n -
73
zione il quintuplo della capacità elettrica installata o g g i . t r a z i o n e p r i m a di essere m e s s i in c o m m e r c i o , e questi p r o c e s s i
132 / nuovi limiti dello sviluppo / limiti: sorgenti e pozzi 133

g e n e r a n o u n a grande quantità di rifiuti c h e d e v o n o essere smaltiti. La figura 3.16 illustra la storia del consumo mondiale di cin-
... Tutti questi flussi fanno parte dell'attività e c o n o m i c a di un pae-
que importanti metalli tra il 1900 e il 2000. I dati mostrano che
se, ma perlopiù restano fuori dalla s u a e c o n o m i a monetaria. ... I
tra il 1950 e il 2000 vi è stato un aumento più che quadruplo del
conti e c o n o m i c i , di solito, n o n li p r e n d o n o in c o n s i d e r a z i o n e . ...
Le statistiche sottovalutano la d i p e n d e n z a di u n ' e c o n o m i a indu-
consumo.
striale dalle risorse naturali. Vi è un limite alla quantità di acciaio, nichel, stagno e metalli
WORLD RESOURCES INSTITUTE, 1997 affini che un paese, per quanto ricco, può utilizzare in un anno. È
tuttavia un limite elevato, almeno se prendiamo come riferimen-
Solo l'8% degli abitanti del mondo possiede un'automobile. Cen- to il modo di vivere americano. Per la maggior parte dei metalli, il
tinaia di milioni di persone vivono in alloggi inadeguati o non tasso di utilizzo medio di un abitante del mondo industrializzato
ne hanno affatto, e ancor meno hanno frigoriferi o apparecchi supera di 8-10 volte il tasso di utilizzo di chi vive nel mondo non
televisivi. Se al m o n d o vi saranno più abitanti, e se dovranno industrializzato. Se ognuno dei nove miliardi di individui che for-
avere case, servizi sanitari, istruzione, automobili, frigoriferi e se un giorno abiteranno il pianeta consumasse materiali allo stes-
televisori in maggior quantità e di qualità migliore, avranno bi- so tasso dell'americano medio della fine del XX secolo, la produ-
sogno di acciaio, calcestruzzo, alluminio, plastica e molti altri zione mondiale di acciaio dovrebbe aumentare di un fattore 5,
materiali. quella di rame di un fattore 8, quella di alluminio di un fattore 9.
Il flusso di materiali dalla Terra attraverso l'economia e di nuo- La maggior parte delle persone si rende intuitivamente conto
vo alla Terra può essere rappresentato graficamente nello stesso che tali flussi di materiali non sono possibili e nemmeno necessa-
modo del flusso dei combustibili fossili, con un'eccezione. A dif- ri. Essi non sono possibili a causa dei limiti delle sorgenti e dei
ferenza dei combustibili fossili, materiali come i metalli e il vetro
non si trasformano in gas di combustione dopo l'uso. Essi vengo-
no accumulati come rifiuti solidi, o vengono ricuperati e riciclati,
o vengono ridotti in pezzi, polverizzati, disciolti, vaporizzati o di-
spersi in altri modi nel suolo, nelle acque o nell'aria.

FIGURA 3.16 - CONSUMO GLOBALE DI CINQUE IMPORTANTI METALLI


Il consumo di rame, piombo, zinco, stagno e nichel è andato incontro a un
brusco i n c r e m e n t o nel corso del XX s e c o l o . (Fonti: Klein Goldewijk e
Battjes; us Bureau ofMines; USGS; us CRB)
I limiti: sorgenti e pozzi 135
134 / nuovi limiti dello sviluppo

pozzi del pianeta. Lungo tutto il percorso dalla sorgente al pozzo, tensità di energia, e ciò incentivò il risparmio di energia e di
i processi di lavorazione, fabbricazione, manipolazione e utilizzo materiali in tutti gli impieghi.
dei materiali lasciano dietro di sé una scia di inquinamento. E • Gli stessi aumenti dei prezzi, assieme alla normativa per la
nemmeno sono necessari, perché i flussi di materiali generati dai tutela dell'ambiente e ai problemi di smaltimento dei rifiuti
paesi ricchi alla fine del XX secolo, al pari dei flussi di alimenti, solidi, incoraggiarono il riciclaggio dei materiali.
acqua, legno ed energia, generano spreco e distruzione. Si può vi- • Tutti questi fattori accelerarono una rivoluzione tecnica. Pla-
vere bene senza devastare a tal punto il pianeta. stiche, ceramiche e altri materiali presero il posto dei metalli.
Alcuni segnali fanno pensare che il mondo stia imparando la I manufatti metallici - automobili, lattine per bibite e molti
lezione. La figura 3.17 mostra l'andamento recente della produ- altri - furono resi più leggeri.
zione mondiale di acciaio. A metà degli scorsi anni Settanta, ac- • Nella stagnazione economica degli anni Ottanta, i settori ma-
cadde qualcosa che interruppe quella che era stata una crescita nifatturieri pesanti furono i più colpiti, e la domanda dei me-
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esponenziale costante. Sono state proposte varie teorie per spie- talli di base si ridusse più che in proporzione.
gare tale riduzione del tasso di crescita, e tutte appaiono par- Le ragioni economiche che frenano la crescita del consumo
zialmente corrette. di materiali possono essere effimere, ma i cambiamenti tecnici,
• Incentivi economici, assieme alla possibilità tecnologica di probabilmente, s a r a n n o p e r m a n e n t i , come p u r e le pressioni
fare più con meno, facilitarono l'emergere della tendenza alla ambientali a favore di una riduzione dei flussi di materiali. Vale
«dematerializzazione». la pena di notare che negli ultimi decenni i prezzi dei materiali
• Lo shock dei prezzi petroliferi nel 1973 e poi nel 1979 pro- hanno continuato a diminuire: segno che l'offerta cresceva più
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vocò un repentino aumento dei prezzi dei metalli ad alta in- della d o m a n d a .
Da sempre le comunità povere ricuperano e riutilizzano i ma-
teriali a causa della scarsità di sorgenti. Le comunità ricche, a
causa della scarsità di pozzi, stanno reimparando l'arte del rici-
clare. In questo processo, il riciclaggio, da attività a uso intensi-
vo di lavoro, sta diventando un'attività a uso intensivo di capita-
le e di energia, nella quale hanno posto macchine per rivoltare il
compost, sminuzzatrici e sistemi di vagliatura, digestori, misce-
latori per fanghi, distributori automatici che restituiscono le
cauzioni versate per le bottiglie, e società che gestiscono pro-
grammi di ricupero dei rifiuti per industrie o amministrazioni
municipali.
Le industrie più lungimiranti progettano i loro manufatti,
dalle teiere alle automobili, tenendo conto che alla fine essi do-
vranno essere smontati e riciclati. Un recente modello della
B M W , per esempio, ha la scocca di plastica fatta in modo da faci-
litarne il riciclaggio. Sempre più spesso gli oggetti di plastica
F I G U R A 3 . 1 7 - C O N S U M O D I ACCIAIO N E L M O N D O
sono marchiati con il tipo di resina utilizzato, e le resine sono
Il consumo di acciaio nel m o n d o mostra una curva di crescita a forma di S. mescolate assieme in numero inferiore, in modo che sia possi-
(Fonti: Klein Goldewijk e Battjes; us Bureau of Mines; USGS; us CRB) bile separarle e riutilizzarle.
136 / nuovi limiti dello sviluppo / limiti: sorgenti e pozzi 137

Un cambiamento minimo, moltiplicato più e più volte, può Ridurre il flusso alla sorgente significa trovare il modo di otte-
produrre grandi differenze. Nel 1976 fu inventata la linguetta nere lo stesso risultato con meno materiale. È qualcosa che equi-
metallica per aprire le lattine d'alluminio; di conseguenza, la vale a un aumento di efficienza energetica, e dischiude possibi-
linguetta poteva essere riciclata assieme alla lattina, anziché es- lità enormi. Nel 1970 una tipica automobile americana pesava
sere gettata via. Verso la fine del millennio, tra le mani degli più di tre tonnellate, quasi interamente metallo. Oggi l'auto me-
9
americani passavano circa 105 miliardi (IO ) di lattine d'allumi- dia è molto più leggera, ed è fatta in buona parte di plastica. Per
nio l'anno, circa il 55% delle quali erano riciclate. Ciò vuol dire realizzare i circuiti dei calcolatori si utilizzano minuscoli chip di
che ogni anno il riciclaggio di queste linguette apparentemente silicio, anziché pesanti nuclei ferromagnetici. Una chiavetta U S B
insignificanti ha permesso di risparmiare tonnellate di allumi- che possiamo portare appesa al collo è in grado di contenere la
nio e circa 200 milioni di chilowattora di elettricità. 77
stessa mole di informazioni di 200.000 pagine di libro. Una fibra
Separare e riciclare i materiali dopo l'uso è un primo passo di vetro purissimo spessa quanto un capello può trasportare lo
verso la sostenibilità. In tal modo, i materiali cominciano a fluire stesso numero di conversazioni telefoniche di centinaia di fili di
attraverso l'economia u m a n a così come fluiscono attraverso la rame, e con una qualità acustica migliore.
natura: in cicli chiusi. In natura, i rifiuti di un processo diventano Gli scienziati stanno cominciando a comprendere come sfrut-
la materia prima di un altro processo. Interi settori degli ecosiste- tare l'intelligenza delle macchine molecolari e della programma-
mi, in particolare nel suolo, operano per separare i materiali di zione genetica, anziché le alte temperature e le pressioni elevate,
scarto della natura, suddividerli in parti utilizzabili, e restituirli le sostanze chimiche aggressive e la forza bruta che hanno carat-
alle creature viventi. Finalmente anche la moderna economia terizzato i processi di manifattura sin dall'inizio della rivoluzio-
umana sta sviluppando un settore specializzato nel riciclaggio. 78
ne industriale. Le conquiste nel campo delle nanotecnologie e
Ma il riciclaggio dei rifiuti riguarda solo lo stadio finale, e delle biotecnologie permettono all'industria di eseguire le reazio-
meno problematico, del flusso dei materiali. Secondo una valu- ni chimiche così come avvengono in natura: facendo diligente-
tazione approssimativa, a ogni tonnellata di rifiuti prodotti dal mente corrispondere molecola a molecola.
consumatore finale corrispondono 5 tonnellate di rifiuti nello Il riciclaggio, la maggiore efficienza, l'aumento della durata
stadio della fabbricazione e 20 tonnellate là dove avviene l'ini- dei prodotti, la riduzione dei flussi alla sorgente aprono possibi-
ziale processo di estrazione della risorsa (scavo, pompaggio, ta- lità formidabili nel mondo dei materiali. Su scala globale, tutta-
79
glio o coltivazione che sia). Per ridurre questi flussi di rifiuti, via, l'imponente flusso di materiali che attraversa l'economia
la cosa migliore consiste nell'estendere la vita utile dei prodotti non è stato ancora intaccato. Nel migliore dei casi, è stato ral-
e ridurre i flussi di materiali alla sorgente. lentato il suo tasso di crescita. E ci sono miliardi di persone an-
Allungare la vita dei prodotti grazie a una migliore progetta- cora prive di automobili e frigoriferi. Le persone sono oggi più
zione, alla riparazione e al riutilizzo (per esempio, lavare i piatti consapevoli dei limiti dei pozzi che non dei limiti delle sorgenti,
anziché adoperarne di tipo «usa e getta») è meglio che riciclarli, ma la costante crescita della d o m a n d a di materiali finirà per
perché non c'è bisogno di frantumare, schiacciare, fondere, puri- scontrarsi anche con i limiti delle sorgenti. Molti dei materiali
ficare e lavorare di nuovo i materiali riciclati. Allungando la vita più utili alla società umana si presentano solo di rado in forma
media di un prodotto si riducono in proporzione il consumo di concentrata nella crosta terrestre. Il loro sfruttamento compor-
energia, i rifiuti, l'inquinamento e l'esaurimento di tutti i mate- ta costi crescenti, misurabili in termini di energia, capitale, im-
riali impiegati per fabbricare quell'oggetto. Ma per trarre con- patto sull'ambiente e lacerazioni sociali.
clusioni inoppugnabili sui fattori che minimizzano l'impronta Come ha mostrato il geologo Earl Cook, la maggior parte dei
ecologica è necessaria un'analisi completa del ciclo di vita, e giacimenti minerari sfruttabili è insolitamente concentrata e
80
questa produce spesso sorprendenti risultati. molto r a r a . Da quando, trent'anni or sono, Cook condusse la
138 / nuovi limiti dello sviluppo

sua analisi, la tecnologia ha fatto segnare grandi progressi, ma


le implicazioni del suo studio restano valide. Alcuni minerali,
come il ferro e l'alluminio, sono abbondantissimi. Non sono le
sorgenti che li limiteranno, e sono molte le aree in cui è possibi-
le estrarli. Altri minerali, come il piombo, lo stagno, l'argento e
lo zinco, sono molto più scarsi. Nel loro caso, l'esaurimento è
una prospettiva ben più vicina.
Ci si può fare un'idea della scarsità relativa dei materiali consi-
derando i dati riguardanti risorse e riserve pubblicati dall'Inter-
national Institute for Environment and Development ( I I E D ) in un
recente studio sull'industria mineraria mondiale. La tabella 3.2
riassume i dati riguardanti otto importanti metalli. A un tasso di
crescita del 2% annuo (un valore alto per alcuni materiali e basso
per altri, ma plausibile come valore medio), le riserve attuali pos-
sono alimentare la produzione per un arco di tempo variabile da
15 a 80 anni. Naturalmente, la tecnologia progredirà e i prezzi sa-
liranno, e nel frattempo i produttori esploreranno nuove aree e
scopriranno nuovi giacimenti. Le stime sulla durata di queste ri-
serve sono dunque basse. Ma fino a che punto? Le stime sull'ab-
bondanza nella crosta terrestre indicano vite produttive oscillan-
ti da 500 a 1000 anni. La disponibilità effettiva sta più o meno
nel mezzo. La quantità di risorse che può trasformarsi in riserve
dipende dal costo energetico e di capitale (compresi i costi socia-
li e ambientali che i produttori possono essere costretti ad af-
frontare nella loro attività).
Lo studio dell'iiED sottolinea il ruolo che i pozzi possono svol-
gere per limitare il nostro impiego di minerali.

L'evolversi nel t e m p o della p r o d u z i o n e e dell'impiego di risorse


minerarie e della base di risorse stimata ha ridotto la p r e o c c u p a -
z i o n e c h e il m o n d o resti «a secco» di minerali, ma i m o d i in cui i
fattori a m b i e n t a l i e s o c i a l i p o s s o n o l i m i t a r e la d i s p o n i b i l i t à di
m i n e r a l i s o n o o g g e t t o d i c r e s c e n t e a t t e n z i o n e . A l c u n e variabili
p o s s o n o porre dei limiti alla disponibilità di minerali:

• la disponibilità di energia o gli effetti ambientali dell'utilizzo di


energia ( p o i c h é l'energia per unità di prodotto a u m e n t a al di-
m i n u i r e del tenore del minerale);
• la quantità di acqua disponibile per l'attività mineraria, o l'im-
140 / nuovi limiti dello sviluppo

patto ambientale dell'uso di una maggior quantità di acqua al


diminuire del tenore del minerale;
• la preferenza sociale per impiegare la terra a fini diversi dalla
produzione mineraria (salvaguardia della diversità biologica e
della natura incontaminata, valore culturale, sicurezza agrico-
la e alimentare);
• l'intolleranza della collettività nei confronti dell'impatto am-
bientale dell'industria estrattiva;
• i cambiamenti dei tipi d'impiego; e, infine,
• i limiti degli ecosistemi in relazione all'accumulo di prodotti o
sottoprodotti minerari (specialmente metalli) nell'aria, nell'ac-
81
qua, nello strato superficiale del suolo o nella vegetazione.

La figura 3.18 illustra l'esaurimento di una risorsa mineraria:


il caso è quello della graduale riduzione della concentrazione del Tenore del minerale (%)
minerale di rame. La figura 3.19 mostra le conseguenze di tale FIGURA 3.19 - L'IMPOVERIMENTO DEI MINERALI PROVOCA
riduzione. Mano a mano che la frazione di metallo sfruttabile UN ENORME INCREMENTO DEGLI STERILI DI MINIERA GENERATI
nel giacimento diminuisce, la quantità di roccia da scavare, por- NELLA LORO PRODUZIONE
Quando l'impoverimento fa sì che il tenore m e d i o di minerale s c e n d a
dall'8% o più al 3%, la quantità di sterili di miniera generati per tonnellata
di metallo finale aumenta in misura appena percettibile. Sotto il 3%, gli
scarti per tonnellata aumentano bruscamente. Alla fine, il costo del tratta-
mento degli scarti giunge a superare il valore del metallo prodotto.

tare in superficie e lavorare per tonnellata di prodotto aumenta


con rapidità stupefacente. Quando il tenore medio del minerale
di rame estratto a Butte, nel Montana, si ridusse dal 30% allo
0,5%, gli sterili prodotti passarono da 3 a 200 tonnellate per ton-
nellata di rame. Alla curva ascendente degli scarti corrisponde la
curva ascendente dell'energia occorrente per ottenere una ton-
nellata di prodotto finale. L'esaurimento dei giacimenti di metal-
li accelera il tasso di esaurimento dei combustibili fossili e ag-
grava il carico sui pozzi del pianeta.
FIGURA 3.18 - IL DECLINO DELLA QUALITÀ DEL MINERALE DI RAME
ESTRATTO NEGLI STATI UNITI
Negli Stati Uniti, prima del 1910, venivano estratti minerali con tenore me- I pozzi dell'inquinamento e dei rifiuti
dio di rame tra il 2% e il 2,5%. Da allora vi è stato un costante declino del
tenore medio. Il picco negli anni Trenta e il leggero rialzo negli anni Ottan- Nel corso di questi ultimi decenni, l'uomo è assurto al rango di
ta si spiegano con fasi discendenti dell'economia che hanno portato alla nuova forza della natura. S t i a m o alterando i sistemi fisici, chimici
chiusura di miniere marginali, lasciando in attività solo quelle i cui mine- e biologici c o m e n o n era mai stato fatto prima; mai la Terra aveva
rali erano più ricchi. (Fonti: us Bureau of Mines; USGS)
c o n o s c i u t o c a m b i a m e n t i tanto rapidi e su una scala spaziale tanto
142 / nuovi limiti dello sviluppo

estesa. Senza volerlo, l'uomo ha intrapreso un grandioso esperi-


mento con il nostro pianeta. Non sappiamo quale ne sarà l'esito,
ma certo ha profonde implicazioni per tutte le forme di vita sulla
Terra.
JANE LUBCHENCO, 1998

Nel 1972, l'anno della Conferenza sull'ambiente di Stoccolma, i


paesi con un ministero o un'agenzia dell'Ambiente non erano
più di dieci. Oggi sono pochi i paesi privi di un'amministrazione
ambientale. Ha fatto il suo ingresso sulla scena una miriade di
programmi educativi ambientali, e numerosi gruppi di interesse
speciale sono impegnati in varie cause sul tema. Il bilancio del-
l'attività di queste istituzioni ambientali relativamente nuove
presenta luci e ombre. Sarebbe sbagliato concludere che il mon-
do ha risolto i suoi problemi di inquinamento, ma anche che
non è stato fatto alcun progresso.
I successi maggiori sono stati registrati con specifiche sostan-
ze tossiche inequivocabilmente nocive per la salute u m a n a , e
suscettibili di essere isolate e bandite. La figura 3.20, per esem-
pio, m o s t r a che negli Stati Uniti la proibizione dell'uso del
piombo nella benzina ha fatto diminuire la concentrazione di
piombo nel sangue umano. Anche in altri paesi i livelli di alcuni
inquinanti, come il cesio-137 in Finlandia e il D D T nei paesi bal-
tici, si sono abbassati negli ultimi decenni.
Nei paesi industrializzati, grazie a sforzi risoluti e spese consi-
derevoli, si è riusciti in parte a ridurre alcuni, ma non la totalità,
dei più comuni inquinanti dell'aria e delle acque. La figura 3.21
82
mostra che, nei paesi del G7, l'adozione di lavatori (scrubbers)
nelle ciminiere e di combustibili a basso tenore di zolfo ha con-
sentito di ridurre le emissioni di diossido di zolfo quasi del 40%.
Inquinanti come il diossido di carbonio e l'ossido di azoto sono
difficili da eliminare chimicamente; negli ultimi venti anni, il loro F I G U R A 3.20 - D I M I N U Z I O N E D E L L A C O N T A M I N A Z I O N E U M A N A
E AMBIENTALE
livello è stato mantenuto grosso modo costante, nonostante la
I livelli di alcuni inquinanti sono andati diminuendo negli ultimi decenni
crescita economica, grazie soprattutto a una maggiore efficienza
in diverse aree geografiche. I miglioramenti più marcati sono stati prodotti
energetica. dalla proibizione assoluta di sostanze tossiche quali il piombo usato nella
La storia degli inquinanti nel fiume Reno esemplifica i suc- benzina e il pesticida D D T , ma anche dalla messa al bando dei test nucleari
cessi e i fallimenti dei tentativi di controllare l'inquinamento nell'atmosfera. (Fonti: Swedish Environmental Research Institute; AMAP; EPA)
idrico. Dopo la Seconda guerra mondiale, l'inquinamento, gra-
dualmente, privò il Reno del suo ossigeno vitale. I livelli di os-
/ limiti: sorgenti e pozzi 145

250 non hanno trovato il modo di agire in modo efficace contro la


principale fonte di cloro, costituita dalle miniere di salgemma
in Alsazia, il cui destino potrebbe però essere la chiusura. Re-
sta elevato anche l'inquinamento da azoto, provocato dai ferti-
lizzanti impiegati nei terreni agricoli. L'azoto ha fonti troppo
diverse e distanti perché lo si possa convogliare in un sistema
di trattamento delle acque di rifiuto; perciò il solo m o d o per
abbatterlo consiste nel modificare le pratiche agricole in tutto
il bacino idrografico del Reno. Resta tuttavia memorabile quel
giorno del 1996 in cui, dopo sessantanni di assenza, i salmoni
fecero la loro ricomparsa nell'alta valle del Reno, nei pressi di
Baden-Baden.^
Anche altri paesi industrializzati hanno compiuto grandi sforzi
per migliorare la qualità delle acque di importanti fiumi e vie
d'acqua. Grazie a decine di miliardi di dollari investiti in impianti
di trattamento delle acque di rifiuto, quelle che prima erano fo-
FIGURA 3.21 - A N D A M E N T O D E L L E E M I S S I O N I DI INQUINANTI ATMOSFERICI
gne a cielo aperto sono assurte al rango di acque da salmoni. L'e-
I paesi industrializzati hanno compiuto sforzi significativi per una maggio- sempio più noto è quello del fiume Tamigi. Ma anche le acque del
re efficienza energetica e per il controllo delle emissioni. Benché le loro porto di New York sono diventate più pulite dopo il 1970 (figura
84
economie (in termini di PIL) siano raddoppiate dal 1 9 7 0 a oggi, le emissioni 3.22). Acque più pulite, in concreto, vuol dire che le emissioni
di c o e di ossidi di azoto (NOx) sono rimaste pressoché invariate (soprattut-
2 per unità di attività sono state ridotte più rapidamente di quanto
to grazie a una maggiore efficienza energetica), mentre le emissioni di ossi- siano cresciuti (del resto non trascurabilmente) i livelli dell'atti-
di di zolfo (sox) sono diminuite del 4 0 % (per ragioni di efficienza energeti-
ca e per l'adozione di tecnologie attive di abbattimento). (Fonti: Banca
vità umana. L'impronta ecologica sui corsi d'acqua è regredita. In
Mondiale; OECD; WRI) molti paesi industrializzati è migliorata anche la qualità dell'aria.
Negli ultimi decenni, grazie a norme più severe, investimenti in
sistemi di filtraggio e adozione di tecnologie produttive più puli-
sigeno toccarono un minimo intorno al 1970, giungendo a va- te, nel Regno Unito e negli Stati Uniti i livelli dell'inquinamento
lori incompatibili con la vita; la situazione migliorò a partire atmosferico (particolato, diossido di zolfo, ossido di carbonio,
dal 1980, soprattutto grazie a colossali investimenti in sistemi piombo e simili) sono stati drasticamente abbattuti. Sono stati ri-
di trattamento delle acque di rifiuto. I metalli pesanti tossici, dotti anche inquinanti meno trattabili, come il diossido di azoto
85

quali il mercurio e il cadmio, non venivano però eliminati dagli ( N O ) e l'ozono nell'atmosfera inferiore. E, una volta di più, ciò è
2

impianti di trattamento delle acque di rifiuto, e la loro concen- avvenuto nonostante l'aumento delle attività antropiche - dalla
trazione cominciò a diminuire solo dopo che i paesi circostanti produzione di energia elettrica al riscaldamento e al trasporto di
si furono accordati per introdurre norme più rigide contro l'in- merci e di persone. Vi sono stati progressi anche nell'eliminazio-
quinamento. Nel 2000, i metalli pesanti erano stati in gran par- ne di moderne sostanze tossiche quali i P C B , il D D T e altri pestici-
8

te eliminati dalle acque del Reno. Essi però, non essendo di- di. * Ma in questo caso i successi sono più localizzati e il quadro
sgregabili per via chimica, sono ancora presenti in percentuali totale è più eterogeneo, giacché molte di queste sostanze persi-
stenti, bioaccumulative, viaggiano da un capo all'altro del pianeta
elevate nei sedimenti del fondo, specialmente nel delta del fiu-
e si accumulano nei grassi corporei di popolazioni distanti.
me. Anche i livelli di cloro sono ancora elevati. I paesi a valle
/ limiti: sorgenti e pozzi 147

nell'atmosfera e nelle acque sono oggetto - non senza risultati -


della crescente attenzione di molte aziende all'avanguardia in
campo ambientale, che si sforzano di incrementare l'ecoefficien-
za. Per controbilanciare il costante incremento delle attività
umane, questo sforzo deve però diventare permanente.
Gli agenti inquinanti più resistenti a ogni trattamento, almeno
fino a oggi, sono le scorie nucleari, i rifiuti pericolosi e i rifiuti
che interferiscono con i processi biogeochimici globali, come i
gas serra. A livello chimico, queste sostanze sono le più difficili
da isolare o neutralizzare; a livello fisiologico, sono quelle che i
nostri sensi individuano con maggior difficoltà; a livello econo-
mico e politico, sono quelle che è più arduo regolamentare.
Nessun paese ha risolto il problema delle scorie nucleari. In
natura, sono pericolose per ogni forma di vita, a causa della lo-
ro estrema tossicità e del loro potere mutageno. Nelle mani sba-
gliate possono diventare u n o strumento di terrore. La natura
non ha modo di renderle inoffensive. Hanno un proprio tempo
di decadimento, che può essere di decenni, secoli o perfino mil-
lenni. Come sottoprodotti della generazione di energia nuclea-
re, vengono costantemente accumulate e immagazzinate sotto-
terra o in apposite piscine all'interno dei contenitori dei reattori
FIGURA 3.22 - LIVELLI DI OSSIGENO IN ACQUE INQUINATE nucleari, nella speranza che un giorno l'umanità, grazie alla sua
L'inquinamento organico può ridurre il livello di ossigeno vitale nei fiumi. creatività tecnica e organizzativa, trovi loro u n a sistemazione.
A partire dagli scorsi anni Sessanta e Settanta, massicci investimenti in si- La conseguenza è che l'impiego su larga scala dell'energia nu-
stemi di trattamento delle acque di rifiuto hanno fatto migliorare i livelli di cleare è visto generalmente con salutare scetticismo.
ossigeno nel Reno, nel Tamigi e nelle acque del porto di N e w York. (Fonti:
A. Goudie; P. Kristensen e H. Ole Hansen; OCED; DEP)
Un'altra importante categoria di rifiuti pericolosi è costituita
dalle sostanze chimiche di sintesi. Dato che esse non esistono in
natura, non si sono evoluti sulla Terra organismi in grado di di-
Questa è la situazione nei paesi ricchi, che dispongono di ri- sgregarle e di renderle innocue. Oggi sono regolarmente in
sorse per finanziare la lotta contro l'inquinamento. I livelli più commercio oltre 65.000 prodotti chimici industriali, e solo per
allarmanti di inquinamento dell'aria e dell'acqua si hanno oggi alcuni di questi possediamo dati tossicologici. Ogni giorno sono
nell'Europa Orientale e nelle economie emergenti, dove è sem- immessi sul mercato nuovi prodotti chimici, e molti di essi non
87

plicemente inimmaginabile investire miliardi di dollari per ab- sono sottoposti a prove complete di tossicità. Ogni giorno nel
battere l'inquinamento. Questo stato di cose fu evidente a tutti mondo sono prodotte migliaia di tonnellate di rifiuti pericolosi,
nel 2001, quando una cappa di foschia oscurò per settimane i spesso nei paesi industrializzati. Poco a poco, il problema ha
cieli dell'Asia sudorientale. trovato riconoscimento, e molti paesi stanno cercando di risa-
E questa è la situazione per quanto riguarda gli inquinanti più nare suoli e acque sotterranee contaminati da prodotti chimici
evidenti, quelli di cui le persone hanno esperienza diretta e che scaricati irresponsabilmente per decenni.
perciò attirano l'attenzione dei politici. Gli inquinanti visibili Vi sono poi i contaminanti che inquinano la Terra nella sua
148 / nuovi limiti dello sviluppo / limiti: sorgenti e pozzi 149

totalità. Questi inquinanti globali, chiunque li generi, danneg- secolo che il diossido di carbonio intrappola il calore della Terra
giano ognuno di noi. Un esempio impressionante è quello del- e ne fa aumentare la temperatura, agendo come una serra che
l'effetto di certe sostanze chimiche prodotte industrialmente, i consente l'ingresso dell'energia proveniente dal Sole ma ne im-
clorofluorocarburi, sulla fascia di ozono stratosferico. La storia pedisce l'uscita. Negli ultimi trent'anni è diventato sempre più
dell'ozono è affascinante, perché illustra il primo caso in cui l'u- evidente che altri gas serra emessi da attività antropiche stanno
manità si è trovata ad affrontare un vero e proprio limite globa- anch'essi aumentando esponenzialmente nell'atmosfera: meta-
le. Per la sua importanza, e per le speranze che suscita, la rac- no, protossido di azoto, gli stessi clorofluorocarburi che intac-
conteremo da cima a fondo nel capitolo 5. cano lo strato di ozono (figura 3.23).
La maggior parte degli scienziati, e con loro molti economisti, Rilevare i cambiamenti climatici globali non è cosa facile né
ritiene che il prossimo limite globale che l'umanità dovrà affronta- rapida, perché il tempo varia per sua natura da un giorno all'al-
re è il cosiddetto effetto serra, il cambiamento climatico globale. tro o da un anno all'altro. Il clima è la media di lungo periodo

Il sistema climatico terrestre è cambiato, su scala globale e


regionale, e parte di questo cambiamento è ascrivibile ad atti-
vità antropiche.
• La t e m p e r a t u r a della Terra è a u m e n t a t a di 0,6 ± 0,2 gradi
centigradi a partire dal 1860, e gli scorsi anni Ottanta e No-
vanta sono stati i due decenni più caldi del secolo.
• L'aumento delle temperature superficiali nell'emisfero setten-
trionale durante il XX secolo è stato probabilmente maggiore
che in ogni altro secolo dell'ultimo millennio.
• La frequenza e la gravità delle precipitazioni sono cambiate e
alcune regioni hanno conosciuto un incremento delle preci-
pitazioni violente.
• Dal 1900 il livello del m a r e è salito di 10-20 centimetri; la
maggior parte dei ghiacciai non polari si stanno ritirando;
d'estate, l'estensione e lo spessore dei ghiacci nel mare Artico
diminuiscono.
• Le attività antropiche fanno aumentare la concentrazione dei
gas serra che provocano il riscaldamento dell'atmosfera e, in
alcune regioni, la concentrazione degli aerosol di solfati che
ne provocano il raffreddamento.
• Per la maggior parte, il riscaldamento osservato negli ultimi FIGURA 3.23 - CONCENTRAZIONI GLOBALI DEI GAS SERRA
88
cinquanta anni può essere attribuito ad attività antropiche. Diossido di carbonio, metano, protossido di azoto e clorofluorocarburi so-
Gli scienziati misurano da decenni l'accumularsi di diossido no tutti gas in grado di ridurre il calore e m e s s o dalla Terra verso lo spazio
esterno; in tal modo, essi fanno aumentare la temperatura del pianeta. Le
di carbonio nell'atmosfera conseguente all'impiego di combusti-
concentrazioni atmosferiche di questi gas (con l'eccezione dei CFC, sintetiz-
bili fossili. Un quadro riassuntivo dei dati sulle emissioni di co 2
zati verso la metà del Novecento) sono andate aumentando sin dall'inizio
89
si può trovare già nel nostro primo libro. È noto da oltre un dell'Ottocento. (Fonti: CDIAC; UNEP)
150 / nuovi limiti dello sviluppo I limiti: sorgenti e pozzi 151

del tempo meteorologico; perciò è solo sul lungo periodo che Persino alcuni economisti - u n a categoria nota per il suo
può essere misurato. Ma le prove del riscaldamento globale era- scetticismo verso l'«allarmismo ambientalista» - si sono convin-
no disponibili già un decennio fa, e da allora si sono accumula- ti che nell'atmosfera stia accadendo qualcosa di anomalo e di
te a una velocità allarmante. Sta diventando usuale leggere che importante, che può avere cause antropiche. Nel 1997, un grup-
l'anno appena trascorso è stato l'anno più caldo, cosa che non po di non meno di duemila economisti, comprendente sei pre-
deve sorprendere, se si considera l'incremento della temperatu- mi Nobel, rese pubblica la seguente dichiarazione:
ra globale media illustrato nella figura 3.24.
I satelliti rivelano che nell'emisfero settentrionale la copertu- L'insieme delle prove indica c h e vi è un'influenza u m a n a rile-
vabile sul c l i m a globale. C o m e e c o n o m i s t i , c r e d i a m o c h e il c a m -
ra di ghiaccio e di neve si va riducendo e il pack artico si va as-
b i a m e n t o c l i m a t i c o globale c o m p o r t i significativi rischi a m b i e n -
sottigliando; recentemente, un gruppo di turisti occidentali in
tali, e c o n o m i c i , sociali e geopolitici, e c h e l'adozione di m i s u r e
crociera su un rompighiaccio russo verso il Polo Nord, una vol- 91
preventive sia g i u s t i f i c a t a .
ta arrivati alla meta, si sono trovati con loro sorpresa in acque
aperte. Tra il 1980 e il 1998, nei mari di tutto il mondo, sono sta- Se si calcolano le perdite economiche dovute a disastri me-
ti registrati circa cento episodi di «sbiancamento dei coralli»: i teorologici si può osservare, all'incirca dal 1985, un'allarmante
coralli prima si schiariscono e poi muoiono. Nei cento anni pre- tendenza verso l'alto (figura 3.25), e questa può essere una ra-
cedenti, il fenomeno era stato osservato appena tre volte. Lo gione della crescente preoccupazione degli economisti.
sbiancamento è u n a reazione dei coralli scatenata da incremen-
90
Ma nessuna di queste osservazioni prova che il cambiamen-
ti anomali della temperatura oceanica.

FIGURA 3.25 - PERDITE ECONOMICHE IN TUTTO IL MONDO A CAUSA


FIGURA 3.24 - AUMENTO DELLA TEMPERATURA GLOBALE DI DISASTRI METEOROLOGICI
Nell'ultimo secolo la temperatura globale media è aumentata di circa 0,6 Gli ultimi due decenni del XX secolo sono stati caratterizzati da crescenti
gradi centigradi. La linea punteggiata rappresenta medie annuali; la linea perdite e c o n o m i c h e dovute a eventi m e t e o r o l o g i c i disastrosi. (Fonte:
continua rappresenta medie calcolate su cinque anni. (Fonte: CDIAC) Worldwatch Institute)
152 / nuovi limiti dello sviluppo / limiti: sorgenti e pozzi 153

to climatico in atto abbia cause antropiche. E se anche così Le grandi incertezze sono tre. La prima è quale sarebbe la
fosse, è impossibile dire con certezza quali saranno le conse- temperatura globale senza l'interferenza dell'uomo. Se fattori
guenze del cambiamento climatico globale sulle attività umane climatologici di lungo periodo non correlati all'aumento dei gas
o sulla salute dell'ecosistema. Vi è chi ne ha approfittato per serra concorrono al riscaldamento del pianeta, i gas serra van-
92
aggiungere confusione a c o n f u s i o n e ; è perciò i m p o r t a n t e no a rafforzare tali fattori. Una seconda incertezza riguarda le
chiarire quello che sappiamo per certo. Ci possiamo rivolgere esatte implicazioni del riscaldamento del pianeta per le tempe-
per questo alle centinaia di scienziati e di ricercatori che hanno rature, i venti, le correnti, le precipitazioni, gli ecosistemi e l'e-
costituito l'Intergovernmental Panel on Climate Change ( I P C C , conomia umana nelle varie parti della Terra.
Comitato intergovernativo sul c a m b i a m e n t o climatico) delle Il terzo grande elemento di incertezza riguarda i meccanismi
Nazioni Unite, che circa ogni cinque anni p u b b l i c a n o in un di retroazione. I flussi del carbonio e dell'energia sul pianeta
rapporto, dopo averle accuratamente vagliate, le proprie con- Terra sono di straordinaria complessità. Si possono concepire
clusioni: 93
meccanismi autocorrettivi - processi di retroazione negativa -
in grado di stabilizzare i gas serra o la temperatura. Uno di que-
• È certo che le attività antropiche, specialmente l'impiego di
sti è già all'opera: gli oceani assorbono circa metà del diossido
combustibili fossili e la deforestazione, influenzano la con-
di carbonio in eccesso prodotto da attività antropiche. Questo
centrazione atmosferica di gas serra.
effetto non è abbastanza forte da arrestare la crescita della sua
• È certo che la concentrazione di diossido di carbonio (il più
concentrazione nell'atmosfera, ma è in grado di rallentarla.
importante dei gas serra) nell'atmosfera sta a u m e n t a n d o in
Possono essere all'opera anche anelli di retroazione positiva de-
m o d o esponenziale. La concentrazione di c o è sorvegliata
2
stabilizzanti, tali da provocare, al salire della temperatura, l'ulte-
ormai da decenni. La sua concentrazione storica può essere
riore riscaldamento della Terra. Per esempio, se il riscaldamento
misurata analizzando le bolle d'aria intrappolate in campioni
riduce la copertura di ghiaccio e di neve, la Terra rifletterà in mi-
di ghiaccio prelevati dalle calotte polari.
nor misura il calore del Sole, e si riscalderà ancora di più. La fu-
• I gas serra intrappolano il calore che altrimenti sfuggirebbe
sione del suolo delle tundre potrebbe liberare enormi quantità di
dalla Terra nello spazio. È ben noto che i gas h a n n o questa
metano congelato, un gas serra che causerebbe ulteriore riscalda-
proprietà, che dipende dalla loro struttura molecolare e dalle
mento, ulteriore fusione, e la liberazione di ancora più metano.
loro frequenze spettroscopiche di assorbimento.
Nessuno è in grado di dire come potrebbero interagire le molte
• Il calore intrappolato farà salire la temperatura della Terra al
possibili risposte di retroazione all'accumulo dei gas serra, né se
di sopra dei valori che avrebbe avuto altrimenti.
prevarranno le risposte positive o quelle negative. Per fortuna,
• Il riscaldamento si distribuirà in modo diseguale: ai poli in
negli scorsi anni Novanta vi è stata una straordinaria fioritura di
misura maggiore, in misura minore all'equatore. Le condizio-
indagini scientifiche su questi temi, e le simulazioni al calcolato-
ni meteorologiche e il clima della Terra dipendono, in larga
re consentono previsioni sempre più dettagliate dei probabili ef-
parte, dalle differenze di temperatura tra poli ed equatore; di 94
fetti sul clima. Le «previsioni del tempo per il 2050» sono abba-
conseguenza, i venti, le precipitazioni e le correnti oceaniche
stanza allarmanti da suscitare l'attenzione del pubblico.
cambieranno forza e direzione.
• Su una Terra più calda, l'oceano si espanderà e il livello dei
La q u e s t i o n e n o n è se in futuro il c l i m a c o n t i n u e r à a c a m b i a r e
mari si innalzerà. Se il riscaldamento sarà sufficiente a fon- a c a u s a delle attività a n t r o p i c h e , m a , p i u t t o s t o , quanto ( e n t i t à
dere una parte abbastanza grande dei ghiacci polari, il livello della v a r i a z i o n e ) , dove (regolarità regionali) e quando (tasso di
dei mari a u m e n t e r à in misura significativa, benché su un variazione) cambierà. È evidente a n c h e c h e i c a m b i a m e n t i clima-
orizzonte temporale più lungo. tici, in m o l t e parti del m o n d o , influenzeranno n e g a t i v a m e n t e set-
154 I nuovi limiti dello sviluppo

tori s o c i o e c o n o m i c i quali le risorse idriche, l'agricoltura, la silvi-


coltura, l'industria della pesca, gli i n s e d i a m e n t i u m a n i , i sistemi
e c o l o g i c i (in particolare, le barriere coralline), la salute u m a n a
(in particolare, le malattie t r a s m e s s e da insetti). In effetti, il terzo
rapporto valutativo dell'ipcc ha c o n c l u s o c h e gran parte della po-
95
p o l a z i o n e sarà d a n n e g g i a t a dal c a m b i a m e n t o c l i m a t i c o .

