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MARTED 30 DICEMBRE 2014

Cultura
S

Letti per voi


Giovanna
Bragadini

e curiosando in libreria vi capiter sottocchio Il sesso nelle


camere dalbergo (Einaudi)
calmate i bollori: non vi aspettano contenuti hot bens una raccolta di pezzi
doccasione, ovvero giornalistici, del
prolifico scrittore britannico Geoff
Dyer. Il volume il cui titolo originale
ben diverso, Otherwise Known as the
Human Condition. Selected essays
and reviews 1989-2010 riunisce saggi e recensioni pubblicati su testate
come The Guardian, Esquire, The
American Scholar e Granta. Autore
anticonformista, Dyer vanta una
schiera di fedeli lettori che ne apprez-

FONDAZIONI: CHIAROT SOVRINTENDENTE FENICE


Il ministro dei beni e delle attivit culturali ha firmato il decreto di nomina di Cristiano
Chiarot a sovrintendente della Fondazione Teatro La Fenice di Venezia. Il decreto in
conformit alla proposta del consiglio di indirizzo della Fondazione.

Il SESSO
NELLE CAMERE
D'ALBERGO:
GEOFF DYER
E I SUOI SCRITTI
D'OCCASIONE

zano i romanzi insoliti e la produzione


difficilmente etichettabile.
Fiero di aver scritto libri tanto diversi fra loro, Geoff Dyer racconta nellintroduzione come gi nel progettare
la sua prima antologia gli piacesse lidea di vedere la sua variet indocile
dinteressi rappresentata in un volume unico, a prova della pervicacia
con cui ha sempre evitato specializzazioni, focalizzazioni e ogni sorta di
continuit che gli impedisse di scrivere su qualsiasi argomento attirasse
la sua attenzione in un dato momento.
Allinizio della sua non-carriera come la definisce Dyerha scoperto Ro-

land Barthes, Walter Benjamin, Nietzsche, Raymond Williams, Berger,scrittori atipici ai quali si ispirato: da quel momento il suo obbiettivo, raggiunto, stato di bighellonare
fuori dellaccademia senza la minima
intenzione di entrarci, senza lintralcio
di un metodo imposto. Geoff Dyer scrive sempre per s stesso (non c differenza fra i pezzi scritti a pagamento e
gli altri) e ama i saggi:se qualcosa lo
commuove nel profondo listinto lo
porta a esprimerlo e analizzarlo in
quel formato, da lui prediletto sia come autore sia come lettore. Ne Il sesso nelle camere dalbergo si passa con

nonchalance da Ian McEwan al fotografo Jacques Henri Lartigue al jazzista Don Cherry. Lautore va in tour
con i Def Lepparde sale su un caccia
russo MIG-29 dismesso. Vaga nellAlgeria di Camus.
C qualche momento autobiografico, e riflessioni sulla gioia di fare sesso in buoni alberghi ebbene s. Piacevolissimo, da leggere anche saltando
qua e l: come lautore insegna, la discontinuit pu avere grandi pregi.u

Il sesso nelle camere d'albergo


di Geoff Dyer
Einaudi, pag. 417, A 20,00

Libro I diari di viaggio che i due intrapresero nella Penisola. Prefazione della figlia Dacia

Saggio Traina

Lessico
d'amore,
attraverso
il Belpaese

Tra Sciascia,
Bufalino,
Consolo.
E oltre
Davide Barilli
II Non un caso che il titolo dell'ultimo

Love holidays, Fosco Maraini


e Topazia Alliata nell'Italia degli anni '30
di Marzia Apice

' molta montagna - le Dolomiti, il Cervino, il Monte


Bianco - in Love holidays. quaderni damore e di
viaggi (Rizzoli, 536 pp.,
39 euro). Gli autori (compagni di
cordata, damore, di lavoro, di vita,
si definivano loro), sono Fosco Maraini e Topazia Alliata.
Con la prefazione della figlia Dacia,
tra appunti fedelmente riprodotti,
schizzi, foto e cartoline, il poderoso
volume raccoglie i diari del viaggio
che, poco pi che ventenni, i due intrapresero lungo la penisola nei primi
anni Trenta.
E grazie alla scorza robusta della Scatola Numero 16 che si ha la possibilit
di conoscere un amore profondo e
spregiudicato, seducente e tenero,
quello vissuto da Topazia Alliata e Fosco Maraini negli anni della giovent:
lui, uno dei pi grandi etnologi e
viaggiatori italiani, lei artista e donna
carismatica (oggi centenaria), entrambi allepoca poco pi che ventenni, agli albori di un legame che li
avrebbe condotti al matrimonio nel
1935.
Un sentimento tenuto al riparo dai
tumulti del '900 proprio grazie a questa scatola, ritrovata dalla figlia Toni
nella casa fiorentina di Fosco, le cui
pareti hanno dato rifugio agli album
di ricordi confezionati dai due illustri
protagonisti: oggi questa testimo-

