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Novo Lume del 1699

Proemio
Padre, et Signore Reverendo; ancorch io sij ignorante nelle scienze liberali, n io sij
molto assiduo al studio, n io sij in stato clericale, ha per voluto Dio, si come inspira
a chi vuole, rivelare a me, ancorch non meritevole, un secreto molto eccellente de
Filosofi, & perch richiede la vostra nobilt, la bont, la prudenza, la liberalit, che si
come non havete continouamente ricusato le fatiche del cercare di sapere, le spese &
li longhi studij, cos anco ne conseguiate frutto abondante dal campo, & dallarbore
della Filosofia per dono di Dio, perci io rivelar alla vostra prudenza il desiderato
Lapis, overo elexir ordinato, & mostrato a me da Dio con la fede secreta dun huomo
da bene, & il suo governo nel modo cho ho visto, fatto & tenuto, sapendo che
havendo viste, & intese le cose chio scrivo, sar chiaro al vostro ingegno, che io ho
conosciuto per voler di Dio il secreto non conosciuto dal vulgo.

Capitolo 1
Trattato nel quale nomina il Lapis de Filosofi.
Intendi adonque il detto del Filosofo, che le operationi delli agenti sono nella
dispositione del patiente, per i quali sintende che non si pu fare lelexir, se non di
materia che habbia questa perfetta dispositione: & io faccio fede, che questa habilit
si trova nella materia della quale stato fatto lelexir con le mie mani, & ne sono
testimoni questi occhi, per dottrina per, come gi ho detto daltri, il quale elexir
converte Saturno in Sole, & la qual materia io ho gi nominata, che la calamita de
filosofi, della quale hanno cavata i filosofi loro occulto nel suo corpo, & nella quale
hanno trovato largento vivo, & il solfo di solfo, la quale lapis in similitudine, & in
atto, ma nella natura non imita le nature del lapis; per si chiama lapis non lapis, &
mista di tabesci.
Il detto nostro argento vivo, non argento vivo nella propria natura,, n ancora nella
natura alla quale ridotto per la miniera; ma il nostro argento vivo nella natura alla
quale lo riduce il nostro artificio, questo il nostro rame del quale si fa la tintura vera,
del quale si fa lo matrimonio di chabrichim & della veya, nel quale il Re con la sua
moglie, & queste cose che li emendano sono nello istesso rame, come pi
chiaramente si manifestar per il documento della operatione. Questo il spirito col
quale tingemo, & il corpo del quale si parla nella Turba, & questa via che si chiama
argento vivo, non si ha da corpi liquefatti con liquefattione volgare, ma da quella che
dura tanto quanto suniscono li mariti & moglie in vero matrimonio, cio fino alla
bianchezza.
Questo il lapis che si trova nella cime de monti, & meritamente si chiama minerale,
si dice anco che sia Animale perch ha lanima, per si dice nella turba, il rame ha il

corpo, et lanima come lhuomo; parimente tutto quello che ha spirito ha anco il
sangue; parimente si chiama spirito, cio argento vivo portatore delle virt
dellanima, cio solfo per il corpo, & rame cio calamita, overo terra laquale fatta
spirituale si chiama oro che era nascosto nel corpo della calamita; perci si dice,
figliuolo, cava la sua ombra dal raggio.
E anco manifesto, che se gli pu aplicare lanima, perch dimostra alcune virt
dellanima, perch move & mossa, agente & patiente, per si dice nella Turba,
natura in che modo stai eminente sopra tutte le cose, & in che modo le superi, &
aceto fortissimo che ha fatto loro essere puro spirito, & quando si meschia col corpo,
si fa una istessa cosa con quello, & lo converte in spirito, perch dicendosi che sia
animale, adonque si dir che sia qualche cosa vegetabile, & meritatamente, perch
nella operation si vegetar di virt in virt sottigliandosi & purificandosi, &
migliorando in s gli colori, sin che acquisti la desiderata rossezza, nella quale la
perfettione, & sin che prenda la virt di penetrare & di tingere.
Ma molti erranti non conoscono questo animale herbelcrocos, overo lapis croceo
vegetabile nutrito nei monti, & si vende palesemente per minimo prezzo.