Gli scienziati sanno bene che la Terra ha conosciuto in passato


innalzamenti della temperatura, e che essi non sono stati autocor-
rettivi (non in tempi brevi), né uniformi, né ordinati. In verità, so-
no stati caotici. La figura 3.26 illustra 160.000 anni di storia della
temperatura terrestre e della concentrazione atmosferica di due
96
gas serra, il diossido di carbonio e il metano. La temperatura e i
gas serra sono variati assieme, benché non sia chiaro quale sia
stata la causa e quale l'effetto. Con ogni probabilità ciascun fatto-
re causa l'altro, in un complicato intreccio di anelli di retroazione.
Ma il messaggio più importante della figura 3.26 è che oggi le
concentrazioni atmosferiche di diossido di carbonio e di meta-
no sono molto più alte di quanto non siano mai state negli scorsi
160.000 anni. Quali che ne siano le conseguenze, è certo che le
emissioni umane di gas serra stanno colmando i pozzi atmosfe-
rici molto più rapidamente di quanto il pianeta sia in grado di
svuotarli. Nell'atmosfera globale vi è uno squilibrio significati-
vo, che si sta aggravando in modo esponenziale.
I processi messi in moto da questo squilibrio possono evol-
versi lentamente, se misurati sulla scala temporale umana. Pos-
sono trascorrere decenni perché avvengano fenomeni quali la
fusione dei ghiacci, l'innalzamento dei mari, le variazioni delle
correnti, i cambiamenti delle precipitazioni, l'intensificarsi del-
le tempeste, le migrazioni di insetti, uccelli o mammiferi. Ma è
anche plausibile che il clima possa cambiare improvvisamente,
per effetto di anelli positivi di cui ancora non siamo in grado di
comprendere il funzionamento. Nel 2002, un comitato della Na-
tional Academy of Sciences degli Stati Uniti ha dichiarato:

Recenti prove scientifiche attestano che c a m b i a m e n t i climatici Le misurazioni compiute su carote di ghiaccio mostrano che la Terra ha
imponenti e m o l t o estesi p o s s o n o avvenire c o n sorprendente rapi- conosciuto significative variazioni di temperatura (ere glaciali e periodi in-
dità. Per e s e m p i o , circa la m e t à del r i s c a l d a m e n t o dell'Atlantico terglaciali), e che i livelli di diossido di carbonio e di metano nell'atmosfera
sono cambiati assieme alla temperatura globale. Le concentrazioni recenti
settentrionale dall'ultima era glaciale ha avuto luogo in appena un
dei gas serra sono salite assai più di quanto non sia mai avvenuto sin da
d e c e n n i o , ed è stata a c c o m p a g n a t a da importanti m u t a m e n t i cli-
molto prima che l'uomo apparisse sulla Terra. (Fonte: CDIAC)
156 / nuovi limiti dello sviluppo / limiti: sorgenti e pozzi 157

matici in b u o n a parte del g l o b o . . . . I mutamenti improvvisi del pas- fonti rinnovabili di energia, se la terra, il legno, gli alimenti e l'ac-
97
sato n o n h a n n o ancora trovato una spiegazione s o d d i s f a c e n t e . qua fossero utilizzati senza troppi sprechi, se le foreste fossero ri-
costituite, l'incremento dei gas serra e di molti altri inquinanti si
Che l'inizio sia lento o rapido, certo è che ci vorranno secoli, fermerebbe.
forse millenni, perché le conseguenze negative siano cancellate.
In questo capitolo, abbiamo considerato i danni ambientali
provocati dall'attività antropica. In essi non vi è nulla di necessa- Oltre i limiti
rio, anzi sono tutti evitabili. Sempre più frequentemente l'inqui- Una valutazione approssimativa ... mostra che già oggi l'appro-
namento non è considerato segno di progresso, ma di inefficienza priazione delle risorse e dei servizi naturali oltrepassa la capacità
e di incuria. Molte industrie se ne sono rese conto e, ripensando di carico a lungo termine della Terra. ... Se gli standard ecologici
da cima a fondo i processi di fabbricazione, hanno trovato varie della popolazione nordamericana fossero estesi all'intera popola-
strade per ridurre le emissioni e l'impiego di risorse; si è passati zione mondiale, per soddisfare la domanda materiale aggregata
sulla base della tecnologia odierna sarebbero necessarie tre Terre.
così da «soluzioni a valle» (intervenire alla fine dei processi pro-
... Per far fronte in modo sostenibile all'incremento della popola-
duttivi, riducendone le emissioni) alla «produzione pulita» (pro- zione e della produzione economica previsto nei prossimi qua-
gettare prodotto e processi di produzione in modo da minimizza- rant'anni avremmo bisogno di sei o dodici pianeti in più.
re le emissioni e l'impiego di risorse) e all'«ecologia industriale»
MATHIS WACKERNAGEL e WILLIAM REES, 1996
(utilizzare gli scarichi di u n a fabbrica come materia prima di
un'altra). Un produttore di circuiti stampati investe in colonne a
Le prove che abbiamo presentato in questo capitolo, più molte
scambio ionico per ricuperare i metalli pesanti di scarto: la conse-
altre contenute nelle basi di dati di tutto il mondo, senza conta-
guenza è che trae un reddito dai metalli riciclati, ha una bolletta
re le notizie quotidiane su giornali e T V , mostrano tutte che l'e-
dell'acqua più leggera e risparmia sull'assicurazione contro i ri-
conomia umana non sta utilizzando gli stock e i pozzi del pia-
schi di responsabilità civile. Un'industria manifatturiera riduce le
neta in m o d o sostenibile. Il degrado colpisce suoli, foreste,
emissioni che inquinano l'atmosfera, le emissioni che inquinano
acque di superficie, acque sotterranee, zone umide, l'atmosfera
l'acqua, il fabbisogno d'acqua, la produzione di rifiuti solidi: il ri-
e la diversità della natura. Anche là dove gli stock di risorse rin-
sultato è che risparmia centinaia di milioni di dollari l'anno sulle
novabili sembrano essere stabili, come le foreste dell'America
spese di gestione. Un'industria chimica decide di ridurre le emis-
Settentrionale o i suoli dell'Europa, sono a rischio qualità, di-
sioni di co : in tal modo evita le tariffe previste sulle emissioni e,
2
versità o integrità dello stock. Gli inquinanti si accumulano, i
al tempo stesso, riduce notevolmente i costi energetici.
pozzi nei quali sono raccolti traboccano. La composizione chi-
Forse sorprendentemente, buona parte di questi cambiamenti - al mica dell'intera atmosfera terrestre è alterata in modi che stan-
di là degli effetti positivi sulle pubbliche relazioni - si sono dimostrati no già perturbando, come mostrano le misurazioni, il clima.
redditizi già sul breve periodo. I benefici economici forniscono
senza dubbio un ottimo argomento per continuare sulla strada
Vivere del capitale anziché del reddito
della riduzione dell'impronta ecologica per unità di consumo.
Se la vita media di ciascun prodotto che entra nel flusso dell'e- Se si stesse riducendo solo uno, o alcuni, degli stock di risorse,
conomia umana potesse essere moltiplicata per due, se si riuscisse mentre altri sono stabili o in aumento, si potrebbe pensare che
a raddoppiare la quantità di materiali riciclati e a dimezzare la la crescita tradizionale potrà proseguire sostituendo una risorsa
quantità di materiali occorrenti inizialmente per fabbricare cia- con un'altra (benché la possibilità di sostituzione non sia illimi-
scun prodotto, il flusso di materiali si ridurrebbe di un fattore 8. 98
tata). Se solo alcuni pozzi si stessero colmando, l'umanità po-
Se l'uso di energia diventasse più efficiente, se fossero impiegate trebbe sostituirne uno (per esempio, l'oceano) con un altro (per
158 / nuovi limiti dello sviluppo I limiti: sorgenti e pozzi 159

esempio, l'atmosfera). Ma dal momento che sono molti i pozzi faticoso sforzo globale per limitare le emissioni di gas serra,
che si stanno colmando e molti gli stock che si stanno consu- uno sforzo costantemente ostacolato dall'egoismo e dalla mio-
mando, e che l'impronta ecologica umana ha oltrepassato il li- pia dei governi, che rappresentano donatori altrettanto miopi
vello sostenibile, sono necessari cambiamenti più profondi. ed egoisti. Il processo di Kyoto illustra in modo eloquente quan-
I limiti esistenti, è bene esser chiari, non sono limiti dell'atti- to sia difficile tornare indietro una volta superati i limiti.
vità economica umana quale è misurata dal prodotto mondiale Si discute poco, tuttavia, del problema generale del supera-
lordo. I limiti esistenti vincolano l'impronta ecologica dell'atti- mento dei limiti. Le pressioni a favore dei cambiamenti tecnici
vità umana. E questi limiti, sul breve periodo, non sono assolu- urgenti e necessari per rendere i flussi più efficienti sono fiac-
ti. Oltrepassare i limiti non significa cozzare contro un muro. che, e si vede poca o nessuna disponibilità ad affrontare le forze
Basti pensare alle zone di pesca più battute: la quantità di pesce motrici del superamento - la crescita della popolazione e del ca-
prelevata ogni anno può superare la quantità di pesce che va a
pitale. La disattenzione nei confronti del superamento era forse
reintegrare lo stock, almeno per qualche tempo - precisamente,
giustificabile nel 1987. Anche gruppi ben informati come la
finché lo stock non è decimato. Allo stesso modo, è possibile
Commissione mondiale per l'ambiente e lo sviluppo, che ha stu-
che le emissioni di gas serra continuino a crescere ancora per
diato a fondo le tendenze mondiali definendole «semplicemente
un po', una volta superati i limiti di sostenibilità, finché le re-
insostenibili», non hanno trovato politicamente opportuno di-
troazioni negative derivanti dal cambiamento climatico non le
riporteranno verso il basso. Ma questa è la direzione che i flussi chiarare che il m o n d o u m a n o ha oltrepassato i suoi limiti, né
dovranno necessariamente seguire dopo il s u p e r a m e n t o , per hanno affrontato seriamente la questione del da farsi, forse per-
scelta umana o per i limiti imposti dalla natura. ché stentavano a credere ai loro stessi occhi. Ma oggi, all'inizio
Molti, in varie parti del mondo, si rendono conto che l'im- del millennio, è ingiustificabile negare la spaventosa realtà del
pronta umana si è ampliata oltre i limiti locali. Djakarta produ- superamento e ignorarne le conseguenze.
ce più inquinamento atmosferico di quanto i polmoni umani Le ragioni per sottrarsi alla questione del superamento sono,
possano sostenere. Le foreste delle Filippine sono scomparse, o come si p u ò comprendere, di n a t u r a politica. Qualunque di-
quasi. I suoli di Haiti sono stati consumati, in certi luoghi, fino scorso sulla riduzione della crescita non può che sfociare in un
alla nuda roccia. Le zone di pesca dei merluzzi al largo di Terra- aspro dibattito sulla distribuzione - la distribuzione delle risor-
nova sono state chiuse. Per combattere l'inquinamento prodot- se disponibili e delle responsabilità della situazione. Parlando
to dai fumi di scarico delle automobili, durante l'estate sulle in generale, l'impronta ecologica di un ricco è molto più grande
strade parigine sono stati ridotti i limiti di velocità. Nell'estate dell'impronta ecologica di un povero. Un tedesco, si calcola, ha
del 2003, quando in diversi paesi europei la temperatura ha rag- un'impronta dieci volte più grande di un mozambicano, mentre
giunto valori record, sono stati registrati migliaia di decessi pre- un russo sottrae al pianeta tante risorse quante ne sottrae un te-
maturi. L'immissione di prodotti chimici nel Reno è stata per desco, senza però neppure ricavarne un tenore di vita accettabi-
molti anni talmente massiccia che oggi i fanghi dragati nei por- le. Se il mondo, nel suo insieme, sta oltrepassando i suoi limiti,
ti olandesi devono essere trattati c o m e rifiuti pericolosi. Gli chi deve fare qualcosa al riguardo: i ricchi spreconi, i poveri che
sciatori che nell'inverno del 2001 si sono recati a Oslo hanno si moltiplicano o gli ex socialisti inefficienti? Per quanto riguar-
trovato ben poca neve sciabile. da il pianeta, la risposta è: tutti quelli sopraccitati.
Nel caso di alcuni problemi particolari, come quello dei CFC
che intaccano lo strato di ozono, la consapevolezza dell'avvenu- La povertà s e n z a s c a m p o della m a g g i o r a n z a della p o p o l a z i o n e
to superamento è stata seguita da un risoluto sforzo internazio- m o n d i a l e e i c o n s u m i eccessivi da parte della m i n o r a n z a s o n o le
nale per intraprendere azioni correttive. Ed è stato avviato un d u e c a u s e principali del d e g r a d o a m b i e n t a l e . La strada seguita fi-
160 / nuovi limiti dello sviluppo

n o r a è i n s o s t e n i b i l e , e r i m a n d a r e l'azione n o n è p i ù u n a s c e l t a
possibile."

Talvolta gli ambientalisti riassumono le cause del degrado


ambientale attraverso una formula che va sotto il nome di IPAT:
Impatto = P o p o l a z i o n e x Agiatezza x Tecnologia

L'impatto (impronta ecologica) di una popolazione o un pae-


se sulle sorgenti e sui pozzi della Terra è dato dal prodotto della
popolazione (P) per il livello di agiatezza (A) e per il danno pro-
vocato dalle particolari tecnologie (T) che assicurano quell'agia-
tezza. Per ridurre l'impronta ecologica dell'umanità, sarebbe ra-
gionevole che ogni società apportasse miglioramenti dove ha
più opportunità di farlo. Il Sud del mondo ha più possibilità di
intervento su P, l'Occidente su A e l'Europa Orientale su T.
Nel complesso, il margine di miglioramento è sorprendente.
Se definiamo ciascun termine dell'equazione IPAT con maggiore
precisione, possiamo renderci conto di quanti modi vi siano per
ridurre l'impronta ecologica, e quale sia l'entità delle riduzioni
100
possibili (vedi tabella 3.3).
L'agiatezza è determinata da un tasso di consumo elevato; per
esempio, il numero di ore trascorse a guardare la televisione, a
guidare l'automobile, a riposare su un letto. L'impronta ecologi-
ca dell'agiatezza è l'impatto o il flusso generato dal materiale,
dall'energia e dalle emissioni occorrenti per quel consumo. Nel
caso di una persona che consuma tre tazze di caffè al giorno,
l'impronta sarà molto diversa se il caffè è servito in tradizionali
tazze di porcellana o in tazze di plastica. Nel caso delle tazze di
porcellana, occorreranno acqua e detersivo per lavarle, nonché
un piccolo flusso di tazze per sostituire quelle che si rompono
ogni anno. Se, d'altra parte, una persona si serve di tazze di po-
listirene «usa e getta», il flusso di manutenzione comprende tut-
te le tazze usate in un anno, come pure il petrolio e le sostanze
chimiche necessarie a produrre il polistirene e a trasportare le
tazze là dove sono utilizzate.
L'impatto della tecnologia è definito nella tabella 3.3 come la
quantità di energia necessaria per produrre e portare a destina-
zione ogni flusso materiale, moltiplicata per l'impatto ambien-
tale per unità di energia. Occorre energia per estrarre l'argilla
162 / nuovi limiti dello sviluppo

delle tazze di ceramica, per cuocerla, per portare le tazze nelle 4


case, per riscaldare l'acqua che serve a lavarle. Occorre energia
per trovare e pompare dai pozzi il petrolio delle tazze di polisti-
La dinamica della crescita in un mondo finito
rene, trasportare il petrolio, mandare avanti la raffineria, pro-
durre il polimero, foggiare le tazze, portarle a destinazione, tra- Se le attuali previsioni sulla crescita demografica
sportare quelle usate fino alla discarica. si dimostreranno esatte e se le attività umane sul
Modificando un fattore qualunque della tabella 3.3 si può alte- pianeta non conosceranno cambiamenti struttura-
rare l'impatto ecologico e portare l'economia umana più vicino o li, la scienza e la tecnologia potrebbero non essere
in grado di impedire il degrado irreversibile del-
più lontano dai limiti della Terra. Ridurre la popolazione o lo
l'ambiente né di risparmiare a buona parte del
stock di materiale accumulato da ciascuno di noi può aiutare a mondo un futuro di povertà.
mantenere il mondo entro i suoi limiti. Lo stesso vale per una ROYAL SOCIETY e US NATIONAL
maggiore ecoefficienza, data da tassi inferiori di uso di energia o ACADEMY OF SCIENCES, 1992

di materiali - e da emissioni inferiori - per unità di consumo. La


tabella elenca alcuni degli strumenti che potrebbero aiutare a ri- I processi responsabili della crescita demografica e industriale
durre il peso dei vari fattori dell'equazione, e illustra alcune ipote- sottendono tendenze di lungo periodo che si sostengono e si
si su quanto sarebbe possibile ridurre ciascuno dei fattori che ostacolano a vicenda. I tassi di natalità scendono più rapida-
contribuiscono all'impatto e sul periodo di tempo occorrente. mente di quanto atteso, ma la popolazione è ancora in aumen-
Da questo punto di vista, è chiaro che le opzioni aperte sono to. Molte persone divengono più ricche e chiedono più prodotti
moltissime. L'impatto antropico sulle sorgenti e sui pozzi del industriali, ma vogliono anche meno inquinamento. I flussi di
pianeta potrebbe diminuire oltre ogni aspettativa. Anche se in energia e di materiali occorrenti per sostenere la crescita indu-
ciascuna area di cambiamento non si ottenesse che il minimo, striale impoveriscono gli stock delle risorse n o n rinnovabili e
l'insieme dei cambiamenti potrebbe ridurre l'impatto u m a n o deteriorano le risorse rinnovabili; al tempo stesso, le tecnologie
sul pianeta di un fattore pari a molte centinaia o più. per scoprire nuove risorse e utilizzare i materiali in modo più
Se le opzioni sono così numerose, perché non ci stiamo sfor- efficiente progrediscono costantemente. Ogni società si trova a
zando di perseguirne alcuna? Che cosa accadrebbe se lo facessi- corto di capitale; sono necessari investimenti per scoprire nuo-
mo? Che cosa accadrebbe se le tendenze della popolazione, del- ve risorse, produrre più energia, combattere l'inquinamento,
l'agiatezza e della tecnologia cominciassero a invertirsi? Che ne migliorare l'istruzione, l'assistenza sanitaria e altri servizi socia-
sarebbe dei modi in cui questi fattori sono reciprocamente inter- li, ma questi investimenti devono competere con una domanda
connessi? Che cosa può accadere se l'impronta ecologica è ridotta crescente di beni di consumo.
dal cambiamento tecnologico, ma la popolazione e il capitale cre- Ma come interagiranno e si evolveranno queste tendenze nei
scono ulteriormente? Che cosa può accadere se l'impronta ecolo- decenni a venire? Per comprendere tutte le loro implicazioni
gica non viene ridotta affatto? abbiamo bisogno di un modello ben più complesso dei nostri
Queste sono domande che non riguardano gli stock delle ri- modelli mentali. Questo capitolo ha per oggetto World3, il mo-
sorse e i pozzi dell'inquinamento visti separatamente, ma l'inte- dello al calcolatore da noi creato e impiegato. Riassumeremo le
ra impronta ecologica, nella sua interazione con la popolazione caratteristiche principali della struttura di World3 e descrivere-
e il capitale, che, a loro volta, interagiscono reciprocamente. mo gli importanti insegnamenti che il modello ci offre sul XXI
Per trovare risposta a queste domande abbiamo bisogno di pas- secolo.
sare da un'analisi statica, che considera un fattore alla volta, a
un'analisi dinamica, attenta al sistema nella sua totalità.
ca dinamica della crescita in un mondo finito 165

Scopo e struttura di World3 gurati. Per rispondere a queste domande ci vorrebbe un model-
lo grafico differente, per esempio il progetto esecutivo di un ar-
Quando si parla di modelli alla luce dei quali ragionare sul futu-
chitetto. I modelli sono sempre semplificazioni e perciò non so-
ro, il desiderio universale di certezza su quel che verrà può ali-
no mai del tutto fedeli; nessun modello è completamente vero.
mentare fraintendimenti e frustrazioni. E la situazione in cui
Quando si crea un modello, lo si fa per uno scopo specifico,
venimmo a trovarci più di trent'anni fa, quando pubblicammo
per rispondere a un dato insieme di d o m a n d e interconnesse.
questo libro. Un classico romanzo di fantascienza illustra il te-
Occorre sempre tenere presenti i limiti del modello ed essere
ma in una conversazione tra un costruttore di modelli, di nome
consapevoli di tutti gli interrogativi cui esso non risponde. Ab-
Seldon, e il suo imperatore:
biamo cercato soprattutto di far sì che World3 fosse utile: utile
«Se ho ben capito, s e c o n d o voi è possibile predire il futuro.» per rispondere ad alcune domande ben definite sulla crescita fi-
S e l d o n si sentì di c o l p o stanco. S e m b r a v a c h e quella interpre- sica a lungo termine sulla Terra. Il che implica, sfortunatamen-
t a z i o n e errata della s u a teoria fosse d e s t i n a t a a ripetersi conti- te, che World3 non risponderà in modo soddisfacente alla mag-
n u a m e n t e . Forse n o n avrebbe d o v u t o presentare il s u o s t u d i o . gior parte delle domande che vi stanno a cuore.
Disse: « N o n proprio, in realtà. Quello c h e ho fatto è m o l t o più I modelli possono assumere molte forme - mentali, verbali,
limitato. ... Ho d i m o s t r a t o c h e ... è possibile scegliere un p u n t o di grafiche, matematiche, fisiche, per citare le più comuni. Tante
partenza ed eliminare il c a o s m e d i a n t e presupposti adeguati... e
parole di questo libro, in effetti, sono modelli verbali. Crescita,
c h e d u n q u e è p o s s i b i l e predire il futuro, n o n in m o d o dettagliato,
popolazione, foresta e acqua sono soltanto simboli, semplici rap-
certo, s o l o a grandi linee... n o n c o n certezza ...».
presentazioni verbali che stanno per realtà molto complesse.
L'Imperatore, c h e a v e v a a s c o l t a t o a t t e n t a m e n t e , d i s s e : «Ma
q u e s t o n o n significa c h e avete indicato il m o d o in cui prevedere il
Grafici, diagrammi, mappe, fotografie sono modelli grafici. Le
futuro?». 1 relazioni vi sono espresse presentando e collocando oggetti sul-
la carta. World3 è un modello matematico. Le relazioni vi sono
Nel resto di questo libro, utilizzeremo spesso World3 per ge- rappresentate nei termini di un insieme di equazioni matemati-
nerare scenari alla luce dei quali ragionare, a grandi linee, sul che. Nel nostro tentativo di comprendere la crescita e i suoi li-
futuro. Per dissipare ogni confusione sui nostri scopi, comincia- miti non abbiamo impiegato modelli fisici, anche se, per altri
mo da qualche definizione e qualche avvertenza per l'uso dei scopi, essi possono essere certamente utili; per esempio, per
modelli. progettare un quartiere o un prodotto industriale.
Un modello è una rappresentazione semplificata della realtà. I modelli mentali sono le astrazioni che risiedono nelle nostre
Se un modello fosse una replica perfetta, sarebbe inutile. Una menti. Sono informali, e le altre menti non vi hanno accesso di-
carta stradale che riproducesse ogni elemento del paesaggio retto. I modelli formali, per loro stessa natura, possono essere
servirebbe ben poco agli automobilisti. Le carte stradali si con- osservati direttamente, e talora manipolati, dagli altri. I due li-
centrano sulle strade e tralasciano la maggior parte delle carat- velli, idealmente, dovrebbero interagire. Grazie ai modelli for-
teristiche dei palazzi e degli stabilimenti che le fiancheggiano. Il mali, possiamo apprendere qualcosa della realtà e dei modelli
modellino fisico di un aeroplano può essere utile per studiare in mentali altrui, il che arricchisce i nostri stessi modelli mentali.
una galleria del vento l'aerodinamica di un particolare profilo Apprendere nuove cose ci permette di creare modelli formali più
alare, ma non ci dice quanto staranno comodi i passeggeri quan- utili. Questo processo di iterazione ci ha tenuti occupati per ol-
do voleranno sull'aereo reale. Un dipinto è un modello grafico tre trent'anni. E il libro che state leggendo è uno dei suoi frutti.
che può trasmettere u n o stato d'animo o la disposizione fisica Per creare questo libro abbiamo messo assieme parole, dati,
degli elementi di un paesaggio. Ma non risponde alle domande grafici e scenari al calcolatore. Il libro è un modello di ciò che si
sul costo o sull'isolamento termico degli edifici che vi sono raffi- trova nelle nostre menti, e crearlo ha modificato le nostre cono-
166 I nuovi limiti dello sviluppo ne dinamica della crescita in un mondo finito 167

scenze. Abbiamo fatto del nostro meglio per tradurre in simboli ne e assorbimento di sostanze inquinanti (nel caso dell'inquina-
ciò che oggi pensiamo e sappiamo della crescita fisica che il mento persistente), e (nel caso della terra agricola) erosione,
mondo conoscerà nel prossimo secolo. Ma il libro è solo un mo- sviluppo e perdita della terra (a vantaggio, quest'ultima, di im-
dello di questi pensieri, che, come i pensieri di chiunque altro, pieghi urbani e industriali). Solo una frazione della terra agri-
non sono altro che modelli del «mondo reale». cola è effettivamente coltivata. La superficie di terra coltivata
Vi è qui una difficoltà. Stiamo parlando di un modello forma- moltiplicata per la resa media della terra dà la produzione ali-
le, una simulazione del mondo al calcolatore. Perché tale mo- mentare totale. Dividendo il valore della produzione alimentare
dello possa essere utile dobbiamo confrontarlo con il «mondo per quello della popolazione si ottiene il valore degli alimenti
reale», ma né noi, gli autori, né voi, i lettori, disponiamo, per fa- prò capite. Se gli alimenti prò capite scendono sotto una soglia
re il confronto, di un «mondo reale» condiviso. Ognuno ha i critica, il tasso di mortalità comincia a salire.
suoi modelli mentali di quell'entità che normalmente va sotto il Nelle componenti e nelle relazioni di World3, considerate lu-
nome di mondo reale. I modelli mentali del mondo intorno a noi na separatamente dall'altra, non vi è nulla di complicato. Per
sono fondati su dati oggettivi ed esperienze soggettive. I model- esempio, World3 prende in considerazione elementi quali l'iner-
li mentali hanno consentito a Homo sapiens di diventare la spe- zia demografica, l'accumulazione dell'inquinamento, la lunga
cie di straordinario successo che è, ma hanno anche cacciato gli durata utile del capitale fisso, la competizione tra settori diffe-
esseri umani in ogni sorta di guai. Quali che siano i loro pregi e renti per attrarre investimenti. World3 è sensibile al tempo che
i loro difetti, i modelli mentali umani sono fin troppo semplici occorre perché gli eventi abbiano corso, ai ritardi nei flussi, al
di fronte all'universo che aspirano a rappresentare: immenso, lento dispiegarsi dei processi fisici. Comprende anche molte de-
complesso, in perpetuo mutamento. cine di anelli di retroazione. Si tratta di catene causali chiuse
Per rammentare (anzitutto a noi stessi) che dai modelli inevi- nelle quali un elemento può essere causa (parziale) del suo stes-
tabilmente dipendiamo, d'ora in avanti rinchiuderemo il «mon- so comportamento futuro. Un cambiamento della popolazione,
do reale», cioè il referente del modello World3, tra virgolette. per esempio, può causare un cambiamento dell'economia. Se la
Ciò che i termini mondo reale o realtà indicano in questo libro è produzione economica cambia, i tassi di natalità e di mortalità
il modello mentale condiviso dai suoi autori. La parola realtà ne sono influenzati, e la popolazione cambia ancora di più. Gli
non può mai significare altro che il modello mentale di chi usa anelli di retroazione sono uno dei fattori che rendono World3
quella parola. È un fatto al quale non ci si può sottrarre. Possia- dinamicamente complesso.
mo solo confidare che a forza di ragionare sul nostro modello al Un altro fattore sono le sue relazioni non lineari. Si tratta di
calcolatore, i nostri modelli mentali siano diventati giocoforza relazioni che non possono essere rappresentate mediante rette;
più rigorosi, più completi, più chiari di quanto non fossero pri- non producono cambiamenti proporzionali su tutto l'intervallo
ma. Questo è il vantaggio dei modelli al calcolatore: obbligano a delle variabili interessate. Si supponga che A influenzi B. In una
un rigore, a una logica, a una sistematicità, che sono fuori della relazione lineare, se raddoppiare A fa sì che B raddoppi, si può
portata dei meri modelli mentali. E offrono un prezioso punto concludere che dimezzare A riduce B della metà. Se accrescia-
di riferimento per migliorare i modelli mentali. mo A di cinque volte, B quintuplica. Le relazioni lineari produ-
World3 è complesso, ma la sua struttura fondamentale non è cono comportamenti relativamente facili da comprendere. Ma
difficile da comprendere. World3 tiene conto di stock quali la nel «mondo reale» c'è poco spazio per le relazioni lineari. In
popolazione, il capitale industriale, gli agenti inquinanti persi- World3, per esempio, c'è bisogno di rappresentare l'influenza
stenti, la terra coltivata, il cui livello cambia per effetto di flussi degli alimenti prò capite sulla speranza di vita. Il grafico della
quali nascite e decessi (nel caso della popolazione), investimen- figura 4.1 mostra la relazione tra le due variabili. Un incremen-
ti e deprezzamenti (nel caso degli stock di capitale), generazio- to della razione alimentare produce un aumento considerevole
168 / nuovi limiti dello sviluppo

della speranza di vita tra gli individui sottonutriti. In u n a so-


cietà che raddoppi la razione alimentare quotidiana media, por-
tandola da 2000 a 4000 calorie equivalenti di origine vegetale
prò capite, la speranza di vita media può aumentare del 50%: da
40 a 60 anni. Ma raddoppiare ancora la razione alimentare, por-
tandola a 8000 calorie, ha effetti piuttosto modesti sulla speran-
za di vita (che s'allunga forse di dieci anni). Da un certo punto
in poi, un ulteriore incremento dei consumi alimentari può,
semmai, ridurre la speranza di vita.
Relazioni non lineari come questa si osservano ovunque nel
«mondo reale», come pure nel modello World3. La figura 4.2 il-
lustra una delle relazioni non lineari presenti in World3: il costo
dello sviluppo di nuova terra agricola in funzione della terra po-
tenzialmente coltivabile non ancora sfruttata. Possiamo sup-
100%
Terra potenzialmente coltivabile rimasta non utilizzata

FIGURA 4.2 - COSTO DELLO SVILUPPO DI NUOVA TERRA AGRICOLA


In World3 il costo di mettere a coltura nuova terra aumenta mano a mano
che diminuisce l'estensione della terra potenzialmente coltivabile. (Fonte:
D.L. Meadows et al.)

porre che i primi agricoltori si insediassero nelle pianure più


fertili e più ricche d'acqua, e che avessero la possibilità di met-
terle a coltura con costi molto limitati. Ciò è illustrato dall'estre-
mità destra della curva, dove quasi il 100% della terra potenzial-
mente coltivabile non è ancora sfruttato. Mano a mano che la
terra coltivata aumenta (procedendo da destra verso sinistra nel
grafico), la terra rimanente è più arida o più scoscesa, o lo stra-
to di suolo è più sottile o il clima è meno favorevole. A causa di
queste difficoltà, il costo di sviluppo di nuove terre aumenta. In
ossequio al classico principio economico secondo il quale i con-
FIGURA 4.1 - ALIMENTAZIONE E SPERANZA DI VITA sumatori cominciano con l'appropriarsi dei beni di costo infe-
La speranza di vita di una popolazione è una funzione non lineare della sua riore, World3 assume che proprio le ultime terre messe a coltu-
alimentazione. Ogni punto del diagramma rappresenta la speranza di vita ra saranno le più costose, e che il costo salirà con andamento
media e il livello di nutrizione di un paese nell'anno 1999. Il livello di nutri-
pido e non lineare.
zione è espresso in calorie equivalenti di origine vegetale prò capite al gior-
no; le calorie di origine animale sono moltiplicate per un fattore di conver-
Qualcosa agisce su qualcos'altro e produce un effetto. Se l'a-
sione 7 (per produrre una caloria di origine animale sono necessarie circa done diventa un po' più energica, invece di un effetto propor-
7 calorie di nutrimento vegetale). (Fonti: FAO; ONU) ionalmente maggiore, non si avrà alcun c a m b i a m e n t o , o si
170 / nuovi limiti dello sviluppo La dinamica della crescita in un mondo finito 171

avrà un cambiamento più cospicuo, o un cambiamento in dire- che i tassi di natalità e di mortalità seguiranno andamenti pre-
zione opposta. Questa non linearità fa sì che tanto il «mondo 2
determinati l'uno indipendente dall'altro. Certi modelli econo-
reale» quanto World3 possano esibire comportamenti inattesi, mici includono decine, o perfino centinaia, di settori dell'econo-
come mostreremo più avanti in questo capitolo. mia, ma postulano semplici relazioni lineari tra fattori produttivi
Ritardi, non linearità e anelli di retroazione rendono dinami- e beni prodotti, o assumono che i mercati tendano rapidamente a
camente complesso il comportamento di World3, ma ciò non to- stabilire un equilibrio tra domanda e offerta, o suppongono che
glie che il modello semplifichi profondamente la realtà: non fa le persone prendano decisioni sulla base della pura ottimizzazio-
distinzione fra aree geografiche differenti, né rappresenta in mo- ne economica e in condizioni di informazione perfetta.
do separato ricchi e poveri. Nel modello anche l'inquinamento è Perché possa fare luce sul comportamento futuro di un siste-
semplificato. I processi produttivi mettono in circolazione molte ma, un modello deve rappresentare esplicitamente le cause di
migliaia di inquinanti diversi, che si spostano attraverso l'am- tutte le sue variabili principali. Vi sono modelli che impiegano
biente a velocità differenti, e influenzano specie vegetali e ani- centinaia di equazioni per rappresentare ciò che influenza una
mali in una grande varietà di modi. World3 simula l'influenza variabile o un settore, dopo di che trattano altre variabili, per
degli inquinanti mediante due variabili aggregate, una delle qua- esempio il consumo di energia, come un fattore esogeno con-
li rappresenta l'inquinamento atmosferico di breve durata, l'altra trollato da elementi che non fanno parte del modello e che, a lo-
i materiali tossici di lunga durata. Il modello distingue le sorgen- ro volta, sono frutto di dati storici o dell'intuizione di chi co-
ti rinnovabili che producono alimenti e fibra da quelle non rin- struisce il modello. Un modello, come una catena, ha per limite
novabili che producono combustibili fossili e minerali, ma non l'anello più debole. Abbiamo cercato di costruire World3 in mo-
considera separatamente ogni alimento, ogni combustibile, ogni do che tutte le sue componenti avessero la stessa forza. Abbia-
minerale. Non tiene conto delle cause e delle conseguenze della mo fatto del nostro meglio per non abbandonarci a ipotesi sem-
violenza. Né in World3 sono rappresentati esplicitamente il capi- plicistiche, tralasciare fattori cruciali, o far dipendere variabili
tale militare o la corruzione. importanti da fattori esogeni.
Tanta semplicità sorprende quanti danno per scontato che un Non stiamo chiedendo ai lettori di crederci sulla parola. Ab-
modello del mondo dovrebbe contenere tutto ciò che del mondo biamo creato un C D - R O M che contiene il modello World3 e la re-
sappiamo, specialmente tutte quelle distinzioni da cui siamo lativa documentazione. Potete procurarvene una copia, ripro-
così affascinati e che sono così essenziali per le varie discipline durre tutti i nostri scenari, confrontarli e valutare il modo in cui
3
accademiche. Ma se anche tenesse conto di queste distinzioni, il li abbiamo interpretati.
modello non sarebbe necessariamente migliore. Semmai, sareb-
be più difficile da comprendere. A dispetto della sua relativa
semplicità, World3 è molto più completo e complesso della Lo scopo di World3
maggior parte dei modelli solitamente impiegati per ragionare Se non vuole creare selve impenetrabili di assunzioni, chi costrui-
sul futuro a lungo termine del pianeta. sce un modello deve disciplinarsi. Non possiamo mettere nel
Per comprendere il comportamento futuro di un sistema so- modello tutto quello che sappiamo, ma solo quello che è rilevan-
ciale, quel che occorre è un modello equilibrato. Non ha senso te per lo scopo che il modello si propone. L'arte della modellistica
creare modelli che riproducano fin nei minimi dettagli un setto- - come la poesia, l'architettura, l'ingegneria o il disegnare una
re ma ne semplifichino grossolanamente un altro. Per esempio, mappa - deve includere tutto quel che è necessario per raggiun-
alcuni modelli demografici fanno distinzione tra i due sessi e gere l'obiettivo, e nulla di più. Facile a dirsi, difficile a farsi.
danno conto di molti gruppi d'età in numerose nazioni o regio- Perciò, per comprendere un modello e valutarne l'utilità, è im-
ni del mondo, ma, al tempo stesso, assumono tranquillamente portante comprenderne l'obiettivo. Abbiamo sviluppato World3
172 / nuovi limiti dello sviluppo

per capire, a grandi linee, il futuro: le forme e gli andamenti pos-


sibili della relazione tra l'economia umana e la capacità di carico
4
del pianeta nel secolo a venire. Naturalmente, restano molte al-
tre importanti questioni globali di lungo periodo: quali politiche
potrebbero massimizzare il potenziale di sviluppo industriale del-
l'Africa? Come si progetta un efficace programma di pianificazio-
ne familiare in un paese ad alto tasso di analfabetismo? In che
modo la società globale può colmare il divario tra ricchi e poveri,
tra paesi diversi e all'interno di ciascun paese? Il conflitto e la ne-
goziazione saranno gli strumenti privilegiati per risolvere le con-
troversie tra le nazioni? Per rispondere a questi interrogativi c'è
bisogno di specificare fattori e relazioni che non si trovano, se
non in piccola parte, in World3. Altri modelli, anche modelli per
calcolatore, potrebbero contribuire a rispondere ad alcune di
queste domande. Ma, per essere utili, quei modelli devono tener
conto delle risposte che diamo alla domanda di fondo di World3:
in che modo, nei decenni a venire, la popolazione e l'economia ma-
teriale della Terra, nella loro crescita, si incontreranno con la limita-
ta capacità di carico del pianeta e si adatteranno a essa?
Più precisamente, la capacità di carico è un limite. Se una po-
polazione cresce oltre la sua capacità di carico, se supera il limi- c) Superamento e oscillazione d) Superamento e collasso
te, non potrà provvedere a se stessa a lungo. Fin tanto che resta
al di sopra della capacità di carico, comprometterà la capacità FIGURA 4.3 - POSSIBILI MODALITÀ DI AVVICINAMENTO
DI UNA POPOLAZIONE ALLA SUA CAPACITÀ DI CARICO
di mantenimento del sistema da cui dipende. I danni saranno
La questione centrale affrontata dal modello World3 è la seguente: quale di
temporanei se la rigenerazione dell'ambiente è possibile, ma se queste è la più probabile modalità di avvicinamento della popolazione e
la rigenerazione non è possibile, o se richiede secoli, i danni sa- dell'economia alla capacità di carico globale?
ranno permanenti.
In generale, una società in crescita può approssimarsi alla
sua capacità di carico secondo quattro modalità generali (vedi questo caso, l'impronta ecologica oscillerà attorno al limite per
5
figura 4.3). Anzitutto (figura 4.3a), fin tanto che i suoi limiti ri- un certo tempo, prima di stabilizzarsi. Questo comportamento,
mangono lontani o crescono più velocemente della popolazio- illustrato nella figura 4.3c, è detto di oscillazione s m o r z a t a
ne, può crescere ininterrottamente. In secondo luogo, può sta- (damped oscillation). La quarta possibilità è superare i limiti,
bilizzarsi senza strappi al di sotto della capacità di carico, danneggiando la base di risorse in modo grave e permanente.
seguendo una curva di crescita che gli ecologi chiamano logisti- Se ciò dovesse accadere, la popolazione e l'economia sarebbero
ca, o «a S», o sigmoide, illustrata nella figura 4.3b. Oggi queste destinate a un rapido declino; l'equilibrio con la nuova capacità
due possibilità non sono più a disposizione della società globa- di carico del pianeta sarebbe raggiunto a un livello molto più
le, che ha già oltrepassato i suoi limiti sostenibili. basso. Per questa modalità, illustrata nella figura 4.3d, useremo
La terza possibilità è che una società in crescita superi la sua la formula superamento e collasso.
capacità di carico senza produrre danni estesi e permanenti. In Vi sono prove ampie e convincenti che la società globale abbia
174 / nuovi limiti dello sviluppo La dinamica della crescita in un mondo finito 175

