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Storia

Federico
II
ed i Templari
di V. Ricci

Vito Ricci (Bari, 1971), lavora presso lUniversit degli Studi di Bari Aldo Moro come
funzionario statistico, socio fondatore dellAssociazione del Centro studi normannosvevi e membro della Libera Associazione Ricercatori Templari Italiani (LARTI).
Studioso della presenza degli Ospitalieri e Templari in Puglia. Collabora con diversi
siti di divulgazione storica medievale come: www.storiamedievale.net, www.italiamedievale.org, www.villaggiomedievale.com, www.medievale.it.
stato autore delle seguente pubblicazioni:
Monografie
I Templari nella Puglia medievale, Edizioni dal Sud, Bari 2009.
Contributi presentati a convegni:
Aspetti economici delle domus templari pugliesi in Atti del XXVII Convegno di
Ricerche Templari, Cividate Camuno (BS), 12-13 settembre 2009, a cura della Libera Associazione Ricercatori Templari Italiani (LARTI), Edizioni Penne & Papiri,
Tuscania 2010, pagg. 125-182.
Templari ed Ospitalieri a Molfetta tra XII e XV secolo e Unipotesi sulla domus
templare di Ruvo di Puglia (con E. A. Serafino) in Atti del XXVIII Convegno di
Ricerche Templari, Anghiari (AR), 17-18 settembre 2010, a cura della Libera Associazione Ricercatori Templari Italiani (LARTI), Edizioni Penne & Papiri (in corso di
pubblicazione).
Articoli su rivista
Presenza templare a Ruvo di Puglia in Il Rubastino n. 9, Dicembre 2009.
La chiesa di Ognissanti di Trani non fu templare in Cronache medievali, n. 32,
2010, pagg. 7-11.
Presenza degli Ordini monastico-cavallereschi a Giovinazzo tra Medioevo e prima
Et moderna (secc. XIV-XVI) in Studi Bitontini n. 89/2010, pagg. 49-61.
Dal 2006 ad oggi ha svolto diversi interventi come relatore durante convegni, seminari,
incontri culturali sulle tematiche di ricerca