Capitolo 2
Seguita la mondificazione del Lapis inanzi
che si metta nella decottione.
Questa opera che io ho mostrata al vostro intelletto, pura, monda, amena, sincera, si
dimostra giusta accomodata in lame sottili, perch espurgata per la liquefatione del
foco dalla grossezza minerale, con li modi delle elevationi si fa sottile in alcune
sulfureit lasciate dalla adustione, & terrestreit, & miste con unione sottile & forte,
& essendo esalate alcune humidit che corrompono, della qual sottigliatione sono due
segni, uno che il spirito citrino, manco duro, fatto lapis, che tiene alquanto dio
perspicuit, & laltro che rimasto nel fondo del vaso, fatto terra sottile & negra; ma
si avertisca a questo,, che in questa elevatione, se si fa bene, vi si trova una certa cosa
che rimane dentro, la quale si deve levare per forza, & elevargli sopra il volatile, & si
deve restituire alla parte che resta di quello che gi si elevato, sin che tutto si faccia
fugente, & allhora la predetta terra negra rimane da tutti due nel lapis predetto duro,
citrinissimo gi converso.
Ma non vi contentate della predetta volatilit sin che si trovi che tutta la massa del
predetto lapis elevato col foco sia resa nel suo vaso, continoua per il medesimo,
contenendo li gradi del predetto foco, in modo che non vi rimanga cosa alcuna nel
profondo, n netta n sporca.
Ma quando cos si levar perfettissimamente, sadempir nella perfettione della opera
folosofica, la quale comanda la scrittura dicendo: soavemente, con grande ingegno,
ascende dalla terra in Cielo.

Sappiate parimente, che quando si meschia col corpo si fa una istessa cosa con
quello, & lo converte in spirito, & Geber comanda il medesimo nel capitolo della
medicina del terzo ordine, & tutti li filosofi gridano listesso, & questa opera
chiamata da filosofi Ablutione, per la quale si fa lAchilesue. perch nella elevatione,.
luno & laltro ascende in fumo, overo in specie di fumo, & perch anco si liquefa
questa materia mentre ascende, chiaro che sia della natura dellaqua calda, perch si
liquefa & si congela dal freddo, & quando si spoglia delle superfluit si lava;
simbevera con la sua aqua, cio col spirito predetto, che procede dallistesso germe.
Questa adonque la dissolutione filosofica, la quale si fa col foco.

Capitolo 3
Seguita la decottione del primo grado fino alla Bianchezza
Questa adonque rotonda fatta spirituale, che converte il rame in quatro, entra nel
bagno temperato, per il quale il corpo si fa soave, & che contiene il foco leggiero, il
quale consuma le humidit che corrompono.
Si deve adonque fare un forno di tal dispositione, che in quello si faccia un foco
lento, il quale non si possi augmentare, & il vaso che contiene la materia deve essere
di vetro coperto di ferro, in vaso della medesima forma tagliato per mezzo, & il vaso
deve essere longo un cubito, stretto nella cima, si che la strettezza non permetta che il
spirito esali, & la longhezza precipiti li fumi, se accade che se ne levino alcuni, &
consumi fra di s le humidit che corrompono, de quali forno & vaso si deve cercare
la vista di Lilio, & non la scrittura, & il calore deve circondare il vaso da tutte le parti,
altrimente indarno si diria che fosse bagno, & nella cima del forno vi deve essere il
forame, per il quale deve uscire un pezzo di vetro rotondo, & longo, che chiude
lorificio di detto vaso.
Nel toccare del qual pezzo si conosce se la materia si coce con calore conveniente, &
se per sorte qualche fumo pare che ascenda nel predetto vaso, non lo permette che
esali essendo cos disposto, ancor che il vaso si tenesse aperto; per dice Geber, che
mai uno si separa veramente dallaltro, bench parino alla vista che superficialmente
si separino, n uno pu essere senza laltro, perch li suoi spiriti sono temperati per
via di natura perfetta, in tanto che non si separino luno dallaltro, & in questo grado
di calore la materia si fa negra, perch il calore operando nellhumido fa la negrezza.
Per si dice nella Turba, che vedendo la negrezza soprastare a quella aqua, devi
sapere che il corpo liquefatto, parimente nella prima opera tutte le cose si fanno
negre.
Ma questo frutto si fa acci si guardi dal troppo foco, perch il calore chiuso dentro fa
morire, & separarsi il composito, & perci bisogna seguitare con foco temperato; si
coce nel modo che si nutrisce un putto col latte, & in questo tutti convengono, &
questo anco si mostra nella prattica de diversi colori, che si contengono sotto il color
negro.

