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JOHANN G.

HAMANN

SCRITTI SUL LINGUAGGIO

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BIBLIOPOLIS

ISTITUTO ITALIANO PER GLI STUDI FILOSOFICI

Serie Testi
I

NAPOLI 1977

JOHANN G. HAMANN

SCRITTI SUL LINGUAGGIO


1760-177 5
a cura dz'
Angelo Pupi

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BIBLIOPOLIS

Propriet letteraria riservata

Copyright 1977
by Bibliopolis, edizioni di losoa e scienze spa
Napoli, via Arangio Ruiz 83

INDICE

pag.
Introduzione del traduttore:
1) Saggio attorno ad una questione accademica
2) Miscellanea di
lingua francese

annotazioni

sulla

struttura

13
della

3) Aertbetica in nuce
4) La critica a Herder e la polemica contro la nuova
cultura no al 1774

22
39
42

Testi hamanniani:
1) Saggio attorno ad una questione accademica di Aristobulo
2) Miscellanea di annotazioni sulla struttura della

83

lingua francese messa insieme con patriottica libert da un illustre dotto franco-tedesco
3) Aertbetica in nuce. Una rapsodia in prosa cabba-

95

listica
4) Due recensioni con un'aggiunta, circa l'origine del
linguaggio
5) Ultime volont del Cavaliere di Rosacroce attorno al-

l'origine divina e umana del linguaggio

109
137
151

6) Ghiribizzi e dubbi lologici attorno ad una me-

moria accademica
7) Al Salomone di Prussia
8) Alla Giunta segreta della Loggia Massonica di

165
187
197

Knigsberg

9) Soliloquio di un autore
10) Alla Strega di Kadmonbor
11) Apologia della lettera I-I

20.3
217
225

Note del traduttore

245

Nota bibliografica

315

Indici

319

ABBREVIAZIONI

= Jo:-IANN GEORG HAMANN, Smtlicbe Werke, a cura di Josef Nadler,


voll. 6, Vienna, 1949-1957.

= IOHANN Glzoxc I-IAMANN, Briewec/asel, edito da W. ZIESEMER


e A. HENKEL, voll. I-V (1751-1785), Wiesbaden, 1955-1965.

INTRODUZIONE DEL TRADUTTORE

I. SAGGIO ATTORNO AD UNA QUESTIONE ACCADEMICA


Ieri l'altro mentre si imbandivano le mense ho portato
a termine un piccolo saggio, che dovrebbe apparire - ma ho
ancora molti dubbi - sul nostro settimanale. Questo lavoro
mi stato suggerito in maniera inopinata ed altrettanto inopinatamente stato da me intrapreso: un intero foglio di
stampa su carta da lettera attorno all'influenza tra linguaggi
e opinioni, scritto da Aristobulo, maestro in congedo del re
Tolomeo (2 Macc. I): in realt diretto contro Michaelis.
Quando avrete letto la recensione del Sussidio per la lingua
ebraica, ti invier una lettera critica su questo libro, da me
redatta a suo tempo: buttata gi dun fiato, tuttavia qua
e l potresti trovare qualche seme buono. Non ostante io
volentieri intoni il canto che dice ' Fatevi beffe dei falsi idoli'
e l'ironia vigente tra i gli deIl'incredulit mi risulti assai
fiacca al confronto dell'uso che di questa gura fanno i Profeti, non posso negare che spesso il mio stile mi fa sudare
freddo e arrossire e che alla maniera del podagroso ami e
nello stesso tempo tema questo vino. Eppure un glio del
tuono pos sul Suo petto e fu amato . Cos nello stile denso
e allusivo pi vicino al tuono profetico che all'agile discorrere
voltairiano giunse al fratello Johann Christoph l'annuncio della
primizia di Johann Georg Hamann da Knigsberg il 21 maggio
1760: il Versucb ber eine a/eademiscbe Frage apparve sulle
Wchentliche Knigsbergische Frag- und Anzeignungsnachrichten (numeri 24 e 25) del 14 e 21 giugno 176O(1).

(1) Cfr. ZH, II, 22-23. Cfr. anche la lettera del 13 giugno 1760 a
I. G. Lindner, ib. 26-27.

Il Versuc/9 assunse veste di fascicolo a s stante nel 1760 a Knigs-

14

scxrrrl sUL LINGUAGGIO

L'ultima delle tre lettere dei Giudei di Gerusalemme ai


compatrioti in Egitto, che aprono il Secondo libro dei Maccabei, si rivolge in particolare ad Aristobulo, precettore del
re Tolomeo III Euergete e discendente dalla famiglia dei sacerdoti consacrati: assumendo il nome di questo glio della
gente depositaria della Rivelazione e del Patto divino, che
pur avendo un diritto di nascita al sacerdozio, fu maestro
del reggitore del regno della sapienza mondana tentatrice
di Israele, Hamann dichiara il suo ruolo di Luterano (glio
della Patria tedesca e cristiana), che pur non avendo adempiuto fino dal principio una vocazione sacra e avendo intrattenuto un rapporto, risultato alla ne comunque magistrale,
con il mondo illuministico si erge a difesa della tradizione
religiosa contro i suoi detrattori. facile vedere nella connotazione di maestro in congedo il ricordo degli anni pedagogici terminati nellavventura con i Berens, mentre l'ironia
profetica contrapposta all'ironia illuministica richiama l'immagine del Socrate cristianizzato dei Memorabili dell'anno
innanzi, che se da una parte aveva suscitato perplessit per
il suo dire labirintico aveva tuttavia poggiato denitivamente
il capo sul petto di Cristo come il figlio di Zebedeo evangelista. Hamann, cristiano a contatto con il paganesimo illuministico in ruolo di maestro socratico e di profeta, deve difendere i diritti dei fratelli, rimasti indietro nella Gerusalemme del Testamento Antico, dallo spregio con cui il Michaelis aveva degradato il ruolo del linguaggio ebraico, che
pure aveva accolto la Rivelazione divina (e nei cui confronti
Hamann esercitava in quei mesi qualche tentativo di studio).
Discendente da una dinastia di biblisti ed orientalisti
Iohann David Michaelis (nato a Halle P718) fulfdeie ed
illustre continuatore della tradizione familiare come scrittore,
docente e organizzatore. Un soggiorno a Londra, a Oxford e a
Leida aveva completato gli studi compiuti a Halle, volgendo
in senso illuministico la formazione iniziale pietistica gi temperata da elementi wolfiiani. Dal 1745 per quarantasei anni
berg presso I. ]. Kanter e fu incluso nei Kreuzzge de: Pbilologen pub-

blicati presso lo stesso Kanter nel 1762.

INTRODUZIONE DEL TRADUTTORE

15

fu professore presso lUniversit Georgia Augusta di Gottinga,


dove tenne corsi dotti e brillanti di esegesi vetero e neotestamentaria, di antichit ebraiche, di diritto mosaico, di
lingua ebraica, araba, caldea, siriaca inaugurando un indirizzo
storico-critico nel campo della teologia biblica sostenuto da
un chiaro intento illuministico. Membro fondatore (1751)
della Gttinger Societt der Wssenscbaten fu redattore dal
1753 delle Gele/arte Am/eigen e fu nel 1762 l'organizzatore
di una spedizione archeologica in Egitto e in Arabia sostenuta dal re di Danimarca Federico V. La sua attivit letteraria culmin nella pubblicazione della Orientalische und
exegetische Bibliothek (24 voll. 1771-1789) continuata fino
al 1791 dalla Neue orientalische und exegetische Bibliothek . Senza tentare di segnalare le molte celebri sue opere
di esegesi biblica, di antichit e lologia orientale, ci limitiamo a ricordare tra gli scritti pubblicati prima del '60 una
grammatica ebraica (1745), il Poetisc/:er Entwur der Gedan/een
des Predger Salomonis ( 1751), la Abbandlung ber die Ebegesetzen Moris (1755), la Beurtbeilung der Mittel, welcbe man
anwendet, die aurgertorbene bebriscbe Sprache zu verrteben
(1757).

A quest'ultimo saggio pare riferirsi l'accenno di Hamann


nella citata lettera al fratello del 21 maggio '60 e esso offre il
tema all'ultima delle tre lettere datate... 1759 (I), 1 marzo
1760 (II), 25 febbraio 1760 (III) raccolte sotto il titolo di
Kleelalatt bellenistircber Briee e pubblicate per la prima
volta nel 1762 nei Kreuzzge des Pbilologen. facile scorgere attraverso la trama delle allusioni l'indice ammonitore
rivolto contro quanti vogliono giudicare i linguaggi (ebraico,
greco, latino), che sono stati corpo della Rivelazione cristiana, unicamente da un punto di vista letterario-estetico
o storico-scientico.
proprio dell'unit della Rivelazione divina che lo Spirito di Dio attraverso lo stile vivente degli uomini sacri che
sono guidati dalla sua mano si umilii e si svuoti della sua
maest, come il Figlio di Dio assumendo la gura di servo
e come opera di suprema umilt l'intera Creazione. Limitarsi ad ammirare nella Natura il Dio che solo sapiente

16

SCRITTI SUL LINGUAGGIO

forse un'offesa identica all'afronto che viene fatto ad un


uomo dotato di ragione allorch la plebaglia ne stima il valore sulla base dellabito che indossa.
Se quindi lo stile di Dio sceglie ci che scipito, volgare,
plebeo per svergognare la forza e Pingegno di ogni scrittore
profano, occorrono gli occhi illuminati, entusiasti, armati di
gelosia di un amico, di un familiare, di un innamorato per
riconoscere in quel travestimento il raggiare di una gloria
divina. DEI dialeetus, solecismus: dice un famoso esegeta.
Vale anche qui il detto: Vox populi, vox DEI (2).
L'erudizione storica e lologica e Patteggiamento criticoscientico non bastano - secondo Hamann - per dischiudere
a Michaelis e ai suoi colleghi illuministi l'accesso allo Spirito
che diede vita alle lingue sacre, che come tali sono sempre
vive. Dentro questa prospettiva si pu comprendere la presa
di posizione di Hamann nei confronti dello scritto con cui
Michaelis nel '59 ottenne la palma nel concorso bandito dall'Accademia di Berlino e che suscit d'altra parte l'interesse
di Federico II: Beurteilung der Frage non rlem Einuss der
Meinungen in der Sprache, apparso l'anno seguente in lingua
francese: De l'inuence des opinions sur le language et du
language sur les opinz'ons(3).
Il tema di linguaggio e cultura offriva facile spunto
ad una denuncia degli idola ori, che in forma di superstizioni religiose e magari di pregiudizi sociali erano oggetto di

(2) I. G. HAMANN, Kleeblatt Hellenisticbe Briee. 1, N II, 171.


(3) Scrive il Wagenmann a p. 687 del Vol. XXI della Allgemeine
Deutsche Biograpbie (Lipsia, 1885): [Michaelis] ricevette da Potsdam
una lettera del Guichard (Quintus Icilius) che gli offriva per incarico
del Re un posto in Prussia. La cosa era venuta dal DAlembert che
aveva letto lo scritto del Michaelis, premiato dall'Accademia di Berlino,
De l'in/luence des opinions sur le language
e vi aveva richiamato l'at-

tenzione del Re .
Lo scritto apparve in edizione denitiva in lingua francese a Brema
(presso G. L. Frster) nel 1762 arricchito (pp. 68-78) di due Supplement;
volti a soddisfare una richiesta di sviluppo avanzata dal Merian nella
relazione data dell'opera del Michaelis all'Accademia, che gura in
appendice al volumetto (pp. 177-208): Extrait de l'ouvrage qui precde, lu dan: l'./lrremble publique de l'Acade'mie royale de Berlin le
31 Mai 1759 par Mr. Merian.

INTRODUZIONE DEL TRADUTTORE

17

critica da parte delle menti illuminate: << ...le but principal


de l'Acadmie - dichiarava il Merian nel dare conto del lavoro
del Michaelis (4) - cest d'engager les Savans et les Philosophes l'enrichir par des nouvelles recherches, et nous mettre
en tat de porter cette matire ce degr de perfection qu'elle
ne sauroit acqurir tou d'un coup, mais qui peut rsulter un
jour de la communication des ides et de la reunion des efforts. Par l lrudition, aussi bien que la Philosophie, qui,
resserres dans leur propre sphre, ne sont souvent que de
sciences sches et striles, deviendront d'une utilit commune, et en se prtant des mains secourables, travailleront de
concert fertiliser le champ des connoissances humaines,
dtruire le prjug et l'erreur, et tendre l'empire de la
vrit . In apertura il Merian aveva prospettato un rapporto
di interazione reciproca tra il linguaggio e le opinioni di
natura quasi meccanica, tale da poter essere reso addirittura
in una formula esatta o in una tabella: Un plan, un tableau,
ou cette action et cette raction seroient exactement marques, formeroit, par ainsi dire, la carte gnrale de l'esprit
humain; et lon ne savroit douter que ce ne ft la plus grande
et la plus belle des dcouvertes, le chef-doeuvre de la Raison
et de la Philosophie (5).
Il Saggio del Michaelis si articola in quattro sezioni:
I) influenza delle opinioni di un popolo sul linguaggio; II) inussi positivi e III) negativi del linguaggio. Si premette che
i nomi sono dati dagli uomini alle cose da punti di vista differenti, che procedono da interessi diversi, relativi a mentalit diverse.
<<
[le language] cest une Dmocratie, ou la volont
du grand nombre decide de l'usage...
Ce sont les opinions du peuple et le point de ve sous
lequel il envisage les objets, qui donne la forme au Langage.
A mesure que le savoir et la politesse se rpandent dans une
nation, et proportion de la dure de leur regne ils portent

(4) Cfr. lappendice alla citata edizione francese (Brema 1762) del
saggio del Michaelis in esame, pp. 179-180.

(5) Cfr. ib. p. 177.

18

scRI'rTI sUL LINGUAGGIO

leur Influences dans la Langue. C'est qu'alors le peuple s'approprie plusieurs expressions que les Savans ont inventes;
comme ceux-ci adoptent souvent leur tour, des expressions
populaires > (pp. 8 e 9).
I filosofi, gli scienziati, i poeti nonch il bel sesso sono
gli artefici dell'arricchimento e della purificazione del linguaggio popolare come fonti e canali di una cultura pi
elevata.
La prima sezione dello scritto si svolge attraverso piacevoli esempi dello scambio vitale tra cultura e linguaggio da
Dio e i demoni in Grecia, in Roma, nel mondo alessandrino,
alle dispute teologiche e losoche sul concetto di essenza,
dal mito di psiche, alla lebbra, al sesso dei vegetali e di
tutte le cose secondo il Corano.
I benefici influssi del linguaggio sulla cultura sono - nella
seconda edizione - fatti risalire principalmente alla abbondanza del numero dei termini di una lingua e alla ricchezza
concettuale del contenuto dei termini stessi disvelato dall'etimologia e dall'espressione.
On ne sauroit croire - scrive il Michaelis a p. 27 combien de bonnes choses sont contenues dans l'Etymologie.
Elle est une trsor de bon-sens: elle renferme des vrits qui
chappent la plpart des philosophes, et qui illustreront
un jour le philosophe qui en fera la dcouverte sans que lui
mme souponne que depuis un temps immmorial elles sont
dans la bouche de tout le monde. Cela n'est point du tout
surprenant. Les langues sont l'amas de la sagesse et du gnie
des nations, o chacun a mis du sien . Non tanto i pochi
dotti o i rigidi tutori dell'ortodossia quanto piuttosto lo
spontaneo spirito dell'uomo di buon senso, lo slancio di libert dell'eretico, l'innocenza infantile, il buon umore incoraggiato magari dal vino contribuiscono ad adunare il vivo
tesoro del linguaggio, che l'etimologia riscopre. Certamente
il linguaggio serba come una biblioteca nei suoi termini una
cultura in cui la verit commista all'errore e l'indagine
etimologica non di per s sola sorgente certa di verit. Particolarmente utile letimologia risulta nel ritrovamento del
signicato originario di istituzioni morali e sociali, che nel

IN'rxoDUzIoNE DEL TRADUTTORE

19

corso della storia hanno subito mutamenti progressivi talora


deformanti, qualora l'indagatore sia nel contempo fornito di
adeguata conoscenza della storia del linguaggio studiato. Un
ampio esempio illustra il significato del termine matrimonio
risalendo alle origini del termine greco.
Notevole influenza sulla pratica esercita il giudizio accessorio di approvazione o di disapprovazione che implicito
in ogni termine: l'avere chiamato operation turque ou tartare
la vaiolizzazione non giov alla sua popolarit, cos come il
nome di Dio nelle varie lingue si accompagna ora all'idea di
punizione ora all'idea di bont; il termine piacere con cui
Epicuro indicava in greco la fruizione intellettuale fu malinteso dalla virtus guerriera dei Romani. L'abbondanza numerica dei termini infine giova al sapere scientico: evidente limpaccio di un botanico che non trovi nella propria
lingua natale termini sufficienti per la classificazione dei diversi fenomeni vegetali, come quello del matematico costretto
entro una lingua che non conosca pi di una ventina di cifre.
Il cuore della trattazione pare essere la terza sezione dedicata alla denuncia delle influenze nocive esercitate dal linguaggio sulla cultura. Palese il danno derivante da un linguaggio povero di termini ma non minori svantaggi pu produrre la sovrabbondanza dei medesimi, che induce attraverso l'omonimia il rischio dell'equivocit ben nota alle dispute filosofiche e alle dottrine teologiche.
Anche le: ides accessoires possono colorare il termine di
una luce favorevole o sfavorevole in contrasto con la verit,
cos ad esempio i leibniziani lamentano che le nozioni di
spazio e di tempo risultino sempre in un'intonazione disforme
dalle loro intenzioni teoretiche.
La ricchezza di stratificazioni storiche che rendono pregnante un termine, che etimologia ed espressione manifestano,
alberga non di rado, insieme a verit, disastrosi pregiudizi
ereditati da et lontane. Se facile replicare ad un Signor
Adanson, autore di una Storia del Senegal, quando proponga
di abolire ogni metafora ed espressione figurata dal linguaggio, che la sua conoscenza della natura del Senegal
certamente migliore della sua conoscenza del linguaggio, non

20

SCRITTI SUL LINGUAGGIO

di meno le figure retoriche in questione risultano al Michaelis responsabili, unitamente all'ignoranza della storia dei
linguaggi, di errori terribili e di pregiudizi secolari. Che dire
di un Maometto che prescrisse ai suoi fedeli di non uccidere
le cavallette perch designate in arabo con il nome di armata
di Dio o che volle fosse inteso alla lettera che il ladro nell'altra vita dovr portarsi sulle spalle l'intero fardello degli
oggetti rubati? E: ici il chappe - per dirla con il Merian (6) - notre Auteur une petite comparaison de Mahomet
avec St. Augustin, quil regarde comme les deux patriarches
de la prdestination absolue; et quelque difference quil y
ait d'ailleurs entre eux l'gard de la doctrine et des moeurs,
il croit pourtant que leurs erreurs (car il ainsi les nomme),
partent du mme principe .
L'ignoranza del parlare metaforico - tipico ad esempio
dell'ebraico - avrebbe indotto a prendere alla lettera le immagini gurate, in particolare attribuendo all'azione diretta
di Dio ci che in realt avviene per opera di cause seconde.
Ou simagine que Dieu est la cause immediate de toutes les
actions qui lui son attribues: qu'il produit miraculeusement
le bien et le mal moral qui est dans l'homme, ou du moins
le dernier par le refus d'une grace miraculeuse sans laquelle
nous ne pouvons pas nous empcher de le commtre... C'est
ce qui arriva Mahomed, trop ignorant pour faire de sa
langue un examen philosophique et pour discerner le propre
du gur. La langue arabe, qui a beaucoup d'anit avec
lI-Ibreu, et qui parle avec la mme emphase des oeuvres de
la providence, porta le prophete qui avait Pimagination vive
et mlancolique, et dont la personne tait une singulier mlange de fourbe et d'enthousiaste, elle le porta, dis-je, enseigner le dcret le plus rigouresement absolu, et convertir
les hommes en pures machines (7).
L'ignoranza dell'ebraico gioc lo stesso tiro a S. Agostino,
con la non piccola conseguenza che la dottrina della pre-

() Cfr. appendice all'edizione di Brema del 1762 del saggio del


Michaelis in esame pp. 201-202.

(7) Cfr. Michaelis, op. cit., pp. 123 e 124.

INTRODUZIONE DEL TRAnUTToIzE

21

destinazione si sarebbe cos definitivamente insediata nella


cultura cristiana successiva.

<< Il s'est rpandue dans le Christianisme une doctrine semblable touchant un dcret absolu et ses effets immdiats, sur
la conversion ou sur Pendurcissement des hommes; doctrine,
qui, dans toutes les trois Religions Chrtiennes, a trouv des
patrons et des adversaires, et je ne sais si elle ne vient pas
de la mme source. Ce qu'il y a de sur, cest quelle s'est
terne par lexplication fausse et perverse de certains phrases
de la Bible, et parceque l'on a pris les figures orientales
dans la proprit de signication la plus rigoureuse. Mais
ce n'est pas encore ce que je veux dire. St. Augustin est
sens contredit, parmi les Chrtiens, le patriarche de cette
doctrine: avec un savoir fort mediocre, il avoit l'imagination
trs chaude: il toit Africain, et pour le nommer daprs sa
langue, il toit Carthaginois. Dans les villes d'Afrique on
parloit latin la verit, mais ce n'toit pas le Latin de Rome:
l'on y remarque un coloris Afriquain: le Latin faisoit le corps
de cette langue; le Punique en faisoit l'me: et ce fut la
langue maternelle de St. Augustin, qui Pentendoit trs bien,
et qui s'en sert quelquefois pour claircir des dictions hbraiques... Ainsi le bon Eveque parloit Hbreu sans le savoir:
s'il avoit connu l'alphabet hbreu, et s'il s'etoit donn quelque
peine pour tudier la difference qui est entre cette langue et
la langue punique d'alors, au lieu de la grossiere ignorance
des deux langues originales de l'Ecriture Sainte qui on lui
reproche; il auroit merit Phonneur de passer pour le pere
de la Philologie orientale ().
A completare il poco lusinghiero quadro del Padre della
Chiesa si aggiunse un paragone, inteso a rinvenire in Agostino
tratti psicologici e spirituali caratteristici di Maometto, che
lo stesso Merian trova << qu'il serait injuste de pousser trop
loin . facile immaginare lo sdegno hamanniano!
Se un linguaggio indotto e povero occasione di fraintendimento nella tradizione del sapere, non minore pregiudizio

(3) ib. pp. 125-126.

22

scRI-I-TI sUL LINGUAGGIO

viene alla verit - a detta del Michaelis - dalla raffinatezza


estetica del dire e dalla ricercata dialettica: come dimostrerebbe il decadere delle lingue dotte, si che la morte del greco
classico sembra prefigurare la sorte analoga dell'esprt francese. I linguaggi confluiscono l'unO nell'altro nel corso storico, convogliando verit ed errori; la sezione quarta che
conclude la trattazione cerca di proporre dei ltri metodologici atti a purificare il pi possibile la linfa linguistica a
beneficio delle culture.
Rimane aperto il problema di quale linguaggio meglio gioverebbe alla vita della rpublique de lettres: condannato
senza appelli il latino, che solo in forza di accadimenti religiosi si impossess del ruolo di langue savante abusivamente,
non essendo a ci destinato in quanto troppo povero nella
sua purezza originaria e imbarbarito di terminologie estranee
nell'et cristiana. Meglio avrebbe soddisfatto al compito il
greco classico oppure la ricchissima lingua degli Arabi.
Il Michaelis sigl il suo saggio con la divisa: Caesar dum
magna: altum Fulminat Eupbratem bello, victorque volente:
per populos dat jura.

II. MISCELLANEA DI ANNOTAZIONI SULLA STRUTTURA DELLA


LINGUA FRANCESE
L'interesse di Hamann per la struttura della lingua
francese annesso al suo sorgere anche ad un impegno didattico relativo al ruolo di precettore privato esercitato nei
primi anni di vagabondaggio. Quattro pagine conservate presso
la Staats- und Universittsbibliothek di Knigsberg (G. II, 5)
ci offrono un abbozzo di grammatica francese (si tratta di
una bella copia stesa di mano del fratello con glosse di mano
di Hamann). Il Nadler (N. III, 484) fa risalire l'abbozzO all'autunno avanzato del 1758 e lo ritiene steso a Riga per uno
dei bambini Berens. In appoggio c' un passo della lettera
di Hamann a Gottlob Immanuel Lindner del 9 marzo 1759

INTRODUZIONE DEL TRADUTTORE

23

( nel.l'appendice del 15-16 marzo): <<_Mi chiedete un saggio


di fraseologia francese. Se si tratta di una raccolta: non ne
ho e non ne ho in programma. Potete arrivarci da solo con
un po' di attenzione nella lettura e, per quanto poco leggiate, baster. Io credo che pi che di modi di dire abbiate
bisogno dei principii e del gusto della lingua francese. Ho
cominciato a Riga una grammatica: sono giunto per soltanto
ai pronomi; mi piacerebbe tuttavia condurre a termine il
lavoro. Se andrete a Riga, potr darvela da leggere mio fratello perch l'ho data da usare per la piccola H. E. Berens... (9).
Il fervore di pensieri attorno alla natura e alla destinazione del linguaggio porta per ben presto Hamann al di l
degli interessi limitati di una filologia didascalica: nella lettera a G. I. Lindner del 1 giugno 1759 il progetto della
grammatica francese appare al seguito di una pi vasta corrente problematica. La riflessione cresce attorno ad << un passo
di S. Agostino in cui egli scopre i suoi pensieri attorno alla
maniera di scrivere di Mos e allo stile della Sacra Scrittura
in generale .
<< Questi pensieri si trovano nelle Confessioni e sono
davvero tanto straordinari che si costretti a cogliere questo
dottore della Chiesa intuitivamente, altrimenti si pu operare
un commento sulle sue parole fino dove si vuole senza giungere
ad un'adeguata analisi del loro senso. Egli chiede a Dio un'eloquenza tale che un non credente non possa rifiutare il suo
modo di discorrere con la scusa che gli risulta troppo difficile da comprendere e che il credente, per quanto diversa
sia la sua maniera di pensare, scopra una connessione ed
una certa consonanza con le parole dell'autore. Il Chladen
confronta con questo un altro passo dello stesso libro: Ego
certe si aa' culmen auctoritatis scriberem, sic mallem scribere,
ut quia' veri qaisque de bis rebus capere posset, mea verba
sonarent quam ut unam veram sententiam ad boe apertius
ponerem, ut excluderem coeteras, quarum alsitas me non
posset offendere .
(9) Cfr. ZH, I, 295.

24

SCRITTI SUL LINGUAGGIO

Il Chladen mi sembra ben lungi dal cogliere il motivo di


Agostino. Si aiuta con una battuta di Lucilio, citata da Cicerone nel De oratore, malo non intelligi orationem meam,
quam reprebendi : preferisce inoltre non essere letto da
lettori totalmente ignoranti e da lettori troppo competenti,
perch gli uni non lo capirebbero, gli altri andrebbero troppo
oltre le sue intenzioni. Un desiderio siffatto, come la citata
maniera di scrivere, conviene ad un oratore politico ed accademico che non cerca che consenso ed applauso: e nella scuola
non si manca di addestrare ad una cotale oratoria stuzzicante
O ciarliera quanto se ne fa uso nella vita quotidiana e non
c' in proposito penuria n di maestri n di modelli, n di
Ciceroni, n di Attici. Ma un galantuomo potrebbe preferire
uno stile suscettibile magari di venire criticato non per
abusato e potrebbe augurarsi: Preferisco non essere capito
affatto piuttosto che essere frainteso . I concetti ammessi
da Agostino contraddicono in certa misura ai primi presupposti che siamo soliti accettare a riguardo di uno stile buono.
Egli ammette che la verit pu sussistere, pur nella massima
molteplicit di opinioni attorno ad un unico identico fatto,
proprio perch si augura di poter scrivere in modo tale che
coloro che avessero per fede un'idea della forza creativa di
Dio in quamlibet sententiam cogitando venissent, eam non
praeterrnissam in paucis verbis tui famuli reperirent et si alius
aliam vidisset in luce veritatis, nec ipsa in iisdem verbis intelligenda deesset ; il che equivarrebbe in sostanza a dire, che
egli potrebbe essere un cartesiano o un newtoniano, potrebbe
seguire le ipotesi del Burnet O del Buffon e vedere la Natura
nella luce presa a prestito dall'uno o dall'altro sistema e
vedere non di meno nelle brevi parole dello scrittore ispirato
tracce di una possibile spiegazione secondo le sue dottrine
predilette, trovarvi allusioni. La verit risulta cos simile
ad un seme, cui l'uomo d il corpo che vuole; a questo corpo
della verit poi si addice una veste di espressione conforme
al gusto di ciascuno O secondo le leggi della moda. Si potrebbero per immaginare innumerevoli casi capaci di determinare
un nuovo indirizzo stilistico. Talora lintroduzione di pochi

INTRODUZIONE DEL TRADUTTORE

25

nuovi concetti ha mutato il linguaggio filosofico: come quando


cominci a circolare nei libri e nelle dissertazioni di medicina
Peccitabilit. Allo stesso modo uno scrittore diplomatico o
prammatico ad culmen auctoritatis si atterr ai termini dei
documenti e delle autorit, lasciando stare le scritture monacali e le lettere runiche e seguir magari il suo imperatore
nella declinazione del termine scbisma al femminile. Sotto
un'analoga pressione viene a trovarsi un autore che scrive in
una lingua che non si parla pi perch morta: non si der
dei suoi contemporanei come di falsificatori, negher il genius
della sua lingua materna o delle lingue viventi che avrebbe
potuto imparare e non potr fare altro che dimostrare ai conoscitori la sua conoscenza degli antichi e la sua puntualit nel
riportarne e armonizzarne le formule. Se un siffatto Romano
artificioso volesse dire di un onest'uomo che si occupa del
pubblico bene optime sentit, sed nocet interdum Reipublicae;
loquitur enim tamquam in republica Platonis nec tamquam
in aece Romuli - o se si preferisce - saeculi , si troverebbe
da eccepire a questo stile e si rimproverebbe allepistolista
che ha rubato la sua lode a Catone e che ha cos difeso uno
sciocco a cui mai un solo Romano avrebbe badato nelle sue
epistolae amiliares.
Seguendo il pensiero di Agostino circa lo stile letterario
si vedrebbe il massimo errore trasformato in una bellezza, la
chiarezza in un impreciso signicato equivoco. Il losofo che
parl troppo limpidamente della verit pi grande, cio dell'immortalit dell'anima, indusse i suoi ascoltatori alla decisione per la peggiore delle colpe, ossia al suicidio. Se dunque
non si pu aspettarsi che una cattiva applicazione delle verit
pi chiare, la prudenza vuole che le si coprano e si faccia uso
del velo della falsit a danno del proprio onore alla maniera
di Tamar e le si vendichino tanto pi efficacemente nel tempo
a spese dell'onorato loro cavaliere.
Vi comunico questi pensieri del tutto peregrini solo perch
sono in qualche modo connessi con la mia grammatica francese a cui penso di premettere alcune osservazioni generali
sul linguaggio umano in quanto tale: a questo scopo ho gi

26

SCRITTI SUL LINGUAGGIO

raccolto alquanto materiale, ma avr difficolt a sistemarlo... (1).


L'interesse per gli aspetti filosofici del problema del linguaggio indussero ben presto Hamann a rinunciare al progetto grammaticale, tuttavia l'esplicito passaggio che egli dichiara esistere tra l'abbozzo e il seguente saggio sulla struttura della lingua francese ci induce a non dimenticare le
scarne paginette.
Il 28 agosto 1761 Hamann scriveva a Gottlob Immanuel
Lindner: Vi invierei ben volentieri il mio inizio di grammatica francese, se ci fosse dentro qualcosa. Adesso per
non ne vale pi la pena: I) sbagliata nel taglio: perch?...
sarebbe troppo lungo entrare nei particolari. Il suo impianto
simile ad una definizione che nello stesso tempo troppo
ampia e troppo angusta rispetto al definito. II) Manca l'etimologia; quindi non ne cavereste nulla. Il meglio condensato nella Miscellanea di annotazioni [Vermiscbte Anmerleungen] ed anche chiaro dove sta il nodo. Nel Restaut troverete tutto, anche se quest'uomo non ha avuto il coraggio
di mettere in pratica ci che insegna. Per metterlo in ordine
un po' meglio e svilupparlo non avete bisogno della mia
guida. Sono gi di esercizio con il francese e l'ho quasi messo
da parte... (11).
Riportiamo a questo punto labbozzo di grammatica francese in questione, traducendo il testo redatto originalmente
in francese e cercando di integrare le lacune dovute allo stato
del manoscritto(").

<<

molte proposizioni che non sono parti integranti

le une delle altre ma che sono talmente legate insieme


che le une suppongono necessariamente le altre per la
pienezza del senso totale. Le proposizioni parziali del pe-

(1) Cfr. ZH, I, 334-336.


(U) Cfr. ZH, II, 112.
(12) Cfr. N IV, 247-248.

INTRODUZIONE DEL TRADUTTORE

27

riodo, che non sono le une parti integranti delle altre,


prendono il nome di membri del periodo.
Tutti i rapporti dei termini tra loro possono ridursi a
due specie generali Ossia al rapporto di determinazione
e al rapporto di identit.
La reggenza consiste nella determinazione delle forme
di complementi grammaticali, facendo astrazione da ogni
disposizione e da ogni costruzione. La sintassi di reggenza non fa quindi che caratterizzare e rendere sensibili i rapporti di determinazione che i termini possono
avere tra loro.
Si chiama complemento di una parola un'addizione
fatta ad essa allo scopo di mutarne o completarne il signicato.
Ci sono in genere due specie di termini suscettibili
di complemento: 1) termini che hanno un signicato generale, che pu di conseguenza ricevere gradi diversi di
determinazione; 2) termini che hanno di per s un signicato relativo e che esigono Pespressione di un termine
conseguente del rapporto che essi esprimono.
L'addizione serve a mutare il signicato dei termini
della prima specie e completa il signicato dei termini
della seconda.
Il complemento prospettato nella orma della sua
espressione pu essere non-complesso o complesso e quest`ultimo a sua volta O grammaticale o logico.
Il termine che viene prima nell'ordine analitico e al
quale sono subordinati tutti gli altri il complemento
grammaticale e la totalit dei termini che costituiscono
la complessit prende il nome di complemento logico.
In francese non mai lecito spezzare l'unit di un complemento complesso per inserire tra le sue parti un altro
complemento dello stesso termine. tutto il contrario del
[tedesco].
Ma in tedesco, dove la diversit delle desinenze vale
a meglio caratterizzare la diversit delle funzioni, almeno
i complementi assumono il loro ruolo gerarchico in funzione della loro possibile relazione al verbo che la
copula
anima della costruzione tedesca.
Nell'ordine analitico la relazione di un complemento
con il termine che esso completa tanto pi sensibile
in quanto i due termini sono pi ravvicinati e questo

SCRITTI SUL LINGUAGGIO

avvicinamento tanto pi necessario negli idiomi nei


quali la diversit delle desinenze non pu caratterizzare
la diversit delle funzioni dei termini.
regola generale in francese che i complementi devono essere tanto pi vicini al termine che completano
quanto minore la loro estensione.
In tedesco i complementi oggettivi assumono il loro
posto non tanto in relazione alla loro lunghezza o brevit
quanto in ragione della relazione che possono intrattenere con il verbo.
I complementi del tedesco sottostanno maggiormente
alla legge della reggenza; la maggior parte dei complementi
della lingua francese ne invece dispensata.
La sintassi della concordanza si rif a due punti capitali:
1) la concordanza dell'aggettivo con il nome, che
comprende anche la concordanza dell'articolo congiuntivo
con Pantecedente.
2) la concordanza della persona verbale con il soggetto.
Il correlativo dominante per gli aggettivi un nome

appellativo; per i verbi un nome qualsiasi o un pronome. Gli aggettivi e i verbi sono subordinati: spetta
a loro concordarsi.
La loro dipendenza si fonda su un rapporto di identit.
L'identit che fonda la concordanza l'identit del soggetto nei due aspetti differenti nei due termini correlativi

messi in concordanza. Questo soggetto presentato in maniera vaga e indenita negli aggettivi e nei verbi, in
maniera invece precisa e determinata nei nomi e nei

pronomi.
Ma se la e della prima persona del presente stata
mutata in i nella seconda persona, la i diventa
nella
seconda persona singolare dell'imperativo ed elimina la e
nale: ad es. Icb gebe, du gibst. Imperativo: gib (non
n geb n gibe). Le vocali ii, della seconda persona
del presente ridiventano all'imperativo a e o; ad es.:
Ich alle, du llst. Imperativo: alle!
La terza persona singolare e tutte le persone plurali
dell'imperativo sono regolari, perch derivano dal presente
indenito del congiuntivo, che non irregolare.
I termini supplettivi servono a supplire le idee ac-

INTRODUZIONE DEL TRADUTTORE

29

cessorie di relazione O di rapporto che non sono comprese


nel signicato primitivo dei termini generali suscettibili di
essere suppliti.
Le preposizioni sono termini supplettivi che designano

rapporti generali con totale indeterminazione di ogni termine antecedente e conseguente. Il termine antecedente
non pu essere che un nome appellativo, un aggettivo
sico, un verbo O un avverbio. Il termine conseguente
si chiama complemento della preposizione e non pu essere che un nome O un pronome, a cui si riferiscono pure
gli infiniti dei verbi.
In francese si contano 35 preposizioni che reggono
il dativo (il tedesco ne ha invece circa 13):

Aus, de, par, bars, dehors.


AUS SER, bors, bormis.
BEY, cbez, auprs de, a.

GEGEN UBER, vis vis.


MIT, SAMT, NEEsT, avec.
NACH, vers, aprs.
N.cIIsT, zUNAcIIsT, procbe de, aprs.
OB, sur.
SEIT, depuis.
VON, de.
ZU, .
8 reggono l'accusativo:
DURCH, par, travers, pendant.
FR, pour, au lieu.
GEN, vers, .

OHNE, SONDER, sans.


UM, autour, environ, pour.

WIDER, contre.
9 che reggono il dativo quando si tratta di quiete o
di situazione ssa e l'accusativo quando si tratta di un
moto O di una tendenza a qualche oggetto .

Altri motivi Oltre al tema della lingua francese e del linguaggio in generale operavano tuttavia nell'animo di Hamann.
L annunzio del 22 ottobre 1760 a I. G. Lindner della nascita
di un nuovo piccolo saggio apre uno spiraglio in mezzo a
molte incertezze: La scorsa settimana sotto il pergolato ho

50

SCRITTI SUL LINGUAGGIO

messo insieme alcune Vermiscbte /lnmerkungen ber die


ll/ortiigung in der ranzsiscben Spracbe e le ho gi inviate
a Kowalevvsky: sono curioso della loro sorte. Se mi va dritta,
l'ho fatta franca per la seconda volta. Sono un po' preoccupato per tre passi: il primo l'ho gi in cuor mio mutato; il
secondo riguarda la musica da chiesa dei nostri colonizzatori
di qui e a difesa della medesima ho gi mezza pronta una
Lettera ad una Signora in cui seguir nel taglio un po' la
Epitre Uranie di Voltaire, un po' la lettera di st a Doris;
l'ultimo riguarda i Mem... de Brand... ().
Circa la genesi dello scrittarello detto troppo poco. I
pochi accenni delle lettere seguenti si incentrano prevalentemente sul permesso di pubblicazione da parte del censore (").
Dal passo si possono tuttavia ricavare due tracce definite:
la questione circa la musica da chiesa e la lettera ad una
Signora .
Gi nel '59 con la pubblicazione dei Memorabili socratici Hamann aveva mostrato la singolarit del suo modo di
rivolgersi al pubblico, consistente nel renderlo partecipe non
soltanto di alcune sue opinioni in astratto attorno a temi di
interesse generale ma dei propri affari personali del momento,
che per il fatto di essere presentati nei particolari pi contingenti e immediati si rivestivano di una luce incomprensibile
ai pi, donde appena qualche allusione poteva balenare a
chi avesse notizia della situazione, no ad essere del tutto
palesi a chi fosse partecipe diretto della situazione in proporzione alla sua immersione nella medesima.
(13) Cfr. ZH, II, 45.
(14) Per via della nota sono dovuto andare di persona da
che
contro ogni attesa mi ha con la massima benevolenza concesso l'imprimatur (a I. G. Lindner, 30 dicembre 1760: cfr. ZH, II, 55). Si tratta

di Coelestin Kowalewski (1700-1771), cancelliere dell'Universit di Knigsberg. Circa il mio trattato sulla disposizione dei termini nella

lingua francese ho ora molte preoccupazioni: necessit attendere ed


adattarsi alle circostanze scrive a I. G. Lindner il 5 novembre 1760
(cfr. ZH, II, 47). Il 21 novembre ancora sulle spine: Che sar delle

mie Annotazioni sulla disposizione dei termini in francese ancora non


so. La loro sorte dovrebbe essere decisa presto (ZH, II, 49) e il

giorno seguente: Se il mio trattato fosse qui bocciato, lo manderei per


tramite Vostro a Pietroburgo

(ZH, II, 59).

INTRODUZIONE DEL TRADUTTORE

31

<< Il principio a cui si possono ricondurre tutte quante le


espressioni di Hamann - osservava Goethe in Dicbtung und
Wabrbeit(15) - questo: Tutto ci che l'uomo intraprende
- sia ci realizzato con l'azione o la parola o altrimenti deve scaturire dalla riunione di tutte le forze: ogni fattore
singolarmente isolato non accettabile'. Splendida massima!
Difficile tuttavia da seguire. certo valida per la vita e per
l'arte: per ogni comunicazione per per via di parola, che
non sia esplicitamente poetica, si riscontra una grossa difficolt, giacch la parola deve sciogliersi, deve singolarizzarsi
per potere dire qualcosa, per avere un signicato. L'uomo, in
quanto parla, deve per quel momento diventare parziale:
non possibile comunicazione n dottrina senza astrazione.
Dal momento per che Hamann si rifiutato una volta per
tutte a questa separazione, e ha preteso - allo stesso modo
in cui sentiva immaginava e pensava nell'unit - anche di
parlare e ha preteso lo stesso dagli altri, entr in contrasto
con il suo proprio stile e con tutto ci che gli altri potevano
produrre .
A questo punto per inserirsi nel dire di Hamann occorre
adattarsi ad una informazione di cronaca del tutto al di l
di quanto un normale scritto pubblicato pu supporre.
Tra il 1749 e il '50 Hamann non ancora ventenne studente
universitario aveva dato vita con i compagni Iohann Gotthelf
Lindner e Iohann Christoph Berens ad una piccola rivista
letteraria, << Daphne . Nel 1755 il Berens, alla testa di una
notevole impresa commerciale e permeato di programmi enciclopedistici, chiam Hamann a Riga: il suo ruolo sarebbe
stato quello del consigliere ideologico dell'impresa e di
educatore di una nuova classe dirigente borghese. In questa
prospettiva Hamann ottenne l'incarico di una missione culturale che attraverso un viaggio per alcuni centri dell'illuminismo de1l'Europa settentrionale lo port a Londra nell'arco
di alcuni mesi del '57 e del '58. La missione londinese falli
e Hamann attraverso un'esperenza contraddittoria entr in

(15) Parte III, libro XII.

32

SCRITTI SUL LINGUAGGIO

una crisi di coscienza che lo port a rinnegare gli ideali illuministici e a schierarsi per una linea spirituale cristiana.
Trascorsi alcuni mesi presso i Berens a Riga, Hamann ripar definitivamente a Knigsberg all'inizio del '59, riutando
di collaborare ulteriormente all'impresa economico-culturale.
Nell'estate Hamann, assunte le vesti ironiche di un Socrate
cristiano, rifiut pubblicamente nei Memorabili socratici Ogni
partecipazione all'Opera della Aukliirung, rispondendo ad un
ultimo tentativo compiuto dal Berens con l'aiuto di Kant.
Negli ultimi mesi trascorsi a Riga Hamann, investito da
un ruolo profetico, aveva chiesto in moglie la << glia della
casa Katharina Berens: la domanda non aveva avuto esito.
Si era ritirato solitario allora nella casa paterna immergendosi in letture di greco e di ebraico, rimeditando la sua
vicenda: in una situazione materiale e psicologica sempre
pi precaria.
In queste meditazioni e fantasticherie fu certo dominante
l'immagine della vita di Riga e della doviziosa Katharina, che
fu probabilmente interessata al denso canovaccio di avide letture delle novit della repubblica letteraria. Non qui il luogo
di avventurarsi in analisi ed ipotesi psicologiche; un fatto
che, decidendo di dare alla stampa un fastello di osservazioni sulla lingua francese, Hamann pens a Katharina Berens
e non pot trattenersi dal rivolgersi a lei prima in maniera
indiretta, poi addirittura pubblica.
Nel raccogliere le sparse osservazioni sulla lingua francese in un piccolo saggio - che apparve in tre puntate il 6,
13 e 20 dicembre 1760 sui numeri 49, 50, 51 delle << Wchentliche Knigsbergische Frag- und Anzeignungsnachrichten (') - Hamann pens a Katharina Berens in connessione con un giudizio sulla musica da chiesa e la musica
francese espresso da Friedrich Carl von Moser. Questo pensiero si concret in un'appendice al saggio sulla struttura grammaticale del francese e diede luogo subito dopo al piccolo

(16) Il saggio apparve come fascicolo a s stante presso Kanter a


Knigsberg nel 1761 e fu incluso poi nei Kreuzziige des Pbilologen (Knigsberg, Kanter, 1762).

INTRODUZIONE DEL TRADUTTORE

33

Lamento poetico in orma di lettera sulla musica di cbiesa


ad una Signorina di spirito di uori paese (Knigsberg, presso
Kanter, 1761)(").
L'intento di un contatto personale con Katharina Berens
attraverso l'occasione letteraria, pi o meno artificiosamente
cercata, confermato da un passo della lettera a Iohann Gotthelf Lindner del 17 gennaio 1761: << Mi prendo la libert
- scrive Hamann - di accludere, carissimo amico, due esemplari di una piccolezza: uno per Voi; all'altro - su cui
troverete una piccola dedica di una riga - avrete la bont
di procurare accesso al tavolino da notte di una Signorina,
gi mia ospite in Riga, dopo averlo chiuso in una busta senza
indirizzo sigillata con lacca nera.
Spero che non Vi scandalizzerete n Vi farete scrupolo
di prestarVi a dare mano ad una piccola galanteria d'autore
per compiacere un amico. Importer a Voi non meno che a
me l'accoglienza che ne avr. Il giudizio sar dato dal punto
di vista di Micol O di Abigail: la cosa non ci riguarda pi.
Tutto ci tra noi: senza che ne sia informata alcuna terza
persona! (18).
Il Lamento poetico si rivolge alla cara K. in tono
artificiosamente galante:
...non siete Voi forse tanto straordinaria da preferire
il carteggio con un uomo poco brillante nella conversazione
alla proficua compagnia di signorini di spirito e di signori virili per et e professione, che quanto a sapere per sono vacui,
anche se le loro sentenze rotolano come moneta spicciola per
i conviti e il loro spirito duro come i colpi sul bancone del
macellaio, pesante come una macina di mulino nel suo procedere, accarezza le membrane del cervello? (19).
facile sospettare il risentimento del vagheggiatore po-

(17) Anche il Klaggedicbt fu incluso nei Kreuzziige del '62.


(13) Cfr. ZH, II, 58. Gi nella lettera del 21-22 novembre 1760 a

Iohann Gottlob Lindner Hamann aveva raccomandato il silenzio: Voglio


assolutamente restare ancora in incognito e Voi non dovete tradirmi n
lasciare trapelare nulla del fatto che siete amico dell'autore (ZH, II, 52).
(19) Cfr. Klaggedicbt in Gestalt eines Sendscbreiben ber die Kircbenmusik an ein geistreicbes Frauenzimmer ausser Landes. N II, 147.

54

SCRITTI SUL LINGUAGGIO

vero verso la fanciulla del gran mondo... in ogni modo l'occasione offerta dal nobile diplomatico Friedrich Carl von Moser.
Questi lamenti poetici - spiega infatti Hamann - traggono occasione da una Miscellanea di annotazioni sulla struttura della lingua francese messe insieme con patriottica libert... seguendo il passo di un celebre giovin signore, che
con una caricatura della magia nera del governare e della
donazione eroica del servire mena per il naso la balorda
plebe. Permettetemi di citare qui un solo passo che ho consacrato a fondamento della mia lettera.
1 Rousseau, il filosofo di Ginevra, ha cercato di conquistare
alla nazione francese ogni diritto circa certi meriti in campo
musicale, in forza delle qualit proprie del suo linguaggio.
Partita gi vinta per lui! Qualora si voglia assumere la musica di chiesa dei nostri colonizzatori a modello di paragone
oppure l'indenito timbro di voce di latinardi eunuchi a
criterio di giudizio dell'armonia ' (2).
Il Lamento poetico protesta contro la posizione di chi
voglia mettere sullo stesso piano il sacro e il profano: sembra
piuttosto che si tratti di valori distinti, non lo spirito della
lingua quanto la genialit del compositore che fa la musica.
Che razza di lente iperbolica occorre per ingrandire una
puntura di zanzara no a farne i lombi di uno scrittore profano, che si arroga il diritto non solo di citare la musica di
chiesa di una nostra pacifica comunit ad esemplare negativo di paragone nell'ambito di un'arte bella, ma lega ad un
unico giogo cose sacre e volgari e (secondo il dissennato
modo di esprimersi abituale dei nostri zelatori della circoncisione del Cristianesimo) cerca di mettere d'accordo Cristo
con Baal!
Mi guardi la Musa dall'ammettere l'accusa di sconosciuti avversari e dal difendermene dicendo che non di
pregiudizio alla santit di un servizio religioso il fatto che
la sua musica sia da considerarsi ovunque misera, giacch
l'intento di questa musica non di piacere agli uomini.

(20) Cfr. op. cit.: N II, 146.

INTRODUZIONE DEL TRADUTTORE

35

Perch dovrebbe preoccuparsi del gusto mortale colei che


ottiene l'onore di essere serva nella casa del Signore, se
l'Altissimo guarda alla sua bassezza e proprio da questa si
lascia indurre a porgere a lei il suo orecchio: al contrario
ci che manda in estasi gli uomini un orrore agli occhi
di Dio.
Dio si preoccupa dei tori e dei vitelli per la nostra mensa?...
Egli, che si adatta alla voce dei corvi, quando lo chiamano e
pu fare della bocca dei lattanti l'araldo della sua gloria,
preferisce la rigorosa esattezza di un sospiro soffocato - di
una lagrima trattenuta - alla acuta precisione dell'intonazione e del grasso generoso del coro (21).
La annotazione hamanniana sulla musica da chiesa si
connette a quanto pare con la querelle des bouons scatenatasi a Parigi a seguito della rappresentazione della Serva
padrona di G. B. Pergolesi nel 1752, che vide gli Enciclopedisti fautori della nuova linea italiana schierarsi contro
i fautori di Rameau e della tradizione classica locale. In quello
stesso anno era stata eseguita a Fontainebleau un'intermde di
Iean-Iacques Rousseau: Le devin du village. Il Rousseau scese
in campo contro Rameau e la tradizione francese a sostegno
di una tesi gi in precedenza proposta - con la Lettre M.
Grimm au su/'et des remarques a/'outes sa lettre sur Ompbale (1752), cui fecero seguito nel '53 la Lettre a"un sympboniste de l'/lcadmie royale de musique ses camarades de
l'orcbestre e la Lettre sur la musique franaise e nel '54 la
Lettre M. l'abb Raynal au su/'et d'un nouveau mode de
musique invent par M. Blainville ed altri saggi.
Hamann prest attenzione alla discussione: come prova
un riassunto della lettera rousseauiana Sur la musique franoise contenuto con alcuni titoli di scritti del '54 relativi alla
polemica nel Taccuino berlinese (cfr. NV, 143, 18-27).
Non del tutto chiaro come Hamann abbia potuto addossare al nobiluomo Friedrich Carl von Moser una specica responsabilit nella faccenda della musica da chiesa e

(21) Cfr. Op. cit.: N II, 146-147.

36

scRITTI sUL LINGUAGGIO

della nazione francese. I riferimenti sono tuttavia espliciti.


Il titolo della Miscellanea di annotazioni sulla struttura della
lingua francese messa insieme con patriottica libert da un
illustre dotto franco-tedesco mima palesemente il titolo del
trattatello del Moser (la cui prefazione datata: Frankfurt
am Mayn, den 18 Oct. 1758); Der Herr und Diener gescbildert
mit Patriotiscber Freibeit.
Il 22 novembre 1760 Hamann aveva precisato a Iohann
Gotthelf Lindner: << Il trattato diretto principalmente contro
il Signore di Moser il cui sciocco Memoriale nell'aaire
Waldeck mi ha ulteriormente irritato (22).
Troviamo ripetuti accenni a Moser in un biglietto datato
23 gennaio 1761, in cui Hamann ribatte punto per punto
alle critiche avanzate da Iohannes Gotthelf Lindner - a sua
richiesta - alla Miscellanea di annotazioni(B).
<< La struttura grammaticale della lingua francese non
certo n lo scopo n il tema principale del primo trattato:
non che un mezzo di trasporto, un vebiculum per affrontare
con maggiore pompa e trionfalit la mentalit alla Moser oggi
dominante. Anche se ci che c' scritto sulla lingua francese
fosse di bassa lega quanto si vuole, non farebbe nulla > (24).
L'attacco pu essere feroce e anche non esserlo: il mio
diritto si fonda comunque sulla misura con cui Moser ha
misurato signori e servi. lontano e questa ferocia non lo
tocca n lo interessa. Le sue buone intenzioni a me risultano invisibili; non sono un esperto di cuori io. Io mi attengo
a ci che dice e al modo nonch ai suoi ben intenzionati ammiratori. I Moser, che mi sono prossimi, mi hanno fatto
uscire dai gangheri.

(22) Cfr. ZH, II, 52.


(B) Il biglietto da rileggere all'occasione accluso alla lettera

di Hamann a Iohann Gotthelf Lindner del 7 marzo 1761 (ZH, II 63-68,


in ZI-I, II, 487-490 ci serbato anche un abbozzo del medesimo).
(24) Cos si esprime Hamann nell'abbozzo del biglietto del 23 gennaio '61 (cfr. ZH, II, 488): nella versione denitiva (cfr. ZH, II 64)
Hamann soggiunge: Questo galantuomo non poi cos economo
quanto gli imitatori della bella natura; al contrario assai pi prodigo
come Voi sapete e rimproverare _ e la vera natura che egli ama
il suo apocrifo modello in essa .

INTRODUZIONE DEL TRADUTTORE

37

Il suo libro non merita l'ammirazione che riesce a strappare - continua Hamann commentando il giudizio dell'amico
Lindner sul libro del Moser -. Se qualcuno rompe qualcosa
deve non solo restituire ma essere punito. Voi emettete una
sentenza sul suo libro e lo incriminate per rapina senza
prove. Io porto le prove non a sostegno di una sentenza ma
di una licentia poetica; e poi mi si accusa di essermi preso
la briga di garantire la condanna operata da altri... succede
che 'il mondo galante ami pi le bagatelles che i geroglici.
Anche i Farisei non volevano fare parte del mondo galante e
tuttavia amavano menta, aneto e comino pi che i segni della
giustizia nel giudicare e dell'amore nel condonare.
Il fatto di andare troppo oltre implicito nel concetto
stesso di licentia poetica: altrimenti non sarebbe una licentia
n tanto meno poetica. Se poi la libert patriottica non vada
troppo in l O troppo oltre, cosa a cui non si pensa o non
si ha piacere di stabilire un paragone tra i due fatti. Se
un lunatico servo del sole vuole predicare i misteri della
morale, deve attaccare fuori l'insegna, come ho dovuto fare
io; un patriota invece deve sapere governare la sua penna
con tremore e molta saggezza, con l'accortezza del serpente
e la semplicit della colomba.
Il mondo galante detesta le bagatelles non meno di quanto
le ama. Stima assai anche i geroglifici anche se fa mostra di
non conoscerne. Il mio mondo galante, se stesse a me, vorrei
che fosse la posterit: di cui i gli di questo secolo non
sanno gustare il vigore.
Se depongo la maschera dello scoliaste giudico ben altrimenti il lavoro del Signor von Moser e trovo in esso non solo
bagatelles ma una quantit di geroglici, che i suoi ammiratori
con tutta probabilit non comprendono, del che io ho prove,
che il mio giudice potrebbe mostrare al mondo per compensare riccamente lo scandalo della nudit delle bagatelles con
la bellezza della nudit dei geroglici, e rimettere tutto a
posto con sovrabbondanza ecc... (25).

(25) Cfr. ZH, II, 66-67.

38

scRITTI sUL LINGUAGGIO

Nell'abbozzo di queste risposte alle obiezioni del Lindner


Hamann scriveva ancora: << Concludo questo foglio con due
altre ammonizioni. La prima potr risultarVi presuntuosa: non
mi vergogno per questo della verit; una menzogna merita
il disprezzo per quanto possa insinuarsi con umilt, buona
creanza e fare cristiano.
I) L'autore della Miscellanea di annotazioni ha tanto tempo e si prende tanto tempo per preparare, stendere e rivedere i suoi lavori, quanto Voi non potete mettere a disposizione per considerarli e scorrerli. Amor proprio e timore
lo rendono tanto guardingo a coprire e celare i lati deboli
della sua forza quanto l'invidia e la malevolenza possono
acuire e potenziare gli occhi di quelli che lo insidiano.
II) Considera parte del suo dovere sciogliere a suo tempo
spontaneamente i nodi che va ora facendo e completare l'opera
che qui ha iniziata (26).
Abbiamo raccolto qua e l qualche frammento da aggiungere a quelli dello scrittarello proposto alla lettura...
Ricordiamo ancora che Friedrich Karl von Moser (17231798) comp una fortunata carriera di uomo di stato presso
il ducato di Assia e di Darmstadt, proponendo una linea di
ispirazione luterana con intonazione pietistica.
Herr und Diener una raccolta di consigli pratici e di
osservazioni empiriche condotte a livello di buon senso: una
specie di manuale per l'uomo di corte destinato alle piccole
corti tedesche. Il Moser delinea l'immagine del principe e del
ministro ideali, tenendosi lontano da ogni aspirazione alata e
mirando al raggiungimento di una concreta amministrazione
feudale aliena il pi possibile da dissolutezze e debiti. L'operina del Moser soddisfece larghi strati della nobilt tedesca
campagnola, anche se non sono lesinate le lodi a Federico II.
Hamann fu assai lusingato quando ai suoi colpi di spillo
il Moser rispose con un Treuerziges Scbreiben eines Layenbruders im Reicb an den Magum in Norden nel XVI vol. dei
Briefe die neueste Literatur betreffend (pp. 60-68), donde
venne a lui il gradito soprannome di Mago del Nord.
(26) Cfr. ZH, II, 490.

INTRODUZIONE DEL TRADUTTORE

I rapporti tra i due furono in seguito buoni e solo un


gioco di circostanze fece s che Moser non fosse il benefattore di Hamann dal punto di vista della sistemazione materiale.

III. AESTHETICA IN NUOE


Dopo i Memorabili socratici (1759) il secondo punto di
riferimento nel percorrere l'itinerario della generazione letteraria di Hamann una raccolta di scritti vecchi e nuovi pubblicata nel '62 a Knigsberg presso l'editore Kanter cui
l'autore impose l'elaborato titolo di Kreuzziige des Pbilologen,
siglata dalla cornuta facies di Pan e dall'ammonizione profetizzante virgiliana: << ci saranno di nuovo guerre... .
Hamann il filologo, ossia l'amante del Verbo, conduce le
sue crociate che non hanno l'impegno di una decisa azione
militare che liberi Gerusalemme, ma sono un continuo andare e venire > dall'apparenza spesso sconclusionata, dove
non si nasconde una certa distrazione e pigrizia (27).
Il titolo bene si intona alla situazione di questi tre anni
seguiti immediatamente al ritorno definitivo nella casa paterna: occupati soltanto da scorrerie di letture tra i classici
greci, i Padri cristiani, lo studio dell'ebraico e dell'arabo e da
una avida attenzione a tutto ci che apparisse a stampa.
Sotto una breve introduzione sono raccolti dodici contributi della Musa hammaniana. Aprono la serie i due saggi
sul linguaggio gi esposti seguiti dallo scherzo I magi venuti
dall'Oriente rivolto alla spedizione del Michaelis, cui si aggiunge il Lanzento poetico. Al quinto posto sta il Franzsiscbe
Project (suscitato da un saggio di N. I. Selis, L'inoculation du
bon sens, 1761) apparso nel '61 presso Kanter. Nello stesso
(27) Circa la ricostruzione del senso hamanniano del termine Kreuz-

ziige si veda: I. Nadler, Iobann Georg Hamann (1730-1788). Der Zeuge


des Corpus mysticum, Salzburg, 1949, p. 126.

40

SCRITTI SUL LINGUAGGIO

anno Kanter aveva edito una critica a M. Mendelssohn avanzata sotto il nome di Abelardus Virbius a proposito di Rousseau: Cbimriscbe Einfiille. Il settimo scritto fu composto
proprio per i Kreuzziige: Kleeblatt bellenistiscber Briefe. In
tre lettere si riprende il tema della cultura mondana, della
rivelazione divina e dei linguaggi a cui la Parola si affidata nel tempo storico. Le Gbiottonerie del salotto di un ecclesiastico fanno eco alle Nscbereyen di S. F. Trescho (1761)
e sono una critica del saggio De la nature (Amsterdam, 1761)
di Iean-B. Ren Robinet. La critica era stata pubblicata nel
1762 gi da Kanter come pezzo a s stante. Il contributo
pi esteso, composto appositamente per i Kreuzzuge, Una
rapsodia in prosa cabbalistica: Aestbetica in nuce. La raccolta si conclude con alcuni contributi giovanili: l'Exercitium
latinum, legato alla dissertazione dell'amico Lindner all'Albertina nell'aprile del '51, una manciata di versi d'occasione
e il discorso in morte della madre: Den/emal.
Abbiamo un accenno in una lettera a I. G. Lindner del
19 dicembre 1761: I miei lavori procedono - grazie a
Dio! - bene, anche se lentamente. Il nocciolo sar costituito
da una Rapsodia in prosa cabbalistica di circa tre sedicesimi (28).

Un altro enigmistico accenno, incentrato sul personaggio


di Fulberto Kulmius (il Nicolai! come obiettore ai Cbimriscbe Einflle di Abelardo Virbio dai << Literaturbriefe )
troviamo nella lettera a Moses Mendelssohn del 12 febbraio 1762:
Non Vi spiaccia una imitazione (a) dello stile epistolare ellenistico, (b) della cabbalistica... Vox faucibus baesit.
Per accrescere quest'ultimo orrore l'autore ha unito il cabbalistico con il rapsodista... Dato che nel signicato pi antico i
ailupoi erano ppxnvwv ppfqvei, Fulberto Kulmius non
potr lamentarsi in base a questo etimo del nesso della rapsodia
con la cabbala (29).
Ancora scrivendo a Iohann Gotthelf Lindner il 27 maggio
(211) Cfr. ZH, II, 125.
(29) Cfr. ZH, II, 128-129.

INTRODUZIONE DEL TRADUTTORE

41

'62, Hamann allude in linguaggio cifrato e indiretto: Alla


Musa del filologo il parto di un fanciulletto cabbalistico
risultato tanto amaro che ha fatto non so quale voto ad
una comare ebrea; continua per la sua campagna con pi
determinazione che mai. Appena trascorsi i giorni della purificazione, dar un'altra testimonianza... Cosa fatta capo ha:
parli pure il mondo, conviene non perdere occasione per battere il ferro mentre caldo. Forse posso per una seconda
volta fare mio il motto di quel Greco: nisi periissemus,
periissemus '. Spesso la via migliore per salvare la vita sta
nel non badare e nel buttarsi deliberatamente avanti (3).
Poche notizie abbiamo circa la cronaca esterna della stesura del saggio in esame: sappiamo che la composizione tipografica dei Kreuzziige si svolta lentamente completandosi
nel marzo del '62.
Ricordiamo che per un incontro con il mondo interiore
di Hamann, che in varie luci balena attraverso immagini e
simboli, si deve tenere d'occhio il saggio del '61, che si allinea alla tematica dei Memorabili socratici, che non entr
a fare parte dei Kreuzziige, in cui ripetutamente viene discusso
l'oscurit del dire dell'autore e che significativamente porta
il titolo aristofanesco di Nuvole. Ricordiamo ancora che la
vita di Hamann sub in quei mesi l'inusso della presenza
di Anna Regina Schumacher, la ragazza di servizio diventata
moglie morganatica e il vincolo con la quale Hamann dichiar
nella lettera del 3 agosto 1762 a F. Nicolai.
Le informazioni relative alle circostanze della formazione
dell'/lestbetica in nuce direttamente disponibili e atte a facilitare al lettore l'incontro con il testo non sono molte. Sar
bene tenere d'occhio i temi riguardanti il linguaggio umano
e la rivelazione divina che affiorano nel Trifoglio di lettere
ellenisticbe (Kleeblatt bellenistiscber Briefe), che unitamente
alla Rapsodia cabbalistica vide la luce la prima volta nei
Kreuzziige, dove la posizione hamanniana assunta in prevalenza in rapporto al Michaelis e di cui gi abbiamo dato
qualche notizia.
(30) Cfr. ZH, II, 153-154.

42

scRITTI sUL LINGUAGGIO

IV. LA cRITIcA A HERDER E LA POLEMICA CONTRO LA NUOVA


GULTURA FINO AL 1774
Dieci anni separano l'Aestbetica in nuce dalla ripresa della
discussione sul linguaggio, che ha il suo nucleo attorno ad un
altro concorso sull'argomento proposto dall'Accademia berlinese: l'origine del linguaggio.

Il decennio, privo di episodi di primo piano quanto a


produzione letteraria. il periodo dell'assestamento nella quotidianit e della maturazione di pensiero di Hamann. Gi
nella primavera del '62 si era delineata la relazione con Anna
Regina Schumacher. Per sei mesi Hamann si era adattato dal
luglio del '63 ad un posto nella amministrazione locale, abbandonato alla fine del gennaio '64 per soccorrere il padre
vittima di apoplessia; continuava intanto la marcia del fratello Christoph verso la demenza. Nel giugno del '64 Hamann
fuggiva dalla penosa atmosfera di casa cercando una sistemazione all'estero conformemente ad una precedente proposta
fatta dal Moser: il tutto si risolse in un vagabondaggio, che
da Francoforte si allarg no a Basilea per concludersi a
Knigsberg alla ne di settembre, senza nessun concreto risultato.
Dall'estate del '62 no alla fine del novembre '64 soggiorn a Knigsberg il giovane Herder e in questo arco di
tempo furono poste le basi di una fraterna amicizia con
Hamann.
La situazione domestica si appesantiva tanto che nel giugno
del '65 Hamann si trasfer in qualit - pare - di segretario
presso il giurista Tottien a Mitau, al cui servizio rest no
al gennaio del '67, accompagnandolo anche in un soggiorno
di alcuni mesi a Varsavia. L'esilio fu allietato da due incontri
con l'amico Herder.
Nel settembre del '66 era morto il padre e al ritorno in
citt qualche mese pi tardi Hamann si trov impelagato in
una sgradevole e sfortunata questione di successione: si
sistem alla meno peggio per Pinteressamento anche di I.
Kant presso gli uffici doganali nel maggio del '67 e verso

INTRODUZIONE DEL TRADUTTORE

43

la fine dell'anno stabil casa propria con Anna Regina, con


cui concluse un regolare atto matrimoniale alla fine del '68.
Per il giorno di S. Michele del '70 il Mago del Nord inaugur
un'abitazione di sua propriet am Alten Graben 758 .
Dalla primavera del '66 si era costituita a Knigsberg la
General-Accise und Zolladministration, organo di esazione scale affidato da Federico II a funzionari francesi con un programma severo. Hamann, profondamente ostile a questa amministrazione, si trov nella necessit di servirla in qualit
di traduttore tedesco-francese: a questa occasione risalgono
alcune ricerche sulla lingua di Francia e soprattutto uno spirito
di polemica che si espresse in scritti satirici.
La frattura con lo spirito francese ha radici antiche in
Hamann ed operante negli anni dei Kreuzziige, come testimoniano i due Essais la Mosaique: la Lettre nologique
et provinciale e la Glose pbilippique del 1762 (gi apparsi
separatamente l'anno precedente). Gli anni '62-'63 rappresentano un episodio definito e consistente della produzione
letteraria hamanniana: a anco dei Kreuzziige (che diedero
luogo ad uno scambio polemico con la << Hamburgische Nachricht nel '63) si addensano Scbriftsteller und Kunstricbter
(1762), Leser und Kunstricbter ( 1762), i Fiinf Hirtenbriefe
sul dramma scolastico (1762), ai quali si uniscono alcuni
abbozzi sul Cantico dei cantici (1762) sull'originalit (1763),
sulla censura libraria (1763).
Nel decennio seguente la Musa hamanniana tace, mentre
l'autore si trasforma in paziente redattore e collaboratore
delle bisettimanali Knigsbergische Gelehrte und Politische
Zeitungen, edite dal Kanter a partire dal 1764. Hamann
contribu con decine di brevi recensioni, soddisfacendo il
naturale bisogno di giudizio sulle molte letture in cui era
senza posa immerso e che trovava sfogo costante nel carteggio,
di cui interlocutore principale divenne dal '65 Herder. In una
Nacbricbt del 27 gennaio '64 e nei numeri 1 e 3 (rispettivamente del 3 e del 10 febbraio dello stesso anno) Hamann
espone moraleggiando l'idea del giornale e della sua funzione
presso il pubblico. Il 13 febbraio '64 prende posizione netta

44

scRITTI sUL LINGUAGGIO

in una recensione del II tomo De la Nature (Amsterdam


1763) contro il deismo del Robinet. Fino al 7 maggio del '64
Hamann presente sulla Gazzetta regiomontana con annunci
di scritti anche frivoli, con analisi di riviste e recensioni serrate. Notiamo il 2 marzo l'analisi delle Ausfhrliche und
kritische Nachrichten, von den besten und merkwrdigsten
Schriften unserer Zeit > e il 16 marzo un giudizio sui Briefe
die neueste Litteratur betreffend . Il 30 marzo recensisce
i Vernunft- und scbriftmssige Gedanken von den Lebenspflicbten der Cbristen di Daniel Heinrich Arnoldt (Knigsberg,
1764) e il 30 aprile un'altra primizia locale: le Beobacbtungen
iiber das Gefbl des Scbnen und Erbabenen del Magister
I. Kant.
Particolarmente estesa la discussione - nel numero 22
del 16 aprile 1764 - attorno alla seconda parte della Interpretazione della lettera agli Ebrei di I. D. Michaelis (31). Una
puntigliosa sottolineatura passo per passo delle forzature razionalistiche della lettura del testo finisce in un giudizio di
tono grottesco: << L'autore ha fatto un uso tanto balordo, per
non dire ingenuo, delle sue fonti di questa lettera paolina
che non converr ai futuri interpreti neppure stendere questa
pelle di vitello su un tamburo. Per parte nostra seguiamo il
consiglio di Pope: bere di pi per ritornare in s; e consideriamo vera fonte di buone idee un cuore sano... (32).
Dopo il maggio '64 i contributi di Hamann si riducono per
il '65 all'esposizione in tre puntate di un discorso sensazionale
al Parlamento inglese; e sono nulli nel '66. Nel luglio del '67
registriamo alcune Annotazioni sugli scritti ed i costumi di
I. I. Rousseau.
Ma tempo di spostare l'attenzione su Herder, destinato
ad essere al centro delle discussioni che Hamann - dopo il
decennio di silenzio - riprender sul tema del linguaggio!

(31) Iohann David Michaelis, Erlelrung des Briees an die I-Iebrer.

Zweiter Theil, Francoforte e Lipsia (I. G. Garbe), 1764.


(32) Cfr. N. IV, 287-288.

INTRODUZIONE DEL TRADUTTORE

45

Appena ventenne Herder lasciava Knigsberg per la Ospitale Riga, dove il Lindner gli aveva messo a disposizione un
posto alla Domscbule. A Knigsberg il giovane aveva potuto
aprirsi una strada nella teologia e nelle lettere: aveva seguito
le lezioni di Kant e frequentato la libreria di Kanter, dove
Hamann oltre ad avviarlo all'inglese e all'italiano lo arricch
di geniali spunti, che la facile vena dell'allievo non manc
di diluire in sovrabbondanti esposizioni per anni. Il fitto carteggio con Hamann aliment in seguito ancora la fantasia
herderiana. A Riga Herder trov una sistemazione oltre che
nella scuola nell'amministrazione ecclesiastica: ebbe successo
come predicatore e avvi una notevole attivit letteraria, collaborando alle Konigsbergische Zeitungen guidate da Hamann e ai << Gelehrte Beitrge che afiiancavano la Gazzetta
di Riga.
Tra il '67 e il '68 I-Ierder si rivolse al grande pubblico
con tre raccolte anonime di Fragmente iiber die neuere deutscbe
Literatur: Anche il profilo di quest'Opera e i primi tratti
- scrive R. Haym (33) - erano stati abbozzati gi a Knigsberg
e Hamann ne era al corrente. Sappiamo dalle testimonianze
del suo compagno di Knigsberg, Bock, che gi durante il
periodo degli studi Herder rimuginava il proposito di aggiunte frammentarie ai Literaturbriefe che andava stralciando e riassumendo con cura .
I << Briefe die neueste Litteratur betreffend (1759-1765)
erano stati fondati da Lessing con l'intentO di promuovere
una letteratura nazionale originale, erano stati portati avanti
dal Nicolai (che dal '64 prosegu da solo la sua lunga campagna
critica con la Allgemeine deutsche Bibliothek ) e soprattutto dal Mendelssohn, che aveva saputo accaparrarsi la collaborazione efficace del giovane Th. Abbt, che nel '61 aveva
animato lo spirito patriottico dei Tedeschi in una perigliosa
fase della guerra fridericiana dei 7 anni con il sermone Vom
Tode fiirs Vaterland.
Dialogando con i << Literaturbriefe aveva sviluppato la sua

(33) Cfr. R. Haym, Herder, Berlino 1954, I, 134.

46

scRITTI sUL LINGUAGGIO

stagione letteraria l'autore dei Memorabili socratici. Il genio


delle nazioni, la pluralit delle culture, le tradizioni, il linguaggio furono i temi che Herder seppe evidenziare, suscitando interessi e consensi. Nell'insieme i Frammenti sono
l'abbozzo di una storia dello spirito che viene alla luce nel
linguaggio, fiorisce nella poesia e fruttifica nei molti campi
della letteratura e della dottrina. La Prima raccolta dedicata al linguaggio (gli echi delle conversazioni con Hamann
sono distinti): il linguaggio la base della cultura; in esso
sembrano discernibili un'et poetica, un'et prosaica ed un'et
losofica: gravitanti rispettivamente verso la bellezza, la funzionalit e la perfezione. Ai problemi losoci si intrecciano
i temi di una questione della lingua tedesca: si discutono
le proposte gi avanzate, si considera la diversit dei valori
rappresentati dalla correttezza O dalla ricchezza del dire, si
esamina il problema degli idiotismi. Palesemente l'esigenza
della nazione tedesca unificatrice dei particolarismi della storia
politica il motore della discussione. Ci confermato dal
paragone ampio tra lingua tedesca e lingua greca, latina e
francese che emerge nella trattazione del tema delle traduzioni. Attenzione dedicata alla peculiarit sintattica e stilistica che caratterizza la lingua tedesca. Il XVIII Frammento
della I Raccolta d una caratterizzazione degli scrittori tipici
per stile della nuova letteratura tedesca: dopo Winckelmann,
Hagedorn, Moser, Abbt, Spalding, Mendelssohn, Lessing la
rassegna conclusa da Hamann da considerarsi << se non una
stella, almeno una meteora e comunque un fenomeno della
nuova cultura . Il nocciolo dei suoi scritti - riconosceva il
giovane critico - contiene molti semi di grandi verit, di osservazioni nuove e di rimarchevoli letture: l'involucrO un
tessuto faticosamente intrecciato di espressioni etimologiche,
di allusioni e di ori linguistici.
Nel 1768 Herder present in anonimo un ritratto funebre
di Thomas Abbt (morto due anni prima): Ueber Tbomas
Abbts Scbriften. Der Torso von einen Denkmale an seinem
Grabe erricbtet: Hamann provvide in tono giocoso ma con
mano non lieve a ridimensionare il personaggio in una recensione sulle << Knigsbergische Zeitungen del 29 giugno 1768

INTRODUZIONE DEL TRADUTTORE

47

e Herder si adegu (31). Parimenti Herder si ritrasse dall'atteggiamento laudativo assunto nei Fragmente (II e III Raccolta) nei confronti del celebrato filologo di Halle Christian
Adolf Klotz (1738-1771), editore dal 1764 degli Acta
literaria e dal '66 delle Neue hallische gelehrte Zeitungen ,
che andava esercitando una azione di potere crescente nel
mondo dotto finita con uno scontro frontale con Lessing.
All'inizio del '68 Klotz aveva varato la << Deutsche Bibliothek der schnen Wissenschaften con palesi intenzioni
di attacco in pi direzioni: in particolare non era risparmiata
la setta di Knigsberg . Tra il giugno e l'agosto del '68
Lessing contrattacc con una serie di Briefe antiquariscben
Inbalts, Herder scese in campo soltanto l'anno seguente con
il II e III dei Kritiscbe ll'/lder, oder Betracbtungen die
Wissenscbaft und Kunst des Scbnen betreffend, nacb Massgabe
neuerer Scbriften: pi rapido Hamann aveva gi il 15 gennaio del '68 recensito il primo numero della Deutsche Bibliothek der schnen Wissenschaften sulla Gazzetta di Knigsberg; il 22 luglio recensiva il saggio del Klotz: Ueber
das Nutzen und Gebraucb der alteren gescbnittenen Steine und
ibrer Abdriic/ee (Altenburg, 1768), il 2 dicembre i numeri
II-VI della << Bibliothek klotziana e il 9 dicembre il saggio
Ueber das Publicum (Iena, 1768) di Fr. I. Riedel, braccio
destro del Klotz. Recensendo il 30 gennaio 1769 una Italieniscbe Biograpbie di cui appariva allora il I volume con prefazione del Klotz, Hamann denunci l'azione commerciale che
mirava a impossessarsi del mercato librario: accenni al Klotz
compaiono ancora nella recensione (6 febbraio 1769) dei Kritiscbe Wlder herderiani, in cui il nome dell'anonimo autore
fatto trasparire al fianco del Winckelmann e di Lessing.
L'atto di guerra cos per il momento concluso: nei restanti contributi dell'anno Hamann si diverte con il perso(34) Nel novembre del '68 Herder scriveva a Hamann (ZH, II,
427): Abbt non fu certo il miglior giudice di cenci alla moda latina
estetico-filosofico-oraziana. Sono gi stato punito -- e con me anche i
Litteraturbriefe _ a sufficienza per l'indulgenza, tanto che avr
presto -- credo -- Occasione nel secondo volume su Abbt di mettere
con buona grazia i puntini sugli i... .

48

scRITTI sUL LINGUAGGIO

naggio dell'abate Genest e il grande teatro della corte del Re


Sole, cos come le segnalazioni del 1770 indugiano sulla produzione letteraria inglese: Shenston, Baretti, Iohnson, M.
Brown, con un intermezzo sulla gotta e sui fondamenti della
virt...
Nel luglio del '71 la polemica che aveva visto Hamann
dirigere Herder lontana e in due puntate la Gazzetta di
Knigsberg riporta i Pensieri notturni di un dubbioso.
Nel luglio del '69 Herder lasciata denitivamente Riga
inizia il lungo viaggio che toccher la Parigi enciclopedistica
e culminer nell'incontro con il giovane Goethe a Strasburgo,
per concludersi a Bckeburg.
Nel 1769 l'Accademia berlinese bandi un nuovo concorso
a premio per una trattazione attorno al problema: En
supposant les hommes abandonns leur facults naturelles,
sont-ils en tat d'inventer le langage? et par quels moyens
parviendront-ils d'eux-mmes cette invention? . Pur trovandosi in viaggio Herder decise di partecipare al concorso,
il cui tema ritrovava congeniale ai suoi interessi (33).
Il lavoro fu completato a Strasburgo prima del Natale del
'70 e spedito anonimo al Formey, segretario dell'Accademia
berlinese. Herder subiva una cura chirurgica ad un occhio
e si era formata la prima consuetudine con Goethe, che ci
ha serbato in Dicbtung und Wabrbeit (III parte, libro X)
l'atmOsfera di quei giorni e le prime sue impressioni sul
saggio:
mi confid che pensava di concorrere al premio per
il miglior scritto sull'origine del linguaggio posto in palio
da Berlino. Il lavoro era quasi finito e poich la sua grafia era
molto limpida pot farmi leggere un manoscritto assai chiaro
un fascicolo dopo l'altro. Non avevo mai riettuto su simili
temi, ero ancora troppo preso dentro nel bel mezzo delle cose
per pensare al principio e alla fine. D'altra parte la domanda

(35) Un problema centrato, importante e davvero losoco


che
sembra fatto apposta per me > scriveva a Hartknoch da Nantes e anche
nel Giornale di viaggio cita il tema con soddisfazione.

