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Sommario 20

2007

Italiano LS nel Mondo


Un secolo e mezzo di emigrazione italiana
nel mondo
Giovanni Freddi

pag

Il progetto Italiano nelle scuole in Argentina


Mnica Arreghini

pag

Litaliano in Bulgaria e nei Balcani del Sud


Intervista di Lorenzo Guglielmi
a Umberto Rinaldi

pag

www.initonline.it

n 20
Direttore Scientifico
Paolo E. Balboni
Direttore Responsabile
Domenico Corucci
Redazione
Mario Cardona
Marco Mezzadri
Anthony Mollica
Editore
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Tribunale di Perugia
n 12 del 04/03/2000
Tiratura
12.000 copie

Italiano L2 in Italia
Italiano L2: dallemergenza alla promozione
della qualit
Marco Mezzadri

pag 12

La pubblicit televisiva nella didattica


dellitaliano L2
Grazia Musumeci

pag 18

Metodologia
La comunicazione non verbale e insegnamento
dellitaliano a stranieri
Dilek Pecenek

pag 24

Strumenti
Un portale aggiornato per insegnanti di italiano
a stranieri: www.insegnare-italiano.it
Greta Mazzolato

pag 28

Recensione a: Massimo Vedovelli (a cura di),


Manuale della certificazione dellitaliano L2,
Roma, Carocci, 2005, pp. 370
Matteo Santipolo

pag 29

Universit per Stranieri di Perugia.


Universit per Stranieri di Siena.
Universit di Venezia.

pag 30
pag 31
pag 32

Materiali didattici
pag 10

Civilt punto it

Le illustrazioni di questo
numero riproducono oggetti
del design e della creativit
italiani.

In.IT

italiano LS nel mondo

Un secolo e mezzo di emigrazione


nei diversi stati del mondo
copre un arco di un secolo e
mezzo. Essa era infatti un
fenomeno significativo fin dal
1840 ed ha esaurito la sua
forza propulsiva con lultima
ondata di Gastarbeiter in
Germania negli anni 70.
Lepopea dellemigrazione,
cos come andata costruendosi e stratificandosi nellimmaginario collettivo degli Italiani, un gigantesco affresco
fatto di slanci, di meschinit, di equivoci, di
sofferenze, di momenti epici e di elementi
melodrammatici.
Ma questo affresco non autentico in ogni
sua parte e non ci restituisce la verit storica.
Esso avrebbe bisogno di un radicale restauro che elimini la patina retorica dei potenti e
prepotenti, le manomissioni e le alterazioni
dei furbi di professione, i ritocchi fumosi e
interessati delle ideologie e, naturalmente,
le pennellate di una lunga tradizione oleografica, quella tradizione popolare arrivataci
dagli immigrati stessi e tramandata in patria
dai parenti. Non che siano mancati momenti
di disumana sofferenza o di tragici imbrogli,
ma occorre prendere atto che il paradigma
intepretativo dellemigrazione italiana non
pu essere dato dal racconto deamicisiano
Dagli Appennini alle Ande.
In vista di una revisione critica del fenomeno
vorremmo disporre delle sapienti tecniche
dei restauratori di quadri e affreschi in modo
da riportare alla luce le linee originarie. La
vastit dellimpresa ci costringe a farlo su
dettagli-campione, cos come duso presso
i nostri maestri restauratori prima di mettersi
allopera.
Ripensare e valutare criticamente il fenomeno dellemigrazione richiede una pregiudiziale verifica numerica. Le cifre, si sa, non sono
mai esaltanti; ma se dietro ognuna di esse
sappiamo vedere un emigrante con il suo
fardello di sofferenza, di rimpianti e di speranze, le cifre, a poco a poco, prendono vita.
Cercando di integrare con mano prudente la
variet delle fonti a disposizione con la
disparit delle cifre offerte, possibile affermare che nei centotrentanni che vanno dal
1840 al 1970 sono emigrati dallItalia pi di
30 milioni di compatrioti, di cui una decina
di milioni nel secondo dopoguerra. Da tale
cifra, abbastanza impressionante, va detratto il corposo contingente degli emigrati rientrati poi in patria che valutato in una ventina di milioni. La documentazione di cui

LEMIGRAZIONE
ITALIANA

Ferrari
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In.IT

disponiamo permette inoltre di individuare


soprattutto per il periodo 1876-1940 le percentuali approssimative degli emigrati sia
per le grandi aree geografiche sia per le
regioni e province. Questi i dati: Nord-ovest
26,7%, Nord-est e Centro Italia 38,6%,
Meridione e Isole 34,7%. I bacini che alimentano il flusso migratorio sono primcipalmente due: larco collinare-montano, alpino e
appenninico, che circonda la Padania (con
laggiunta di Cremona e Mantova con un
altissimo 15 per mille) e la parte dura del
cosiddetto osso appenninico del
Mezzogiorno (in particolare il Molise, la
Campania interna e la Calabria). Di converso
risultano aree di scarsa emigrazione
lEmilia-Romagna, la Toscana, il Lazio, le
Puglie e la Sardegna.
Allinterno del flusso migratorio possibile
rilevare una specializzazione regionale:
lItalia settentrionale si spinge prevalentemente verso il Nord, in direzione di altri paesi europei, mentre lItalia meridionale conosce unemigrazione prevalentemente transoceanica. Il fatto non stupisce qualora si consideri che, fino a qualche decennio fa, un
viaggio dal cuore della Sicilia alla Germania
costava molto pi che imbarcarsi per
lAmerica.
Allinizio della Seconda guerra mondiale
(1940) la graduatoria della presenza italiana
nel mondo la seguente: Argentina, Brasile,
Stati Uniti, Canada, Oceania (Australia),
Africa, Austria, Svizzera, Francia, Germania,
Belgio, ecc.
Ma chi sono questi nostri emigranti che partono? Intanto, per il 90%, si tratta di individui al di sopra dei 15 anni; inoltre i maschi
prevalgono nettamente sulle femmine e, per
la stragrande maggioranza, si tratta di contadini che lasciano alle spalle unagricoltura
arretrata portandosi come dote la sola forza
delle braccia. Si aggiunga che, per una quota elevatissima, sono analfabeti e quasi tutti
parlanti dialettofoni.
La grande avventura migratoria era cominciata nella prima met dellOttocento con le
partenze verso la Plata, dove qualcuno
vaghegger poi di creare una pi grande
Italia. I primi ad arrivare in Sudamerica furono i contadini del Nord Piemonte, Liguria,
ecc. assieme a qualche esule mazziniano
di grande fede umanitaria e di modesto
livello culturale. Gli ideali mazziniani-garibaldini con il loro umanitarismo quasi religioso
furono, come si dice oggi, il collante delle
prime comunit di coloni italiani (cos chia-

italiana nel mondo


mavano s stessi e cos furono chiamati).
Il flusso migratorio fu manovrato e pilotato
dai consolati delle repubbliche americane
che, dintesa con le compagnie di navigazione interessate ai viaggi transoceanici, avevano disseminato la Penisola di emissari,
intermediari e maneggioni allo scopo di
scremare la migliore forza lavoro di unagricoltura ancora primitiva. Il ruolo avuto dai
consoli e dalle compagnie la Lavarello, la
Piaggio, la Florio, la Rubattino nel reclutamento, nel trasporto e nella collocazione
degli emigranti stato largamente esplorato
e sono emersi comportamenti di cinismo, di
avidit e di inganni che ricordano la tratta
degli schiavi negri dalle coste africane.
Dopo lUnit dItalia (1861) una parte della
borghesia illuminata basti il nome di
Stefano Jacini avrebbe voluto ricreare quel
sodalizio citt-campagna che, durante il
periodo comunale, aveva determinato un
salto di civilt e di prosperit. Ma la miopia
degli agrari, incapaci di prospettarsi uneconomia agricola moderna, ostacol con tutti i
mezzi ogni riforma della nostra agricoltura
provocando lespulsione dal nuovo stato di
milioni di contadini allo stremo. Da questo
punto di vista lemigrazione risulta essere
una risposta di massa alla mancata soluzione della questione agraria dellItalia unificata. Il Jacini denunci tale miopia e queste
tragedie provando inoltre che le condizioni
dei nostri emigrati giunti in America si rivelano inferiori persino a quelle dei negri della
Carolina del Sud, dove i piantatori di cotone,
consapevoli del loro tornaconto pi dei locatori di manodopera italiana, non lasciavano
morire i loro schiavi, ma li provvedevano di
vitto e alloggio.
Nei decenni di fine Ottocento la retorica postunitaria teorizzava e accreditava lemigrazione italiana come una colonizzazione di terre
nuove e pertanto una soluzione diversa,
intermedia fra lespansione commerciale e il
colonialismo politico-militare (reincarnazione
del vecchio mito della terza via, sempre caro
agli Italiani!). Nello stesso periodo il nostro
emigrante giungeva in America con cento lire
in tasca, inconsapevole del fatto che per
impiantare una colonia agricola ne occorrevano almeno tremila. Finiva cos che egli si
insediava in citt, pronto a svolgere i lavori
pi umili nella speranza di lucrare e di tornare, ricco e onorato, nella sua terra dorigine.
Per meglio comprendere queste incongruenze riportandole alle dimensioni reali utile
seguire il ciclo migratorio tipo. Questo pren-

di Giovanni Freddi

deva lavvio dalle miserabili condizioni dellagricoltura e del piccolo artigianato rurale;
veniva attivato dai consolati dei paesi americani, dalle compagnie di emigrazione e,
spesso, anche da famigliari o parenti emigrati in precedenza (si parla di catene famigliari) facendo avere il biglietto prepagato
e un po di denaro; prendeva forma nellavventuroso viaggio in capo al mondo, seguito
da anni di lavoro massacrante, spesso disumano, ma tale da consentire allemigrato di
poter tornare un giorno al suo paese per
costruirvi una casa e vivere di rendita.
Questo atteggiamento, confermato dallaltissimo numero di emigrati rimpatriati due
su tre spiega le condizioni di marginalit
delle comunit italiane nei paesi di immigrazione. Per anni essi hanno vissuto semplicemente accanto al popolo straniero, con
la testa persa nel sogno del ritorno.
Daltra parte era impensabile che i nostri
emigranti potessero percepirsi, e pertanto
organizzarsi, come comunit nel paese ospitante, se si pensa che, almeno allinizio,
molti di loro erano partiti come sudditi borbonici, piemontesi, pontifici o di altri stati
della Penisola per ritrovarsi ad un certo
momento (1870-71) cittadini dello stesso
stato italiano, unificato fortunosamente in
loro assenza. Questa natura regionale se
non provinciale, se non paesana dellemigrazione italiana aiuta a comprendere come
le attuali regioni svolgano ognuna una propria politica estera, parallela a quella dello
Stato italiano.

Ferrari
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italiano LS nel mondo

Un secolo e mezzo di emigrazione italiana nel mondo

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Nel dibattito ottocentesco sulla nostra emigrazione non erano mancati, come si
visto, momenti di lucidit nelle analisi del
fenomeno e nelle proposte per affrontarlo.
Agli inizi degli anni 80 il ministro Berti poteva cos riassumere le linee di unemigrazione finalizzata: Molti lamentano la qualit
della nostra emigrazione composta da elementi incapaci a renderla fruttuosa e a costituire colonie utili alla madre patria. Si osserva che essa formata da braccia soltanto,
non governata da menti, non aiutata da
capitali. mestireri aggiungeva il Berti
che lemigrazione sia composta da persone
intelligenti, agiate ed educate a vita efficacemente operosa, e non di povera gente priva
di qualsiasi educazione, spesso non pratica
di alcun mestiere e appena adatta a lavorare
la terra.
Affermazioni illuminate, affermazioni ricorrenti, affermazioni disattese. Nei decenni a
cavallo del secolo il nostro flusso migratorio, specie verso il Nordamerica e il Brasile,
si trasform in una fiumana e, nel 1920, gli
Stati Uniti introducevano il Literary test, un
accertamento di alfabetizzazione che era
destinato a falcidiare il contingente di immigranti provenienti dallItalia.
Nelle discussioni che spesso si fanno circa la
diffusione dellitaliano allestero ed i suoi
rapporti con lemigrazione partita dalla
nostra Penisola emerge talora un interrogativo che riguarda le ragioni per cui, a dispetto
della loro incisiva consistenza numerica, gli
emigranti italiani non sono riusciti a costruire delle Italie fuori dallItalia, cos come
invece gli Anglosassoni hanno potuto dare
vita a un immenso English-speaking World
e gli Iberici hanno potuto creare delle patrie
speculari nellAmerica Centro-meridionale.
Se per questa ipotesi mancata ci sono ragioni di natura sociopolitica e socioeconomica
(un conto detenere il potere politico ed
economico del paese e un altro conto giungere in esso con lo status di emigranti poveri), ci sono pure delle ragioni sociolinguistiche che non possibile ignorare. Si pensi al
repertorio linguistico che lemigrante italiano
porta con s, al suo livello culturale e professionale, alla situazione sociolinguistica del
paese di arrivo, al destino della sua madrelingua che si gioca nel lavoro, nella scuola
dei figli, nella vita sociale, ecc.
Come si accennato, lemigrazione italiana
comincia verso il 1840, in un momento in
cui lItalia ancora divisa nei tanti stati usciti
dal Congresso di Vienna. I nostri emigranti

arrivano oltre oceano in questo periodo


nella regione del Plata provvisti qualcuno
del passaporto napoletano, altri del passaporto piemontese, altri ancora del passaporto lombardo-veneto, ecc. Hanno certo la
consapevolezza di appartenere ad una
nazione italiana, ma questa resta un vago
riferimento che si colloca tra storia e mito;
quasi una sorta di lontana parentela non pi
coltivata da tempo immemorabile.
Sul versante linguistico la situazione molto
difficile: questi nostri emigranti, pi che
essere uniti da una stessa lingua nazionale,
sono divisi da decine di parlate dialettali
impenetrabili le une alle altre (gli specialisti
calcolano che gli italofoni della Penisola fossero in quegli anni attorno al milione). Il
risultato che gli emigrati friulani non capiscono quelli piemontesi, i quali non capiscono i veneti, i quali a loro volta non capiscono gli abruzzesi e via dicendo. Questa frammentazione e la conseguente incomunicabilit non sono le pi adatte a favorire un sentimento di comune appartenenza e identit
fra i nostri emigrati.
Per superare la precariet della nuova situazione e per soddisfare i bisogni primari di
unesistenza difficile e isolata essi ricreano
nel paese daccoglienza delle patrie regionali;
fiorisce in tale modo quel reticolo di associazioni che assicurano agli emigranti strutture solidaristiche e strumenti di resistenza
allassimilazione.
La gamma delle strutture associative-assistenziali creata allestero dagli emigrati italiani impressionante: Fogolar Furlan,
Fameja Piemontesa, associazioni di
Calabresi, Siciliani, Veneti, ecc., societ di
mutuo soccorso, circoli sportivi, club ricreativi, ecc., tutte realt che a volte si richiamano alla regione, a volte alla provincia e a
volte al paese dorigine. Della regione o del
paese essi concorrono a tener viva la parlata
conservandole quella funzionalit comunicativa che equivalente di vitalit. Gli anni
non hanno ridotto lo slancio associazionistico dei nostri emigrati, che come stato
accennato ha trovato recentemente nelle
regioni un supporto morale, culturale e talvolta anche finanziario.
Il fatto di queste Italie mancate acuisce la
curiosit dello studioso ma, dovendo fornire
uno schema esplicativo della complessa
realt dellemigrazione italiana di massa, ci
troviamo costretti a semplificare le cose.
Parleremo pertanto di una famiglia-tipo
costituita dai genitori emigrati in et adulta

