Sei sulla pagina 1di 234

Gli Antichi Dei

tratto da

1
2
Perun, sincretizzato in sant'Elia

3
I serafini a 6 ali

4
Quando, nel 980 d.c, Vladimir divenne sovrano di Kiev, i Russi erano
ancora Pagani, e Vladimir stesso eresse su un colle che dominava la
città numerosi idoli, il più imponente dei quali era l'immagine lignea
del Dio del Tuono, Perun, con la testa d'argento e i baffi d'oro.

Un idolo di Perun sorgeva anche a Novgorod, sulle rive del lago Il'men',
e attorno gli ardevano sei fuochi che non dovevano mai spegnersi.

Perun ai tempi di Vladimir era la principale Divinità dei Russi che lo


consideravano il signore dell'universo. Perun abitava in cielo e aveva il
dominio del tempo atmosferico. Se si arrabbiava, provocava tempeste
fragorose di tuoni e col fulmine abbatteva coloro che lo avevano offeso.
Ma il Dio poteva anche farne di peggio, come mandare piogge di pietre
o spaventose siccità che distruggevano i raccolti; se invece era di buon
umore poteva favorire la crescita con abbondanti precipitazioni. Era un
Dio guerriero, armato di arco e frecce oltre che di una pesante mazza, di
una lancia e di un'ascia;

5
era il protettore dei soldati e poteva garantire la vittoria o la sconfitta in
battaglia. Per tale ragione, quando i Russi concludevano trattati militari
e commerciali con i Bizantini, giuravano di mantenere la parola per
Perun e per le lame dello loro spade. Inutile dire che Perun era assetato
di sangue e, per assicurarsene l'aiuto gli venivano offerti galli e altri
animali domestici, né erano infrequenti sacrifici umani.

Oltre a Perun, davanti al palazzo di Vladimir, sul colle, sorgevano


parecchi altri idoli, tra cui le immagini degli Dei dell'aria, Stribog

6
e del Sole, Dazbog.

Nota di Lunaria: un altro Dio solare era Yarilo

7
A quei tempi, gli uomini non sapevano darsi ragione degli eventi
naturali, la loro esistenza dipendeva in larga misura dagli elementi, e
terra, aria, fuoco, acqua erano adorati in varia guisa e ritenuti ostili o
favorevoli agli esseri umani a seconda delle circostanze.
Nel celebre "Canto della schiera di Igor" del XII secolo, in cui si narra la
tragica sconfitta di un temerario esercito russo ad opera dei Polovzi, i
venti sono chiamati "nipoti di Stribog". La moglie del principe Igor
lamenta la cattura dello sposo e si chiede, addolorata, perché il signore
dei venti soffi con tanta furia, scagliando le frecce nemiche contro suo
marito e i guerrieri di cui è alla testa, né manca di rimproverare il sole
che apporta calore e felicità ad altri, ma solo sofferenza e morte al
disperso esercito di Igor, che s'aggira sotto i raggi cocenti dell'astro per
deserti senz'acqua.
Nota di Lunaria: Francis Conte

8
commentando il lamento di Jaroslavna

usa proprio il termine di "Lirismo Paganeggiante". Alcune espressioni

9
usate sono:
"Piange all'alba dal baluardo a Putivl' Jaroslavna dicendo: O vento,
venticello! perché, Signore, soffi con tanta violenza? Perché sollevi le
saette unghere sulla tua ala noncurante contro i guerrieri del mio sposo?
Non ti basta soffiare in alto sotto le nuvole, e dondolare i navigli sul mare
azzurro?"

Per approfondire la Poesia Russa, vedi:

per la Filosofia, suggerisco soprattutto Herzen

che ho fatto uscire in confronto con Caraco

10
Su tutte le Divinità degli elementi regnava Svarog, Dio del cielo;

erano suoi figli Dazbog, Dio del Sole, e Svarozic, Dio del fuoco. I Russi
adoravano specialmente il Dio del Sole, datore di calore e di luce e nei
byliny (il filone letterario delle leggende sui grandi eroi) il loro amato
principe Vladimir è chiamato affettuosamente "Sole Splendente"; la
scomparsa del Sole era fonte di angoscia, in una terra che per molti
mesi è ricoperta di neve e ghiacci, specialmente in caso di eclisse,
quando si diceva che l'astro era stato divorato dai lupi. Le eclissi

11
preannunciavano terribili disastri: guerre, epidemie, carestie.

Nota di Lunaria: gli Slavi avevano personificato le stagioni con Vesna (la
Primavera) che contrastava la temutissima Morana (l'Inverno)

da notare poi come i cattolici di montagna scopiazzino in pieno anche


Morana (il concetto di "Signora in Bianco"), "denigrata" ad essere una
delle tante "madonna delle nevi/our lady of the arctic snows" che infesta
(va)no le edicole votive poste sui valichi alpini

12
13
14
15
Cattolici! c'è qualcosa che non abbiano scopiazzato da questo o quel
mito, popolo, leggenda?! -_-
Per quanto riguarda il Sole ingoiato dai lupi, è curioso che in Alchimia ci
sia lo stesso riferimento

16
e come non pensare al Ragnorok norreno?
"Loki resterà legato fino al Crepuscolo degli Dei, e questa è la premessa
dell'escatologia cosmica germanica. I segni che preannunceranno il
Crepuscolo saranno: l'Inverno Mostruoso, costituito da tre inverni di
gelo, non interrotti dall'estate. Il Lupo inghiottirà il sole, l'altro la Luna."