INTRODUZIONE DEL TRADUTTORE

49

mi risultava anche alquanto oziosa: se Iddio aveva creato


l'uomo, gli era stato creato insieme il linguaggio non meno
che la stazione eretta, come aveva dovuto accorgersi di essere in grado di camminare e di afferrare, cos doveva rendersi
conto di essere capace di emettere suoni con la gola e di
potere modificare variamente quei suoni per mezzo di lingua,
guance e labbra. Se l'uomo era di discendenza divina, lo era
certo anche il linguaggio, se invece l'uomO, considerato nell'ambito della Natura, risultava un essere di Natura anche
il linguaggio era un fatto naturale. Non riuscivo a separare
questi fattori come non mi riusciva di staccare l'anima dal
corpo.
Sssmilch, sulla base di un crudo realismo non alieno da
fantasticheria, si era messo dalla parte dell'origine divina
secondo cui insomma Dio si sarebbe assunto con i primi
uomini il compito di maestro di scuola. La trattazione di
Herder si impegnava a mostrare come l'uomo, proprio perch
uomo, pu e deve invece giungere ad un linguaggio in virt
delle sue proprie forze.
Io lessi il trattato con molta soddisfazione e per mio
personale arricchimento: non ero per al livello n per dottrina n per pensiero di potere esprimere un giudizio fondato
sull'argomento. Mostrai pertanto all'autore il mio consenso
avanzando insieme soltanto poche osservazioni, che venivano
dal mio modo di sentire. Sia l'una che l'altra cosa furono
accolte allo stesso modo: rimproveri e rimbrotti; non rimaneva che essere d'accordO O in assoluto O relativamente .
Il saggio herdiano fu riconosciuto vincitore nella seduta
del 6 giugno 1771 dell'Accademia berlinese e Herder ne fu
ufficialmente informato con una lettera del Formey, segretario,
dell' 8 giugno 1.771. Lo scritto coronato fu pubblicato l'anno
seguente << per ordine dell'Accademia presso Christian Voss
a Berlino(3).
(33) Abbandlung ber den Ursprung der Spracbe welcbe den von

der Knigl. Academic der Wissenscbaften fiir das Iabr 1770 gesetzten
Preis erbalten bat. Von Herrn HERDER. Auf Befebl der Academic beraus-

gegeben. - Vocabula sunt nota rerum. Cic. _ Berlin (bey Christian


Voss), 1772 (222 pp. in 8).

50

SCRITTI SUL LINGUAGGIO

La prima delle due parti del saggio (pp. 2-140) affronta


in tre sezioni la domanda: affidati alle loro capacit naturali
poterono gli uomini da soli inventare il loro linguaggio? .
Nel mondo vivente extra-umano, dominato dalla finalit
unitaria della Natura, il suono opera un collegamento sociale
tra gli individui: l'individuo affetto da una esigenza vitale
emette suoni che agiscono su altri individui, che vengono da
essi convogliati a prestare un aiuto efficace quanto inconsapevole.

Gi in quanto animale l'uomo ha un linguaggio. Tutte


le sensazioni forti e in particolare le pi violente tra esse,
ossia le sensazioni dolorose del corpo, le passioni violente
dell'anima, si esternano immediatamente in grida, in voci, in
suoni selvaggi inarticolati. Una bestia che soffre, non meno
dell'eroe Filottete, sotto l'assalto del dolore mander gemiti,
emetter lamenti: anche se fosse abbandonata su un'isola
deserta, senza alcuna prospettiva, n traccia, n speranza di
un consimile soccorrevole (37).
Questi sospiri, questi suoni sono linguaggio: c' un
linguaggio del sentire che una legge immediata della Natura (33).
Questa lingua della Natura presente nel fondo dell'uomo ed emerge nelle interiezioni suscitate da emozioni
primordiali: L'impeto di una passione che travolge, l'improvvisa sopraffazione della gioia O dell'allegria, dolore e
pena che scavano solchi nell'anima, un incontenibile sentimento di vendetta, di disperazione, di rabbia, di spavento, di
raccapriccio: tutto ci si manifesta e ciascuna emozione a
suo modo, diversamente. Quante sono le specie di emozioni
possibili che sonnecchiano nella nostra natura, altrettante
sono le specie di voci... (33).
In tutte le lingue delle origini risuonano ancora reliquie
di queste voci della Natura; non sono certamente i loni principali del linguaggio umano, non sono le sue vere radici, sono

(37) Herder, op. cit., p. 3.


(33) ib. p. 6.
(39) ib. p. 7.

mrnonuzrou DEL TRADUTTORE

51

tuttavia i succhi che danno vita alle radici del linguaggio ().
Le interiezioni, rimaste vive soprattutto nei linguaggi dell'Oriente o dei popoli selvaggi - espressioni di gioia, di lutto,
di guerra ecc. - sono le testimonianze del collegamento del
linguaggio umano con il grembo della Natura profonda.
Il prologo largamente gurato impone il tema fondamentale: l'ancestrale legame del linguaggio umano con la Natura;
il controsoggetto fornito dalla tesi dell'origine divina del
linguaggio, avanzata dal Sssmilch in una memoria letta gi
nel '56 davanti allAccademia e pubblicata dieci anni pi tardi
a Berlino: Beweis, dass der Ursprug der mense/lic/nen Sprac/ve
gttlic/J sei.
Il Sssmilch aveva sostenuto che la riducibilit di tutti i
suoni presenti nelle diverse lingue ad una ventina di tipi
caratterizzati dalle lettere dell'alfabeto starebbe a significare
che il linguaggio stato fornito all'uomo da un insegnamento
diretto di Dio, autore del linguaggio stesso.
Chiamando in causa il Lambert e alcuni studiosi del linguaggio di popoli selvaggi viventi, Herder nega la riducibilit
delle lingue alla combinazione di una ventina di suoni: il
linguaggio un essere vivente che non si lascia scomporre
meccanicamente: i segni furono sempre inadeguati a rendere
la creativa novit della parola e sarebbe curioso che 1'alfabeto
usato dagli uomini - con tutta la sua insufficienza - fosse
proprio opera di Dio! Herder insiste piuttosto sullo stretto
legame vitale che unisce suono e sentire e conclude: Se vogliamo chiamare linguaggio i suoni immediati che accompagnano il sentire, trovo che la sua origine affatto naturale in
ogni caso. Non solo non sovrumana, ma chiaramente
animale: la legge naturale di una macchina senziente! (41).
Il linguaggio umano tuttavia di altra specie.
Tutti gli animali no al pesce pi ottuso danno suono
al loro sentire: per questo per nessun animale, neppure il
pi perfetto, ha dato il minimo inizio autentico ad un linguaggio umano. Si elabori, si raflini, si organizzi questo insieme
(40) ib. p. 10.
(41) ib. p. 23.

52

SCRITTI SUL LINGUAGGIO

di suoni come si vuole, se non sopravviene una determinazione [Verstand] di usare questo suono con intenzione, non
vedo come secondo la legge di natura esistente questo suono
possa diventare un linguaggio umano, un linguaggio deliberato. I bambini producono manifestazioni sonore del sentire:
come gli animali; ma il linguaggio che essi apprendono dagli
uomini non forse tutt'altra cosa? (42).
Herder condanna Condillac quanto Rousseau: l'uno per
avere ridotto l'uomo al livello dell'animale, l'altro per avere
innalzato l'animale indebitamente alla dimensione umana:
occorre dichiarare con precisione la differenza specifica delluomo rispetto agli altri viventi. Negli animali la sensibilit,
le disposizioni e le capacit operative sono in funzione dell'ampiezza e molteplicit della sfera d'azione: l'uomo non ha
una sfera determinata, le sue capacit sono disperse sull'intera
superficie terrestre: sul piano dell'istinto l'ultimo degli animali, manca anche di quei meccanismi di segnalazione operativa che sembrano costituire il linguaggio degli animali.
L'ape ronza mentre succhia, l'uccello canta mentre fa il
nido: come parla invece naturalmente l'uomo? Non parla
affatto! proprio come poco o nulla fa in forza del solo istinto
alla maniera dell'animale. Un neonato umano - se si prescinde dal pianto che viene dal suo sensibile organismo muto: non esterna con i suoni n rappresentazioni n impulsi (cosa che fa invece ogni animale a seconda della specie
a cui appartiene): posto semplicemente in mezzo agli animali,
l'ultimo orfanello della Natura. Nudo ed inerme, debole e
senza mezzi, timido e senza difesa e - somma di tutta la sua
miseria - privo di ogni guida nella vita. Nato con una sensibilit distratta e indebolita, con capacit indenite e sonnacchiose, con inclinazioni molteplici e acche, palesemente
volto a mille esigenze, destinato ad una larga sfera, eppure
tanto diseredato e abbandonato da non essere dotato neppure
di un linguaggio per esprimere la sua insuicienza... No! una
siffatta contraddizione non compatibile con leconomia della
Natura. In luogo degli istinti altre segrete forze devono dor(42) ib. p. 24.

INTRODUZIONE DEL TRADUTTORE

53

mire in lui! Nato muto, ma... ('). Sulla base della bont
e logicit della Natura si deve arguire che c' nell'uomo una
forza ulteriore, capace di situarlo adeguatamente nell'ordine
universale: proprio la mancanza di una destinazione e di una
attrezzatura precisa fa tralucere la libert e l'intelligenza.
Si chiami come si vuole questa disposizione complessiva
delle sue forze: intelletto, ragione, intenzione ecc. Purch
non si intenda con questo nome forze isolate o meri gradi
della scala delle forze animali, per me lo stesso. l'impianto complessivo di tutte le forze umane, l'intera economia della sua natura sensitiva e conoscitiva, cognitiva e
volitiva, o meglio lum'ca forza positiva del pensiero che
unita ad un certo organismo corporeo assume nell'uomo il
nome di ragione, laddove negli animali diventa capacit tecnica: nell'uomo si chiama libert, negli animali si fa istinto.
La differenza non per di grado, n consiste in un incremento di forze, bens il volgersi e svilupparsi di tutte le
forze in una direzione affatto diversa (44). Pur essendo identiche le forze naturali in gioco, opposto il loro convogliamento: ci fa s che non ci sia possibilit di sviluppo n di
passaggio dall'animale all'uomo, anche se comune il grembo
materiale della Natura. Herder preoccupato di serbare l'unit
della Natura: rifugge palesemente da una separazione essenziale tra materia e spirito, sottolinea tuttavia che lo sviluppo
in senso materiale o spirituale della Natura d luogo a fenomeni distinti e irriducibili. Cos, pure procedendo con l'animale dalla stessa fonte, l'uomo assume no dalle prime manifestazioni vitali caratteri essenzialmente diversi e singolari.
<< l'um`ca forza positiva dell'anima che opera in questa
disposizione: un essere se pi sensibile sar meno razionale,
se pi razionale sar meno vitale, se pi illuminato meno
mosso da impulsi oscuri: evidente! Tuttavia lo stato di
massima sensibilit dell'uomo fu pur sempre umano e operava
in lui pur sempre un'intenzione consapevole [Beson/1enbeit],
anche se in grado meno notevole: parimenti lo stadio di
(43)
p. 37.
(44) ib. pp. 42-43.

54

scan-T1 sUL Lmcuaccio

minima sensibilit degli animali rimane pur sempre animale


e nella massima chiarezza delle loro rappresentazioni [Gedankenl] non ci fu mai la consapevole intenzionalit di un
concetto umano > (45).
Il modo di essere propriamente umano l'z'ntenzione consapevole o riessione [Besonnenbeit, Re/lexion]; da questo
modo di essere il linguaggio procede in guisa affatto naturale, semplice, come una spontanea manifestazione.
L'uomo d prova di riessione, allorch la forza della
sua anima opera in maniera tanto libera da potere nell'intero
oceano di sensazioni che scroscia per tutti i sensi... separare
un'onda, fermarla, concentrarvi l'attenzione e rendersi conto
di notarla. D prova di riflessione quando emergendo dall'intero aleggiante sogno di immagini che gli trascorre innanzi
in grado di raccogliersi in un momento di veglia, di indugiare volontariamente su un'unica immagine, sottoporla ad
un'osservazione chiara pi tranquilla, distinguerne i caratteri
in modo che il suo oggetto sia quellimmagine e null'altro.
D cio prova di riflessione non quando in grado di riconoscerne vivacemente e chiaramente tutte le caratteristiche, ma
in condizione di discernere per suo uso uno o pi caratteri
come nota distintiva: il primo atto di questo discernimento
d il concetto distinto: il primo giudizio dell'anima
Come
ha avuto luogo questo discernimento? Grazie ad un carattere che stato costretto a distinguere e che gli risultato
ben preciso quale segno dell'intenzione. Benissimo! Gridiamo
con lui spmca! Questo prima contrassegno dell'intenzione
la parola dell'anima! Con ci stato inventato il linguaggio umano (46).
Con maggiore compiutezza Herder esprime - secondo la
disposizione alla fantasia che gli propria - il suo intento
attraverso un esempio accuratamente esposto: l'uomo che
vuole conoscere la pecora.
Quando [l'uomo] giunge a desiderare di conoscere la
pecora non pi distratto da istinto alcuno, non c' pi
(45)
p. 51.
(46) ib. pp. 52-53.

INTRODUZIONE DEL TRADUTTORE

55

sentire che violentemente lo attragga o respinga nei confronti del suo oggetto: la pecora sta li completamente quale
si palesa ai suoi sensi. Bianca, morbida, lanosa; la sua anima,
che opera in piena consapevolezza, cerca un segno distintivo: 'la pecora bela! . Ha trovato il carattere. Opera ora
il senso interno. Il belare - che ha impressionato massimamente l'anima, che si distaccato da tutti gli altri dati dell'osservazione visiva e tattile, che balzato in evidenza, che
si imposto nella maniera pi incisiva - rimane presente
all'anima. La pecora ritorna: bianca, morbida, lanosa; la
vede, la tocca, si ricorda, cerca il segno: la pecora bela ed
ecco, l'anima ora la riconosce! Ah! sei la cosa che bela! '
sente dentro di s: la ha riconosciuta a livello umano proprio
perch la riconosce e le d un nome in maniera distinta,
ossia in base ad un carattere... In base ad un carattere dunque!
e che cosa un carattere se non una parola interiore? Il
suono del belato, percepito da un'anima umana quale segno
distintivo della pecora, diventato - in forza di questa
intentio - nome della pecora: e ci anche se mai la sua lingua
avesse tentato di pronunciarlo. L'uomo ha riconosciuto la
pecora al belato: un segno ben compreso in grazia del quale
l'anima giungeva a ricordare con precisione un'idea. Che
cosa questo se non parola? e che cosa complessivamente
il linguaggio umano se non una raccolta di parole siffatte?
Quindi, anche se non capitasse mai all'uomo di rendere quest'idea ad un'altra creatura e di volere e potere manifestare ad
essa questo carattere della sua intenzione producendo con le
labbra un belato, la sua anima avrebbe tuttavia belato nel suo
intimo, per il fatto di avere scelto questo suono a segno
rammentativo, e avrebbe belato una seconda volta per avercelo riconosciuto... il linguaggio inventato! stato scoperto
con la stessa naturalezza e necessit per luomo con cui l'uomo
uomo... (47). Cos - con pecore e belati - Herder ha
esposto la sostanza della sua teoria.
Si inserisce ora un attacco a Sssmilch, che ha sottolineato
un nesso essenziale tra ragione e linguaggio a sostegno della
(47) ib. pp. 54-56.

56

SCRITTI SUL LINGUAGGIO

tesi di unorigine divina del linguaggio umano. Herder gli


rimprovera un circolo vizioso. Senza linguaggio l'uomo non
avrebbe la ragione, e senza la ragione non avrebbe linguaggio.
Senza linguaggio e ragione l'uomo non sarebbe suscettibile
di un insegnamento da parte di Dio; e senza insegnamento
da parte di Dio non avrebbe d'altra parte n ragione n
linguaggio... e dove andiamo a nire? Come pu l'uomo apprendere il linguaggio mediante insegnamento da parte di
Dio se privo di ragione? d'altra parte senza linguaggio non
avrebbe il minimo uso di ragione. Deve dunque l'uomo avere
un linguaggio prima di averlo e di poterlo avere? oppure
deve potere diventare ragionevole senza il minimo uso di
ragione? Per potere prottare della prima sillaba dell'insegnamento di Dio deve gi essere un uomo..., ossia potere
pensare distintamente: ma con il primo pensiero distinto c'
gi nella sua anima un linguaggio e questo linguaggio stato
inventato con mezzi umani e non per opera di un insegnamento divino... Iddio non ha affatto inventato un linguaggio
per gli uomini: sono stati gli uomini, sempre con l'opera
delle loro forze e solo sottostando ad un'organizzazione superiore, che hanno dovuto inventarsi il loro linguaggio. Per
poter ricevere dalla bocca di Dio anche soltanto la prima
parola in quanto parola - ossia come carattere distintivo
della ragione - occorreva la ragione e l'uomo dovette impiegare per capire quella parola come parola la stessa intelligenza che avrebbe dovuto usare per inventarla originariamente ().
Lo stretto legame tra ragione, linguaggio e umanit prova
secondo Herder semplicemente la cooriginariet di questi
fattori: non si pu essere uomini senza linguaggio e senza
ragione: il linguaggio connaturale all'uomo.
Lattenzione si sposta ora alla considerazione di un eventuale stato primordiale in cui l'uomo sarebbe vissuto tra gli
animali in condizione ferina: ci non autorizza affatto a
concludere con il Sssmilch che l'uomo sarebbe stato innalzato da quello stato da un intervento storico di Dio, che in
(43) ib. pp. 61-63.

INTRODUZIONE DEL TRADUTTORE

57

tale occasione gli avrebbe insegnato anche a parlare. Herder


risponde che un tale stato di ferinit pu essere inteso solo
come una degenerazione dovuta ad influenze esterne alla
natura umana, capaci di opprimerla non per di modificarla:
come un vegetale che si curva perch impedito da un ostacolo ma appena libero riprende la sua crescita verticale, cos
l'umana natura liberata da condizioni ambientali avverse
spontaneamente procede verso la vita spirituale e si esprime
nella parola. Come il bisturi che toglie la cataratta dall'occhio
non gli dona la vista ma solo rimuove un impedimento al
suo esercizio.
In questa prospettiva rivela la sua inconsistenza anche
l'ipotesi di Rousseau di un uomo di natura che si evolverebbe dall'animalit alla spiritualit. Per Herder non c'
passaggio: l'animale non che animale e l'uomo per quanto
ridotto in condizioni esterne di abiezione rimane sempre
uomo. La scimmia e il pappagallo imitano fenomeni esterni
di comportamento umano: manca tuttavia la parola interiore
della intenzione consapevole.
La volpe ha mille volte agito come viene fatta agire
in Esopo; non ha tuttavia mai agito con l'intenzione che
le presta Esopo: e semmai ci avvenisse Sora Volpe avrebbe
inventato il linguaggio e andrebbe favoleggiando di Esopo
proprio come ora Esopo di lei (49).
Il linguaggio e la ragione sono il carattere specifico rispettivamente esterno ed interno dell'uomo: Non posso
pensare il primo pensiero umano n formulare il primo giudizio sostenuto da un'intenzione consapevole, senza che dialoghi - o cerchi di dialogare - dentro la mia anima; il primo
pensiero umano dispone perci per sua natura al dialogo con
gli altri (5).
La terza sezione si apre con una lunga disquizione attorno
alla funzione primaria del suono nella costituzione del linguaggio esteriore (pp. 75-94).

(49) ib. p. 71.


(50) ib. p. 74.

58

sciurrl sui. LINGUAGGIO

I suoni emessi dagli animali e dalle cose in genere sono


i contrassegni per cui l'uomo primariamente li distingue e
li riconosce: in questa azione di fissazione di un carattere
distintivo consiste gi il linguaggio. Herder insiste sul primato che l'udito ha rispetto agli altri sensi in questa operazione di instaurazione della vita spirituale. Dando libero sfogo
alla fantasia e all'eloquenza l'autore ci offre un bozzetto del
sorgere del linguaggio in un uomo ipoteticamente solo in
un'isola abbandonata per opera del suono e dell'udito.
<< Sistematelo comodo e a suo agio su un'isola deserta: la
Natura si riveler a lui attraverso l'udito: migliaia di creature che non in grado di vedere sembreranno parlare con
lui e anche se la sua bocca e il suo occhio rimanessero chiusi
esternamente, la sua anima non sarebbe del tutto priva di linguaggio. Se le foglie dell*albero stormendo fanno piovere
frescura sul povero solitario, se il ruscello che trascorre mormorando gli culla il sonno e spirandogli incontro il vento
dell'Ovest d respiro alle sue guance, se gli dona latte la
belante pecora, acqua la gemente fonte, frutti la pianta sussurrante, ci sono sufcienti interessi per conoscere quegli
esseri benefici, c' sufficiente impulso per dare loro un nome,
pur senza vedere n fare uso della lingua, all'interno dell'anima. L'albero chiamer il sussurrante, spirante il
vento dell'Ovest, gemente la fonte: ecco gi un piccolo
dizionario in attesa del conio da parte degli organi del linguaggio. Come dovrebbero essere tuttavia povere e disgregate le rappresentazioni che Pammutolito connetterebbe con
quei suoni!
Ora si conceda all'uomo l'uso di tutti i sensi: che veda,
tocchi e senta ad un tempo tutti gli esseri che parlano al suo
orecchio: cielo! che scuola di idee e di linguaggio! Non
necessario fare scendere dalle nuvole come deu: ex mac/nina
n Mercurio n Apollo: tutta quanta la divina Natura dai
molti suoni maestra di linguaggio e Musa! Ella gli fa passare davanti tutte le creature: ciascuna porta il suo nome
sulla lingua e si proclama a questa divinit visibile velata
serva e vassalla. Registra il suo contrassegno nel libro della
sua signoria come un tributo, affinch l'uomo a quel nome

INTRODUZIONE DEL TRADUTTORE

si ricordi di lei, abbia in seguito a chiamarla e ad usufruirne.


Mi chiedo se questa verit l'intelletto, grazie a cui l'uomo
signore della Natura, fu il padre di un linguaggio vivo, che
ricav dai suoni degli animali dotati di voce assurti a segni
distintivi ', questa arida verit mi chiedo se non possa essere
espressa in maniera pi bella e nobile alla maniera orientale
dicendo che ' Iddio condusse a lui gli animali perch vedesse
come chiamarli! e al modo in cui egli li avesse denominati

avrebbero dovuto chiamarsi! '. Come si sarebbe potuto dire


in maniera pi precisa secondo lo stile poetico orientale:
l'uomo invent da s il linguaggio, sulla base dei suoni della
Natura vivente, a contrassegno del suo intelletto dominatore '! (51).
La storia del linguaggio legata alla storia dell'uomo che
da condizioni di povert e di debolezza va via via dispiegando le sue potenzialit nella direzione dello spirito.
Il linguaggio umano pertanto alle sue origini prossimo
alla sensibilit e alla spontaneit della Natura intiera. Operazioni, suoni, parole: i suoni della Natura assunti a contrassegni delle cose diventano parole di uomini.
Tutta la Natura d suono e nulla pi naturale per
l'uomo sensibile che vivere, parlare, agire (52). Le interiezioni, le ripetizioni dei suoni del mondo circostante danno
luogo ai primi verbi che designano le azioni: dalle quali ancora non si distinguono i soggetti, significati pi tardi dai
nomi. Gli articoli esprimerebbero connotazioni di valore:
amico-nemico, forte-debole, maschio-femmina.
Il linguaggio nasce da un'anima bambina che interpreta
il mondo circostante nelle immagini del mito e che si esprime
naturalmente in guisa poetica.
Si pu essere daccordo nel dire che il primo linguaggio
umano fu un canto, purch non si confonda questo canto
- che appunto lespressione immediata del sentire umano
in quanto umano - con il canto di altri esseri: ad es. degli
uccelli.
(51)
pp. 77-79.
(52) ib. p. 82.

60

SCRITTI SUL LINGUAGGIO

<< Il linguaggio dell'amore nel nido dellusignolo un


dolce canto, ma ruggito nella tana del leone, un nitrito
nella selva e nel cantuccio dei gatti uno strepito di urlacci:
ogni specie parla la sua lingua, non per gli uomini ma per
s, gradevole a se stessa non meno del canto del Petrarca a
Laura (53). Nel canto dell'uomo non ci sono soltanto emozioni e suoni ma ci sono nomi.
Alla radice del linguaggio e della musica di ogni popolo
sta lo << spirito della lingua alla quale occorre attingere, se
al di l delle sparse membra delle reliquie letterarie del passato si vuole ritrovare la vivente poesia di una cultura.
La III sezione tratta successivamente (pp. 94-106) della
formazione del linguaggio relativamente ad oggetti esterni
alla zona auditiva. Herder cerca di collegare gli altri dati
sensoriali all'udito: il collegamento avviene nel Gebl a
cui si riducono tutti i fenomeni del sentire come a denominatore comune continuo. Alla base di tutti i sensi sta il
Geii/al e ci d alle sensazioni pi diverse gi un legame
tanto intimo, vigoroso, ineffabile, che da questa unificazione
nascono i fenomeni pi singolari (5^). Oltre la lenta e laboriosa unificazione operata dalla ragione, c' l'incessante unicazione che spontaneamente opera nel profondo del sentire
l'oscuro sentimento e che sfugge prevalentemente all'osservazione. Nelle creature senzienti, che percepiscono simultaneamente attraverso sensi differenti, inevitabile una
concrezione delle idee: cosa sono infatti tutti i sensi se non
maniere di rappresentare di una forza positiva unica dell'anima?... Quanto pi i sensi sono oscuri tanto pi confluiscono uno nell'altro e quanto meno sono esercitati, quanto
meno si imparato ad usarne uno senza gli altri con cognizione e precisione, tanto maggiore l'oscurit! Applichiamo
questo all'inizio del linguaggio! La fanciullezza e l'inesperienza del genere umano ha favorito il linguaggio (55).
L'uomo emerge da un oceano di impressioni confuse e

(55) ib. p. 89.


(54) ib. p. 94.
(55) ib. p. 96.

INTRODUZIONE DEL TRADUTTORE

61

via via va distinguendo una sensazione dalle altre: facile


per che dati sensoriali diversi si scambino in un'identica
rappresentazione: ad es. il lampo un dato solo visivo, ma
la sua rappresentazione integrata di fatto dal dato auditivo
del tuono che concorre a dare il senso della rapidit. Herder
riconduce cos tutto il problema a due punti.
(1) Poich tutti i sensi non sono che maniere di rappresentazione dell'anima, basta che l'anima abbia una rappresentazione distinta ossia un carattere distintivo e con questo
carattere ha gi un linguaggio interiore. (2) Poich tutti i
sensi, specialmente nella fase della fanciullezza umana, non
sono che modi di sentire (Geblsarten) di un'unica anima
e il sentimento si esprime sempre immediatamente in suoni
secondo una legge della natura animale, basta che un sentimento sia elevato alla distinzione propria di un carattere,
perch gi la parola diventi un linguaggio esternato (56).
Per Herder l'udito l'organo primario del linguaggio ed
il centro del sentire umano: << dal momento che l'uomo
riceve soltanto attraverso l'udito il linguaggio della Natura
che lo ammaestra e senza di ci non pu inventare il linguaggio, l'udito diventato in certo modo il senso centrale,
la vera porta dell'anima e il legame unicatore degli altri
sensi (57). L'udito infatti a met tra lo sconfinato campo
della vista e la troppo angusta area del tatto, media la
sua posizione rispetto agli altri sensi anche quanto a precisione, vivacit, tempo di operazione, esigenza espressiva,
sviluppo. Risulta agli occhi di Herder una mirabile organicit nel mondo del sentire che inserisce nalisticamente l'uomo
nell'armonia cosmica.
Il linguaggio delluomo risulta un elemento essenziale
del concerto della Natura.
Il rimanente della III sezione (PP. 109-140) la enunciazione di cinque canoni relativi all'antichit del linguaggio,
debitamente esemplicati e commentati. Ecco gli enunciati:
1) Quanto pi le lingue sono antiche ed originarie,

(S6) ib. p. 99.


(S1) ib. pp. 99-ioo.

62

SCRITTI SUL LINGUAGGIO

tanto pi la formazione dei nomi segue l'analogia dei sensi


nei loro etimi (il naso dice lo spirare dell'ira, il respiro
la vita ecc.)(58).
2) Quanto pi le lingue sono antiche ed originarie
tanto pi negli etimi anche i sentimenti si intrecciano (le
metafore) (59).
3) Quanto pi una lingua originaria, quanto pi frequentemente i sentimenti si intrecciano in essa, tanto meno
questi ultimi possono essere disposti in una subordinazione
esatta e logica. La lingua allora ricca di sinonimi: pur sulla
base di una sostanziale povert fruisce di un'enorme inutile
superfluit > ().

4) Come lanima umana non in grado di ricordarsi


di alcuna astrazione operata nel regno degli spiriti, ma
giunta alla astrazione attraverso occasioni e richiami dei
sensi, parimenti nessuna lingua possiede nozioni astratte se
non conseguite per via di suono e di sentimento. Pi una
lingua originaria, meno frequenti sono le astrazioni e tanto
pi abbondanti i sentimenti (').
5) dal momento che ogni grammatica non che una
filosofia attorno ad un linguaggio ed un metodo per il suo
uso, necessit che quanto pi una lingua originaria minore
sia la grammatica: la lingua pi antica non che il dizionario della Natura! (2).
I commenti di questi enunciati sono sostenuti da un'intenzione polemica contro la tesi dellorigine divina del linguaggio: le metafore, la sovrabbondanza dei sinonimi, la
scarsit dei termini astratti (i numeri ad es. sono relativi all'uso effettivo che un popolo ne fa) sono per Herder segni
di una capacit espressiva povera di mezzi che faticosamente
cerca di procurarseli, testimonianza di un'origine terrena,
umana, storica del linguaggio. Proprio perch privo di ter-

(55)
(59)
(50)
(51)
(62)

ib.
ib.
ib.
ib.
ib.

p.
p.
p.
p.
p.

108.
110.
177.
112.
129.

INTRODUZIONE DEL TRADUTTORE

mini adeguati l'uomo cerca con la metafora di estendere un


signicato noto ad un'intenzione ulteriore: proprio perch
privo di un dizionario adeguato l'uomo da pi parti si industria ad indicare la stessa cosa dando luogo nel tempo ad
un accumulo inutile di sinonimi.
La sezione culmina in un profilo di grammatica storica
generale, che vede procedere i nomi dai verbi; vede i termini
via via adattarsi ad una pi precisa circostanziazione articolandosi secondo coniugazioni e declinazioni, per polverizzarsi inne nelle particelle avverbiali, preposizionali ecc. Una
legge di economia governa lo sviluppo. Il progresso del linguaggio innito quanto quello dell'Umanit: tutto storia,
moto dal basso verso l'alto.
La seconda parte del saggio (pp. 143-222) affronta la domanda: Per quale via l'uomo ha meglio potuto e dovuto
inventare il linguaggio? .
Herder, presupponendo un nalismo universale della Natura, si aspetta che ad una disposizione dellluomo al linguaggio corrisponda un concorso di aiuti nell'ambiente esterno,
si che lo sviluppo delle facolt umane avvenga lungo un itinerario logico ottimale. Herder enuncia quattro leggi capitali della natura e della specie umane che presiedono allo
sviluppo del linguaggio.
I) << L'uomo un essere pensante libero e attivo, le cui
forze operano in progressione: per questo un essere parlante! (63).
II) L'uomo per destinazione essenziale una creatura
di gruppo, un animale sociale: Pelaborazione di un linguaggio
gli risulta pertanto naturale, essenziale, necessaria ().
III) Poich non era possibile che l'intero genere umano
rimanesse un gruppo unico, non era neppure possibile che
la lingua rimanesse unica. Si ha dunque la formazione di
diverse lingue nazionali (65).
IV) Allo stesso modo in cui con tutta probabilit il

() ib. p. 144.
(6^) ib. p. 170.
(65) ib. p. 187.

64

SCRITTI SUL LINGUAGGIO

genere umano un'unit in progresso da un'origine unica


verso un'unica grande organizzazione vitale, lo stesso accade
per tutti i linguaggi e con essi per l'intera concatenazione
della civilt ().
Non ci impegnamo nell'analisi dettagliata di questa seconda parte, che soddisfa la forma della domanda posta dall'Accademia ma che nulla aggiunge a quanto abbondantemente stato gi detto circa la natura e l'origine del linguaggio
nella parte iniziale della trattazione. Herder spazia verso il
tema di una storia generale dell'Umanit: basti qui ricordare quanto occorre per la comprensione della discussione
ripresa da Hamann sul tema specico della natura del linguaggio.

All'ultimo biglietto di Herder dell'ottobre del '69 da


Nantes, segu nel tto commercio epistolare tra Hamann e
Herder un silenzio di quasi tre anni.
Il 27 gennaio del '70 Hamann annotava in appendice ad
una lettera al Nicolai: << Del nostro 'torsista ' non ho pi
avuto neppure una riga dopo il suo imbarco. Adesso dovrebbe
essere a Parigi: vorrei che il suo cursar fosse presto compiuto (67).

Il 12 settembre del 70 - scrivendo ancora al Nicolai commenta: Il Sig. Herder pare avermi totalmente dimenticato: ho avuto unultima sua lettera ancora prima che
salisse a bordo a Riga. Mi viene voglia di pronunciare su
Hume e anche su di lui il Tam* mieax! e tant pis! del Marquir (8). Hamann comunque informato del successo nel
concorso berlinese, come appare dalla lettera al Nicolai del
22 settembre 1771, alla conclusione della quale scrive:
ancora vivo il nostro Herder? Il suo scritto di concorso
non sarebbe dovuto uscire per lo scorso S. Michele? ().
Non abbiamo notizia pi ricca dello stato d'animo, non

(55)
(57)
(55)
(59)

ib. p. 203.
Cfr. ZH. III, 2.
Cfr. ZH. III, 3.
Cfr. ZH. III, 6.

iN'i'xoiUzioNE ni-:L TRADUTToiu-:

65

certo soddisfatto, di Hamann nei confronti del saggio accademico del giovane amico: certo il silenzio eloquente!
L'attacco a Herder preparato da un'azione di accostamento al tema, consistente nella recensione sul num. 104
delle Knigsbergsche gelehrte und politische Zeitungen
del venerd 27 dicembre 1771 del Versucb einer Erklrung
der Ursprungs der Sprache di Dietrich Tiedemann (edito a
Riga presso Hartknoch con la data 1772).
Il Tiedemann (1748-1803) entrava allora nel mondo dei
dotti e Hamann lo qualica candidatus juris ed ex-precettore
in Livonia (7). La breve recensione di Hamann si conclude con l'annuncio del saggio di Herder.
La recensione al saggio herderiano sull'origine del linguaggio fu pubblicata nel num. 26 di luned 30 marzo 1772
sulle Knigsbergsche gelehrte und politische Zeitungen e
completato da una /lbertigung nella Beylage al num. 37
dello stesso giornale, in cui Hamann prende la parola in
veste di Aristobulo maestro del re Tolomeo, appartenente
alla stirpe dei sacerdoti consacrati con lunzione (2 Maccabei I, 10).
La recensione al Tiedemann e le due parti della recensione a Herder apparvero riunite in un volumetto, edito
nel 1772 da Kanter a Knigsberg.
Herder ricevette la prima parte della recensione al suo
saggio attraverso Hartknoch che si era recato alla fiera di
Lipsia. La seconda parte gli fu inviata da Hamann stesso
insieme ad una lettera del 14 giugno 1772.
Vecchio e caro amico! - scriveva Hamann - dopo tanto
Vi abbraccio e Vi scrivo con molta confusione. Da quanto ho
potuto tirare fuori dai miei amici di Curlandia e Livonia di
ritorno dalla fiera di Lipsia Voi non mi capite proprio pi

(70) Il Tiedemann divenuto nel 1786 ordinario di filosoa a Mar-

burgo con una storia della flosoa in 6 voll. (Marburgo, 1790-97): Geist
der :pe/eulativen Pbilosopbie von Tbale: bis Berkeley. Si ricorda ancora
il Syrtem der Stoisc/Jen Pbilosopbie (Lipsia, 1776 3 voll.), i tre volumi
di Unterrucbungen ber den Menscben (Lipsia, 1777-8), il Tbetet oder
ber da: menrcblicbe Wisse. Ein Beitrag zur Vernunft/eriti/e (Franco

forte s. M., 1794), usato come base dogmatica nella polemica antikantiana.

66

sciurrr sUL LINGUAGGIO

e questo un triste presagio per la nostra amicizia, quanto


alla quale potete fare conto della mia incrollabilit, per quello
che concesso a noi mortali. Dai fogli acclusi potete vedere
che i recensori hanno liquidato: quanto al resto la faccenda
non mi interessa pi di quanto abbia motivo di interessare
Voi... (71). Il biglietto concluso da un invito a Knigsberg
e dall'annuncio della nascita dell'ormai treenne primogenito.
Hamann non abbandon la discussione sul linguaggio e
dalla lettera del 1 agosto 1772 di Herder sappiamo che un
nuovo contributo hamanniano stato distribuito a pochi
eletti: Des Ritter: von Rorenkreuz letzte Willensmeymmg
iier den gttlicben and mense/Jlicben Ursprung der Spracbe,
edito in appena 12 esemplari dal Kanter con la falsa data 1770.
In mancanza di altre informazioni esterne ci sembra opportuno riportare la prima parte della citata lettera, in cui
Herder cerca di giustificare la propria posizione e d notizia
dell'elaborazione del nuovo saggio Ueber die lterte Ur/eunde.
<< Stanno qui davanti a me, stimatissimo, venerato vecchio
amico, tre cose su cui io - per quanto inadeguatamente devo dare risposta: la vostra lettera, i due numeri di giornale (con appendice e farsa) e il nobile cavaliere di Rosacroce, la cui anima Iddio faccia beata e cosi sia! Non posso
dire di capire tutto: n so come possiate Voi aver scritto
tutto questo, n vedo quale filo stendete fra i tre pezzi: d'altra
parte, poich la Vostra maniera di pensare non mi stata
mai pi scoperta n mai coincisa di pi con il mio intendimento, accolgo anche i tre pezzi, come mi venissero dalla
cieca e dorata et di Saturno: comprendendo e traendone
vantaggio per quello che posso...
Mi intanto pur sempre incomprensibile che - per dirla
in gergo scolastico e letterario - il Vostro dono linguistico
si diparta dal mio. Chi dubita, o ha mai dubitato o pu dubitare con tutte le 'rtsp1.o"ro'to'si. del fatto che Iddio abbia
prodotto il linguaggio attraverso gli uomini? Che Iddio non
abbia agito per via mistica bens abbia parlato attraverso la
(71) Cfr. ZH, III, 7-8.

INTRODUZIONE DEL TRADUTTORE

67

Natura, gli animali, attraverso un pantheon di voci parlanti,


una spinta derivante dai bisogni umani, chi lo ha mai ammesso pi di me? Dico 'ammesso ', perch dimostrarlo [il
cabbalista ed il vate del tripode investito dal vento pu dire
e mostrare (o"r1p.ouvsw) quello che vuole] al cospetto dell'illustrissima regia Accademia prussiana delle scienze non
era certo affar mio!
Prendete come volete il rompicapo che io ho scritto questo
trattato non in qualit di concorrente al premio bens di
a
Strassburgo, giacch dovevo andare ~ e sono andato -a Firenze, Parigi, Londra ecc. con Sua Grazia il Principe di
I-Iolstein (di cui ognuno - dico ognuno - mi diceva meraviglie)...
Il fatto che abbia accompagnato con un biglietto il parimenti anonimo scritto inviato al Formey e che questo avesse
lo scopo di volere risultare uno ' scritto di un balordo ' non
gi del reame di Yvetot ' ma dell'intera supercie terrestre,
che aspettava la sua sentenza a Ragusa o in Cornovaglia...
/:inc rigna, notae lacrymae rerum!!!...
Aggiungete ancora che la buccia leibnizio-estetica era
proprio l'unica maschera di cui potessi avvalermi... insomma
Ham. non ha certo scritto questa volta come chi voglia dare
una mano. E per maggiore disgrazia io non posso leggere i
vostri oracoli se non come provenienti dal deserto.
Che vi scrivo tutto questo al di fuori di tutte le connessioni politiche mi testimone, prima delle Muse, il Padre di
tutte le cose. Nicolai mi ha inviato il Vostro Rosacroce e
detto che egli e Mos [Mendelssohn] non lo hanno capito
e che Mos del Vostro parere circa la tesi dell'umanit del
linguaggio: egli lo considera divino. Vedete dunque per quale
canale nobile e comprensivo il Vostro scritto giunto a me.
Vi assicuro anche che la mentalit di quello scritto di
concorso ha, pu e deve avere su di me un`influenza tanto
scarsa quanto il quadro che sto ora inchiodando al muro.
Mostrer che le cose stanno proprio a1l'opposto uno scritto
attorno al primo documento dell'umanit, di cui il primo
esemplare destinato (non so se a volare o a strisciare, a
secondo di quanto imporranno le caurae secundae) all'amico

68

SCRITTI SUL LINGUAGGIO

Hamann. E questo
nome '! (72).

sar

il

mio

primo

scritto

'senza

Herder non aveva indicato il proprio indirizzo e in base


a questo fatto Hamann motiva il ritardo della sua risposta,
che datata 6 ottobre 1772. In questa lettera c' l'annunzio
del compimento di un nuovo scritto destinato a concludere la
querelle sul linguaggio e sulla condotta tenuta da Herder con
gli avversari berlinesi in quell'occasione.
<< il sopraggiungere della Vostra visita stato ancora
pi signicativo, perch stavo proprio completando il mio
primo e forse ultimo lavoro e che avevo in animo di dedicare proprio a Voi. Appena arriva dalla stampa, dove lho
mandato, il primo esemplare arriver a Voi di volo: per divertirVi, farVi venire lacqualina in bocca e farVi sognare la
notte con impegno di me. Leggete qui la testata.
Philologische

Einflle und Zweifel


ber
eine akademische Preisschrift
Ps. CXX. 4.
Ein
Fragment
von

Herrn Johann Georg Hamann


genannt
Magus im Norden
haussssig am alten Graben N. 758.
zu
Knigsberg in Preussen
773
im Weinmonat.

Chi mi vuol cercare adesso quindi mi pu trovare ...

(77) Cfr. ZH, III, 10-11.

INTRODUZIONE DEL TRADUTTORE

69

La mia anima aveva gi anticipato tutto ci che la


Vostra lettera mi ha detto circa il nostro fraintendimento
o piuttosto circa il fraintendimento da parte del pubblico,
che - purtroppo! o grazie a Dio! - non giunge a capire
neppure s medesimo ed l'occasione pi propizia per la
pesca degli uomini.
Ogni schermaglia ha dunque ne. Alleluia!
Sono adesso il primo a ridere della mia mestizia per il fatto
che un giovane come Herder avesse potuto essere tanto
debole da prostituirsi a imitare i begli spiriti del suo secolo
e il loro bon ton ...
Le mie scorrerie domestiche contro il pitico vincitore
sono lultima impresa con cui spero di coronare quest'anno
ed eternare la nostra amicizia...
Il mio Herder dia loro pane e vino... e a me nessun
monumento di pietra. Exegi... Horat.
EccoVi qui, ottimo amico, il principio e la ne! mancano
i passi di mezzo, n sono richiesti: qualora dovessero per
essere richiesti, si troveranno facilmente >(73).
Un altro problema travagliava Hamann in quei giorni:
una riduzione di stipendio connessa con il riassetto in corso
negli uffici amministrativi prussiani secondo il piano della
Plurmacberei di stile francese introdotta da Federico II nell'impianto fiscale. sono dal '67 secretaire traducteur presso
l'Acci:e e Direction doganale di qui: ho cominciato con 16
talleri al mese di stipendio e con molta fatica sono arrivato
a 30. Adesso sono stato ridotto a 25. Ma voglio morire come
Sansone e vendicarmi dei Filistei dell'arit/Jmetique politique... (77).
La vendetta sansoniana si concret in un pampblet violentissimo contro Federico II, la sua politica scale vessatoria
e antitedesca, le idee filosofiche irreligiose e immorali che

(75) Lettera di Hamann a Herder del 6 ottobre 1772: ZI-I, III,


15-17. Echi degli stessi temi si trovano nella lettera di Hamann a August
Eberhard del 7 ottobre 1772.
HI (74) Cfr. lett. cit. di Hamann a Herder del 6 ottobre 1772: ZH,
, 17-18.

70

sciurri sUL LINGUAGGIO

ne stavano alla base: il testo a noi rimasto in forma quasi


di lettera Au Salomon de Prusre ed redatto in francese.
Au Salomon de Prusse fu steso non soltanto contemporaneamente ai Gbiribizzi e dubbi lologici bensi faceva corpo
con essi in modo da costituire un'unica opera bicipite e bilingue, come ha provato al di l di ogni dubbio il controllo
del Nadler (75). L'babitus hamanniano del concreto culturale e vissuto e l'intento di crociata antilluministica che muove
l'opera del Mago del Nord rendono l'unit delle due azioni
polemiche sostanziale, si che si deve leggere un unico identico scritto, anche se ormai corrente l'uso di presentare le
due parti divise. Per questo vale la pena di non lasciare
cadere altri scrittarelli di polemica legati a questa vicenda,
nei quali non si fa parola esplicita forse del problema linguaggio, ma che stabiliscono l'equilibrio prospettico entro
cui l'autore situato consapevolmente. La crudezza - a volte
temeraria - dell'attacco contro il Salomon de Prurse fece s
che l'intero scritto franco-tedesco fosse riutato dagli amici
editori Hartung e Kanter. Hamann insistette - con la palese
intenzione di fare uno scandalo - con una ironica lettera
alla loggia massonica di Knigsberg, di cui erano membri
i due librai, in data 13 ottobre 1772(7).
Per la II domenica di Avvento (1772) Hamann complet un secondo scritto provocatorio diretto al Nicolai, al
quale offriva per la pubblicazione il manoscritto ripudiato
in cambio di una somma assurda: Selbstgesprcb eines Autori.
Herder ebbe il primo annuncio dello scritto - unitamente
all'annuncio di un altro saggio polemico contro ]ohann August
Eberhard - il 13 gennaio del '73.
<< Gi in novembre stata licenziata per essere stampata
nella ' sveva Halle ' una Beylage zu clen Den/ewiirdigkeiten
des seligen Sokrates di un Ecclesiastico di Svevia. Sarebbe
dovuta essere pronta gi nell'anno ormai trascorso: non si

(75) Cfr. N. III, 424-425.

(75) Cfr. ZH, III, 22-25. Abbiamo inserito la lettera tra i testi
seguendo l'esempio del Nadler di cui abbiamo seguito anche l'edizione:
N. III, 61-65.

INTRODUZIONE DEL TRADUTTORE

71

sa per ancora neppure una sillaba del destino di questo


piccolo manoscritto, a cui probabilmente succeder come alla
prima parte. Appena ne avr saputo qualcosa e il bambino sar
venuto alla luce, provveder a soddisfare la Vostra curiosit...
Ho speranza che riceviate prima uno stravagante programma: il Soliloquio di un autore. Ho d'altra parte la sfortuna di dover trattare con gente che priva di sentimento e
per di pi fuori strada, anche se supplica in ginocchio per un
paio di righe: non riesco ad ottenere nulla se non a prezzo
di tempeste e temporali nel senso estetico. Anche dell'esito
di questo lavoro si prender dunque cura la dea Txn
Spero che il mio prospectus non Vi faccia paura, n Vi
faccia arrossire, n Vi faccia crepare dal ridere come quel
losofo per via del gusto del suo asino per i chi... spero
ancora che lo scherzo sia considerato senza malizia, che i
critici rimangano a bocca aperta come uccelli davanti a grappoli d'uva dipinti, nel caso che lo scherzo non risulti per
loro troppo alto, ossia acerbo secondo il linguaggio della
volpe. Mi aspetto in proposito da parte Vostra una dichiarazione leale e da amico, quindi qualcosa di pi di un semplice recepisse. Non Vi espongono quanto me stesso e Voi siete
coperto almeno quanto io mi preoccupo della mia pelle. Dal
momento che siete diventato un Pitagorico, fate la Vostra
parte dell'osservatore olimpico fino a che stimate che ne valga
la pena (77).
Hamann ricevette la prima copia di stampa del Soliloquio
il 21 gennaio '73, come risulta dalla sua lettera a Herder
del 24. (Lo aveva stampato Hinz a Mitau o Hartknoch a Riga).
Viva il re! ed ogni Prussiano che va in esilio dica:
Amen! Amen!
Dio solo sa come ho passato questo tempo...
Forse il Soliloquio sar arrivato prima della Vostra lettera,
che ho ricevuto solo con l'ultima posta il 21. Se sia giunto
in tempo ai suoi superiori non so: e - a quel che pare non devo neppure saperlo. Uno dei primi esemplari stato
riservato a Voi: non so per come n per opera di chi.
(77) Cfr. lettera di Hamann a Herder del 13 gennaio 1773: ZH,
III, 32-33.

72

scRITTI sUL LINGUAGGIO

Comunicatemi il giorno del ricevimento, possibilmente a giro


di posta. Ho davvero valicato il Rubicone della follia e
sar costretto a giustificarmi con un romanzo, che per amore
di Brooke voglio intitolare Le ou de lettrer e forse La mia
palinodia, perch il titolo di Apologia mi fa nausea e mi
odioso. Aiutatemi, cos come io ho voluto aiutarVi. Voluirre
sat ert. Forse abbiamo una buona occasione per ridare vita alla
favola di Oreste e Pilade... Non so ancora nulla della Beylage
dell'ecclesiastico di Svevia (75).
Nel numero 14 del 15 febbraio 1773 delle Knigsbergsche
gelehrte und politische Zeitungen Hamann dava l'annuncio
del Soliloquio di un autore: Questi due sedicesmi sono
stati stampati come si dice all'Inferno per mano del Dottor
Faust e sotto il suo mantello: oltre a ci che dice il titolo
contengono la sostanza della lettera di un Cinese, che si
chiama Mien-Man-Hoam, ad un celebre editore di B. (7).
Nel numero 21 di gioved 11 marzo 1773 dello stesso
giornale di Knigsberg Nicolai dava notizia della sua risposta
stampata in 24 esemplari in forma di lettera Al Mago del Nord
a Knigsberg in Prussia, residente alla Fossa Veccbia n. 758.
Altrimenti cbiedere alla libreria Kanter. Stampe con porto
pagato (5).
Nel numero seguente del 15 marzo '73 le << Knigsbergsche
gelehrte und politische Zeitungen portavano il seguente
avviso: << A richiesta del firmatario: un paio di buoni amici,
che il cielo conosce meglio di me, si sono intesi per fare
del numero di casa mia il punto di riferimento di un loro
carteggio segreto e invero l'uno sotto il nome di un uccello
cinese, l'altro sotto quello, che incute maggior rispetto, di
un corrispondente romano... Perch non mi succeda per via
di questo scherzo come al povero Suarle con la sua casa spiritata nel Fool of quality del sig. Brooke, sono costretto ad
informare ciascuno ed in particolare eventuali compratori

(79) Cfr. lettera di Hamann a Herder del 24 gennaio 1773: ZI-I,


III, 35-36.
(79) Cfr. N. IV, p. 377.
(00) Cfr. N. III, p. 430. .

INTRODUZIONE DEL TRADUTTORE

73

che l'attuale proprietario della casa sita alla Fossa Vecchia


n. 758 non mai stato un mago, n diventer mai un alchimista, n intrattiene il minimo rapporto di intesa con ombre
venute da lontano n con fuochi fatui d'al di l del prato.
Non negher certo di avere proclamato alcune pagine, con
il tono e il senso in cui le ho scritte, pi di una volta il capolavoro del mio estro, ma gi da qualche tempo sono state
riposte in luogo sicuro in attesa di un momento di maggiore
tranquillit e freschezza per la messa a punto finale, soprattutto per quanto riguarda alcuni passi per la verifica dei quali
aspetto prospettive d'altra parte... Sia comunque come vorr:
mi propongo espressamente di scoprire di persona tutta quella
messa in scena e quella farsa cinese e spero di poterla smascherare, se potr, con l'azione e i fatti, che al mio gusto sono
l'eloquenza migliore.
]ohann Georg Hamann (51).
Herder ricevette il Soliloquio hamanniano il 10 marzo
del '73 con una lettera accompagnatoria da parte del Nicolai
e ne diede immediata notizia a Hamann in una lettera piena
di sospetti e di timori: lamenta di non sapere di che cosa
si tratti, chiede di vedere il testo che sta alla radice del sempre
pi complesso e misterioso gioco, protesta le proprie responsabilit di ecclesiastico, il momento delicato in cui si trova, la
violenza che Hamann pare esercitare sugli amici coinvolgendoli in un affare tanto oscuro quanto pericoloso ecc.
ecc. (52). La risposta di Hamann sarcastica (20 marzo '73):
da essa apprendiamo in particolare che ha provveduto affinch
non esista altro che una copia del pericoloso testo francotedesco (Gbiribizzi e Au Salomon de Prurse).
Mi compiaccio che siate cosi preoccupato del Vostro mantello e del Vostro colletto. Non considerate per la mia Musa
una moglie di Potifar... Lode a Dio e che siate riuscito ad

(01) Cfr. N. IV, 378 .


(07) Cfr. lettera di Herder a Hamann dell'11 marzo '73: ZH,
III, 36-37.

74

scRITTI sUL LINGUAGGIO

avere il Soliloquio e che sia proprio M. Coelius [Nicolai]


la persona che dovete ringraziare per questa cortesia...
Ah! Ah! Le figure contorte anomale allegoriche sono
dunque diventate il mio elemento, senza di cui non posso
n respirare n pensare! Dal momento che mi considerate
proprio la moglie di Potifar, perch non dovrei a mia volta
paragonare il nostro corrispondente romano [Nicolai] alla
femmina Giaele? Ella, richiesta di acqua, gli diede latte e
port burro su uno splendido piatto... Voi, reverendo amico,
avevate sete dell'acquoso Soliloquio e - guarda un po! - ricevete insieme una sostanziosa risposta - unitamente ad un
chiodo e ad un martello da fabbro, che Vi ha procurato un
po' di male di testa. Fate uso dell'accluso balsamo num. 22
[delle ' Konigsbergsche Zeitungen '] e se Vi fa bene, non
scordateVi di intonare con Debora
Sia benedetta tra le donne Giaele,
la moglie di Eber il Kenita!
Sia benedetta tra le donne della tenda!
...Forse se foste arrivato con la Vostra richiesta 4 settimane prima, forse sarei stato tanto debole da eleggerVi
depositario del mio piatto coperto: a condizione per che
poteste essere esposto a qualche tentazione della carne, di cui
adesso siete del tutto esentato. Il mio manoscritto poi non
di natura tanto spirituale n trasgurata da potere essere
depositato simultaneamente in due luoghi. Per quello che mi
consta in questo momento non ne esiste al mondo che un
unico esemplare, ed io ne ho bruciato di mia mano tutto il
materiale relativo. Non preoccupateVi: I Coelii e l'intera combriccola che andate sognando non hanno letto nulla e non
sanno nullal... (55).
Hamann condusse la sua operazione in silenzio, tenendo
abilmente Herder all'oscuro di ogni sua mossa. Il mano-

(95) Cfr. lettera di Hamann a Herder del 20 marzo 1773: ZH,


III, p. 38.

INTRODUZIONE DEL TRADUTTORE

75

scritto dei Gbiribizzi e del Salomon du Nord rimasto sottratto


ad ogni occhio indiscreto n per essere depositato nelle
mani del Moser: la lettera stampata del Nicolai al Mago del
Nord apparve nel corso del '73 in un fascicoletto edito da
Gebhard a Francoforte sul Meno (e stampato a Mitau da
Hintz) in unione con la risposta hamanniana Alla Strega di
Kadmonbor. In un abbozzo di lettera ad un destinatario rimasto indeterminato del 25 marzo '73 vediamo intrecciarsi
la discussione con il Nicolai con un altro saggio di polemica
contro la nuova politica economica di marca francese: La
lettre perdue d'une sauuage du Nord un nancier de Pe-Kim
(edita da Hintz a Mitau nel marzo e nell'agosto del 1773).
Ho inviato il 6 febbraio al sig. Hintz un piccolo manoscritto e il 10 alcuni esemplari di una risposta a stampa. Gli
ho scritto il 3 di questo mese e il 20. Lho scongiurato di
darmi almeno notizia di avere ricevuto, perch la cosa mi
sta a cuore, e non sono stato degnato di un rigo, n posso
sperare risposta. Un siffatto comportamento sgradevole in
ogni senso e quasi intollerabile, perch ha tempo per corrispondere con Varsavia e chiss con quale altra localit. La
S. V. ammetter che il mio mestiere non quello dello scrittore e che il mio ruolo attuale non un punto di arrivo ma
solo un mezzo per un certo scopo.
Ho la soddisfazione, altrimenti fino a qui non sperimentata, di avere raggiunto interamente i miei scopi con la risposta
di M. Coelius e di arrivare cos, Oltretutto in maniera imprevista, al nocciolo della faccenda. In alto loco mi hanno dato
l'incarico di scrivere attorno alla famigerata Histoire pbiloropbique et politique dei etablissemens et du commerce dei
Europens dans le: deux Indes, Amsterdam, 1772, 6 voll.
in 8 gr. Una Signorina, che chiameremo Catina per evitare
un ridicolo scambio con una davvero troppo grande Caterina, decisa a non rinunciare alla stramba idea di pubblicare
la lettera perduta di un Sau-uage du Nord un Financier de
Pe-Kim attorno alla citata opera... ().

(04) Cfr. abbozzo di Hamann del 25 marzo 1773: ZH, III, 42.

76

SCRITTI SUL LINGUAGGIO

Il gioco tutto fatto di allusioni e i colpi sono in gran


parte in funzione di un far credere, sospettare, indurre a
scoprirsi, a saggiare ecc.: le lettere di cui disponiamo sono
ovviamente - non meno degli scrittarelli di cui ci occupiamo elementi della partita, non forniscono facili elementi di cronaca
e devono essere alla loro volta pazientemente decifrate. Non
lo tenteremo e ci accontenteremo di stralciare qua e l qualche
nota di colore e di ambiente. Ecco ad es. un passo della lettera di Hamann al Nicolai del 27 marzo '73:
V. E. avr probabilmente letto nel num. 22 delle Gelehrte und politische Zeitungen di qui la mia dichiarazione.
Dato che potremmo essere entrambi un po' troppo parziali
nel giudicare della corrispondenza dell'ex-Mandarino con M.
Coelius Serotinus, possa la cosa servire di passatempo ai critici, specialmente ai pi recenti, se trovano che ne valga
la pena. Se l'ex-Mandarino ha avuto la mira di rendermi
ridicolo o di spaventarmi, posso garantirgli che nessuna delle
due cose gli riuscita. N la sua caricatura cinese n il tubus
di qualche altro pseudo-profeta o progettista mi distrarranno
dalla meta. Il primo e miglior momento di quiete sar per
il mio piccolo manoscritto e far per parte mia tutto il possibile per facilitare il superamento dell'esame da parte della
censura pubblica e avverare senza usura sibillina la profezia
del nostro padre antico in nostrae amicitiae memoriam.
Questo quanto trovo necessario aggiungere alla mia
dichiarazione scritta e stampata nei Vostri confronti particolarmente come uomo di parola. Ricavo dal mio vecchio
onesto Montaigne (II Ch. 17). Qi/on accuse, si on ueut, mon
projet, mais mon progrez, non...
Aspettate dunque quanto al manoscritto di esserne Voi
stesso il giudice o quello che vorrete. Di pi non potete attenderVi da un autore onesto e distaccato per tappare la
bocca al boia. Si Dominus uoluerit, aciemus boc et illud (55).
Tralasciando l'analisi della selva di allusioni minute delle
non molte lettere dell'ultimo semestre del '73 preferiamo

(05) Cfr. ZH, III, 43-44.

INTRODUZIONE DEL TRADUTTORE

77

limitarci a stralciare da un abbozzo della lettera di Hamann


a Friedrich Carl von Moser del 1 dicembre '73 uno schizzo
dell'insieme della situazione, in cui si illuminano significativamente anche i motivi di fondo dell'opera letteraria del
Mago del Nord.
Le mie due speranze sono relative ad un manoscritto
che tengo in tasca e ad una operazione che ho in petto: su
ci mi spiegher con chiarezza e senza pudori.
V. E. ha avuto la grazia di prendere vivo interesse alla
mia microscopica opera letteraria fino a qui data alla luce e
in base ad un espressivo Suo cenno posso annoverarla tra
quei lettori il cui consenso l'unico olio per la mia lampada
di autore. Presentemente - a quello che pare - il mio intero
piano d'attacco a punto e mi riprometto pertanto una sicurezza ancora maggiore nel caso che dovesse occorrermi di
difendermi e giustificarmi.
La vocazione socratica fu di trapiantare la morale dall'Olimpo sulla terra e di spiegare a livello di evidenza pratica
un piccolo oracolo delco, la mia vocazione stata quella
di sconsacrare in guisa analogica il santuario del nostro credo
e del nostro canone, di renderlo corrente e di perseguire con
il agello dellironia moderna i moralisti falsi, apparenti e
spacconi. Insomma tutti insieme i miei opuscula sono un
bussolotto per dirla con Alcibiade. Tutti si sono in parte
scandalizzati in parte presi spasso del satiro e nessuno ha
pensato al catechismo luterano di cui mi sta a cuore assai la
fede, il nome e il gusto e il cui vigore nato appunto destinato
al papa e ai Turchi di oggi...
Come ho detto, il manoscritto nella mia tasca e non mi
serve pi, perch ho gi raggiunto i miei intenti senza di
esso e potr raggiungerli in ogni momento, se cos vorr una
volont superiore. Sono poche pagine. Non si pu negarne il
colore locale e nazionalistico. Tutto in esso locale e individuale e il buon sale vi abbonda con laconica generosit. La
storia riguarda i 5 talleri delle mie finanze che mi sono stati
decurtati dalla aritbmetique politique sans rime et raison.
Non per che un brouillon scritto nell'ottobre 1772 e cosa
tanto vecchia per me che mi fa nausea il vederlo. Il fedele

78

SCRITTI SUL LINGUAGGIO

fratello dovrebbe ricevere questa reliquia cosi come , aggiungere su un foglietto quella parola o due che ancora
manca, farmelo avere a volta di corriere oppure consegnarlo
di persona al suo Mago in occasione di un'altra missione di
pace nel Nord con un giudizio en general o en detail: esclusivamente a beneficio dei miei futuri lavori ed elucubrazioni,
se Iddio mi dar vita. Gli altri miei motivi per sopprimere
questo libriccino, dolce al palato ma duro per la digestione
per me e per gli altri, risulteranno forse al primo sguardo,
se non ho perduto del tutto il discernimento, il che pur
sempre il vero problema.
Ripeto: non che un brouillon che non posso pi vedere,
n tanto meno mettere in bella copia, perch il mio povero
fratello ammalato non prende ormai pi la penna per me,
ma passa la maggiore parte del tempo a letto o nella sua cella.
Basta cos per l'intento e il metodo della mia attivit letteraria! perch mi interessano di pi di tutte le contingenze
della medesima... (35).
La lettera del 27 febbraio 1774 ci informa che Hamann
ha affidato l'unica copia del manoscritto franco-tedesco in
questione al signore di Moser.
Per quanto riguarda il manoscritto tutto si riduce forse
ad un ingenuo errore, che non mi vergognerei mai di ammettere. Mi sono gurato in buona fede che l'abbozzo, per
quanto sia rozzo e debba in parte risultare tale, non sarebbe
risultato indifferente n al beneco uomo di Stato n al fedele
fratello laico, dal momento che tratta lo stesso argomento da
due punti di vista assai opposti, tra i quali non ho saputo
trovare migliore termine medio che il detto profetico: ' Nabucodonosor, il mio servo ': in ci risiede anche il punctum
saliens di questo parto prematuro.
Nel caso che V. E., avendone mai tempo e voglia, dovesse
trovare in questi fogli qualcosa di prammatico e magico di
Suo gusto, chiedo come unica grazia di buttare gi in fretta
e senza preoccuparsi ci che la lettura le abbia suggerito e

(05) Cfr. ZH, III, 414-415.

INTRODUZIONE DEL TRADUTTORE

79

di farmelo conoscere: nel quale caso aspetterei di ritorno


all'occasione manoscritto e annotazioni relative come controcambio con usura: a questo punto probabilmente come Noemi
mi sottoporrei a nuove doglie, se il malcapitato capolavoro
potesse in un tale modo ottenere nuova forma. Nel caso invece
che V. E. non trovasse nulla che corrispondesse al diploma
assegnatomi, l'unica mia richiesta che l'attualmente unico
esemplare esistente, di cui per di pi non esiste assolutamente
copia, dove e come pereat!, come si conviene ai monumenti
dell'umana vanit (57).
Il manoscritto fin con il cadere nelle mani di Herder,
avendone tuttavia fatta fare il Moser copia: e fu serbato nel
Nacblass herderiano.
Gi prima che la questione dei Gbiribizzi lologici si
fosse composta nel silenzio, un nuovo personaggio si era
fatto luce nella mente di Hamann: il maestro Heinrich Schrder,
destinato a difendere la presenza dello Spirito divino nel linguaggio, destato dalle Betrac/atungen ber die Religion pubblicate nel '73 dall'illuminista Christian Tobias Damm. L'annuncio nella lettera di Hamann a Herder del 13 novembre 1773.

<< Ehi! amico carissimo! State attento al vecchio Heinrich


Schrder, abitante nella \Veissgerbergergasse a Pisa in Prussia:
che non gli venga in mente di scrivere delle Considerazioni
stravaganti attorno all'etimologia e la sintassi della sua materna lingua tedesca! Comunque il buon ciclope monocolo
per Vostra fortuna in materia di ortografia non si spinge
molto pi in l (55).
Il saggio fu edito nel 1773 a Francoforte da Gebhard:
Nuova apologia della lettera H.
Il 26 agosto del '74 Hamann trascriveva per la sua
brevit e innocenza ad uso dell'amico Herder una recensione apparsa a Kiel:

(07) Cfr. lettera di Hamann a Friedrich Carl von Moser del 27 febbraio 1774: ZH, III, 71.

(50) Cfr. ZH, III, 63.

80

scRITTI SUL LINGUAGGIO

<< Innanzi tutto c' una polemica contro un cos detto


maestro di religione straordinario C.T.D. circa l'uso della
lettera H in fine e in corpo di parola. Poi un'apologia della
medesima lettera compiuta da essa stessa. La prima parte trabocca di chiacchiere di cattiva lega mal connesse: la seconda
pazzia. A riprova di quest'ultimo fatto valga il passo che
segue, giacch quella lettera sa anche scrivere: ' La mia
esistenza e sopravvivenza... ' Cfr. ' Kieler gelehrte Zeitung ':
num. 29... (55).

(09) Cfr. ZH, III ,102-103.

TESTI HAMANNIANI

Saggio

attorno ad una questione accademica


di Aristobulo

Orazio.
nosproelia virginum

sectis in /'uvenes virginibus acrium


cantamus vacui, sive quid urimur,
non praeter solitum leve: 1.

WD
FORTUNAM PRIAMI CANTABO ET NOBILE BELLUM

Scriptor cyclicus olim 2.

SAGGIO ATTORNO AD UNA QUESTIONE ACCADEMICA

Il titolo di questo soggetto talmente problematico che


non posso incoraggiare nessun mio lettore a divinarne il senso.
Spiegher dunque che mi venuta voglia di mettere per
iscritto alcuni pensieri attorno al tema proposto dall'Accademia di Berlino per l'anno 1759. Questa celebre societ ha
ritenuto di partecipare al mondo il lavoro premiato unitamente
alle trattazioni dei sei altri concorrenti sotto il titolo di
Dissertation, qui a remport le prix propos par l'Academie
Royale des sciences et belles lettres de Prusse, sur l'inuence
reciproque du langage sur les opinions et des opinions sur
le langage. Avec les pieces, qui ont concouru, Berlin
MDCCLX, 4.
A mio parere la questione dell'influenza reciproca di opinioni e linguaggio avrebbe potuto essere superata pi facilmente se si fosse denito il problema prima di procedere alla
soluzione(1). Dal momento per che i dotti (2) non hanno
bisogno di tale asciutta fondatezza per intendersi tra loro,
forse per il fatto che su proposizioni indeterminate si pu
scrivere pi doviziosamente e a buon mercato, giover ai let-

(1) Hsp! iravc, IB -mv., pia px-h, 10; |I.).).oua'i. xat ou7zu[a']a|.,
|.8v<1.L Sat -:capi oil v -E -h oulti), ' itav-ro; |J.a.p-rwatv vdtyxw 'ro S itokka
Mnsv 51|. ox !Ia'aa'I. 1:-hv oalav uowou, che ov :E5611-:g 01') Btauooyovsai
v px 'r exrliew, itposlv-rs; -r slx .-::o8I.8ow'w, oiire 'yp auro
o-re )~.k[f|}]oI. o|.x.o}o-yoiv. 'E-ycb ov mzl. o p -it.0u|,1.v 5 otot e*n:L:|.|J.I|.Lev uokoyi i)|.i:vo|. pov, sl; 10610 nonovre xal. vaqzpows -rv

ouxlitv icoizbuaia
Socrate nel Fedro di Platone 3.
(2) AOEOZOKDOI 'fzyov-:se vrl. eop'v, Ibidem 4,

88

scRITTI sUL LINGUAGGIO

tori comuni vedere sui presenti fogli almeno denunciato quel


difetto a cui non si potuto ovviare.
Il signicato del termine opinions duplice, giacch pu
trattarsi tanto di verit equivalenti che di verit opposte (5):
il termine langage poi largamente polisenso.
Che esista una relazione ed un nesso tra la capacit di
conoscere della nostra anima e la capacit di indicazione del
nostro corpo abbastanza comunemente recepito: circa la
natura e i limiti di questo rapporto ci si impegnati ancora
poco. Ci devono essere simiglianze tra tutti i linguaggi umani,
che si fondano sulla eguaglianza strutturale della nostra
natura, e simiglianze necessarie in ristrette sfere della societ.
Con il termine inuenza si presuppone un'ipotesi che non
pare conforme al gusto n di un Leibniziano n di un Accademico. Il primo avrebbe detto piuttosto armonia, ed uno
scettico troppo guardingo per credere senz'altro ad una
causalit reciproca in base ad una semplice relazione reciproca
solo per il fatto che si ha pi che sovente un unico linguaggio
per opinioni contrastanti e viceversa. Per parte mia mi accontenter volentieri di questa espressione, perch penso che
un autore pu agire sulla maggioranza delle voci con una
tacita inuenza sulle opinioni e il linguaggio di una consorteria di dotti, anche se una tale indagine cade sotto la casistica e l'algebra dei colpi di fortuna. Ora cercher soltanto
di smembrare il senso molteplice che il tema accademico in
questione pu avere a piacere in alcune proposizioni che mi
pi facile dominare e valutare, press'a poco alla maniera
in cui il giovane macedone sciolse il nodo gordiano e si conquist l'adempimento dell'oracolo.
Primo: la mentalit naturale ha influenza sul linguaggio.
La storia universale non meno che lo studio dei singoli po-

(3) AOEAZTIKHN 'rw irspi. 11:a'iv'rOv ntcriunv 6 )2oq)Lc':i*1 -huv kk' on

tiav xwv vwrwvrm- L'ospite d'Elide nel Soista di Platone 5. Ao


ydtp, ivicr-hiin 're mzi. AOEA, iv -c p.v :n:ia'\:oto'ou troia., -r di-yvoi-tiv' 151
Iiv ov 1rLa''f1Im itotet -r -nzlo'-rrzaiiou., 111 ACEA -r lyvosv' 'r izp
vsa -n:pdtYp.a.-ra, ispoiciv vptbnotvt eixvuran' E'i11}oLa'w S u iiut, itpiv 'T1

H7~E<ffG<w iYiwW ivw-riiuns. Con queste parole si conclude il Niw;


di Ippocrate 5.

UNA

QUESTIONE

ACCADEMICA

89

poli, delle societ, delle sette e degli uomini, una comparazione di pi linguaggi e di un unico linguaggio in diverse connessioni di luogo, di tempo e di oggetto favoriscono un mare
di osservazioni, che un dotto filosofo saprebbe ridurre a
principii semplici e a classi generali. Se le nostre rappresentazioni si orientano secondo la prospettiva dell'anima, che
alla sua volta secondo l'opinione di molti determinata dallo
stato del corpo, un'applicazione analoga si pu fare per il
corpo di un intero popolo. I lineamenti del loro linguaggio
corrisponderanno dunque all'orientamento della loro mentalit
ed ogni popolo lo manifester attraverso la natura, la forma,
le leggi e le norme del suo parlare altrettanto bene che con
la sua cultura esteriore e lo spettacolo di azioni pubbliche.
Si raffrontato il dialetto ionico con lo stile che gli
proprio; d'altro canto la puntigliosit legale, che rese tanto
cieco il popolo ebraico al tempo della divina tentazione, salta
agli occhi dallo stesso suo linguaggio. Da questo orientamento della mentalit si origina la relativa ricchezza di uno
stesso linguaggio in certi campi e la corrispondente povert
in altri fenomeni derivanti dalla medesima sproporzione che
vengono calcolati vuoi come perfezione vuoi come imperfezione: il capriccio rivelato dagli idiotismi e tutto ci che si
intende per genio di una lingua. Questo tratto naturale non
deve essere confuso n con la grammatica n con l'eloquenza,
n pi n meno come la somiglianza di un dipinto non della
stessa specie della simmetria del disegno e della commistione
delle tinte O della luce e delle ombre, bens indipendente
da questi fattori.
Lettori che abbiano familiarit almeno con un buon periodico o una biblioteca si ricorderanno facilmente il nome
di due dotti7 che posseggono intelligenza e meriti di prim'orordine, il pi vecchio nella grammatica e filologia germanica,
il pi giovane nella grammatica e filologia orientale, che tuttavia hanno assunto a metro del loro giudizio e vogliono stabilire pubblicamente parecchi pregiudizi di miopia losoca
e di ciarlataneria lologica nei confronti del genio di queste
lingue. L'onorifico titolo di maestro di linguaggio e di polistore non indispensabile a chi abbia la fortuna di azzeccare

90

scRITTI sui. LINGUAGGIO

il genio della sua professione. Vale anche qui quanto Esiodi


parlando di navigazione dice a proprio vanto:
Asw 5-h Toi. urpa 1ro}ucp}oo'oLo akaan
olive 'ri vauirhin o'eo'o<p|.o'p.vog ore 'rt vnv
tivlv xoti. 63; pw Znvg vov aiybxoio'
Mocrou. -yp pf ototv ocpasov iiuvov Q-.UL G* 8sw4.
Poich la nostra mentalit si fonda su impressioni sensibili e sulle sensazioni connesse, assai verisimile l'ipotesi di
una concordanza degli strumenti del sentimento con le molle
del parlare umano. Allo stesso modo in cui fa proprio di un
popolo un certo colore O un certo taglio degli Occhi, la natura
senza difficolt ha potuto partecipare modificazioni delle lingue
e delle labbra, che a noi sfuggono. Thomas \Willis (Cerebri
Anatome nervorumque descriptio et usus: cap. XXII) trov
nelle ramicazioni della quinta coppia di nervi la causa per
cui gli sguardi amorosi e i baci servono da vocabolario universale a questa eloquente passione 9.
Il commercio con sordi e muti fornisce molta luce sulla
natura dei linguaggi pi antichi. Il solo spirare di un suono
basta per Operare le distinzioni pi sottili. La voce degli animali si presenta a noi pi limitata di quanto deve essere per
la sua funzione di scambio comune, per il fatto che i nostri
sensi sono infinitamente pi ottusi. Con la disponibilit a
parlare(4) e l'abitudine ad ascoltare cresce la distrazione da
ambo le parti e il bisogno di nuovi sussidi. Ritmo e accentuazione tenevano il ruolo della dialettica posteriore: un orecchio
sicuro del ritmo ed una gola ricca di tonalit erano un tempo
principii ermeneutici e omiletici che non avevano nulla da
invidiare ai nostri quanto a fondatezza ed evidenza. Si vede
da ci come la natura dell'attenzione e dei suoi oggetti possa
ampliare O restringere il linguaggio di un popolo e dargli questa
o quella coloritura ".
Secondo: mode, pregiudizi di apparenza e di prestigio
correnti in un popolo ne costituiscono anche la mentalit
(4) Sam. Werenfels, Diss. de Loquela in Opusculis Tbeologicis Pbilosopbicis et Pbilologicis, p. 760, 76110.

UNA QUESTIONE AccArEIviIcA

91

artificiale e contingente e hanno una particolare inuenza sul


suo linguaggio. La pompa della disciplina matematica e il
prestigio degli scrittori francesi ed inglesi hanno prodotto tra
noi mutamenti grandi ed opposti. stata una vera fortuna
per la nostra lingua che la smania di tradurre e di dimostrare si sono equilibrate a vicenda, altrimenti la seconda
l'avrebbe ridotta ad un rosario di scontati termini tecnici
e la prima ad una rete che accoglie e trattiene pesci buoni e
cattivi di ogni genere. Chi intenda stabilire indagini attorno
all'inuenza delle opinioni sul linguaggio di un popolo far
bene a non trascurare questa duplice distinzione. Una specie
di opinioni costituisce la mentalit immobile di un popolo,
l'altra la mobile. L'una pu convenientemente essere considerata la pi antica, l'altra la pi recente. A modo di paragone pu valere la storia del cappello nelle favole di Gellert 12
o la dottrina dei medici circa il nostro corpo, che in un breve
giro di anni cambia pur rimanendo sempre identico per tutta
l'economia della vita naturale dal concepimento alla putrefazione (5).
E l'abate Pluche nella sua .Mecbanique des langues, o il
Sig. Diderot nella sua lettera pastorale sui sordi e i muti scritta
a vantaggioso ammaestramento di quanti gi sanno come si
deve domandare c rispondere 14, che accusa la filosofia scolastica di avere introdotto una subordinazione forzata nella
sintassi francese? Lascio qui l'ipotesi per quel che vale; quale
influsso hanno tuttavia esercitato le opinioni sulle grammatiche di lingue morte e vive!: la maggior parte dei metodi
per intenderle e propagarle sono O errori di mutamento se-

(5) 'H vn-rh cpat Cnre xaer : uvovrv si 're elvai. xal ivaro,
varai S :w.':n uvov 'r ysvdsi., u si. x:a`).i-:first rspov vov div-rl. -'ro

iratuuo- icsl. :cal Ev inao'-rwv :6v cbmv Q-v xa7.e:ou...., k vo dial.


ywvuevo, -r 'd a-n:o).7w, mi nasa -ra 'rpfxa :tal pxa, xai brr-r, mi
culpa, xml. o'\'p.1rav 'r o'IIp.a., mzl. ui] 51|. nei-r. -r c''.|.\.a, }).. mzl. xar :i11v

i|u)d]v oi 'rp-nzoi, -r n, ou., iriluplai, ovaf, Mizar, <poI, -:o-mv xae-ira


o-n:o1-E 1-di du-r. -mftpeo'-:Lv xa-rq' k 'r uv yfyvsral., 'r S 'n:67\.}~u'raL'

-itot S 'ro\.'-:bw :o1:O':spov E11. :|. nati ai icueruai, pfh ri ai uv yiyvosai,


ai S -n:6}7\.uv1:uu. -huiv, xml. o\Z81ro-rr. oi. asoi ausv o xa-r -r m':I'1p.w;,
di).).di mi urla xdco'-rn wv 1:w-r-nu6'v -va-:v -nuei. Diotima nel Convito di
Platone 15.

92

SCRITTI SUL LINGUAGGIO

condo l'uso patrio O di questa O di quella moda che un dotto


(napakoyilusvo v mi}owo}oyiqt15)() sa rendere verisimile ai suoi uditori.

Terzo: il campo del linguaggio si estende dal sillabario


no ai capolavori della poesia e della pi raffinata filosofia,
del gusto e della critica; e il loro carattere dovuto sia alla

scelta dei vocaboli sia alla formazione fraseologica. Dal momento


che il significato del termine linguaggio assai vario sarebbe
meglio determinarne il concetto badando al suo intento quale
mezzo per partecipare i nostri pensieri e comprendere i pensieri altrui. La posizione del linguaggio rispetto a questo
duplice scopo sarebbe pertanto la dottrina capitale, in base
alla quale si potrebbe sia spiegare che dedurre a priori i
fenomeni del reciproco influsso di opinioni e linguaggio.
Poich so che ai lettori delle << Wchentliche Frag- und
Anzeichnungsnachrichten non pu interessare lo sviluppo
di questo concetto, n nulla io devo attendermi n per il
mio nome n per i miei proventi dalle espressioni del loro
giudizio, sono dispensato dalla fatica di sciogliere personalmente con questa chiave la questione accademica. Un losofo
che trovi pi comodo scrivere una dozzina di trattati attorno
ad una proposizione scolastica piuttosto che leggerne una mezza
dozzina di gi stampati sar contento della traccia qui indicata
circa quel rapporto, quanto l'antico filosofo alla vista di una
figura geometrica, giacch non avrebbe pi considerato un
paese sconosciuto un semplice deserto incolto.
Non ci mancano le osservazioni per determinare in maniera piuttosto precisa il rapporto del linguaggio con il suo
reciproco uso. La penetrazione di questo rapporto e l'arte
di trarne applicazioni fa tutt'uno con lo spirito delle leggi
e i segreti del governo (7) 17. Proprio questo rapporto crea
autori classici. L'eccesso di confondere i linguaggi e la fede
(5) Coloss. 2. 4.
(7) 1:e|.pCv:a.v. S -ru/re; mzl. o'uv.ew the 'Ovouaxpi-:ou uv yevouvou 1:pd-:ou

ewo -map! vouoeaiav, yuuvaairvai 5' \'-:v v Kpfrrn Aoxpv vsa :cai mnuovsa xovr 'rxv-nv p.av:v.x-hv- 'rosou S yevaiou. Om-:zz ratpov, Odctnro

8'ocpoot:|v Auxop-fov :cal Zttsuxov, Zaksxou Xapobvav . Aristotele, de


Republ. lib. II, cap. 1215.