Capitolo 4
Del grado del foco, quando si vedr la Negrezza
Ma quando tutto negro si continui il foco del medesimo grado, sin che la
bianchezza occulta nel suo ventre si veda, perch cos savicina al fisso.
Ma da notare che nellistessa negrezza appaiono molti colori, de quali non fanno
mentione li Filosofi, perch alcune volte tutto si fa verde, alcune volte livido, alcune
volte di color violaceo, alcune volte ancora da uno lato del vaso verde, dallaltro
negro, overo livido di dentro & verde di fuori.
Per tutti questi colori si comprendono sotto il negro, & perch in quelli non si
contiene alcuna perfettione essentiale, perci li filosofi nominano solamente tre colori
fra glia altri principali, cio il bianco, il negro & il rosso, che sono chiamati le virt
dellanima.
Per nella Turba honorate i Re & la sua moglie, & non gli abrugiate, acci non li
mettiate in fuga con troppo foco, perch non sapete quando havete bisogno di questi,
i quali emendano il Re & la sua consorte.
Fateli cocere si che si facciano negri, dopo bianchi, dapoi rossi, finalmente quello che
tringe si faccia veneno, parimente si faccia il lapis bianco per la combustione, &
humore, overo liquefattione, per laqua si dice che segue la mortificatione, la qual si
vede nella negrezza, nella prima apparenza, nella qual mortificatione suniscono gli
spiriti, cio si essiccano, perch se gli corpi non si essiccano, non si vedono i colori
de lanima, i quali si chiamano negrezza & nuvola: parimente la calamita quando
simbianca non lascia fugire il spirito, perch la natura contiene la natura.
Lhumidit adonque, la qual curava la negrezza nella decottione si mostra essere fatta
secca quando si comincia a vedere il color bianco, perch io ho visto nella
trasmutazione della negrezza, una bianchezza oscura, inanzi che si facesse
bianchezza perfetta la quale si chiama volgarmente color bruno, la qual brunezza si fa
poi vera bianchezza.
Et durando questa brunezza, il mio maestro spezz il vaso, & il lapis, & lo risguard
dentro & fuori, & lo trov bruno di fuori, & di dentro vera ancora la negrezza, & mi
disse la causa di questo essere perch le parti della materia adherendo alli lati del
vaso haveano sentito pi il calore a s vicino, che non havea fatto la materia di
mezzo, & perci haveano pi presto cominciato a transmutarsi nel colore, & mi disse
che questa brunezza ascendea, perch la bianchezza era estratta dal ventre della sua
negrezza, come si dice nella Turba, perch quando lo vedrai nato, saprai che la sua
bianchezza nascosta nel ventre della negrezza, che in prima si vede, & allhora
bisogna che tu cavi quella negrezza, dalla sottilissima negrezza di quella.
Et non vi meravigliate perch sin ora questa materia io chiamo lapis, perch sappiate
che quanto dura la bianchezza, & anco havendo persa la rossezza per longo tempo,
sta duro, & sta in forma duna massa forte, si che con la continouatione della
decottione, comincia da s stessa a disfarsi & elevarsi alquanto.