ormai superato la propria capacità di carico. La domanda è: quali sulla quota, il vento, la forza impressa inizialmente, e le leggi
politiche possono aumentare le probabilità di un rientro non trau- della fisica. Allo stesso modo, se volessimo predire quanti abi-
matico al di sotto dei limiti planetari - una transizione che somi- tanti avrà esattamente il mondo nel 2026, sapere quando la pro-
gli a 4.3c piuttosto che a 4.3d? duzione mondiale di petrolio toccherà il suo picco, o specificare
Il nostro concetto di «società globale» comprende sia gli effetti il tasso di erosione dei suoli nel 2070, ci occorrerebbe un mo-
delle dimensioni della popolazione sia quelli della quantità e del- dello molto più complicato di World3.
la composizione dei suoi consumi. Per esprimere questo concetto Per quanto ne sappiamo, nessuno si è mai neppure avvicinato
utilizzeremo il termine impronta ecologica, quale è stato definito a realizzare un modello del genere, e siamo convinti che nessuno
6
da Mathis Wackernagel e collaboratori. Come abbiamo visto nei vi riuscirà mai. È semplicemente impossibile fare predizioni
capitoli precedenti, l'impronta ecologica dell'umanità è il carico precise sul futuro della popolazione, del capitale e dell'ambiente
di cui l'umanità grava il pianeta, comprendente l'impatto di agri- del pianeta di qui a qualche decennio. Nessuno ne sa abbastanza
coltura, attività minerarie, prelievo ittico, tagli forestali, emissio- per riuscirvi, e vi sono ottime ragioni per pensare che sarà così
ni, sviluppo fondiario, riduzione della biodiversità. L'impronta anche in futuro. Il sistema sociale globale è spaventosamente - e
ecologica tende a espandersi al crescere della popolazione, per- meravigliosamente - complesso, e molti dei suoi parametri cru-
ché è più grande se i consumi aumentano, ma può anche ridursi ciali non sono stati ancora misurati. Alcuni, con ogni probabi-
se si utilizzano tecnologie in grado di ridurre l'impatto per unità lità, non sono neppure misurabili. Il grado di comprensione che
di attività umana. agli esseri umani è dato avere degli intricati cicli ecologici è mol-
Le preoccupazioni che ci hanno spinto a sviluppare World3 to limitato. Per giunta, la capacità umana di osservare, adattarsi
possono essere espresse in un'altra forma. Dato che oggi l'im- e apprendere, scegliere e cambiare i propri scopi rende il sistema
pronta ecologica della popolazione globale supera la capacità di intrinsecamente imprevedibile.
carico della Terra, ci si può chiedere se le politiche correnti por- Perciò, nel costruire il nostro modello formale del mondo, il
teranno a un'oscillazione pacifica e ordinata, senza che popola- nostro scopo non era fare predizioni puntuali, ma comprendere
zione ed economia conoscano necessariamente un brusco decli- il comportamento del sistema nelle sue grandi linee, nelle sue
no, o se invece la società globale sia destinata al collasso. Se il tendenze di fondo. Il nostro scopo è dare informazioni e in-
collasso è l'esito più probabile, quando potrà verificarsi? E qua- fluenzare le scelte umane. Per raggiungere questi obiettivi, non
li politiche possono essere attuate fin d'ora per ridurre la rapi- abbiamo bisogno di predire il futuro con precisione. Abbiamo
dità, la portata, i costi sociali ed ecologici del declino? bisogno semmai di definire politiche che rendano più probabile
Sono, queste, domande che riguardano modalità generali di che il sistema si comporti in modo sostenibile, e che riducano i
comportamento, non precise condizioni future. Per rispondere, danni di un eventuale collasso. La predizione di un disastro, co-
non servono modelli del tipo necessario a fare predizioni esatte. municata a un destinatario intelligente e capace di agire, può,
Così, per esempio, se lanciamo in aria una palla, ne sappiamo idealmente, vanificare o falsificare se stessa, favorendo azioni
quanto basta per predire il suo comportamento generale. Salirà idonee ad allontanare il disastro stesso. Per tutte queste ragioni,
con velocità decrescente, dopo di che invertirà il senso del moto e abbiamo scelto di lavorare su strutture e regolarità anziché su
cadrà con velocità crescente fino a toccare il suolo. Sappiamo che singoli dati numerici. Con World3 ci siamo cimentati - almeno
non continuerà a salire per sempre, né entrerà in orbita intorno al- così ci auguriamo - in una profezia capace di autofalsificarsi.
la Terra, né descriverà tre cerchi nell'aria prima di toccare il suolo. Per raggiungere i nostri scopi, a b b i a m o inserito in World3
Se però volessimo predire esattamente fino a quale altezza la quelle informazioni che possono essere utili per capire il com-
palla salirà, o q u a n d o e dove toccherà il suolo, servirebbero portamento generale di una palla lanciata in aria (o di un'eco-
informazioni più precise su molte caratteristiche della palla, nomia e una popolazione in crescita), non quelle che sarebbero
176 / nuovi limiti dello sviluppo La dinamica della crescita in un mondo finito 177

necessarie per descrivere l'esatta traiettoria di una particolare esatti valori numerici che il modello assegna alla popolazione,
palla lanciata in un certo modo. all'inquinamento, al capitale, alla produzione alimentare. Non-
La nostra preoccupazione riguarda cambiamenti che avvengo- dimeno, crediamo che le interconnessioni primarie di World3
no nell'arco di molti decenni. Nel caso dell'inquinamento, ciò si- siano buone rappresentazioni dei meccanismi causali di fondo
gnifica concentrare l'attenzione sulle sostanze persistenti, quelle all'opera nella società umana. Sono tali interconnessioni, non
che rimangono nell'ambiente per molti, molti anni. L'inquina- questo o quel numero, a determinare il comportamento genera-
mento persistente è rappresentato in World3 come l'insieme di le del modello. È per questa ragione che crediamo nei compor-
quei metalli e composti chimici di lunga durata, prodotti dall'a- tamenti dinamici generati da World3. Presenteremo undici di-
gricoltura e dall'industria, che possono compromettere la salute versi scenari che rappresentano il nostro futuro di qui al 2100, e
degli esseri umani e l'integrità delle colture. Abbiamo tenuto con- crediamo che questi scenari illustrino concetti e principi prezio-
to di un ritardo prima che l'inquinamento giunga là dove può si per capire se e in quali condizioni la popolazione, l'industria,
procurare danni misurabili, perché sappiamo che ci vuole tempo l'inquinamento (e gli altri fattori collegati) potranno crescere,
prima che un pesticida possa farsi strada fino alle acque sotterra- restare stabili, oscillare e collassare.
nee, o che le molecole dei clorofluorocarburi salgano fino alla
stratosfera e distruggano l'ozono che vi è presente, o che una cer-
ta quantità di mercurio finisca in un fiume e si accumuli nei tes- La struttura di World3
suti dei pesci. In World3 è rappresentato il fatto che i processi Quali sono queste interconnessioni primarie? In primo luogo vi
naturali possono, dopo un certo tempo, neutralizzare la maggior sono gli anelli di retroazione riguardanti popolazione e capitale
parte degli inquinanti, ma anche il fatto che quegli stessi proces- che abbiamo descritto nel capitolo 2, e riprodotto nella figura
si naturali di depurazione possono essere resi inefficaci. Il mo- 4.4. Per loro mezzo, popolazione e capitale possono crescere in
dello tiene conto delle caratteristiche dinamiche più generali de- modo esponenziale, se dominano gli anelli positivi di nascite e
gli inquinanti persistenti, ma non considera le caratteristiche investimenti, oppure declinare, se a dominare sono gli anelli ne-
distintive di P C B , C F C , D D T , metalli pesanti e scorie radioattive. gativi di decessi e deprezzamento, oppure ancora rimanere sta-
In World3 abbiamo utilizzato i migliori dati numerici che ci sia bili, se gli anelli si controbilanciano.
stato possibile trovare, ma sappiamo bene che molte delle nostre In tutti i nostri anelli di retroazione, come nel diagramma
stime presentano un largo margine di incertezza. Quando vi sono della figura 4.4, le frecce indicano semplicemente che una va-
dubbi su numeri importanti, è bene saggiare un campo di possibi- riabile ne influenza un'altra, attraverso flussi materiali o di
lità sufficientemente ampio, per vedere se, nel campo di incertez- informazione. E possibile seguire il corso delle nostre ipotesi
za, vi sono stime che conducono a conclusioni significativamente analizzando, l'uno dopo l'altro, i nostri anelli. Per esempio:
differenti. Nel nostro caso, abbiamo cercato di valutare come me- «Quando il capitale industriale aumenta, influenza il prodotto
glio potevamo i dati geologici sugli stock di risorse non rinnovabi- industriale. Le variazioni del prodotto industriale fanno variare
li ancora presenti nel sottosuolo. Dopo di che abbiamo ampliato gli investimenti. Quando gli investimenti variano, influenzano
quelle valutazioni - da un lato, dimezzando i numeri, dall'altro, lo stock di capitale industriale». I diagrammi non indicano na-
raddoppiandoli - per vedere in quale misura il comportamento tura e intensità dell'influenza, anche se, ovviamente, esse devo-
del nostro modello sarebbe cambiato se i geologi avessero com- no essere specificate esattamente nelle equazioni matematiche
messo qualche errore, o se noi avessimo frainteso i loro dati. di World3. Il senso dell'influenza, orario o antiorario, non fa dif-
Date le incertezze e le semplificazioni che sappiamo esservi ferenza. Il significato risiede nella composizione degli anelli.
nel modello (e quelle che supponiamo vi siano, anche se non le I riquadri dei diagrammi rappresentano stock, che possono
a b b i a m o ancora trovate), non n u t r i a m o u n a fede cieca negli essere accumulazioni significative di grandezze fisiche, quali la
La dinamica della crescita in un mondo finito 179

Le fabbriche in attività, il numero di abitanti, la concentrazione


di inquinanti, le risorse non rinnovabili ancora nel sottosuolo,
l'estensione della terra utilizzata: tutti questi, e altri ancora, so-
no stock che hanno un ruolo importante nel modello World3, e
fissano limiti e possibilità del sistema in ogni istante del suo
tempo simulato.
Gli anelli di retroazione dei diagrammi sono marcati con un
segno (+) se sono anelli positivi, cioè anelli che si autorinforza-
no e che possono generare una crescita o un declino esponen-
ziale. Gli anelli negativi sono marcati con un segno (-); sono,
questi, anelli orientati a u n a meta, che invertono il senso del
cambiamento o cercano di spingere il sistema verso una condi-
zione di equilibrio.
La figura 4.5 illustra alcuni dei modi in cui popolazione e ca-
pitale si influenzano reciprocamente. Il capitale industriale ge-
nera prodotti industriali; ve ne sono di molti tipi, tra i quali i
fattori produttivi per l'agricoltura: fertilizzanti, pesticidi, pompe
per l'irrigazione. I fattori produttivi per l'agricoltura crescono se
gli alimenti prò capite scendono al di sotto del loro valore desi-
derato. Quest'ultimo è una misura che include la domanda di
mercato più i programmi alimentari per la popolazione, esterni
FIGURA 4.4 - ANELLI DI RETROAZIONE CHE GOVERNANO
al mercato, e che è correlata con il livello di industrializzazione
LA CRESCITA DELLA POPOLAZIONE E DEL CAPITALE della società. I fattori produttivi per l'agricoltura, assieme alla
I principali anelli di retroazione del modello World3 sono quelli che gover- terra coltivata, determinano la produzione alimentare. Gli ali-
nano la crescita della popolazione e del capitale industriale. I due anelli di menti sono influenzati anche dall'inquinamento, che deriva sia
retroazione positivi riguardanti le nascite e gli investimenti provocano la dall'attività industriale sia da quella agricola. Alimenti prò capi-
crescita esponenziale della popolazione e del capitale. I due anelli di re-
te e inquinamento influenzano la mortalità della popolazione.
troazione negativi riguardanti i decessi e il deprezzamento tendono a mo-
derare questa crescita esponenziale. La forza relativa dei vari anelli dipen- La figura 4.6 mostra i nessi principali che in World3 collegano
de da molti altri fattori presenti nel sistema. popolazione, capitale industriale, capitale dei servizi e risorse
non rinnovabili. Parte del prodotto industriale ha la forma di ca-
pitale dei servizi: case, scuole, ospedali, banche e le attrezzature
popolazione, le fabbriche o l'inquinamento. Possono altresì rap- che vi sono contenute. Gli investimenti nel settore dei servizi
presentare accumulazioni immateriali, quali conoscenze, aspi- permettono di innalzare il livello del capitale dei servizi. Il pro-
razioni, o capacità tecniche. In un sistema, gli stock tendono a dotto del capitale dei servizi, diviso per la popolazione, dà il li-
cambiare molto lentamente, perché corrispondono a cose mate- vello medio di servizi prò capite. I servizi sanitari abbassano la
riali o informazioni che hanno una durata relativamente estesa. mortalità della popolazione. L'istruzione e i servizi di pianifica-
In ogni m o m e n t o , il livello di u n o stock rappresenta l'effetto zione familiare abbassano la fecondità e perciò riducono il tasso
netto di tutta la sua storia passata, ed è determinato dai tassi di natalità. Anche l'aumento del prodotto industriale fa diminui-
del flusso in entrata nello stock meno i tassi del flusso in uscita. re la fertilità, un effetto prodotto (dopo un ritardo) dal muta-
FIGURA 4.5 - ANELLI DI RETROAZIONE RIGUARDANTI FIGURA 4.6 - ANELLI DI RETROAZIONE RIGUARDANTI
POPOLAZIONE, CAPITALE, AGRICOLTURA E INQUINAMENTO POPOLAZIONE, CAPITALE, SERVIZI E RISORSE
Una parte delle interconnessioni tra popolazione e capitale industriale pas- La popolazione e il capitale industriale sono influenzati anche dal livello
sa attraverso il capitale agricolo, la terra coltivata e l'inquinamento. Le del capitale dei servizi (sanità, istruzione) e dal livello delle risorse non rin-
frecce indicano relazioni causali, che possono essere immediate o ritarda- novabili.
te, forti o deboli, positive o negative, secondo le assunzioni impiegate nelle
diverse simulazioni del modello.
Ogni unità di prodotto industriale consuma risorse non rin-
novabili. In World3, il progresso tecnologico riduce la quantità
mento dei modelli occupazionali. Con l'industrializzazione, l'al- di risorse occorrenti per ogni unità di prodotto industriale, a
levamento dei figli diventa più costoso, e i vantaggi dell'avere parità di altre condizioni. Ma il modello non ammette che l'in-
una famiglia numerosa si riducono. Perciò le dimensioni deside- dustria produca beni materiali dal nulla. Con la diminuzione
rate della famiglia diminuiscono, e la fecondità si abbassa. delle risorse non rinnovabili, l'efficienza del capitale per l'otte-
182 / nuovi limiti dello sviluppo

nimento di risorse si riduce (un'unità di capitale fornisce sem-


pre meno risorse al settore industriale). Mano a mano che le ri-
sorse vengono consumate, la qualità delle risorse rimanenti, si
può supporre, peggiora. I nuovi giacimenti saranno sempre più
profondi e i luoghi di sfruttamento sempre più lontani da quelli
in cui le risorse sono utilizzate. Per estrarre, raffinare e traspor-
tare in superficie una tonnellata di rame o un barile di petrolio
occorreranno più capitale e più energia. Sul breve periodo, que-
ste tendenze possono essere controbilanciate dal progresso tec-
nologico. Sul lungo periodo, riducono la potenzialità di crescita
fisica.
La relazione tra le risorse rimanenti e il capitale che occorre
per ottenerle è fortemente non lineare. La forma generale della
curva appare nella figura 4.7, che mostra quanta energia è ne-
cessaria per estrarre e raffinare ferro e alluminio al variare del
tenore del minerale. L'energia non è capitale (è difficile misurare
il capitale effettivamente utilizzato nell'attività estrattiva), ma la
quantità di energia richiesta da un compito dà un'idea abbastan-
za precisa del capitale corrispondente. Mano a mano che il teno- F I G U R A 4.7 - E N E R G I A O C C O R R E N T E P E R R I C A V A R E
re del minerale si abbassa, deve essere scavata più roccia per METALLO PURO DAL M I N E R A L E

tonnellata di risorsa finale, la roccia va frantumata in parti più Mano a mano che il loro contenuto di metallo diminuisce, i minerali richie-
minute, occorre separarla più accuratamente nei minerali che la dono quantità di energia sempre maggiori per essere raffinati (Fonte: N.J.
compongono, vi sono maggiori quantità di sterili da trattare. Page - S.C. Creasey).
Tutto ciò richiede l'uso di macchine. E se il settore che produce
risorse richiede più energia e più capitale, vi saranno meno inve- Abbiamo già descritto i processi di crescita della popolazione
stimenti per altri scopi economici (a parità di altre condizioni). e del capitale nel capitolo 2. Nel capitolo 3 ci siamo soffermati
sui limiti ambientali del «mondo reale». Ora vedremo come so-
Un diagramma di tutte le interconnessioni di World3, che il-
no rappresentati i limiti in World3. Più avanti, prenderemo in
lustra tutte le ipotesi incluse nel modello, è riprodotto nel C D -
esame i ritardi e i processi di erosione che abbiamo incluso nel
R O M di World3, con l'aggiunta di informazioni molto più detta-
nostro modello al calcolatore.
gliate sugli undici scenari.
La questione cruciale, che più di tutte va tenuta presente nell'e-
Non è tuttavia necessario comprendere ognuno di questi colle-
sposizione che seguirà, è se, e sotto quali condizioni, vi siano so-
gamenti per capire come funziona il modello e per farsi un'idea
miglianze o differenze tra il modello al calcolatore qui descritto e
dei suoi scenari. L'unica cosa necessaria è comprendere le carat-
la popolazione e l'economia «reali», che ciascuno conosce attra-
teristiche principali del modello:
verso il proprio modello mentale. Ove vi siano differenze, ci tro-
• processi di crescita veremo di fronte quelle stesse questioni che costantemente assil-
• limiti lano chi costruisce un modello. Quale dei due modelli - il nostro
• ritardi o World3 - appare più utile per ragionare sul futuro? Vi è un cri-
• processi di erosione. terio che potrebbe aiutarci a scoprirlo? Se appare più utile il mo-
184 / nuovi limiti dello sviluppo La dinamica della crescita in un mondo finito 185

dello al calcolatore, quali delle sue caratteristiche faremmo bene tesi che lo sviluppo di nuove terre avvenga a costi crescenti,
a incorporare nel nostro modello mentale, in modo che le nostre giacché sono coltivate per prime le terre più accessibili e più
interpretazioni dei problemi globali siano utili e le nostre azioni favorevoli. L'erosione e i processi di urbanizzazione e di indu-
efficaci? strializzazione sottraggono terra alla coltivazione. Gli investi-
menti nella salvaguardia dei suoli possono ridurre l'erosione.
La fertilità del terreno è la capacità del suolo di sostenere la
Con e senza limiti crescita delle piante: è una combinazione di contenuto nutri-
Un'economia che cresca esponenzialmente c o n s u m a risorse, tivo, profondità del suolo, capacità di trattenere l'acqua, cli-
emette rifiuti e sottrae terra alla produzione di risorse rinnova- ma e struttura del terreno. Abbiamo fatto l'ipotesi che nel
bili. Poiché avviene in un ambiente finito, l'espansione dell'eco- 1900 la fertilità del terreno fosse sufficiente a produrre ogni
nomia crea pressioni. Le pressioni cominciano a montare ben anno 600 chilogrammi per ettaro di cereali equivalenti senza
prima che la società raggiunga il punto in cui crescere ancora è impiego di fertilizzanti. La fertilità del terreno è ridotta dal-
impossibile. In risposta alle pressioni, l'ambiente invia segnali l'inquinamento, che, in parte, deriva dai fattori produttivi
all'economia. Questi segnali assumono molte forme. Serve più dell'agricoltura industriale. Abbiamo ipotizzato che un terre-
energia per pompare acqua dagli acquiferi in esaurimento, gli no degradato lasciato a riposo riguadagni metà della sua fer-
investimenti per sviluppare un ettaro di nuova terra agricola tilità in ventanni, o molto più rapidamente se vengono fatti
crescono, i danni provocati da emissioni che si credevano inno- investimenti a questo scopo (concimazione organica, coltura
cue divengono all'improvviso evidenti, i sistemi naturali della di leguminose, impiego di compost).
Terra guariscono più lentamente dalle ferite dell'inquinamento. La resa ottenibile per unità di superficie coltivata dipende dal-
L'aumento di questi costi reali non si traduce subito e necessa- la fertilità del terreno, dall'inquinamento atmosferico, dall'u-
riamente nell'incremento dei prezzi monetari, poiché i prezzi di so intensivo di fattori produttivi quali i fertilizzanti, e dal li-
mercato possono essere ridotti da decreti o sussidi, o distorti vello tecnologico. Questi fattori produttivi incrementano la
per altre vie. Pressioni e segnali, amplificati o meno dall'incre- resa ma danno rendimenti decrescenti: ogni chilogrammo in
mento dei prezzi di mercato, sono parte importante di anelli di più di fertilizzante fa aumentare la resa meno del chilogram-
retroazione negativa che cercano di adeguare l'economia ai vin- mo precedente. Abbiamo fatto l'ipotesi che l'impiego di fat-
coli del sistema circostante. In altre parole, cercano di fermare tori produttivi possa accrescere la fertilità naturale dei terre-
ni, al massimo, di 7,4 volte (si noti che si tratta del 740%, un
l'espandersi dell'impronta ecologica, che sollecita sempre più le
incremento che vale per tutti i terreni, non solo per quelli
sorgenti e i pozzi del pianeta.
più produttivi). È possibile valutare il margine di incertezza
World3 include solo alcuni dei limiti di sorgenti e pozzi pla- di questa stima facendo girare il modello con valori ancora
netari. (Il «mondo reale» ne contiene molti di più.) All'interno più alti.
del modello, tutti questi limiti possono essere allontanati o avvi-
Le risorse non rinnovabili includono i minerali, i metalli e i
cinati da tecnologie, comportamenti, mutamenti di scopi e di
combustibili fossili. Nel caso tipico, il modello inizia dall'an-
scelte. Nella versione standard, «predefinita», di World3, i limiti no simulato 1900 con un livello di risorse pari a più di 7000
di sorgenti e pozzi sono i seguenti: 7
volte il tasso di estrazione dell'anno 1900. Abbiamo fatto l'i-
• La terra coltivata, che è la terra impiegata in tutte le attività potesi che gli investimenti occorrenti per la ricerca e l'estra-
agricole. Il valore massimo postulato è di 3,2 miliardi di etta- zione delle risorse non rinnovabili aumentino, visto che i gia-
ri. Gli investimenti nello sviluppo di nuove terre estendono la cimenti più ricchi e più convenienti sono quelli sfruttati per
terra coltivata. Come indica la figura 4.2, abbiamo fatto l'ipo- primi.
186 / nuovi limiti dello sviluppo ia dinamica della crescita in un mondo finito 187

m La capacità della Terra di assorbire l'inquinamento è un altro la lotta per il potere politico, dall'intolleranza etnica o dalla cor-
limite presente in WorlcB. È il risultato netto di molti proces- ruzione. Privo com'è di molti limiti sociali, World3 dipinge un
si differenti, che isolano o convertono materiali tossici di lun- quadro troppo ottimistico delle opzioni future.
ga durata, così da renderli inoffensivi. Si tratta di materiali Che cosa accadrebbe se ci sbagliassimo, poniamo, sull'am-
quali i composti clorurati organici, i gas serra e le scorie ra- montare di risorse non rinnovabili ancora nel sottosuolo? Che
dioattive. Questo limite può essere espresso in termini di pe- cosa accadrebbe se il valore effettivo fosse la metà di quanto da
riodo di dimezzamento ambientale: il tempo occorrente per- noi supposto, o il doppio, o dieci volte tanto? Che cosa acca-
ché i processi naturali diminuiscano della metà il livello di drebbe se la capacità «reale» della Terra di assorbire l'inquina-
inquinamento. Naturalmente, alcuni materiali tossici, come mento senza danni per la popolazione mondiale non fosse pari
gli isotopi del plutonio, h a n n o un tempo di dimezzamento a 10 volte il tasso di emissioni del 1990, ma a 50 o 500 (o 0,5)
praticamente infinito. Ma qui abbiamo adottato valori molto volte? E che cosa accadrebbe se fossero inventate tecnologie ta-
ottimistici. La nostra ipotesi è che nel 1970 il tempo di di- li da ridurre (o accrescere) l'emissione di i n q u i n a m e n t o per
mezzamento fosse pari a un anno. Se l'inquinamento persi- unità di produzione industriale?
stente aumentasse di 250 volte rispetto al livello del 1970, il Un modello al calcolatore è un dispositivo per rispondere a
tempo di dimezzamento salirebbe a 10 anni. Questo è il limi- questo tipo di domande. Permette di condurre prove con rispar-
te meno conosciuto in termini quantitativi, già per le singole mio di t e m p o e di denaro. Tutti questi «che cosa accadrebbe
sostanze inquinanti; l'incertezza del suo valore per l'insieme se...» possono essere verificati. E possibile, per esempio, asse-
degli inquinanti persistenti è enorme. gnare ai limiti di World3 valori astronomicamente alti, o pro-
grammare il sistema in modo che tali valori crescano esponen-
Per fortuna, le ipotesi che abbiamo fatto sull'assimilazione
zialmente. Abbiamo provato a farlo. Se eliminiamo dal modello
degli inquinanti persistenti non sono essenziali per il modello,
ogni limite fisico postulando una tecnologia che abbia potenzia-
dato che tali sostanze non influenzano granché i parametri che
le illimitato, impatto pressoché istantaneo, costo zero, e, per di
compaiono altrove in World3. La nostra ipotesi è che se l'inqui-
più, sia esente da errori, l'economia u m a n a simulata cresce in
namento aumentasse di cinque volte rispetto al 2000, la speran-
misura formidabile. La figura 4.8, Scenario 0, illustra quel che
za di vita per l'uomo si ridurrebbe di meno del 2%. Nei nostri
accade.
undici scenari, accade di rado che l'inquinamento persistente
raggiunga valori cinque volte più alti di quelli del 2000. Quando La simulazione della figura 4.8, Scenario 0, è stata generata
ciò accade - in scenari estremi - la fertilità della terra si riduce modificando i valori numerici di World3 alla luce delle assun-
del 10% o più ogni anno. Il declino può tuttavia essere compen- zioni seguenti:
sato da investimenti per la conservazione dei suoli. Il modello • Le risorse non rinnovabili occorrenti per produrre un'unità
può essere fatto girare con altre stime per valutare i loro effetti. di prodotto industriale diminuiscono, in modo esponenziale
Nel «mondo reale» vi sono molti altri tipi di limiti, fra l'altro e illimitato, del 5% l'anno, con un calo del 50% ogni 15 anni,
di tipo sociale e amministrativo. Alcuni sono impliciti nei dati nell'ipotesi che la società si sforzi di fare un uso più efficiente
numerici impiegati in World3, giacché i coefficienti del nostro delle sue risorse.
modello derivano dalla storia «reale» del mondo nell'ultimo se- • L'inquinamento generato per unità di produzione industriale
colo. Ma in World3 non ci sono guerre, né scioperi, né corruzio- diminuisce, in modo esponenziale e illimitato, del 5% l'anno,
ne, né dipendenza da droghe, e nemmeno criminalità e terrori- posto che lo si desideri.
smo. La sua popolazione simulata fa tutto il possibile per • La resa agricola per unità di fattore produttivo aumenta in
risolvere i problemi che ha di fronte, senza farsi distogliere dal- modo esponenziale e illimitato del 5% l'anno, con un raddop-
La dinamica della crescita in un mondo finito 189

pio ogni 15 anni, nell'ipotesi che la società si sforzi di accre-


scere la sua produzione di alimenti.
, Ognuna di queste conquiste tecniche è applicabile in tutta l'e-
conomia mondiale senza costi di capitale aggiuntivi e con un
ritardo di soli 2 anni (anziché i 20 del modello originario),
posto che la società giudichi desiderabile tale tecnologia.
, Gli insediamenti umani sottraggono terra all'agricoltura a un
quarto del tasso normalmente ipotizzato in World3, e il so-
vraffollamento non produce effetti negativi sulla speranza di
vita dell'umanità.
a II prodotto agricolo non è influenzato in misura significativa
dall'inquinamento.
In questa simulazione, la popolazione rallenta la sua crescita,
giunge a circa 9 miliardi di individui e poi, gradualmente, decli-
na, giacché tutti gli abitanti della Terra diventano abbastanza
prosperi da andare incontro alla transizione demografica. La spe-
ranza di vita media si stabilizza in tutto il mondo a circa 80 anni.
Nell'anno 2080, la resa agricola media è quasi 6 volte quella del-
l'anno 2000. Il prodotto industriale sale vertiginosamente fino a
uscire dal grafico: si ferma, a un livello molto elevato, solo per la
penuria di forza lavoro, poiché il capitale industriale da ammini-
strare è pari a 40 volte quello dell'anno 2000, mentre la popola-
zione aumenta solo di 1,5 volte. (Potremmo sopprimere anche
questo limite supponendo che la capacità di impiego del capitale
da parte del lavoro avesse una crescita esponenziale sufficiente-
mente rapida.)
Nell'anno simulato 2080, la produzione industriale globale è
pari a 30 volte quella del 2000, e gli alimenti sono pari a 6 volte.
Per giungere a questo punto, nei primi 80 anni del XXI secolo il
mondo accumula un capitale industriale quasi 40 volte maggio-

F1GURA 4.8 - SCENARIO 0: INFINITO IN ENTRATA, INFINITO IN USCITA


Se dal sistema World3 si eliminano tutti i limiti fisici, la popolazione rag-
giunge un picco di quasi 9 miliardi e poi comincia un lento declino attra-
verso una transizione demografica. L'economia cresce finché nell'anno
2080 il prodotto industriale arriva a un livello pari a 30 volte quello del
1900 2000 2100 2000, pur consumando la medesima quantità annua di risorse non rinno-
vabili e producendo solo un ottavo dell'inquinamento.
Scenario 0
190 / nuovi limiti dello sviluppo La dinamica della crescita in un mondo finito 191

COME LEGGERE GLI SCENARI DI WORLD3 • impronta ecologica umana


Nei capitoli 4, 6 e 7 di q u e s t o libro, m o s t r e r e m o undici differenti • indice di b e n e s s e r e u m a n o
« s i m u l a z i o n i al calcolatore» o scenari generati da World3. Ogni Tutte le s c a l e verticali p a r t o n o da zero. Per facilitare il c o n -
s i m u l a z i o n e è basata sulla stessa struttura del m o d e l l o . In ogni fronto, in tutte le s i m u l a z i o n i è stata a d o t t a t a s e m p r e la s t e s s a
s c e n a r i o , tuttavia, v e n g o n o c a m b i a t i alcuni valori n u m e r i c i per scala verticale per ogni variabile. A b b i a m o tuttavia o m e s s o i valo-
m e t t e r e alla p r o v a i p o t e s i differenti sui p a r a m e t r i del « m o n d o ri n u m e r i c i sulle scale verticali delle variabili, p e r c h é i precisi va-
reale», o per tenere c o n t o di previsioni più o t t i m i s t i c h e sullo svi- lori c h e queste a s s u m o n o in ogni istante del t e m p o s i m u l a t o n o n
l u p p o t e c n o l o g i c o , o per scoprire c h e c o s a a c c a d r e b b e se il m o n - s o n o significativi. Si noti, inoltre, che nello s t e s s o grafico le varia-
do adottasse politiche, sistemi di valori o scopi differenti. bili s o n o rappresentate in scale diverse, c o n unità di m i s u r a di-
U n a volta e s e g u i t i i c a m b i a m e n t i di cui v o g l i a m o a n a l i z z a r e verse. Per e s e m p i o , la scala degli a l i m e n t i p r ò c a p i t e va da 0 a
gli effetti, W o r l d 3 r i c a l c o l a le i n t e r a z i o n i tra le s u e 2 0 0 e p i ù 1000 c h i l o g r a m m i di cereali equivalenti per p e r s o n a l'anno, m e n -
e q u a z i o n i , m a n o a m a n o c h e le variabili si i n f l u e n z a n o recipro- tre la scala della speranza di vita va da 0 a 90 anni.
c a m e n t e nel t e m p o . Dall'anno 1900 all'anno 2 1 0 0 , o g n i sei m e s i D a t o c h e i valori numerici n o n s o n o significativi, il lettore d o -
del t e m p o s i m u l a t o , World3 c a l c o l a u n n u o v o valore p e r c i a s c u - vrebbe concentrarsi su c o m e c a m b i a la forma delle curve nei di-
na variabile. Il m o d e l l o g e n e r a più di 8 0 . 0 0 0 valori n u m e r i c i per versi scenari. N e g l i scenari c h e r i t r a g g o n o il c o l l a s s o , tuttavia,
ogni scenario. N o n ha s e n s o rappresentare qui tutte queste p r e f e r i a m o n o n attribuire a l c u n s i g n i f i c a t o a l c o m p o r t a m e n t o
i n f o r m a z i o n i : s o n o p o c h i i n u m e r i c h e h a n n o s i g n i f i c a t o presi delle curve d o p o il p u n t o in cui esse, raggiunto il p i c c o , c o m i n c i a -
i s o l a t a m e n t e . P e r c i ò s e m p l i f i c h e r e m o i risultati del m o d e l l o , sia no a declinare. Ogni scenario è rappresentato c o m p l e t a m e n t e fi-
per c o m p r e n d e r l i noi stessi sia per trasmetterli ai lettori. no all'anno 2 1 0 0 . Ma n o n d e s c r i v e r e m o il c o m p o r t a m e n t o degli
A q u e s t o s c o p o r a p p r e s e n t i a m o graficamente, in f u n z i o n e del e l e m e n t i del m o d e l l o d o p o l'inizio del c o l l a s s o di un fattore signi-
tempo, i valori di un piccolo n u m e r o di variabili cruciali, c o m e la ficativo. È c h i a r o c h e il collasso della p o p o l a z i o n e o dell'industria
popolazione, l'inquinamento e le risorse naturali. In questo libro, nel « m o n d o reale» m o d i f i c h e r e b b e m o l t e relazioni importanti e
ogni scenario è corredato di tre grafici. Il formato è il m e d e s i m o in p e r c i ò infirmerebbe m o l t e delle a s s u n z i o n i c h e a b b i a m o i m p i e -
tutti gli scenari. Il grafico in alto, d e n o m i n a t o «Stato del m o n d o » , gato nel m o d e l l o .
mostra i totali globali di: Ogni volta c h e g e n e r i a m o u n o scenario, il calcolatore crea u n a
• popolazione dettagliata tabella c h e dà il valore n u m e r i c o di ogni variabile del
m o d e l l o ogni sei m e s i tra l'anno 1900 e l'anno 2 1 0 0 . Queste tabel-
• p r o d u z i o n e alimentare
le ci m e t t o n o a d i s p o s i z i o n e u n a m o l e e n o r m e di dati e s t r e m a -
• prodotto industriale
m e n t e dettagliati. La tabella dello S c e n a r i o 0, per e s e m p i o , m o -
• livello relativo di i n q u i n a m e n t o
stra c h e la p o p o l a z i o n e m o n d i a l e raggiunge un valore m a s s i m o di
• risorse n o n rinnovabili restanti. 8 . 8 7 6 . 1 8 6 . 0 0 0 abitanti nell'anno s i m u l a t o 2 0 6 5 , 0 . In q u e s t o s t e s s o
Il grafico centrale, d e n o m i n a t o «Tenore materiale di vita», m o - scenario, l'indice di i n q u i n a m e n t o persistente tocca un valore di
stra i valori m e d i globali di: 3 , 1 5 0 5 3 0 n e l l ' a n n o 2 0 0 0 e r a g g i u n g e il v a l o r e m a s s i m o di
6 , 8 3 0 5 5 2 nell'anno s i m u l a t o 2026,5; in quell'arco di t e m p o l'indi-
• p r o d u z i o n e alimentare prò capite
ce cresce di un fattore pari a 2,1680. Ma la gran m a s s a di questi
• servizi prò capite n u m e r i n o n fornisce informazioni utili. N o n vi è ragione di espri-
• speranza m e d i a di vita m e r e c o n u n a precisione di c i n q u e cifre a l c u n n u m e r o , alcuna da-
• beni di c o n s u m o prò capite. ta, del futuro c h e World3 ci permette di simulare. R i c o r d i a m o l o
Il grafico in b a s s o , d e n o m i n a t o «Benessere e i m p r o n t a ecologi- a n c o r a u n a volta: quello c h e ci interessa è il q u a d r o generale. Al
ca dell'umanità», mostra i valori di d u e indicatori globali: centro della nostra attenzione s o n o alcune variabili cruciali e al-
192 / nuovi limiti dello sviluppo La dinamica della crescita in un mondo finito 193

ancora possibili progressi in fatto di efficienza, perfino di 100


c u n e d o m a n d e altrettanto cruciali. Quali variabili s m e t t o n o d i volte. Ma nulla, dei dati presentati nel capitolo 3, fa pensare che
crescere nel c o r s o del p r o s s i m o secolo? Con q u a n t a rapidità cre- l'intera economia globale stia progredendo tanto velocemente. Se
s c o n o o declinano? Quali s o n o le c a u s e principali di q u e s t o c o m -
anche non vi fosse null'altro a impedire questi rapidi cambia-
p o r t a m e n t o ? Le a s s u n z i o n i i m p i e g a t e in u n o scenario fanno cre-
menti, la durata del capitale fisso - il tempo occorrente per sosti-
scere u n a variabile più r a p i d a m e n t e o più lentamente? F a n n o sì
c h e il s u o p i c c o c a d a p i ù in alto o più in b a s s o ? Quali c a m b i a -
tuire o ammodernare il parco veicolare, il patrimonio edilizio, i
m e n t i politici potrebbero produrre un risultato più favorevole? macchinari installati nelle fabbriche dell'economia globale - e la
Nel presentare le nostre risposte a queste d o m a n d e , s c e n a r i o capacità del capitale esistente di produrre così velocemente tut-
d o p o s c e n a r i o , s e m p l i f i c h e r e m o i dati generati dal c a l c o l a t o r e to questo nuovo capitale renderebbero inverosimile, ai nostri oc-
sulla base delle d u e regole seguenti. La c o l l o c a z i o n e t e m p o r a l e di chi, uno scenario di «dematerializzazione» siffatto. La difficoltà
ogni m a s s i m o o m i n i m o sarà a p p r o s s i m a t a al d e c e n n i o più vici- di realizzare questa condizione di illimitatezza sarebbe accen-
no (a partire da 5,0 a r r o t o n d e r e m o per e c c e s s o alla decina s u p e - tuata, nella «vita reale», da tutti i vincoli politici e burocratici
riore); per e s e m p i o , le date 2 0 1 6 , 2032,5 e 2035 s a r a n n o arroton- che impediscono al sistema dei prezzi di segnalare che le tecno-
date a 2 0 2 0 , 2 0 3 0 e 2 0 4 0 . Ogni valore di u n o specifico p a r a m e t r o logie necessarie potrebbero essere remunerative.
e ogni rapporto tra due valori numerici sarà a p p r o s s i m a t o alla ci-
Se consideriamo qui questa simulazione non è perché credia-
fra significativa più vicina. Perciò i dati precedenti relativi allo
S c e n a r i o 0 s a r a n n o presentati in questi termini: «La p o p o l a z i o n e
mo che essa illustri un futuro verosimile del «mondo reale», ma
m o n d i a l e raggiunge un m a s s i m o di 9 miliardi nell'anno s i m u l a t o per quello che ci insegna su World3 e sulla costruzione di mo-
2 0 7 0 . I n q u e s t o s c e n a r i o , l'indice d i i n q u i n a m e n t o p e r s i s t e n t e delli.
passa dal valore 3 nell'anno 2 0 0 0 al valore m a s s i m o 7 nell'anno Su World3 ci insegna che la struttura del modello contiene
s i m u l a t o 2030, c o n un a u m e n t o di un fattore 2 nel c o r s o di quel un vincolo autolimitante per la popolazione, ma non contiene
periodo». Queste regole, di tanto in tanto, p o t r a n n o produrre di- alcun vincolo autolimitante per il capitale. Il modello è costrui-
screpanze di m i n o r c o n t o . N o n fatevi fuorviare; s o n o d o v u t e a er- to in modo che la popolazione globale, alla fine, prima si stabi-
rori di a r r o t o n d a m e n t o , e n o n h a n n o alcuna influenza sugli inse- lizzerà e poi comincerà a declinare, se il prodotto industriale
g n a m e n t i di fondo c h e ci s o n o offerti dal m o d e l l o . prò capite aumenterà a sufficienza. Ma poco o nulla, nel «mon-
do reale», fa pensare che gli individui o i paesi più prosperi non
siano interessati a diventare ancora più prosperi. Perciò le poli-
re di quello dell'intero XX secolo. Nonostante questo incremen- tiche incorporate in World3 rappresentano l'assunzione che i
to del capitale, il mondo della figura 4.8, rispetto all'anno 2000, possessori di capitale continueranno indefinitamente a sforzar-
diminuisce leggermente il suo consumo di risorse non rinnova- si di moltiplicare le proprie ricchezze, e che i consumatori con-
bili, e riduce le emissioni di sostanze inquinanti di un fattore 8. tinueranno a desiderare di accrescere i propri consumi. Queste
Dal 2000 al 2080, il benessere umano aumenta del 25% e l'im- assunzioni però possono essere modificate, e, di fatto, le modi-
pronta ecologica si riduce del 40%. Nell'ultimo anno dello sce- ficheremo nelle simulazioni politiche presentate nel capitolo 7.
nario, il 2100, l'impronta è rientrata nella «zona di sicurezza», La figura 4.8 illustra anche uno dei più famosi principi della
al di sotto del livello sostenibile. costruzione di modelli: il principio G I G O , cioè Garbage In, Gar-
Non mancano coloro che credono in questo tipo di scenario; è bage Out (spazzatura in entrata, spazzatura in uscita). Se im-
qualcosa che si aspettano e di cui si compiacciono. Sono ben no- mettiamo ipotesi irrealistiche nel nostro modello, otterremo ri-
te le storie di formidabili incrementi di efficienza in singoli pae- sultati irrealistici. Il calcolatore trae le conseguenze logiche
si, settori economici o processi industriali. Ne abbiamo raccon- delle ipotesi fatte, ma non dice nulla della verità di tali ipotesi.
tate alcune nel capitolo 3. Speriamo e siamo convinti che siano Sotto l'ipotesi che l'economia possa accrescere di 40 volte l'ac-
194 / nuovi limiti dello sviluppo

cumulazione del capitale industriale, che i limiti fisici siano or- a) Si ha crescita continua se
mai abbattuti, che questa o quell'innovazione tecnica possa esse- • i limiti fisici sono molto lontani, oppure
• i limiti fisici crescono essi stessi in modo
re introdotta nell'intero capitale fisso globale in soli due anni e
esponenziale
senza costi, World3 ci regala una crescita economica pressoché
illimitata e, insieme, la riduzione dell'impronta ecologica. Ma il
punto cruciale, in questa e in ogni altra simulazione al calcolato-
re, è se le assunzioni di partenza sono credibili.
Noi non crediamo alle assunzioni che stanno dietro alla figu-
ra 4.8. È uno scenario che ritrae un'utopia tecnologica impossi-
bile. La simulazione potrebbe essere chiamata I F I - I F O , cioè Infi-
b) Si ha crescita sigmoide se
nity In, Infinity Out (infinito in entrata, infinito in uscita). Sotto
• i segnali diretti dai limiti fisici all'econo-
ipotesi che ci sembrano più «realistiche», il modello comincia a mia sono immediati, accurati e ricevono
esibire il comportamento di un sistema in crescita che si scon- subito risposta, oppure
tra con le resistenze provocate da limiti fisici. • la popolazione o l'economia si limitano
da sé senza bisogno di segnali derivanti
da limiti esterni
Limiti e ritardi
Un'entità fisica in crescita rallenta e poi si ferma, adattandosi
senza strappi ai suoi limiti (crescita a S), solo se riceve segnali
immediati e precisi sulla sua posizione rispetto a quei limiti, e c) Si ha superamento e oscillazione se
solo se risponde a quei segnali in modo veloce e accurato (figu- • i segnali o le risposte sono ritardati, e
ra 4.9b). • i limiti non sono suscettibili di erosione
Immaginate di essere alla guida di un'automobile e di vedere o sono in grado di ricuperare velocemen-
te dall'erosione
che il semaforo davanti a voi diventa rosso. Se, come accade di
solito, fermate tranquillamente l'auto all'altezza del semaforo è
perché c'è un segnale visivo accurato e veloce che vi dice dove il
semaforo si trova, perché il vostro cervello risponde subito a
quel segnale, perché il vostro piede si muove non appena avete
deciso di agire sul freno, e, infine, perché l'auto risponde al fre-
no con un'immediatezza che conoscete per lunga pratica. d) Si ha superamento e collasso se
Ma se il parabrezza dalla vostra parte fosse appannato, e se, • i segnali o le risposte sono ritardati, e
• i limiti s o n o suscettibili di erosione (su-
per sapere dove si trova il semaforo, doveste affidarvi al passeg- b e n d o una d e g r a d a z i o n e irreversibile
gero che vi sta accanto, il breve ritardo comunicativo potrebbe quando vengono superati)
farvi passare col rosso (a meno che non abbiate rallentato in an-
ticipo, tenendo conto di tale ritardo). Se il passeggero dicesse il
falso, o non gli voleste dare retta, o i freni non facessero effetto
prima di due minuti, o quel tratto di strada fosse ghiacciato, co-
sì da impedire all'automobile di fermarsi prima di aver percorso F I G U R A 4 9 - C A U S E S T R U T T U R A L I D E L L E QUATTRO M O D A L I T À
qualche centinaio di metri, allora oltrepassereste il semaforo. POSSIBILI DI COMPORTAMENTO D E L MODELLO WORLD3
196 / nuovi limiti dello sviluppo La dinamica della crescita in un mondo finito 197