Morana, La Dea dell'Inverno; sullo sfondo, l'eclisse

Altrettanto importante era il fuoco; Svarozic, il Dio del fuoco, viveva


nell'essiccatoio del luppolo, dove in una profonda fossa ardeva un fuoco
sopra il quale, su una grata, venivano messi i fiori del luppolo e i
17
mannelli di grano prima della trebbiatura. Vi venivano portate le offerte
al Dio e ancora nel secolo scorso la costumanza imponeva di gettare nel
fuoco un mannello di grano come portafortuna.
Nota di Lunaria: un rito simile lo si trovava anche nel culto a Gabijà, Dea
Lituana, Signora del Fuoco Sacro: si spargeva sale tra le fiamme.
Comunque, il culto del Fuoco Domestico, del focolare, oltre che
rimandare a Vesta/Hestia,

rimanda anche a Fuchi Kamui, la Dea Ainu del focolare

18
Molto tempo dopo che Svarozic era stato dimenticato, le credenze nel
potere e nella santità del fuoco continuavano a sussistere, e nessun
russo avrebbe osato sputare tra le fiamme o parlarne irrispettosamente.
Il fuoco, si credeva, era in grado di curare certe malattie: "Babbino, Zar
Fuoco", suona un incantesimo dell'800, "sii buono con me, brucia tutti i
miei dolori e tormenti, paure e preoccupazioni". Quando scoppiavano
epidemie tra il bestiame, si accendevano falò con "fuoco vivo", una
fiamma ottenuta facendo rotare velocemente un legno appuntito nella
cavità di un altro pezzo di legno, e il bestiame veniva fatto passare tra le
fiamme nella speranza di guarirlo (Nota di Lunaria: vedi il collegamento
con Beltane...)

Poteva mancare lo scopiazzamento cattolico del fuoco? Ma certo che no!


19
Sant'Agata è associata al fuoco, alla torcia, alle pinze ed è la protettrice
dei pompieri -_-

è praticamente uguale a Vesta!!! -_-

Ma pure san Gennaro viene rappresentato con un bel vulcano fiammante


sullo sfondo, manco fosse la Dea Hawaiana Pele... Lei sì legata ai
vulcani!!!

20
Un altro importante Dio la cui immagine durante il regno di Vladimir
sorgeva a Kiev era Veles, patrono del bestiame e dei mercanti

21
22
Terra e Acqua non erano deificati, ma la terra era considerata sacra e a
volte si pronunciavano giuramenti solenni tenendo in mano una zolla
anziché una bibbia. Da antichi documenti risulta che in tempi pagani si
facevano sacrifici di galli e forse anche di bambini a certi corsi d'acqua
abitati da Dei o spiriti, pratica di cui rimase traccia in tempi cristiani
quando ci si recava a sorgenti o pozzi le cui acque si supponevano
avessero poteri taumaturgici.

Nota di Lunaria: esattamente come nello scopiazzamento cattolico del


culto delle fonti per la loro "vergine del pozzo"!

O "vergine del bosco"

23
A cui, non contenti, aggiungono anche lo scopiazzamento del Miele
Sacro, caro ai Pagani (e agli Slavi in particolare, visto che ne ricavavano
una sorta di idromele) con la loro "vergine delle api":

24
E poi, tanto per non lasciare fuori neanche la scopa, usata nei riti wiccan

25
i cattolici "ci deliziano" con la loro vergine della scopa:

26
-_-

Molti degli Dei e delle pratiche testé descritti erano collegati


all'adorazione della natura, ma i Russi Pagani avevano anche un culto
dei defunti, a sua volta connesso al ciclo nascita-morte-rinascita.
Credevano nella vita dopo il decesso, e nelle bare deponevano oggetti
utili al defunto, come cibo, monete e calzari. I morti venivano seppelliti
nei coltivi e in primavera ci si rammentava di loro condividendo con
essi cibo e bevande sui tumuli nella speranza che favorissero la crescita
delle messi. Le case erano protette dagli spiriti degli antenati, dal Dio

27
Rod e dalla Divinità Femminili dette Rozanitsi, nome che si ricollega
all'idea di nascita e di famiglia.

Vedi Makosh/Mokosh, una Dea Filatrice a volte rappresentata in aspetto


Triplice

28
29
30
Mokosh nel suo aspetto Triplice e di Filatrice

31
Ovviamente sincretizzata "con la vergine maria"

notate "le aureole" che rimandano all'idea di Triplice

32
2 3

o i due tizi oranti in basso:

che completano la Triade

Da notare poi che in più di un santino cattolico, maria è rappresentata


nell'atto di filare, come Mokosh, le Parche, le Norne:

33
34
35
36
Vedi anche

Idem dicasi per l'Ungherese Boldogasszony, anche chiamata


Nagyboldogasszony, la Grande Dea Madre Ungherese, legata al latte. In
epoca cristiana, venne fusa con "la vergine maria", in particolar modo fu
il santo Gerard di Csanad, uno dei primi missionari cristiani, a
sincretizzare l'antica Dea della mitologia magiara con "la vergine maria".
Stephen I, il primo re ungherese (997-1038), dedicò l'Ungheria a
"Maria"/Boldogasszony.

37
ah, certo... ovviamente i cattolici hanno anche le "madonne del latte",
ovviamente "pregate" per ottenere la fertilità femminile o assicurarsi un
buon parto... I cattolici hanno scacciato le Dee Pagane e perseguitato i
Pagani per poi continuare a pregare le stesse Dee riunite in una e fare le
stesse identiche cose che facevano i Pagani!!!

38
I Pagani hanno il Pentagramma?

E noi cattolici scopiazziamoli per bene, associando la stella a gesù!

39
I Pagani adorano l'Artemide di Efeso?

40
Anche noi cattolici dobbiamo avere la nostra madonna nera!

41
Non c'è cosa che non abbiano scopiazzato! Anche nelle cose più esotiche!

42
Ma guarda che combinazione! Questi santini cattolici ci ricordano tanto
Atira (Grande Dea Nativa) Amaterasu (Dea Giapponese del Sole) e
Lakshmi

43
Tipico saluto induista!

Nel 988, quando Vladimir I si convertì per motivi politici al


cristianesimo, sposò Anna, sorella dell'imperatore di Bisanzio, centro
dell'ortodossia greca; e Vladimir ordinò che gli idoli Pagani venissero
abbattuti e bruciati. Perun venne attaccato alla coda di un cavallo,
battuto con verghe metalliche e infine gettato nel fiume Dnepr, nelle
cui acque Vladimir fece battezzare i cittadini di Kiev, ordinando di
erigere chiese dove prima sorgevano gli idoli.