di Giovanni Freddi
(prima generazione), dai figli nati nel paese
dadozione o introdottivi in tenera et
(seconda generazione) e dai figli dei figli
(terza generazione).
La prima generazione di emigranti giunge
nel paese di destinazione con il solo possesso del dialetto natio. Gli unici interlocutori
che potranno trovare nella nuova realt
sono i paesani emigrati in precedenza
(interi paesi italiani si sono trapiantati allestero) e, al limite, gli immigrati dellarea
regionale di provenienza. Per le ragioni
accennate non potranno essere loro interlocutori i connazionali provenienti da altre
parti della Penisola; a maggior ragione non
lo potranno essere i residenti, i quali parlano una lingua del tutto straniera. Anche se
col tempo riusciranno a crearsi uno strumento di comunicazione linguistica demergenza intendiamo una specie di pidgin
costruito sulla base di una rudimentale
grammatica italiana e di un approssimativo vocabolario della lingua locale (spagnolo,
inglese, portoghese, ecc.) gli immigrati di
prima generazione vivono il dramma dellemarginazione e dello sfruttamento fino ai
limiti della sopravvivenza.
Li sorregge in questa sfida solitaria contro
tutto e contro tutti la volont e la speranza
di assicurare ai figli un avvenire pi prospero e dignitoso. Quando si tratta di emigranti
temporanei, questi raccomandano ai famigliari rimasti in Italia di mandare i figli a
scuola. Scriver nel 1920 Francesco Coletti:
DallAmerica vengono incitamenti alle
mogli per mandare i figli a scuola. La necessit e il tornaconto di saper leggere e scrivere fanno pi di qualunque incitamento legale. Se si tratta invece di emigranti definitivi, stabilitisi con la famiglia allestero, questi tendono ad assicurare ai figli unistruzione basata sulla lingua del paese daccoglienza e sulla lingua italiana. La prima diventa
veicolo di scolarizzazione e di inserimento
sociale; la seconda un mezzo per mantenere
i contatti con la medrepatria dei genitori, le
comunit italiane presenti nel paese e la
famiglia.
Listruzione della seconda generazione
(i figli) consiste di norma nella frequenza della scuola locale con laggiunta dello studio
dellitaliano che pu effettuasi allinterno della struttura scolastica statale o allesterno di
essa ad iniziativa di comitati consolari o associazioni di emigrati, della Dante Alighieri o di
altri enti. Allo studio dellitaliano vengono
assegnati due obiettivi: il possesso della

lingua della madrepatria dei genitori e laccostamento alla civilt italiana vista nelle sue
manifestazioni pi ordinarie e straordinarie.
Veniamo alla cosiddetta terza generazione,
quella dei nipoti. La condizione di emigrati
gioca spesso quale fattore di coesione tra le
generazioni e in particolare fra nonni e nipoti. Il legame di affetti e di intese che lega la
prima e la terza generazione si traduce per
questultima in curiosit per la patria dei
nonni, la quale suscettibile di diventare
per essi la propria patria adottiva.
Non un interesse superficiale che li muove,
in quanto si indirizza, nel nostro caso, sulla
mentalit degli Italiani, sul loro modo di concepire e organizzare lesistenza, sui prodotti
delle arti, della musica, della letteratura, del
cinema, sulle realizzazioni della ricerca scientifica e tecnologica, insomma su tutto ci che
pu rientrare in un moderno concetto di cultura. La cultura italiana, appunto.

Nei nipoti non si riscontrano in genere i turbamenti, i conflitti e i problemi didentit


rilevati nei genitori e lo stesso quadro sociolinguistico risulta profondamente modificato.
Per la terza generazione, infatti:
a) la lingua locale (spagnolo, inglese, tedesco, ecc.) la madrelingua; il suo impiego
copre la quasi totalit delle situazioni
comunicative: in casa, a scuola, nelle
attivit sportive, ecc.
b) il dialetto dorigine della famiglia posseduto a livello soprattutto ricettivo nellinterazione famigliare, specie con i nonni;
c) litaliano, quando esso studiato, una
lingua straniera sui generis che pu
diventare lo strumento per la scoperta
delle proprie radici e la voce della patria
dadozione.

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italiano LS nel mondo

Un secolo e mezzo di emigrazione italiana nel mondo

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Con la terza generazione si chiude dunque il


ciclo: dal dialetto alla lingua del paese ospite,
ad una apertura allitaliano come lingua di
cultura privilegiata.
Nei paesi di forte immigrazione italiana
(Argentina, Brasile, Stati Uniti, Canada,
Germania, Australia) sussistono spesso le
condizioni perch si possa parlare di un
insegnamento dellitaliano pi ricco. Qui
litaliano non si impara solo a scuola, ma
viene riverberato sul discente dalluso che
se ne fa nelle associazioni, nei clubs, da parte della radio e della televisione (che diffondono programmi in italiano), sulla stampa di
lingua italiana. In famiglia il discente pu
trovare una variet di italiano pidginizzato, e
certamente il dialetto dorigine se il trasferimento allestero avvenuto grosso modo
prima del 1960, oppure la lingua italiana se
il trasferimento dei genitori ha avuto luogo
dopo il 1960.

nel paese di adozione e diversa dallitaliano.


In unindagine di alcuni anni fa voluta dal
Consiglio Nazionale delle Ricerche sullinsegnamento dellitaliano nel mondo e condotta
da chi scrive risultato chiaro che lo spazio
per la nostra lingua oggettivamente limitato fuori dItalia. A parte il numero ristretto di
studiosi, di artisti e di universitari che vi si
accostano allo scopo di poter accedere alla
nostra cultura, allitaliano risultano interessati gli emigrati di seconda e, soprattutto, di
terza generazione e un buon numero di stranieri che sentono il richiamo del patrimonio
artistico-culturale e paesaggistico dellItalia,
per i quali la motivazione per lo studio dellitaliano costituita da un amalgama di culturale e di turistico. A questi due filoni si pu
aggiungere un terzo contingente, numericamente limitato ma politicamente significativo, di studenti provenienti dallarea mediterranea e dal terzo mondo.

Nel quadro che stiamo delineando possono


trovare risposte adeguate le richieste di italiano proveninenti tanto dalla seconda quanto dalla terza generazione di immigrati. Con
entrambe si profila ormai praticabile linsegnamento di un italiano standard, cio la
lingua degli affetti profondi, rappresentati
fisicamente dai nonni e dai genitori.
Oltre a quella esaminata, esiste una direttrice che potrebbe fare degli antichi paesi di
emigrazione (Argentina, Canada, Stati uniti,
Brasile, ecc.) dei modelli di societ multilingui. Essa suggerita dallAustralia che, a
livello di istruzione primaria, assicura a tutti
la possibilit di studiare litaliano in quanto
community language, in quanto cio lingua di una delle componenti della societ
australiana. Una siffatta prospettiva, che si
pu solo suggerire e al massimo secondare,
una scelta di civilt che ha dei costi, compreso quello di assicurare a chi lo richieda lo
studio di unaltra lingua minoritaria presente

Il futuro dellitaliano allestero si gioca in


tempi brevi. Se non migliora la qualit del
suo insegnamento prima che londa lunga
dellemigrazione si esaurisca, si perder il
grosso contingente della terza generazione
di cui si diceva; se non si rinnova inoltre il
potenziale e lapparato del nostro turismo in
termini di immagine, efficienza e competitivit, le correnti turistiche prenderanno altre
direzioni con quanto ne consegue sul piano
culturale ed economico. La prima urgenza si
sovrappone alla seconda dato che, dei turisti
che annualmente visitano lItalia, una parte
apprezzabile costituita da figli o nipoti di
emigrati. In ogni caso, il futuro dellitaliano
come lingua straniera legato allimmagine
che lItalia sapr proiettare di s allestero.
In definitiva le sorti della lingua italiana
sono legate alla cultura, alla vita e alla
societ italiane e a come queste saranno
percepite dallesterno.

italiano LS nel mondo

Il
progettoItaliano
nelle scuole in Argentina
Il progetto italiano nelle scuole rappresenta unesperienza innovativa e nasce da un
Accordo tra il Consolato Generale dItalia
e il Governo della Citt di Buenos Aires.
Durante gli anni 90 cera il rischio di chiusura
di alcuni corsi di italiano, passato da materia
curricolare a materia extracurricolare; diminuivano gli studenti, cerano scarso materiale didattico, poche attrezzature tecnologiche,
nessun aggiornamento didattico dei docenti.
Era necessario un intervento da parte delle
autorit politiche italiane ed argentine, capace
di garantire una migliore e maggiore diffusione dellitaliano nel contesto scolastico: da
qui gli accordi del 1997 e poi del 1999, miranti
al mantenimento ed al rafforzamento
dellitaliano nelle scuole dove gi esisteva;
allinserimento dellitaliano come materia
curricolare in nuove scuole;
alla formazione docente e al servizio di
assistenza permanente per i docenti;
alla consegna di materiale didattico, di
materiale multimediale e di supporti tecno
logici considerando gli interessi degli alunni e tenendo conto delle necessit manifestate dai docenti nel rilevamento-dati.
Dopo limplementazione del Progetto si
osservano cambiamenti qualitativi e quantitativi. Da un punto di vista quantitativo
aumentano il numero di scuole pubbliche di
Buenos Aires in cui si insegna litaliano, il
numero di docenti e di studenti. Per quanto
riguarda le scuole, si passa da 47 scuole nel
1997 a 57 scuole nellanno 2004. Il maggior
incremento si constata nella scuola elementare: nel 2001, 7 scuole elementari insegnano litaliano; nel 2004 ne abbiamo 12, di cui
5 sono scuole plurilingui.

di Mnica Arreghini

Nel 1999 risulta che 5381 studenti imparano


la lingua nelle scuole di Buenos Aires, mentre nel 2004 abbiamo 6841 studenti, 1460
alunni in pi.
Nel caso dei docenti si verifica un maggior
numero di posti di lavoro. Nel 1999, abbiamo 67 docenti; nel 2004 83 docenti.
Da un punto di vista qualitativo, uno dei contributi pi efficaci la consegna di materiale
didattico aggiornato, supporti tecnologici,
materiale multimediale; libri di letture graduate per i bambini delle prime classi e libri
di testo. Nel 2002 si sono consegnati 1757
libri di letture graduate e nel 2003, 1350 libri
di testo.
Lesperienza si ripetuta nel 2004.
Uno degli obiettivi del Progetto Italiano
nelle Scuole favorire la formazione docente.
Si sono organizzati sei corsi di aggiornamento con specialisti di diverse Universit
italiane: Universit Ca Foscari di Venezia,
Universit per Stranieri di Siena, Universit
per Stranieri di Perugia, il gruppo IARD di
Milano e corsi con specialisti locali. Sono
state assegnate 8 borse di studio per frequentare il Master ITALS dellUniversit
Ca Foscari di Venezia.
Un aspetto innovativo del Progetto
lapertura dei corsi di italiano per i genitori
e per i docenti di altre materie dei bambini
delle scuole plurilingui. Lobiettivo dei corsi
non soltanto quello di soddisfare linteresse personale per lapprendimento della lingua ma anche quello di permettere ai genitori e ai docenti di accompagnare i figli e gli
studenti durante il loro processo di apprendimento.
Per concludere possiamo
affermare che il risultato
del lavoro coordinato e
cooperativo di autorit
italiane ed argentine,
pubbliche e private che
oggi a Buenos Aires un
maggior numero di bambini
e di adolescenti, la maggioranza di origine non italiana,
imparano la lingua. Risulta
questo un dato interessante, da tenere presente
quando si attiveranno
nuovi programmi di
politica linguistica.

Piaggio
Vespa

Fonte: Rilevamento Assoc. Dante Alighieri Ente Gestore,


1997/2001/2004

In.IT

italiano LS nel mondo

Litaliano in Bulgaria e nei Bal


Intervista di Lorenzo Guglielmi
a Umberto Rinaldi
Umberto Rinaldi si occupa di Balcani fin dalla tesi sulluso delle fonti bizantine nellopera
di uno storico dalmata del XVII secolo,
Giovanni Lucio, tesi elaboratata a Belgrado;
dopo la laurea arriva a Sofia, dove insegna
come lettore fino al 1971, per poi ritornarvi
a distanza di 7 anni, e poi dal 2002 come
direttore dellIstituto Italiano di Cultura.
L.G.: Lei ha fatto unesperienza senzaltro
significativa nella Jugoslavia di Tito, emblema della diversit socialista, di non allineamento, di autogestione, termini certo
non privi di valenza ideologica etc.
U.R.: A conoscerlo, era un paese divertente
dal punto di vista umano e culturale. Allora
non cos piccolo, e fiero della sua importanza
internazionale di guida nel movimento dei
grandi non allineati, camminava a fianco
dellEgitto di Nasser e dellIndia di Nehru.
Tutti erano accomunati da una tensione
modernizzatrice indipendente da Mosca.
Belgrado era davvero una capitale importante.
La libert di espressione era notevole se paragonata ad altri paesi socialisti; le tensioni
nazionaliste, pi o meno latenti e represse,
erano gi brace sotto la cenere: i serbi, la
maggioranza relativa, si consideravano il
Piemonte unificatore del Paese, ed erano visti
con diffidenza dagli altri, i croati si ritenevano
oppressi, i pi ricchi sloveni facevano parte
per se stessi, i macedoni erano marginali.

Officine Panerai
Dettagli

In.IT

L.G.: Oggi lei in Bulgaria. Qual la vostra


linea di azione culturale dellIIC?
U.R.: Abbiamo organizzato grandi esposizioni
e tante mostre pi leggere, itineranti nelle
gallerie civiche bulgare, anche in provincia,
poi congressi con universit e Accademia delle scienze, e grandi concerti di musica classica
o barocca, che sono forse gli elementi pi
qualificanti del programma. Prioritaria la
collaborazione con le istituzioni locali.
Quanto alla letteratura, i classici come
Dante, Petrarca, Boccaccia e Machiavelli
sono tradotti da sempre, mentre allepoca
del socialismo veniva tradotta la letteratura
considerata progressista. Larte e la letteratura contemporanea sono note solo agli
specialisti, mentre grande e incondizionata
lammirazione per il cinema italiano,
il neorealismo soprattutto, che viene considerato il migliore in assoluto. Dopo la svolta
post 89, giunta anche la cultura materiale,
con una larga diffusione della pizza e dellespresso, che ha soppiantato il caff turco.