Non vi può essere un equilibrio puntuale e preciso tra un siste-


ma e i suoi limiti se l'informazione di ritorno è ritardata o distor- I P C B si trovano quasi in tutti i c o m p o n e n t i dell'ecosistema globa-
ta, se è ignorata o respinta, se vi è un errore nell'adattamento, o le. L'idrosfera è u n a fonte importante dei P C B atmosferici. ... Resi-
dui di P C B s o n o stati rilevati nei s e d i m e n t i di fiumi, laghi e oceani.
se il sistema è in grado di rispondere solo dopo un ritardo. Se va-
... Un a m p i o studio dell'ecosistema dei Grandi Laghi nordameri-
le una qualunque di queste condizioni, la grandezza in crescita si
cani illustra c h i a r a m e n t e le b i o c o n c e n t r a z i o n i preferenziali dei
correggerà troppo tardi e supererà il limite (figure 4.9c e 4.9d). residui di P C B nella catena alimentare.
Abbiamo già descritto alcuni dei ritardi di informazione e di E N V I R O N M E N T CANADA, 1991
risposta presenti in World3. Uno di questi è il ritardo tra il mo-
mento in cui un agente inquinante è immesso nella biosfera e il D D T e P C B s o n o i soli c o m p o s t i organici clorurati c h e s o n o stati te-
momento in cui comincia a produrre danni osservabili alla sa- nuti sotto o s s e r v a z i o n e in m o d o s i s t e m a t i c o nei m a m m i f e r i mari-
lute o agli alimenti degli esseri umani. Un esempio è dato dai ni dell'Artico. ... I livelli di P C B nel latte m a t e r n o delle d o n n e Inuit
10-15 anni che devono trascorrere prima che una molecola di s o n o tra i più alti m a i misurati. ... Un elevato c o n s u m o di p e s c i e
C F C liberata al livello del suolo cominci a distruggere l'ozono m a m m i f e r i marini è p r o b a b i l m e n t e la principale m o d a l i t à di as-
stratosferico. I ritardi nella condotta politica sono anch'essi im- s o r b i m e n t o dei P C B . ... Questi risultati i n d i c a n o c h e c o m p o s t i tos-
sici c o m e i P C B potrebbero avere un r u o l o nell'indebolimento del
portanti. Vi è spesso un ritardo di parecchi anni tra il momento
s i s t e m a i m m u n i t a r i o e nell'elevata f r e q u e n z a di i n f e z i o n i tra i
in cui un problema è riconosciuto e il momento in cui tutti gli
b a m b i n i Inuit.
attori coinvolti concordano una linea d'azione comune. Torne- E . DEWAILLY, 1 9 8 9
remo su questi ritardi nel prossimo capitolo.
Un altro esempio di ritardo è la percolazione dei bifenili poli- [Nel W a d d e n z e e , sulle c o s t e dei Paesi B a s s i , ] il s u c c e s s o riprodut-
clorurati ( P C B ) attraverso l'ambiente naturale. A partire dal
8
tivo delle foche la cui dieta presentava i livelli [di P C B ] più alti ha
1929, l'industria ha prodotto all'incirca due milioni di tonnellate avuto u n a r i d u z i o n e significativa ... [e ciò m o s t r a c h e ] l'insucces-
di queste sostanze chimiche stabili, oleose, non infiammabili. so riproduttivo delle foche c o m u n i è correlato all'alimentazione a
Sono state usate soprattutto per dissipare il calore nei condensa- b a s e di p e s c i provenienti dall'area inquinata. ... Queste scoperte
tori e nei trasformatori elettrici, ma anche come fluidi idraulici, c o n f e r m a n o i risultati ottenuti in e s p e r i m e n t i sui visoni, nei quali
i P C B influenzavano n e g a t i v a m e n t e la capacità riproduttiva.
lubrificanti, sostanze ignifughe, e come componenti di lacche,
P.J.H. R E I J N D E R S , 1986
vernici, inchiostri, carte autocopianti e pesticidi. Per quarant'an-
ni, chi utilizzava queste sostanze chimiche se ne è sbarazzato in-
terrandole o scaricandole lungo le strade, nei condotti di fogna e
nei corpi idrici, senza riguardo per le conseguenze ambientali. forma vivente, dove si accumulano nei tessuti grassi in concen-
Poi, nel 1966, in uno studio fondamentale che aveva lo scopo di trazioni che aumentano salendo lungo la catena alimentare. Le
rilevare la presenza di D D T nell'ambiente, il ricercatore danese concentrazioni più elevate si osservano in pesci carnivori, uc-
Sòren Jensen riferì di avere riscontrato non solo D D T , ma anche celli marini e mammiferi, nei tessuti grassi dell'uomo e nel latte
una diffusa presenza di P C B . Da allora, i P C B sono stati trovati
9
materno umano.
da altri ricercatori in tutti o quasi gli ecosistemi terrestri. L'impatto dei P C B sulla salute dell'uomo e di altri animali sta
I P C B , per la maggior parte, sono relativamente insolubili in venendo alla luce un po' alla volta. Si tratta di una matassa par-
acqua ma solubili nei grassi, e hanno tempi di permanenza mol- ticolarmente difficile da dipanare, perché i P C B comprendono
to lunghi nell'ambiente. Si muovono velocemente da un punto 209 composti strettamente apparentati, ciascuno dei quali può
all'altro dell'atmosfera, più lentamente attraverso il terreno o i avere effetti diversi. Certo è che alcuni P C B interferiscono nel
sedimenti di fiumi e laghi, finché non sono assorbiti da qualche funzionamento del sistema endocrino. Essi imitano l'azione di
198 / nuovi limiti dello sviluppo La dinamica della crescita in un mondo finito 199

alcuni ormoni, come gli estrogeni, e bloccano l'azione di altri, Il problema non riguarda solo i Paesi Bassi. Negli Stati Uniti,
come gli ormoni tiroidei. L'effetto - in qualunque animale con l'impiego agricolo del D C P fu bandito nel 1977. Tuttavia, tra il
un sistema endocrino: uccelli, balene, orsi polari, esseri umani - 1988 e il 1995, il Programma di monitoraggio dei pesticidi dello
è quello di confondere i sottili segnali che regolano il metaboli- Stato di Washington (Washington State Pesticide Monitoring
smo e il comportamento. Specialmente durante lo sviluppo em- program) ha analizzato le acque sotterranee in 243 siti ubicati
brionale, anche esigue concentrazioni di interferenti endocrini jn 11 aree di studio e ha rilevato questa sostanza chimica in
possono provocare danni gravissimi. Possono causare la morte concentrazioni considerate dannose per la salute u m a n a . 13

dell'organismo in via di sviluppo, o alterarne il sistema nervoso, La struttura per età della popolazione determina un ritardo
10
l'intelligenza o la funzione sessuale. in un altro ambito di World3. Una popolazione con una storia
Visto che si muovono lentamente, durano molto a lungo, e si recente di tassi di natalità elevati comprende molti più giovani
accumulano ai livelli più alti della catena alimentare, i P C B sono che anziani. Perciò, anche se la fecondità si abbassa, la popola-
stati definiti una «bomba a orologeria». Molti paesi hanno proi- zione continuerà a crescere per decenni, m a n o a m a n o che i
11
bito produzione e impiego dei P C B sin dagli anni Settanta; ma giovani raggiungeranno l'età feconda. Anche se il n u m e r o di
ne resta ancora una quantità enorme. Di tutti i P C B che sono sta- bambini per famiglia diminuisce, il numero di famiglie aumen-
ti prodotti, buona parte è ancora in uso o è contenuta in appa-
recchi elettrici abbandonati. Nei paesi con una legislazione sui
rifiuti pericolosi, una parte di quei vecchi P C B è stata interrata o
smaltita mediante incenerimento controllato, un procedimento
che ne distrugge la struttura molecolare e ne sopprime l'attività
biologica. Nel 1989 è stato stimato che il 30% dei P C B prodotti è
già stato liberato nell'ambiente. Solo l'l% ha raggiunto gli ocea-
ni. Il 29% che manca all'appello si trova disperso nei suoli, nei
fiumi e nei laghi, dove continuerà a migrare da un essere viven-
12
te all'altro per decenni.
La figura 4.10 mostra un altro esempio di ritardo dell'inqui-
namento, il lento trasporto di sostanze chimiche attraverso il
suolo fino alle acque sotterranee. Dagli scorsi anni Sessanta al
1990, quando fu infine bandito, l'l,2-dicloropropene (DCPe), un
disinfettante del suolo, fu largamente impiegato nei Paesi Bassi
nella coltivazione delle patate e dei bulbi di fiori. Esso contiene
una sostanza contaminante, l'l,2-dicloropropano (DCPa), che, a
quanto ne sanno gli scienziati, ha una durata illimitata nelle ac- FIGURA 4.10 - LA LENTA PERCOLAZIONE ATTRAVERSO
que sotterranee. Calcoli riferiti a un bacino idrografico mostrano IL SUOLO DELL' 1,2-DCP NELLE ACQUE SOTTERRANEE
che il DCPa già presente nel suolo continuerà a infiltrarsi nelle ac- Il D C P , un disinfettante del suolo, fu utilizzato massicciamente nei Paesi
que sotterranee, dove raggiungerà concentrazioni significative Bassi negli scorsi anni Settanta; il suo uso poi fu limitato e infine, nel 1990,
solo dopo l'anno 2010. Da quel momento in poi, si prevede che le fu messo al bando. Di conseguenza, la concentrazione di D C P negli strati su-
periori dei suoli agricoli è rapidamente calata. Nel 1991 è stato calcolato
acque sotterranee resteranno contaminate per almeno un secolo, che la concentrazione di D C P nelle acque sotterranee raggiungerà il massi-
con concentrazioni fino a 50 volte superiori a quelle fissate dal- mo solo nel 2020, e sarà presente nelle acque in concentrazioni significati-
l'Unione Europea per l'acqua potabile. ve ancora dopo la metà del XXI secolo. (Fonte: N.L. van der Noot)
200 / nuovi limiti dello sviluppo La dinamica della crescita in un mondo finito 201

ta. A causa di questa inerzia demografica, se la fecondità dell'in- poi si correggerà e ridiscenderà, quindi supererà di nuovo il li-
tera popolazione mondiale raggiungesse nell'anno 2010 il livello mite, in u n a sequenza di oscillazioni che solitamente si smor-
di sostituzione (in media, circa due nati per famiglia), la popo- zano fino a un equilibrio collocato al di sotto del limite (figura
lazione continuerebbe a crescere fino al 2060, e si stabilizzereb- 4.9c).
be una volta giunta a circa otto miliardi di persone. Superamento e oscillazione sono possibili solo se l'ambiente
Nel sistema del «mondo reale» vi sono molti altri ritardi. Le subisce danni trascurabili durante i periodi di sovraccarico o se
risorse non rinnovabili possono essere consumate per genera- è in grado di ristabilirsi abbastanza velocemente durante i pe-
zioni prima che il processo abbia conseguenze economiche gra- riodi di carico meno gravoso.
vi. Il capitale industriale non può essere costituito in un giorno, Le risorse rinnovabili, quali foreste, suoli, pesci e acque sotter-
e, una volta operante, dura decenni. Una raffineria di petrolio ranee ricaricabili, possono essere erose, ma hanno anche capa-
non può essere convertita facilmente e velocemente in una fab- cità di autorigenerazione. Possono ricuperare dopo un periodo di
brica di trattori o in un ospedale. E ci vuole tempo anche per sfruttamento eccessivo, purché non sia stato tanto lungo o inten-
farla diventare u n a raffineria di petrolio più efficiente e meno so da produrre danni catastrofici alle fonti di sostanze nutritive,
inquinante. allo stock riproduttivo o all'acquifero. Se dispone di tempo, suoli,
I meccanismi di retroazione di World3 comportano molti ri- semi e un clima appropriato, una foresta può ricrescere. Uno
tardi, inclusi quelli menzionati sopra. Una delle nostre ipotesi è stock ittico può rigenerarsi, se il suo ambiente naturale non è di-
che vi sia un ritardo tra l'emissione di un inquinante e i suoi ef- strutto e vi è disponibilità di alimenti. I suoli possono ricostituir-
fetti visibili sul sistema. Un'altra ipotesi è che vi sia un ritardo si, specie con il contributo attivo degli agricoltori. L'accumularsi
di circa una generazione prima che le coppie allineino e adegui- di molti tipi di inquinanti può essere ridotto, se i meccanismi na-
no appieno le loro decisioni su quanti figli avere al mutare dei turali di assorbimento dell'ambiente non sono stati troppo com-
tassi di mortalità infantile. Normalmente, in World3 ci vogliono promessi.
decine d'anni prima che gli investimenti possano essere riallo- Il comportamento di superamento e oscillazione è una possibi-
cati e possa essere reso operante nuovo capitale fisso in risposta lità reale per il sistema globale. In alcune località, per alcune ri-
a una penuria di alimenti o di servizi. E ci vuole tempo per ri- sorse, se ne è avuta concreta dimostrazione. Nel New England,
pristinare la fertilità della terra o per assorbire l'inquinamento. per esempio, sono stati osservati più volte periodi nei quali veni-
I ritardi fisici più semplici e più ovvi bastano da soli a esclu- vano costruite più segherie di quante lo sfruttamento sostenibile
dere che una crescita uniforme, di tipo sigmoide, sia un com- delle foreste della zona potesse permettere. Ogni volta, le foreste
portamento probabile per il sistema economico mondiale. Dati che potevano fornire legno commerciabile sono state sfruttate fi-
i ritardi dei segnali provenienti dai limiti naturali, il supera- no all'esaurimento, le segherie sono state chiuse, e l'industria ha
mento è inevitabile, in mancanza di limiti autoimposti. Ma tale dovuto attendere decenni prima che le foreste ricrescessero e il
superamento, in linea di principio, può condurre all'oscillazio- ciclo ricominciasse, con la costruzione di troppe segherie. Le zo-
ne o al collasso. ne di pesca lungo le coste della Norvegia hanno conosciuto alme-
no un ciclo di esaurimento delle risorse, e il governo ha dovuto
acquistare in blocco i pescherecci e ritirarli dall'attività, fino alla
Superamento e oscillazione
ricostituzione degli stock ittici.
Se i segnali di allarme provenienti dai limiti dell'entità in cre- La fase discendente del ciclo di superamento e oscillazione
scita sono ritardati, o è ritardata la risposta, e se l'eccesso di non è un'epoca piacevole in cui vivere. Può voler dire tempi dif-
sollecitazioni non erode le risorse ambientali, allora la gran- ficili per le industrie che dipendono da una risorsa troppo sfrut-
dezza in crescita supererà, per qualche tempo, il suo limite, tata, o danni alla salute per le persone esposte a livelli elevati di
202 / nuovi limiti dello sviluppo La dinamica della crescita in un mondo finito 203

inquinamento. Evitare le oscillazioni sarebbe meglio; di solito, guasta, essi la peggiorano, spingendo il sistema verso il basso a
però, non sono fatali al sistema. velocità sempre maggiore.
Il s u p e r a m e n t o può diventare catastrofico q u a n d o i danni In tutto il mondo, per esempio, le praterie si sono coevolute
che provoca sono irreversibili. Nulla può riportare alla vita una con gli animali che vi pascolano, dai bufali alle antilopi, dai la-
specie estinta. I combustibili fossili sono distrutti per sempre ma ai canguri. Una volta brucata l'erba, le radici e i fusti rimasti
all'atto stesso del loro impiego. Alcuni inquinanti, quali i mate- estraggono più acqua e più nutrienti dal suolo e fanno spuntare
riali radioattivi, non possono essere neutralizzati da alcun mec- altra erba. Il numero degli animali è tenuto sotto controllo da
canismo naturale. I dati geologici suggeriscono che, se vi fosse predatori, migrazioni stagionali e malattie. L'ecosistema non
un'alterazione significativa del clima, la temperatura e le preci- viene eroso. Ma se i predatori scompaiono, se le migrazioni so-
pitazioni non tornerebbero alla normalità entro un arco di tem- no ostacolate, o se la densità di erbivori nel territorio è eccessi-
po a misura della società umana. Anche le risorse rinnovabili e i va, questi possono brucare l'erba fino alle radici. Ciò può far
processi che assorbono l'inquinamento possono essere compro- precipitare l'erosione.
messi per sempre da abusi prolungati o sistematici. Quando le Minore vegetazione significa minore copertura per il suolo. Il
foreste tropicali sono tagliate in modo da precluderne la ricre- suolo, meno coperto, comincia a essere portato via dal vento, o
scita, quando l'intrusione marina nelle falde di acqua dolce le dilavato dalle piogge. Se resta meno suolo, può crescere meno
rende salmastre, quando i suoli sono dilavati fino alla nuda roc- vegetazione. La perdita di vegetazione porta all'erosione di altro
cia, quando l'alterazione dell'acidità di un suolo libera i metalli suolo, e così via. La fertilità della terra si riduce vertiginosa-
pesanti in esso contenuti, allora la capacità di carico della Terra mente, e la prateria, da ricca d'erba che era, diviene un deserto.
è ridotta in modo permanente o, almeno, in modo permanente
In World3 vi sono diversi cicli di erosione. Per esempio:
su una scala temporale significativa per l'umanità.
La modalità «superamento e oscillazione» non è la sola possi- • Se una popolazione soffre la fame, coltiverà la terra più inten-
bile quando l'umanità si avvicina ai limiti della crescita. Vi è sivamente. La produzione alimentare a breve termine aumenta
un'altra possibilità. a scapito di investimenti a lungo termine nella conservazione
dei suoli. I suoli diventano meno fertili, e la produzione ali-
mentare si riduce ulteriormente.
Superamento e collasso • Quando si presentano problemi che richiedono una maggiore
Se vi è un ritardo del segnale o della risposta provenienti dal li- produzione industriale - quando, per esempio, l'inquinamento
mite e se l'ambiente, quando è troppo sollecitato, viene eroso in sollecita tecnologie per il suo abbattimento, o la fame reclama
modo irreversibile, allora l'economia in crescita supererà la ca- più fattori produttivi per l'agricoltura, o la penuria di risorse
pacità di carico, ne degraderà la base di risorse e giungerà al stimola la scoperta e la trasformazione di nuove risorse - può
collasso (figura 4.9d). accadere che gli investimenti disponibili siano allocati per ri-
Il risultato del processo di superamento e collasso è un am- solvere le difficoltà immediate, anziché per far fronte al de-
biente impoverito in modo permanente e un tenore di vita ma- prezzamento del capitale industriale esistente. Se il capitale
teriale molto più basso di quello che sarebbe stato possibile se fisso già installato comincia a deteriorarsi, il prodotto indu-
l'ambiente non fosse mai stato sollecitato all'eccesso. striale disponibile in futuro diminuirà ancora. La riduzione del
La differenza tra «superamento e oscillazione» e «supera- prodotto può far posporre ulteriormente la manutenzione, e
mento e collasso» sta nella presenza di cicli di erosione nel siste- aggravare l'erosione dello stock di capitale industriale.
ma. Si tratta di anelli di retroazione positiva della peggior spe- • In una economia che si indebolisce, i servizi prò capite pos-
cie. Normalmente sono latenti, ma, quando u n a situazione si sono ridursi. Le spese per la pianificazione familiare dimi-
204 I nuovi limiti dello sviluppo La dinamica della crescita in un mondo finito 205

nuiscono, e ciò fa salire i tassi di natalità. Di conseguenza, la M a n o a m a n o c h e i suoli diventano p i ù acidi, i metalli tossici
popolazione aumenta, e i servizi prò capite si riducono ulte- pesanti a c c u m u l a t i e i m m a g a z z i n a t i in un l u n g o arco di t e m p o
riormente. (da q u a l c h e d e c e n n i o fino a u n s e c o l o ) p o s s o n o e s s e r e rapida-
m e n t e mobilitati e trasportati per lisciviazione nelle a c q u e sotter-
• Se i livelli di inquinamento salgono troppo, gli stessi meccani-
ranee e superficiali, o assorbiti dalle piante. L'acidificazione c h e
smi di assorbimento dell'inquinamento possono essere dan-
oggi c o l p i s c e i suoli di tutta Europa a c a u s a di d e p o s i z i o n i acide è
neggiati; il tasso di assimilazione dell'inquinamento si abbassa,
s e n z a d u b b i o u n a fonte d i c o n c r e t a p r e o c c u p a z i o n e per q u a n t o
mentre il tasso di inquinamento aumenta ancora di più. riguarda la lisciviazione dei metalli p e s a n t i . 15

Quest'ultimo meccanismo di erosione - il deterioramento dei


meccanismi naturali che provvedono ad assimilare l'inquina- Oltre a quelli inclusi in World3, nel «mondo reale» vi sono molti
mento - è particolarmente insidioso. Si tratta di un fenomeno altri anelli di retroazione positivi che possono dare rapidamente
del quale trent'anni fa, quando mettemmo mano a World3, ave- luogo a erosione. Abbiamo parlato dei possibili processi di erosio-
vamo scarse prove. All'epoca avevamo in mente interazioni qua- ne nei sistemi fisici e biologici. Un esempio di tutt'altro genere è la
li lo scarico di pesticidi nei corpi idrici, con la conseguente mor- disgregazione dell'ordine sociale. Se le classi dirigenti di un paese
te degli organismi che normalmente depurano i rifiuti organici, ritengono accettabile che il benessere vi sia distribuito in modo ini-
o l'emissione nell'atmosfera di ossidi di azoto e di sostanze chi- quo, possono sfruttare il loro potere per accrescere il proprio reddi-
miche organiche volatili, che reagiscono assieme dando luogo a to a scapito di quello di gran parte degli altri cittadini. La disugua-
uno smog fotochimico che ne amplifica gli effetti nocivi. glianza può provocare frustrazione, rabbia e ribellione nelle classi
Da allora sono venuti alla luce altri esempi del deterioramento inferiori. Il disordine che ne risulta può dare esca alla repressione.
dei meccanismi di controllo dell'inquinamento sulla Terra. Uno L'uso della forza allontana ancora di più le classi dirigenti dalle
di essi è l'evidente capacità di alcuni inquinanti atmosferici di masse e i potenti adottano principi etici e valori atti a giustificare la
breve durata, come il monossido di carbonio, di eliminare dall'a- grande distanza fra loro e i comuni mortali. Le differenze di reddi-
ria i radicali idrossili, che hanno potere decontaminante: infatti to si amplificano, la rabbia e la frustrazione montano, ne segue al-
normalmente reagiscono con il metano, un gas serra, distruggen- tra repressione. L'esito finale sarà la rivoluzione o il crollo.
dolo. Quando l'inquinamento elimina i radicali idrossili dall'at- È difficile quantificare i processi di erosione, quale che ne sia
mosfera, la concentrazione di metano aumenta. Distruggendo un la natura, perché l'erosione è un fenomeno che riguarda la tota-
meccanismo di depurazione, questo tipo di inquinamento atmo- lità del sistema e che chiama in causa interazioni tra una molte-
sferico di breve durata può peggiorare il mutamento climatico di plicità di forze. Si presenta solo nei momenti di sollecitazione
lunga durata. 14
del sistema. Quando diventa evidente, è ormai difficile fermarla.
Analoga è la capacità degli inquinanti atmosferici di indebolire Nonostante ciò, possiamo affermare con ragionevole certezza
o di condurre a morte le foreste: si danneggia così uno dei pozzi che qualunque sistema che racchiuda un processo di erosione
per il diossido di carbonio, un altro gas serra. Un terzo esempio è latente implica anche la possibilità del collasso, se il sistema vie-
dato dall'acidificazione dei suoli, provocata da fertilizzanti o ne sovraccaricato.
emissioni industriali. A livelli normali di acidità, i suoli assorbo- Su scala locale, il s u p e r a m e n t o e il collasso sono all'opera
no inquinamento. Essi isolano, legandoli a sé, i metalli tossici, e li nella desertificazione, nel depauperamento delle acque sotterra-
tengono a distanza da acque superficiali e sotterranee, e dunque nee o delle risorse minerarie, nell'avvelenamento dei suoli agri-
dagli organismi viventi. In condizioni di acidità, però, questi lega- coli o delle foreste causato da rifiuti tossici di lunga durata, nel-
mi vengono spezzati. Il processo è stato descritto in questi termi- l'estinzione di specie. Fattorie a b b a n d o n a t e , città minerarie
ni da William M. Stigliani nel 1991: fantasma, impianti industriali dismessi: tutto ciò sta a testimo-
206 / nuovi limiti dello sviluppo La dinamica della crescita in un mondo finito 207

niare la «realtà» di questo comportamento del sistema. Su scala menti, beni industriali e servizi sociali progredisce in risposta a
globale, il superamento e il collasso possono significare la di- bisogni ovvi ed è soggetta alla disponibilità di capitale. Non vi è
struzione dei grandi cicli naturali che regolano il clima, purifi- alcuno sforzo straordinario, oltre quello dettato dall'immediata
cano aria e acqua, rigenerano la biomassa, preservano la biodi- ragione economica, per abbattere l'inquinamento, preservare le
versità e trasformano i rifiuti in sostanze nutritive. Nel 1972, risorse, o salvaguardare la terra. Questo m o n d o simulato fun-
quando pubblicammo per la prima volta i nostri risultati, l'idea ziona in modo da condurre l'intera popolazione attraverso la
di una distruzione dei processi naturali su scala globale da par- transizione demografica, verso un'economia industriale all'inse-
te dell'uomo appariva inconcepibile ai più. Oggi è argomento di gna della prosperità. Nel mondo dello Scenario 1, mano a mano
titoli di giornali, tema di convegni scientifici, oggetto di nego- che il settore dei servizi cresce, l'assistenza sanitaria e il control-
ziati internazionali. 16
lo delle nascite si estendono; mano a mano che cresce il settore
agricolo, l'apporto dei fattori produttivi in agricoltura aumenta
e vengono ottenute rese più elevate; mano a mano che cresce il
World3: due scenari possibili settore industriale, vengono emessi più inquinanti e richieste
Nel mondo simulato di World3, lo scopo primario è la crescita. più risorse non rinnovabili.
La popolazione di World3 smette di crescere solo quando è mol- Nello Scenario 1, la popolazione sale da 1,6 miliardi, nell'anno
to prospera. La sua economia si ferma solo quando cozza con- simulato 1900, a più di 6 miliardi nel 2000 e a più di 7 miliardi
tro i suoi limiti. Le sue risorse, se sono sovrautilizzate, diminui- nel 2030. Dal 1900 al 2000, il prodotto industriale complessivo si
scono e si deteriorano. Negli anelli di retroazione che collegano espande di quasi 30 volte, e poi di un altro 10% entro il 2020. Tra
e guidano le sue decisioni vi sono ampi ritardi, i suoi processi il 1900 e il 2000, viene impiegato solo il 30% dell'intero stock di
materiali h a n n o un'inerzia considerevole. Non dovrebbe sor- risorse non rinnovabili della Terra; nel 2000, ne resta circa il 70%.
prendere che la più probabile modalità di comportamento del Nell'anno simulato 2000, i livelli di inquinamento hanno appena
mondo simulato sia il superamento e il collasso. cominciato ad aumentare in modo significativo: del 50% in più
I grafici della figura 4.11, Scenario 1, mostrano il comporta- rispetto al livello del 1990.1 beni di consumo prò capite nel 2000
mento di World3 in una simulazione del mondo «così com'è», sono superiori del 15% rispetto al 1990, e di quasi otto volte ri-
con numeri che consideriamo una descrizione «realistica» della spetto al 1900.!7
situazione creatasi nell'ultima parte del XX secolo, e senza che Se coprite la metà destra dei grafici dello Scenario 1, in modo
siano fatte speciali ipotesi tecniche o politiche. Nel 1972 parlam- che le curve siano visibili solo fino all'anno 2000, il mondo si-
mo di «simulazione standard». Non pensavamo che questo sce- mulato sembra più che prospero. La speranza di vita aumenta, i
nario rappresentasse il futuro più probabile, e certamente non lo servizi e i beni prò capite crescono, la produzione alimentare e
intendevamo come una predizione. Era solo un punto di parten- quella industriale salgono. Il benessere medio dell'umanità pro-
za, un termine di paragone. Molti lettori però considerarono la gredisce continuamente. In verità, qualche nube appare all'oriz-
«simulazione standard» u n o scenario privilegiato rispetto a zonte: l'inquinamento aumenta, l'impronta ecologica u m a n a si
quelli successivi. Per evitare che qualcosa di simile si ripeta, ci li- espande, il livello degli alimenti prò capite è stagnante. Ma, nel
miteremo a parlare di «punto di riferimento» e designeremo complesso, il sistema cresce ancora, e vi sono pochi segni dei
ogni scenario per numero; questo sarà lo Scenario 1. grandi cambiamenti che sono alle porte.
Nello Scenario 1, la società procede quanto più a lungo possi- Poi, all'improvviso, nei primi decenni del XXI secolo, l'econo-
bile in modo tradizionale, senza cambiamenti politici di grande mia smette di crescere e inverte bruscamente il suo corso. Que-
momento. Essa prosegue, nelle grandi linee, la storia che abbia- sta discontinuità è provocata soprattutto dal rapido incremento
mo conosciuto nel corso del XX secolo. La produzione di ali- dei costi delle risorse non rinnovabili. Tale incremento si riper-
La dinamica della crescita in un mondo finito 209

cuore sugli altri settori dell'economia, nella forma di una cre-


scente scarsità di fondi per investimenti. Osserviamo più da vi-
cino il processo.
Nell'anno simulato 2000, le risorse non rinnovabili rimaste
sarebbero durate, ai tassi di consumo di quell'anno, per 60 anni
ancora. Non è ancora in vista alcun grave limite di risorse. Ma
già nel 2020 le risorse restanti bastano appena per altri 30 anni.
Come mai la penuria si manifesta tanto rapidamente? La ragio-
ne è che la crescita del prodotto industriale e quella della popo-
lazione, aumentando il consumo di risorse, intaccano lo stock
di risorse. Tra il 2000 e il 2020, la popolazione a u m e n t a del
20%, il prodotto industriale del 30%. Nello Scenario 1, in quei
due decenni, la crescita della popolazione e quella del capitale
fisso industriale consumano tante risorse non rinnovabili quan-
te ne erano state impiegate dall'economia globale nell'arco di
tutto il secolo precedente! E, naturalmente, nello sforzo inces-
sante del mondo simulato di alimentare ulteriormente la cresci-
ta, diviene necessario più capitale per localizzare, estrarre e raf-
finare le risorse non rinnovabili rimaste.
Nello Scenario 1, mano a mano che ottenere risorse non rin-
novabili diventa più difficile, il capitale viene dirottato per incre-
mentare tali produzioni. Perciò resta meno prodotto industriale
da investire per sostenere l'elevato livello della produzione agri-
cola e per alimentare la crescita industriale. Alla fine, intorno al
2020, l'investimento nel capitale industriale non riesce a tenere il
passo del deprezzamento. (Si parla qui di investimento e deprez-
zamento fisici; in altri termini, l'usura, l'obsolescenza, non il de-
prezzamento monetario che si registra nei libri contabili.) Il ri-

FIGURA 4.11 - SCENARIO 1: IL PUNTO DI RIFERIMENTO


La società globale va avanti senza grandi cambiamenti rispetto alle politiche
seguite nel corso della maggior parte del XX secolo. Popolazione e produzio-
ne aumentano finché la crescita non è arrestata dalla crescente inaccessibi-
lità delle risorse non rinnovabili. Per mantenere costante il flusso di risorse
sono necessari investimenti sempre maggiori. Alla fine, la mancanza di fondi
per investimenti negli altri settori dell'economia fa diminuire la produzione
di beni e di servizi industriali. Mano a mano che tale produzione si riduce,
anche l'alimentazione e i servizi sanitari peggiorano, facendo diminuire la
speranza di vita e facendo salire il tasso di mortalità medio.
210 / nuovi limiti dello sviluppo La dinamica della crescita in un mondo finito 211

sultato è il declino industriale, un esito difficile da evitare in que- se i valori numerici del modello, pur incerti, sono approssimati-
sta situazione, dal momento che l'economia non può smettere di vamente corretti.
allocare capitale nel settore delle risorse. Se lo facesse, la scar- Ma se i nostri assunti e i nostri numeri non fossero corretti?
sità di materiali e di combustibili ridurrebbe ancora più rapida- Che differenza farebbe se nel sottosuolo, in attesa di essere sco-
mente la produzione industriale. perto, vi fosse in realtà il doppio di risorse non rinnovabili ri-
Così la manutenzione e l'ammodernamento sono rimandati a spetto a quanto da noi supposto nello Scenario 1 ? La risposta è
giorni migliori, il capitale fisso industriale comincia a declina- illustrata nella figura 4.12, Scenario 2.
re, e con esso declina la produzione industriale necessaria a Come si può vedere, in questa simulazione le risorse si esau-
mantenere stock di capitale e tassi di produzione crescenti negli riscono più tardi che non nello Scenario 1, e la crescita può du-
altri settori dell'economia. Alla fine, il settore industriale trasci- rare più a lungo. L'espansione prosegue ancora per 20 anni,
na con sé nel declino il settore dei servizi e quello agricolo, che quanto basta per un altro raddoppio del prodotto industriale e
dipendono da fattori produttivi industriali. Nello Scenario 1, il dell'impiego di risorse. Anche la popolazione cresce più a lungo,
declino dell'industria ha un impatto particolarmente forte sul- e nell'anno simulato 2040 raggiunge un massimo di oltre 8 mi-
l'agricoltura, dal momento che la fertilità della terra era già sta- liardi di abitanti. Nonostante questa maggiore durata, il com-
ta intaccata dallo sfruttamento eccessivo prima dell'anno 2000. p o r t a m e n t o generale del modello dà luogo ancora al supera-
Il deterioramento della produzione alimentare viene compensa- mento e al collasso. Adesso il collasso scaturisce in primo luogo
to principalmente facendo leva su fattori produttivi industriali dall'inquinamento dell'ambiente globale.
quali fertilizzanti, pesticidi e impianti di irrigazione. Con l'an- Livelli superiori di produzione industriale fanno sì che l'in-
dare del tempo, la situazione peggiora ulteriormente, poiché la quinamento cresca enormemente; nello Scenario 2, l'inquina-
popolazione continua a crescere a causa dei ritardi impliciti mento raggiunge il massimo circa 50 anni dopo che nello Scena-
nella struttura per età e nel processo di adeguamento sociale al- rio 1, con un livello circa cinque volte superiore. Parte di questo
le norme concernenti la fecondità. Infine, attorno al 2030, la po- a u m e n t o è dovuta a maggiori tassi di produzione di inquina-
polazione raggiunge un picco e comincia a diminuire, poiché il mento, parte al fatto che i processi di assimilazione dell'inquina-
tasso di mortalità è spinto verso l'alto dalla carenza di alimenti mento cominciano a incepparsi. In corrispondenza del picco
dell'inquinamento, intorno al 2090, la permanenza media degli
e di servizi sanitari. La speranza di vita media, che nel 2010 era
inquinanti nell'ambiente è più che triplicata rispetto al 2000.
di 80 anni, comincia a diminuire.
L'enorme impiego di fertilizzanti, pesticidi e altri fattori produt-
Questo scenario ritrae una «crisi delle risorse non rinnovabi- tivi per l'agricoltura fa espandere ulteriormente l'impronta eco-
li». Non è una predizione. Non si tratta di prevedere gli esatti va- logica.
lori di questa o quella variabile del modello, né l'esatto decorso L'inquinamento ha un forte impatto sulla fertilità della terra,
temporale degli eventi. Non crediamo che questo scenario rap- che, nello Scenario 2, si riduce drasticamente durante la prima
presenti il futuro più probabile del «mondo reale». Illustreremo metà del XXI secolo. Nonostante l'aumento degli investimenti
poco più avanti un'altra possibilità, e molte altre nei capitoli 6 e per contrastare questa perdita, il ricupero della fertilità della
7. La tesi più forte che possiamo sostenere riguardo allo Scena- terra non è sufficiente a impedire che dopo il 2030 la resa agri-
rio 1 è che esso rappresenti la modalità generale di comporta- cola e la produzione alimentare abbiano un crollo. La conse-
mento più probabile del sistema, se le politiche che influenzano guenza è che i tassi di mortalità salgono. Ancora più capitale è
la crescita economica e demografica s a r a n n o simili a quelle allocato nel settore agricolo nel vano tentativo di arginare la fa-
prevalenti nell'ultima parte del XX secolo, se le tecnologie e i va- me, e, alla fine, il settore industriale smette di crescere per man-
lori continueranno a evolversi come è avvenuto in quell'epoca, e canza di reinvestimenti.
Ijx dinamica della crescita in un mondo finito 213

Lo Scenario 2 ritrae u n a «crisi di i n q u i n a m e n t o globale».