44
Ma lontano dalle città le vecchie costumanze pagane continuarono a
sussistere per secoli (e continuano. Nota di Lunaria)

Prima si abbattono gli alberi dei Pagani, si bruciano, si tagliano (Noce di


Benevento, Irminsul) si uccide chiunque si avvicini ad un albero
invocando il nome di un Dio/Dea Pagano/a
Vedi

45
poi si adorano gli stessi alberi consacrati però "alla madonna che ci
appare sopra"

46
47
48
"Madonna del frassino"

49
e si cantano "le belle canzoncine a gesù bambino" abbracciando gli alberi!

50
51
Prima si denigrano Priapo, Flora e Demetra, poi si costruiscono gli stessi
tempietti all'aperto, in mezzo ai campi, tutti decorati da spighe!!!

52
53
Si mutilano le statue della Lunigiana, si abbattono le steli, i menhir, i
cromlech, i dolmen

54
per poi erigerne uno cattolico!

55
56
57
"maria" e il sasso (litolatria)

Si dichiara il panteismo eresia, poi si producono santini tutti pieni di


fiorellini e animaletti e si promuove il culto delle grotte, esattamente

58
come nel Neolitico e a Creta

59
60
manco fosse Flora!!!

61
vedi

A volte ci si accontentava di dare nuovi nomi a vecchi Dei. Veles,


patrono del bestiame, divenne san Vlasij, che nelle icone appare
circondato da mucche, pecore, capre. Perun fu sostituito dal profeta
Elia, che secondo l'antico testamento poteva far piovere o scendere
fuoco dal cielo. Fino a poco tempo fa, i contadini ancora affermavano
che Elia correva per il cielo sul suo carro di fuoco inseguendo i diavoli.

62
La giumenta miracolosa di Mikula, il contadino più famoso nel folklore
russo.

Dal punto di vista etnico, gli Slavi sono cosi' suddivisi:

63
64
65
66
67
Devana, la Diana/Artemide Slava

68
69
70
71
Lada, la Grande Dea Slava della fertilita'

72
Band consigliata

73
Black Countess: "Demonica"

(Symphonic Black Metal arricchito dalle vocals in russo, che conferma


in pieno quanto il russo sia perfetto per il Symphonic Black Metal e le
sue atmosfere! Se già non lo avesse dimostrato a sufficienza il
grandissimo Lermontov col capolavoro "Il Demone"!)

74
Per vedere altri santini slavi:

http://www.slavorum.org/slavic-mythology-by-igor-ozhiganov/

75
76
Antico Betile Slavo

77
78
Approfondimento:

79
"Il cantare delle Gesta di Igor"

Ricolmo d'estro guerriero, Egli Guidò le Sue brave legioni contro la


terra cumana in pro della terra di Russia. Ed Igor guardò allora al sole
sereno ed i guerrieri suoi tutti ne vide avvolti di tenebra.

E Igor disse alla Sua compagnia:

Voglio -disse- spezzare una lancia insieme con voi sullo stremo del
campo cumano.

Allora Il Principe Igor montò sulla staffa d'oro e cavalcò per la rada
pianura. Il sole gl'ingombrò il cammino di tenebra.

Svegliò gli uccelli la notte, gemebonda su lui di bufera; e li gremì in


centurie il sibilo delle bestie feroci.

Div urla dalla vetta dell'albero, ed esige ascolto dalla terra estrania: dal
Volga e dal Litorale, dall'Oltresula e Sugdea, da Chersoneso e da te,
idolo di Tmutorokàn...

E i Cumani fuggirono verso il grande Don per vie non battute; i loro
carri gridano nel cuor della notte, quasi cigni sbandati: Igor guida i
guerrieri alla volta del Don!

Innanzi della sciagura di Lui gli uccelli si nascondono sotto le nuvole;


nei burroni la bufera annunziano i lupi; le aquile col loro richiamo
invitano le fiere alle ossa; ululano le volpi contro gli scudi scarlatti.

Tu sei ormai oltremonte, o terra di Russia!

Tardo s'estinse nella notte il crepuscolo.

S'incendiò l'alba e avvolse i campi di una bruma.

S'assopì il gorgheggio degli usignoli, risvegliando il chiacchierio dei


gracchi.

80
I figli di Russia sbarrarono le vaste pianure dei loro scudi scarlatti, in
cerca d'onore per sé, e di Gloria per Il Principe.

----

L'indomani precoci albori sanguigni annunziano il giorno.

Dal mare sopraggiungono nuvole nere; vogliono i quattro soli offuscare:


e dentro vi trasaliscono fulmini azzurri.

Ha da venire un gran tuono. Ha da cadere una pioggia di frecce dal


grande Don.

Qui toccherà alle lance d'infrangersi e di scheggiarsi alle sciabole,


contro gli elmi cumani, nei paraggi del grande Don.

Tu sei ormai oltremonte, o terra di Russia!

Ecco i venti, nipoti di Stribòg, che soffiano dal mare a guisa di dardi
contro le forti squadre di Igor.

Rintrona il terreno, i fiumi scorrono torbidi, nembi di polvere


avvolgono i campi.

Le insegne annunziano: i Cumani vengono dal Don e dal mare.

Ed hanno d'ogni parte assediato le schiere di Russia.

----

Dall'alba al vespro, dal vespro all'aurora volano le saette di buona


tempra, le sciabole rintronano sugli elmi, scrosciano le lance d'acciaio
franco.

Nell'estrania pianura, nel cuore della contrada cumana, il terreno


annerito sotto gli zoccoli fu seminato d'ossa e irrigato di sangue: e in
malanno germogliarono su per la terra di Russia.