L.G.: Se le chiedessimo di scattare una


istantanea sulla situazione della lingua italiana in Bulgaria, che cosa metterebbe a fuoco?
U.R.: Direi che ci sono due lettorati universitari, a Sofia e a Tarnovo, e che una cattedra
a Blagoevgrad appena stata inaugurata,
che litaliano insegnato come prima lingua
straniera in vari licei del paese mentre il
Centro Nazionale di Gorna Banja, a Sofia,
rilascia una maturit riconosciuta dallItalia.
La situazione in evoluzione, ma siamo in
ogni caso, e di gran lunga, lultima lingua
straniera. Secondo le statistiche bulgare gli
insegnanti di ruolo sono rispettivamente:
inglese 5.380, tedesco 1.835, russo 1.721,
francese 1.097, spagnolo 209, italiano 68;
lo stesso vale per la prima lingua straniera
insegnata nelle scuole, il cui numero :
inglese 2.281, russo 1.458, tedesco 941, francese 939, spagnolo 44, italiano 16. Un primo
problema evidente, che va a gravare su questa nostra sesta posizione di ordine logistico. I manuali sono scarsissimi e i supporti
tecnologici particolarmente poveri.
L.G.: C spesso lidea, non del tutto infondata, che nei paesi dellex patto di Varsavia
prevalgano i metodi grammatico-traduttivi.
In realt la Bulgaria ha dato i natali a uno
studioso come Lozanov, padre della suggestopedia e il paese ha una sua tradizione
forte di studi linguistici. Quali sono le tendenze glottodidattiche in atto?
U.R.: A parte Lozanov, linsegnamento fondamentalmente tradizionale, ma almeno nelle intenzioni rigoroso (vecchia scuola russo-sovietica, applicata a tappeto con le infinite etnie alloglotte dellURSS); se applicato
con coerenza e la materia prima c, d
ancora risultati notevoli, cio una buona
padronanza lessicale, sintattica e morfologica e grammaticale, capacit di scrivere ecc.;
richiede tuttavia un impegno costante, ma
va ancora bene se non ci sono possibilit di
permanenza allestero. Ceteris paribus,
un buon liceale bulgaro supera di molto
il collega italiano.
L.G.: Si sente spesso dire che gli slavi sono
portati alle lingue straniere e che i bulgari
brillano per un particolare talento.
U.R.: Non credo che lapprendimento di una
lingua straniera sia condizionato da fattori
biologici o caratteristiche innate di un popolo.
Non ci sono popoli naturalmente portati alle
lingue. Vi sono piuttosto fattori socio-culturali che sui tempi lunghi hanno portato a
mentalit consolidate: poich il bulgaro non

cani del Sud


usato al di fuori dei propri confini statali,
da sempre stato necessario cavarsela con
un paio di altre lingue pi diffuse e la cosa
faceva dunque parte dellabc delleducazione.
L.G.: Si parla molto della crescita della lingua italiana nel mondo, ma qual la sua
opinione sulla politica culturale italiana?
U.R.: Litaliano avrebbe in generale una certa
quota di sua spettanza nel mercato internazionale delle lingue straniere e poco importa, almeno allinizio, sapere perch: se la
gente vuole pizza, spendi i soldi per dargliela,
e non per chiederti perch la vuole con inchieste su inchieste che disperdono energie. Il fatto che investiamo poco e male, in modo
disattento e non coerente. In generale direi:
prassi deleteria ritenere che certi eventi,
come le tradizionali Settimane della lingua italiana nel mondo possano sostituire
la mancanza di unofferta permanente di
servizi, che invece costituisce la spina dorsale di una sensata politica della lingua.
Non sono i fuochi dartificio che compensano la mancanza sistematica di energia
elettrica per il consumo domestico;
non servono n alla diagnosi n alla terapia luoghi comuni che passano dal trionfalismo al disfattismo del tipo tutti vogliono
studiare litaliano o nessuno lo vuole.
Aiutano poco convinzioni diffuse, saldamente difese, spesso ripetute ma inconsistenti, come laffermazione che si studia
una lingua perch si vuole apprendere la
cultura, la cucina ecc.; in generale la lingua
secondo me un piacere fine a se stesso,
come il biliardo, gli sci o il bridge: facciamo queste cose semplicemente perch ci
piace farle, trahit sua quemque voluptas,
come diceva Virgilio. Non sempre utili, ma
spesso costosi, sono i seminari di aggiornamento, non perch non valgano, ma perch
la realt quotidiana della scuola estrema
mente vischiosa e quanto appreso rimane
quasi sempre lettera morta. Sono molto
perplesso anche sul fiorire di Master, anche
qui non perch non valgano, ma perch si
offrono pezzi di carta pi o meno costosi
invece di preoccuparsi, in parallelo, e con
opportune, mirate, dure (direi) azioni politiche, perch si creino posti di lavoro reali,
che diano un senso palpabile al pezzo di
carta. Anche qui dunque il solito difetto
nostro, cio di credere che levento sostitui
sca il servizio, che la carta burocratica crei
la realt.
L.G.: Va bene, ma se non vogliamo cadere
nel disfattismo dobbiamo tentare labbozzo

di una diagnosi e di una terapia. Tocchiamo


per esempio tre questioni tipiche dellitaliano LS: libri, docenti locali e docenti madrelingua. Che opinioni ha in proposito?
U.R.: Posso per indicare alcuni temi sui
quali varrebbe la pena di riflettere, sempre
che ci sia a monte una volont reale di
cambiare. Dunque:
manuali: quelli prodotti in Italia sono troppo
costosi per i paesi poveri in transizione
dove lo stipendio medio netto si aggira
forse sui 200 euro al mese; tra laltro, al
prezzo di copertina si sommano i costi
aggiuntivi di trasporto. Si potrebbe delocalizzare il processo di stampa, prendendo
accordi con lindustria locale? Si potrebbe
dare un aiuto perch si provveda alla stesura di manuali locali o alla traduzione e
adattamento di opere italiane?
docenti locali: rimangono comunque la
spina dorsale dellinsegnamento linguistico
allestero. Si pu pensare a una politica
coerente e prolungata di formazione e
aggiornamento di questi quadri? Si parla
qui di borse di studio, fornitura gratuita di
materiale informativo, sistematici soggiorni
in Italia, accordi con i Ministeri della P.I.
locali che riconoscano a questi insegnanti
un plus di punteggio o di stipendio per la
qualificazione raggiunta e utilizzino i migliori
come punto di riferimento e di consultazione per i loro colleghi;
docenti di madrelingua: tasto dolente. Ora
utilizziamo prevalentemente personale di
ruolo inviato in missione allestero, troppo
costoso (restrizioni di bilancio, risparmio
sulla spesa pubblica) per un insegnamento
frontale in classe. Si pu pensare a neolaureati, giovani e motivati, magari in lingue
straniere o che almeno mastichino un po
le lingue locali, ma con esami di italiano
come L2 o titolo di Master? Si pu riflettere
su uneventuale integrazione dello stipendio locale per i paesi poveri e disagiati?
Sulla concessione di congruo punteggio
per i futuri concorsi italiani? Si pu pensare
a dottorati di ricerca svolti parzialmente
allestero, con studio per la propria tesi e
attivit di insegnamento parallela rimunerata? Magari prendendo in considerazione
anche altre facolt, oltre a quelle tradizionali di filologia?
Poich non sono ricco n di fantasia n di
creativit, e mi piace riconoscere i miei debiti intellettuali, preciso subito che quanto detto sopra semplice frutto di osservazione di
quanto fa la concorrenza, decisamente pi
agguerrita e pi concreta di noi, di lingue
come tedesco e spagnolo.

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Dettagli

In.IT

materiali didattici

Materiali didattici
PUNTO

cioPederz
ani
MarcoMezzadri- Linuc

CIVILT IT
civilt e cultura italiana per ragazzi

I CONTENUTI

Il libro presenta percorsi didattici basati su testi di lettura il


cui contenuto vuole essere
una presentazione della cultura, intesa a 360, dellItalia di
oggi. Dunque, non solo cultura
con la C maiuscola, ma anche
una cultura di tipo antropologico, per cercare un equilibrio tra
i vari elementi, quellequilibrio
che spesso si respira in Italia,
paese dai tanti strati storici e
culturali sovrapposti, giustapposti o miscelati. E cos, se
lapproccio vuole essere di tipo
sincronico, dare cio voce
allItalia di oggi, tuttavia in tutto lo sviluppo dei percorsi proposti vi
unattenzione prioritaria alla trasmissione di un atteggiamento
culturale che promuove un approccio diacronico, storico, alla comprensione della contemporaneit: se siamo cos oggi perch veniamo da un percorso storico che va conosciuto.
I DESTINATARI
Il libro stato scritto avendo in mente un pubblico preciso, quello
dei ragazzi che studiano litaliano come lingua straniera.
La sua struttura ne permette luso anche con bambini a partire dai
9-10 anni det e con giovani adulti.
Il testo propone 22 percorsi graduati dal livello A1 al B2 del Quadro
Comune Europeo di Riferimento per le Lingue. La scelta delle strutture grammaticali, del numero e della qualit delle parole, nonch
la struttura del discorso risentono della forte attenzione alla crescita armonica delle competenze linguistico-comunicative dello studente. In questo senso il testo risponde sistematicamente alla progressione che per litaliano, ad esempio, possiamo trovare sul
piano grammaticale e sintattico nelle certificazioni internazionali
per litaliano, con rare eccezioni dettate dal carattere specifico dei
testi di civilt che si propongono.
Suddivisione dei moduli secondo le scale del Quadro Comune
Europeo di Riferimento per le Lingue:
Percorsi 10-19 > B1
Percorsi 1-3 > A1
Percorsi 4-9 > A2
Percorsi 20-22 > B2
IL LESSICO
Il lessico impiegato nei percorsi stato scelto in base a criteri di frequenza. A questo fine si sono utilizzati strumenti (tra cui il software
Censor) per la rilevazione delle frequenze e delle occorrenze basate
sul Vocabolario di Base (VdB) di De Mauro.
Oltre il 90% dei termini usati fanno parte della prima fascia delle
parole del VdB, cio rientrano nelle prime 2000 parole dellitaliano
in quanto a frequenza duso. Quanto pi sono frequenti nel linguaggio comune le parole utilizzate nel testo, tanto pi probabile
che lo studente straniero abbia avuto occasione di apprenderle
durante il percorso di studio della lingua italiana. Le parole che non
rientravano nel VdB sono state sostituite, oppure spiegate e
accolte quando giudicate inevitabili.

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In.IT

novit

Numero di parole nei diversi livelli:


A1 > percorsi 1-3
> circa 600 parole
A2 > percorsi 4-9
> circa 1300 parole
B1 > percorsi 10-19 > circa 1300 parole
B2 > percorsi 20-22 > circa 1000 parole

LA GRAMMATICA E LA SINTASSI
Come gi affermato, il testo rispetta una rigida progressione grammaticale. Con alcune eccezioni: viene introdotto da subito, cio dal
livello A1, la possibilit di fare comparazioni attraverso luso del
comparativo di maggioranza. In realt lo studente ha bisogno di
comprendere luso di pi in italiano senza la necessit di approfondire elementi quali luso discriminato di che e di per lintroduzione del secondo termine di paragone.
Unaltra struttura che si impiega fin dallinizio il che relativo (non
cui che viene introdotto al livello B1). Questo perch i testi portano
uno sviluppo armonico anche sul piano sintattico. preponderante
luso della paratassi sullipotassi anche se la prevalenza della coordinazione affiancata da alcuni elementi di subordinazione che
aiutano la comprensione, anzich ostacolarla. il caso appunto
delle frasi subordinate introdotte dal che relativo, da quando, perch e dove.
Nel testo si noter una progressione anche nelluso di connettori e
altri elementi che rendono pi coerente e coeso il discorso e permettono di coglierne meglio lo sviluppo logico. Cos, parole come
dunque, cos, perci, tuttavia, comunque, allora, ecc. vengono utilizzate introducendole a poco a poco.
Nei percorsi soprattutto di livello A1 landamento sintattico del
testo presuppone una forte attenzione a criteri ritenuti importanti
per migliorarne la comprensibilit: ad esempio vengono evitate le
dislocazioni a sinistra e a destra o gli incisi e si promuove un ordine
della frase costantemente di tipo SVO (soggetto-verbo-oggetto).
LIMPIANTO DIDATTICO
Lo studente viene accompagnato nel percorso di crescita delle sue
competenze linguistico-comunicative mettendolo nelle condizioni
di gestire sempre pi autonomamente la comprensione dei testi
proposti. A questo fine vengono sviluppate diverse abilit di studio
quali luso del dizionario bilingue e monolingue, il prendere appunti ed elaborarli, la promozione della comprensione senza la
conoscenza di tutti i termini del discorso, delle varie tipologie di lettura, ecc.
Un grande ruolo ha nel libro lattivazione e lo sviluppo dellexpectancy grammar. Vengono cos tracciati percorsi di sviluppo della capacit di osservazione interculturale che crediamo possa
essere una delle chiavi per la realizzazione di quellindividuo
autonomo dotato di libert di giudizio e azione cui siamo chiamati,
in quanto educatori, dal Quadro Comune Europeo di Riferimento
per le Lingue (p.4). I percorsi non sono basati tanto su esercizi e
attivit di comprensione dopo la lettura (quesiti vero-falso, s-no,
ecc. che comunque linsegnante potr alloccorrenza introdurre
dove lo ritiene necessario) quanto piuttosto su una miscela di
momenti in cui lo studente chiamato ad attivare la conoscenza
pregressa, come strumento per una miglior comprensione del
testo, e a mettere in pratica quanto compreso e appreso attraverso
la lettura del testo. Ogni tre percorsi vi una caccia al tesoro che,
sempre in chiave ludica, porta gli studenti a lavorare (spesso
insieme, convinti come siamo della possibilit di creare conoscenza collaborando tra pari) per rispondere a quesiti finalizzati al consolidamento della conoscenza acquisita e creare progetti che permettono anche di espandere sia quanto gi si sa, sia le abilit per
lacquisizione di nuova conoscenza.

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della lingua italiana
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11

In.IT

italiano L2 in Italia

Italiano L2: dallemergenza alla p


PROPONIAMO UN
MODELLO

di intervento formativo che


mira a superare la soglia
delle competenze linguisticocomunicative di livello
elementare in italiano per
affrontare la complessa
dimensione delle competenze
necessarie per lutilizzo
dellitaliano per lo studio.

Lo scenario
La presenza di alunni stranieri nelle scuole
italiane costituisce in molte realt un dato in
costante aumento. Nellanno scolastico
2005/2006, secondo i dati riportati dallallora
Ministero per lIstruzione nella Circolare
24/06, la percentuale era di circa il 5% sul
totale della popolazione scolastica e il
numero globale di studenti presenti nelle
scuole italiane aveva superato le 400000
unit. La percentuale si alza in maniera
notevole se si osservano i casi di determinate province e comuni, in particolare del
Nord Italia, e alcune tipologie di scuole.
Ad esempio nella scuola secondaria di
secondo grado numerosi istituti professionali e tecnici presentano percentuali a doppia cifra. In dieci anni, dal 1995 al 2005,
il numero di alunni stranieri aumentato
1
di oltre il 600% .
I dati statistici riteniamo siano uneloquente
testimonianza della profondit del fenomeno e delle questioni ormai annose che esso
suscita. Non cos, tuttavia, la dimensione
dellemergenza nella quale si inseriscono la
maggior parte degli interventi messi in atto
nella scuola.