UNA QUESTIONE AccADEiviIcA

93

acritica in certi segni e formule sono talora colpi di stato


che nel regno della verit contano di pi che la pi vigorosa
radice di un vocabolo appena scavato fuori o l'infinita genealogia di un concetto; colpi di stato che non vengono in mente
neppure nei sogni pi rosei ad un dotto ciarlatore n a un
loquace apprendista artigiano.
Voglio concludere con un paio di esempi nei quali pare
che il linguaggio eserciti un inusso sulle opinioni e le opinioni sul linguaggio.

Chi scrive in una lingua straniera deve sapere adattare


la sua mentalit come un amante(5)... Chi scrive nella sua
lingua materna ha il diritto del marito(') se la sa dominare.
Uno che pensi con la sua testa far sempre violenza alla
lingua, invece un autore al soldo di una societ si adatter
alle parole prescritte come un poeta mercenario si adatta alle
rime finali (bout-rims), che lo conducono sui binari dei
pensieri e delle opinioni pi convenienti. La repubblica il
pi delle volte ha per questi scrittori corrivi la debolezza di
un maestro di scuola di ruolo nei confronti di allievi che sono
pronti a snocciolare la lezione anche se non ne capiscono pi
di quanto il sig. Merian 1 della nuova lingua materna della
repubblica dei dotti. Ho letto il conciso e stimolante profilo
del lavoro premiato di questo degno membro con tanta pi
soddisfazione in quanto posso trarne occasione per ripensare
all'onore di un rapporto con lui e avvalermi di questa circostanza per celebrare con il pi devoto rispetto il ricordo della
sua amicizia.
'H 'AFAHH o\.'5-:core Tuir:-rs. cifre S HPOCIJHTEIAI, xaTapyniaovrai- ei'-rs FLQZEAI, ^n:<zo'ov:ou.' si-re FNQZIZ,
xa-rap'q17r'1o's-tou.. 'EK MEPOY2 S yiyvoexousv xa. 'EK
MEPOYS npogonrsouev'
2.
(1) Ogni lingua richiede una mentalit ed un gusto, che le sono
propri: perci Ennio si vant di avere un cuore triplice, quasi come
Montagne di avere un'anima a tre piani. Q. Ennius tria corda habere
se dicebat, quod loqui Graece et Osce et Latine sciret. A. Gellius,

Noci. Artic. XVII, 17.


(9)

solecismusliceat fecisse marito. Giovenale, VI, 45610.

Miscellanea di annotazioni sulla struttura


della lingua francese

messa insieme con patriottica libert


da un illustre dotto franco-tedesco.

LECTORI MALEVOLO S.

Adulescens! quoniam sermones habes non publici saporis, et quod


rarissimum est, amas bonam mentem, non raudabo te arte secreta.

T. PETRONIUS ARBITER 21.

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MISCELLANEA DI ANNOTAZIONI

Il denaro e il linguaggio sono due oggetti il cui studio


profondo ed astratto quanto generale ne l'uso. C' tra i due
una parentela pi stretta di quanto si potrebbe sospettare (1).
La teoria dell'uno spiega la teoria dell'altro, s che paiono
discendere da principii comuni.
La ricchezza di ogni conoscenza umana poggia sullo scambio
delle parole (2); e un teologo di spirito penetrante defin la
teologia, questa sorella maggiore delle scienze superiori, una
grammatica del linguaggio della sacra Scrittura. Di contro tutti
i beni della vita civile e sociale si rifanno al denaro come a loro
metro universale: tale, secondo alcune traduzioni, lo avrebbe
riconosciuto anche Salomone (5).
Non deve quindi fare meraviglia che l'eloquenza abbia
avuto nelle intraprese statali dei tempi pi antichi un peso
grande quanto la finanza nella prudenza e fortuna dei nostri
governi (4). Nel nostro secolo sarebbe probabilmente parso a
(1) Cfr. Leibniz, Unvorgrei. Gedan/een betreend die Ausbildung
lxndl gerbesserung der deutscben Sprache in Collectaneis Etymologic.
i

(2). Speech, tboagbt's canal! speecb tbougbt's criterion too.' Young.

(5) 253.1 mi mp' naj Eccles. X. 19..... "Ev 815 si 62 river,


-roro 6'E itoacw' Bi vu.|.'p. xutsi-rai' :o'co 'fp Trv-ra. -:corsi auusrpa'
U1PE'=<1;I- 'rp 'rrvw vouuaru. Aristoteles de Moribus Lib. V. cap. 8.

Nel primo libro de republica denisce il denaro ceoixeov mi -npae -r;


kay 24,
(4) 'A|.I.o|.'h 'yp Home voufoiiaro 1'] -:OG you xpuz

Plutarhus de

Pytbiae oraculis metrcis. Lo stesso nella vita di Focione: che -fp 1') -ro
vouiciiarog ia 'nkzl'-r'nv v yxip paxu-r'rq, Svotisiv

Bswrn xsi nokk cnuafvsiv n' hfyuv 25.

xer.,

oi)-rq

M700

100

SCRITTI SUL LINGUAGGIO

Giulio Cesare(5) altrettanto utile forse essere un eccezionale esperto di moneta quanto gli risult a suo tempo di
vanto l'essere un ranato grammatico. I suoi libri de analogia sono andati perduti 27 e non erano presumibilmente del
livello della storia delle sue imprese eroiche, come potr
facilmente giudicare ogni lettore critico.
Tanto meno deve meravigliarci che un Varrone per le sue
opere sull'economia agraria e l'etimologia goda del titolo di
dottissimo tra i Romani(), se una astronomica descrizione
di viaggio della via lattea, l'apologia di qualche esoterico
termine metafisico, la raccomandazione di nuove concinnitates
et ingeniosae ineptiae (come dice Bacone da qualche parte)
in sica e in etica danno sovente al nome dei nostri pi recenti
scrittori ali, almeno incerate.
L'indifferenza dei negozianti, specialmente di quelli fortunati, un benecio per lo stato, che in mancanza di virt
patriottiche correrebbe assai maggiori pericoli se ci fossero
visioni pi chiare che non soffra danni ora per l'indebita sottrazione delle foglie di fico che le coprono.
Law, il celebre trafficante di azioni, aveva studiato il denaro da filosofo e da uomo di Stato; conosceva il commercio
meglio del gioco in borsa, per compiacere il quale si fece
cavaliere errante. Il suo cuore non era per pari al suo
intelletto: mand a rompicollo i suoi progetti e ha reso spregiato il suo ricordo, per la cui riabilitazione io mi limito
agli scritti suoi rimastici. 29.
L'ignoranza da parte del dotto delle profondit (7) del

(5) Cfr. De la Pause, Traduzione francese delle Vite di Svetonio


p. XXXIV, XXXV 75.
_
(5) Doctissimus togatorum. Cicero, Quaest. Acad. 20.
(7) L'etablissement des langues n'a pas t fait par des raisonnemens et des discussions academiques mais par l'assemblage bizarre en
apparence d'une innit de hazards empliqus; et cependent y regne
aufond une espece de Metaphysique fort subtile, qui a tout conduit
Un des plus penibles soins
est de devellopper
cette Metaphysique,

qui ce cache et ne appare que par des yeux assez perans. L'esprit
d'ordre, de clart, de precision necessaire dans ces richerches delicates
est celui qui sera la clef de plus hautes sciences, pourvu qu'on l'y

applique de la maniere qui leur convient. Fontenelle Tom. 3, p. 382 etc.

MISOELLANEA sULLA LINGUA 1=RANcEsE

101

linguaggio offre gi il fianco a infiniti abusi, ne previene forse


per di maggiori, che risulterebbero al genere umano tanto
pi dannosi, quanto meno al giorno d'oggi le scienze sono in
grado di adempiere la loro promessa di migliorare lo spirito.
Questo rimprovero confonde al massimo grammatici e lologi, che possono considerarsi i banchieri della repubblica dei
dotti. Pace vestra liceat dixisse, primi omnium... Petronio 5.
Nel confronto tra lingua latina e francese instaurato in
occasione di una polemica ci si imbatte anche in un esame
della teoria delle inversioni. noto quanto larga sia nella
lingua di Roma la libert di mutare di luogo i vocaboli e di
come sia d'uso nelle scuole nullicare questa venust degli
antichi scrittori con la cos detta costruzione, giacch con
questa metodica balordaggine si sottrae all'orecchio della
giovent l'esercizio dell'armonia che conviene al periodo latino
e insieme va perduta il pi delle volte l'accentuazione del significato, quando la posizione dei vocaboli destinata a suscitare e a mantenere a diversi livelli l'attenzione del lettore
o dell'ascoltatore(5).
La lingua tedesca a preferenza di altre per sua natura
capace di queste inversioni, la cui audacia contribuisce al
prestigio del nostro stile poetico. Addurr un facile esempio.
Noi possiamo dire senza pregiudizio di purezza e di
chiarezza:
Er bat mir das Buch gegeben.
Mir bat er das Bucb gegeben.
Das Bucb bat er mir gegeben.
Gegeben bat er mir das Bucb.
La prima disposizione dei vocaboli la pi diretta: ossia
l'accento posto su colui che ba dato; nella seconda il concetto principale nella parola a me; nella terza si indica il
libro; nell'ultima l'azione del verbo. Si vede che l'inversione
non senz'altro arbitraria O casuale, bensi sottoposta al giudizio dell'intelletto e dell'orecchio.

(5) Oeuvres du Conte Algarotti. Vol. VII, p. 304 51.

102

sciuTTI sUL LINGUAGGIO

La cagione per cui questa sostituzione di posto dei vocaboli pi o meno consentita alla sintassi di alcune lingue
dipende prevalentemente dalla natura della loro etimologia
grammaticale. Quanto pi questa caratteristica, tante pi
inversioni trovano luogo nella disposizione dei vocaboli.
Quanto pi le mutazioni delle parti mobili del discorso,
sostantivi e verbi, sono indicate come molteplici e sensibili
dall'etimologia grammaticale tanto pi sciolta pu essere la
loro disposizione sintattica. L'etimologia della grammatica
francese non ha caratteri n tanto numerosi n tanto notevoli,
perci di per s si nega l'uso delle inversioni nella sua
sintassi.
Mancano del tutto al francese le desinanze e quindi le
declinazioni(9). Per indicare la dipendenza dei sostantivi ci
si serve il pi frequentemente delle preposizioni de (di)
e (a), come l'inglese o (da) e to (verso), che si potrebbero
paragonare al + e _ (ai segni cio delle due principali operazioni aritmetiche).
Un sostantivo, se retto immediatamente (ossia senza
preposizione) dal verbo, deve quindi prendere ordinatamente
posizione dietro quest'ultimo, se si vuole tutelarne la dipendenza.
<< Le eune Hbreu tua le gant
Le gant tua le /'eune Hbreu .
Memes articles: memes mots: et deux sens contradctoires , disse lo scrittore dal quale prendo a prestito questo
esempio(1). Il tedesco invece ammette qui un mutamento
di posizione senza rovesciamento del significato.
Der /Jebriscbe Iiingling erlegte den Riesen.
oppure:
Den Riesen erlegte der bebriscbe Iiingling.
(9)
tone 52.

Qpyreautxpv -vv. napauktvovrec' Socrate nel Cratilo di Pla-

(10) La Mchanique des langues ou l'art de les enseigner. Par Mr.


Pluche, Paris 1751. Cfr. lib. I.

ivIIscELLANEA sULLA LINGUA i=izANci-:sE

103

La desinenza dell'articolo e del sostantivo tedesco basta


a distinguere l'ambito di azione del verbo e la posizione dei
vocaboli non abolisce questa distinzione.
Come la declinazione latina attraverso un falso impiego
si insinuata nella grammatica francese, cos la teoria degli
articoli e dei sostantivi vi si smarrita in seguito ad una
cattiva osservazione.

Per ragioni di brevit(11) rimando alla grammatica del


Restaut 54, che non mi assumo l'impegno n di riassumere n
di completare.
Si voluto addossare ai Saraceni l'origine dell'articolo,
non so con quale fondamento. Non potrebbero allora avere
introdotto nella poesia anche il gioco dei campanelli o lo
scampanare delle rime? (12 e 14).
In un trattato del Vescovo Pontoppidan sulla lingua
danese mi ricordo di avere letto che sua singolarit di applicare gli articoli dietro ai relativi sostantivi (14), un analogo
contrasto produce l'Empbasis Aramea nei dialetti orientali.

Q _(11)L._.I; qzaunibil aures vacuas atque eruditas potest esse perectius.


uznt. z .
.
(12) Rbytbmi cum alliteratione avidissimae sunt aures Arabum. ALB.
SCIIULTENS in Florileg. Sentent. Arabic. adi. Rudimentis Linguae Arabicae auctore Thoma Erpenio p. 160. Nella prefazione Schultens dice di
questa antologia: Florilegium Sententiarum excerptum ex MS. Codice

Bibliotecae publicae, in quibus linguae arabicae Genius egregie relucet,


nativumque illud cernere licet caracterem qui per rytbmos et alliterationes
mera vibrat acumina... Elnawabig vel Ennawawig, inscribitur istud
Florilegium venustissmum, quod vocabulum designat scaturientes partim
poetas, partim versus vel rytbmos nobiliare quadam vena sese commen-

dantes... Dignum est totum illud opusculum commentario Zamacbsiarii,


Pbilologum arabum /acile principis, illustratum, quod diem lucemque

adspiciat 55.
(13) Questa pensata gi stata accolta come verit storica da molti
dotti. Anche di recente ho letto nella Storia di Napoli del Giannone

(lib. IV, cap. X), che i Siciliani avrebbero appreso la rima dagli Arabi
e da qui si sarebbe estesa a tutti gli Italiani. Tomaso Campanella
sapeva a memoria un canto Slavo in cui era detto che gli Arabi avrebbero introdotto la rima in Spagna. L'editore.

(14) Les Basques designent le meme sens par une particule enclitique qu'ils mettent la fin des noms. Beauze dans la Grammaire

generale. Tom. I, p. 313 57.

104

scRITTI sUL LINGUAGGIO

Il vero uso dell'articolo principalmente logico(15) e


serve a dare al significato di una parola la limitazione conveniente o un senso particolare.
In che cosa per propriamente consista la natura della
determinazione risiedente nell'articolo le, la e le specie di
tale determinazione non stato ancora definito in maniera
suicientemente precisa(1). La colpa a mio giudizio soprattutto delle definizioni difettose del giusto concetto di
nome sostantivo e di aggettivo (nominis substantivi et adjectivi), che pure meriterebbe un ruolo primario tra i problemi
ontologici. Tutti i nomina propria sono meri aggettivi(17),
per il fatto che non richiedono alcun articolo, anzi con l'aggiunta dell'articolo diventano appellativi come in francese gli
aggettivi diventano in tale modo sostantivi. Su ci si fondano
le regole capitali dei generi dei vocaboli nel latino e in altre
lingue. Questa equivocit nella qualit grammaticale dei nomi
non stata superata dalle Re/lexions pbilosopbiques sur l'origine des langues et sur la signication des mots di un Maupertuis4... (Quis desiderio sit pudor aut modus Tam cbari
capitis? ...) 41.
I lettori che non badano solo a ci di cui si scrive ma
anche a ci che si intende(15) potranno allargare le presenti

(15) Articulus numeralis (ein, eine) notat vocis generalis parti


culari cuidam (sive specie, sive individuo saltem vago) applicationem
Articulus demonstrativus (der, die, das) notat particularium unius
plurium e (quibus actu applicatur vox generalis) determinationem. Neuter

horum articulorum praegitur vel voci generali generaliter significanti


(utpote cujus signicatio particularibus actu non applicatur) vel homini
proprio (quod ex se satis innuit et individuum et quidem determinatum
vel etiam ubi aliud aliquod adjectivum adest, quod hos virtualiter contineat (redundarent enim) Io. Wallis Geometriae Professoris Saviliani
Grammatica linguae Anglicanae. Oxoniae 1653, cap. 354.
(15) Grammaire generale et raisonne. Ouvrage de l'invention du

grand Arnauld et de la composition de Dom. Cl. Lancelot. Edition de


Meynier Erlang. 1764, pag. 49.
(17) Leibniz ne ricav _ come noto _ l'assioma: Omnia nomina

propria fuisse aliquando appellativa 59.


(10) In omnibus ejus operabus intelligitur plus semper quam pingitur, die Plinio del pennello di Timante in Hist. Nat. lib. XXXV,

cap. 36 .

MISCELLANEA SULLA LINGUA FRANCESE

105

annotazioni facilmente e di buon grado senza la guida altrui


alla caratteristica etimologica dei verbi che in francese si
rivela pi all'occhio che all'orecchio. Ai bambini, ai quali si
deve ficcare in bocca la pappa di un cibo di immediata assimilazione, convengono scrittori che sono pi fondati maestri
di quanto lo possa essere uno che butta gi annotazioni. Ai conoscitori e intenditori, che sanno annotare da s, non manca
certo la capacit di trarre profitto dalle note altrui e di
ridurre al pratico le ellissi di un trattato senza ricorrere a
un Lambertus Bos (15).
Soprattutto la disponibilit dei pronomi personali in francese un comodo contrassegno dei verbi che raramente si
distinguono dai nomi e dai determinativi in forza delle desinenze e viene anche cos del tutto evitato il fraintendimento
delle persone, che sarebbe altrimenti, come in tedesco, fatale.
La particella negativa ne, le particelle relazionali y e en,
che vengono in francese premesse ai verbi, hanno dovuto probabilmente per ragioni di sicurezza scegliersi da s la loro
posizione, giacch il significato di una proposizione dipende
infinitamente dal loro corpo monadico. L'ordine di queste
particelle del discorso, alle quali appartengono anche alcuni
pronomi, pare dovuto inoltre alla fluidit dell'espressione e
ad alcune contingenze della loro unione.
Ordinis haec virtus erit et Venus (aut ego fallor)
Ut jam nunc dicat, jam nunc debentia dici
Pleraque differat et praesens in tempus omittat;
Hoc amet, hoc spernat promissi carminis auctor.
Hor. ad Pis. 44
Ora scuoto la polvere della bottega dalla mia penna, che
tanto per cambiare oser ancora una sortita sul campo aperto
dell'osservazione e del gusto, dopo avere per ricordato a
coloro che accusano la lingua francese di monotonia nella

(19) Un dotto olandese il cui glossario dei modi di dire ellittici


della lingua greca ben noto nelle scuole 45.

106

scRITTI sUL LINGUAGGIO

disposizione dei vocaboli che un'analoga monotonia inevitabile anche in latino per le udibili finali e i loro troppo frequenti incontri.
Rousseau, il losofo di Ginevra, ha cercato in una lettera
aperta sulla musica francese di contestare a questa nazione
ogni presunto merito nel campo dell'armonia a cagione delle
caratteristiche del suo linguaggio 45. Partita vinta la sua! se
si vuole assumere a campione di paragone la musica da chiesa
dei nostri coloni oppure fare giudice di armonia la trasognata
voce di evirati di mala razza latina. Tuttavia i difetti che si
addossano alle lingue procedono sempre dall'imperizia di un
autore O compositore nello scegliere la sua materia e nella
maniera di trattarla.
Suam quique culpazn actores ad negotia trasferunt(2)
. . _ _ .cui lecta potenter erit res,
nec facundia deseret hunc, nec lucidus ordo(21).
Che la lingua francese sia di per s disposta alla poesia
epica pu risultare a prima vista pi da qualche vaudeville
che dalla Henriade. Il concludere da una lastrocca da trivio
all'esistenza futura di un'epica eroica non risulter ad alcuno
un'avventura dopo la scoperta di una mano maestra all'origine di un'opera pi importante di un'epopea e da ricavare,
sempre in Francia, da un vaudeville da nulla 411.
Les Bourbons - ammette un'attendibile storiografa della
loro schiatta (22) 5 - sont gens ort appliqus aux baEatelles...
peut-tre moi-meme aussi bien que les autres...

(20) Sallust. in Iugurtba 45.


(21) Horat. ad Pison 47.

(22) Cr. Herr und Diener gescbildert mit patriotiscber Freybeit,


p. 14749. Per soddisfare al titolo della mia Miscellanea di annotazioni,
mi avvalgo di questo occasionale richiamo per lasciar via il mio illustre
e dotto patriottismo circa la descrizione del signore e del padrone.
Questarapsodia intessuta in parte di seta francese fantasia,
perci si stati tanto coscienziosi da rimborsare ad usura la Francia per
l'uso dei suoi materiali: un'altra prova dell'onest tedesca, che tuttavia
spesso di pregiudizio alla crescita della prudenza. Dal momento che

la fulgida pelle de1l'originale ha destato molta impressione, converr

ivIrscELLANEA sULLA LINGUA i=izANcEsE

107

La purezza di una lingua a scapito della sua ricchezza;


una correttezza troppo vincolante nuoce alla sua forza e al
suo vigore. In una citt grande come Parigi si possono senza
esagerazione trovare ogni anno quaranta dotti che sanno infallibilmente ci che genuino e leggiadro nella loro lingua
materna ed necessario al monopolio di questo ciarpame.
Una volta a distanza di secoli succede tuttavia che cada
dal cielo un dono di Pallade 54, una immagine d'uomo avente
i pieni poteri di amministrare con la saggezza di un Sully
il pubblico tesoro di un linguaggio O di accrescerlo con l'accortezza di un Colbert 55.

inserire qui una sommaria analisi dell'impianto interno. L'autore pare


un estraneo al gabinetto ma ben noto nella sala d'udienza e nella cancelleria La vera arte del governo sarebbe troppo pratica e scaltra
per accontentarsi di pia desideria 51, non deve neppure essere confusa
con sentenze di principio, vantaggi commerciali e leggi cerimoniali

Sulla

sua conoscenza dei libri e del mondo non si deve contare, undusque
mendax 52, di cui si pu applicare quanto Orazio dice dei rapporti
con le matrone:
unde laboris
Plus baurire mali est, quam et re decerpere ructus 55.
Una rivista del buon gusto non pu tenere il luogo della documentazione dottrinale. L'occhio instabile di un curioso (che non ha lo
sguardo sso di un osservatore che scruta) stanca senza saziare (sia nei

viaggi sia soprattutto nelle corti), fornisce pi distrazione che ammaestramento, abitua all'a.mmirazione non per al giudizio, che deve essere

pi corretto e ne nel biasimare che nel lodare

L'indigeribilit dei

fatti rende malsano lo stile, che sa pi di ele e d'aceto che di sale

e di spezie, muta con il caldo e il freddo. Un pedagogo di principini


(che per hanno servi grandi, si dice, [Cfr. dell' XI Tomo dei Briefe
die neueste Litteratur betreffend il post-scriptum del 180 Brief a

p. 37] e di fatto ne avrebbero estremo bisogno) sapr accettare questa


licentia poetica di uno scoliaste con la moderazione che consigliabile
all'et avanzata e ai suoi frutti, di cui profetizza la prefazione. L'animo

del Signore di Moser del resto troppo nobile perch possa preferire
i baci di un chiacchierone ai colpi, del resto bene intenzionati, di chi
gli vuole bene.

AESTHETICA IN NUCE

Una
rapsodia

in
prosa
cabbalistica 5

Libro dei Giudici, V. 30.

.op O~::s .So


552; 'otsis O~nr.`[: vai: F'

Eliu nel Libro di Giobbe XXXII, 19-22

nnsr-.\'5 3": *sun ni.-I


:ypr n~::zn mzsn
' m1 n':-.N

zmf,-si ~n.-:Iv nnaa-:


i:z~:<-ua ses si-Ss
:.-.ms :<5 n::1.~1
m:.~:-~ny :<1':.
:urzy ~Jx:v urp: 5

HORATIUS

Odi profanum vulgus et arceo.


Favete linguis! carmina non prius
Audita, Musarum sacerdos,
Virginibus puerisque canto.
Regum timendorum in proprios greges;
Reges in ipsos imperium est ]ovis,
Clari giganteo triumpho,
Cuncta supercilio moventis 59.
Niente lira! n pennellol: un vaglio4 per la mia Musa,
per spazzare l'aja di santa Letteratural... Salute all'Arcangelo
sulle reliquie del linguaggio di Cana! su belle asine(1) corre
a gara;
il saggio idiota di Grecia intanto toglie a prestito
il superbo stallone d'Eutifrone (2) per lo scambio di parole filologico.
Poesia la lingua madre del genere umano; come l'orticultura pi antica dell'agricoltura, la pittura pi antica che

(1) Libro dei Giudici, V, 10 51.

(2) Cfr. PLATONE, Cratilo, Ermogene: Ka! uv Sii, 2f'iwrE;, sxvs


y poi. oxz 'o'1::-:p on'. v?/o\o|.'v-ci-1; acpvn Xpnoqsav.
Socrate: Kai. aL:I.'.U.ou. yz, 65 'Epuysvi-i, |.I.).|.<r:ot ot:-v am Ecppovo
-co Ilpoarruvriou irpodissicrmxvai p.o|.' wsv yp 1ro}}I ou'TIs duv :cal ivzapcxov

'r Urra. Ktvuvssi ov vouoiv o uvov 'c Jxr uou uirl-cai 're 'ctiiiovia
ooqiiot, k md. 'r Lliux nrikoat. Aoxs ov pot Xpvau orwol u
1toI.cratt 's pv 'rf'||J.spov elvat )(p^f|a'awi}au. ou':
ailpiovS, v mzl. uv Euvox, noionouirnusdt 're ar-hv miti. xaapousla supvrs crri -r 'roiotu-1:11

8:-:w xaaipeiv, si-rs 'rv iepwv 'rie sita -:GW croqsto'-r'v 52.

114

scRITTI sUL LINGUAGGIO

la scrittura, il canto che la declamazione, la similitudine che


l'argomentazione (5), il baratto che il commercio. Un pi profondo sonno era il riposo dei nostri progenitori; e il loro
moto un'ondeggiante danza. Sette giorni sedevano nel silenzio
della riessione o dello stupore:
e aprivano la loro bocca
a sentenze alate.
Sensi e passioni non parlano ed intendono che immagini.
Di immagini fatto l'intero tesoro dell'umana conoscenza e
felicit. Il primo erompere della Creazione e la prima impressione del suo cronista;
laprima manifestazione e il
primo godimento della natura si riuniscono nella parola: sia
la luce! da qui ha inizio il senso della presenza delle cose (4).
Infine Iddio coron la rivelazione sensibile della sua gloria
con il capolavoro dell'uomo. Cre l'uomo in forma divina;
a immagine di Dio lo cre 45. Questo decreto del Creatore
scioglie gli intricati nodi della natura umana e della sua destinazione. Ciechi pagani hanno riconosciuto l'invisibilit, che
l'uOmo ha in comune con D10. La velata figura del corpo 5,
il volto del capo e l'estremit delle braccia sono lo schema
visibile in cui noi rientriamo: eppure non propriamente
che un accenno dell'uomo nascosto in noi;
Exemplumque DEI quisque est in imagine parva(5).
Il primo nutrimento venne dal regno vegetale 55: il latte
dei vecchi, il vino; la pi antica arte poetica viene denominata
dal suo dotto scoliaste [a seguito della favola di Giotamo e
Gioas(5)] botanica (7); anche il primo vestimento dell'uomo
fu una rapsodia di foglie di co.
Ma il SIGNORE IDDIO fece vesti di pelli e li rivest: ...72
per i nostri progenitori ai quali la conoscenza del bene e del

(5) ...ut bieroglypbica literis: sic parabolae argumentis antiquiores,


dice Bacone: il mio Eutifrone 55.
(4) -n:v -yp cpavepoiizvov quis; arw 54,

(5) Manilius Astronom. Lib. IV 57.


(5) Libro dei Giudici, IX; 2 Cron. XXV, 18 59.
(7) ..._quum planta sit poesis, quae veluti a_ terra luxuriante absque
certo semine germinaverit, supra ceteras doctrinas excrevit et diffusa
est. Bacone de Augm. Scient. Lib. II. Cap. 13 70. Cfr. Anmerkungen zu
Roberti Lowth de sacra poesi Praelectionibus Academicis Oxonii habitis
p. l00(18). del Sig. Consigliere Iohann David Michaelis 71.

AESTHETICA IN NUCE

115

male aveva insegnato la vergogna... Se la necessit un'inventrice di comodit e di arti, si ha motivo di meravigliarci
con Goguet75 due volte di come abbia potuto nascere in
Oriente la moda di vestirsi e per di pi con pelli di animali.
Posso fare un'ipotesi, che non ritengo affatto sensata? ...Io
pongo l'origine di questo costume nella generale costanza dei
caratteri animali conosciuta da Adamo grazie al commercio con
l'antico poeta (che nella lingua di Cana ha nome Abaddon, in
greco invece Apollione)74, la quale spinse il primo uomo a
trasmettere alla posterit sotto la pelle presa a prestito una
conoscenza intuitiva di accadimenti passati e futuri...
Parla, s che ti veda! 75. Questo desiderio fu adempiuto
dalla creazione che un parlare alla creatura mediante la
creatura; giacch un giorno dice all'altro ed una notte d notizia all'altra. La loro parola risolutiva trascorre per ogni
clima fino alla ne del mondo ed in ogni dialetto se ne ode
la voce... 7. La colpa pu essere comunque dove vuole (dentro
o fuori di noi): noi non disponiamo per nostro uso nella
natura che di versi confusi e disiecti membra poetae 77. Raccoglierli compito dell'erudito, interpretarli del losofo; imitarli(5) - O ancora pi audacemente! - metterli in sesto la
parte assegnata al poeta.
Parlare tradurre: da un linguaggio di angeli in un linguaggio di uomini, ossia pensieri in parole, fatti in nomi,
immagini in segni, che possono essere poetici O kyriologici (5),
storici, o simbolici o geroglifici... e losoci o caratteristici (1).
(5) Rescisso discas componere nomine versum;
Lucili vatis sic imitator eris.

Ausonius. Epist. V711.


(9) Ad illustrazione si pu vedere il primo paragrafo della Naturae
et Scripturae Concordia. Commentatio de litteris ac numeris primaevis
aliisque rebus memorabilibus cum ortu literarum coniunctis. (Lips. et
Hafn. 1752) del Wachter 79.

(10) Come segno di quest'ultima specie da intendere il seguente


passo di Petronio, che mi trovo costretto a citare nel suo contesto, dato

che anch'essO si dovrebbe intendere come una satira rivolta al lologo


e ai suoi contemporanei: nuper ventosa isthaec et enormis loquacitas
Athenas ex Asia commigravit, animosque juvenum ad magna surgentes
veluti pestilenti quodam sidere aiavit, simulque corrupta eloquentiae
tegula stetit et obmutuit. Quis postea ad summam Thucydidis? ( detto

116

sciurrr sUL LINGUAGGIO

Questa maniera di tradurre (intendi: di parlare!) assomiglia


pi di ogni altra alla parte rovescia degli arazzi.
Ana' sbews the stu, but not t/oe war/emant :kill 82; o
assomiglia a un eclissi di sole rimirata in un recipiente colmo
cl'acqua ( ).
La accola di Mos illumina anche il mondo intellettuale,
che ha pure il suo cielo e la sua terra. Bacone paragona pertanto le scienze alle acque che stanno sopra e sotto le volte
della nostra atmosfera. Quelle sono come un mare trasparente,
come cristallo cornmisto a fuoco, queste invece come una mano
d'uomo.
La creazione dell'arnbiente sta alla creazione dell'uomo:
come la poesia epica alla drammatica. La prima avvenne per
opera della parola, la seconda mediante azione.
Animo! Sii come un mare tranquillo!
Ascolta il consiglio: Facciamo l'uomo, un'immagine che ci somigli, che ne
sia Signorel... Ecco l'azione: e il SIGNORE IDDIO fece l'uomo
da una zolla di terra... Confronta consiglio ed azione; adora
con il Salmista il Parlatore potente (12), con la evangelista dei
discepoli il creduto ortolano(), e con l'Apostolo di filosofi
ellenisti e di scribi talmudisti il Vasaio (14).
Il geroglifico Adamo la storia dellintero genere umano

il Pindaro degli storiogra) quis Hyperidis? (che denud il seno di Frine


per convicere i giudici della bont della sua causa) ad famam processit? Ac ne carmen quidem sani coloris enituit; sed omnia, quasi
eodem cibo pasta, non potuerunt usque ad senectutem canescere.
PICTURA quoque non alium exitum fecit, postquam AEGYPTIORUM
AUDACIA tam magnae artis COMPENDIARIAM invenit 3. Si con-

fronti in proposito la profonda profezia che Socrate pone sulle labbra


del re egiziano Thamus circa la scoperta di Thot, s che Fedro esclama:
' )Idxpa.-tt-z, brtw a Ayuitrou xml. ttoamo liv -ng M-fou rtois 31,
(11) La prima metafora tratta dall'Essay ou translated verse del

conte di Roscommon e dalle Lettres di Howel; entrambi hanno tolto a


prestito questa similitudine dal Saavedra, se non erro; la seconda me-

tafora presa da uno dei principali settimanali (The Adventurer): l


sono usate per ad illuxtrationem (a guarnizione del vestito), qui ad

involucrum (come camicia sul corpo nudo), come insegna a distinguere la


Musa di Eutifrone 33.
(12) Salm. XXXIII, 934.
(13) Giov. XX, 15-17 85.

(14) Rom. IX, 2136.

AESTHETICA IN NUCE

117

nella sua ruota simbolica: ...il carattere di Eva, Poriginale


della natura bella e dell'economia sistematica, che non sta
scritto con santit metodica sul frontespizio, ma si forma gi
nella terra e giace nascosto nelle viscere, nei reni della realt
stessa dei fatti.
Virtuosi dell'et, presente, sui quali il SIGNORE Inmo ha
fatto cadere un sonno profondo! Voi, pochi nobili! traete
vantaggio da questo sonno ed edificate sulla costola di questo
Endimione la nuova edizione dell'anima umana, che vide
nel suo sogno mattutino il bardo di notturni canti(15),... non
per da vicino. La prossima et si dester come un gigante
dall'ebbrezza, ad abbracciare la vostra Musa e a gridarle
esultando la testimonianza: Questa pur carne della mia
carne e ossa delle mie ossa! 89.
Se questa rapsodia dovesse cadere di passaggio sotto lo
sguardo di un levita della pi recente letteratura, so in
precedenza che si segnerebbe come San Pietro (16) innanzi alla
grande tela legata ai quattro estremi in cui con uno sguardo
percep e vide quadrupedi della terra e ere selvatiche, e
rettili e uccelli del cielo... O no! indemoniato... Samaritano! ...(cos far schermo al lologo che ha in cuore)
a lettori di gusto ortodosso non si addicono espressioni volgari
n argomentazioni impure... Impossibilissimum est, communia
proprie dicere...93. Ecco! per questo succede che un Autore
il cui gusto non pi vecchio di una settimana, ma circonciso, scarichi nelle sue fascie limpidissima genziana: ad onore
dell'umana miserial... La favolosa bruttezza dell'antico Frigio
di fatto assai meno accecante della bellezza estetica del
nuovo Esopo. di oggi l'attuazione della tipica ode di Orazio
ad Aristio, secondo cui un cantore della dolce-ridente Lalage,
che ancor pi dolcemente di quanto ride bacia, ha fatto di
bruti sabini, apuli e mauritani dei damerini... (17). Si pu del
resto essere un uomo senza aver bisogno di diventare uno

(15) Cfr. D. Young, Lettera all'Autore del Grandison attorno all'originalit delle opere darte 311.

(16) Atti Ap., X, 1191.


(17) Lib. I. od. 22 94.

118

SCRITTI sUL LINGUAGGIO

scrittore. Chi per incoraggia dei buoni amici a badare allo


scrittore senza pensare all'uomo pi incline ad astrazioni
poetiche che non ad astrazioni losoche. Non avventuratevi
quindi nella metafisica delle belle arti senza avere raggiunto
la perfezione nelle orge (18) e nei misteri eleusini. I sensi sono
Cerere e le passioni Bacco: antichi parenti adottivi della
natura bella.
Bacche! veni dulcisque tuis e cornibus uva
Pendeat, et spicis tempora cinge Ceres! (19).
Se questa rapsodia dovesse avere l'onore di cadere in
sorte per un giudizio di un maestro di Israele, ci sia allora
consentito di andargli incontro in una santa prosopopea(1)
benvenuta nel regno dei morti quanto in quello dei vivi (... Si
NUX modo ponor in illz`s):
Illustre e dottissimo
Rabbi!
<< Il postiglione del Santo Romano Impero che sullo scudo
del suo blasone reca il motto Relata reero mi ha reso davvero bramoso della seconda parte delle omilie de sacra poesi 911.
Brucio dalla voglia ed attendo - no ad oggi invano come la madre del generale azorita spiava dalla nestra in
attesa del carro del glio e gemeva attraverso l'inferriata... 9.
Non vogliatemene perci se come il fantasma Amleto vi parlo
per cenni, no a che non avr l'occasione adatta per spiegarmi attraverso :ermones deles(11). Crederete senza prova
(111) Orgia nec Pentheum nec Orpheum tolerant. Baco de Augm.
Scient. Lib. II. Cap. XIII 95.
(19) Tibull. Libr. II. Eleg. 196.

(211) L'art de personier ouvre un champ bien moins born et plus


fertile que l'ancienne Mythologie. Fontanelle sur la Poesie en general.
Tom. VIII.
(11) Giov. III, 11 111. Si cerca di andare incontro alla pi grossolana
ignoranza, che a tutta prima potrebbe avere l'idea con buona o cattiva
intenzione di mettere al bando la presente imitazione dello stile cabba-

listico, con il passo seguente: In interpretandi modo duo interveniunt

AESTHETICA IN NUCE

119

che l'Orbi.t pictur del famoso sognatore, maestro e lologo


Amos Comenius (22) e gli Exercitia del Muzell13 sono libri
troppo dotti per i bambini che sono ancora al sil-la-ba-rio...
e in verit, in verit bambini dobbiamo diventare, se vogliamo ricevere lo spirito della verit, che il mondo non pu
comprendere, perch non lo vede e (se anche lo vedesse) non
lo conosce... 1. Perdonate la stoltezza della mia maniera di
scrivere, che non si intona con il peccato ereditario matematico dei vostri scritti pi antichi n con la spiritosa rinascita
excessus. Alter eiusmodi praesupponit in Scripturis perfectionem, ut

etiam omnis Philosophia ex earum fontibus peti debeat, ac si Philosophia


alia quaevis res profana esset et ethnica. Haec intemperies in Schola
Paracelsi praecipue nec non apud nos invaluit; initia autem eius
Rabbinis et CABBALISTIS deuxerunt. Verum istiusmodi homines non

id assequuntur, quod volunt: neque enim honorem, ut putant, Scripturis


deferunt, sed easdem potius deprimunt et polluunt. Quemadmodum enim
Theologiam in Philosophia quaerere, perinde est ac si vivos quaeras
inter mortuos: ita Philosophiam in Theologia quaerere, non aliud est,

quam mortuos inter vivos. Alter autem interpretandi modus (quem


pro excessu statuimus) videtur primo intuito sobrius et castus; sed tamen
et Scripturas psas dedecorat, et plurimo Ecclesam afcit detrimento. Is
est (ut verbo dicamus) quando Scripturae divinitus inspiratae eodem,

quo scripta humana explicantur modo. Meminisse autem oportet, D150


Scripturarum Auctori, duo illa patere, quae humana ingenia fugiunt:
Secreta nimirum cordis et successiones temporis. Quum Scripturarum
dictamina talia sint, ut ad cor scribantur, et omnium saeculorum vicissitudines complectantur; cum aeterna et certa praescientia omnium haeresium, contradictionum et status Ecclesiae varii et mutabilis, tum in

communi, tum in electis singulis: interpretandae non sunt solummodo


secundum latitudinem et obvium sensum loci: aut respiciendo ad occasionem, ex qua verba erant prolata: aut praecise ex contextu verborum
praecedentium et sequentium; aut contemplando scopum dicti principalem: sed sic, ut intelligamus, complecti eas, non solum totaliter, aut
collective, sed distributive, etiam in clausulis et vocabulis singulis, innumeros doctrinae rivulos et venas, ad Ecclesiae singulas partes et animas
delium irrigandas. Egregie enim observatum est, quod Responsa Sal-

vatoris nostri ad quaestiones non paucas, ex iis, quae proponebantur,


non videntur ad rem, sed quasi impertinentia. Cuius rei causa duplex

est. Altera, quod quum cogitationes eorum, qui interrogabant, non ex


verbis, ut nos homines solemus, sed immediate et ex sese cognovisset,
ad cogitationes eorum, non ad verba respondet: Altera, quod non ad
eos solum locutus est, qui tunc aderant, sed ad nos etiam, qui vivimus
et ad omnis aevi ac loci homines, quibus Evangelium fuerit praedi-

candum. Quot etiam in aliis Scripturae locis obtinet. Baco de Augm.


Lib. IX1111.
(Z2) Cfr. la raccolta delle lettere del Sig. Leibniz curata dal Kortholt: vol. 3. Ep. 29102.

120

scnirri sUL LINGUAGGIo

dei Vostri scritti pi recenti, se prendo un esempio dallabbecedario senza dubbio pi vecchio della Bibbia. Le lettere
A, B, C, perdono forse il loro signicato naturale se nell'innito comporsi di segni arbitrarii ci ricordano idee che esistono, se non in cielo, almeno nel cervello?... Nel caso in
cui per l'intera meritevole giustizia di un dotto della Scrittura si riduce al cadavere della lettera: che cosa ne dice lo
spirito? Non si ridurr ad essere nulla pi che un cameriere della lettera morta o addirittura un semplice scudiero
di una lettera che uccide? Non sia mail... Grazie alla Vostra
lunga penetrazione del signicato dei fatti sici Voi sapete
meglio di quanto io non possa ricordarVi, che il vento spira
dove vuole 1115. Indipendentemente dal fatto che se ne ode il
sussurro, tuttavia si arguisce dal pi instabile galletto-segnatempo donde viene o meglio dove si dirige... .
Ah scelus indignum! solvetur litera dives?
Frangatur potius legum veneranda potestas.
Liber et alma Ceres succurrite!...()1.

(7-1) Cfr. l'editto poetico dell'Imperatore Ottavio Augusto in forza

del quale si deve annullare lultima volont di Virgilio de abolenda


Aeneide... Si pu consentire a due mani a quanto il D. George Benson 1117 con scarsa ponderatezza, scelta e unzione ha pi affastellato che
elaborato circa lunit dellintelletto. Se avesse voluto parteciparci alcuni
principii terreni sull'unit della interpretazione, la sua fondatezza ci risulterebbe pi sensibile Non si possono percorrere i quattro volumi
di questa spiegazione parafrastica senza un sorriso assai equivoco e senza

mancare i frequenti passi dove il D. Benson con la trave del Papato nel
suo occhio si affanna attorno alle schegge della Chiesa romana e imita
i nostri teologi di corte che fragorosamente applaudono ogni affrettata
cieca trovata in grazia di cui al Creatore venga reso minore onore che

alla creatura Prima di tutto bisognerebbe chiedere al D. Benson se


l'unit non possa sussistere insieme alla molteplicit. Uno studioso di
Omero corre lo stesso pericolo di perdere l'unit dell'intellezione ad
opera di un parafraste francese come il La Motte e un dogmatico profondo come Samuel Clarke111. Il senso letterale o grammaticale, il
senso carnale o dialettico, il senso cafarnaico19 0 storico sono in sommo
grado mistici e dipendono da congiunture e circostanze momentanee,
spiritose, arbitrarie, tali che senza ascendere verso il cielo non si possono
tirare gi le chiavi della loro conoscenza e nessun viaggio oltre il mare
n nelle contrade di tali ombre deve intimidire coloro che da ieri o

ieri l'altro, da cento o da mille anni - misteri! - hanno creduto, par-

AESTHETICA IN NUCE

121

Le opinioni dei loso sono modi di leggere la natura e


precetti dei teologi modi di leggere la Scrittura. L'Autore
fp/- il miglior interprete delle sue parole: Egli pu parlare per
mezzo di creature, di avvenimenti o per mezzo di sangue e
fuoco e vapore di fumo (24), nel che consiste il linguaggio del
Santuario.
Il libro della creazione contiene esempi di concetti universali che IDDIO ha voluto rivelare alla creatura attraverso
la creatura; i libri dell'Alleanza contengono esempi di articoli segreti che IDDIO ha voluto rivelare all'uomo attraverso
gli uomini. L'unit del Creatore si rispecchia nel dialetto delle
sue opere; in tutte un tono di incommensurabile altezza
e profondit! Una prova della maest pi gloriosa e della
donazione pi esaustiva! Un miracolo di tale innito silenzio,
che rende IDDIO simile al nulla al punto che uno costretto
o a negarne in coscienza l'esistenza o ad essere un animale (z5);
nello stesso tempo per di una tale innita forza, che tutto
ricolma in tutti al punto che non ci si sa salvare dalla sua
pi intima insistenza!
Se si viene al gusto della devozione, che consiste nello
spirito losoco e nella verit poetica, e se si viene alla prudenza politica della versicazione, si pu certo addurre un
testimone degno di fede come l'immortale Voltaire (Z6), che de-

lato, soerto, dei quali la storia universale non ci fornisce pi notizia


di quanto trova posto sulla pi angusta lapide mortuaria, o di quanto
possa trattenere in una volta Eco, la Ninfa dalla laconica memoria 11.
Deve davvero possedere le chiavi del cielo e dell'inferno colui che ci
vuole condare i progetti che scrittori ricchi di pensiero forgiano in sede
critica per la conversione dei loro fratelli increduli Per il fatto che
Mos pone la vita nel sangue, tutti i Rabbini battezzati hanno orrore al
cospetto dello spirito e della vita dei profeti in cui l'intellezione della

parola, come un unico glio prediletto, viene immolata v napaok 111


e tramuta in sangue i ruscelli della saggezza orientale L'uso di questi

pensieri strangolati non si addice ad alcuno stomaco debole. Abstracta


nitii: occultis; concreta maturitati conveniunt secondo il Gnomone
del Bengel (plane pollex, non index) 112.
(24) Atti Ap. II, 19113.
(25) Salmo, LXXIII, 21, 22 114.
(26) La reule politique dam un Poeme doit tre de faire dei bons
vers, dice il Sig. Voltaire nella sua professione di fede attorno al1'ep0pea.

122

sciurrl sui. LINGUAGGIO

nisce quasi la religione la pietra angolare dell'epica e nulla


lamenta pi del fatto che la sua religione (21) sia l'opposto
della mitologia?
Bacone si raffigurava la mitologia come un giovinetto alato
di Eolo, che ha il Sole alle spalle, nuvole a sgabello dei piedi
e per la noia soia in un flauto greco (18).
Ma Voltaire, il Sommo sacerdote del tempio del gusto,
argomenta con il rigore di Caifa(29) e pensa pi fruttuosamente di Erode(3)11.
Se la nostra teologia tanto inferiore per valore alla mitologia, ci assolutamente impossibile raggiungere - non
dico poi superare - la poesia dei pagani, come sarebbe nostro
dovere e ambizione. Ma se non vale la nostra poesia, allora
la nostra storiografia risulter pi magra ancora che una
vacca del Faraone 12, anche se favole di fate e gazzettini di
corte surrogano la vostra mancanza di storici. Alla losoa
non vale certo la pena di pensare, specialmente poi ad al-

(27) Circa ci che il Sig. Voltaire intenda per religione Grammatici


certant et adbuc sub Iudice lis e.tt115; di ci non deve preoccuparsi il

lologo tanto meno il suo lettore. Si pu intendere per religione di Voltaire la libert della Chiesa gallicana oppure i ori sulfurei del pi

schietto naturalismo; comunque entrambe le spiegazioni poco contribuirebbero all'unit dell'intellezione.


(23) Fabulae mythologicae videntur esse instar tenuis cujusdam aurae,

quae ex traditionibus nationum magis antiquarum in Graecorum stulas


inciderunt. De Augm. Scient. Lib. II. Cap. XIII 116.

(29) Quun homme ait du jugement ou non, il prote egalement


des vos ouvrages: il ne lui faut que de la memoire, dice in faccia al

Sig. Voltaire uno scrittore dal labbro profetico

Kat-:ot ox liv -iepitov. -fa

nukduova :Ivan l>a.\!q5\ vpa.. Socrate nello Ioe (li Platone 117.

(30) Fozio (nelle Ampblocbiae Quaest. CXX connessa da ]oh. Chr.


Wolf alla sua cornucopia di grilli lologici e critici) cerca una profezia
nelle parole di Erode ai Magi venuti dall'Oriente perch anc/:'io
venga e lo adori, le mette a confronto con la sentenza di Caifa
(Giov. XI, 49-52) e osserva: "lot 5'.v napanknaiw ro-tot; xctl. I-frspat
'Iwa uaxopytp uv -yvdp.1| mzl. ptrn utatvtp nposvnvayuva, 'rtptz Irpeqn1'I.xv cqqara.

Fozio si immagina Erode un Ianus bironr che per stirpe rappresentava i pagani, per carica i Giudei1111.
Moltissime battute maligne e inutili (di cui si pavoneggiano Servi

e padroni) ci si presenterebbero sotto una luce del tutto diversa, se


talvolta fossimo in grado di ricordarci se parlino di s medesimi oppure
debbono essere intesi profeticamente.

AESTHETICA IN NUCE

125

manacchi sistematicilz pi che a ragnatele di elucubrazioni


in un castello in rovina.
Qualsiasi perdigiorno in grado di capire con la necessaria
precisione latino di cucina e tedesco svizzero, il cui nome
per sia bollato con l'intera - o anche mezza - cifra M121
dell'animale accademico, dimostra essere menzogna che i
banchi e i bestioni che ci stanno seduti sopra debbano necessariamente gridare all'oltraggio! , i primi se avessero
orecchi, e i secondi, non ostante che un'irriverente bea dia
loro il nome di uditori 1", se fossero addestrati ad usare gli
orecchi per ascoltare...
Dov' la frusta di Eutifrone, o cavalluccio ombroso?
anch il mio carretto non resti bloccato... .
Mitologia di qua! Mitologia di l! (31). Poesia unimitazione della natura bella: potranno le scoperte di Nieuwentyt 12",
Newton, Buffon tenere il posto di una dottrina favolistica
di dubbio gusto?... Certo dovrebbero e lo farebbero anche;
se solo ne fossero capaci. Perch allora non succede? Perch
impossibile, rispondono i nostri poeti.
La natura opera per sensi e passioni. Chi ne mutila gli
organi come potr sentire? Sono inclini al movimento anche
i nervi paralizzati?
.La Vostra losoa bugiarda e assassina ha tolto di mezzo
la natura, perch pretendete a questo punto che la imitiamo?
Per potervi rinnovare il piacere di assassinare anche i discepoli della natura?
S, voi sottili critici chiedete sempre la verit e inlate
sempre la porta perch non potete sopportare alcuna risposta
a questa domanda!
Le vostre mani sono sempre lavate, sia che vogliate mangiarvi il vostro pane, sia che abbiate magari pronunciato le
vostre sentenze di morte. Neppure chiedete in che modo ab(31) Fontenelle sur la Poesie en general. Quand on s'aura employer
d'une maniere nouvelle les images fabuleuses, il est sr qu'elles feront
un grand effet 111.

124

scRITTI sUL LINGUAGGIG

biate tolto di mezzo la natura... Bacone vi accusa di averla


scorticata con le vostre astrazioni. Dice la verit Bacone?
Orbene! allora lapidatelo, gettate fango e palle di neve contro
la sua ombra!...
Se risplende gloriosa come il sole un'unica verit125: allora giorno. Se invece ne vedete in luogo di questa sola
tante quanto i granelli di sabbia sulla riva del mare; allora
c' ancora una piccola luce (32) che sorpassa in splendore tutta
questa schiera di soli(): una notte di cui s'invaghiscono
poeti e ladri.
Il poeta (34) sul far del giorno identico al ladro (35)
al tramonto...
Tutti i colori del mondo pi bello sbiadiscono, non appena soffochiate quella luce, il primo gemito della creazione.
Se vostro dio il ventre, anche i capelli del vostro capo
stanno sotto la sua tutela. Ogni creatura diviene reciprocamente vostra vittima e vostro idolo.
Assoggettata contro voglia - ma per speranza - essa sospira sotto il servaggio e sulla vanit,.fa _del suo meglio per
sfuggire alla vostra tirannia e sotto 1 pi ardenti amplessi
anela a quella libert, di cui gli animali fecero omaggio ad
Adamo, poich IDIIo li condusse all'uomo, perch egli vedesse quale nome dare loro, giacch secondo il nome che
avrebbe dato loro Adamo, dovevano chiamarsi 13.
Questa analogia dell'uomo al Creatore assegna ad ogni
creatura il suo ruolo e il suo carattere da cui dipende fedelt
e ducia in tutta la natura. Quanto pi vivace in noi lidea
che c' nel nostro animo l'immagine simigliante dell'invisibile
IDDIo(1), tanto pi siamo capaci di vedere nelle creature la
(32)

et
notho
lumine

(33)

125.
Catull. Carm. Sec. ad Dian.

micat
inter omnes
Iulium sidus, velut inter ignes

Luna minores.
Horat. Lib. I. Od. XII 127.
(34) 2 Cor. IV, 6113.
(35) Apoc. XVI, 15129.
(36) slxtbv -:o Gso 'co oprou
Coloss. I, 15131.

AESTHETICA IN NUCE

125

Sua aabilit e gustarla, guardarla, prenderla in mano. Ogni


impressione della natura nell'uomo non solo un ricordo, ma
un pegno della verit fondamentale: Chi il SIGNORE. Ogni
reazione dell'uomo verso la creatura una lettera e un sigillo
di partecipazione nostra alla natura divina (37), del fatto che
noi siamo della sua razza (33).
O una Musa come il fuoco di un orece e come il sapone
dei lavandai! (19)...
Essa oser purgare il naturale uso dei sensi dall'innaturale uso delle astrazioni(), per cui i nostri concetti delle
cose vengono altrettanto mutilati che oppresso ed oeso il

nome del Creatore. Parlo a Voi, Greci! 11 perch sembrate


pi saggi dei ciambellani della chiave gnostica; provate solo a
leggere l'Iliade, dopo che abbiate tolto via mediante astrazione le due vocali ot e In 117, sappiatemi dire dellintelligibilit e musicalit del poeta.
Mnvw 'sne e' -:c'r1).'r1\.' 8:' )(I.)mog 1.
Vedete! la grande e piccola masora dei filosofi ha inondato come un diluvio il testo della natura. Non avrebbero
dovuto sciogliersi in acqua tutte le sue bellezze e ricchezze?
D'altra parte voi fate miracoli ben pi grandi di quanti mai

(31)

tata;mtvovot q=;. 2 Pietro I, 4; vvuupovvs -rs irvvs *w

w afo. Rom. VIII, 29132.


(33) Atti Ap. XVII, 27 ecc. 133.
(39) Malach. III, 2134.

(40) Bacon de interpretatione Naturae et regno Hominis Aphorism.


CXXIV. Modulos ineptos mundorum et tamquam simiolas, quas in
Philosophiis (nelle teorie delle scienze) phantasiae hominum extruxerunt,
omnino dissipandas edicimus. Sciant itaque homines, quantum intersit
inter humanae mentis Idola et divinae mentis Ideas. Humanae mentis

Idola nil aliud sunt quam abstractiones ad placitum: Divinae mentis


ideae sunt vera signacula Creatoris super creaturas, prout in materia
per lineas veras et exquisitas imprimuntur et terminantur. Itaque ipsissimae res sunt Veritas et Utilitas: atque Opera ipsa pluris facienda
sunt, quatenus sunt veritatis pignora, quam propter vitae commoda (per
la pancia). In altri punti egli ripete questo richiamo: tutte le opere

della natura dovrebbero servire non solo come beneeia vitae ma anche
come veritatir pignora 135.

126

scRITTI sUL LINGUAGGIO

si siano compiaciuti gli dei (31), con querce (33) e statue


di sale, pietrificazioni e metamorfosi alchimistiche e favole
per convincere il genere umano. Voi accecate la natura perch
appunto sia la vostra guida! o meglio vi siete cavati gli occhi
da voi stessi con l'epicureismo, per poter essere tenuti in
conto dai profeti, che si succhiano da tutte cinque le dita
ispirazione e interpretazione.
Volete dominare sulla natura e vi legate da voi stessi mani
e piedi con lo stoicismo, per potere pi toccantemente zufolare elegie sulle adamantine catene del destino nelle vostre
raccolte di poesie varie 131.
Per il fatto di essere membri della vergogna cessano forse
per questo le passioni di essere armi della virilit? Comprendete Voi forse la lettera della ragione meglio di quanto abbia
compreso lo spirito della Scrittura quell'allegorico ciambellano
della Chiesa alessandrina che si fece da se stesso eunuco per
il Regno dei cieli?1"3. I maggiori malvagi contro s medesimi
sono fatti dal principe di questo secolo suoi favoriti... i suoi
buffoni di corte sono i pi accaniti nemici della natura bella,
che se ha coribanti e Galli come preti pancioni, ha spiriti forti
come veri adoratori.
Un losofo instaura leggi monacali, alla stregua di Saul... (33)
la sola passione fornisce tanto alle astrazioni che alle ipotesi
mani, piedi, ali; a immagini e segni spirito, vita e lingua...
Dove ci sono argomentazioni pi rapide? Dove si genera il
rotolante tuono delleloquenza e suo compagno il monosillabico lampo ()...

(41)

okonalvuove yp mi oi eov, Socrate nel Cratilo 139.

(42) Socrate a Fedro: Oi Y', 6'; qD.z-:, v 113 'ro An 'so Awwvaiou
ispq pu kyou qmaav p.av:I.xo\` 1:pd:ou yevcai.. 'ro p.v ov 'r-rs, rs

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o 'yp xt-:ivo uovov axorte, 140 si-ri-: oil-:mg E11: kw xet;

('13) 1 Sam. XIV, 24143.

(44) Brief as the lightning in collied night,


That (in a spleen) unfolds heav'n on earth
And ere man has power to say: Behold!
The jaws of darkness to devour it up.

Shakespeare in Midsummer - Night`s Dream 1*".

Aiasri-IETIGA IN NUCE

127

Perch dovrei io, o lettori ignoranti per ceto, prestigio e


rango, denire tra infinite una parola, affinch possiate da
voi stessi osservare dappertutto nella societ umana le manifestazioni delle passioni?: come ogni fatto, per quanto lontano, con singolare direzione colpisca un animo nell'affetto,
come ogni singola sensazione si dilati oltre l'ambito di tutti
gli oggetti esterni ('33), come noi sappiamo appropriarci mediante un'applicazione personale dei casi pi generali e coviamo ogni singola privata circostanza no a farne un pubblico
spettacolo al cospetto del cielo e della terra.
Ogni verit individuale cresce ad essere la base di un
progetto pi straordinario di quella pelle bovina che delimit
il territorio di uno stato 14, e un progetto, pi largo di un
emisfero, si riduce alla puntualit di un punto di vista... Insomma il compimento dei programmi, il vigore della loro
esecuzione, la concezione e nascita di idee e di espressioni
nuove, il lavoro e il riposo del saggio 137, la sua consolazione
e la sua nausea giacciono sepolti nel grembo fecondo delle
passioni innanzi ai nostri sensi.
<< Il pubblico del lologo, il suo mondo di lettori, sembra
essere simile ad un uditorio, che abbia ricolmato un solo Platone ('13). Continua consolato Antimaco, - come scritto:
Non missura cutem nisi plena cruoris hirudo 143.
Proprio come se il nostro apprendere fosse un mero ricordare, siamo rimandati sempre ai monumenti degli antichi
a riformarci lo spirito attraverso il ricordo. Perch per ci si
sofferma alle cisterne bucate dei Greci 11 e si abbandonano
le sorgenti pi vive dall'antichit? Forse non sappiamo neppure noi esattamente ci che veneriamo no all'idolatria nei
Greci e nei Romani. Da ci viene la contraddizione maledetta ('17) nei nostri libri simbolici che no ad oggi sono
('15) C'est l'effet ordinaire de notre ignorance de nous peindre tout

semblable nous et de repandre nos portraits dans toute la nature,


dice Fontenelle nella Histoire du Theatre Fran. Une grande passion
est une espece d'Ame, immortelle sa maniere et presque independante
des Organes. Fontenelle nellEloge de Ms. de Verney145.
(43) Plato enim UNUS instar omnium est. Cicero in Brut.
('17) Salm. LIX, 13150.

128

scRITTI sUL LINGUAGGIO

stati elegantemente rilegati in pergamena ma che dentro


~ proprio dentro - sono pieni di ossa di morti, pieni di ipocrita pseudo-virt ('13).
Simili ad un uomo, che esamina allo specchio il suo aspetto
corporeo, e dopo avere guardato se ne va e per ore dimentica
come fatto, cos ci comportiamo noi con gli antichi. Ben
altrimenti siede un pittore innanzi al suo autoritratto.
Narciso (il bulbo degli spiriti belli) ama la propria immagine pi della propria vita(49).

(43) Cfr. l'intera XI parte dei Briefe die neueste Litteratur betreend qua o l, ma propriamente a p. 131.
(49) Ovid. Metamorph. Lib. III.
bibit visae correptus imagine formae.
Spem sine corpore amat, corpus putat esse, quod umbra est.
Adstupet ipse sibi, vultuque immotus eodem
Haeret ut a Pario formatum marmore Signum.

Spectat humi positus geminum, sua lumina, Sidus,


Et dignos Baccho, dignos et Apolline crines,
Impubesque genas et eburnea colla, decusque

Oris, et in niveo mistum candore ruborem;


Cunctaque miratur, quibus est mirabile ipse.

.....opaca fusus in herba


Spectat inexpleto mendacem lumine formam,
Perque oculos perit ipse suos; paulumque levatus
Ad circumstantes tendens sua brachia silvas:
Ecquis io! Silvae, crudelius, inquit, amavit?

(scitis enim et multis latebra opportuna fuistis)


Et placet et video: sed quod videoque placetque

Non tamen invenio. Tantus tenet error amantem!


Quoque magis doleam, nec nos mare separat ingens
Nec via, nec montes, nec clausis moenia Portis.
Exigua prohibemur aqua
Posse putes tangi. MINIMUM est quod amantibus obstat
Quisquis es, huc exi!
Spem nescio quam vultu promittis

Lacrymas quoque saepe notavi.


Me lacrymante tuas, nutu quoque signa remittis
In te ego sum. Sensi nec me mea fallit imago
Quod Cupio, mecum est: inopem me copia fecit.
O utinam nostro secedere corpore possem!

Totum in amantem novum


DIXIT et ad faciem rediit male sanus eandem,
et lacrymis turbavit aquas, obscuraque moto
Reddita forma lacu est. Quam quum vidisset adire
Clamavit:
Liceat quod tangere non est

Aspicere et misero praebe alimenta furori

AESTHETICA IN NUCE

129

La salvezza viene dai Giudei... Ancora io non la avevo


veduta; mi attendevo per dai loro scritti losoci concetti
pi sani, a vostra confusione, o Cristiani!
Tuttavia voi sentite il pungolo del buon nome, da cui
siete denominati(3) altrettanto poco che l'onore che IDDIO
ha tratto dal nomignolo di Figlio dell'uomo...
Natura e spirito sono dunque i materiali dello spirito
bello, operante, imitatore...
Bacone paragona la materia a Penelope; i suoi sfrontati
proci sono i loso e gli scritturisti133. La storia del mendicante, che apparve a corte ad Itaca, la eccita; non la ha
infatti tradotta Omero in versi greci e Pope in versi inglesi?...
Con quale mezzo risusciteremo il defunto linguaggio della
natura dai morti?...
Con pellegrinaggi alla felice Arabia, con crociate in Oriente
e con la restaurazione della sua magia, di cui ci impadroniremo con l'astuzia delle vecchie femmine, che pur sempre
la migliore? 134.
Abbassate gli occhi, pigroni! e leggete quanto poeticamente
scrive della magia Bacone (31).
Giacch i vostri morbidi piedi in scarpe da danza non
sopporteranno un cos disagevole viaggio, lasciatevi indicare
la direzione con un'iperbole(33)...

Ille caput viridi fessum submissit in herba;


Lumina nox clausit domini mirantia formam.
'fun quoque sei) postquam est inferna sede receptus,
n tygia specta at aqua
Planxerunt Dryades; plangentibus assonat Echo,
Iamque rogum quassasque faces feretrumque parabant,
Nusquam corpus erat, Croceum pro corpore orem
Inveniunt foliis medium cingentibus albis 151.
(50) Giacomo, II, 7152.

(51) MAGIA in eo potissimum versabatur, ut architecturas et fabricas


rerum naturalium et civilium symbolisantes notaret Nec similitudines
merae sunt (quales hominibus fortasse parum perspicacibus videri possint) sed plane una eademque naturae vestigia aut signacula diversis
materiis et subjectis impressa. Bacone nel III libro de augmentir scientiarum, dove ritiene di spiegare la magia anche in base a una scientia

consemuum rerum univerxalzgrz e attraverso questo baluginio l'appari'

dei Ma i a Bethlehem

Zlone(-52) Kai grz. xou' nspovhv v \'p.v 81-:!xvu|i|.156_

130

sciurrr sUL LINGUAGGIG

O Tu che squarci i cieli e li abbatti! al cui giungere si


disciolgono i monti come vaporizza l'acqua all'ardore di un
violento fuoco, perch sia noto il tuo nome tra i nemici di
esso che pure si nominano secondo esso, perch apprendano
il timore i pagani consacrati al cospetto delle meraviglie che
Tu compi, che nessuno si aspettal, fa sorgere nuovi fuochi
erranti in Orientel, suscita la curiosit dei suoi saggi perch
spontaneamente rechino nel nostro paese i loro tesori: mirra,
incenso e il loro oro di cui a noi pi importa che della loro
magia!
Fa che i re siano da essa befati, invano frema la loro losoca Musa contro bambini e dottrine infantili; fa per che
Rachele non pianga invano!...131.
Come possiamo noi inghiottire la morte nelle pentole per
rendere mangiabile la minestra ai discepoli dei profeti? 133 con
che cosa possiamo placarne lo spirito amareggiato della Scrittura? Credi forse che io voglia mangiare carne di manzi
0 bere sangue di capro? 133'. N la fondatezza dogmatica di
farisaici Ortodossi, n la sontuosit poetica di liberi spiriti
sadducei ci rinnover l'invio dello Spirito, che spinse i
santi uomini di Dio (axaipw txoupw 13) a parlare e a
scrivere
Quel glio prediletto dell'Unigenito, che nel seno del
Padre ce lo ha annunziato: che lo spirito della profezia vive
nella testimonianza dellUnico Nome, attraverso il quale soltanto diveniamo beati e possiamo essere eredi della promessa
di questa vita e della vita futura; del Nome che nessuno
conosce, tranne chi lo raccomanda, che al di sopra di tutti
i nomi, s che nel nome di GEsI`J si devono piegare le ginocchia
di tutti quelli che sono nel cielo e sulla terra e sotto la terra;
e tutte le lingue devono riconoscere che Gizs CRISTO il
SIGNORE a onore di Dio! 131 del Creatore che lodato in eterno!
Amen!
La testimonianza di GEsI`J quindi lo spirito della profezia(33) e il primo segno, con cui Egli manifesta la maest

(53) Apoc. XIX, 101152.

Aasri-IETIGA IN NUcI-:

131

della sua servit, trasforma i sacri libri dell'Alleanza in buon


vino vecchio che inganna il giudizio dei maestri di tavola 133
e conforta lo stomaco fiacco dei critici. Lege libros prop/aeticos
non intellecto CI-IRISTO - dice il punico (31) padre della Chiesa quid tam imipidum et atuum invenier? Intellige ibi CHRISTUM, non solum rrzpit. quod legis, .ved etiam izebriat133.
(54) Cfr. La risposta alla domanda circa l'influenza delle opinioni
sul linguaggio e del linguaggio sulle opinioni, che ha ottenuto il premio
posto in palio dalla Regia Accademia delle Scienze per l'anno 1759:
cfr. p. 66, 67164. Al proposito si pu convenientemente consultare: The

Art of Punning or the Flower of Languages in seventy-nine Rules for


the Labour and Industry of TUM PUN-SIBI15.
Ex ambiguo dieta vel argutissima putantur; sed non semper in ioco,
sed etiam in gravitate versantur. Ingeniosi enim videntur vim verbi in
aliud atque ceteri accipiant, posse dicere. Cicero de Orat. lib. 2. The
second Edition 1719. 8. Questa dotta opera (di cui io posseggo purtroppo soltanto un esemplare difettoso) ha per autore Swift, la gloria
del clero, Hagedorn.

(The glory of the Priesthood and the shame!)


Essay on Criticism.

e si comincia con una denizione logica, fisica e morale. In senso logico


Purmata dicuntur aut alio quovir modo ad aliud reeruntur. Secondo
la sica (dell'avventuroso e fantastico Cardano) il Punning is an Art
of harmonious Jiggling upon words which passing in at the Ears and
falling upon the Diaphragma, excites a titillary Motion in those Parts,

and this being convey'd by the Animal Spirits into the Muscles of the
Face raises the cocklcs of the Heart. Secondo la casistica invece a

Virtue, that most eifectually promotes the End of good Fellowship


Un esempio di questa virt articiosa si ritrova tra altre dello stesso
conio nella sopra citata risposta al paragone punico tra il profeta Maometto e il padre della Chiesa Agostino che sembrano simili ad un anbologico amante della poesia dotato di un'immaginazione met entusiastica e met scolastica, che non pare di gran lunga ancora abbastanza

dotto per capire convenientemente l'uso del linguaggio gurato, per


non dire della sua capacit di valutare esperienze spirituali. Il buon
Vescovo parlava ebraico senza saperlo come quel gentiluomo borghese

parlava senza saperlo in prosa e allo stesso modo in cui ancora al giorno
d'oggi attraverso questioni dotte e relativa risposta si pu senza saperlo
rivelare la barbaria dei propri tempi e la perfidia del proprio cuore,

a costo della profonda verit che tutti sono peccatori, che tutti sono
peccatori e mancano della gloria che si nge loro di attribuire: tanto
l'arabico profeta di menzogne quanto il buon pastore africano e il capo
arguto (di cui avrei dovuto innanzi tutto fare il nome) al quale

venuta in mente la pensata di tirare per i capelli a paragone mediante


una cos ridicola collazione di passi quei due confessori della Provvidenza conformemente alla punica teoria della ragione dei nostri odierni
cabbalisti ai quali ogni foglia di co una ragione sufficiente ed ogni

accenno un compimento.

1}2

scRITTI sUL LINGUAGGIO

A dispetto per degli spiriti temerari e superbi... Adamo


deve essere morto prima di patire questo e bere il vino forticante. Bada perci di non bere vino se sei ancora un lattante; ogni dottrina ha la sua misura, il suo tempo e la
sua et (33).

IDDIO, dopo aver parlato attraverso natura e Scrittura, per


mezzo di creature e di veggenti, con ragioni e gure, per bocca
di poeti e di profeti si era esaurito e non aveva pi ato per
parlare: cos alla sera del giorno ci ha parlato attraverso il
Suo Figlio - ieri ed oggi - no a che sar stata compiuta
- non pi in figura di servo - la promessa del suo futuro 133.

Tu re della gloria SIGNORE Gas CRISTO!


Tu sei il FIGLIO eterno di Dio PADRE;
Non avesti in orrore il corpo della Vergine

133(33).

Si sarebbe condannati per ingiuria a dare dell'imbecille


ai nostri arguti sosti che tengono in conto di somaro il
legislatore degli Ebrei e di sterco di piccione i proverbi dei
loro maestri cantori; ma verr per loro il giorno del SIGNORE...
una Domenica pi buia della mezzanotte in cui armate invincibili sono stoppie... Il pi clissoluto maestrale, un araldo
dellultima tempesta (poeticol come soltanto pu pensare ed

esprimere il SIGNORE delle schiere) soprafar con il suo fragore allora l'arzillo trombettiere:
la gioia di Abramo toccher la vetta suprema, il suo calice traboccher. Di sua mano

IDDIO terger dagli occhi di Abramo, padre dei credenti, l'ultimissima lacrima! incomparabilmente pi preziosa di tutte

(55) Parole del nostro Lutero (che si sarebbe rovinato un po' lo


stile con la lettura di Agostino) tratte dalla sua famosa prefazione alla
lettera ai Romani, che io non mi stanco di leggere come la sua prefazione
al Salterio. Ha citato qui il passo con un cos detto arrangiamento, giacch

in quel passo Lutero parla dell'abisso della Provvidenza divina e secondo


la sua lodevole abitudine assicura sulla sua parola che non si pu
mettersi contro la Provvidenza senza sofferenza, croce e agonia di morte,
n contro D10 senza danno e senza segreta collera .
(55) Il pio lettore completer da solo la cadenza di questa strofa

di canto di Chiesa. La mia memoria mi abbandona arbitrariamente.


Semper ad eventum et quae desperat - relz'nquit153.

AESTHETICA IN NUCE

133

le perle, di cui andr altera l'ultima regina d'Egitto; l'estrema


lacrima sull'ultimo incendio di Sodoma e sul rapimento dell'ultimo martire (31)
Quel giorno del SIGNORE, che d ai Cristiani il coraggio
di predicare la morte del SIGNORE, sveler i pi stupidi villani
di tutti gli angeli, per i quali preparato un fuoco infernale.
I diavoli credono e tremano! ma non tremano i vostri sensi
resi folli dalla furbizia della ragione. Voi ridete se Adamo,
il peccatore, si soffoca con una mela e Anacreonte, il saggio,
con un acino d'uva! Non ridete se delle oche salvano il Campidoglio e dei corvi nutrono il Patriota171 nel cui Spirito
consisteva lartiglieria e la cavalleria d'Israele?
Dentro di voi vi congratulate a vostro accecamento, se
IDDIO sulla Croce viene annoverato tra i malfattori, e se un
essere abbominevole a Ginevra o a Roma, all'Opera o nella
Moschea, fatto oggetto di apoteosi e coloquintidato...
Pinge duos angues! pueri, sacer est locus; extra
Meiite; discedo

PERs.171
Il genetliaco di un genio viene di solito accompagnato a
mo' di festa dal martirio di innocenti bambini. Mi sia concesso
paragonare rima e metro a bambini innocenti, che nella nostra
pi recente poetica paiono esposti alla minaccia di un pericolo mortale.
Se la rima appartiene al genere della paronomasia(33),
la sua origine deve essere pressappoco coetanea della natura
dei linguaggi e delle nostre rappresentazioni sensibili
Chi trova troppo greve il giogo della rima non ancora
per questo autorizzato a perseguitarne il talento (33). Il verso
scapolo avrebbe altrimenti fornito a questa volubile penna
(57)
(511)
vol. III
(59)

2 Pietr. II, 817.


Cfr. a: Lowthii Praelect. XV: 76. Nota dell'Editore. Algarotti
173.
Lieve s'insinua la rima nel cuore, se lo trova disposto;
Sostiene ed adorna l'armonia e fissa il discorso alla memoria

Elegie e lettere. Strassburg, 1760174.

134

scRITTI sUL LINGUAGGIO

tanta occasione ad uno scritto pungente, quanta ne pot avere


Platone per eternare il singhiozzo di Aristofane nel Convito
0 Scarron il proprio in un sonetto 173.
L'impianto libero che si permette Klopstock, questo grande
restauratore del canto lirico, probabilmente un arcaismo,
che felicemente imita l'enigmatica meccanica della poesia sacra
degli Ebrei, in cui secondo l'acuta osservazione dei pi fondati critici del nostro tempo() non si registra che una
prosa articiosa disciolta in tutte le particole dei suoi periodi,
ciascuna delle quali pu considerarsi un singolo verso di un
particolare metro sillabico, e le considerazioni o sensazioni
dei poeti pi antichi e sacri paiono di per s stesse (forse
con la stessa casualit degli atomi di Epicuro) essersi disposte
in linee simmetriche, che sono perfettamente musicali, anche
se non hanno alcuna struttura sillabica (preordinata n legalizzata) .
Il metro monotono di Omero dovrebbe risultarci paradossale almeno quanto la scioltezza del Pindaro tedesco (31). La
mia ammirazione o ignoranza della causa di una generale misura sillabica nel poeta greco stata temperata da un viaggio
attraverso la Curlandia e la Livonia. Ci sono in quelle contrade certi modi in cui si sente cantare il popolo lettone o
non tedesco durante tutto il tempo del lavoro, nient'altro che

() Cfr. la quarta nota dell'Editore alla terza lezione del Lowth


a p. 149 e la cinquantunesima lettera della terza parte dei Briefe
die neueste Litteratur betreend .
(51) Non sarebbe stato farsesco se il Sig. Klopstock avesse voluto
spiegare al suo compositore o a una Margot la Ravadeuse, quale la

Musa del lologo, i motivi per i quali fa stampare andando a capo le


sue impressioni poetiche, che hanno per oggetto qualitates occultae per
il Volgo e che in linguaggio galante sono dette sensazioni par excellence.

Nonostante il mio gergo impossibile sarei ben lieto di riconoscere lo stile


prosastico del Sig. Klopstock un modello di classica perfezione. In base
a piccoli controlli riconosco a questo autore una conoscenza tanto profonda della sua lingua materna e in particolar modo della sua prosodia

che la sua musicale misura sillabica mi sembra la pi adatta ad essere


labito di cerimonia della lirica per un cantore che non vuole essere
volgare. Io distinguo i pezzi originali del nostro Asaf dalle sue metamorfosi degli antichi canti di Chiesa e addirittura dalla sua Epopea, la
cui storia nota e che simile a quella del Milton se non totalmente

almeno nel prolo175.

AEsTI-IE'rIcA IN NUGE

135

una cadenza di pochi suoni, che ha molta simiglianza con un


metrum. Se dovesse sorgere tra costoro un poeta, sarebbe del
tutto naturale che tutti i suoi versi fossero tagliati secondo
questo canone delle loro voci. Richiederebbe troppo tempo
porre nella dovuta luce questa piccola circostanza (ineptis
gratum ortasse, qui volant illa ealamistris inurere)177, metterla a confronto con altri fenomeni, ricercarne i motivi e
svilupparne le feconde conseguenze.
Iam satis terris nivis atque dirae
Grandinis misit Pater et rubente
Dex Vera sacras iaculatus arces
Terruit urbem,
Terruit gentes; grave ne rediret
Seculum Pyrrae, nova monstra quaestae,
Omne quum Protens pecus agit altos
Visere montes

HoRATIUs. 17

Apostilla
In qualit di primo lettore di questa rapsodia in prosa
cabbalistica mi ritengo in dovere, in forza del diritto di
primogenitura, di lasciare in eredit ai miei fratelli pi giovani che mi succederanno, ancora un esempio di giudizio misericordioso:
Questa noce estetica sa molto di vanit! proprio di vanit!
Il rapsodista(3) ha letto, osservato, pensato, cercato e
trovato parole gradevoli, citato fedelmente: simile ad un
naviglio mercantile andato a prendere a grande distanza
l.e proprie derrate e le ha trasportate da lontano. Ha compilato proposizione su proposizione, come si contano le frec-

(2)
tone 179.

01w~|'lI5l

wvwv uv Socrate nello Ione di Pla-

136

scRITTI sUL I.INGUAGGIo

ce (33) su un campo di battaglia; e ha tracciato con il compasso le sue gure come si martella i picchetti di una tenda.
Invece che picchetti e paletti egli ha in compagnia dei pettsmaitre: e dei pedanti del suo tempo e
piantato obelischi e
asterischi (31).
Ascoltiamo ora il risultato complessivo della sua nuova
estetica, che poi la pi antica:
Temete IDDIO e rendete a Lui onore, perch il tempo
del giudizio venuto, e adorate Colui che ha fatto
cielo e terre e mare e sorgenti d'acqua!

(53) Procop. de bello persico. I, 1813.


(54) Asteriscus illucescere facit; obeliscus jugulat et confondit: Hieronymus in praefat. Pentateuchi. Conf. Laertius in Platone. Un abile

uso di questi segni masoretici potrebbe servire altrettanto a ringiovanire


gli scritti salomonici, come uno dei pi recenti interpreti ha spiegato due

lettere di Paolo con il metodo dei e delle tabelle 131.

Due recensioni
con un'aggiunta,
circa l'origine del linguaggio.

quota portio faecis Achaee.

IUvEN.IIL 611

Dodsley e Compagnia 133


1 772.

Knigsbergische gelehrte und politische Zeitungen .


Con la pi graziosa libert

Numero 104, venerd 27 dicembre 1771.


Riga.
]. F. Hartknoch Editore: Versuch einer Erklrung des
Ursprungs der Sprache, 1772. pp. 256 in 8 (1)

La presente trattazione consta di due parti, di cui una


riguarda il linguaggio e l'altra l'invenzione di esso. La prima
sezione della prima parte contiene oltre ad unintroduzione
nove capitoli: 1) denizione del termine: linguaggio, 2) dei
vocaboli, 3) dell'intento del linguaggio, 4) delle espressioni
universali, 5) delle espressioni singolari, 6) della ricchezza di
un linguaggio, 7) della sua leggiadria (o piuttosto musicalit), 8) della sua duttilit (l'Autore considera questa espressione nuova e paradossale), 9) della sua chiarezza di signicato.
La seconda sezione, sulle parti del linguaggio, tratta in
cinque capitoli: del nome, dei pronomi, dei verbi, degli aggettivi e della costruzione sintattica.
La prima sezione della seconda parte comprende un'introduzione e i seguenti quattro capitoli: 1) dubbio, 2) gli uomini
possono emettere suoni e avere rappresentazioni senza suoni,
3) gli uomini possono connettere suoni con rappresentazioni,
4) necessit di connettere suoni e rappresentazioni. I cinque
capitoli dell'ultima sezione trattano dell'invenzione dei nomi,
(1) di H. E. Tiedemann, Cand. Iuris ed ex-precettore in Livonia.