nianza, al tempo stesso privata e collettiva perch specchio di unepoca


ormai lontana, confluita nel prezioso volume Love Holidays. Quaderni
damore e di viaggi, edito da Rizzoli,
con un testo della loro prima figlia,
Dacia Maraini.
Solo con due lettere, LH, le Love Holidays del titolo, Fosco e Topazia avevano deciso di identificare la grande
mole di appunti, disegni, schizzi, fotografie, attraverso i quali hanno cristallizzato la purezza e la spontaneit
del sentimento che li univa. E sempre
soltanto due lettere, T&F, i due
innamorati ritenevano sufficienti per
rappresentare se stessi come unit,
nella semplicit di un amore votato
allonesta e al rispetto, ma prepotente
e in un certo senso necessario per
rendere la vita degna di essere vissuta, un legame che li ha condotti
verso esperienze straordinarie e inaspettate.
Su e gi per lItalia, da Firenze al
Monte Bianco, dalla Sicilia alle Dolomiti, tutto un continuo di abbracci e addii, tenerezze e lunghe attese,
scalate ripide in montagna e alloggi
di fortuna.
Scorrendo le pagine di questo appassionante excursus diaristico che sembra vivido come un racconto orale, si
scopre l'aspetto pi privato e tenero
della coppia, ma anche lampio orizzonte intellettuale e lanticonformi-

Un grande amore Gli anni giovanili di Fosco Maraini e Topazia Alliata. Negli anni '30 il futuro etnologo, orientalista,
alpinista, fotografo e scrittore e la futura pittrice, avevano intrapreso una serie di viaggi attraverso il Belpaese.

Anticonformisti
Lui, grande
esploratore
e etnologo, lei
pittrice di talento

smo dei due: un piccolo grande universo espresso e tenuto insieme innanzitutto dal linguaggio, il cui lessico un misto originale e fantasioso
tra le varie culture delle origini familiari, una marmellata linguistica di
italiano e inglese, ma anche di dialetto fiorentino e siciliano.
Nel libro tanta parte rappresentata
anche dallattenzione allimmagine,
sia quella fotografica (realizzata da
lui), sia quella disegnata (a opera di
lei), illustrazioni che denotano non
solo la sensibilit nel cogliere i dettagli ma anche la curiosit viva nei
confronti del mondo.

Se questi diari rappresentano viaggi e


vita privata (l'amore e la scoperta dellamicizia) dallaltra sono lo specchio
anche di usi e costumi di unepoca, e
di fermenti intellettuali. Quello che
manca il Fascismo con la sua grettezza e la sua violenza, un regime che
pure rese tragici quegli anni italiani,
da cui strenuamente i Fosco e Topazia si sono difesi, schermandosi con le
emozioni e le esperienze vissute.u

Love holidays. quaderni damore


e di viaggi
di Fosco Maraini e Topazia Alliata
Rizzoli, pag. 536, A 39,00

volume di Giuseppe Traina giochi (all'inizio e alla fine della frase) con un
ossimoro interrogante. Siciliani ultimi? Tre studi su Sciascia, Bufalino, Consolo. E oltre non infatti un semplice
insieme di studi dialoganti, ma un crocevia di interrogazioni e lasciti. Con
Sciascia, Bufalino e Consolo, molti sostengono che la letteratura siciliana abbia perso la sua forza. Parliamo di tre
autori assurti a canone. Tra oblio, memoria, etica, tragedia, il loro richiamo
all'Isola - in un certo senso - storicizzato. Eppure Traina, esegeta implacabile, entra nel loro laboratorio per raccontarci le mende, i richiami, le pieghe, i
fallimenti (pure, in certo modo). Come
l'Affaire Moro di Sciascia, opera mutila perch ignara dell'epistolario completo dello statista, o le antologie mai
realizzate da Bufalino. Il saggio principale su Sciascia, in particolare, si capovolge, ponendo in primo piano l'oggetto che diventa soggetto, nell'immagine di un controverso uomo politico
come Aldo Moro. E' un libro, in filigrana,
di assenze: di vuoti da riempire. Come il
futuro della narrativa siciliana, tra tanti
nomi, pi o meno entusiasmanti. Gli
assenti hanno una volta torto, ma novantanove volte ragione, ha scritto aforisticamente - Bufalino: e mai come
oggi questa frase ci suona attuale. Lo
scrittore, esordiente a sessant'anni con
Dicerie dell'untore stato uno degli
ultimi veri e autentici casi letterari della
prosa italiana. E Traina non smette di
stuzzicarne le corde un po' impolverate.
Ne escono, di volta in volta, suoni nuovi.
In un ricominciare, fiducioso verso la
letteratura che nasce dalla Sicilia, che il
critico e docente universitario segue da
anni, con pazienza da entomologo, attraverso le tracce lasciate dallo scrittore
di Comiso - ma anche, oltre a Consolo e
Sciascia, De Roberto, D'Annunzio (per
citare solo alcuni degli autori oggetto
dei suoi studi) - conscio che esistono
ancora, sempre pi rari, mosche bianche nell'inchiostro delle patrie lettere,
prosatori che ritualizzano nella profondit l'atto creativo. Nell'ostinata solitudine o anche in un dialogo con la
contemporaneit, nel segno di un fil
rouge sotteso sempre all'esistenziale.u