Nella prima metà del XXI secolo, i livelli di inquinamento au-
mentano al punto da compromettere la fertilità della terra. Nel
«mondo reale», ciò potrebbe accadere per la contaminazione
del suolo a causa di metalli pesanti o di sostanze chimiche per-
sistenti, per il cambiamento climatico, che altera i parametri di
crescita tanto velocemente che gli agricoltori non riescono a
adattarsi a essi, o per l'aumento della radiazione ultravioletta
sulla superficie terrestre a causa dell'assottigliamento dell'ozo-
no stratosferico. La fertilità della terra diminuisce leggermente
tra il 1970 e il 2000, ma scende del 20% tra il 2000 e il 2030, e
nel 2060 la fertilità intrinseca della terra è una frazione del va-
lore che aveva nel 2000. Al tempo stesso, l'erosione dei suoli è
elevata. Nel 2030, la produzione alimentare complessiva co-
mincia a diminuire, cosicché l'economia sposta investimenti
nel settore agricolo per m a n t e n e r e costante l'approvvigiona-
mento alimentare. Ma le ferite infette dall'inquinamento sono
troppo gravi, e la produzione di alimenti non risale. Nella se-
conda metà del XXI secolo, l'aggravarsi dell'inquinamento, as-
sieme agli effetti della penuria alimentare, fa precipitare la spe-
ranza di vita media. L'impronta ecologica u m a n a si espande a
dismisura, finché il collasso non provvede a ricondurla ai valori
del secolo precedente.
Quale futuro è più probabile, quello dello Scenario 1 o quello
dello Scenario 2? La possibilità di rispondere su basi scientifi-
che a questo interrogativo dipende dalle prove di cui disponia-
mo sull'ammontare «reale» di risorse non rinnovabili ancora da
scoprire nel sottosuolo. Ma questi sono numeri di cui non v'è

FIGURA 4 . 1 2 - SCENARIO 2: RISORSE NON RINNOVABILI PIÙ ABBONDANTI


Se raddoppiamo l'ammontare di risorse n o n rinnovabili postulato nello
Scenario 1, e supponiamo che l'aumento dei costi per l'ottenimento di ri-
Sorse sia ritardato dai progressi della tecnologia estrattiva, l'industria può
crescere per altri 20 anni. La popolazione raggiunge il picco di 8 miliardi
nel 2040, con livelli di consumo molto più elevati. I livelli di inquinamento
però schizzano verso l'alto (fino a uscire dal grafico), riducendo la resa del-
la terra e rendendo necessari enormi investimenti nel settore agricolo. La
popolazione, alla fine, diminuisce a causa della penuria di alimenti e dei
danni che l'inquinamento arreca alla salute.
214 / nuovi limiti dello sviluppo La dinamica della crescita in un mondo finito 215

certezza. In ogni caso, vi sono molti altri numeri incerti da veri- plice disponibilità di uno stock, anziché il suo tasso di ricostitu-
ficare, e molti interventi politici e tecnici da tentare. Ce ne occu- zione, l'esito è il superamento.
peremo nei capitoli 6 e 7. Tutto quel che World3 ci ha insegnato Il ritardo nella risposta ai segnali d'allarme è originato non so-
finora è che il sistema simulato tende al superamento e al collas- lo dal ritardo dei segnali stessi, ma anche dall'inerzia dei sistemi
so. In effetti, nelle migliaia di simulazioni del modello che abbia- fisici. Ci vuole tempo perché le foreste ricrescano, l'età della po-
mo eseguito nel corso degli anni, questo è stato l'esito di gran polazione aumenti, gli inquinanti si facciano strada nell'ecosiste-
lunga più frequente, benché non inevitabile. Le ragioni di tale ma, le acque inquinate si depurino, il capitale fisso si deprezzi, le
comportamento dovrebbero essere ormai abbastanza chiare. persone ricevano un'istruzione o siano riaddestrate; perciò il si-
stema non può cambiare dalla sera alla mattina, anche dopo
avere percepito e riconosciuto le difficoltà. Per seguire la dire-
Perché il superamento e il collasso? zione giusta, un sistema con un'inerzia intrinseca deve guardare
Una popolazione e un'economia entrano nella fase di supera- avanti, come minimo tanto avanti quanto p u ò portarlo il suo
slancio. Quanto più tempo impiega una nave per cambiare rotta,
m e n t o q u a n d o prelevano risorse o emettono inquinanti a un
tanto più lontano deve spingersi il suo radar. I sistemi politici ed
tasso insostenibile, e tuttavia, nella situazione in cui si trovano,
economici del pianeta non guardano abbastanza lontano.
le sollecitazioni sul sistema che le sostiene non sono ancora ab-
L'ultima spinta al superamento viene dal perseguimento della
bastanza forti da limitare il prelievo o le emissioni. In altri ter-
crescita. Se vi trovate alla guida di un'automobile con il para-
mini: l'umanità è nella fase di superamento quando l'impronta
brezza appannato o i freni guasti, la prima cosa che dovete fare
ecologica u m a n a ha superato il livello sostenibile, ma non si è
per evitare il superamento è rallentare. Certo non continuare ad
ancora estesa abbastanza da provocare cambiamenti che la co-
accelerare. I ritardi nei processi di retroazione possono essere
stringano a regredire.
fronteggiati, ma solo se il sistema non si muove troppo veloce-
Il superamento dipende da ritardi nella retroazione. I deciso- mente; se così facesse, non riuscirebbe a raccogliere i segnali
ri nel sistema non ricevono immediatamente informazioni sul d'allarme e a rispondere prima di cozzare contro il limite. L'ac-
superamento dei limiti, o non vi prestano fede, o non agiscono celerazione costante mette qualunque sistema - non importa
di conseguenza. Il superamento è reso possibile dall'esistenza di quanto intelligente, lungimirante e ben congegnato - nella con-
stock di risorse accumulate cui sia possibile attingere. Se avete dizione di non poter reagire tempestivamente. Se la velocità è
un po' di soldi in banca, ogni mese potete spendere più di quan- elevata, anche un'automobile e un guidatore perfetti non sono
to guadagnate - almeno per qualche tempo. Da una vasca da sicuri. Quanto più rapida è la crescita, tanto più grande è il su-
bagno potete togliere più acqua di quanta ne possiate immette- peramento, e tanto più in basso ricade il sistema. I sistemi poli-
re aprendo il rubinetto, almeno finché l'acqua presente all'inizio tici ed economici del pianeta si affannano a perseguire tassi di
nella vasca non si esaurisce. Il legno tagliato da una foresta può crescita quanto più alti possibile.
superare il tasso di crescita annuale, purché all'inizio vi sia uno L'ultimo passaggio dal superamento al collasso è opera dell'e-
stock di bosco cresciuto e accumulatosi nel corso di parecchi rosione, con il contributo di processi non lineari. L'erosione è
decenni. Potete allevare bestiame o costruire pescherecci fino a un tipo di sollecitazione che cresce e si moltiplica se non trova
sfruttare eccessivamente un pascolo o un tratto di mare, se nel rapidamente rimedio. Processi non lineari come quelli mostrati
passato si sono accumulati stock non sfruttati di foraggio e di nelle figure 4.2 e 4.7 equivalgono a soglie, raggiunte le quali il
pesce. Quanto più grandi sono gli stock accumulati, tanto più comportamento di un sistema cambia bruscamente. Un paese
cospicuo e prolungato può essere il superamento. Se i segnali può estrarre minerale di rame a tenore sempre più basso, ma,
che una società prende in considerazione sono relativi alla sem- sotto un certo tenore, i costi di estrazione si impennano. I suoli
216 / nuovi limiti dello sviluppo La dinamica della crescita in un mondo finito 217

possono essere erosi senza che la resa delle colture ne risenta, tale, e specialmente le infrastrutture di lunga durata, si dete-
ma solo finché il suolo non diventa più sottile della fascia delle riorano.
radici. Da quel momento in poi, il procedere dell'erosione porta a Vi è una domanda crescente di capitale, risorse e lavoro da
diritto alla desertificazione. Le soglie rendono ancora più gravi parte del settore militare o dell'industria per avere accesso,
le conseguenze dei ritardi di retroazione. Se vi trovate alla gui- impadronirsi e difendere risorse sempre più concentrate in
da di un'automobile con il parabrezza appannato e i freni gua- un minor numero di regioni, più remote o più ostili.
sti, e vi imbattete in una serie di curve, la cosa migliore da fare è a Gli investimenti in risorse u m a n e (educazione, servizi sanita-
rallentare. ri, alloggi) vengono ridotti per soddisfare i bisogni di consu-
Un sistema popolazione-economia-ambiente che abbia ritar- mo immediato, di investimento o di sicurezza, o per pagare i
di di retroazione e risposte fisiche lente, soglie e meccanismi di debiti.
erosione, e una crescita rapida, è letteralmente ingovernabile. a I debiti ammontano a una percentuale crescente del prodotto
Non importa quanto siano mirabolanti le tecnologie, efficiente annuo reale.
l'economia, saggi i leader: il sistema non riuscirà a manovrare a La preoccupazione per la salute e l'ambiente diminuisce.
per allontanarsi dal pericolo. Se cerca ostinatamente di accele- a I conflitti, specie quelli per sorgenti o pozzi, aumentano.
rare, finirà per superare i limiti. • Cambiano i modelli di consumo, poiché la popolazione non
Per definizione, il superamento è una condizione nella quale può più pagare il prezzo di ciò che desidera, e acquista piut-
i segnali ritardati provenienti dall'ambiente non sono ancora tosto ciò che si può permettere.
abbastanza forti da costringere la crescita ad arrestarsi. In che • Diminuisce la fiducia negli organi di governo pubblico, sem-
modo dunque la società può capire se è già nella fase di supera- pre più nelle mani di élite che se ne servono per conservare e
mento? Il calo degli stock di risorse e l'aumento dei livelli di in- accrescere la loro quota di una base di risorse in calo.
quinamento sono i primi indizi. Eccone altri: • I sistemi naturali sono sempre più caotici, con disastri «natu-
rali» più frequenti e più gravi a causa della minore capacità
• Capitale, risorse e lavoro sono dirottati verso attività che sup- di ricupero del sistema ambientale.
pliscono alla perdita di servizi che prima erano forniti senza al-
cun costo dalla natura (per esempio, il trattamento delle acque Avete notato qualcuno di questi sintomi nel vostro «mondo
di rifiuto, la depurazione dell'aria e delle acque, la regolazione reale»? Sì? Allora fareste bene a considerare la possibilità che la
delle acque di piena, il controllo dei parassiti, il ripristino dei vostra società si sia inoltrata lungo la strada del superamento.
nutrienti nel suolo, l'impollinazione, la tutela delle specie). Un periodo di superamento non sfocia necessariamente nel
• Capitale, risorse e lavoro sono dirottati dalla produzione di collasso, ma, se si vuole evitare questo esito, occorre agire con
beni finali verso lo sfruttamento di risorse più scarse, più lon- rapidità e determinazione. La base di risorse deve essere protetta
tane, situate più in profondità, o meno concentrate. al più presto, i prelievi vanno drasticamente ridotti. I livelli di in-
• Vengono create tecnologie per attingere a risorse di qualità quinamento sono eccessivi e devono essere abbassati, i tassi di
inferiore, più esigue, più rare, meno pregiate, perché quelle emissione devono ritornare sotto il livello di sostenibilità. Non è
di valore maggiore sono state già consumate. detto che sia necessario ridurre la popolazione, il capitale o il te-
• I meccanismi naturali di d e p u r a z i o n e dell'inquinamento nore di vita. Sono i flussi di materiale e di energia che devono
smettono di operare; i livelli di inquinamento aumentano. scendere rapidamente. In altri termini, l'impronta ecologica del-
• Il deprezzamento del capitale supera gli investimenti e la ma- l'umanità deve ridursi. Per fortuna (se di fortuna si può parlare)
nutenzione viene ritardata; di conseguenza, gli stock di capi- oggi nell'economia globale vi sono sprechi e inefficienze in ab-
218 I nuovi limiti dello sviluppo La dinamica della crescita in un mondo finito 219

bondanza, cosicché è del tutto possibile ridurre l'impronta man- manda o dirottare i consumi verso beni e servizi meno dan-
tenendo inalterata la qualità della vita, o perfino migliorandola. nosi per l'ambiente fisico).
R i a s s u m e n d o , le assunzioni centrali del modello World3, • Sorgenti e pozzi devono essere salvaguardati e, ove possibile,
quelle da cui dipende la sua tendenza al superamento e al col- risanati.
lasso, sono le seguenti - e se intendete confutare modello, tesi, li- • I segnali devono essere migliorati e le reazioni accelerate; la
bro o conclusioni, sono questi i punti da contestare: società deve guardare più lontano e agire sulla base di costi e
benefici a lungo termine.
m La crescita dell'economia fisica è considerata desiderabile;
• L'erosione deve essere prevenuta e, dove sia già in atto, occor-
essa è al centro dei nostri sistemi politici, psicologici e cultu- re rallentarla e invertirne il corso.
rali. Quando la popolazione e l'economia crescono, tendono
a farlo in modo esponenziale. Nei capitoli 6 e 7 vedremo in che modo tali cambiamenti pos-
• Vi sono limiti fisici alle sorgenti di materiali e di energia che sono correggere la tendenza al superamento e al collasso del si-
danno sostegno alla popolazione e all'economia, e vi sono li- stema World3, come pure, crediamo e speriamo, del m o n d o .
Ma prima, nel capitolo 5, dedicheremo una breve digressione a
miti ai pozzi che assorbono i prodotti di scarto delle attività
u n a storia che illustra tutti i principi dinamici che a b b i a m o
umane.
esposto in questo capitolo, ed è u n a storia che dà spazio alla
• La popolazione e l'economia in crescita ricevono, sui limiti fi-
speranza.
sici, segnali che sono distorti, disturbati, ritardati, confusi o
non riconosciuti. Le risposte a tali segnali sono ritardate.
• I limiti del sistema non solo sono finiti, ma anche suscettibili
di erosione quando vengano sollecitati o sfruttati all'eccesso.
Vi sono inoltre forti elementi di non linearità - soglie supera-
te le quali i danni si aggravano rapidamente e possono anche
diventare irreversibili.
L'elenco delle cause del superamento e del collasso è anche
un elenco dei modi che consentono di evitarli. Per indirizzare il
sistema verso la sostenibilità e la governabilità, basterà rove-
sciare le medesime caratteristiche strutturali:
• La crescita della popolazione e del capitale deve essere rallen-
tata, e infine arrestata, da decisioni umane prese alla luce delle
difficoltà future, e non dalla retroazione derivante da limiti
esterni già superati.
• I flussi di energia e di materiali devono essere ridotti aumen-
tando l'efficienza del capitale. In altri termini, occorre ridur-
re l'impronta ecologica, e ciò può avvenire in vari modi: de-
materializzazione (utilizzare meno energia e meno materiali
per ottenere il medesimo prodotto), maggiore equità (ridistri-
buire i benefici dell'uso di energia e di materiali a favore dei
poveri), cambiamenti del modo di vivere (abbassare la do-
ci là dai limiti e ritorno: la storia dell'ozono 221

. M-rv ' 5 . .-ir«j fra** listi sono stati tacciati di sconsiderato allarmismo, ma poi si è
visto che, semmai, avevano sottovalutato il problema.
Di là dai limiti e ritorno: la storia dell'ozono In questa vicenda, le Nazioni Unite hanno dimostrato di po-
ter diffondere nel mondo informazioni cruciali e di poter offrire
una sede neutrale e strumenti moderni ai governi alle prese con
un problema innegabilmente internazionale. Nella crisi dell'o-
zono, i paesi in via di industrializzazione hanno trovato un'oc-
Siamo coinvolti, in un modo o nell'altro, in un
esperimento su larga scala volto a cambiare la
casione da sfruttare a proprio vantaggio, rifiutando di coopera-
composizione chimica dell'atmosfera, ma non ab- re finché non fosse stato garantito loro il sostegno tecnico e
biamo alcuna chiara nozione di quelle che potran- finanziario di cui avevano bisogno.
no essere le sue conseguenze biologiche o meteo- Alla fine, i paesi del mondo hanno riconosciuto di avere oltre-
rologiche.
passato un limite importante. Saggiamente, benché con rilut-
F. SHERWOOD ROWLAND, 1986
tanza, hanno rinunciato a una varietà di prodotti utili e remu-
Questo capitolo racconta l'istruttiva storia di come l'uomo ab- nerativi. Hanno cominciato a farlo prima che fossero evidenti
bia oltrepassato un limite importante, si sia reso conto delle danni economici, biologici o umani, e quando ancora non era
conseguenze, e si sia impegnato a fondo e con successo per far stata raggiunta una completa certezza scientifica. Con ogni pro-
regredire l'attività umana a livelli sostenibili. La storia riguarda babilità, hanno agito in tempo.
l'assottigliamento della fascia di ozono stratosferico causato dai
clorofluorocarburi ( C F C ) , sostanze chimiche prodotte industrial-
La crescita
mente, i II suo capitolo finale sarà scritto solo tra qualche decen-
nio, ma quel che essa ci mostra fin d'ora dà spazio alla speran- I clorofluorocarburi, prodotti per la prima volta nel 1928, sono
za: individui e istituzioni, nonostante le tante debolezze umane, tra i composti più utili mai sintetizzati dall'uomo. Non risultano
possono far causa c o m u n e su scala globale, diagnosticare un tossici per alcun essere vivente, p r o b a b i l m e n t e perché sono
problema di superamento, trovare e mettere in pratica soluzio- molto stabili chimicamente. Non bruciano, non reagiscono con
ni. Se tutto andrà per il meglio, la società globale avrà sacrifica- altre sostanze, non corrodono materiali. Grazie alla bassa con-
to relativamente poco in cambio dell'accettazione della neces- ducibilità termica, insufflati in schiume plastiche sono utilizzati
sità di vivere nel rispetto di un limite. con risultati eccellenti nella produzione di tazze per bevande
La storia dell'ozono si può riassumere così. I primi allarmi calde, di contenitori per hamburger o di pannelli termoisolanti
sull'assottigliamento dello strato di ozono sono venuti dagli per edilizia. Alcuni C F C evaporano e ricondensano a temperatu-
scienziati, che subito dopo, scavalcando le frontiere politiche, ra ambiente, e questa proprietà li rende molto utili come fluidi
h a n n o sviluppato un efficace sforzo di ricerca. Per riuscirvi, refrigeranti per frigoriferi e per impianti di condizionamento
però, hanno dovuto anzitutto liberarsi dei loro stessi paraocchi dell'aria (in questo impiego sono spesso conosciuti con il nome
e superare l'inesperienza nei processi di decisione politica. I commerciale di freon). I C F C sono utilizzati come solventi per la
consumatori si sono organizzati rapidamente per invertire la pulizia di metalli - dai microspazi nelle schede dei circuiti elet-
tendenza in atto, ma il loro impegno, da solo, non poteva risol- tronici ai rivetti che tengono assieme gli aeroplani. I C F C sono
vere in modo definitivo il problema. I rappresentanti di governi poco costosi da produrre, e possono essere eliminati senza dan-
e aziende, in un primo momento, hanno temporeggiato e girato no - o, almeno, così si credeva - liberandoli allo stato gassoso
la testa dall'altra parte; più tardi, alcuni di loro hanno preso le nell'atmosfera o sotterrando in discariche i prodotti in cui sono
redini della situazione con coraggio e generosità. Gli ambienta- contenuti.
222 / nuovi limiti dello sviluppo Di là dai limiti e ritorno: la storia dell'ozono 223

Come mostra la figura 5.1, fra il 1950 e il 1975 la produzione consumava ogni anno 0,9 chilogrammi di C F C . Gli abitanti della
mondiale di CFC è cresciuta di oltre 1*11% l'anno, raddoppiando Cina o dell'India, in media, ne consumavano meno di 0,03 chi-
3
quasi ogni sei anni. A metà degli scorsi anni Ottanta, ogni anno logrammi. Per un buon numero di aziende chimiche in Ameri-
veniva prodotto industrialmente un milione di tonnellate di CFC. ca Settentrionale, Europa, Russia e Asia, queste sostanze erano
Nei soli Stati Uniti, fluidi refrigeranti a base di CFC erano utiliz- un'importante fonte di reddito, e in migliaia di fabbriche erano
zati in 100 milioni di frigoriferi, 30 milioni di congelatori, 45 mi- fattori essenziali del processo di produzione.
lioni di condizionatori d'aria per uso domestico, 90 milioni di
condizionatori per auto e centinaia di migliaia di sistemi di refri-
2
Il limite
gerazione in ristoranti, supermercati e camion frigoriferi. In
media, ogni abitante dell'America Settentrionale e dell'Europa L'eroe della nostra storia è un gas invisibile chiamato ozono, co-
stituito da tre atomi di ossigeno legati assieme (o ), a differenza
3

dell'ossigeno ordinario, che è formato dall'unione di due soli


atomi (o ). L'ozono è talmente reattivo da attaccare e ossidare
2

ogni cosa, o quasi, con cui entri in contatto. Nell'atmosfera infe-


riore vi è abbondanza di particelle e superfici con cui l'ozono
può reagire, non ultimi per importanza i tessuti vegetali e i pol-
moni umani. Vicino alla superficie terrestre, l'ozono è un inqui-
nante atmosferico distruttivo ma di breve durata. Nella strato-
sfera, invece, u n a molecola di ozono n o r m a l m e n t e trova ben
poco con cui reagire, e ha una durata relativamente lunga, tipi-
camente da cinquanta a cento anni. Qui l'ozono viene creato co-
stantemente dall'azione della luce solare sull'ossigeno ordina-
rio. Tra 10 e 30 chilometri d'altezza dal suolo si è accumulato
così uno «strato di ozono».
In verità, si tratta di uno strato ricco di ozono solo se lo si
confronta con il resto dell'atmosfera, dove l'ozono è estrema-
mente scarso: nello strato di ozono, ve ne è solo una molecola
su 100.000. Ma tale concentrazione è sufficiente per assorbire,
F I G U R A 5.1 - P R O D U Z I O N E M O N D I A L E DI C L O R O F L U O R O C A R B U R I dalla luce solare in arrivo, la maggior parte di una radiazione
La produzione di clorofluorocarburi (CFC) crebbe rapidamente fino al 1974, nella gamma dell'ultravioletto, detta banda U V B , che può essere
data di pubblicazione dei primi articoli nei quali veniva ipotizzato che que- estremamente dannosa (vedi figura 5.2). La radiazione U V B è
sti potessero distruggere lo strato di ozono. La successiva diminuzione si
spiega con la lotta degli ambientalisti contro le bombolette spray per aero-
una sorta di grandine di minuscoli proiettili di energia che han-
sol contenenti CFC, che negli Stati Uniti furono messe al bando nel 1978. no proprio la frequenza giusta per danneggiare le molecole or-
Dopo il 1982, a causa dell'incremento di altri impieghi dei CFC, la produzio- ganiche, cioè le molecole che costituiscono la vita, comprese
ne aumentò ancora per alcuni anni. Cominciò a diminuire nel 1990, allor- quelle di D N A , che custodiscono il codice per la riproduzione di
ché, in attuazione di accordi internazionali, venne avviata l'eliminazione ogni essere vivente. Lo strato di ozono è un velo sottilissimo,
graduale dei C F C Gli HCFC (idroclorofluorocarburi) sono ancora ammessi in
sostituzione di altre sostanze; la graduale eliminazione di questa classe di
ma la sua funzione è cruciale.
composti chimici dovrebbe giungere a termine tra il 2030 e il 2040. (Fonte: Quando un organismo vivente è colpito dalla radiazione U V B ,
Alternative Fluorocarbons Environmental Acceptability Study) una delle conseguenze possibili è un cancro. È noto da tempo
ci là dai limiti e ritorno: la storia dell'ozono 225

cita del sistema immunitario di combattere il cancro, come pu-


re l'herpes e altre malattie infettive.
Oltre alla pelle, un'altra parte del corpo particolarmente espo-
sta alla luce è l'occhio. La radiazione U V B può causare ustioni al-
la cornea, con la conseguente condizione dolorosa nota come ni-
fablepsia, o «cecità da riflesso della neve», che colpisce sciatori e
alpinisti ad alta quota. Se occasionale, la nifablepsia è molto do-
lorosa; se ripetuta, può danneggiare la capacità visiva in modo
permanente. La radiazione U V B può anche danneggiare la retina
e provocare la cataratta, cioè l'opacizzazione del cristallino del-
l'occhio.
Se alla superficie della Terra giungesse più radiazione U V B ,
qualunque animale che avesse occhi e pelle esposti alla luce del
Sole potrebbe soffrire di danni analoghi a quelli previsti per gli
esseri umani. Lo studio dettagliato degli altri effetti della radia-
zione U V B è ai primi passi, ma alcuni risultati sono già chiari:
• È probabile che gli organismi unicellulari o molto piccoli sia-
F I G U R A 5.2 - A S S O R B I M E N T O D E L L A L U C E N E L L A T M O S F E R A no più danneggiati di quelli grandi, poiché la luce U V B può at-
La radiazione ultravioletta e m e s s a dal Sole è assorbita quasi totalmente traversare solo alcuni strati di cellule.
dall'ossigeno e dall'ozono presenti nell'atmosfera. L'ozono, in particolare, • Negli oceani, la luce U V B penetra solo nei primi metri sotto la
assorbe la radiazione solare nella cosiddetta banda U V B , pericolosa per gli superficie dell'acqua, ma è qui che vive la maggior parte degli
esseri viventi. (Fonte: UNEP)
organismi acquatici. Le ricerche mostrano che i microrgani-
smi vegetali e animali che vivono sospesi nell'acqua sono sensi-
che la radiazione U V B causa tumori cutanei negli animali da la- bili alla radiazione U V B . L'entità di tale effetto è ancora oggetto
6

boratorio. Nell'uomo, quasi tutti i tumori cutanei colpiscono di dibattito, come pure l'impatto della luce U V B sulle interazio-
parti del corpo esposte alla luce solare, in particolare in indivi- ni tra varie specie all'interno degli ecosistemi. Questi microrga-
dui di pelle chiara che p a s s a n o molto t e m p o all'aperto. Nel nismi, tuttavia, sono alla base della maggior parte delle catene
mondo, i tassi più elevati di tumori cutanei si registrano in Au- alimentari oceaniche, perciò un aumento della radiazione U V B
stralia: agli attuali tassi di incidenza, la metà degli australiani potrebbe danneggiare molte specie che vivono negli oceani.
svilupperà nel corso della sua esistenza qualche forma di tumo- • L'esposizione alla luce U V B riduce la superficie fogliare, l'altez-
re cutaneo. La forma più letale, il melanoma maligno, è il tumo- za delle piante e la fotosintesi. Colture agricole diverse rispon-
re più comune tra gli australiani di età compresa tra 15 e 44 an- dono in modo diverso alla radiazione U V B ; tuttavia, nel 60%
4
ni. Secondo le stime degli scienziati, a ogni punto percentuale delle piante studiate, le rese sono diminuite in proporzione al-
di riduzione dello strato di ozono corrisponde un incremento l'aumento della radiazione U V B . Per esempio, uno studio ha
del 2% della radiazione U V B che colpisce la superficie della Ter- mostrato che un depauperamento del 25% dello strato di ozo-
5
ra, e un incremento del 3-6% dell'incidenza dei tumori cutanei. no potrebbe ridurre la resa delle colture di soia del 20%. 7

La radiazione U V B minaccia la nostra pelle sotto due aspetti: • La radiazione ultravioletta sembra degradare polimeri e ma-
può indurre la crescita di un cancro, e può sopprimere la capa- teriali plastici esposti all'aperto, concorrendo in tal modo alla
226 / nuovi limiti dello sviluppo Di là dai limiti e ritorno: la storia dell'ozono 227

formazione dell'ozono al livello del suolo, quell'ozono che è formando ossigeno e ossido di cloro (ciò), dopo di che il ciò rea-
u n o dei componenti dello smog urbano. gisce con un atomo di ossigeno (o), formando o e di nuovo ci. 2

Le creature viventi hanno evoluto molte forme di protezione L'atomo di cloro può così convertire in ossigeno un'altra mole-
dalla luce ultravioletta: pigmentazione, copertura di pelo o di cola di ozono e rigenerarsi (figura 5.3).
scaglie, meccanismi che riparano il D N A danneggiato, modelli di Un atomo di ci può ripetere più e più volte questa sequenza di
c o m p o r t a m e n t o che proteggono le creature più sensibili dai reazioni, distruggendo in ogni ciclo una molecola di ozono. In
raggi solari più intensi. Queste soluzioni funzionano meglio in media, un atomo di ci distrugge circa 100.000 molecole di ozo-
certe specie che in altre, perciò la rarefazione dello strato di no prima di essere neutralizzato (per effetto di reazioni con so-
ozono porterebbe al declino o all'estinzione le popolazioni di al- stanze come il metano o il diossido di azoto che lo legano e lo
cune specie, mentre altre aumenterebbero. Potrebbero crearsi rispediscono indietro sulla superficie terrestre).
squilibri tra gli erbivori e i vegetali di cui questi si nutrono, tra
gli insetti infestanti e i loro predatori, tra i parassiti e gli anima-
li che li ospitano. Ogni ecosistema avvertirebbe le conseguenze
della riduzione dello strato di ozono in modi che è impossibile
prevedere, soprattutto se contemporaneamente avessero luogo
altri mutamenti, come il riscaldamento globale.

I primi segnali
Nel 1974 furono pubblicati, l'uno indipendentemente dall'altro,
due articoli scientifici che ipotizzavano u n a minaccia per lo
strato di ozono. Il primo affermava che gli atomi di cloro nella
stratosfera potevano essere micidiali fattori di distruzione del-
8
l'ozono. Il secondo sosteneva che i CFC stavano raggiungendo la
9
stratosfera, dove si scindevano e liberavano atomi di cloro. As-
sieme, questi due articoli indicavano che l'impiego u m a n o dei
CFC poteva avere gravissime conseguenze.
Dal momento che sono inerti e insolubili, i CFC non si sciol-
gono nella pioggia né reagiscono con altri gas. I loro forti lega-
mi carbonio-cloro e carbonio-fluoro non sono spezzati dalla lu-
ce solare nelle lunghezze d'onda che raggiungono l'atmosfera
inferiore. Le molecole di C F C possono essere eliminate dall'at-
mosfera in un solo modo (o quasi): se salgono abbastanza in al-
to da essere colpite dalla radiazione ultravioletta di piccola FIGURA 5.3 - COME I CFC DISTRUGGONO L'OZONO STRATOSFERICO
lunghezza d'onda, la stessa radiazione che non raggiunge mai Nell'alta stratosfera, le molecole di CFC sono spezzate dalla radiazione ultra-
violetta, liberando a t o m i di cloro (Ci). Questi a t o m i reagiscono con l'ozono
la superficie della Terra perché è filtrata da ozono e ossigeno.
( o ) , producendo ossido di cloro (ClO). A questo punto, il CIÒ può reagire con
Questa radiazione spezza le molecole di C F C , liberando atomi 3

un a t o m o di ossigeno liberando ancora Ci, il quale può reagire con un'altra


di cloro. molecola di ozono, e così via. Questa reazione ciclica si ripete p i ù e p i ù volte,
Qui nascono i guai. Il cloro libero (ci) può reagire con l'ozono riducendo considerevolmente la concentrazione di ozono nell'atmosfera.
Di là dai limiti e ritorno: la storia dell'ozono 229

I ritardi bombolette per aerosol era semplicistica, poiché non tutti i pro-
pellenti per aerosol facevano uso di C F C , e d'altra parte i CFC era-
Il superamento comporta ritardi, e nel sistema dell'ozono di ri- no impiegati in molti altri modi. Ma le bombolette per aerosol
tardi ve ne sono molti. La continua rigenerazione del cloro si- vennero bollate come responsabili della distruzione dell'ozono,
gnifica che dopo il suo arrivo nella stratosfera, un atomo di ci e i consumatori risposero. La vendita di bombolette per aerosol
non smetterà di distruggere l'ozono se non dopo parecchi anni. crollò di oltre il 60%. I risultati si possono vedere nella figura
Vi è poi il considerevole ritardo tra la sintesi industriale delle 5.1; intorno al 1975 la crescita della produzione si arrestò (mo-
molecole di CFC e il loro ingresso nella stratosfera superiore. Nel mentaneamente). Montarono pressioni politiche a favore di una
caso di alcuni impieghi (per esempio, i propellenti per aerosol), legge che mettesse al bando gli aerosol a base di CFC.
la produzione è seguita ben presto dall'emissione nell'atmosfe- Naturalmente, l'industria oppose resistenza. Nel 1974, un di-
ra. Nel caso di altri impieghi (fluidi refrigeranti o schiume iso- rigente della DuPont dichiarò davanti al Congresso degli Stati
lanti), dopo la produzione possono passare anni prima che i CFC Uniti che «l'ipotesi cloro-ozono è al momento una pura congettu-
siano liberati nell'atmosfera. E una volta liberati, devono passa- ra, e non vi sono prove concrete che la confermino». Tuttavia, ag-
re decenni prima che tutte le molecole di C F C , trasportate dalla giunse, «se dati scientifici attendibili ... mostreranno che i cloro-
circolazione atmosferica, entrino nei cicli della stratosfera su- fluorocarburi non possono essere usati senza rischi per la salute,
periore. Di conseguenza, l'assottigliamento dello strato di ozo- la DuPont interromperà la produzione di questi composti». Do- 10

no misurato in un particolare momento è l'effetto dei CFC pro- vettero passare quattordici anni prima che la DuPont, il maggior
dotti molti anni o decenni prima. produttore mondiale di CFC, tenesse fede a quell'impegno.
I processi che producono nuove conoscenze e che portano, Nel 1978 fu approvata negli Stati Uniti una legge che proibiva
alla fine, al consenso della comunità scientifica sono anch'essi l'utilizzo di C F C come propellenti per aerosol. Con il concorso
afflitti da ritardi, anche se, in questo caso, ad accorciare i tempi dell'azione dei consumatori, che aveva già portato alla riduzione
hanno contribuito alcuni fattori politici. delle vendite di aerosol, questa proibizione provocò un forte calo
I due articoli che paventavano il depauperamento dello strato nella produzione mondiale di CFC. Ma nel resto del mondo, per
di ozono diedero vita a un'esplosione di ricerche sulla chimica lo più, gli spray per aerosol contenevano ancora CFC, e altri im-
del cloro nell'atmosfera. Negli Stati Uniti, l'informazione scien- pieghi dei C F C , specialmente nell'industria elettronica, continua-
tifica si fece rapidamente strada nei processi di decisione politi- rono ad aumentare. tfMel 1980 il consumo mondiale di CFC era ri-
ca. Ciò accadde, in parte, perché gli autori di uno dei primi arti- tornato al livello massimo del 1975, ed era in salita (figura 5.1).
coli, americani, erano profondamente preoccupati da ciò che
avevano scoperto, e risoluti a portarlo all'attenzione dell'opinio-
Superamento: il buco nell'ozono
ne pubblica (F. Sherwood Rowland, in particolare, sottopose la
questione alla National Academy of Sciences e al Congrèsso de- Nell'ottobre del 1984, un gruppo di scienziati del British Antarctic
gli Stati Uniti). Negli Stati Uniti anche il movimento ambienta- Survey misurò una diminuzione del 40% dell'ozono stratosferico
lista, ben organizzato com'era, ebbe un ruolo attivo. sopra la stazione di osservazione di Halley Bay, nell'Antartide.
Quando gli ambientalisti americani si resero conto delle im- Da circa dieci anni l'ozono rilevato ogni ottobre aveva mostrato
plicazioni del legame fra CFC e ozono, entrarono in azione. Co- una discesa costante (figura 5.4), ma gli scienziati erano stati re-
minciarono con l'osteggiare l'uso dei CFC nelle bombolette spray stii a credere ai loro stessi occhi. Una caduta del 40%, poi, sem-
per aerosol. È assurdo, argomentavano, mettere a repentaglio la brava impossibile. I modelli al calcolatore basati su quel che al-
vita sulla Terra solo per godere del privilegio di una spruzzata di lora si sapeva della chimica dell'atmosfera prevedevano, al
deodorante o di schiuma da barba. L'idea di prendersela con le massimo, una riduzione di qualche punto percentuale.
Di là dai limiti e ritorno: la storia dell'ozono 231

letture troppo basse della concentrazione di ozono, sulla base


12
dell'ipotesi che fossero da attribuire a errori degli strumenti.
Per fortuna, le misure scartate dal calcolatore potevano esse-
re ricuperate. Esse confermavano le osservazioni di Halley Bay,
e mostravano che i livelli di ozono sopra il Polo Sud andavano
d i m i n u e n d o da dieci anni. Per giunta, fornivano una m a p p a
particolareggiata del buco nello strato di ozono. Era enorme,
grande all'incirca quanto il territorio continentale degli Stati
Uniti, e anno dopo anno si era fatto più ampio e più profondo.
Ma perché un buco? E perché sopra l'Antartico? Che cosa im-
plicava questa scoperta per la protezione dell'intero pianeta dalla
radiazione UVB? Negli anni che seguirono, l'impegno con cui gli
scienziati lavorarono attorno a questo mistero fu straordinario.
Uno degli elementi di prova più clamorosi a carico del cloro fu ot-
F I G U R A 5.4 - M I S U R A Z I O N I D E L L ' O Z O N O A HALLEY, IN A N T A R T I D E tenuto nel settembre del 1987, quando un aereo con un gruppo di
La concentrazione di ozono nell'atmosfera sopra Halley, in Antartide, mi- scienziati si levò in volo dall'America Meridionale diretto verso il
surata nel mese di ottobre - quando, con la primavera australe, ritorna il
Polo Sud, nel bel mezzo del buco nell'ozono. Le misurazioni del-
Sole -, è andata riducendosi per più di un decennio prima che nel 1985 fos-
se pubblicato l'articolo con l'annuncio del b u c o nell'ozono. Da allora, la l'ozono e del ciò compiute dall'aereo sono mostrate nella figura
concentrazione di ozono misurata ogni ottobre ha continuato a diminuire. 5.5. Aumenti e diminuzioni dell'ozono rispecchiano fedelmente
13
(Fonte: J.D. Shanklin) diminuzioni e aumenti del ciò. Inoltre, le concentrazioni di ciò
misurate nel «buco» sono centinaia di volte più alte di quelle atte-
se alla luce della normale chimica dell'atmosfera. Questa figura è
Gli scienziati ricontrollarono gli strumenti. Cercarono altrove stata definita la «pistola fumante», la prova decisiva che dimo-
dati per verificare le misurazioni e, alla fine, scoprirono che strava, anche agli occhi dei produttori di CFC, che il buco nell'ozo-
un'altra stazione, circa 1600 chilometri a nordovest, aveva rileva- no non era un fenomeno normale, ma il segno di una condizione
to anch'essa un'enorme diminuzione dell'ozono nella stratosfera. profondamente perturbata dell'atmosfera, causata da composti
Nel maggio 1985 fu pubblicato lo storico articolo che annun- clorurati prodotti dall'uomo.
11
ciava l'esistenza di un «buco nell'ozono» nell'emisfero australe. Ci vollero diversi anni perché gli scienziati dessero una spiega-
La notizia mise sottosopra il mondo politico. Se era vera, signifi- zione soddisfacente del buco. In poche parole, si tratta di questo.
cava che il genere u m a n o aveva già varcato un limite globale. Dato che l'Antartide è cinta dagli oceani, i venti possono cir-
L'uso di CFC aveva oltrepassato i limiti sostenibili. Distruggendo colare intorno al continente senza essere fermati da masse di
l'ozono, l'uomo stava distruggendo il suo scudo protettivo. terre emerse. Nel corso dell'inverno australe, essi creano un vor-
Gli scienziati della National Aeronautics and Space Admini- tice circumpolare, un gigantesco mulinello che intrappola l'aria
stration (NASA) degli Stati Uniti si precipitarono a controllare le sopra l'Antartico e le impedisce di mescolarsi con il resto dell'at-
misurazioni dell'ozono atmosferico eseguite dal satellite Nim- mosfera. Il vortice crea u n a specie di «recipiente di reazione»
bus 7; erano dati che il satellite raccoglieva regolarmente sin dal che raccoglie le sostanze chimiche presenti nell'atmosfera pola-
1978, e non avevano mai indicato nulla di simile a un buco nel- re. (Intorno al Polo Nord non esiste un vortice analogo, sicché il
l'ozono. Ricontrollando i dati, gli scienziati si resero conto che i buco nell'ozono sopra l'emisfero boreale è meno esteso.)
loro calcolatori erano stati programmati in modo da rifiutare D'inverno la stratosfera sopra l'Antartico è il luogo più freddo
Di là dai limiti e ritorno: la storia dell'ozono 233