140

scRITTI sUL LINGUAGGIO

dei pronomi, dei verbi, degli aggettivi e della costruzione sintattica. La conclusione riguarda il problema: donde vengono
le espressioni universali? .
L'Autore denisce il linguaggio un insieme, una raccolta
(perch non addirittura una macchina, come quell'amico di pag. 57?) di suoni, mediante la connessione e
la consecuzione reciproche dei quali possibile comunicarsi a vicenda i pensieri
Una parola - egli dice - un rumore o un suono al
quale chi lo emette collega una determina rappresentazione,
rappresentazione che egli in grado di evocare anche in colui
nei confronti del quale emette il suono . L'Autore ritiene
invero quest'ultima definizione alquanto prolissa e non adatta
ad essere imparata a memoria , sembra del resto piuttosto
soddisfatto della sua prolissa e inadatta fondatezza. L'origine
del linguaggio umano e l'invenzione delle partes orationis
sono comunque cose tanto diverse tra loro, quanto ragione,
logica e barbara celarent13'3.
Per la spiegazione della prima domanda il maggiore momento si concentrerebbe sul capitoletto che lAutore nel suo
idioma peculiare ha intitolato: Necessit del collegamento
dei suoni con le rappresentazioni. Lasciamo ai lettori, che
abbiano presumibilmente ultimato il ginnasio pur senza essere giornalisti navigati, di sperimentare da s quanto sia scipita
e superciale la filosofia dell'Autore
Che esempi sbadiglianti e strabici senza n spirito n
scelta! e la sua .tuppelex erudita?... quam curta!133. A prescindere dal fatto che non stato in grado di vedere il linguaggio altrimenti che dal punto di vista grammaticale, sembra
anche poco esperto della sua stessa lingua materna. La memoria herderiana, che attendiamo ansiosamente, ci offrir
maggiore materia e piacere per indagini di questo genere.
L'anonimo autore del presente saggio ha probabilmente scritto
soltanto per farsi conoscere - per dirla alla sua maniera per farsi vedere.

Knigsbergische gelehrte und politische Zeitungen


Numero 26, luned, 30 marzo 1772.
Berlino.
Herrn Herder's Abhandlung ber den Ursprung der Sprache, welche den von der Akademie der Wissenschaften fr
das ]ahr 1770 gesetzten Preis erhalten hat. Auf Befehl der
Akademie herausgegeben. Vocabula sunt notae rerum. Cic.
1772, pp. 222 in 8133.

L'Autore ha avuto il merito di conquistare con la sua


disobbedienza il premio dell'Accademia. L' << inappuntabilit di questa discrepanza sta nel fatto che il Sig. Herder,
anzich fornire unipotesi, tenta piuttosto con il suo trattato
di eliminare un'ipotesi, che considerata da tutti i lati e
deve essere stata per molto tempo occasione per lo spirito
umano soltanto di annebbiamento e di discredito .
Che signica origine divina del linguaggio? Tu non sei
in grado di rendere ragione del linguaggio in base alla natura
umana, quindi divino
L'assurdit di questa argomentazione non n celata n
sottile
Il Sig. Herder dice: io sono in grado di darne ragione
in base alla natura umana ed esclusivamente in base ad essa .
Chi ha detto di pi? Il primo si nasconde dietro un riparo
e grida: Qui c' Dio! . L'altro si mette bene in vista,
opera... Vedete! sono un uomo 137.
Effettivamente riscontriamo nello stile del sig. Herder
molta azione, nel senso teatrale; se per l'autenticit e la

142

scRITTI sUL LINGUAGGIG

vera direzione dell'umanit deve consistere nella prudenza ,


abbiamo trovato in quest'opera premiata pagine e passi, dove
la << prudenza deve avere agito sull'Autore in un grado
talmente impercettibile che l'ecce b0mo!1311 potrebbe servire
piuttosto come nota caratteristica o termine convenzionale del critico imprudente o troppo umano.
Se non siete in grado di definire il linguaggio in base
alla natura umana, allora nessuno pu definirlo e la sua
origine rimane del tutto inspiegabile .
A me - dice il Sig. Herder - non risulta incomprensibile
in base all'anima umana alcun elemento del linguaggio nel
suo inizio e in ogni suo progresso; anzi, se prescindo dal linguaggio, mi diventa inspiegabile l'intera anima umana. L'intera specie umana non pi una specie naturale, se non porta
innanzi la formazione del linguaggio
Entrambi i partiti dicono forse di pi delle loro intenzioni
e sembrano spiegarsi o dialogare pi nello spirito che secondo
il filo del discorso.
Un origine superiore - continua il signor Herder - non
ha nulla a suo sostegno, neppure la testimonianza della Scrittura orientale, giacch questa palesemente attribuisce al linguaggio un inizio umano attraverso l'assegnazione del nome
agli animali(2).
L'invenzione umana ha tutto a suo favore e assolutamente
nulla contro di s: essenza dell'anima umana e carattere
del linguaggio! Analogia del genere umano e analogia dei
processi linguistici! Il grande esempio di tutti i popoli, tempi
e parti del mondo! .
<< L'origine superiore, per quanto pia possa anche apparire, del tutto indegna della Divinit. Ad ogni passo rimpicciolisce Iddio con Pantropomorfismo pi volgare e balordo.
L'origine umana fa apparire Iddio in maggior luce, producendo
e sviluppando una Sua opera, un'anima umana, da s sola

(2) 'r 1':pIh:'n 'so Anptkkfou unv

Ihvuadsv 'Au 'r ypta npot

ep rw! xaptuxra-tt.

Georg. Syncellus in Jo. Alb. Fabricii codice Pseudographo V.


T. Vol. I, p. 13149.

L'oRIGINI=. DEL LINGUAGGIO

143

un linguaggio: giacch l'opera di Dio proprio essa: l'anima


umana. Come una Creatrice, come un'immagine del Suo Essere, essa si costruisce questo senso della ragione. Lorigine
diviene perci soltanto in quanto umana, convenientemente
divina! . Qui! Qui! (per la vita del Faraonel, qui c' il
dito di Dio!) 13. Questa apoteosi - nolswxvroct o anche
apoteirosir _ sa forse pi di galimatbias che non il pi volgare e sconveniente, ma tuttavia privilegiato, antropomorsmo 131.
<< L'ipotesi superiore non serve a nulla ed estremamente
dannosa. Distrugge ogni causalit dell'anima umana, non
spiega nulla e rende inspiegabile tutto: psicologia e scienze (3),
giacch con il linguaggio gli uomini hanno ricevuto tutti i
semi della conoscenza dalla mano di Dio! Nulla dipende
quindi dall'anima umana! L'inizio di ogni arte, scienza e
conoscenza sempre incomprensibile! L'origine umana non
permette di fare alcun passo senza vedute e feconde motivazioni in tutte le parti della losofia e in tutte le specie di
relazioni sul linguaggio . L'Autore ne ha presentate alcune
nella sua trattazione e noi non dubitiamo n della possibilit n della facilit di suscitarne
prenderne a prestito
farne marciare fuori dalla terra una legione. Egli si dato
da fare, a sua stessa testimonianza, per raccogliere dati
sicuri tratti dall'anima umana, dall'umano organismo, dalla
struttura di tutte le lingue antiche e moderne e dall'intera
economia del genere umano e di provare cos la sua tesi tanto
quanto pu essere provata la pi sicura verit losoca > anzi
pi di quanto siano dimostrabili tutti i teoremi dei Turchi
circa la divinit del Corano: chi infatti pu essere pi intimamente persuaso della potenza e della forza di una prova
che l'autore specico della medesima? Tuttavia i nostri
areopagiti di gusto archeologico e neologico possono pur
sempre trovare in mezzo a lacune e decienze il germe
surrogatorio .
La trattazione consta complessivamente di due parti. La
prima si chiede: avrebbero gli uomini, affidati alle loro ca(3) Continens - contentum 192.

144

scRITTI sUL LINGUAGGIO

pacit proprie, potuto inventare da soli il linguaggio? La seconda costringe la strada, lungo la quale luomo avrebbe
meglio potuto e dovuto reperire il linguaggio, tra quattro
leggi fondamentali proprie della sua natura e della sua specie,
Noi speriamo che uno dei suoi concittadini, anche se il
Sig. Herder non vi rimasto a marcire, rinfocoler dal fuoco
del suo focolare domestico ancora una favilla, per accendere
i suoi oracoli e i suoi dubbi circa il senso di questa domanda
accademica e la sua soluzione. Quale Dulcinea pi degna di
un lologo cabbalistico133 che la rivendicazione dell'originalit,
autenticit, maest, sapienza, bellezza, fecondit e sovrabbondanza dell'ipotesi superiore dalla quale tutti i sistemi e
linguaggi dell'antica e nuova Babele devono trarre la loro
origine umana, bestiale e sotterranea, il loro fuoco (to'p.ov
'rg utia) ed attendere la loro soluzione o distruzione! 131

Aggiunta al numero 37
della Knigsbergsche gelehrte und politische Zeitung
1772

Completamento della recensione contenuta nel numero 26.


La Farce enn lui sert tout masquer. Epitre au Sr. Noel.

Il problema dell'01-igine del linguaggio, per quello che io


ne comprendo, si riduce alla domanda: se il linguaggio pi
antico, il linguaggio originario, sia stato partecipato alluomo
allo stesso modo in cui ancora oggi avviene la propagazione
delle lingue .
Tutti gli abbonati o sottoscrittori della Knigsbergsche
gelehrte und politische Zeitung non potranno fare a meno
di rispondere a questa domanda con un s o un no. La bilancia
sembra, come al solito, pendere pi a vantaggio del partito
del s, e gli avversari sono da ogni parte esposti a difficolt
tanto sgomentanti, che lintera soluzione del problema sembra
essere pressoch vana.
Quali sussidi infatti possiamo trovare per giungere anche
soltanto ad un concetto dell'origine di un fenomeno, se tale
origine non conforme al ciclo abituale della natura? E come
sar possibile imboccare la via giusta in tale ricerca? Senza
il lo conduttore di un'ana1ogia un'immagine fallace di questa
si esaurirebbe in un labirinto senza ne, la cui via d'uscita
rimane irraggiungibile. Nessun polo n bussola potranno fissare e garantire la strada delle nostre scoperte.
Se un lettore dovesse essere tanto audace di prendersi

146

SCRITTI SUL LINGUAGGIO

sulle corna la decisione di tutte queste difcolt, nessuno scrittore ragionevole pianterebbe l, per compiacere un unico
montone del deserto, le sue altre novantanove pecore che
secondo ogni probabilit avrebbero gi scelto il partito pi
prudente e sicuro di consentire con un chiaro si alla detta domanda ad occhi piamente chiusi.
Dopo aver noi quindi con opportuna brevit deciso: che
il primo linguaggio, il pi antico, l'originario stato parte
cipato all'uomo unicamente nella maniera che ancora oggi
effettiva e quotidianamente accessibile , si verrebbe non
di meno alla domanda: per quale via ha luogo oggi la partecipazione del linguaggio? . In base a tutte le informazioni
possibili, che sono riuscito ad ottenere attorno a questo
punto, si danno qui al massimo tre strade: la via dell'istinto,
la via dell'invenzione, la via dell'insegnamento.
Sia l'esperienza pi generale che la garanzia fornita dalle
eccezioni pi singolari sono dichiaratamente a favore, con la
testimonianza pi inconfutabile, dell'ultima via, s che sarebbe fatica del tutto sprecata soffermarsi sulle altre due.
Orecchio e lingua hanno una relazione reciproca cos immediata, che nei vari esempi dei sordi nati e nei casi ancora pi
straordinari di avventurati esseri umani che sono potuti crescere al di fuori del commercio sociale, la mancanza del linguaggio stata sempre una immancabile circostanza conseguente.
Quindi l'ingegnosa ipotesi che attribuisce ad invenzione
umana l'origine del linguaggio in sostanza una pensata balorda di alcuni Nevvtoniani di terra ferma; appartenenti tutti
- secondo l'opinione del Pope - alla bizzarra specie delle
scimmie 195 che paiono avere ultimamente perduto con il
principio di contraddizione completamente il giudizio. Invenzione e ragione presuppongono gi piuttosto un linguaggio e
non si possono concepire senza di esso cos come non concepibile l'aritmetica senza i numeri...(). Giacch posso ra(4) Certe prior anima quam littera et prior sermo quam liber et
prior sensus quam stylus et prior homo ipse quam philosophus et poeta.
Nunquam ergo credendum est ante literatutam et divulgationetn ejus

1.o1uG1NE DEL LINGUAGGIO

147

gionevolmente lusingarmi di avere reso straordinariamente


lieve ai lettori la mia verifica di un tema cos ricco di ingegno
e degno di premio, posso incoraggiarli a seguirmi ancora per
un altro passo e a chiedersi: attraverso quale insegnamento il primo pi antico e originario linguaggio fu partecipato al genere umano? .
L'insegnamento umano cade da s; Finsegnamento mistico
equivoco, antilosofico, antiestetico ed ha altri novantasette difetti e magagne, per la pura elencazione dei nomi dei
quali e la necessaria denizione dovrei prendere in affitto
dal Sig. Editore di questa: Gelehrte und politische Zeitung
tutte le Beylagen del corrente anno, il che mi vietato dalla
mia coscienza, dal mio amore del prossimo e innanzi tutto
dal mio salvadanaio e dalla stagione critica... Non resta quindi
per necessit e sperando in bene che Pinsegnamento animale.
Secondo tutti i sistemi dati no ad oggi alle stampe, gli
animali rivendicano il privilegio feudale ed ecclesiastico della
primogenitura (5).
Pu senza ragion sufficiente essersi abbassata no all'adorazione degli animali anche la sapienza stessa degli Egiziani,
tra i quali Iannes e Iambres rivendicheranno la fama di saggi
al di sopra di tutti i nostri Panglos, Helvetius e Achitofel? 1.
Che cosa sono i capolavori della nostra orgogliosa ragione
se non imitazioni e sviluppi del loro cieco istinto? Che
cosa il fuoco preso a prestito di tutte le belle libere e
nobilitate arti se non un prometeico plagio del lume naturale
originariamente animale? Non siamo forse debitori del germe
di ogni conoscenza del bene e del male, anzi dello stesso filosoco albero dell'Enciclopedia allo scetticismo di un astuto

mutos absque huiusmodi pronunciationibus homines vixisse etc. Tertullianus de Testimonio animae adversus gentes. Cap. V 196.
(5) Epicurus bestias putat esse specula Naturae. Cic. de nibus
bonor. et malor. Lib. II.
32. Pour Dieu, s'il est ainsi, tenons doresenavant Escole de betise.
Cest l'extrme fruit, que les sciences nous promettent, auquel cette-cy

conduit si doucement ses disciples. Nous n'aurons pas faute de bons


Regens, interpretes de la simplicit naturelle. Montaigne Liv. III. Ch.
12. Cfr. Plato in Politico de Saturni alumnis 197.

148

SCRITTI SUL LINGUAGGIO

animale e al gusto no di un ancor pi astuto popolo, se il


vecchio principe di Dessau 1 degno di fede quanto Mos?...
Se fossi un valoroso Accademico degli Oziosi come De La
Porta 2, mi sarebbe facile comparare le sionomie delle
lingue umane con le voci delle fiere, assodare la nativit
dei linguaggi viventi e rendere addirittura visibile in specula
et in aenigmate l'ombra del primo pi antico originario idioma.
L'intero enigma, di cui tengo ancora per me la chiave,
poggia su un persz`age(), sul suono del grido di guerra in
una lingua divina, sulla cui eccellenza e sulla cui monarchia
universale deve aver profetato in un'aurea opera - che io
lamento di non avere non dico letto, ma neppure visto l'antico martire Henricus Stephanus... 2*.
Per sbrigarmela per compiutamente con l'autore della
recensione contenuta nel numero ventiseiesimo, dir che non
posso considerarlo che uno straniero in Israele, che non sa
neppure che il suo presunto lologo, sotto aguzzini trasformato al pi in una arciapuleica bestia da soma, porta sacchi
cinque ore al mattino e quattro ore alla sera...2'2.
Per quanto riguarda l'aggettivo cabbalistico dice Leibniz
nei suoi Unvorgreicbe Gedan/een wegen Verbesserung der
deutrcben Sprache: Si deve ricercare la cabbala o arte dei
segni non solo nei misteri della lingua ebraica ma pure in
ogni linguaggio, non certo nei cavilli letterali bens nella
retta intellezione e nel giusto uso dei termini .
I meriti del nostro Leibniz immortale - anche senza
monumenti - (Sia ringraziato Apollo, che mi benechi della
medesima grazia!) stanno a quelli del suo lapponico successore, come il caro latinardo Conte Algarotti sta inversamente ad Ovidio e a Newton 203. Chi sa intendere, intenda;
io per parte mia mi sono fatto tali risate sulla epistola de

(6) Cfr. circa il termine persiage: Revot, Memoires d'un honnete


homme e Mes Fantaisies. In queste detto: ]ai toujours cru, que les
petits Romans de Voltaire, ses lettres en vers, ses pieces detaches et
ses poemes satyriques avoient donn l'ide du mot persiage, qui s'introduit depuis peu et donc le sens n'est pas aussi vague que d'abord il
le paroit. Le persiage est a mes yeux la decomposition des objets

imposans reduits leur valeur.

L'oR1GINE DEL LINGUAGGIO

149

met/sode di Cartesio nei miei anni di scuola da diventare un


mezzo Sir Hudibras 2'.
Il nostro compaesano dalla trista gura 25 circa la questione
accademica attorno allorigine delle lingue invece di uno
scritto di concorso in sette capitoli - in corrispondenza alle
sette parole capitali del recensente - forse dalla polvere della
sua umiliazione brontolerebbe: Che ne so io del vostro
tema? E che cosa me ne importa? L'alba, il meriggio e il
tramonto di tutte le scienze e le arti belle - che si riconoscono
ahim! dai loro frutti - non ha altra influenza sulla mia felicit presente se non che quelle spietate sorelle interrompono
il profondo sonno del mio riposo con allotriocosmici sogni,
spostano la sacra pietra di conne delle mie spese di qualche
magro centesimo delle mie ristrettezze, riducono il mio abito
ad una marsina rivoltata e la mia dieta a mezza birra e cibi
freddi e - quel che peggio - insidiano anche i preziosi e
dolci momenti che dovrei dedicare al balbettio e al favoleggiare del rampollo della mia anima e ai giochi e ai sorrisi sulla
culla della mia bambinetta... 2.
Sebbene secondo la professione di fede dei vostri antisalomonici maestri di scuola il timore di Dio la ne della
sapienza 27, rimanga mio grande guadagno l'essere devoto e
contento del pocol... La pace nell'alto supera ogni ragione... 2'
e l'amare Cristo ogni lingua d'angelo e d'uomo. Questo
grande architetto e pietra d'angolo29 di un sistema che sopravviver a cielo e terra c di un patriottismo che va oltre il
mondo ha detto: Il vostro parlare sia s, s, no, no, 21; tutto
il resto del diavolo... e qui sta tutto lo spirito delle leggi
e del contratto sociale, comunque si chiamino...
Malgrado tutto prevedo per che i critici universali e gli
almanacchisti particolari attribuiranno con altrettanta fedelt
al lologo questo trattamento met dotto e met politico di un
recensente, come Senofonte il Ciropedista attribu al saggio
Socrate i suoi edicanti discorsi conviviali e Miguel de Cervantes Saavedra le sue pagine che mai appariranno all'arabico
storiograco Cid I-Iamet 2".
Aristobulo.

Ultime volont
del

Cavaliere di Rosacroce
attorno
allorigine divina e umana
del linguaggio.

Credidi, propter quod locutus :um 212


2 Cor. IV, 13

Tradotto in fretta da un originale caricaturistico


dal manovale del Gerofante.

noti. ya 1':or.^r'1o'o `Ispo<po'w:'r1\


Arrian. Epict. III, 21213

Tempore et loco praelibatir


Motto di Rabelais 214

SOCRATE
nel Filebo di Platone

Donum proecto DEORUM ad homines,


uh mi/ai videtur, per Prometbeum quendam
una cum quodam lucidissimo igfze descendit.
Etenim prircz' nobis praestantiores, Dnsque
propinquiorer, haec nobis oracula tradideruntm

Favete linguis! 216


Se si presuppone Iddio all'origine di tutti i fatti nel grande
e nel piccolo, ossia in cielo e sulla terra, allora ogni capello
contato del nostro capo altrettanto divino che il Behemoth,
inizio delle vie di Dio 2". Lo spirito delle leggi mosaiche si
estende pertanto no alle pi nauseanti escrezioni del cadavere
umano. Tutto a questo punto divino e il problema dell'origine del male si riduce alla fine ad un gioco di parole e ad una
chiacchiera di scuola. Tutto il divino per anche umano:
poich l'uomo non pu n agire n patire che secondo l'analogia della sua natura, sia esso una macchina semplice o complicata quanto si vuole. Questa communicatio di idiomata
divini ed umani una legge di fondo ed un argomento capitale
di ogni nostra conoscenza e dell'intera economia visibile.
Poich almeno gli strumenti del linguaggio sono un regalo
dell'alma mater Natura (nei confronti della quale i nostri spiriti forti coltivano un'idolatria insulsa e scandalosa quanto
quella della plebaglia del paganesimo e del papato) e poich,
con la massima verisimiglianza losofica, il Creatore ha voluto
e dovuto accludere a questo strumento dell'arte anche le
relative istruzioni per l'uso, l'origine del linguaggio umano
certamente divina(1).
(1) invenissedicuntur necessaria ista vitae, non istituisse; quod
antea invenitur, fuit, et quod fuit, non eius deputabitur, qui invenit,
sed eius qui instituit. Erat enim antequam inveniretur. Tertullianus in

Apologet. adv. gentex. Cap. IX; Id. de testimonia animae aduerrus gentes.
Cap. V.

DEUS et mentis et vocis et linguae artifex. Lactant. Lib. VI, 21

numquamfuisse homines in terra, qui propter infantiam non loquerentur, intelliget, cui ratio non deest. Id. VI, 10 213.

156

scRITTI sui. LINGUAGGIO

Se per un essere superiore o un Angelo vuole operare per


mezzo della nostra lingua, come nel caso dell'asino di Balaam 21,
allora necessit che tutte queste operazioni, similmente agli
animali parlanti delle 'favole di Esopo, siano espresse in analogia della natura umana: e sotto questo rapporto lorigine
del linguaggio - e parimenti il suo sviluppo - non pu essere
e apparire che umana. Per questo gi Protagora defin l'uomo
mensura omnium rerum (2). Il nostro secolo fecondo di
anime grandi, che venerano e fanno proprie le reliquie del
sistema epicureo nelle Oeuvres philosophique: de Mr. de la
Mettrie, nel Systme de la Nature e nell'Evangz'le du Iour 221;
tuttavia la produzione del genere umano da una palude e dal
muco a me risulta pur sempre una maschera ben dipinta ma
senza cervello. Dall'opera complessiva si mostra non un pentolaio di forme plastiche ma un padre di spiriti di fuoco e
di forze respiranti.
Qualcuno pu osare dubitare delle rivelazioni di un Galilei, di un Keplero, di un Newton - a me almeno l'incrollabile
fede di un Voltaire e di uno Hume nel vangelo di queste teorie
risultata pi di una volta sospetta -; anche difficile mettere daccordo il fatto che i nostri spiriti odierni siano stati
tanto penetranti e sicuri nelle scoperte celesti e siano invece
cos annebbiati nelle loro contingenze domestiche. Non appena per lo spirito di osservazione matematico sar stato
calato dalle sfere dell'etere nell'orizzonte della nostra piccola
atmosfera morale, tosto lipotesi di un'unica coppia umana e
la follia dei calcoli cronologici cinesi ed egiziani circa lo stato
attuale della nostra terra appariranno alla luce della geometria.
Recentemente un giovane medico(3) in un discorso celebrativo tenuto nel teatro anatomico di Pavia ha provato che
l'incedere eretto su due gambe dell'uomo un incedere ereditato e artificiale. Se il Cavaliere di Rosacroce volesse profanare l'adamantino calamo dei suoi avi alla maniera in cui
i nostri acchiappanuvole pi in vista di Montbard, di Vor, di

(2) Plato in Tbeaeteto et Cratylo 22.


(3) Moscati 222.

ULTIME voLoNrA DEL CAVALIERE DI r.osAcRocE

157

Ferney en Bourgogne (4), di... in... hanno fatto uso della loro
starnazzante penna d'oca, questa memoria sarebbe diventata
una deduzione di prammatica con cui tutte le Accademie greche
del Sacro Romano Impero si sarebbero erudite in materia di
cadaveri e spettri, giacch avrei dimostrato con le fauci dei
loro cannibali e zingari, appaltatori e tagliaborse, ouaciers(5)
e avvelenatori che anche il mangiare e bere non una trovata
innata alla specie umana ma deve essere senz'altro un'usanza
ereditata ed artificiale.
Tutto, proprio tutto, a favore di questa prova: la natura dello stomaco umano (che inghiotte pelle e pelo, pietre
e vene di metallo come pillole, fiumi di sudore e di sangue
carichi interi di sospiri e di imprecazioni come acqua distillata), il carattere della fame e della sete (la cui cupidigia o
piuttosto attrattivit ai principeschi palati dei nostri nanzieri e innovatori, Cretesi ed Arabi, rende tutto, tutto, tutto
appetibile e nutriente - perfino quello sterco che d frutto e interesse, che in parte sdegn in parte gust con amarezza l'Ebreo
nella terra dei Caldei presso l'acqua di Chebar, durante un suo

profetico assedio (6) per un patriottico progetto), l'analogia tra


la cucina fredda di un Lappone o indigena e le cucine eruttanti fuoco di un Apicio o di un coquin panda et parvenu,
tra il Fritz nella culla di porpora e il Fritz in praerepio, che
da ambo le parti non avrebbero imparato a mangiare n con
cucchiai di legno n con cucchiai d'oro, se le loro madri 0
balie non avessero cosparso di pappa la loro boccuccia spalancata e non avessero fedelmente atteso il grande mistero
della digestione 25.
Ma non capirete dunque proprio mai, voi filoso cos
intelligenti, che non c' alcun legame sico tra causa ed effetto, tra mezzo e intenzione, bens un nesso spirituale ed
ideale? quello cio della fede delle donnette, come ha proclamato il pi grande scrittore(7) di storia terrena della sua

(4)
(5)
(6)
(7)

Buffon, Helvetius 223.


Rabelais (224).
Ezechiele, IV.
Hume 22.

158

scran-TI sUL LINGUAGGIO

patria e della chiesa naturale! Il felice tentativo di tenere


insieme anima e corpo con le ghiandole 227 fu dunque una trovata dei vostri spiritosi e addomesticati patriarchi che in un
linguaggio di natura pi grugnente che formalmente deniente
si nominavano aborigines o autocbtone: ed ebbero la fortuna
di venire al mondo in grandi boschi di querce, dove sotto
laureo regime dell'et dispendiosa sarebbero certo morti
tutti di fame se grazie all'occasionale insegnamento dei loro
rivali e sudditi all'ingrasso non si fossero senz'indugio decisi
alla cinica dieta delle ghiande. In ringraziamento di questa
benefica dieta ghiandaria date ai maiali questi tre anni di
succose vinacce con cui i vostri perduti gli del paese potrebbero tenere tavola imbandita, mentre gli di e i colonizzatori
del paese succhiano oro e se lo lasciano dietro...
Gli infiammati fratelli del genere umano, i sosti della
Sodoma-Samaria che si edificano giorno e notte con i soliloqui
dell'autocrate Marcantonino hanno certo letto nel tredicesimo
capitolo del suo sesto libro che la cbeville vivique(8), cui
compete l'intera sopravvivenza e moltiplicazione delle mes
nzoutonnires del loro branco da macello, consiste in parvi
ilztestini arictione mucique excretione convulsina; ma essi
aggiogano i cavalli a Fetonte... e perfino la sapienza di Salomone nel Predicatore del mattino(9) olezza come il balsamo
di nardo di Demetrio [cfr. il grande catechismo della ragione(1) alla parola Lamia] di glans regia... 2'.
Giacch il Cavaliere di Rosacroce non conosce alcuna Arcadia n alcun Eldorado, dove si benedice Iddio come si
vuole, il suo canto del cigno benedice tutti i ferventi giovani e
vecchi non secondo una sua arbitraria piet bens secondo
una litania del coro celeste: Devono essere come l'erba sui
tetti che inaridisce prima che la si strappi, di cui il mietitore

(11) Rabelais.
(9) ...que lon prie Dieu dans mon Royaume comme l'On veut et

que l'on y f... comme lion peut. Matines Royales ou Entretiens :ur
l'Art de regncr. 1766.
(10) Bayle. Prefazione dell'Extrait.

ULTIME voLONrA DEL cAvALIERE DI 1IosAc1IocE

159

non si riempie la mano, n fa una bracciata il legatore di


covoni e i passanti dicono: ayez bonte pour vos Anctres! 2.
Il sognato e mentito paradiso della sotadica tolleranza
che Maometto, ex utroque Caesar, un altrettanto sfacciato latro
che ipocrita, promette ai suoi proseliti e schiavi non che un
Mare morto, secondo il detto; mortua est illa pars, qua quandam Achille: eram/ Nessun carro tonante, nessuna fiamma
della spada che fende l'aria pu meglio custodire la via all'albero della vita B1 che la peste bubbonica ai margini e nelle
intimit dello Stato, che ormai si trasformer in un HotelDieu, dove la tremenda necessit del bisogno insegna a pregare; perch, sebbene Erode Attico 2 perseguiti la divina follia
del Cristianesimo con il fuoco della sua Musa, con la spada
della sua prosa - in verit in un idioma, la cui sintassi San
Diderot considera estremamente metafisica: ecco! nonostante
tutto tutte le leggi, i decreti, le ordinanze pi risonanti e
innumerevoli che le onde e i granelli di sabbia dello schiumante mare non solo acclamano il Dio della grazia, da cui
viene effettivamente governato tutto ci che appare bisognoso
di governo, ma spirano evangelicamente addirittura uno spirito di usura(), che addossa ai sudditi impoveriti ed oppressi le nove beatitudini del discorso della montagna e compir un'altra volta la profezia di Gioele (II, 20.21): Marcir e puzzer; grandi cose ha fatto. Non temere, mia terra!
ma esulta e rallegrati, perch il Signore pu fare cose grandi .
Ecco: il suo Controleur-General arriva a convertire i
cuori dei padri ai gli del paese e gli increduli alla prudenza
dei giusti ...
Se dunque l'uomo, secondo la testimonianza universale e
l'esempio di tutti i popoli, tempi e paesi, non in grado da
s solo e senza l'inusso sociale dei suoi custodi e tutori - vale
a dire se non iusrus (12) - di imparare a marciare su due gambe
e a spezzare il pane quotidiano senza sudore della fronte,
tanto meno allora in grado di cogliere il capolavoro del

(11) Fvvw rarv muvi I .A. Fabric. de Dictis Christi in Codd.

Apocr. N. T. p. 330 233.


(12) Ovidlus, Metam. I 234.

160

scRITTI sUL LINGUAGGIO

pennello del Creatore: come pu dunque venire in mente


di considerare il linguaggio, cet art leger, volage, demoniacle
[a dirla con Montaigne (13) sulla base di Platone (1'1)] una scoperta autonoma dell'arte e della saggezza umana?
I nostri loso parlano come alchimisti di tesori della
fecondit, anche se, a giudicare dai loro campi e dalle loro
vigne, si portati piuttosto a giurare che non sanno distinguere le erbacce dal frumento, l'uva dalle spine, n i chi dai
cardi. Assomigliano a quel saltimbanco che spacciava il vacuum
delle sue tasche per lo spirito grande, bello, forte, il quale,
se fosse stato possibile, avrebbe ingannato anche gli Elus 2-11.
La confusione delle lingue, con cui seducono e vengono
sedotti, certamente una stregoneria assai naturale dell'automatismo della ragione, alla quale costa poco trasfigurarsi in
stella di prima grandezza, specialmente per furbastri di tale
cecit.
Senza gettarmi ora in un corpo a corpo con grilli, che
non meritano alcuna risposta, n che possono essere guariti
da confutazione alcuna, dal momento che l'oscurit risiede
nella pupilla dell'occhio del sensus communis e la difficolt
nella matrice dei concetti, tocco soltanto l'unica assurdit per
cui si fa di quei non macellabili patriarchi di autoctoni e
aborigeni i tre volte beati scopritori di un'arte sulla cui architettura hanno scritto pi che a sufficienza Beauze nella
sua Granzmaire generale e Harris, ma di cui hanno capito pur
sempre troppo pOco...2111.
Ora guratevi voi, pii fratelli, se e per quanto potete,
la nascita della prima coppia umana:
la loro nudit era
priva di vergogna, il loro ombelico(15) un calice rotondo
sempre ricolmo e la voce di un Dio a passeggio per il giardino nel fresco della sera era il latte puro della ragione per
questi due bambinetti della creazione a sviluppo della loro

(13) Liv. III Chap. IX 235.


(14) Kocpov 'ydip )(p^|J.a. nonnr auv Mai. Irrnvv xa. irpv. Platone nello

Ione 23.
(15) Cfr. Thom. Brown: Pseudodoxia Epidemica, Lib. V. Cap. 5 239.

N. B. I primi uomini non ebbero Ombelichi.

ULTIME voLoNrA DEL cAvALIEI:E DI ROsAc1IocE

161

missione politica di popolare la terra e dominarla mediante


la parola della bocca(1)...
La stessa ineguaglianza tra gli uomini e il contratto sociale sono quindi conseguenza di un'istituzione originaria,
giacch, secondo il pi antico documento, gi un accadimento
assai antico (che tanto adeguato alla culla del genere umano
che la veridicit del racconto relativo schiaccia la testa di
serpente ad ogni volont di dubbio e rende ridicole tutte
le punture al calcagno dell'ironia) diede occasione alla sottomissione della donna al volere dell'uomo...2'11.
Adamo era quindi di Dio: e Iddio stesso present il primogenito e maggiore della nostra stirpe come feudatario ed
erede del mondo compiuto dalla parola della sua bocca. Angeli, bramosi di contemplare il suo volto celeste, furono
ministri e cortigiani della prima monarchia. Al coro delle
stelle del mattino esultarono tutti i gli di Dio. Tutto aveva
sapore e aspetto di cosa nuova e fresca e palesava la benevolenza dell'Artece che per terra giocava e si divertiva con
i gli degli uomini.
Ancora nessuna creatura contro il suo volere era soggetta
al sistema della caducit, sotto il quale presentemente sbadiglia, sospira e ammutolisce, simile al tripode delco e all'eloquenza antimachiavellica di Demostene per efIetto dell'angina dellargento, o al massimo smania, rantola e alla ne si
strangola nel rabbioso petto di un Tacito...242.
Ogni manifestazione della natura era una parola: il segno,
l'immagine sensibile, il pegno di una unione, partecipazione e
comunicazione nuova, segreta, indicibile di idee ed energie
divine. Tutto ci che l'uomo in principio ud, vide con gli
occhi, guard e le sue mani tastarono fu una parola vivente:
perch Dio era la Parola. Con questa Parola sulla bocca
e nel cuore l'inizio del linguaggio fu naturale, prossimo, facile
(16) Qui primus, quod summae sapientiae Pythagorae visum est,
omnibus rebus imposuit nomina? Cic. Tuscul. Quaest. 1, 25.
Il ne faut qu'un amant passionn pour inventer 1'criture, mais 30

Leibnitz sufroient peine pour crer la premiere langue. De la Philosopbie de la Nature. Amst. [1]770. Tom. II. p. 298.
Philonis Opp. Edit. Franc. 691. p. 17, 32, 34, p. 178, 148 24.

162

SCRITTI SUL LINGUAGGIO

come un gioco di bambini giacch l'umana natura dall'alba al


tramonto rimane simile al regno dei cieli come a un fermento,
con la cui piccolezza ogni donna in grado di fare gonfiare tre
misure di farina 243.
Io matagrabolizzerei ancora in lungo e in largo e in profondo(11) se non sapessi che troppe prediche stancano l'uditore non meno del corpo del sacro oratore; mi accontento
pertanto per oggi di aver trovato, grazie ad un pellegrinaggio
in cenere e sacco(12), l'essenza del linguaggio - l'alfa e
lomega -: la Parola e averla nominata...
Per concludere il Cavaliere di Rosacroce invita tutti gli
astuti furboni del regno di Yvetot 245 e gli scimuniti pietricati o entusiasti in coemeterio Pisorum (19), che non si vergognano di essere o di diventare schietti tedeschi, alla dimora
di suo padre, dove non mancano privilegi e benezi che sono
lucrativi quanto a sacri nastri, guanti, ceri e bacchette di ceralacca, nel frattempo egli va fantasticando giorno e notte
attorno ad Roman der Oeconomes et Servitudes (211) e covando
l'ultimo capolavoro della scienza politica romana, il progetto
di rapina di Giuliano ai danni dei Parti di conne 241.
A soddisfare i Signori Entrepreneurs l'enseigne des trois
Vertues couronnes d'Amarant/oe 241 (211) se mai dovesse loro
importare - nel caso di un mio prematuro exilium in miglior
patria - del manoscritto di questi frammenti o del torso di
un mio sprecato monumento in agro Pisano Aestiorum (21),
provveder il mio giovane gentiluomo
Johann Michel Joseph Nazir2'19,
sul cui capo possano accumularsi al di sopra delle benedizioni
dei miei avi la benedizione di suo padre no ai graditi colli

(17) Matagraboliser, uarmorpwvvhev Rabelais 244.


(111)
(19)
(211)
(21)

Art Royal du Chevalier de Rosecroix, Londres 1770. 8, p. 18.


Algarotti24.
V. l'Edition originale des Memoirs de Sully.
Cai Herennii Sermo ad Pisones. Poesia del mio defunto maestro

Rappolt sui piselli 2481112

ULTIME VOLONTA DEL GAVALIERE DI nosAcRocE

163

dell'et matura che speriamo egli possa affrontare presto in


compagnia di qualche fratello(22).
A tutti i miei critici invece, che hanno in orrore il lardo
francese e latino del mio idioma, auguro che il tempestivo
manovale del Gerofante sia stato un poliglotta, come Panurge(22) e Quintus Icilius25, afnch non potessero affatto
leggere la sua traduzione: car tel est notre plaisir... Salute a
:hi poi vorr attendere quei due o tre o magari quattro anni
necessari perch si schiuda il senso di questa ultima volont,
il cui segreto intento ancora sigillato!
(L. S.)
Cognovit DOMINUS qui sunt EIUS.
2 Tim. II. 19.251

(22) Scritto nella notte della Domenica delle Palme 1772, un paio
dore prima della nascita della mia glia maggiore Lisette Reinette.
(21) Rabelais.

Ghiribizzi e dubbi
lologici

attorno
ad una memoria accademica

Salm. CXX. 4.
come frecce appuntite di un forte,
come fuoco in un ginepraio.

nouvw,
pri] tpuot Icpotg, xovir'
'cs X<z}xo-rcopouov, pcrou.
Oov Y}63o'o'av
Pindar. Nem. VII
Con altri passi di quest'ode,
ciascuno al suo posto.
Messi per iscritto
dal

Mago del Nord.


Nell'ottobre 1772.
Stampato presso: qui arriva lo stampatore della <<Allgm. Bibliothek
neque ego illi detrahere ausim
Haerentem capiti multa cum laude coronam.
Horat. Satyr. I. X. 48. 49 252.

( Gttingische Anzeigen von gelehrten Sachen _ unter der


Aussicht der Knigl. Gesellschaft der Wissenschaften - vol.
LXXVIII, num. 722).

(Il suo stile non certo un modello da imitare, ma in quanto suo


stile personale ci piace).

Aristotele con il suo acume abituale ha cercato di distinguere tra voce e linguaggio. In conseguenza delle sue denizioni (1) gli
A

. . . . . . . . . . . _ rcomo
del celebre eroe dorcomot Itomot nana Itama. omot
se del parassita
c-I
lente, insieme al fischio nasale <F!
QC-I C-I Cr! C-
nel Pluto, sono nel senso pi proprio suono della voce, che
d'altra parte senz'altro radice e tronco, linfa nutritiva e
spirito di vita del linguaggio, soprattutto della sua onomatopoesia.
Il concetto di gradi e di maniera si rif a similitudini assai
arbitrarie e l'opposto di queste relazioni ha meno inuenza

532:

N)

sulla conoscenza delle cose stesse.

Ogni meccanicit presuppone un organismo (2) ed ogni


vita visibile presuppone entrambi. Queste tre ruote si presentano sempre in misura talmente grande ed eccedente, che
non si pu n misconoscere n tanto meno distinguere la loro
reciproca azione motrice.
L'uomo non solo ha in comune con gli animali la vita,

(1) 'ij LLV ofav QQNH 'to HAEOZ

noti AYIIHPOY 611 HMEION,

St

nal. 'ro toi npxsi. Xqot p.s')pL 'yp 'ro\''tou 'E1 cpow arv ).)}.u17Ev, GSUTE
oticrweowat -:o kuvmpo nati o noti -ta~3-tut anuotivsw .)t7.'r'17cL;, S AOl"O2`.
ni. 'rip nkov o"ti. 't ZYMIDEPON noti T5 BAABEPON, zfe xai. 't AIKAION
mz. 't AAIKON, 1:00-to -yp p -r 7.7.oc Z_(;a 'co vpdmot itov, 't uvov
Al"A@OY noti. KAKOY mz. AIKAIOY nati 'IGN }).<.Ov ao'co'W xsw. De Republ
I 9 2,
Sci uxhuxv -ts eIvatL 'r Trtrov noti ucf oo'.v1<zo'z'.a; tw' ZIIMANTIKOE

*flip fi: \l1cf: vfv <owv1'r De Anima II, 8 253.


(2) OPFANA S mzi -r 'tv qu:t-"W upn, }.). :ow'v:}'; k

De Anima, II, 1255.

Aristot.

170

scRITTI sUL LINGUAGGIO

bens pure simile sia al loro organismo che al loro meccanismo pi O meno, ossia secondo gradi. Il carattere distintivo
capitale dell'uomo deve quindi riguardare la maniera di vita.
Nei riguardi della socialit il saggio Stagirita considera
l'uomo neutrale. Io sospetto pertanto che il vero carattere
della nostra natura consista nella dignit di giudice e di autorit(2) di un animale politico (4) e che quindi l'uomo stia
all'animale come il principe al suddito.
Questa dignit per, come ogni ruolo onorifico, non suppone ancora alcuna dignit interiore n merito precedente della
nostra natura, bens piuttosto - come anche quest'ultima un dono grazioso del sommo Datore di tutto.
Non mancano a nessun eroe e poeta, possa egli essere una
prefigurazione del Messia o un profeta dell'Anticristo, periodi
di vita, nei quali ha ben motivo di confessare con David:
Sono un verme e non un uomo 252.
Senza la libert di essere cattivo non c merito e senza
la libert di essere buono non c' addebito di colpa, anzi
neppure cognizione del bene e del male. La libert il massimo e il minimo di tutte le nostre forze di natura e addirittura sia l'impulsO fondamentale che il ne ultimo di ogni loro
indirizzo, sviluppo e conversione. N istinto n sensu: communis condizionano quindi l'uomo; n diritto naturale n
diritto delle genti il principe. Ciascuno legislatore di s
stesso ma nello stesso tempo il primogenito e il prossimo
dei suoi sudditi.
Senza la legge perfetta della libert(5) l'uomo non sarebbe capace di quell'imitazione, su cui tuttavia poggia ogni
educazione e scoperta, giacch l'uomo tra tutti gli animali
per natura il massimo pantomimo().

(3) 'n:oM-:ng 8':M''; oevi 'cv 'i}7O.v plrran ulov -F1 -:Gs p.s:)(e|.v

nidwc mi xc. Id. De Republ. III, 125.


(4) HOAITIKA 8'a"ti.v (Tav v 'tt xal. xowv Yivsfou. 1:.v:wv -r pyov. Id,

De Histor. Animal. I, 1257.


(5) 'n:0tptI.x\.].m. I-:lg NOMON TEAEION TON TI-I): EAEYEPIAX

foro] IIOIHTHZ

OG-ro; uaxpto v :' IIOIHZI-II ato E-:'<1:aL. Jac. I, 25 259.

(6) 'r -rs 'yp utuezrat rrucpurov -role vpw-:tone x -n:a.f.'6o.w a-ti xai :o'rq
uxcppouow. 'c'v .}Gv Ctpwv 8-:L I.u.un:I.m':oI:v o'1:L xal. -: |J.a.iH)o'eL; vtotetou

GIIIxIBIzzI E DUBBI 1=ILOLoGIcI

171

La coscienza, l'attenzione, l'astrazione e perfino la coscienza morale sembrano essere per la maggior parte energie
della nostra libert.

Alla libert non competono solo forze indeterminate ma


anche il privilegio repubblicano di poter essere compartecipi
della loro determinazione. Queste condizioni furono indispensabili alla natura dell'uomo. La sfera degli animali determina
quindi - come si suol dire - la direzione di tutte le sue forze
e dei suoi impulsi ad opera dell'istinto sia individualmente
che complessivamente, laddove al contrario il punto di vista
dell'uomo si estende all'universale e addirittura si perde nelPinnito.
Aristotele paragona lanima alla mano, perch questa
appunto lo strumento di tutti gli strumenti, quella invece la
forma di tutte le forme sensibili e intellettuali(1).
Probabilmente i sensi stanno all'intelletto come lo stomaco agli altri vasi, senza la cui circolazione e influenza lo
stomaco stesso non sarebbe in grado di adempiere il suo uiicio.
Nulla c' dunque nel nostro intelletto senza che sia stato
prima nei nostri sensi: cos come non c' nulla nel nostro
corpo che non sia passato prima per lo stomaco nostro O dei
nostri parenti. Gli stamina e i menstrua della nostra ragione
sono perci nel signicato pi proprio rivelazioni e tradizioni, che noi prendiamo in nostro possesso, trasformiamo
in nostre linfe e forze e vengono cos assunte al nostro destino di in parte palesare in parte tramandare la dignit critica e arcontica di animali politici.
L'analogia dell'economia animale l'unica guida alla co-

t p.uI'r'1a'z-:mg r; Itpdnra, Mai. 'r Xaipetv 107.; utuuam rtvta, cmp.sov B


'co-tou 's cruuavov E-11:1. :tTv p-ywv' yp at: unnp pusv, '.o:wv r;
Eixva 'r p.t).v.o'-:ot fptprwuvot xaipouev swpov-:sg oiov npiwv 'rs p.opq;
:L'Zv 7pu:o't-twv ua. vsxpv, otirtov S noti. wcro, ft uavvrtv o uvov toi;
cptocoot twtov Mai 'to tket uoiw, <).}.'e.-.l. pax xotvwvom.
oufrro, u 'yp 101710 )(ou'.poua'L -t sixva pbvrs, :L uuuaivst swpovra
uavvsnv xml. a'u}.o'yisa*aL -rr'. xao'-rov, olcv ft o-.og usvo. A1-1510:, De

Poetica 4 26.
(7) 'o':e 11) Ilauxh Gia'-:tap Xsip ':w nat Yp xsip pyavv a'1:I pydtvwv,
nati. vo elo |.8'v mi - alnat rlo aiae?~q1z7w. Aristot, De anima
III, 8261.

172

scRITTI sUL LINGUAGGIO

noscenza anagogica delleconomia spirituale (2), che assai probabilmente solo in grado di sciogliere e completare i fenomeni e le qualitates occultae di questa parte visibile e
mutila.
Ammesso quindi anche che l'uomo venga al mondo simile
ad un Otre vuoto, proprio questa mancanza lo rende tanto
pi capace di godere della Natura attraverso esperienze e atto
alla comunit del suo genere grazie a tradizioni. La nostra
ragione almeno scaturisce da questo duplice insegnamento fatto
di rivelazioni sensibili e di testimonianza umana, le quali
sono partecipate sia attraverso mezzi, ossia caratteri, analoghi che secondo leggi analoghe(9).
Da sempre i filosofi hanno detto addio alla verit per il
fatto che separano ci che la natura ha congiunto e viceversa: ed per questo motivo che tra gli altri eretici la losofia ha visto nascere anche i suoi Ariani, Maomettani e Sociniani, che hanno voluto spiegare tutto in base ad ununica
forza positiva o entelechia(1) dell'anima21.
Poich il mistero del connubio tra nature cos opposte
quali l'uomo interiore e l'uomo esteriore - corpo ed anima grande, senz'altro necessario per giungere ad un concetto comprensivo della molteplicit nell'unit del nostro essere umano un riconoscimento di parecchi caratteri distintivi
terreni.
L'uomo non dunque soltanto un vivente campo ma anche
il Figlio del campo; e non soltanto campo e seme (secondo il

(5) Toutes les puissances du corps et de Fentendement ne sont-elles


pas des facults et qui pis est, des facults trs ignores, de franche
qualits occultes commencer par le mouvement, dont personne na
decouvert l'origine
]e ne sais s'il n'y auroit pas dans cet abime une
preuve de l'existence de l'Etre Supreme. Il y a un secret dans tous
les premiers ressorts de tous les Etres On comment ce secret, sans

que personne le st? il faut bien qu'il ait un etre, qui soit au fait.
Questions sur l'Encyclopedie. Part. VI. Art. Facult p. 13, 15 262.
(9) Cfr. Rechercher sur l'Entendernent humain d'aprs les Principes
du sens commun par Thomas Reid. Ouvrage traduit de l'anglois
Amsterdam. [1] 768 265.
(10) Eau 'yzp E vrtksxsqt [v-toe] Itvra 't yuyvpxva. A1-istot, De

Anima, III, 7.

GIIIxIDIzzI E DUBBI FILOLOGIGI

173

sistema dei materialisti e degli idealisti) bens anche Re(11)


della terra, padrone di seminare nel suo campo buon grano
o zizzania maligna 265; cos' infatti un campo senza seme e
un principe senza terra n proventi? Queste tre cose sono
dunque in noi un'unica cosa, ossia soi' 'ytopyuov (12^): come
tre sagome sulla parete sono l'ombra naturale di un unico
corpo, che ha dietro di s una duplice luce
Dopo essermi gettato vertiginosamente nell'empireo santuario dell'umana natura, O per meglio dire, dopo essermi
spinto innanzi alquanto le mie peripatetiche bolle di sapone,
a met strada esse si dissolvono nelle gocce di rugiada seguenti:
<< L'uomo apprende, pu, deve e vuole usare e reggere
tutte le sue membra e i suoi sensi - quindi anche orecchie
e lingua - perch pu, deve e parimenti vuole imparare. Di
conseguenza l'origine del linguaggio altrettanto naturale ed
umana quanto l'origine di tutte le nostre operazioni, capacit ed arti. Non di meno ogni allievo coopera al proprio
insegnamento in funzione della sua inclinazione, capacit e
occasioni di apprendere: quindi l'apprendere in senso proprio
non invenzione pi di quanto non sia semplice ricordo .

Nei miei ghiribizzi non ho preso vie traverse, siamo gi


alla meta, ossia alla recentissima prova platonica dell'origine
del linguaggio.
Sarebbe sommamente ridicolo organizzare una confuta-

(11) Qui igitur exisse ex potestate dicuntur, idcirco dicuntur, quia


non sunt in potestate mentis, cui regnum totius animi a natura tributum
est. Cicero. Tuscul. Quaest. III. S.
Omnem enim naturam necesse est, quae non solitaria sit neque
simplex, sed cum alio juncta atque connexa habere aliquem in se principatum, ut in homine mentem in belva quiddam simile mentis
Principatum antem id dico, quod Graeci 'vtllvvwv vocant: quo nihil in hoc
genere nec potest, nec debet esse praestantius. Id. de Nat. Deorum. II, 11.
Antoninus crius: (Comrnentarius) v. 19.
Dux et Imperator vitae mortalium animus est. Sallustio Iugurt/a 265.

(12^) E questo il nome dato da Paolo alla Chiesa in 1 Cor. III, 9:


un termine scolastico altrettanto equivoco quanto sono rimasti no al

giorno d'oggi i termini anima e natura umana 267.

174

sciurri sUL LINGUAGGIO

zione di una verit non soltanto saldamente dimostrata ma


anche coronata (1211). Mi trovo quindi nella gradevole necessit di poter bruciare incenso alla moda del mio tempo con
l'esprimere dubbi.
Fuori da tutto l'oscillante sogno di dubbi, aleggianti innanzi alla mia anima, da quando, sette mesi or sono, lessi
la memoria premiata dall'Accademia, torno in me stesso in un
momento di veglia per soffermarmi deliberatamente su un
unico dubbio e sottoporlo a chiara e pi giusta osservazione.
Quell'unico dubbio consiste in ci: anche il platonico Apologista dell'origine umana del linguaggio ha preso davvero sul
serio il suo tema sia per dimostrarlo che anche solo per prenderlo in considerazione? > (12).
A prendere in esame questo dubbio e nessun altro mi
induce un mare di caratteri; ne porr in evidenza alcuni ed
invero tra i meno importanti: il fatto cio che l'intera dimostrazione platonica costituita da un circolo chiuso, da una
perenne trottola e da una contraddizione che non n nascosta n sottile, poggia su forze occulte di nomi arbitrari
e di parole d'ordine sociali o di fantasie private per ridursi
infine addirittura ad una Genesi divina, che di fatto pi
sovrannaturale, sacra e poetica dell'antichissima storia orientale della Creazione del cielo e della terra.
Possibile che il dotto Autore abbia scritto sul serio? possibile che si sia esposto cos deliberatamente e alla leggera a
ricevere un contraccambio dalla critica in una misura compressa, scossa, iperbolicamente pleonastica, abbia abusato di
s stesso no a farsi oggetto di ferite e di ammaccature da
parte di armi polemiche o abbia realizzato sempre l'opposto

(1211)

contendere durum
Cum victore
Hor. I, Serm. 9261.

(15)

curriculo
pulverem olympicum
Collegisse juvat, metaque ervidis

evitata rotis..... Hor. I. 1.


Quis circum pagos et circum compita pugnax
Magna coronari contemnat Olympia, cui spes,
Cui sit conditio dulcis sine pulvere palmae?

Horat. I. Ep. 1 259.

Gmnrrzzr E DUBBI EILOLOGIGI

175

di quanto promette, ha giurato e intende far pensare ai


suoi lettori?...
Prova platonica dell'origine umana del linguaggio.
La specie umana sta al di sopra degli animali non secondo gradi di pi o di meno ma per la maniera (p. 40)
giacch assodato che l'uomo molto al di sotto degli animali per forza e sicurezza dell'istinto, anzi che non possiede
affatto ci che in tante specie animali chiamiamo virt e
propensioni tecniche innate (p. 31), laddove in ogni animale
sia il linguaggio, che sensi e rappresentazioni sono innati e
immediatamente naturali (p. 37). Questa mancanza di un
istinto che oscuramente convoglia tutte le forze in un punto
(p. 45) e le raccoglie in un punto (p. 46) surrogato nell'uomo dall'intenzione consapevole (Besonnenheit), consistente
in un indirizzamento proprio della sua specie di tutte le forze
(p. 47) e in un armonizzazione di esse lungo questa direzione
fondamentale (p. 48), per cui l'uomo diventa una creatura la
cui forza positiva si esterna in uno spazio maggiore, secondo
un'organizzazione pi raffinata, agendo in maniera pi limpida (p. 46) e libera (p. 47).
L'uomo posto nello stato di consapevolezza delle sue intenzioni che gli proprio, operando questa intenzionalit consapevole per la prima volta liberamente, invent il linguaggio.
Che cosa significa infatti consapevolezza d'intenzione? Che
cosa signica linguaggio? (p. 52).
Il linguaggio il carattere che effettivamente distingue
la nostra specie esteriormente, come la ragione la distingue
interiormente (p. 72). Il linguaggio l'organo naturale dell'intelletto, un senso dell'anima umana quale la vis visiva
dell'anima sensitiva degli antichi che fabbrica l'occhio e l'istinto
delle api che fabbrica l'alveare (p. 73).
La consapevolezza intenzionale caratteristicamente propria dell'uomo ed essenziale alla sua specie: come del resto
anche il linguaggio e l'invenzione del linguaggio.
Inventare il linguaggio quindi per lui naturale quanto
il fatto di essere uomo (p. 52) 27.

176

scRITTI sUL LINGUAGGIO

Un intero oceano di sensazioni passa sussurrando per


tutti i nostri sensi: per rendere alla ne il lettore attento
al piccolo pollice accademico dell'appercezione.
Insomma: Questo carattere primario della consapevolezza intellettiva diventa parola dell'anima, Con esso il linguaggio umano inventato! Epmmt!
Un arciprete ben noto nella sua diocesi rammentava con
intima afflizione di avere udito in non so quale festa ecclesiastica vuota dal punto di vista razionale non meno che
morale un pastore di villaggio 221, che divideva il suo tema in
due parti, delle quali ciascuna conteneva in s un'antitesi
e che parevano abolirsi l'una con l'altra ma che in sostanza
provavano intuitivamente ci che dovevano dimostrare, ossia
un'aritmetica singolarissima, incomprensibile e soprannaturale.
Con tutta la mia pi intima tristezza per aver perduto a
cagione di un'artimetica dannatamente politica cinque talleri
per ogni faticato e industrioso mese della mia preziosa vita,
non posso fare a meno di sorridere della somiglianza della
dimostrazione platonica con il tema di quel predicatore di
campagna probabilmente povero di spirito.
La prova platonica dell'origine umana del linguaggio consta
di due parti: una negativa ed una positiva. La prima contiene
ragioni per sostenere che l'uomo non un animale, la seconda
contiene ragioni per sostenere che l'uomo comunque un
animale. Una cotale apocalittica creatura, quale l'uomo neoplatonico che non un animale eppure lo , pu e deve necessariamente essere l'inventore del linguaggio, giacch nessun
animale in grado di inventare un linguaggio e nessun Dio
ha lecito motivo di farlo.
Se avessi la minima voglia di rendermi immortale con
note interminabili e impertinenti per erudizione e parlantina
ad un magro testo e con un commento filosofico attorno a
due parole latine e diventare uno scrittore per gli spiriti
grandi e per gli ancor pi grandi sciocchi, la mera parte
negativa della prova platonica mi potrebbe offrire materia
per un capolavoro storico-critico.
A stare a certe edizioni e traduzioni correnti nel quarto
illuminato della nostra terra potrebbe saltare in mente forse

GI-III<IBIzzI E DUBBI FILOLOGIGI

177

ad un imperatore cinese del secolo prossimo di canonizzare


il mio saggio condensato in sostanzioso compendio al ruolo
di testo di edificazione domestica e di vendere ai suoi sudditi,
come fosse la lepre sulla luna cara a San Confucio, un cavolo
cotto e ricotto di ghiribizzi e dubbi nella materna lingua
alto-tedesca la quale perfettamente barbarica e cenciosamente superba quanto la lingua materna del beatissimo Bayle
e del Sig. Henry Ophelot de la Pause(1'1) 272. Dal momento per
che sono cordialmente nemico della ciarlataneria cinese o gallica degli autori e d'altra parte il mio presente interesse a sua
volta non mi richiede affatto di sottoporre ad esame punitivo la parte negativa della prova platonica, a piene mani ammetto << che l'uomo non un animale e non ha istinti , tanto
pi che il pi recente apologista dell'origine umana del linguaggio pare presupporre un istinto in ogni animale in maniera
tanto essenziale quanto il genio in ogni uomo che sia almeno
uno scrittore; per cui l'istinto diventa senz'altro una conditio
sine qua non di ogni animale, per potere con tanto pi vigore
e sicurezza elevare l'uomo oltre la sfera degli animali e situarlo
in un superiore ordine delle creature distinto in guisa specifica e non per grado...
Nella storia del nostro secolo ora corrente balena agli
occhi per pi di un esempio quanto poco occorra per essere
una creatura che non per motivi di grado ma per sua specifica natura sta in piedi, o sdraiata o seduta o magari se ne
va qua e l - al di sopra di quegli animali, che nella vita di
tutti i giorni si chiamano sudditi: tale creatura, grazie alla
sua forza positiva liberamente operante, a secondo della variet dei cieli, delle lingue e dei tempi prende il nome di
tiranno o di Dio in terra; il suo carattere consiste nella totale determinazione di tutte le forze superiori nei confronti
delle forze inferiori (la cui psicologia complessiva per negli
(14)
cette
langue herisse encore de termes barbares, qui se
traine peniblement avec tout son attirail minutieux darticles et de verbes
auxiliaires et qui n'oppose que son orgueilleuse pauvret la magnicence de l'idiome de Cervantes, la douceur de celui du Tasse et
l'ene.rgie de celui des Bolingbrokes et des Shaftesburys.

Prface lHistoire des douze Csars de Svetone etc. p. XII.

178

sciurrr sUL LINGUAGGIO

ultimi tempi stata miserevolmente devastata dallinfausta


colpa di alcuni losofi di razzaccia gallica e dei loro fratelli
allemanni)
ci balza agli occhi - dico - dalla storia del secolo attuale che non c' nulla di pi facile sotto il sole che
essere e fare una creatura di tale fatta, ma che diventa cosa
da sudar sangue averla in sorte per anni e anni, specialmente
quando sia appena sfornata e appena uscita dalluovo.
Malgrado tutta la sua forza positiva, il suo indirizzamento,
l'armonizzazione di tutte le forze nella direzione principale,
non ostante il maggior spazio, la pi ne organizzazione e via
dicendo e malgrado tutte le pesanti spese che vengono fatte
ai danni della parte negativa della prova platonica, esplode
inopinatamente sul nostro cammino tutta la gloria delluomo
e della sua specie attraverso la parte positiva. Cosa dice
infatti l'intera parte positiva della prova platonica in maniera pi positiva ed esplicita se non che l'uomo in grazia
del suo istinto pensa e parla?... che la forza positiva di pensare e di parlare gli innata e immediatamente naturale
che
come l'istinto degli animali convogliata e attratta o proclive
nel punto di un carattere; che con la prima parola stato
scoperto il linguaggio intero, non ostante la legge della progressione innita; che linvenzione del linguaggio essenziale all'uomo quanto la ragnatela al ragno e il favo all'ape
e che non occorre che situare l'uomo nello stato di consapevolezza delle sue intenzioni, che gli proprio, perch inventi
ancora, ci che gi gli naturale...
A maledizione e obbrobrio del nostro illuminato secolo
vive uno spermologo decrepito e pazzo, sopra il cui calvo
cranio, senza l'impenetrabile scudo della tolleranza regnante
in Olimpo, sarebbero da tempo piovuti carboni infuocati...
non alludo all'immortale cittadino del monte Krapac bens
all'infantile Ex rector C.T.D. *** 212.
O atrocit della devastazione (si udito di cose del genere
nella mitologia pagana, ma mai in nessuna storia della Chiesa
dell'antico e del nuovo Israele!): rinnovare una tale bricconata del gallico Giove nei confronti di suo padre e far man
bassa dell'attrezzatura poetica di una persona sacra, che io
definirei altrettanto svergognata, che i nostri stessi pi ac-

GHIRIBIZZI E DUBBI EILOLOGICI

179

corti e circoncisi ortodossi che dubitano del loro testimonia...


affinch dunque io non sia accusato di avere smagato la pla-

tonica apologia dell'origine umana del linguaggio della sua


vigoria poetica, intoner un frammento della genesi pi recente in dialetto orientale su una pindarica lira da noleggio
al pitico vincitore per sua gloria e incenso:
Courage, allons, prends ta harpe benie(15)
et moque toi de son Academic
Egli lo cre non animale ed animale traendolo da un
intero oceano di sensazioni, da tutto l'ondeggiante sogno
delle forme che aleggiavano innanzi ai suoi sensi e all'actus del loro riconoscimento, a segno della sua consapevolezza di intenzioni deposero innanzi a lui le armi.
Sublime sopra gli animali non per grado ma per speci-

cit di istinto sorse Pandrogino platonico in qualit di


non-animale: senza istinto.
Va, domina sugli uccelli da preda ed i mostri del mare,
sii per muto e stupido! disse l'Andriantoglifo al protoplasto del linguaggio 274, giacch al momento in cui riconoscerai il frutto del tuo istinto interno ed esterno, la
tua bocca si aprir e tu sarai un animale pieno d'istinto
esterno e interno e il tuo carattere non-animale appassir come erba.
Il platonico androgino rimaneva ancora, nato muto,

nel sogno di forze nascoste. Ecco! Accadde tutto d'un


tratto; sprofond sempre pi gi nel suo elemento, in
un intero oceano di sensazioni, in tutto un oscillante
sogno di forme, e si trov posto in uno stato di consapevole intenzionalit e di stupore, che d'altra parte gli
era proprio. Ed ecco! in quello stesso momento gli accadde che gli sfuggisse il primo suono del suo istinto
esteriore quale segno e parola comunicativa dellistinto
interiore.

Quindi la prima parola nacque dall'istinto esterno


ed interno e dal non-animale, situato al di sopra degli
animali dalla mancanza dell'istinto, nacque una creatura

(15) Cfr. George dans la Pucelle d'Orleans; Chant XVI.

180

scRITTI sUL LINGUAGGIO


sospinta dall'istinto esternamente e internamente, ossia
un animale consapevole di intenzioni e creatore di linguaggio: salute allinventore del linguaggio!

Gridiamogli un salomonico "HKSQ

! (11).

Con questo organo divino dellintelletto stato inventato


l'intero Corano delle sette arti 27 e l'intero Talmud delle
quattro facolt e su questa roccia si erge la fortezza della
fede filosoca del nostro secolo, innanzi a cui devono inchinarsi
tutte le porte della poesia orientale.

Ho dato il nome di platonica a questa prova soprannaturale dell'origine umana del linguaggio perch coincide con il
termine tecnico neologico di consapevolezza intenzionale ,
quale punto singolo e scintilla illuminante dell'intero sistema >, e ritorna inne ad una sinonimia greca e perch i
Platonici hanno ruminato, ah intra et ad extra fino alla nausea
come lo svedese contemplatore di arcani, il Ayoc, vntlsto
o vuunuarix e il Ayo rtpocpoput, la parola interiore
ed esteriore 277.
Filone annoverava a sesto senso una 'yvtuo cpwvi (17) e
pare proprio che parli della genesi del linguaggio come del
<< nisus dell'embrione a parlare al momento della sua maturazione (p. 148) > (111), considera per un grosso azzardo << accen(16) Voici ce que j'ai trouve c'est que Dieu cre l'homme juste;
mais ils ont cherch beaucoup de discours. Eccles. VII, 30 275.
(17) To uv yfp toyov Ilrux upo ax netv 6 nutoupyog, EE uoipot
sipydcaaso, pourw, ysdtv, xov, i$'qp'no'w, qrhv, Yvtuov qu.v'f)v. Filone,

Opera, ed. Francoforte 1691, pp. 512-513. Quis rerum divinarum


haeres 275.
(13) 'O 'yp tovyv p.'h:pow xo'-tOv, 1:06 uv vo -:tp 'c vor]-tdt nevra-

vilet, 'ro kyou -:tp -r; ttz owv vrpyuz, -rv ou.a'iH1a'swv Itp -t;
dur 'vv ftousurvwv yywouvot qravfowlot, -vo 8:1: a'tp.a.'to -nzp 'tt oinaiou

a-to a')(crsv. -t xat xtv-haute, dtpot-:og xa d'n:epp.ct-:tx xtzi. -taxvut xotl Orio.:
"- 7~6'Y. Ibid. p. 497 279.

GI-IIRIBIZZI E DUBBI I=Ir.oLOG1cI

181

nare a corpi mediante ombre e a cose mediante parole > (12).


Potrei, se ne valesse la pena, smontare da ancora pi di
una parte la prova, intessuta tutta di postulati arbitrariamente
assunti e di falsi assiomi circa la natura del linguaggio, e fare
apparire l'Apologista in una certa luce, in cui qui non deve
invece apparire. Mi permetto solo ancora di osservare che se
secondo la sua legislazione risulta fuori discussione l'origine
di un linguaggio umano che si va formando da s e di un'anima
che si va formando da s, la tesi in verit fraintesa e
confusa.
Tanto meno voglio dire dei frammenti poetici per un'archeologia della storia del linguaggio 221. Se per il linguaggio
umano stato inventato con la prima parola, allora forse l'archeologo intende per parola, secondo un idiotismo usuale tra
gli Orientali, tutt'altra cosa. Secondo infatti la Concordia Naturae del Wachter e per il fatto che gli antichi inventori
vogliono dire tutto in una volta (p. 133), questa prima
parola non sar stata proprio n un nomen n un verhum,
ma per lo meno un periodo intero (2), in rapporto inverso di
proporzione per vigore e intensit alle nostre odierne crie
aftoniche di tre fogli... 222. E basta con i giochi di parole! .
L'uomo dovette quindi essere senzaltro - come ha provato
il nostro caro Platone, secondo la sapienza che gli stata
donata, fino a farne la parola profetica pi salda, che risplende
l nel buio, - una creatura che sta al di sopra degli animali
non per grado ma per natura specifica, per rendersi degno

(19) Tknuot o\' pmtpv 61.6: o't|.t''.v p.ov. adiuotta, 81.6: bn|J.a't:ov rtptyuara, nap

uxavov v suwvou. Ibid. 49121111.

(20) Come dice della scrittura cinese il Boulanger nei suoi Essays
sur la population d'Amerique. Amsterdam, 767. Tom. IV, p. 278. Les
caracteres chinois n'tant pas des lettres, mais des mots, des termes,
ou des phrases.

Oppure come le statue pi antiche 63v -:xvn xst 1*) Gua-rom mi


f-Xvc. Demetrius Phalereus de Elocutione XIV.

Per potersi fare un'idea del linguaggio pi antico, per persuadersi

che un linguaggio possibile anche senza tutta la nostra grammatica


cos come senza la lingua n l'apertura della bocca possibile ai pi
moderni ventriloqui o engastrimiti e via dicendo, rimando per il seguito
all'opera del mio compatriota Th. Sig. Bayer Museum Sinicum. Petro-

poli 730 252.

182

sciurrr sUL LINGUAGGIO

della sua vera destinazione al rango critico e arcontico di


animale politico, se i nostri Lettori ancora ricordano 221.
Nella critica e nella politica risiede dunque l'intero canone dell'umana perfezione, che il mio amico Herder...
Carissimo Lettore! Io mi chiamo il Mago del Nord (21)...
per me una festa ed lestremo dovere della mia vita riconoscere in maniera pubblica e solenne nel pitico coronato
vincitore il mio amico Herder, contro cui ho finora giocato
di scherma ad occhi bendati, e abbracciarlo e benedirlo...
Si adagiato, chi vuole farlo rialzare?... I suoi occhi sono
pi rossi del vino e i suoi denti pi bianchi del latte... (22).
Lettore, non temere! non sono uno spettro che scivola
nella tenebra e ti rovina il meriggio (22), neppure lombra
ormai trasfigurata dal suo amico Sig. Carlo Renato H. s. e
del gi vivente glorioso e voglioso in genio saeculi consigliere
segreto della real corte prussiana e professore ordinario
di losofia ed eloquenza all'Universit di Halle e via dicendo 222. No! io non sono che il Mago del Nord e tale voglio
e devo morire - innocente come sono vissuto - sole, luna
e stelle sono gi per me oscurate di nubi di pioggia e i
miei denti hanno tante ore di libert quanto le molinare del
predicatore Salomone. La santa Inquisizione dell'aritmetica
politica - malinconicamente spiritosa come un Auto-da-f - ha
condannato l'ultimo orfano (21) di quei saggi dell'Oriente ad
una fornace di ferro, in cui deve patire fame e freddo, giacch
la legna dei nostri costosi meschini canali diventa di anno
in anno pi cara, tanto che i miei concittadini, pur non essendo magi, sarebbero costretti a morire di freddo per rendere calda questa stufa di ferro di fattura egiziana, non dico
per renderla ardente e sette volte pi bruciante (22) di quanto
sogliono altrimenti essere nel Nord le stufe di coccio 222.
(21)

il
ny a point d'exorde plus beau que celui-cy: mes trs

chers reres, mon nom est Macaire. Oeuvres du Comte Algarotti.


Dulces ante omnia Musae.
Traduit de l'Italien Berlin 772. Vol. VII, p. 390.

(22) Gen. XLIX, 9, 12.


(25) Un Demon du Midi.

(24) Non sine Diis animosus infans. Horat. III. Od. 4.


(25) Daniele III, 19.

GHIRIBIZZI E DUBBI

FILOLOGICI

183

Perch non dovrei andarmene in pace e contento dietro


i miei padri tra il suono di trombe, trombette, arpe, violini,
salteri, liuti e strumenti a corda d'ogni genere, di cui sono
invero virtuosi i begli spiriti di questo secolo e che mediante
la cultura del senso mediano nella sfera della sensibilit
dallesterno si sono fatti un nome maggiore che non il Dio
degli Ebrei con le trombe dei suoi sacerdoti, che sapevano
s abbattere citt ma non fabbricarne come i nostri odierni
Anfioni... tutto con la sola forza della musica e del loro
gusto musicale, che sente crescere l`erba...2'27. Ma che cosa
sto ancora a dire? Non stato deciso dal consiglio dei guardiani in base allaritmetica politica che non si deve pi bruciare alcun mago, bens farlo morire di freddo e di fame, ammesso anche che ci fossero nel paese 7000 suoi confratelli,
numero che io in verit non sarei in grado di stabilire senza
la superiore rivelazione dell'aritmetica politica, alla quale io
non posso pensare senza la pi profonda afflizione delle mie
viscere pi di quanto un certo predicatore di corte possa
pensare allaritmetica divina (22).

Non ha dovuto il mio amico Herder andare in caccia della


gemma del premio messo in palio, della meta messa in serbo
in precedenza nei forzieri accademici? non ha dovuto correre a caso e tirar di scherma come chi combatte al vento?
Egli ha sofferto da buon lottatore ed stato giustamente
coronato, perch ha combattuto secondo le regole (27). Come
un saggio amministratore di un ingiusto Mammona non ha
potuto porre a fondamento della sua trattazione altro che
le rivelazioni e la tradizione del suo secolo e costruire la
sua prova con sabbia, rottami, legno, fieno, stoppie... e tutto
certo secondo lo stile architettonico pi recente del suo tempo.
colpa sua se nel nostro secolo economistico, estetizzante (22)

(26) Ueber die Ntzbarkeit des Predigtamts und deren Befrderung.


Berlin 772. p. 134 258.
(27) vlJ-iuw~; 2 Tim. II, 5 229.

(211) Sentimental.

184

sciurrr sUL LINGUAGGIO

e spietatamente giusto vengono tollerati di contro ad alcuni


pochi usi e pregiudizi di un giudaismo occulto e rivelato di
benefica quanto segreta influenza, che per il mondo cieco
non riconosce, perch non la vede, ancora tornei arabici,
come dice il conte Algarotti(29) (le cui ossa possono riposare
in una maniera placida quanto costosa!)? Non avrebbe dovuto piuttosto formare un sonettO(2) per soddisfare un pubblico avido di questioni e di guerre di parole? Non avrebbe
dovuto abbassarsi alla critica e arcontica debolezza di un
secolo, la cui politica non n mero solecismo (21), n gallio-

nismo (22), ma il mistero della pi sacrosanta contraddizione?


(che tuttavia domina il clima ed sommamente attiva nei
bambini); in un secolo innanzi al cui critico naso un Giovanni Salomone Mathanasius di Halle 221 pu versare l'intero carico degli acidi e eli di una erudizione putrefatta,
in cui addirittura uomini illustri in almeno tre Facolt e insigni membri del ceto dotto, militare ed agricolo possono nutrire e fortificare la loro sana ragione di una m.. .a di
fede storica (22)?; in un secolo morale che sta con le orecchie
ritte ad ascoltare l'algebra(2'1) delle realitates, alle quali ha dato
in precedenza il suo imprimatur la sinagoga?; in un secolo
di Cristianesimo universale in cui un Angelo della comunit dallunghia del piede divisa (il suo nome sta sulla tua
bocca, o posterit, come il suo stile, acqua tiepida!)292 ha il

(29) C'est aux Arahes, qu'on doit l'usage des Theses puhliques, que
l'on pourroit nommer les Tournois et les /'outes de la Philosophie.
Oeuvres du Comte Algarotti.
<< Dulces ante omnia Musae. Traduit de l'Italien. Berlin 772. Vol.

V, p. 464.
(50) Les Academies fondes par les Princes recueillent pour ainsi
dire les Sonnets des Sciences _ et jamais un livre. Ibid. 369.
(51) Le solecisme de vouloir la n sans employer les moyens, qui
y conduissent. Id. Vol. VII, p. 385.
(32)

ov
-:o:t\ 111: Fattitovt usksv. Atti, XVIII, 17, La citt di

Susa era impazzita, frattanto il re e il suo consigliere, che presumibilmente era un appaltatore d1esprit e di bon ton, sedevano e bevevano.
Ester III, 15 29.
(55) Di C. T. D. *** Berlino 1772. A spese dell'autore292.
(54) Toutes les actions de la vie se reduissent autant de problemes
de Maximis et Minimis, ha gi predetto Algarotti Vol. V, p. 291.

GI-IIRIBIzzI E DUBBI EILOLOGIGI

185

diritto di rinnegare il sacerdozio spirituale e la professione


pi santa con doppie imperdonabili menzogne, al paragone
delle quali tutte le farse anacreontiche sono morale genuina
e tutti i pitanologici paralogismi29'1 sull'origine del linguaggio
oro e pietre preziose?...
Per innalzarsi con una grande vittoria il mio amico Herder
non poteva che scrivere una satira per una cruda e rozza
adultera che non n non-animale, n non-uomo, ma una
mostruosit con un braccio di ferro, un ventre di formica e
il volto di Anubi(22), per una razza che rinnega Dio e si d
premura per arricchire e pensa di depredare cielo e terra
con Opere varie in poesia e in prosa! 222.
L'Angelo della morte e l'erede del loro granaio ricolmo
li chiama per nome(22)... in un secolo comico e tragico in
cui perfino un Mago dell'Europa non si vergogna di battere
la testa nel muro e gemere nel massimo tono elegiaco(27):
Arithmetique politique rends moi mes 5 ecus! 277.
Non piangete!, o commossi Lettori, sul Mago del Nord,
che vi vedete innanzi con una piccola Musa O Grazia di sei
mesi sul suo braccio destro e un piccolo Apollo di tre anni
alla sua mano sinistra. Vedete che non mi rimasta una terza
mano per profanarli come il bastardo celtico gigante del Sig.
Marmontel29.
Posto dunque che il Mago del Nord debba morire di fame

(35) Je ferai, ce que dit le Florentin, Bras de fer, ventre de fourmi,


ame de chien. C'est dire; pour devenir riche, j'endurerai tant de travail
que mon corps purra porter: je me passerai aux plus petits despens
qu'il me sera possible: de conscience j' en auray autant quun chien.
Lequel dernier point s1accorde assez bien avec cet autre proverbe: Pour
devenir bien-tot riche, il faut tourner le dos a Dieu. Trait preparati
l'Ap0logie pour Herodote
par Henry Estienne. L'An 1566 au mois de

Novembre, p. 41.
(56) Luca XII, 20 296.

(57) Supples, s'il vous plait.


cet mot des franais rever
mot energique au plaisir consacr
Mot
<< qui est au jurement des Italiens ce que l'action
est l'instrument .
Dan Apuleius Risorius, Benedictin 297.

186

scRITTI sUL LINGUAGGIO

- sotto il regime di un Federico generoso verso gli ingrati


come un Dio e abitante in una luce inaccessibile e sotto l'amministrazione di un Mecenate che non si vergogna di essere
amico di Orazi e di Virgili tedeschi e patrocinatore di uno
Zllner 29, - posto che debba morire, cosa di cui dubito quanto
della forza e sicurezza di tutti i miei ghiribizzi, che forse non
hanno maggiore n minore signicato che l'apparizione di
un'aurora boreale... (22).
Posto dunque che il Mago oggi o domani abbia a morire,
sapete, o Lettori, che muore come un Mago che ha amato
Iddio, il suo re e la sua patria e si attrista del vostro analogo
destino... NON oMNIs... 292 perch egli lascia da educare al
suo amico Herder un ometto e una donnina.
A lui, al pi degno di tutti i miei amici, che sono non
solo tutti grandi, fedeli e teneri ma anche innumerevoli (Va,
Giuda 'loxotptdrrng impiccati e crepa! 2112) nel Nord e in Germania (cosa mi importa infatti dei Borgognoni, dei Guasconi,
di quelli della Champagne e di quei bastardi di Italiani?).
Al mio Herder, il pi degno di tutti i miei amici del Nord
e di Germania, lascio in testamento la mia gioia e la mia corona(22), s! Davvero io il Mago del Nord muoio! il genuino
sangue del mio cuore! Egli dia loro pane e vino(1), a me

invece nessun monumento di pietra. ExEGI('11).

(55) pectus inaniter angit


_
Irritat, mulcet, falsis terroribus implet.

Ut MAGUs

Hor. II. Ep. 151.

(59) Filipp. IV, 15114.


('19) Lam. Gerem. II, 12 505.
(41) H0; sos

Al
Salomone di Prussia

Les mets exquis amorant les Prussiens


Les ont chang en Epicuriens.

L'illusion, le prestige et la faim

Nous rendroient tous peut-etre Anthropophages57

Eternel, dlivre. Que le Roi


nous reponde au jours que nous
crierons!
Salmo XX. 10 5911.

In amicitia gerenda, sicut in certamine currendi, non ita convenit


exerceri, ut, quoad necesse sit, pervenire possisz sed ut productus

studio et viribus, ultra facile procurras

propter quod in cursore

tantum velocitatis esse oporteat, ut efferatur usque ad nem: in


amico tantum benevolentiae, ut ultra, quam amicus sentire possit,
procurrat amicitiae studio.
Rhetor. ad Herennium, Lib. IV. 47 5119.

