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SOCIETA' MEDIORIENTALI PRIMA DELL'AVVENTO DELL'ISLAM

La societ islamica poggia sul modello di societ preislamiche, derivanti a loro volta da nuclei nati
nelle aree mesopotamiche. I primi aggregamenti di persone in gruppi nomadi o anche fissi (ma
comunque ristretti) comprendeva pochi nuclei familiari imparentati fra loro, che facevano fronte
comune verso il mondo esterno. C'era per la tendenza a un'espansione trainata dalla religione:
Infatti le prime citt nacquero da gruppi che si riunivano intorno a un tempio. I sumeri credevano
che le loro terre appartenessero agli dei, ed ergevano templi per onorarli, che impiegavano l'utilizzo
di diversi uomini. I sacerdoti erano capi sia religiosi che politici (la lista dei peccati era un codice
legislativo). Dal 2400 a.C. Circa una nuova istituzione prendeva potere, cio quella imperiale,
derivata dalle classi guerriere e dai popoli tribali delle aree circostanti. Nel 2400 Argon cre il
primo impero della storia. Da quel momento i sovrani usurparono il potere religioso alle caste
sacerdotali, divenendo i mediatori fra uomini e dei. Gli antichi imperi diedero alla societ le basi
culturali, relogiose e legislative, incitando l'individualit personale, lo sviluppo e creando un
pantheon di divinit cosmiche. Gli imperi che si succedettero compresero dapprima solo la
mesopotamia, ma integrarono pi tardi (a partire dagli ittiti) terre come la persia e l'egitto.
L'interazione fra popoli port ad accettare divinit comuni e universali, pur mantenendo culti locali
differenziati. L'accettazione di grandi dei universali era il passo appena precedente al
riconoscimento di un Dio unico, che era gi stato proclamato nell'ebraismo, nel cristianesimo e
nello zoroastrismo. Queste religioni avevano gi soppiantato i culti pagani e preparato il terreno
all'avvento dell'Islam. Tutte le religioni monoteiste avevano in comune, oltre alla credenza in un
solo Dio, l'idea che vi fosse un mondo trascendentale a cui si doveva aspirare, il cui accesso era
consentito ai fedeli e a chi avesse avuto un comportamento retto in vita. Anche qui la religione
abbracciava diversi aspetti della legislazione civile e penale (l'esempio pi lampante sono le
comunit ebraiche, la cui legge definita principalmente dalla Torah).Impero e Religione si
leggittimavano a vicenda. Dopo le invasione arabe del VII secolo, l'Islam pur mantenendo la
struttura mediorentale, la ridefin: Nacque una comunit islamica al centro dell'arabia che conquist
il medioriente e i prototipi istituzionali del califfato furono trasformati in nuovi tipi di stati islamici.
Du in questo periodo (945-1200 ca) che l'Islam divenne la religoone pi diffusa in area
mediorientale.
LA PREDICAZIONE DELL'ISLAM
Ai tempi degli imperi, l'Arabia era ancora il luogo dei pastori e delle Oasi. In un processo di osmosi
quasi necessario per, essa assorbiva dai vicini imperi nuove concezioni culturali, anche se questi
impulsi non le consentirono di aggregarsi agli agglomerati pi civilizzati. Dal 1300 aC fino al 600,
le comunit arabe non avevano avuto peso nel contesto mondiale, i beduini vivevano di scambi
commerciali, allevamento di beduini, e migravano periodicamente alla ricerca di nuovi pascoli.