Capitolo 5
Seguita la decottione del secondo grado, fino alla rossezza
Quando adonque questo lapis haver lasciato cos la negrezza, si muta il grado del
foco, & si mette in un altro forno di dispositione sottile, nel quale si fa pi forte
decottione, scaldando il vaso, & la materia dintorno, & ivi si deve far cocere, perch
allhora piglia la bianchezza vera, con la quale nel medesimo loco si coce tanto che
transmutata la bianchezza pare che acquisti rossezza.
Ma si deve guardare che questo foco non sia pi intenso di quello che conviene al suo
grado, perch in quel bianco colore, il corpo & il spirito sono veramente congionti, &
se si facesse la decottione eccessiva oltra il dovere del suo grado, essendo uniti si
separariano.
Per si dice nella Turba, cocete cautamente acci non si convertano in fumo, ma si
citrinano quando di colore bianco si transmutano in rosso, & il color citrino
mezzano fra il bianco & il rosso, bisogna adonque che quello si faccia inanzi la vera
rossezza, & di questa prattica hanno parlato gli Filosofi, dicendo, il spirito & lanima
non si uniscono se non nel color bianco, perch allhora tutti gli colori che nel mondo
si ponno imaginare si vedono, & si fermano, & allhora convengono in un color solo,
cio alla bianchezza, perch limbianchire fondamento di tutta lopera, n si muta in
diversi colori, cio veri, fuor che nel rosso, nel quale lultimo fine.
Perch la citrinatione che si fa tra il bianco & il rosso, non si deve dire colore in
perfettione, & si provano per tutte queste cose che io ho dette, le quali anco
lesperienza del fatto mha mostrato che siano vere.

Capitolo 6
Seguita la decottione del terzo grado fino alla calcinatione
Quando comincia a diventar rosso si mette a cocere in un altro forno, dandogli grado
di foco pi forte, fin che sia veramente rosso dentro & fuori, dil che segno quando
si disfa, & si leva come di sopra si detto, delle quai cose si parla nella Turba.
Ma dopo la bianchezza non puoi falare, perch essendo accresciuto il foco dopo la
bianchezza inanzi la rossezza si perviene alla cineratione; parimente vedendo quella
bianchezza sopraeminente, pensa che il rossore nascosto in quella bianchezza, &
allhora bisogna cavarlo fuori, ma cocendolo si che tutto si faccia rosso.
Et se vi resta qualche dubio perch causa la bianchezza, ancorch il rosso si faccia col
cocere, io ve lo dichiaro a questo modo, perch durando la negrezza vi resta la
matteria, & humida di sua natura, laqual humidit si dimostra che si secca come
appare la bianchezza, & mai anco appare la bianchezza sin che lhumidit che
corrompono sono del tutto consumante.
Adonque per queste due cause si pu dire che la bianchezza si cava dalla negrezza, &
mentre si fa rossa non si guasta niente, ma solamente si coce, & nella decottione

gagliarda il color rosso si vede incommutabile, nel quale la perfettione. Per si dice
nella Turba, dal composto converso in spirito rosso si fa il principio del mondo.
Parimente sintromette il spirito che tinge & che vivifica, & poi che partita la
humidit che corrompe, non si nutrisce, perch pervenuto alla bianchezza,
apparendo adonque questo color rosso, la natura mostra la sua perfettione occulta.

Capitolo 7
Seguita la calcinazione, nella quale si abbraccia lultimo grado
del fissare & allhora il spirito fatto veramente corpo
permanente vero, & fiugitivo fugiente.
Dopo che questa materia che ha il color rosso comincia a disfarsi & elevarsi, si mette
a calcinare per fiamma gagliarda di riverbero nel vaso di terra nel quale si compisce il
foco in grado fisso, & si fa permanente vera, & con fissione perfettissima.
Perci, dice Geber, nel capitolo della calcinatione, che li spiriti si calcinano acci si
facciano le fissioni, & si dissolvino meglio, & anco nel capitolo della medicina del
terzo ordine, comincia a calcinarla, & deve il foco quando si calcina stare in vigore,
sin che si faccia polvere al tatto impalpabile, & che Habbia grandissima rossezza.
Per nella Turba si dice cos, sappiate che quando cenere si meschia benissimo,
perch quella cenere riceve il spirito, & quello humore rinchiuso per rispetto del
foco di dentro fin tanto che prenda colore di zaffrano, overo di sangue secco &
adusto, overo di siropo granato: parimente quando laqua entrata nel corpo, la
converte in terra, dapoi in polvere o cenere.
Se volete far prova della perfettione, pigliate con la mano, che se trovate laqua
impalpabile, la cosa va bene, se di no, tornate a replicare,
Ma questa cenere rossissima impalpabile si leva in s stessa, cresce anco in modo di
fermento, & si separa da quello nella calcinatione.
La predetta terra negra sottilissima, & transparente, laquale nel fondo del, vaso, si
trova sotto la detta polvere rossa, onde mi dicea iol mio maestro, si vede che la
perfettione della fissione consiste in questo per due cause. Una perch per la fissione
& per il foco della calcinatione, sintroduce una poca quantit di questo elexir sopra
molte quantit non permanente del corpo, laquale essendone fatta la proiettione
conferma in quelle la fissione delloro, il che non saria se la fissione in quella non
soprabondasse. Laltra causa perch la predetta terra negra nella calcinatione si
separa dal misto, laquale per altro era in tutto lopera inseparabile per la unione
fortissima, & perci stato necessario separarsi per artificio gagliardissimo, & se
restasse mista, per rispetto della sua impurit, impediria lingresso della materia pura