SIRE,
sono un povero diavolo, pazzo per i suoi bastardi, che
ho appena affidati alla tutela di un giovane perduto alla sua
patria, ma degno di essere il Presidente dell'Accademia delle
Scienze, dalla quale stato coronato vincitore per un discorso cattivo quanto il secolo, che lascia morire di fame i
Maghi invece di gettarli in una fornace di fuoco ardente.
V. M. ci che i Sapienti del Secolo chiamano un Essere
Supremo sulla terra, e Voi, Sire, avete fatto balenare la superiorit del Vostro genio al di sopra di tutti gli altri re per
tante meraviglie, quanto il DIO degli Ebrei ha reso glorioso
il suo nome al di sopra di tutti gli idoli delle genti.
Il Mago del Nord Vi adora, Sire! con una devozione che
rivaleggia con quella che gi ispir i Saggi d'Oriente. Sia
benedetto l'Eterno che ha giudicato i fini della Prussia, che
ha dato forza al suo re, innalzato il capo del suo Consacrato
e adempiuto le promesse fatte ai Vostri padri 500 anni or sono.
Poich l'Eterno ha amato il Suo popolo, SALOMONE stato
costituito RE su tutti i Prussiani!

Ma dove sono i templi? gli altari? i sacerdoti consacrati


alla religione dellEssere Supremo della Prussia?
Il gusto sublime di V.M., paragonabile allo Spirito del
Cristianesimo, non vuole altro culto che quello dello spirito
e della verit 21, n altri altari che i cuori dei suoi sudditi, n
altri ministri che quanti amano e predicano la Verit, che
amano e praticano la Virtu.
Ma dov' questa stirpe eletta? questo sacerdozio regale?
questo popolo santo? questa nazione tenuta in possesso che
annuncia le virt di colui che li ha chiamati dalle tenebre

192

scRITTI sUL LINGUAGGIO

alla sua luce mirabile? 211. Dove sono questi magi, che offrono
i loro corpi in sacrificio vivente, santo e accettabile a V.M.,
la quale non vuole in tutti i suoi stati che un ragionevole ossequio? 212.

O Dio! le genti sono penetrare nel TUO retaggio, il tempio


della TUA Santit stato profanato! Signore! ricordaTi dell'obbrobrio con cui i TUOI nemici hanno diffamato le orme
del suo consacrato... 212.
Il Vostro Secolo, Sire, non che un giorno d'angoscia,
di castigo e di ingiuria211. Tutti i sarcasmi, tanto numerosi
quanto accreditati, con la Provvidenza del PADRE che nei
cieli, contro il Vangelo del Suo Figlio e contro le Oeuvres
diverses dello Spirito Santo non sono che sorrisi e canzonette a paragone dei pensieri e delle parole sacrileghe con
cui si oscura il Vostro augusto Nome, la saggezza del Vostro
Regno e gli oracoli della Vostra Volont e del Vostro Spirito.
Il mostro pi stupefacente in questa Societ - come dice uno (1)
di questi autori moderni - uno schiavo che pensa liberamente. Ecco no a che punto tutti i Vostri Sudditi stanno per
degenerare merc l'insolenza e la corruzione di questi belli
spiriti, che superano in ingratitudine il celebre ribelle Assalonne21. Gli Ebrei non si sono immaginati il loro Dio cos
affamato della carne dei grossi tori e del sangue dei capri 217
da rendere familiare l'idea di un genio insaziabile del sudore
e del sangue dei figli del suo regno per ingrassarne dei botoli 212,
ai quali un Secolo idolatra prodiga mausolei non ostante il
divino principio del risparmio. Ma preferirei masticare la mia
lingua balbuziente per sputarla in faccia ai Vostri nemici, e
preferirei - come dice S. Paolo - offrire il mio corpo da bruciare 21, piuttosto che tradurre o compendiare tutti gli abomini
esibiti nel tempio Santo dell'Essere supremo di Prussia. Che
la posterit leggendoli possa non farvi caso!
Ma Sire! Voi non avete affatto considerato un'usurpazione la forma di un Essere supremo, che pu mandare in
perdizione le anime e i corpi no al fuoco della Gehenna e

(1) Nouvelles Lettres Persannes p. 297 515.

AL sAI.OMONE DI IRUssIA

193

Vi siete annientato no a renderVi simile al Re dei Giudei,


che il re dei re e che nondimeno stato messo al livello
dei malfattori, dei briganti e dei pendagli da forca 22. Vi
siete abbassato per volont Vostra ed essendo stato trovato
in gura di infelice Prussiano, giungerete in fine a diventare
il nostro PADRE, che ben sapr donare ai suoi gli buone
cose, come il nostro PADRE che nei cieli, giacch
. . . . .c'est le meilleur des Peres
Et sans nous engourdir par des Loix trop austres
Il veut que ses enfans, en petits Libertins,
S'amusent en jouant de l'oeuvre de ses mains:
Il renvoya le prix la prochaine anne (2).
Siate dunque perfetto, Sire, come perfetto il Padre
VOSTRO che sta nei cieli, e il Vostro nome sar santicato al
di sopra di ogni nome. La magnificenza, la potenza, la gloria
del Vostro Regno sar restaurata e aumentata, perch lEterno
Vi ha innalzato sovranamente donandoVi una Maest regale,
quale non ebbe alcun Re prima di VOI e VOI siederete sul
trono dell'Eterno per essere il Re dei re 222. Tutta la Prussia
VI obbedir e la VOSTRA volont sar fatta in terra come
in cielo.
Dopo essere diventato il Modello dei re, il Principe delle
virt, delle armi e delle leggi e il Padre eettivo delle Vostre
genti prussiane senza le grucce d'un braz/uomo come il Sally,
n d'un Controlleur General des Finances, Voi avrete ancora,
Sire, la fortuna dessere il creatore d'uno storiograo originale della sua nazione e del Vostro secolo. Le racimolature
di un grande genio non sono forse migliori di tutte le vendemmie di un'imitazione servile e precaria?... (2).
Il sangue del grande Winckelmann 222 sar vendicato e
i Vostri naturali sudditi non espatrieranno pi, non rischie-

(2) Les systemes di Voltaire 521.


(5) Giudici, VIII, 2525.

194

sciurrr sUL LINGUAGGIO

ranno di essere massacrati da quei briganti, che amano con


tanto furore le antichit d'oro e d'argento quanto i saggi e
i belli spiriti del giorno quelle della verit e della virt.
Herder sar il Platone e il presidente della Vostra Accademia
delle scienze. La Prussia produrr i suoi Rabelais ed i suoi
Grecourt (1) e saranno pi brillanti delle scimmie e dei pavoni
di Ofir 222, e Voi, Sire, imiterete il buon Dio,
qui nen a fait que rire.
Il mago del Nord brucer e i suoi settemila fratelli(2)
non moriranno pi di fame, ma usciranno dalle loro tombe e
saranno simili a quegli uccelli del cielo che recano notizie().
Sia benedetto l2Eterno, dir la regina di Saba; perch
Iddio ha posto sul trono Salomone per fare giudizio e giustizia tra l'EurOpa e l'Asia 22.
Il Salomone di Prussia avr una otta in mare, n pi i
gigli si divideranno le vesti di Salomone n trarranno a sorte
la sua tunica 22.
Tutti gli abitanti della Nuova Prussia brameranno vedere
il volto di Salomone per ascoltare la Sapienza che Iddio gli
ha posto in cuore. Ciascuno gli recher il suo dono e tutti
i cuori, Sire, arderanno d'amore per Pimmortalit del Vostro
nome, la gloria del Vostro regno e l'adempimento della Vostra
Volont: d'un amore pi forte della morte e pi geloso della
volta di un tesoro.
Il denaro non sar pi magnicato in Prussia, n lo saranno i sistemi e i progetti di una fede unica e dai tempi del
nostro Salomone il denaro sar tenuto in conto di nulla,
perch la prova della fede prussiana sar assai pi preziosa che

(1) Il Consigliere militare e amministrativo di Marienwerder, Scheff-

ner, autore di poesie ottime e di povere cose, traduttore del Guarino


ecc., che Augusto stesso avrebbe riconosciuto putissimus penes e bomunculus lepidissimus 525.
(5) .....Nam multo plures sumus ac veluti Te
Iudaei cogamus in hanc concedere turbam. Horat. I Sat. 4527.
(6) Eccles. X, 20 525.

AL SALOMONE DI PIIUssIA

195

l'orO saggiato dal fuoco, affinch tutto ridondi a lode, a onore


e a gloria, quando il Salomone di Prussia sar innalzato 221 (7).
Il maggiordomo ne recher notizia a Pechino strillando
come un porcellino cinese: ogni sovrano serve il buon vino
per primo, ma Tu! mio Apollo e Signore! hai tenuto il vino
buono in serbo fino ad oggi 222.
Or quant au peage
Io brucio(2) e mi struggo invocando l'Eterno a giudice
d'Israele con la sua mascella d'asino 222: Signore Eterno, Ti
prego, ricordati di me, o Essere Supremo! Ti prego, forticami: che d'un solo colpo possa vendicarm dei miei due
occhi. Che io muoia insieme agli Arithmeticiens politiques,
che mi hanno ridotto il salario di 5 scudi al mese senza logica
n ragione mentre io sono troppo convinto che V.M. ama
l'una e l`altra.
VIXI.

(7) Jam FIDES et PAX et HONOS, PUDORque


PRISCUS et neglecta redire VIRTUS,

Audet, adparetque BEATA pleno


COPIA cornu.

(5) ...o mare! O terra! ardeo.

Horat 552.

Quantum neque atro delibutus Hercules

Nessi cruore, nec Sicana fervida


Furens in Aetna tlamma.
Horat. V. Od. 17 554.

Alla Giunta segreta della


Loggia Massonica

di
Knigsberg in Prussia

a garanzia
per la stampa segreta di un piccolo manoscritto,
dopo 1esame da parte
di una Commissione straordinaria
13 Ottobre 772

'
H

La pace sia con Voi; dal momento che amate i fratelli:


anche quelli che sono fuori e lontano!
Se possibile, senza essere stato iniziato ai vostri misteri, conoscerli no nel loro intimo pi profondo, allora il
nome non pronunciabile ma il dio non mi sconosciuto.
Egli vorr ammettere nella sua Arca dell'alleanza la presente
supplica con la stessa benevolenza con cui il Geloso accolse
qui cinque bubboni d'oro e i cinque topi d'oro 3%.
Nella sua giusta e perfetta dimora cerca riparo il vostro
vicino, che avvolto nella sua innocenza come un vero Massone, ha da dolersi di due vostri confratelli, che mi hanno
condannato senza conoscere e senza discrezione mi hanno
non solo giudicato ma respinto. Comunque la faccenda riguarda:
1. la pietra angolare di un segreto, che in s stesso per
la verit non tale, ma che tuttavia deve essere trattato
come tale;
2. il destino di fratelli loro e precisamente di fratelli
che non sono n fuori n lontano;
3. la sacert e l'adempimento del vostro voto di mostrarsi
compassionevole verso tutti gli uomini e in particolare verso
i loro fratelli: di essere fedeli, docili e disponibili nei confronti dell'autorit e delle leggi, come dovere di un vero
Massone... .
Sar noto almeno ad alcuni vostri confratelli, non per
per mia colpa, che io sono stato nora sotto il grembiule un
piccolo scrittore ed ora ho in mente di comunicare al mondo
nella guisa pi solenne un segreto che per dodici anni mi

sono portato in grembo: e poich questo non pu accadere


altrimenti che mediante la stampa, ho bisogno dell'appoggio
di un Ordine segreto.

200

sciurrr sUL LINGUAGGIO

Un uomo donore, o per dirlo pi secondo il vostro cuore,


un vero Massone, non ha motivo di vergognarsi della sua
stoltezza, pi di quanto abbia motivo il mondo di andar
superbo di splendidi vizi e di peccati ignoti. La vanit una
debolezza talmente inevitabile per un autore anche minimo,
che sarebbe da perdonare tanto pi a me, in quanto il mio
piccolo capolavoro mi costato dodici anni e durante questo
lungo tempo diversi gradi di prove, prima che abbia potuto
muovere il primo passo pubblico per giungere al compimento.
Nelle doglie la mia Musa ha scosso cielo e terra, voglio dire,
stata prodiga di strilli e di lamenti per indurre i due librai
di qui, in qualit di confratelli di una giusta e compiuta
Loggia, alla segreta edizione di un segreto manoscritto tedescofrancese, che lo stesso padre del gallico esprit, voglio dire
Rabelais, avrebbe battezzato il vero Amirogyne du Diable e
l'avrebbe adottato 337.
Il mio vicino ed amico, direttore di lotteria 3, il fratello
Johann Jakob Kanter, ha ricevuto da me l'incarico di porgere al suo confratello Hartung durante la vostra riunione di
oggi una lettera aperta in cui si fa parola di 2 Dimpe, che io
da cinque anni devo alla Libreria Hartung per carta sciupata
e che non pago in contanti per il semplice motivo che ci sono
imprescrittibili leggi dello Stato alle quali io spero di vivere
e di morire fedele, docile e disponibile; si fa parola di 2 globi
che mi furono promessi due volte e che io due volte ho sollecitato senza nulla ottenere; di due fogli piccoli imbrattati,
che io reclamo come mia propriet, alla consegna dei quali
una giusta e compita Loggia costringer il fratello Hartung,
dal momento che un imbroglione e arciscellerato ha osato
forgiarli a mio nome e con la mia mano; contro di lui, anche
se ha tagliato la corda, non mancher di procedere giuridicamente.
Poich il fratello computista Hartung, senza saperlo,
come egli mi assicura assai credibilmente, e come bene anche
si addice del resto ad un editore socratico, il vero ed effettivo editore di certi Memorabilim segreti stampati nel
1759 ad Amsterdam su quattro fogli in 8 piccolo, che io ho
offerto alla sua Libreria come primizia e dono di Dio; ma

ALLA GIUNTA DELLA LOGGIA MASSONICA

201

attualmente non ha intenzione di pubblicare, senza saperlo,


quattro fogli in prezioso Royal Quart - che io - se voluto avrei potuto battezzare L'/lpocalypse du Salomon du Nord e
destinare alla camera da letto del neonato re di Prussia
senza solenne garanzia ed avvallo che io non sono un imbroglione ecc., mi vedo costretto a sottoporre il mio segreto
manoscritto alla sentenza decisionale del tribunale di una
giusta e compita Loggia e a chiedere a tal fine una commissione straordinaria di otto fratelli dei quali io per parte mia
scelgo i due fratelli predicatori di corte, il fratello pratico
di tribunale e di mensa Hippel e il fratello Laval, quale uomo
di sana ragione che possiede nel contempo conoscenza della
lingua francese 3'". Lascio la scelta degli altri quattro fratelli
all'arbitrio di una giusta e compita Loggia o anche alla controparte, ossia alla libera decisione del fratello Direttore di lotteria e del fratello ragioniere, con la limitazione comunque
di non nominare che Prussiani di nascita e possibilmente familiari con la lingua francese.
Questa segreta Commissione per la segreta stampa di pochi
fogli, l'esame dei quali non potr durare molto pi di un'ora,
non vorr ricusarmi il favore di dedicare a me e ai miei due
avversari la prima sera in una delle vostre anticamere, che
non negheranno, come spero, il mio apparirvi in via straordinaria come una profanazione o un sacrilegio ai danni di
un luogo sacro.
Poich per un vero Massone e per ogni uomo onesto
maggiore gioia perdere una cosa buona piuttosto che guadagnarne una cattiva, la Commissione straordinaria di una
giusta e compita Loggia sar in ogni caso soddisfatta della
mia indifferenza nei confronti dell'esito. Dovessi per avere
la fortuna di ottenere ragione, sar pronto ad un dtail che
dovrebbe soddisfare anche i miei avversari ed oppositori.
Attendo con la pi grande impazienza una decisione favorevole; con la pi grande impazienza perch la perdita di
ogni istante mi preziosa e mi impegno ancora una volta a
giustificare no al chiaro motivo tutte le oscurit e le apparenti ridicolaggini delle mie precauzioni.
Con il pi sincero ossequio dovuto a tutti i Misteri, pos-

202

scmrrr sUL L1NGUAGG1o

sano essere grandi o piccoli nch si vuole, ho lonore di


rmarmi quale tacito ammiratore e amico vicino di una
giusta e perfetta Loggia:
Johann Georg Hamann.
13 ottobre 1772.

Soliloquio di un autore.
Con 45 scolii

Tecum loquere: et Te adhibe in consilium: Te audi:

Tibi obtempera.
M. Tullius Cicero ad Curionem. Epist. II. 7 Z

MDCCLXXII

Maijm Amykin Aetza belaeb Isch.


Prov. XX. 5.343

Insisti ancora nella tua debolezza, caro cuore ('), di diventare un pubblico autore in 4 grande e di impersonare
quel
Iustum et temzcem propositi virum (2)
che cant il tuo Orazio, il grande codardo?
Non ti spaventa l'enormit della vanit pi ridicola e
della pi notoria usura che marchier a fuoco ogni lettera
del tuo nome, cognome e soprannome fino al numero della
porta della tua casa? Abbisogna proprio il romanzetto della
tua attivit di autore di speciosa miraculam e non sei stato
abbastanza avvisato da tre o quattro editori del tuo paese
dell'inutilit della fatica di scrivere al tuo amico M. Coelius? (3).
Per ottenere a forza una sua risposta magari con una
leva 0 per sciogliere in maniera netta e decisa il nodo del-

(1) Pindaro chiama pbilon etor il suo beotico Io.


. . . Botw-nav
v . . .

Olymp. VI. 152, 153 344.


(2) Hofatiux III. Od. 3345.
(3) M. Coelius non un indovino ed augure latinardo come Marcello, bens un vero Romano, che parla di se stesso come di uomo et occupato et ad literar rcribendas ut nosti pigerrimo. Cfr. Ciceronis Epist.
ad Div. VIII. I; la Freundscbatliche Correspondez del defunto Thomas

Abbt e la ne del IV numero della Bibliothek der schnen Wiss.


dell'attualmente vivente G. R. Klotz 347.

206

SCRITTI SUL LINGUAGGIO

l'oracolo ti consiglio, caro cuore, di fare approntare la tua


lettera da un qualche amanuense (4) del Conte di Shaftesbury...
Senza metamorfosi non si diventa immortale ed occorre
una virt degna di Odisseo per accecare un Polifemo monocolo che russa come un Bruto e rendersi invisibili 3. Siediti
dunque, caro cuore, e scrivi di volo in nome di un Mandarino della corte della Mezzanotte(5) al celebre editore del
Tod fiirs Vaterlana', della Allgemeine deutsche Bibliothek ,
della Neue Apologie des Sokrates ecc. ecc. 35.
Io sono, senza vantarmi e per servirVi, Signor mio, un
Cinese! Dopo avere appreso con la dovuta fatica e con il
rischio di disimparare la mia lingua materna un paio di lingue
europee vecchie e nuove sono sulle mosse di ritornare a Pechino. Poich non posso per presentarmi a mani vuote o
senza un saggio della mia dotta miseria in Europa ai piedi
del Hoam-ty-rim-ta-fu (6) n al cospetto del suo sapiente Tetai-su(7), Vi offro, Signor mio, per trenta federici d'oro in
contante un manoscritto tedesco-francese, che non ceder
certo a nessun altro editore di tutta Europa, secondo un
aumento sibillino del commercio librario, per meno di cinquanta federici d'oro.
I miei compatrioti in verit grazie alla loro moralit ed
onest in fatto di traffici godono di una fama maggiore forse
di quanto meritano, desidererei per che da questo lato la
superiorit teorica e pratica degli Europei non ci fosse tanto
svantaggiosa come in molte altre cose.
Per ovviare in precedenza ad ogni magnanimo fraintendimento di accorti imprenditori voglio farVi solo di passaggio

(4) This our Author being so often and zealously complimented by


bis Amanuensis (for so he calls bis Boo/eseller or Printer) on the Fame
of bis rst Piece. Cbaracteristicks Vol. III. Misc. I. 2343.
(5) S. T. Bayerur Regiornontanus, morto per di nostalgia a San Pie-

troburgo, spieg il nome Pe-Kim come Septentrionis aula. Cfr. Museum


Sinicum Tom. II, pag. 247.
(6) Titulus summae Maiestatis, Sanetus et Augustus, Magnus Pater
ut Pater Patriae 351.

(7) Summus Magister. In eo Magistratu sunt, qui Imperatorem et


Principem iuventutis ad doetrinam instituunt 352.

soLn.oQU1o DI UN AUTORE

207

notare che per il ritorno di uno spilorcio in Prussia 50 federici d'oro bastano, ma per un Mandarino... e a Pechino!
Se il mio nome cinese rimane ancora un segreto, forse
per il mio carattere non sconosciuto in Europa o per lo
meno nel Nord al punto che, alla guisa dei loro geografi, che
stanno all'ancora in Asia, debbo sprecare il Vento del Nord
in disonorevoli lettere di supplica, anzich affrettarmi a Pechino, dove attendono messi da parte tante migliaia di pezzi
d'oro per brouillons di classe.
Io ho lavorato alla mia operina, caro Signore, nove anni
interi (3) se non dodici, e giace pronta gi dall'ultimo splendido Ottobre, dei frutti della cui vendemmia io certo qui non
berr pi...
Sia nella scelta della materia che nella composizione ho
avuto cura di accostarmi il pi possibile alla letteratura
tedesca no al nostro character universalis che deve essere
piaciuto gi al dotto Catius (9)
aventi
Ponere signa novis praeeeptis, qualia vincant
Pythagoram, Anytique reum, doctumque Platonem 354;
per ci il suo nome non solo fu eternato nell'et d'oro di Roma
dai pi saggi poeti, ma annunziato addirittura a Pechino dai
Gesuiti come un apostolo(1) del santo F03.
La parte tedesca del mio manoscritto non si estender per
pi di tre fogli in 4 grande alla Winkelmann e contiene tre
sezioni delle quali la prima un embrione di Enciclopedia,
conformemente ai viventi dettami dell'umana natura, la quale
tuttavia degenerer presto in Europa dai petits-maitre: ai
pigmei. Questo embrione non assomiglia d'aspetto al Roland

(3)

nonumque prematur in annum


Membranis intus positis

Horat ad Pisones 353.

(9) Docte Cati


Horat. II. Se-rm. 4.
(10) Magister artis ingeniique largitor
Persius 355.

208

scxurri sUL LINGUAGGIG

della Vostra monocola 357 Pucelle, il cui lungo cannocchiale


par abus - l'abuso pare essere il legislatore del linguaggio (")
del Vostro continente - prende il nome di Verit, ma non
affatto un occhio naturale bens un tubo con delle lenti che
si possono mettere e rivoltare a piacere.
Per la loro caratteristica divina nel nostro Qvon-Hoa(")
gli occhi della nostra mini-enciclopedia prendono il nome di
Critica e di Politica.
Prescindendo da ogni pregiudizio nazionalistico io Vi chiedo,
Signor mio, sulla Vostra coscienza di editore, se una ragazza
con due buoni occhi non sia accettabile in ogni parte del
mondo pi che un'anziana fata monocola, si chiami pure Ilia
o Egeria o Verit()3.
Ho cercato di assumere il tono scolastico dei Mandarini
europei in un unico passo, che preferisco cancellare dal mio
documento per incorporarlo nel presente prospetto o programma, giacch a Pechino le definizioni sono leggi e appartengono al monopolio del monarca.
La critica e una virt in parte naturale in parte acquisita
di riconoscere e di fare proprio relativamente alla nostra
sfera o per conoscenza intuitiva e rivelazione o per consenso
e tradizione, il vero e il falso, il buono e il cattivo, il bello
e il brutto. La politica invece una facolt - in parte ereditata in parte acquisita - di ridurre con miracoli e segni a
(11) At nos virtutes ipsas invertirnus atque
Sincerum vas cupimus incrustare. Probus quis
Nobiscum vivit, multum demissus homo; illi
Tardo ac cognomen pingui damus. I-Iic fugit omnes
Insidias, nullique malo latus obdit apertum
(Quum genus hoc inter vitae versemur, ubi acris
Invidia atque vigent, ubi crimina) pro bene sano
ac non incanto ctum astutumque vocamus
Simplicior quis et est (qualem me saepe libenter
Obtulerim Tibi Maecenas) ut forte legentem
Aut tacitum adpellet quovis sermone molestus
Communi sensu plane caret inquimus
Horat. I Serm. 3 353.
(12) Lingua Sinica ab eruditis exculta, quam Europaei Mandarinicam
appellant, quod aulicorum et eruditorum sermonibus ex colitur 359.
(13)
do nomen quod libet illi,

Horat. I Serm. 2.

soLn.oQU1o D1 UN AUTORE

209

misura del nostro gusto critico il vero e il falso, il buono


e il cattivo il bello e il brutto al pi e al meno 361.
Car les Romains, qui tout fut soumis,
Domptoient lEurope au milieu des /niracles:
Le Ciel pour eux prodigua les Oracles (14)
dice uno dei Vostri profeti, l'immortale Anti-Omero(15),
la cui epica eroica pi che degna soltanto di un secolo
socratico e ancora a lungo rimarr il non plus ultra dell'epopea
nelle starnazzanti Gallie.

Io spero, caro Signore, che i Vostri compatrioti non si


offenderanno del titolo di monocola, giacch i Vostri sapientiae
consulti (1) si autodeniscono eremiti e al giorno d'oggi per
dire Ciclopi si dice con l'enfasi di tre sillabe in pi Enciclopedisti, con il quale nome altro non si intende che cavalieri
erranti o poderosi cacciatori, che amano la Verit() non per
la sua destinazione naturale bens soltanto per il piacere della
caccia e del passatempo.
Giacch Voi, Signor mio, siete un meritevole editore di
Socratici volumi (18) ed io in vista del mio viaggio a Pechino
(14) Cr. Pucelle d'Orleans Edit. de Don Apuleios Risorius, Benedictin. Londres 764. Ch. III, p. 35, 36.

(15) Nam uit


Cunnus deterrima belli
causa ...3f'1
invece la Fanciulla d'Or1eans ne l'universal-cristiana antitesi.
(16) Parcus Deorum cultof et inrequens

Insanients dum sapientiae


Consultus erro

(17)

Horat. I. Od. 34 363.


Lepore/nvenator ut alta
In nive sectetur, positum sic tangere nolit
meus est amor huic similis
Transvolat in medio posita et ugientia captat.

Cr. Horat. Serm. 1. 2. e Divisen au deutsche gelehrte Dichter und


Knstlcr num. 9364.
(15) Rem tibi Socraticae potuerunt ostendere chartae

Verbaque provisam rem non invita sequentur.


Qui didicit PATRIAE quid debeat et quid Aivucrs
Quo sit amore PARENS, quo FRATER amandus et Hosves;
Quod sit conscripti, quod judicis ofiicium: quae

Partes ad bellum missi ducis. ILLE profecto

210

scRITTI sUL LINGUAGGIO

devo rinunciare all'onore di essere vincolato all'Europa, leggo


nel Vostro occhio ironico ogni questione preliminare.
Sono d'accordo sul fatto che l'uovo orfico del primo capitolo della mia opera da solo difficilmente, anche tra i fratelli di uno stesso continente, pu valere i suoi cinquanta
federici d'oro. Tuttavia io ho scritto secondo le pi rigorose
leggi naturali del risparmio e intendo di conseguenza porre
analoghi limiti al suo riconoscimento da parte dei signori
editori d'Europa... (19).
Ma gli in folio e in quarto dei Vostri Enciclopedisti non
risulteranno magari spregevoli e ridicoli alla posterit quanto
quel poderoso convito (2) di Trimalcione? Anche l si dice:
symphonia discors
Et crassum unguentum et sardo cum melle papaver
Offendunt; poterat duci quia eoena sine istis 3.

Reddere personae scit convenienter cuique,

Respicere exemplar vitae morumque jubeto


Doctum imitatorem et vivas hinc ducere voces
Interdum speciosa locis, morataque recte
Fabula, nullius veneris, sine pondere et arte
Valdius oblectat populum meliusque moratur

Quam versus inopes rerum nugaeque canorae


GRAIIS ingenium, GRAIIS dedit ore rotundo
Musa loqui, praeter laudem nullius avari
ROMANI pueri longis rationibus discunt
In partes centum diducere assem

Cfr. Horatii Serrn. ad Pisones 365 e Traite' des Finances et de la fausse


nzonnoye des Rornains, auquel on a joint une Dissertation sur la maniere de discerner les medailles antiques d'avec les contreaites Paris 740.

(19) Pausania de pausamenu, didascusi gar me isa legein hoi SoPHoI.


Cfr. Opera Platonis 36.
(20) On y servit avec profusion
Des animaux entiers de toute espece
D'un porc surtout le cadavre hideux
Si revoltant, si choquant nos yeux,
Fut etal roti tout d'une piece;
Desque ses ancs furent tranchs en deux,
On en tira l`oiseau brillant de Phase
Chapons, dindons, becs-gues et perdrix.
Les convis tout ravis en extase,
A cette aspect jetterent de grandes cris,
Le cuisinier fut lou par betise,

soLILoQU1o DI UN AUTORE

211

Il fondatore della Nuova Alleanza al quale, quasi fosse


Signore ed anfitrione della terra intera, sono da ogni parte
consacrate tante case (21) e mense (Z2), mi pare sia stato uomo
d'un epicureismo tanto divino ed universale, da mettere in
ridicolo con il suo gusto tutti i Trimalcioni del vecchio e del
nuovo mondo (B) e tale che io non posso sottrarmi dal proclamare della sua sapienza politica quanto dice Orazio della
Musa del padre Omero:
Quanto rectius HIC, qui nil molitur inepte!
Dic mihi, Musa, virum N.3".
Non ridete(21) quindi troppo, Signor mio, di uno straniero che cerca di commendarsi come autore nella forma dell'usignoletto grigio (25) al suo diciottesimo secolo in Europa
con una fuggevole paginetta pi che con un grosso volume
di rapine arabiche e di menzogne cretesi 0 con una ventosa

Chacun mangea selon sa friandise,


On devora le porc et ses debris!

Cfr. Lode al Sig. Noel nel francese del Re della Cina. Berlino, 1772 367.
(71) Chiesa [Kirche] non pu significare casa del Signore, perch la
parola greca Kuria/ee non si trova negli antichi scritti latini. La deri-

vazione da arca, barca, harga, haruga, da una cassa come ventre di Dio
pi verosimile. Cfr. Dizionario tedesco-latino del Frisch.

(23) L'intera poesia della metamorfosi di un tavolo in un altare


riportata ne1l'Abreg de l'Histoire ecclesiastique de Fleury. Traduit de
l'anglois a Berne, 1766. Alla trasformazione dell'altare in un'altana lavorano con famoso impegno i manovali latinardi della recentissima storia
ecclesiastica. Rendi salda nell'etere la sua altana. Cfr. << Allgemeine deut-

sche Bibl. vol. XXII, num. 1, pag. 128 circa il Saggio di traduzione
dei Salmi del Teller 369.
(13) Quid causae est, merito quia illis Iuppiter anzbas

Iratus buccas inet


(24)

Horat. I Serm. 137.


rident
Simplices Nymphae, erus et Cupido

Sernper ardentes acuens sagittas


Cote cruenta.
.
Horat. II. Od. 8372.
(25) Cfr. Giunone e l'usigno1o nelle Favole di Helck.
Ma tu, mio caro padrone,
Va, canta, fatti piccino e grigio! 373.

212

scRITTI sUL LINGUAGGIO

cicalata(2) che mena per il naso, al modo di cui ha dato


saggio un vagabondo Armeno 375.
No! niente frutti di conoscenza intuitiva e di rivelazione!
al contrario io ho tratto i principii della mia Enciclopedia
dalle fonti pi pure della tradizione ossia dai documenti
del discepolo socratico, che merit di essere un Maestro di
Alessandro il Grande.
Non temete tuttavia che il mio oggetto abbia a mancare
il sorgere del giorno in quanto pare che gli volga le spalle.
Tutti i miei presupposti si rifanno alla memoria premiata
dall'Accademia e niscono con la conclusione che l'uomo << deve
imparare tutto e quindi anche il linguaggio, che l'apprendere non n invenzione n reminiscenza, inne che lorigine del linguaggio non n divina n umana, secondo l'uso
linguistico (77) dispotico-dittatorio vigente, ma soprattutto pienamente naturale .
Con tutti i vantaggi di una tattica peripatetica la seconda
sezione della mia opera irrompe come una falange contro
la prova platonica dell'origine umana del linguaggio, giacch
tutto ci che tratta di voce e di grammatica non pertinente
n alla questione n ai fatti; e poich n dal principio definisco la differenza tra voce e linguaggio secondo lo Stagirita,
concludo con la breve nota che dice << che un linguaggio senza
grammatica (inventata con tutta probabilit dopo la scrittura alfabetica) non solo possibile ma tuttora di fatto
esistente 377 quale unico modello originario del linguaggio
pi antico del genere umano...
O gente d'Europa! avete timore o vergogna ad aprire
il vostro occhio e a leggere cose che sono state date alla luce
nel vostro stesso paese da vostri fratelli? Di quali grilli
ed elucubrazioni cerebrali correte in caccia? La voce vespertina della posterit incomprensibile agli orecchi dei
vostri sonnecchianti critici quanto il sacro linguaggio dei
(76) Nuper ventosa isthaec et enormis loquacitas Spartam e Gallia
commigravit animosque juvenum ad magna surgentes veluti pestilenti
quodam sidere alavit, simul corrupta eloquentiae regula stetit et obmutuit. Petr. Arbit. Satyricon 374.

(27) Quem penes arbitrium est /'us et norma loquendi37.

SOLILOQUIO DI UN AUTORE

213

miei Padri e la loro rma universale come una Fenice dall'anima d'oro(28), che non selvaggina per piatto di contorno e di pollame dei vostri eremiti...
Ecco! sono nelle vostre mani nel vostro campo e sul vostro
terreno! Il mio zelo per lonore della mia Patria un peccato
troppo splendido, perch possa sperare il vostro perdono;
sappiate comunque che l'Imperatore di Pechino vendicher
il mio sangue...

Devo dunque come un eremita rivolgermi ad un santuario


per farVi notare, Signor mio, che il mio manoscritto a
cinquanta federici d'oro rimane pur sempre un vero regalo

per gli editori europei. L'organo generatore (29) sorpassa tuttavia lombelico e la testa, potrei dire addirittura, l'attesa di
tutta la letteratura tedesca, perch un'apolOgia - del pitico (3) vincitore in persona - piena di unzione e di fuoco,
d'audacia e di magnanimit: pari a tutti i capolavori della
Vostra Casa editrice!
Il Polymetis di Spence preferisce i sermoni e le epistole dell'alticciO Flacco (71) ai suoi carmi, perci l'ombra,
QUUM TOT SUSTINEAS ET TANTA NEGOTIA SOLUS 3,
un pindarico (37) modello per predicatori politici e critici
che non hanno voglia di fare un maggiore viaggio no a
Pechino chapeau bas e pas de balet, come Giovanni il
lavandaio morale del deserto 3.
(23) Cfr. Platonis Opera.

(29) Spectatum admissi risum teneatis amici!


Horat. ad Pisones 373.
(30) Leurs /'eux sont des miracle:
Leurs liures des Oracles
Par Apollon dictes.

Cfr. le Retablissement de l'/lcademie 379.


(31) Omne vafer vitium ridenti Flaccus amico
Tangit, et admissus circum praecordia ludit,
Callidus excusso populum suspendere naso:
Men mutire neas, nec clam nec cum scrobe?

Persius 331.
(32) Immensusque ruit profundo
Pindarus ore.
Horat. IV. Od. 2333.

214

SCRITTI SUL LINGUAGGIO

All'arrivo del Vostro ordine di pagamento far fare la


copia denitiva gi pronta per il torchio, n incasser il Vostro
denaro se non dopo Papprontamento di alcuni fogli con il
titolo seguente:
Ghiribizzi e dubbi
lologici
attorno
ad una memoria accademica.
Il mio nome cinese Mien-Man-Hoam(33). Indirizzate
tuttavia la Vostra risposta, Signor mio, semplicemente al
Mago del Nord, residente alla tomba vecchia Num. 758 a
Knigsberg in Prussia. Scritto la seconda Domenica d'Avvento 1772.
Ecco, caro cuore! un parto della montagna (31) di concetto ad un Editore et occupatus et ad litteras scrbendas, ut
nosti pigerrimus . Oh! se non si trova il tempo neppure
per buttar gi due righe, si ha poco diritto e titolo di innalzarsi no al terzo cielo come epistolografo, n di affrettarsi a Pechino come un momico ragout... 387.
Senza la prova ottica della tua vertigine tu saresti stato
un derisore del sistema copernicano del mondo altrettanto
incredulo quanto lo fu il coronato astronomo Alfonso 3" del
sistema alessandrino(35) vigente al suo tempo:
Dj bene fecerunt ...(3).
Se ti fosse sopravvissuto, l'amichevole Abbt avrebbe
certamente frugato in lungo e in largo la cassa vuota del
(33) Avis crocea in montibus saltuosis tuta et quieta. Conucius ait
in Tahioz _ in statione ostendit, se decere stationem. Quomodo? Homo
etiam non sic avis? Cfr. Theophili Bayeri Regiomontani. Societatis Regiae
Berol. Sodalis. Museum Sinicum. Petropoli 730. Tom. I, pag. 132 335.
(34) Quid dignum tanto eret hic promissor hiatu?
Parturiunt montes, nascetur

Horat. ad Pisones 333.


(35) Claudio Tolomeo visse ad Alessandria sotto il regno di Antonino.
(33) Horat. I Serm. 4339.

SOLILOQUIO DI UN AUTORE

215

tuo cervello, perch era un uomo di parola - e scrisse sul


merito come un predicatore - cortigiano e freddurista, non
per tanto stupido da immolarsi33, come quei sacerdoti eroi
e cavalieri pagani ed ebrei...
Vuoi, caro cuore, con i tuoi cinquanta federici d'oro fare
il duca Michele e comprarti forse un campo del sangue
in Borgogna 391 (37) o fare un pellegrinaggio a un angolino del
camposanto nel paese degli italianardi(33), o magari spedire
a Roma il premio del tuo otium per farvi recitare col Messe
per la povera anima di un Brandeburghese, che mor in
peccato, per aver commesso in buona fede la stupidaggine
di scambiare per un compagno del suo gusto entusiastico
un arcibugiardo e arciassassino... ha ottenuto un busto a suo
ricordo lo storiografo dell'arte? 334 c' stata una donna di
Tekoa (39) per lo scacciato Herder? Si deve spegnere anche la
sua fiamma, s che al genio tedesco non rimanga pi nulla,
neppure un nome? La Prussia piange sopra i suoi figli ed
inconsolabile, perch sono spacciati... ('19).
Fino a quando andrai raminga, o figlia ribelle! poich il
Signore far cose nuove sulla terra, e se ne parler no a
che venga... 337('11).
La tua pacicazione dipende dunque, caro cuore, dal bene
della Patria, e il bene della Patria dalla volont del migliore
e maggiore dei monarchi ('13) di essere Egli felice per conto
proprio e rivelarsi al SUO popolo come un DIO della terra...

(37) Ille terrarum mihi praeter omnes

Angulus ridet392.
(311) ...ibi tu calentem
Debita sparges lacryma avillam
Vatis amici
Horat. II Od. 6393.
(39) 2 Sam. XIV 395.

(40) Gerem. XXXI, 15, 22 393.


(41) On a tant cri NOEL qu'enn il est venu.
Cfr. Catholicon alla lettera N393.
(42)
et quidem ante OPTIMUS, id est benecentissimus, quam

MAXIMUS; ma/'us est certeque gratius PRODI-:ssI~: OMNIBUS quam opes


magna: habere. Cic. de Nat. Deorurn II. 25. Ideoque ille Parens hominum

Deorumque OPTIMI prius, deinde MAXIMI nomine coletur. Plin. Panegyr.


Cap. 88 399.

216

scRITTI sUL LINGUAGGIO

Se in questo consiste la tua Enciclopedia e il sigillo della


sua Apocalissi, allora FEDERICO, sacerdote supremo del SUO
popolo alla maniera di Melchisedek 711, ascolter la tua preghiera e il DIO del cielo (43) trasgurer il nome del SALOMONE di PRUSSIA, allargher('1'1) il SUO regno e glorificher
la SUA volont, di essere felice insieme ai figli del SUO retaggio.
Allo spiedo e bene arrostito concludi il tuo canto del
cigno (43), caro cuore: come Orazio il suo polymetrum saturlufi

. . . . . Ego DIS amicum


Seculo festas referentes luces
Reddidi carmen, docilis modorum
Vatis HORACI 41.
Stampato nell'Inferno
di mano del Dott. Faust e sotto il suo mantello.

(43) H aatks Blnato ispartnhv xev. T.-w. Cr_ Iraeneus lib, IV

contra Haereses. Cap. XX. ex edit. Io. Eon. Grabii Oxon. 1702, p. 305.
DIS Te minorem quod geris imperas.
Horat. III Od. 6401.
(44) Latius regnes
quam si

UTERQUE POENUS
Serviat UNI
Horat. II. Od. 2402.

(45) Non usitata, non tenui erar


Penna biormis per liquidum aethera

Vates
Horat. II. Od. 20 403.

Alla Strega
di
Kadmonbor 733

M. TULLIUS CICERO PRO M. COELIO

XIV

Aliquis mihi ab inferis excitandus est, barbatis illis, non hac barbula, qua ISTA delectatur, sed illa horrida, quam in statuis an-

tiquis et imaginibus videmus, qui obiurget mulierem et pro me


loquatur, ne ISTA mihi forte succenseat. Existat igitur ex HAC
IPSA FAMILIA aliquis, ac potissimus COECUS ILLE; minime

enim dolorem capiet, qui ISTAM non videbit 40.

Berlino, scritto il marted grasso


MDCCLXXIII

Saggia Signora!
Salvo errori siete Voi l'arzilla met che fa da portavoce
nella << polemica di cui sono venuto in possesso attraverso
uno dei Vostri Mestofeli (1). Fino dal primo erompere della
Vostra arringa, Signora, mi sono sentito come se mi vedessi
davanti in carne ed ossa la consorte dellEmiro felicemente
vivente ed illustre della leggiadra Valle di Gutz. Tuttavia la
diplomazia e l'influenza delle Vostre ispirazioni su quellepistolista o destinatario, che tanto spesso chiamate il Vostro
caro cuore, mi si fece via via tanto palese, che, saggia Signora,
fui indotto a renderVi mediatrice della nostra faccenduola,
nella fondata ducia di poterla concludere grazie alla Vostra
mediazione nel modo pi felice, tanto pi che da una parte
in mancanza di un Museum Sinicum non sono in grado di
impegnarmi in un carteggio formale con i Mandarini della
Mezzanotte, dall'altra non si pu assolutamente trarre lumi
dal Lessico commerciale del Ludovici circa l'etichetta che
regola i rapporti con gli scrittori cinesi 4.
Il mio universalmente noto zelo per rimettere in piedi la
letteratura moderna e in particolare il commercio librario
tedesco unitamente a casuali prospettive di un entusiasta di
una delle pi remote province di Russia di procurare uno
sbocco a Pechino ad alcuni pezzi della qui presente Casa editrice, che vengono incontro non soltanto in lungo e in largo

(1) Cfr. Histoire prodigeuse et lamentable de Iean Fauste, grand


et horrible Enchanteur, avec sa mort espouvantable. Dernire Edition,
Rouen 1662, in 12.

220

scRITTI sUL LINGUAGGIO

ai labirinti e ai palcoscenici del passato ma anche al gusto


prevalente del secolo per piccolezze e farse, che passano di
mano in mano assai lette, poco acquistate e via dicendo, mi
rende soprattutto attento a fare presenti al venerabile MienMan-Hoam43 le pi nobili prevenzioni circa il buon trattamento degli Europei nei confronti di scrittori di ogni nazionalit e religione, per dargli modo, con il felice ritorno - che
il cielo gli conceda! - alla corte della Mezzanotte di poter far
guadagni ad usura a tutto vantaggio del mio nome e di un
eventuale impianto di un commercio librario tedesco laggi.
Senza avanzare la minima pretesa nei confronti del manoscritto offertomi, in verit per troppo angusto per il gusto
e l'orizzonte del nostro secolo, ho l'onore, Madame, di trasmettere con la massima sollecitudine il compenso da me
richiesto quale pretium in contanti sub ea conditione, ne quid
post ea (3), come si espresse in una circostanza analoga un
compatriota del nostro M. Coelius buon'anima.
Il Latore della presente, saggia Signora, degno oggetto
della Vostra conoscenza e magia nera. l'ombra elisiaca del
Sig. Magister Sebaldus Nothanker, il quale ottimamente si
raccomander alla Vostra demoniaca fiducia con il dono della
prima parte della sua Storia della vita, della fede e dei dolori. Nonostante l'obolo dei miei amici << soocrathici, plaplatonici, ovvaziani ed anagreontici sono costretto presentemente
a sudar sangue per provvedere come un padre putativo terreno alla sorte della famiglia che ha lasciato indietro, per
vederla felice al di qua dello Stige quanto l'ormai trasgurata
Guglielmine e la sua Carlottina sono gi diventate al di l
dello Stige per la prematura morte da martire della mia dolente forza inventiva ai danni del Dott. Stauz e di suo cognato 41. La mia mentalit, Madame, assai lontana dall'impertinenza indiscreta di quel Profeta (3) s da voler penetrare i Vostri segreti di famiglia, per sapere in maniera definitiva se il Mandarino della Mezzanotte sia effettivamente
Vostro marito, e quale sia nel succedersi dei medesimi. Non
(2) Cfr.: Cicero, pro Archia S X409.
(3) Giov., IV, 18 411.

ALLA sTREGA DI KADMONBOR

221

ho neppure intenzione di sprecare inutilmente il mio sacro


potere della chiavi 413, che gloriosamente esercito su tutti gli
scrittori tedeschi, nei confronti di un Confuciano vagante.
Se egli non vuol prestar fede all'intero nostro sinedrio della
letteratura nuova e tedesca, tanto meno dar ascolto, Saggia
Signora, al Vostro ospite dell'Elisio che per le opinioni che
circolano qui dalle nostre parti in cotta, l ci ha rimesso lo
scarso ferraiuolo e il colletto. A dirvela in un orecchio, lo
spirito di menzogna e di persecuzione domina nella nostra
sfera e no al momento in cui Vi scrivo invisibile e rabbioso
come dovunque e sempre e i dizionari congelati dai quali si
dovrebbe apprendere il linguaggio della nostra nuova fede non
sono, detto in tutta seriet, che raccolte dei pi spassosi
giochi di parole...
Fate dunque, saggia Signora, opera di carit nei confronti
del nostro forestiero con due occhi, la cui miopia consiste
nel ritenersi di vista pi acuta degli altri cosmopoliti.
Adoperate tutta la forza della vostra eloquenza, che rapisce come un cielo aperto ogni testimone dei Vostri azzurri
limpidi Occhi; anzi rivolgete tutto il vigore del Vostro spirito di Amazzone a impadronirVi, come quella benedetta
Giaele('1), dei suoi bijoux indiscrets, e a pestare sotto il Vostro
calcagno come scorpioni e basilischi queste uova orfiche o orchiche 414, qualora il Vostro cuore non sappia sopportare il
dolore di vedere rilegati in cuoio suino con fermargli d'argento alla maniera degli in olio d'una volta, alla maniera antica
invece che con manchettes! i suoi micrologici Ghiribizzi e dubbi... Al Vostro spirito profetico, che non certo
della razza superficiale delle nostre fate di oggi, non sar
sfuggito il mistero nora non penetrato della vita e delle
opinioni del nostro eroe ecclesiastico e la mia intenzione statistica di essere il suo storiografo.
Di fatto, Madame, io sto cercando di farmi il merito,
come l'antico Neemia, della edicazione della Nuova Gerusalemme '115 e vivo nella speranza di conquistare con la manna
nascosta nel mio libriccino pi anime di ambo i sessi che non
(4) Giudici V, 24413.

222

scRITTI sUL LINGUAGGIO

l'intera legione di nostri santi D. e T. 41 con tutti i loro


cannoni grossi e piccoli.
Le splendide colonne della nostra salomonica reggia troveranno nelle leggende sebaldiche pi edificazioni e pascoli
dell'anima che nell'intero libro di Ruth O in quella Chronique
scandaleuse, dove tra le tante impertinenze e ancor pi grossolane inverisimiglianze detto: E il re e Amann sedevano e trincavano(3), ma la citt di Susa impazziva .
S, Madame, neppure le porte dell'inferno prevarranno 411
sulla fede storica di questo capolavoro di storia prammatica, se solo il nostro Strabone, come io ho motivo di lusingarmi in funzione del suo zelo d'ufcio per ogni buona
causa, vorr apprestare un posticino d'onOre al nostro Magister Sebaldus Nothanker nelle sue Notizie settimanali
circa nuove mappe e libri geografici e storici 41.
Osservate, saggia Signora, sfogliando il volume nitidamente stampato ed adorno di incisioni di D. C. il foglietto
inserito a p. 117 43: quello!... nel vero senso della Chiesa,
il mio compenso gi citato e non invero in corruttibili federici d'orO, O in Augusti d'oro o in Bahama d'Oro, ma in
preziosi occi-nauci-pili-nihili d'oro (), il cui oro ho io stesso
reso ardente e raffreddato nel fuoco e ho trattato con sabbia,
sale e cenere...
quale non perfectius
Meae laborarint manus(7).
ma in unora del tutto infausta al mio metatarsus... 433.

Per la vita e la barba di San Sebaldus! c' puzza di pesce

(5) Secondo il testo fondamentale: come mi assicur lo spiritoso e


dotto amico. Sig. Candidato Corrado Photorin, che giace ormai _ ahim!

_ agli estremi e la cui vita e opinioni mi propongo di presentare al


pubblico prossimamente 417.
(0) Cfr. circa questa rara pice: Will. Shenstones Works vol. II,

p. 155, London 764 421.


(7) Horat. Epod. 5422.

'

ALLA STREGA DI KADMONBOR

223

marcio(3) e tutta la faccenda non va come dovrebbe. Tutto


ad un tratto la mia lettera si tramuta in soliloquio e Voi, saggia
Signora, Vi tramutate in un Aletto bifronte, con un giunonico
occhio di vitello ed un cisposo occhio di civetta! Al paragone della mia triplice gloria che posseggo sul Mercurio 433,
Apollo e Genius Saeculi Voi non siete che una vecchia maledettissima strega, senza neppure che abbia a preoccuparmi della
profezia del Vostro Metatarsus.
Il Vostro Mien-Man-Hoam possa, come quel discepolo del
Maestro, impiccarsi con i miei trenta niente d'oro all'alta e
splendente forca dei suoi antenati! 43.
Per non essere secondo nella prodigalit al re di Gerar (9)
nei confronti di vecchie zingare e tagliaborse gli rmo un
assegno di mille federici a copertura! A copertura dei Vostri
dannati occhi che mi fanno pi paura del gelido incendio, da
cui il cielo voglia serbare in grazia il mio Metatarsus! Amen!
Amen!
M. TULLIUS CICERO PRO M. COELIO
III
Aliud est maledicere, aliud accusare Maledictio nihil habet propositi praeter contumeliam, quae, si petulantius jactata, convicium;
si facetius, urbanitas nominatur 423.

(3) .....turpiter atrum


_
Desinat in pzscem mulier formosa superne.
(9) Gen' XX, 16 mi
Horat . a d P':son 424.

Nuova apologia

della
lettera H

Ossia:

Considerazioni straordinarie
attorno all'o1-tograa
dei Tedeschi
del maestro di scuola
H. S.

et nobili: et decens,
Et pro solicitis non tacita: reis,
Et centum puer artium
Late signa eret militiae TUAE.

Seconda edizione migliorata


Pisa, 1773 429.

Mi d occasione alle presenti considerazioni sull'ortograa uno straordinario maestro di religione con le iniziali
C.T.D., il quale dice di s di essere autorizzato dalla ragione
umana universale, pratica e sana a spiegare una buona volta
a noi Tedeschi come la lettera H, che non viene mai pronunciata, sia stata inserita tra le sillabe da certi scrivani e
cos detti cancellieri di mestiere e che questa graa della lettera H deve essere abolita come abitudine inutile, infondata,
che appare barbarica agli occhi di tutti gli stranieri e ingiuriosa alla nostra Nazione 43.
Nonostante tutta la mitezza della sua genuina religione,
nonostante tutta la fondatezza con cui cerca di confutare
l'accusa di una fantasia esaltata, egli dichiara schiavi tutti
i Tedeschi che scrivono nel mezzo o alla ne di una parola
un' H mai pronunciata! Anzi conclude i suoi pensieri casuali
pertinenti alla questione principale con la sentenza oracolare:
Chi non fedele nell'ortograa della piccola lettera H,
facilmente infedele e fuori sesto anche circa le grandi rivelazioni e i grandi misteri della religione universale, sana e
pratica degli uomini 431.
L'Autore si rende da s gloriosa testimonianza << che mira
sempre pi alla precisa determinatezza dei pensieri, spiega
nella maniera pi esatta ogni parola, non si attiene a nessuna
regola di cui non si veda il fondamento, non vuole sapere di
postulati impossibili ed esagerati e via dicendo . Tutta questa
autogloricazione tanto pi sfacciata in quanto non tocca
neppure con un dito l'intero peso del suo metodo 432 nella
questione capitale della lettera H. Una cos tangibile infedelt
e urlante ingiustizia in una pedanteria ortograca e pressoch

228

sciurrr sUL LINGUAGGIO

infantile dimostrer alle persone pi ragionevoli dell'intera


nazione che povero peccatore sia questo maestro straordinario
di religione agli occhi della sua stessa cos detta umana ragione
universale, sana e corrente e quanto poca grazia possa sperare
innanzi al misericordoso tribunale di essa...
Se entusiasta si dice in tedesco ispirato [begeistert], pare
che lautore dei Pensieri casuali pertinenti alla questione principale attorno alla lettera H tragga dall'ispi1-azione della
sua altamente lodata ragione umana le sentenze pi inusuali e
meno germanicamente precise e con slancio eccessivo o con
concetto esagerato gridi il crucige! 4 contro un'innocente aspirata, che alcuni elucubratori linguistici non hanno
voluto riconoscere neppure come lettera.
Benevolo Lettore! io sono un maestro di scuola n in
pensione, n destituito, anche se sono un po' avanti negli
anni. Da alcuni fogli fuggevoli, che ho fatto stampare in
qualit di maestro che cerca ci che veramente il meglio
per la giovent, universalmente noto come la mia mira sia
stata sempre di indirizzare i miei scolari, che presentemente
hanno raggiunto il numero di 120, ad un'ortografia dignitosa
della loro lingua materna. Sostenuto nel mio sudato e penoso
uicio dalla mia cara moglie e dalla mia glia maggiore, mangio
con gioia il mio pane e sale e bevo, a lavoro ultimato, la mia
caralfetta di birra di buona voglia. Il buon Padre che nei
cieli voglia ai miei vecchi giorni proteggermi dalla triplice
tentazione di procurarmi alimenti con una straordinaria fabbricazione di libri, di cadere in una condenza carnale e farisaica nell'ortodossia della mia ortograa, di non permettere mai nel gregge di ambo i sessi adatomi una mistura di
lettere quale ha in programma di introdurre tra le nazioni di
Germania il maestro straordinario di religione .
Conosco del nome del mio avversario soltanto le tre iniziali. Comunicher al benevolo Lettore, che pu conoscerlo
ancor meno, in base ai documenti di cui dispongo un breve
compendio della di lui vita e opinioni, per giusticarmi se
lo considero uomo con cui mi sia lecito - spero - non vergognarmi di scambiare un paio di fogli stampati o scontrarmi
in un duello ortograco.

A1>oLoGtA DELLA LETTERA 1-1

229

Il Sig. C. T. D. quaranta o cinquant'anni fa fece i suoi


studi, in condizioni a quanto pare stentate, presso un'universit sospetta.
ln migliori condizioni percorse per alcuni anni in una delle
migliori ore del giorno, a ci per Fappunto invariabilmente
destinata, gli scritti in tedesco e in latino di un immortale
Wolff con meccanica precisione per giungere a sapere che
cosa significhi concetti, connessione dei pensieri, pensare.
Parecchie centinaia di volte tenne pubbliche prediche,
contro le sue migliori intenzioni e quella buona coscienza, con
cui attualmente scrive; ha tradotto e commentato il Nuovo
Testamento - alcuni pezzi pi d'una volta - oltre ad alcuni
libri latini e greci ...
Non un peccato e una tristezza che una vita tanto gloriosamente impegnata debba essere oscurata dal pi nero tradimento ai danni di una lettera innocente?
Le opinioni dell'Autore, pur non essendo - come egli
stesso ammette - n nuove n sconosciute, risultano tuttavia
tutte conformi al rango di un docente di religione straordinario e al gusto del suo secolo illuminato. Egli considera
la sua anima una propriet del suo corpo, organizzato con
arte estrema ed in maniera intelligente che tuttavia nei
prossimi giorni apparir una vecchia casa deserta e disabitata. Una propriet procedente dalla natura del corpo la
sua ragione , grande come la Diana di Efeso, miracolosa
come Pimmagine di questa caduta dal cielo, una sacra vergine parimenti immacolata. La sua religione pratica, sana e
universale nonch la chiara paterna volont di Dio, al di l
di ogni parassitismo e zizzania terrena consiste in un diligente esercizio dell'istinto anche pi oscuro ... In mezzo
alle considerazioni comprensibilmente in reciproco contrasto
e infruttuose attorno alla sua religione dell'uomo la singolare
apparizione di un canone ortograco un vero Deus ex mac/nina a cui sono dedicate le mie considerazioni presenti.
Poich le lettere non sono soltanto segni di suoni articolati, ma spesso anche sillabe e parole, s da potere perfino
rappresentare il nome di un docente straordinario di reli-

230

sciurrr sUL uNGUAGG1o

gione, facile indovinare che il suo concetto losoco di


lettera dell'alfabeto sar abbastanza generale da adattarsi anche
ad una semplice aspirazione 0 spiritus.
Passiamo ora alla questione principale e cerchiamo, se ci
riesca, di prospettare la ragione suiciente per cui la lettera H non deve essere scritta n nel corpo n alla ne di
una sillaba.

Prima ris osta ossibile'


perch non viene pronunciata.
7

Presento questa risposta unicamente come possibile senza


addossarla di fatto al mio avversario, per non dover cominciare troppo presto a vergognarmi di lui, nel caso che seriamente volesse spacciare come un assioma della nostra ortograa e della ragione universale umana il fatto che nessuna
lettera, che non venga pronunciata, non deve essere scritta
e che quindi la pronuncia di una lettera sia l'unico supremo
tribunale che pu decidere in Germania dell'ortograa .
Se 1 H deve essere omessa in corpo e in ne di sillaba per
il fatto che non viene pronunciata, tanto pi dovrebbe cadere
ogni raddoppiamento di consonante in ne di sillaba. Forse
che possibile ad una lingua umana, per quanto universale,
sana ed esercitata, pronunciare un ll, ss, tt, nn? Ci nonostante
l'Autore si serve di un raddoppiamento straordinario e suo
peculiare nella particella ann, senza che io riscontri nulla di
straordinariamente diverso nella pronuncia di questa consonante senza la modificazione delle vocali. Ma non dovrebbe
allora essere pi efficace per una certa modicazione nella
pronuncia delle vocali il segno dell'aspirazione, che non il
raddoppiamento, parimenti impossibile per la lingua, di un
determinato suono articolato?
Il canone di non scrivere nessuna lettera che non venga
pronunciata il postulato nella pratica pi impossibile e inadoperabile. Perch l'Autore stesso infedele alle sue proprie

A1=oLoGIA DELLA LETTERA H

231

regole non solo rispetto alle altre lettere ma nei riguardi della
stessa H? perch non scrive in invece di ibn e inn in luogo di
in, o ir invece di i/Jr e tun in luogo di tbun, per soddisfare
almeno ad un'apparenza di analogia? Ma quale motivo si pu
supporre per la sua parzialit nei confronti di tutte le altre
lettere e del suo ingiustificato rigore nei confronti di un'aspirazione che non un suono articolato?
Se la pronuncia delle lettere fosse stata elevata a tribunale
supremo universale al di sopra dell'ortografia quale quello che
rivendica a s, sotto il manto della libert, la cos detta ragione
degli uomini nei confronti della religione, facile prevedere
quale sarebbe il destino della nostra lingua materna. Quali
divisioni! quale babilonica confusione, quale miscuglio di lettere! Tutta la molteplicit dei dialetti e delle parlate e dei
loro Sibbolet 43" si rovescerebbe nei libri di ogni provincia e
quale diga [Damm] potrebbe opporsi a questo diluvio ortografico? L H cacciata dalla cruda mezzanotte della Germania
prolicherebbe negli scritti di nazioni maggiori e pi temperate del Sacro Romano Impero con un tale rigoglio che non
si intonerebbe affatto alla saggia liberalit di un celebrato
traduttore di rotoli di sacre pergamene in casi assai particolari.
A farla breve: nel giro di pochi anni sarebbe spezzato ogni
vincolo sociale tra le nazioni di Germania in campo letterario,
con il massimo pregiudizio dell'autentica religione pratica
universale, della sua diffusione e della pace da essa promessa...
Ma con quale coscienza pu un uomo, che tanto si d
da fare per la precisione e chiarezza dei pensieri ed una diligente fedelt nelle piccolezze, fare piazza pulita dei piccoli
sussidi di ortograa per la chiarificazione e la migliore determinazione dei concetti?
Una testa di Tedesco 435, alle spese del quale Wol si

fatto meriti immortali, ritenne tutte le radici della nostra


lingua materna monosillabiche e l'imperativo la radice delle
forme verbali.
Fu'/or [guidall pertanto l'etimo del verbo iibren [guidare]. Perch la caratteristica etimologica delle lettere che
l'Autore non pare avere ancora negato n rinnegato non
dovrebbe tornare a puntino proprio nel caso dell'H per

232

scRITTI sUL LINGUAGGIO

rendere sensibile ed intuitiva la differenza nelle seguenti due


righe di un vecchio canto di chiesa:
Tu che sei morto per [iir] me
guida [ii/Jr] pure il mio senso e il mio cuore.
La pronuncia delle semplici lettere determina gi la pronuncia di una parola? Come potrebbe la mera pronuncia
delle lettere determinare l'ortograa? Un bambino in
grado di leggere non appena appreso l' A. B. C.? Pu un docente straordinario di religione del suo illuminato secolo ignorare che tutti i bambini devono riconoscere le singole lettere
prima di imparare a leggere e che parimenti devono essere
ammaestrati per pronunciare le sillabe come costituite da
lettere?
Benevolo Lettore! Malgrado il mio serio proposito di sottrarmi a tutti i pensieri occasionali non immediatamente pertinenti alla questione principale e di oppormi cavallerescamente
a questi come ad altrettante meschine tentazioni di una fantasia oscura, devo - sia pure di passaggio - dichiarare almeno
che sono intenzionato a rendere al mio avversario giustizia in
misura ben pi larga di quanto si pu aspettare da certi gabellieri politici della letteratura tedesca e dalle loro recensioni
universali fredde ed indifferenti, che aggiungono al mucchio
della loro privilegiata infedelt e ingiustizia di giudizio la pi
rozza ingratitudine verso il Docente straordinario di religione
del loro illuminato pubblico, mentre cospargono del grasso
fecondo delle loro opinioni i loro romanzi, dizionari, saggi e
lettere provinciali per invitare tutti i pagani e gli sciocchi di
Germania al tavolo gratuito del loro nuovo cielo e rendere
tutti i saggi secondo la carne, tutti i violenti, tutti i nobili
tanto beati nello spirito quanto il gi infaticabile Ercole
soddisfatto alla tavola della gioia del suo gioviale padre,
secondo un noto canzoniere(').

(1)

Sic
Jovis.
Interest epulis impiger Hercules 436.

APoLoG1A DELLA LETTERA H

233

Non del resto senza ragione che la piccola H sia una


grande pietra di scandalo e che in generale il penoso giogo
della lettera possa essere indicibilmente alleviato dal canone
dell'omissione di tutte le lettere che non vengono pronunciate, specialmente dalla piccola insignicante H. Uno scrittore che, come il nostro Autore, non ha mai scritto una
lettera senza ponderazione e riflessione ha sentito in maniera
pi distinta e vivace nella forte luce dellumana ragione questa
difficolt dei difensori dell'alfabeto di quanto debbano e
possano sconsigliati scrivani di mestiere. Per questo egli ha
avuto la generosa idea di sgombrare dal cammino dei suoi
Lettori questa pietra dello scandalo, per quanto gli fosse stato
possibile.
La mia intenzione non comunque di offendere i nostri
Tedeschi, anche se istintivamente penso che non dovrebbe essere possibile n a tutti gli scrittori n ai critici del nostro
secolo illuminato prospettare precisamente la ragione sufliciente per cui si sillaba 0-ba e tuttavia si pronuncia un semplice o e perch s-i-e-ba possa essere reso fonicamente con
un semplice si.
Sarebbe quindi un'assai degna impresa per un editore di
spiriti patriottici nei confronti della universale sana ragione
pratica dellunTanit elaborare una nuova edizione delle Considerazioni sulla religione di C.T.D. nel pi stretto senso
del nuovo canone ortografico e con la totale omissione di
tutte le lettere non pronunciate, senza pregiudizio personale
verso una vocale o una consonante, per farne un nuovo testo
scolastico. Tale edizione renderebbe superfluo il giogo che
gravato no a qui su maestri e scolari e tutto il cerimoniale dell'esercito della lettera.
Secondo unosservazione fatta gi dal Saggio Aristotele (2)
il primo seme della perniciosa fede, che manca della visione
della ragione suflciente, sarebbe gettato a livello di alfabeto,
quando in buona fede un bambino impara a pronunciare ad

(2) AEE 'yp nLo"re:W -rv p.owo'wc*.rrc,z. Hsph o'o<pw-rin. 7Y7_uv, II, 1437,

234

scRITTI sUL LINGUAGGIO

esempio una sillaba fatta dalle tre lettere i-e-/:Ia come un unico
i. Si comincia dunque qui ad insegnare ad adorare ciecamente
e ad instillare negli scolari i precetti pi incomprensibili
infruttuosi e ripugnanti insieme ad ogni ragione infantile.
In seguito l'anima di un bambino riceve con il lusso delle
lettere le primissime impressioni della dannosa sovrabbondanza e superfluit nei modi della diligenza e genialit artistica, che se la ridono - ahim! - della universale, sana e
pratica ragione umana, religione ed ortograa.
Una siffatta nuova edizione delle Considerazioni, elaborata nello spirito pi rigoroso del canone ortograco delPespressione, con accurata attenzione all*ortograa, metterebbe d'accordo tosto le nazioni di Germania circa il vero nome
e carattere del Docente straordinario di religione. Sarebbero
d'un solo tratto superate tutte le divisioni e aboliti gli scismi
fino ad oggi vigenti attorno al problema se l'uomo sia un
credente o incredulo -oxe -aner -iste oppure un mero quid
dicere nolo 4. La Germania intera riconoscerebbe unanime
il segnale della sana ragione pratica ed universale nella semplice ortografia dei suoi profeti, lo benedirebbe a gran voce,
e ne eternerebbe lo straordinario merito ad opera di un caritatevole pritaneo a beneficio suo e dei suoi devoti fratelli
spirituali che non si stancano con romanzi, dizionari, lettere
provinciali e piccoli saggi di circoincidere, smoccolare, ltrare, edificare il sistema della ragione universale degli uomini
per rendere largo e comodo lo scarso sentiero e la porta stretta
che introducono alla vita 4 anzi di rendere di pubblica utilit per tutti i pagani e gli stolti delle nazioni di Germania
un ministero sacro, in contrasto totale con la nalit della sua
natura...
Tuttavia preferisco dieci volte parlare a perdiato al vento
con un nato cieco della prima e della quarta giornata della
storia mosaica della creazione"4 o con un nato sordo all'armonia di un minuscolo usignolo o di un eunuco latinardo
piuttosto che gettarmi via ancora con un avversario che non
neppure capace di vedere che una lingua, una ragione, una
rivelazione sana, universale, pratica delluomo senza principii
arbitrarii sarebbe un forno di ghiaccio 4.

APoLoGIA DELLA LETTERA H

235

Passo dunque di fretta alla:

seconda risposta effettiva:


secondo cui la mia pronunciata H stata inserita tra
le sillabe da scrittori disattenti. E l'uso dei cos detti cancellieri e labitudine di scrivani mercenari che non pen-

sano. Un uomo che scrive pensando non deve orientarsi


secondo gente di tale fatta. E un'abitudine infondata che
agli occhi degli stranieri appare barbarica ed quindi
ingiuriosa per la nostra Nazione, le cui catene non si intonano alla libert delle teste, degli occhi e delle dita dei
Tedeschi .

Benevolo Lettore! Io conosco un uomo: se sia un malvagio o un semplice vanesio meglio di me e di te lo sa l'onnisciente Conoscitore dei cuori... Quest'uomo ha prestato servizio senza risultato in due cancellerie rispettivamente per
uno e sei mesi. Non pot raggiungere il modesto bene di
diventare nella sua patria un onesto gabelliere per la schiacciante concorrenza di invalidi lustrascarpe e guastamestieri.
Egli attualmente uno di quei maestri di scuola che cercano
il vero meglio della giovent, cosa in fondo pi rispettabile
che essere un ben sistemato angariatore, mediatore di mercato, un Jourdan Mamamuschi con tre berrette da notte, senz'altra testa che la brama di denaro... "42.
Celebriamo pure le nostre teste Tedesche: per un fatto
che anche gli impiegati di cancelleria dell'universale ragione
e religione dell'uomo rimangono fino ad oggi fedeli alla consuetudine nella graa della piccola lettera H e si vergognano
pi della libert ortografica che di tutte le altre e straordinarie opinioni del loro zoppicante Mastro Martino (3)...
Se invece secondo la sua propria dichiarazione di fede il
linguaggio e la sua ortograa si fonda sull'uso delle persone
pi ragionevoli dell'intera Nazione , come pu essere riu(3) Cfr. p. Gerundio 443.

236

scRITTI sUL LINGUAGGIO

scito in tutto il mondo ad alcuni scrivani prezzolati che non


pensano e ad alcuni cos detti impiegati di cancelleria di rendere universale un tale barbarico ed ingiurioso incremento di
profitto a riguardo della lettera H? Non stato per caso un
qualche coscienzioso consigliere amministrativo o direttore a
manovrare questa assurdit?
Gli occhi di tutti i lettori erano incantati quanto le dita
di alcuni scrivani che non pensano? L'intero stato era costituito di loso la turque? Una narrazione poetica di questa
vicenda senza data n luogo sarebbe estremamente divertente
per la meditazione storica del nostro politico secolo...
Ma a quali stranieri allude lo straordinario profeta? Perch
non parla con chiarezza e precisione? Allude ai Francesi?...
Fino dalla giovinezza ho diidato della loro lingua per
via di quell'odiato ed equivoco nome... 4'".
Allude agli Inglesi?... In qualit di maestro di scuola ho
conosciuto la malattia inglese, grazie a Dio non nei gli della
mia carnel; il loro linguaggio per non era ancora di moda ai
miei tempi.
Io non so se queste due nazioni possano essere di fatto
tanto coscienziose da pronunciare ogni H scritta con precisione e chiarezza e alta voce distineta come quel lepido Latino; comunque nella mia povera Patria ho udito Francesi assai
grandi e piccoli parlare tedesco, i quali hanno maltrattato
la nostra H tedesca in maniera altrettanto irresponsabile che
il Docente straordinario di religione, e soprattutto nei confronti di entrambe le nazioni ho tale pregiudizio da non essere
in grado di metterle in paragone con i nostri Tedeschi.
Sono forse gli Olandesi allora che ci accusano di essere
barbari per via di una piccola lettera?...
Benevolo Lettore! per quanto io sia stato no ad oggi
un grande amico delle fumerie, ho tuttavia fatto voto una
volta per tutte di non immischiarmi in polemiche olandesi
mai in vita mia, riguardino esse l'ortograa o Portodossia.
Ci mi costato - ahim! - pi di un occhio pesto. Questi
barbari non capiscono n lo scherzo n il Cristianesimo, bensi
sono, per dirlo in una parola, Olandesi! La loro lingua un
coltello affilato...

Ai>oLoGIA DELLA LETTERA H

237

Ma vengo ormai con commossa penna al-

l'ultima risposta - puramente Verisirnile _


alla questione:

<< come lo straordinario Docente di religione sia caduto


nelleresia ortografica di omettere (escluse le parole straniere
ed alcuni arbitrari casi particolari) l' H, perch non viene
pronunciata, in corpo e in ne di sillaba, e sia arrivato a sgurare Portografia della sua lingua materna defraudando e
opprimendo una piccola lettera in maniera tanto infondata
quanto impropria, che appare di cattivo gusto agli occhi di
tutti i Lettori ragionevoli e ingiuriosa perfino alle dita dell'Autore? .
Secondo le mie presenti considerazioni e secondo l'appendice sugli effetti delle rappresentazioni oscure non c' da
sospettare se non che uno spirito persecutorio cos straordinario nei confronti di una lettera innocente debba essere un
effetto della pi crassa ignoranza e della pi farsesca vanit.
C' una specie di ignoranza della volont che non pu essere sanata n da meriti cristiano-wolfliani in lingua tedesca
e latina n da diligenti traduzioni e commenti della Sacra
Scrittura. Questa specie di ignoranza sembra pura a s medesima mentre non si elevata al di sopra del suo sterco .
Tiene alto lo sguardo e solleva le ciglia, anzi che vergognarsi della sua scandalosit. Questa specie di ignoranza si
gona e parla gonfiando le guance: << La nostra ragione
universale, sana e sufficientemente esperta! , senza sapere
che misera, lacrimevole, povera, cieca e nuda 445. Anche
se gli possibile umanamente parlando, giungere una volta
o l'altra alla chiara consapevolezza di un idiotismo presumibilmente innato alla sua anima no dall'inizio della sua
esistenza o forse gi nella matrice generativa del suo corpo
fatto a regola d'arte - a parte il fatto che potrebbe manifestarsi di per s con altrettanta evidenza in tutta la sua vita quanto nelle opinioni infantili, tuttavia rimane nascosto ai

suoi propri occhi...

238

scRITTI sUL LINGUAGGIQ

L'ignoranza pi crassa la vanit pi sfacciatal...


Poderosi errori ed una superstizione pi che miracolistica
nei confronti di menzogne e misteri della tenebra e della
malvagitl... Stupidit testarda in pallio pbilosopbico ed una
rapace brutalit in vesti di pecora contro l'unico vero Dio
e l'immagine della sua invisibile Essenza nella natura umanal...
Ottusa atrocit e assassinio spiritualel... Un calice dell'ebbrezza 4'"
di una ragione ubriaca e che butta fuori 448, che
a cagione del suo stomaco in disordine o del suo cuore, il
sangue dei testimoni di GESU, la forza delle loro prove, dando
alla testa...

O ignorante detrattore di una provvidenza divina e di


una ragione umana universale! non considerare un cieco
gioco del caso il fatto che Portograa del Docente straordinario di religione si addica alla questione principale quanto
allo spirito del suo secolo illuminato, la cui storia filosofica
e politica un vero ditirambo per la fede storica di quelle
creature dei racconti di vecchie, che tremano! "'49 e di cui neg
l'esistenza, non ostante il tangibile influsso della loro ispirazione, il predicatore della loro fede storica, solo perch il
canuto Wolfano una volta scrisse in quel senso...
Benevolo Lettore! Le mie tre classi mi aspettano e devo
prendere congedo da te senza neppure la speranza di mai rivedere il tuo volto. Il mio cognome verr abbastanza presto
cancellato dal libro della vita 45 e perir con l'invecchiata traduzione luterana della Bibbia, dove lo potrai ritrovare, se
te ne importa, nelle profezie di Geremia contro Moab
(XLVIII. 12) 45'. La piccola lettera H, con cui comincia il
mio buon nome di battesimo di Heinrich, possa parlare da s
in sua difesa, se ha un respiro in corpo. Io non intendo preoccuparmi ulteriormente n del suo destino futuro, n del mondo
intero, che giace nel male e attendo ogni sera il sonno e la
sua sorella con la mia pipetta e la mia caraffina.
Il Padre mio dei cieli si preoccuper ormai delle mie povere vedove e dei miei figli minorenni, senza che abbiano
bisogno di piegare il ginocchio al cospetto di Baalm e dei
suoi ministri e preti o diventare straordinari miscelatori
di lettere, ragione e religione. Salve! anzi addio per sempre!

Nuova apologia
della
lettera H

da parte di lei stessa

Profetucoli di Bmisch-Breda(4), non meravigliatevi che


io Vi parli con voce umana per punire la Vostra prevaricazione simile a quella muta bestia da soma! 4*.
La vostra vita quello che sono io: un soffio. Non pensate quindi che debba strisciare al vostro cospetto per implorare di essere conservata o abbia a piangere d'essere stata
bandita di punto in bianco o estirpata dai vostri scritti.
Considero un onore e un beneficio essere soggetta al
servizio della vostra vanit meno delle mie consorelle vocali
e consonanti.
La mia esistenza e conservazione dipendono da Colui che
tutto regge con la Sua parola possente e che ha detto e giurato: << Fino a quando cielo e terra non passeranno, non
passer n la pi piccola lettera n un apice 455.
Profetucoli di Bmisch-Breda! vedo che in tutto siete superstiziosissimi. Il Dio invisibile, e di conseguenza a voi sconosciuto, senza dubbio il padre della ragione e della religione, che sono per spirito e verit, e di conseguenza nascosti ai vostri sensi quanto l'invisibile - e quindi a voi sconosciuto - IDDIO 45.
Ci che nessun occhio ha veduto, nessun orecchio udito
e che non venuto nel cuore di nessun uomo. In ci consiste
l'unica religione, degna di un Essere Supremo e a Lui conveniente, che Iddio ha preparato per coloro che Lo amano 45'.
Ma possibile un amore umano senza conoscenza e simpatia?

(4) Le prophete de Bmiscb Breda. Mr. Grimm contre Rousseau 453.

242

scRITTI sUL LINGUAGGIO

Voi vi vantate di conoscere Dio; come siete giunti a


questa gloriosa cognizione?
Attraverso la considerazione delle Sue opere 45.
Donde sapete che queste opere Lo conoscono meglio di
voi stessi e non sono invece di gran lunga meno capaci di
Voi stessi di questa alta rivelazione e di parteciparla a voi?
Per conoscere un semplice uomo, quello pi alla mano, per
conoscere voi medesimi, vi afdereste ad opere esteriori? Quanto poco esse sono simili, quanto remote ed estranee, addirittura contraddittorie rispetto alla profondit dell'uomo interiore nascosto nel cuore! 459.
Non mentite quindi contro la verit con la vostra millantata conoscenza di Dio, giacch le menzogne competono ad
una saggezza che terrena, umana, diabolica. Menzogna sono
tutte le formule della vostra cos detta sana, universale ed
esercitata ragione pi incomprensibile, contraddittoria e sterile di tutti i misteri, miracoli e segni della santissima fede,
che voi perseguitate altrettanto invano quanto invano il Docente straordinario di religione del vostro secolo nei suoi
Pensieri casuali attinenti al problema principale perseguita me,
che parlo a voi, simile a quel muto animale da soma che
parl per stornare la stoltezza del profeta che portava, e che
lo percuoteva nella passione della sua incredulit o della
sua esagerata creduloneria 46.
Profetucoli di Bmisch-Breda! Per ricavare davvero conoscenza sulla base della vostra piccola cometa, come voi
stessa la denite, non rimane invero altro mezzo pi naturale e ragionevole se non che uno dei vostri fratelli ascenda
di persona al cielo e ridiscenda gi nell'abisso dei morti 461:
giacch IDDIO non un DIO dei morti ma dei viventi 462. Voi
invece siete viventi morti e il vostro vero destino di giungere alla vita solo attraverso la morte.
Non bestemmiate con una falsa lingua che accesa dall'Inferno denigra l'intero processo a regola d'arte della vostra
metamorfosi. Il vostro odio verso Dio , come il suo sdegno
nei vostri riguardi, infinito; il primo un verme che non muore,
il secondo un fuoco che non si pu spegnere 463. Parlate di
amore naturale verso Dio solo quando tutti i corpi della

APOLOGIA DELLA

LETTERA

I-I

243

vostra terra abbiano rinnegato la forza della loro inerzia


e i principii della loro gravit lungo il nastro della vostra
voce mirabile W.
La gravitazione delle vostre inclinazioni, tutto il darsi da
fare del vostro cuore no dalla giovinezza ha come meta il
centro della terra.
Una manifestazione scevra da impedimenti della vostra
attivit vi allontanerebbe dal Padre della luce in un vuoto
infinito, senza la Sua superiore, graziosa, immediata forza di
attrazione dall'alto, giacch tutto ci che c nel mondo non
del Padre ma del mondo. Ma voi appartenere al mondo e
non conoscete il linguaggio di Chi non del mondo e non
potete udire le Sue parole.
Profetucoli di Bmisch-Breda! L'oggetto delle vostre considerazioni e della vostra piet non Dio ma una semplice
piccola parola gurata, come la vostra universale ragione
umana, che divinizzate in persona esistente mediante una
licenza pi che poetica e fabbricare tali di e tali persone
mediante la transustanziazione delle vostre parole gurate,
tanto che al paragone della vostra idolatria losoca il pi
crasso paganesimo e il pi cieco papismo saranno al Giudizio
nale giustificati e forse assolti.
La natura di questi termini figurati vi dunque sconosciuta
quanto il DIO geloso S che violentate nel nome e nell'onore
come ladri e assassini? Tutta la vostra ragione umana forse
altro che tradizione ed eredit e occorre molto a ricondurre
il libro di famiglia delle vostre trite calve e due volte morte
opinioni alla radice dell'albero genealogico? La vostra ragione
umana non forse un organo informe, un naso nto, un galletto segnatempo a cui preferibile la lettera, che stata
scritta almeno una volta e che rimasta fino ad oggi di un
canone sacro? Il famoso principium coincidentiae oppositorurn(5) vi del tutto sconosciuto? lo spirito che vivifica;
la lettera carne e i vostri vocabolari sono fieno! W'.
Profetucoli di Bmisch-Breda! Chi pretende da voi una
dichiarazione con bollo del fatto che non ve ne importa un
(5) Iord. Brunus.