Che strepito, che fragore giunge al mio orecchio!

81
Il Folklore Russo in sintesi
tratto da

Anche i Russi hanno la loro versione di Pollicino: "Non-più-grande-di-


un-dito", un bimbetto nato dal dito mutilato di una contadina.

82
Animali che compaiono di frequente sono il cigno e l'oca

83
Qui, per esempio, Ivasko fugge da una strega che se lo vuole mangiare
cavalcando un cigno che lo riporta a casa!

84
85
Un altra leggenda con protagonista una rana è la storia di Ivan e della
principessa-ranocchia.

86
87
Figlio di un re, Ivan eredita una palude durante un torneo, organizzato
con i fratelli, per spartirsi equamente il vasto regno del padre: lanciando
una freccia, in direzioni diverse, i tre fratelli possono così stabilire il
proprio possedimento a seconda di dove cada la freccia, il che, tra
l'altro, implicava anche lo sposare una donna di quella zona. A Ivan
tocca proprio la palude e la sua freccia è capitata proprio vicino a una
rana parlante! Ivan la sposerà perché la rana in realtà non è che una
bellissima principessa con poteri magici, che può togliersi la pelle di
rana e riassumere la forma umana. Dopo una serie di eventi, e
chiedendo l'aiuto della strega Baba Yaga, Ivan riesce a spezzare la
maledizione, rendendo umana per sempre la principessa.

Ivan e la principessa tornano al paese volando sul tappeto magico di


Baba Yaga.

88
In Russia ci sono grandi fiumi ed enormi laghi e non c'è da meravigliarsi
che l'acqua abbia parte importante nella mitologia locale. Nei racconti
popolari detti "skazki" l'acqua della vita e della morte resuscita i defunti
e ricompone corpi mutilati. In tempi antichi si pensava che ci fosse una
stretta relazione tra acqua e sangue e l'identità dell'una o dell'altro trova
poetica espressione in numerosi racconti in cui l'eroe o l'eroina, feriti a
morte, si trasformano in fiume o sorgente.

Nella storia di Dunai e Nastasija,

durante una scommessa, Dunai uccide con una freccia l'amata


Nastasija, incinta di un bambino "fatto d'oro e d'argento, di luna e sole".

89
Colto dal rimorso, Dunai si uccide: dai due amanti morti, scaturiscono i
due fiumi: il Nastasija e il Danubio.

L'acqua è anche al centro della storia di Sorella Alenuska e Fratellino


Ivanuska

90
perché la ragazza viene imprigionata sott'acqua da una malvagia strega,
che ne assume le sembianze per far sì che lo zar sposi lei invece che la
ragazza.

91
Sarà il fratellino di Alenuska che, trasfomato in capretto, avvertirà lo zar
dell'inganno, e la ragazza sarà così liberata.

I Russi credevano che negli abissi del mare dimorasse lo Zar del mare.
Quando si traversava l'oceano bisognava offrire qualcosa allo Zar, per
evitare tempeste.

92
93
94
95
una di queste leggende parla di Sadko, un marinaio che viene rapito
dallo Zar. Una volta prigioniero, è obbligato a suonare continuamente
per lo Zar, che danzando al suono della musica, scuote il mare fino a
provocare violente tempeste. Sadko verrà salvato da un santo, e una
volta risalito sulla terraferma, edificò delle cattedrali.

Frequenti sono i duelli tra prodi cavalieri e creature malvage, spiriti


demoniaci che governano il tempo, draghi, giganti:

96
97
98
99
Ivan Pisello (nato per partenogenesi: una donna resta fecondata
mangiando un pisello) combatte contro il drago che ha rapito la
principessa Vassilissa dalla Treccia d'Oro

100
101
102
Notate come il personaggio di Ivan Pisello ricordi proprio Thor con il
suo celebre Martello...

103
104
non è da escludere (secondo me) che il mito sia stato ricalcato da Thor,
o che sia lo stesso Thor in versione russa "semplificato" nel folklore
russo dopo l'avvento del cristianesimo.

105
106
107
108
109
110
111
112
113
Spesso i draghi sono dotati di moltissime teste!

Koscei l'Immortale

114
115
è uno dei più strani e sgradevoli personaggi delle fiabe russe. Non può
essere ucciso perché "la sua anima" non risiede nel suo corpo, ma è
nascosta in un uovo dentro un'anatra a sua volta celata dentro una
lepre. Nel folklore di molti popoli, compreso il russo, l'uovo è il simbolo
della vita stessa, trattandosi della cellula femminile da cui si forma
l'embrione. Stando a molti miti l'universo si sarebbe formato a partire
da un uovo.

116
Racconti popolari dei Finlandesi, con i quali i Russi si sono mescolati in
117
una precoce fase della loro storia, scambiando credenze e costumanze,
narrano che un'anatra depose un uovo su un'isoletta sorta dal mare
primordiale e che l'uovo rotolò in mare e si ruppe. Dalla sua parte
inferiore si formò la terra, dalla parte superiore il cielo.

L'uovo che contiene l'anima (la morte) di Koscei sta dentro un'anatra a
sua volta dentro una lepre, altro animale che ha a che fare con le uova.
Eostre, antica Dea sassone, la cui festa per il ritorno della primavera

è stata sostituita in epoca cristiana dalla pasqua, era particolarmente


affezionata alle lepri e in Germania ai bambini si racconta che le uova di
pasqua sono deposte dalla lepre pasquale.

Nota di Lunaria: che la pasqua che attualmente i cattolici festeggiano


con uova di cioccolata e altra paccottiglia cattolica non sia una festa
cristiana lo sostengono anche gli stessi cristiani non cattolici:

118
Ovviamente coniglio e uova sono stati scopiazzati alla grande nell'arte
cattolica, con risultati esilaranti visto che la lepre e il coniglio sono
animali associati... alla sessualità!!!