Gio Ponti
Palazzo Pirelli, Milano

12

In.IT

Dallemergenza alla promozione


della qualit
Una sensazione diffusa tra coloro che nella
scuola operano per favorire linserimento
degli alunni stranieri, dagli insegnanti di italiano L2 ai referenti per lintercultura, ecc.
che le risorse messe in campo per affrontare
la pluralit dei problemi connessi alla presenza straniera non siano sufficienti sul piano finanziario, cos come su quello delle
professionalit disponibili. Non esiste una
classe di concorso specifica per litaliano L2
e quindi una figura docente espressamente
inquadrata su questo ruolo, anche se sembrano andare in questa direzione le esperienze nate per rispondere a bisogni estremamente diffusi, quali i distacchi di insegnanti per lalfabetizzazione o listituzione
dei CTP prima e ora la rilettura del loro ruo-

lo (cfr. CM 24/06) in particolare come risorsa


di rete per il raccordo tra ordini di scuola.
Unaltra denuncia una sorta di luogo
comune della scuola: per quanto riguarda
gli alunni stranieri occorre agire in assenza
di una cornice normativa di riferimento efficace. Si tratta in realt di unopinione non
veritiera. La normativa di riferimento esiste
ed espressamente riportata nelle Linee
guida per laccoglienza e lintegrazione stranieri emanate dal MIUR con la CM 24/06
dopo anni di assordante silenzio, esse stesse la pietra miliare da cui muovere per comprendere come la scuola italiana dellautonomia possa strutturarsi per rispondere ai
bisogni degli alunni stranieri. Su questo
punto torneremo in seguito.
possibile, crediamo, schematizzare le pratiche invalse nella scuola a tutti i livelli per
rispondere ai bisogni linguistico-comunicativi e relazionali generati dallinserimento
dellalunno straniero nel momento del suo
arrivo in Italia. Si va dal laboratorio di italiano L2 allinserimento diretto nella classe per
seguire le diverse lezioni disciplinari. Molto
spesso questo avviene contestualmente.
Oltre a una schematizzazione, la nostra vuol
essere anche una provocazione, ben sapendo che sono in atto esperienze di altro tipo
purtroppo non ancora portate a modello per
il sistema.
Le pratiche pi consuete non prendono in
considerazione quanto le stesse Linee guida
sopraccitate chiaramente indicano:
La lingua per comunicare pu essere
appresa in un arco di tempo che pu oscillare da un mese a un anno, in relazione
allet, alla lingua dorigine, allutilizzo in
ambiente extrascolastico. Per apprendere
la lingua dello studio, invece, possono
essere necessari alcuni anni, considerato
che si tratta di competenze specifiche.
In queste poche righe vengono riassunti,
e in parte interpretati, anni di ricerche e di
studi nellambito delleducazione bilingue
che anche in Italia hanno prodotto contributi
2
di notevole interesse .
Il salto di qualit che pensiamo occorra proporre riguarda lo sviluppo dellitaliano dello
studio. I nodi stanno venendo rapidamente
al pettine: linadeguatezza del sistema risulta
ormai insostenibile. Basti pensare alla valutazione dei percorsi dapprendimento degli
studenti stranieri e alla rispondenza dei
risultati con gli obiettivi fissati.

romozione della qualit


Oltre ad essere un salto di qualit anche di
un cambiamento di prospettiva che coinvolge tutti i docenti e non solo quelli che si
occupano di italiano L2 e di intercultura. Alla
base sta la considerazione che leducazione
interculturale non una disciplina aggiuntiva, ma una dimensione trasversale, uno
sfondo che accomuna tutti gli insegnanti
e gli operatori scolastici. (CM 24/06). Tale
considerazione comporta lampliamento in
numerose direzioni dellagire nelle scuole
riguardo a queste tematiche: occorre affrontare il nodo della formazione dei docenti in
servizio (peraltro in assenza di una normativa, questa s, che torni a prevedere laggiornamento come componente ineludibile del
rapporto di lavoro).
Questi anni hanno visto un proliferare
benaugurate di iniziative che vanno in questa direzione, nel campo della ricerca accademica, della formazione, delleditoria, in
sostanza di tutti gli operatori del settore.
Manca tuttavia il dato di sistema, la possibilit di mettere a regime e di sostenere lo sviluppo dei percorsi formativi per studenti e
3
per docenti in italiano L2 per lo studio .
Il progetto Sviluppo e certificazione delle
competenze linguistico-comunicative in
italiano L2
Se partiamo dal dato attuale, come affermato, mancano interventi strutturali specifici
sugli studenti stranieri volti a perseguire
obiettivi dapprendimento legati agli ambiti
disciplinari. Ne deriva la frequente situazione che vede lalunno straniero non protagonista attivo dei propri processi di apprendimento, ma destinatario di un input incomprensibile sul piano culturale e linguistico e
possibilmente, se la situazione di isolamento dal contesto didattico si protrae nel tempo, anche su quello cognitivo. In altre parole, durante buona parte dellattivit didattica, laddove come nel caso della scuola
secondaria di secondo grado si consolidano
percorsi di tipo disciplinare e modalit didattiche in cui prevale, per dirlo in modo immediatamente rappresentabile, la lezione frontale, gli alunni stranieri rischiano di trovarsi
parcheggiati allinterno della classe senza
poter realmente partecipare in modo attivo
ai percorsi didattici.
Il progetto Sviluppo e certificazione delle
competenze linguistico-comunicative in italiano L2 si inserisce in questo contesto e
propone lindividuazione di obiettivi di qualit certificabili attraverso percorsi formativi

di Marco Mezzadri

finalizzati alla promozione delleccellenza.


Il progetto si rivolge a studenti stranieri delle scuole secondarie di secondo grado e agli
alunni di almeno quindici anni di et inseriti
nelle scuole secondarie di primo grado.
Le colonne su cui poggia la struttura sono
essenzialmente tre: per ci che concerne gli
alunni, lo sviluppo delle competenze linguistico-comunicative di italiano L2 verso i
livelli avanzati e lacquisizione di strategie
dapprendimento adeguate alle necessit
formative del contesto scolastico; per quanto
riguarda gli insegnanti, un percorso di formazione glottodidattica che prevede anche
lo sviluppo di competenze organizzative.
Il progetto nasce nel 2006 a Parma per iniziativa di una rete di istituzioni locali
(Provincia e Comune di Parma, Ufficio scolastico provinciale, Universit degli Studi di
Parma, CTP IV Circolo di Parma, parecchi
istituti secondari di primo e secondo grado
della citt).
La logica che lo governa quella dellottimizzazione delle risorse del territorio attraverso la partecipazione in rete di enti e istituzioni, ognuno disponibile a mettere a
disposizione le proprie competenze e le proprie risorse per cercare, insieme, di cogliere
obiettivi di qualit, difficilmente realizzabili
senza un coordinamento e un dialogo sia in
fase progettuale che in fase attuativa tra i
diversi attori. Questa logica quella esplicitamente indicata e fortemente caldeggiata
nelle Linee guida della CN 24/06
Gli alunni che partecipano al progetto hanno
gi raggiunto un livello di competenza linguistica minimo quantificabile secondo la
scala del Quadro Comune europeo di riferimento in un A2 compiuto.
Obiettivo del progetto portare gli alunni a
raggiungere un livello di competenza equivalente almeno al B2 o possibilmente al C1.
Consideriamo infatti il livello B2 come la
soglia minima per unadeguata fruizione
4
delle lezioni scolastiche .
Gli strumenti per la realizzazione del progetto
Patto formativo: sulla scorta dei risultati dei
test e dellanalisi dei bisogni dello studente,
si strutturato un percorso individualizzato
stipulando un patto formativo attraverso il
quale stato disegnato il percorso, stabiliti
gli obiettivi e il tempo necessario per il loro
raggiungimento.
Lo strumento normativo a disposizione oggi
su cui ci si basati il Piano Educativo
5
Personalizzato , noto a molti ma ancora non

Gio Ponti
Milano

13

In.IT

italiano L2 in Italia

Italiano L2: dallemergenza alla promozione della qualit


sfruttato appieno, soprattutto per rispondere
alle esigenze di individualizzazione degli
interventi e dei percorsi formativi degli studenti stranieri. Si tratta senza alcun dubbio
di uno strumento potente che presuppone
tuttavia un alto livello di condivisione della
filosofia sottesa e delle strategie applicative
da parte di tutti i docenti. La comprensione
e la condivisione di tale strumento costituisce per il progetto che stiamo descrivendo
un ambito di formazione dapprima per i dirigenti e per i referenti L2 coinvolti e quindi
per un pi ampio numero di docenti.

Vetrerie Salviati Venezia


Vaso in vetro soffiato

Curricolarit: il termine sicuramente


improprio, cos come anacronistico e fuorviante potrebbe essere la descrizione del
percorso formativo proposto semplicemente
come obbligatorio. I meccanismi che si cerca di mettere in atto riguardano il coinvolgimento attivo della scuola nel suo complesso
e in particolare i docenti, oltre naturalmente
ad alunni e famiglie straniere circa lopportunit formativa fornita dal progetto. Ottimo
alleato per questo percorso risultato essere il pubblico stesso degli studenti stranieri
che ha dimostrato notevoli livelli di consapevolezza circa i propri bisogni di formazione linguistica in italiano L2 oltre i livelli di
competenza elementare e la speculare diffusa latitanza della scuola nella promozione
dei livelli avanzati.
Elemento imprescindibile per cogliere la
valenza innovativa del progetto comunque
la dimensione di sistema e lenfasi posta
dalle singole scuole sul percorso formativo
che pu giungere, nel rispetto dellofferta di
ogni singolo istituto, allobbligatoriet del
percorso in italiano L2.
La rilevanza del progetto non comporta
solamente unanalisi dei benefici per lo studente ma interroga la scuola e in particolare
i docenti allinterno dei consigli di classe
coinvolti sui meccanismi necessari per rendere coerenti le azioni didattiche con gli
obiettivi e con le modalit operative proposti nei piani educativi personalizzati.
Organizzazione dei corsi: nella fase iniziale
del progetto gli alunni accolti sono stati sottoposti a test di ingresso che ha valutato le
loro competenze sia sul piano della lingua
italiana generale, sia per quanto attiene alla
lingua dello studio.
La costituzione delle classi ha poi portato a
creare gruppi omogenei sul piano linguistico, disomogenei per quanto riguarda le pro-

14

In.IT

venienze e le nazionalit, misti per lappartenenza degli studenti a istituti professionali o


tecnici, a licei e a scuole secondarie di primo
grado.
Gli alunni di scuola media hanno cos la
possibilit di avvicinarsi alla scuola superiore in modo pi diretto. Il progetto agisce in
questo caso anche come strumento per promuovere lorientamento scolastico e per
combattere il rischio di dispersione. Alla fine
del percorso gli alunni certificati potranno
presentare un credito nella scuola superiore
cui accederanno con lanno scolastico successivo.
Si sono, quindi, attivati corsi estensivi (3 ore
settimanali) di durata annuale, tenuti in due
istituti di Parma da cui proviene una buona
parte degli alunni stranieri in formazione.
Qui sono state ospitate le cinque classi per
un totale di circa cento studenti.
Parte del monte ore settimanale viene dedicato al lavoro sulla lingua italiana generale
finalizzata al raggiungimento delle competenze per il conseguimento della certificazione e parte dedicato allo sviluppo delle strategie di apprendimento e del metodo di studio.
Valutazione e certificazione: secondo le linee
guida del progetto i corsi sono suddivisi in
due quadrimestri con cadenza raccordata
con il termine del primo e del secondo quadrimestre delle scuole di provenienza. Al termine del primo quadrimestre lo studente
sottoposto a verifica sommativa intermedia
e il risultato viene comunicato al docente
coordinatore del consiglio di classe della
scuola di provenienza.
Alla fine dellanno scolastico lo studente viene
sottoposto, se ha raggiunto lobiettivo minimo del livello B2, a un esame di certificazione internazionale oppure a un esame interno con attestazione del livello raggiunto. I
costi della certificazione sono assunti dalla
rete di soggetti promotori, in particolare
dalla Provincia di Parma.
Il percorso si ritiene concluso con lassegnazione da parte del consiglio di classe del credito formativo, in caso di superamento dellesame di certificazione internazionale o dellesame interno oppure, in caso di mancato
superamento dellesame finale, con lassegnazione di un debito formativo che il consiglio di classe valuter in maniera formale a
seconda delle modalit di ogni singola scuola
e delle indicazioni del patto formativo.
Alla fine dellanno una relazione finale dei
docenti del CTP specifica il programma svol-

di Marco Mezzadri
to dallo studente, gli obiettivi raggiunti e le
ore frequentate.
Quanto sopra esposto costituisce una sorta
di guida per loperare delle singole scuole
afferenti alla rete, le quali sono autonome
nella definizione delle modalit gestionali
interne della valutazione riferita al corso di
italiano L2. Allo studente straniero, ovviamente, rimane in caso di superamento dellesame di certificazione la possibilit di
spendere nei modi e nelle sedi possibili il
titolo culturale conseguito.
opportuno sottolineare che la promozione
della certificazione non contrasta, nellimpostazione datale dagli ideatori del progetto,
con le considerazioni e le convinzioni maturate ormai da decenni in Italia circa la valutazione. Il percorso non prevede infatti un
atteggiamento certificativo sordo alle sollecitazioni della valutazione formativa e in
particolare ai bisogni di costante adeguamento dei percorsi formativi attraverso cui
si realizza questo progetto. Adottare la certificazione di qualit, nella versione di una
delle certificazioni linguistiche internazionali
proposte per litaliano L2, significa abbracciare la filosofia del miglioramento continuo
e finalizzare a un obiettivo concreto il percorso formativo dellalunno straniero. In questo
caso si tratta di unevidente sostituzione di
obiettivi formativi di altro tipo che la scuola
oggi non presenta, in quanto non pratica
corrente individuare parametri di curricolarit per litaliano L2, allo stesso tempo promovendo percorsi di reale valutazione delle
competenze linguistico-comunicative degli
studenti stranieri nelle diverse discipline.
La formazione docenti: a completamento del
progetto, per un miglior funzionamento e
una miglior condivisione dello stesso si
ritenuto necessario realizzare azioni di formazione di base sulla didattica della lingua
italiana a stranieri da destinare ai referenti
delle scuole superiori cittadine coinvolte.
Lobiettivo prioritario la responsabilizzazione degli insegnanti nella co-gestione del
percorso qui descritto, ma anche quello di
rafforzare nei docenti la consapevolezza della necessit di affrontare con soluzioni di
sistema il problema dello sviluppo delle
competenze linguistico-comunicative in italiano di studenti non madrelingua.
Il disegno curricolare: per quanto riguarda
gli obiettivi linguistico-comunicativi legati al
conseguimento della certificazione linguisti-

ca il percorso basato sui sillabi inclusi nella tipologia di certificazione scelta. Il rapporto tra lo sviluppo delle competenze linguistico-comunicative generali verso i livelli B2 e
C1, la preparazione specifica allesame di
certificazione e lo sviluppo dellitaliano per
lo studio risulta essere estremamente interrelato. Ci porta a una gestione particolare
del tempo classe, da un lato e dallaltro al
collegamento tra lesperienza del corso di
italiano L2 e i percorsi curricolari nelle varie
discipline. Non questa la sede per una
riflessione pi approfondita su questo tema,
ma vorremmo proporre il tipo di sillabo delle abilit di studio che costituisce la cornice
dellazione didattica. Il riferimento concettuale fornito dal Quadro comune europeo.
Alla parte relativa allo sviluppo delle competenze linguistico-comunicative fa da corollario lampio discorso condotto nel Quadro
circa lacquisizione di saperi o competenze
generali (savoir, savoir tre, savoir faire e
savoir apprendre). proprio su questultimo
sapere che si concentra questa sezione del
sillabo del progetto.
Lobiettivo il rafforzamento di un'impostazione metodologica che conduce allo sviluppo dell'autonomia dello studente attraverso
un percorso mirante alla presa di coscienza
delle strategie di apprendimento necessarie
per diventare dei bravi studenti in e di lingua italiana.
La traduzione pratica di queste idee data
da un incontro sinergico tra almeno due
componenti dell'insegnamento: da un lato lo
sviluppo coerente di un sillabo relativo alle
abilit di studio, dall'altro, per permetterne
un monitoraggio cosciente da parte dello
studente, l'impiego e la spiegazione delle
tecniche adottate dall'insegnante durante
l'azione didattica. Esse vengono poi riassunte nel sillabo delle abilit di studio.
Occorre aggiungere ai due elementi citati, la
considerazione circa la necessit di impostare l'insegnamento in modo da sfruttare al
meglio le preconoscenze linguistiche, culturali e strategiche dello studente, in altre
parole, bisogna agire al fine di attivare in
maniera efficace la sua expectancy grammar.