244

SCRITTI SUL LINGUAGGIO

co della posterit e che la maggioranza delle voci e dei quattrini per voi il cuore e il sommo bene. Voi dite: i nostri
padri insegnavano le costumanze del loro tempo, ai nostri
tempi prudono le orecchie e noi dobbiamo grattare 467.
Ipocriti! non testimoniate voi stessi di essere gli dei
vostri padri e vi scagliate contro di loro e contro voi
stessi?... 4.
Un personaggio centrale del suo secolo come Saul ed una
platea del suo livello possono sempre trarre alimento dalla
burattinata di un profeta defunto e di una vecchia , ma
ispirare ad una piccola lettera come me un'apologia tanto
nuova come la mia non certo cosa da voi, o grandi Profeti
di Bmisch-Breda!
Qualem ministrum fulminis alitem
Cui REX DEORUM regnum in aves vagas
Permisit, expertus delern
Juppiter in Ganymede flavo
. . . . . mox in ovilia
Demisit hostem vividus impetus
Nunc in reluctantes dracones
Egit amor dapis atque pugnae! 47.

NOTE DEL TRADUTTORE

1 Nella conclusione dell'ode VI del primo libro (vv. 17-20) rivolto


a M. Vipsanio Agrippa Orazio, declinando il troppo arduo impegno

dell'epica guerresca, dice: Noi cantiarno (conviti e) attacchi di aggressive vergini dalle tagliate unghie a giovanotti; distaccati o, se qualche
volta presi da fuoco, non meno del solito scherzosi.
Z Al termine ebraico che signica massima fa seguito la cifra rica-

vata da una parte dei versi 136-139 dell'Epistola III del libro II
(ad Pisones, sive da arte poetica) di Orazio che integralmente dicono:

Non inizierai come il poeta ciclico una volta: 'Canter la sorte di


Pramo e la gloriosa guerra'. Che potr presentare il promettente che
sia degno di tanta enfasi? Partoriscono i monti e nascer un ridicolo
topolino .
3 un passo del ragionamento dell'amante accorto in un apologo
di Socrate nel Fedro platonico (237b6-d 1): In ogni caso, ragazzo,

c un unico principio per quanti intendono decidere come si deve:


occorre sapere di che cosa si debba decidere; altrimenti l'errore
inevitabile; a molti rimane celato tuttavia il fatto di non sapere
l'essenza delle singole cose; s che, quasi sapessero, non si mettono

d'accordo all'inizio dell'indagine e pi innanzi ne pagano il o, in


quanto non trovano accordo n in se stessi n con gli altri. Che
quindi tu ed io non abbiamo a tollerare ci che riprendiamo negli
altri... conduciamo l'indagine avendo posto una denizione alla
base del parlare comune, rivolgendo a questa lo sguardo e a questa
riferendoci . _ . . N. B. Ci permettiamo di correggere qua e l il testo

greco di Hamann -- e aggiungere accenti e spiriti - quale fornito dal


Nadler seguendo l'edizione di Platone del Burnet.

4 <<..divenuti dotti in apparenza anzi che sapienti . PLATONE,


Fedro, 275 b2.
5 PLATONE, Sosta, 233 c 10- 11: ll solista risulta a noi possedere
una certa apparenza di scienza attorno ad ogni cosa, non tuttavia la

verit.
Sotto il nome quasi mitico del medico Ippocrate nato a Cos nel
460 a. C. sono raccolti 53 scritti. Hamann cita la conclusione di un
brevissimo scritto, la Legge: ...sono dunque due: la scienza e l'opi-

nione e di esse l'una fa sapere, l'altra ignorare, la scienza infatti fa

248

scRITTI sUL LINGUAGGIO

sapienti, l'opinione invece rende ignoranti. Le cose sacre per si palesano


agli uomini santi: ai profani non sono lecite prima che siano stati
iniziati ai misteri della scienza. (cfr. Nv-0;, IV 9-V3).

7 I due dotti sarebbero secondo il Nadler (cfr. VI 419) Iohann


Christoph Gottsched e Johann David Michaelis.
8 EsIOD0, Le opere e i giorni, vv. 648-649 e 661-662: << ...ti mostrer i ritmi dell'altisonante mare, / pur non essendo esperto n di
marineria n di navi . .. ma nondimeno ti dir l'animo di Zeus che
tiene l'egida, / le Muse mi insegnarono infatti a cantare un inno ineffabile .

9 Thomas Willis, M. D. Sedleian Professor of Natural Philosophy


at Oxford, fu autore di numerosi scritti di medicina e neurologia, rac-

colti in edizione completa nel 1681 a Londra e nel 1682 ad Amsterdam.


TI-I. WILLIS, Cerebri Anatome, cui accessit nervorum descriptio et
asus. Londini, 1664, p. 292 ss (cfr. N. VI, 400).
1 Samuel Werenfels (1657-1740), professore di teologia nella natale Basilea, difese il valore della religione storica, biblista, fu di idee
aperte in campo ecclesiologico. Oltre agli Opuscula Tbeologica, Philosophica et Pbilologica, 2 tomi, Basilea 1718 (II ediz. Losanna e Ginevra,
1739), si ricordano i Three Discourses (Londra, 1718), i due volumi di
Dissertationes (Amsterdam, 1716), A dissertation upon superstition in
natural things (London, 1748), la Dissertatio de Logornacbiis Eruditorum
(Amsterdam, 1702), che godette di due edizioni in Germania (Francoforte s. M., 1724 e 1736) e di una versione inglese (Londra, 1711).

11 Cfr. J. G. HAMANN, Kleeblatt Hellenistic/Jer Briee in Kreuzzge


des Pbilologen (N. II, 170): Ogni maniera di pensare, che si faccia
un po' moda, ogni minimo traboccare di passione colora Yespressione
dei nostri concetti .

12 La storia delle trasformazioni subite da un cappello che passa


di mano in mano l'atgomento di una delle Fabeln und Erzblungen di
Ch. F. Gellert (1715-1769) raccolte in volume a Lipsia nel 1746-48.
13 PLATONE, Simposio (207d1-208a2) <<... la natura mortale
cerca per quanto pu di essere sempre e di essere immortale: le

possibile tuttavia unicamente mediante la generazione, in quanto lascia


indietro in luogo de1l'essere vecchio un altro essere nuovo: e [per
questo] appunto ogni vivente singolo detto vivere [ed essere il medesimo - come detto il medesimo qualcuno da fanciullo no a che
sia diventato vecchio: detto il medesimo ma non ha affatto gli
stessi caratteri] anzi senza posa si rinnova e insieme va perdendo taluni
caratteri quanto ai capelli, alla carne, alle ossa, al sangue e al corpo
nel suo insieme, e non gi soltanto rispetto al corpo bens nei riguardi

dell'aniI-na del pari abitudini, opinioni, desideri, piaceri, dolori, timori: nulla di tutto ci rimane identico in ciascuno, ma talune cose

nascono altre periscono. E -- cosa vieppi strana - le scienze a loro


volta subiscono tale sorte: senza dire infatti che talune nascono ed

NoTE DEL TRADUTTORE

249

altre vengono meno rispetto a noi e che neppure noi permaniamo identici nei loro riguardi, ciascuna delle scienze singolarmente presa sottost
alla medesima vicenda .
14 Natalis Anton Pluche (1688-1761), grammatico e linguista, autore
tra la1tro di La Mcbanique des langues et l'art de les enseigner, Parigi, 1751.
Denis Diderot (1713-1784) enciclopedista ed estroso scrittore suscit scandalo con le tesi sostanzialmente atee avanzate nel 1749 nella
Lettres sur les aveugles l'usage de ceux qui voient. In lettre sur les

sourds et les muets l'usage de ceux qui entendent et qui parlent


contenuta nel Vol. II dei suoi Oeuvres pbilosopbiques, litraires et
dramatiques. Londra 1773.

15 ingannando con ragionamenti speciosi secondo il detto di


Paolo (Coloss., II, 4-5) iva unel u napakoylnrar v ntavokoyiq. :

ut nemo vos decipiat in sublimtate sermonum .


16 Il passo citato da Hamann appartiene al cap. IX del libro II

della Politica di Aristotele ('Apw17~\s Hohrwv B 12. 1274a 25-30)


dove a proposito dei legislatori Zaleuco e Caronda detto: taluni
cercano di metterli insieme partendo dal presupposto che Onomacrito,
primo illustre legislatore, sia stato educato a Creta, essendo egli di

Locri ed essendosi trasferito col per via della mantica: Talete sarebbe
diventato suo compagno e suo discepolo Licutgo nonch Zaleuco: Caronda sarebbe stato a sua volta discepolo di Zaleuco.

17 MONTESQUIEU, CI-I., L'esprit des lois, 1748.


13 Nella Satira VI enumerando i molti vizii e difetti delle mogli
Giovenale fa anche la critica della donna dotta e pedante che si picca

di bene parlare appellandosi senza posa alla grammatica. Che un


marito abbia bene il diritto di lasciarsi scappare un solecismo! (v. 456).

19 Iohann Bernard Merian (1723-1807), di Basilea, membro dell'Accademia delle scienze di Berlino nel 1749, fu nel 1770 nominato
direttore della sezione delle Scbne Wissenscbaten, e nel 1797 alla
morte di Formey eletto segretario dell'Accademia. Autore di scritti vari
di losoa e di scienza, fu relatore tra l'altro dello scritto di I. D. Michaelis sul rapporto tra linguaggio e opinioni del 1759.
2 I Corinti XIII, 8-9: La carit non viene mai meno: le pro-

fezie si esauriranno, le lingue cesseranno, la scienza sar distrutta. Conosciamo parzialmente e parzialmente profetiamo . . . .
21 Non potendo rimanere indifferente all'attacco di Encolpio contro
la vanit diseducativa di una oratoria enfatica fattasi moda, il retore

Agamennone interviene con le parole che, togliendo a prestito da Petronio, Hamann fa sue dopo il Salve al malevolo lettore! . PETRONII

ARBITRI Satiricon III, 1): . .Giovanottol Giacch tieni discorsi che


non sono secondo il gusto del pubblico e _ cosa assai rara! - ami
il buon senso, non ti nasconder i segreti dell'arte .

250

scRITTI sUL LINGUAGGIO

2 Sei impazzito? o mi prendi in giro a ragione veduta con


queste profezie oscure? , protesta Ulisse contro i cinici ammaestramenti di Tiresia nella satira oraziana che colpisce i cacciatori di eredit.
(ORAZIO, Satira V del libro II, V. 58). La citazione oraziana ha Paria

di commentare l'incisione sovrastante, che orn l'edizione del saggio


nei Kreuzzge del 1762.
Goethe racconta (Dichtung und Wahrheit, 3. Teil. 12. Buch) come
quell'incisione abbia alienato a Hamann la simpatia suscitata dai Menzarahili Socratici: Anche i silenti della campagna, come venivano
deniti tra il serio e il faceto quelle anime pie che pur senza professare
l'appartenenza ad alcuna societ costituivano una chiesa invisibile, gli
rivolsero l'attenzione e per la mia Klettenberg non meno che per il

suo amico Moser il Mago del Nord fu un'apparizione benvenuta. . _ Una


tale buona intesa non sarebbe dovuta per durare a lungo. Questi pii
uomini lo avevano immaginato pi alla loro maniera, in qualit di Mago
del Nord lo avevano trattato con reverenza e credevano che anchegli
avesse ad assumere tosto un atteggiamento riguardoso. Aveva invece

gi urtato alquanto con le Nuvole, un postludio ai Menzorahili Socratici,


ed ora si rendeva ridicolo con la pubblicazione dei Kreuzzge des Philo-

logen, nei quali si poteva vedere non solo sotto il titolo il profilo di
un cornuto Pan ma su una delle prime pagine un grosso gallo in incisione lignea, che segnava il tempo a delle gallinelle che stavano innanzi
a lui con musica tra gli artigli, con il che si intendeva prendere

in giro certe musiche di chiesa non approvate dall'Autore. Ne deriv


un disagio tra quelle anime ben pensanti e delicate, che si fece notare
all'Autore, che per nulla lusingato si sottrasse a pi stretti rapporti .
73 Gli Unuorgreiliche Gedan/een, betreffend die Ausiihung und
Verhesserung der Teutschen Sprache di G. W. Leibniz (del 1697), citati

da Hamann secondo la Illustris viri G. G. Leihnitii Collectanea Etymologca, illustrationi linguarum, veteris Celticae, Germanicae, Gallicae, alia-

rumque inservientia; cum preatione I. G. Eccardi. 2pt. Hanoverae,


1717, furono editi in seguito dall'Accademia delle Scienze di Berlino, nel
1792 [Discours qui ont t ls dans Vassemhle puhlique de l'Acadmie
des sciences de Berlin tenue le 26. Ianuier 1792. (On a ajout le plan
du clhre Leibnitz sur la culture et la perfection de la language alle-

rnande)] e nel 1794 (nella Sammlung I. dei Beitrge zur deutschen


Sprach/eunde. Vorgelesen in der Kniglichen Akademie der Wissenschaten zu Berlin).

24 Ecclesiastico X, 19 . . .e tutto obbedir al danaro. ARIsToTELE,


Etica Nicomachea, libro V cap. 8 (E. 8. 1133 b, 20-33): bisogna
che ci sia un'unit stabilita per convenzione e per ci si chiama nomisrna [da vu-0;, norma, regola]: il denaro rende infatti tutte le cose
commensurabili; tutto si misura a denaro . ARISTOTELE, Politica, lib. I,
cap. III, 17 (1257b23): il denaro l'elemento e il limite del com-

mercio.
15 Si assomigliano infatti lo scambio della moneta e l'uso della

NOTE DEL TRADUTTORE

251

parola PLUTARCI-II Opera, ed. ]. I. Reiskii, Lipsiae, 1777 VII, 599


(cfr. N. VI, 401).

Nelle Vitae (owxwv, V 34-35), lodata la forza derivante all'oratoria


di Focione dalla concisione, Plutarco spiega che Come una moneta
in poca mole ha grande potenza, cosi la forza delle parole risulta
indicare molto con poco. ( stato corretto il greco della citazione
hamanniana (N Il, 129, 38-40) stravolto da errori).

2 Histoire des douze Csar: de Sveton, traduite par H. OPI-IELLOT


DE LA PAUsE []. B. C. IsoARD DELISLE: cfr. British Museum, Gen.
Cat. p. B., 1964, CCXXXII, 352] avec des rnlanges philosophiques
et des notes. 4 tom. Paris, 1771.

27 C. SvEToNII TRANQUILLI De Vita Caesarum, lib. I, cap. LVI:


Reliquit et De analogia duos libros et Anticatones totidem ac

praeterea poema quod inscribtur Iter . Quorum librorum primos in


transitu Alpium, cum ex citeriore Gallia conventibus peractis ad exercitum rediret... fecit.

2 Nel frammento 22 degli Academica di Cicerone, derivante da


Agostino (De Civ. Dei VI. 2), detto della disputa . . .cum M. Varrone homine omnium facile acutissimo et sine ulla duhitatione doctissimo. Da una probabile contarninatio con il litteratissimus togatorum
detto di Q. V. Sosanus nel ciceroniano De Oratore (III, 11) deriva l'appellativo hamanniano a Varrone.
29 John Law, barone di Lauriston (1671-1729), dopo avere conosciuto grande fama e potenza come nanziere e teorico dell'economia, fu
travolto dal crollo del sistema da lui tentato in Francia in campo
monetario. A lui si deve la costituzione della Banca Reale di Francia e
della Compagnia delle Indie. Divennero classiche le sue Considrations
sur le nurnraire et le commerce (La Haye, 1720-24). A difesa del
suo programma sta un Mrnoire /'usticati del 1723.

3 La tirata iniziale di Encolpio contro i cattivi retori contemporanei


(PETRONII Satiricon II, 2): Sia detto con vostra pace, ma siete stati
voi i primi a mandare in malora la retorica! .
31 Francesco Algarotti (1712-1764) veneziano - Ovidii aemulus
e Neutoni discipulus scrisse Federico II sulla sua tomba in Pisa _
percorse le corti d'Europa professando un brillante illuminismo. Le

sue opere furono raccolte in un'edizione in 8 volumi apparsa a Livorno nel 1764. Una edizione francese fu curata da D. Michelessi nel
1772 a Berlino (7 voll.): Oeuvres du cornte Algarotti. Traduit de
l'italien [par Belletier].

32 Socrate nel Cratilo platonico (410 a 4) indica come di origine


barbarica il termine np (fuoco) perch poco intonato al greco e perch [chiaramente cos lo chiamano] i Frigi declinando un poco....

33 M. FABI QUINTILIANI Institutionis Oratoriae libri XII: nel


libro X (cap. 1, 32) si ricorda come lo stile degli storiogra, che rac-

252

scRITTI sUL LINGUAGGIO

contano fatti del passato con intento unicamente narrativo, male si


addica alla discussione di una causa in tribunale: << ...n la brevit
sallustiana, di cui non ci pu essere nulla di pi peretto per un orecchio

libero e dotto, dovr impiegarsi nei confronti di un giudice occupato da


diversi pensieri e assai spesso indotto, n baster il generoso latte di
Livio ad informarlo, giacch cerca garanzie e non bellezza espositiva.

34 PIERRE RESTAUT, Prnicipes gnraux et raisonns de la grarnrnaire


ranoise par denzandes et rponses. Paris, 1730. Nel 1750 la grammatica

aveva gi raggiunto la 6'* edizione.


35 L'orecchio degli Arabi avidissimo di ritmo con allitterazione ,
scrive Albert Schultens a p. 160 del Florilegium sententiarum arahicarurn,

aggiunto unitamente ad una clavis dialectorurn ai Rudimenta Linguae


Arabicae di Th. Erpenius (1733). (Schultens ripubblic la Grammatica
dell'Erpenius nel 1748, 1767, 1770 e in edizione tedesca nel 1771. In
J. C. VON ORELLI, Opuscula Graecorum Veterurn, tom. 2, 1819 si trova
pure il Florilegium sententiarurn et proverhiorum Arahicorurn Elnawahig

dictorum, latine redditum ah ALBERTO SCHULTENS). Nella prefazione


Schultens dice di questa antologia: Florilegio, ricavato dal codice ma-

noscritto di una biblioteca pubblica, di detti nei quali risalta egregiamente il genio della lingua arabica ed possibile vedere quel suo ca-

rattere nativo che irradia genuino acume attraverso i ritmi e le allitterazioni... Elnawabig O Ennawawig il nome di questo florilegio
bellissimo: il termine designa vuoi le scaturigini poetiche vuoi ritmi o

versi che si raccomandano per una certa vena di maggiore nobilt...


L'opuscolo illustrato dal commento di Zarnachsjar, primo di gran
lunga tra tutti i lologi arabi, degno di apparire per intero.
3 Nadler (N. VI, 304) opina che l'a1lusione hamanniana sia rivolta
ai Marrnora Danica sive iscriptionum asciculus (1739) di Erik Pontop-

pidan (Entropius Philadelphus; 1698-1765) autore di opere storiche,


geograche ed economiche di argomento danese e vescovo di Bergen.
Si ricorda per anche un Erik Erikson Pontoppidan, Vescovo di Drontheim, autore di una Grammatica danica (1668).
37 N. BEAUZE, Grammaire gnrale, ou exposition raisonne des
elements ncessaires du langage. Paris, 1767.
33 John Wallis (1616-1703), Savilian Professor a Oxford, autore
di scritti di matematica, di teologia trinitaria e di prediche, pubblic
nel 1653 ad Oxford una Grammatica linguae Anglicanae, che raggiunse

nel 1765 a Londra la VI edizione.


39 Illustris viri G. G. LEIRNITII Collectanea Etyrnologica, illustrationi linguarum, veteris Celticae, Gerrnanicae, Gallicae, aliarumque inservientia; cum praeatione J. G. Eccardi., 2pt., Hanoverae, 1717

(cfr. N. VI, 275).


4 Pierre-Louis Moreau de Maupertuis (1698-1759), geografo, astronomo, sico, membro dell'Accademia di Francia, diresse nel 1736 una
spedizione geografica in Lapponia, fu dal 1746 presidente dell'Aleadernie

NOTE DEL TRADUTTORE

253

berlinese, dove difese il punto di vista newtoniano. In losoa fu in-

cline al deismo. Le Rexions philosophiques sur l'origine des langues


et la signication des mots sono un opuscolo di 47 pp. in 8 senza
data n luogo di edizione.
41 ORAZIO, Ode XXIV del lib. I (in morte di Quintilio: Quale
ritegno o limite avremo nella nostalgia di un cos caro amico? (vv. 1-2).

42 PLINI SECUNDI Naturalis Historiae libri XXXVII. Del pittore


Timante, illustre per forza espressiva, detto (lib. X, cap. XXXV, 74):
nelle opere di questo artista unico si capisce sempre di pi di quanto

sia raigurato e pure essendo la sua arte somma, la supera tuttavia il


suo ingegno. (Hamann ha alterato leggermente il testo pliniano).
43 LAMBERTI B05 Mysterii ellipsios graecae expositi specimen. In

quo pleraeque loquutiones Graecorum deectivae supplentur et ad integram structurarn reeruntur, Frankerae, 1702. Lopera godette di molte
edizioni arricchite dal contributo di diversi studiosi; fu tradotta in
greco (1803) e in inglese (1830).
44 ORAZIO, Epistula III libri II ad Pisones seu De arte poetica

(vv. 42-45): Questa sar, se non mi sbaglio, la forza e la bellezza


della disposizione: che l`autore del carme promesso dica adesso ci che
si deve dire adesso e che differisca o ometta per il momento il resto:

sappia amare una cosa e lasciar perdere l'altra .


45 La musica fu ripetutamente oggetto delle non sempre discrete
attenzioni di Jean-Jacques Rousseau (1712-1778) come esecutore, com-

positore e teorico. Conosciuta a Venezia nel 1743-44 la musica italiana,


la esalt a scherno della musica francese suscitando lo sdegno dell'Opra parigina e il disprezzo di Rameau con il tentato balletto les

Muses galantes. In piena polemica pubblic nel 1753 (sine loco) una
Lettre sur la musique ranoise (II + 92 pp. in 8).

Nel Berliner Notizbuch (fogli 20-22 r. del Nachlass herderiano) Hamann annot alcuni titoli in pamphlets contro Rousseau e stese un
riassunto della Lettre in discussione (cfr. N. V, 143).
46 Sallustio (De Bello Iugurthino, 1, 4) ammonisce coloro che vorrebbero scaricare sulla debolezza dell'umana natura le responsabilit dei
guai derivanti dai loro vizi: ...ciascuno dei responsabili trasfetisca
alle faccende le sue proprie colpe .
47 ...A chi avr saputo scegliere il tema secondo le forze non
verr meno Fespressione n la chiara disposizione assicura Orazio nell'Ars poetica (Epist. II, 3, vv. 40-41).
43 La Henriade di Voltaire spogliata delle sue ambizioni epiche
e ridotta al rango di filastrocca.

49 FRIEDRICH KARL voN MosER, Der Herr und der Diener geschildert mit Patriotischer Freyheit. Frankfurt (J. A. Raspe) 1759.
5 Anne Marie Louise Henriette d'Orlans duchessa di Montpensier,
glia di Gastone d'Orlans e di Maria di Borgogna, detta la Grande

254

scRITTI sUL LINGUAGGIO

Mademoiselle (1627-1693) fu attiva ne1l'et della Fronda: apparvero


nel 1728 a Parigi i Memoires de Mademoiselle de Montpensier, che ebbero una mezza dozzina di edizioni in Olanda e a Londra no al
1746. Nadler (N. II, 402) riporta l'indicazione del passo: parte I,
p. 179, senza precisare l'edizione: I Borboni si danno un gran da
fare per stupidaggini... e forse io non meno degli altri... .

51 Pia desideria (1675) sono opera famosa di Philipp Jakob Spener


(1635-1705) fondatore del Pietismo. Hamann (Biga 54, 585; cfr. N. V,

42) possedeva pure uno scritto dallo stesso titolo del Gesuita Hermann
Hugo (1588-1639) del 1657.
52 ORAZIO, Carmina, III, I v. 30: chi si accontenta del poco non
si preoccupa n delle tempeste marine n della grandine sulla vigna n

del suolo deludente nei suoi frutti.


53 Smetti di correre dietro alle maritate: c' da cavarne pi del
magro affanno che non da coglier frutti! ORAZIO, Satira II del libro I
vv. 78-79.
54 Un folgorante colpo di genio.

55 Sully (1560-1641) e Colbert (1609-1683) illustri amministratori


delle nanze di Francia.
5 Nadler (N. II, 408) riporta la citazione esplicativa hamanniana
di un passo di Leibniz (Unvorgreiiche Gedanken wegen Verbesserung
der deutschen Sprache 8. p. 259 in Collectanea Etymologica illustrationi linguarum veteris Celticae, Germanicae, Gallicae, aliarumque inservientia. p. I, Hanoverae 1717: . . .si deve cercare la Cabbala ossia
la semantica non soltanto nei misteri della lingua ebraica ma in ogni
linguaggio, non gi in certi cavilli sul senso letterale bens nella retta
comprensione e nel retto uso dei vocaboli .
57 Libro dei Giudici V, 30: ...bottino di stoffe variopinte...

stoffe ricamare per il suo collo . il penultimo verso del canto di


Debora.

5 Libro di Giobbe, XXXII, 19-22 (primo discorso di Eliu): Ecco


il mio interno / come vino che cerca di uscire, / come otri nuovi
che stanno per scoppiare. / Parler dunque per aver sollievo, / aprir
la mia bocca e risponder. / Non porter certo riguardo a nessuno / e
uomo alcuno non aduler: / poich non sono un adulatore, d'un su-

bito / mi toglierebbe di mezzo il mio Creatore .


59 Detesto il volgo dei profani e lo tengo lontano. Trattenete
la lingua: Sacerdote delle Muse intono carmi mai prima uditi per le

vergini e i ragazzi. Tremendi i re signoreggiano i propri greggi, ma


al di sopra dei re stessi sta l'autorit di Giove, glorioso del trionfo

riportato sui Giganti, che tutto governa con un aggrottar del ciglio .
ORAZIO, Carmina III, 1, vv. 1-8.
6 Mander a Babilonia vagliatori che la vaglieranno e spazzeranno
il suo territorio: l'assaliranno da ogni parte nel giorno della tribola-

NOTE DEL TRADUTTORE

255

zione Geremia, L, 2. Ha in mano il ventilabro, pulir bene la sua


aia e raccoglier il suo frumento nel granaio, ma brucer la pula con
fuoco inestinguibile , Matteo, Ill, 12.
61 L'allusione a Johann David Michaelis e alla sua Beurteilung
der Mittel, welche man anwendet, die ausgestorbene hebriiische Sprache
zu verstehen (1757). Dal canto di Debora tolta l`apostrofe: Voi,
che cavalcare candide giumente o che sedete sui drappi, e voi, che

camminate per via, riflettere _ . . ! . Giudici, V, 10.


52 Il saggio idiota, il sapiente chiuso nella propria individualit, che lignoranza circostante non sa comprendere: Hamann Socrate
cristiano ( . . .scandalo per i Giudei, stoltezza per i Gentili . _ . , 1 Cor.
I, 23). Il fuoco generativo dell'ispirazione nellimmagine dello stallone che spiega la citazione dal Cratilo platonico (396d-397 a): Er-

mogene: `Davvero, Socrate, mi sembri proprio sul punto di metterti


a vaticinare da un momento all'altro come gli ispirati! ' Socrate: E ne
denuncio, o Ermogene, il motivo principalmente nel fatto che mi
piombata addosso da parte di Eutifrone di Prostalta; fino dallalba infatti mi sono molto intrattenuto con lui e aguzzavo l'orecchio. C'
pericolo dunque che, ispirato, non solo mi abbia riempito le orecchie
di demonica sapienza ma abbia preso anche l'anima. Mi pare quindi
che ci convenga fare in questo modo: per tutt`oggi servirsi di essa...
domani invece, se anche voi siete d'accordo, la scongiureremo e ci

puricheremo a patto di trovare qualcuno capace di operare puricazioni


siffatte, sia egli un sacerdote oppure un sosta.

53 ...come i geroglici stanno alle lettere, cos le parabole pi


antiche stanno ai ragionamenti . ... BACONE.
64 Il passo paolino (Eesini, V, 13): tutto ci che appare luce

addotto consecutivamente a Genesi I, 3: Dio disse: 'Sia la luce'


e la luce fu : l'inizio della Creazione.

55 Genesi I, 27: Iddio cre l'uomo a sua immagine, a immagine


di Dio lo cre. . ..
35 Nadler (N. II, 408) riporta un'annotaziOne hamanniana (Wiener
124) che a proposito di gura velata suggerisce i seguenti riferimenti: PLATONE, Leggi (644 d): L'Ateniese: '...guriamoci ciascuno
di noi viventi come una marionetta degli dei (i7<W IM-Gua) come uno

scherzo in vista di un ne serio '. PLATONE, Repubblica (non Hept SI.uaiou) (IX 589 a): dire che conviene essere giusti signica che bisogna

fare dire ci per cui l'u0mo interiore abbia ad essere il pi possibile


padrone dell'umana . . . .

M. MANILII Astronomicon libri V. Lib. II vv. 105-125: A questo


punto chi oser porre in dubbio che abbia una connessione con il
cielo luomo, cui la Natura concesse in dono la lingua e un ingegno

che capisce ed uno spirito alato? In quale altro essere discende ed abita
Iddio e ricerca se stesso? Non considero altre capacit, delle quali non
gli concesso il potere: capacit dubbie e doveri al di l della nostra

256

scRITTI sUL LINGUAGGIO

condizione. Non considero il fatto che nulla dato con eguale criterio.
Da ci risulta che l'Universo opera di un Autore e non della materia.
Non bado al destino certo ed inevitabile: alla materia stata data

la facolt di essere costretta, al mondo invece di costringere. Chi potrebbe conoscere il cielo, se non per un dono celeste? E chi potrebbe trovare Dio se non chi parte di dei a sua volta? Chi potrebbe
contemplare e richiudere nel suo angusto petto lo spazio ricurvo e innito del cielo e le processioni degli astri e i ammanti fastigi dell'Universo e la guerra eterna delle costellazioni contro gli astri, che si fonda

sulla terra e sul cielo e le vicende soggette ad entrambi, se la Natura


non avesse donato agli animi taciti stimoli e non avesse volto a s una
mente a lei congenere e non le avesse imposto tanta impresa? se non
venisse dal cielo ci che ella chiama al cielo, alla sacra vita del cosmo .

57 Alla ne del IV degli Astronomicon libri Manilio intesse una


lode dell'Uomo divino esploratore dei cieli: . ..che c' di strano nel
fatto che gli uomini conoscano lUniverso dal momento che hanno
il mondo in se stessi? ciascuno non forse una piccola immagine, una
copia di Dio? (vv. 893-895).

53 Nadler (N. II, 408) richiama un'annotazione (Wiener 125) che


rimanda al 148 del Treatise concerning the Principles of human

Knowledge (II ed. 1734) di G. Berkeley, dove si legge, alla ne:


...every thing we see, hear, feel, or any wise perceive by sense,
being a sign or eect of the Power o God. . ..

59 Jotam rinfacci ai cittadini di Sichem la strage dei suoi fratelli


e l'elezione di Abimelech a re con un apologo secondo il quale gli

alberi ricercando un re e non avendo n l'olivo, n il fico, n la vite


accettato la' carica, essa fu inne offerta al rovo, che rispose: Se volete
davvero consacrarmi vostro re, rifugiatevi sotto la mia ombra. Altrimenti
scaturisca dal rovo il fuoco e distrugga i cedri del Libano, Giudici

IX, 15. All'oflerta di Amasia re di Giuda Joas re d'Israele rispose:


Il cardo che nasce sul Libano mand a dire al cedro del Libano: Da'
in moglie a mio glio la tua gliola!; passarono per le bestie selvatiche vaganti nel Libano e schiacciarono il cardo . 2 Cronache XXV, 18.

7 FRANcIscI BAcoNIs DE VERULAMIO, Vice-Comitis Sancti Albani,


De dignitate et augmentis scientiarum libri IX. Nel capitolo XIII del
secondo libro (De secundo membro principali Doctrinae, nempe Posi.
Partitio poseos in Narrativam, Dramaticam et Parabolicam. Exempla
parabolica tria proponuntur) prima delfesemplicazione sulla Philosophia
secundum Paraholas in Naturalibus commenta: [Non ci pare che si
debba ammettere un'ulteriore suddivisione nella poesia] giacch essendo
la poesia una pianta che germogliata da una terra lussureggiante da

non si sa quale seme, cresciuta al di sopra delle altre dottrine e si


allargata .
71 ROBERTI LOWTH . . . de Sacra poesi Hebraeorum praelectones aca-

dernicae Oxonii habitae. Suhjicitur metricae Harianae brevis conutatio et

Nora DEL TRADUTTORE

257

oratio crewiaa. Notas et epimetra ad/'ecit Ioamzes David Michaelis . ..


Goettingen, 1758-61, 2 voll.
Il passo delle note del Michaelis indicato da Hamann (cfr. N. II,
409) suona: propriet peculiare della poesia ebraica ricavare molte
metafore dalla Natura, specialmente dalle erbe, tanto che la denirei
una poesia botanica .
Robert Lowth (1710-1787) fu dal 1741 insegnante di poesia ad
Oxford, dal 1765 membro della Royal Society di Londra e della societ

di Gttingen, vescovo di Londra dal 1777. Le sue lezioni sulla poesia


ebraica ebbero larga fama anche per la polemica relativa con W. War-

burton.
72 Genesi III, 21: E il Signore Iddio fece per Adamo e la sua
donna tuniche di pelliccia e li rivest .

73 Antoine-Yves Goguet (1716-1758) parigino, dotto in giurisprudenza e storia, dedic alcuni scritti ad antichit classiche ebraiche ed
orientali e leg il suo nome all'opera documentata redatta con la collabo-

razione di A. C. FUGRE:De l'Origine des loix, des arts et des sciences,


et de leurs progrs chez les anciens peuples. Paris, 1758, 3 voll. (che
ebbe una traduzione italiana a Lucca nel 1761 ed una tedesca nel 1760
a Lemgo).
74 Su di loro avevano come sovrano liangelo dellabisso il cui nome
in ebraico Abaddon e in greco Apollyion . Apocalisse IX, 11.
75 Nell'Apop/:ftbegma LXX del III libro Erasmo racconta che:
Avendo un ricco personaggio mandato a Socrate il glio ragazzetto
perch ne esaminasse l'indo1e, alla richiesta del pedagogo: 'Suo padre

te lo manda, Socrate, perch tu lo veda', Socrate disse rivolto al ragazzo: ' Parla dunque, s che ti veda! '. Signicando che l'ingegno dell'uomo non riverbera tanto nel volto quanto nel dire, giacch quest'ultimo lo specchio pi certo e veridico dell'ar1imo . /lpopbtegmata

lepideque dieta, principum, pbilosopborum, ac diversi generis hominum,


ex Graecis pariter ac Latinis Auctoribus selecta, cum interpretatione commoda, dicti argutiam aperiente; per DESIDERIUM ERASMUM Roterodamum.

Cfr. _ SIMON, I. G. Hamann's Schriften zur Sprache. Frankfurt a M.

1967, p. 237.

75 Salmo XIX (XVIII), 2-5: I cieli narrano la gloria di Dio, e il


firmamento proclama le opere della Sua mano. / Giorno ne fa parola

a giorno e notte a notte d notizia. / Non sono linguaggi n parole


di cui non si odano le voci. / Il loro suono si sparso in ogni terra e
le loro parole sono giunte ai conni del mondo .

77 . . .non ritroveresti le membra del poeta fatto a pezzi, se ti


togliessi ritmi e metri e disposizione dei vocaboli ai versi scritti da me
o un tempo da Lucilio; dichiara Orazio al verso 62 della IV Satira del

libro I.
73 Ausonio alla ne dell'Epistula V a Teone (vv. 37-38): impara

258

scRITTI sUL LINGUAGGIO

a mettere insieme il verso con il nome diviso in due ed avrai fatto come
il vate Lucilio! . L'uso della tmesi era frequente nella poesia arcaica
qui tipizzata da Lucilio.
79 Johann Georg Wachter (1663-1757) signicativo per l'accostamento proposto tra la losoa dello Spinoza e la Cabbala (Der Spinozismus im Iudemfum... 1699; Elucidarius cabbalisticus... 1706; Die

mit i/sr selbst streitende Harmonie der neueren Weltweisen 1724).


Naturae et scripturae concordia, commentatio de literis ac numeris primaevis, aliisque rebus memorabilibus, cum ortu literarum conjuncts,

illustrata et tabulis aeneis depicta (1752). Il Wachter al II del II cap.


(cfr. N. II, 409) osserva: il circolo, che fu da principio immagine del
sole, fu assunto pi tardi a signicare Dio, il cielo, 1'eternit, l'anno

e altre realt che si accostano al circolo per via di similitudine e al


I del cap. V: la scrittura fu pittura parlante.
3 Da non molto questa loquacit gonfia e smodata giunta ad
Atene dallAsia ed esercit sugli animi di giovani volti a grandi cose
un pestilenziale inusso e una volta corrotta la regola, l'eloquenza ristette
e ammutol. Chi in seguito giunse alla somma fama di Tucidide, o di

Iperide? Ma neppure un canto brill di colorito sano: tutti, quasi


nutriti dello stesso cibo, non riuscirono a giungere alla canizie della
vecchiaia. Anche la pittura non fece miglior riuscita dopo che l'audacia

degli Egiziani ebbe inventato un compendio di quell'arte grande. PETxomo, Satiricon, II, 7-9.
81 O Socrate, con che facilit inventi storie dellEgitto o del paese
che ti aggradi! (PLATONE, Fedro, 275 b), esclama Fedro alla ne del
racconto socratico dell'origine della scrittura in cui si descrive la discussione tra il dio Theut inventore dell'aritmetica, della geometria e della
scrittura e Thamous re di Tebe attorno ai vantaggi e agli svantaggi

dell'uso di quest'ultima nei confronti del sapere.


82 Mostra la materia ma non la perizia del fabbricatore .

33 Wentworth Dillion, conte di Roscommon (1633?-1685), protestante, studi a Caen, comp un viaggio in Francia, Germania e a Roma,
fu reintegrato nei suoi possessi dopo la restaurazione di Carlo II. Tent

la costituzione di un'accademia letteraria a Londra. Si ricordano di lui


Poems, traduzioni di Orazio e di Tomaso da Celano e An Essay on
Translated Verse (in versi) Londra, 1684 (24 pp. in 4).
James Howell (1594?-1666), studi ad Oxford, nel 1616 inizi
un viaggio commerciale di alcuni anni in Europa che favor la sua
formazione linguistica.
Nel 1622 fu in missione diplomatico-commerciale in Spagna e Sardegna, nel 1632 in Danimarca. Nel 1640 pubblic a Londra AEv5P7~YWDodona's Grove, or the vocal Forest, la sua attivit letteraria di tematica
politica e doccasione fu stimolata da una situazione economica incerta
e fu resa oscillante dalle mutevoli condizioni imposte dai disordini
civili del tempo. La sua facile e volubile vena risulta nelle Epistolae

Noris DEL TRADUTTGRE

259

Ho-Elianae. .. Fanziliar Letters domestic and orren; divided into six

sections: partly historicall, politicall, philosophicall, upon emergent occasions. 5pt., London, 1645, accresciutesi quantitativamente nelle successive edizioni del 1650 e del 1655.
Dalla VII edizione londinese del 1705 Nadler riporta il passo che
interessa Hamann (cfr. N. II, 409): Some bold translations not
unlike to he, The wrong side of a Tur/ey Tapistry. (Or Wine drawn
of the lees, Which ll'd in ask, Lose sornewhat of their Strenght they
had in Cas/e) (sez. VI, p. 249).

34 Salmo XXXIII, 9: Perch Egli disse e fu fatto, comando e


tutto fu .
85 Giovanni XX, 15-17: <<Le dice Ges: 'Donna, perch piangi?

Chi cerchi?' Quella, credendo che fosse l'ortolano, gli dice: 'Signore,
se tu lo hai portato via, dimmi dove lo hai messo e io lo prender '. Le
dice Ges: Maria. Voltandosi ella gli dice in ebraico: Rabbunil ',
che vuol dire Maestro. Le dice Ges: Non mi trattenere pi oltre,
perch non sono salito al Padre. Va' invece dai miei fratelli e di' loro:
Ascendo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro ' .

3 Romani, IX, 21: Il vasaio non egli padrone della propria argilla in modo da modellare dalla stessa pasta un vaso di pregio e

uno ordinario? .
37 Endimione, amato da Selene e avvolto in un profondo sonno,
immagine che si fonda con quella del sonno di Adamo e la creazione
della donna. Il Signore Iddio fece scendere su Adamo un sonno profondo: si addorment. E mentre dormiva Dio trasse da lui una costola. . .. Genesi II, 21.
83 Edward Young (1683-1765) fu reso famoso dal Complaint, or

Night Thoughts on Life, Death and Imrnortality (1742-1745); Samuel


Richardson (1689-1761) fu autore di fortunati romanzi sentimentali e

moralistici che interessarono l'Europa settecentesca e romantica: Pamela,


or Virtue rewarded (1740), Clarissa Harlowe (1747-1748), The History
of Sir Charles Grandison (1753-1754).
39 Genesi, II, 23: << Dixitque Adam: Hoc nunc os ex ossihus nzeis,
et caro de carne mea: haec vocahitur virago, quonam de viro sumpta
est .

9 L'allusione sembra alla parabola del Samaritano ( ...et Levita,


cum esset secus locunz et videret eum, pertransiit. Luca, X, 32) e all'ebreo Moses Mendelssohn collaboratore dei << Briefe die neueste Litteratur betreffend .
97 . . .e vide dal cielo aperto scendere qualcosa come un'ampia
tela, che per le quattro cocche veniva calata sulla terra e dove erano

tutti i quadrupedi e i rettili della terra e gli uccelli del cielo. Atti
degli Apostoli, X, 11-12.
92 Risposero i Giudei e dissero: Non avevamo forse ragione di
dire che sei un Samaritano e hai un demonio? Giovanni, VIII, 48.

260

scRITTI sUL LINGUAGGIO

93 diicile dire in maniera conveniente luoghi comuni....


ORAZIO, Epistola III del libro Il (De arte poetica) v. 128.
94 Orazio nell'Ode XXII del primo libro ( Integer vitae scelerisque
purus . _ . ) celebra l'inviolabilit della vita spirituale cultrice di bellezza
nei confronti della brutalit: nella selva Sabina un lupo fugg dinanzi
a me mentre dimentico d'afIanni vagolavo fuori dell'abitato intento a

cantare la mia Lalage (vv. 7-12); in qualunque luogo nospitale della


terra e sotto qualsiasi clima imperterrito amer Lalage che dolcemente ride, dolcemente dice (vv. 23-24).

95 Nel gi citato cap. XIII del libro II del De dignitate et augmentis scientiarum F. Bacone, parlando dei diversi generi di poesia parabolica, esemplica, concludendo circa i signicati losoci di detta
espressione, con il mito di Bacco raligurante la passione. Penteo ed

Orfeo fatti a brani dalle baccanti rappresentano la curiosit e l*ammonizione morale, che la passione scatenata non sopporta: le orge non
tollerano n Penteo n Orfeo .

9 Vieni, Bacco, pendono dalle tue corna dolci tralci; cornati


le tempie, o Cerere, di spighe! TIBULLO, Elegia I del II libro, vv. 3-4.
97 ...anche se l io conto quanto una noce. PsI=.UDo-OvIDIo,
Nux, v. 19.

98 L'illustre e dottissimo Rabbi J. D. Michaelis annotatore delle


lezioni accademiche di R. LOWTH, De sacra poesi Hebraeorum. Il

postiglione con le gote gonfie che sofla nel corno era l`irnmagine che
ornava la testata della Oberpostamtzeitung (cfr. N. VI, 306).
99 Giudici, V, 28. Affacciata alla finestra la madre di Sisara sospirava tra le persiane: Perch tarda a venire il suo carro? Perch sono
tanto lente le sue quadrighe? '.

10 In verit, in verit vi dico, che diciamo ci che sappiamo e


tcstimoniamo di ci che abbiamo veduto; ma voi non accogliete la nostra
testimonianza . Giovanni, III, 11.
101 Nel libro IX del De dignitate ed augnzentis scientiarurn Bacone,

giunto alla conclusione del suo discorso, accenna alla forma di scienza
propria della teologia e, distinguendo una maniera metodica da una
maniera libera di interpretare la Scrittura, denuncia due eccessi della

libera interpretazione.
<< Nella maniera di interpretare si incontrano due eccessi. L'uno
presuppone nelle Scritture una perfezione di tale natura per cui si

debba pretendere dalle loro fonti anche ogni genere di losoa, quasi
che la losoa
peranza prese
presso di noi:
listi. In verit

fosse una qualsiasi cosa profana e pagana. Questa intempiede principalmente nella scuola di Paracelso e pure
le sue sorgenti furono tuttavia i Rabbini ed i Cabbacostoro sono ben lungi dal conseguire ci che vogliono

e neppure tributano alle Scritture l'onore che credono, anzi piuttosto


le sviliscono e le profanano. Allo stesso modo infatti che cercare la

Nore DEL TRADUTTORE

261

teologia nella losoa equivale a cercare i vivi tra i morti, del pari
cercare la losoa nella teologia altro non che cercare i morti tra i
vivi. L'a_ltra maniera di interpretazione (che denunciamo come un ec-

cesso) pare a prima vista casta e sobria, ma non di meno disonora le


Scritture e reca moltissimo danno alla Chiesa: ossia (per dirla in una
parola) quando le Scritture ispirate da Dio vengono spiegate alla stessa
stregua di scritti umani. Occorre tenere presente infatti che a Dio, Autore delle Scritture, sono palesi due cose che sfuggono allintelletto

umano: i segreti del cuore e le successioni del tempo. Essendo i detti


delle Scritture tali che sono scritti per il cuore e abbracciano le vicissitudini di tutti i secoli con una prescienza eterna e certa di tutte le
eresie, le contraddizioni e lo stato vario e mutevole della Chiesa sia
nell'insieme che nei singoli eletti, le Scritture non devono essere in-

terpretate soltanto estensivamcnte e secondo il senso ovvio del passo, o


badando all'occasione in cui le parole furono pronunciate, o in precisa
correlazione al contesto dei termini precedenti e seguenti, o considerando

l'intento principale di ci che detto, ma in maniera tale che giungiamo a capire che esse raccolgono in s, non solo complessivamente o
collettivamente ma distributivamente no nelle frasi e nelle parole
singole, innumeri ruscelli e vene di dottrina destinati ad
singole parti della Chiesa e le anime dei fedeli. A ragione si
che le risposte del nostro Salvatore a non poche questioni
non sembrano a fuoco bens quasi non pertinenti. Il motivo

irrigare le
osservato
propostegli
duplice:

il primo motivo che, conoscendo Egli i pensieri degli interroganti non


dalle loro parole, come costume per noi uomini, ma immediatamente
e di per se stessi, risponde ai loro pensieri invece che alle loro parole;

il secondo motivo che non parl soltanto a quelli presenti in quel


momento ma pure a noi contemporanei e agli uomini di ogni et e

luogo ai quali il Vangelo avrebbe dovuto essere predicato. E ci vale


anche per gli altri passi della Scrittura .
102 Christian Kortholt (1709-1751) studi a Kiel, Wittenberg, Lipsia,
comp viaggi in Olanda, Inghilterra, Danimarca, Ungheria; professore
di teologia a Gttingen dal 1742 e pastore dal 1748: lasci scritti di
varia teologia e di circostanza. Pubblic nel 1734 a Amburgo un
Recueil de diverses pieces sur la Philosophie, les Matheniatiques, l'Histoire etc. par Mr. Leihnitz...; rispettivamente nel 1734, 1735, 1737,
1742 (0 1741) pubblic a Lipsia i quattro volumi: Viri illustris GODE-

FRIDI GUIL. LEIBNITII Epistolae ad Diversos, theologici, iuridici, medici,


philosophici, rnathenzatici, historici et philosophici argurnent, e MSC.
/luctoris. In una lettera del 1671 a Magnus I-Iesenthaler il Leibniz scrive:
Poich stato merito tuo se con maggiore attenzione del solito mi sono
occupato degli scritti del Comenio, ti dir con semplicit il giudizio
che me ne chiedi. E per prima cosa riconosco che non ha cercato di
dire cose pi profonde di quanto appaiono a prima vista. Vorrei che
fosse sceso maggiormente ai particolari. Non dubito che con tanti anni

di studio disponesse di un materiale ingente, tanto pi che vedo che

262

scxrrrl sUL LINGUAGGIO

egli stesso da qualche parte con ragioni e con l'esernpio raccomanda


l'impegno del riassumere. Apprezzo complessivamente la sua Didactica
e non accedo alle obiezioni mossegli dal Becher nella sua Methodus. Il
Becher dell'idea che si debbano presentare ai discenti i vocaboli
disposti secondo un ordine naturale ma disgiunti e separati e non legati nella continuit del discorso. A me invece una mera congerie di
vocaboli, comunque disposta, sembra priva di luce e di gusto, come ri-

sulta anche troppo dall'esempio stesso becheriano. Sono d'accordo piuttosto con il Comenio sul fatto che la Ianua linguarum e la Encyclopae-

diola devono essere la stessa cosa . . . cfr. G. W. LEIBNIZ, Philosophischer


Briewechsel, AK. Ausg. 2. Reihe, 1. B. (1926), p. 199. Cfr. ibidem
p. 201 l'epicedio leibniziano del 1671 In Comenii obiturn, inviato allo
Hesenthaler.

103 Jan Amos Komensk (Comenius) (1592-1670), sacerdote e vescovo


della comunit dei Fratelli Boemi, visse gli anni tragici dell'Europa cen-

trale attorno al trattato di Westfalia in vario esilio a contatto con il


multiforme mondo della Riforma, sorretto da ideali profetici e pedagogici, dei quali lasci testimonianza in una poderosa opera letteraria redatta in pi lingue: Didactica Magna. Universale omnes omnia docendi
articium exibens (1631 in boemo e 1657 in latino); Ianua linguarum
reserata (1631); ]anua linguarum reserata. Vestibulurn (1633). LOrbis
rerum sensualiunt pictus (1658) un primo tentativo di un metodo didattico intuitivo fondato sull'immagine e redatto in testo bilingue
tedesco-latino.
Friedrich Muzell (Muzelius) Dopo essere stato istruito dal padre
studi a Herborn e Marburg, nel 1709 divenne rettore della Landschule

a Diez, nel 1711 rettore della scuola riformata appena costituita di


Cstrin, a Francoforte sulla Oder ottenne il titolo di Magister e si

trasfer nel 1718 da Cstrin in qualit di professore e correttore al


ginnasio di Ioachimsthalt di Berlino. Era nato a Ruckeroht nella contea
di Wied nel 1684, mor l'11 gennaio 1753 .
Cfr. I. G. MEUSEL, IX 481 (ed. Lipsia 1809). Il Meusel cita una

trentina di opere prevalentemente relative alla didattica del latino:


famosi per le ripetute edizioni furono i suoi manuali: quali la Clavis
vestibuli Marchici et totius Latinitatis. .. (1747), l'Inundibulurn Gramrnaticae Latinae (1745) _ noto come il Trichter ( imbuto ) -, il
Compendiurn universae latinitatis, ad ductum Cellarii Libri rnemorialis _ . .

(1720) e l'/lbreg de la langue Franoise en 285 Dialogues (1730). Tutti


questi manuali sono dotati di eserciziario.
W Matteo, XVIII, 3: In verit vi dico: se non vi sarete convertiti e non sarete come bambini non entrerete nel regno dei cieli .
Giovanni, XIV, 16-18: E io pregher il Padre e vi dar un altro

consolatore, perch rimanga con voi in eterno: Spirito di Verit che


il mondo non pu accogliere perch non lo vede e non lo conosce. Voi
invece lo conoscerete perch rimarr con voi e sar in voi .

105 Giovanni, III, 8: Spiritus ubi vult spirat; et vocem eius audis

NoTE DEL TI1ADU'r'roRE

263

sed nescis unde veniat aut quo vadat; sic est omnis qui natus est ex
Spiritu .
106 << Oh delitto indegno! Si distrugger il prezioso scritto? Si
infranga piuttosto la venera.nda potest delle leggi. Bacco e Cesare, accorrete in aiuto! .... Veteris scholastici poetae versus, sub nomine
Augusti Caesaris Vers. 4, 17, 8. P. Virgilii Opera Ed. Chr. Gottl. Heyne.
Edilio altera Lipsiae 1788. 1. CCXX (N. II, 410). Nel codice (mss. can.
lat. 51) del secolo XV della Bodleiana (Oxford) della Vita Vergili di
Donato gura un'interpolazione a proposito del testamento con cui

Virgilio condannava alle amme la non perfetta Eneide: restano sull'argomento anche molti bellissimi versi di Augusto... ma si deve
serbare fedelt alle leggi, necessit obbedire a ci che comanda ed
ordina che si faccia l'ultima volont. Si infranga la veneranda potest

delle leggi, piuttosto che tante fatiche riunite di notti e di giorni siano
inghiottite da un solo giorno! ' .
Augusto stesso _ scrive poco oltre Donato _ si assunse la responsabilit dell'edizione dell'Eneide che fu operata da Vario (edidit autem
auctore Augusto Varius. . .). La breve nota biograca virgiliana di
Probo si conclude cos: L'Eneide fu salvata da Augusto, quantunque
Virgilio l'avesse condannata nel suo testamento affinch non rimanesse
nulla di quanto non aveva egli di persona pubblicato. Il fatto confermato anche da Servio, con questo epigramma: Virgilio aveva comandato che fossero distrutti da rapido fuoco i canti che aveva narrato del duce frigio. Si opposero Tucca e Vario e insieme tu, sommo
Cesare, ti preoccupasti non di te ma della storia latina . Cfr. I. BRUMMER, Vitae Vergilianae. Divus Augustus carmina Vergili cremari contra
testamenti eius verecundiam vetuit, maiusque ita vati testimonium
contigit quam si ipse sua probavisset .

C. PLINII SEGUNDI Naturalis Historiae lib. VII, cap. 30.


107 George Benson (1699-1762) teologo di intonazione sociniana fu
autore di Paraphrases and Notes on the Epistles of St. Paul (1734) e
di un commento alle sette epistole cattoliche (1756). ]. D. Michaelis
tradusse e annot nel 1746 a Halle la parafrasi del Benson allepistola
di S. Giacomo. Ricordiamo anche The History o the rst Planting of the

Christian Religion: ta/een from the Acts o the Apostles, and their
Epistles. Together with the remar/eable acts o the Iewish and Roman
History, which aected the Christians, within this period... With an

appendix: to prove, that St. Luke wrote the Acts of the Apostles etc.
2 vol., London, 1735 (II ed. ampliata in 3 voll., London, 1756). Nel
1743 pubblic The Reasonahleness of the Christian Religion as delivered
in the Scriptures (II ed. 1746, III ed. 1759, London).
103 Antoine Houdart de La Motte (1672-1731) autore di testi di
fortunati balletti e di meno apprezzate tragedie fu reso famoso da una
traduzione francese in versi dell'Iliade condotta sulla traduzione latina
di M.me Anne Lefebure Dacier del 1699: L'Iliade en vers franais et

en douze chants, avec un discours sur Homre (1712). Le accuse dirette

264

scRITTI sUL LINGUAGGIO

in questo discorso ad Omero suscitarono una querelle aperta da Des


causes de la corruption du goiit di M.me Dacier nel 1714 e arbitrata
dal Fnelon. Samuel Clarke (1675-1729) newtoniano e teologo, noto per
la discussione con Leibniz del 1715-16 attorno ai principi della religione
naturale. Si ricordano i saggi su Being and Attributes of God (1704) e
su Evidence: of Natural and Revealed Religion (1705), il celebre trattato
The Scripture - Doctrine of the Trinity del 1712. Tra le sue opere c'
unedizione Homeri Ilias graece et latine (1729) e una Exposition of the
Church Catechism (1729).

1119 Cafarnao il luogo dove inizi la predicazione Ges: ...lasciata Nazareth venne a Cafarnao marittima e vi abit, sulle terre di
Zabulon e di Neftalim, affinch si adempisse il detto del profeta Isaia:

` Terra di Zabulon e terra di Neftalim, via del mare Oltre il Giordano,


la Galilea dei Gentili; il popolo che sedeva nelle tenebre vide una
grande luce: per coloro che sedevano nella regione dell'Ombra della
morte spuntata la luce '. Da l Ges cominci a predicare . . . . Matteo,
V, 13-17. Cfr. Marco, IV, 21-39; Luca, IV, 31-43.

11 Eco, ninfa innamorata di Narciso e da lui respinta, si tramut in


pietra risonante. Alla radice della sua sventura fu il suo poco sapere
dire. In unaltra versione si dice che sia stata condannata da Giunone
a ripetere le ultime sillabe delle altrui parole per avere favorito un tradimento di Zeus. N. II, 410 riporta la nota hamanniana (Wiener 131):
Vide de hac Dea loquace et Panos conjuge Epist. Juliani ad Georgium Catholicum LIV, p. 440...

111 In parabola.
112 Johann Albrecht Bengel (1687-1752), Magister di losoa nel

1704, predicatore a Denkendorf nel 1713, preposto del chiostro di Hertbrechtingen nel 1741, dottore in teologia nel 1751. Autore di molti

scritti sulla versione greca del Nuovo Testamento. Gnomon Novi Testamenti, in quo ex nativa verborum vi simplicitas, prounditas, concinnitas,
salubritas sensuurn coelestium indicatur, Tubingae 1742 (II ed. 1759).
Pi pollice che indice denisce l'opera Hamann [cfr. CICERONE,

Epist. ad. Atticum XIII, 46 (Wiener 131)]. Cfr. N. II, 410: L'astrattczza si addice agli inizi nascosti, la concretezza allet matura .
113 Far apparire prodigi su nel cielo e segni gi in terra, sangue
e fuoco e vapore di fumo : dal primo discorso di Pietro ai Giudei.
Atti degli Apostoli, II, 19.
114 Quando si esasperava la mia mente e il mio cuore era tratto,
ero uno stolto e non capivo: fui davanti a Te come una bestia.
Salmo, LXXIII, 21-22.
115 In quale metro si possano descrivere imprese di re e di condottieri e luttuose guerre mostr Omero. In versi uniti di diverso
metro fu racchiuso dapprima il lamento, in seguito anche il sentimento
della speranza compiuta: circa l'autore per che per primo mise in uso

NOTE DEL TRADUTTORE

265

le tenui elegie, i grammatici sono in disaccordo e la contesa non ancora decisa .


Orazio nell'Ars poetica (Epistola III, lib. II): vv. 73-78.
116 F. BACONE, De dignitate et augments scientiarum, lib. Il cap.
XIII: Le favole mitologiche paiono somigliare ad una auretta lieve:
dalle tradizioni delle nazioni pi antiche nirono nei auti dei Greci .
117 Giovanni, XI, 49-51: Uno di loro di nome Caifa, essendo pontece quellanno, disse loro: Non sapete nulla e non pensate che conviene che uno solo muoia a vantaggio del popolo e che non vada in
perdizione l'intera popolazione '.
Socrate incalza verso la ne del dialogo il malcapitato rapsodo a
rendere conto della natura dell`arte sua: ...O sei tanto smemorato?

eppure un rapsodo non dovrebbe essere smemorato : PLATONE, Jone,


539 e 7-9.

113 Fozio (820c-891), imparentato con la famiglia imperiale, attraverso la lunga contesa con Ignazio per il possesso della cattedra patriarcale di Bisanzio occasion anche una frattura con Roma (la questione del

Filioque). Opere monumentali quali il Myriobiblion (o Bibliotheca) e il


Lexikon sono fonti importanti per la storia della cultura.

Johann Christoph Wolf (1683-1739), ebraista pastore e professore


a Amburgo, pubblic nel 1735 quarantasei 'Auoxa (sive in Sacras
Litteras et Quaestiones Diatribae) di Fozio nel IV volume (pp. 651-815)
delle sue Curae philologicae et criticae in IV S. S. Evangelia et Actus
Apostolicos (et in S. Pauli, Jacobi, Petri, Judae et Joannis Epistolas,
hu/'usque Apocal. Accedit Examen locorum aliquot Paulinorum a L. M .
Artemonio nuper temere et nfeliciter solicitatorum. Accedunt quacdam
ex Photii Amphilochiis adhuc non editis cum interpretatione Latina et

notis.) I-Iamburgi, 1733 (II ed.) 1735, 4 tom.


Hamann cita un passo della Quaestio CCCVII [Coisl. Taur. CXX]

Cur praecipit Herodes Magis, qui Salvatorem nostrum Christum adoraturi veniebant: Inquirite diligenter', inquiens, 'in puerum; ubi vero
nvenertis, renuntiate mihi, ut et ego veniens adorem eum'? Fozio
sospetta che Erode abbia senza volerlo profetato l'adorazione che sarebbe
stata tributata a Ges dai pagani e dai Giudei, essendo egli rappresentante per nascita e per ruolo di entrambi. Nulla vieta _ spiega
Fozio - che si pensi che abbia agito profeticamente. Anche Caifa non
sapeva cosa dicesse: mentre furente la sua mente correva al delitto,
le sue labbra profetavano dicendo: meglio che uno muoia piuttosto
che perisca un popolo intero'. Infatti se Cristo Dio non fosse soggiaciuto alla morte, mai il genere umano si sarebbe salvato. Quantunque
entrambi fossero indegni del loro dono profetico, da una parte la dignit sacerdotale dall'altra la dignit regale godettero di una grazia,

quando non erano ancora giunti all'uccisione del Signore nostro. Potresti
vedere che allo stesso modo anche altre cose proerite con animo malvagio e con furia omicida ebbero la sorte di profezie . Cfr. MIGNE, P. G.
T. CI, 1151 D.

266

scrrrrr sUL LINGUAGGIO


119 Matteo, II, 7-8. Allora Erode chiamati di nascosto i Magi s'in-

form con cura quando la stella fosse apparsa loro. E inviandoli a


Betleem, disse: Andate e fate diligenti ricerche del bambino e quando lo

avrete trovato mandatemelo a dire, affinch io pure venga ad adorarlo ' .


12 Il sogno del Faraone e la profezia di Giuseppe: Genesi, XLI.
121 La lettera M designa tanto il numero 1.000 quanto il titolo
accademico di Magister, met di M equivarr pertanto a 500 nonch
a Doctor.
Cos la spiegazione del Nadler (N. VI, 235).
122 Una nota hamanniana (Wiener 131, cfr. N. II, 410) ci fornisce
un curioso etimo del termine auditores, ricavato dalla XXV Controversia
del libro IX di Lucio Anneo Seneca, retore dell'et imperiale e padre

del losofo stoico pi famoso, dove si parla di un tale M. Porcius Latro


singolare maestro di retorica, che aveva ridotto la sua didattica ad una
semplice esibizione delle proprie virt oratorie: _ _ _ declamava lui solo
e diceva di non essere un maestro ma piuttosto un esempio; non so
essere occorso ad altri se non a Niceta presso i Greci e a Latrone a
Roma che i discepoli non desiderassero essere ascoltati ma si accontentassero di ascoltare. Da principio erano chiamati gli uditori di Latrone
per beffa, poi la parola entr nell'uso e divenne sinonimo di discepolo .
123 Oeuvres, VIII, 296.

124 Bernard Nieuwendijdt (1654-1718) autore di Het Regt Gebruik


der Werelt Beschouwingen, ter overtuiginge van ougodisten en ougelovingen aangetont, 1716 (II ed. Amsterdam 1717; lo scritto ebbe successo anche in Germania, Inghilterra e Francia, tanto che Hamann non
clubita di aflancare l'opera dell'olandese ai 38 volumi della Histoire
naturelle gnrale et particulire (1750-1789) del Buffon e al nome di
Newton.

125 Hamann suggerisce (Wiener 132) il De Somniis di Filone (Cfr.


N II, 410).
126 CATULLI VERoNENsIs Liber, XXXIV, Dianae sumus in de /
puellae et pueri integri _ . . . Non c' prova che si tratti di un Carmen

per i giuochi secolari, Hamann ricava solo i termini luce bastarda


dai versi 15-16 della quarta strofa: Tu invocata come Giunone Lucina

dalle partorient in affanno, tu sei detta Signora dei trivii e Luna per
la luce bastarda .
127 ORAZIO, Ode XII del libro I, vv. 46-48: . _ _ sfolgora su tutte
la stella Giulia, come tra gli astri pi piccoli la luna .
128 2 Corinti IV, 6: _ . .perch il medesimo Dio che disse: 'Dalle

tenebre splenda la luce , ancora quello che ha fatto brillare la Sua


luce nei nostri cuori, perch in essi risplenda la conoscenza della gloria
di Dio, che rifulge sul volto di Cristo.

125 Apocalisse XVI, 15: Ecco io vengo come un ladro! Beato chi

NOTE DEL TRADUTTORE

267

veglia e custodisce le sue vesti per non dovere andare nudo e mostrare
le sue vergogne! .
13 Dopo avere formato dalla terra tutti gli animali terrestri e
i volatili del cielo, il Signore Iddio li condusse ad Adamo per vedere
che nome avrebbe dato loro: qualunque nome avesse imposto ad ogni
vivente infatti quello sarebbe rimasto. Ed Adamo diede il nome a tutti
gli animali, a tutti gli uccelli del cielo e a tutte le ere della terra.
Per Adamo non si trov per un aiuto adatto a lui .
131 Colossesi I, 15-17: Che immagine di Dio invisibile, primo-

genito di ogni creatura, giacch in lui sono state fondate tutte le cose
nei cieli e sulla terra, le visibili e le invisibili, sia i troni, sia le dominazioni, sia i principati, sia le potest: tutte le cose sono state create
per mezzo di lui e in lui ed egli prima di tutte le cose e tutte

le cose esistono in lui .


132 2 Pietro I, 4: ...per il quale ci don promesse somme e
preziose, affinch grazie a queste diventiate compartecipi della natura
divina, fuggendo la corruzione che nel mondo a causa della concupiscenza.
Romani VIII, 29: Giacche coloro che ha in precedenza cono-

sciuti, li ha pure predestinati ad essere conformi all'immagine del Suo


Figlio, affinch il Suo Figlio sia il primogenito tra tutti i redenti .
133 Atti degli Apostoli XVII, 27-28: ._ .perch ricerchino Dio e
possano pure a tentoni trovarlo, bench Egli non sia lontano da ciascuno
di noi. In lui infatti viviamo, ci moviamo e siamo, come hanno detto
anche alcuni vostri poeti: 'Siamo sua progenie ': dal discorso di Paolo
all'Areopago.

131 Malachia III, 2: Chi potr sopportare il giorno della sua venuta? Chi potr reggere la sua vista? come il fuoco del fonditore
e la potassa dei lavandai .

135 F. BACONE, Novum Organum, parte II; Aphorismi de Interpretatione Naturae et Regno Hominis; Aphorisma CXXIV: Proclamiamo che devono essere dissolte le immagini balorde del mondo, imi-

tazioni scimmiesche, fabbricare dalla fantasia umana. Sappiano gli uomini


la differenza che intercorre tra gli idoli della mente umana e le idee
della mente divina. Gli idoli della mente umana non sono che astrazioni arbitrarie; le idee della mente divina sono tracce autentiche del
Creatore impresse sulla creatura, stampate e denite nella materia con
contorni veri e precisi. La Verit e l'Utilit sono dunque realt simpliciter
e le opere devono essere pi stimate in se stesse in quanto sono pegni
di Verit e non a cagione delle comodit che arrecano>.
13 In Wiener 132 c' un rimando a Taziano a p. 153 della raccolta:
Justini Philosophi et Martyris Opera. Item Athenagorae Atheniensis,
Theophili Antiocheni, Tatiani Assyri et Hermiae Philosophi tractatus

aliquot_ Editio nova /'uxta Parisinarn anni 1636 (di F. Sylburgius) 2 pt.
Coloniae, 1686.

268

sciurri sur. LINGUAGGIO

137 Il principio dell'intelligibilit della Natura Dio: cfr. Apocalisse I, 8: IO sono l'alfa e l'Omega, dice il Signore Iddio, colui che
, che era e che viene: lOnnipotente.
133 Restaurando a e w riappare il verso iniziale dell'Iliade L'ira
canta o diva, del Pelide Achile . _ _ : Mvl-V GLE, 17E HHN-w 'AX'-751; - - 139 PLATONE, Cratilo, 406 c: ...anche gli dei amano lo scherzo .
14 PLATONE, Fedro, 275 b: Ma quelli, mio caro, dicevano che

i discorsi di una quercia nel Santuario di Zeus di Dodona siano stati


i primi vaticinii_ A quelli di allora dunque, che non erano sapienti come
voi giovani, bastava semplicemente udire una quercia e una pietra,

purch dicessero la verit. Ma anche a te importa chi sia a parlare e


donde? non badi invece unicamente se cos o altrimenti? .

Wiener 132 rimanda a pag. 152 di Taziano nella citata edizione di


Giustino di Colonia del 1686.
141 L`allusione potrebbe attagliarsi a Federico II di Prussia, nella
cui varia opera politica palese una coraggiosa presa di posizione davanti ad un destino senza conforti di Provvidenza divina. 4 volumi di
Oeuvres du Philosophe de Sans-Souci erano apparsi Au Donjon du
Chateau tra il 1750 e il 1762.
142 Origene sembra avere rigoristicamente inteso alla lettera il passo
di Matteo XIX, 12: _ ..vi sono eunuchi che si sono fatti eunuchi da
se stessi, per il regno dei cieli. Chi pu capire, capisca .
133 1 Samuele XIV, 24: Allora Saul, sebbene gli uomini fossero
csausti, commise un grave errore: fece fare al popolo questo giuramento:
'Maledetto chiunque prenda cibo prima di sera, quando mi sar vendicato dei miei nemici '_ Ed effettivamente il popolo non tocc cibo
no a sera .

144 Breve come il lampo nella notte pi fonda, che (estrosamente)


scopre cielo e terra e prima che si possa dire: Badal, le fauci della
tenebra l'hanno inghiottito . SHAKESPEARE, Midsummer-Night's Dream.
145 Cfr. Oeuvres III, 27-28; VI, 460.
14 Morto Sicheo per mano di Pigmalione, Didone profuga ottiene
da Iarba di acquistare tanta terra quanto quella circondata da una

pelle bovina: ridotta in sottili strisce la pelle, la regina congiungendole


pot tracciare il perimetro della futura Cartagine.
147 Wiener 133 suggerisce un passo del cap. VI del libro I p. 95

(di una ediz. non precisata) del Pedagogo di Clemente Alessandrino (cfr.
N. II, 411).
143 Nel Brutus (LI, 191) Cicerone osserva: Neppure Demostene in

persona avrebbe potuto dire ci che si racconta aver detto Antimaco,


lillustre poeta, che, riunito un uditorio, andava leggendo quel suo
grande libro che ben conoscete: mentre leggeva per lo piantarono in
asso tutti, ad eccezione del solo Platone. ' Legger ugualmente _ disse -Platone per me fa le veci di centomila '.

Nor DEL TRADUTTORE

269

Ad Antimaco per parte sua Hamann mette in bocca il verso 476 del-

l'Ar: poetica oraziana: la sanguisuga non moller la pelle prima di


essere piena di sangue .
149 Geremia II, 13: Due mali ha commesso il mio popolo: hanno
abbandonato me sorgente di acqua viva e si sono scavati cisterne: cisterne bucate che non sanno tenere l'acqua .
15 Salmo LIX, 13: peccato della loro bocca la parola sulle
loro labbra; siano imprigionati dalla loro superbia e dalle menzogne
e dalle maledizioni che proferiscono .
151 Davvero degna di Narciso la lunga citazione estratta dai versi
417-510 del libro III delle Metamorfosi di Ovidio!

[417] Ama un sogno incorporeo, d corpo ad un ombra.


Stupisce davanti a s medesimo, rimane immobile con la faccia
di una statua di 1narmo pario.
Contempla a terra, astri gemelli, i suoi occhi
e quei capelli degni di Bacco e di Apollo:
le guance liscie, il collo bianco, la bella
bocca, il rossore commisto al candore della neve;

ammira tutte quelle cose che lo fanno mirabile.


[438] ...abbandonato sullierba opaca

guarda con inesausto occhio la forma fallace


e smuore ad opera dei suoi propri occhi; e sollevandosi un poco,
tendendo le braccia ai boschi che gli stanno intorno:
Ahiml Chi, o selve, ebbe pi crudo amore?
(Voi sapete, e foste conveniente nascondiglio a tanti) . . .
[446] Mi piace e lo vedo; ma ci che vedo e mi piace
non so tuttavia raggiungere. Grande 1'illusione che imprigiona

un amante.
E ci che pi mi angoscia: non c' tra noi Pimmenso mare,
n ci separa la distanza, o la montagna, o mura dalle porte
serrate.
Siamo impediti da poca acqua...
Sembra che si giunga a contatto. Piccolissima cosa ci che
ostacola gli amanti.
Chiunque tu sia, esci fuori qui!

[457] Il tuo volto promette non so quale speranza...


[459] . . .ho notato pi volte le tue lacrime
al mio pianto e rispondi anche al cenno. . .

[463] In te sono io.* L'ho sentito. E la vista non m'inganna . _ _


[466] Con me ci che bramo: la troppa abbondanza mi ha fatto
misero.
O potessi staccarmi dal mio corpo!
Desiderio nuovo nei confronti di un amante _ ..
[474] Disse e folle ritorn a quel volto,
e intorbid di lacrime le acque e confusa

si fece Fimmagine nell'acqua mossa. Al vederla sparire

270

scRITTI sUL LINGUAGGIO

[477]

grid: ' Possa almeno contemplare

ci che non mi dato toccare e alimentare cos la mia povera


pazzia! ' . . .
[502] Abbass il capo stanco sull'erba verdeggiante;

La notte chiuse quegli occhi che miravano Yimmagine del loro


signore.
E quando l'ebbe accolto la casa del profondo
ancora si specchiava nell'acqua stigia...
[507] Piansero le Driadi; e alle piangenti consuona Eco.
Stavano ormai approntando il rogo, le accole da agitare e il

feretro,
ma il corpo non c'era pi. In luogo del corpo trovano un ore
croceo all'interno, ricnto di petali bianchi .
* Hamann ha modicato Finizio del verso 463: Isle ego sum. (Costui sono io).
152 Giacomo II, 7: Non sono essi che oltraggiano il bel nome che

portate? .
153 Nel cap. XIII del libro II del De dignitate et augmentis scientiarum all'inizio del I esempio di losoa secondo le parabole antiche
circa la scienza della Natura Bacone discute il mito della nascita di

Pan: Dicono che i proci abbiano avuto collettivamente un rapporto


con Penelope e che da questa promiscua unione sia nato, glio comune, Pan . La traduzione in inglese dell'Odis.tea compiuta da A. Pope

in collaborazione con W. Broome e E. Fenton (1725) godette di larga


popolarit e di molte edizioni.
154 L'allusione sembra rivolta a I. D. Michaelis che nel 1757 aveva
pubblicato una Beurtheilung circa i mezzi atti a comprendere la defunta

lingua ebraica e stava allora preparando una spedizione archeologica in


Arabia e nel vicino Oriente ad uso della quale fu da lui redatta una
serie di Fragen (Francoforte sul Meno, 1762). L'allusione pare continuare
anche nel periodo contrassegnato dalla nota LII.
155 F. Bacone tratta del signicato e delle degenerazioni della magia
(expurgatio vocabuli Magiae) nel cap. V del III libro del De dgnitate
et augmentis sciemfiarum. I pezzi citati sono tuttavia altrove (cfr. N. VI,
209): La magia consisteva specialmente nel notare le strutture e le conformazioni simboliche dei fatti naturali e civili . .. N si tratta di similitudini vuote (come potrebbero credere uomini di vista corta) ma singolari e costanti tracce o indicazioni della Natura impresse in materie
e soggetti differenti.
15 1 Corinti XII, 31: letteralmente: << E vi mostro una via per

iperbole .
157 Geremia XXXI, 15: Un grido si ode in Rama, un lamento e
lacrime amare: Rachele che piange il suo popolo e non pu essere

Noris DEL TRADUTTORE

271

consolata dai suoi gli, perch non sono pi. Il passo ritorna alla
lettera in Matteo Il, 18 quale profezia della strage degli innocenti in
Betleem decretata da Erode.
153 Essendoci carestia un servo di Eliseo aggiunse alla minestra
certi vegetali dei quali ignorava la natura benefica: Quindi serv i
compagni perch mangiassero; ma appena assaggiata quella minestra
gridarono: Uomo di Dio, c' la morte nella caldaia! . E non poterono
mangiarne. 2 Re IV, 40. Eliseo annull ogni influenza del veleno
aggiungendo farina alla minestra. Cos Nadler (N. VI, 381) inserisce

l'episodio nel non facile contesto: La ragione ha ucciso il linguaggio


della Natura. Il poeta che la imita ha la morte nella pentola. Occorre
un miracolo di santa magia, perch il poeta non ne attinga morte ma

vita: una nuova nascita del Bambino di Betleem, una nuova venuta
dei Re Magi, una nuova discesa dello Spirito, una nuova nominazione,
una nuova ispirazione per poter parlare e scrivere secondo Iddio. ...
159 Salmo L, 12-13: Se avr fame non lo dir a te, giacch mia
la terra e ci che la ricolma. Manger io forse la carne dei tori o
berr il sangue dei capri? .
16 2 Timoteo IV, 2: predica la parola, insisti a tempo e fuori
tempo, riprendi, minaccia, esorta _ _ . .
161 Filippesi I, 9-11: . _ .e Dio lo ha esaltato e gli ha donato un
nome che al di sopra di ogni nome, s che nel nome di Ges ogni
ginocchio si pieghi dei celesti, dei terrestri e degli inferi ed ogni lingua

confessi che Ges Cristo Signore nella Gloria di Dio Padre.


162 Apocalisse XIX, 10: ...adora Iddio. Lo spirito di profezia
testimonianza di Ges .
163 Giovanni II, 9-10: L'acqua fu mutata in vino durante le nozze

di Cana e presentata al direttore di mensa che . _ .come ne ebbe gustato


e non sapendone la provenienza, mentre la sapevano i servi che avevano
attinto l'acqua, chiam lo sposo e gli disse: Tutti mettono in tavola
prima il vino buono e quando sono alticci quello pi scadente, tu invece hai tenuto in serbo no a qui il vino buono ' .
164 Dal Saggio su una questione accademica appare chiaro lo sdegno
di Hamann nei confronti del carattere punico attribuito a S. Agostino da ]. D. Michaelis nello scritto De l'inuence des opinions sur les
languages etc. premiato nel '59 dall'Accademia berlinese.
165 Nellelenco della biblioteca hamanniana (Biga Bibliothecarum 168/
614) gura (con lindicazione esemplare difettoso ): Ars Pun - ica, sive
Flos linguarum: The Art of Punnin, or the flower o languages; in
seventy-nine rules: for the artber improvement of conversation and help
of memory. By the labour and industry of Tom Pun Sibi (i. e) Ionatban
Swift. Second edition (ristampa del1'edizione di Dublino), ]. Roberts,

London, 1719 (pp. XIII + 27). L'attribuzione a Jonathan Swift (1667-

272

scxrrri sUL LINGUAGGIO

1745), il turbolento e satirico Dean of Saint Patrick's, feso famoso in


tutto il mondo dai Travels into several Remote Nations of tbe World.
By Lemnel Gulliver rst a surgeon, and t/Jen a captain o several Sbips

(London, 1726) e dal1'amore per Stella, incerta; si pensato anche


alla penna di Thomas Sheridan (1687-1738). L'esergo consta di due passi
del secondo libro del De Oratore di Cicerone: Le cose dette ambiguamente sono magari considerate assai acute, ma non sono sempre spiritosaggini, talora sono cose serie (II, 250): << _ _ _ sembra che sia proprio
dell'uomo di ingegno poter rivolgere il senso di una parola ad un
oggetto diverso da quello comunemente inteso. _ . (Il, 254).
Hamann fa seguire un giudizio su Swift Gloria e vergogna del
clero che risale allo Essay on Criticism di A. Pope (1711), di cui una
versione tedesca in versi con testo a fronte e note aggiuntive a cura di

G. E. Mueller apparve presso G. C. Walther a Dresda nel 1745, preceduto da un preannuncio in tedesco legato al nome di Hagedorn, per il
quale Nadler richiama i Smtlicben poetiscben Werke di Friedrich
Hagedorn (Hamburg, 1756, 3 voll.) (cfr. N. VI, 163).
Hamann, passando acrobaticamente dallaggettivo punico al termine
sorto in Inghilterra nella seconda met del secolo XVII pun, punning
di incerta origine (cfr. T/ve Oxord English Dictionary VIII, 1594 e

1605, Oxford, 1933), edica un divertimento sulla base d'una denizione


logica (di non dichiarata origine) secondo cui punnato equivalente
di appartenente ad altri o di riferito ad altro , ad una definizione natu-

ralistica [per cui viene scomodato Gerolamo Cardano (1501-1576)] in


grazia della quale il punning sarebbe <<larte di fare armoniosamente
tintinnare le parole, che, il tintinnio passando per le orecchie e ricadendo
sul diaframma, stimoli un moto titillatorio locale che convogliato nei
muscoli del volto dagli spiriti animali suscita il sorriso. Si aggiunge
la definizione di Swift nello scritto in questione: la capacit di pro-

durre con la migliore eicacia la ne di una buona amicizia.