Ogni anno, tra settembre e ottobre, al ritorno della primavera


artica, la radiazione solare spezza i gruppi cloocl provocando
un'enorme esplosione di ci, che va ad attaccare l'ozono. La con-
centrazione di ozono precipita.
Poco a poco, il ritorno della luce solare dissolve il vortice cir-
cumpolare, cosicché l'aria del Polo Sud può tornare a mescolar-
si. L'aria impoverita di ozono si disperde nel resto del globo,
mentre i livelli di ozono sopra l'Antartico ritornano a valori qua-
si normali.
Buchi minori sono stati osservati sul Polo Nord, durante la
primavera boreale. Non ci si aspetta che si trovino altrove buchi
ben distinti, ma, con il mescolamento dei gas atmosferici, la
concentrazione di ozono stratosferico al di sopra dell'intero glo-
bo diminuisce, C F C e ci persistono a lungo nell'atmosfera, e per-
ciò il loro esaurimento richiederà molto tempo, non meno di un
FIGURA 5.5 - MANO A MANO CHE IL CLORO REATTIVO AUMENTA, secolo. Così, varcato il limite (definito dal massimo tasso soste-
L'OZONO ANTARTICO DIMINUISCE nibile di emissione di C F C ) , l'umanità si condanna a un lungo
Gli strumenti a bordo dell'aereo di ricerca E R - 2 , della NASA, hanno misurato periodo nel quale la protezione dalla radiazione U V B sarà infe-
simultaneamente le concentrazioni di monossido di cloro e di o z o n o men-
tre l'aereo volava da Punta Arenas, in Cile (53° S), fino a 72° S. I dati mo-
riore al normale, anche se le emissioni cessassero immediata-
strati sopra sono stati raccolti il 16 settembre 1987. Quando l'aereo entrò mente. Il superamento è, e sarà ancora a lungo, una realtà.
nel buco nell'ozono, la concentrazione di monossido di cloro crebbe fino a
molte volte i livelli normali, mentre i livelli di o z o n o diminuivano rapida-
mente. Questo risultato ha contribuito a dimostrare che il buco nell'ozono La risposta al superamento: i ritardi in pratica
è provocato da inquinanti contenenti cloro. (Fonte: J.G. Anderson et al.)
Tra quanti parteciparono ai negoziati globali, non tutti furono
dell'avviso che l'annuncio del buco nell'ozono, nel 1985, avrebbe
messo in allarme gli uomini politici allo stesso m o d o degli
della Terra (la temperatura scende fino a -90 °C). Il freddo è tale
che il vapore acqueo vi resta sospeso formando minuscoli cri- scienziati. Erano già in corso trattative internazionali per limita-
stalli di ghiaccio. Il ghiaccio agisce da catalizzatore, e la superfi- re la produzione di CFC, ma non avevano compiuto grandi passi
cie di questi innumerevoli cristalli favorisce le reazioni chimiche avanti. Un incontro tenutosi a Vienna due mesi prima dell'annun-
che scindono le molecole di CFC liberando gli atomi di cloro che cio del buco nell'ozono si era concluso, con piena soddisfazione
distruggono l'ozono. dei convenuti, con la dichiarazione che le nazioni dovevano pren-
dere «opportuni provvedimenti» per proteggere lo strato di ozo-
Gli atomi di cloro formatisi nell'oscurità dell'inverno antarti-
no, ma non fissava una precisa tabella di marcia né prevedeva
co non entrano i m m e d i a t a m e n t e nella reazione a catena che
sanzioni. L'industria aveva accantonato la ricerca di sostituti per i
conduce alla distruzione dell'ozono. Ogni atomo di cloro, inve-
ce, reagisce una volta sola con l'ozono per formare ciò. Le mole- CFC: nulla faceva pensare che ve ne sarebbe stata necessità in tem-
15

cole di ciò si uniscono due a due per formare dimeri Cloocl rela- pi brevi. Dovevano passare ancora tre anni prima che il buco
tivamente stabili. Questi dimeri si vanno accumulando in attesa nell'ozono sull'Antartico fosse collegato con certezza ai CFC.
del ritorno della luce solare. 14
Qualcosa accadde, sul piano politico, tra l'incontro di Vienna
del marzo 1985, che non approdò a risultati concreti, e quello
234 / nuovi limiti dello sviluppo Di là dai limiti e ritomo: la storia dell'ozono 235

tenutosi a Montreal nel settembre 1987, quando i rappresentan- gli Stati Uniti, i gruppi ambientalisti incalzavano i rispettivi go-
ti di 47 nazioni firmarono il primo protocollo internazionale verni, mentre gli scienziati organizzavano seminari per sensibi-
sull'ozono stratosferico. Il buco sopra l'Antartide ebbe senza lizzare giornalisti, parlamentari e il grande pubblico. In risposta
dubbio un effetto psicologico, tanto più forte, forse, perché non alle pressioni che venivano da ogni parte, alla fine - e con ina-
se ne comprendeva fino in fondo la natura. L'unica certezza era spettata rapidità - i governi nazionali firmarono a Montreal, nel
che nello strato di ozono stesse accadendo qualcosa di strano. 1987, il Protocollo sulle sostanze che riducono lo strato di ozono.
Mancavano ancora prove definitive, ma se ne sapeva abbastan- Il Protocollo di Montreal stabilì anzitutto che la produzione
za per pensare che i colpevoli più probabili fossero i C F C . mondiale dei cinque CFC maggiormente utilizzati doveva essere
Prove o non prove, probabilmente non sarebbe successo nulla congelata ai livelli del 1986, dopo di che la produzione doveva
se non fosse stato per lo United Nations Environment Program essere ridotta del 20% entro il 1993 e di un altro 30% entro il
( U N E P ) , che appoggiò e promosse il processo politico internazio- 1998. L'accordo sulla formula «congelamento-20-30» fu sotto-
nale. Il suo personale raccolse e interpretò le prove scientifiche, scritto da tutti i principali produttori di CFC.
le presentò ai governi, costituì una sede neutrale per colloqui ad Il Protocollo di Montreal fu un fatto storico, che andava ben
alto livello, e fece opera di mediazione. Il direttore dell'uNEP, Mu- oltre quel che all'epoca gli ambientalisti pensavano fosse politi-
stafa Tolba, mise la sua abilità di diplomatico al servizio dell'am- camente possibile. Ma ben presto divenne chiaro che la riduzio-
biente, mantenendosi neutrale nelle numerose controversie che ne dei CFC che era stata prevista non bastava. La figura 5.6 mo-
si accesero, senza mai smettere di ricordare a ciascuna delle par- stra quale sarebbe stato l'andamento della concentrazione di
ti che nessuna considerazione di breve periodo era importante cloro nella stratosfera se le emissioni fossero state ridotte se-
quanto l'integrità dello strato di ozono. condo il dettato del Protocollo di Montreal (e di ognuno degli
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Il processo negoziale fu tutt'altro che semplice. I paesi del accordi successivi, conclusi a Londra, Copenaghen, Vienna e
mondo dovevano affrontare un problema ambientale planetario ancora Montreal; su questo torneremo più avanti). Nonostante i
ancora non compreso appieno, quando ancora non aveva arre- tagli nella produzione, le grandi quantità di C F C prodotte ma
cato danni misurabili all'economia o al benessere u m a n i . Le non ancora liberate, e quelle che erano state liberate ma ancora
principali nazioni produttrici di CFC, prevedibilmente, cercaro- non avevano raggiunto la stratosfera, avrebbero continuato a
no di bloccare ogni limitazione al loro impiego. Decisioni cru- far aumentare la concentrazione di ci.
ciali, a volte, sono appese a delicati fili politici. Gli Stati Uniti, Le ragioni della debolezza di quell'accordo erano facilmente
per esempio, esercitarono un forte ruolo di leadership, che in comprensibili. La maggior parte dei paesi in via di industrializ-
più di un'occasione fu messo a repentaglio dalle divisioni che zazione non lo avevano sottoscritto. La Cina, per esempio, era
laceravano l'amministrazione Reagan. Si trattava di divisioni impegnata a portare il primo frigorifero nella casa di milioni di
che divennero evidenti alla pubblica opinione quando il segreta- cinesi, ciò che comportava un forte incremento della domanda
rio agli Interni Donald Hodel dichiarò che quello dello strato di di freon. L'Unione Sovietica aveva preso tempo, sostenendo che
ozono non era poi un problema: bastava indossare un cappello la pianificazione quinquennale della sua economia non consen-
a tesa larga e occhiali da sole quando si usciva di casa. L'ondata tiva di modificare rapidamente la produzione di C F C , e aveva ri-
di ridicolo sollevata in tutto il mondo da questa dichiarazione chiesto e ottenuto un rallentamento del programma di riduzio-
(non mancarono le vignette di mucche e cani, alberi e piante di ne. La maggior parte dei produttori industriali di CFC sperava
granturco con tanto di cappello e occhiali da sole) diede una ancora di conservare, almeno in parte, i propri mercati.
mano a quei membri dell'amministrazione che cercavano di in- Nel giro di un anno dalla firma del Protocollo di Montreal,
durre il presidente a prendere sul serio il problema dell'ozono. tuttavia, le misurazioni rivelarono un'ulteriore riduzione dell'o-
Nel frattempo, I ' U N E P continuava a premere. In Europa e ne- zono, e furono resi pubblici i dati che dimostravano la respon-
Di là dai limiti e ritorno: la storia dell'ozono 237

quelle disposizioni, incluse nel documento di Montreal, che ri-


chiedevano controlli periodici della situazione dell'ozono e, se
necessario, l'adozione di misure più severe.
Dopo ulteriori negoziati, guidati ancora dall'uNEP, i governi di
92 paesi si riunirono a Londra nel 1990 e si accordarono per ri-
durre gradualmente l'intera produzione di CFC fino ad azzerarla
entro il 2000. Alla lista dei prodotti da mettere al bando furono
aggiunti il tricloroetano, il tetracloruro di carbonio e gli halon,
altre sostanze chimiche in grado di distruggere l'ozono. Diversi
paesi in via di industrializzazione dichiararono che non avreb-
bero firmato l'accordo a meno che non fosse istituito un fondo
internazionale che li aiutasse nella transizione alle alternative ai
C F C . Gli Stati Uniti esitavano all'idea di dovervi contribuire, e il
negoziato fu sull'orlo del fallimento, ma alla fine il fondo potè
essere istituito. La figura 5.6 illustra l'andamento della concen-
trazione del cloro stratosferico (e del bromo, altra sostanza chi-
mica dannosa per l'ozono) che ci si aspettava in conseguenza
dell'Accordo di Londra.
FIGURA 5.6 - CRESCITA PREVISTA DELLE CONCENTRAZIONI
Nella primavera 1991, nuove misurazioni satellitari eseguite
DI CLORO E BROMO INORGANICI NELLA STRATOSFERA sopra l'emisfero boreale mostrarono che la riduzione dell'ozono
A CAUSA DELLE EMISSIONI DI CFC procedeva a un ritmo due volte superiore a quello previsto. Per la
La figura mostra le abbondanze di cloro e bromo nella stratosfera misurate prima volta furono misurate diminuzioni dei livelli di ozono so-
in passato e previste in futuro a seconda delle politiche adottate: 1) nessun pra le aree abitate dell'America Settentrionale, dell'Europa e del-
protocollo; 2) misure previste dal primo Protocollo di Montreal; 3) accordi
aggiuntivi stipulati successivamente. Con un tasso di produzione di CFC pari a
l'Asia centrale anche in estate, quando è più grande la probabilità
quello del 1986, la concentrazione di cloro nella stratosfera sarebbe aumenta- che la radiazione danneggi esseri umani e colture. Nel corso degli
ta di un fattore 8 nel 2050. Il primo Protocollo di Montreal fissava tassi di anni Novanta, furono rilevate concentrazioni di ozono inferiori
emissione più modesti, ma sufficienti a far crescere i livelli di cloro in modo alla media anche in regioni meridionali come la Spagna.
esponenziale. L'Accordo di Londra bandiva la maggior parte degli impieghi di In seguito a queste allarmanti notizie, diversi paesi, sotto la
CFC, ma non tutti; in tal modo, i livelli di cloro avrebbero ugualmente comin-
ciato ad aumentare attorno al 2050. Gli accordi successivi hanno rafforzato le
guida della Germania, presero l'iniziativa per accelerare la ridu-
restrizioni sugli impieghi delle sostanze chimiche in grado di liberare cloro; zione di C F C e halon prevista dall'Accordo di Londra. Molte
secondo le proiezioni, ciò dovrebbe portare a una diminuzione dei livelli di aziende multinazionali, soprattutto nel settore elettronico e au-
cloro nella stratosfera dopo l'anno 2000. (Fonti: WMO; EPA; R.E. Benedick) tomobilistico, seguirono l'esempio. Alcuni paesi in via di svilup-
po, come il Messico, annunciarono che non si sarebbero avvalsi
della moratoria di dieci anni che era stata concessa loro, ma si
sabihta dei CFC - la «pistola fumante». A quel punto, la DuPont sarebbero attenuti allo stesso programma di riduzione dei paesi
a V r e b b e a z z e r a t o l a
?oon n C
, 1 Ò
o C
sua produzione di C F C . Nel
h e
industrializzati. Gradualmente, tutti gli altri paesi, Cina e India
1989, gli Stati Uniti e l'Unione Europea dichiararono che entro comprese, fecero altrettanto; secondo l'attuale tabella di marcia,
1 anno 2000 avrebbero smesso del tutto di produrre i cinque CFC la produzione cesserà del tutto entro il 2010.
maggiormente diffusi, e richiamarono l'attenzione generale su In occasione di un'altra sessione negoziale, svoltasi nel 1992
238 / nuovi limiti dello sviluppo Di là dai limiti e ritomo: la storia dell'ozono 239

a Copenaghen, i paesi firmatari del Protocollo di Montreal deci- zioni all'accordo: per esempio, a Pechino, nel 1999, i partecipan-
sero una volta di più di accelerare il processo di riduzione: la ti decisero di incrementare il fondo multilaterale che sosteneva
produzione degli halon sarebbe cessata entro il 1994 e quella finanziariamente gli sforzi dei paesi in via di sviluppo per rispet-
dei CFC entro il 1996, e fu fissato un tetto alla produzione di bro- tare i termini di attuazione. Oggi sono state incluse nel protocol-
m u r o di metile, un fumigante utilizzato per la disinfestazione lo altre sostanze e il commercio di prodotti dannosi per l'ozono è
dei terreni molto dannoso per l'ozono, del quale a Londra non stato bandito.
s'era neppure parlato. Alla luce dei modelli dell'atmosfera di- Nel 2000, la produzione mondiale di «gas CFC» è scesa a meno
sponibili in quegli anni, il «giro di vite» di Copenaghen avrebbe di 100.000 tonnellate l'anno, dal picco di oltre un milione di ton-
dovuto riportare lo strato di ozono al livello del 1980 dieci anni 20
nellate raggiunto nel 1988 (figura 5.1). Per l'industria, la gra-
prima delle misure stabilite a Londra (entro il 2045 invece che duale eliminazione di questi importanti prodotti chimici è stata
entro il 2055). Avrebbe ridotto la perdita complessiva di ozono meno costosa e perniciosa di quanto si temesse agli inizi dei ne-
del 28%, prevenendo 4,5 milioni di casi di t u m o r e cutaneo e goziati internazionali. (Il prezzo finale, comprendente il costo dei
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350.000 casi di cecità. Risultò poi che il «giro di vite» di Cope- negoziati e della loro applicazione, è stimato a 40 miliardi di dol-
naghen, in realtà, era il minimo necessario per ottenere una ri- 21
lari.) Dal momento che i C F C sono anche potenti gas serra - di-
duzione purchessia della concentrazione di cloro e bromo (si ve- verse migliaia di volte più potenti del diossido di carbonio - la lo-
da la figura 5.6). ro eliminazione aiuterà anche a rallentare il possibile
Nel 1996, l'accordo rafforzato era stato sottoscritto da 157 cambiamento climatico globale. Gli HCFC, sostituti dei CFC meno
nazioni. Non vi era più molto altro da fare. A Montreal, nel dannosi per l'ozono, sono ancora prodotti al ritmo di mezzo mi-
1997, in occasione del decimo anniversario del primo Protocol- lione di tonnellate l'anno (figura 5.1).
lo, l'accordo fu modificato in punti secondari. Lo Scientific As- Nel frattempo, dalla stratosfera continuavano ad affluire
sessment of the Ozone Layer del 1998, una valutazione scientifi- informazioni. Nel 1995 e nel 1996, la concentrazione di ozono so-
ca della situazione dell'ozono condotta sotto l'egida della World pra il Polo Nord raggiunse nuovi minimi storici, diminuendo per
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Meteorological Organization (WMO) e dell'uNEP, concludeva che un breve periodo del 45% sopra la Siberia. Nel corso dell'inverno
«considerando le emissioni passate di sostanze dannose per l'o- e della primavera 1998, la riduzione dello strato di ozono alle lati-
zono e ipotizzando che le emissioni previste per il futuro corri- tudini centrali dell'emisfero boreale fu in media del 6-7%. Il buco
spondano ai valori massimi ammessi dal Protocollo di Montreal, nell'ozono formatosi più avanti nello stesso anno sopra il Polo
si stima che il picco della riduzione dell'ozono sarà raggiunto Sud fu più ampio e più profondo di quanto mai fosse stato in pre-
22
entro dieci o venti anni». Quattro anni dopo, nella valutazione cedenza, e lo stesso potè dirsi nel 2000 e poi nel 2003. Sebbene
scientifica del 2002, precisava: «Nel 2010 i livelli dell'ozono sul- il buco nell'ozono si ingrandisse via via più lentamente, la W M O ,
l'Antartide saranno in aumento. Il ritorno ai valori pre-1980 è nella sua valutazione scientifica del 2002, dichiarò che non si po-
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atteso attorno alla metà del secolo». L'intervallo temporale in teva ancora «stabilire se il buco nell'ozono (antartico) avesse rag-
cui sarebbe stato raggiunto il m a s s i m o della riduzione - dal giunto il massimo dell'estensione», ma anche che «lo strato di
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1995 al 2010 - era ormai determinato, poiché le sostanze chimi- ozono si ricostituirà lentamente nei prossimi cinquantanni».
che destinate a produrre quella riduzione avevano già comin- La vulnerabilità dello strato di ozono sarà ancora massima nei
ciato la loro lenta ascesa verso la stratosfera. Per avere la certez- primi due decenni del XXI secolo. Se il Protocollo di Montreal e
za che il picco fosse appunto un picco e che lo strato di ozono, gli accordi successivi saranno rispettati, se la produzione illegale
alla fine, si sarebbe ricostituito, la condizione essenziale era l'ef- cesserà, se non vi saranno grandi eruzioni vulcaniche (che ridu-
fettiva applicazione del Protocollo. La conferenza delle parti al cono, temporaneamente, l'ozono stratosferico), il livello di ozono
Protocollo di Montreal continuò a riunirsi e ad apportare corre- tornerà a valori prossimi a quelli originari attorno al 2050.
240 / nuovi limiti dello sviluppo Di là dai limiti e ritorno: la storia dell'ozono 241

Un risvolto negativo di questa storia lieta è stato il fiorire del 2030; il loro impiego ci dà più tempo per trovare soluzioni per-
c o n t r a b b a n d o di C F C . Negli Stati Uniti e in Europa, i governi manenti. L'ultimo terzo è dovuto all'adozione di prodotti alter-
hanno proibito sia la produzione sia l'importazione di nuovi CFC, nativi del tutto innocui per lo strato di ozono.
ma in quei paesi molti sono disposti a pagare un prezzo elevato In seguito alla messa al bando del 1978, l'industria aveva già
per ricaricare i climatizzatoti delle automobili o delle unità di trovato altri tipi di propellenti per aerosol, molti dei quali meno
raffreddamento. Negli Stati Uniti, i prezzi sono stati spinti verso costosi dei C F C . Mario J. Molina, esperto di chimica dell'atmo-
l'alto da una forte imposta sui nuovi C F C , finalizzata a incorag- sfera, ha osservato: «Nel 1978, quando gli Stati Uniti proibirono
giare il riciclaggio. Quei paesi che in forza dei trattati possono l'impiego di C F C come propellenti per le bombolette spray, gli
continuare a produrre CFC fino al 2010 (soprattutto Russia, Cina esperti affermarono che il bando avrebbe creato un gran nume-
e India) hanno trovato difficile resistere alla tentazione di entra- 25
ro di disoccupati. La realtà è stata diversa».
re in un mercato tanto remunerativo. I contrabbandieri ricorro-
In passato, i fluidi refrigeranti dei frigoriferi e dei condiziona-
no a stratagemmi come quello di far passare i CFC nuovi per rici-
tori d'aria finivano dispersi nell'aria in occasione degli interventi
clati servendosi di false etichette. Secondo il dipartimento di
Giustizia degli Stati Uniti, i profitti del contrabbando di CFC su- di manutenzione o quando gli apparecchi passavano a miglior
perano quelli del contrabbando di cocaina. Nessuno sa esatta- vita. Oggi vi sono dispositivi per il riciclaggio che ricuperano,
mente quanto sia esteso il mercato dell'importazione illegale di purificano e riutilizzano quei fluidi. Negli Stati Uniti, il riciclag-
CFC - le stime variano da 20.000 a 30.000 tonnellate l'anno - 24 gio dei CFC e il ricorso alla riparazione in caso di perdite sono in-
ma certo non è grande a sufficienza da interrompere la tendenza coraggiati da considerevoli incentivi fiscali, che li rendono re-
verso il basso della produzione totale di C F C . munerativi. Uno degli obiettivi attuali è tenere separati, nel
processo di riciclaggio, i prodotti sostitutivi innocui dai loro
Nonostante questo e altri inconvenienti minori, l'esistenza
predecessori dannosi per l'ozono.
del problema è ormai generalmente riconosciuta, e sono stati
fatti enormi progressi verso la sua soluzione. Ci sono voluti più Nell'industria elettronica e in quella aeronautica sono stati
di venticinque anni, ma si è visto che dare risposte efficaci al su- sviluppati solventi sostitutivi per la pulizia delle schede dei cir-
peramento dei limiti è possibile. cuiti elettronici e di parti di aereo; in alcuni casi si tratta di sem-
plici soluzioni acquose. Sono stati anche ripensati i processi
produttivi in modo da eliminare completamente molte fasi di
Andare avanti senza C F C lavaggio, con notevole risparmio economico. Aziende statuni-
Mentre la diplomazia procedeva per la sua strada, la creatività tensi e giapponesi hanno stretto accordi per condividere (in mo-
industriale non mancava di cercare modi per ridurre l'emissio- do totalmente gratuito) i risultati di questo tipo di ricerche con
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ne dei CFC esistenti e impiegare al loro posto altre sostanze. Per aziende elettroniche di tutto il m o n d o .
un buon terzo, il problema è stato risolto grazie a una politica Le aziende chimiche hanno immesso sul mercato i CFC idroge-
di risparmio, cioè riducendo la necessità di questo tipo di pro- nati e altri nuovi composti in grado di sostituire i CFC in impieghi
dotti chimici. Per esempio, migliorare l'isolamento termico per- specifici. Oggi i climatizzatoli delle automobili contengono H F C -
mette di ridurre il fabbisogno di raffreddamento, e riciclare le 134a, un sostituto dei CFC. Questo nuovo fluido refrigerante non
sostanze chimiche in modo da poterle riutilizzare permette di costa, come era stato previsto, 1000-1500 dollari per automobile,
ridurre le emissioni. Un altro terzo della soluzione risiede nel- ma qualcosa come 50-150 dollari.
l'impiego provvisorio di sostituti, come i C F C idrogenati, detti Nelle schiume plastiche isolanti sono oggi insufflati altri gas;
H C F C , il cui potere distruttivo per lo strato di ozono è pari al 2- le confezioni per gli hamburger sono fatte di carta o di cartone,
10% dei C F C usuali. La loro eliminazione è prevista e n t r o il anziché di plastica contenente C F C ; il consumatore che ha con-
242 / nuovi limiti dello sviluppo Di là dai limiti e ritorno: la storia dell'ozono 243

sapevolezza ambientale impiega per il caffè tazze di ceramica Individui e nazioni non devono assurgere alla perfezione as-
lavabili, piuttosto che quelle di plastica «usa e getta». soluta per sviluppare forme efficaci di cooperazione interna-
Come hanno scoperto i coltivatori di fiori da taglio della Co- zionale sui problemi più difficili; per agire non occorrono né
lombia, per combattere i parassiti, invece di sterilizzare il suolo conoscenze complete né dimostrazioni scientifiche.
con il bromuro di metile, è possibile attuare forme di lotta inte- Per affrontare i problemi globali non è necessario un governo
grata. In Kenia, gli agricoltori hanno imparato a fumigare i ce- mondiale; sono necessarie forme di cooperazione scientifica
reali nei magazzini con diossido di carbonio anziché bromuro globale, un sistema globale di informazione, una tribuna in-
di metile. I coltivatori di tabacco dello Zimbabwe, al posto del ternazionale nella quale sia possibile elaborare accordi speci-
bromuro di metile, hanno sperimentato la rotazione delle coltu- fici, e forme di cooperazione internazionale per attuare que-
re. Uno studio dell'uNEP ha concluso che nel 90% dei casi l'im- gli accordi.
piego di bromuro di metile può essere sostituito da altre misure Scienziati, tecnici, politici, imprese e consumatori sono in
di controllo dei parassiti, spesso con costi inferiori. grado di reagire rapidamente - ma non all'istante - quando
ne riconoscono la necessità.
Le disastrose previsioni dell'industria sulle conseguenze eco-
La morale della storia nomiche che avrebbe il rispetto di questa o quella norma am-
Nel 1999, un rapporto di 350 scienziati di 35 nazioni diverse, bientale possono essere esagerate. Ciò può dipendere da deli-
coordinati dalla World Meteorological Organization, ha espres- berate distorsioni intese a rallentare i cambiamenti politici,
so la posizione della comunità scientifica sulle prospettive dello ma è più verosimile che discenda dalla sistematica sottovalu-
strato di ozono. tazione delle potenzialità del progresso tecnologico e del
cambiamento sociale.
Si prevede che la riduzione dell'ozono causata dai c o m p o s t i del Quando le conoscenze sono incomplete, gli accordi ambien-
cloro e del b r o m o prodotti industrialmente verrà progressivamen- tali devono essere formulati in modo flessibile e devono es-
te m e n o entro la m e t à del XXI secolo, a m a n o a m a n o c h e questi sere riveduti regolarmente. Il problema deve essere tenuto
c o m p o s t i s a r a n n o eliminati dalla stratosfera attraverso p r o c e s s i costantemente sotto osservazione, in modo da poter appor-
naturali. Questo s u c c e s s o ambientale è stato ottenuto grazie a u n o tare correzioni, in caso di necessità, e per studiare migliora-
storico accordo internazionale c h e ha p e r m e s s o di controllare la menti. Mai presumere che un problema sia stato risolto per
27
produzione e l'impiego di s o s t a n z e d a n n o s e per l ' o z o n o .
sempre.
Tutti gli attori dell'accordo sull'ozono sono stati importanti e
Dalla storia dell'ozono si possono trarre molti insegnamenti,
tutti saranno indispensabili in futuro: un negoziatore inter-
a seconda della visione del mondo e delle predilezioni politiche
nazionale come I ' U N E P ; dei governi nazionali disposti ad assu-
di ciascuno. Ecco alcuni di questi insegnamenti:
mere il ruolo di guida politica; grandi imprese flessibili e re-
• È essenziale tenere costantemente sotto controllo i principali sponsabili; scienziati capaci di c o m u n i c a r e con i decisori
parametri ambientali, così c o m e j o è divulgare i risultati in politici e pronti a farlo; attivisti ambientali che facciano sen-
modo rapido e scrupoloso. tire la propria voce; cittadini disposti a modificare le proprie
• È possibile fare appello alla volontà politica su scala internazio- scelte di c o n s u m o alla luce delle informazioni ambientali;
nale per mantenere le attività umane entro i limiti della Terra. tecnici capaci di ideare prodotti innovativi, che rendano l'esi-
• La cooperazione internazionale per evitare futuri danni al- stenza possibile, piacevole e proficua anche quando debba
l'ambiente presuppone che vi siano gli strumenti e la volontà piegarsi alla necessità di far rientrare l'impatto u m a n o entro i
di elaborare previsioni a lungo termine. limiti del sistema.
244 / nuovi limiti dello sviluppo

• Naturalmente, nella storia dell'ozono si possono riconoscere


tutti gli elementi del comportamento di superamento e collas-
so: crescita esponenziale, un limite ambientale suscettibile di
Tecnologia, mercati e superamento dei limiti
erosione, lunghi ritardi nella risposta, fisici e politici. Sono
stati necessari tredici anni perché dai primi avvertimenti lan-
ciati dagli scienziati nel 1974 si giungesse alla firma del Proto- Tutto lascia pensare che abbiamo costantemente
collo di Montreal nel 1987, e altri tredici sono passati dalla sopravvalutato il contributo del genio tecnologico
prima firma fino alla piena attuazione del Protocollo rafforza- e sminuito quello delle risorse naturali. ... Abbia-
to, nel 2000. Potrà occorrere ancora più tempo per mettere mo bisogno di ... qualcosa che è andato perduto
nella frenesia di rifare il mondo: il senso del limite,
nell'impossibilità di nuocere i non cooperatori, gli imbroglioni la consapevolezza dell'importanza delle risorse
e i contrabbandieri rimasti. Ci vorrà più di un secolo perché la della Terra.
stratosfera sia completamente ripulita dal cloro dopo il 2050. STEWART UDALL, 1980

Questa è la storia di un superamento. Ed è la storia di come La specie Homo sapiens esiste da più di centomila anni. Circa
l'umanità si stia avvicinando gradualmente a un comportamen- diecimila anni fa gli esseri umani impararono a coltivare la ter-
to sostenibile. È speranza di tutti che non sia la storia di un col- ra e fondarono le prime città. Da circa trecento anni, l'umanità
lasso. Se sarà così o no dipende dalla reversibilità dei danni su- ha conosciuto una rapida crescita esponenziale quanto a popo-
biti dallo strato di ozono, e dall'eventualità di eventi atmosferici lazione e capitale. In questi ultimi secoli, formidabili innovazio-
inaspettati. Ma dipende anche dalla capacità di non abbassare ni tecniche e istituzionali - dalla macchina a vapore al calcola-
la guardia e di contrastare gli sforzi di questo o quel gruppo di tore, dalle grandi società per azioni agli accordi sul commercio
interesse, e dei suoi rappresentanti politici, per aggirare il ban- internazionale, e altre ancora - hanno permesso che l'economia
do delle sostanze chimiche dannose per l'ozono. Se queste con- u m a n a , superando innegabili limiti materiali e organizzativi,
dizioni si realizzeranno, la vicenda del buco nell'ozono strato- continuasse a crescere. Soprattutto negli ultimi decenni, la cul-
sferico potrà essere un esempio da imitare quando ci troveremo tura industriale, nella sua espansione, ha trasmesso a ogni co-
di fronte ad altri limiti globali. munità umana o quasi il desiderio e l'aspettativa di una crescita
materiale illimitata.
L'idea che possano esservi limiti alla crescita è, per molti, in-
concepibile. I limiti sono politicamente innominabili e, sul pia-
no economico, impensabili. La cultura dominante tende a nega-
re la possibilità stessa del limite, pervasa com'è da u n a fede
profonda nel potere della tecnologia, nei meccanismi del libero
mercato, nella crescita dell'economia come soluzione di ogni
problema, compresi i problemi creati dalla crescita stessa.
Le critiche più spesso rivolte al primo modello World3 so-
stenevano che esso sottovalutava il potere della tecnologia e
che non teneva adeguatamente conto della capacità di ricupe-
ro e di a d a t t a m e n t o del libero mercato. E vero: nel modello
originario i tassi del progresso tecnologico non permettevano
di risolvere a u t o m a t i c a m e n t e tutti i problemi associati alla
246 / nuovi limiti dello sviluppo Tecnologia, mercati e superamento dei limiti 247

crescita esponenziale dell'impronta ecologica umana. Ciò per- Il nostro modello tiene conto, sotto molti aspetti, del progres-
ché non credevamo allora, così come non crediamo oggi, che so tecnologico e dei mercati. In World3 supponiamo che i mer-
la tecnologia possa progredire a tal punto con le sue sole forze, cati operino allocando capitali di investimento limitati tra do-
o con i soli meccanismi del «mercato». Progressi tecnologici 2
m a n d e competitive, e ciò senza ritardi, o q u a s i . Il modello
impressionanti - e sufficienti allo scopo - sono del tutto conce- include diversi miglioramenti tecnici, quali il controllo delle na-
pibili, ma solo come conseguenza di decisioni collettive tempe- scite, la sostituzione di risorse e la rivoluzione verde in agricoltu-
stive e risolute e della disponibilità a dar seguito alle decisioni ra. In diversi scenari, abbiamo saggiato gli effetti di un'accelera-
sul piano finanziario e dei comportamenti. Ciò nondimeno, la zione del progresso tecnologico e di possibili futuri balzi in
tecnologia necessaria non viene sviluppata se non dopo un ri- avanti della tecnologia al di là di questi miglioramenti «norma-
tardo temporale significativo. È così che ci appare la realtà og- li». Che cosa succederebbe se fosse possibile riciclare pressoché
gi, e così ci appariva trent'anni fa. Questa concezione è alla ba- integralmente i materiali? Se le rese della terra raddoppiassero e
1
se di \Vorld3. poi raddoppiassero ancora? Se in questo secolo le emissioni si
riducessero del 4% l'anno?
Anche sotto tali ipotesi, il mondo simulato tende a oltrepas-
sare i suoi limiti. Anche con le tecnologie più efficaci e con la
Q u a l c u n o , v e n t a n n i fa, ha parlato di limiti della crescita. Ma oggi massima capacità di ricupero economico che reputiamo possi-
s a p p i a m o c h e la crescita è il m o t o r e del c a m b i a m e n t o . La cresci- bile, se i soli cambiamenti sono questi, il modello tende a gene-
ta è a m i c a dell'ambiente. rare scenari di collasso.
GEORGE W. BUSH, PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI, 1992 In questo capitolo spiegheremo perché. Prima di proseguire,
tuttavia, dobbiamo riconoscere che quelli che ci troviamo da-
In p o c h e parole, la m i a p r e v i s i o n e a l u n g o t e r m i n e è questa: le vanti non sono solo argomenti di studio scientifico, ma anche
c o n d i z i o n i materiali di vita c o n t i n u e r a n n o a migliorare - indefi- articoli di fede. Sappiamo bene che se ci azzardiamo a dichiara-
n i t a m e n t e - p e r la m a g g i o r parte d e l l e p e r s o n e , n e l l a m a g g i o r re che la tecnologia o i mercati presentano problemi o limiti, vi
parte dei paesi, per la m a g g i o r parte del t e m p o . Nel giro di un se- sarà qualcuno pronto a tacciarci di eresia e a definirci nemici
c o l o o due, tutti i p a e s i e gran parte dell'umanità c o n o s c e r a n n o
della tecnologia.
un tenore di vita pari o s u p e r i o r e a quello di cui g o d o n o oggi i
p a e s i o c c i d e n t a l i . Q u a l c o s a m i d i c e , tuttavia, c h e a n c h e allora
Il che, semplicemente, non è vero. Donella ha conseguito il
molti c o n t i n u e r a n n o a p e n s a r e e a dichiarare c h e le c o n d i z i o n i di dottorato alla Harvard University, Dennis e Jorgen hanno ottenu-
vita s t a n n o p e g g i o r a n d o . to il titolo di PhD al Massachusetts Institute of Technology - due
JULIAN SIMON, 1997 centri all'avanguardia nella ricerca tecnologica. Abbiamo rispetto
ed entusiasmo per la capacità della scienza di risolvere i problemi
Nel 1972, il Club di R o m a p u b b l i c ò / limiti dello sviluppo, nel qua- dell'umanità. La storia dei nostri libri illustra in piccolo il mera-
le veniva m e s s a in d i s c u s s i o n e la sostenibilità della crescita e c o - viglioso potere del progresso tecnico. Nel 1971 scrivemmo / limi-
n o m i c a e demografica. / limiti dello sviluppo prevedeva c h e oggi ti dello sviluppo con macchine per scrivere elettriche, i grafici
a v r e m m o d o v u t o c o m i n c i a r e ad assistere al d e c l i n o della produ- erano disegnati a mano, e per far girare World3 avevamo bisogno
zione alimentare, della popolazione, dell'approvvigionamento di un computer gigantesco. Per generare un singolo scenario ci
e n e r g e t i c o , della s p e r a n z a di vita. Nulla di tutto c i ò ha n e p p u r e
volevano da dieci a quindici minuti. Nel 1991 rivedemmo il mo-
c o m i n c i a t o ad a c c a d e r e , né vi s o n o s e g n i c h e sia i m m i n e n t e . Il
dello, scrivemmo un nuovo libro, preparammo grafici e diagram-
Club di R o m a , e v i d e n t e m e n t e , sbagliava.
mi e impaginammo il testo su un computer da tavolo. Produrre
EXXONMOBILE, 2002
uno scenario di World3, riferito a 200 anni simulati, richiedeva
248 / nuovi limiti dello sviluppo Tecnologia, mercati e superamento dei limiti 249

da tre a cinque minuti. Nel 2002 abbiamo potuto far girare il • Dimostrare infine - attraverso due esempi, uno riguardante il
modello World3 su un computer portatile, collaborare alla revi- petrolio, l'altro le zone di pesca - come la tecnologia e il mer-
sione del testo tramite Internet e memorizzare tutti i nostri ri- cato, nel mondo d'oggi, non assicurino una transizione senza
sultati in un C D - R O M . Adesso bastano quattro secondi per far gi- scosse alla sostenibilità.
rare il modello. Confidiamo nei progressi della tecnica per
facilitare il rientro dell'impronta ecologica umana nei limiti del-
Tecnologia e mercati nel «mondo reale»
la Terra, senza strappi e con sacrifici trascurabili.
Nemmeno siamo ostili al mercato, anzi ne comprendiamo e ri- Che cosa è «in realtà» la tecnologia? È la capacità di risolvere
spettiamo la forza. Due di noi hanno ottenuto un PhD in un'impor- qualunque problema? La concreta manifestazione del genio in-
tante Business School, Jorgen ha diretto per otto anni la scuola ventivo dell'uomo? Un costante incremento esponenziale di ciò
norvegese di amministrazione aziendale, Dennis ha insegnato per che può essere prodotto da un'ora di lavoro o da un'unità di ca-
sedici anni presso la Tuck School of Business del Dartmouth Colle- pitale? È la signoria dell'uomo sulla natura? Il controllo che al-
ge. Abbiamo fatto parte del consiglio di amministrazione di società cune persone esercitano su altre servendosi della natura come
3
ad alta tecnologia. Tutti abbiamo conosciuto personalmente le strumento? Nei modelli mentali umani si trovano tutte queste
complicazioni e le assurdità delle economie pianificate. Contiamo concezioni della tecnologia, e altre ancora.
sul miglioramento dei segnali del mercato, come pure sul progres- Che cosa è «in realtà» il mercato? Qualcuno potrebbe dire
so tecnologico, per creare una società sostenibile produttiva e pro- che è semplicemente il luogo in cui compratori e venditori si in-
spera. Non crediamo però - e non abbiamo ragioni oggettive per contrano per stabilire un prezzo di scambio che esprima il valo-
aspettarci - che il progresso tecnologico o i mercati da soli, se re- re relativo di questo o quel bene. Altri potrebbero dire che il li-
stano così come sono, se mancano di comprensione, rispetto e im- bero mercato è una finzione creata dagli economisti. Chi non
pegno per la sostenibilità, possano creare una società sostenibile. ha mai conosciuto un mercato libero da lacci burocratici può
La nostra fede condizionata nella tecnologia e nei mercati arrivare a considerarlo un'istituzione magica, capace, non si sa
poggia su quel che sappiamo dei sistemi. Essa scaturisce dalla come, di elargire beni di consumo a getto continuo. O forse il
disciplina cui ci costringe la necessità di esprimere in modelli mercato è il diritto alla proprietà privata del capitale e la possi-
non lineari, basati su meccanismi di retroazione, che cosa esat- bilità di ricavarne un profitto? Oppure è il modo più efficiente
tamente sia la tecnologia, e come esattamente operino i mercati. di allocare i prodotti della società, o un dispositivo per mezzo
Quando ci si trova a dover costruire concretamente modelli di del quale alcune persone ne controllano altre servendosi del de-
questi sistemi, anziché parlarne in modo astratto e generico, si naro come strumento?
scopre quali ne siano funzioni e poteri - e limitazioni - nel siste- Crediamo che i processi descritti sotto facciano parte del mo-
ma economico. dello che più spesso ha in mente chi sostiene che la tecnologia e
In questo capitolo ci proponiamo di: il mercato possono generare una crescita senza limiti.
• descrivere i processi di retroazione della tecnologia e del • Si presenta un problema di limiti: una risorsa diventa scarsa,
mercato così come li comprendiamo e li abbiamo rappresen- o un inquinante comincia ad accumularsi,
tati nel modello World3. • Il mercato fa sì che il prezzo della risorsa scarsa aumenti ri-
• Mostrare simulazioni al calcolatore nelle quali tecnologie spetto a quello di altre risorse, o che l'inquinante cominci a
sempre più efficienti portano al superamento dei limiti. generare costi che portano all'aumento del prezzo dei prodot-
• Spiegare perché il superamento e il collasso sono ancora le ti e dei servizi che lo contengono o ne fanno uso. (Vi è qui, di
modalità di comportamento dominanti in tali simulazioni. solito, il riconoscimento che il mercato, per riflettere il costo
250 / nuovi lìmiti dello sviluppo

di «esternalità» come l'inquinamento, ha bisogno di correzio-


ni non trascurabili.)
• L'aumento del prezzo suscita risposte. Vengono fatte prospe-
zioni geologiche per trovare ulteriori quantità della risorsa, o
ricerche biologiche per selezionarla, o sperimentazioni chi-
miche per sintetizzarla. I produttori sostituiscono la risorsa
scarsa con una risorsa più abbondante e ricorrono maggior- Riallocazione di risorse Riallocazione di risorse
mente al riciclaggio. I consumatori utilizzano meno prodotti
contenenti quella risorsa o la impiegano in modo più efficien- ANELLI DI RETROAZIONE NEGATIVI

te. I tecnici sviluppano dispositivi di controllo dell'inquina- Siamo convinti che anelli di adattamento come questi esista-
mento, trovano luoghi in cui confinare l'agente inquinante, o no, e che siano importanti. Si trovano in molti punti di World3,
inventano processi di produzione che non emettano affatto ma non nella forma di una singola, miracolosa variabile aggre-
quell'inquinante. gata detta «tecnologia». Le tecnologie sono all'opera in più parti
• Le risposte dal lato della domanda e dal lato dell'offerta com- del modello e hanno diversi effetti. Le cure sanitarie, per esem-
petono sul mercato, e l'interazione tra compratori e venditori pio, vengono generate automaticamente, facendo aumentare la
che vi ha luogo determina quali tecnologie e quali modelli di speranza di vita, ogni volta che il settore dei servizi del mondo
consumo possono risolvere il problema con la massima velo- simulato è in grado di finanziarle. La tecnologia di controllo
cità ed efficienza e a costi più bassi. delle nascite compare in World3 quando il sistema sanitario del
• Alla fine, il problema è «risolto». Il sistema ha superato quel- modello è in grado di sostenerla e quando ve ne è la domanda,
la particolare scarsità, o ha ridotto i danni prodotti da quel- cioè quando vi è il desiderio che le dimensioni della famiglia si
l'inquinante. riducano. Anche i miglioramenti delle rese agricole sono auto-
• Tutto ciò può essere realizzato a un costo che la società è di- matici in World3, posto che vi sia una domanda alimentare non
sposta a pagare e avviene abbastanza rapidamente da evitare soddisfatta e vi sia capitale disponibile.
danni irreparabili. Quando le risorse non rinnovabili cominciano a scarseggiare,
l'economia di World3 alloca più capitale per scoprirle e sfruttar-
Questo modello non si fonda unicamente sulla tecnologia o le. Abbiamo fatto l'ipotesi che la base iniziale di risorse non rin-
sul mercato; suppone, al contrario, che tra i due fattori vi siano novabili possa essere utilizzata interamente, anche se, a mano a
interazioni efficaci e senza intoppi. Il mercato è indispensabile mano che una risorsa si esaurisce, occorre una quantità crescen-
per segnalare il problema, per incanalare le risorse verso la sua te di capitale per scoprire ed estrarre quel che ne resta. Abbiamo
soluzione, per scegliere e premiare la soluzione migliore; la tec- anche fatto l'ipotesi che le risorse non rinnovabili si possano so-
nologia è indispensabile per risolvere il problema. È necessario stituire l u n a all'altra, senza costi né ritardi. Di conseguenza, le
che l'intero «pacchetto» funzioni a dovere. Senza segnali dal raggruppiamo tutte assieme, senza fare distinzioni.
mercato, la tecnologia n o n sarà disponibile; senza creatività Intervenendo sui valori numerici del modello, possiamo
tecnica, i segnali del mercato non avranno seguito. rafforzare o indebolire gli adattamenti di cui è responsabile la
Si noti anche che questo modello ha la forma di un anello di coppia mercato-tecnologia. Se non tocchiamo i numeri, gli sta-
retroazione negativo - una catena causale che agisce per inver- di di sviluppo del prodotto industriale prò capite nei quali que-
tire un cambiamento, correggere un problema, ripristinare un ste tecnologie emergono sono i medesimi nei quali esse sono
equilibrio. La scarsità di risorse è superata; l'inquinamento è apparse nei paesi più industrializzati del mondo d'oggi.
cancellato o confinato; la società può continuare a crescere. In World3, la necessità delle tecnologie che vi sono incorpo-
252 / nuovi limiti dello sviluppo Tecnologia, mercati e superamento dei limiti 253

rate - servizi sanitari, controllo delle nascite, miglioramenti del- drebbe se quel mondo simulato rispondesse alla crescita dell'in-
l'agricoltura, scoperta e sostituzione di risorse - è segnalata per- quinamento investendo prima e con più forza in tecnologie di
fettamente e senza ritardi al settore del capitale. Per rispondere controllo dell'inquinamento? Lo Scenario 3, figura 6.1, mostra
a tali necessità viene immediatamente allocato capitale, posto la risposta.
che vi siano prodotti industriali o servizi adatti allo scopo. I
prezzi non sono rappresentati esplicitamente, giacché il mecca- Spostare in avanti i limiti grazie alla tecnologia
nismo di adattamento nel quale essi svolgono il ruolo di segnali
di mediazione opera in modo istantaneo e perfetto. Così, il mec- Lo Scenario 3 e tutte le simulazioni presentate in questo libro
canismo «la scarsità produce una risposta tecnica» è rappresen- presuppongono, come lo Scenario 2, una maggiore quantità di
tato senza la mediazione di un prezzo. Questa ipotesi non tiene risorse n o n rinnovabili e un miglioramento delle tecnologie
conto di molti ritardi e imprecisioni che si osservano nei sistemi estrattive. In concreto, ciò equivale all'ipotesi che nell'anno
di mercato «reali». 2000 l'ammontare delle risorse non rinnovabili sia sufficiente
World3 include varie altre tecnologie che non diventano ope- per 150 anni di utilizzo al tasso di consumo di quell'anno. Le ri-
ranti se non q u a n d o le attiviamo in questo o quello scenario sorse sono estratte a un costo annuale pari a circa il 5% del pro-
ipotetico. Si tratta, per esempio, delle tecnologie che riguarda- dotto industriale della società. Lo Scenario 2 è così la base di
no l'efficienza e il riciclo delle risorse, il controllo dell'inquina- confronto per tutti i cambiamenti politici e tecnologici che de-
mento, il miglioramento non convenzionale della resa della ter- scriveremo di qui in avanti.
ra, la lotta contro l'erosione dei suoli. Quando sviluppammo la I cambiamenti sono applicati uno alla volta - prima la tecno-
prima versione del modello, queste tecnologie non ci sembrava- logia di controllo dell'inquinamento, poi la tecnologia agricola,
no abbastanza consolidate e collaudate tecnicamente da poter e così via - non perché riteniamo probabile che il mondo appli-
essere adottate in tempi brevi da chiunque, nel mondo, fosse in chi u n a tecnologia alla volta, ma perché questo modo di proce-
4
grado di pagare per averle. Perciò la loro programmazione pre- dere rende più comprensibili le risposte del modello. Noi stessi,
vedeva che fosse possibile attivarle, introducendo una disconti- quando lavoriamo con World3, se vogliamo saggiare tre cam-
nuità, nell'istante del futuro simulato scelto dall'utente del mo- biamenti simultanei li applichiamo uno alla volta, così da poter
dello. Per esempio, si potrebbe supporre che il mondo intero si c o m p r e n d e r e gli effetti di ciascuno p r i m a di provare a com-
impegni a fondo nel riciclaggio o decida di combattere con for- prendere gli effetti combinati e interdipendenti di tutti e tre.
za l'inquinamento nel 2015. Nell'attuale versione di World3, Per molti economisti, la tecnologia è un singolo esponente in
queste tecnologie sono rappresentate come «tecnologie adatta- qualche variante della funzione di produzione di Cobb-Douglas -
tive», che si evolvono gradualmente quando il mondo simulato qualcosa che opera in modo automatico, senza ritardi e a costo
richiede nuove risorse, meno inquinamento, o più alimenti. Al- 5
zero, che non è soggetto a limiti e produce solo risultati deside-
l'utente del modello resta da determinare la forza di tali rispo- rabili. Nulla di strano quindi che gli economisti la vedano come
ste. Queste tecnologie «a comando» richiedono capitale, e di- una sorta di panacea in grado di risolvere ogni problema uma-
ventano operanti solo dopo un ritardo di sviluppo e attuazione, no! Nel «mondo reale», tuttavia, non è dato trovare tecnologie
fissato normalmente a vent'anni. con queste mirabolanti proprietà; tutte riguardano specifica-
Una ragione per costruire un modello al calcolatore è mette- mente questo o quel particolare problema, costano denaro e
re alla prova ipotesi differenti, ed esplorare futuri differenti. comportano lunghi tempi di sviluppo. Dopo la sperimentazione
Possiamo considerare, per esempio, lo Scenario 2 - l'ultima si- in laboratorio, vi sono ulteriori ritardi per il capitale, la mano-
mulazione mostrata nel capitolo 4 -, nel quale la crescita era fer- dopera, il personale addetto alle vendite e ai servizi, gli ingra-
mata da una crisi di inquinamento, e chiederci: che cosa acca- naggi commerciali e finanziari necessari a generalizzare l'ini-
Tecnologia, mercati e superamento dei lìmiti 255

piego di quelle tecnologie. Spesso vi sono effetti collaterali ne-


gativi, ritardati e inattesi. E le migliori tecnologie sono custodi-
te gelosamente da chi ne detiene i brevetti, sono diffuse a caro
prezzo e sono regolate da accordi di distribuzione restrittivi.
In World3 non è possibile, né sarebbe utile, rappresentare la
tecnologia in tutti i suoi aspetti. Abbiamo invece rappresentato i
progressi tecnologici per la riduzione dell'inquinamento, l'im-
piego delle risorse e la resa della terra nei termini di tre parame-
tri aggregati per ciascun ambito: lo scopo ultimo, il tasso di mi-
glioramento a n n u a l e nel laboratorio di maggior successo, il
ritardo medio tra la disponibilità della tecnologia in laboratorio
e la sua diffusione nel «mondo reale». Nel descrivere ogni sce-
nario preciseremo quali tecnologie sono state attivate. In questa
e nelle simulazioni successive faremo l'ipotesi che, in risposta a
un bisogno, la tecnologia possa progredire, in laboratorio, fino
al 4% annuo. Supponiamo anche che occorrano in media 20 an-
ni prima che una nuova capacità tecnologica possa uscire dal
laboratorio e diffondersi nello stock di capitale produttivo glo-
bale. La Tabella 6.1 illustra le conseguenze di queste ipotesi per
le emissioni di inquinanti persistenti nello Scenario 3.
S u p p o n i a m o che nell'anno 2000 un dato stock di capitale
agricolo e industriale emetta 1000 unità di inquinamento persi-
stente. Se la tecnologia migliora del 4% l'anno e il ritardo di dif-
fusione è in media di 20 anni, lo stesso stock di capitale, nel
2020, produrrà solo 900 unità di inquinamento persistente. Nel
2040 le emissioni si dimezzerebbero o quasi, e nel 2100 si ridur-
rebbero al 5% del valore iniziale. In World3, quando vengono
messe in opera le appropriate tecnologie, la resa della terra e