Erano organizzati in saldi gruppi di consaguinei di tipo patriarcale, a loro volta uniti in clan, che si
spostavano insieme e si difendevano in battaglia. Se un membro subiva un torto, il clan si
mobilitava, ma se ne compiva uno, ne era responsabile. A causa di questa solidariet, detta
'Asabiyya , i clan si ritenevano unit autonome. Erano guidati da uno Shaykh, che doveva essere
ricco, tollerante e pratico. L'individuo al di fuori del clan non esisteva, non era niente. Nelle zone
pi fertili potevano crearsi delle confederazioni fra clan per i traffici di carovane o di stampo
religioso e la costruzione di un santuario comune (haram) consentiva gli scambi, la socializzazione
e l'integrazione. Nelle zone periferiche si affermarono regni e monarchie. Nel V secolo lo Yemen
era strutturato in monarchie con elit terriere e un pantheon religioso, mentre i cittadini comuni
praticavano pastorizia e commerci. Nell'85 a.C. Il nuovo regno con capitale a Petra controllava
buona parte della Giordania e della Siria. Il regno dei Nabatei fu distrutto dai romani nel 106 e a
Petra successe Palmira, che estese la sua egemonia ai deserti e alle zone limitrofe. La storia
dell'Arabia dominata dalla tensione fra le zone sedentarizzate e quelle dei nomadi. L'apertura delle
vie marittime e l'indebolimento dei commerci a sud defin un crollo economico dello Yemen, e nel

271 anche Palmira fu presa dai romani. I regni periferici non avevano pi influenza sulle aree
romane, e invano cercarono di ristabilire un'egemonia. Nel corso del VI secolo, dopo una graduale
perdita di potere, tutti i regni periferici si disgregarono. Solo La Mecca si opponeva alla tendenza
alla frammentazione politica e sociale, e divenne il punto di riferimento dell'ordine. Con la Ka'ba,
attirava pellegrini da tutta l'Arabia e divennte il punto di raccolta di vari Idoli e deit,e la meta di un
pellegrinaggio annuale utilizzato non solo a fini di culto, ma anche per scambi commerciali,
regolazioni di debiti e altri affari. I Quraysh assunsero il controllo della Mecca nel V secolo,
acquisirono particolare abilit nella vendita al dettaglio. A causa del declino delle altre rotte
commerciali, essi si assicurarono un ruolo di primo piano nel commercio delle spezie. La Mecca
divenne presto una rotta commerciale di rilievo, portando anche a collaborare con funzionari
bizantini e beduini per il corretto funzionamento e la sicurezza delle transazioni. Le successive
migrazioni verso le aree arabe per portarono una beduinizzazione graduale e un ritorno ai pascoli. I
beduini arabi erano in linea di massima animisti e politeisti, convinti che in ogni cosa ci fossero
delle entit. Vivevano in un universo popolato di djinn, che andavano propiziati o esorcizzati. Con
le pratiche magiche il beduino poteva determinare la sua sorte. Essi avevano il culto degli antenati,
adoravano la Luna e le stelle e altre divinit contenute in oggetti. Le confederazioni dei regni,
nonostante fossero politeste, vedevano la sfera divina come separata da quella umana, e non
identificavano gli dei con le forze naturali. L'omogeneizzazione sociale e culturale consentita in
gran parte dal ruolo esercitato da La Mecca consent la creazione di un'identit collettiva che
trascendeva il Clan. Un'altra idea comune fra culti Meccani e realt beduine era l'inesistenza della
concezione di individuo. Esistevano vari termini, come cuore, anima, spirito, volto, ma nessun
termine per determinare il singolo nella sua unicit. La religioni monoteistiche per, che ben presto
cominciarono ad attecchire in quelle zone, portavano una concezione nuova e diversa del mondo,
che era stato creato da un essere superiore e unico, con un ordine spirituale e morale, rendendo
fratelli tutti gli uomini indipendentemente dalla razza di appartenenza. L'universo frammentato e
caotico diventava quindi ordinato, e l'esperienza singola aveva un significato fondamentale. Un
ruolo centrale per la preparazione del terreno alle religioni monoteiste fu svolto dalla Mecca.