Capitolo 8
Seguita la cenere fatta fusibile con la calcinatione, & il Lapis
iterabile, il quale lelexir compito
Ma questa cenere priva di fusione, ma in che modo entri per tingere, certamente che
a quella si restituisce la liquefattione, overo sudore per il modo insegnato da filosofi.
Che moco adonque quello? forsi di solvere in aqua?
Certamente no, perch li filosofi non curano delle aque che saderiscono a chi le
tocca, & che bagnano, come si dice nella Turba; ma quelli che cominciano, & che
sentono laqua, hanno pensato che quella sia laqua del vulgo, ma se havessero letti i
nostri libri, saprebbono che laqua permanente.
In che nodo adonque veramente aqua, la quale non sattacca a chi la tocca, ma
scorre per la superficie, non humettando come fa largento vivo? Chi far questa
aqua? Quello che sa fare il vetro, perch questa materia non altro che quella che
vuole da s stessa essere, aggionta a s stessa, perch contiene in s tutte le cose di
che ha bisogno.
Et se le cose che io ho dette si considerano bene, saprete da questa cenere havere il
lapis rosso in colore intenso poco transparente, frangibile, con poca fatica fusibile,
penetrante, entrante & tingente con perpetua citrinatione, un peso del quale converte
cento mille pesi & pi di Saturno in Sole.
Ma la sottilit consiste nel modo del fare la proiettione, laquale non conosciuta,
lelexir che tiene non giova dallistesso.

Capitolo 9
Conclusione di tutta la Epistola
Adonque Padre non ti meravigliare se in questopera molti errano, perch ti giuro non
haver mai visto alcuno, fuor che il mio Maestro, il quale applicasse la sua opera in
materia debita, ma si sforza no a cose impossibili nelle materie, come se credessero
dun cane generare un huomo. Che meraviglia adonque se si rendono bugiardi nelle
opere?
Perch nella prattica dellopera restano molti sottilissimi dubij del lapis, ma credi
veramente che li filosofi hanno posta la verit nelli suoi libri, ma dopo la morte di
quello che scrive, li suoi scritti sono male intesi; liquali per se esso fosse vivo, li
esponaria speculativamente con le parole, & li verificaria con leffetto dellopera.
Ma io ho esposto alla tua prudenza in ogni cosa tutta lopera, & ho approvato alcune
cose dette da filosofi, ancor che poche nhabbia allegate, n senza causa, perch io
presuppongo che tu habbi rinchiuso nel petto tutti li scritti de filosofi, & cos non
dubito, che tu non debbi applicare ogni cosa alli miei detti, si come io per

lesperienza che ho visto, intendo li scritti de sapienti, li quali altrimente non haverei
inteso.
Ho adonque scritto poche cose, persuadendomi che tu sappi il fondamento, & perci
facilmente conseguirai lintentione di questopera, & mi basta che a te solo sia
manifesto il mio intelletto, & che questa verit non si possa partire meco da questo
mondo,
Per la riverenza dalla tua paternit ho dato fuori questo lume sopra di quella, perch
fra gli altri di questo mondo, ti ho, secondo il mio giudicio, eletto per il pi degno, &
laltissimo Dio ti faccia arrivare al fine desiderato.