Vetrerie Salviati Venezia


Vaso in vetro soffiato

Il sillabo
Presentato sotto forma di obiettivi, quello
che segue il sillabo delle abilit e delle
tecniche di studio che rientrano nel percorso
di insegnamento della lingua italiana del
progetto che ha come fine ultimo lo sviluppo dellautonomia dello studente.
15

In.IT

italiano L2 in Italia

Italiano L2: dallemergenza alla promozione della qualit


Lo studente
sa organizzare il lavoro in classe e a casa
attraverso l'uso del libro di testo e delle
sue diverse componenti (indice, sequenza
dei materiali, appendici, tabelle riassuntive), diari e piani di lavoro;
sa relazionarsi e collaborare con l'insegnante e i compagni;
conosce e sa applicare le strategie per
migliorare non solo le conoscenze linguistiche e culturali, ma anche le tecniche e
le abilit di studio;
Sviluppo e impiego dellexpectancy
grammar e comprensione testuale
conosce e sa applicare le strategie di previsione e danticipazione;
conosce e sa applicare le strategie di
elicitazione e dinferenza;
conosce e sa applicare le tecniche relative
alla comprensione globale e dettagliata
di un testo orale o scritto;
sa fare previsioni utilizzando il titolo;
sa usare le foto, la grafica e l'impaginazione
per favorire la comprensione;
sa riconoscere la struttura logica di un
testo;
sa identificare i paragrafi, la frase centrale,
i temi e le parole chiave di un testo;
sa dedurre il significato dal contesto;
sa indovinare il significato di parole
sconosciute;
sa riconoscere gli elementi di coesione
del testo;
sa usare il titolo, il paragrafo, le frasi iniziali e finali per comprendere un testo;
Lavorare sul testo
sa riconoscere il tipo di testo;
sa riconoscere i personaggi, il narratore,
l'intenzione dell'autore per scopi
linguistici;

Piero Fornasetti
Vasi in ceramica

16

In.IT

Rielaborare il testo
sa sintetizzare informazioni eliminando
quelle superflue;
sa collegare le frasi: le congiunzioni
subordinanti e coordinanti;
sa ricostruire un testo oralmente o per
iscritto attraverso le immagini;
sa prendere appunti ascoltando;
sa prendere appunti leggendo;
sa rielaborare appunti;
sa prendere appunti eliminando
il superfluo;
sa usare e predisporre una scaletta;
sa usare e predisporre mappe concettuali;

sa riscrivere un testo come riassunto;


sa elaborare un testo partendo da appunti;
sa riconoscere e utilizzare i marcatori del
discorso orale;
sa utilizzare adeguate strategie di elezione
e conseguimento: ad es. la perifrasi;
sa applicare strategie sociolinguistiche
adeguate: ad es. riconoscere e utilizzare i
vari registri;
Lessico
sa imparare parole nuove;
conosce, applica e sa sviluppare tecniche
per la memorizzazione;
conosce, applica e sa sviluppare tecniche
per la rappresentazione mentale visiva,
auditiva, emozionale di parole, concetti,
informazioni;
sa riconoscere e utilizzare i prefissi e i
suffissi;
sa comprendere ed elaborare la formazione delle parole: dei sostantivi, degli
aggettivi, degli avverbi, dei verbi;
sa riconoscere e utilizzare le derivazioni
delle parole e le filiazioni: dal sostantivo
all'aggettivo o avverbio; dall'aggettivo
al sostantivo; dal verbo alsostantivo, ecc.
sa applicare strategie lessicali adeguate
per la comprensione e l'utilizzo di sinonimi
e contrari;
sa applicare strategie lessicali adeguate
per la comprensione e l'utilizzo di omografi e parole polisemiche;
sa applicare strategie lessicali adeguate
per la comprensione e l'utilizzo di parole
composte;
sa applicare strategie lessicali adeguate
per la comprensione e l'utilizzo della
seriazione di parole;
sa applicare strategie lessicali adeguate
per la comprensione e l'utilizzo di modi
di dire;
sa comprendere i limiti d'uso delle parole:
termini desueti, settoriali, ecc.;
Metalingua
comprende la metalingua;
Comunicazione extralingusitica
sa compensare la comunicazione
attraverso i gesti o altri strumenti non
verbali adeguati;
Strumenti didattici e paratestuali
conosce e applica tecniche di testing
e autovalutazione;
sa usare il dizionario monolingue;

di Marco Mezzadri
sa usare il dizionario bilingue;
sa selezionare e usare strumenti di
consultazione quali grammatiche di
riferimento, enciclopedie, siti web,
ipertesti multimediali, atlanti;
sa comprendere e utilizzare tabelle,
grafici, istogrammi, diagrammi.
Il sillabo che qui presentiamo costituisce un
tentativo di rispondere attraverso lo sviluppo delle tecniche e delle abilit di studio a
una parte degli obiettivi che il Quadro
comune europeo illustra in termini di abilit
di studio allinterno della sezione dedicata
al saper apprendere e che qui citiamo
(Quadro, 5.1.4.3, pp. 132-133).
Tra [le abilit di studio] troviamo:
la capacit di sfruttare efficacemente le
occasioni di apprendimento offerte dalle
situazioni dinsegnamento, ad es.:
- prestare attenzione alle informazioni
presentate (concentrazione)
- cogliere lo scopo del compito da svolgere
- cooperare efficacemente nel lavoro in
coppia e in gruppo
- svolgere le attivit usando il pi possibile
la lingua appresa
la capacit di usare il materiale che si ha
a disposizione per lapprendimento
autonomo
la capacit di organizzare e usare materiali
per lapprendimento auto-diretto
la capacit di apprendere in modo efficace
(sotto laspetto linguistico e socioculturale) dallosservazione e dalla
partecipazione diretta a eventi comunicativi, sviluppando e sfruttando le abilit
percettive, analitiche e euristiche
la consapevolezza dei propri punti di forza
e di debolezza nellapprendimento
la capacit di riconoscere i propri bisogni
e definire i propri scopi
la capacit di organizzare strategie e
procedure per perseguire questi scopi,
tenendo contro delle proprie caratteristiche
e delle proprie risorse.
Lintervento didattico nellambito del progetto Sviluppo e certificazione delle competenze linguistico-comunicative in italiano
L2 prevede una serie di azioni finalizzate
allintegrazione del sillabo sopra proposto,
laddove questo non presentasse strategie
e tecniche sufficienti per raggiungere
adeguatamente gli obiettivi del Quadro.

Conclusioni
Per concludere vorremmo abbozzare unultima riflessione circa il ruolo che lassunzione
di responsabilit da parte di tanti soggetti
del territorio ha rispetto ad alcuni problemi
che la realt pluriculturale della societ italiana di oggi presenta. Il progetto sopra
descritto ambisce a fornire un prodotto finale,
la certificazione linguistica che vuole essere
lo specchio di un percorso formativo il cui
obiettivo principale fornire adeguati strumenti linguistici agli studenti stranieri
affinch essi possano sfruttare al meglio
le opportunit formative che vengono loro
offerte.
La scelta di comunicare in modo trasparente
le competenze linguistiche acquisite dagli
studenti attraverso la certificazione muove
anche da considerazioni sulla necessit di
fornire loro una sorta di patente linguistica
e alla scuola in quanto istituzione la legittimazione a proseguire sulla strada dellintegrazione scolastica basata su criteri di qualit. Uno studente non nativo certificato
ai livelli proposti da questo progetto non
pu pi costituire il capro espiatorio sul
piano linguistico per possibili criticit riguardo ai livelli di apprendimento degli studenti
nativi che dovessero emergere allinterno
delle nostre scuole.

NOTE
1
2

Dati del Centro Studi Sintesi di Venezia resi pubblici il 14-7-2006.


Il tema stato trattato da molti autori e sotto angolature diverse.
In ambito glottodidattico vale la pena ricordare alcuni studi su tutti:
il lavoro pluridecennale di Jim Cummins su tutti, di cui il capitolo
Cognitive Theories of Bilingualism and the Curriculum del testo Baker C.,
Foundationsof bilingual Education and Bilingualism, Multilingual
Matters, Clevedon 1996, pp. 144-161 propone una sintesi convincente.
Oppure in ambito italiano le riflessioni sviluppate da C. M. Coonan in
La ingua straniera veicolare, Utet Libreria, Torino 2002 (pp. 79-90) o ancora
il lavoro legato al Progetto ALIAS (Approccio Lingua Italiana Allievi
Stranieri) a cura di M. C. Luise, Italiano L2: fondamenti e metodi, vol. 1,
Guerra Edizioni, Perugia 2003.
Sia per quanto riguarda le esperienze di formazione nelle scuole, sia per
lambito accademico e delleditoria, non potremmo che fare torto a tanti
se citassimo alcuni esempi. Ci limitiamo allora a riportare la memoria sul
Progetto pilota del MIUR, Direzione generale del personale della scuola,
in collaborazione con 21 Universit: Azione italiano L2: Lingua di contatto,
lingua di culture. Una riflessione su questo progetto a cui rimandiamo
proposta da P.E. Balboni in Il Progetto Italdue del MIUR, articolo
apparso su In.it n. 17 (2005).
La scala globale contenuta nel Quadro comune europeo per le lingue
propone nella traduzione italiana (Oxford/Nuova Italia, Firenze 2002)
quanto segue riguardo alle competenze dellapprendente di livello B2:
in grado di comprendere le idee fondamentali di testi complessi su
argomenti sia concreti sia astratti, comprese le discussioni tecniche nel
proprio settore di specializzazione. in grado di interagire con relativa
scioltezza e spontaneit, tanto che linterazione con un parlante nativo si
sviluppa senza eccessiva fatica e tensione. Sa produrre testi chiari e
articolati su unampia gamma di argomenti e esprimere unopinione su
un argomento dattualit, esponendo i pro e i contro delle diverse opzioni.
Il D.P.R. 31/08/1999 n. 394, art. 45, comma 4 recita: il collegio dei docenti
definisce, in relazione al livello di competenza dei singoli alunni stranieri
il necessario adattamento dei programmi di insegnamento; allo scopo
possono essere adottati specifici interventi individualizzati o per gruppi di
alunni per facilitare l'apprendimento della lingua italiana, utilizzando, ove
possibile, le risorse professionali della scuola. Il consolidamento della
conoscenza e della pratica della lingua italiana pu essere realizzata
altres mediante l'attivazione di corsi intensivi di lingua italiana sulla base
di specifici progetti, anche nell'ambito delle attivit aggiuntive di
insegnamento per l'arricchimento dell'offerta formativa.

Piero Fornasetti
Fornasetti girl

17

In.IT

italiano L2 in Italia

La pubblicit televisiva nella did


uno dei mezzi di
comunicazione pi diffusi
e pervasivi della nostra
epoca e riesce a riprodurre
e a trasformare i modelli
collettivi e le immagini
della societ stessa, quindi
pu essere considerata
un valido strumento per
migliorare la capacit di
comprendere lItalia, oltre che per presentare e consolidare i diversi usi linguistici e
approfondire i fenomeni socioculturali.
In particolare, illustreremo qui i vantaggi
degli spot televisivi perch, come ben sappiamo, limmagine in movimento, richiamando lattenzione del destinatario e coinvolgendolo soprattutto a livello emozionale, si rivela molto utile per presentare a scopo glottodidattico quelle componenti non verbali che,
intersecandosi con la lingua, danno unit e
compiutezza a ogni tipo di messaggio.
Non bisogna dimenticare infatti che, dato
che lindagine culturale passa anche attraverso lanalisi dei modelli relativi per esempio alle abitudini alimentari, ai valori e agli
stili di vita di un popolo, necessario far
scoprire agli allievi proprio quegli aspetti e
quei modi di vita tipicamente italiani che
devono sempre essere confrontati con gli
stili di vita e con i valori di cui portatore
ogni studente straniero.
Infatti, se il parlante nativo riesce a interpretare certe allusioni e certi significati legati,
per esempio, a un determinato gesto, a un
particolare capo dabbigliamento o aunespressione ironica, lo studente straniero ha
bisogno di essere guidato nellosservazione
e nella scoperta di queste specifiche regole
duso.
Il fatto che quella italiana sia una fra le culture che utilizzano maggiormente il contatto
fisico con gli interlocutori e che ricorrono
spesso a gesti di tipo convenzionale, non
pu che favorire poi lo sfruttamento didattico degli spot in tutti gli aspetti, visto che il
codice cinesico di cui ha imparato ad avvalersi la pubblicit si rivela decisamente utile
per catturare lattenzione del destinatario
destando la sua curiosit.
La pubblicit, in cui abiti, oggetti e cure
estetiche provvedono inoltre a rispecchiare
le convenzioni e le regole di una data comunit socioculturale, pu essere pertanto di
grande utilit nel mostrare le differenze fra i
valori, gli aspetti sociali e di costume presenti nei diversi paesi, al fine di mettere in

LA
PUBBLICIT

Armando Testa
Campagna pubblicitaria
Pirelli

18

In.IT

campo lanalisi comparativa con culture


diverse dalla propria e di incoraggiare la
comprensione, il rispetto e, perch no,
lamore verso lAltro.
Spot per studenti adulti di italiano L2
I messaggi pubblicitari generano di solito un
immediato interesse da parte degli studenti
adulti, in quanto agevolano il loro impatto
con la nuova realt, soprattutto se i vari filmati presentano limmagine di unItalia
attuale, dinamica e che potr essere da loro
osservata e vissuta.
Chiaramente, necessario che il docente filtri con le sue competenze il materiale autentico in questione, trasformando linput televisivo in uno strumento valido ed efficace e
aiutando gli studenti a estrapolare e a rendere applicative le potenzialit del filmato.
In particolare, dovr analizzare e valutare gli
elementi da porre in evidenza dal punto di
vista dei significati prettamente linguistici e
culturali e della loro pertinenza con il programma del corso, non dimenticando di
tenere in considerazione gli aspetti sociolinguistici, paralinguistici ed extralinguistici.
Per sfruttare appieno i vantaggi che la pubblicit pu offrirci, occorre scegliere il filmato da utilizzare adottando il punto di vista
del ricevente, poich sar lui a decodificare
il messaggio propostogli e ad attribuirgli un
significato in base alle sue conoscenze e alle
sue componenti affettive (Lageder E.,
Lageder L. 1990: cap.1).
Si considerer pertanto innanzitutto let
degli studenti destinatari, il loro livello linguistico e i loro possibili interessi.
Nel nostro caso si dovr ricercare del materiale che presenti dei temi che siano adeguati alla crescita psicologica e sociale degli
studenti adulti e che riescano a metterli in
contatto con i modelli culturali e i prodotti
con i quali si rapporteranno durante la loro
permanenza in Italia.
Lutilizzo del materiale pubblicitario pu
essere utilizzato per tutti i livelli, ma naturalmente occorre far attenzione alle caratteristiche che ogni spot presenta.
Se per un livello elementare si preferiscono
infatti pubblicit di facile comprensione (sia
a livello del significante che del significato)
e si faranno osservazioni riguardanti i diversi ambiti di vita quotidiana puntando sul lessico e sulle strutture morfosintattiche di
base, per un livello intermedio si introdurranno testi che presentano, oltre che conversazioni quotidiane pi complesse, alcuni fra

attica dellitaliano L2
i pi noti elementi extralinguistici e si guideranno gli allievi nella scoperta dei riferimenti
socioculturali impliciti presenti nellannuncio. Per un livello pi avanzato si sceglieranno invece quegli spot che propongono
variet di lingua decisamente distanti da
quella neo-standard e riferimenti impliciti di
non facile comprensione e si potranno guidare gli studenti a riconoscere le strategie
comunicative che si trovano sempre dietro
ogni annuncio pubblicitario, il target a cui
lannuncio rivolto, cos come gli stereotipi
presenti nel testo.
In ogni caso, si dovr quindi analizzare correttamente il significato e il significante dei
messaggi pubblicitari da proporre per creare
poi delle attivit appropriate, finalizzate a
fornire quegli strumenti necessari a svolgere
una lettura critica dei fenomeni in questione
e a stimolare losservazione degli elementi
di lingua e di costume.
Per comprendere appieno il testo di un qualsiasi messaggio occorre inoltre trascrivere
tanto il sonoro quanto le immagini e registrare i dialoghi separatamente, in modo da
prestare attenzione al rapporto
sonoro/immagini e allinfluenza che questo
pu avere nella ricezione e nella comprensibilit del messaggio.
La registrazione audio, in particolare, potr
rivelarsi utile per presentare attivit di tipo
audio-orali che mirano a isolare i tratti prosodici, fonetici e fonologici presenti nel messaggio (Pavone L., 2003: cap.3).
In una fase successiva si potr segmentare il
video in microsequenze, in relazione agli elementi del testo da presentare (personaggi,
argomento, ecc.) e agli obiettivi linguisticocomunicativi che si intendono perseguire.
Prima di affrontare la fase di globalit e
quindi la visione dello spot stesso necessario contestualizzare il filmato da presentare, guidando il processo di anticipazione e
aiutando ad attivare le preconoscenze degli
studenti relative allargomento del filmato.
Richiamare questo tipo di conoscenze,
acquisite nei livelli precedenti o tramite
esperienza diretta, indispensabile perch
permette allinsegnante di conoscere i propri studenti e le loro esigenze, incoraggiando fin da subito un dialogo con la classe
teso ad instaurare un clima disteso.
Appurato che linformazione visiva pone in
secondo piano quella uditiva, presentare a
una prima visione un filmato completo di
immagini e sonoro potrebbe pregiudicare la
comprensione del testo, che si baser quasi

di Grazia Musumeci

completamente su quanto verr visto.