LA VITA DEL PROFETA
Il principale punto di riferimento dell'islam il Corano, dettato da Maometto stesso agli scribi, e
costituisce la rivelazione a lui data da parte dell'arcangelo Gabriele. Un altri riferimento son gli
Adith, i Detti di Maometto, che pi che ispirati erano reputati genuini, e regolavano la liturgia, la
morale e altre questioni. La terza fonte sulla vita del profeta data dalla biografia scritta da Ibn
Ishaq e rivista da Ibn Hisham, sulla base di tradizoni orali e alcuni scritti.
Maometto nacque intorno al 570 nella trib nel clan dei Banu Hashim. Il padre mor prima della sua
nascita, e lui fu allevato prima dal nonno e poi dallo zio, Abu Talib. Maometto divenne carovaniere
e a 25 anni spos Cadigia, una ricca vedova da cui ebbe diversi figli. Maometto era gi avvezzo
alla vita religiosa, e spesso si ritirava in luoghi solitari per pregare. Secondo una tradizione, fu
consigliato da un hanif, che lo convinse della futilit dell'adorazione di pi dei. La Prima
rivelazione arriv nel 610, e lo riemp di timore reverenziale e paura. Le prime visioni erano di un
Dio grande e Giusto, Allah, che un giorno avrebbe giudicato gli uomini. Al culto di Dio si
opponevano la vanagloria e l'attaccamento alle cose terrene. La devozione escatologica, la preghiera
e la nobilt morale furono le basi dell'islam. Molte concezioni erano simili a quelle ebraiche e
cristiane, pur non avendo egli aderito a nessuna delle due religioni. I primi tre anni Maometto limit
le rivelazioni ricevuto all'ambito familiare, convertendo alcuni parenti fra cui la moglie. Passati tre
anni, cominci ad ammonire pubblicamente, anche se si rivel un fallimento. Nonostante un piccolo
seguito, l'opposizione fu pressoch universale, soprattutto da parte dei Quraysh, dovuta al fatto che
la predicazione di Maometto rappresentava una sfida all'intero complesso socioculturale all'epoca
vigente. A Maometto apparve presto chiaro di essere l'ultimo di una lunga schiera di profeti e di
avere il compito di riscattare il suo popolo dall'ignoranza. Gi dal 615 Egli era a capo di una
comunit di fedeli, che presto lasciarono le famiglie per spostarsi alla Mecca. Nonostante le

molestie, Maometto pot continuare a predicare grazie all'appoggio dello zio e dei membri del suo
clan. Le idee da sole per non bastavano a smuovere gli animi, e cap che avrebbe dovuto trovarsi in
una posizione di maggior prestigio. Nel 619 la moglie e lo zio erano morti, e il supporto del clan era
scarso. Cos decise di creare una base politica. In questo frangente, Medina si rivel una soluzione
ottimale: essa era un'oasi agricola, abitata da vari clan e e dilaniata da faide interne portate avanti
dalle due trib principali: Aws e khazraj. La situazione sociale era dominata pi dal vicinato che
dai legami di sangue, stavano mancando le basi per la societ beduina e i numerosi insediamenti di
ebrei favorivano la simpatia per il monoteismo. Negli anni successivi, dopo aver operato
conversioni, fu invitato a Medina, diversi membri dei due clan gli giurarono fedelt e con il patto di
al-'Aqaba 75 persone si impegnavano a difenderlo. Nel 622 Maometto e i suoi fedeli migrarono a
Medina (Hijra). Presto essi formarono con i clan medinesi un gruppo detto umma, impegnato a
difendere Maometto e Medina da attacchi esterni. I clan pagani alla fine, si arresero all'egemonia di
maometto e furono tutti convertiti. Uno dei pi grandi ostacoli fu l'opposizione dei clan ebraici, che
prima Maometto credeva di dover integrare. A seguito di nuove rivelazioni disse poi che Abramo
era il progenitore degli arabi e che Maometto era stato mandato per ripristinare l'originale
monoteismo. Fece quindi giustiziare o esiliare le comunit di ebrei.