arlando di Federico II non pu che venire subito in mente Castel del Monte e tutto il filone magico-esoterico che
vi dietro. Esperti di segreti e misteri di Puglia affermano
che i castello fu costruito dai Templari, che lo Svevo incontrasse segretamente nel maniero murgiano i cavalieri rossocrociati per pratiche occulte, qualcuno afferma anche di avere le prove che Federico II era egli
stesso un templare, per poi scoprire che tali prove altro non sono che
le strampalate teorie esoteriche che di fondamento storico hanno ben
poco. Un capitolo a parte merita il discorso del Graal.
Ma allora quali furono i rapporti di Federico II con i Templari sulla
base delle evidenze storiche? Molti autori (Bramato, Demurger, Barber)
sostengono che limperatore, dopo essere rientrato nel Regno di Sicilia
nel 1221, avrebbe dimostrato una sostanziale indifferenza nei confronti
dellOrdine del Tempio; tale atteggiamento sarebbe cambiato nel 1227,
quando sal al soglio pontificio Gregorio IX, trasformandosi in aperta
ostilit. Occorre precisare la naturale preferenza, in quanto tedesco, per
lOrdine teutonico e come il gran maestro di questOrdine, Hermann
von Salza, fu ascoltato consigliere dellimperatore. Nel 1227 le relazioni
tra Impero e Papato si inasprirono a seguito della scomunica pronunciata da Gregorio IX contro Federico II. Una delle conseguenze fu lordine
impartito dal sovrano ai Giustizieri del Regno di Sicilia di sequestrare i
beni posseduti dai Templari in contrasto con la legislazione vigente in
materia di mano morta. La scomunica fu ribadita lanno successivo motivandola, non solo per la mancata partenza per la crociata,
ma anche per la spogliazione dei beni di Templari e Ospedalieri nel Regno di Sicilia. La partenza per la Terra Santa e il recupero incruento di Gerusalemme non favorirono il ritorno
a rapporti pacifici tra Federico II e lOrdine templare, anzi si
inasprirono ulteriormente dato che, a quanto pare, i Templari
ostacolarono le iniziative diplomatiche avviate dallimperatore per il recupero senza ostilit di Gerusalemme, arrivando
persino a tentare luccisione del sovrano sulle rive del Giordano.
Nel 1229 Federico II escluse la Militia Templi da ogni
trattato e abbandon i cavalieri rossocrociati della Siria meridionale agli attacchi musulmani. Lasciando la Terra Santa,
limperatore accus di nuovo i Templari di aver provato ad
attentare alla sua vita sulla via di San Giovanni dAcri e proib
loro di entrare a Gerusalemme. Scarsi risultati ebbero le ripetute insistenze di Gregorio IX affinch i Templari fossero
reintegrati nel possesso dei beni loro confiscati. Molti danni
furono recati alle domus templari della Capitanata; infatti,
ancora nel 1249 molte propriet templari nella zona producevano reddito per la Curia imperiale e per tale motivo furono registrate da Roberto, giudice di Ariano, e Tommaso,
notaio di Avellino, nel Quaternus de excadenciis et revocatis
Capitinatae, fonte che permette agli studiosi di avere notizie
molto dettagliate circa la consistenza delle propriet templari in Capitanata. Occorre ricordare che Federico II non fu
neanche molto tenero nei confronti dei Teutonici, dato che
fece sequestrare anche loro beni, come risulta dal Quaternus.
Infatti, nella lotta tra Papato e Impero, lOrdine teutonico
parteggiava per questultimo, nella persona del gran maestro,
mentre il commendatore di Prussia e quello dei baliaggi delle
regioni tedesche si schierarono con il papa. Nel 1248, quando
il maestro dei baliaggi tedeschi ottenne dei privilegi dallantire dei Romani, Guglielmo dOlanda, limperatore ordin la
confisca dei beni teutonici in Puglia e Sicilia, sebbene il commendatore regionale della Puglia gli fosse rimasto fedele.
Nei suoi ultimi anni di vita Federico II cerc di ricomporre laspro dissidio con i Templari, ma non vi riusc. La volont di riappacificarsi con lOrdine fu espressa solo nel suo
testamento, nel quale disponeva che tutti i beni templari, cos
come quelli degli altri Ordini che la Curia imperiale deteneva, avrebbero dovuti essere restituiti ai legittimi proprietari.

Jacques de Molay

Altri autori (Cleve, Bulst) sostengono invece che i rapporti tra Federico II e Templari nel Regno di Sicilia non sarebbero stati poi cos cattivi
sia prima che dopo la crociata, come suffragato da una serie di indizi. Lo
svevo, una volta divenuto maggiorenne, nel 1209 e nel 1210 conferm i
possedimenti dei Templari nel regno e rinnov loro i privilegi nel 1221
e nel 1223. Inoltre, durante lassenza dal regno per la crociata (122829), Federico II aveva nominato un templare e un ospedaliero provveditori ai castelli della Calabria. Evidentemente egli nutriva fiducia nei
confronti del Tempio e dellOspedale. Nel settembre 1229 conferm ad
Armand de Perigord, precettore delle case templari di Sicilia e Calabria,
i beni dellOrdine in alcune localit siciliane, mentre nellagosto dellanno successivo ordin la restituzione di terre e bestiame sottratti a Ospedalieri e Templari in Sicilia. Secondo Houben, lelezione di Armand de
Perigord a gran maestro del Tempio, avvenuta nel 1232, potrebbe essere
valutata come un tentativo dellOrdine per cercare di migliorare i suoi
rapporti con limperatore. Solo con linasprimento del conflitto con il
Papato, la nuova scomunica risale al 1239 e la deposizione da imperatore al 1245, i rapporti si deteriorarono irreversibilmente.
Una questione certa: nel 1240, quando si ritiene che iniziarono i
lavori di costruzione di Castel del Monte, i rapporti tra Federico II e i
Templari erano gi pessimi e non proprio possibile che i cavalieri rossocrociati abbiano, in alcun modo, aiutato lodiato sovrano svevo nella
realizzazione del castello.