Pertanto, potrebbe essere utile presentare
per la prima visione lo spot senza il sonoro,
in modo da far prevedere le espressioni
linguistiche compatibili con quanto suggerito
dalle immagini, cos come far ascoltare il
sonoro senza lausilio delle immagini, in
modo da far effettuare allo studente ipotesi
relative al possibile scenario comunicativo.
Gli studenti dovranno indicare cos, meglio
se in gruppo, il maggior numero di notizie
relative agli elementi che possibile estrapolare dal testo e di cui hanno preso appunti
durante la visione, per poi avere un riscontro
per mezzo della visione completa del filmato.
Durante la visione si potranno presentare
abbinamenti, tabelle da riempire, completamenti o risposte a scelta multipla che avranno
il fine di guidare la comprensione del testo.
Dopo losservazione e lanalisi degli elementi strettamente linguistici, si guideranno gli
studenti nellosservazione delle variet linguistiche e dei registri linguistici presenti
nello spot (competenza sociolinguistica),
soffermandosi sulle parole o sulle espressioni di tipo colloquiale o formale. Si potr
inoltre focalizzare lattenzione sul ruolo che
possono avere aspetti quali lintonazione o il
tono della voce (competenza paralinguistica)
nella comprensione del testo, sul rapporto
fra immagini e sonoro (ridondante, complementare, autonomo, contrario) e su quegli
aspetti metaforici e ironici la cui errata o
mancata interpretazione potrebbe pregiudicare la comprensione del messaggio.
Per quanto riguarda lanalisi di tipo culturale, si potranno mettere in risalto, attraverso
delle griglie per esempio, il valore dei
modelli culturali nella vita degli Italiani, oltre
che quegli elementi relativi per esempio alla
comunicazione non verbale (competenza
extralinguistica) allinterno della quale potremo far notare i significati e il ruolo dei gesti,
cos come il valore culturale degli spazi e
delle distanze.
In seguito, si potranno prevedere diversi
esercizi di ampliamento, utilizzando per
esempio testi paralleli (che mostrano cio lo
stesso tema presente nello spot esaminato),
o lavori che comportino il reimpiego creativo
dei contenuti appresi fino a quel momento.
Lutilizzo di testi paralleli, in particolare, pu
essere di grande aiuto per ampliare le notizie relative agli schemi culturali presentati
dal testo pivot e per inserirne di nuovi,
facendo leva ancora una volta sulla motivazione degli studenti.

Oliviero Toscani
Campagna pubblicitaria
Benetton

19

In.IT

italiano L2 in Italia

La pubblicit televisiva nella didattica dellitaliano L2

Prodotto: Aranciata San Pellegrino


Descrizione: si tratta di tre spot umoristici
in cui un addetto al controllo qualit
Sanpellegrino esamina attentamente
lorigine delle arance pervenute nello
stabilimento
Durata: 30 (primo); 15 (secondo);
15 (terzo)
Target: adulti stranieri di livello intermedio
Obiettivi linguistici: lessico relativo agli
agrumi e ad alcuni aggettivi qualificativi
Obiettivi sociolinguistici: variet regionale
dellitaliano (siciliana) e dialetto siciliano
Obiettivi extralinguistici: porre in evidenza
larancia come agrume tipico siciliano, il
canto popolare tipico siciliano Ciuri Ciuri
e i significati di alcuni fra i gesti convenzionali pi diffusi in Italia
Bialetti
Moka

Numero attivit: 1-19


Articoli di approfondimento, sondaggi,
fumetti, o pi semplicemente immagini permetteranno cos allo studente, oltre che di
richiamare alla mente ci che stato esposto nellunit, di ampliare le informazioni
relative allargomento presentato.
Si potr chiedere agli allievi di esprimere le
proprie impressioni su quanto stato appreso, o di presentare, magari in gruppo, uno
slogan pubblicitario relativo a un modello
culturale tipico del proprio paese, offrendo
loro la possibilit di manifestare apertamente
le proprie idee e di mettere in evidenza le dif6
ferenze di forma, distribuzione e significato .

Prodotto: Granigel
Descrizione: lo spot presenta un uomo
baffuto che si aggira in un supermercato
alla ricerca della granita Granigel
Durata: 15
Target: adulti stranieri di livello intermedio
Obiettivi linguistici:

Presentiamo qui, a titolo di esempio, un percorso didattico da proporre a degli studenti


stranieri adulti di livello intermedio e che
prende spunto da due fra i pi noti spot televisivi mandati in onda la scorsa estate
(Aranciata San Pellegrino e Granigel). Il
seguente lavoro non riporta nella sua interezza le attivit create per lunit, ma alterna
agli esercizi proposti per intero delle brevi
descrizioni che espongono i contenuti di
quegli esercizi che hanno bisogno di sussidi
audio e video per essere mostrati o che utilizzano immagini estrapolate dal filmato
pubblicitario stesso (e che pertanto non possiamo mostrare in questa sede).
20

In.IT

Lessico: aggettivi qualificativi


Obiettivi sociolinguistici:
Variet: variet regionale dellitaliano
(siciliana)
Obiettivi extralinguistici: porre in evidenza
limmagine stereotipata del Siciliano, data
dallabbigliamento e dal suo attaccamento
alla famiglia e alla madre in particolare
Numero attivit: 20-28

di Grazia Musumeci
La scelta di utilizzare i tre spot Sanpellegrino
per la creazione del presente percorso didattico stata imposta dal successo ottenuto e
dalloriginalit dellidea che sta alla base
degli spot stessi; la scena iniziale sempre
la stessa: un responsabile del controllo qualit Sanpellegrino valuta la sicilianit delle
arance pervenute nello stabilimento intonando un tipico inno della Sicilia: Ciuri ciuri.
Solo larancia che sapr rispondergli a ritmo
di tarantella avr il permesso di continuare
la strada che la condurr finalmente a diventare Aranciata Sanpellegrino, a differenza
delle altre che saranno irrimediabilmente
cacciate. Inutile dire che tutti i tentativi delle
arance clandestine di passare inosservate
verranno ovviamente sventati.
Al fine di sviluppare i meccanismi di predizione, sono stati scelti degli esercizi che sotto forma di risposta multipla e di domanda
aperta aiuteranno, oltre che a contestualizzare gli spot che verranno presentati successivamente e a riflettere sulla parola-chiave
clandestine, a confrontare le abitudini alimentari dei paesi dai quali provengono gli
studenti con quelle italiane.
1. Indica nella prima colonna quali sono,
secondo te, le bevande pi consumate
in Italia, mentre nella seconda quelle pi
diffuse nel tuo paese.
Coca cola
Birra
Chinotto
Limonata
Vino
Altro ...
Dopo questa fase, si presenter per la prima
visione lo spot senza il sonoro, al fine di far
prevedere le espressioni linguistiche compatibili con quanto suggerito dalle immagini.
In tal modo gli studenti formuleranno e
discuteranno insieme delle ipotesi relative a
quanto visto.
Al fine di aiutare lo studente a raggiungere
unadeguata competenza cinesica, si chieder poi di individuare il significato del gesto
(pollice alzato= ok) compiuto dalluomo
nel contesto particolare dello spot presentato e di trovare (nellesercizio seguente)
allinterno di un insieme di immagini raffiguranti altri gesti (Diadori 1990: pp.33-36) quelli
che presentano un significato affine a quello
compiuto dalluomo.

Succhi di frutta
T
Sidro
Aranciata
Caff

Illy
Tazzina da collezione

6. Adesso guarda questi gesti e segna quelli


che secondo te hanno un significato
simile al gesto compiuto dalluomo.

f
21

In.IT

italiano L2 in Italia

La pubblicit televisiva nella didattica dellitaliano L2


Durante la visione completa dello spot sar
chiesto agli studenti di completare un cloze
test che riproduce la frase proferita dalla
voce fuori campo alla fine dei tre spot
(Solo le vere arance siciliane diventano, laranciata, la rossa e lamara Sanpellegrino).
Questa frase servir anche a introdurre un
esercizio che mira a far notare agli studenti,
abituati probabilmente a una variet di lingua neostandard o tipica della regione in cui
sono inseriti, come le parole esposte dalla
voce fuori campo presentino una pronuncia
e unintonazione di evidente provenienza
siciliana.
A tal proposito verranno presentate delle
registrazioni che, presentando la medesima
frase con pronunce regionali differenti (milanese, romana e genovese), aiuteranno lallievo ad allenare la ricezione di variet diverse.
Successivamente verranno introdotti degli
esercizi sotto forma di scelta multipla, cloze
e completamenti che permetteranno allo
studente di comprendere globalmente il
messaggio, mentre degli incastri avranno il
fine di ordinare, secondo la corretta successione, le immagini viste nello spot. Una volta stabilito lordine, lo studente dovr commentare ciascuna immagine, in modo da
ricostruirne la storia. Tali tecniche sono state
inserite, oltre che per la loro efficacia pragmatica, anche perch risultano generalmente gradite agli studenti adulti, i quali potranno valutare privatamente i risultati tramite
il riascolto del testo originale.
Olivetti
Lettera 22

22

In.IT

In seguito, lo studente verr indotto a riflettere sullespressione siciliana Veru sicilianu


sugnu e in particolare sulla particolare
costruzione della frase che, come nel latino,
riserva al verbo lultima posizione.
Per ampliare le informazioni riguardanti gli
agrumi e la loro diffusione stata introdotta
una miniricerca (tratta e adattata dal
Grande Dizionario Enciclopedico Utet), alla
quale sono state abbinate delle domande di
tipo vero/falso che permettono di verificare
la comprensione del testo.
Lintroduzione di alcune stampe pubblicitarie
che pubblicizzano lo stesso prodotto permette di far notare allo studente la distanza
fra le due tipologie pubblicitarie, oltre che la
presenza di altre espressioni siciliane
(Figghiu, Matri mia, Ti vogghiu beni,
ma ) che potrebbero interessare soprattutto quegli studenti che risiedono in Sicilia e
che quindi avrebbero a che fare nella vita di
tutti i giorni con espressioni di questo tipo.
La presenza di queste espressioni si rivela
utile anche perch permette il collegamento
con lo spot Granigel che, pubblicizzando la
granita siciliana prodotta dalla Dolfin, propone alcune delle parole presenti nelle
stampe, oltre che unimmagine stereotipata
del Siciliano tutto baffi e famiglia.
Dopo aver chiesto agli studenti se conoscono
il prodotto in questione e dopo aver riprodotto anche qui il filmato mediante lausilio
delle sole immagini, gli studenti dovranno
riempire, dopo la visione completa del filmato, gli spazi vuoti del cloze, anche se questa volta i buchi del testo dovranno essere
riempiti con alcune delle parole siciliane
precedentemente apprese.
Lanalisi successiva si soffermer poi
sullaspetto del personaggio
principale (baffetti neri e
coppola anchessa nera)
e sulle conseguenti connotazioni, approfondendo
alcuni aspetti connessi alla
competenza vestemica.
Verranno mostrati infatti
i vestiti tradizionali siciliani
nelle loro componenti pi
note, nonch un elemento
caro alla tradizione siciliana,
la quartara (una sorta di brocca usata in
passato sia per trasportare lacqua, sia come
strumento che faceva da basso agli altri
strumenti musicali).

di Grazia Musumeci
Conclusioni
Non ci resta che ricordare a questo punto
che il presente lavoro desidera essere solamente un esempio delle innumerevoli attivit che si potrebbero creare mediante limQuartara
piego della pubblicit in quanto interessante
e inesauribile fonte di input.
Si tratta infatti di uno strumento che ha
Coppola
poco a che fare con i materiali video a cui
Nastri
siamo stati sottoposti per anni, e che, metPomponon
tendo luce su innumerevoli (e a volte inimmaginabili) aspetti della lingua e della cultura italiana, non pu che essere considerato
Corpetto
un valido e motivante sostegno ai materiali
tradizionali.
Laspetto sul quale bisogna porre lattenzione si trova, ricordiamolo, nella capacit di
questi filmati (e delle attivit connesse), di
aprire la strada ad una riflessione di tipo culturale sul nostro paese.
Fascia
Parafrasando le parole di P.E. Balboni, possiamo affermare infatti che serve a poco
essere dei perfetti madrelingua se non si rieGrembiule scono a identificare allinterno del paese del
quale si insegna o si impara una lingua quePantaloni
gli elementi di civilt che ci permettono di
alla zuava
comprendere appieno lAltro.
Occorre, pertanto, smettere di considerare le
Successivamente verr chiesto ad ogni stulingue come pidgin da aeroporto (cos le
dente di ideare uno spot che reclamizzi un
definisce lo stesso Balboni), iniziando a porfrutto, una bevanda o un cibo tipico del pro- re lattenzione su quei valori che sono alla
prio paese. Sarebbe questa unoccasione di
base di ogni cultura e che ci rendono
crescita di non poco valore per tutti gli stusenzaltro pi ricchi.
denti, cos come per linsegnante in quanto
valorizza il bagaglio culturale di cui ciascuno
studente portatore.
NOTE
Lultimo momento riservato ad una barzelRinviamo per approfondimenti al testo di Lombardo D., Nosengo L.,
Sanguineti A.M. (2005) che presenta numerose attivit e una videocasletta illustrata che, in tema con lunit, presensetta contenente gli spot sui quali vertono le attivit didattiche stesse,
ter unaltra espressione siciliana: Mizzica!
e al saggio di Seraggiotto Insegnamento dellitaliano lingua seconda agli
26. Adesso guarda queste immagini.
Presentano i vestiti tradizionali siciliani.
Li hai mai visti?

28. Conosci il significato della


parola/espressione siciliana mizzica?

adulti (consultabile in www.venus.unive\progettoalias), che offre valide


indicazioni su come organizzare un percorso didattico mediante lutilizzo
di filmati televisivi autentici.

BIBLIOGRAFIA
BALBONI P.E. (1994), Didattica dellitaliano a stranieri, Bonacci, Roma.
BALBONI P.E. (1994), Parole comuni, culture diverse. Guida alla comunicazione interculturale, Marsilio, Venezia.
BALBONI P.E., Problemi di comunicazione interculturale con allievi stranieri adulti, in www.venus.unive\progettoalias (dicembre 2004).
CELENTIN P., SERRAGIOTTO G., Il fattore culturale nellinsegnamento
della lingua, in www.venus.unive\progettoalias (dicembre 2004).
DIADORI P. (1990), Senza parole, Bonacci, Roma, pp.33-36.
DIADORI P. (1994), Litaliano televisivo, Bonacci, Roma.
DIADORI P., Gesti, movimenti, distanze, In.IT, anno 4, n1.
GIACCARDI C. (1995), I luoghi del quotidiano. Pubblicit e costruzione
della realt sociale, FrancoAngeli, Milano.
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didattiche, La Scuola, Brescia.
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pubblicit. Livello intermedio, Guerra, Perugia.
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come lingua seconda, in www.educare.it (febbraio 2005).
SERRAGGIOTTO G., Insegnamento dellitaliano lingua seconda agli adulti, in www.venus.unive\progettoalias (dicembre 2004).
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Catania.
ZANARDI M.L., Luso della pubblicit nella classe di lingua. Riflessioni
teoriche e proposte didattiche, in venus.unive.it/~itals (maggio 2005).