FIGURA 6.1 - SCENARIO 3: RISORSE NON RINNOVABILI PIÙ ACCESSIBILI,


TECNOLOGIA DI CONTROLLO DELL'INQUINAMENTO
In questo scenario supponiamo che vi sia la stessa ampia disponibilità di
risorse dello Scenario 2, e, inoltre, una tecnologia di controllo dell'inquina-
mento sempre più efficace, in grado di ridurre la quantità di inquinamento
generata per unità di prodotto del 4% l'anno a partire dal 2002. Ciò assicu-
ra molto più benessere per più persone dopo il 2040, grazie alla diminuzio-
ne degli effetti negativi prodotti dall'inquinamento. Alla fine, però, la pro-
d u z i o n e alimentare declina, sottraendo capitale al settore industriale e
SCENARIO 3 ponendo le premesse del collasso.
Tecnologia, mercati e superamento dei limiti 257

TABELLA 6.1 - IMPATTO DELLA TECNOLOGIA SULLE EMISSIONI popolazione elevata ed elevato benessere. Le cose cambiano nel
DI INQUINANTI PERSISTENTI IN WORLD3
2080, cioè 40 anni dopo che nello Scenario 2, come mostra l'in-
Anno Riduzione percentuale dice di benessere umano, che in quella data cade bruscamente.
Già prima, però, l'inquinamento comincia a influenzare negati-
2000 0% vamente l'agricoltura. Le rese non calano subito, perché la ridu-
2020 10% zione della fertilità dei suoli è compensata, almeno in parte, dal
2040 48%
2060 75%
ricorso a fattori produttivi agricoli. Ne sono esempio, nel «mon-
2080 89% do reale», l'impiego di calce per contrastare l'effetto delle piogge
2100 95% acide; l'utilizzo di fertilizzanti dei suoli per sopperire alla dimi-
nuita capacità dei microrganismi, avvelenati dai pesticidi, di ge-
Se la tecnologia può migliorare in laboratorio del 4% l'anno e può essere ap- nerare sostanze nutrienti; il ricorso all'irrigazione per compen-
plicata in tutto lo stock di capitale globale con un ritardo medio di 20 anni,
è possibile portare rapidamente le emissioni sotto il livello normale. La ta-
sare le precipitazioni scarse o irregolari dovute ai mutamenti
bella mostra le riduzioni percentuali osservate nello Scenario 3 di World3 climatici.
dopo che, nell'anno 2002, la popolazione del modello ha cominciato a ridur- Nello Scenario 3, il declino della fertilità della terra e, in con-
re l'inquinamento al massimo tasso consentito dal progresso tecnologico. trasto con questo, l'aumento dei fattori produttivi agricoli fanno
sì che tra il 2010 e il 2030 la produzione alimentare sia sostan-
zialmente stabile. La popolazione, invece, continua a crescere,
l'efficienza nell'impiego delle risorse fanno registrare progressi cosicché gli alimenti prò capite cominciano a diminuire. Per
simili. qualche decennio, il prodotto dei settori dell'industria e dei ser-
Nello Scenario 3 supponiamo che nell'anno simulato 2002, vizi consente ancora un tenore di vita accettabile, nonostante la
prima che il livello dell'inquinamento globale sia in grado di necessità di investimenti di capitale nel settore agricolo e, più
danneggiare in misura significativa la salute u m a n a o le colture, tardi, nella lotta contro l'inquinamento. Nell'ultimo terzo del
il mondo si prefigga di riportare l'inquinamento ai valori della XXI secolo, l'inquinamento si è ridotto al punto che la fertilità
metà degli scorsi anni Settanta, e decida di destinare capitale a della terra aumenta. La pressione demografica è però grande, e
tale scopo. Supponiamo che sia adottato un approccio «a valle», di terra coltivabile ne rimane sempre meno a causa dello svilup-
nel quale l'abbattimento avviene al punto di emissione, anziché po urbano e dell'erosione dei suoli. Inoltre, dopo la metà del se-
riducendo all'origine i flussi di materiali e di energia. L'anda- colo, la produzione industriale cala rapidamente: grandi quan-
mento della riduzione è illustrato nella tabella 6.1; la riduzione tità di capitale sono state destinate all'agricoltura e alla lotta
è accompagnata da incrementi dei costi d'investimento di capi- contro l'inquinamento, e gli investimenti n o n b a s t a n o più a
tale fino a un massimo del 20%. Nell'anno 2100, l'inquinamento compensare il deprezzamento. L'economia declina e sopravvie-
ritorna al livello relativamente basso in cui si trovava all'inizio ne il collasso, aggravato, più avanti nel secolo, dalla crescente
del XXI secolo. scarsità di risorse non rinnovabili.
In questo scenario, nonostante il programma di abbattimen- Nello Scenario 3, la società riduce considerevolmente il livel-
to, l'inquinamento continua a salire per quasi 50 anni, per i ri- lo dell'inquinamento e riesce a mantenere a lungo un indice ele-
tardi di attuazione e perché la produzione industriale continua vato di benessere umano. Ma, alla fine, gli alimenti cominciano
a crescere. Tuttavia, il livello dell'inquinamento resta molto più a scarseggiare. L'esito dello Scenario 3 può essere descritto co-
basso che nello Scenario 2 e non arriva mai a minacciare la sa- me u n a «crisi alimentare». Naturalmente, nel «mondo reale»
lute umana, cosicché questa «lotta globale contro l'inquinamen- verrebbero presi dei provvedimenti per mantenere la disponibi-
to» riesce a prolungare per un'altra generazione il periodo di lità alimentare ai livelli desiderati. Che cosa potrebbe accadere
258 / nuovi limiti dello sviluppo

se la società volgesse le sue capacità tecnologiche alla produzio-


ne di più alimenti? Una risposta è mostrata nello Scenario 4 (fi-
gura 6.2).
Il p r o g r a m m a per abbattere l'inquinamento all'opera nello
Scenario 3 è attivo anche in questa simulazione; al tempo stesso,
la società simulata decide, nel 2002, di rispondere con decisione
alla stagnazione degli alimenti prò capite nella quale il sistema è
incappato durante gli anni Novanta. Gli investimenti sono desti-
nati a tecnologie per l'incremento della resa della terra. Si sup-
pone che le nuove tecnologie richiedano in media 20 anni per es-
sere applicate nei terreni agricoli di tutto il m o n d o , e che
possano far salire i raccolti fino a un massimo del 4% l'anno, se
necessario. Gli investimenti tecnologici fanno aumentare i costi
di capitale del 6% nel 2040 e di un 8% tondo nel 2100. Non vi è
un grande incremento delle rese fino al 2050, poiché di alimenti
ve ne sono ancora a sufficienza. Nella seconda metà del secolo,
tuttavia, le rese medie salgono bruscamente, a causa dell'anda-
mento esponenziale dei progressi tecnologici ipotizzati.
Segue un lungo periodo, attorno alla metà del XXI secolo, nel
quale la popolazione e il benessere sono elevati. La nuova tec-
nologia agricola permette di accrescere la produzione alimenta-
re dal 2050 in avanti (se si fa il confronto con lo Scenario 3), ma
il problema alimentare resta irrisolto. Il deterioramento della
fertilità dei suoli e la perdita di terra coltivabile dovuta all'ero-
sione e all'espansione urbana e industriale, alla fine, soverchia-
no l'effetto positivo delle nuove tecnologie per accrescere le rese
della terra, e dopo il 2070 la produzione alimentare totale co-
mincia a calare. In questo mondo simulato, l'elevata intensità
agricola provoca un'erosione galoppante dei suoli: non solo per-

FIGURA 6.2 - SCENARIO 4: RISORSE NON RINNOVABILI


PIÙ ACCESSIBILI, TECNOLOGIA DI CONTROLLO DELL'INQUINAMENTO,
MAGGIORI RESE DELLA TERRA
Se, nel m o n d o simulato, alla tecnologia di controllo dell'inquinamento vie-
ne aggiunto un complesso di tecnologie in grado di fare aumentare di mol-
to la resa unitaria della terra, l'agricoltura fortemente intensiva accelera la
perdita della terra. In tutto il mondo, gli agricoltori si sforzano di ottenere
raccolti sempre maggiori da una quantità di terra sempre minore. La situa- 1900 2000 2100

zione che ne risulta è insostenibile. Scenario 4


260 / nuovi limiti dello sviluppo

dita della terra, ma anche perdita di sostanze nutritive, costipa-


mento dei suoli, salinizzazione e altri processi che compromet-
tono la produttività agricola.
Con meno terra da coltivare, gli agricoltori si sforzano di au-
mentare le rese della terra rimasta disponibile. L'accresciuta in-
tensità di utilizzo fa aumentare ancora l'erosione, in un anello
positivo che porta alla decadenza il sistema agricolo. Quella del-
lo Scenario 4 potrebbe essere chiamata u n a «crisi di erosione
della terra», che si manifesta appieno con un crollo catastrofico
della quantità di terra coltivabile dopo il 2070. Il crollo non può
essere fermato in tempo dalla tecnologia agricola per aumenta-
re le rese, e la scarsità di alimenti fa diminuire la popolazione. Il
settore agricolo, così sollecitato, risucchia sempre più capitale e
risorse umane dall'economia, in una fase in cui anche la base di
risorse non rinnovabili ha bisogno di capitale. Il collasso, totale
o quasi, sopraggiunge prima del 2100.
Senza dubbio nessuna società sana vorrebbe perseguire una
politica agricola che aumenta le rese distruggendo però la terra.
Disgraziatamente, nel mondo d'oggi non mancano esempi di un
simile comportamento (uno fra tutti, i terreni che vanno perdu-
ti per l'accumulo di depositi salini nella Central Valley della Ca-
lifornia, proprio accanto ad altri terreni dai quali si cerca di otte-
nere rese sempre più alte). Ma supponiamo pure che le prossime
generazioni dimostrino di avere più raziocinio. Aggiungiamo tec-
nologie di tutela dei suoli a quelle per il controllo dell'inquina-
mento e per l'incremento delle rese agricole. Lo Scenario 5 (figu-
ra 6.3) mostra i risultati dell'adozione simultanea di tutte queste
misure.
Nello Scenario 5 si suppone che, a partire dal 2002, alla tec-
nologia per la riduzione dell'inquinamento e alla tecnologia per
l'incremento delle rese si aggiunga un programma per ridurre
l'erosione globale dei suoli. Come abbiamo già visto, si suppone

FIGURA 6.3 - SCENARIO 5: RISORSE NON RINNOVABILI PIÙ ACCESSIBILI,


TECNOLOGIA DI CONTROLLO DELL'INQUINAMENTO, MAGGIORI RESE
DELLA TERRA, PROTEZIONE CONTRO L'EROSIONE DEI SUOLI
All'incremento delle rese della terra e alle misure per la riduzione dell'inqui-
namento già in atto si aggiunge una tecnologia per la salvaguardia dei suoli.
Il risultato è un leggero differimento del collasso alla fine del XXI secolo. Scenario 5
262 / nuovi limiti dello sviluppo Tecnologia, mercati e superamento dei limiti 263

anche che i primi due programmi richiedano un ulteriore inve- possibile, e che una società può benissimo trovarsi a doverla af-
stimento di capitale. Non così il terzo, che richiede soprattutto frontare.
tecniche agricole grazie alle quali estendere la vita produttiva Se la scarsità di risorse non rinnovabili è il colpo finale che
del suolo. provoca il collasso nello Scenario 5, l'adozione di tecnologie in
Il programma non ha effetti positivi misurabili se non dopo il grado di risparmiare risorse, unita a tutte le altre tecnologie,
2050, quando i tassi di erosione della terra diminuiscono bru- dovrebbe essere d'aiuto. Lo Scenario 6 (figura 6.4) mostra le
scamente in seguito all'adozione di migliori tecniche agricole. conseguenze.
Ciò permette di estendere il periodo di elevato benessere u m a n o Nell'anno simulato 2002 viene avviato un programma che ri-
poco oltre il 2070, ma la situazione non è sostenibile. Lo Scena- duce fino a un massimo del 4% l'anno la quantità di risorse non
rio 5 sfocia in un collasso nel quale si combinano, più o meno rinnovabili occorrenti per unità di prodotto industriale. Le tec-
simultaneamente, crisi delle risorse, crisi degli alimenti e alti nologie per migliorare il controllo dell'inquinamento, accresce-
costi. All'incirca fino al 2070, il benessere u m a n o medio resta re la resa della terra e ridurre l'erosione dei suoli sono ancora
relativamente elevato, malgrado gli spiacevoli alti e bassi di operanti. In sostanza, nel XXI secolo viene attuato un formida-
questo o quel fattore. Gli alimenti sono, grosso modo, sufficien- bile p r o g r a m m a di ecoefficienza, che ha costi considerevoli (i
ti (benché ridotti, nel terzo centrale del secolo), l'inquinamento costi di capitale aumentano del 20% nel 2050 e del 100% verso
è tollerabile (ma, nel terzo centrale del secolo, piuttosto eleva- il 2090) ma si prefigge di ridurre in misura significativa l'im-
to), l'economia cresce (almeno fino al 2050), la disponibilità di pronta ecologica umana.
servizi è maggiore, la speranza di vita si stabilizza sopra i 70 an- Questa efficace combinazione di tecnologie contribuisce, nel-
ni. Dopo il 2070, però, i costi delle varie tecnologie, e inoltre l'a- l'ultimo terzo del XXI secolo, a evitare il collasso dello Scenario 5.
scesa dei costi per estrarre risorse non rinnovabili da giacimen- Il programma tecnologico, tuttavia, viene attuato un po' troppo
ti in via di e s a u r i m e n t o , richiedono più capitale di q u a n t o tardi per impedire un graduale declino del benessere u m a n o
l'economia possa offrire. Il risultato è una rapida decadenza. Lo nell'ultimo terzo di secolo. La popolazione non diminuisce in
Scenario 5 potrebbe essere descritto come la somma di molte misura significativa, ma, attorno al 2050, la speranza di vita ha
crisi. un calo. Nello stesso periodo - quando l'inquinamento arriva a
Si potrebbe discutere quale priorità sarebbe lasciata cadere compromettere la fertilità della terra - la produzione di alimen-
per prima da un sistema sociale sollecitato in tante direzioni di- ti si abbassa, un effetto poi superato grazie ai miglioramenti
verse: darebbe via libera all'erosione della terra, si arrenderebbe delle rese agricole e delle tecnologie per abbattere l'inquina-
all'aumento dell'inquinamento o si accontenterebbe di una quan- mento. Il depauperamento delle risorse non rinnovabili rallen-
tità ridotta di materie prime? Qui supponiamo che la massima ta; il loro costo resta basso. Alla fine del XXI secolo, dopo un
priorità sarebbe data ai materiali e ai combustibili, giacché ciò difficile cammino, una popolazione stabile che conta poco me-
permetterebbe di ottenere il prodotto industriale necessario a so- no di otto miliardi di individui vive in un mondo ad alta tecnolo-
stenere gli investimenti nel resto del sistema economico. Questa gia e basso inquinamento, nel quale l'indice di benessere u m a n o
scelta particolare non ha soverchia importanza, e lo stesso vale è grosso modo pari a quello del 2000. Rispetto ai livelli di inizio
per l'esatto comportamento del modello dopo che il capitale per secolo, la speranza di vita e gli alimenti prò capite sono aumen-
investimento è divenuto insufficiente. Non presumiamo di poter tati, la disponibilità di servizi è la medesima, i beni di consumo
prevedere ciò che il mondo farebbe se si trovasse davvero in que- prò capite sono diminuiti. Verso il 2040 la produzione indu-
sta situazione; non prendiamo alla lettera le simulazioni del mo- striale comincia a declinare, perché le spese crescenti per con-
dello una volta superato il punto in cui una variabile importante trastare fame, inquinamento, erosione e scarsità di risorse inci-
comincia a puntare verso il basso. Il fatto è che tale evenienza è dono sugli investimenti a disposizione per la crescita. Di lì a
Tecnologìa, mercati e superamento dei limiti 265

poco, anche il livello dei servizi prò capite e quello dei consumi
materiali cominciano a declinare. Alla fine, il mondo simulato
non riesce a sostenere il proprio standard di vita, perché la tec-
nologia, i servizi sociali e i nuovi investimenti diventano, com-
plessivamente, troppo dispendiosi: si può parlare di una «crisi
dei costi».

Qualche avvertenza
Dopo una sessione di lavoro con un modello, mentale o su cal-
colatore, è bene fermarsi un momento e fare un passo indietro
per ricordare che quello che si ha davanti non è il «mondo rea-
le», ma una rappresentazione che, per certi aspetti, è «realisti-
ca», ma è «irrealistica» per altri. Si tratta di capire quel che il
modello ci può insegnare, a partire dai suoi aspetti più «realisti-
ci». È importante anche capire come le incertezze del modello o
le sue deliberate semplificazioni limitino la portata di quegli in-
segnamenti. Al termine di questa serie di simulazioni, è oppor-
tuno fermarsi e acquistare una visione più ampia.
World3, si badi, non distingue le parti più ricche del mondo
da quelle più povere. Il modello presuppone che tutti i segnali
di penuria alimentare, scarsità di risorse, inquinamento proven-
gano dall'insieme del mondo e che suscitino risposte che attin-
gono alle capacità del m o n d o intero. Questa semplificazione
rende World3 oltremodo ottimistico. Nel «mondo reale», la fa-
me è un problema principalmente dell'Africa, le crisi di inqui-
namento soprattutto dell'Europa Centrale, la degradazione dei
suoli specialmente dei Tropici, le persone che per prime si tro-

FIGURA 6.4 - SCENARIO 6: RISORSE NON RINNOVABILI PIÙ ACCESSIBILI,


TECNOLOGIA DI CONTROLLO DELL'INQUINAMENTO, MAGGIORI RESE
DELLA TERRA, PROTEZIONE CONTRO L'EROSIONE DEI SUOLI, TECNOLOGIA
PER UN IMPIEGO PIÙ EFFICIENTE DELLE RISORSE
Nel m o n d o simulato vengono sviluppate efficaci tecnologie che, combinate
assieme, permettono di abbattere l'inquinamento, aumentare le rese della
terra, salvaguardare i suoli e risparmiare risorse non rinnovabili. Si suppo-
ne che queste tecnologie comportino dei costi e richiedano ventanni per
giungere a piena attuazione. Complessivamente, esse permettono al m o n d o
1900 2000 2100
simulato di crescere e prosperare. Alla fine, è a causa dell'accumularsi dei
Scenario 6 costi di tali tecnologie che il benessere comincia a venir meno.
266 / nuovi limiti dello sviluppo

vano in difficoltà sono quelle che dispongono di minori capa- Perché tecnologia e mercati da soli non possono
cità tecniche ed economiche per reagire: tutto ciò comporta ri- evitare il superamento
tardi molto lunghi prima che i problemi trovino una soluzione. Riassumendo le simulazioni precedenti, possiamo affermare
Perciò il sistema «reale» può non rispondere con l'energia e l'ef- che l'impronta ecologica u m a n a tende a oltrepassare il suo livel-
ficacia di World3. lo sostenibile, cosa che, a sua volta, costringe l'impronta ecolo-
Anche il mercato perfettamente funzionante e le tecnologie gica al declino. Normalmente, questo declino è associato a una
efficaci e senza intoppi (prive di effetti collaterali inattesi) di riduzione del tenore medio di vita, che passa attraverso una mi-
World3 peccano di ottimismo. Lo stesso vale per l'assunto che le nore disponibilità di alimenti, una diminuzione dei beni indu-
decisioni politiche siano adottate senza costi e senza ritardi. Oc- striali e dei servizi prò capite, un ambiente u m a n o più inquina-
corre poi ricordare che il modello World3 non ha un settore mi- to. Per tutta risposta, gli esseri umani cercano di rimuovere i
litare che sottragga risorse e capitali all'economia produttiva. vincoli, nella speranza che, così facendo, la popolazione e l'eco-
Non vi sono guerre che uccidano persone, distruggano capitale, nomia possano continuare a crescere.
devastino territori o creino inquinamento. Non vi sono conflitti Uno degli insegnamenti delle sei simulazioni precedenti è che
etnici, né scioperi, né corruzione, non vi sono inondazioni, ter-
in un mondo finito e complesso, se si elimina o si sposta verso
remoti, eruzioni vulcaniche, incidenti nucleari, epidemie di
l'alto un limite e si continua a crescere, si incontra un altro limi-
A I D S , disastri ambientali. Perciò World3 è, sotto molti aspetti,
te. E il limite successivo, specialmente se la crescita è esponen-
eccessivamente ottimistico: rappresenta il «mondo reale» nella
ziale, si presenterà ben prima di quanto si creda. / limiti sono
sua veste migliore.
stratificati. In World3 se ne trovano alcuni, ma il «mondo reale»
D'altro lato, qualcuno potrebbe sostenere che le tecnologie ne contiene molti di più, la maggior parte dei quali sono distin-
considerate nel modello sono troppo limitate. Questi critici vor-
ti, specifici e locali. Solo alcuni limiti, come quelli associati allo
rebbero far girare gli ingranaggi del modello molto più rapida-
strato di ozono o al clima del pianeta, sono davvero globali.
mente o addirittura senza alcun limite (come nello Scenario 0).
Ci si potrebbe aspettare che parti differenti del «mondo reale»,
Le nostre stime sulle risorse ancora da scoprire, le terre da met-
nella loro crescita, si imbattessero in limiti differenti secondo un
tere a coltura, l'inquinamento che può essere assorbito, possono
ordine differente e in momenti differenti. Ci sembra invece che i
essere troppo prudenti. O troppo arrischiate. Noi abbiamo cer-
molteplici limiti che, l'uno dopo l'altro, possono manifestarsi in
cato di mantenerle nei limiti del «realismo», alla luce dei dati
un luogo qualsiasi non siano tanto diversi da quelli che osservia-
che avevamo a disposizione e delle nostre valutazioni sulle pos-
sibilità tecniche. mo in World3. E in un'economia mondiale sempre più intercon-
nessa, una società sollecitata in più parti emette onde di pertur-
Data tanta incertezza, è ovvio che non dovremmo studiare le
bazione che si avvertono ovunque. Inoltre, la globalizzazione
curve dei vari scenari supponendo che siano quantitativamente
aumenta la probabilità che le regioni del mondo che hanno rap-
esatte. Non riteniamo significativo, per esempio, che nello Sce-
nario 3 vi sia prima una crisi alimentare e poi una crisi delle ri- porti commerciali l u n a con l'altra raggiungano molti dei loro li-
sorse. Sarebbe altrettanto plausibile il contrario. Neppure stia- miti più o meno simultaneamente.
mo prevedendo u n a crisi industriale dal 2040, come nello Gli esperimenti descritti sopra mostrano anche che è possibi-
Scenario 6. Semplicemente, i numeri disponibili non sono ab- le far regredire l'impronta ecologica u m a n a sviluppando e im-
bastanza precisi da consentire u n a simile interpretazione di piegando tecnologie in grado di ridurre il flusso dei materiali e
World3, o di qualsiasi altro modello. dell'energia occorrenti all'industria e all'agricoltura. Queste tec-
Che cosa dunque possiamo apprendere, se vi è qualcosa da nologie, quando sono applicate su larga scala, rendono possibi-
apprendere, da questi esercizi di simulazione? le un tenore medio di vita più elevato a parità di estensione del-
268 / nuovi limiti dello sviluppo Tecnologia, mercati e superamento dei limiti 269

l'impronta ecologica. In questo consiste la tanto decantata de- però capaci di risolvere i problemi che nascono in una società in
materializzazione della moderna economia globale. corsa esponenziale verso una molteplicità di limiti interconnessi.
Un secondo insegnamento è che quanto più una società rie- Esse hanno a che fare con gli scopi, i costi e i ritardi. La prima
sce a spostare in avanti i limiti attraverso adattamenti economi- ragione è che i mercati e le tecnologie non sono altro che stru-
ci e tecnici, tanto più è probabile che essa finisca con lo scon- menti al servizio degli scopi, dei valori etici e delle prospettive
trarsi con più limiti simultaneamente. Nella maggior parte delle della società nel suo insieme. Se gli scopi impliciti di una società
simulazioni di World3, comprese molte qui non illustrate, il si- consistono nello sfruttare la natura, arricchire le classi dominan-
stema del mondo non resta completamente sprovvisto di terra, ti, e trascurare ogni prospettiva a lungo termine, quella società
alimenti, risorse, o modi di assorbire l'inquinamento. Ciò di cui svilupperà tecnologie e mercati che distruggono l'ambiente, am-
resta sprovvisto è la capacità di fare fronte ai problemi che si pliano il divario tra ricchi e poveri, e sono ottimizzate per il pro-
presentano. fitto a breve termine. In breve, quella società svilupperà tecnolo-
La «capacità di fare fronte» è rappresentata in World3, con gie e mercati che, lungi dall'impedire il collasso, lo accelerano.
una semplificazione eccessiva, dalla quantità di prodotto indu- La seconda ragione della vulnerabilità della tecnologia è che i
striale disponibile ogni anno per la soluzione di problemi. Nel meccanismi di adattamento hanno dei costi. La tecnologia e il
«mondo reale», la capacità di fare fronte dipende da molti fatto- mercato costano in risorse, energia, denaro, lavoro e capitale. A
ri: un numero sufficiente di persone con una formazione ade- mano a mano che ci si approssima ai limiti, questi costi tendo-
guata, il loro grado di motivazione, l'attenzione e le intenzioni no a crescere, e lo fanno con andamento non lineare. Questa è
della politica, il rischio finanziario sostenibile, la capacità isti- un'altra causa di comportamenti sorprendenti del sistema.
tuzionale di sviluppare, diffondere e sostenere le nuove tecnolo- Come abbiamo visto nelle figure 3.19 e 4.7, gli scarti e l'ener-
gie, la capacità organizzativa, l'abilità dei leader politici e d'opi- gia occorrente per estrarre le risorse non rinnovabili aumenta-
nione di mettere a fuoco i problemi cruciali, il consenso degli no vertiginosamente via via che la qualità della risorsa peggio-
elettori sulle priorità da affrontare, la disposizione a guardare ra. La figura 6.5 mostra un'altra curva di crescita dei costi: il
avanti cercando di prevedere i problemi. Tutte queste capacità costo marginale di abbattimento delle emissioni di ossido di
possono rafforzarsi, se la società investe nel loro sviluppo, ma, azoto. Eliminare quasi il 50% delle emissioni costa abbastanza
in qualunque m o m e n t o dato, sono limitate, e limitati sono i poco. Il costo per eliminarne quasi l'80% è più elevato, ma an-
problemi che possono affrontare e trattare. Quando le difficoltà cora sostenibile. Poi, però, si incontra un limite, una soglia oltre
insorgono in modo esponenziale e a grappoli, anche quelle che la quale i costi di ulteriori riduzioni diventano enormi.
in linea di principio, affrontate una alla volta, sarebbero tratta- E possibilissimo che nuovi sviluppi tecnici faranno slittare
bili, possono sopraffare la capacità di farvi fronte. più a destra le due curve, rendendo possibile un abbattimento
È il tempo, in realtà, il limite ultimo del modello World3 - e, ci maggiore. Una nuova tecnologia in grado di eliminare comple-
sembra, del «mondo reale». Se ha abbastanza tempo, l'umanità tamente l'inquinamento potrebbe introdurre un'altra emissio-
è in grado di risolvere qualunque problema, o quasi. La crescita, ne, con un'altra curva dei costi di abbattimento. In ogni caso, la
e specialmente la crescita esponenziale, è oltremodo insidiosa forma delle curve rimarrà essenzialmente la stessa. Quando si
perché riduce il tempo a disposizione per agire efficacemente. richiede il 100% di abbattimento - cioè, emissioni zero - i costi
Sollecita un sistema a un ritmo sempre più accelerato, finché le si impennano per ragioni fisiche di fondo. L'aumento del nume-
strutture per fronteggiarla, adeguate a tassi di cambiamento più ro delle ciminiere e degli impianti di scarico testimonia visibil-
lenti, non cominciano a vacillare. mente la crescita dei costi. Si può anche riuscire a dimezzare le
Vi sono tre ulteriori ragioni per cui i meccanismi della tecno- emissioni inquinanti per autoveicolo, ma, se il numero di auto-
logia e del mercato, altrimenti perfettamente efficaci, non sono veicoli raddoppia, occorre dimezzare di nuovo le emissioni per
Tecnologia, mercati e superamento dei limiti 271

tecnologia possono essere molto più lunghi di quanto suppon-


gano le teorie economiche o i modelli mentali. Gli anelli di re-
troazione tecnologia-mercato sono essi stessi fonte di supera-
menti, oscillazioni e instabilità. Un caso del genere, le cui
ripercussioni sono state avvertite in tutto il mondo, è dato dalle
fluttuazioni dei prezzi del petrolio dopo il 1973.

Le imperfezioni del mercato: le oscillazioni


dei prezzi del petrolio
Lo «shock dei prezzi petroliferi» del 1973 ebbe diverse cause,
ma la principale fu la carenza, su scala mondiale, di capitale per
la produzione di petrolio (pozzi) in rapporto al capitale per il
consumo di petrolio (autoveicoli, forni, altri macchinari a olio
combustibile). All'inizio degli anni Settanta, i pozzi petroliferi
operavano al di sopra del 90% della loro potenzialità, cosicché
un rivolgimento politico nel Medio Oriente che provocasse una
FIGURA 6.5 - LA R I D U Z I O N E D E L L ' I N Q U I N A M E N T O HA C O S T I N O N L I N E A R I
È possibile ridurre l'inquinante atmosferico N O in misura significativa e a
riduzione, per q u a n t o modesta, della produzione petrolifera
x

bassi costi, ma, a partire da un certo livello di abbattimento, i costi di ulterio- mondiale non poteva essere compensato attingendo altrove. Ciò
ri riduzioni aumentano vertiginosamente. La curva dei costi marginali relati- offrì ai paesi d e l l ' o P E C l'opportunità di aumentare i prezzi, che è
va alla riduzione di N O per I'OCSE Europa e per l'ex Unione Sovietica è calco-
x
esattamente quanto fecero.
lata in riferimento al 2010; i costi sono espressi in euro per tonnellata. L'aumento dei prezzi, che si ripetè, per le stesse ragioni, nel
(Fonte: J.R. Alcamo et al.)
1979 (vedi figura 6.6), scatenò una serie di risposte economiche e
tecniche. Dal lato dell'offerta, furono perforati nuovi pozzi e fu in-
autoveicolo solo per mantenere la qualità dell'aria al livello di stallata nuova capacità produttiva fuori dell'area O P E C . Giacimenti
prima. Due raddoppi richiedono un abbattimento delle emissio- petroliferi fino ad allora marginali divennero economicamente re-
ni del 75%, tre raddoppi richiedono l'87,5%. munerativi, e furono messi in produzione. Ma per localizzare, co-
Perciò, a un certo punto, non è più vero che la crescita con- struire e far funzionare impianti e sistemi per la produzione pe-
sente a un'economia di diventare abbastanza ricca da sopporta- trolifera, dai pozzi alle raffinerie alle petroliere, ci volle del tempo.
re i costi di eliminazione dell'inquinamento. In realtà, la cresci- Per parte loro, i consumatori reagirono all'aumento dei prezzi
ta spinge un'economia lungo u n a curva dei costi non lineare, puntando sul risparmio. Le case automobilistiche misero in ven-
Ano a che ogni ulteriore abbattimento diventa troppo costoso. A dita modelli più efficienti. Venne migliorato l'isolamento termi-
quel punto, una società razionale smetterebbe di espandersi, vi- co delle abitazioni. Le compagnie elettriche chiusero gli impian-
sto che crescere ancora non farebbe aumentare il benessere dei ti a olio combustibile e destinarono gli investimenti a impianti a
suoi membri. carbone o nucleari. I governi resero obbligatorie varie forme di
La terza ragione per cui la tecnologia e il mercato non posso- risparmio energetico e promossero lo sviluppo di fonti energeti-
no risolvere automaticamente questi problemi è che esse opera- che alternative. Anche queste risposte richiesero anni e, alla fine,
no attraverso anelli di retroazione comprendenti informazioni mutarono durevolmente lo stock di capitale globale.
distorte e ritardi. I ritardi insiti nelle risposte del mercato e della I sostenitori del mercato sembrano credere che esso operi sem-
Tecnologia, mercati e superamento dei limiti 273

depressione; dall'altro, le misure di risparmio furono abbandona-


te. I progetti di autoveicoli più efficienti furono accantonati, gli
investimenti in fonti alternative di energia vennero meno. Dopo
di che, mano a mano che questi processi di adattamento prende-
vano forza, si crearono le condizioni per un altro squilibrio di ca-
pitali e un altro aumento dei prezzi, che potrebbe essere quello
cui stiamo assistendo all'inizio di questo nuovo millennio.
Queste variazioni in un senso o nell'altro sono state l'effetto
degli inevitabili ritardi di risposta presenti nel mercato del pe-
trolio. Hanno provocato grandi spostamenti di ricchezza su sca-
la internazionale, debiti e avanzi enormi, boom, recessioni e fal-
limenti bancari: tutto ciò nel tentativo di adattare le dimensioni
relative del capitale per la produzione e di quello per il consumo
di petrolio. Nessuna di queste variazioni dei prezzi era correlata
alla quantità effettiva di petrolio presente nel sottosuolo (in co-
stante diminuzione), o agli effetti ambientali delle attività di
F I G U R A 6.6 - G R A D O DI U T I L I Z Z A Z I O N E D E L L A CAPACITÀ DI P R O D U Z I O N E
PETROLIFERA N E I PAESI DELL'OPEC E PREZZI MONDIALI D E L PETROLIO
perforazione, trasporto, raffinazione e combustione del petro-
lio. Il prezzo di mercato segnala più che altro la scarsità o la so-
Negli anni Settanta, la capacità produttiva dei paesi dell'oPEC era quasi in-
teramente sfruttata, e furono sufficienti piccole interruzioni dell'approvvi- vrabbondanza relativa del petrolio a disposizione.
gionamento petrolifero per provocare variazioni improvvise ed estreme dei Per una varietà di ragioni, i segnali provenienti dal mercato pe-
prezzi. Le oscillazioni dei prezzi del petrolio impiegarono oltre dieci anni trolifero non offrono (non ancora, almeno) indicazioni utili sui li-
per manifestarsi e causarono turbolenze economiche in tutto il mondo, sia
miti fisici cui ci stiamo avvicinando. I governi dei paesi produtto-
verso l'alto sia verso il basso. (Fonte: EIA/DOE)
ri si adoperano per fare salire i prezzi. E loro interesse non dire il
vero sull'ammontare delle loro riserve, giacché, sovrastimandole,
possono aggiudicarsi quote di produzione più alte. I governi dei
pre rapidamente. Il mercato globale del petrolio, però, impiegò paesi consumatori si preoccupano di mantenere bassi i prezzi.
quasi dieci anni prima che le diverse risposte cominciassero a rie- Anch'essi possono diffondere dati menzogneri sulle riserve, so-
quilibrare domanda e offerta, cosa che avvenne al più basso tasso vrastimandole, per ridurre il potere politico dei paesi produttori.
di consumo compatibile con l'aumento dei prezzi. Nel 1983, il con- La speculazione può amplificare le oscillazioni dei prezzi, e la
sumo globale di petrolio era diminuito del 12% rispetto al picco quantità di petrolio estratto e pronto all'uso influenza i prezzi as-
6
raggiunto nel 1979. Ciò nondimeno, il capitale per la produzione sai più di quanto non faccia la quantità di petrolio a disposizione
petrolifera era ancora sovrabbondante, e I'OPEC dovette ridurre ul- nel sottosuolo. Il mercato è cieco alle prospettive a lungo termine
teriormente la sua capacità estrattiva, fin quasi a dimezzarla. I e indifferente alle sorgenti e ai pozzi ultimi, salvo quando sono
prezzi mondiali del petrolio scivolarono lentamente verso il basso esauriti ed è ormai troppo tardi per rimediare.
e poi, nel 1985, crollarono, per poi proseguire la discesa (in termi-
I segnali economici e le risposte tecnologiche possono avere va-
ni di dollari reali) nel corso degli anni Novanta.
ste ripercussioni, come illustra l'esempio dei prezzi del petrolio,
Come prima i prezzi si erano spinti troppo in alto, così ora sce- ma non sono connessi con il sistema della Terra nel modo giusto
sero troppo in basso. Da un lato, gli impianti per la produzione di per poter dare alla società utili informazioni sui limiti fisici.
petrolio chiudevano e le regioni petrolifere venivano colpite dalla Per concludere, sarà bene tornare sugli scopi della tecnologia
274 / nuovi limiti dello sviluppo Tecnologia, mercati e superamento dei limiti 275