Le riprese <<puniche sul tema Agostino-Maometto in J. D. Michaelis sono state illustrate in occasione del Saggio di una questione
accademica.
166 << Se leggi i libri profetici senza avere capito Cristo -- scrive

S. Agostino -_ che cosa potresti trovare di altrettanto insipido e scipito? Capisci Cristo e ci che leggi non solo ha sapore, ma addirittura
inebria .
167 Ebrei I, 1-4: Multifariam multisque modis olim Deus loquens
patribus in prophetis, novissime, diebus istis locutus est nobis in Filio,
quem constituit heredem universorum, per quem fecit et saecula; qui
cum sit splendor gloriae et gura substantiae ejus portansque omnia

verbo virtutis suae, purgationem peccatorum faciens sedet ad dexteram


majestatis in excelsis . _ _ .
Filippesi II, 7: . ._semet ipsum exinanivit formam servi accipiens _ . . .

Nona DEL TRADUTTORE

273

163 Tu rex gloriae, Christe!


Tu Patris sempiternus es Filius!
[Tu ad liberandum suscepturus hominem]
Non horruisti Virginis uterum _ _ _
Versi del Te Deum,
citati da Hamann nella traduzione luterana.

169 ORAZIO, De arte poetica (Ep. III, lib. II) vv. 148-150: _ _ .viene
subito al nocciolo e trascina l'ascoltatore nel cuore della vicenda come
se gi ne fosse al corrente e lascia perdere ci che dubiti che nella

trattazione possa risultare poco chiaro. _ ..


17 2 Pietro II, 6-10: _ _ _condann alla distruzione e ridusse in
cenere le citt di Sodoma e di Gomorra, perch fossero di esempio

a tutti gli empi futuri, e liber il giusto Lot, rattristato dalla condotta di quegli uomini senza freno nella loro dissolutezza: poich
quest'uomo, pur abitando in mezzo a loro, si manteneva giusto di fronte
a tutto quello che vedeva e ascoltava, nonostante che tormentassero ogni
giorno la sua anima con opere nefande_ Il Signore sa liberare dalla
prova gli uomini pii e riserbare gli empi per essere puniti nel giorno

del giudizio, specialmente quelli che seguono la carne nei suoi desideri
immondi e disprezzano l'autorit. Audaci ed arroganti essi non temono

di insultare la gloria dei cieli _ _ . .


171 Elia: difensore della tradizione religiosa di Israele contro il
culto di Baal. 1 Re XVII, 6: I corvi gli portavano del pane al mattino e della carne alla sera, e beveva al torrente .

172 La coloquintide una cucurbitacea da cui si ricava un energico


purgante. Persio, rivendicando il vigore della satira popolaresca contro
le nuove raifinatezze ellenizzanti, d saggio nella Satira I (vv. 113-114)
di una risposta indubbiamente volgare al compito interlocutore che non
consente che la reggia della poesia sia lordata: Dipingi due scrpi:

Ragazzi, luogo sacro, andate a orinare fuori! .


173 Nadler cos completa la nota hamanniana (N. II, 411): Vale la
pena di leggere la dissertazione sulla paronomasia pubblicata nel 1737

a Halle da mio padre... Se lo seguo, come lo sento, confesso che non


mi piace pressocch nulla del genere paronomatico in un dire elevato,
specialmente poetico .
ROBERT LOW/TH, De Sacra Poesi Hebraeorum, Gttingen, 1758. Nota
76'* (p. 290) dell'Editore I. D. Michaelis. << La rime s'introduisit dans
le monde avec le duel et le droit fodal comme une agrable contagion,
dit Salvini (Tom. II. Discours 2.), qui sortie des vers Leonins infccta
toutes les langues vulgaires . Oeuvres da Comte Algarotti vol. III. Essay
sur la Rime, p. 76.
174 Ludwig Heinrich Freiherr von Nicolay (1737-1820), nativo di
Strasburgo e morto in Finlandia, fu segretario d'ambasciata, professore

di logica, ricopr varie cariche in Russia no a diventare nel '98 direttore dell'Accademia russa delle scienze, scrisse nella scia cavalleresca del

274

sciursr sur. LINGUAGGIQ

Boiardo, dell'Ariosto e prossimamente del Wieland. Elegien und Briefe,


Strassburg, 1760 (a p. 81 precisa Nadler).

175 PLATONE, Convito 185 c: Fatta pausa Pausania... Aristodemo


disse che toccava ad Aristotele parlare: ma perch troppo pieno o per
altro gli era venuto il singhiozzo e non era in grado di parlare.
Paul Scarron (1610-1660) il marito di Madame de Maintenon: il
sonetto del singhiozzo - ci informa il Nadler (N. VI, 335) - contenuto nel vol. VII dei suoi Oeuvres completes del 1752.
176 Friedrich Gottlieb Klopstock (1724-1803) acquist fama di poeta
biblico cristiano _ [donde l`accostamento al Paradise lost (1665) di

J. Milton] con il Messias (1746-1773). Hamann richiama indirettamente


i Geistlicbe Lieder (1758-69) e lo cita con il nome di Asaf, levita e
salmista ai tempi del re David. Nella Biga Bibliothecarum (163/548)

registrato in un volume miscellaneo: Margot la Ravandeuse, Hamb.


800 (750) .

177 CICERONE, Brutus lib. II. 262: Sono davvero degni di lode,
dissi; sono nudi, diritti e belli, quasi spogliati da ogni rivestimento ora-

torio ornamentale. Ma mentre voleva offrire un materiale gi pronto per


quelli che avessero voluto scrivere di storia, fece forse un favore a

quegli incapaci che vorrebbero arricciarli come i capelli col ferro


caldo: ha tolto invece il coraggio di scrivere alla gente di buon gusto.
Non c' nulla infatti nella storia di pi bello di una concisione pura
c limpida .
173 ORAZIO, Ode II del libro I, vv. 1-8. Di neve e di mala

grandine il Padre ne ha mandata gi abbastanza, e con mano di fuoco


ha saettato i pinnacoli e spaventato la citt: la gente ha avuto paura
che tornasse la trista et di Pirra che lament inauditi fenomeni, quando
Proteo sospinse le greggi sulle vette dei monti.__.
179 PLATONE, Ione, VI (535 A): Socrate: ' Dunque a vostra volta

voi rapsodi interpretate i detti dei poeti? ' Ione: *E in ci dici il


vero'. Socrate: Siete dunque interpreti di interpreti? '_
18 Procopio di Cesarea, storico dell'et di Giustiniano, segretario
di Belisario nelle campagne d'Africa, d'Italia e di Persia, le fece oggetto

dei primi otto libri delle sue Storie ai quali si aggiunse un nono libro
di Historia arcana sui retroscena della politica giustinianea.
Nel libro I della prima tetrade (18 C) nel corso della narrazione
della guerra persiana riferito l'uso persiano di contare i caduti di
una campagna.
usanza in Persia che in occasione di una spedizione di guerra
il re segga sul trono, essendo molti cesti situati vicino a lui, alla presenza del comandante a cui condata la guida dell`esercito contro il
nemico: l'intero esercito, soldato dopo soldato, si presenta al re e
ciascuno getta una freccia nelle ceste, che poi vengono conservate sigillate con il marchio regio. Quando l'esercito fa ritorno in Persia, ciascuno dei soldati estrae dalle ceste una freccia. Fatto il calcolo delle

Nona DEL TRADUTTORE

275

frecce non ritirate rispetto agli uomini, coloro che hanno questo compito annunciano al re il numero dei soldati che non sono ritornati e
risulta cos chiaro quanti siano morti nella guerra .
181 S. Eusebi Hieronymi Stridonensis presbyteri Divina bibliotbeca:
Praeatio in Pentateucbum ad Desiderium (Migne PL. XXVIII, 179 A):
[Origene] _ ._ mischi all'edizione antica la traduzione di Teodozione
servendosi dell'asterisco 9% e dellobelisco -:- ossia della stella e della
freccia [veru, obelos] per distinguere nel corso dell'intera opera: cosi
o evidenzia cose prima meno perspicue o riduce e affossa cose superue .

Nel libro terzo (dedicato a Platone) delle Vite dei loso di Diogene
Laerzio (39). Dal momento che ai libri di Platone sono apposte anche
delle note, diciamo qualcosa in proposito. La lettera X usata per

frasi e gure e soprattutto per segnalare l'uso platonico; la doppia X


per indicare sentenze e opinioni sue caratteristiche; X accompagnata
da punti da ogni parte per le frasi pi importanti e per l'eleganza del
dire; la doppia X puntata da ogni parte per le correzioni; l'obelisco

puntato da ogni lato per le cose non provate; Pantisigma puntato da


ogni lato per gli usi duplici e per le traduzioni di scritti; il ceraunio
per l'insegnamento della losoa; l'asterisco per la concordanza delle
sentenze: l'obelisco per la riprovazione_ L'interprete recente di due
lettere paoline J. D. Michaelis.

1112 Umbricius, nauseato della Roma imperiale diventata possesso di


speculatori e ammantata di falso ellenismo, sul punto di emigrare sfoga
con Giovenale la sua amarezza. GIOVENALE, Satira III, vv. 60-61:

.__Non riesco a sopportare, o Quiriti, una citt greca, quantunque


sia da chiedersi quanto ci sia in proporzione di eccia acbea .

133 Riportiamo la nota esplicativa del Nadler (N. VI, 98: Robert
Dodsley (1703-1764) scrittore ed editore inglese. Citato qui in riferi-

mento al teologo Christian Gotthold Contius (1750-1816) e al suo scritto


Aageangener literariscber Briewecbsel der Dodsleysc/Jen Kunstricbter
und andrer Gelehrten. (1772). Recensito da Goethe sulle Frankfrter
Gelehrten Anzeigen il 24 novembre 1772.
134 Barbara, celarent darii erio baralipton la nota formula classica
per memorizzare i modi della prima gura del sillogismo.
135 Socrate ammonisce Alcibiade a non giudicare il prossimo ma a
rientrare piuttosto in se stesso oltre la maschera dell'opinione altrui;
il verso nale della IV Satira di Persio (v. 62) una sentenza: Sta
a casa tua: ti accorgerai quanto scarso ne sia l'arredamento .

1116 CIGERGNE, Ad Trebatium topica, VIII, 35: quia sant verba


rerum notae , cfr. N. III, 417.
167 Giov. XIX, 5-6: Exivit ergo Jesus portans coronam spineam
et purpureum vestimentum. Et dicit eis: Ecce homo. Cum ergo vidissent
eum pontifices et ministri, clamabant dicentes: Crucige, crucige eum .

11111 In connessione al precedente Vedete, sono un uomo! con cui


Herder rivendica all'uomo la dignit di creatore della parola, Hamann

276

scan-T1 sUL LINGUAGGIO

fa balenare l'umanit sanguinante del Verbo incarnato: Giovanni XIX, 5:


Ges usc fuori con la porpora e la corona di spine, Pilato disse loro:
Ecco l'uomo ' .

1119 Riportiamo l'illustrazione del Nadler: cfr. N. III, 417. FABRICIUS ]_ A., Codex pseudepigrapbus veteris Testamenti. I vol., Ham-

burgii, 1772, Nr. XI. Adami vita. Ex hoc Georgius Syncellus p. 5, chronici refert dierum numerum, quibus nomen animalia sortita sunt _ . . .
19 Esodo VIII, 15: Allora i maghi dissero al Faraone: ' Qui c'
il dito di Dio . (Dopo la terza piaga caduta sull'Egitto: le zanzare).
191 Per protestare contro il decreto del Senato che proclamava il
defunto Claudio assunto tra gli dei (apoteosi), Seneca compose la sarcastica Divi Claudii Apocolocyntbosis. Giocando sui termini deicazione

e zucchicazione Hamann introduce il concetto di nienticazione


o aborto (sulla base del verbo frvollpw) quasi un parturiunt montes . Indubbiamente si gioca di parole (galirnatias).
192 Con assoluto rigore logico .
193 Gi nell'Aest/aetica in nuce Hamann si era attribuito il titolo di

cabbalistico .
194 Lettera di S. Giacomo III, 5-8: Cos anche la lingua; un
membro piccolo, ma pu vantarsi di grandi cose. Vedete un piccolo
fuoco quale grande foresta pu incendiare. Anche la lingua un fuoco,

e il mondo dell'iniquit [6 160110; 'vs t-1lf1], vive inserita nelle nostre


membra e contamina tutto il corpo e incenclia il corso della vita,
traendo la sua amma dalla Geenna. Infatti ogni sorta di bestie e di
uccelli, di rettili e di esseri marini- sono domati e sono stati domati
dalla razza umana, ma la lingua nessun uomo la pu domare: un male
ribelle, piena di veleno mortale .
195 Superior Beings, when of late they saw

A mortal Man unfold all Nature's Law,


Admired such Wisdom in an earthly shape,
And shew'd a Newton as we shew an Ape.
Poma, An Essay on Man, Epistle II.
196 Indubbiamente c' prima la vita che il sapere, prima la pa-

rola che il libro, prima il senso che la penna, prima l'uomo in quanto
tale che il losofo e il poeta. Ci si deve pertanto guardare dal credere
che prima delle lettere e dei mezzi di comunicazione scritta gli uomini

siano vissuti privi di parola e di espressione.__: TERTULLIANO, De


testimonia animae adversus gentes, cap. V.
197 Nella descrizione che lo Straniero fa delle et cosmiche e dei

loro effetti sullo stato dei viventi si parla nel Politico platonico (272, b., 8)
di tpcptuot 'to Kpvou.

1911 2 Tim. 3, 5-9 _ __Guardati da costoro! Tra loro ci sono certuni che vanno per le case ad accalappiare donnette piene di peccati e

di passione, che stanno l ad imparare senza giungere mai alla conoscenza

Nora DEL TRADUTTORE

277

della verit. Sul modello di Iannes e Iambres che si opposero a Mos


si oppongono alla Verit: uomini dalla mente corrotta e riprovati in
materia di fede. Ma non andranno oltre: la loro stoltezza sar palesata
a tutti come avvenne per quelli . Secondo la tradizione giudaica Iannes
e Iambres furono i capi dei maghi egiziani che si opposero a Mos (cfr.
Esodo 7, 11).
Pangloss il personaggio del Candide ou de l'Optimisme (1759) in
cui Voltaire incarna paradossalmente la ducia in un ottimismo di marca
leibniziana_
Claude Adrien Helvtius (1715-1771), esperto di finanza e losofo
materialista, vide in una legislazione meccanica lo strumento per coordinare il gioco del radicale egoismo degli individui. Dest scalpore il
saggio De l'esprit (1758), condannato dalle pubbliche Autorit e ap-

parso postumo nel 1772 con il titolo De l'homme, de ses facults intellectuelles et de son ducation. Appartenne alla quipe novatrice di Federico II. Achitofel il Ghilonita, consigliere perverso di Davide e di
Assalonne, fin suicida: ...in quei giorni un consiglio dato da Achi-

tofel era come una parola data da Dio a chi lo consulta. Cos era di
tutti i consigli di Achitofel per David e per Assalonne . 2 Sam. XVI, 23.
199 Il Nadler (III, 418) segnala una glossa al testo secondo cui: Il

popolo francese non fedele n a Dio n agli uomini . citato il principe Leopoldo di Dessau (1676-1747), una colonna dell'esercito prussiano.
211 Giambattista Della Porta (1535-1615), gentiluomo napoletano,
fu famoso per le sue ricerche naturali e fu tenuto in sospetto di magia.
A anco dei famosi Magiae naturalis sive de miraculis rerum naturalium
libri IV (1558) ricordiamo anche i 4 libri De humana physiognomonia

(1586) che anticiparono i tentativi di I. C. Lavater.


1 Cor. XIII, 12: Videmus nunc per speculum in aenigmate, tunc

autem facie ad faciem .


201 Attraverso la balenante immagine del protomartire Stefano (Atti
VI, 8-VII, 62) l'allusione va al famoso lologo Henry Estienne ( le
Grand ) (1528 o 1531-1598), al cui merito si ricorda a titolo principale
l'edizione di almeno 58 classici latini e 74 greci. Il martirio fu forse

il danno economico derivatogli dall'edizione del suo grande dizionario


della lingua greca. Leggiamo infatti nel vol. II (Cambridge, 1908) di
A History o Classical Scholarship di ]. E. Sandys (pp. 175-6): He

ruined himself over the publication of his Thesaurus Graecae Linguae


(1572) and his Plato (1578) ...it was Thesaurus that (as the publisher
bitterly remarked) made him poor instead of rich..__ L'opera a cui
Hamann allude sembra essere il Projet du livre intitul De la precellence
du langage Franois, Paris (Mamert Patisson) 1579, pp. 295 in 8.

Ricordiamo ancora sull'argomento altri saggi dell'Estienne: un Traict


de la conormite du langage Franois avec le Grec, Geneve 1565-6, Paris

1569 e Deux dialogues du nouveau langage ranois italieniz et autrement designiz, principalernent entre les courtisans de ce temps. De
plusieurs nouveautez qui ont accompagn ceste nouveaut de langage.

278

sciurri sUL LINGUAGG1o

De quelques courtisanismes modernes, et de quelques singularitez courtisanesques. __, Geneve, 1578.


202 Hamann si dichiara trasformato in bestia da soma in quanto
ridotto ad impiegato della pubblica amministrazione non diversamente
dellavventuroso Lucio, divenuto un somaro secondo i Metamorphoseon
libri XI di Apuleio di Madaura.
2113 Pierre-Louis Moreau de Maupertuis (1698-1759) fu autore di
scritti astronomici e cosmologici. Cerc elementi a favore della teoria
newtoniana dello schiacciamento della sfera terrestre ai poli con una

spedizione in Lapponia nel 1736. Gi membro dell'Accademia parigina


dal 1731, fu chiamato alla presidenza dell'Accademia delle Scienze di

Berlino nel 1745 da Federico II, alla carica gi occupata un tempo dal
Leibniz. Sono del 1748 le sue R/lxions philosopbiques sur l'origine des
langues et la signication des mots. A1 suo anco Hamann evoca l'ombra
di un altro protetto di Federico II: il veneziano Francesco Algarotti

(1712-1764), autore de Il newtonianismo per le dame (Milano, 1737) e


di un saggio Sopra la necessit di scrivere nella propria lingua. Nel 1772
apparve a Berlino il I vol. di Oeuvres du comte Algarotti. _ _ Traduit de

l'italien. (cfr. N. V, 308-28 ss. e 38 ss.).


204 Hudibras il protagonista donchisciottesco dell'epos satirico
omonimo (1663-1678) di Samuel Butler. Nella biblioteca di Hamann gurano due esemplari dell'opera (Biga bibliothecarum 166/594 e 172/692)

di cui il secondo contrassegnato dalla dizione donum Herderi nostri


: Hudibras, with Cuts design'd and engrav'd by Hogard. Lond_ [1] 739.
2115 Viene trasferito a Herder il titolo di cl caballero de la triste
figura assunto da Don Quijote nel cap. XIX della I parte dell'opera

del Cervantes: El ingenioso hidalgo Don Quijote de la Mancha (1605).


206 Elisabeth Regine era nata il 12 aprile 1772.
207 Initium sapientiae est timor Domini : Prov. I, 7. Di contro
Federico II, il Salomon du Nord per Hamann, pareva proporsi a scopo
dell'educazione civile il timore del principe.
2118 Filip. IV, 7: Et pax Dei, quae exsuperat omnem sensum, custodiat corda vestra et intelligentias vestras in Christo Jesu .

2119 Is. XXVIII, 16: Ecce pono in Sion lapidem summum angularem, electum, pretiosum; et qui crediderit in eum, non confundetur .

21 Matt. V, 33: Sia invece il vostro parlare s, s; no, no; il pi


viene dal Maligno. L'allusione seguente palesemente a l'Esprit des
lois del Montesquieu e al Contrat social di Rousseau.

211 Senofonte, autore della Ciropedia (Kpou ww-ela), fu apologeta devoto quanto modesto della persona e del pensiero di Socrate ne1l'Apologia
di Socrate, nei Detti memorabili di Socrate, nel Simposio.
Nel cap. IX della prima parte del Don Qui/'ate Cervantes racconta
di avere semplicemente tradotto da certe carte acquistate alla ventura

NOTE DEL TRADUTTORE

279

in Toledo la storia dell'Ingenioso Hidalgo narrata in arabo da tale


Cide Hamete Benengeli_
212 La frase citata appartenente al Salmo 115 (v. 10) ed riportata
da Paolo in 2 Cor. IV, 13: Animati da quello stesso spirito di fede
di cui sta scritto: 'Ho creduto, perci ho parlato', anche noi crediamo
e perci parliamo _ _ _ .
213 Il Nadler (N. III, 420) riporta la nota hamanniana aggiunta consecutivamente alla citazione greca: Epicteti, Enchiridion. Item Arriani
commentariorum de Epicteti Disputationibus Lib. IV. Omnia Hieronimo

Wolf-io interprete. Londini 1670. Lib. III. cap. XXI, p. 306: Quid aliud,
homo, nisi Cereris initia divulgas? Domicilium, inquis, est Eleusine:
Ecce et hic. Illic sacrorum antistes: Et ego faciam antistitem_ Illic praeco:
Et ego praeconem instituam .

Anch'io far l'iniziatore ai misteri! annuncia Hamann in abito


di misterioso alchimista di una favolosa consorteria sfociata ormai nella
ben nota Massoneria. Nella Biga bibliothecarum (190/ 164) Hamann lamenta la perdita dell'Art Royal du Chevalier de Rosecroix, Londres, 1750.

Il titolo di ierofante spetter proprio a _). A. Starck (1741-1816): dal


1769 professore di oricntalistica a Knigsberg e membro della locale

Dreikronenloge contro cui Hamann diresse nel 1775 i Hierophantische


Briefe.
214 Dal cap. XLII del libro I del Gargantua et Pantagruel di F. Rabelais. In alcune redazioni Hamann aveva fornito la falsa data di edizione 1770. Di fatto il libretto fu edito a Knigsberg nel 1772 da Kanter.

215 All'inizio del Filebo platonico Socrate chiamato a giudice attorno


al problema del primato del piacere e della salvezza annuncia il mistero
dell'unit e della molteplicit, dell'innit e limitazione della parola:

Un dono degli dei a mio parere disceso per opera di un tale Prometeo
agli uomini in unione ad un fuoco luminosissimo. Ci hanno tramandato

gli antichi - a noi superiori e situati pi presso gli dei - questo


oracolo _ _ _ Filebo 16c, 5-8.
216 Odi profanum vulgus et arceo.
Favete linguis; carmina non prius
audita Musarum sacerdos
Virginibus puerisque canto.

ORAZIO, Odi III, I, 1-4.


Il sacerdote delle Muse impone il silenzio dopo avere allontanato
i non iniziati.
217 Luca, XII, 6-7: Cinque passeri non si vendono forse per due
soldi? Eppure neppure uno di essi dimenticato davanti a Dio. Anche
i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non temete, voi valete pi di
molti passeri .
Behemoth nel Libro di Giobbe Pippopotamo: << Esso la prima
delle opere di Dio, il suo creatore lo ha fornito di difesa . Giobbe,
XL, 19.

280

sciurrt sUL LINGUAGGIO

Al tema dei capelli contati del citato passo di Luca una glossa
d'autore (cfr. Nadler III, 420) riconduce un commento di Clemente
Alessandrino tratto dal cap. III del libro III del Pedagogo (P. G. VIII,
581 BC): un commento analogo si ritrova nel cap. XXVI, 2 del libro II
dell'Adversus haereses di Ireneo (P. G. VII, 800 C) a cui sembra
alludere l'impreciso rimando di Hamann.
213 Tertulliano contestando la tesi secondo cui la Divinit sarebbe
frutto di una divinizzazione umana, mostra che nulla di quanto
necessario alla vita degli uomini pot essere opera di produzione umana:

gli uomini trovarono ci che era stato gi per loro creato e predisposto
da Dio: si dice che gli uomini hanno trovato gli elementi indispensabili alla vita terrena, non che li hanno creati; ci che stato trovato

infatti c'era gi in antecedenza e ci che gi prima era non pot essere


attribuito a colui che lo ha trovato bens a colui che l'ha creato,
giacch esisteva gi prima di essere trovato . Tertulliano, Apologeticus adversus gentes, cap. XI, 7.
Nel De testimonia animae adversus gentes (cap. V, 64-72) Tertulliano pi ampiamente dice: Queste testimonianze dell'anima in quanto
sono vere sono semplici, in quanto semplici sono ovvie, in quanto ovvie
sono universali, in quanto universali sono naturali, in quanto naturali
sono divine La Natura la maestra; l'anima la scolara_ Comunque
tutto ci che l'una insegna e l'altra apprende stato dato da Dio, che
a sua volta il maestro della maestra stessa. Che cosa l'anima possa

pretendere di sapere del Fondatore originario sta a te stabilire sulla


base dellanima che c in te! Senti colei che fa s che tu senta!
ritrova nelle profezie colui che parla, in tutti i fatti laugure, in tutti
gli eventi il prcveggente! straordinario che essa, data all`uomo da
Dio, conosca la profezia? straordinario che conosca colui da cui stata
donata? Anche assediata dal nemico essa si ricorda del suo creatore e

della bont e volont di lui e della sorte propria del nemico. Cos
naturale che, donata da Dio, l'anima canti quanto Dio le ha concesso
conoscere di S. Ma chi non crede che queste espressioni spontanee dell'anima sono un insegnamento della Natura e doti segrete aidate ad

una coscienza ingenita e congenita, parler piuttosto di uso letterario


in connessione con opinioni correnti e addirittura di un vizio ormai
acquisito di esprimersi in un certo modo. Senza dubbio l'anima precede
la cultura, e la parola lo scritto; certamente c' prima il pensiero che
lo strumento grafico e c' prima l'uomo in quanto tale che il losofo e
il poeta. Si deve a questo punto allora credere che prima delle lettere
e della loro divulgazione gli uomini privi di quei mezzi espressivi siano
rimasti muti? Nessuno parlava di Dio e della Sua bont, nessuno parlava della morte n degli Inferi: la parola andava mendicando, anzi
non c'era affatto: dal momento che mancavano quelle condizioni senza
le quali neppure oggi potrebbe avere migliore sorte di ricchezza e di
acume, se cio prima che venissero al mondo le lettere, prima cio della
nascita - credo _ di Mercurio non esistevano quei fattori che oggi

NorE DEL TRADUTTORE

281

sono sempre presenti, tanto prossimi, quasi nascenti sulle labbra stesse.
E donde venuta alle lettere stesse la legge che ha consentito di conoscere e disseminate nelluso linguistico ci che mai mente prima
aveva concepito, n lingua pronunziato, n orecchio udito? .
Con profetica polemica Hamann inserisce la voce di Lattanzio:
...certi letterati accostandosi alla religione di Dio hanno difficolt
a credere, giacch, abituati ad una prosa o ad una poesia curata e
rafnata, spregiano come rozzo il parlare semplice e comune della
Scrittura divina e cercano piuttosto ci che accarezza i sensi, si lasciano

persuadere da ci che piace e penetra ne1l'animo per la via del diletto.


Ma Iddio, orgiatore della mente, della voce c della lingua, non pu forse
parlare con eleganza? Diciamo piuttosto che la divina Provvidenza volle

fosse privo di splendore ci che divino, perch ciascuno potesse comprendere ci che gli diceva . Lattanzio, Divinae institutiones, lib. VI,
cap. 21, 4-6.
Nel cap. 10 del libro VI (12-14) delle sue Divinae institutiones
Lattanzio aveva gi denunciata la falsit della tesi di coloro che a
spiegazione dellumana societ avevano favoleggiato un primigenio stato
in cui gli uomini, sgorgati dalla terra, sarebbero vissuti in boschi e
caverne, vittime degli assalti delle ere no a che, spaventati dalla violenza, si sarebbero riuniti in una mutua associazione di difesa. In
vista di questa alleanza difensiva questi ominidi da prima avrebbero
manifestato a cenni la loro volont e poi avrebbero saggiato i primordi
di un linguaggio e in seguito, assegnando ad ogni cosa un nome, sarebbero
riusciti a poco a poco a mettere a punto uno strumento linguistico.
A costoro Lattanzio replica che gliuomini non sono nati qua
e l su tutta la superficie terrestre come dalla semenza di un drago,

come raccontano certi poeti, bens che Iddio plasm un unico uomo
e che a partire da quello tutta quanta la terra fu popolata di uomini:
proprio come successe dopo il Diluvio: fatto questo che nessuno si

attenter di negare. Qualunque persona intelligente a questo punto


capir che in principio non ebbe luogo alcuna convenzione del genere,

n che mai ci furono sulla terra uomini che, al di fuori dallinfanzia,


non parlassero_ ib. (19-20).
Nellultima proposizione Hamann anzi che praeter infantiam > dice

propter infantiam, quasi si trattasse di uomini che non parlavano


perch ancora infanti.
219 Per tre volte l'angelo del Signore, invisibile a Balaam e ai
suoi servi, con la spada sguainata ferma l'asina su cui il profeta
cavalca, il quale inne reagisce percuotendola. Allora il Signore apr
la bocca dell'asina ed essa disse a Balaam: Che ti ho fatto perch
tu mi percuota per la terza volta? Balaam le rispose: Perch ti sei
presa gioco di me! Se avessi una spada ti ucciderei! L'asina disse a
Balaam: Non sono io la tua asina, sulla quale hai cavalcato no ad
oggi? Agisco forse abitualmente cos? Egli rispose: << No! Allora il
Signore apr gli occhi a Balaam ed egli vide l'angelo del Signore, che

282

scRITTI sUL LINGUAGGIO

stava sulla strada con la spada sguainata. Balaam si inginocchi con la


faccia a terra. Numeri, XXII, 28-31. furipreso per la sua iniquit:
un muto giumento, parlando con voce umana, imped la demenza del
profeta_ 2 Pietro, II, 16.
22 Una glossa di Hamann (cfr. N. III, 420): Dice il Ficino:
' Secundum vero Protagoram sapientissimum, hominem rerum omnium
esse mensuram' (Thaetetus, sive de scientia); 'Quemadmodum Protagoras tradidit rerum omnium dicens hominem esse mensuram' (Cratylus, sive de recta nominum ratione).

PLATONE, Teeteto 166d2-3: utpov rap xaatov uw :Ivan -:mv ta


v-:mv :tal pxh

PLATONE, Cratilo 385e6 - 386a2: <<'v1tsp How-ra-fpa; kzyev


Xymv -:cav-:uv xp~np..-:mv p.:pov" elvat vzpmtov -- che pa ola lv uo
tpalvntat 't ttp-yum-ra [slv1.v.], :oLa.\'J-ta uv crtw uol

221 Julien Olfray Lamettrie (1709-1751): il materialismo totale


espresso ne L'homme machine (Leida, 1748) gli procur una pubblica
condanna. Lo accolse Federico II nell'Accademia berlinese. Apparvero
postumi nel 1752 ad Amsterdam 2 voll. di Oeuvres philosophique: del
Lamettrie (che figurano nella biblioteca di Hamann).
Le Systme de la nature del barone Paul Heinrich Dietrich d'Holbach apparve in 2 voll. ad Amsterdam nel 1770 sotto lo pseudonimo
di J. B. Mirabaud con il mentito luogo di edizione << Londra . L'Holbach
(1723-1789) fu a Parigi la bandiera di un radicale materialismo attorno
al quale si mossero i maggiori Enciclopedisti. Un'annotazione del 28 ot-

tobre 1777 nel quaderno di appunti (G. II, 29) mostra Hamann in
traccia del vero autore del Systme (Cfr. N. V. 334, 29 ss.).
222 Pietro Moscati (1739-1824) professore a Pavia e dal '72 medico
a Milano intrecci la professione con varie avventure politiche nellet
napoleonica. Petr. Moscati, Von dem krperlichen wesentlichen Unter-

scbeide zwischen der Struktur der Thiere und der Menschen, Goettingen,
1771. (Cfr. Biga bibl. 109/202).

223 Il terzo luogo citato richiama Voltaire. Rimane aperta lallusione


ad un quarto personaggio della schiera illuminatrice .
224 Auquel temps les ouaciers de Lern passoient le grand quarroix, menans dix ou douze charges de fouaces la ville. Rabelais,
Gargantua I, cap. XXV.
(<<fouacier equivale a fabbricante e venditore di focacce).
225 Una grandiosa imprecazione contro l'avara amministrazione scale
organizzata da Federico II seguendo gli schemi dell'illuminismo gallico
si incentra sulla vocazione profetica di Ezechiele e il suo annuncio dell'assedio di Gerusalemme.
Ezechiele I, 3: la parola del Signore fu rivolta al sacerdote Ezechiele glio di Buz, nel paese dei Caldei, lungo il canale Chebr.
Qui fu sopra di lui la mano del Signore .
Ezechiele TV, 15-16: Egli mi rispose: ' Ebbene, invece di escre-

Nor DEL TRADUTTORE

283

menti umani ti concedo lo sterco di bue; l sopra cuocerai il tuo


pane'. Poi soggiunse: Figlio dell'uomo, ecco io tolgo a Gerusalemme
le riserve del pane; mangeranno il pane a razione e con angoscia e
berranno lacqua a misura in preda all'affanno; cos, mancando pane e
acqua, languiranno tutti insieme e si consumeranno nella loro iniquit ' .
Si prola l'immagine bestiale del pubblico che tutto inghiotte no
a crepare, a cui si volge la prima dedica dei Memorabili rocratici (cfr.
N. II, 59, 24/26) e che nasce da Daniele XIV, 27: Daniele prese
allora pece, grasso e peli e li fece cuocere e li gett in bocca al drago
che li inghiott e scoppi; quindi soggiunse: 'Ecco che cosa adora-

vate! ' cui si mischia la poco nobile immagine del principe indicato
con un Vespasiano aneddotico.
Stupidit rispetto ai valori e avidit di beni materiali: Arabi e

Cretesi sono gli stranieri che presiedono all'impianto scale prussiano


sulla base di: I Cretesi sono sempre bugiardi, male bestie, ventri

pigri. I Tito I, 12.


Cucina e nutrizione paiono essere in analogia con cultura e vita

spirituale: al di l di una povera cultura contadina tedesca (piatti freddi


e un piccolo Federico evangelicamente nato in stalla e nutrito alla buona
con il cucchiaio di legno) e delle rafnatezze francesi (cuochi e pendagli da forca - cfr. Rabelais, cap. 23 del libro V e il ghiottone suicida Apicio - ed educazione di corte) la sostanza che alimenta la vera
vita spirituale viene dalla tradizione materna volta ad una fede in-

fantile: Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non vi


entrer. Luca XVIII, 17.
22 D. Hume fu oltre che noto per la sua critica al concetto di
causalit, autore di una History o Great Britain (1754-61) e di The
natural History of Religion (1757).
227 L'accenno alla ghiandola pineale, proposta da Cartesio come

punto di collegamento tra anima e corpo, consente (giocando sul termine


ghianda-ghiandola) di ritornare nella polemica contro Pamministrazione
della Prussia aidata da Federico II ai Francesi.
225 Marco Aurelio Antonino (121-180) imperatore e seguace della
losoa stoica gura di Federico II di cui si agella la corte berlinese
libertina (Sodoma-Samaria) e la politica demografica a scopo bellico.
Hamann crudamente riduce a funzione biologica ogni esaltazione erotica,
magari articiale.
Il termine preso da Rabelais (lib. III, cap. 8) e la denizione fornita
dall'Autobiograa di Marco Aurelio (lib. VI, cap. 13) concorrono nella
riduzione biologica del momento amoroso. Il periodo seguente (comprese le note IX e X) insiste nell'accusa di libertinismo religioso e
morale contro Federico II (Salomone), cui Hamann attribuisce gli Entretiem- .mr l'Art de Regner, divise: en cina .voires (1766), dalla cui
Seconde soire de la religion (pp. 4-9) -- a quanto riferisce il Nadler
(III, 421) _ ricavata la cinica sentenza riportata dalla nota IX.
L'aneddoto lupanaresco in cui l`imperatore Demetrio rivendica, rivol-

284

sciurrl sUL LINGUAGGIO

gendosi alla flautista Lamia, le superiori doti generative del sangue


reale, proviene dalla nota H. alla voce Demetrius del Dictionnaire
birtorique et critique di Pierre Bayle, III ed. Rotterdam, 1720 (cfr.
Nadler, loc. cit.).
Laneddoto serve a concludere il lungo divertissement sulle ghiande
in cui si sfoga il sarcasmo contro il libertinismo importato da Federico II. Il termine cathchisme de la raison attribuito alle opere
dei loso a p. VI dell/l11ant-propos dell'Extrait du Dctionaire bittorique et critique del Bayle edito a Berlino nel 1765.

22 Salmo CXXIX, 6: Siamo come l'erba dei tetti.


Geremia III, 24: L'infamia ha divorato no dalla giovinezza il
frutto delle fatiche dei nostri padri, i loro greggi e i loro armenti, i
loro gli e le loro glie .

23 Sotade: poeta del IV-III secolo di proverbiale licenziosit e aggressivit.


231 Genesi III, 24: Scacci l'uomo e pose ad oriente del giardino
di Eden i cherubini e la amma della spada folgorante, per custodire
la via all'albero della vita .

232 Erode Attico (101-177) sosta, maestro di Marco Aurelio, qui


gura di Federico II.
233 Diventate banchieri abili! Johann Alber. Fabricius (1668-1736)

erudito classicista autore del Codex apocrypbus Novi Testamenti in


3 voll. (1703-1719) da cui tratta la citazione.
234 L'allusione _ secondo la congettura del Nadler _- al verso

399 delle Metamorfosi I di Ovidio, dove narrata la palingenesi degli


uomini rinascenti dai sassi, che Deucalione e Pirra si gettavano secondo
il comando divino dietro le spalle senza guardare:

Discedunt velantque caput tunicasque recingunt


Et /'ussox lapides sua post vestigia mittunt .
7-"5 Scrive Montaigne nel luogo citato dei suoi Essais: ]'ayn-le
l'alleure poetique sauts et gambades. C'est un art, come dit Platon,
leger, volage, demoniacle .

B6 PLATONE, Ione, 534 b: cosa lieve il poeta ed alata e sacra .


237 Circa questi eletti il riferimento non chiaro; circa l'aneddoto sottinteso il Nadler (III, 422) si chiede:

il passo di Ra-

belais (libro III, capp. 2-4) in cui Panurge si diffonde nellillustrazione


del sacrosanto ruolo del debitore? .
238 Nicolas Beauze autore di una Grammaire gnerale ou exposition raironne des lmen: du langage edita in 2 voll. a Parigi
nel 1767.
Di Jacob Harris (1708-1780) si ricorda Hermes, or a pbilosopbical
Inquiry concerning language and universal Grammar, London, 1752.

239 Thomas Brown (1605-1682) fu medico ricco di interessi archeologici e losoci, in cui si prola l'interesse baconiano per la ricerca

NOTE DEL TRADUTTORE

285

empirica e per la critica delle tradizioni favolose. Dest scalpore la sua


Religio medici (1642). Il suo scritto principale Pxeudoxia Epidemica,
or inquiriex into very many received tenentr and commonly accepted
tbrutbs del 1646: nella biblioteca hamanniana gura una copia datata
1650 (cfr. Biga bibl. 96/8); il Nadler (III, 422) cita una traduzione
tedesca di Christian Rautner del 1680.
24 Nel XXV cap. ( 61-62) del libro I delle Tuxculanae disputationer Cicerone pone la domanda circa la natura del pensiero: Che
cosa quella forza che investiga ci che nascosto, che viene detta

inventiva o pensiero? Ti pare essa costituita da questa vita terrena


mortale e caduca e di tale natura ti pare essere chi per primo impose
un nome ad ogni cosa _ fatto che parve a Pitagora segno di una

sapienza somma - o chi raccolse in unit e chiam ad una vita sociale


gli uomini sperduti, o chi concluse nell'arco di poche lettere i suoni
della voce che parevano inniti, o chi ss e descrisse le orbite, gli
avanzamenti, le stazioni degli astri erranti? .
De lg Nature (-: qo't-:mg 'ypaupars 'v 'tv xkauov rtopxwv

vouv Suid. De Ari.tt.), Amsterdam: chez E. van Harrevelt. MDCCLXI.


(8, pp. 456). Il saggio attribuito a Iean B. Ren Robinet (1735-1820)

fu il tema delle Nscbereyen hamanniane del 1762 (N. II, 188 ss.).
Hamann recens il II volume del De la Nature (1763, pp. 443 in 8,
Amsterdam) nel num. 4 del 13 febbraio 1764 delle Knigsbergsche
Zeitungen (cfr. N. IV, 271-272). L'opera del Robinet raggiunse nel
1766 il 4 vol.

Nel Knigsberger Notizbucb (56) registrato uno schema per capitoli del saggio De la pbiloxopbie de la Nature. (Nunquam aliud Natura, aliud Sapientia dicit. Iuven. XIV.), Tom. I Amsterdam, 1770.

Riportiamo i passi di Filone Ebreo suggeriti dalla nota hamanniana (che si riferiscono alla creazione dell'uorno e alla sua natura nella

prospettiva biblica). L'edizione a cui si rifanno i numeri delle pagine


indicati da Hamann la seguente: CDIAQNOZ IOYAAIOY ZYFFPAMMATA.
Pbilonir Iudaei, omnia quae extant opera. Ex accuratissima Sigismundi

Gelenii, et aliorum interpretatione, partim ex Adriano Turnebo, professore regio, e christianissimi regis bibliotheca, partim

a Davide

Hoescheli ex Augustana, edita et illustrata Francofurti. Apud ]eremiam Schrey et Heinrichi ]oh. Meyeri Haeredes. Anno MDCXCI.
p. 17 B-C: De mundi opico: Come chi fa un invito a un convito
o a uno spettacolo si preoccupa che prima dellarrivo dell'ospite tutto sia
preparato cos anche il Signore dell'Universo intero, come fosse il direttore di mensa o dei giochi, al momento di chiamare luomo al convito e
allo spettacolo prepar tutto ci che era relativo ai due avvenimenti, affinch l'uomo, entrato nel mondo, trovasse un convito e uno spettacolo davvero divino .
p. 32 E: De mundi opicioz Se definiamo il nostro capostipite
non solo primo uomo, ma solo cittadino del mondo, diciamo la verit;
il mondo era per lui infatti casa e citt .

286

scRITTI sUL LINGUAGGIO


p. 34 B: De mundi ojz'/icio: giustissimo assegnare al primo uomo

anche Fimposizione dei nomi: questa infatti opera di sapienza e di


regno .
p. 178 C: De eo, quod deteriur potiori insidiari roleat: La parola

obbedisce alla mente cos come Iddio volle che Aronne fosse lo strumento della manifestazione sensibile dei pensieri che Egli rivelava a
Mos: << Fece infatti strumento di tutto ci di cui siamo composti la

voce articolata

p. 148 E: De racriciis Abelis et Caini: Togliete una particella


dalle primizie del vostro pane fermentato, la separarerete dal resto.
Questo fermento _ per dire la verit _ propriamente siamo noi,
[nati] in seguito alla riunione e fusione di pi essenze, perch ne
siamo distinti .

2*" Alle tesi rousseauiane ed enciclopedistiche attorno al fondamento della societ umana, di cui il linguaggio fattore primario,
I-Iamann contrappone la Bibbia, quale alteste Ur/eunde de: Menrcbenge_tc/vlecbts per usare il termine reso noto da Herder di l a poco:

'Porr inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la stirpe di


lei: ella ti schiaccer il capo e tu le insidierai il calcagno '. Alla donna
disse: 'Moltiplicher i tuoi dolori e le tue gravidanze, con dolore
partorirai i gli. Verso tuo marito ti porter l'istinto, ed egli ti asservir'. Generi III, 15-16.
242 Nel corso della storia la creatura assoggettata al male: Ro-

mani, VII, 18-19: C' in me il desiderio del bene, ma non la


capacit di attuarlo: infatti io non compio il bene che voglio ma il
male che non voglio ; ib. VIII, 19-23. La creazione stessa attende
con impazienza la rivelazione dei gli di Dio; essa infatti stata sottomessa alla caducit non per suo volere, ma per volere di lui che
l'ha assoggettata e nutre la speranza di essere liberata dalla schiavit
della corruzione Sappiamo infatti che tutta la creazione soffre e geme

no ad oggi nelle doglie del parto, e anche noi, che possediamo le


primizie dello spirito, gemiamo interiormente aspettando l'adozione a
gli e la redenzione del nostro corpo . Nel corso temporale la parola
stessa oppressa dai tiranni, che servono il nemico, con la corruzione
e la paura: cos Filippo il Macedone tolse con il denaro la parola all'Oracolo di Delfi e a Demostene e Tacito soffoc in cuor suo lo

sdegno al cospetto della corruzione dell'impero di Roma. Nadler (VI,


355) suggerisce un raffronto con il cap. 56 del libro 4 dellopera di
Rabelais.

243 Giovanni I, 1: In principio erat Verbum et Verbum erat apud


Deum, et Deus erat Verbum . 1 Giovanni I, 1: Quod fuit ab initio,
quod audivimus, quod vidimus oculis nostris, quod perspeximus et

manus nostrae contrectaverunt de verbo vitae. Romani X, 8 e


Deuteronomio 30, 14: Questa parola ti vicina; nella tua bocca e
nel tuo cuore. Matteo XIII, 31-33: Disse loro unaltra parabola:
' Il regno dei cieli si pu paragonare a un granellino di senapa, che

Noris DEL TRADUTTORE

287

un uomo prende e semina nel suo campo. Esso il pi piccolo di tutti


i semi ma, una volta cresciuto, pi grande degli altri legumi e diventa
un albero, tanto che vengono gli uccelli del cielo e si annidano tra i
suoi rami'. Un'altra parabola disse loro: Il regno dei cieli si pu
paragonare col lievito che una donna ha preso e impastato con tre
misure di farina perch tutta fermenti ' .
244 Nadler (III, 423) ci rimanda all'inizio del capitolo 22 del 3"
libro dell'opera di Rabelais, dove Panurge dichiara: Il mesdit de
bons Peres mendians Cordeliers et Jacobins, qui sont les deux hmi-

sphaeres de la Christiant, et par la gyrognonomonique circumbilivagination desquels, comme par deux lopendoles coelivages, tout l'automatic metagrabolisme de lEclise romaine, soy sentente emburelucoquue

d'aulcun baragovinage d'erreur ou d'haersie, homocentricalement se


trmousse

Il termine articioso e burlesco nasce dall'unione dei termini ud-mu-o ( = vano, sciocco), Ypoiv (= scrivere), MEw (= gettare): quindi
qualcosa come buttar fuori per iscritto stupidaggini, cicalare per

iscritto
245 Yvetot in Normandia, presso Caux, fu no al 1681 un principato
indipendente, Reame proverbialmente sonnacchioso a detta di J. Simon
(J. G. Hamanns Sclvri/ten zur Sprache, Frankfurt a. M. 1967, p. 245).
244 Allusione al mausoleo fatto erigere da Federico II nel cimitero
di Pisa all'Algarotti.
247 Maximilien de Bthune duca di Sully (1560-1641) impression
Hamann per i suoi progetti amministrativi aflidati ai Mmoirr des rage:
et royalle: Oeconomies d'E:tat de Henry le Grand, Amsterdam 1634-33,
3 voll.
Dal II taccuino di Knigsberg (cfr. N. IV 307/29-38 e 308/23-27)

risulta che in data 11, 17 e 20 luglio 1772 Hamann redasse uno schema
riassuntivo per capitoli rispettivamente dei tre volumi dell'opera del
Sully di cui il II vol. risulta edito a Parigi nel 1662.
Il titolo del I tomo riportato : Memoires des :age: et royales
Oeconomier d'Ertat domertiquer, politique: et militaires de Henry etc.

et der rervitutes utiles, obeisances convenables et administration loyale


de Maximilien de Bet/June. Nunquam marcescet virtus, Amstelredam
chez Aletinosgraphe de [?] et Graphexeilon de [P] l'Enseigne des
3 Vertus couronnes d'Amaranthe folio p. 502
I progetti di Giuliano
l'Apostata contro i Parti abitanti agli estremi conni orientali dell'Impero
palesemente designano l'azione nanziaria e culturale di Federico II ai

danni degli onesti Luterani di Germania.


248 Gli Entrepreneurs l'en.teigne de trois Vertuer couronner d'A-

rnarantbe sono ovviamente i capi dell'amministrazione prussiana ispirata


alla nanza francese simboleggiata dal Sully, a cui si allude richiamando
l'editore dei Mmoirr secondo ledizione da noi citata nella nota pre-

cedente.

288

scRITTI sUL LINGUAGGIO

244 bis Il calembour di Pisa-pisello-Pisone (cui Hamann aggiunge l'altro


sul cimitero pisano e regiomontano) nel titolo e nel luogo di edizione
di una esercitazione faceta di Karl Heinrich Rappolt (1702-1753) prc
fessore di sica a Knigsberg, buon latinista e maestro di Hamann:
Cai Herennii Rapidi (Car. Henr. Rappolt) Pisonir Sermo ad Pisones,
Pisae Aestiorum 1740.

La Pisa dell'Est Knigsberg: chiaro nel titolo l'accenno


all'Ars poetica di Orazio (II Epist. 3 ad Pironer ).
249 Il primogenito di Hamann nato il 27 settembre 1769.
5 Karl Gottlieb Guichard (1724-1775) poliglotta e latinista fu di
professione militare: autore di Mmoirer militaires sur lex Greci' et les
Romains (1758). Ebbe il soprannome di Quintus Icilius da Federico II

della cui corte fece parte come ufficiale e dotto.


251 2 Timoteo II, 19: Tuttavia il fondamento gettato da Dio sta
saldo e porta questo sigillo: Il Signore conosce i suoi' e ancora ' Si

allontani dall'iniquit chiunque invoca il nome del Signorei. Lettore,


salute!
252 Sono appunti al saggio herderiano sull'origine del linguaggio pre-

miato dall'Accademia di Berlino: nel frontespizio la citazione del


Salmo CXX dichiara che sar un attacco penetrante e bruciante, ma
le citazioni di Pindaro e di Orazio assicurano rispettivamente che
saranno osservate le regole della lealt e che non si discute il merito

di Herder alla palma.


Nel cantare la vittoria di Sogene nella VII Nemeica Pindaro ritorna
su certe critiche espresse nel VI Peana che avevano irritato quelli di
Egina, compatrioti del vincitore: una situazione parallela a quella di
Hamann nel lodare Herder vincitore presso l'Accademia berlinese, certo
non cara a Hamann. Il passo citato tratto dalla ne della 4' strofa

della VII Nemeica (vv. 103/106): ...giuro di non passare il limite


nello scagliate, come un bronzeo dardo, la mia guizzante parola

Nella X Satira del I libro (vv. 48-49) Orazio torna sulle critiche
gi espresse sulla poesia di Lucilio nella IV Satira dello stesso libro
e assicura
comunque non oserei strappargli quella corona che con
tanta lode porta piantata in capo .
Nel frontespizio sono pure tracce della composizione e della mancata
edizione dello scritto. La data di completamento del saggio mese
del vino 1772 > confortata dalla lettera a Herder del 6/7 ottobre 1772.
Il luogo di stampa sopperito da un'allusione al Nicolai, editore

della Allgemeine deutsche Bibliothek> cui Hamann offr a mo'


di sfida il pericoloso manoscritto gi declinato dai librai regiomontani.
Il titolo Mago del Nord richiama K. F. V. Moser, a cui risale,
e al quale Hamann affid il manoscritto riutato in deposito, chiamandolo a testimone della vicenda.

Una Nota del Nadler (III, 425) ci fornisce una glossa d'autore
alla frase del frontespizio Messo per iscritto dal Mago del Nord

ecc. che propone la variante: Un frammento del Signor Giov. Giorgio

Nona DEL TRADUTTORE

289

Hamann _ detto il Mago del Nord _ residente al num. 758 delle

Fosse Vecchie a Knigsberg in Prussia. Stampato all'Inferno di propria


mano dal Dott. Faust sotto il suo mantello, 1772 .
253 << ...la voce segno di dolore e di piacere e la posseggono

(tutti) gli altri animali _ la loro natura infatti arrivata al punto


che hanno la sensazione del dolore e del piacere e possono darsene
comunicazione tra loro; la parola per determinata a manifestare ci
che conviene e ci che non conviene e di conseguenza anche il giusto
e l'ingiusto: proprio infatti degli uomini a preferenza degli altri ani-

mali l'avere in esclusiva il senso del bene e del male, del giusto e
dell'ingiusto e di cose del genere Aristotele, Politica, lib. I, cap. I,
11 (1253a). Il linguaggio secondo Aristotele genera la famiglia e lo stato.

<<

ci che si fa udire occorre che sia animato e fornito di fantasia:

giacch la voce un suono signicante

. Aristotele, De anima, lib. II,

cap. 8 (420 b). La voce non un suono qualsiasi come la tosse.


254 Le esclamazioni dolorose sono del Filottete di Sofocle (vv. 745746); l'intenzione ammirativa tratta dal Pluto di Aristofane (v. 895).
255 ...anche le parti delle piante sono organi, ma affatto semplici . Aristotele, De anima, lib. II, cap. II, 1 (412 b).

256 Il cittadino non pu essere semplicemente meglio denito che


dal fatto di partecipare alle funzioni giudiziarie e di autorit. Aristotele, Politica lib. III, cap. I, 4 (1275 a).

257 Sono viventi civili quelli per cui c' un unico lavoro comune
di tutti che non fanno tutti gli animali del gregge. A questa specie
appartiene l'uomo, nonch l'ape, la vespa, la formica, la gru . Aristotele, De historia animaliurn I, 1 (11).

255 Salmo XXII, 7: Sono un verme non un uomo: infamia degli


uomini, riuto del mio popolo .
259 Giacomo I, 25: Chi invece ssa lo sguardo sulla legge perfetta,

la legge della libert, e le resta fedele, non come un ascoltatore smemorato ma come uno che la mette in pratica, questi trover la sua
felicit nel praticarla. Dal testo di Giacomo qui riportato Hamann
ha tratto la frase: << chi invece ssa lo sguardo sulla legge perfetta, la
legge della libert questi poeta questi sar beato nell'attuazione
di essa .
26 la mimica innata negli uomini no dall'infanzia e si distinguono dagli altri animali proprio per il fatto che c' questa estrema
mimeticit e i primi apprendimenti vengono fatti appunto per mimesi,
senza dire che tutti gli uomini traggono soddisfazione dalla mimesi. Ne
testimonianza ci che di fatto avviene: se infatti osservando anche
cose spiacevoli, traiamo piacere dalla considerazione delle immagini pi
fedeli di esse: magari gure di animali orrendi e di cadaveri. Il motivo ancora che llapprendere gradito assai non solo agli amanti
del sapere ma ugualmente a tutti gli altri uomini, anche se ne partecipiamo per un tempo breve. Godiamo alla vista delle immagini infatti

290

sciurrr sUL LINGUAGGIo

proprio perch guardando si impara e si induce ci che ogni singola


cosa: ad esempio che questa quella cosa . Aristotele, Poetica, IV,

2-6 (1448 b).


261'l'anima dunque come la mano: la mano lo strumento
degli strumenti, l'intelletto la forma delle forme, la sensazione
la forma dei sensibili. Aristotele, De anima, lib. III, cap. 8 (432 a).

Abbiamo corretto l'errata indicazione di Hamann alla ne della citazione (Ibid. 8) che rimanderebbe ad un passo inesistente della Poetica.
262 L'Encyclopdie, ou Dictionnaire raisonn des sciences, des arts
et des mtiers, par une societ de gens de lettres apparve in 28 volumi
a Parigi dal 1751 al 1772. Le Questions sur l'Encyclopdie, par des
amateurs furono edite a Ginevra attorno al 1770-71 e vengono connesse

con l'opera di Voltaire.


263 L'Inqury into the Human Mind on the Principles o Common
Sense di Thomas Reid (1710-1796) aveva la sua prima edizione nel 1764.
264 tutte le cose divenienti infatti dipendono dall'entelechia

Aristotele, De anima, lib. III, cap. 7 (431 a).

265 CICERONE, Tusculanae disputationes, III, 5 (11): Quando si


dice di qualcuno che non pi padrone di s, si vuole proprio dire
che non pi sotto il controllo della mente, cui la natura ha affidato il

governo dell'anima intera.


CICERONE, De natura deorum, II, 11: necessit che ogni na-

tura, che non sia separata e semplice ma unita e connessa con le altre,
abbia in s un principio direttivo: come la mente nell'uomo e qualcosa
di simile alla mente nelle bestie Chiamo principio direttivo ci che
i Greci chiamano nrw-Ovwz nulla in questo campo pu n deve essergli superiore.

Marci Antonini Philosophi Commentarii quos ipse sibi scripsit,


(Lipsia 1775) p. 73: Le cose in se stesse non possono in alcun
modo raggiungere l'anima, n hanno adito alcuno ad essa, n la pos-

sono alterare o muovere .


G. SALLUsTIo CRIsPo, De bello Iugurtbino, I, 3: Duce e generale
della vita degli esseri mortali lo spirito .
245 Il tema del campo e del seme sembra unire all'allusione evan-

gelica in cui culmina il periodo un richiamo alla fecondit dei sessi.


Matteo XIII, 24-30: << ...e il regno dei cieli si pu paragonare ad
un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma mentre
tutti dormivano venne il suo nemico, semin zizzania in mezzo al
grano e se ne and .

Matteo XIII, 37-39: Colui che semina il buon seme il Figlio


dell'uomo. Il campo il mondo. Il seme buono sono i gli del regno;
la zizzania sono i gli del maligno, e il nemico che l'ha seminata il
diavolo. La mietitura rappresenta la ne del mondo, e i mietitori sono
gli angeli .

Nor DEL TRADUTTORE

291

Matteo XIX, 23-25. ...il regno dei cieli simile a un re che


volle fare i conti con i suoi servi
247 1 Corinti III, 6-9: Io
Dio che ha fatto crescere. N
cosa, ma Dio che fa crescere.
chi irriga, ma ciascuno ricever

.
ho piantato, Apollo ha irrigato, ma
chi pianta, n chi irriga qualche
Non c' differenza tra chi pianta e
la sua mercede secondo il proprio

lavoro. Siamo infatti collaboratori di Dio e voi siete il campo di Dia,


l'edificio di Dio .
253 <<

ardua impresa contrastare chi ha gi vinto! commenta

Orazio rassegnandosi al suo assillante interlocutore ai versi 42-43 della


IX Satyra del I libro.
259 [Ci sono certuni _ dice Orazio nella I Ode del I libro

(vv. 3-6) _ a cui fa piacere essersi riempiti di polvere in Olimpia; e


l'avere sorato la meta con ruote scottanti e la distinzione della palma
li fa sentire i padroni del mondo, addirittura di] .
Orazio ritorna sulla vanit degli onori nella I Epistola del libro I a Mecenate (vv. 49-51): Per crocicchi e villaggi chi quell'atleta che abbia fondate speranze e sia nella condizione di vincere
senza fatica che rinunci alla corona olimpica? .

27 Per citazioni e parafrasi riportata la tesi di Herder nel saggio


Ueber Ursprung der Sprache, cfr. ed. Suphan, Vol. V, p. 27 ss.
271 Il Nadler pensa di identificare nell'arciprete Ludwig Ernst

Borowski (1740-1831), divenuto nel 1770 superintendent e pi tardi


vescovo evangelico, autore di una Darstellung des Lehens und Charaleters
Immanuel Kants rivista da Kant stesso e pubblicata nel 1804, e nel
predicatore di campagna > il turbolento Johann Heinrich Schulz (1739-

1823) resosi pi tardi noto per scritti scandalistici tanto da essere


detto il predicatore dell'ateismo (cfr. N. VI 121 0 99).

272 Histoire des douze Csars de Sveton, traduite par Henry Ophelot
de la Pause: avec des Melanges philosophiques et des Notes. Paris

[1] 771 gr. 8 en 4 tomes. Nel Knigsherger Notizhuch II. (38) Hamann
annota dopo il titolo: Preface. Les langues sont peut-etre comme
les signes de l'Algebre, qui etendent les Vues du Geometre qui s'etudie
ces interpretes. A p. XI-XII definisce il francese cette langue
herise
celui de Bolingbroke et de Shaftesbury p. XII. I Melanges
philosophiques ne costituiscono 29 capp. dei quali l'ultimo si intitola:
Des hommes de Lettres qui ont euri sous le regne des douze Cesars.
Vol. IV: Aper Orateur celebre le Fontanelle de son siecle.
Charmins
des bains froids, Demosthene
ami de la verit . Riprende
la polemica del patriottismo tedesco contro lesotismo di un imperatore cinese ecc. fautore di nuove lingue e credenze all'ultima moda:
implicita una reazione all'Ellenismo avanzato quasi a surrogato del
Cristianesimo.
273 Il ciarlatano (WEPUOMYOQ: Atti XVII, 18), che la tolleranza imperiale pare avere protetto dalla collera del cielo, non Voltaire,

292

scRITTI sUL LINGUAGGIO

autodenitosi citoyen du mont Krapac , ma C(hristian) T(obia) Damm


(1699-1778), che nelle annotazioni alla sua traduzione del Nuovo Testamento (1764) aveva manifestato spirito deistico. Cos sembra suggerire
il Nadler che correggerebbe le iniziali L.T.D. del testo hamanniano in
C.T.D. trovandole coincidenti con quelle del Damm (N.III,426). [Con-

fesso di non capire per il senso del periodo n il senso del periodo
immediatamente seguente dove si parla di un'azione di mutilazione com-

piuta nei confronti del padre da un glio che segue la linea gallica di
dubbia forza geniale. Il calvo capo potrebbe essere quello di Hamann,
che la tolleranza della corte berlinese non ha ancora punito, e che
imperversa ai danni del Secolo dei Lumi. Questo Hamann geniale
ha visto la propria teoria del linguaggio mutilata dal glio Herder
per compiacere il gusto dell'Accademia. L'invettiva per troncata e
si passa ad un'ironica celebrazione del coronato Herder e della sua

platonica teoria dell'uomo generatore del linguaggio. Le sigle e il titolo


ex rector possono spiegarsi a questo punto come un mero schermo per
fare cadere la responsabilit di un attacco assai duro contro Herder].
274 Hamann intesse sull'immagine dellandrogino (l'essere bisessuato
che miticamente Aristofane nel Convito platonico (189e) evoca a primo-

genitore dell'umanit) la parodia dell'alata tesi dellorigine del linguaggio


da un essere preumano, divino e larvale, che con la generazione del

linguaggio sarebbe divenuto il primo uomo (protoplasto). Iddio viene


designato qui con il fantasioso titolo di forgiatore di gure di uomini : andriantoglifo (dwpu = statua + Y7~\'<|>EW = scolpire).
275 Ecclesiaste, VII, 29: Vedi questo solo ho trovato (mazathi):
Dio ha fatto l'uomo giusto, ma essi cercano tanti ragionamenti fallaci .
275 Hamann aveva dato il titolo di Corano delle belle arti in
Leser und Kunstrichte (1762) e (N. II 342/34) alle Betrachtungen ber

die Malerei (1762) di Christian Ludwig Hagedorn attorno alle quali


aveva elaborato il proprio saggio.
277 La Besonnenheit designa nel saggio herderiano sull'origine del
linguaggio il carattere essenziale e distintivo dell'uomo.
Nel 1766 i Triiume eines Geistersehers erlutert durch Trume der
Metaphysi/e di Kant avevano richiamato l'attenzione sulle misteriose
esperienze di E. Swedenborg (1688-1772) che aveva pubblicato dal 1749
al 1758 a Londra 8 volumi di Arcana coelestia, quae in Scriptura Sacra
seu Verbo Domini sunt detecta. Una cum mirahilihus, quae visa sunt
in mundo spirituum et in coelo angelorum.

Sull'opposizione di interno ed esterno (il Nadler _ cfr. VI, 192 _


suggerisce l'oraziano Iliacosintra muros peccatur et extra. Epist.
I, 2, 16) viene articolata la distinzione tra parola interiore o pensiero
(7<5Y vl-fcc 0 v131U-Tlwfwfs) e parola proerita esternamente (76Y~;

raosvopws). Cfr. Filone 1, 232 e 2, 154; Plutarco, Moralia 777 e 973.


7~<5Y: vdssvs termine usato da Filone e da Plutarco per designare il linguaggio interiore; v\|J11L10WI-K6; aggettivo che dice interno

Nora DEL TRADUTTORE

293

all'animo (uuc) , secondo il verbo vfNuuL (ho in animo) donde il


sostantivo vwlv-1 che sta genericamente per pensiero. Il Mrrof; -Irpecpoptzq il pensiero proferito ossia espresso con segni esteriori.
273 Secondo Filone il Demiurgo provvide a suddividere in sei parti
l'anima materiale: viso, gusto, udito, odorato, tatto, voce articolata.
279 Chi apre la matrice di ciascuno _ cio della mente alle comprensioni intellettuali, della ragione all'esercizio del linguaggio, dei
sensi alle immagini generate dagli oggetti, del corpo agli abiti e ai
moti che gli sono proprii _ il logo invisibile, seminale, operativo
e divino . Filone, Opera, ed. Francoforte 1691, p. 497 C-D. Quis rerum
divinarum haeres.
23 impresa non di poco ardimento per me indicare corpi per

mezzo di ombre e per mezzo di parole fatti; cose che non si possono
fare . Filone, Opera, ed. Francoforte 1691, n. 491 A. Quis rerum divinarum haeres.
284 In analogia forse ai Fragmente iiher die neue deutsche Literatur
pubblicati da Herder nel 1767.
282 Al capitolo XIV (227 V) del suo HEPI- punvsia Demetrio Falereo
fa l'osservazione seguente: L'espressione antica ha qualcosa di succinto e di agile, proprio come le statue antiche la cui tecnica sembrava
essere sobriet e concisione .
Circa il termine engastrimiti cfr. Rabelais lib. 4, cap. 58.
Gottlieb Siegfried Bayer (1694-1738) dopo avere insegnato orientalistica
nella natia Knigsberg fu nel 1762 chiamato a fare parte dell'Accademia
di Pietroburgo, dove pubblic nel 1730 i due volumi del Museum Sinicum.
243 Johann Georg Wachter (1663-1757) fu autore tra l'altro di un
Glossarium Germanicum (1727-1737) e di una Concordia Naturae et
Scripturae (Lipsia, 1752).

La cria la gura retorica con cui si adatta una citazione ad un


contesto: qui si parla di abbondanti crie di tre fogli : c' l'aggettivo
<17vs = abbondante e c' un Aphtonius autore di un testo di retorica.
(cfr. J. SIMON, op. cit., p. 248).

284 A questo punto si inseriva un periodo con appuntata una nota


che Hamann cancell. Riportiamo il passo e la nota (cfr. N. III, 427):
La critica la capacit _ in parte naturale, in parte acquisita _
di conoscere il vero bene, il bello relativamente alla nostra sfera e
di accettarlo in base ad una conoscenza intuitiva o per via di giudizio

e di tradizione (oppure di odiare e respingere il falso, il male, il brutto);


la politica invece la facolt _ in parte ereditata, in parte acquisita
_ di magnicare e gloricare con segni e miracoli* _ in base al
nostro gusto critico _ il vero, il bene, il bello oppure di ridurre e dimi-

nuire il falso, il male, il brutto.* Car les Romains, qui tout fut
soumis, domptoient lEurope au milieu des miracles. Le ciel pour eux
prodigua les oracles. Voy La Pucelle, Chant III . Passo e nota furono

294

scmrrt sUL LINGUAGGIQ

inseriti da Hamann nel suo Selhstgespriich eines Autors del 1773 (cfr.
N. III, 72/9-17).
235 Christian Adolf Klotz (1738-1771) illustre classicista e professore
a Halle pubblic dal 1767 al 71 la Deutsche Bibliothek der schnen
Wissenschaften da cui vennero pesanti attacchi a Herder e alla cerchia
di Knigsberg. Karl Renatus Hausen (1740-1805) professore a Halle e
autore tra l'altro di una Pragmatische Geschichte der Protestanten in

Deutschland (1767) ricordato in connessione con Klotz.


233 Un'altra geremiade sulle ristrettezze economiche derivate al Mago

del Nord dai provvedimenti scali della moderna amministrazione di


Federico II poggia su due testi biblici.
Ecclesiaste XII, 2-4: << ...prima che si oscuri il sole, la luce, la

luna e le stelle e ritornino le nubi dopo la pioggia; quando tremeranno


i custodi della casa e si curveranno i gagliardi e cesseranno di lavorare

le donne che macinano, perch rimaste in poche e si attristeranno quelle


che guardano dalle nestre e si chiuderanno le porte sulla strada;
quando si attenuer lo strepito della mola e il cinguettio degli uccelli
ed ogni voce di canto.
Daniele racconta al (cap. III) della persecuzione scatenatasi nell'Impero babilonese contro coloro che riutavano di adorare la statua
d'oro innalzata da Nabucodonosor: tre Ebrei riutatisi all'atto di idolatria furono gettati vivi in una fornace ardente, da cui uscirono per
illesi miracolosamente.
Al verso 19 del cap. III di Daniele si narra che: Nabucodonosor
acceso d'ira e con aspetto minaccioso contro Sadrach, Mesach e Abdenego, ordin che si aumentasse il fuoco nella fornace sette volte pi
del solito .
Ma il Mago del Nord conda nel soccorso divino: <<
non senza
di il coraggioso giovane. ORAZIO, Odi III, 4, 20.

237 Daniele III, 4-7: Un banditore grid a voce spiegata: ' Popoli,
nazioni e lingue, a Voi rivolto questo proclama: Quando udirete il
suono del corno, del flauto, della cetra, dell'arpicordo, del salterio,
della zampogna e di ogni specie di strumenti musicali, vi prostrerete
ed adorerete la statua doro che il re Nabucodonosor ha fatto innalzare.
Chiunque non si sar prostrato alla statua sar subito gettato dentro
una fornace di fuoco .
Perci tutti i popoli di ogni nazione e lingua alludire il suono del
corno, del auto, dell'arpicordo, del salterio e di ogni specie di strumenti muiscali, si prostrarono ed adorarono la statua d'oro, che aveva
fatto innalzare Nabuconodosor il re .

Giosu VI, 20: Allora il popolo lanci il grido di guerra e


si suonarono le trombe. Come il popolo ud il suono della tromba ed
ebbe lanciato un grande grido, le mura della citt crollarono; il popolo
allora sal verso la citt, ciascuno diritto davanti a s, e occuparono
la citt .
Arnone fece sorgere le mura di Tebe con il suono della lira: al-

Noris DEL TRADU'r'roIu-:

295

lusione a Federico II, suonatore di auto. J. Simon (op. cit. p. 248)


cita un passo di Federico II (Werke, VIII, p. 59, Berlino, 1913):
che Amone con il suono della sua lira abbia edificato le mura di
Tebe sta a signicare che le arti addolcirono i costumi dei popoli selvaggi e promossero il sorgere della societ civile .
233 Autore del saggio secondo il Simon (ih. 246) Johann Joachim
Spalding (1714-1804) prevosto in Berlino, di spirito illuministico.
239 2 Timoteo II, 5: Anche nelle gare atletiche non riceve la corona se non chi ha lottato secondo le regole .
29 Atti XVIII, 17: Allora tutti afferrarono Sostene capo della
Sinagoga e lo percossero davanti al tribunale, ma Gallione non si curava
aatto di ci .

Gli abitanti della colonia di Soli in Cilicia avevano corrotto il puro


idioma greco a contatto con le popolazioni indigene. Il gallionismo indica una indifferenza del potere statale nei confronti di cose di religione, il solecismo pare invece in questo contesto signicare compromissioni locali.
Ester III, 15: I corrieri partirono in tutta fretta per ordine
del re e il decreto fu promulgato subito nella cittadella di Susa. Mentre
il re e Aman stavano a gozzovigliare, la citt di Susa era costernata.
Gli ebrei perseguitati nel corso di questo attacco sono gli onesti Luterani di Germania.
291 Il soprannome di Mathanasius attribuito qui al professore
di Halle Johann Salomon Semmler (1725-1791) teologo e critico neotestamentario di impronta illuministica di cui ricordiamo la Abhandlung
von der reien Untersuchung des Kanons (1771-75) in 4 tomi. Parlando
di Semmler nella lettera a Herder del 2-3 aprile 1774 (cfr. J. G.
Hamann, Briewechsel, a cura di W. Ziesemer e A. Henkel, Vol. III
(1957) p. 79). Hamann confessa: Di questo valentuomo [Semmler]

non ho letto che il Canon, che mi ha attristato e irritato per la erudizione grezza e maldigerita .

A J. A. Eberhard aveva scritto il 7 ottobre 1792 (cfr. ih. p. 19)


_ giocando sul termine hiillisch (di Halle) e hllisch (infernale) _:
[Il Nicolai] ha fortuna in veste di General Bibliotecario dell'Universal Germania pubblicando certe lettere apocrife (attribuite
a certi apostoli del buon gusto alla cui critica canonica mette a disposizione per ogni verso la sua anima critica l'inernale Salomon Mathanasius . Il nome Mathanasius viene da uno pseudonimo di Hyacinthe
Oordonnier nello scritto: Le che d'oeuvre d'un inconnu, poeme hereusement decouvert et mis, avec des remarques savantes et recherches, par
Monsieur le docteur Chrysostome Mathanasius, la Have, 1714 (cfr.
N. VI 75).

292 C(hristian) T(obias) D(amm), Betrachtungen ber die Religion,


Berlino, 1773.
293 Sullo sfondo si prolano gli Angeli delle sette chiese i cui

296

SCRITTI SUL LINGUAGGIO

messaggi si stendono nei capitoli II e III dell`Apocalisse. In particolare


sembra echeggiare la minaccia di Apocalisse III, 14: ...poich sei
tiepido, non sei cio n freddo n caldo, sto per vomitarti dalla
mia bocca .
L'unghia divisa unitamente al ruminare contraddistingueva gli animali puri secondo Levitico XI, 3 e ss.
294 =L3W7~Yws 1==1P17~'t'Wu-c: argomento apparente che mira alla
persuasione (anzi che alla verit).
295 Oeuvres diverses di Federico II.

29 Luca XII 20: Ma Dio gli disse: Stolto, questa notte stessa
ti sar richiesta la tua vita. E quello che hai preparato di chi sar? .
297 La Pucelle d'Orleans, avec une preface de Dom Apuleius Risorius. Londres, 1764.
293 Economia politica, rendimi i miei cinque scudi! Piange il
Mago del Nord contro la riduzione di stipendio operata dall'amministrazione imperiale echeggiando il Varo, rendimi le mie legioni! di
Augusto (cfr. Svetonio, Augusti vita, cap. 23).

299 Jean Franois Marmontel (1723-1799), collaboratore dell'Encyclopdie, fu autore del romanzo Blisaire (1767) a cui allude Hamann
a compimento del quadro in cui raigura se stesso con la piccola Reinette
Lisette di pochi mesi in braccio e il treenne Johann Michael per mano:
l'allusione secondo J. Simon (op. cit. p. 250) al fatto che il protagonista del romanzo si presenta in veste di mendicante.
3 Johann Friedrich Zllner (1753-1804) predicatore e prevosto
in Berlino fu uno dei principali organizzatori dell'istituzione scolastica
in Prussia.
331 <<
[il poeta] che senza causa reale strazia il cuore, lo esaspera,
lo intenerisce, lo riempie di vani terrori, come un mago . Orazio,

I Epistola del II libro, vv. 211-212.


302 Exegi monumentum aere perennius (v. 5)

Non omnis moriar

(V. 6) . Orazio, Ode XXX, lib. III.

Ho eretto un monumento pi perenne del bronzo e pi alto della


statua delle Piramidi che non pu distruggere la pioggia che consuma,
n la violenza del vento n una serie innumerevole di anni n il fuggire

del tempo, Non morir tutto intero, grande parte di me eviter Libitina> (vv. 1-7).
303 Atti I, 17: <<Et hic quidem possedit agrum de mercede iniquitatis et suspensus crepuit medius, et diusa sunt omnia viscera
eius .
304 Filippesi IV, 1: << Perci, fratelli miei carissimi e tanto desiderati, mia gioia e mia corona, rimanete saldi nel Signore cos come
avete imparato, carissimi! .
305 Lamentazioni di Geremia II, 12: Alle loro madri dicevano:
' Dove il grano e il vino?' Intanto venivano meno come feriti nelle
piazze della citt; esalavano il loro respiro in grembo alle loro madri .

NorE DEL TRADUTTORE

297

303 ORAZIO, Ode XXX del libro III verso 5, cfr. nota 302.
307 Dall'Epitre au Sieur Noel par l'Empereur de la Chine,
Pekin 1772.

Riportata nella Lobschrit auf Herrn Noel, dell'Imperatore della


Cina: tradotta dal francese; Berlino 1772. (cfr. N. III, 428).
I piatti squisiti prendendo per la gola i Prussiani, li hanno tramutati in Epicurei ib. p. 15, versi 57-58.
L'illusione, il prestigio e la fame ci renderanno tutti probabil-

mente antropoagi ib. p. 9, versi 18-19.


303 Salmo XX, 10: Salva il re, o Signore, rispondici, quando ti
invochiamo .
309 Nell'esercizio dell'amiciza, come nelle gare di corsa, occorre

allenarsi in modo da arrivare non soltanto al punto richiesto ma perch


sospinto dall'impegno e dalle forze tu possa con facilit superarlo
quindi se al corridore si richiede una quantit di velocit che lo porti
no al traguardo, all'amico si richiede una quantit di volere bene tale
che gli consenta di andare nell'esercizio dell'amicizia al di l di quanto
l'altro amico possa aspettarsi .
Cicerone, Rhetorica ad Herennium, lib. IV, cap. 47.
310 Giovanni IV, 24: Dio spirito, e quelli che lo adorano de-

vono adorarlo in spirito e verit.


311 1 Pietro II, 9: Vos autem genus electum, regale sacerdotium,
gens sancta, populus adquisitionis, ut virtutes adnuntietis eius, qui de
tenebris vos vocavit in admirabile lumen suum.
312 Romani XII, 1: Obsecro itaque vos fratres, per misericordiam

Dei, ut exhibeatis corpora vestra hostiam viventem, sanctam, Deo placentem, rationabile obsequium vestrum.
313 Salmo LXXIX, 1: O Dio, nella tua eredit sono entrate le
nazioni, hanno profanato il tuo santo tempio, hanno ridotto in cenere
Gerusalemme .
Salmo LXXXIX, 52:
i passi del tuo consacrato .

Signore,i tuoi nemici insultano, insultano

314 Soonia I, 15: Giorno d'ira quel giorno, giorno di angoscia


e di afflizione, giorno di rovina e di sterminio, giorno di tenebre e di

caligine, giorno di nubi e di oscurit.


315 J. Simon (op. cit., p. 250) precisa il titolo e l'autore: Lettres
d'un Persan en Angleterre son ami Ispahan ou nouvelles lettres
persannes o l'on trouve la continuation de l'histoire des Troglodites,

cornmence par M. de Montesquieu; 1770 Londres. Autore G.


Littleton.
313 Di Assalonne, ribelle glio di David, si racconta in 2 Samuele
XIII-XIX.

317 Salmo L, 13: Manger forse la carne dei tori, berr forse il
sangue dei capri? .

298

scRITTI sUL LINGUAGGIO


313 Matteo XV, 26: ...Non bene prendere il pane dei gli

per gettarlo ai cagnolini. la solita lamentela contro il scalismo a


danno dei Tedeschi e il mecenatismo a favore dei Latini dei quali
esempio la tomba eretta da Federico II all'Algarotti in agro Pisanorum.
3131 Corinti XIII, 3: ...e se anche distribuissi tutte le mie
sostanze e dessi il mio corpo per essere bruciato, ma non avessi la
carit, niente mi giova .
320 Di contro all'empio Federico II, che non incarna la volont

di Dio vero ed unico << Re di tutti i re e Signore di tutti i dominanti ,


si prola l'immagine di Cristo, obbediente Figlio di Dio che ha glorificato il Padre nella cui gloria siede.
Filippesi II, 5-11: Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono
in Cristo Ges, il quale pure essendo di natura divina, non consider

un tesoro geloso [non rapinam arbitratus est] la sua uguaglianza con


Dio; ma spogli se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo
simile agli uomini; apparso in forma umana umili se stesso facendosi
obbediente fino alla morte e alla morte di croce. Per questo Dio lo ha

esaltato e gli ha dato un nome che al di sopra di ogni altro nome;


perch nel nome di Ges ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra
e sottoterra; e ogni lingua proclami che Ges Cristo il Signore, a
gloria di Dio Padre .
Matteo XXVII, 37: Al di sopra del suo capo, posero la motiva-

zione scritta della sua condanna: ' Questi Ges, il re dei Giudei '
Luca XI, 13: << Se dunque voi, che siete cattivi, sapete dare cose
buone ai vostri gli, quanto pi il Padre vostro celeste dar lo Spirito
Santo a coloro che glielo chiedono! .
321 Nella satira Les systemes il Creatore differisce l'assegnazione del
premio messo in palio in un concorso accademico tra gli uomini per la
redazione del migliore sistema losoco.

322 Alla conclusione della dossologia di Filippesi II segue come


valore di fondo il Padre nostro (Matteo VI, 9-13) introdotto dalla

citazione di Matteo V, 48: Siate dunque perfetti come perfetto


il Padre vostro celeste.
Apocalisse V, 12: ...e dicevamo a gran voce: L'Agnello che fu
immolato degno di ricevere potenza e ricchezza, sapienza e forza, onore,
gloria e benedizione ' .
Salmo 110, 1: Ha detto il Signore al mio Signore: 'Siedi alla
mia destra, nch io ponga i tuoi nemici a sgabello dei tuoi piedi ' .
323 Giudici, VIII, 2: ...La racimolatura di Efraim, non vale pi
delle vendemmie di Abiezer? .
324 Johann Joachim Winckehnann (1717-1768), storico e teorico
dell'arte classica (Von der Grazie in den W/er/een der Kunst, Lipsia
1759; Geschichte der Kunst des Altertums, Dresda 1764), mor assassinato a Trieste, pare a scopo di rapina.