Design Giugiaro
Bottiglia Sanbitter

23

In.IT

metodologia

La
comunicazione
non
verbale
e
dellitaliano a stranieri
il processo di trasmissione delle informazioni realizzato con laiuto dei segni
voluti fra un mittente e un
ricevente. Perez (1993,
p.49) definisce la comunicazione come il processo
di scambio e di interazione
delle informazioni realizzato tramite i simboli verbali
e/o non verbali e utilizzato, in un contesto
preciso, fra il mittente e il ricevente. Anche
se il mezzo di comunicazione pi sviluppato,
utilizzato nel processo di comunicazione la
lingua, esistono anche sistemi non verbali e
questi costituiscono la dimensione non verbale della comunicazione.
La comunicazione non verbale, oltre la lingua verbale, una variet delle forme di
comunicazione; si realizza tramite i codici di
presentazione come i gesti, i movimenti
degli occhi o le qualit vocali. Il corpo umano il portatore principale dei codici di presentazione. In altre parole; gli abiti, la
distanza personale, le espressioni facciali, i
movimenti corporali, le voci, i toni di voce e
i contatti visivi sono i modi di comunicazione non verbale. Kess (1983) parla dei tre
modelli di comunicazione non verbale: quello paralinguistico (qualificatori vocali e vocalizzazioni non verbali), quello cinesico (movimenti del corpo e gestualit) e quello prossemico (spazio personale e sociale).
Argyle (1972) prepara una lista di dieci codici e spiega i significati trasmessi da questi:

LA
COMUNICAZIONE

Brionvega
Cubo

24

In.IT

1) Contatto corporale: Quando, dove e chi


tocchiamo pu raccontare messaggi
importanti sui nostri rapporti.
2) Vicinanza: La misura della vicinanza agli
altri pu dare informazioni sul nostro
rapporto.
3) Orientamento: Come ci posizioniamo
rispetto agli altri un altro modo di
mandare messaggi sui nostri rapporti.
4) Aspetto: Argyle divide laspetto in due
tipi: quello legato alla volizione capelli,
vestiti, pelle, ornamenti corporali e trucco
e quello che si tiene meno sotto
controllo chili, altezza ecc.
5) Movimenti della testa: Si usano per dirigere linterazione, soprattutto per prendere
la parola.
6) Smorfie: Questo codice si divide in codici
come la posizione delle sopracciglia, la
forma oculare, la forma della bocca e la
misura delle narici.
7) Gesti: Le mani e le braccia sono gli strumenti principali per la gestualit, ma
anche i gesti dei piedi e quelli della testa
sono importanti. Questi sono in stretta
interazione con la conversazione e
complementari alla comunicazione orale.
8) Postura: I nostri modi di sedere, di stare
in piedi e di giacere esprimono alcuni
significati limitati, ma interessanti. Questi
riguardano maggiormente i comportamenti interpersonali, lamicizia, linimicizia,
i sentimenti di superiorit e di inferiorit
si possono mostrare con la postura.
9) Movimento e contatto oculare: Quando,
quanto spesso e quanto a lungo ci siamo
guardati con unaltra persona un modo
di trasmettere messaggi molto importanti
sui nostri rapporti.
10) Aspetti non verbali del dialogo:
a) I codici prosodici che influiscono sul
significato delle parole usate:
lintonazione e laccento sono i
principali codici prosodici.
b) I codici paralinguistici che trasmettono
linformazione sulla conversazione: il
tono e il volume della voce, laccento,
gli errori nel parlare e la velocit nel
parlare mostrano lo stato danimo, la
personalit, la classe, lo status del
parlante e come si pone rispetto
allinterlocutore (Fiske, 1990, 95-98).
Il pi diffuso fra i modi non verbali della
comunicazione il movimento del corpo con
il quale si esprimono le situazioni e i sentimenti utilizzando dei gesti, dei movimenti,

insegnamento
delle smorfie e la mimica, senza lutilizzo di
parole. Tutti questi elementi non verbali che
sostengono e concretizzano i nostri pensieri
e sentimenti vengono definiti come linguaggio del corpo o linguaggio non verbale.
I gesti e la mimica che sono gli aspetti del
linguaggio non verbale sono dei movimenti
che trasmettono segnali visivi agli altri. (...)
Da una parte luso dei muscoli facciali crea la
mimica; dallaltra parte luso della testa, delle
mani, delle braccia, dei piedi, delle gambe
e del corpo crea i gesti. I gesti e la mimica si
dividono in due: quelli primari e quelli
secondari (
,, 1997, 42-44).
I gesti e la mimica primari sono i nostri
movimenti che sostengono e danno concretezza ai nostri pensieri e sentimenti. Ad
esempio, durante una conversazione i segni
e i movimenti come ammiccare, scuotere
la testa, aprire le braccia sono dei gesti
che includono un qualsiasi messaggio
che vogliamo trasmettere e programmare.
Dallaltra parte possibile parlare del gesto
nei momenti in cui si realizzano gli atteggiamenti spontanei e inevitabili come lo sbadigliare e lo starnutire. In verit questi movimenti spontanei che nascono come un
riflesso non contribuiscono alla descrizione
e sono dei gesti e mimica secondari. I gesti
e la mimica si possono realizzare in modo
verbale o non verbale. Alcuni sono spontanei, alcuni sono convenzionali e hanno dei
significati specifici (Miller, 1994).
Alcune attivit non verbali sono universali
nel significato e nel loro uso, per secondo
alcuni antropologi la maggior parte degli
atteggiamenti non verbali dipende dalla cultura di appartenenza del parlante. Mentre un
atteggiamento ha un determinato e diffuso
significato in una cultura, avrebbe un significato di nonsenso o completamente diverso
in unaltra cultura (Kess, 1983; Paese, 1997).
Le variet culturali degli atteggiamenti non
verbali causerebbero degli equivoci e dei
disaccordi fra culture diverse. Il che significa
che non sapere il significato di un gesto nel
relativo contesto di comunicazione causerebbe la non comprensione di ci che dice
la persona che parla o il suo fraintendimento. Si vede spesso che gli stranieri che
comunicano con i parlanti nativi fraintendono. Citando un noto proverbio, Paese (1997,
15) suggerisce, per evitare ci che accade in
situazioni simili, di comportarsi a Roma
come i romani. Sebbene ci siano diversi
modi per realizzare questo suggerimento di
Paese, imparare/insegnare insieme alla lingua

di Dilek Pecenek

straniera il sistema non verbale appartenente a questa lingua straniera uno dei metodi
pi efficaci. La motivazione fondamentale,
specialmente per gli stranieri, che conoscere il significato dei gesti caratteristici usati nel Paese di cui si studia la lingua aiuta a
comprendere meglio i parlanti nativi nellinterazione faccia a faccia (Diadori, 1990, 16).
In questa prospettiva, nel caso in cui le due
lingue/culture si incontrino, gli elementi non
verbali, in particolare cinesici simili fra
le due lingue faciliteranno il processo di
apprendimento e di comunicazione, almeno
non si presenteranno problemi in questo
senso. Quando lapprendente o il parlante
non conosce il significato di un gesto nella
L2, si rivolger agli elementi della propria
lingua. Questo fatto determiner luso di
gesti inoffensivi nella propria lingua, ma
scortesi e spiacevoli nella L2. Considerando
che ognuno portato a ricorrere agli elementi della propria lingua quando non conosce la forma corrispondente straniera,
chiaro a quali inconvenienti pu portare
l'uso o l'interpretazione automatica di gesti
che, innocui in una lingua, sono invece scortesi e offensivi in un'altra (Diadori, 1990, 17).
Dallaltra parte gli elementi cinesici che sono
uguali nellaspetto, ma diversi nei significati
nella L1 e L2 causerebbero fraintendimenti e
ostacolerebbero la comunicazione. Ad esempio, se un apprendente/parlante turco, per
esprimere il concetto per il quale il cibo che
sta mangiando molto buono, muove la sua
mano a borsa causer uninterferenza,
perch questo gesto significa nella lingua
italiana che vuoi?/ma che fai?. Nello stesso
modo, se un parlante italiano fa il gesto che
significa la pazzia, la stupidaggine
pichiettandosi la tempia con lindice, il parlante turco non lo capir o addirittura lo fraintender, perch questo gesto nella lingua/cultura turca significa essere intelligente.

Brionvega
Cubo

Brionvega
Televisori

25

In.IT

metodologia

La comunicazione non verbale e insegnamento dellitaliano a stranieri


A modo di esempio indichiamo alcune
somiglianze e differenze tra i gesti* italiani
e i gesti nella cultura turca:
Muovere lindice teso:
il gesto usato spesso con i bambini per
invitarli a soppesare le conseguenze di un
comportamento scorretto.
Baciarsi la punta delle dita:
il gesto indica approvazione per qualcosa;
spesso riferito al cibo, pu anche essere volgare, se riferito da un uomo a una ragazza.
Questi gesti si usano anche nella lingua turca
negli stessi contesti e negli stessi significati.
Muovere la mano a borsa:
il gesto usato per accentuare il tono stupito,
seccato o indifferente della domanda.
Questo gesto significa nella lingua turca
molto bello.
Picchiettarsi la tempia con lindice:
il gesto indica stupidit o follia di una terza
persona.
Questo gesto significa nella lingua turca
lintelligenza.
Incrociare le dita:
il gesto usato per augurare il bene a s o
allinterlocutore, per esempio prima di un
esame o una prova difficile.
Questo gesto significa nella lingua turca
loffendersi.
Mordersi la mano:
il gesto usato soprattutto con i bambini
per minacciare una punizione.
Questo gesto significa nella lingua turca
la vergogna, limbarazzo, la paura.
Ruotare lindice a vite sulla guancia:
il gesto indica approvazione per il cibo.
Questo gesto non significa niente nella
lingua turca.

Guzzini
Frullatore ad immersione

26

In.IT

Abbassare la palpebra inferiore con un dito:


il gesto un invito a fare attenzione a qualcosa di pericoloso; e indica furbizia di chi
parla, di chi ascolta o di una terza persona.
Questo gesto significa nella lingua turca
la furbizia.

di Dilek Pecenek
Chiudere e aprire la mano a borsa:
il gesto invita ad essere pi breve e coinciso
qualcuno che si sta dilungando nel discorso;
il gesto indica un sacco di gente.
Questo gesto si usa nella lingua turca per
esprimere lidea che un posto pieno zeppo.
Muovere il viso in su e in gi / annuire
Questo gesto si usa con lo stesso significato
nella lingua turca per se questo gesto si fa
una volta (a volte alzando le sopracciglia)
significa un netto rifiuto.
La conoscenza di un gesto che esprime un
messaggio importante anche per il significato speciale intrinseco nell'uso della parola
abbinata al gesto stesso. Ogni espressione
verbale pu assumere un significato speciale secondo il gesto con cui si usa. Come le
parole in una lingua, anche i gesti possono
contenere uno o pi significati. In tal modo,
assumono importanza i contesti e i codici
con cui si usano i gesti.
Nellinsegnamento delle lingue straniere
oggi dominante un punto di vista comunicativo. In questo approccio lo scopo far
acquisire la competenza comunicativa a
colui che impara. La competenza comunicativa un termine complessivo che comprende le competenze linguistiche, extralinguistiche e socio-pragmatiche (Balboni, 1999).
Dallaltra parte nellapproccio comunicativo
un ruolo centrale viene assegnato alla competenza sociolinguistica, cio alla capacit di
comprendere il contesto sociale in cui si realizza levento comunicativo. Lingua e cultura
divengono inseperabili (Mezzardi, 2003, p.
236). Nel Quadro Comune Europeo di
Riferimento si tratta di una visione pragmatica e sociolinguistica della lingua che considerata come un sistema di usi linguistici.
Luso della lingua, incluso il suo apprendimento, comprende le azioni compiute da
persone che, in quanto individui e attori
sociali, sviluppano una gamma di competenze sia generali sia, nello specifico, linguistico-comunicative. La competenza linguistico-comunicativa comprende diverse componenti: linguistica, sociolinguistica e pragmatica e ciascuna di queste componenti
comprende, in particolare, conoscenza, abilit e saper fare. Gli apprendenti per svolgere compiti linguistico-comunicativi si relazionano agli altri nei contesti sociali. Come prevede il Quadro (cap. 4) chi apprende una lingua straniera o seconda diventa plurilingue

e sviluppa interculturalit. Le competenze


linguistiche e culturali di ciascuna lingua
vengono modificate della conoscenza dellaltra e contribuiscono alla consapevolezza
interculturale, al saper essere e al saper
fare.
In questa prospettiva imparare una lingua
straniera significa conoscere, oltre a un
sistema di lingua diverso da quello della lingua madre, la cultura di questa lingua straniera. Come scrive Diadori (1990, 19), conoscere la gestualit tipica di un popolo significa anche cogliere un aspetto del suo comportamento culturale. Nellinsegnamento di
una lingua straniera, dare spazio ai gesti che
riflettono la cultura di quella stessa lingua,
accentuare le somiglianze e le differenze
relative a questi gesti rispetto alla lingua
madre aiuter i parlanti di lingua straniera a
usare dei gesti nei contesti giusti e a capire
quelli usati dai parlanti nativi. Balboni (1999)
sottolinea che gli elementi non verbali, che
definisce come la competenza extralinguistica, devono avere il giusto spazio nellinsegnamento della lingua insieme con le altre
competenze. Lo stesso autore (Balboni,
2002, p. 63) suggerisce, per decidere se,
come e quando insegnare la competenza
extralinguistica e per identificare le strategie
di insegnamento, di fare unanalisi delluso
della lingua straniera.

BIBLIOGRAFIA
BALBONI, P. E., Dizionario di Glottodidattica, Guerra, Perugia, 1999.
BALBONI, P. E., Le Sfide di Babele, UTET Libreria, Torino 2002.
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FISKE, J., Iletisim alsmalarna Giris, Ark Yay., Ankara 1990.
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MEZZADRI, M., I Ferri del Mestiere, Guerra edizioni, Perugia, 2003.
MILLER, A. G., Nonverbal Communication, in V. P. Clark, P. Eschholz, A.
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PAESE, A., Body Language Beden Dili, Rota Yaynevi, Istanbul 1997.
PEREZ-SANCHES, A., Hacia Un Mtodo Integral En La Enseanza De
Idomas, SGEL, Madrid 1993.

Alessi
Cico
Peppino
Merdolino
Gino Zucchino

27

In.IT

strumenti

Un
portale
aggiornato
per
insegnanti
www.insegnare-italiano.it
NELLAMBITO
DELLA
FORMAZIONE

e dellinsegnamento delle lingue sono sempre vivi il bisogno e linteresse da parte


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informazioni utili e di confrontare e arricchire costantemente la loro formazione con
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Nella rete gli esperti del settore possono reperire risorse
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(in)formazione.

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Tessuto Missoni

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In.IT

migratorio e a illustrare importanti iniziative


multuculturali; collegamenti a siti autorevoli quali Educazione&scuola, Pianeta
scuola o il sito dell Indire (Istituto
Nazionale di Documentazione per
lInnovazione e la Ricerca Educativa) o
quelli delle Universit in Italia e Docenti
di glottodidattica in Italia che offrono lopportunit di esplorare luniverso della scuola
e della formazione universitaria italiana.
Editoria di italiano per stranieri che
permette di accedere alla Biblioteca italiana
di glottodidattica e di reperire informazioni
sugli editori italiani e non, specializzati in
italiano per stranieri, sulle collane di
glottodidattica e sulle riviste per docenti di
italiano a stranieri.
Offerte di lavoro & convegni dove vengono
segnalati importanti appuntamenti
formativi riguardanti la didattica
dellitaliano e pubblicizzate interessanti
proposte professionali per gli insegnanti,
sia in Italia che allestero.