119
Miranda Gray così definiva la lepre:

120
La Lepre

Le lepri, e più tardi i conigli, erano simbolo di fertilità, dell'energia


dinamica della vita, della crescita, del rinnovamento e del piacere
sessuale, e vennero associate direttamente alla Luna e alle sue divinità.
La Lepre era legata alla Dea Oestra, che diede il nome alla festività della
Pasqua (in inglese: Easter). Oestra aveva la teste di lepre, ed erano le
sue lepri che covavano le uova della nuova vita annunciando la
primavera, un'immagine ancora presente nella tradizione dell'uovo di
Pasqua.

121
Si diceva che le macchie sulla faccia visibile della Luna raffigurassero
una lepre o un coniglio.

122
La lepre era anche associata ai poteri femminili lunari della divinazione,
della trasformazione, della follia mistica e della sessualità. La Regina
Celtica Boudicca usava una lepre per prevedere l'esito delle battaglie; la
liberava da sotto il mantello e osservava la direzione che prendeva. La
connessione della lepre con la sessualità è sopravvissuta fino ai nostri
tempi e ha trovato espressione nell'immagine della ragazza vestita da
"coniglietta".

123
è possibile che a causa di questi rimandi, la Chiesa considerasse la lepre
un animale di cattivo presagio. Le lepri vennero associate alle streghe e
si credeva che una strega sotto forma di lepre potesse essere uccisa solo
con un crocifisso d'argento o, successivamente, con una pallottola
d'argento.

Anche i Maya associavano il coniglio alla Dea Ixchel

124
125
126
La prima immagine con cui si apre il cartone di Sailor Moon (Bunny
significa coniglietto), nel primissimo episodio, è proprio un coniglio:

127
Un altro elemento interessante, chi ci farebbe pensare ad un
collegamento con le antiche Dee, forse persino con Giunone, lo

128
troviamo nella storia di Marfa Vseslav'evna che concepisce Volkh
Vseslav'evic (destinato ad essere un grande mago) quando un serpente
le si attorciglia intorno al piede

129
Notate il confronto con la Giunone Sospita

130
131
Scopiazzata, ovviamente, dal cattolicesimo:

132
Non è maria a schiacciare il serpente. Infatti, nella genesi non è la
donna che deve calpestare il serpente, ma la progenie della donna:

133
è "la sua stirpe" (ovvero gesù) che schiaccia la testa del serpente, non la
donna in sé. Quindi, al massimo, se i cattolici vogliono rappresentare la
scenetta, dovrebbero mettere gesù a calpestare il serpente, non maria,
che è una signora nessuna, esegeticamente parlando.

Difatti, come fanno notare i cristiani evangelici:

134
Per vedere cosa rappresenta e simboleggia il serpente, per davvero (e non
nel delirio cattolico):

è evidente che i cattolici hanno associato maria al serpente perché hanno


voluto scopiazzare tutte le Dee che erano associate ad esso, ovvero
un'infinità:

135
La Dea Cretese, le induiste Manasa e Naga, la cinese Nu Wa, Medusa,
l'azteca Coatlicue, l'africana Mami Wata, l'italica Angitia,
o ancora, le più celebri Giunone e Athena

136
su Creta.

Il fatto che anche nel folklore russo ci sia la leggenda di tale donna (che
non è da escludere che sia stata, originariamente, in epoca pre-cristiana,
una Dea) che resta fecondata dopo che un serpente le si è attorcigliato
ai piedi, e per di più è immaginata praticamente quasi nella stessa
posizione di Giunone, la dice lunga su come era universalmente diffusa
l'idea del Serpente associato a una figura femminile....

Nel folklore russo compaiono di frequente anche il Sole, la Luna, il


Vento personificati, anche se spesso hanno un carattere capriccioso e
scaltro;

137
138
139
140
Un altro personaggio molto importante è il corvo. La figura del corvo è
considerata divina da molti popoli nella fascia siberiana, per esempio
presso i Coriachi:

141
vedi questo libro:

142
Infine, vediamo la vicenda dell'orso. Anche il lupo appare spesso nei
racconti, aiutando il protagonista.

143
144
145
In molte storie, l'orso è un potenziale compagno e amico dell'uomo,
addirittura un buon marito, come nel caso di "Masenka e l'orso",
mentre in "L'orso che perdette una zampa" ricorda l'animale
vendicativo della leggenda siberiana.

Anche nei racconti di epoca cristiana si avvertono remoti echi di un


culto degli orsi: i contadini usavano appenderne teschi fuori dalle stalle
per tenere lontano il malocchio e gli orsi ballerini portati in giro dagli
zingari erano ben visti nei villaggi perché si credeva che fossero fonte di
prosperità e fertilità.

146
Riporto questo racconto, "L'orso che perdette una zampa", se vogliamo
anche a tinte horror (forse un po' troppo fortino per un pubblico di
bambini per i quali è stato pensato il libro); mi è piaciuto molto per
l'atmosfera inquietante molto "buzzatiana", che ricorda i racconti brevi
di Buzzati di "Le Notti Difficili" o "La Boutique del Mistero"... che
consiglio davvero di leggere

147
C'era una volta una vecchia contadina crudele e senza cuore che tirava
pietre agli uccelli e bastonava i cani che incontrava. Un giorno la
vecchia tornava dalla foresta dove era andata a raccogliere bacche,
quando si imbatté in un orso che dormiva sotto un cespuglio e subito la
vecchia pensò di ricavarne qualche vantaggio. Ma non poteva rubargli
niente, perché gli orsi non portano né abiti né scarpe, e allora cavò il
coltello e gli tagliò una zampa. Giunta a casa, scuoiò la zampa e mise da
parte la pelliccia; la carne e l'osso li mise in una pentola per farne uno
stufato. Mentre la carne cuoceva, cardò la pelliccia e si mise a filare la
peluria, dicendo fra sé "Come sono stata fortunata oggi. Avrò una cena
succulenta, lana per farmi le calze e una pelle con cui rivestire il mio
sgabello. Quanto all'orso, bhè, se la caverà con tre zampe. Vero che non
mi ha fatto niente di male, ma chissà quanta gente ha terrorizzato."