Siciliani ultimi

di Giuseppe Traina
Mucchi, pag. 118, A 15,00

Scioglilingua. Grammatica, sintassi e lessico: dubbi, regole ed errori

Ortografia e plurali
Tristano de Chicchis
II La grammatica lascia sul campo
eserciti di studenti, ma alcune regole
mietono vittime persino tra i professori. In Perle ai porci (Rizzoli), Gianmarco Perboni riferisce, esagerando
un po, una divertente scena tipica della sala insegnanti di una scuola. Eccola.
L'insegnante di scienze X racconta
Perboni - sta scrivendo qualcosa, si sofferma un attimo perplessa, alza lo
sguardo, vede nei pressi linsegnante

di lettere Y e le chiede a bruciapelo:


Camicia al plurale si scrive camicie
con camicie con la i o camice senza la
i?.
Ma, poich continua Perboni - come il resto della popolazione, anche
linsegnante di lettere ha studiato
grammatica lultima volta alle Elementari, la collega dirige su x uno
sguardo inceneritore e risponde: Camicie con la i, andando a naso e sperando di essersela cavata. Ah gi. Mi
spieghi qual la regola, che non me la
ricordo?. Y, dentro si s, augura cal-

damente alla collega che proprio in


quel momento le cada il tetto sulla
testa, accoppandola allistante e liberando cos un posto per sua nipote, che
insegna scienze e da anni aspetta il
passaggio di ruolo. Viene salvata dal
suono della campanella, come un pugile alle corde graziato dal gong. Scusa, devo scappare in classe dice affrettandosi fuori e ripromettendosi
per lennesima volta di ripassare i trabocchetti della grammatica.
Insomma, ci sono bucce (senza i!)
di banana assai insidiose, su cui ri-

schiano di scivolare anche gli specialisti (o quelli che istituzionalmente dovrebbero esserlo). Ma vediamo prima
la regoletta ortografica dei famigerati
plurali in ce/cie e ge/gie.
Innanzitutto, i nomi che al singolare
hanno la i accentata al plurale escono in cie e gie. Ad esempio, farmaca diventa farmace. Invece e
qui entriamo nei meandri della regola
- mantengono al plurale la i i nomi la
cui sillaba finale cia o gia preceduta da una vocale; mentre la perdono se la sillaba preceduta da con-

sonante. Ad esempio, camicia diventa camicie, mentre traccia diventa


tracce. Esplicitata la regola, ecco le
vittime illustri. Per motivi di spazio, ci
limitiamo a due firme di punta del
giornalismo italiano, ma lelenco potrebbe essere piuttosto lungo.
Uno dei cronisti pi noti del pi diffuso quotidiano nazionale (si dice il
peccato, non il peccatore), in un
bellarticolo di venerd 11 luglio 2014
sul destino triste di molti ex governatori, a un certo punto scrive: Una
settimana dopo pure lei [la governatrice del Lazio] comincia a fare le valige. Errore di stampa, si diceva una
volta. Tra laltro, questo errore potrebbe essere depenalizzato: sentenzia
lAccademia della Crusca che accanto

ai plurali considerati corretti, anche


forme come ciliege, valige, e provincie
sono ormai usate e largamente accettate. Passi, dunque (ma non senza
qualche riserva).
Secondo esempio: un altro importante giornalista, noto anche al pubblico televisivo, talora scrive, in riferimento alla Lega Nord, camice verdi anzich camicie verdi (9 luglio
2011, 30 agosto 2011, 16 aprile 2012:
dallarchivio online del suo giornale).
Insomma, la maestra avrebbe sfoderato impietosa il matitone blu. P.S.: Si
dice che per studiare la grammatica sia
necessario sudare le fatidiche sette camicie (con la i, repetita iuvant).
Ecco, per una volta il senso quasi
letteraleu