325 Johann Georg Scheffner (1736-1820) di Knigsberg, amico di

NOTE DEL TRADUTTORE

299

Hamann, u-iciale, celebrato buon amicone, dalla vena facile e licenziosa, attraverso il richiamo a Johann Baptista Villart de Grcourt
(1683-1743) e con il ricordo della denizione data da Augusto di Orazio.
326 2 Cronache IX, 10: gli uomini di Horam e di Salomone
caricavano oro da Or ; ib. 21: ognitre anni tornavano le navi
di Tarsis cariche di oro, d'argento, d'avorio, di scimmie e di babbuini .
327 Orazio, Satira IV del libro I, versi 139-143: Questo uno
di quei mediocri vizi; se non vorrai starci anche tu, verr una gran

schiera di poeti in mio aiuto: perch siamo tanti e alla maniera degli
Ebrei vi costringeremo a entrare nel nostro gruppo .
323 Ecclesiaste X, 20:

Non dire male del re neppure con il

pensiero e nella tua stanza da letto non dire male del potente, perch
un uccello del cielo trasporta la voce e un alato riferisce la parola.
329 2 Cronache IX, 8: Sia benedetto il Signore tuo Dio, perch
si compiaciuto di te e ti ha costituito, sul suo trono, re per il Signore
Dio tuo. Poich il tuo Dio ama Israele e intende renderlo stabile per
sempre, ti ha costituito suo re, perch tu eserciti il diritto e la giustizia . Lallusione all'Asia pu essere alla Russia di Caterina II.
330 Matteo VI, 28-29: Osservatecome crescono i gigli del
campo; non lavorano e non lano. Eppure io vi dico che neppure
Salomone con tutta la sua gloria vesti come uno di loro .
Matteo XXVII, 35: Dopo averlo crocesso si spartirono le sue
vesti tirandole a sorte. I 'gigli' sono l'emblema di Francia, donde
l'allusione alla vita sine cura dei francesi protetti di Federico II a

spese del regno prussiano.


331 Giovanni XII, 32: Io quando sar innalzato da terra, attirer tutti a me .
332 Gi osa ritornare la fedelt e la pace e l'onore e il riserbo

antico, e il coraggio lasciato in disuso e fa capolino l'abbondanza beata


con la colma cornucopia . Orazio, Carmen Saeculare, vv. 57-60.

333 Giovanni II, 10: << Tuttiservono da principio il vino buono


e, quando sono un po' brilli, quello meno buono, tu invece hai conservato no ad ora il vino buono .
334 Orazio, Epodon liber XVII, 30-33: O mare, o terra, brucio

quanto neppure Ercole cosparso del nero sangue di Nesso, n la amma


ardente che s'agita nell'Etna .
335 Giudici XV, 15: Trov allora una mascella d'asino ancora
fresca, stese la mano, lafferr e uccise con essa mille uomini . Giudici
XVI, 28: Allora Sansone invoc il Signore e disse: 'Signore, ricordati di me! Dammi forza per questa volta soltanto, o Dio, e in un
solo colpo mi vendicher dei Filistei per i miei due occhi .

333 1 Samuele VI, 4-5: Chieseroz 'Quale riparazione dobbiamo


pagare? ' Risposero: 'Secondo il numero dei capi dei Filistei,
cinque bubboni d'oro e cinque topi d'oro, perch unico stato il

300

scRITTI sui. LINGUAGGIO

agello per tutto il popolo e per i vostri capi. Fate dunque immagini
dei vostri bubboni e immagini dei vostri topi che infestano la terra
e datele in omaggio al Dio d'Israele, sperando che sia tolto il peso
della sua mano da voi, dal vostro dio e dal vostro paese .
337 L'allusione va allo scritto riutato costituito dai Philologische

Einiille und Zweiel e dalla supplica Au Salomon du Nord (scritto


met in tedesco e met in francese e pertanto per cos dire maschio
e femmina ad un tempo). LAndrogyne non per solo il saggio bilingue,
le molte allusioni ivi contenute alle effemminatezze della corte di Fe-

derico II paiono intrecciarsi sotto l'insegna du Diable.


333 Johann Jakob Kanter (1738-1786), editore delle Knigsbergsche

Gelehrte und Politische Zeitungen, ebbe stretti rapporti con Hamann


per decenni. Pur sostenuto da Federico II si trov in difficolt con il
sco, tra l'altro essendo stato appaltatore di lotterie (abolire queste
ultime da Federico II per ragioni di programmazione economico-politica):
cfr. la lettera di Hamann a Herder del giorno 1-2 gennaio 1780 (J. G.
Hamann, Briewechsel, vol. IV a cura di A. Henkel (1959) p. 149).
339 Le hamanniane Sokratische Denkwiirdigkeiten furono stampate
presso leditore Hartung subito dopo la morte del titolare Michael

Christian (1738-1759); nel 1763 la casa editrice pass sotto la gestione


di Gottlieb Lebrecht Hartung (1747-1797) al quale Hamann si rivolge

in occasione della Lettera alla Loggia che stiamo considerando.


340 Il 3 agosto 1770 era nato un figlio al futuro successore di
Federico II: Federico Guglielmo III (cfr. N. VI, 226): il riferimento

di Hamann ovviamente allusivo.


341 Due amici di Hamann: Theodor Hippel (1741-1796) avvocato
e inne borgomastro di Knigsberg, di lieta convivialit e di felice
penna; Jean Claud Laval, cognato di Sophie Marianne Courtan, nata

Toussaint, che spesso ritroviamo nel carteggio hamanniano.


342 Nella settima lettera del II libro della corrispondenza ad amiliares Cicerone, congratulandosi con qualche ritardo con Curione per
il conseguimento del tribunato, esprime una raccomandazione ripetuta
a non darsi di altri che del proprio discernimento in una situazione
particolarmente inda legata alla crisi politica del momento: ti prego
e ti incito a decidere e regolarti in tutto secondo il tuo discernimento
e a non lasciarti guidare dai consigli altrui. Non c' nessuno che possa
consigliarti pi saggiamente di te stesso, se darai ascolto a te stesso
non vacillerai. Non ti scrivo alla leggera: so a chi scrivo, conosco il
tuo animo e la tua linea; sono certo che non agirai n in maniera

esitante n in maniera avventata quando ti troverai a sostenere ci


che personalmente sentirai essere giusto. Senz'altro ti rendi conto della
situazione dal momento che non sei capitato ma ti sei messo dentro

questa fase della politica: deliberatamente e non a caso infatti hai


disposto il tuo tribunato proprio incontro alla crisi; sono certo che
consideri la forza delle circostanze politiche, l'instabilit, l'incertezza dei

NOTE DEL TRADUTTORE

301

risultati, la mutevolezza degli atteggiamenti, le insidie e la vanit della


vita: ma ti prego, considera e tieni in mente ci che ti ho detto
fino dall'ini2io: non una novit, sempre la stessa cosa: parla con
te stesso, consulta te stesso, ascolta te stesso, dai retta a te stesso .
Nadler (III, 430) fornisce una glossa dautore al frontespizio: Il
padre delle moderne articiosit che hanno tanto danneggiato il nostro
stile, il sig. Hamann, da capo sceso in campo e ha pubblicato certi
soliloqui che lui solo in grado di decifrare. Sedotto da questi splendidi
difetti un giovane scrittore, autore di un libretto, per altro degno di
essere letto, sulla architettura tedesca, ha cercato di brillare ricorrendo
ad ornamentazioni che in architettura sono dette volute. 'Der deutsche
Merkur ', num. 3 del II vol. (giugno 1773), pag. 207 (seguito delle notizie sulla situazione del Parnaso tedesco). G. .

343 Proverbi XX, 5: Come acque profonde sono i consigli nel cuore
umano, l'uomo accorto le sa attingere.
344 La porca Beozia designa proverbialmente la rozza ignoranza.
Cos nella V strofa dell'Olimpica VI Pindaro si rivolge al maestro del

coro (vv. 147-152): Ed ora Enea invita i compagni a cantare la


vergine Era e a vedere se riusciremo davvero a sfuggire il vecchio insulto di 4 porca Beozia ' .
345 Orazio, Ode III del III libro, v. 1: Un uomo giusto e di

tenace volont non scosso nel suo saldo proposito n dall'esaltazione


di cittadini che impongono cose malvage, n dalla faccia del tiranno
che gli sta addosso, n dallAustro .
345 Orazio, Epistola III del libro II (Ars poetica), v. 144: Si propone non gi di produrre fumo dalla folgore bens di fare scaturire

dal fumo luce, per esprimere bellezze mirabili .


347 La prima lettera del libro VIII della corrispondenza ciceroniana
ad amiliares di Marco Celio Rufo. Mi sono dato da fare per soddisfare la promessa fatta a te al momento della partenza di darti

conto con la massima diligenza di tutto quello che accadesse in citt


e mi sono procurato una persona che seguisse tutto per lo e per
segno al punto che mi viene il timore che tale precisione non ti abbia
a risultare esagerata, anche se conosco la tua curiosit e so quanto
sia gradito ai lontani l'essere informati delle cose anche minime che
avvengono in patria. Ti prego comunque di non considerare una insolente disinvoltura il modo in cui adempio il mio impegno, per il fatto

che l'ho delegato ad un altro: non gi per privarmi del piacere di


fare cosa, che mi faccia ricordare te anche se sono occupato e assai
pigro _ come bene sai _ nello scrivere lettere: baster a scusarmi il
malloppo che ti invio .
C. Claudio Marcello, console nel 50-49 a. C., scrisse sulla divinazione.
Thomas Abbt (1738-1766), amico di Mendelssohn e del Nicolai, col-

labor in Literaturbriefe, fu prosatore di stile e di spirito illuminato. Fu famoso per i saggi patriottici Vom Tode fr das Vaterland

302

scRITTI sUL LINGUAGGIO

(1761) e Vom Verdienste (1765). Sei volumi di sue Vermischte Schriften


furono pubblicati dal Nicolai tra il 1768 e il 1781. La sua Freundschatliche Correspondcnz (1771) fu ripetutamente oggetto di citazione proverbiale da parte di Hamann.
Chr. A. Klotz (1738-1771) l'illustre lologo che con la Deutsche
Bibliothek der schnen Wissenschaften (1767-1771) tent la dittatura
nel mondo letterario tedesco; gli si opposero Lessing, Herder e Hamann.
343 Nell'aneddoto shaftesburiano c' forse un parallelo con il successo ottenuto dalla primizia hamanniana delle So/eratische Denkzvrdig-

/eeiten pubblicate da Hartung nel 1759 (sull'episodio Hamann torner


marcatamente nelle battute iniziali del Fliegender Brief).
349 Accecare un essere gi ubriaco e risultare invisibile Sul tema

si propongono le immagini di Polifemo ebbro ed accecato e della fuga


di Odisseo del libro IX dell'Odissea nonch dell'episodio di Plutarco
relativo al sonno di Bruto a cui Hamann gi si era riferito nell'apertura
dei Fn Hirtenbriee das Schuldra hetreen del 1763.

Al capitolo 62 della Vita di Giulio Cesare Plutarco, raccontando


della preparazione della congiura contro il dittatore, riferisce l'episodio

seguente: i fautori della rivoluzione avevano messo gli occhi su di


lui [Bruto] in maniera esclusiva e comunque principale: non osavano
fargliene parola ma di notte ricoprivano il tribunale ed il seggio da

cui prestava il suo uicio di pretore di biglietti di questo tipo:


4 Dormi, Bruto? ' oppure 'Non sei Bruto? ' .
350 Christoph Friedrich Nicolai (1733-1811), il principale regista
dell'illuminsmo berlinese attraverso l'autOrevOle Allgemeine Deutsche
Bibliothek (1765-1798), fu editore tra l'altro di scritti di successo
quali i citati: Vom Tod /r: Vaterland di Thomas Abbt (1761) e
Neue Apologie des Solerates di J. A. Eberhard (1772).

351 Bayer, Museum Sinicum II pp. 198-199:


titoli dell'imperatore: Hoam ty dice Somma maest ...; Xim: santo ed augusto; ta fu
padre grande, come dire: padre della patria .
352 Bayer, Museum Sinicum II p. 200: ...magistrati civili... tai
su signica sommo maestro, te aggiunge: honoris causa. Questa carica
spetta a chi fa da maestro all'imperatore o al principe ancora giovane .
353 Orazio, III Epistola del II libro, vv. 388-9:
per il nono anno dopo aver posto dei ltri .

lo si torch

354 L'universalit, che fu gi prerogativa del pensiero greco, oggi


la nota dell'et dei lumi, che consente d'accostare nella verit le

civilt pi disformi: alla radice per di questo verbo pare annidarsi


talora un germe epicureo, che sbocca in cucina (Federico lodatore di

Monsieur Nol ...). Ed ecco Catius il gastronomo della IV Satira del


II Libro: 'Non ho tempo di fermarmi anche se mi sarebbe caro:
devo mettere per iscritto precetti nuovi, tali da fare passare in seconda
linea Pitagora e [Socrate] il gran colpevole secondo Anito, e il sapiente Platone! ' (vv. 1-3). (Il character universali: o Sigmun de-

NOTE DEL TRADUTTORE

303

stinato dunque a ssare i nova praecepta, che sono poi ricette culinariel).
Un Marcus Catius Insuber del I sec. a. C. ricordato da Cicerone
(ad Familiare: XV, 16) e da Quintiliano (X, 1, 24).
O dotto Catius, ti prego per l'amicia e gli di, non ti scordare,
esaudendo la unica richiesta, di condurmi con te dovunque tu vada!
(IV Sat. del II lib. vv. 88-89).
355 Maestro dell'arte ed elargitore di ingegno il ventre proclama Persio nei coliambi 10 e 11 considerati il Prologo delle sue
Satirae.

350 Con il termine FO pare sia designato in cinese il Buddha (cfr.


N. VI 133).

357 Continua il divertimento sul tema dellocchio solo introdotto


dall'accecamento del ciclope Polifemo in apertura. Se ciclope significa
occhio tondo l'aggiunta di en (uno) d luogo a enciclopedico nel
senso di unico occhio tondo : ciclope monocolo

Da qui l'estensione

di unilateralit di visione all'Encyclopdie e all'illuminismo in generale:


donde il Nicolai in gura di Polifemo, Voltaire di Pucelle monocola e
di nuovo Nicolai in veste di Roland, protagonista ed eroe francese,
dell a et dei lumi.

353 Orazio, III Satira del I libro, vv. 55-56: Ma noi rivoltiamo il
senso della stessa virt e facciamo di tutto per trovare sporco un reci-

piente pulito. Se tra noi vive una persona onesta, molto alla buona,
le diamo il soprannome di tonda o di pigra. Se uno riesce a schivare
tutte le trappole e non scopre il anco a malignit alcuna _ quando
viviamo in un ambiente dove lussureggiano invidia e delitti _ anzi
che dirlo equilibrato e prudente lo chiamiamo falso e astuto. Se un
altro malaccorto (come tante volte sono stato io con te, Mecenate),
tanto da importunare chi sta leggendo o se ne sta quieto con un
discorso qualsiasi, 'Manca di elementare buon senso! ' diciamo.

359 Bayer, Museum Sinicum, I, 3: C' una lingua cinese del popolo e una lingua colta propria dei dotti; la prima costituita dai dialetti delle province, la seconda detta dai Cinesi Qvon-Hoa e da

noi linguaggio dei Mandarini: tale linguaggio coltivato dal parlare


di corte e dei dotti .
350 Orazio, II Satira del I libro, v. 126: << Ilia ed Egeria: le d
qualsiasi nome .

331 Cfr. nota 284.


302 Orazio, III Satira del I libro v. 107: Gi prima di Elena il
sesso femmineo fu causa temibilissima di contesa .
353 Orazio, Ode XXXIV del I libro, vv. 1-3: ...confidando in
una losoa pazza da legare, con una pratica religiosa scarsa e saltuaria, vado alla deriva .

334 Orazio, II Satira del I libro vv. 105-108: Il cacciatore va


in traccia della preda sui monti nevosi: non la vorrebbe se gliela

304

sciurrt sUL LINGUAGGIO

mettessero sotto il naso gi pronta


<< Il mio modo di atnare assomiglia a lui: passa oltre a ci che messo l davanti e va a caccia
di cose difficili da afferrare. Nadler precisa il seguito della nota
(III, 431): Devisen au deutsche Gelehrte, Dichter und Knstler, Aus

deutschen Dichtern gezogen. Lemgo 1772. L'autore della raccolta


Ludwig August Unzer e il motto attribuito a Hamann : Le sue
dottrine sono troppo accorte: ci che troppo accorto sciocco! .
365 Gli insegnamenti socratici potranno mostrarti il concetto, le
parole non faranno fatica a fare seguito al concetto una volta che sia

stato afferrato. Chi abbia imparato quale sia il dovere verso la patria
e quale il dovere verso gli amici, quale diverso amore sia dovuto al

padre, al fratello, allospite, quale sia il ruolo del senatore e quale


quello del giudice, quali siano i compiti del generale in guerra, questi

senza dubbio sapr attribuire ad ogni persona ci che le compete. Io


lo inviter [lo /'ubeto del v. 29 proposto dal testo hamanniano non
confortato lologicamente e leggo pertanto iubebo] a guardare da
imitatore intelligente ai modelli di vita e di moralit e ricavarne insegnamenti viventi. A volte un dramma brutto ma ben proporzionato
nelle sue parti e ben denito nei caratteri anche senza grande consistenza n arte piace molto di pi al pubblico e lo intrattiene meglio
che non versi senza contenuto di fatti unicamente melodiosi. Ai Greci

ha concesso la Musa questo dono, ai Greci che non mirano ad altro


che all'applauso ha concesso il parlare in punta di labbra; i ragazzi
romani invece apprendono a dividere con infiniti calcoli un asse in
cento parti. Orazio, Epistola III del II libro (De arte poetica)
vv. 310-326.
333 Platone, Simposio 185C 3-4: Fatta Pausania pausa: sono i
dotti che mi insegnano a fare assonanze . L'assonanza qui pare essere
tra Verleger sokratischer Bnde e in Europa gebunden : comune

sul piano del signicato l'idea del vincolare (binden).


337 Versi 69-81: pp. 16-19 dell'edizione 1772 di Berlino (cfr. N.
III, 432).
333 Orazio, Epistola III del II libro: d fastidio nel bel mezzo
di un pranzo gradevole una musica stonata, un profumo pesante, una
mistura di papavero e miele di Sardegna: perch si poteva fare la cena
senza queste cose .
359 Claude Fleury (1640-1723) educatore alla corte di Francia e
fautore delle tesi gallicane pubblic a Parigi nel 1691 una Histoire
ecclsiastique in 20 voll. condannata dalla Chiesa di Roma. Jean-Martin
de Prades (1727-1782), sistemato da Federico II a Breslavia in qualit
di canonico, essendosi reso sospetto per le sue opinioni deistiche, pubblic nel 1766 a Berlino un sunto dellopera del Fleury preceduto da
una aggressiva prefazione (anonima) di Federico II: Abrg de l'histoire

ecclsiastique de Fleury. Traduit de l'Anglois. A Berne, 1766, in due


parti con un Avant-Propos (PP- 3-38). (Il luogo d'edizione nto).

NOTE DEL TRADUTTORE

305

Nel 1767 Federico II aveva inserito nella gerarchia religiosa un altro

fautore avanzato dell'Illuminismo, il teologo Wilhelm Abraham Teller


(1734-1804) gi professore a Helmstedt, che nel 1764 aveva pubblicato
un Lebrbucb der cbristlicben Glauben. Nel 1773 a Lipsia il Teller
pubblic un Verrucb einer Psalmeniiberretzung in cui (cfr. N. III, 432)
proponeva un'eterodossa traduzione del verso 3 del Salmo 104.
37 Trimalcione il balordo antrione del Satiricon di Petronio, a
cui si aianca l'immagine dell'avidit e incontentabilit degli uomini
che fa perdere la pazienza a Giove nella I Satira del I libro di Orazio

(vv. 22-23): Percb a questo punto Giove non dovrebbe a buon


diritto sbuare gonando le guance irato che d'ora in poi non sar
pi tanto facile a dare ascolto alle richieste degli uomini? .

371 Orazio, III Epistola del II libro v. 140: Con quanta pi


ragione colui, che nulla fa a caso! Dimmi, o Musa dell'uomo .
372 Condando nella sua venust Barine pu farsi beffe dei morti e
dei celesti e di ogni verit: Ne rider
Venere stessa, ne rideranno
le sempliciotte Ninfe e Cupido che imperversa sempre impegnato ad
aguzzare le sue frecce brucianti su una cote macchiata di sangue.
Orazio, Ode VIII del II libro, W. 13-16.
373 Iohann Christian I-Ielck, Fabeln, Dresda e Lipsia, 1751.
374 Di recente questa loquacit gona e smodata si trasferita
dalla Gallia a Sparta e ha gonato gli animi dei giovani volti a grandi
cose come l'inusso di un astro maligno, nel contempo le buone regole
dell'eloquenza sono rimaste inerti e mute come se fossero state avvelenate. Petronio, Satiricon II 7-9. Il passo era gi stato proposto
da Hamann nella nota X dell'Aestbetica in nuce (N. II, 199/28-31).
373 Rousseau. Secondo una glossa citata dal Nadler (III, 432).

375 Orazio, Epistola III del II libro, vv. 70-73: Rinasceranno


molti vocaboli caduti in oblio e ne verranno meno altri ora in onore
se cos vorr l'uso presso cui risiede l'arbitrio, il diritto e la norma del
linguaggio .
377 Cfr. Hamann, Pbilologiscbe Einiille und Zweiel, nota XX
a p.,181 di questa traduzione.
373 Orazio, III Epistola del II libro, v. 5: ammessi a tale spettacolo come potreste, amici, trattenere il riso? .
379 Il pitico vincitore Herder.
33 ]0S. Spence: Polymetir; or an Inquiry concerning the agreement
between tbe works of the Roman poets, London 1747. IV Dialogo,

p. 33 ss.
331 Auli Persi Flacci xatnrarum liber, Sat. I, vv. 116-119: Flacco
maliziosamente mentre l'amico ride gli fa toccare con mano ogni difetto
e trovato accesso al suo cuore si diverte a beffare il pubblico con naso
sdegnoso. E io non avrei il diritto di bisbigliare? Mai? neppure in

segreto o parlando con una muta fossa? .

306

scRITTI sUL LINGUAGGIO


333 Orazio, I Epistola del II libro (A Cesare Augusto) v. 1: Dal

momento che sopporti tanti gravi problemi da solo .


333 Orazio, II Ode del IV libro, vv. 5-8: Come un ume, gonfiato dalle piogge oltre le rive consuete, ribolle e si rovescia incontenibile Pindaro dalla profonda bocca .
334 Giovanni I, 23: Io sono una voce che grida nel deserto:
preparate la via del Signore come disse il profeta Isaia.
Malacbia III, 2: Egli come il fuoco del fonditore e come la
lisciva dei lavandai. Giovanni Giorgio Hamann non dubit di attri-

buirsi il titolo di predicatore del deserto: e quindi lavandaio.


333 Bayer, Museum Sinicum I, 132-3: Mien man hoatn un uccello
color zafferano (corrispondente alla favolosa fenice). Hamann ha con-

tratto il passo del Bayer ricavandone un'allusione a se stesso che sta


a distanza quieto e sicuro sulla montagna.
336 Orazio, III Epirtola del libro II vv. 138-139: Che cosa offrir di degno di tanto strepito chi ha promesso? Pattoriscono le
montagne: ne nascer un topolino . Nel testo unito il passo di
Cicerone (Epixt. ad Div. VIII, I) relativo a Coelius citato in apertura
del saggio (N III 69/32).

337 Nadler cita una glossa d'autore (N III, 433): Cfr. Epitre a
Sr. Noel: Oeuvres de Frd. II, Tome VII., Berlin, 1788, p. 50 . Momo
il dio del riso e dello scherzo.
3133 Alfonso X el Sabio re di Castiglia e di Len (1221-1284) vanta
meriti insigni nel campo delle lettere, del diritto e specialmente dell`astronomia.
Fece tradurre scritti astronomici dall'arabo e redigere le tavole
che vanno sotto il suo nome.

339 Orazio, IV Satira del I libro, vv. 17-18: Gli dei hanno fatto
bene a farmi di animo modesto e timido poco propenso a parlare e

di poche parole .
39 Allusione ai titoli di noti scritti di Thomas Abbt: cfr. nota 347.
391 Michele duca dei mendicanti. Il campo del sangue in Borgogna il possedimento di Ferney en Bourgogne, residenza di Voltaire:

quasi acquistato a prezzo del tradimento di Cristo (cfr. Matteo XXVII,


8: Perci quel campo fu denominato 'Campo del Sangue' fino ad
oggi ; Atti I, 18-19: Giuda compr un pezzo di terra con i proventi del suo delitto e poi precipitando innanzi crep e le sue viscere si sparsero intorno. La cosa divenuta cos nota a tutti gli abi-

tanti d Gerusalemme, che quel terreno stato chiamato nella loro


lingua Akeldam, cio Campo del Sangue ).
392 Orazio, Ode VI del II libro vv. 13-14: Di tutti i posti della

terra mi sorride quell'angolino....


333 Orazio, Ode VI del libro II vv. 22-24 ...l spargerai debitamente di pianto la cenere ancor calda del poeta amico! . L'allusione
va alla tomba dell'Algarotti a Pisa.

Norr-: DEL TIIADUTTORI-:

307

394 Il Winckelmann assassinato a Trieste nel 1768.

393 2 Samuele XIV, 2-21: la donna di Tekoa per consiglio di Toab


riesce con un artizio a indurre David a richiamare il glio Assalonne
dall'esilio.
396 Geremia XXXI, 15: Unavoce si ode da Rama, lamento e
pianto amaro: Rachele piange i suoi gli, rifiuta d'essere consolata

perch non sono pi .


397 Geremia XXXI, 22: Fino a quando andrai vagando, glia ribelle? Poich il Signore crea una cosa nuova sulla terra: la donna cinger
l3u0m0! .

393 Catbolicon, ou dctionnaire universel de la Langue Franoise


par Mr. Schmidlin, Hamburg, 1771-75.
399 Al capitolo 25 del II libro del De Natura Deorum Cicerone

scrive:

il Padre Giove [Iuppiter], ossia il padre che aiuta [iuvanr

pater] che cos chiamiamo nella declinazione da iuvare, detto dai


poeti 'padre degli dei e degli umani' mentre dai nostri vecchi era
detto ottimo massimo e - si noti _ prima ottimo ~ ossia generosissimo
nel fare il bene - che massimo, giacch cosa pi grande e indub-

biamente pi graziosa essere di conforto a tutti che l'avere grande


potenza

In un inciso del capitolo 88 del Panegyricur Traiano imperatori


dictux Plinio il giovane osserva: Per questo il padre degli uomini e
degli dei venuto prima con il titolo di ottimo e poi con quello di

massimo .
30 Salmo CX, 1-4: Ha detto il Signore al mio Signore: ' Siedi alla
mia destra, finch io ponga i tuoi nemici a sgabello dei tuoi piedi'.
Lo scettro del tuo potere stende il Signore da Sion: ' Domina in mezzo
ai tuoi nemici. A te il principato: nel giorno della tua potenza tra

santi splendori nel seno de]l'aurora come rugiada io ti ho generato. Il


Signore ha giurato e non si pente: 'Tu sei sacerdote per sempre al
modo di Melchisedek ' .
'101 Orazio, VI Ode del libro III, v. 5: Proprio perch ti comporti

come un inferiore rispetto agli di, hai il comando.


Ogni giusto re ha l'ordine sacro Ireneo, Contra Haereses, cap. IV,
lib. XX.

4112 Orazio, II Ode del II libro, vv. 9-12: Sarai pi grande come
re domando lo spirito di avarizia che non se tu partito da Cadice
conquistassi la Libia e entrambi i popoli punici servissero ad un
unico re.
493 Orazio, XX Ode del II libro, vv. 1-4: Io poeta dalla duplice
forma sar innalzato per il limpido etere da ali inusitate e forti ...
4* Orazio, VI Ode del IV libro, vv. 41-44: Nella festa secolare
io cantai il carme caro agli di, obbediente ai metri del poeta Orazio .
403 Il nome Kadmonbor una libera invenzione di Hamann: at-

308

scrurrr sUL LINGUAGGIQ

torno a possibili contiguit occasionali e allusive riportiamo le considerazioni del Nadler (N III, 434):

nel libro della Genesi (XIV, 1)

c' un re di Chedorlaomer e (XV, 19) un popolo di Kadmoniti: c' inoltre - una localit di conne Kades-Barnea (Numeri XXXIV,
una localit Kamon (Giudici X, 5) e una localit Bor-Asan (1
muele XXX 30). Nella Biga sono registrati a p. 151 con il num.
Gtter und Heldengerprcbe (Hamburg, 1758) e con il num. 364

4),
Sa363
Re-

ligire Gerpriicbe der Todten (Frankfurt 1763). presupposto principalmente il libro del Nicolai: Dar Leben und die Meinungen der Herr

Magister Sebaldus Notban/eer (Berlin und Stettin, 1774). Willhelmine


la celeste amata di Sebaldus della V(/'illbelmine (1764) di Moritz August
von Thmmel: nel romanzo del Nicolai, divenuta moglie di Sebaldus,
muore in seguito alla destituzione del marito e allo sfratto dalla casa.
Muore invece di vaiolo Charlotte la glia minore di Sebaldus e Will-

helmine. C' poi Stauzius, il sovraintendente che fa destituire Sebaldo


e mastro Truffelius, danzato di Ursula Stauzin. Ci sono stralci fatti
da Hamann in proposito nella biblioteca di Knigsberg .
'106 Cicerone, Pro Coelio, XIV, 33: bisogna che evochi dagli
inferi qualcuno di quei barboni, non di quelli con la barbettina, che
piace a costei, ma con la barbuccia ispida che vediamo nelle statue
e nelle raigurazioni di una volta: uno che le faccia la paternale e
parli al mio posto, perch non abbia costei a prendersela con me.
Sorga dunque qualcuno di questa stessa famiglia, magari quel cieco

[Appio Claudio Cieco]: giacch s irriter meno, non vedendola.


407 Karl Gnther Ludovici, Vollstndiges Kaumnnircbes Lexicon
oder Akademie der Kaueute, Lipsia, 1752. G. S. Bayer, Museum Sinicum, 2 voll., Pietroburgo, 1730.
403 Mien-Man-Hoam un uccello color zafferano, identicato di

solito con la nostra Fenice. Bayer, Museum Sinicum I, 132.


409 Cicerone, intercedendo per il poeta Archia, ricorda che il severo
Silla si era sempre mostrato ben disposto verso i poeti, anche quando
nei confronti di un pessimo verseggiatore comand che gli fosse assegnato un premio ...a condizione che smettesse di scrivere dei versi.
Cfr. Pro Archia, X, 25.
41 Cfr. nota 405.
411 Giovanni IV, 18:

...hai avuto cinque mariti e quello che

hai non tuo marito... .


413 Matteo XVI, 19: A te dar le chiavi del regno dei cieli,
e tutto ci che scioglierai sulla terra sar sciolto anche nei cieli.
413 Giudici, V, 24: Sia benedetta tra le donne Giaele, la moglie
di Eber il Kenita, benedetta tra le donne della tenda! .
414 Il breve (micrologico) scritto ha in s la forza generativa del-

l'autore come l'uovo orco del mondo e i testicoli (bi/'aux indircrets,

xis).

Nor DEL Ttmnurrox

309

415 Neemia, ricostruttore di Gerusalemme ai tempi di Artaserse,


come narra il libro omonimo della Bibbia. La nuova Gerusalemme il
regno di Dio secondo molti testi scritturali: ad es. Apocalisre III, 12:

la citt di Dio, la nuova Gerusalemme che discende dal cielo .


416 Christian Tobias Damm (1699-1778) e Wilhelm Abraham Teller

(1734-1804): teologi di impronta deistica protetti da Federico II.


417 Tmorus di Conrad Photorin una presa in giro di J. K. Lavater. Sotto il nome di Photorin si nasconde il bizzarro Georg Christoph
Lichtenberg (1742-1799), scienziato e scrittore losofeggiante e satirico. Il testo citato Ester III, 15.
413 Matteo XVI, 18: ...Tu sei Pietro e su questa pietra edicher la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di
essa .

419 Dietro il nome del classico Strabone (65 a. Chr. - 20 p. Chr.) sta
Anton Friederich Bsching (1724-1793) che nelle sue Wchentliche

Nachrichten von neuen Landkarten, geographischen, statistischen und


historischen Bchern (n. 1 del 1773 p. 231) aveva pubblicato un
annunzio bibliograco del Sebaldus Notban/eer del Nicolai.

42 Nadler (III, 435) ci fornisce il passo: C' assai di rado


da noi un dotto, un letterato. Da noi il dotto un teologo, un giurista
un corettore, un sottorettore, un baccelliere e anche quello

scrive soltanto per i suoi ascoltatori e dipendenti.


D. C. per Daniel Chodowiecki (1727-1801) pittore e illustratore
di Danzica.
421 Il passo di Shenston qui citato fornito dal Nadler (N. VI, 133):
Egotisms, from my own Sensations V. ]. loved Mr. Somervile, because
he knew so perfectly what belonged to the flocci-nauci-nihili-pilication
of money .

422 Orazio, Epodo V, vv. 55-60: Mentre le belve giacciono nelle


paurose selve abbandonate in dolce sonno abbaino _ si che ne abbiano a ridere tutti - le cagne suburrane al vecchio drudo unto d'un
unguento cbe non potrebbero fare migliore le mie .ttesre mani .
una scena di sortilegio.
423 Metatarru: termine alchimistico per la trasformazione. Allusione forse al potere generativo (genio) dell'autore: en cbeville vivique
di Rabelais (cap. VIII del III libro). Cfr. N. III 29-30.
424 Orazio, III Epistola del II libro: vv. 3-4: s che in maniera
ripugnante una donna bella nella parte superiore nisca in un brutto
pesce .
425 L'allusione potrebbe partire dal Teutscher Merkur, la rivista di letteratura e variet di spiriti illuministici guidata dal Wieland.
42 I trenta denari e il suicido di Giuda Iscariota.
427 Genesi XX, 16: A Sara disse: Ecco, ho dato mille pezzi d'ar-

310

scRITTI SUI. LINGUAGGIO

gento a tuo fratello: sar per te come un risarcimento di fronte a quanti


sono con te. Cos tu sei in tutto riabilitata ' .
423 Cicerone, Pro Coelio, II, 6: Altra cosa maledire, altra
accusare. L'accusa richiede il crimine, per fare il processo, per denunciare il reo, per portare argomenti, per addurre testimonianze; la maledizione non ha nulla di quanto detto tranne l'offesa, che se sban-

dierata con petulanza detta insulto, se con spirito: facezia.


429 H. S. sono le iniziali di Heinrich Schrder, l'immaginario maestro
di scuola che Hamann presenta come autore del saggio: nta l'indi-

cazione di II ediz. migliorata nonch il luogo: l'editore fu Gebhard


e il luogo di edizione Francoforte.
L'esergo costituito dai versi 13-16 della I Ode del IV libro
di Orazio: nobilee bello, facondo difensore degli ansiosi rei,
giovane dalle innite risorse porter bene innanzi i vessilli della tua
guerra .
43 Il fuoco dell'attacco hamanniano sono le Betracbtungen ber
die Religion durcb C.T.D. del teologo e lologo deista Christian Tobias
Damm (1699-1778), apparse a Berlino in 4 parti e un'appendice nel
1773. Il passo riportato dal 5. Einige zufllige, zur Haupt-Sache

sich passende, Gedanken, II, pp. 232-234.


431 Damm, op cit., II, p. 234.
432 Luca XI, 46: ...Guai anche a voi, dottori della legge, che
caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate neppure con un dito! .
433 Marco XV, 14: ...' Quid enim mali fecit? ' At illi clamabant:

' Crucige eum! ' .


434 Giudici XII, 5-6: Quelli di Galaad bloccavano gli Efraimiti
ai guadi del Giordano, quando uno dei fuggiaschi di Efraim diceva:

Lasciatemi passare, gli uomini di Galaad gli chiedevano: 'Sei un


Efraimta? Se quegli rispondeva 'No', i Galaaditi gli dicevano: 'Ebbene, di' Scibbolet' e quegli diceva Sibbolet, non sapendo pronunciare
bene. Allora lo aifrontavano e lo uccidevano presso il guado del
Giordano .
435 Leibniz.
43 Orazio, VIII Ode del IV libro, vv. 29-30: Cos l'instancabile
Ercole partecipa ai bramati conviti di Giove .
437 Aristotele, Elencbi soistici II, 1: necessit che l'allievo
si di.
433 Forse le terminali appartengono ai vocaboli: Orthodoxe, Wolf-

aner, Encyclopdiste (cfr. Nadler VI, 280); possono anche dare unendo
tedesco, greco e latino: Ochse vp iste : un bue quest'uomo!
oppure - Giovenale, VIII Satira del III libro v. 275 _ non voglio
dire che cosa .

439 Matteo VII, 13-14: Entrate per la porta stretta, perch larga

NOTE DEL TRADUTTORE

311

la porta ed spaziosa la via che conduce alla perdizione e molti sono


quelli che si mettono per essa; la porta che conduce alla vita invece
stretta e la via angusta, e sono pochi quelli che la trovano.
44 Nel libro della Genesi si racconta come nel primo giorno fu
creata la luce e separata dalle tenebre (I, 3-5) e nel quarto giorno furono
creati gli astri del firmamento (I, 14-19).
441 Betracbtungen ber die Religion durcb C.T.D. II, p. 65 in
nota: Pensa un forno di ghiaccio: pensare le due cose singolarmente

possibile ossia possibile il forno ed possibile il ghiaccio. Non per


possibile pensare le due cose insieme .
442 Monsieur Jourdain _ l'ambizioso Bourgeois gentilbornme del

Molire _ viene nominato dal pretendente della glia, che si spaccia


per glio del Gran Turco, Mamamuschi, pasci di Tre code di cavallo.
Nella lettera a Herder del 20 dicembre 1774 (cfr. ]. G. Hamann,

Briewecbsel, hrsg. v. W. Ziesemer U. A. Henkel, vol. III, p. 130)


abbiamo la spiegazione del gioco di allusioni. Il nostro vecchio amico

Kanter _ scrive Hamann _ diventato stampatore a Marienwerder e


da poco ha messo su una cartiera a Trutenau. A suo critico avviso
noi due siamo una coppia di scrittori da lasciare con un palmo di
naso; e dato che non saremmo in grado di fornirgli merce corrente,
scriveremmo cose eteree al di fuori della sfera del pubblico, di cui
egli deve pur vivere e che a sua volta non in grado di campare
d'etere, _ avrebbe voluto trovare il modo di farci correre.

Mamamuschi si riferisce al Bourgeois gentil/somme del Molire e


appare gi nell'Apologia della H, dove le tre berrette da notte indicano
le tre tesorerie di Knigsberg, di Gumbinnen e di Marienwerder. Voi
sapete, amico carissimo, che Heinrich Schrder, il nostro vecchio concittadino, stato registrato una volta anche come cavaliere di Rosacroce.
Dal momento che non riuscito a diventare un Bassa (ricco cono-

scente) n delle tre code di cavallo n delle tre berrette, la facezia


vale per il cartiere di Trutenau: stante che fa diventare il suo vecchio

giornalista un Mamamuschi dalle tre penne da scrivere .


443 Nella biblioteca di Hamann (Biga 149/330) gura la Gescbicbte
des Bruders Gerundio (Lipsia, 1773), traduzione della Historia del
famoso predicador Fray Gerundio de Campazas (Madrid, 1758) di
Fr. Lobon de Salazar (pseudonimo del p. Fr. Isla S. ].). Mastro Martino
un personaggio del romanzo: zoppo e grande calligrafo egli si fa
promotore di un nuovo metodo graco. La traduzione tedesca del
1773 fu operata da I. Bertuch sul testo della traduzione inglese del
Baretti del 1772: Tbe History of tbe famous preacber riar Gerund
de Campazas, otberwise Gerund Zotes, translated from tbe Spanisb. Il
vol. I della Historia apparve a Madrid nel 1758.
444 Syphilis sive de morbo gallico. Subito dopo si allude alla
rachitide, nota come morbo inglese.
445 Proverbi XXX, 12-13: C' gente che si crede pura ma non

312

scRITTI sUL LINGUAGGIO

si lavata della sua immondizia. Gente dall'occhio superbo e dal


ciglio altezzoso .
Apocalisse II, 17: Tu dici: 'Sono ricco, mi sono arricchito;
non ho bisogno di nulla e non sai di essere infelice, un miserabile,
un povero, cieco e nudo .
444 Matteo VII, 15: Guardatevi dai falsi profeti che vengono a
voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci! .
447 Isaia LI, 17: Svegliati, svegliati, alzati, Gerusalemme, che
hai bevuto dalla mano del Signore il calice della sua ira; la coppa della
vertigine hai bevuto: l'hai vuotata! .

443 Isaia XXVIII, 7-8:

Sacerdotie profeti barcollano per la

bevanda inebriante, affogano nel vino; perdono la strada ubriachi

Tutte le tavole sono piene di fetido vomito, non c' un posto pulito .
449 I Timoteo IV, 7: Riuta le favole profane, roba da vecchiette. Isaia XXXII, 11: Temete, o spensierate; tremate, o baldanzose, deponete le vesti, spogliatevi, cingetevi i anchi di sacco .
45 Apocalisse III, 5: Il vincitore sar vestito di bianche vesti;
non canceller il suo nome dal libro della vita, ma lo riconoscer davanti al Padre mio e davanti ai suoi angeli .
451 Geremia XLVIII,

12:

verril giorno _ dice il

Si-

gnore _ in cui gli mander travasatori a travasarlo, vuoteranno le sue


botti, frantumeranno i suoi otri. Nella traduzione luterana c' il termine Scbrter (etimologicamente colui che divide ) equivalente a

Schrder, pseudonimo di Hamann in questo scritto.


452 Soonia I, 4: sterminer da questo luogo gli avanzi di Baal
e il nome stesso dei suoi falsi sacerdoti; Romani XI, 4: Mi

sono riservato settemila uomini, che non hanno piegato il ginocchio


davanti a Baal .

453 Frdric-Melchior Grimm (1723-1807) personaggio del mondo


parigino ed europeo dell'et dei lumi, prese le parti della musica nuova
italiana nella querelle des Bouons attaccando J. I. Rousseau, per cui
ebbe una personale inimicizia, nell'opuscolo Le petit propbte de
Boebmiscb Breda (1753).
454 Il profeta Balaam percuote lasina che lo trasporta perch si
riuta di proseguire e miracolosamente l'animale prende a parlare:
Numeri XXII, 28-30.
455 Matteo V, 18.
455 Atti XVII, 22-24: Allora Paolo, alzatosi in mezzo all'Areopago,
disse: ' Cittadini Ateniesi, vedo che in tutto siete molto timorati degli
di. Passando infatti e osservando i monumenti del vostro culto, ho
trovato anche un'area con l'iscrizione: Al Dio Ignoto. Quello che voi
adorate senza conoscere, io ve lo annunzio ' .
Esodo XXXIII, 18-23: Gli disse: 'Mostrami la tua gloria! ' Rispose: (Far passare davanti a te il mio splendore e proclamer il

Noris DEL TRADUTTORE

313

mio nome, Signore, davanti a te. Far grazia a chi vorr fare grazia
e avr misericordia di chi vorr avere misericordia'. Soggiunse: 'Ma
tu non potrai vedere il mio volto, perch nessun uomo pu vedermi e
restare vivo '. Aggiunse il Signore: 'Ecco un luogo vicino a me.

Tu starai sopra la rupe: quando passer la mia gloria, io ti porr


nella cavit della rupe e ti coprir con la mano, finch sar passato.
Poi toglier la mano e vedrai le mie spalle, ma il mio volto non si
pu vedere ' .
Giovanni I, 18: Nessuno ha mai veduto Iddio: l'Unigenito che
nel seno del Padre, egli stesso ee l'ha fatto conoscere .

Giovanni IV, 24: Dio spirito e quelli che lo adorano devono


adorarlo in spirito e verit.

457 1 Corinti II, 9: Quelle cose che occhio non vide, n orecchio
ud, n mai entrarono in cuore di uomo, queste ha preparato Iddio
per coloro che lo amano.
453 Romani I, 18-23: In realt l'ira di Dio si manifesta dal cielo
contro ogni empiet e ogni ingiustizia di uomini che soffocano la verit
nell'ingiustizia, poich ci che di Dio si pu conoscere loro manifesto;
Dio stesso lo ha loro manifestato. Infatti dalla creazione del mondo
in poi le sue perfezioni invisibili possono essere contemplate con

l'intelletto nelle opere da lui compiute, come la sua eterna potenza


e divinit; essi sono dunque inescusabili, perch, pur conoscendo
Dio, non gli hanno dato gloria n gli hanno reso grazie come a
Dio, ma hanno vaneggiato nei loro ragionamenti e si ottenebrata
la loro mente ottusa. Mentre si dichiaravano sapienti sono diventati
stolti e hanno cambiato la gloria incorruttibile di Dio con la gura e

Yimmagine dell'uomo corruttibile

459 1 Corinti II, 11-14: Chi conosce i segreti dell'uomo se non


lo spirito dell'uomo che in lui? Cos anche i segreti di Dio nessuno
li ha mai potuti conoscere se non lo Spirito di Dio. Noi non abbiamo

ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito di Dio per conoscere


tutto ci che Iddio ci ha donato. Di queste cose noi parliamo non con

un linguaggio suggerito dalla sapienza umana, ma insegnato dallo Spirito,


esprimendo cose spirituali in termini spirituali. L'uomo naturale per
non comprende le cose dello Spirito di Dio; esse sono follia per lui
e non capace di intenderle, perch se ne pu giudicare solo per
mezzo dello Spirito.
44 Cfr. nota 452. Numeri XXII, 21-28.
451 Giovanni VI, 46: Nessuno ha mai visto il Padre se non
colui che viene da Dio .
Giovanni III, 16: Nessuno mai salito al cielo, fuorch il
Figlio dell'uomo che disceso dal cielo .
Giovanni XVI, 28: << Sono uscito dal Padre e sono venuto nel
mondo: ora lascio di nuovo il mondo e vado al Padre .
462 Marco XII, 27: Non un Dio dei morti ma dei viventi! Voi
siete in errore .

314

scRITTI sUL LINGUAGGIO


443 Marco IX, 48: ...dove il loro verme non muore e il fuoco

non si estingme ; Isaia LXVI, 24: Uscendo vedranno i cadaveri degli


uomini che si sono ribellati contro di me; poich il loro verme non

morir, il loro fuoco non si spegner e saranno un abotninio per tutti .


454 Cantico dei cantici IV, 3: Come un nastro di porpora le tue
labbra, e la tua bocca soffusa di grazia; come uno spicchio di melagrana la tua guancia attraverso il velo .
465 Esodo XX, 5-6: Non ti prostrerai davanti a loro e non li
servirai. Perch Io, il Signore, sono il tuo Dio, un Dio geloso, che

punisce la colpa dei padri nei gli fino alla terza e quarta generazione, per coloro che mi odiano, ma che dimostra il suo favore no

a mille generazioni per quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti .


45 2 Corinti III, 6:

lalettera uccide, lo Spirito d la vita.

Salmo XXXVII, 1-2: Non adirarti contro gli empi, non invidiare
i malfattori:

come eno presto appassiranno, cadranno come l'erba

del prato .
Salmo XC, 5-6: Li annienti, li sommergi nel sonno; sono come
l'erba che germoglia al mattino: al mattino fiorisce, germoglia, alla
sera falciata ed inaridisce.

457 2 Timoteo IV, 3-4: Verr giorno in cui non si sopporter


pi la sana dottrina, ma per il prurito di udire qualcosa gli uomini
si circonderanno di maestri, secondo le proprie voglie, riutando di
dare ascolto alla verit per volgersi alle favole .
4313 Matteo XXIII, 29-31: Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti,
che innalzate i sepolcri ai profeti, adornate le tombe dei giusti e dite:
' Se fossimo vissuti ai tempi dei nostri padri, non ci saremmo uniti a
loro per versare il sangue dei profeti': cos testimoniate contro voi
stessi di essere gli degli uccisori dei profeti .

459 1 Samuele XXVIII 3-25: Saul mediante la pitonessa di Endor


evoca l'anima di Samuele.
47 Orazio, IV Ode del IV libro, vv. 1-4, 9-12: Simile all'alato
servitore della folgore _ cui il re degli di concesse il predominio
sui vaganti uccelli, dopo averne sperimentata la fedelt nella faccenda
del biondo Ganimede _ che l'istinto aggressivo ben presto indusse

ad attaccare gli ovili, e che ora il bisogno di cibo e di lotta ha sospinto


contro combattivi serpenti

NOTA BIBLIOGRAFICA

Il problema del linguaggio, pur essendo centrale nell'orientamento


hamanniano, non _ a nostro avviso _ organicamente isolabile in
forma di trattazione sistematica dal contesto vissuto e culturale del-

l'Autore.
Siamo pertanto dell'opinione che Hamann debba essere affrontato
sempre tutto intero.
La strada costituita dalla linea biograca, per cui vale sempre
il prolo _ anche se talora di faticoso impiego _ di ]. NADLER,
I. G. Hamann. Der Zeuge des Corpus mysticurn. Salisburgo, 1949.
Le informazioni vengono dal ricco Briewecbsel, che ora abbiamo
a disposizione ordinato e completo nei cinque volumi dell'edizione di
W. Ziesemer e A. Henkel (Wiesbaden, 1955-1965).

All'edizione dei Smtlicbe Wer/ee hamanniani di J. Nadler (Vienna,


1949-1957, 6 voll.) possono ancora utilmente affiancarsi le vecchie edizioni di F. Roth (Berlino, 1821-1825, 7 voll.) e di C. H. Gildermeister
(Gotha, 1857-1873, 6 voll.), di quest'ultima ricca di notizie l'introduzione biografica. Particolarmente preziosa la Clavis interpretativa
offerta dal Nadler nel VI volume della sua edizione.
in corso di pubblicazione l'edizione curata da F. Blanke e

L. Schreiner (iniziata nel 1956 a Gtersloh): Iohann Georg Hamann,


Hauptscbriten, er/elrt von F. Blanke, E. Biicbsel, K. Grnder, E. I.
Scboonboven, E. Metzke, L. Schreiner, M. Seils, di cui sono apparsi
alcuni volumi dotati di un commento storico esauriente.
Il primo di questi volumi una bibliografia completa degli studi

hamanniani, alla quale rimandiamo unitamente al bollettino hamanniano edito da J. O' Flaherty in complessivi 3 voll. no al 1963:
The Hamann News-Letter.
Nel 1967 I. Simon ha raccolto in un volume edito da Suhrkamp a
Frankfurt a. M. (Iobann Georg Hamann, Scbriten zur Spracbe) i testi
hamanniani relativi al linguaggio. In appendice il Simon fornisce un

elenco delle trattazioni relative a questo specico argomento, a cui


rimandiamo.

INDICI

INDICE DEI TESTI BIBLICI

Deuteronomio:

Genesi:
I,

3
3-5
14-19
27
II, 21
23
III, 15-16
21
24
XIV, 1
XX, 16
XLI, _
XLIX, 9
12

255
311
311
255
259
259
286
257
284
308
223, 309
266
182
182

Esodo:
VII, 11
VIII, 15
XX, 5-6
XXXIII, 18-23

277
276
314
312

28-31
XXXIV, 4

Giosu:
VI, 20

294

Giudici:

28

113, 255
221, sos
260

30
VIII, 2
IX, 2
15
X, 5
XII, 5-6
XV, 15

110, 254
193, 298
114
256
308
310
299

V, 10
24

VI, 4-5
XIV, 24
XXVIII, 3-25
XXX, so

2%

299
126, 268
314
308

2 Samuele:

Numeri:
XXII, 21-28

286

1 Samuele:

Levitico:
XI, 3

XXX, 14

313
282,
sos

312

XIII-XIX, _
XIV, _
2-21

297
215
307

s CRITTI

322

XVI, 23

SUL

Proverbi:

277

I, 7
XX, 5
XXX, 12-13

1 Re:

XVII, 6

LINGUAGGIO

273

278
205, 301
311

2 Re:
IV, 40

Ecclesiaste [Qolet]

271

VII, 29
30

2 Cronacbe:
IX,

8
10

XXV, 18

299
299
114, 256

292
180
194, 299
294

X, 20
XII, 2-4
Cantico dei Cantici :

Ester:
III, 15

184, 295, 309

X, 19

13
65

111, 254
279

Salmi:

XIX, 2-5
XX, 1o
XXII, 7
XXXIII, 9
XXXVII, 1-2
L, 12.13
LIX, 13
LXXIII, 21-22
LXXIX, 1
LXXXIX, 52
Xc, s-6
CIV, 3
GX, 1
14
CXV, 10
CXX, _
4
CXXIX, 6

257
189,
289
116,
314
271,
127,
121,
297

250

Isaia:

Giobbe:
XIQIII, 19-22
XL, 19

314

Ecclesiastico [Siracb]:

2 Maccabei:
I, _
10

IV, 3

297
259
297
269
264

297
314
305
298
307
279
288
68 , 165
284

XXVIII, 7-8
16
XXXII, 11
LI, 17
LXVI, 24

312
278
312
312
314

Geremia:
II, 13
III, 24
XXXI, 15
22
XLVIII, 12
L, 2

269
284
215, 307
307
238, 312
255

Lamentazioni :
II, 12

1s6, 296

Ezechiele:
I, 3
IV, _
15-16

282
157
282

INDICE DEI TESTI BIBLICI

Daniele:
III, 4-7
19
XIV, 27

294
294
182, 294
283

Gioele:
II, 20-21

159

Sooniaz
I,

4
15

312
297

Luca:
IV, 31-43
X, 32
XI, 13
46
XII, 6-7
20
XVIII, 17

125, 267, 306

I,

1
18

Matteo:
II,

7-8
18

III, 12
V, 13-17
18
33
48
VI, 9-13
28-29
VII, 13-14
15

XIII, 24-30
31-33
37-39
XV, 26
XVI, 18
19
XVIII, 3
XIX, 12
23-25
XXIII, 29-31
XXVII, 8
35
37

265
271
255
264
312
278
298
298
299
310
312
290
286
290
298
309
308
262
268
290
314
306
299
298

Marco:
IV, 21-39

314
313
310

264
259
298
310
279
185, 296
283

Giovanni:

Malacbia:
III, 2

IX, 48
XII, 27
XV, 14

264

-^\

-(1-4 :V1-4lx)-

o- -*oo

16
Iv, 18
24
VI, 46
VIII, 48
XI, 49-so
XII, 32
XIV, 16-18
XVI, 28
XIX, 5
5-6
XX, 15-17

286
313
306
299
262
260
313
220,
297,
313
259
122,
299
262
313
276
275
1 16,

308
313

265

259

Atti:

I, 17
18-19
II, 19
VI, 8
V11, 62
X, 11
11-12
XVII, 18
22-24
27

296
306
121, 264
277
277
117
259
291
312
125

324

SCRITTI SUL LINGUAGGIO

27-28
XVIII, 17

267
184, 295

Romani:
I, 18-23
VII, 18-19
VIII, 19-23
29
IX, 21
X, 8
XI, 4
XII, 1

12

255
313
313
291
173
270
298
277
249

314
124, 267
151, 279

Efesini:
V, 13

255

II, _
7

5-11
IV, 1
7

271
298
272

298
186, 296
278

Colaxxesi :
I, 15
15-17
II, 4

5
19
III, 5-9
IV, 2
3-4

183, 295
163, 288
276
271
314

1 Tito:
I, 12

283

Ebrei:
I, 1-4

272

Giacomo:
I, 25
II, 7
III, 5-8

170, 289
129, 270
276

1 Pietro:
297

2 Pietro

I, 4
II, 8
6-10
16

125, 267
133
273
282

1 Giovanni:

Filippesi:

I, 9-11

II,

II, 9

2 Corinti:
III, 6
IV, 6
13

312

2 Timoteo:
313
286
286
125, 267
116, 259
286
312
297

1 Corinti:

I, 23
II, 9
11-14
III, 6-9
9
XII, 31
XIII, 3
8-9

1 Timoteo:
IV, 7

124
267
92

I, 1

286

Apocalixse:
I, 8
II, 17
II-III, _
III, 5
14

V, 12
IX, 11
XVI, 15
XIX, 1o

267, 268
312
296
312
296
298
257
124, 267
130, 271

INDICE DEI NOMI

Abbt, Th., 45, 46, 47 n., 205 n.,


214, 301, 302, 306.

Antimaco, 127, 268.

Abclenego, 294.
Abelardo Virbio (Hamann),
Abele, 286.
Abigail, 33.
Abimelech, 256.
Abramo, 132.

Apicio, M. Gavio, 157, 283.


Apollo, 291.

40.

Achille, 268.
Achitofel, 147, 277.

Adamo, 116, 124, 132, 133, 257,


259, 266, 276.
Adanson, M., 19.
Aftonio, 293.

Agamennone, 249.
Agostino, Aurelio, 20, 21, 23-25,
131 n., 132 n., 251, 271, 272.
Agrippa, M. Vipsanio, 247.
Alcibiade, 77, 275.

Alembert, J. Le Ronde de, 16 n.


Alessandro Magno, 212.
Alfonso X di Castiglia e Len,

214, 306.
Algarotti, F., 101n., 133 n., 148,
162 n., 182 n., 184, 184 n., 251,
273, 278, 287, 298, 306.

Amann, 222, 295.


Amasia, 256.
Amone, 294, 295.
Anacreonte, 133.
Anito, 206, 302.

Aper, M., 291.


Appio Claudio Cieco, 308.
Apuleio di Madaura, 278.
Apuleius
Risorius
(Voltaire),
185n., 209n., 296.
Archia, Aulo Licinio, 308.
Ariosto, L., 274.
Aristio, M. Fusco, 117.

Aristobulo (Hamann), 13, 83, 149.


Aristodcmo, 274.
Aristofane, 134, 289.

Aristotele, 92 n., 169-172 n., 212,


233, 249-251, 274, 285, 289,
290, 310.
Arnauld, A., 104 n.
Arnoldt, D. H., 44.
Aronne, 286.
Arriano, Flavio, 151, 179.
Artaserse, 309.
Artemonius, L. M., 265.
Asaf (v. Klopstock), 274.
Assalonne, 192, 277, 297, 307.
Atenagora, 267.

Attico, T. Pomponio, 264.


Augusto, G. Giulio Cesare Ottaviano, 120, 194n., 263, 296,

306.
Ausonio, Decimo Magno, 115 n.,
257.

326

scRITTI sUL LINGUAGGIO

Bacone, F., 100, 114 n., 116,


118 n., 119 n., 122, 124, 125 n.,
129, 129 n., 255, 256, 260, 265,
267, 270.

Balaam, 281, 312.


Baretti, G., 48, 311.
Barine, 305.
Bassa, 311.
Bayer, G. S., 181 n., 206 n., 214 n.,
293, 302, 303, 306, 308.
Bayle, P., 15811., 177, 284.
Beauze, N., 103 n., 160, 252,
284.
Becher, B., 262.

Belisario, 274.
Belletier, 251.

Bsching, A. Fr. (Strabone), 309.

Butler, S., 278.


Buzi, 282.
Caifa, 122, 122 n., 265.
Caino, 286.

Campanella, T., 103 n.


Cardano, G., 131 n., 272.

Carlo II d'Inghilterra, 258.


Caronda, 92 n., 249.
Cartesio, 149, 283.
Caterina II di Russia, 75, 299.
Catius, M. Insuber, 207, 207 n.,

302, 303.
Catone, M. Porcio, 25.
Catullo, G. Valerio, 124 n., 266.

Bengel, J. Albr., 121n., 264.


Benson, G., 120 n., 263.
Berens (famiglia), 14, 22, 32Berens, I-I. E., 23.

Cellario, Chr. (Keller), 262.

Berens I., Chr., 30, 32.

Chladen, J. M., 23, 24.


Chodowiecki, D. N., 222, 309.

Cervantes Saavedra, M. de, 116 n.,

149, 177 n., 278.


Cesare, G. Giulio, 100, 159, 302.

Berens, K., 32, 33, 75.

Berkeley, G., 65 n., 256.

Cicerone, M. T., 24, 100 n., 127 n.,

1316.,

Bertuch, Fr. I., 311.


Blainville, Ch. H. de, 35.
Blanke, F., 317.
Bock, K. G., 45.
Boiardo, M. M., 274.

Bolingbroke, H.

177 n., 291.

Saint-]ohn

141,

14711., 1616.,

173 n., 203, 205 n., 215 n., 217,


220 n., 223, 251, 264, 268, 272,

274, 275, 285, 290, 297, 300,


303, 306-308, 310.

of,

Borowski, L. E., 291.


Bos, L., 105, 253.
Boulanger, N. A., 181 n.
Brooke, H., 72.
Broome, W., 270.
Brown, M., 48.
Brown, Th., 160 n., 284.
Brummer, I., 263.

Cid, Hamet Benengeli, 149, 279.


Clarke, S., 120 n., 264.
Claudio, T. Cesare Augusto Germanico, 276.
Clemente Alessandrino, 268, 280.

Coelius, M. Rufus, 205 n., 217,


223, 301, 306, 308, 310.
Coelius, M. Serotinus (Nicolai),
74-76, 205, 220.
Colbert, J. B., 107, 254.

Bruno, Giordano, 243 n.

Comenio, I. A. (Komensky), 119,

Bruto, M. Giunio, 206, 302.


Bchsel, E., 317.
Buddha, 303.
Buffon, G. L. de, 24, 123, 157 n.,
266.

261, 262.
Condillac, E. Bonnot de, 52.
Confucio, 177, 214 n.

Burnet, J., 247.

Chrysostome), 295.
Courtan, Toussaint, S. M., 300.

Burnet, Th., 24.

Contius, Chr. G., 275.


Cordonnier,
H.
(Matanasius

INDICE DEI NoMI

327

C. T. D. (Damm, Chr. T.), 80,

Erpe, Th. van (Erpenius), 103 n.,

178, 184 n., 227, 229, 233, 292,


295, 311.

252.
Esiodo, 90, 248.
Esopo, 57, 117, 156.
Estienne, H. (Stephanus), 185 n.,
277.
Eutifrone, 113, 114 n., 116 n., 123,
255.
Ezechiele, 282.

Curione, G. Scribonio, 203, 300.


Dacier, A. Lefebure, 263, 264.
Damm, Chr. T. (C. T. D.), 79,

222, 292, 295, 309, 310.


Daniele, 283.

David, 170, 274, 277, 307.


Debora, 74, 254, 255.
Della Porta, Giambattista,

148,

277.
Demetrio Falereo, 181n., 293.
Demetrio Poliorcete, 158, 283,
284.
Demostene, 161, 268, 286, 291.
Desiderius, 275.
Diderot, D., 91, 249.
Didone, 268.
Diogene Laerzio, 136 n., 275.
Dodsley, R., 275.
Donato, Elio, 263.
Eber il Keniota, 308.
Eberhard, I. Aug., 69 n., 70, 295,
302.
Eccard, ]. G., 250, 253.
Elena, 303.
Elia, 273.

Eliseo, 271.
Eliu, 111, 254.
Elnawabig (o Ennawawig), 103 n.,
252.
Encolpio, 249, 251.
Enea, 301.
Ennio, Q., 93 n.
Enrico IV di Francia, 287.
Epicuro, 134, 147 n.

Epitteto, 151, 179.


Erasmo da Rotterdam, 257.
Erennio, 189, 297.
Ermogene, 113 n., 255.
Erode Antipa, 122, 122 n., 265.
Erode Attico, 159, 284.
Erodoto, 185 n.

Fabricius, ]o. Alb., 142 n., 159 n.,


276, 284.
Federico II di Prussia, 16, 38, 43,

69, 216, 251, 268, 277,


282, 283, 284, 287, 288,
295, 296, 298, 299, 300,
304, 305, 306.
Federico Guglielmo III di

278,
294,
302,
Prus-

sia, 300.
Federico V di Danimarca e Norvegia, 15.

Fnelon, Fr. de Salignac de la


Mothe, 264.
Fenton, E., 270.
Ficino, Marsilio, 282.

Filippo II il Macedone, 286.


Filone d'Alessandria, 161n., 180,

1806., 266, 285, 292, 293.

Fleury, Cl., 211n., 304.


Focione, 251.

Fontenelle, B. La Bovier de, 100 n.,


118n., 123 n., 127n., 291.

Formey, I. H. S., 48, 49, 67.


Frster, G. L., 16 n.
Fozio, 122 n., 265.
Frine, 116 n.
Frisch,
L., 211.

Fugre, A. C., 257.


Fulberto, Kulmius, v. Nicolai.
Galilei, G., 156.
Gallione, 184 n., 295.
Garbe, I. G., 44.
Gebhard (editore), 75, 79, 31.0.
Gelemio, Sigismondo, 285.
Gellert, Ch. F., 91, 248.
Gcllio, A., 93 n.

328

scmrrr sUL LINGUAGGIO

Genest, Ch. 48.

Harrevelt, E. van, 285.

Georgius Catholicus, 264.

Harris, ]., 160, 284.

Geremia, 238.
Geroante (Starck J. Aug.), 151,

Hartknoch, J. F., 48 n., 65, 71,


139.

163.

Ges Cristo, 14, 34, 130-132, 149,

159 n., 238, 259, 264, 265, 267,

271, 272, 275, 278 298.

Hartung, G. L., 70, 200, 300.


Hartung, M. Chr., 300, 302.

Hausen C. R., 182, 294.

Haym, R., 45, 4511.

Giacomo di Zebedeo, 263.

Helck, I. Chr., 211n., 305.

Giacomo (lettera di), 265, 289.

Helvtius, Cl. A, 147, 157 n., 277.

Giaele, 74, 221, 308.


Giannone, P., 103 n.
Gildemeister, C. H., 317.

Henkel, A., 9, 295, 300, 311, 317.


Herder, I. G., 7, 42-45, 45 n.,
46-50n., 51-54, 56-58, 60-66,

Giotamo, 114, 256.


Giovanni il Battista, 213.
Giovanni l'Evangelista, 265.

275, 276, 278, 286, 288, 291295, 300, 302, 311.


Hermann, Hugo, 254.

Gioas, 114, 256.


Giobbe, 279.

Giovenale, Decimo Giunio, 93 n.,


118 n., 137, 249, 275, 310.

68-74 n., 79, 141, 142, 144,


182, 185, 185, 186, 194, 215,

Hermias di Alessandria, 267.


Hesenthaler, Magnus, 262.

Girolamo, Eusebio, 136 n., 275.

Heyne, Chr. G., 263.

Giuda Iscariota, 186, 309.


Giuda (lettera di), 265.
Giugurta, 173 n.

Hinz, I. Fr., 71, 75.


Hippel, Th., 201, 300.
Hoeschel, D., 285.

Giuliano l'Apostata, 162, 287.

Hogarth, W., 278.

Giuseppe (glio di Giacobbe), 266.


Giustiniano, 274.
Giustino (martire), 267, 268.

Holbach, P. H. D. de, 282.


Horam, 299.
Howel, I., 116 n., 258.

Goethe, J. W., 51, 48, 250, 275.


Gognet, A. Y., 115, 257.

Gonsched, J. Chr., 248.


Gmbius, J. E., 216 6.

Grecourt, I. B. Villart de, 194,


299_

Hume, D., 64, 156, 157 6., 285.

Ifb*S 147 277I<=S 147 277Iarbai 268'

Ignazio di Costantinopoli, 265.

Grnder, K 31-/_

Grim, Fr. M., 55, 241 n., 312.

1Pfid
11611- 258Ippocrate, 88 n., 247.

Guarini, G_ B 194 n_
GIi
'11 a,288.
K. G. (Quintus
'
I'1'
c11us) ,

Ireneo di Lione, 216 n., 280, 307.


IsaiaIsla, Fr.,
264-311'

Hagedorn, Chr. L., 292.

Johnson, S., 48.

Hagedorn, Fr., 46, 131n., 272.

Julianus, 264.

Hamann, Johann Christoph, 13,


42.
Hamann, Johann Michael, 296.
Hamann, Lisette Reinette, 163 n.,
278, 296.

Kadmonbor, strega di (v. Nicolai), 75, 217.


Kant, I., 32, 42, 44, 45, 291, 292.
Kanter, I. ]., 14, 32 n., 33, 39,

INDICE. DEI NOMI


40, 43, 45, 65, 70, 72, 200,
279, 300, 311.

Kepler, I., 156.


Klettenberg, Susanna von, 250.
Klopstock, Fr. G., 134, 134n.,
274.
Klotz, Chr. A., 47, 205 n., 294,
302.

Kortholt, Chr., 119 n., 262.

Magus im Norden (Hamann),


38, 68, 70, 72, 75, 77, 78, 165,
182, 185, 186, 191, 194, 214,

250, 288, 289, 294, 296.


Maintenon, Franoise d'Aubign
de, 274.
Mamert, Patisson, 277.

Manilio, M., 114 n., 255, 256.


Maometto, 20, 21, 131n., 159,
272.
Marcello, C. Claudio, 205 n., 301.

Kowalewski, C., 30, 30 n.

Marco

Aurelio

Antonino,

158,

173 n., 214n., 283, 284, 290.

Lalage, 117, 260.

Lambert, I. H., 51.


La Mettrie, I. Offroy de, 156, 282.
Lamia, 158, 284.
La Motte, Houdar A. de, 120 n.,
263.
Lancelot, Dom. Cl., 104 n.

La Pause, Henri Ophelot de (I.


B. C. Isoard Delisle),
177, 251, 291.
Latro, M. Porcio, 266.

329

100 n.,

Lattanzio, Firmiano, 155, 281.

Maria di Borgogna, 253.


Maria di Magdala, 259.
Marmontel, I. Fr., 185, 296.
Matanasius, Chrysostome (v. Cordonnier H.), 295.

Mathanasius, Iohann Salomon (v.


Semmler I. S.), 184, 295.
Maupertuis, P. L. Moreau de, 104,
252, 278.
Mecenate, G. C., 186, 208 n., 291,

303.

Laura, 60.
Laval,
Cl., 201, 300.
Lavater, I. C., 277, 309.

Melchisedek, 307.
Mendelssohn, M., 40, 46, 67, 259,

Law, I. of Lauriston, 100, 251.


Leibniz, G. W., 104 n., 119 n.,
148, 161n., 250, 253, 254, 262,
264, 278, 310.
Leopoldo di Dessau, 277.

Merian, I. B., 16 n., 17, 21, 93,

301.
249.
Mesach, 294.
Metzke, E., 317.
Meusel, I. G., 262.

Lessing, G. E., 45, 46, 47, 302.

Meyer, H. I., 285.

Lichtenberg, G. Chr., 309.

Luca, 263, 280.


Lucilio, G., 24, 257, 258, 288.
Ludovici, K. G., 219, 308.
Luigi XIV di Francia, 48.

Meynier, 104 n.
Michaelis, I. D., 13, 14, 16, 16 n.,
17, 17 n., 18, 20, 20 n., 22, 39,
41, 44, 44n., 114 n., 248, 249,
255, 257, 260, 263, 270, 271,
272, 273, 275.
Michelessi, D., 251.
Micol, 33.
Migne, I. P., 266, 275.
Milton, I., 134 n., 274.
Mirabaud, I. B. (v. d'I-Iolbach),
282.
Moab, 238.

Lutero, M., 132 n.

Molire (I. B. Poquelin), 311.

Licurgo, 92 n., 249.

Lindner, G. I., 22, 23, 26.


Lindner, I. G., 13 n., 29, 30n.,

31, 33, 33 n., 36, 36 n., 38, 40,


45.
Lttleton, G., 297.
Lowth, R., 114 n., 133 n., 134 n.,
256, 257, 260, 273.

330

scxr-rrr sur. LINGUAGGIO

Montaigne, Michel de, 76, 147 n.,


160, 284.
Montesquieu, Ch., 249, 278, 297.
Montpensier, Anne Marie Louise Henriette d'Or1ans de, 253.

Moscati, P., 156 n., 282.

Mos, 15, 23, 116, 12111., 148,


277, 286.
Moser, Fr. C. V., 32, 34, 35, 36,

37, 38, 39, 42, 46, 75, 77-79 n.,

10711., 230, 254, 288.

279, 288, 291, 294, 296, 297,


299, 301-307, 309, 314.
Orelli, J. C., 252.
Orfeo, 260.
Origene, 268, 275.
Orlans, Gaston de, 253.

Ovidio Nasone,

Publio,

128 n.,

136 n.,

173 n.,

148, 15911., 251, 269, 284.

Paolo di

Tar-so,

192, 249, 263, 265, 279, 312.

Mueller, G. E., 272.


Muzell, Fr. (Muzelius), 119, 261.

Paracelso (Theophrast Bombast


von Hohenheim), 260.

Nabucodonosor, 294.

Penelope, 270.
Penteo, 260.
Pergolesi, G. B., 35.
Persio Flacco, Aulo, 133, 207 n.,

Nadler,

J.,

9,

22,

39 n.,

70,

70 n., 248, 252, 254-256, 259,


266, 271-277, 279, 280, 283-288,
291, 292, 301, 304, 306, 308310, 317.
Nazir, J. M. J., 162.
Neemia, 220.
Newton, I., 123, 148, 156, 251,
266, 276.

Niceta Paagone, 266.


Nicolai, Chr. Fr., 40, 41, 43, 45,
64, 67, 72, 73, 74, 75, 76, 288,
295, 301, 302, 303, 308, 309.
Nicolav, L. H. v., 273.
Nieuwentyt, B. (Nieuwendijdt),

123, 266.

Noel, 145, 211n., 215 n., 297, 302,


306.
Noemi, 79.
O'Flaherty, I., 317.

Omero, 129, 134, 211, 263, 264.


Onomacrito, 249.
Orazio Flacco, Quinto, 69, 83, 97,
105, 106 n., 107 n., 113, 117,
124 n., 135, 165, 174 n., 182 n.,

186, 19411., 19511., 203, 20511.,


20711., 208 n., 209 n., 21011.,
211, 21111., 213, 213 n., 21411.,
21311., 216, 216 n., 22211.,
223 n., 247, 250, 253, 234, 257,
258, 260, 265, 266, 272, 274,

Pausania, 210 n., 274, 304.

213 n., 273, 275, 303, 305.


Petrarca, F., 60.

Petronio, 95, 101, 115 n., 212 n.,


249, 251, 258, 305.
Photorin, Conrad (v. G. Chr.
Lichtenberg), 222 n., 309.
Pietro, 117, 264, 265, 309.
Pigmalione, 268.
Pilato, Ponzio, 276.

Pindaro, 165, 205 n., 213 n., 301,


306.
Pitagora, 161n., 206, 285, 302.

Platone, 25, 87n., 88n., 91 n.,


102 n., 113 n., 122 n., 127,
127 n.,

134,

135 n.,

13611.,

14711., 153, 156 n., 160, 160 o.,


181, 194, 206, 21011., 21311.,

247, 248, 255, 258, 265, 268,


274,
302,
Plinio
Plinio

275, 277, 282, 284, 288,


304.
il Giovane, 215, 307.
il Vecchio, 104 n., 253,

263.
Pluche, N. A., 91, 10211., 249.
Plutarco di Cheronea, 251, 292,

302.
Pontoppidan, E. (Entropius Philadelphus), 103, 252.

Pope, A., 129, 270, 272, 276.

INDICE

Prades, J. M. de, 304.


Pramo, 247.

191, 194, 195, 201, 216, 278,


283, 300.

Probo, M. Valerio, 263.


Procopio di Cesarea, 136 n., 274.

Protagora di Abdera, 282.


PseudcrOvidio, 260.
Quintiliano, M. Fabio, 251, 303.
Quintilio Varo, P., 253.
Quintus Icilius (Guichard), 16 n.,
163.

Salomone, 158, 182, 194, 299.


Salvini, A. M., 273.
Samuele, 314.
Sandys, J. E., 277.
Sansone, 69, 299.

Sara, 309.
Saul, 126, 268.

Scarron, P., 134, 274.

Rabelais, Fr., 151, 157n., 158 n.,


162n., 163n., 194, 279, 282,
283, 284, 286, 287, 293, 309.
Rachele, 130, 270, 306.
Rameau, I. Ph., 35, 253.

Rappolt, K. H. (Caius Herennius


Rapidus), 162 n., 288.
Raspe, J. A., 254.

Schumacher, A. R., 41, 42, 43.


Seils, M., 317.

Selis, N. I., 39.


Semmler, ]. S. (Mathanasius), 295.
Seneca, Lucio Anneo (il Vecchio),

266.

Riedel, Fr. J., 47.


Roberts, I., 272.

Robinet, J. B. R., 40, 44, 285.


Romolo, 25.
Rosacroce, Cavaliere di (Hamann),
66, 151, 156, 158, 162, 162 n.,
Wentworth

Schmidlin, I. I., 307.


Schoonhoven, E. I., 317.
Schreiner, J., 317.
Schrey, J., 285.
Schrder, H., 79, 225, 310, 311,
312.
Schulz, ]. H., 291.

Raynal, G. Th., 35.


Reid, Th., 172 n., 290.
Reiskii, ]. J., 251.
Restaut, P., 26, 252.
Revot, G., 148 n.
Richardson, S., 259.

of, 11611., 258.

Scheffner, I. G. 194 n., 298.

Schultens, A., 103 n., 252.

Rautner, Chr., 285.

Dillion

Roth, F., 317.


Rousseau, I. I., 34, 35, 40, 44,

52, 106, 241 n., 253, 278, 305,


312.

Roi, 222.
Sadrach, 294.
Salazar, Fr. Lobon de (v. Fr. Isla),
311.

Sallustio Crispo, Gaio, 106, 173 n.,


253, 291.

331

Salomon de Pruxse 0 du Nord


(Federico II), 70, 73, 75, 187,

Potifar, 73, 74.

311.
Roscommon,

mar Norvn

Seneca, L. Anneo, 276.


Senofonte, 149, 278.
Servio, M., 263.

Shaftesbury, Anthony Ashley Cooper, 177 n., 206, 291.


Shakespeare, W., 126 n., 268.
Shenston, W., 48, 222 n., 309.
Sheridan, Th., 272.
Sicheo, 268.
Simon, I., 257, 287, 293, 296,
297, 317.
Sisara, 260.
Socrate, 14, 32, 70, 87 n., 102 n.,
11311.,

116n.,

135 n.,

149,

12211.,

153,

206,

l26n.,

247,

255, 257, 258, 265, 274, 275,

278, 279, 302.


Sofocle, 210 n., 289.
Sogene, 288.

332

scRITTI sUL

LINGUAGGIO

Sosanus, Q. V., 251.


Sostene, 295.

Tottien, Chr. A., 42.


Traiano, M. Ulpio, 307.

Sotade di Maronea, 284.

Spinoza, B., 258.


Starck, I. A., 279.

Trebazio, C. Testa, 275.


Trescho, S. F., 40.
Tucca, Plozio, 263.
Tucidide, 115, 258.
Turnebus, Adrianus (A. de Turnbe), 285.

Stefano (protomartire), 277.


Stella (Esther Iohnson), 272.
Stephanus, H., 148.

Ulisse, 250.
Unzer, L. Aug., 304.

Strabone (v. anche A. Fr. Bsching), 222, 309.

Vario, L. Rufo, 263.

Spalding, I. I., 46, 295.


Spence, Ios., 213, 305.

Spener, Ph. I., 254.

Suida, 285.
Sully, Maximilien de Bthune de,
107, 162n., 193, 254, 287.
Sssmilch, I. P., 49, 51, 55, 56.
Svetonio Tranquillo, Gaio, 100 n.,
177 n., 250, 291, 296.
Swedenborg, E., 292.
Swift, I., 131n., 272.
Sylburgius, F., 267.
Syncellus, G., 142 n., 276.

Tacito, Cornelio, 161, 286.


Talete di Mileto, 65 n., 249.
Tasso, T., 177 n.
Taziano, 267, 268.
Teller, W. A., 211n., 222, 305,

309.
Teodozione, 275.

Teone, 257.
Tertulliano, Quinto Settimio Florenzio, 147 n., 155 n., 276, 280.
Thamous, 258.
Thmmel, M. Aug., 308.
Tibullo, Albio, 118 n., 260.
Tiedemann, D., 65, 65 n., 139 n.
Timante, 104 n., 253.
Tiresia, 250.
Toab, 307.
Tolomeo, Claudio, 214 n.

Varo, 296.
Varrone, M. Terenzio, 100, 251.
Verney, 127 n.
Vespasiano, T. Flavio, 283.

Virgilio Marone, Publio, 120 n.,


186, 263.
Voltaire (F. M. Arouet), 30,
121, 121n., 122, 122n., 156,

193.1., 233, 277, 282, 290, 291,

303, 306.
Voss, Chr., 49, 49n.

Wachter, I. G., 115 n., 181, 258,


293.
Wagenmann I. A., 16 n.
Wallis, I., 104 n., 252.
Walther, G. C., 272.

Warburton W., 257.


Werenfels, S., 90 n., 248.
Wieland, Chr. M., 274, 309.
Willis, Th., 90, 248.
Winckelmann, I. I., 46, 47, 193,
207, 298, 307.
Wolf, I. Christoph, 122 n., 265.
Wolff, Christian, 229, 231.
Wolus, Hieronimus, 279.
Young, E., 117 n., 259.
Zaleuco, 92 n., 249.

Tolomeo VI Filometore, 65.


Tolomeo VII Evergete II, 13, 14.

Zamachsjar (az-Zamakhshar),

Tommaso da Celano, 258.


Tom Pun Sibi (v. Swift I.), 131 n.,
272

Zebedeo, 14.
Ziesemer W., 9, 295, 311, 317.
Zllner, I. Fr., 186, 296.

10311., 252.

Questa edizione

stata impressa a Napoli


nello stabilimento tipo-litograco
Pubbligraf

di Domenico e Carlo D'Agostino

nel dicembre 1977