Continuava a filare, e ogni tanto dava un'occhiata alla pentola per


vedere se la cena era cotta. Ma il filo continuava a rompersi perché le
mani della vecchia erano tutte un tremito; e l'acqua nella pentola
bolliva, sì, ma la carne sembrava non cuocersi affatto: restava dura

148
come prima. Scese l'oscurità. Mezzanotte era vicina. La zampa era
ancora cruda, il filo continuava a spezzarsi, e la vecchia non poteva né
mangiare né andare a dormire. Cominciava a provare una lieve
sensazione di paura, anche se non sapeva dire perché. E prese a tremare
in tutte le membra. Più si avvicinava la mezzanotte, più cresceva la
paura. Poi, lontano, dalla parte della foresta, le parve di udire un
gemito. Adesso la vecchia tremava talmente che i denti le battevano. La
voce andava avvicinandosi, ormai era proprio fuori dall'izba (casa) e
cantava queste parole: "Di villaggio in villaggio sono passato, ogni
villaggio ho trovato addormentato, ma sveglia una vecchia nonna, sulla
mia pelle è seduta questa donna, la mia pelliccia essa sta filando, e la
mia stessa carne cucinando.

La vecchia pensò di nascondersi

perché l'orso l'avrebbe di sicuro mangiata. Intanto l'orso era giunto in


149
cortile e stava cantando la canzoncina di prima. La vecchia balzò in
piedi, chiuse l'uscio e lo barricò, ma ormai l'orso stava cantando la sua
canzoncina nel vestibolo. La vecchia si arrampicò sul letto sopra la stufa
e si rannicchiò nell'angolo estremo. La porta crollò, l'orso entrò nella
stanza e riprese a cantare la sua canzoncina.

Poi, silenzio. La vecchia tirò un sospiro di sollievo. "Forse se n'è andato",


si disse, e si sporse da sopra la stufa.

"Zac!" Con un morso, l'orso le staccò la testa.

Tenetelo dunque presente: non fate mai del male a nessuno che non vi
abbia offeso, e non prendete mai niente senza chiederne prima il
permesso al legittimo proprietario.

150
151
152
Baba Yaga: Antica Dea Psicopompa?
tratto da

153
Tra tutti gli strani personaggi che ricorrono nelle fiabe russe, Baba Yaga

Баба-Яга

154
è forse il più noto. Di solito, è vista come una strega malvagia e
pericolosa, ma non è del tutto esatto.

Di Babe Yaghe, infatti, ce ne sono due, una perfida e l'altra buona, che
può prestare aiuto all'eroe. A volte, nell'ambito di una stessa storia,
accade che Baba Yaga riveli qualità positive o negative, a seconda delle
circostanze.

Comunque, vive sempre in luoghi remoti, inaccessibili, per lo più nel


cuore di una fitta foresta, in una capanna su zampe di gallina che gira
su se stessa se le si impartisce un ordine particolare.

155
156
Ma perché le zampe di gallina? Nessuno sa dirlo con precisione. Forse,
comunque, la spiegazione più semplice è che gli enormi tronchi tagliati
a una certa altezza, i ceppi conservanti le loro radici, sui quali i Russi
usavano posare i 4 angoli delle loro izbe (case) somigliavano
effettivamente a zampe di gallina.

Nota di Lunaria: vedi questo paragone con le mastodontiche radici degli


alberi in Cambogia che effettivamente ricordano enomi zampe di gallina!
La gallina, comunque, era associata alla Dea Cerridwen

157
.... a sua volta associata a un calderone, che è come un mortaio, solo più
grande! Solo un caso... oppure c'è un collegamento anche con Cerridwen?
vedi qui

158
E quando l'eroe del racconto si avvicina alla capanna e vi sbircia dentro,
gli può capitare di constatare che Baba Yaga la riempie completamente,
con il naso premuto contro il soffitto e i piedi ficcati nell'angolo
opposto.

Baba Yaga ha un aspetto orripilante. Si tratta infatti di una spaventosa


vecchia,

159
magra come uno scheletro, tant'è che a volte è chiamata Baba Yaga
Gambe Ossute. Ha il naso e i denti lunghi e appuntiti.

A quanto sembra, questo strano essere è collegato al mondo dei defunti.

160
(Nota di Lunaria: da qui il suo essere psicopompa, come Ecate)

Non soltanto, infatti, ha l'apparenza di uno scheletro, ma i recinti e i


cancelli di casa sua sono fatti di ossa umane.

161
Alcuni studiosi di folklore sostengono che la capanna di Baba Yaga è
posta, a vigilarli, agli accessi del mondo dei morti, alla frontiera tra
questo e il mondo dei vivi. Nei racconti, Baba Yaga è molto temuta
perché è ben nota la sua tendenza a divorare carne umana e a rapire
bambini, esattamente come i Lesij (che vedremo più sotto)

- famosa è la storia di Ivasko, un bambino che riesce a sfuggire a Baba


Yaga volando su un cigno -

Ancora una volta, al pari dei Lesij

162
Baba Yaga ha grandi poteri sulla foresta in cui abita e sugli animali che
vi vivono. Bestie del suolo e uccelli le obbediscono, allo stesso modo dei
viventi.
Nota di Lunaria: ci potremmo vedere un riferimento alla Signora degli
Animali, la Signora delle Fiere, la Potnia Theron

163
l'iconografia del volto, a sua volta, ricorda molto la Gorgone e Kali

E Baba Yaga esercita un dominio persino sul tempo, tant'è che Giorno,
Notte e Sole sono i suoi servi (e qui il collegamento con Kali, è ancora
164
più evidente: è la Madre del Tempo...).
Baba Yaga è accompagnata anche dal corvo e dal gatto...

165
...altri due animali carichi di simbolismo: Morrigan e Bast...