e del mercato. Sono, questi, meri strumenti, che non hanno in pesca globali, ha operato la «normale» combinazione di fattori:
sé maggiore saggezza, lungimiranza, moderazione o compas- negazione dell'esistenza di limiti, sforzo crescente di mantenere
sione delle società u m a n e che li h a n n o creati. Gli effetti che i tradizionali volumi di pescato, bando dei pescatori stranieri,
producono nel mondo variano a seconda di chi li adopera, e dei sovvenzioni ai pescatori locali, e, infine, una troppo timida rego-
suoi scopi. Se tecnologia e mercati sono al servizio di scopi futi- lamentazione pubblica delle zone di pesca. In qualche caso - per
li, iniqui o violenti, tali saranno i loro effetti. Se sono chiamati a esempio, le zone di pesca dei merluzzi al largo della costa orien-
perseguire scopi impossibili, quale è un'espansione fisica co- tale del Canada, alle quali si riferiscono le citazioni precedenti -
stante su un pianeta finito, non potranno che fallire. Se vengo- l'intervento pubblico è giunto troppo tardi per salvare quelle ri-
no dati loro scopi realizzabili e sostenibili, potranno contribuire sorse.
a creare una società sostenibile. Nel prossimo capitolo vedremo Gradualmente, anche le zone di pesca più estese sono state
come ciò potrebbe avvenire. sottoposte a regolamentazione. Non ve dubbio che l'epoca in
La tecnologia e i mercati, disciplinati e utilizzati in vista del cui il mare era aperto a tutti stia volgendo al termine. I limiti so-
bene c o m u n e a lungo termine, possono essere straordinaria- no ormai un dato ovvio e imprescindibile delle zone di pesca di
mente preziosi. Quando il mondo decise di andare avanti senza tutto il mondo. A causa della scarsità delle risorse marine e del-
C F C , fu la tecnologia a rendere possibile il cambiamento nell'ar- le misure di regolamentazione, il prelievo globale delle popola-
co di alcuni decenni. Non crediamo che un mondo sufficiente- zioni naturali di pesci ha smesso di crescere. Negli scorsi anni
mente ricco, equo e sostenibile sia possibile senza creatività tec- Novanta, il pescato commerciale da tutti i mari del mondo si
nica, capacità imprenditoriale e un m e r c a t o relativamente aggirava poco sotto gli 80 milioni di tonnellate l'anno (figura
7
libero. Ma non crediamo neppure che sia tutto qui. Per rendere 6.7). Dovranno passare molti anni prima che si possa sapere se
il m o n d o sostenibile, occorre il contributo di altre capacità questo livello sia sostenibile o sia invece l'inizio di un collasso.
umane. In mancanza di queste, il progresso tecnologico e i mer- Nel 1990, la FAO, l'ente delle Nazioni Unite per gli alimenti e l'a-
cati possono compromettere la sostenibilità e accelerare il col- gricoltura, ha stimato che i mari del mondo non fossero in gra-
lasso di importanti risorse. Questo è esattamente ciò che è acca- do di sostenere un prelievo commerciale delle risorse conven-
duto nelle zone di pesca oceaniche. zionali superiore a 100 milioni di tonnellate l'anno, che è poco
più del livello raggiunto negli scorsi anni Novanta.
Nessuna sorpresa che nello stesso arco di tempo la piscicoltu-
Tecnologia, mercati e distruzione delle zone di pesca ra sia rapidamente cresciuta, tanto da produrre oggi quasi 40
R i c o r d o i t e m p i in cui c o n otto reti si p r e n d e v a n o più di d u e milioni di tonnellate l'anno, dalle 13 che erano nel 1990. Un ter-
tonnellate di p e s c e . Oggi ce ne vorrebbero forse ottanta. All'epo- zo del pesce consumato oggi nel mondo proviene da allevamen-
ca, un m e r l u z z o in primavera pesava in m e d i a dai dieci ai diciot- ti. Non dovremmo compiacerci di questa risposta del mercato e
to chili. Oggi p e s a dai d u e ai tre chili e m e z z o . della tecnologia? Non è forse vero che la crescita della piscicol-
UN PESCATORE DELL'AREA DI PESCA D E L G E O R G E S BANK, 1988 tura dimostra nel migliore dei modi la capacità della tecnologia
e dei mercati di risolvere i problemi che si possono presentare?
Vuoi c h e t i dica q u a l c o s a sui m e r l u z z i . D'accordo. N o n c e n e
s o n o più.
Non proprio, e per tre ragioni. In passato, la produzione di pe-
DAVE MOLLOY, PESCATORE C A N A D E S E , 1997 sce era una fonte alimentare; oggi sta diventando un pozzo ali-
mentare. In passato, i pesci e altri organismi marini nutrivano i
La storia recente delle zone di pesca di tutto il mondo illustra poveri; oggi sono destinati sempre più ai ricchi. I banchi di pe-
quanto possano essere inadeguate le risposte della tecnologia e sci sono parte dell'ambiente e non lo danneggiano; gli alleva-
dei mercati all'approssimarsi dei limiti. Nel caso delle zone di menti ittici sono devastanti per l'ambiente.
Tecnologia, mercati e superamento dei limiti 277

gamberetti e altre specie acquatiche provoca gravi danni am-


bientali. La fuga in acque libere di specie allevate, l'immissione
di antibiotici e scarti di alimenti nell'ambiente marino, la diffu-
sione di virus, la distruzione di zone umide costiere, sono tutti
fenomeni associati a questa nuova tecnologia. Tali effetti dan-
nosi non sono un accidente fortuito, ma dipendono dal funzio-
namento del mercato: sono «esternalità» che, semplicemente,
non influenzano i prezzi o i profitti in alcun mercato rilevante.
Nel 2002, secondo una stima della FAO, circa i tre quarti delle
zone di pesca oceaniche erano sottoposti a una pressione di pe-
8
sca pari o superiore alla loro c a p a c i t à . Di diciannove zone
mondiali di pesca, in nove il pescato superava il limite inferiore
della produzione sostenibile stimata.
Diversi eventi illustrano l'enorme pressione che grava sulle
zone di pesca mondiali. Come accennato sopra, nel 1992 il go-
verno canadese chiuse tutte le zone di pesca della costa orienta-
FIGURA 6.7 - INCREMENTO DEL PESCATO MONDIALE
le, tra cui quelle del merluzzo. La chiusura fu confermata nel
Il pescato mondiale da tutti i mari è aumentato rapidamente dal 1960 al
1990. Nell'ultimo decennio del XX secolo, però, il pescato totale ha smesso 2003, a causa dell'insufficiente ricostituzione dello stock. Nel
di crescere. {Fonte: FAO) 1994, la pesca del salmone al largo della costa occidentale degli
9
Stati Uniti fu severamente r e g o l a m e n t a t a . Nell'anno 2002,
quattro paesi bagnati dal Mar Caspio si accordarono su un pro-
In primo luogo, le zone di pesca degli oceani sono un'eccel- gramma di protezione dello storione, le cui uova sono la mate-
lente fonte di cibo per l'umanità: esse convertono il fitoplancton ria prima del tanto decantato caviale, dopo che il prelievo an-
in polpa prelibata. Nella piscicoltura, invece, non si ha produ- nuale era sceso da 22.000 tonnellate annue negli anni Settanta a
10

zione netta di alimenti, ma, semplicemente, un tipo di alimento 1000 tonnellate annue verso la fine degli anni Novanta. Le po-
viene convertito in un altro (con inevitabili perdite in ogni sta- polazioni di tonno rosso (Thunnus thynnus), un pesce che di so-
dio del processo): i pesci d'allevamento, di solito, sono alimen- lito vive fino a trentanni e arriva a pesare 700 chilogrammi, si
tati con mangimi o farine a base di pesce. In secondo luogo, in sono ridotte del 94% nel ventennio 1970-90. Il livello totale del
passato il pesce era un'importante fonte di nutrimento per i po- pescato nelle acque della Norvegia è stato mantenuto solo per-
veri, disponibile localmente con costi modesti o nulli. I membri ché le specie più pregiate, man mano che si esaurivano, sono
di un villaggio, dedicando al lavoro comune parte del loro tem- state sostituite con specie commercialmente inferiori.
po, potevano procurarsi, con semplici attrezzature, il cibo ne- D'altra parte, una moratoria di dieci anni dell'attività di pesca
cessario al proprio sostentamento. Oggi salmoni e gamberetti nelle acque della Norvegia ha permesso la ricostituzione degli
d'allevamento, lungi dal nutrire i poveri, allietano le mense dei stock di aringa e di merluzzo, dimostrando che l'azione delle
ricchi. Il problema è aggravato dalla distruzione delle zone di autorità pubbliche può invertire le tendenze negative. Ciò si è
pesca costiere. Molti stock locali sono stati decimati, i prezzi del rivelato più difficile per l'Unione Europea, impegnata nel tenta-
pesce rimasto sono spinti verso l'alto dalla domanda originata tivo di ridurre l'impatto delle sue flotte pescherecce. Le navi da
da lontani mercati. Di conseguenza, vi è meno pesce a disposi- pesca dell'Unione E u r o p e a h a n n o a b b a n d o n a t o progressiva-
zione dei poveri. Quanto al terzo punto, l'allevamento di pesci, mente le acque europee e si sono spostate in quelle di paesi in
278 / nuovi limiti dello sviluppo

via di sviluppo relativamente poveri, sottraendo alle popolazio-


ni locali proteine e posti di lavoro redditizi. Vi sono pochi dubbi
che sia in atto un'aspra contrapposizione fra attività di pesca
globali e limitazioni globali.
L'industria mondiale della pesca ha goduto, fino al 1990, di
mercati liberi e dinamici, e ha conosciuto formidabili sviluppi
tecnologici. Flotte di navi fattoria m u n i t e di celle frigorifere
possono stazionare nelle più lontane aree di pesca senza dover
tornare subito ai porti con il pescato della giornata. Grazie a ra-
dar, sonar e all'osservazione satellitare, i pescherecci possono
individuare i banchi di pesce con precisione sempre maggiore.
Grazie a reti derivanti lunghe fino a 50 chilometri, è possibile
condurre un'attività di pesca su larga scala ed economicamente
vantaggiosa anche in alto mare. Il risultato è che sono sempre
più numerose le zone di pesca nelle quali il prelievo supera i li-
miti sostenibili. Anziché proteggere le specie ittiche o incremen-
tarne gli stock, questo tipo di tecnologia mira a tirare a bordo fi- FIGURA 6.8 - DECLINO DELLA POPOLAZIONE DI TONNO ROSSO
no all'ultimo pesce (figura 6.8). Nell'Atlantico occidentale la popolazione di tonno rosso (Thunnus thynnus)
Anche se è intuitivamente chiaro a molti che tutto ciò condu- in età riproduttiva (individui di età superiore a otto anni) si è ridotta
dell'80% negli ultimi trentanni. A causa dell'elevato valore e c o n o m i c o di
ce al soprasfruttamento degli stock ittici, dal mercato non pro-
questi pesci, l'attività di pesca prosegue.
viene alcuna retroazione correttiva che impedisca di sfruttare
all'eccesso una risorsa comune, come le popolazioni naturali di
pesci. Al contrario, il mercato premia fattivamente chi arriva
11 le persone, ma nel sistema. Un sistema di mercato non regolato,
per primo e arraffa tutto il possibile. Se il mercato segnala la
che governi una risorsa comune con un lento tasso di rigenera-
scarsità facendo aumentare il prezzo del pesce, chi è più ricco si
zione, pone inevitabilmente le premesse del superamento e della
potrà ancora permettere di pagare quel prezzo. A Tokyo, all'ini-
zio degli anni Novanta, il tonno rosso per il sushi arrivò a 170 distruzione dei beni comuni.
12
euro al chilo. E a Stoccolma, nel 2002, il merluzzo, un tempo
Lei p e n s a all'industria baleniera c o m e se fosse un'organizza-
cibo quotidiano dei poveri, raggiunse l'incredibile prezzo di 140
13
z i o n e rivolta alla c o n s e r v a z i o n e delle balene; in realtà è più ap-
euro al chilo. Da un lato, questi prezzi elevati incoraggiano propriato considerarla u n a gigantesca quantità di capitale [liqui-
uno sforzo di pesca sempre più intenso, nonostante il depaupe- d o ] c h e cerca di ottenere il più alto r e n d i m e n t o possibile. Se quel
r a m e n t o della popolazione ittica. D'altro lato, i prezzi elevati capitale p o t e s s e annientare le balene in dieci anni c o n un profitto
rallentano la crescita della domanda, e indirizzano il pesce ver- del 15%, o p p u r e pescarle in m o d o sostenibile ma c o n un profitto
so coloro che sono in grado di pagarlo, anziché verso coloro che del 10%, sceglierebbe di annientarle in dieci anni (e, subito d o p o ,
più ne avrebbero bisogno come alimento. 14
p a s s e r e b b e a distruggere qualche altra r i s o r s a ) .
Gli attori del mercato, nella loro frenesia di annientamento
delle risorse, sono perfettamente razionali. Ciò che fanno è del Solo i vincoli politici possono proteggere la risorsa, ma sono
tutto sensato, dati i premi e i vincoli che possono percepire dal- vincoli che non è facile far valere. In ogni caso, nemmeno la re-
la posizione che occupano nel sistema. Il problema non sta nel- golamentazione ha necessariamente successo. Recenti ricerche
280 / nuovi limiti dello sviluppo Tecnologia, mercati e superamento dei limiti 281

mostrano che la tendenza al soprasfruttamento è presente an- si, fin tanto che possono, producono crescita; ma potrebbero
che quando vi è un diritto di godimento esclusivo della risorsa benissimo perseguire la giustizia sociale e la sostenibilità, se
rinnovabile, e perciò mancano i presupposti per un fenomeno questi fossero gli scopi primari.
15
del genere «tragedia dei beni comuni». Il superamento avviene Una volta che la popolazione e l'economia abbiano superato i
semplicemente perché le informazioni riguardanti la base di ri- limiti fisici della Terra, vi sono due soli modi per tornare indie-
sorse - stime degli stock, volumi di prelievo, tassi di crescita - tro: il collasso non voluto, provocato da penurie e crisi sempre
sono incerte e confuse, e si adattano poco alle classiche regole più gravi, o la riduzione controllata dell'impronta ecologica at-
di decisione manageriale. Il risultato più comune è un soprain- traverso scelte sociali deliberate.
vestimento in capitali per l'ottenimento della risorsa, che viene Nel prossimo capitolo vedremo quel che accade q u a n d o il
sfruttata all'eccesso. progresso tecnologico si unisce a scelte sociali deliberate rivolte
La tecnologia e i mercati tradizionali hanno portato le zone a limitare la crescita.
di pesca dei mari di tutto il mondo sull'orlo del collasso. Non è
insistendo sulla stessa strada che si potrà rimediare. In assenza
di qualunque limite, i mercati e le tecnologie portano al supera-
mento. Sottoposte a limiti e disciplinate da istituzioni regolatri-
ci, le forze del mercato e dello sviluppo tecnologico possono
contribuire a far sì che l'industria ittica mondiale abbia u n a
produzione abbondante e sostenibile per generazioni.

Sintesi
Sul nostro pianeta prosegue la crescita esponenziale della popo-
lazione, del capitale, dell'uso di risorse e dell'inquinamento. Es-
sa è alimentata dal tentativo di risolvere problemi umani acuta-
mente avvertiti, dalla disoccupazione e l'indigenza al bisogno di
status sociale, di potere e di autoaccettazione.
La crescita esponenziale può superare rapidamente ogni li-
mite fissato. Se un limite viene spostato verso l'alto, la crescita
esponenziale ne incontra subito dopo un altro.
A causa dei ritardi delle informazioni di retroazione sui limi-
ti, è probabile che il sistema economico globale superi i suoi li-
miti sostenibili. Di fatto, nel caso di molte sorgenti e di molti
pozzi importanti per l'economia mondiale, il superamento è già
avvenuto.
La tecnologia e i mercati operano sulla base di informazioni
imperfette e con ritardi. Perciò è possibile che alimentino la
tendenza dell'economia al superamento.
Di regola, tecnologia e mercati sono al servizio dei segmenti
più forti del corpo sociale. Se lo scopo primario è la crescita, es-
Transizioni verso un sistema sostenibile 283

7 • Tenere bassi i prezzi per decreto o erogando sussidi, così che


Transizioni verso un sistema sostenibile non possano salire in risposta alla scarsità.
• Ricorrere alla forza militare - o minacciare di farlo - per assi-
curarsi l'accesso a risorse che costerebbe troppo acquistare
sul mercato.
Lungi dal risolvere i problemi che n a s c o n o dall'eccessiva
espansione dell'impronta ecologica, queste risposte non fanno
altro che peggiorarli.
L o stato s t a z i o n a r i o farebbe a p p e l l o n o n t a n t o alle Un secondo modo di rispondere è alleviare le pressioni deri-
n o s t r e risorse a m b i e n t a l i , q u a n t o alle n o s t r e risor-
se morali.
vanti dai limiti ricorrendo ad artifici tecnici o economici. E pos-
HERMAN DALY, 1971 sibile, per esempio:
• Ridurre l'inquinamento prodotto da un autoveicolo per chilo-
L'umanità può rispondere in tre modi ai segnali che indicano co- metro percorso, o quello prodotto per chilowatt di energia
me l'uso delle risorse e l'emissione di inquinanti siano cresciuti generata.
oltre i limiti sostenibili. Un modo è non riconoscere, occultare o • Fare un uso più efficiente delle risorse, riciclarle, sostituire le
confondere i segnali. È qualcosa che può assumere molte forme. risorse non rinnovabili con risorse rinnovabili.
Vi è chi sostiene che non c'è bisogno di preoccuparsi dei limiti: il • Rimpiazzare i servizi che tradizionalmente sono forniti dalla
mercato e la tecnologia risolveranno automaticamente tutti i natura - il trattamento delle acque di rifiuto, il controllo del-
problemi. Secondo altri, non si dovrebbe affatto tentare di ri- le piene o la fertilizzazione dei suoli - con energia, capitale
spondere al superamento prima che siano stati condotti altri e u m a n o e lavoro.
più approfonditi studi. Vi sono infine coloro che cercano di sca-
ricare i costi del superamento su qualcun altro, lontano nel tem- Queste misure sono necessarie e urgenti. Molte produrranno
po o nello spazio. È possibile, per esempio: una maggiore ecoefficienza e allevieranno momentaneamente
alcune pressioni, facendoci g u a d a g n a r e t e m p o prezioso, ma
• Costruire ciminiere più alte in modo che i venti portino l'in- non toccheranno le cause di tali pressioni. Se gli autoveicoli
quinamento più lontano, dove saranno altri a respirarlo. producessero meno inquinamento per unità di percorso ma il
• Smaltire rifiuti chimici tossici o scorie nucleari trasportando- traffico aumentasse, o la capacità di trattamento delle acque di
li in regioni distanti. rifiuto crescesse ma così facesse anche il loro volume, i proble-
• Sfruttare all'eccesso le risorse ittiche o forestali invocando mi sarebbero rimandati, non risolti.
l'urgente necessità di salvare posti di lavoro o di pagare debi- Il terzo modo di rispondere è volgersi alle cause sottostanti,
ti, mentre in realtà in questo modo vengono messi a repenta- fare un passo indietro e riconoscere che il sistema socioecono-
glio proprio quegli stock naturali da cui dipendono, in ultima mico umano, così com'è organizzato oggi, non è governabile, ha
analisi, posti di lavoro e pagamento dei debiti. superato i limiti e va verso il collasso; dopo di che, cercare di
• Sovvenzionare industrie estrattive in crisi a causa dell'esauri- cambiare la struttura del sistema.
mento delle risorse. L'espressione cambiare la struttura ha perlopiù connotazioni
• Cercare nuove risorse e, al tempo stesso, utilizzare in modo sinistre. Per i rivoluzionari significa scalzare dalla loro posizio-
inefficiente quelle già note. ne i detentori del potere, tirando, nel frattempo, qualche bom-
• Compensare la minore produttività della terra utilizzando ba qua e là. Per altri cambiare la struttura significa cambiare le
fertilizzanti in quantità crescente. s t r u t t u r e materiali: demolire i vecchi edifici e c o s t r u i r n e di
284 / nuovi limiti dello sviluppo Transizioni verso un sistema sostenibile 285

nuovi. O il c a m b i a m e n t o potrebbe riguardare la struttura di necessaria la prossima, quella che potremmo chiamare rivolu-
potere, la gerarchia, la catena di comando. Alla luce di queste zione della sostenibilità.
interpretazioni, cambiare la struttura è qualcosa di complica- Nel capitolo precedente abbiamo impiegato World3 per vede-
to, pericoloso e inquietante per chi detiene il potere politico o re quel che accade se il m o n d o va incontro a c a m b i a m e n t i
economico. quantitativi, non strutturali. Abbiamo introdotto nel modello li-
Nel linguaggio dei sistemi, tuttavia, cambiare la struttura ha miti più alti, ritardi più brevi, risposte tecniche più pronte e più
poco a che fare con il togliere potere a qualcuno, smantellare efficaci, cicli di erosione meno potenti. Se avessimo cancellato
l'esistente o demolire questo o quell'apparato burocratico. In queste caratteristiche strutturali - niente limiti, né ritardi, né ci-
realtà, fare u n a q u a l u n q u e di queste cose senza a t t u a r e veri cli di erosione - avremmo eliminato la modalità di superamento
cambiamenti strutturali avrà come unico effetto che persone e collasso (come nello Scenario 0, la simulazione «Infinito in
differenti, in nuovi palazzi o organizzazioni, consumeranno al- entrata, infinito in uscita»). Ma limiti, ritardi ed erosione sono
trettanto tempo e denaro perseguendo i soliti scopi e producen- proprietà fisiche del pianeta: gli esseri umani possono indebo-
do i risultati di sempre. lirli o rafforzarli, manipolarli con la tecnologia, adattarvisi cam-
In termini sistemici, cambiare struttura vuol dire cambiare la biando il proprio modo di vivere, tuttavia non possono farli spa-
struttura di retroazione e le relazioni di informazione di un siste- rire del tutto.
ma: il contenuto e la tempestività dei dati che giungono agli at- Le cause strutturali del s u p e r a m e n t o sulle quali gli esseri
tori del sistema, così come le idee, gli obiettivi, gli incentivi, i umani h a n n o il massimo potere di intervento sono quelle che
costi e i processi di retroazione che motivano o vincolano il non abbiamo toccato nel capitolo 6, cioè quelle che alimentano
comportamento. La stessa combinazione di persone, istituzioni gli anelli di retroazione positivi da cui dipende la crescita espo-
e strutture materiali può operare in modo profondamente di- nenziale della popolazione e del capitale fisico. Sono le norme,
verso, se gli attori del sistema vedono una buona ragione per gli scopi, le aspettative, le pressioni, gli incentivi e i costi che
cambiare e se hanno la libertà di farlo (e magari un incentivo a fanno sì che gli esseri umani abbiano più figli del livello di sosti-
farlo). È probabile che un sistema con una nuova struttura di tuzione. Sono quelle credenze e quelle pratiche profondamente
informazione, col tempo, cambi anche struttura sociale e mate- radicate che portano a impiegare rovinosamente le risorse natu-
riale. Potranno esservi nuove leggi, nuove istituzioni, nuove tec- rali, che distribuiscono in modo iniquo reddito e ricchezza, che
nologie, individui con abilità nuove, nuovi tipi di macchine o di inducono le persone a considerarsi in primo luogo produttori e
edifici. Una trasformazione siffatta non deve essere necessaria- consumatori, che fanno dipendere lo status sociale dall'accu-
mente diretta dal centro; può essere non programmata, natura- mulazione materiale o finanziaria, che definiscono gli scopi
le, evolutiva, appassionante, gioiosa. umani in termini di avere di più anziché dare di più o avere ab-
bastanza.
Nuove strutture sistemiche danno origine, in modo automati-
co, a m u t a m e n t i diffusi. Non c'è bisogno di sacrifici o atti di In questo capitolo modificheremo gli anelli positivi che cau-
coercizione, salvo, forse, per impedire che i detentori di interessi sano la crescita esponenziale nel sistema globale. Ci chiedere-
costituiti ignorino, distorcano o limitino l'accesso a informazio- mo come si possa tornare indietro dal regime di superamento.
ni importanti. La storia umana ha conosciuto parecchie trasfor- A tale scopo assumeremo una nuova prospettiva, centrata non
mazioni strutturali: la rivoluzione agricola e quella industriale sulle tecnologie per modificare i limiti, ma sugli scopi e le aspi-
sono state le più profonde. Entrambe hanno preso le mosse da razioni che alimentano la crescita. Dapprima modificheremo
nuove idee su come coltivare la terra, imbrigliare l'energia e or- unicamente questi anelli di retroazione positivi, senza introdur-
ganizzare il lavoro. In effetti, come vedremo nel prossimo capi- re i cambiamenti tecnici considerati nel capitolo precedente,
tolo, è stato il successo delle trasformazioni passate che ha reso poi metteremo assieme i due tipi di cambiamento.
Restrizioni deliberate sulla crescita
Supponiamo che tutte le coppie al mondo, a partire dal 2002,
prendano coscienza delle conseguenze che un'ulteriore crescita
demografica potrebbe avere sul benessere della nuova genera-
zione. Supponiamo che ogni persona riceva, dalla società di cui
fa parte, accettazione, rispetto, sicurezza materiale e assistenza
nella vecchiaia, indipendentemente da quanti figli ha avuto.
Supponiamo anche che sia uno scopo socialmente condiviso far
crescere ogni bambino in condizioni adeguate di cibo, alloggio,
cure sanitarie e istruzione. Supponiamo infine che, di conse-
guenza, tutte le coppie decidano di limitare, in media, la loro fa-
miglia a due figli, e che a questo scopo abbiano accesso alle ap-
propriate tecniche di controllo della fecondità.
Questi cambiamenti comporterebbero una diversa percezio-
ne dei costi e dei benefici associati ai figli, un orizzonte tem-
porale più vasto, una maggiore sollecitudine verso il benessere
altrui. Aprirebbero la strada a nuovi poteri, scelte e responsa-
bilità. Si tratterebbe di u n a ristrutturazione sistemica equiva-
lente, benché non identica, a quella che nelle regioni ricche
del mondo ha portato i tassi di natalità a un livello pari o infe-
riore a quello di sostituzione. Non sarebbe un c a m b i a m e n t o
inconcepibile: basterebbe che tutti gli esseri u m a n i facessero
propri i comportamenti riproduttivi che un miliardo di indivi-
dui, nelle società più industrializzate, hanno adottato da lun-
go tempo.
Se nel modello fossero introdotti questi cambiamenti e solo
questi, si avrebbero i risultati mostrati nello Scenario 7, figura 7.1.
Per produrre tale scenario abbiamo fissato (a partire dall'an-
no simulato 2002) la dimensione media desiderata della fami-

FIGURA 7.1 - SCENARIO 7: IL MONDO CERCA DI STABILIZZARE


LA POPOLAZIONE A PARTIRE DAL 2002
In questo scenario supponiamo che dopo il 2002 tutte le coppie decidano di
limitare le dimensioni della propria famiglia a due figli, e che abbiano acces-
so a efficaci tecniche per il controllo delle nascite. A causa dell'inerzia della
struttura per età della popolazione, questa continua a crescere per un'altra
generazione. Il rallentamento della crescita demografica permette al prodot-
to industriale di salire più velocemente, finché non viene arrestato dai costi
comportati dalla crescita dell'inquinamento (come accade nello Scenario 2). Scenario 7
288 / nuovi limiti dello sviluppo Transizioni verso un sistema sostenibile 289

glia a due figli, e l'efficacia del controllo delle nascite al 100%. Scenario 7 e senza porre restrizioni ai consumi materiali, quel
Di conseguenza, la crescita demografica del m o n d o simulato mondo non è in grado di mantenere neppure 7,5 miliardi di per-
rallenta, ma l'inerzia dovuta alla struttura per età fa sì che nel sone. Stabilizzare solo la popolazione globale non basta a evitare
2040 la popolazione tocchi un picco di 7,5 miliardi di individui. il collasso. La crescita costante del capitale è insostenibile tanto
Il picco è inferiore di mezzo miliardo al valore massimo rag- quanto la crescita costante della popolazione. Ognuna delle due
giunto nello Scenario 2. Così, se nell'anno simulato 2002 viene grandezze, lasciata crescere senza controllo, può produrre un'im-
attuata in tutto il mondo una politica demografica che limiti la pronta ecologica che supera la capacità di carico della Terra.
prole a due figli, il picco della popolazione si riduce di meno del Ma che cosa accadrebbe se la popolazione mondiale decides-
10%. La spiegazione è che, a prescindere da questa politica, al- se di porre limiti non solo al numero di figli, ma anche alla sua
l'inizio del nuovo millennio la popolazione simulata si avvicina vita materiale? Se si ponesse come obiettivo un tenore di vita
rapidamente a un tenore di vita nel quale una famiglia di picco- soddisfacente ma senza eccessi? Questo ipotetico cambiamento
le dimensioni è comunque desiderata, e nel quale l'efficacia del strutturale è meno presente nel mondo d'oggi di quanto lo sia il
controllo delle nascite si approssima al 100%. desiderio di avere meno figli, ma non gli è estraneo. È un cam- 1

La riduzione del picco della popolazione non è priva di effetti biamento invocato spesso nella letteratura religiosa, un cambia-
positivi. A causa del rallentamento della crescita demografica, i mento che non riguarda il mondo materiale o quello politico,
beni di consumo prò capite, gli alimenti prò capite e la speranza ma la testa e il cuore degli uomini, il senso che essi danno alla
di vita raggiungono tutti valori più alti che nello Scenario 2: so- propria esistenza. Un cambiamento siffatto significherebbe che
no sufficienti meno investimenti per soddisfare le esigenze di ognuno definisce il proprio status sociale, trova soddisfazione e
consumo e di servizi di una popolazione più modesta, cosicché persegue scopi al di là dell'aumento incessante della produzione
aumenta la quota di investimenti destinati alla crescita del capi- e del continuo accumulo di ricchezza materiale.
tale industriale. Il risultato è che il prodotto industriale cresce di Lo Scenario 8 (figura 7.2) mostra un mondo nel quale, come
più e più rapidamente che nello Scenario 2. Nell'anno 2040, il prima, le dimensioni desiderate della famiglia sono fissate a
prodotto industriale prò capite è raddoppiato rispetto al valore due figli e il controllo delle nascite è totale, ma che, in più, ope-
del 2000. La popolazione è significativamente più ricca che all'i- ra una definizione di ciò che è abbastanza. Questo mondo punta
nizio del secolo, al punto che del periodo 2010-2030 si potrebbe a un prodotto industriale prò capite il cui livello superi, per tut-
parlare come di un'«età dell'oro», nella quale larga parte della po- ti, la media mondiale dell'anno 2000 di circa il 10%. In termini
polazione gode di un livello di benessere relativamente elevato. pratici, ciò significa un formidabile passo avanti per i paesi po-
Il prodotto industriale, però, raggiunge il massimo nel 2040 e veri e un mutamento significativo dei modelli di consumo per i
poi declina pressappoco allo stesso tasso che nello Scenario 2, e paesi ricchi. Nello scenario s u p p o n i a m o anche che il m o n d o
per le stesse ragioni. Una struttura industriale più sviluppata riesca a raggiungere tale livello di produzione, pur compiendo
emette più inquinamento, che ha effetti negativi sulla produzio- meno investimenti, perché la durata media del capitale è del
ne agricola. Per sostenere la produzione di alimenti, occorre di- 25% superiore. In particolare, supponiamo che la durata media
rottare capitale verso il settore agricolo. In seguito, dopo il del capitale industriale aumenti da 14 a 18 anni, quella del capi-
2050, i livelli di i n q u i n a m e n t o diventano tanto elevati da in- tale dei servizi da 20 a 25 anni, quella dei fattori produttivi agri-
fluenzare negativamente la speranza di vita della popolazione. coli da 2 a 2,5 anni.
Il m o n d o simulato conosce così una «crisi di inquinamento», Come mostrano i grafici della simulazione, questi cambia-
nella quale gli elevati livelli di inquinamento avvelenano i suoli menti provocano un considerevole incremento del livello dei be-
e provocano una grave penuria alimentare. ni di c o n s u m o e dei servizi prò capite nei dieci anni dopo il
Così, con i limiti e le tecnologie inclusi nella simulazione dello 2002. In effetti, essi aumentano di più, e più rapidamente, che
Transizioni verso un sistema sostenibile 291

nella simulazione precedente, nella quale la crescita industriale


non era sottoposta a restrizioni. Ciò perché occorre meno pro-
dotto industriale per alimentare la crescita del capitale e per
compensare il deprezzamento (per ipotesi, il capitale ha durata
più lunga), cosicché aumenta la quota del prodotto immediata-
mente disponibile per il consumo. Il risultato è che per trentan-
ni, dal 2010 al 2040, questa ipotetica società assicura a tutti i
suoi membri un tenore materiale di vita soddisfacente, benché
senza lussi.
Ma un'economia siffatta non è stabile. La sua impronta eco-
logica oltrepassa il livello sostenibile, ed essa va necessariamen-
te incontro a un lungo declino dopo il 2040. Il mondo dello Sce-
nario 8 riesce a sostenere u n a popolazione di 7 miliardi di
individui, a s s i c u r a n d o loro per circa trent'anni, dal 2010 al
2040, un tenore di vita adeguato. I beni di consumo e i servizi
prò capite salgono a circa il 50% in più del valore raggiunto nel
2000. La produzione totale di alimenti, però, raggiunge il massi-
mo già nel 2010, dopo di che declina costantemente a causa del-
l'inquinamento, che continua ad aumentare per alcuni decenni.
Per rallentare il declino della produzione di alimenti, al settore
agricolo vengono destinati investimenti sempre maggiori. Per
qualche tempo vi è capitale disponibile, dato che esso non viene
impiegato per alimentare la crescita industriale, ma poi, gra-
dualmente, il fabbisogno arriva a superare la capacità del setto-
re industriale, e il declino è inevitabile.
La società di questa simulazione riesce a raggiungere e soste-
nere il livello di vita materiale desiderato per circa trent'anni,
ma in questo arco di tempo l'ambiente e i suoli vanno costante-

FIGURA 7.2 - SCENARIO 8: IL MONDO CERCA DI STABILIZZARE


LA POPOLAZIONE E IL PRODOTTO INDUSTRIALE PRO CAPITE
A PARTIRE DAL 2002
Se la società simulata decide di limitare le dimensioni della famiglia desi-
derata a due figli e adotta un valore prefissato per il prodotto industriale
prò capite, può estendere, in qualche misura, il «periodo aureo» di benes-
sere u m a n o abbastanza elevato che nello Scenario 7 andava dal 2020 al
2040. Tuttavia, l'inquinamento incide sempre più pesantemente sulle risor-
se agricole. La produzione alimentare prò capite declina, facendo scendere,
Scenario 8 infine, la speranza di vita e la popolazione.
292 / nuovi limiti dello sviluppo

mente deteriorandosi. Frenare i consumi, limitare le dimensio-


ni della famiglia, fissare politiche sociali: queste misure, da so-
le, non assicurano la sostenibilità se vengono attuate troppo tar-
di, dopo che il sistema ha già s u p e r a t o i limiti. Per essere
sostenibile, il mondo dello Scenario 8 deve fare qualcosa di più
che mettere sotto controllo la crescita. Deve far regredire l'im-
pronta ecologica al di sotto della capacità di carico dell'ambien-
te globale. Deve dar forza al processo di ristrutturazione sociale
attraverso miglioramenti tecnologici coordinati e mirati.

Restrizioni sulla crescita più miglioramenti tecnologici


Nello Scenario 9 (figura 7.3), come nello Scenario 8, il mondo
simulato suppone che, a partire dal 2002, la famiglia media ab-
bia due figli, il controllo delle nascite abbia piena efficacia e la
produzione materiale abbia limiti contenuti. Inoltre, sempre a
partire dal 2002, il mondo comincia a sviluppare e impiegare le
stesse tecnologie introdotte nello Scenario 6 (si veda il capitolo
6). Si tratta di tecnologie che rendono più efficiente l'uso delle
risorse, riducono le emissioni inquinanti per unità di prodotto
industriale, contrastano l'erosione dei suoli e fanno aumentare
le rese della terra finché gli alimenti prò capite non raggiungo-
no il livello desiderato.
Nello Scenario 9, così come nello Scenario 6, supponiamo
che queste tecnologie entrino in opera solo dopo un ritardo di
sviluppo di venti anni, e che abbiano un costo di capitale. Nello
Scenario 6, il capitale si rivelava insufficiente a sviluppare e at-
tuare le nuove tecnologie e, al contempo, fronteggiare le varie

FIGURA 7.3 - SCENARIO 9: IL MONDO CERCA DI STABILIZZARE


LA POPOLAZIONE E IL PRODOTTO INDUSTRIALE PRO CAPITE,
E SI DOTA DI TECNOLOGIE PER L'INQUINAMENTO, LE RISORSE
E L'AGRICOLTURA A PARTIRE DAL 2002
In questo scenario, la popolazione e il prodotto industriale sono sottoposti
alle limitazioni della simulazione precedente, e, in più, vengono introdotte
nuove tecnologie per abbattere l'inquinamento, tutelare le risorse, accre-
scere la resa della terra e salvaguardare i suoli agricoli. La società che ne ri-
sulta è sostenibile: quasi 8 miliardi di individui per i quali il benessere
umano è elevato e l'impronta ecologica è in costante declino. Scenario 9
294 / nuovi limiti dello sviluppo Transizioni verso un sistema sostenibile 295

crisi cui quella società in rapida crescita andava incontro. Nella librio. Lo Scenario 9 è uno scenario di sostenibilità; il sistema
più sobria società dello Scenario 9, la popolazione aumenta più globale vi raggiunge una condizione di equilibrio.
lentamente e il capitale non si trova costretto ad alimentare Nel linguaggio della teoria dei sistemi, il termine equilibrio si-
un'ulteriore crescita o affrontare una spirale di problemi sem- gnifica che gli anelli positivi e negativi si bilanciano, e che gli
pre più gravi, cosicché le nuove tecnologie possono ricevere pie- stock principali del sistema - in questo caso, popolazione, capi-
no sostegno. Applicate regolarmente nell'arco di un secolo, esse tale, terra, fertilità dei suoli, risorse non rinnovabili e inquina-
riducono dell'80% l'utilizzo di risorse non rinnovabili per unità mento - restano, sostanzialmente, stazionari. Non significa ne-
di prodotto industriale e del 90% le emissioni inquinanti per cessariamente che la popolazione e l'economia siano statiche o
unità di prodotto. Poiché la crescita del prodotto industriale è stagnanti. Esse, nel complesso, restano più o meno stabili, così
soggetta a limiti, questi progressi, accumulandosi, vanno a ri- come il volume di un fiume resta più o meno costante anche se
durre l'impronta ecologica umana, anziché consentire sempli- a costituirlo è un flusso d'acqua in continuo movimento. In una
cemente più crescita. «società in equilibrio» come quella dello Scenario 9, vi sarebbe-
La crescita costante della resa della terra rallenta nella prima ro persone che nascono mentre altre muoiono; fabbriche, stra-
metà del XXI secolo perché l'inquinamento aumenta (si tratta di de, case, macchine che vengono costruite mentre altre vengono
un effetto ritardato delle emissioni del tardo XX secolo, esempli- demolite e riciclate. Con il progredire delle tecnologie, il flusso
ficato forse, nel «mondo reale», dal fenomeno del riscaldamento di materiali prò capite cambierebbe quasi certamente forma,
globale). Attorno al 2040, però, il miglioramento delle tecnologie diversificandosi nei contenuti e migliorando nella qualità.
fa scendere di nuovo l'inquinamento. Vi è un ricupero delle rese Come il fluire di un fiume può avere alti e bassi intorno a un
della terra, che risalgono lentamente nel resto del secolo. valore medio, così anche una società in equilibrio può cambia-
Nello Scenario 9 la popolazione si stabilizza a meno di 8 mi- re, a causa di scelte deliberate o di opportunità o catastrofi im-
liardi di individui, che mantengono per tutto il secolo un grado previste. Come un fiume, quando il suo carico di inquinamento
di benessere materiale pari a quello da essi desiderato. La spe- si riduce, può depurarsi e sostenere comunità acquatiche più
ranza di vita è elevata, sebbene declini leggermente nel periodo ricche e più varie, così anche una società può ripulirsi del pro-
in cui la produzione di alimenti diminuisce. I servizi prò capite prio inquinamento, acquisire nuove conoscenze, rendere più ef-
aumentano del 50% rispetto al valore raggiunto nel 2000. Verso ficienti i processi produttivi, modificare tecnologie, migliorare
la fine del XXI secolo, vi è abbastanza cibo per tutti. L'inquina- le tecniche di gestione, rendere più equa la distribuzione della
mento sale, raggiunge un picco e poi scende prima di causare ricchezza, apprendere ed evolvere. È più probabile, crediamo,
danni irreversibili. L'esaurimento delle risorse non rinnovabili è che la società possa fare tutto questo se le tensioni della crescita
tanto lento che nell'anno 2100 è ancora presente quasi il 50% sono state smorzate e se il cambiamento della società è abba-
della dotazione originaria. stanza lento da consentire di comprendere e valutare appieno
La società dello Scenario 9 compie i primi passi per ridurre la gli effetti delle scelte fatte.
pressione complessiva che esercita sull'ambiente prima dell'anno