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L'anima in forma di cardo

Ammettiamo che io voglia elaborare, invece che fare catechismo religioso.


Se io affermo in modo netto e categorico che la geometria non ha alcuna relazione diretta con
lanima e con la sua struttura, ho necessit di spiegarne bene il PERCHE.
Visto che dell'anima si occupata l'intera umanit, sin dall'origine dei tempi, devo riuscire a
spiegare cosa distingue la mia affermazione e la mia rappresentazione e cosa aggiunge al tempo
presente.
Visto che porto una certezza, devo anche essere convincente. Non posso limitarmi a citare quel
che un Maestro ha detto o non ha detto. Non posso tanto meno usare le sue affermazioni per
avvalorare le mie illustrazioni.
Allora, chi concorda sulla possibilit che la figura della geometria dellanima da noi proposta sia
una pura rappresentazione grafica (scelta arbitrariamente e convenzionalmente), vuol dire che il
classico disegno perde di significato.
Sarebbe pertanto inutile disegnare, in modo sempre uguale ed ossessivo, una losanga con delle
sferette intorno. Anche perch Damanhur basata sul cambiamento. Oppure, ci vuole qualcuno che
si sforzi di dare dei significati, poich quello che distingue una vera Tradizione da una semplice
consuetudine nel significato stesso di ci che viene tradotto e tramandato. Siete d'accordo?
Se, parlando in pubblico, io traccio sempre l'anima come una losanga con
le sferette senza spiegarne il perch, corro il rischio di incentivare la
superstizione. Dunque, fino a quando una convincente spiegazione non
verr illustrata io, Cernia, preferisco disegnare l'anima nella forma vegetale
di un mio amico (figura 1). Perdonate la battuta, perch si basa su una cosa
molto seria.
Vi sono, d'altra parte, considerazioni ed evidenze sul fatto che una o pi
geometrie d'anima possano essere ben definite, anche se non del tutto conosciute? Cerchiamo ad
esempio di rispondere a questi possibili interrogativi:

come si pu, nel mondo materiale, parlare di una qualsiasi struttura, senza parlare di
geometrie e di numeri ad esse associati?

Non ammettiamo forse che una delle leggi di questo universo si chiama essenza
geometrica? Diamo forse un valore convenzionale ed arbitrario anche a questo nome?

La struttura per definizione un supporto che tende a replicarsi. Se cos, come pu la


struttura d'anima viaggiare e replicarsi in questo mondo materiale, se non ha una sua
geometria sottile e per noi sacra?

Se l'anima immanente, come fa ad essere composta solo da una misteriosa essenza


totalmente immateriale ? (Da notare che anche l'energia materiale).

Escludendo l'attrattore in quanto frammento dell'Assoluto, abbiamo detto che le personalit


rappresentano delle memorie complesse. Conoscete qualche supporto di memoria che non
sia materiale, e quindi in qualche modo geometrico e numerico?

Perch tutte le tradizioni antiche, come noi stessi; parlano di geometrie sacre e di numeri dal
valore spirituale?

Perch vi erano antiche scuole esoteriche che adottavano come proprio simbolo sacro una
forma geometrica semplice? Perch i Pitagorici parlavano di un Essere composto da 183
sfere o mondi, racchiudenti un triangolo equilatero? Era solo una moda o una mania?

Perch nella bandiera di Damanhur troviamo il doppio quadrato? Non potremmo forse

rappresentare quel concetto con una qualsiasi altra forma flessuosa, scelta arbitrariamente?

Perch nella nostra tradizione rituale sono contenuti degli schemi che sono proprio dei
triangoli o doppi triangoli ?

Il non tentare di rispondere per me disconoscenza, quindi superstizione passiva.


Ma, in tutto questo discorso, l'insegnamento di Falco come lo consideriamo? Come teniamo conto
della citazione che Genziana ha portato nella precedente serata del gioved?
Immagino che, a distanza di tempo dal quel momento, Falco stesso possa avere accennato a
possibilit anche molto diverse da quella della arbitraria rappresentazione. Per capirlo, basta
rispondere alle domande di cui sopra.
Forse ci occorre poter leggere tra le righe, poich il suo insegnamento esoterico, non manifesto
n discorsivo. Tra queste righe io preferisco cercare dei significati sempre nuovi, anche correndo il
rischio di sbagliare. Che il Dio interiore mi perdoni.