Una delle storie più celebri che hanno per protagonista Baba Yaga è
quella di Vassilissa la Bella, figlia di un mercante. La ragazza, orfana di
madre, viene angariata dalla matrigna e dalla sorellastre. Ma la madre,
prima di morire, le aveva lasciato in eredità una piccola bambola

166
magica, suo aiuto e guida. Per quanto la matrigna cerchi di liberarsi di
Vassilissa, trascinandola nel bosco infestato da Baba Yaga, la ragazza
riesce sempre a ritrovare la strada per tornare a casa. Gli elementi
simbolici della fiaba sono legati alle attività che le tre (numero
altamente simbolico!) ragazze devono fare: cucire e filare. In
particolare, le due sorellastre fanno merletti e calze, mentre Vassilissa
deve filare. Ricordiamo che una delle Dee più celebri del pantheon
russo è proprio Mokosh

una Dea Triplice, proprio legata alla filatura

167
Una sera, le tre ragazze all'opera, restano prive di luce, perché la
candela si spegne, e non c'era fuoco in casa per riaccendere la luce.
Decidono quindi di mandare Vassilissa da Baba Yaga, a richiedere il
fuoco. Rincuorata dalla bambola magica, la fanciulla si avventura nella
buia foresta. Proprio lì, Vassilissa vede due cavalieri: uno tutto bianco e
l'altro tutto rosso. Dopo due giorni di cammino, Vassilissa giunge da
Baba Yaga.

168
Vede la casa, ornata da una cinta di ossa umane, con sopra dei teschi.

Proprio in quel momento, vede un terzo cavaliere, completamente


nero, che scompare inghiottito dal suolo. Subito, gli occhi dei teschi si
accendono, e una luce si diffonde per tutta la radura.

169
E all'improvviso compare Baba Yaga, a cavallo di un mortaio (1),
spingendosi con un pestello che usava come remo e cancellando le
proprie tracce con una scopa.

170
Si fermò al cancello e prese a fiutare. Vedendo davanti a sé la fanciulla,
che, tremante, le chiede del fuoco, Baba Yaga acconsente, a patto che la
ragazza svolga per lei diversi compiti. (2)

171
Per alcuni giorni la ragazza si ferma da Baba Yaga, aiutata dalla magica
bambola che pulisce la casa e il cortile, prepara la cena, lava i panni,
separa il frumento dal loglio. Baba Yaga ne resta stupita e domanda alla
ragazza: "Hai qualcosa da dirmi?"
"Avrei un desiderio da esprimere", risponde la fanciulla.
"Ti ascolto, ma non essere troppo curiosa. Se impari troppo, invecchi
anzitempo." (3)
Vassilissa si accontentò di chiedere chi fossero i tre cavalieri: bianco,
rosso, nero.
"Sono Giorno, Sole, Notte", spiegò Baba Yaga, "E sono al mio servizio".
Poi volle sapere a sua volta come mai le faccende fossero state fatte così
bene.
"Mi aiutano le benedizioni di mia madre", rispose Vassilissa.
"Ah sì?" rispose la vecchia. "Quando è così, vattene, non so che farmene
di gente che sia stata benedetta" (4) . Spinse Vassilissa fuori dal
cancello, prese uno dei crani con le orbite ardenti, lo piantò su un
bastone e lo diede a Vassilissa. "Eccoti la luce per le tue sorellastre."

172
Vassilissa corse a casa in gran fretta. Il teschio le illuminava il cammino,
173
spegnendosi solo all'alba.

Giunta che fu, fece per gettare il teschio, pensando che ormai non ci
fosse più bisogno della luce, ma il teschio disse: "Non gettarmi, portami
dalla tua matrigna".
Matrigna e sorrellastre la accolsero gentilmente; da quando era partita,
le dissero, non erano riuscite a tener accesa nessuna fiamma: gli
acciarini non mandavano scintille, le braci che si erano fatte prestare
dai vicini si estinguevano. (5)
Portarono il teschio in casa e lo misero sul tavolo. Gli occhi ardenti del
teschio fissavano matrigna e sorellastre; avevano un bel cercare di
nascondersi, ovunque andassero, gli occhi le inseguivano. Al mattino
erano ridotte in cenere e solo Vassilissa era rimasta in vita. (6)

Possibili interpretazioni agli elementi simbolici della fiaba

(1) Il mortaio è usata in erboristeria, nella "Stregoneria Verde"

174
175
lascia intendere che Baba Yaga sia anche una rappresentazione della
Medicina, quindi, ancora una volta, della Sapienza.

176
(2) Riguardo al fatto che Baba Yaga acconsenta a donare il fuoco (la
Sapienza? La Luce della Conoscenza?) alla ragazza solo se lei si
impegnerà a svolgere diversi compiti, lo si può vedere come: "La
Sapienza si acquista solo lavorando, studiando e impegnandosi
duramente".

(3) Un riferimento all'Eremita dei Tarocchi?

è vero, però, che impegnarsi nella Conoscenza porta con sé anche


solitudine e solo con l'avanzare degli anni si diventa un sapiente
177
esperto.

(4) Qui, piuttosto, sembra che la vecchia sapiente si arrabbi perché la


fanciulla, invece di attribuirsi il merito della bravura nelle faccende
domestiche (che metaforicamente potrebbero rappresentare le tante
attività umane del Sapere), nega se stessa e si umilia, adducendo l'aiuto
altrui ("Mi aiutano le benedizioni di mia madre") e non il proprio
impegno o volontà!

(5) La vera Sapienza non può prosperare nelle persone maligne e


ingrate (matrigna e sorellastre avevano maltrattato più volte Vassilissa,
cercando persino di ucciderla); anche se per breve tempo può sembrare
che la Sapienza ci sia anche in quelle persone, prima o poi la verità
viene a galla e si dimostrano per quello che sono ("le braci brillavano
ma si estinguevano subito")

(6) Chi usa la Sapienza per fini malvagi o si arroga meriti intellettuali
che non ha, finisce per pagare ed essere svergognato ("incenerite").