Il sito una risorsa utile sia dal punto di


vista informativo che formativo.
In quanto a informazione, il sito costituisce,
attraverso una raccolta selezionata di links
che pu essere continuamente arricchita
e aggiornata anche grazie alle segnalazioni
trasmesse dagli utenti, una banca dati a
disposizione di insegnanti e italianisti che
operano in Italia e nel Mondo.

Infine, lultima sezione Siti per italianisti


fornisce una sitografia relativa alle discipline
correlate alla didattica dellitaliano
(tecnologie, lingua veicolare, didattica
metacognitiva, insegnamento dellitaliano
precoce ecc.) e segnala i corsi di italiano e i
materiali didattici disponibili online
nonch le certificazioni di didattica e le
liste di discussione.

Le informazioni sono suddivise in cinque


categorie principali:

Ma il sito www.insegnare-italiano.it non


solo informazione. C di pi.

Istituzioni per italianisti nel mondo: la


sezione dedicata alle opportunit riservate
allinsegnamento e alla formazione della
lingua italiana nel mondo. Qui un semplice
click collega lutente alla lista dei dipartimenti di italiano presenti nelle Universit
dei diversi continenti, oppure, attraverso
il sito del Ministero degli Affari Esteri, alle
liste degli Istituti Italiani di Cultura, delle
Scuole Italiane, delle Associazioni, delle
Ambasciate e dei Consolati, delle
Comunit Italiane presenti nel mondo.

In quanto a formazione infatti, attraverso il


sito possibile iscriversi e accedere gratuitamente ad alcuni forum gestiti da esperti.
Si tratta di comunit di apprendimento in
cui vengono trattati temi in genere assenti
nelle proposte formative tradizionali.
Al momento sono attivi i primi due forum
relativi a Neurologia del linguaggio e
apprendimento linguistico e Teatro e
apprendimento linguistico, moderati
rispettivamente da Simona Morosin
(Universit di Venezia) e da Melissa Aldi
(Universit di Urbino).

Istituzioni per italianisti in Italia invece


una finestra aperta sul panorama nazionale
della didattica dellitaliano lingua seconda.
Questa sezione contiene links utili a spiegare
le diverse sfumature del fenomeno

Il sito non vuole essere solo una semplice


banca dati, seppur vasta e completa, da
condividere con colleghi di diverse parti del
mondo, ma ha lambizione di diventare, e le

di italiano a stranieri:

di Greta Mazzocato

premesse ci sono, un punto di riferimento


per docenti di italiano dove informarsi e formarsi relativamente ai loro contesti lavorativi attraverso la consultazione di materiali; la
raccolta e la condivisione di conoscenze, di
opportunit, di esperienze pratiche e ricerche sul campo; linterazione e la partecipazione ai gruppi di lavoro a distanza.

Punto di forza del sito quindi il fatto di


essere concepito non come prodotto finito,
ma come inizio di un lavoro per e con
i suoi utenti: un valido cooperative
learning and teaching
telematico.

Massimo Vedovelli (a cura di),


Manuale della certificazione dellitaliano L2,
Roma, Carocci, 2005, pp. 370

Con il successivo capitolo, secondo contributo di L. Sprugnoli al volume, vengono


illustrate dettagliatamente e concretamente
le tecniche usate nella costruzione delle
prove di verifica.
La valutazione delle abilit di produzione
scritta e di produzione orale costituisce
il sesto capitolo, opera di A.M. Scaglioso.
Anche in questo caso, la precisa e attenta
osservazione teorica supportata da un
ricco repertorio di esempi.
I due capitoli seguenti, entrambi scritti da
A. Bandini, prendono in considerazione
lormai imprescindibile contributo che il
supporto informatico pu fornire nellattribuzione dei punteggi tramite modalit
automatiche di correzione (cap. 7) e il problema della validazione delle prove (cap.
8). Si tratta di tematiche complesse e spesso di difficile penetrazione per chi proviene
da una formazione umanistica, ma che
lautrice riesce a rendere stimolanti e
accessibili.
Se nei capitoli centrali del volume laspetto
teorico era stato sempre affiancato a uno
operativo, con il nono capitolo, secondo
contributo di M. Barni, si propone una doverosa quanto profonda riflessione sulletica e
la valutazione delle competenze in L2.
Il volume si chiude con unillustrazione delle procedure gestionali della certificazione,
proposta da C. Fusi.
Il volume curato da Massimo Vedovelli non
tralascia nessuna delle tematiche inerenti
alla certificazione e grazie alla profondit
e ampiezza del supporto teorico, alla ricchezza di esempi e alla chiarezza espositiva
degli autori, costituisce, a nostro avviso, un
testo fondamentale e imprescindibile per
chiunque operi nellambito dellitaliano L2.

Il volume che presentiamo qui nasce dalla


consolidata esperienza di uno degli Enti
certificatori, il Centro CILS (Certificazione
ditaliano come lingua straniera)
dellUniversit per Stranieri di Siena di cui
M. Vedovelli direttore.
Proprio il Curatore nellIntroduzione mette
chiaramente in evidenza le due funzioni
imprescindibili della valutazione certificatoria: da un lato in quanto strumento di diffusione della lingua; dallaltro per la ricaduta
positiva che essa pu avere sulla pratica
didattica, cui va aggiunto il ruolo di promotrice della ricerca scientifica. Viene inoltre
offerta un precisa analisi epistemologica della questione della valutazione certificatoria.
Il primo capitolo, La valutazione delle
competenze linguistico-comunicative in
L2, di M. Barni, entra da subito in profondit nella materia, descrivendo la posizione
del language testing nellambito delle
scienze linguistiche sia in una prospettiva
internazionale sia nazionale.
Nel cap. 2 S. Lucarelli traccia un interessante e nitido excursus dello sviluppo del
language testing, ancora una volta sia da
una prospettiva internazionale sia italiana.
Le fasi del processo di elaborazione e
costruzione di un test sono loggetto del terzo capitolo, curato da L. Sprugnoli che fornisce ottimi consigli operativi sempre opportunamente sostenuti dallapporto teorico.
B. Strambi affronta con profondit argomentativa la delicata questione del rapporto fra testi e test, presentando con chiarezza espositiva i criteri per tale scelta e fornendo un consistente e variegato numero
di esempi ampiamente e appropriatamente
commentati.

Salvatore Ferragamo
Sandalo Invisibile

Matteo Santipolo

29

In.IT

strumenti

Universit per Stranieri


di Perugia
LUniversit per Stranieri di Perugia, fondata
nel 1921 e riordinata con L. 17 febbraio
1992, n. 204, la pi antica e prestigiosa
istituzione nellattivit di ricerca sullapprendimento e linsegnamento della lingua italiana e nella diffusione nel mondo della cultura
e della civilt italiane. Di essa fanno parte la
Facolt di Lingua e Cultura Italiana e i Centri

speciali di ricerca WARREDOC (Water


Resources Research and Documentation
Centre) e CEDUIC (Centro elaborazione dati
universitario dellItalia centrale).
Presso lAteneo sono attivi il Dipartimento
di Scienze del Linguaggio e il Dipartimento
di Culture Comparate.

LA FACOLT
La Facolt organizza per cittadini stranieri e italiani residenti allestero
Corsi di Lingua e Cultura Italiana, suddivisi in: Corsi specialistici di Alta Cultura.
Aperti a italiani e stranieri, si qualificano per lelevato livello di approfondimento degli
ambiti disciplinari e culturali oggetto di studio. Al termine di ciascun corso si ottiene, a
richiesta, un Attestato di Frequenza; mediante opportune prove scritte, si consegue un
Attestato di Profitto. Su presentazione di una dissertazione scritta, discussa e approvata,
per i Corsi di Lingua Italiana Contemporanea e di Etruscologia e Antichit Italiche
si consegue un Diploma.
Corso di Lingua Italiana Contemporanea
Aspetti socio-linguistici dellitaliano contemporaneo.
Corso di Storia dellArte
Corsi e visite sul patrimonio artistico italiano.
Corso di Etruscologia e Antichit Italiche
Religione, arte, societ in Etruria e nellItalia preromana.
Corsi di aggiornamento per Insegnanti di Italiano allestero
Riservati a docenti stranieri e italiani residenti allestero, offrono lopportunit
di approfondimento di tematiche dellarea linguistico-didattica e di aggiornamento
culturale dellItalia di oggi. Non prevedono esami finali.
A richiesta, viene rilasciato un Attestato di Frequenza.

Corsi di lingua e cultura italiana:


-

Corsi
Corsi
Corsi
Corsi
Corsi

ordinari di primo, secondo, terzo e quarto grado durata trimestrale


ordinari di quinto grado durata semestrale
straordinari di primo, secondo e terzo grado durata bimestrale
straordinari di primo, secondo e terzo livello durata mensile
straordinari intensivi

Per tutti e cinque i gradi, durata mensile. Si caratterizzano per un maggior carico orario
settimanale e per le classi con un numero programmato di studenti.
Al temine di un Corso intensivo rilasciato, a richiesta, un Attestato di Frequenza
LUniversit membro dellALTE (Association of Language Testers in Europe) e rilascia
in tale ambito la Certificazione di conoscenza della lingua italiana (CELI) articolata in cinque
livelli, e la Certificazione dellItaliano commerciale (CIC) i cui esami si svolgono sia in Italia
che allestero, di preferenza presso gli Istituti Italiani di Cultura.

Universit per Stranieri di Perugia


Palazzo Gallenga, P. zza Fortebraccio, 1 - 06100 Perugia
30

In.IT

tel. e fax: +39 075 5746456


e-mail: certific@unistrapg.it

www.unistrapg.it

strumenti

Universit per Stranieri


di Siena
Sono attivati presso la Facolt di Lingua e Cultura Italiana i seguenti corsi, ai quali possono iscriversi studenti/-esse italiani/-e e stranieri/-e:
Corso di Laurea in MEDIAZIONE LINGUISTICA E CULTURALE
Classe III delle Lauree in Scienze della Mediazione linguistica
Curricoli: Traduzione in ambito turistico-imprenditoriale / Mediazione linguistica e culturale nei fenomeni
migratori
Durata: anni 3
Termine di presentazione delle domande di immatricolazione: 1 ottobre 2007
Prova di verifica delle conoscenze: 28 settembre 2007
Prova di conoscenza della lingua italiana per persone straniere: 4 settembre 2007
Studenti extracomunitari residenti allestero: n. 60 posti riservati dei quali 30 per gli studenti cinesi
Corso di Laurea in LINGUA E CULTURA ITALIANA/INSEGNAMENTO DELLITALIANO A STRANIERI
Classe V delle Lauree in Lettere
Curricoli: Linguistico-didattico / Storico-letterario
Durata: anni 3
Termine di presentazione delle domande di immatricolazione: 1 ottobre 2007
Prova di verifica delle conoscenze: 28 settembre 2007
Prova di conoscenza della lingua italiana per persone straniere: 4 settembre 2007
Studenti extracomunitari residenti allestero: n. 60 posti riservati dei quali 30 per gli studenti cinesi
Corso di Laurea Specialistica in SCIENZE LINGUISTICHE PER LA COMUNICAZIONE INTERCULTURALE
Classe 44/S delle Lauree Specialistiche in Linguistica
Durata: anni 2
Termine di presentazione delle domande di iscrizione: 1 ottobre 2007
Prova di conoscenza della lingua italiana per persone straniere: 4 settembre 2007
Studenti extracomunitari residenti allestero: n. 30 posti riservati dei quali 15 per gli studenti cinesi
Corso di Laurea Specialistica in COMPETENZE TESTUALI PER LEDITORIA E I MEDIA
Classe 16/S delle Lauree Specialistiche in Filologia Moderna
Durata: anni 2
Termine di presentazione delle domande di iscrizione: 1 ottobre 2007
Prova di conoscenza della lingua italiana per persone straniere: 4 settembre 2007
Studenti extracomunitari residenti allestero: n. 30 posti riservati dei quali 15 per gli studenti cinesi
CERTIFICAZIONI
- Certificazione di ITALIANO COME LINGUA STRANIERA (CILS)
Sessioni d'esame: 6 dicembre 2007 / 6 giugno 2008 / 5 dicembre 2008
La certificazione CILS il titolo ufficiale che dichiara il grado di competenza comunicativa in italiano come
lingua straniera. articolata in sei livelli.
- Certificazione di competenza in DIDATTICA DELL'ITALIANO A STRANIERI (DITALS I LIVELLO)
Sessioni d'esame: 6 agosto 2007 / 25 febbraio 2008 / 27 ottobre 2008
La certificazione DITALS di I livello un titolo culturale che valuta la competenza di base nella didattica
dellitaliano a stranieri.
- Certificazione di competenza in DIDATTICA DELL'ITALIANO A STRANIERI (DITALS II LIVELLO)
Sessioni d'esame: 17 dicembre 2007 / 21 luglio 2008 / 15 dicembre 2008
La certificazione DITALS di II livello un titolo culturale che valuta la competenza avanzata nella didattica
dellitaliano a stranieri.
PER INFORMAZIONI
All'estero: Istituti Italiani di Cultura e Rappresentanze Diplomatiche del Governo Italiano
In Italia: Universit per Stranieri di Siena Via Pantaneto, 45 - SIENA / ITALIA
Tel.: 0577 240115 - Fax: 0577 283163 e-mail: info@unistrasi.it Internet: http://www.unistrasi.it

Universit per Stranieri di Siena


via Pantaneto, 45 - Siena - Italia
tel.: +39 0577 240115 fax: +39 0577 281030
e-mail: info@unistrasi.it

www.unistrasi.it

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In.IT

strumenti

Universit di Venezia
Progetto Itals
FILIM
FORMAZIONE DEGLI INSEGNANTI DI LINGUA ITALIANA NEL MONDO
Sotto il pulsante di questo nuovo progetto di formazione, si trovano dei moduli di
(auto)formazione, indipendenti tra loro ma uniformi nella struttura, che riguardano questi
argomenti di base:
Glottodidattica umanistico-affettiva e funzionale
Modelli operativi
Tecniche didattiche per abilit ricettive
Tecniche didattiche per abilit produttive
Insegnamento della cultura
Insegnare italiano a bambini e ad adulti
Ci sono anche dei moduli di approfondimento:
L'insegnamento della grammatica
Tecnologie glottodidattiche
Valutazione e analisi dell'errore
Didattica ludica
Materiali didattici: analisi/creazione di unit dapprendimento
Microlingue
Infine, sono disponibili dei moduli tematici, che aumenteranno di numero progressivamente:
Didattica della letteratura
Cinema
Uso del video
Stili cognitivi
Canzoni
Cucina
Oltre alla parte dei moduli che gratuitamente disponibile sul sito, c la possibilit di
partecipare a dei percorsi guidati da tutor, in una serie di attivit organizzate in cicli di
8 settimane cos suddivise:
2 settimane di lavoro
settimana di pausa
settimane di lavoro
settimana di pausa
settimane di lavoro.

itals
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In.IT

"Laboratorio itals" Laboratorio per


la formazione e la ricerca in Italiano
come lingua straniera
Direzione: Paolo E.Balboni, Roberto Dolci
Coordinamento: Graziano Serragiotto
Ca Bembo - Dorsoduro 1075
30123 Venezia
tel. e fax: -39 041 234 5708
orario: marted, mercoled e gioved, ore 10-12

e-mail: itals@unive.it