I Lesij, la Rusalka e Morozko nel


Folklore Russo
tratto da

178
179
I contadini russi nutrivano un timore reverenziale per la foresta, e
anche i più coraggiosi tra loro riluttavano a metterci piede o a passare
lungo i suoi margini nottetempo: il viandante rischiava di perdersi, di
cadere in un burrone o in una palude, di morirvi di fame o ucciso dalle
bestie feroci e soprattutto di imbattersi nei demoni della foresta, i Lesij

-Nota di Lunaria: il termine, scritto correttamente, è questo

con la s "accentata" da quella piccola V (qui la parola l'ho realizzata con


"paint"); mi manca come carattere di scrittura in wordpad, sorry, quindi

180
non me ne vogliano tutti coloro che conoscono il russo e rabbrividiscono
nel vedere questo termine scritto con la nostra S :P -

Il Lesi aveva l'aspetto di un vecchio tutto pieno di rughe e scarmigliato,


la barba lunga, la pelle ruvida come la corteccia di un albero, gli occhi
pallidi e sporgenti; un fitto pelo lo copriva da capo a piedi; a volte era
munito di corna e zoccoli fessi; (Nota di Lunaria: è evidente la
somiglianza con Pan/Cernunnos)

181
182
183
184
Il Lesi compariva e scompariva all'improvviso, poteva cambiare a
volontà forma e dimensioni e cangiarsi in tutte le bestie della terra o
dell'aria che abitavano la foresta, soprattutto il lupo e l'orso che
godevano della sua particolare protezione (Nota di Lunaria: per quanto
riguarda l'orso, come vedremo più in là, è probabile che agli inizi fosse
adorato come animale totemico)

E siccome i Lesij dominavano la foresta e tutto quanto v'era in essa, chi


ne dipendeva per la sopravvivenza cercava di farseli amici con offerte di
uova e dolciumi; si diceva anche che certi pastori stringessero un patto
con i Lesij, per evitare che i loro animali si sbandassero.

(Nota di Lunaria: appunto. Tutto questo farebbe pensare che il Lesi non
fosse altro che un antico Dio delle selve, un Signore degli Animali, poi

185
"degradato" a semplice "creatura della foresta, se non demone" in epoca
cristiana. Vedi anche il confronto con Anna la Nera

nient'altro che Morrigan, ridotta a demone nefasto con l'arrivo del


cristianesimo in Irlanda...)

Uno dei divertimenti preferiti dei Lesij consisteva nel rubare bambini
non ancora battezzati o che fossero lasciati incustoditi; amavano anche
far perdere la strada ai viandanti che si smarrivano nella profondità
della foresta. Ma I Lesij non erano le sole creature soprannaturali
all'interno della foresta: c'erano anche le Rusalke, ovvero le ninfe
acquatiche che spesso però salivano sugli argini dei fiumi e sulle rive dei
laghi, soprattutto nelle notti di luna piena, per cantare o ballare ornate
di ghirlande, o dondolarsi sui rami degli alberi sovrastanti le acque.

186
187
A volte erano munite di coda e potevano trasformarsi in pesci, rospi,
rane. Ma soprattutto amavano starsene a pettinarsi i lunghi capelli verdi
o dorati ammirandosi in uno specchio. Una Rusalka non poteva vivere a
lungo fuori dall'acqua, ma finché aveva il pettine era al sicuro perché il
pettine le conferiva il magico potere di far comparire l'acqua quando e
dove volesse. Le Rusalke erano spesso tristi e solitarie, sempre in cerca
di un compagno con cui condividere l'esistenza nei loro palazzi di
cristallo sotto l'acqua, per cui i contadini quando andavano a nuotare
non mancavano di farsi il segno della croce o di portarne una al collo
perché rendeva le Rusalke incapaci di fare del male.

188
Le Rusalke cercavano anche di catturare i bambini tentandoli con cesti
di frutta, noci, focaccine e biscotti.

(Nota di Lunaria: vedi il collegamento con Jenny Dentiverdi nel folklore


irlandese)

Ma il loro gioco preferito consisteva nel gridare nomi di uomini a caso,

189
e se un giovane era tanto sciocco da rispondere, lo avevano in loro
potere: lo inducevano a unirsi ai loro passatempi solo per trascinarlo
all'acqua e farvelo morire. (Nota di Lunaria: c'è da far notare che
comunque come tutte le fate anche le Rusalke erano volubili: spesso
amavano di un amore sincero e appassionato i viandanti e i contadini,
svolgendo per loro diversi lavori)

190
Un'altra creatura era il Domovoi, lo spirito dell'antenato fondatore della
famiglia, che vigilava sul benessere dei suoi componenti ed era
chiamato "nonno" e che abitava nel cuore della stufa, il centro di ogni
izba (casa).

191
192
Il fuoco era così importante (non a caso, in epoca Pagana, era adorato
personificato nel Dio Svarozic) che quando una famiglia cambiava casa
portava con sé le braci dell'antico fuoco con cui accenderne uno nuovo.

C'era poi Morozko, il demone del gelo.

193
194
Benché temutissimo, nella leggenda accetta di aiutare una povera
ragazza, Marfusa,

angariata dalla matrigna, che "la vende" come sposa a Morozko.

195
Il demone, dopo averla messa alla prova, conquistato dalla gentilezza
della fanciulla, decide di lasciarla andare, riportandola a casa e
donandole ricchi doni; quando la matrigna (che aveva due figlie) tenta
di raggirare Morozko conducendogli le sue due figlie, con la speranza
che anche loro possano arricchirsi, esse si comportano da maleducate;
Morozko le punisce quindi facendole morire congelate.

196
197
198
199
200
201
202
203
204
205
206
207
208
209
210
211
212
213
214
215
216
217
218
219
220
221
222
223
224
225
226
227
228
229
230
231
232
233
234

Potrebbero piacerti anche